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Decisione

33.2023.24

Tassa giornaliera per degenza in istituto. Applicazione indistinta dal 01.01.21 del nuovo art. 10 cpv. 2 lett. a LPC a tutti i beneficiari PC è contraria a diritto federale. Non v'è una base legale che impone di adottarlo subito senza verificare se tutte le modifiche siano complessiv. favorevoli

21 febbraio 2024Italiano52 min

dedotti dalla legislazione e dalla giurisprudenza anteriore, che conserva pertanto

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Raccomandata

Incarto

n.

33.2023.24

TB

Lugano

21 febbraio 2024

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Tanja Balmelli, cancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 1° settembre 2023 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 17 luglio 2023 emanata da

Cassa cantonale di compensazione - Servizio prestazioni

complementari, 6501 Bellinzona

in materia di prestazioni complementari

ritenuto in fatto

1.1. Dal 1° agosto 2016 (doc. 23) RI 1,

1933, ha beneficiato di prestazioni complementari per sé, che viveva a casa, e per

sua moglie __________, 1939, degente in un istituto.

Sin da subito il calcolo è stato effettuato separatamente perché

uno dei coniugi viveva in istituto e dal 1° gennaio 2023 (doc. 170) il loro diritto

alle PC, calcolato sulla base del diritto in vigore fino al 31 dicembre 2020

siccome più favorevole rispetto alle modifiche successivamente entrate in

vigore, era di Fr. 130.- al mese per l'assicurato e di Fr. 100.- per il

coniuge.

1.2. __________ è deceduta __________

aprile 2023 e con decisione del 5 giugno 2023 (doc. 196) la Cassa cantonale di

compensazione ha ricalcolato il diritto alle PC dei coniugi stabilendolo,

secondo il nuovo diritto, in Fr. 196.- dal 1° al 30 aprile 2023 e in Fr. 0.-

dal 1° maggio 2023 a favore del marito, mentre la moglie non aveva più diritto dal

1° aprile. Di conseguenza, la Cassa ha disposto, nei confronti dell'assicurato,

il pagamento retroattivo di Fr. 66.- per il mese di aprile 2023 e ha chiesto la

restituzione di Fr. 130.- per i mesi di maggio e di giugno 2023, per un totale

da rimborsare di Fr. 194.-; la moglie doveva invece restituire le mensilità di

aprile, maggio e giugno 2023, per un totale di Fr. 300.- (Fr. 100 x 3).

1.3. Il 20 giugno 2023 (doc. 199) l'amministrazione

ha rivisto il diritto dell'assicurato dal 1° maggio 2023 dopo il corretto

computo dell'eredità delle proprietà fondiarie, rifiutando nuovamente il

diritto a prestazioni.

1.4. L'opposizione del 3 luglio 2023

(doc. 201) dell'assicurato contro la decisione di restituzione del 5 giugno

2023, con cui ha chiesto di calcolare il diritto alle PC per aprile 2023

secondo il vecchio diritto e quindi di attribuire alla coppia le prestazioni

per quel mese (art. 12 cpv. 3 LPC), è stata respinta dalla Cassa con decisione

su opposizione del 17 luglio 2023 (doc. A12).

L'amministrazione ha rilevato che secondo il previgente diritto,

le PC erano versate per un mese intero e ciò anche se una persona entrava in

istituto a fine mese rispettivamente moriva all'inizio del mese, rimborsando

perciò spese che il beneficiario non aveva in realtà sostenuto. Con la riforma delle

PC, in vigore dal 1° gennaio 2021, il nuovo art. 10 cpv. 2 LPC prevede che la spesa

per la tassa giornaliera è riconosciuta per i giorni di permanenza fatturati

dall'istituto o dall'ospedale e il N. 3320.04 DPC riprende questo principio. La

Cassa ha perciò computato come retta dell'istituto Fr. 11'088.-, ossia __________

giorni di degenza a Fr. 84.- al giorno riportati su 12 mesi e il diritto di __________

è decaduto da aprile 2023. L'amministrazione ha dunque chiesto in restituzione

l'importo di Fr. 494.- per i mesi da aprile a giugno 2023 secondo quanto

previsto dal nuovo art. 10 cpv. 2 LPC.

Fondandosi sul Commento ai singoli articoli di cui al Messaggio

del Consiglio federale sulla riforma delle PC, la Cassa ha infine spiegato il

motivo per cui non è possibile applicare le disposizioni transitorie

concernenti la modifica della LPC e quindi non si può continuare ad applicare

il diritto antecedente al 2021: a suo dire, l'art. 10 cpv. 2 LPC non rientra

fra i motivi per i quali il Consiglio federale ha ritenuto giustificata l'applicazione

delle disposizioni transitorie, perciò la Cassa è tenuta ad applicare il nuovo

articolo 10 cpv. 2 LPC anche se il diritto è insorto in precedenza.

1.5. Con ricorso del 1° settembre 2023 RI

1, rappresentato dal figlio RA 1, ha chiesto al Tribunale di non applicare il

nuovo art. 10 cpv. 2 lett. a LPC per calcolare il diritto della moglie secondo

il vecchio diritto, ma l'art. 12 cpv. 3 LPC.

In tal modo, essa avrebbe avuto diritto alle prestazioni fino al

30 aprile 2023 e non solo fino al 31 marzo 2023. Inoltre, il ricorrente ha

postulato per aprile 2023 il ripristino a suo favore delle PC nella misura che gli

spettava dal 1° gennaio 2023.

In via subordinata, l'assicurato ha chiesto di verificare se è

corretto che, nello stabilire le sue PC secondo il vecchio diritto, le spese di

pigione siano state computate in Fr. 13'200.- e non nel nuovo importo di Fr. 17'040.-.

Egli ha inoltre evidenziato che con il nuovo sistema di computo solo dei giorni

effettivi di degenza in istituto è possibile che se il decesso avviene nella

prima parte del mese, si ha la soppressione del diritto già con la fine del

mese precedente alla morte, ciò che nella realtà porta a non riconoscere la

tassa giornaliera per i giorni fatturati dall'istituto.

L'assicurato ha rilevato che nell'ambito della riforma delle PC,

il Parlamento ha adottato integralmente alcuni articoli proposti dal Messaggio

concernente la modifica della LPC, mentre altri li ha parzialmente modificati,

come è il caso delle disposizioni transitorie. Infatti, secondo il ricorrente,

queste disposizioni transitorie si applicano ai beneficiari di prestazioni complementari

per i quali la riforma delle PC comporta complessivamente una

diminuzione della prestazione complementare annua o la perdita del diritto,

mentre il citato Messaggio prevedeva che il diritto anteriore si applicasse per

tre anni ai beneficiari di PC per i quali solo determinati articoli di legge

comportavano una diminuzione delle prestazioni complementari. Il testo di legge

finale e attuale differisce quindi dall'iniziale Messaggio. Se, come sostiene

la Cassa, l'art. 10 cpv. 2 LPC non rientra fra l'elenco dei motivi per i quali

è giustificata l'applicazione delle disposizioni transitorie, e perciò essa è

tenuta ad applicare questo nuovo articolo anche in un caso in cui si applichi

il diritto anteriore, non si capisce allora perché nei calcoli secondo il

vecchio diritto la Cassa adotti il limite massimo di Fr. 13'200.- per la

pigione in luogo del nuovo ammontare di Fr. 17'040.-, che permetterebbe di

considerare per intero la pigione pagata di Fr. 14'496.-, non essendo anche l'art.

10 cpv. 1 lett. b cifra 1 LPC inserito nella lista figurante nel Commento alle disposizioni

transitorie del Messaggio.

In conclusione, poiché la moglie è deceduta nei tre anni dall'entrata

in vigore della riforma delle PC, la Cassa deve esaminare il diritto secondo il

diritto anteriore applicando l'art. 12 cpv. 3 LPC e non giusta il nuovo art. 10

cpv. 2 lett. a LPC.

1.6. Nella risposta di causa del 20

settembre 2023 (doc. III) la Cassa cantonale di compensazione ha chiesto al TCA

di respingere il ricorso, rinviando alle motivazioni esposte nella decisione su

opposizione. Essa ha comunque riproposto il testo del Messaggio sulla riforma

delle PC riguardo al computo della tassa giornaliera solo per i giorni

effettivi, a seguito del quale è stato modificato l'art. 10 cpv. 2 LPC. Per la

Cassa, quindi, la volontà del Parlamento è molto chiara, "volontà che non fa parte delle norme transitorie e

pertanto vanno applicate indipendentemente dal diritto LPC applicato".

Per quanto concerne la scelta del diritto applicabile, la Cassa ha

riportato il testo in francese del N. 2214 della Circolare concernente le

disposizioni transitorie della riforma delle PC (C-R PC), concludendo che dal

1° gennaio 2021 al 30 marzo 2023 ha applicato il diritto anteriore perché la

somma delle PC del marito e della moglie era superiore alla somma delle loro PC

secondo il diritto attuale, come risulta dalla tabella riportata.

1.7. Il 27 settembre 2023 (doc. V) l'assicurato

ha rinviato al proprio ricorso e ha rilevato che applicando il nuovo art. 10

cpv. 2 lett. a LPC si va a condizionare sia il diritto (fine anticipata al 31

marzo 2023 del diritto alle PC per la moglie anziché al 30 aprile 2023), sia l'importo

delle prestazioni complementari (non solo il rifiuto delle PC per il coniuge,

ma anche una diminuzione a proprio favore per il mese di aprile 2023).

1.8. La Cassa ha comunicato, il 6

ottobre 2023 (doc. VII), di non avere ulteriori considerazioni da formulare.

1.9. Il Giudice delegato ha chiesto, il

24 novembre 2023 (doc. IX), all'Ufficio federale delle assicurazioni sociali

dei chiarimenti in merito all'applicazione delle disposizioni transitorie del

22 marzo 2019 per quanto concerne l'adozione, pure nel calcolo secondo il

diritto anteriore LPC, del nuovo principio del computo dei giorni effettivi di

ricovero in istituto.

1.10. Sullo scritto del TCA e sulla presa

di posizione del 25 gennaio 2024 (doc. X) dell'UFAS si sono espressi il

ricorrente (doc. XII) e la Cassa cantonale di compensazione (doc. XIII), argomentando

e confermando ulteriormente le proprie posizioni.

considerato in diritto

2.1. Oggetto della lite è sapere se debba

essere confermata la decisione con cui la Cassa di compensazione ha chiesto all'assicurato

di restituire l'importo di Fr. 494.- per le prestazioni complementari

indebitamente versate dal 1° aprile al 30 giugno 2023 ai coniugi (Fr. 194.- al

marito e Fr. 300.- alla moglie).

La richiesta del ricorrente di ottenere dalla Cassa le

perizie esperite nel 2016 dei fondi immobili di proprietà della moglie, più

volte chieste senza però ottenere alcuna risposta, non va invece

esaminata, siccome non è oggetto della decisione impugnata, resa su

opposizione, il cui contenuto è ora il solo ad essere sottoposto all'esame del

TCA (artt. 52 e 56 LPGA).

Per costante giurisprudenza federale, infatti, la decisione

impugnata costituisce il presupposto e il contenuto della contestazione

sottoposta all'esame giudiziale (SVR 2005 AHV Nr. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V

36 consid. 2a). Se non è stata emessa nessuna decisione, la contestazione non

ha oggetto e non può dunque essere pronunciata una sentenza nel merito (STF C 22/06 del 5 gennaio 2007; DTF 131 V 164 consid. 2.1; DTF

125 V 414 consid. 1A; DTF 119 Ib 36 c. 1b).

Ad ogni modo, con la risposta di causa l'amministrazione ha dato

seguito a quanto postulato dall'assicurato (doc. III/1), perciò questa domanda è

comunque diventata priva di oggetto.

2.2. L'art. 25 cpv. 1 prima frase LPGA

stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite.

Il capoverso 2 dell'art. 25 LPGA prevede che il diritto di esigere

la restituzione si estingue tre anni dopo che l'istituto d'assicurazione ha

avuto conoscenza del fatto, ma al più tardi cinque anni dopo il versamento

della prestazione. Se il credito deriva da un atto punibile per il quale il

diritto penale prevede un termine di prescrizione più lungo, quest'ultimo è

determinante.

Fatti

I principi applicabili alla restituzione secondo la LPGA sono

dedotti dalla legislazione e dalla giurisprudenza anteriore, che conserva pertanto

la sua validità (DTF 130 V 318).

Per giurisprudenza costante,

nell'ambito delle assicurazioni sociali, la restituzione delle prestazioni

presuppone, di regola, che siano adempiute le condizioni di una

riconsiderazione o di una revisione processuale della decisione con la quale le

prestazioni litigiose sono state versate (DTF 126 V 42 consid. 2b; DTF 126 V 42

consid. 2b; STF 9C_429/2012 del 19 settembre 2012; STF 9C_795/2009 del 21

giugno 2010 pubblicata in SVR 2010 EL Nr. 12; STF U 408/06 del 25 giugno 2007;

STFA K 147/03 del 12 marzo 2004). Ciò non è il caso – e la restituzione non

presuppone un motivo e quindi una decisione di riconsiderazione – quando l'assicurato

ha beneficiato di una prestazione alla quale, da un profilo oggettivo, non

aveva diritto (STF 9C_233/2007 del 28 giugno 2007, consid. 2.3.2; STCA 32.2011.285 del 14 giugno 2012).

Analogamente alla revisione

delle sentenze delle autorità giudiziarie, l'amministrazione deve procedere

alla revisione processuale di una decisione cresciuta in giudicato

quando sono scoperti nuovi elementi o nuovi mezzi di prova atti ad indurre ad

una conclusione giuridica differente (art. 53 cpv. 1 LPGA; DTF 129 V 110, DTF

126 V 42 consid. 2b con rinvii; STFA C 191/02 del 15 luglio 2003; STFA I 339/01

del 29 novembre 2002).

La nozione di

fatti o mezzi di prova nuovi si apprezza allo stesso modo in caso di revisione

(processuale) di una decisione amministrativa (art. 53 cpv. 1 LPGA), di

revisione di un giudizio cantonale (art. 61 lett. i LPGA) o di revisione di una

sentenza fondata sull'art. 137 lett. b OG (Plädoyer 2007/1 pag. 62; STFA I 642/04 del 6 dicembre 2005).

Inoltre, l'amministrazione

può riconsiderare una decisione passata formalmente in giudicato e sulla

quale un'autorità giudiziaria non si è pronunciata nel merito, a condizione che

sia senza dubbio errata e la sua rettifica rivesta un'importanza notevole (art.

53 cpv. 2 LPGA).

Questi principi sono pure

applicabili nel caso in cui delle prestazioni siano state accordate senza

essere state oggetto di una decisione formale se il loro versamento ha comunque

validamente esplicato effetti giuridici (DTF 129 V 110, DTF 126 V 23 consid.

4b, DTF 126 V 46 consid. 2b, DTF 126 V 400 consid. 2b/a; STFA C 24/02 dell'11

febbraio 2004).

Una decisione è stata considerata

senza dubbio errata a seguito del rifiuto della concessione di una rendita

stante una errata valutazione dell'invalidità per un errore d'applicazione di

principi fondamentali (DTF 119 V 483 consid. 3; DTF 110 V 179).

Secondo la giurisprudenza (STF 9C_862/2010 del 18 gennaio 2012; STF 9C_1061/2010 del 7 luglio

2011, consid. 6.1), la riconsiderazione non è tuttavia ammissibile se la

decisione è stata oggetto di controllo giudiziale nel merito (DTF 127 V 466

consid. 2c). Per determinare se è possibile riconsiderare una decisione

in quanto manifestamente erronea, occorre fondarsi sulla situazione giuridica

esistente al momento della sua pronuncia, prendendo in considerazione la prassi

allora in vigore (DTF 125 V 383 consid. 3 pag. 389 con riferimenti), tenuto

conto del fatto che un cambiamento di prassi o di giurisprudenza non giustifica

di regola una riconsiderazione (DTF 117 V 8 consid. 2c pag. 17; 115 V 308

consid. 4a/cc pag. 314). Per motivi legati alla sicurezza giuridica e per

evitare che la riconsiderazione diventi uno strumento che consenta di

riesaminare liberamente i presupposti del diritto a prestazioni di lunga

durata, l'irregolarità deve essere manifesta. In particolare non vi è

inesattezza manifesta se l'assegnazione della prestazione dipende dall'adempimento

di condizioni materiali il cui esame presuppone un certo margine di

apprezzamento riguardo a certi aspetti o elementi, e se la decisione iniziale

appare ammissibile alla luce della situazione di fatto e di diritto. Se

persistono ragionevoli dubbi sul carattere erroneo della decisione iniziale,

non è possibile procedere ad un riesame (STF 9C_439/2007 del 28 febbraio 2008

consid. 3.1; STF 8C_883/2008 del 31 marzo 2009, consid. 4.1.2).

