Lexipedia

Decisione

34.2006.30

Divisione di prestazione di libero passaggio tra eredi di un assicurato defunto

12 febbraio 2007Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

4.

4.1 Secondo l'UFAS, il caso

andrebbe esaminato dal profilo dell'art. 18 lett. a LPP (nella versione in

vigore fino al 31 dicembre 2004), secondo cui il diritto alle prestazioni per i

superstiti sussiste soltanto se il defunto era assicurato quando si verificò il

decesso o allorché insorse l'incapacità al lavoro la cui causa ha portato alla

morte. Per l'Ufficio ricorrente, in presenza di un nesso di causalità tra il

decesso e l'invalidità preesistente, vale a dire se il primo dovesse essere

stato causato da un aggravarsi dello stato di salute dell'assicurato, per

analogia alla giurisprudenza in materia di aggravamento dell'invalidità, la

Cassa avrebbe dovuto versare prestazioni per superstiti fondate su una rendita

d'invalidità convertita in rendita intera.

4.2 Per quanto concerne la

previdenza obbligatoria, occorre precisare che il diritto, nella fattispecie

concreta, a prestazioni per superstiti è regolato dall'art. 18 lett. b LPP -

secondo cui il diritto alle prestazioni per i superstiti sussiste soltanto se

il defunto riceveva una rendita di vecchiaia o d'invalidità dall'istituto di

previdenza quando si verificò il decesso - e non dall'art. 18 lett. a LPP

(nelle loro versioni applicabili in concreto, in vigore fino al 31 dicembre

2004), come pretende l'UFAS. Tale conclusione si impone già solo alla luce del

tenore dell'art. 18 lett. b LPP ("riceveva una rendita", e non

necessariamente una rendita intera) come pure degli art. 21 cpv. 2 LPP e 19 OPP

2, suesposti. Essa conclusione è quindi pure corroborata dalle modifiche

apportate dalla prima revisione della LPP (1a revisione LPP, in vigore dal 1°

gennaio 2005). Oramai, la rendita per superstiti ai sensi dell'art. 21 cpv. 2

LPP (nella versione in vigore dal 1° gennaio 2005) è fissata in funzione

dell'ultima rendita di vecchiaia o d'invalidità versata.

Di conseguenza, l'art. 19 OPP 2 è stato

abrogato. In questo modo il compito dell'amministrazione è stato notevolmente

semplificato in quanto la rendita d'invalidità non dev'essere più ridotta a

posteriori in caso di invalidità parziale (Messaggio 1° marzo 2000 del

Consiglio federale concernente la prima revisione della LPP [FF 2000 2395]).

4.3 Ne discende che -

limitatamente alla parte obbligatoria (v. infra consid. 4.4) -, le prestazioni

per superstiti dovrebbero essere calcolate giusta l'art. 19 OPP 2. La rendita

potrebbe pertanto essere superiore a quella finora riconosciuta. È quindi possibile

che, a dipendenza del calcolo di cui all'art. 19 OPP 2 - per il quale a questa

Corte mancano gli elementi necessari -, la Cassa pensioni possa essere tenuta a

trasformare la prestazione di uscita non ancora versata in una rendita

maggiorata per la vedova e per le orfane. Il motivo del decesso di U.________,

rispettivamente l'esistenza di un nesso tra tale decesso e l'invalidità

preesistente, non necessitano per contro di particolari accertamenti.

4.4 Le suesposte considerazioni

valgono, come detto, unicamente per la previdenza obbligatoria. Gli art. 18 e

21 LPP come pure l'art. 19 OPP 2 concernono infatti soltanto quest'ambito (art.

49 cpv. 2 LPP, sempre nella versione applicabile in concreto, antecedente alla

prima revisione della LPP). Per contro, nella misura in cui la prestazione di

uscita della Cassa pensioni (comprese le prestazioni per rendite) dovesse

eccedere la prestazione obbligatoria (capitalizzata) determinata in base

all'art. 19 OPP 2, gli art. 18 e 21 LPP come pure l'art. 19 OPP 2 non

troverebbero (più) applicazione. In siffatta ipotesi, infatti - ancora da

accertare, anche se fortemente possibile, avendo U.________ compiuto solo 11

anni assicurativi sotto l'egida della LPP -, la valutazione andrebbe effettuata

unicamente sulla base dell'art. 15 OLP nonché degli statuti della Cassa

pensioni o del regolamento dell'istituto collettore. Anche in questo caso, un

accertamento del motivo del decesso risulterebbe irrilevante ai fini del

giudizio.

