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Decisione

34.2006.4

Sovrassicurazione: rendita vedovile della previdenza professionale; la riduzione a causa della sovrassicurazione deve permettere all'assicurato di ricevere almeno la rendita della previdenza obbligato

5 marzo 2007Italiano35 min

Source ti.ch

Fatti

1.7. Il

31 marzo 2006 l’attrice ha prodotto il regolamento della Cassa pensioni valido

dal 1° gennaio 2006 (doc. M).

Con scritto 25 aprile 2006 la convenuta ha sostenuto che il nuovo regolamento non

è applicabile alla fattispecie in esame (IX), mentre l’attrice è del parere che

le modifiche devono essere considerate ai fini dell’interpretazione del

regolamento antecedente (XI).

1.8. Con

scritto 25 agosto 2006 il TCA ha chiesto al legale della Cassa pensioni di

allestire il conteggio relativo alla rendita di vedovanza secondo il regime

obbligatorio previdenziale e quello della sovrassicurazione conformemente all’art.

34a LPP in relazione alll’art. 24 OPP2, includendo quindi quale reddito

computabile le indennità versate al defunto marito dell’attrice da parte del

datore di lavoro ed il suo reddito accessorio (XIII).

Tale

conteggio è stato trasmesso con scritto 11 ottobre 2006 (XVII). L’attrice ha

sollevato alcune contestazioni in merito al calcolo (doc. XXIII), alle quali il

rappresentante della convenuta, dopo la concessione di proroghe, ha preso

posizione il 22 gennaio 2007 (doc. XXVIII). Il 15 febbraio 2007 il legale

dell’attrice ha presentato delle osservazioni al succitato scritto della Cassa

pensioni (XXXII).

considerando in

diritto

2.1. Oggetto

del contendere è l'importo della rendita vedovile spettante a AT 1 ridotta per

sovrassicurazione ed il mancato versamento del capitale di decesso, sempre per

motivi di sovraindennizzo.

Trattandosi

di una controversia tra un istituto di previdenza ed un avente diritto, è data

la competenza dello scrivente Tribunale ai sensi dell’art. 73 LPP in relazione

all’art. 8 LALPP (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2 con

riferimenti).

Il 1. gennaio 2005 è entrata in vigore la 1. revisione della LPP, la

quale ha modificato numerose disposizioni.

Secondo i principi generali del diritto, in caso di modifica di

norme giuridiche, si applicano le disposizioni in vigore al momento della

realizzazione dello stato di fatto che deve essere apprezzato giuridicamente

oppure che ha delle conseguenze giuridiche (DTF 130 V 329; 129 V 1

consid. 1.2.; 127 V 466 consid. 1; 128 V 315=SVR 2003 ALV Nr. 3; SVR 2003 IV

Nr. 25 consid. 1.2.; STFA del 10 settembre 2003 nella causa

C., B 28/01). Questi principi valgono anche in caso di

mutamento delle disposizioni del regolamento o degli statuti dei fondi di

previdenza.

Siccome applicabili sono le disposizioni di legge in vigore al momento in cui

si pone la questione della sovrassicurazione

(DTF 126 V 470 consid. 3 con riferimenti, 122 V 319 consid. 3c), in casu il 1°

maggio 2005 giorno in cui è sorto il diritto alla rendita vedovile, sono

applicabili le nuove norme di legge.

Determinante è quindi il regolamento della Cassa in vigore al 1° gennaio 2005 e

non quello modificato al 1° gennaio 2006.

2.2. L’art.

34a cpv. 1 LPP, nel tenore in vigore dal 1° gennaio 2003 -che corrisponde al vecchio

art. 34 LPP (DTF 131 V 78) - e rimasto invariato a seguito della prima

revisione della LPP, stabilisce che il Consiglio federale emana prescrizioni

per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi superstiti in caso di

concorso di prestazioni.

Il

capoverso 2 dello stesso articolo dispone che:

" Se

vi è concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni

analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’articolo 66 capoverso 2

LPGA. Le prestazioni della presente legge non possono essere ridotte se

l’assicurazione militare versa rendite per coniugi o per orfani in caso di

prestazioni previdenziali insufficienti giusta l’articolo 54 della legge

federale 19 giugno 1992 sull’assicurazione militare."

L’art.

66 cpv. 2 LPGA recita:

"

Le rendite e le indennità in capitale sono fornite secondo le

disposizioni della singola legge interessata e nel seguente ordine:

a. dall’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o dall’assicurazione

per l’invalidità;

b. dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro gli infortuni;

c. dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità

secondo la legge federale del 25 giugno 1982 sulla previdenza professionale per

la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPP)."

In

base alla delega di cui all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha

promulgato l’art. 24 OPP 2 che, nel versione valida dal 1° gennaio 2005, ha il

seguente tenore :

" 1 L’istituto di previdenza

può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità nella misura

in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90 per cento del

guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.

2 Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni di

natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla

base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al

loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali

e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per

grandi invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di

prestazioni analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa

o il reddito sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito

da beneficiari di prestazioni d’invalidità.

3 I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati insieme.

4 L’avente diritto deve fornire all’istituto di previdenza

informazioni su tutti i redditi conteggiabili.

5 L’istituto di previdenza può sempre riesaminare le

condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la

situazione si modifica in modo importante."

L'art.

24 cpv. 1 OPP2 (rimasto invariato dalla prima revisione della LPP) é stato

dichiarato conforme alla legge dal TFA (DTF 123 V 210, DTF 122 V 314 seg.

consid. 6b). In particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è stato

stabilito per tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la realizzazione del

rischio è liberato da certi oneri sociali, stimati all’incirca nel 10% del

salario lordo (DTF 122 V 314).

Nell’ambito della previdenza professionale più estesa, gli istituti di

previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione,

una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2

LPP; DTF 128 V 248 consid. 3b con riferimenti; Vetter-Schreiber, Kommentar zum

BVG, Zurigo 2005, pag. 346).

2.3. Il

concetto di “guadagno presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP2,

nel tenore in vigore sino al 31 dicembre 2004, è stato definito dal TFA in

numerose sentenze (cfr. DTF 122 V 151ss; cfr. anche DTF 126 V 93 segg., 123 V

197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 314 consid. 6;

317 consid. 2a; 317 consid. 2a; su questo tema cfr. anche Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte

Vorteile, in Tagung "Neue Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge",

4.5.2000).

Secondo l’Alta Corte si deve in particolare intendere, conformemente

al senso letterale dell’ordinanza, il salario ipotetico che l’assicurato

avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la

questione del sovrindennizzo. Tale guadagno non corrisponde forzatamente al

guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della

realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso

l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; SZS 1999 p. 141, 144 e 1997 p. 469; DTF 123 V

278 consid. 2b; 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 154 consid. 3c e

dottrina ivi citata; DTF 113 V 314 consid. 6a; Vetter-Schreiber, Es bleibt

einen Ermessensspielraum, SPV 1999 p. 581; STFA non pubblicate del 12 febbraio

2001 in re C., B43/00 e del 24 maggio 2000 in re S., B 12/98).

Il

TFA ha poi precisato che non è invece rilevante il guadagno assicurato per il

calcolo delle rendite complementari in materia di assicurazione infortuni, cioè

il principio secondo cui vale il salario percepito l’anno precedente

l’infortunio (DTF 122 V 155; 317 consid. 2a; cfr. anche STCA del 30 settembre

1998 in re F. I; SPV 1999 p. 581 e 583).

Per

stabilire il reddito presumibilmente perso ci si fonda sull'ultimo reddito

percepito dal richiedente e lo si adegua al rincaro (STFA del 31 luglio 1997 in

re N.) e all'aumento reale dei salari ("Reallohnerhöhung ") (cfr.

STFA non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99).

Questa conclusione si fonda sulla constatazione empirica, secondo cui,

nell'ipotesi di buona salute l'interessato avrebbe continuato a svolgere la

precedente attività (cfr. sentenza del Tribunale delle assicurazioni del Canton

Basilea del 2 dicembre 1998 citata in Plädoyer 2/1999 p. 61; Vetter-Schreiber,

Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, Referat, der Tagung "Neue

Entwicklungen in der beruflichen Vorsorge" vom 4 Mai 2000 p. 6) e meglio

che la situazione si sarebbe mantenuta sostanzialmente stabile (cfr. RDAT I

1999 p. 287 consid. 2.1.2; STCA non pubblicata del 31 luglio 2000 in re C.,

34.1998.51).

Qualora

l’assicurato svolgeva diverse attività lucrative a tempo parziale, nel

“guadagno presumibilmente perso” sono da includere tutti i redditi percepiti (cfr.

Vetter-Schreiber, Ueberentschädigung/Ungerechtfertigte Vorteile, op. cit., pag.

146. L’autrice è del parere di includere anche i proventi da attività

accessorie svolte durante il tempo libero, quale custode di una casa

plurifamiliare o addetto della biblioteca comunale.). Nel calcolo della

sovrassicurazione non è determinante se il reddito computato sia assicurato o

meno (STFA 28 agosto 2000, B 6/98, consid. 5 in fine – nel frattempo pubblicato

in DTF 126 V 101 consid. 5 in fine - citata da Vetter-Schreiber, op. cit., nota

29 alla pagina 146).

Al

reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli

assegni familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto

invalido (STFA del 31 luglio 1997 in re N.; cfr. STFA del 31 luglio 1997 non

pubbl. consid. 3 citato in I. Vetter/Schreiber, Kinderzulagen als

Lohnbestandteil, SPV 1998 p. 381, che critica la decisione del TFA; cfr. STFA

non pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99 per la quale nel guadagno

presumibilmente perso sono inclusi, oltre al salario base, anche le eventuali

indennità concesse al lavoratore - "Zulagen und Nebenbezüge" -; STCA

del 31 luglio 2000 in re F.C. non pubbl. consid. 2.10, 34.1998.51; del 24

luglio 2000 in re E.I. non pubbl. consid. 2.13, 34.1999.20; del 21 agosto 1998

in re L.M non pubbl. consid. 2.13, 34.1997.45; del 30 settembre 1998 in re F.I.

non pubbl. consid. 2.7, 34.1997.58).

Occorre

qui rilevare che la regolamentazione di cui all’art. 24 cpv.2 OPP2 non è

applicabile in regime di prestazioni sovraobbligatorie.

Al

riguardo va ricordato che la LPP prevede delle disposizioni minime (art. 6

LPP), a cui non si può derogare a sfavore dell'assicurato, per cui il fondo di

previdenza può prevedere una diversa modalità di calcolo, nel rispetto di

queste disposizioni imperative. Va altresì ricordato che l'art. 49 cpv. 1

LPP(rimasto invariato dalla revisione) dispone che “nell'ambito della

presente legge, gli istituti di previdenza possono strutturare liberamente le

prestazioni, il finanziamento di queste e l'organizzazione”.

2.4. Nella

fattispecie concreta non è contestato che l’attrice ha diritto ad una rendita

vedovile.

La

Cassa pensioni convenuta sottolinea che riconosce prestazioni superiori al

minimo LPP, motivo per cui essa è libera di disciplinare, per quel che riguarda

l’oggetto controverso, quale reddito faccia stato per determinare l’esistenza o

meno di una di sovrassicurazione. Essa lo ha fatto scegliendo il concetto di “guadagno

effettivamente percepito”. Del resto, non va dimenticato che nel caso in esame

non si tratta di determinare il salario ipotetico che

l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità nell’istante in cui

si pone la questione del sovrindennizzo, ma del reddito percepito dal

defunto marito dell’attrice al momento della decorrenza del diritto alla

rendita vedovile (cfr. consid. 2.1).

In

primo luogo occorre esaminare se la riduzione della prestazione vedovile è

giustificata secondo le norme di regolamento applicabili. In caso affermativo, si

deve poi verificare se la rendita ridotta non intacchi le prestazioni minime secondo

la LPP (cfr. in merito: STFA inedita 13 luglio 2006, B 30/06, consid. 3 e SVR

2000 BVG Nr. 6).

2.5. Nel caso in esame, l’art. 2.1 del Regolamento della Fondazione, nel

tenore in vigore dal 1° gennaio al 31 gennaio 2005, applicabile alla

fattispecie in esame, disciplina la sovrassicurazione.

Ai fini del giudizio è rilevante tenere conto che, diversamente da quanto

disciplinato dall’art. 24 cpv. 1 OPP 2, la Fondazione prevede una

sovrassicurazione nel caso di superamento del 90% dell’ultimo salario effettivo

(art. 2.1 cpv. 2: “Uebersteigen im Einzelfall die Gasamtleistungen 90% des letzten

effektiven Lohns, so werden die Leistungen gemäss diesem Reglement

entsprechend herabgesetzt”; sottolineatura del redattore).

A

sua volta l’art. 1.7 del regolamento definisce la nozione di reddito

effettivamente percepito (effektiver Lohn), definendo al primo capoverso che

con reddito effettivamente percepito s’intende il salario mensile moltiplicato

per 13 che l’assicurato aveva diritto al momento dell’inizio dell’assicurazione

rispettivamente a seguito di ogni aumento salariale (“Der 13-fache Betrag

des Monatslohnes, auf welchen bei der Aufnahme in die Versicherung bzw. jeweils

im Zeitpunkt einer Lohnänderung Anspruch besteht“). All’art. 1.7 cpv. 3 il

regolamento precisa che non sono computati proventi accessori e temporanei -

quali assegni familiari, gratificazioni, supplementi per lavoro straordinario-

e che non è considerata la perdita salariale per motivi di servizio militare,

malattia, infortunio ecc. (“Nebenbezüge und

vorübergehende Zulagen [Familien- und Kinderzulagen, Gratifikationen,

Vergütungen für Ueberstunden usw.] werden nicht einbezogen und Lohnausfälle bei

Militärdienst, Krankheit, Unfall usw. werden nicht abgezogen“).

2.6. Il TCA deve innanzitutto esaminare se, ai fini del calcolo

della sovrassicurazione, la Cassa pensioni convenuta deve prendere in

considerazione, oltre all’ultimo reddito conseguito da dal marito dell’attrice

quando era alle dipendenze della __________, anche quello relativo all’attività

accessoria di custode della residenza __________.

L’attrice

sostiene che la Cassa pensioni avrebbe dovuto tenere conto dell’integrale

stipendio pari a fr. 88'430, incluse quindi anche le gratifiche (in casu i cosiddetti

“fringe benefits”) percepite dalla __________.

Ricordato che la base di riferimento per l’accertamento di un’eventuale

sovrassicurazione è il “salario effettivamente percepito”, la convenuta, conformemente

all’art. 1.7 del regolamento, ha lecitamente escluso le indennità salariali

accessorie, quali sono le gratifiche in questione. Infatti, va ricordato che

gli istituti di previdenza possono escludere, ai sensi dell’art. 3 cpv. 1 lett.

a OPP2, dalla determinazione del salario assicurato AVS gli elementi

occasionali del salario (cfr. in merito Stauffer, Berufliche Vorsorge, Basilea

2005, n. 458 pag. 176 per quel che riguarda le gratifiche).

Vanno

pure esclusi i proventi percepiti dall’assicurato a seguito dell’attività

secondaria di giardiniere poiché non rientrano nel concetto di guadagno

effettivamente percepito. Come esposto al consid. 2.4, l’art. 1.7 del

regolamento definisce quale reddito effettivamente percepito

il salario mensile moltiplicato per 13 cui l’assicurato aveva diritto al

momento dell’inizio dell’assicurazione presso la Cassa pensione rispettivamente

a seguito di ogni aumento salariale (“Der 13-fache Betrag des

Monatslohnes, auf welchen bei der Aufnahme in die Versicherung bzw. jeweils im

Zeitpunkt einer Lohnänderung Anspruch besteht“), motivo per cui s’intende

il salario percepito dalla __________ ed assicurato all’istituto previdenziale

convenuto. Pacifico è inoltre il fatto che il salario versato dalla __________

per l’attività accessoria in questione non è stato assicurato presso la Cassa

qui convenuta e quindi non va considerato ai fini della sovrassicurazione.

L’attrice non può inoltre fare riferimento al guadagno assicurato fissato

dall’assicuratore contro gli infortuni alla base della rendita vedovile (fr.

102'210: fr. 88'430 di salario percepito dalla __________ + 13’780 dalla __________;

doc. G). Nel guadagno assicurato LAINF è incluso il salario “pagato all’assicurato da uno o più datori di lavoro nel corso

dell’anno precedente l’infortunio, inclusi gli elementi del salario non ancora

versati che gli sono dovuti” (art. 22 cpv. 4 OANF),

mentre nel caso in esame fa stato il salario percepito dal datore di lavoro

affiliato alla Fondazione convenuta e non anche quello relativo all’attività

secondaria di giardiniere (art. 1.7 e 2.1 del regolamento). Nel guadagno

assicurato LAINF sono altrettanto incluse le indennità salariali accessorie e

le gratifiche essendo parte del salario determinante AVS (art. 5 cpv. 2 LAVS/art.

7 OAVS in relazione con l’art. 22 cpv. 2 OAINF), principio cui, come visto, la

convenuta poteva derogare nel senso di escluderle.

Incontestato

è che l’ultimo salario percepito dal marito dell’attrice era di fr. 82'485 (

cfr. anche certificato di assicurazione al 1° gennaio 2005

alla voce “effektiver Lohn”, doc. C) ed il 90% di tale importo funge da limite

di reddito ai fini del calcolo della sovrassicurazione.

Ne

consegue dunque che la rendita di vedovanza ridotta ammonta a fr. 12'712,80 all’anno, rispettivamente fr. 1'059,40 al mese.

2.7. Occorre

ora determinare se l’attrice, conformemente alle norme della LPP, percepisce

almeno la rendita di vedovanza della previdenza obbligatoria e se la stessa è

soggetta a riduzione ai sensi dell’art. 34a LPP (cfr. consid. 2.3 e 2.4).

2.7.1. L’art.

21 cpv. 1 LPP prevede che alla morte dell’assicurato, la rendita vedovile

ammonta al 60 per cento della rendita d’invalidità che l’assicurato avrebbe

avuto diritto.

A

sua volta, l’art. 24 cpv. 2 LPP stabilisce che la rendita d’invalidità è

calcolata secondo l’aliquota di conversione valida per la rendita di vecchiaia

all’età di 65 anni e

che agli assicurati della generazione di transizione si applica l’aliquota di

conversione stabilita dal Consiglio federale secondo la lettera b delle

disposizioni transitorie della modifica della presente legge del 3 ottobre

2003. Infine, il capoverso 3 definisce che l’avere di vecchiaia determinante

per il calcolo consta: dell’avere di vecchiaia acquisito dall’assicurato sino

alla nascita del diritto alla rendita d’invalidità (lett. a) e della somma

degli accrediti di vecchiaia per gli anni mancanti fino al raggiungimento

dell’età ordinaria di pensionamento, senza gli interessi (lett. b).

Il

TCA ha chiesto alla Cassa pensione, per il tramite del suo legale, di allestire

il conteggio della rendita di vedovanza LPP e il calcolo della

sovrassicurazione, tenendo conto sia delle indennità ricevute dal defunto

marito da parte del datore di lavoro ed il guadagno accessorio.

Questo

è il calcolo della rendita vedovile (Witwerente), erroneamente denominata

rendita per coniugi (Ehegatterente):

" Personaldaten:

Stichdatum:

01.01.2005

Geburtsdatum:

16.02.1942

Alterguthaben

BVG: 176'784.65

Versicherter

Jahreslohn: CHF 82'485.00

Versicherter

BVG Lohn: CHF 54'825.00

Projektion:

Pensionierungsdatum

28.02.2007

Projeziertes

Altersguthaben CHF 198'166.40

Berechnung BVG

Ehegattenrente:

BVG

Invalidenrente

Projeziertes

Alterguthaben x Umwandlungssatz

198'166.40 x

7.2% CHF 14'267.95

Jährliche

BVG-Ehegattenrente

60% der BVG

Invalidenrente CHF 8'560.75

Für allfällige

Fragen stehen wir Ihnen gerne zur Verfügung." (Doc. XVII)

Partendo

quindi da una salario coordinato LPP di fr. 54'825 e da un tasso d’interesse

minimo di legge, l’avere di vecchiaia LPP al 1° gennaio 2005 di fr. 176'784,20

è stato proiettato, conformemente all’art. 24 LPP, all’età ordinaria di

pensionamento del defunto marito dell’attrice, senza interessi (cfr. in merito:

Stauffer, op. cit., n. 668 pag. 250), da cui risulta un avere di vecchiaia di

fr. 198'166,40. Applicando il tasso di conversione del 7,2%, la rendita

d’invalidità ammonta a fr. 14'267,95. Siccome ai sensi dell’art. 21 LPP l’importo

della rendita vedovile corrisponde al 60% della rendita d’invalidità, l’attrice

ha diritto ad una prestazione obbligatoria di fr. 8'560,75 all’anno.

Con

scritto 27 novembre 2006 l’attrice ha prodotto le proprie osservazioni in

merito al succitato conteggio:

" - come già rilevato con la richiesta di proroga, in caso di

decesso o

d'invalidità il salario coordinato durante l'ultimo anno

d'assicurazione corrisponde all'ultimo salario coordinato annuo, fissato per il

calcolo degli accrediti di vecchiaia (art. 3 cpv. 1 OPP 2). Ora dal doc. C

emerge che tale salario è di CHF 57'165 e non 54'825 come indicato nel calcolo

della Cassa pensioni.

- ai sensi dell'art. 15 LPP "l'avere di

vecchiaia consta degli accrediti di vecchiaia, interessi compresi, inerenti al

periodo in cui l'assicurato apparteneva all'istituto di previdenza, ma al più

tardi sino al momento in cui raggiunge l'età ordinaria di pensionamento".

Nel caso concreto il Signor __________ aveva versato in conto "Altersguthaben"

l'importo di ben CHF 85'000.-- (doc. O). L'importo dell'accredito prima di tale

versamento ammontava a CHF 59'796.-- (doc. P).

- ne consegue che, se il calcolo della cassa

pensione fosse corretto, in ben sei anni sarebbero stati accreditati al Signor __________

soltanto CHF 31'988.-- (CHF 176'784.-- :/. 85'000.-- :/. 59'796.--), ossia CHF

5330.-- per anno. Tali tesi è insostenibile, in effetti il tasso applicabile

per il signor __________ era, ex art. 16 LPP, quello massimo del 18% del

salario coordinato (CHF 57'165.--). Alla luce di tali dati l'accredito minimo

era di CHF 10'300.-- annui.

Per potere

fare delle osservazioni con piena cognizione di causa si chiede pertanto a

codesto lodevole Tribunale di chiedere come sia stato esattamente determinato

l'"Altersguthaben BVG" di presunti CHF 178'764.50 e se esso consideri

il versamento di cui al doc. O. Si domanda altresì che tutti i calcoli siano

effettuati sulla base del salario coordinato corretto.

Tali

correzioni permetteranno di determinare anche la correttezza dell'importo di

tutte le prestazioni (obbligatorie e facoltative) erogate dalla __________

Lehni." (Doc. XXIII)

Interpellato

dal TCA, il 22 gennaio 2007 la Cassa pensioni ha preso posizione sulle succitate

censure:

"

Infatti, il salario computabile è previsto dall'art. 1.8 del

Regolamento: esso non corrisponde al salario coordinato secondo l'art. 8 LPP.

Per eruire le prestazioni ­minime di legge non ci si basa però sul Regolamento,

bensì sulla legge. Secondo l'art. 8 LPP - contrariamente a quanto avviene per

la regolamentazione prevista nel regolamento concernente il salario computabile

- è previsto un limite di legge per il salario coordinato.

Rinvio per i dettagli

all'allegato estratto che illustra il tema.

E' vero che la controparte ha

versato in conto CHF 85'000.00. Dal doc. P questo accredito non si evince

ancora. Ma ciò non significa ancora che l’avere di vecchiaia del signor__________

sia secondo legge di CHF 59'796.00, perché non bisogna confondere due concetti

ben distinti: l'importo di CHF 59'796.00 costituisce il capitale di vecchiaia

regolamentare assicurato dal signor +__________ al 1 ° marzo 2007 (accanto alla

rendita annua di CHF 22'809.00). L'avere di vecchiaia secondo la LPP è indicato

sul doc. P alla voce "Freizügigkeitsanspruch gemäss Gesetz" e

corrispondeva, al 1 ° giugno 1999, a CHF 102'584.00. Quest'ultimo corrisponde

all'avere di vecchiaia accumulato con gli interessi secondo la legge (e non

secondo il Regolamento).

Confrontando ora i dati secondo

l'art. 16 al 1 ° luglio 1999 con quelli di cui al Doc. C del 1°

gennaio 2005 ci si avvede che l'avere di CHF 206'224.00 è aumentato a CHF 471'376.25

ed è quindi più che raddoppiato! L'avere minimo secondo LPP, per lo stesso

periodo, è aumentato da CHF 102'584.00 a CHF 176'784.65, con un incremento

quindi di CHF 74'200.65. Stante quanto calcolato dalla controparte,

l'avere minimo di vecchiaia

secondo legge avrebbe dovuto aumentare annualmente almeno di CHF 10'300.00: in

cinque anni e mezzo quindi di CHF 56'650.00. Siccome l'avere è esso invece

aumentato di CHF 74'200.65, quanto rilevato dalla ricorrente cade nel vuoto.

Ne scende che, a mente della

convenuta, il calcolo della rendita vedovile minima secondo LPP è avvenuto del

tutto correttamente: per il calcolo è stato preso quale base l'importo di CHF 54'825.00

del salario coordinato come pure l'interesse minimo di legge.

L'avere di vecchiaia LPP di CHF

176'784.20 al 1 ° gennaio 2005 (v. Doc. C) è stato proiettato secondo l'art. 24

LPP (computo dell'accredito di vecchiaia per gli anni mancanti fino all'età

ordinaria di pensionamento senza interessi), dal che risulta l'avere di

vecchiaia in proiezione ammontante a CHF 198'166.40. Applicando il tasso di

conversione del 7.2%, è stato convertito in una rendita d'invalidità dalla

quale è quindi scaturita, applicando l'art. 19 in abbinamento con l'art. 21

LPP, la rendita per il coniuge." (Doc. XXVIII)

Infine,

con riferimento alla presa di posizione della Cassa pensioni convenuta, in data

15 febbraio 2007 l’attrice ha ribadito:

"

Ricapitolando è in discussione inter alia la somma dell'avere di

vecchiaia rilevante ai sensi della LPP, in base al quale dunque si calcola la

rendita minime di legge. A tale riguardo si osserva che:

- nella propria lettera la controparte medesima osserva che "è

vero che la controparte ha versato in conto CHF 85'000. Dal doc.

P questo accredito non si evince ancora". "L'avere di vecchiaia

secondo la LPP è indicato sul doc. P alla voce Freizügigkeitsanspruch

gemäss Gesetz" e corrispondeva al 1° giugno 1999 a CHF 102'584";

- da quel momento al decesso dell'assicurato (cfr. doc. P e doc. C)

a dire della stessa assicurazione l'avere di vecchiaia secondo la LPP sarebbe

passato a CHF 176784.65, ossia avrebbe subito un incremento di CHF 74'200.65.

Tale aumento sarebbe addirittura inferiore a quanto versato in conto

dall'assicurato nel 1999 ossia CHF 85'000, importo che - repetita juvant - la

stessa convenuta rileva non essere ancora considerato nel doc. P.

- non va poi dimenticato che l'avere di vecchiaia secondo la LPP va

incrementato - oltre che del versamento globale di CHF 85'000.-effettuato espressamente

come "Altersguthaben gemäss BVG Teileinkauf mit eigenen Mitteln" -

pure dei contributi versati annualmente dall'assicurato e dal suo datore di

lavoro stimati prudenzialmente in circa CHF 10'300 annui (CHF 56'500 su cinque

anni e mezzo);

- in conclusione l'avere di vecchiaia secondo LPP potrebbe essere

stimato - senza ancora considerare la proiezione ex 24 LPP - in circa CHF

244'184.- (CHF102'584 + CHF 85'000 + CHF 56'500).

Stante le

incongruenze riscontrate, la complessità tecnica della materia e per maggiore

tranquillità dell'assicurata, la cui rendita si estenderà - si spera - per un

lungo periodo, ci si associa alla richiesta che i calcoli siano rivisti da un

perito assicurativo.

(…)." (Doc. XXXII)

Orbene,

occorre rilevare che al 1° gennaio 2005 dev’essere assicurata la parte di

salario da fr. 22’575 a 77'400. Tale importo costituisce il "salario

coordinato" (art. 8 cpv. 1 LPP con riferimento all’art. 5 OPP2), tenuto

conto che l’obbligo assicurativo scatta con un salario di fr. 19'350 (art. 2

cpv. 1 LPP e art. 5 OPP2).

Ne

consegue che, ai fini del regime previdenziale obbligatorio, il salario coordinato

massimo ammonta a fr. 54'825 (fr. 77'400 - fr. 22’575).

Di

conseguenza, rettamente la Cassa ha indicato un salario coordinato LPP di fr.

54'825. Questa somma non va confusa con i fr. 57'165 di salario coordinato risultante

dal certificato previdenziale 17 febbraio 2005 concernente la situazione al 1°

gennaio 2005 e determinato secondo il regolamento (doc. C). L’art. 1.8 del

regolamento stabilisce che dal salario annunciato (lo stesso regolamento non

prevede un salario annuo massimo assicurabile) è da dedurre la rendita massima

AVS e quindi il salario coordinato sovraobbligatorio corrisponde a fr. 57'165 (fr.

82'485 – fr. 25'320).

Per quel che concerne l’avere di vecchiaia, altro punto di

contestazione, l’art. 15 cpv.1 LPP dispone che lo stesso è composto da: degli

accrediti di vecchiaia, interessi compresi, inerenti al periodo in cui

l’assicurato apparteneva all’istituto di previdenza, ma al più tardi sino al

momento in cui raggiunge l’età ordinaria di pensionamento (lett. a) e

dell’avere di vecchiaia, interessi compresi, versato dagli istituti precedenti e

accreditato all’assicurato (lett. b).

A

sua volta, ai sensi dell’art. 16 LPP, l’avere di vecchiaia è calcolato

annualmente in per cento del salario coordinato secondo le aliquote indicate

nell’articolo di legge stesso.

Nel

caso in esame, l’avere di vecchiaia LPP di fr. 176'784 è indicato nel citato

attestato previdenziale alla voce “Freizügigkeitsanspruch gemäss Gesetz”

e corrisponde alla prestazione di libero passaggio garantita dalla LPP (art. 18

LFLP), che a sua volta rinvia all’avere di vecchiaia ex art. 15 cpv. 1 LPP. Giustamente

la convenuta fa presente che non occorre confondere l’avere di vecchiaia (Altersguthaben)

ex art. 15 LPP con il capitale di vecchiaia (Alterskapital), quest’ultima prestazione

(sovraobbligatoria) prevista dal regolamento (art. 4.1.1). Con la lettera 27

novembre 2006 l’attrice non può quindi sostenere che in sei anni, ossia dopo l’apporto

di fr. 85'000 nel luglio 1999, l’avere di vecchiaia è aumentato di soli fr.

31'988 (fr. 176'784 di avere di vecchiaia meno i citati fr. 85'000 e fr. 59'796

di capitale di vecchiaia, indicati nel certificato previdenziale al 1° gennaio

2005, doc C). Come spiegato nello scritto 22 gennaio 2007 dal rappresentante

della Cassa pensione, l’avere di vecchiaia minimo LPP è aumentato rispetto al

luglio 1999 di fr. 74'200,65 (da fr. 102'584 a fr. 176'784,65), quello

sovrabbligatorio (art. 16 LFLP) è invece passato da fr. 202'664 del luglio 1999

a fr. 471'376,25 del gennaio 2005.

Il

15 febbraio 2007 l’attrice sottolinea che l’aumento di fr. 74'200,65 dell’avere

di vecchiaia LPP è inferiore al versamento di fr. 85'000 effettuato il 1°

luglio 1999 quale “Altersguthaben gemäss BVG Teileinkauf mit eigenen

Mitteln” (doc. XIII/O).

Occorre qui evidenziare che secondo il certificato previdenziale del 20 luglio

1999 l’avere di vecchiaia LPP era di fr. 102'584 (doc. XIII/P). In quella sede

le prestazioni per la copertura dei rischi (capitale di decesso, rendite per

superstiti, rendita d’invalidità e rendita per figli) sono state di conseguenza

aggiornate al 1° luglio 1999. Siccome il citato versamento di

fr.

85'000 è avvenuto con valuta 1° luglio 1999, verosimilmente lo stesso è stato

inglobato nell’avere di vecchiaia risultante dal citato attestato previdenziale

del 20 luglio 1999.

Volendo

comunque ammettere, per ipotesi di lavoro, che i citati fr. 85'000 non sono

stati inglobati nell’avere di vecchiaia LPP, come verrà esposto in seguito, l’esito

non cambia.

Sommando

ai fr. 176'784,65 di avere di vecchiaia (1° gennaio 2005) i citati fr. 85'000,

ai quali vanno aggiunti fr. 21'381,75 (198'166,40 – 176'784,65; vedi il calcolo

della Cassa pensioni) di accrediti di vecchiaia maturati sino al 28 febbraio

2007 (data dell’ipotetico pensionamento del marito dell’attrice), ne risulta

una rendita vedovile LPP di fr. 12'232,85 (7,2% di fr. 283'166,40 [176'784,65 +

85'000 + 21'381,75] = fr. 20’388 di rendita d’invalidità LPP; 60% di fr. 20’388

= 12'232,85 di rendita vedovile LPP) inferiore a quella sovraobbligatoria

ridotta di fr. 12'712.

Allo

stesso risultato si giunge se si vuole seguire la determinazione dell’avere di

vecchiaia eseguita dall’attrice (a suo sfavore poiché, come detto, l’avere di

vecchiaia LPP maturato tra il luglio 1999 ed il gennaio 2005 è stato di fr.

74'200,65 e non di fr. 56'500) nello scritto 15 febbraio 2007. Partendo,

appunto, da un avere di vecchiaia al 1° gennaio 2005 di fr. 244'184 (fr.

102'584 di avere di vecchiaia al 1° gennaio 1999 + fr. 85'000 di avere di

vecchiaia apportati nel luglio 1999 + fr. 56'500 di avere di vecchiaia maturato

nel periodo luglio 1999-gennaio 2005), ai quali sono da sommare fr. 21'381,75 (accrediti

di vecchiaia proiettati al 28 febbraio 2007), la rendita vedovile LPP

corrisponderebbe a fr. 11’472,45 (7,2% di fr. 265'565,75 [244'184 + 21'381,75]

= fr. 19'120,75 di rendita d’invalidità LPP; 60% di fr. 19'120,75 = 11’472,45 di

rendita vedovile LPP). Erogando in casu la Cassa pensioni convenuta prestazioni

sovrabbligatorie, quelle minime LPP sono di conseguenza garantite.

In

queste circostanze non è necessario esperire la chiesta perizia volta a

determinare l’ammontare della rendita vedovile LPP. Al riguardo, va fatto presente che se l'istruttoria da effettuare

d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

più non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre

prove (valutazione anticipata delle prove cfr. Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren

und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, pag. 47 n. 63, Gygi,

Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2° ed., pag. 274, si veda pure DTF 122 II

consid. 469 consid. 41, 122 III 223 consid. 3, 119 V 344 consid. 3c con

riferimenti). Un tale modo di procedere non lede il diritto di essere sentito

conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV no. 10 pag. 28 consid. 4b;

riguardo al previgente art. 4 cpv. 1 v Cost., cfr. DTF 124 V 94 consid. 4b, 122

V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c con riferimenti).

2.7.2 Occorre

ora verificare se sussistono i presupposti per un’eventuale riduzione della

prestazione assicurativa conformemente all’art. 34a cpv. 1 LPP

in relazione con l’art. 24 OPP 2 (cfr. consid. 2.2), partendo quindi da un reddito

presumibilmente perso comprensivo anche del guadagno accessorio.

Si

ha quindi la seguente situazione (cfr. anche conteggio della Cassa pensioni:

doc. XVII):

Salario

effettivo nel 2005 (come da LAINF) fr. 102'210.00

di cui 90% fr. 91'989.00

dedotte

la rendita di

vedovanza AVS fr. 20'640.00

la rendita

di vedovanza LAINF fr. 40'884.00

totale fr.

30'465.00

Ne

consegue dunque che la rendita vedovile LPP di fr. 8'560,75, rispettivamente di

fr. 12'232,85 non dev’essere ridotta, essendo sotto il

limite dei fr. 30'465,00 che corrisponde alla soglia della sovrassicurazione.

Come

visto, l’attrice ha diritto ad una rendita vedovile sovrabbligatoria ridotta di

fr. 12'712,80 (cfr. consid. 2.6). Il suo diritto ad un rendita di vedovanza

minima di fr. 8'560,75 (12'232,85) è quindi garantito.

Ne

consegue che il calcolo della sovrassicurazione operato dalla Cassa pensione è

corretto, rispettando lo stesso le disposizioni legali e regolamentari.

2.8. L’attrice

sostiene infine che il capitale di decesso, a cui essa ha diritto (art. 4.3 del

regolamento), deve esserle attribuito in quanto, essendo una prestazione della

LCA, non ricade nel principio di coordinamento ex art. 69 cpv. 1 LPGA (“Il

concorso di prestazioni delle varie assicurazioni sociali non deve provocare un

sovraindennizzo dell’avente diritto. Per il calcolo del sovraindennizzo sono

considerate soltanto le prestazioni di medesima natura e destinazione

fornite all’avente diritto in base all’evento dannoso”; sottolineatura del

redattore).

A prescindere dal fatto che l’art. 69 LPGA non è applicabile alla LPP (DTF 130

V 78 consid. 1.2), l’art. 24 cpv. 2 OPP 2 prevede che soggette a riduzione sono,

oltre alle prestazioni previdenziali per i superstiti o quelle per

l’invalidità, anche le “rendite e capitali al loro valore di trasformazione”.

Quest’ultimo principio è stato recepito dalla Fondazione convenuta nel suo regolamento

riguardante la sovrassicurazione (“Einmalige Kapitalabfindungen werden in

verisicherungstechnisch gleichwertige Renten umgerechnet”; art. 2.1 cpv. 6)

che appunto prevede una capitalizzazione del capitale di decesso.

Del resto va fatto presente che in casu le rendite vedovili e il capitale di

decesso conteggiate derivano dallo stesso “evento danneggiante “ ex art. 24 OPP

2 (decesso della persona assicurata) ed hanno lo stesso scopo di compensare il

mancato guadagno subito dall’attrice a seguito del decesso di suo marito (sul

principio della congruenza tra i redditi conteggiabili vedi Vetter, op. cit.,

ad art. 24 BVV” pag. 353, con particolare riferimento a DTF 124 V 282 consid.

2a e DTF 126 V 475 consid. 6c).

In

conclusione, essendovi un caso di sovrassicurazione secondo le norme

regolamentarie, il calcolo effettuato dalla Cassa pensioni va confermato e

quindi AT 1 ha unicamente diritto ad una rendita vedovile annua ridotta di fr.

12'712,80, rispettivamente fr. 1'059,94 mensili (12'712,80 : 12).

Se

invece l’attrice dovesse confermare la richiesta fatta il 1° settembre 2005

(doc. I), nel senso di ripartire la riduzione in misura uguale tra rendita

vedovile e capitale di decesso capitalizzato, così come prescrive l’art. 2.1

cpv. 8 del regolamento (“Falls die Leistungen gekürzt werden, werden alle

Leistungen im gleichen Verhältnis gekürzt”), essa avrebbe invece diritto ad

una rendita vedovile annua ridotta di

fr. 10'108,70 (fr. 842,40 al mese) ed ad un capitale di decesso ridotto di fr.

43'410,20 (vedi il calcolo allegato alla lettera 14 settembre 2005 del legale

della Cassa pensioni, il quale ha acconsentito a tale ripartizione; cfr. doc.

2).

2.9. Nessuna

indennità per ripetibili è di regola assegnata dalle autorità vincenti o agli

organismi con compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per gli istituto di

previdenza (DTF 126 V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).

Ne

consegue che alla Cassa pensioni convenuta, benché vincente, non sono assegnate

ripetibili.

Per questi

motivi

dichiara

e pronuncia

1. La

petizione é respinta.

Considerandi

2.

Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

Non sono assegnate ripetibili.

3.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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