2.3. Il 1° gennaio 2021 è entrata in

vigore la revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione

per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) del 6 ottobre 2006 (RU 2020

585) e dell'Ordinanza sulle prestazioni complementari all'assicurazione

per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità del 15 gennaio 1971 (OPC-AVS/AI) (FF

2016 6705: Riforma delle PC).

Le disposizioni transitorie

della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC) prevedono, al capoverso 1,

che il diritto anteriore si applica per tre anni a partire dall'entrata in

vigore della modifica ai beneficiari di prestazioni complementari per i quali

la riforma delle PC comporta complessivamente una diminuzione della prestazione

complementare annua o la perdita del diritto alla prestazione complementare

annua.

In concreto, in virtù di queste disposizioni transitorie, per ogni

anno, dal 2021 al 2023, la Cassa di compensazione ha effettuato un calcolo comparativo sulla base del diritto

anteriore e del nuovo diritto LPC siccome l'assicurato beneficiava già di

prestazioni complementari al momento dell'entrata in vigore della Riforma delle

PC. Come ha evidenziato nella risposta di causa, essa ha ritenuto per i coniugi un diritto alle PC più elevato in

applicazione delle norme in vigore fino al 31 dicembre 2020.

Per contro, stante il decesso del coniuge avvenuto ad aprile 2023,

per quel mese la Cassa ha stabilito che l'assicurato aveva diritto a Fr. 130.-

al mese (doc. 193) secondo il diritto anteriore e a Fr. 196.- (doc. 192) in

virtù delle norme in vigore dal 2021.

Per la moglie, sia applicando il diritto anteriore sia quello in

essere dal 1° gennaio 2021, si era sempre in presenza di un'eccedenza di

redditi che portava a rifiutare le prestazioni complementari. In entrambe le

ipotesi di calcolo il diritto alle PC è stato definito, in particolare, computando

la retta giornaliera dell'istituto per i giorni effettivi di degenza (docc. 194

e 195).

Venendo a decadere il diritto alle PC del coniuge, il 5 giugno

2023 (doc. 196) la Cassa ha rivisto il diritto alle prestazioni complementari dei

coniugi dal 1° aprile 2023 al 30 giugno 2023 e ha chiesto in restituzione all'assicurato

superstite i Fr. 100.- di PC già versati mensilmente alla moglie per aprile,

maggio e giugno 2023. Inoltre, ha chiesto il rimborso dei Fr. 130.- già

corrisposti all'assicurato per i mesi di maggio e giugno 2023, anch'essi stabiliti

con la decisione del 25 gennaio 2023 (doc. 170), valida dal 1° gennaio 2023. Questo

importo (Fr. 260.-) è stato in parte compensato con il suo maggior diritto per

il mese di aprile 2023, per un indebito totale di Fr. 494.-, oggetto del

contendere.

2.4. Per

l'art. 2 cpv. 1 LPC, la Confederazione e i Cantoni accordano alle persone che

adempiono le condizioni di cui agli articoli 4–6 prestazioni complementari per

coprire il fabbisogno esistenziale.

Per l'art. 4 cpv. 1 lett. a

LPC, le persone domiciliate e dimoranti abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA)

hanno diritto alle prestazioni complementari se ricevono una rendita di

vecchiaia e superstiti (AVS).

Fino al 31 dicembre 2020, secondo

l'art. 9 cpv. 1 LPC l'importo della prestazione complementare annua era pari

alla quota delle spese riconosciute che eccedeva i redditi computabili.

Giusta l'art. 9 cpv. 3 LPC, se uno o entrambi i coniugi vivevano

in un istituto o in un ospedale, la prestazione complementare annua era

calcolata separatamente per ogni coniuge. La sostanza era attribuita per metà a

ognuno dei coniugi. Di norma, le spese riconosciute e i redditi computabili erano

divisi a metà. Il Consiglio federale stabiliva le eccezioni.

Inoltre, fino al 2021, per le

spese riconosciute l'art. 10 cpv. 2 LPC prevedeva in particolare che:

"

Per le persone che vivono

durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone

che vivono in un istituto o in un ospedale), le spese riconosciute sono le

seguenti:

a. la

tassa giornaliera; i Cantoni possono limitare le spese prese in considerazione

a causa del soggiorno in un istituto o in un ospedale. I Cantoni provvedono

affinché di norma il soggiorno in un istituto riconosciuto non causi una

dipendenza dall'assistenza sociale;

b. un importo per le spese personali,

stabilito dal Cantone.".

Dal 1° gennaio 2021, l'art. 9

cpv. 1 LPC dispone che l'importo della prestazione complementare annua è pari

alla quota delle spese riconosciute che eccede i redditi computabili, ma almeno

al più elevato dei seguenti importi:

a. la

riduzione dei premi massima stabilita dal Cantone per le persone che non

beneficiano né delle prestazioni complementari né dell'aiuto sociale;

b. il 60 per cento

dell'importo forfettario per l'assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie di cui all'articolo 10 capoverso 3 lettera d.

Per l'art. 9 cpv. 3 LPC, se uno o entrambi i coniugi vivono in un

istituto o in un ospedale, la prestazione complementare annua è calcolata

separatamente per ogni coniuge in base ai principi seguenti:

a. le spese

riconosciute sono imputate al coniuge al quale si riferiscono; la spesa che

concerne entrambi i coniugi è imputata per metà a ognuno di essi;

b. di norma, i

redditi computabili sono divisi a metà, eccezion fatta per il consumo della

sostanza; il Consiglio federale può prevedere ulteriori eccezioni per i redditi

che riguardano soltanto uno dei coniugi;

c. la sostanza è

attribuita per metà a ognuno dei coniugi; se uno o entrambi i coniugi sono

proprietari di un immobile che serve quale abitazione a uno di essi, mentre l'altro

vive in un istituto o in un ospedale, tre quarti della sostanza sono attribuiti

a quest'ultimo e un quarto al coniuge che vive a casa.

Secondo l'art. 10 cpv. 2 LPC nel tenore in vigore

dal 1° gennaio 2021, per le persone che vivono durevolmente o per oltre

tre mesi in un istituto o in un ospedale (persone che vivono in un istituto o

in un ospedale), le spese riconosciute sono le seguenti:

a. la tassa

giornaliera per i giorni di permanenza fatturati dall'istituto o dall'ospedale;

i Cantoni possono limitare le spese prese in considerazione a causa del

soggiorno in un istituto o in un ospedale; provvedono affinché di norma il

soggiorno in un istituto riconosciuto non causi una dipendenza dall'aiuto

sociale;

b. un importo per

le spese personali, stabilito dal Cantone.

2.5. Nel Messaggio 16.065 concernente la

modifica della legge federale sulle prestazioni complementari all'assicurazione

per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (Riforma delle PC, FF 2016 6705)

del 16 settembre 2016, al capitolo 1.2.5 il Consiglio federale si è espresso

sul calcolo delle PC per le persone che vivono in un istituto o in un ospedale.

Fra i suoi tre intenti di riformare la LPC in questo ambito, l'Esecutivo ha

affermato che nel calcolo delle PC sarebbe stata considerata solo la tassa

giornaliera per i giorni effettivamente fatturati dall'istituto e al riguardo si

è pronunciato come segue (FF 2016 6754):

" Computo

della tassa giornaliera solo per i giorni effettivi nel calcolo delle PC

Secondo il diritto vigente, le PC periodiche sono versate per un

mese intero (art. 12 cpv. 1 e 3 LPC). Se una persona entra in un istituto alla

fine di un mese e in seguito al ricovero acquisisce il diritto alle PC, queste

prestazioni (inclusa la tassa giornaliera) sono versate per l'intero mese in

questione. Le PC sono versate per l'intero mese anche quando una persona che

vive in istituto muore all'inizio del mese, persino se l'istituto ha fatturato

solo parzialmente il mese in questione. Ne consegue che le PC rimborsano spese

che in realtà il beneficiario di PC non ha dovuto sostenere. Per evitare che

ciò accada, in futuro nel calcolo delle PC per le persone che vivono in

istituto sarà considerata solo la tassa giornaliera per i giorni di permanenza

effettivamente fatturati dall'istituto. I Cantoni potranno continuare a fissare

l'importo massimo riconosciuto per la tassa giornaliera.