4.5 In realtà, se - come gli indizi agli atti, ancora da verificare,

lasciano intendere - le prestazioni della previdenza più estesa dovessero effettivamente

eccedere le prestazioni obbligatorie LPP, i diritti in esame dei superstiti

andrebbero, a ben vedere, regolati secondo le chiavi di ripartizione stabilite

dal regolamento della Cassa CV 1 poiché, al momento del decesso, la prestazione

d'uscita si trovava ancora presso di essa.

Il regolamento dell'istituto collettore, per

contro, non potrebbe risultare determinante in quanto la prestazione d'uscita

non si trovava presso tale istituto e U.________ non ha mai inteso trasferire

detta prestazione all'istituto collettore, bensì ha inteso domandarne il

pagamento in contanti dalla Cassa (in questo modo può essere interpretata la

volontà del defunto assicurato desumibile, in particolare, dalla sua comunicazione

di trasferimento, dal 1° marzo 1997, a X.________ [cfr. a tal proposito pure

l'art. 7 cpv. 6 lett. a LCPD, secondo cui la prestazione di libero passaggio è

pagata in contanti se l'avente diritto lascia definitivamente la Svizzera],

dall'indicazione di continuare i versamenti presso la Banca Y.________, nonché

dalla rinuncia a mantenere

l'assicurazione). La

ripartizione operata dalla Cassa, nel senso di attribuire, conformemente al conteggio

del 5 marzo 2004 agli atti, alla vedova il 62.50% e a ciascuna delle orfane il

18.75% della prestazione di libero passaggio, apparirebbe allora giustificata.

Tale valutazione è infatti stata effettuata ripartendo l'importo totale della

prestazione di uscita da liquidare (fr. 91'179.-) in funzione del rapporto

esistente tra le rendite annue spettanti ai singoli superstiti in forza del

regolamento (art. 37 e 40 LCPD, nella versione applicabile in concreto [fr.

11'002.- rendita vedovile; fr. 3'300.- per ognuna delle rendite per orfane]) e

l'importo delle prestazioni annue spettanti complessivamente (fr. 17'602.-).

Tale soluzione ben armonizza peraltro con la volontà del legislatore di

assegnare delle prestazioni vedovili superiori a quelle per orfani (si veda ad

esempio la ripartizione stabilita dall'art. 21 cpv. 2 LPP, nella versione applicabile

in concreto [consid. 3.2]).

5.

Stante quanto precede,

la causa va rinviata alla precedente istanza affinché disponga gli accertamenti

necessari e verifichi presso la Cassa pensioni se la prestazione di uscita

dovuta dalla stessa (comprese le prestazioni per rendite) ecceda la prestazione

obbligatoria (capitalizzata) determinata in base all'art. 19 OPP 2. Se ciò dovesse

avverarsi, la ripartizione effettuata dalla Cassa pensioni sarebbe da tutelare.

In caso contrario, per contro, le prestazioni andrebbero calcolate secondo

l'art. 19 OPP 2. (...)"

(Doc. XXXIV, inc.

34.2004.8

1.8. Con

scritto del 30 giugno 2006 questo TCA, richiamata la STFA di rinvio del 2

giugno 2006, ha chiesto alla Cassa di procedere, producendo i relativi

conteggi, a quanto indicato dal TFA e, quindi, di verificare se la prestazione

d’uscita (comprese le prestazioni per rendite) eccede la prestazione

obbligatoria (capitalizzata) da calcolare in base all’art. 19 OPP2 (II).

1.9. Con

scritto 17 agosto 2006 la Cassa ha fatto rilevare quanto segue:

" (...)

Sulla base dei calcoli

eseguiti secondo i considerandi citati, in sintesi la situazione è la seguente:

- considerando

4.3 - allegato no. 1:

Le prestazioni

secondo l'art. 19 OPP2 e quelle erogate dalla Cassa pensioni in applicazione

dell'art. 37 e dell'art. 40 Lcpd, calcolate al momento in cui si è verificato

l'evento, ossia al 27 settembre 2000 sono le seguenti:

a) secondo art.

19 OPP2:

prestazioni

complessive ai superstiti

al 100% fr.

13'199.45

b) secondo

art. 37 e art. 40 Lcpd:

prestazioni complessive ai

superstiti

al 50 % fr.

17'604.00

- considerandi 4.4 e 5 - allegati

no. 2 e 3:

1) prestazioni

al 100% capitalizzate, secondo l'art. 19 OPP2 (allegato 2):

- pensione vedovile fr. 139'963.95

- pensioni orfane fr.

75'266.15

Totale complessivo fr.

215'230.10

2) prestazione d'uscita secondo

Lcpd (allegato 3):

Dal profilo "tecnico", a

parere del Comitato, nell'interpretazione di quanto statuito dall'Alta Corte le

ipotesi di calcolo possono essere due.

Indichiamo qui di seguito i

due calcoli:

Ipotesi 1

Valore prestazione di libero

Considerandi

passaggio al 50%, comprensiva

degli interessi fino al 27

settembre 2000 fr. 82'685.25

- prestazioni per rendite al

50% capitalizzate,

versate ai superstiti:

pensione vedovile fr. 194'438.35

pensioni orfani (2) fr. 94'114.80 fr. 288'553.15

Valore complessivo delle

prestazioni della

CPDS fr. 371'238.40

Ipotesi 2

- Valore prestazione libero

passaggio al

100% a valuta 27.9.2000

fr. 66'982.15 x 2 fr. 133'964.30

- Interessi

10.12

/27.9.2000 fr. 31'406.20

Valore prestazione libero

passaggio

al 100 % al 9.12.1995,

comprensiva

degli interessi al 27.9.2000 fr. 165'370.50

A parere del Comitato, tenuto conto di

quanto precede - considerato che le prestazioni al 50% riconosciute ai

superstiti sono superiori alle prestazioni al 100 % calcolate secondo l'art. 19

OPP2 (cfr. allegato n. 1) - l'ipotesi 1 della presente lettera dovrebbe essere

quella che entra in considerazione per la definizione dei diritti previdenziali

dei superstiti. Infatti questa ipotesi indica il valore effettivo delle

prestazioni dovute dalla Cassa pensioni, per quanto concerne la prestazione

d'uscita e le prestazioni per rendite.

Si precisa, come riportato negli

allegati alla presente risposta, che il calcolo inerente alla capitalizzazione

delle rendite (calcolate secondo le disposizioni della Legge sulla Cassa CV 1,

come pure quelle calcolate secondo l'art. 19 OPP2) si base sulle tabelle

attuariali EWK2000 fornite dal Perito della Cassa pensioni per l'allestimento

del bilancio tecnico della Cassa.

Restiamo a disposizione per eventuali

ulteriori informazioni."

(Doc. III)

In annesso la

Cassa ha prodotto tre Allegati con i relativi calcoli esposti in dettaglio e di

cui si dirà, ove necessario, nelle considerazioni di merito (III 1-3).

1.10

In

proposito, con scritto 12 ottobre 2006 AT 1 e AT 2, entrambe rappresentate

dalle madri e dall'avvocato RA 3, si sono riconfermate nelle loro precedenti

allegazioni rimettendosi al giudizio del TCA (VII), mentre che PI 1, tramite il

suo legale, in data 6 novembre 2006 ha chiesto la conferma della ripartizione

operata dalla Cassa e avallata dal TCA nella sua pronuncia del 29 novembre 2004

(XIII).

1.11

Richiesto

in merito dal TCA con scritto del 20 ottobre 2006, l’UFAS, dal canto suo, in

data 16 novembre 2006 ha affermato quanto segue:

" (...)

Abbiamo analizzato i

calcoli elaborati dalla Cassa CV 1 e siamo del parere debba essere considerata

la variante 1. Difatti, come indicato dalla Cassa, è l'ipotesi che indica il

valore effettivo delle prestazioni dovute, per quanto concerne la prestazione

d'uscita e le prestazioni per rendite. L'ipotesi 2 non tiene conto delle

prestazioni per rendite, ma solo della prestazione di uscita. Quest'ultima ipotesi

è quindi secondo noi in contraddizione con quanto stipulato nella sentenza del

TFA (le "prestazioni per rendite" sono espressamente

menzionate)." (Doc. XVI)

1.12

Su

tale scritto, intimato alle parti, solo la Cassa ha preso posizione in uno

scritto del 27 novembre 2006 con il quale ha in sostanza rilevato come l’UFAS

confermasse in sostanza il preavviso della Cassa del 17 agosto 2006 (XVIII).

in

diritto

2.1

Litigiosa

è la ripartizione tra diversi beneficiari, e più precisamente tra la vedova e

le due figlie minorenni, della prestazione di libero passaggio accumulata dal

defunto __________ durante la sua attività alle dipendenze dello __________

presso la Cassa CV 1 e relativa alla sua residua capacità lavorativa del 50%.

Mentre

la Cassa ha fin dall’inizio sostenuto che la stessa va ripartita in misura

proporzionale all'ammontare delle prestazioni per superstiti di cui sono

beneficiarie le tre aventi diritto (pensione vedovile rispettivamente pensione

per orfani), queste ultime avevano chiesto che la ripartizione fosse eseguita

in parti uguali (1/3 per ogni superstite) e, quindi, in quote di fr. 30'393

ciascuna. La vedova PI 1, dal canto suo, aveva primariamente postulato

l'attribuzione dell'intera prestazione.

Questo TCA, con la

sua pronuncia del 29 novembre 2004, ha in sostanza confermato la presa di

posizione della Cassa.

Non era invece invece

litigioso l'ammontare della prestazione da dividere (fr. 91'179 inclusi

interessi sino al 31 dicembre 2003, doc. 141).

2.2

Nella

sua sentenza del 2 giugno 2006 la massima Corte federale, ricordato come per la

parte obbligatoria le prestazioni per superstiti in caso di morte di un

beneficiario di una mezza rendita di invalidità debbano essere calcolate

secondo l’art. 19 OPP2, ha ritenuto imprescindibile nel caso concreto una

verifica da parte della Cassa nel senso di esaminare se fossero in concreto

superiori le prestazioni per superstiti (capitalizzate) determinate secondo

l’art. 19 OPP2 o quelle (prestazione d’uscita e prestazioni sotto forma di rendite)

calcolate sulla base della Lcpd e del relativo regolamento (e dell’art. 15 OLP).

Il TFA ha quindi osservato che nell’ipotesi in cui le prestazioni della

previdenza più estesa risultassero superiori alle prestazioni obbligatorie, i

diritti dei superstiti in esame sarebbero da regolare secondo la chiave di

ripartizione stabilita dalla Cassa (cfr. sopra consid. 1.7).

Non

è superfluo ricordare il tenore dell’art. 19 OPP2 (nella sua versione –

applicabile in concreto - in vigore sino al 31 dicembre 2004):

" 1Quando il beneficiario di una mezza

rendita d’invalidità muore, i suoi superstiti hanno diritto a prestazioni

calcolate sulla base della rendita d’invalidità convertita in rendita intera.

2L’istituto di previdenza può tuttavia dedurre altre prestazioni per

superstiti che spettano agli aventi diritto in virtù della LPP, fino a un

massimo della metà delle sue prestazioni legali. Esso può tener conto nella

stessa misura delle prestazioni provenienti dalle polizze di libero passaggio o

di forme equivalenti di mantenimento della prestazione previdenziale (art. 4

cpv. 1 LFLP)."

2.3

Conformemente

a quanto chiestole dal TCA (cfr. consid. 1.8), la Cassa ha proceduto, nel suo

scritto 17 agosto 2006, a tutti i calcoli necessari ai fini dei chiarimenti prescritti

dal TFA (cfr. consid. 1.9).

In sostanza, a

fronte di prestazioni al 100% capitalizzate calcolate secondo l’art. 19 OPP2 di

complessivi fr. 215'230.10 (cfr. anche doc. III/2), il valore complessivo delle

prestazioni (prestazione di libero passaggio al 50% oltre alle prestazioni per

rendite al 50% capitalizzate) secondo la Lcpd ammonta a

fr. 371'238.40

(cfr. sopra consid. 1.9, ipotesi 1). Il calcolo della sola prestazione

di libero passaggio al 100% secondo la Lcpd determina invece una prestazione di fr.165'370.50, interessi sino al 27.9.2000 compresi (cfr.

sopra consid. 1.9, ipotesi 2).

A

ragione l’UFAS nel suo scritto del 16 novembre 2006 (doc. XVI per esteso al

consid. 1.11 sopra) ha osservato che pertinente risulta essere l’ipotesi 1

del calcolo operato dalla Cassa. In effetti tale variante tiene correttamente

conto sia della prestazione d’uscita che delle prestazioni sotto forma di

rendite ai superstiti. L’ipotesi 2 per contro considera unicamente la

prestazione di libero passaggio al 100% omettendo di ritenere le prestazioni

per superstiti maturate in concreto (cfr. XVI; cfr. in proposito il consid.

4.4

della STFA del 2 giugno 2006 riportato per esteso al consid. 1.7 sopra).

2.4

Ne

discende che, sulla base dei calcoli operati dalla Cassa conformemente a quanto

statuito dalla pronuncia del TFA – e sulla cui correttezza questa Corte non ha

motivo di dubitare né del resto le parti o l’amministrazione federale hanno

sollevato obiezione alcuna - appare manifesto che le prestazioni erogate alle

superstiti di __________ in base alla previdenza più estesa e, quindi, della

Lcpd e del relativo Regolamento, siano superiori alle prestazioni obbligatorie

calcolate in base all’art. 19 OPP2.

Ne discende che,

in sostanziale conferma del giudizio del TCA del 29 novembre 2004, la

ripartizione della prestazione di libero passaggio residua del defunto __________

(di fr. 91'179, compresi gli interessi sino alla fine del 2003) effettuata

dalla Cassa nel senso di attribuire alla vedova il 62.50% (fr. 56’991) e a

ciascuna delle orfane il 18,75% (fr. 17'094 ciascuna) della prestazione deve

essere tutelata.

Secondo il TFA

infatti tale valutazione, effettuata ripartendo l’importo totale della

prestazione d’uscita da liquidare in funzione del rapporto esistente tra le

rendite annue spettanti alle singole superstiti in forza della Lcpd e del

Regolamento e l’importo delle prestazioni annue spettanti complessivamente,

armonizza bene con la volontà del legislatore di assegnare delle prestazioni

vedovili superiori a quelle per orfani (cfr. consid. 4.5 della STFA del 2

giugno 2006; cfr. sopra consid. 1.7).

Ad ulteriore

conferma di suddette conclusioni questa Corte non può prescindere dal rimandare

anche alle argomentazioni sviluppate nel giudizio del 29 novembre 2004 a sostegno

della soluzione cui ha pertinentemente optato la Cassa, la quale, tra le varie

possibili, si rivela essere la più rispettosa degli obiettivi che si

prefigge il diritto della previdenza professionale (cfr. consid.

2.

-2.8 della STCA del 29 novembre 2004).

2.5

Ribadito

come nella fattispecie fra le parti non siano litigiosi l'ammontare della

prestazione di libero passaggio da dividere né, in quanto tali, i calcoli

operati dalla Cassa per dividere la stessa in misura proporzionale

all'ammontare della prestazioni per superstiti di cui sono beneficiarie le

parti in causa, la prestazione controversa andrà divisa nelle modalità previste

dalla Cassa nella sua determinazione del 19 dicembre 2003 e, quindi, nella

misura di fr. 56'991 a favore di PI 1 e di fr. 17'094 ciascuna a AT 1 e AT 2,

oltre agli interessi maturati successivamente al 31 dicembre 2003.

In sostanziale conferma di quanto

pronunciato nella sentenza di questo Tribunale del 29 novembre 2004, la

petizione di AT 1 e AT 2, tendente alla ripartizione della prestazione di

libero passaggio del defunto __________ in ragione di 1/3 ciascuno tra le tre

eredi, deve pertanto essere respinta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- La

petizione é respinta.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi

implicati

PI 1

rappr. da: RA 4

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il vicepresidente Il

segretario

Raffaele Guffi Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster