34.2006.30
Divisione di prestazione di libero passaggio tra eredi di un assicurato defunto
12 febbraio 2007Italiano23 min
Source ti.ch
AIUTO
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Numero d'incarto:
34.2006.30
Data decisione, Autorità:
12.02.2007, TCA
Titolo:
Divisione di prestazione di libero passaggio tra eredi di un assicurato defunto
LIBERO PASSAGGIO
PRESTAZIONI PER SUPERSTITI
art. 15 OLP
art. 19 OPP 2
Raccomandata
Incarto n.
34.2006.30
FC/sc
Lugano
12 febbraio
2007
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Francesca
Cassina-Barzaghini, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul rinvio di cui alla sentenza
del 2 giugno 2006 del TFA nella causa promossa con petizione del 18 febbraio
2004 (inc. n. 34.2004.8) da
1. AT 1
1 rappr. da:
RA 1
2. AT 2
rappr. da: RA
2
1, 2 rappr.
da: RA 3
contro
Cassa CV 1
PI 1,,
quale parte chiamata in causa
rappr. da: RA 4,
in materia di previdenza professionale
ritenuto, in
fatto
1.1. __________,
nato nel __________, è rimasto alle dipendenze del __________ dal 1978 sino a fine
1995 e, di conseguenza, affiliato alla Cassa CV 1 (doc. 2 e 3, 53). A decorrere
dal 1. agosto 1995 è stato posto al beneficio di una mezza rendita d'invalidità
dell’Ufficio AI (doc. 52), e dal 1° novembre successivo anche di una rendita
della previdenza professionale per un grado d'invalidità del 50% oltre a supplementi
per moglie e figlia (doc. 53). Trasferitosi all’estero, la quota di libero
passaggio relativa alla sua residua capacità lavorativa (50%) è rimasta presso
la Cassa pensioni (doc. 75, 83, 84).
Il
29 settembre 2000 __________ è deceduto lasciando come eredi prossimi la moglie
PI 1, due figli maggiorenni, __________ e __________, oltre a due figlie
minorenni - nate da altre due donne - AT 1 (nata nel __________) e AT 2 (nata
nel __________), quest'ultima residente a __________ (doc. 99, 110, 127).
1.2. Relativamente
alla parte (50%) di incapacità lavorativa per la quale __________ era al
beneficio di una mezza rendita d'invalidità della previdenza professionale
(oltre che dell'AI), alla vedova PI 1 e alle figlie minorenni AT 1 e AT 2 la Cassa
CV 1 ha riconosciuto le relative prestazioni in favore dei superstiti pari ad
una pensione di fr. 846 mensili (fr. 11'002 annui) alla vedova e una pensione
per orfani di fr. 254 mensili (fr. 3'300 annui) a ciascuna delle due figlie
(doc. 116-118).
Quanto
alla prestazione di libero passaggio di pertinenza dell'assicurato defunto, PI 1,
rappresentata dall'avvocato RA 4, ne ha chiesto alla Cassa il versamento a suo
favore ritenendo che le due figlie nate fuori dal matrimonio non avessero alcun
diritto sulla stessa (doc. 131, 132, 133, 135, 137). Dal canto suo, la piccola AT
1, rappresentata dall'avv. RA 3, ha postulato la divisione della prestazione di
libero passaggio del defunto __________ in ragione di 1/3 ciascuno alla vedova
e alle due figlie minorenni (doc. 140).
Con scritto 19
dicembre 2003 la Cassa ha stabilito quanto segue:
" (...)
1. Ai
superstiti del defunto __________ è riconosciuta la prestazione di libero passaggio
al 50% per un importo complessivo, compreso degli interessi, di fr. 91'179.--.
2. La
ripartizione fra i superstiti avviene in modo proporzionale alle prestazioni di
diritto ai sensi dell'art. 37 e 40 Lcpd nel modo seguente:
- PI 1 fr. 56'991.-- (
62.50% )
- AT 1 fr. 17'094.-- (
18.75% )
- AT 2 fr. 17'094.-- (
18.75% )
- Totale fr. 91'179.-- (100.00%)
3. I
beneficiari della prestazione sono tenuti a dare le necessarie informazioni per
iscritto sull'utilizzo della quota a loro favore, entro il 31 gennaio 2004.
Trascorso questo termine senza una comunicazione in questo senso, le
prestazioni di libero passaggio saranno trasferite secondo le quote di ripartizione
indicate al punto 2 della presente comunicazione, presso l'Istituto Collettore
a Zurigo." (Doc. 141)
1.3. Con
petizione inoltrata al TCA il 18 febbraio 2004, AT 1 e AT 2, entrambe
rappresentate dalle madri e dall'avv. RA 3, hanno chiesto in via cautelare il
blocco della prestazione di libero passaggio del defunto __________, di fr.
91'179, fino ad avvenuta definizione delle frazioni spettanti a ciascun
superstite e, nel merito, la ripartizione della medesima prestazione in ragione
di 1/3 ciascuno a favore di PI 1, AT 1 e AT 2 (I).
Con
ordinanza 19 febbraio 2004 il Vicepresidente del TCA ha disposto la chiamata in
causa ex art. 19a LPTCA di PI 1, la quale, mediante osservazioni 1° e 5 marzo
2004 presentate dal suo legale avv. RA 4, si è opposta alla petizione postulando
il riconoscimento a suo favore dell'intera prestazione di libero passaggio del
defunto marito e in via subordinata la conferma della ripartizione fissata
dalla Cassa (III, IX,X).
Dal
canto suo la Cassa, con scritti 1° e 10 marzo 2004, ha dichiarato di aderire
alla richiesta cautelare (IV) e nel merito ha chiesto la reiezione della
petizione e la conferma della propria determinazione del 19 dicembre 2003
ribadendo che la ripartizione della prestazione di libero passaggio andava effettuata
secondo le seguenti modalità:
"
La ripartizione è quindi stata eseguita nel modo seguente:
· totale
importo da ripartire CHF 91'179.00
· totale
complessivo pensioni annuali di superstiti:
PI 1 CHF 11'002.00
AT 1 CHF 3'300.00
AT 2 CHF 3'300.00 CHF 17'602.00
Quote di ripartizione per ogni
superstite
Vedova PI 1: CHF 91'179 x 11'002
= CHF 59'991.00
17'602
Orfana AT 1: CHF
91'179 x 3'300 = CHF 17'094.00
17'602
__________ AT 2: CHF
91'179 x 3'300 = CHF 17'094.00
17'602
totale CHF 91'179.00
(…)" (Doc. XIIbis)
1.4. Mediante
decreto 17 marzo 2004 il Vicepresidente del TCA, in accoglimento dell'istanza
cautelare presentata da AT 1 e AT 2, ha fatto ordine alla Cassa di non
procedere ad alcuna ripartizione della prestazione litigiosa sino
all'emanazione da parte del TCA di una decisione nel merito della vertenza
(XVI).
1.5. Esperiti
gli accertamenti del caso e in particolare dopo aver chiesto il parere dell’'Ufficio
federale delle assicurazioni sociali (UFAS) (doc. XXI)
e interpellato la Fondazione istituto collettore LPP in merito
alla prassi da lei applicata in materia di divisione di prestazioni d’uscita
depositate su conti di libero passaggio (XXV, XXVI), il TCA ha respinto la
petizione con pronuncia del 29 novembre 2004. Questa Corte ha in sostanza
ritenuto che la prestazione d'uscita del defunto __________ andava
ripartita tra la vedova e le due figlie minorenni nelle modalità stabilite
dalla Cassa pensioni, vale a dire in misura proporzionale all'ammontare delle
prestazioni previdenziali per superstiti di cui le interessate sono
beneficiarie, e, quindi, nella misura di fr. 56'991 a favore di PI 1 e di fr.
17'094 ciascuna a AT 1 e AT 2, oltre agli interessi (Inc. 34.2004.8).
1.6. Tale
pronuncia è stata deferita al TFA con ricorso di diritto amministrativo
presentato il 17 gennaio 2005 dall’UFAS, il quale ne ha postulato
l’annullamento e il rinvio degli atti all’autorità giudiziaria cantonale. Nel
suo gravame l’amministrazione ha affermato:
" (...)
1. L'istanza cantonale ha ritenuto corretto il calcolo relativo alla
suddivisione della prestazione di libero passaggio eseguito dalla Cassa CV 1.
Le parti, finora, hanno contestato la chiave di ripartizione e non il principio
della suddivisione.
2. L'UFAS è tuttavia del parere che il caso andrebbe esaminato dal
punto di vista dell'articolo 18 lettera a LPP, in particolare riguardo
all'eventuale esistenza di un nesso causale materiale tra il decesso e
l'invalidità preesistente. Se il decesso dell'assicurato è stato causato da un
aggravarsi del suo stato di salute, siamo del parere che, per analogia alla
giurisprudenza in materia d'aggravamento dell'invalidità e in considerazione
della seconda parte della lettera a dell'articolo citato, secondo cui sono
dovute prestazioni per superstiti se il defunto era assicurato quando è insorta
l'incapacità al lavoro la cui causa ha portato alla morte, la Cassa avrebbe dovuto
versare prestazioni per superstiti fondate su una rendita d'invalidità
convertita in rendita intera (art. 21 cpv. 2 LPP e 19 cpv. 1 OPP 2). Si può per
altro supporre che la Cassa, non trasferendo la prestazione di libero passaggio
all'istituto collettore come richiesto dal suo regolamento, abbia previsto
l'aggravarsi dello stato di salute dell'assicurato.
3. Se il Tribunale federale delle assicurazioni dovesse scartare
l'argomentazione approfondita al punto 2 o non vi fosse un nesso causale
materiale tra il decesso e l'invalidità preesistente, sarebbe effettivamente
necessario procedere ad una suddivisione della prestazione di libero passaggio,
che andrebbe però eseguita secondo la chiave di ripartizione dell'istituto
collettore, poiché, considerati gli elementi che emergono dall'incarto,
l'importo, in effetti, avrebbe dovuto essere versato all'istituto collettore.
Potremmo al limite approvare una suddivisione paritaria come suggerito nella
nostra interpretazione dell'articolo 15 capoverso 1 lettera b numero 1 OLP, ma
in nessun caso una soluzione ibrida che consisterebbe ad applicare "per
analogia" il regolamento della Cassa al fine di determinare una chiave di
ripartizione."
(Doc. XXXII, inc. 34.2004.8)
1.7. Mediante
sentenza del 2 giugno 2006 il TFA ha accolto il ricorso nel senso che,
annullato il giudizio impugnato, ha rinviato la causa al TCA affinché
procedesse a un complemento istruttorio conformemente ai considerandi e
rendesse quindi una nuova pronuncia. Nelle sue motivazioni, il TFA ha, tra l’altro,
affermato:
" (...)
Fatti
4.
4.1 Secondo l'UFAS, il caso
andrebbe esaminato dal profilo dell'art. 18 lett. a LPP (nella versione in
vigore fino al 31 dicembre 2004), secondo cui il diritto alle prestazioni per i
superstiti sussiste soltanto se il defunto era assicurato quando si verificò il
decesso o allorché insorse l'incapacità al lavoro la cui causa ha portato alla
morte. Per l'Ufficio ricorrente, in presenza di un nesso di causalità tra il
decesso e l'invalidità preesistente, vale a dire se il primo dovesse essere
stato causato da un aggravarsi dello stato di salute dell'assicurato, per
analogia alla giurisprudenza in materia di aggravamento dell'invalidità, la
Cassa avrebbe dovuto versare prestazioni per superstiti fondate su una rendita
d'invalidità convertita in rendita intera.
4.2 Per quanto concerne la
previdenza obbligatoria, occorre precisare che il diritto, nella fattispecie
concreta, a prestazioni per superstiti è regolato dall'art. 18 lett. b LPP -
secondo cui il diritto alle prestazioni per i superstiti sussiste soltanto se
il defunto riceveva una rendita di vecchiaia o d'invalidità dall'istituto di
previdenza quando si verificò il decesso - e non dall'art. 18 lett. a LPP
(nelle loro versioni applicabili in concreto, in vigore fino al 31 dicembre
2004), come pretende l'UFAS. Tale conclusione si impone già solo alla luce del
tenore dell'art. 18 lett. b LPP ("riceveva una rendita", e non
necessariamente una rendita intera) come pure degli art. 21 cpv. 2 LPP e 19 OPP
2, suesposti. Essa conclusione è quindi pure corroborata dalle modifiche
apportate dalla prima revisione della LPP (1a revisione LPP, in vigore dal 1°
gennaio 2005). Oramai, la rendita per superstiti ai sensi dell'art. 21 cpv. 2
LPP (nella versione in vigore dal 1° gennaio 2005) è fissata in funzione
dell'ultima rendita di vecchiaia o d'invalidità versata.
Di conseguenza, l'art. 19 OPP 2 è stato
abrogato. In questo modo il compito dell'amministrazione è stato notevolmente
semplificato in quanto la rendita d'invalidità non dev'essere più ridotta a
posteriori in caso di invalidità parziale (Messaggio 1° marzo 2000 del
Consiglio federale concernente la prima revisione della LPP [FF 2000 2395]).
4.3 Ne discende che -
limitatamente alla parte obbligatoria (v. infra consid. 4.4) -, le prestazioni
per superstiti dovrebbero essere calcolate giusta l'art. 19 OPP 2. La rendita
potrebbe pertanto essere superiore a quella finora riconosciuta. È quindi possibile
che, a dipendenza del calcolo di cui all'art. 19 OPP 2 - per il quale a questa
Corte mancano gli elementi necessari -, la Cassa pensioni possa essere tenuta a
trasformare la prestazione di uscita non ancora versata in una rendita
maggiorata per la vedova e per le orfane. Il motivo del decesso di U.________,
rispettivamente l'esistenza di un nesso tra tale decesso e l'invalidità
preesistente, non necessitano per contro di particolari accertamenti.
4.4 Le suesposte considerazioni
valgono, come detto, unicamente per la previdenza obbligatoria. Gli art. 18 e
21 LPP come pure l'art. 19 OPP 2 concernono infatti soltanto quest'ambito (art.
49 cpv. 2 LPP, sempre nella versione applicabile in concreto, antecedente alla
prima revisione della LPP). Per contro, nella misura in cui la prestazione di
uscita della Cassa pensioni (comprese le prestazioni per rendite) dovesse
eccedere la prestazione obbligatoria (capitalizzata) determinata in base
all'art. 19 OPP 2, gli art. 18 e 21 LPP come pure l'art. 19 OPP 2 non
troverebbero (più) applicazione. In siffatta ipotesi, infatti - ancora da
accertare, anche se fortemente possibile, avendo U.________ compiuto solo 11
anni assicurativi sotto l'egida della LPP -, la valutazione andrebbe effettuata
unicamente sulla base dell'art. 15 OLP nonché degli statuti della Cassa
pensioni o del regolamento dell'istituto collettore. Anche in questo caso, un
accertamento del motivo del decesso risulterebbe irrilevante ai fini del
giudizio.
4.5 In realtà, se - come gli indizi agli atti, ancora da verificare,
lasciano intendere - le prestazioni della previdenza più estesa dovessero effettivamente
eccedere le prestazioni obbligatorie LPP, i diritti in esame dei superstiti
andrebbero, a ben vedere, regolati secondo le chiavi di ripartizione stabilite
dal regolamento della Cassa CV 1 poiché, al momento del decesso, la prestazione
d'uscita si trovava ancora presso di essa.
Il regolamento dell'istituto collettore, per
contro, non potrebbe risultare determinante in quanto la prestazione d'uscita
non si trovava presso tale istituto e U.________ non ha mai inteso trasferire
detta prestazione all'istituto collettore, bensì ha inteso domandarne il
pagamento in contanti dalla Cassa (in questo modo può essere interpretata la
volontà del defunto assicurato desumibile, in particolare, dalla sua comunicazione
di trasferimento, dal 1° marzo 1997, a X.________ [cfr. a tal proposito pure
l'art. 7 cpv. 6 lett. a LCPD, secondo cui la prestazione di libero passaggio è
pagata in contanti se l'avente diritto lascia definitivamente la Svizzera],
dall'indicazione di continuare i versamenti presso la Banca Y.________, nonché
dalla rinuncia a mantenere
l'assicurazione). La
ripartizione operata dalla Cassa, nel senso di attribuire, conformemente al conteggio
del 5 marzo 2004 agli atti, alla vedova il 62.50% e a ciascuna delle orfane il
18.75% della prestazione di libero passaggio, apparirebbe allora giustificata.
Tale valutazione è infatti stata effettuata ripartendo l'importo totale della
prestazione di uscita da liquidare (fr. 91'179.-) in funzione del rapporto
esistente tra le rendite annue spettanti ai singoli superstiti in forza del
regolamento (art. 37 e 40 LCPD, nella versione applicabile in concreto [fr.
11'002.- rendita vedovile; fr. 3'300.- per ognuna delle rendite per orfane]) e
l'importo delle prestazioni annue spettanti complessivamente (fr. 17'602.-).
Tale soluzione ben armonizza peraltro con la volontà del legislatore di
assegnare delle prestazioni vedovili superiori a quelle per orfani (si veda ad
esempio la ripartizione stabilita dall'art. 21 cpv. 2 LPP, nella versione applicabile
in concreto [consid. 3.2]).
5.
Stante quanto precede,
la causa va rinviata alla precedente istanza affinché disponga gli accertamenti
necessari e verifichi presso la Cassa pensioni se la prestazione di uscita
dovuta dalla stessa (comprese le prestazioni per rendite) ecceda la prestazione
obbligatoria (capitalizzata) determinata in base all'art. 19 OPP 2. Se ciò dovesse
avverarsi, la ripartizione effettuata dalla Cassa pensioni sarebbe da tutelare.
In caso contrario, per contro, le prestazioni andrebbero calcolate secondo
l'art. 19 OPP 2. (...)"
(Doc. XXXIV, inc.
34.2004.8
1.8. Con
scritto del 30 giugno 2006 questo TCA, richiamata la STFA di rinvio del 2
giugno 2006, ha chiesto alla Cassa di procedere, producendo i relativi
conteggi, a quanto indicato dal TFA e, quindi, di verificare se la prestazione
d’uscita (comprese le prestazioni per rendite) eccede la prestazione
obbligatoria (capitalizzata) da calcolare in base all’art. 19 OPP2 (II).
1.9. Con
scritto 17 agosto 2006 la Cassa ha fatto rilevare quanto segue:
" (...)
Sulla base dei calcoli
eseguiti secondo i considerandi citati, in sintesi la situazione è la seguente:
- considerando
4.3 - allegato no. 1:
Le prestazioni
secondo l'art. 19 OPP2 e quelle erogate dalla Cassa pensioni in applicazione
dell'art. 37 e dell'art. 40 Lcpd, calcolate al momento in cui si è verificato
l'evento, ossia al 27 settembre 2000 sono le seguenti:
a) secondo art.
19 OPP2:
prestazioni
complessive ai superstiti
al 100% fr.
13'199.45
b) secondo
art. 37 e art. 40 Lcpd:
prestazioni complessive ai
superstiti
al 50 % fr.
17'604.00
- considerandi 4.4 e 5 - allegati
no. 2 e 3:
1) prestazioni
al 100% capitalizzate, secondo l'art. 19 OPP2 (allegato 2):
- pensione vedovile fr. 139'963.95
- pensioni orfane fr.
75'266.15
Totale complessivo fr.
215'230.10
2) prestazione d'uscita secondo
Lcpd (allegato 3):
Dal profilo "tecnico", a
parere del Comitato, nell'interpretazione di quanto statuito dall'Alta Corte le
ipotesi di calcolo possono essere due.
Indichiamo qui di seguito i
due calcoli:
Ipotesi 1
Valore prestazione di libero
Considerandi
passaggio al 50%, comprensiva
degli interessi fino al 27
settembre 2000 fr. 82'685.25
- prestazioni per rendite al
50% capitalizzate,
versate ai superstiti:
pensione vedovile fr. 194'438.35
pensioni orfani (2) fr. 94'114.80 fr. 288'553.15
Valore complessivo delle
prestazioni della
CPDS fr. 371'238.40
Ipotesi 2
- Valore prestazione libero
passaggio al
100% a valuta 27.9.2000
fr. 66'982.15 x 2 fr. 133'964.30
- Interessi
10.12
/27.9.2000 fr. 31'406.20
Valore prestazione libero
passaggio
al 100 % al 9.12.1995,
comprensiva
degli interessi al 27.9.2000 fr. 165'370.50
A parere del Comitato, tenuto conto di
quanto precede - considerato che le prestazioni al 50% riconosciute ai
superstiti sono superiori alle prestazioni al 100 % calcolate secondo l'art. 19
OPP2 (cfr. allegato n. 1) - l'ipotesi 1 della presente lettera dovrebbe essere
quella che entra in considerazione per la definizione dei diritti previdenziali
dei superstiti. Infatti questa ipotesi indica il valore effettivo delle
prestazioni dovute dalla Cassa pensioni, per quanto concerne la prestazione
d'uscita e le prestazioni per rendite.
Si precisa, come riportato negli
allegati alla presente risposta, che il calcolo inerente alla capitalizzazione
delle rendite (calcolate secondo le disposizioni della Legge sulla Cassa CV 1,
come pure quelle calcolate secondo l'art. 19 OPP2) si base sulle tabelle
attuariali EWK2000 fornite dal Perito della Cassa pensioni per l'allestimento
del bilancio tecnico della Cassa.
Restiamo a disposizione per eventuali
ulteriori informazioni."
(Doc. III)
In annesso la
Cassa ha prodotto tre Allegati con i relativi calcoli esposti in dettaglio e di
cui si dirà, ove necessario, nelle considerazioni di merito (III 1-3).
1.10
In
proposito, con scritto 12 ottobre 2006 AT 1 e AT 2, entrambe rappresentate
dalle madri e dall'avvocato RA 3, si sono riconfermate nelle loro precedenti
allegazioni rimettendosi al giudizio del TCA (VII), mentre che PI 1, tramite il
suo legale, in data 6 novembre 2006 ha chiesto la conferma della ripartizione
operata dalla Cassa e avallata dal TCA nella sua pronuncia del 29 novembre 2004
(XIII).
1.11
Richiesto
in merito dal TCA con scritto del 20 ottobre 2006, l’UFAS, dal canto suo, in
data 16 novembre 2006 ha affermato quanto segue:
" (...)
Abbiamo analizzato i
calcoli elaborati dalla Cassa CV 1 e siamo del parere debba essere considerata
la variante 1. Difatti, come indicato dalla Cassa, è l'ipotesi che indica il
valore effettivo delle prestazioni dovute, per quanto concerne la prestazione
d'uscita e le prestazioni per rendite. L'ipotesi 2 non tiene conto delle
prestazioni per rendite, ma solo della prestazione di uscita. Quest'ultima ipotesi
è quindi secondo noi in contraddizione con quanto stipulato nella sentenza del
TFA (le "prestazioni per rendite" sono espressamente
menzionate)." (Doc. XVI)
1.12
Su
tale scritto, intimato alle parti, solo la Cassa ha preso posizione in uno
scritto del 27 novembre 2006 con il quale ha in sostanza rilevato come l’UFAS
confermasse in sostanza il preavviso della Cassa del 17 agosto 2006 (XVIII).
in
diritto
2.1
Litigiosa
è la ripartizione tra diversi beneficiari, e più precisamente tra la vedova e
le due figlie minorenni, della prestazione di libero passaggio accumulata dal
defunto __________ durante la sua attività alle dipendenze dello __________
presso la Cassa CV 1 e relativa alla sua residua capacità lavorativa del 50%.
Mentre
la Cassa ha fin dall’inizio sostenuto che la stessa va ripartita in misura
proporzionale all'ammontare delle prestazioni per superstiti di cui sono
beneficiarie le tre aventi diritto (pensione vedovile rispettivamente pensione
per orfani), queste ultime avevano chiesto che la ripartizione fosse eseguita
in parti uguali (1/3 per ogni superstite) e, quindi, in quote di fr. 30'393
ciascuna. La vedova PI 1, dal canto suo, aveva primariamente postulato
l'attribuzione dell'intera prestazione.
Questo TCA, con la
sua pronuncia del 29 novembre 2004, ha in sostanza confermato la presa di
posizione della Cassa.
Non era invece invece
litigioso l'ammontare della prestazione da dividere (fr. 91'179 inclusi
interessi sino al 31 dicembre 2003, doc. 141).
2.2
Nella
sua sentenza del 2 giugno 2006 la massima Corte federale, ricordato come per la
parte obbligatoria le prestazioni per superstiti in caso di morte di un
beneficiario di una mezza rendita di invalidità debbano essere calcolate
secondo l’art. 19 OPP2, ha ritenuto imprescindibile nel caso concreto una
verifica da parte della Cassa nel senso di esaminare se fossero in concreto
superiori le prestazioni per superstiti (capitalizzate) determinate secondo
l’art. 19 OPP2 o quelle (prestazione d’uscita e prestazioni sotto forma di rendite)
calcolate sulla base della Lcpd e del relativo regolamento (e dell’art. 15 OLP).
Il TFA ha quindi osservato che nell’ipotesi in cui le prestazioni della
previdenza più estesa risultassero superiori alle prestazioni obbligatorie, i
diritti dei superstiti in esame sarebbero da regolare secondo la chiave di
ripartizione stabilita dalla Cassa (cfr. sopra consid. 1.7).
Non
è superfluo ricordare il tenore dell’art. 19 OPP2 (nella sua versione –
applicabile in concreto - in vigore sino al 31 dicembre 2004):
" 1Quando il beneficiario di una mezza
rendita d’invalidità muore, i suoi superstiti hanno diritto a prestazioni
calcolate sulla base della rendita d’invalidità convertita in rendita intera.
2L’istituto di previdenza può tuttavia dedurre altre prestazioni per
superstiti che spettano agli aventi diritto in virtù della LPP, fino a un
massimo della metà delle sue prestazioni legali. Esso può tener conto nella
stessa misura delle prestazioni provenienti dalle polizze di libero passaggio o
di forme equivalenti di mantenimento della prestazione previdenziale (art. 4
cpv. 1 LFLP)."
2.3
Conformemente
a quanto chiestole dal TCA (cfr. consid. 1.8), la Cassa ha proceduto, nel suo
scritto 17 agosto 2006, a tutti i calcoli necessari ai fini dei chiarimenti prescritti
dal TFA (cfr. consid. 1.9).
In sostanza, a
fronte di prestazioni al 100% capitalizzate calcolate secondo l’art. 19 OPP2 di
complessivi fr. 215'230.10 (cfr. anche doc. III/2), il valore complessivo delle
prestazioni (prestazione di libero passaggio al 50% oltre alle prestazioni per
rendite al 50% capitalizzate) secondo la Lcpd ammonta a
fr. 371'238.40
(cfr. sopra consid. 1.9, ipotesi 1). Il calcolo della sola prestazione
di libero passaggio al 100% secondo la Lcpd determina invece una prestazione di fr.165'370.50, interessi sino al 27.9.2000 compresi (cfr.
sopra consid. 1.9, ipotesi 2).
A
ragione l’UFAS nel suo scritto del 16 novembre 2006 (doc. XVI per esteso al
consid. 1.11 sopra) ha osservato che pertinente risulta essere l’ipotesi 1
del calcolo operato dalla Cassa. In effetti tale variante tiene correttamente
conto sia della prestazione d’uscita che delle prestazioni sotto forma di
rendite ai superstiti. L’ipotesi 2 per contro considera unicamente la
prestazione di libero passaggio al 100% omettendo di ritenere le prestazioni
per superstiti maturate in concreto (cfr. XVI; cfr. in proposito il consid.
4.4
della STFA del 2 giugno 2006 riportato per esteso al consid. 1.7 sopra).
2.4
Ne
discende che, sulla base dei calcoli operati dalla Cassa conformemente a quanto
statuito dalla pronuncia del TFA – e sulla cui correttezza questa Corte non ha
motivo di dubitare né del resto le parti o l’amministrazione federale hanno
sollevato obiezione alcuna - appare manifesto che le prestazioni erogate alle
superstiti di __________ in base alla previdenza più estesa e, quindi, della
Lcpd e del relativo Regolamento, siano superiori alle prestazioni obbligatorie
calcolate in base all’art. 19 OPP2.
Ne discende che,
in sostanziale conferma del giudizio del TCA del 29 novembre 2004, la
ripartizione della prestazione di libero passaggio residua del defunto __________
(di fr. 91'179, compresi gli interessi sino alla fine del 2003) effettuata
dalla Cassa nel senso di attribuire alla vedova il 62.50% (fr. 56’991) e a
ciascuna delle orfane il 18,75% (fr. 17'094 ciascuna) della prestazione deve
essere tutelata.
Secondo il TFA
infatti tale valutazione, effettuata ripartendo l’importo totale della
prestazione d’uscita da liquidare in funzione del rapporto esistente tra le
rendite annue spettanti alle singole superstiti in forza della Lcpd e del
Regolamento e l’importo delle prestazioni annue spettanti complessivamente,
armonizza bene con la volontà del legislatore di assegnare delle prestazioni
vedovili superiori a quelle per orfani (cfr. consid. 4.5 della STFA del 2
giugno 2006; cfr. sopra consid. 1.7).
Ad ulteriore
conferma di suddette conclusioni questa Corte non può prescindere dal rimandare
anche alle argomentazioni sviluppate nel giudizio del 29 novembre 2004 a sostegno
della soluzione cui ha pertinentemente optato la Cassa, la quale, tra le varie
possibili, si rivela essere la più rispettosa degli obiettivi che si
prefigge il diritto della previdenza professionale (cfr. consid.
2.
-2.8 della STCA del 29 novembre 2004).
2.5
Ribadito
come nella fattispecie fra le parti non siano litigiosi l'ammontare della
prestazione di libero passaggio da dividere né, in quanto tali, i calcoli
operati dalla Cassa per dividere la stessa in misura proporzionale
all'ammontare della prestazioni per superstiti di cui sono beneficiarie le
parti in causa, la prestazione controversa andrà divisa nelle modalità previste
dalla Cassa nella sua determinazione del 19 dicembre 2003 e, quindi, nella
misura di fr. 56'991 a favore di PI 1 e di fr. 17'094 ciascuna a AT 1 e AT 2,
oltre agli interessi maturati successivamente al 31 dicembre 2003.
In sostanziale conferma di quanto
pronunciato nella sentenza di questo Tribunale del 29 novembre 2004, la
petizione di AT 1 e AT 2, tendente alla ripartizione della prestazione di
libero passaggio del defunto __________ in ragione di 1/3 ciascuno tra le tre
eredi, deve pertanto essere respinta.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- La
petizione é respinta.
2. Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi
implicati
PI 1
rappr. da: RA 4
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il vicepresidente Il
segretario
Raffaele Guffi Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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