Le spese supplementari dovute al soggiorno in un istituto sono

interamente a carico dei Cantoni. La Confederazione partecipa alle spese per le

PC delle persone che vivono in istituto soltanto nel quadro della garanzia del

fabbisogno vitale in senso stretto (cfr. n. 1.1.3). La considerazione della

tassa giornaliera soltanto per i giorni di soggiorno effettivi sgraverà

pertanto soprattutto i Cantoni. Per il 2030 si prevedono minori uscite per le

PC dell'ordine di 57 milioni di franchi (Confederazione: 7 mio.; Cantoni: 50

mio.).".

2.6. L'Ufficio federale delle

assicurazioni sociali ha emanato le Direttive sulle prestazioni complementari

(DPC), valide dal 1° aprile 2011, aggiornate al 1° gennaio 2020, che

concretizzano le disposizioni della legge e dell'ordinanza in materia fino al

2021.

Il N. 3320.01 DPC prevedeva che, per principio, la tassa

giornaliera doveva includere tutte le spese ricorrenti. Se per esempio l'importo

giornaliero era di 150 franchi e ogni mese erano fatturati 90 franchi per le

cure, nel calcolo delle PC andava computata una tassa giornaliera di 153

franchi. Era possibile valutare se fossero giustificati supplementi.

Con l'entrata in vigore della riforma delle PC, dal 1° gennaio

2021 l'UFAS ha modificato queste Direttive.

Per il N. 3320.01 DPC, per principio, la tassa giornaliera deve

includere tutte le spese ricorrenti. È possibile valutare se siano giustificati

supplementi.

Secondo il N. 3320.04 DPC, la tassa giornaliera va riconosciuta

come spesa soltanto per i giorni effettivamente fatturati dall'istituto. Se una

persona muore nell'istituto, la tassa giornaliera può essere considerata al

massimo fino all'estinzione del diritto alle PC secondo il N. 2121.03.

Il N. 2121.03 DPC dispone che il diritto si estingue alla fine del

mese in cui non sono più adempiute una o più condizioni richieste. In caso di

estinzione del diritto a una rendita AI, per esempio, il pagamento delle PC

cessa a partire dal mese in cui è soppressa la rendita AI. Se la rendita AI è

sostituita da un'indennità giornaliera dell'AI, sono applicabili i N. 2123.01 e

2123.02.

2.7. La Cassa cantonale di compensazione

ha dunque proceduto a un calcolo comparativo del diritto alle prestazioni

complementari dei coniugi secondo il diritto anteriore e il diritto vigente.

Tuttavia, per quanto concerne la moglie dell'assicurato degente in

casa anziani, con il decesso avvenuto nel corso del mese di aprile 2023 la

Cassa non ha più considerato, come sin da sempre calcolato, la spesa della

retta giornaliera per tutto il mese, riportata sull'anno (Fr. 84 x 365 giorni),

ma soltanto per i giorni effettivi di degenza (Fr. 84 x __________ giorni x 12

mesi).

L'amministrazione ha applicato questo metodo sia per il calcolo

"A titolo di confronto: calcolo in base

alle disposizioni del vecchio diritto" (doc. 195) sia per il

"Calcolo valido in base alle

disposizioni del nuovo diritto" (doc. 194).

In sostanza, nello stabilire il diritto alle prestazioni

complementari secondo le norme in vigore fino al 31 dicembre 2020, la Cassa ha utilizzato

l'importo di Fr. 60'000.- per la sostanza non imponibile come previsto dall'art.

11 cpv. 1 lett. c vLPC, ma ha adottato il nuovo sistema di computo delle spese per

le persone che vivono in un istituto o in un ospedale di cui all'art. 10 cpv. 2

lett. a nLPC considerando "la tassa

giornaliera per i giorni di permanenza fatturati dall'istituto o dall'ospedale".

In tal modo, sono stati mescolati elementi di calcolo in essere

fino al 2020 con altri in vigore dal 2021.

Il principio del calcolo secondo i giorni effettivi di degenza in

istituto è poi stato utilizzato per stabilire il diritto alle PC secondo le

nuove norme, laddove è stata ritenuta la franchigia di Fr. 50'000.- secondo l'art.

11 cpv. 1 lett. c nLPC.

A giustificazione del suo procedere, la Cassa ha riportato l'estratto

del "Commento ai singoli articoli" figurante nel citato

Messaggio del Consiglio federale (FF 2016 6781) concernente la:

" Disposizione

transitoria della modifica del … (Riforma delle PC)

Diverse misure della presente riforma possono incidere sul calcolo

delle PC e comportare una diminuzione o addirittura la soppressione delle

prestazioni. Per consentire alle persone interessate di avere abbastanza tempo

per adattarsi alla nuova situazione finanziaria, le misure seguenti si

applicheranno solo dopo tre anni dall'entrata in vigore:

– adeguamento

dell'importo minimo delle PC (art. 9 cpv. 1);

– ripartizione

della sostanza delle coppie in cui un coniuge vive in un istituto o in un

ospedale (art. 9 cpv. 3 lett. b e c);

– possibilità

per i Cantoni di computare il premio effettivo dell'assicurazione obbligatoria

delle cure medico-sanitarie, se è inferiore al premio medio (art. 10 cpv. 3

lett. d);

– riduzione

della franchigia sulla sostanza complessiva (art. 11 cpv. 1 lett. c);

– computo

integrale del reddito dell'attività lucrativa dei coniugi senza un proprio

diritto alle PC (art. 11 cpv. 1 lett. a e 11a cpv. 1).

Le persone che acquisiranno il diritto alle PC dopo l'entrata in

vigore della presente riforma saranno da subito soggette al nuovo diritto.

Anche la regolamentazione prevista per il computo dei debiti

ipotecari (n. 1.2.2) può comportare una diminuzione delle PC per determinate

persone. Pure in questo caso vigerà quindi un periodo transitorio di tre anni.

Poiché la questione sarà disciplinata materialmente a livello d'ordinanza, la

relativa disposizione transitoria sarà prevista allo stesso livello.".

Secondo l'amministrazione, nel Messaggio del Consiglio federale

sulla riforma delle PC, l'art. 10 cpv. 2 LPC non figura fra i casi per cui è

giustificato attendere tre anni prima di applicare la nuova norma,

peggiorativa, perciò la stessa va applicata nel nuovo tenore.

Per il ricorrente, invece, non è determinante quanto ha proposto

il Consiglio federale nel suo Messaggio e nel Disegno di legge (FF 2016 6807),

e meglio:

" Disposizione

transitoria della modifica del … (Riforma delle PC)

Il diritto anteriore si applica per tre anni a partire dall'entrata

in vigore della presente modifica ai beneficiari di prestazioni complementari

per i quali i nuovi articoli 9 capoversi 1 e 3 lettere b e c, 10 capoverso 3

lettera d, 11 capoverso 1 lettere a e c nonché 11a capoverso 1 comportano una

diminuzione della prestazione complementare annua.",

poiché ciò che fa stato è il testo definitivo delle disposizioni

transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC), che prevede

che:

" 1 Il diritto anteriore si applica per tre anni

a partire dall'entrata in vigore della presente modifica ai beneficiari di

prestazioni complementari per i quali la riforma delle PC comporta

complessivamente una diminuzione della prestazione complementare annua o la

perdita del diritto alla prestazione complementare annua.

2 Gli articoli 16a

e 16b si applicano soltanto alle prestazioni complementari versate

dopo l'entrata in vigore della presente modifica.

3 L'articolo 11a

capoversi 3 e 4 si applica soltanto alla sostanza spesa dopo l'entrata in

vigore della presente modifica.".

Per l'assicurato, il testo finale approvato dal Parlamento

federale non prevede, come invece era proposto nel disegno di legge, che il

diritto anteriore si applicasse per tre anni ai beneficiari di prestazioni

complementari per i quali solo determinati articoli comportano una

diminuzione della PC, ma che il diritto anteriore si applichi ai beneficiari di

PC per i quali la riforma delle PC comporta complessivamente una

diminuzione della prestazione complementare annua o la perdita del diritto alla

prestazione complementare annua.

2.8. Sulle questioni legate alle disposizioni

transitorie della riforma delle prestazioni complementari, l'Ufficio federale

delle assicurazioni sociali ha allestito una Circolare (C-R PC), stesa unicamente

in lingua francese e tedesca, entrata in vigore il 1° gennaio 2021, che regola

in particolare il modo in cui trattare i casi in corso al momento dell'entrata

in vigore della riforma delle PC, il modo di calcolare le PC in corso durante

il periodo transitorio di tre anni e come trattare i casi in corso al termine

del periodo transitorio il 1° gennaio 2024 (https://sozialversicherungen.

admin.ch/fr/d/15513/download).

Di seguito degli estratti topici di questa Circolare:

1201 Les dispositions transitoires concernent les

modifications de la loi et des dispositions d'exécution y afférentes pouvant

avoir une incidence directe sur le droit à la PC annuelle ou sur son montant.

Il s'agit notamment des modifications concernant:

– les conditions d'octroi (seuil de la fortune);

– le montant minimal de la PC;

– les dépenses reconnues (montant destiné à la

couverture des besoins vitaux des enfants âgés de moins de 11 ans, montants

maximaux reconnus au titre du loyer, forfaits pour frais accessoires et pour

frais de chauffage, montant pour l'assurance obligatoire des soins, frais de

prise en charge extrafamiliale d'enfants qui n'ont pas encore atteint l'âge de

11 ans révolus);

– les revenus déterminants (revenus d'une activité

lucrative du conjoint n'ayant pas droit aux PC);

– la prise en compte de la fortune (franchises,

imputation de la fortune pour les cas de séjour dans un home/à domicile,

dessaisissement de fortune en cas de consommation excessive de la fortune,

prise en compte des dettes hypothécaires, répartition de la fortune dans les

cas où un des conjoints vit dans un home et l'autre dans un logement leur

appartenant).

1202 Ne sont pas concernées par le droit transitoire

les modifications de la loi et des dispositions d'exécution y afférentes qui n'ont

pas d'influence directe sur le droit à la PC annuelle ni sur son montant. Les

modifications suivantes sont applicables dans tous les cas dès le 1er janvier

2021. En particulier:

– les dispositions concernant l'interruption de la

résidence habituelle en Suisse et le délai de carence;

– la prise en compte à la journée de la taxe du

home;

– le remboursement des séjours passagers dans un

home ou dans un hôpital au titre des frais de maladie et d'invalidité;

– le versement au fournisseur de prestations du

montant pour le séjour dans un home ou un hôpital;

– la compensation des créances en restitution avec

des prestations échues,

– la restitution de PC légalement perçues;

– la compétence des cantons;

– le financement des PC;

– la réduction de la contribution aux frais

administratifs.

1301 Les dispositions du droit transitoire ne s'appliquent

qu'aux cas en cours. À partir du 1er janvier 2021, les nouveaux cas sont

exclusivement régis par le nouveau droit.

2101 Afin de déterminer si l'ancien ou le nouveau

droit est plus favorable aux cas en cours au 1er janvier 2021, il faut dresser

une comparaison en établissant un calcul selon l'ancien droit et un autre selon

le nouveau droit.

2212 Le calcul comparatif est établi par cas,

c.-à-d. qu'il inclut toutes les personnes prises en compte dans le calcul de la

PC. Le facteur décisif pour apprécier si l'ancien ou le nouveau droit est plus

favorable est le montant de la PC annuelle résultant du calcul commun

conformément à l'ancien et conformément au nouveau droit.

2214 Pour les couples dont un conjoint au moins vit

dans un home, les deux conjoints sont inclus dans le calcul comparatif. Pour

cela, le droit des deux conjoints à la PC est calculé selon les dispositions du

chap. 3.1.4.2 DPC, une fois conformément à l'ancien droit et une fois

conformément au nouveau droit. La somme de la PC annuelle des deux conjoints

est déterminante pour juger si l'ancien ou le nouveau droit est plus favorable.

2221 En principe, le calcul de la PC conformément à

l'ancien droit est établi comme si la réforme des PC n'était pas entrée en

vigueur. Les adaptations des montants légaux au 1 er janvier 2021 doivent

également être prises en compte dans le calcul de la PC conformément à l'ancien

droit (v. ch. 2223 à 2226). Il en est de même pour des changements de la

situation personnelle ou économique d'un bénéficiaire PC et des personnes

comprises dans le calcul de la PC.

2222 Pour le calcul de la PC conformément à l'ancien

droit, il faut donc tenir compte des dispositions de la LPC et de l'OPC-AVS/AI

dans leur version en vigueur le 31 décembre 2020 et de la DPC dans l'état au

1er janvier 2020. Sont exclus de cette règle les montants suivants visés aux

ch. 2223 à 2226:

montant destiné à la couverture des besoins

vitaux pour l'année 2021 (2223); montant pour l'assurance obligatoire des soins

correspond à la prime moyenne du canton ou de la région de prime concernés pour

l'année 2021 (2224); montant maximal pouvant être reconnu au titre du loyer

dans l'ancien droit (2225); montants prévus pour l'année 2021 pour le revenu minimal

des assurés partiellement invalides (2226).

2227 Les autres dépenses et revenus sont pris en

compte à hauteur des montants effectifs.

2231 Pour le calcul de la PC conformément au nouveau

droit, il faut tenir compte des dispositions de la LPC et de l'OPCAVS/AI dans

leur version en vigueur au 1er janvier 2021 et de la DPC dans l'état au 1er

janvier 2021. Des modifications par rapport à l'ancien droit concernent

notamment

– les conditions d'octroi (seuil de la fortune);

– l'adaptation du montant minimal de la PC;

– les dépenses reconnues (montant destiné à la

couverture des besoins vitaux des enfants de moins de 11 ans, montants maximaux

reconnus au titre du loyer, forfaits pour frais accessoires et frais de

chauffage, montant pour l'assurance obligatoire des soins, frais de prise en

charge extrafamiliale d'enfants qui n'ont pas encore atteint l'âge de 11 ans

révolus);

– les revenus déterminants (revenu de l'activité

lucrative du conjoint n'ayant pas droit aux PC);

– la prise en compte de la fortune (franchises,

imputation de la fortune pour les cas de séjour dans un home/à domicile,

dessaisissement de fortune, prise en compte des dettes hypothécaires,

répartition de la fortune dans les cas où un des conjoints vit dans un home et

l'autre dans un logement leur appartenant).

2301 Sur la base du calcul comparatif, il faut

décider, pour chaque cas en cours le 1er janvier 2021, si la PC doit être

calculée selon l'ancien ou le nouveau droit.

3102 Le montant de la PC annuelle qui continue d'être

calculé selon l'ancien droit doit en principe être adapté conformément aux

dispositions de l'ancien droit pendant la période transitoire de trois ans

(voir chap. 3.2).

3104 Durant le délai transitoire, il n'est

nécessaire d'établir un calcul comparatif que pour les cas dans lesquels le

calcul de la PC se fonde sur l'ancien droit. Dès que le calcul est établi selon

le nouveau droit, ce dernier reste applicable pour le reste de la période

transitoire. Seuls sont réservés les cas visés au ch. 3224, dernière phrase.

3202 Pendant la période transitoire de trois ans, il

faut continuer d'adapter le montant de la PC annuelle. Pour cela, il faut tenir

compte tant des adaptations des montants légaux que des changements de la

situation personnelle ou économique du bénéficiaire PC ou des personnes

comprises dans le calcul de la PC.

2.9. Va qui ricordato

che, al pari di ogni altra Ordinanza amministrativa, le Direttive dell'UFAS

(incluse le Circolari), pur non avendo manifestamente valore vincolante di

legge, si prefiggono comunque di esplicitare l'interpretazione attribuita da un'autorità

amministrativa a determinate disposizioni legali al fine di favorire un'applicazione

uniforme del diritto e di garantire la parità di trattamento (DTF 137 V 82

consid. 5.5 = SVR 2012 EL Nr. 1). Esse costituiscono delle istruzioni dell'autorità

di vigilanza all'indirizzo degli organi esecutivi dell'assicurazione sul modo

di svolgere le loro competenze. Volte ad assicurare un'applicazione uniforme

delle prescrizioni legali da parte dell'amministrazione, tali istruzioni non

hanno valore di legge e, di conseguenza, non vincolano né gli amministrati né i

Tribunali, ma esplicano effetto solo nei confronti dell'amministrazione; esse

non costituiscono delle norme di diritto federale ai sensi dell'art. 95 lett. a

LTF e non devono quindi essere seguite dal giudice. Servono più che altro a

creare una prassi amministrativa uniforme e presentano per tale scopo una certa

utilità; non possono tuttavia uscire dal quadro stabilito dalla norma superiore

che sono tenute a concretizzare. In altri termini, in assenza di lacune, le

direttive non possono prevedere qualcosa di diverso da ciò che deriva dalla

giurisprudenza o dalla legge (DTF 141 V 175 consid. 4.1; DTF 133 V 346 consid.

5.4.2). Non creano inoltre delle nuove regole giuridiche e rappresentano il

punto di vista dell'amministrazione sull'applicazione di una norma di diritto e

non un'interpretazione vincolante delle stesse. Il giudice ne controlla

liberamente la costituzionalità e la legalità e se ne deve scostare nella

misura in cui esse stabiliscono delle norme non conformi alle disposizioni

legali applicabili (DTF 139 V 125 consid. 3.3.4, 133 V 257 consid. 3.2, 131 V 45

consid. 2.3, 130 V 172 consid. 4.3.1, 232 consid. 2.1, 129 V 204 consid. 3.2,

127 V 61 consid. 3a, 126 V 68 consid. 4b, 427 consid. 5a; STF

9C_512/2020, 9C_559/2020 del 15 marzo 2022, consid. 5.3.1).

2.10. Pendente causa, il giudice delegato

del TCA ha interpellato l'Ufficio federale delle assicurazioni sociali in

merito a questa Circolare, chiedendo quale sia la base legale secondo cui, per

il N. 1202 C-R PC, l'art. 10 cpv. 2 lett. a nLPC debba essere applicato, dal 1°

gennaio 2021, a tutti i casi e quindi anche a quelli che sono in corso

all'entrata in vigore della riforma delle PC e che sono casi per i quali il

diritto alle PC è sorto prima del 1° gennaio 2021 (N. 1302 C-R PC). Procedendo

in tal modo, nei calcoli delle prestazioni complementari eseguiti secondo il

diritto anteriore si avrebbero dei parametri conformi alla vLPC ed altri, come

la tassa giornaliera in istituto calcolata solo per i giorni fatturati dalla

struttura, previsti dal nuovo diritto. Una simile soluzione parrebbe

contraddire pure i NN. 2221 e 2222 C-R PC (doc. IX).

Nel parere del 25 gennaio 2024 (doc. X) l'UFAS ha spiegato che:

" (…) L'origine

delle disposizioni transitorie della riforma PC è individuabile nel

"Messaggio concernente la modifica della Legge federale sulle prestazioni

complementari all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC);

importi massimi riconosciuti per le spese di pigione" (FF 2015 765). Durante

l'iter parlamentare su questa modifica legale, la disposizione relativa al

periodo transitorio di tre anni nel quale era previsto d'applicare ancora il

vecchio diritto è stata introdotta anche nella nuova riforma delle PC poiché il

Parlamento ha infine deciso di congiungere i due singoli progetti in un'unica

riforma.

Inizialmente, l'idea ispiratrice di questo periodo transitorio era

quella di riconoscere ai beneficiari delle PC il tempo necessario per adattare

la loro situazione, in particolare per dare a loro il tempo di trovare un nuovo

alloggio nel caso in cui la rivalutazione delle pigioni li avesse

potenzialmente svantaggiati.

Nell'ambito della riforma delle PC, il periodo transitorio è stato

esteso ad altri provvedimenti che avrebbero potuto influire sul calcolo delle

PC e condurre così a una riduzione delle PC o, addirittura, alla soppressione

del loro diritto (FF 2015 784). L'intenzione del legislatore era quella di prevedere

un periodo transitorio adeguato al fine di consentire ai beneficiari delle PC

di avere sufficiente tempo per adattarsi alla nuova situazione finanziaria

generata dalle varie modifiche introdotte dalla riforma.

Tuttavia, in considerazione del fatto che alcune modifiche

introdotte non avrebbero avuto un impatto diretto sulla PC annuale o sul suo

importo, non si giustificava di rinviare la loro applicazione istituendo un

periodo transitorio. Nello specifico, la situazione delle persone che entrano

in un istituto generalmente non è più destinata a cambiare. Queste persone non

hanno dunque bisogno di un periodo di tempo per adottare delle misure adeguate

alla loro nuova situazione. Per loro, l'elemento chiave rimane la copertura dei

costi effettivi dell'istituto.

In concreto, il nuovo calcolo per le persone in istituto permette

di coprire i costi della tassa giornaliera in maniera più accurata, al

contrario della situazione che esisteva prima della modifica della legge nella

quale, a seconda della data del decesso del beneficiario delle PC, venivano

riconosciute prestazioni che eccedevano i costi effettivi. Il pagamento della

tassa giornaliera relativa ai giorni effettivi del soggiorno in istituto non

implica una riduzione generale delle prestazioni poiché i costi sono

interamente coperti. Applicare un periodo transitorio di tre anni anche in

questi casi non avrebbe avuto senso poiché questo provvedimento non si

giustifica se i beneficiari interessati non sono costretti ad adeguare la loro

situazione finanziaria. Inoltre, come conseguenza della riforma delle PC, il

pagamento delle PC relative alle persone che vivono in istituto può essere

ormai effettuato direttamente al fornitore delle prestazioni (art. 21a

cpv. 3 LPC).

In considerazione di ciò che precede, l'introduzione della

limitazione del pagamento della tassa giornaliera ai giorni effettivi di

ricovero in istituto deve essere applicata anche nel calcolo comparativo

"secondo il vecchio diritto".".

2.11. In concreto, va esaminato il diritto

dei coniugi limitatamente ai mesi di aprile, maggio e giugno 2023, che la Cassa

ha rivisto stante il decesso, nel corso di aprile 2023, della moglie del

ricorrente.

È pacifico che il diritto alle prestazioni complementari degli

assicurati è sorto prima dell'entrata in vigore della riforma delle PC e che quindi

per tre anni è applicabile il diritto anteriore se le modifiche entrate in

vigore il 1° gennaio 2021 comportano, nel complesso, una diminuzione o la

perdita del diritto alla PC annua.

Secondo l'amministrazione, le disposizioni transitorie non sono però

applicabili al tema della tassa giornaliera in istituto giacché, come voluto

dal Consiglio federale, nel suo Messaggio n. 16.065 l'art. 10 cpv. 2 lett. a

LPC non vi è contemplato. Ciò significa che il principio del computo dei giorni

effettivi non beneficia del periodo transitorio di tre anni per adattarsi alla

nuova situazione.

La tesi della Cassa non può essere seguita.

Dai lavori preparatori delle Camere federali risulta che nella Sessione

primaverile 2018 del 15 marzo 2018 del Consiglio nazionale (https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/amtliches-bulletin/

amtliches-bulletin-die-verhandlungen?SubjectId=42933), la Maggioranza ha

proposto una disposizione transitoria molto diversa da quella presentata nel

Messaggio, suddividendola in tre capoversi. La Minoranza I e la Minoranza II

dei Consiglieri nazionali hanno proposto di eliminare il capoverso 3 (BO 2018 N

513):

Al. 1

L'ancien droit reste applicable pendant trois ans à compter de l'entrée en vigueur

de la présente modification aux bénéficiaires de prestations complémentaires

pour lesquels la réforme des PC entraîne, dans son l'ensemble, une diminution

de la prestation complémentaire annuelle ou la perte du droit à la prestation

complémentaire annuelle.

Al. 2

L'article 9a ne s'applique pas aux bénéficiaires de prestations complémentaires

qui ont déjà atteint l'âge de 75 ans au moment de l'entrée en vigueur de la

réforme PC et qui avaient déjà droit, à ce moment, à une prestation

complémentaire annuelle. L'article 9a ne s'applique pas aux couples mariés si

les deux conjoints ont atteint l'âge de 75 ans.

Al. 3

Le délai de carence prévu à l'article 4 alinéa 1 ne s'applique pas aux

bénéficiaires de prestations complémentaires qui ont droit à une prestation

complémentaire annuelle le jour précédant l'entrée en vigueur de la réforme des

PC.".

Alla prima votazione, la proposta della Minoranza I è stata votata

da 104 consiglieri nazionali, la proposta della Maggioranza da 83 (4 astenuti).

Alla seconda votazione, la proposta della Minoranza I ha ottenuto 107

voti e quella della Minoranza II 81 voti (3 astenuti).

Nella Sessione estiva 2018 del Consiglio degli Stati tenutasi il

30 maggio 2018 (https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/

amtliches-bulletin/amtliches-bulletin-die-verhandlungen?SubjectId=43248),

la Commissione ha proposto di aderire alla decisione del Consiglio nazionale

per il capoverso 1, ha aggiunto un capoverso 1bis e ha eliminato il capoverso

2.

Konrad Graber, per la Commissione, si è così

espresso: "Zur

Übergangsbestimmung in Absatz 1bis habe ich mich bereits in Zusammenhang mit

den Artikeln 16a und 16b geäussert. Mit der Übergangsbestimmung in Absatz 2

haben wir uns in Zusammenhang mit der Vermögensschwelle beschäftigt." (BO 2018 S 321).

Questa proposta è stata adottata dal Consiglio degli Stati.

Dall'analisi delle discussioni parlamentari è dunque scaturito che

la disposizione transitoria proposta dal Consiglio federale nel 2016:

" Disposizione

transitoria della modifica del … (Riforma delle PC)

Il diritto anteriore si applica per tre anni a partire dall'entrata

in vigore della presente modifica ai beneficiari di prestazioni complementari

per i quali i nuovi articoli 9 capoversi 1 e 3 lettere b e c, 10 capoverso 3

lettera d, 11 capoverso 1 lettere a e c nonché 11a capoverso 1 comportano una

diminuzione della prestazione complementare annua.",

è stata più volte modificata durante l'iter parlamentare, che il

capoverso 1 è stato adottato nel 2018 nel suo tenore definitivo e che il 22

marzo 2019 le Camere federali hanno infine approvato il seguente testo legale:

" Disposizioni

transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC)

1 Il diritto

anteriore si applica per tre anni a partire dall'entrata in vigore della

presente modifica ai beneficiari di prestazioni complementari per i quali la

riforma delle PC comporta complessivamente una diminuzione della prestazione

complementare annua o la perdita del diritto alla prestazione complementare

annua.

Considerandi

2.

Gli articoli 16a

e 16b si applicano soltanto alle prestazioni complementari versate

dopo l'entrata in vigore della presente modifica.

3.

L'articolo 11a

capoversi 3 e 4 si applica soltanto alla sostanza spesa dopo l'entrata in

vigore della presente modifica.".

Inoltre, il capoverso 1ter dell'art. 10 cpv. 1 LPC, introdotto con

la riforma delle PC, è stato modificato dalla LF del 20 dicembre 2019 in

relazione al miglioramento della conciliabilità tra attività lucrativa e

assistenza ai familiari, in vigore dal 1° gennaio 2021 e anch'esso è affiancato

da una disposizione transitoria:

" Disposizione

transitoria della modifica del 20 dicembre 2019

Ai beneficiari di prestazioni complementari che al momento dell'entrata

in vigore della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC) percepivano già

una prestazione complementare annua si applica l'articolo 10 capoverso 1ter LPC, trascorso il termine di tre anni

previsto dalle disposizioni transitorie della modifica del 22 marzo

2019.".

2.12

Il tenore del capoverso 1 delle disposizioni

transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC), inserito in

calce al testo di legge (LPC), è molto chiaro e non può quindi essere soggetto

a interpretazione. Esso dispone che il diritto anteriore si applichi per tre

anni, a partire dall'entrata in vigore della modifica del 22 marzo 2019, ai

beneficiari di prestazioni complementari per i quali la riforma delle PC

comporta complessivamente una diminuzione della prestazione

complementare annua o la perdita del diritto alla prestazione complementare

annua.

Anche dalla versione in lingua francese è evidente che se la

riforma delle PC comporta, nel suo insieme, una diminuzione della

prestazione complementare annua o la perdita del diritto alla prestazione

complementare annua, allora il precedente diritto resta applicabile per tre

anni ("L'ancien droit reste applicable

pendant trois ans à compter de l'entrée en vigueur de la présente modification

aux bénéficiaires de prestations complémentaires pour lesquels la réforme des

PC entraîne, dans son l'ensemble, une diminution de la prestation

complémentaire annuelle ou la perte du droit à la prestation complémentaire

annuelle.").

In sostanza, dunque, d’avviso di questa Corte, il legislatore ha previsto

la possibilità di continuare ad applicare ai beneficiari di prestazioni

complementari il diritto anteriore per al massimo tre anni se anche una sola delle

modifiche introdotte con la riforma delle PC il 1° gennaio 2021, uguale quale, e

non più specificatamente gli articoli 9 cpv. 1 e 3 lett. b e c, art. 10 cpv. 3

lett. d, art. 11 cpv. 1 lett. a e c, art. 11a cpv. 1 secondo quanto previsto

nel Messaggio del Consiglio federale (FF 2016 6781 e 6807), comporta, nel suo

insieme, una diminuzione o la perdita del diritto alla prestazione

complementare annua.

Non v'è quindi più un elenco esaustivo delle misure che incidono

sul calcolo delle PC, di cui il Consiglio federale aveva voluto sospendere l'applicazione

per tre anni per dare tempo alle persone interessate di adattarsi alla nuova

situazione finanziaria.

Le sole precisazioni riguardanti specifici argomenti sono previste

al capoverso 2 (restituzione delle prestazioni percepite legalmente giusta l'art.

16.

e l'art. 16b LPC), che si riferisce, implicitamente, agli assicurati che

beneficiano delle prestazioni complementari sin da prima dell'entrata in vigore

della riforma delle PC, e al capoverso 3 (rinuncia in caso di dispendio

eccessivo della sostanza regolato dall'art. 11a cpv. 3 e 4 LPC), che concerne

sia i beneficiari di PC sia i nuovi richiedenti le PC.

Nulla è distintamente regolato sulla tassa giornaliera in

istituto.

2.13

Alla luce di quanto precede non può

essere seguita la Cassa quando ritiene che, siccome l'art. 10 cpv. 2 lett. a

LPC non figura espressamente fra l'elenco delle cinque situazioni illustrate

dal Consiglio federale nel Commento ai singoli articoli quali misure che si

sarebbero applicate dopo tre anni dall'entrata in vigore della riforma (FF

20116.

6781), la modifica riguardante la tassa giornaliera in istituto deve essere

applicata immediatamente con l’entrata in vigore della modifica di legge,

indipendentemente dal fatto che una fattispecie richieda di fare capo al

diritto anteriore essendo più favorevole a un assicurato.

Eccezioni tese ad applicare sempre questa norma, indipendentemente

da un calcolo comparativo del diritto alle PC secondo il diritto anteriore e il

diritto entrato in vigore al 1° gennaio 2021 per verificare quale sia più

favorevole agli assicurati, non sono previste dal legislatore, neppure nelle

disposizioni transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC).

Non v'è alcuna base legale che, per i già beneficiari di PC, imponga

di applicare immediatamente, dal 1° gennaio 2021, il nuovo principio di

considerare la tassa giornaliera per i giorni di permanenza fatturati dall'istituto

o dall'ospedale senza verificare, come invece dispone espressamente il

capoverso 1 delle disposizioni transitorie della modifica del 22 marzo 2019

(Riforma delle PC), se l'adozione di tutte le modifiche apportate dalla

riforma pertinenti al singolo beneficiario di prestazioni complementari siano complessivamente

favorevoli o meno ai beneficiari e compensino, o meno, una diminuzione o la

perdita del diritto alla PC annua.

La novità del computo fra le spese riconosciute della tassa

giornaliera per i giorni di permanenza fatturati dall'istituto, che è stata

introdotta con la riforma delle PC dal 1° gennaio 2021 e ha modificato il

tenore dell'art. 10 cpv. 2 lett. a LPC in vigore fino al 31 dicembre 2020

rientra, dunque, fra quegli elementi che, se comportano unitamente ad altre

voci di calcolo, una diminuzione o la perdita del diritto alla prestazione

complementare annua, devono portare a continuare ad applicare il diritto

anteriore fino al massimo al 31 dicembre 2023 se più favorevole.

Un'applicazione indistinta e immediata dal 1° gennaio 2021 a tutti

i beneficiari di prestazioni complementari, è contraria al diritto federale.

Il nuovo art. 10 cpv. 2 lett. a

LPC in essere dal 1° gennaio 2021 riconosce quale spesa la tassa giornaliera per

i giorni di permanenza fatturati dall'istituto o dall'ospedale, senza quindi

alcun discapito né vantaggio per le persone degenti. In precedenza, invece,

venivano riconosciute delle prestazioni che, giusta l'art. 12 cpv. 3 LPC, erano

mensili e quindi, eccetto i casi in cui le persone interessate venivano

ricoverate in istituto o in ospedale il 1° del mese o lasciavano la struttura

il 30 o il 31 del mese, eccedevano i costi effettivi che esse dovevano

sostenere ed erano perciò maggiormente favorevoli.

Lo scopo della nuova norma, come indicato chiaramente dal

Consiglio federale (FF 2016 6754), è quello di evitare di rimborsare delle

spese che, in realtà, i beneficiari di PC non dovevano affrontare.

2.14

Nel caso in esame, trovandoci nel

periodo transitorio di tre anni (dal 2021 al 2023) ed essendo gli assicurati già

beneficiari di PC al momento dell'entrata in vigore della riforma, per

determinare quali norme siano applicabili occorre innanzitutto stabilire se il

diritto anteriore o quello vigente è più favorevole. Per fare ciò, occorre

procedere con un paragone allestendo un calcolo delle PC secondo il diritto anteriore

e un altro secondo le norme in vigore dal 1° gennaio 2021 (N. 2101 C-R PC).

L'amministrazione ha correttamente allestito due distinte ipotesi

di calcolo. Tuttavia, nel foglio intitolato "Calcolo valido in base

alle disposizioni del vecchio diritto", la Cassa ha applicato l'art.

10.

cpv. 2 lett. a LPC nel tenore in essere dal 1° gennaio 2021 e quindi per

aprile 2023 ha considerato soltanto i giorni di effettivo soggiorno nella casa

anziani della moglie del ricorrente. La Cassa di compensazione non ha per

contro proceduto come per il periodo precedente e quindi non ha stabilito il

diritto alle PC per l'intero mese conformemente a quanto disposto dall'art. 12

cpv. 3 LPC, tuttora in essere nel medesimo tenore.

Per questa Corte, in virtù del capoverso 1 delle disposizioni

transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC), per stabilire

il diritto alle prestazioni complementari secondo il diritto anteriore non è

possibile applicare l'art. 10 cpv. 2 lett. a LPC nel suo tenore in vigore dal

1° gennaio 2021.

Si verrebbe altrimenti a mischiare, senza valido motivo, un

elemento introdotto con la riforma delle PC con delle poste vigenti nel diritto

anteriore e quindi il calcolo che ne risulterebbe terrebbe arbitrariamente conto

di due diversi diritti.

2.15

L'UFAS, nella sua presa di posizione,

ha spiegato al TCA l'origine e lo scopo di questa soluzione, indicando che

"in considerazione del fatto che alcune

delle modifiche introdotte non avrebbero avuto un impatto diretto sulla PC

annuale o sul suo importo" (doc. X pag. 2), non v'era motivo di

rinviarne l'applicazione istituendo un periodo transitorio.

Il TCA non può avallare questa motivazione.

La soluzione adottata dalla Cassa cantonale di compensazione che computa

quale spesa soltanto i giorni effettivi di degenza in casa anziani, comporta un

indubbio peggioramento della situazione dell'assicurata dato che, sulla base

del diritto adottato con la riforma delle PC, per il mese di aprile 2023 il suo

diritto alle prestazioni complementari è decaduto.

Per contro, se la Cassa avesse proceduto secondo i parametri di

calcolo applicabili in virtù del diritto anteriore, il diritto alle PC della

moglie del ricorrente per il mese di aprile 2023 - secondo la decisione del 25

gennaio 2023 - sarebbe stato identico a quello versatole da gennaio 2023 e dunque

di Fr. 100.- al mese.

Non è pertanto condivisibile l'affermazione dell'UFAS secondo cui "Il pagamento della tassa giornaliera relativa ai

giorni effettivi del soggiorno in istituto non implica una riduzione generale

delle prestazioni poiché i costi sono interamente coperti." (doc. X

pag. 2).

Certo, i costi del beneficiario delle prestazioni complementi

degente in istituto o in ospedale sono sicuramente coperti dalle PC, sia che si

continui a riconoscerli secondo il diritto anteriore o in virtù del nuovo

disposto legale. Ciò nonostante, non si deve dimenticare che il legislatore non

ha voluto paragonare i costi sostenuti dagli assicurati prima e dopo le

modifiche in vigore dal 2021, ma che la riforma delle PC, nel suo

complesso, non comporti una diminuzione o la perdita del diritto alla

prestazione complementare annua. Questa è la ratio del capoverso 1 delle

disposizioni transitorie della modifica del 22 marzo 2019 (Riforma delle PC) e

su tale base si determina se si deve continuare ad applicabile il diritto anteriore

per tre anni.

Nel caso in esame, l'applicazione del nuovo art. 10 cpv. 2 lett. a

LPC ha comportato un peggioramento della situazione complessiva della

moglie del ricorrente, visto che dal 1° aprile 2023 essa ha perso il diritto

alle prestazioni. Ma non solo.

Anche la somma della PC annua dei coniugi (N. 2214 C-R PC) li pone

in una situazione peggiore rispetto al mese di marzo 2023, in cui sulla base

del vecchio diritto il marito percepiva Fr. 130.- e la moglie Fr. 100.-. Secondo

il diritto vigente, il marito ha ricevuto Fr. 196.- e la moglie nulla ed è

pertanto più sfavorevole.

Per questo motivo, il Tribunale non concorda con la motivazione

addotta dall'UFAS a sostegno del fatto che l'introduzione della limitazione del

pagamento della tassa giornaliera ai giorni effettivi di ricovero in istituto o

in ospedale deve essere applicata anche nel calcolo comparativo secondo il

diritto anteriore.

D'altronde, nessuna base legale - peraltro nemmeno indicata

dall'Ufficio federale a sostegno della formulazione del N. 1202 C-R PC -

prevede di dovere agire in questo modo.

2.16

Da quanto precede discende che, per

determinare il diritto alle PC degli assicurati per il mese di aprile 2023, si

deve riconoscere, per il calcolo secondo il diritto anteriore, la tassa

giornaliera giusta l'art. 10 cpv. 2 lett. a vLPC in connessione con il

principio secondo cui le PC periodiche sono versate per un mese intero (art. 12

cpv. 1 e 3 LPC; FF 2016 6754).

Ritenuto poi che, giusta l'art. 12 cpv. 3 LPC, il diritto si estingue

alla fine del mese in cui una delle condizioni non è più adempiuta, e che con

il decesso dell'assicurata è venuta meno già la condizione principale di essere

domiciliata in Svizzera e di avere diritto a una rendita di vecchiaia dell'AVS

(art. 4 cpv. 1 lett. a LPC), è solo con il 1° maggio 2023 che __________ non

deve più essere considerata nel calcolo delle prestazioni complementari dei

coniugi. Fino al 30 aprile 2023, il suo diritto alle PC, unitamente a quello

del marito, calcolato secondo il diritto anteriore, corrisponde pertanto al

diritto precedentemente riconosciuto stabilito con la decisione del 25 gennaio

2023.

È dunque a torto che la Cassa ha allestito il calcolo comparativo

del diritto dei coniugi facendo capo, per il calcolo secondo il diritto

anteriore, al principio posto all'art. 10 cpv. 2 lett. a LPC nel tenore in

vigore dal 1° gennaio 2021 anziché continuare a stabilire il diritto alle PC

come in precedenza.

2.17

La decisione su opposizione del 17

luglio 2023 deve pertanto essere annullata e gli atti rinviati alla Cassa di

compensazione per ricalcolare il diritto alle prestazioni complementari dei

coniugi per il mese di aprile 2023 in base alle norme previgenti la novella

legislativa entrata in vigore il 1° gennaio 2021.

Parallelamente, l'amministrazione emanerà una nuova decisione di

restituzione per i mesi di aprile, maggio e giugno 2023, in sostituzione di

quella, impugnata, del 5 giugno 2023.

Benché vincente in causa, non essendo patrocinato il ricorrente

non ha diritto al rimborso delle ripetibili (art. 61 lett. g LPGA a contrario).

Inoltre, la procedura non è soggetta a spese poiché la LPC non le prevede (art.

61.

lett. fbis LPGA).

Sul tema cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF

9C_368/2021 del 2 giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16

febbraio 2022); STF 9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21

luglio 2021 (al riguardo cfr. Ares

Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais judiciaires

pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la LPGA du 21

juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 pag. 107).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è accolto.

1.1. La decisione impugnata è annullata.

1.2. Gli atti sono rinviati alla Cassa

cantonale di compensazione per ricalcolare il diritto alle prestazioni

complementari dei coniugi per il mese di aprile 2023 in base al diritto anteriore

alla riforma PC.

1.3. Dopodiché, l'amministrazione

emanerà una nuova decisione di restituzione per i mesi di aprile, maggio e

giugno 2023, in sostituzione di quella, impugnata, del 5 giugno 2023.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. Non si attribuiscono

ripetibili.

3. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti