Lexipedia

Decisione

34.2007.10

Sovrassicurazione. Rendita complementare per il coniuge e per figli. Determinazione del guadagno presumibilmente perso, rilevante per il calcolo della sovrassicurazione

26 settembre 2007Italiano22 min

Source ti.ch

Fatti

i.

il reddito da attività

lucrativa di un membro invalido totale, sempre che tale reddito superi l'importo

della rendita massima dell'AVS.

Per il conteggio del sovaindennizzo, le prestazioni in

capitale sono commutate in pensioni. Non si considerano le pensioni per

indigenti e d'integrità. Le prestazioni al/alla coniuge sopravvissuto/a e agli

orfani sono cumulate. (…)." (doc. E)

Dal

tenore del citato articolo si evince che la regolamentazione sulla sovrassicurazione,

per le prestazioni sovraobbligatorie, corrisponde a quella dell’art. 28 OPP 2

che concerne le previdenza obbligatoria.

2.5. Nell’evenienza

concreta, oggetto del contendere è la riduzione delle prestazioni

previdenziali, a seguito del calcolo di sovraindennizzo operato dalla Cassa in

occasione della nascita dei figli __________ e __________. Incontestato è il

fatto che il matrimonio dell’assicurato ed il riconoscimento da parte della

dell’AI di una rendita complementare per la moglie non hanno costituito motivo

di riduzione delle prestazioni LPP, non essendo subentrato, con il cumulo delle

rendite, un caso di sovraindennizzo.

Va

qui ricordato che la Cassa ha rettamente proceduto alla succitate due verifiche.

Infatti, conformemente all'art. 24 cpv. 5 OPP 2 e secondo la giurisprudenza del

Tribunale federale delle assicurazioni (TFA; Tribunale federale, dal 1° gennaio

2007), il calcolo della sovrassicurazione può essere rivisto se la situazione

(iniziale) si modifica in maniera importante, evenienza che si verifica

allorquando la modifica di uno dei fattori posti alla base del calcolo della

sovrassicurazione comporta una differenza pari almeno al 10% (DTF 123 V 193

seg. e DTF 123 V 204; cfr. anche DTF 125 V 164 consid. 3b,

SVR 2000 BVG n. 6 pag. 32; cfr. Stauffer, Berufliche Vorsorge, Zurigo 2005,

marg. 867, pag. 323).

In casu, con la nascita del figlio __________ (2002), alla pensione

d’invalidità LPP di fr. 2'465,85 si è aggiunta una rendita per figlio di fr.

411.-- (doc. 6); con la nascita della figlia __________ (2006) la pensione

d’invalidità di fr. 2'500.-- e la rendita per il primo figlio di fr. 416,75 è stata

maggiorata di una seconda rendita per figlio di fr. 416,75 (doc. 12). Essendo subentrata

in entrambi i casi una modifica superiore del 10%, la Cassa ha rettamente

proceduto alla verifica di un’eventuale sovrassicurazione.

2.6. L’assicurato

contesta il “guadagno presumibilmente perso” preso in considerazione dalla

Cassa.

2.6.1. Al

riguardo occorre ricordare che, secondo la giurisprudenza del TFA, con “guadagno

presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in particolare

intendere, conformemente al senso letterale dell’ordinanza, il salario

ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza l’invalidità, nell’istante

in cui si pone la questione del sovrindennizzo. Tale guadagno non corrisponde

forzatamente al guadagno assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima

della realizzazione dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite

verso l’alto (DTF 126 V 471 consid. 4a; SZS 1999 p. 141, 144 e 1997 p. 469; DTF

123 V 278 consid. 2b; 123 V 197 consid. 5a e 209 consid. 5; 122 V 154 consid.

3c e dottrina ivi citata; DTF 113 V 314 consid. 6a; cfr.

anche Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, pag. 347s).

Il TFA ha poi precisato che non è invece rilevante il guadagno

assicurato per il calcolo delle rendite complementari in materia di assicurazione

infortuni, cioè il principio secondo cui vale il salario percepito l’anno

precedente l’infortunio (DTF 122 V 155; 317 consid. 2a; cfr. anche STCA del 30

settembre 1998 in re F. I; SPV 1999 p. 581 e 583).

Per

stabilire il reddito presumibilmente perso ci si fonda sull'ultimo reddito percepito

dal richiedente e lo si adegua al rincaro (STFA del 31 luglio 1997 in re N.) e

all'aumento reale dei salari ("Reallohnerhöhung ") (cfr. STFA non

pubblicata del 24 gennaio 2000 in re C., B 21/99; cfr. Vetter-Schreiber, Kommentar

zum BVG, pag. 349).

Al

reddito ipotetico vanno di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni

familiari che l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido

(STFA del 31 luglio 1997 in re N.; cfr. STFA del 31 luglio 1997 non pubbl.

consid. 3 citato in I. Vetter-Schreiber, Kinderzulagen als Lohnbestandteil, SPV

1998 p. 381, che critica la decisione del TFA; cfr. STFA non pubblicata del 24

gennaio 2000 in re C., B 21/99 per la quale nel guadagno presumibilmente perso

sono inclusi, oltre al salario base, anche le eventuali indennità concesse al

lavoratore - "Zulagen und Nebenbezüge" -; STCA del 31 luglio 2000 in

re F.C. non pubbl. consid. 2.10, 34.1998.51; del 24 luglio 2000 in re E.I. non

pubbl. consid. 2.13, 34.1999.20; del 21 agosto 1998 in re L.M non pubbl.

consid. 2.13, 34.1997.45; del 30 settembre 1998 in re F.I. non pubbl. consid.

2.7, 34.1997.58).

2.6.2. L’attore

sostiene che, se non fosse rimasto invalido, nel 2006 avrebbe percepito un

massimo di fr. 72'279.-- previsto per la classe salariale (LK: Lohnklasse) 8

(doc. S).

La

Cassa rileva invece che al momento del pensionamento anticipato (1999)

l’assicurato aveva 42 anni ed era inquadrato nel massimo previsto dalla LK 10,

la quale, a seguito del nuovo contratto collettivo __________ (in vigore dal 1°

gennaio 2001) corrisponde all’attuale classe 7, pari a fr. 69'566.-- annui (doc.

S).

Come

ricordato nella risposta di causa, nel concetto di “reddito presumibilmente

perso” può essere tenuto conto anche degli eventuali avanzamenti professionali

solo se vi sono concreti indizi, quali corsi di perfezionamento iniziati

oppure accordi di riqualificazione professionale da parte del datore di lavoro

(cfr. Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, pag. 349; vedi anche Stauffer, op.

cit., marg. 862, pag. 321). Del resto, nell’assicurazione contro l’invalidità,

nell’ambito della valutazione del reddito da valido, eventuali sviluppi o avanzamenti

professionali possono essere presi in considerazione a condizione che la loro

realizzazione appaia altamente probabile e quindi nella misura in cui

l'assicurato dimostri una probabile ascesa professionale sulla base di indizi

concreti e provi che egli avrebbe effettivamente conseguito un reddito più

elevato se non fosse divenuto invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o

probabilità teoriche non bastano in tal senso a ritenere verosimile un

avanzamento professionale, in relazione al quale è necessario che l'assicurato

dimostri di aver intrapreso passi concreti (Pratique VSI 1998 p. 174-175 = SVR

1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993 U Nr. 168; DTF 96 V 29; Meyer-Blaser, op.cit.,

pag. 206-207). Degli indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera

professionale esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore

di lavoro, una tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito

delle garanzie in tal senso. L’intenzione di progredire sul piano professionale

deve essersi già manifestata attraverso dei passi concreti, quale la

frequentazione di corsi, l’inizio di studi o l’avere sostenuto degli esami

(cfr. DTF 96 V 29; RAMI 1993 U168 consid. 3b; STFA inedita 19 settembre 1996 in

re M. [I 419/95]; STFA inedita 4 settembre 2002 in re L [M 8/01]).

Nel

caso in esame, l’attore non fornisce tuttavia alcun indizio concreto che possa

permettere di considerare, senza il danno alla salute, un probabile avanzamento

professionale. Il fatto che egli al momento del prepensionamento aveva 42 anni e

che di conseguenza “le possibilità di carriera sono maggiormente aperte con

conseguenti miglioramenti salariali” (cfr. petizione pag. 3) non è

sufficiente per ammettere un salario superiore.

La

convenuta ha pertanto tenuto conto del salario massimo previsto per la classe

di stipendio 7. Nel conteggio del sovraindennizzo, valido dal 1° marzo 2002 (nascita

del primo figlio dell’assicurato), il presunto mancato guadagno è stato rettamente

fissato a fr. 75'575,80, composto dal salario massimo per la classe 7 di fr.

68'987.-- (stato 2002; doc. O), dal supplemento locale di fr. 2'214.--,

dall’assegno familiare per un figlio a carico di fr. 3'799,80 e dal premio di

fedeltà di fr. 575.--. Per il calcolo della sovrassicurazione, valido dal

1° novembre 2006 (nascita della secondo figlio), il salario presumibilmente perso

ammonta a complessivi fr. 79’651.--, così suddiviso: salario massimo della

scala 7 (fr. 69'971.--; doc. S [la Cassa ha preso il dato salariale del 2004,

più favorevole di quello per il 2006]), supplemento locale (fr. 2'214.--),

assegni familiari per due figli a carico (fr. 6'300.--) e premio di fedeltà

(fr. 1'166.--).

2.7. L’attore

contesta l’inclusione nel calcolo della sovrassicurazione, quali prestazioni di

reddito da terzi, la rendita completiva per la moglie e le rendite per figli erogate

dall’AI, non essendo data la congruenza con la pensione d’invalidità del secondo

pilastro.

2.7.1. Come

detto, l’art. 28 cpv. 2 OPP 2 dispone che “sono

considerati redditi conteggiabili le prestazioni di natura e scopo affine che

vengono versati alle persone aventi diritto sulla base dell’evento danneggiante”. In tal modo, il Consiglio federale ha esplicitamente ancorato il

cosiddetto principio della congruenza sotto l’aspetto materiale, temporale,

personale e dell’evento scatenante (DTF 124 V 282 consid. 2a; cfr. DTF 126 V

475 consid. 6c). Concretamente sono quindi da coordinare tutte le prestazioni

(rendite, indennità giornaliere o indennità in capitale) derivanti

dall’incapacità al guadagno. Sono conteggiabili, in particolare con la modifica

al 1° gennaio 2005 dell’art. 24 cpv. 2 OPP 2, anche i redditi derivanti dalla

residua capacità lavorativa rispettivamente i relativi redditi sostitutivi

(quali indennità di disoccupazione), come pure, a determinate condizioni, anche

il reddito ipotetico da invalido stabilito dall’AI. Non computabili sono invece

le indennità da torto morale e grande invalidità, come pure prestazioni da contratti

assicurativi individuali, rendite per coniugi e per orfani dell’assicurazione

militare in caso di prestazioni previdenziali insufficienti ai sensi dei

combinati art. 54 e 79 LAM (cfr. al riguardo e per dettagli: Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, pag. 353, con riferimenti;

cfr anche Stauffer, op. cit. marg. 870 s., pag. 324 s.).

2.7.2. Nella

risposta di causa la convenuta ha giustamente rilevato che, conformemente la

giurisprudenza del TFA, le rendite complementari AI per il coniuge (soppresse

con la 4a revisione dell’AI, entrata in vigore il 1° gennaio 2004) e per i

figli devono essere computate nel conteggio del sovraindennizzo (DTF 126 V 468

ss.). La Cassa ha parimenti correttamente spiegato il ragionamento della nostra

Massima Istanza nel ritenere la rendita complementare per la moglie AI, inclusa

quella per il figlio, come prestazione “dello stesso tipo e finalità” in

rapporto alle prestazioni d’invalidità del secondo pilastro (cfr. DTF 126 V 475

consid. 6c); a tale esposizione va fatto riferimento.

Il

convenuto rileva che l’art. 13 cpv. 2 del regolamento della Cassa non menziona

espressamente la rendita complementare per la moglie e le rendita per figli

dell’AI (sono comunque citate “le prestazioni dell’AI”, quali prestazioni di

terzi da includere nel calcolo della sovrassicurazione). Questa circostanza non

modifica nulla nella sostanza, avendo infatti, come detto, nella sentenza DTF

126 V 468 il Tribunale federale riconosciuto, nell’ambito della previdenza

obbligatoria, la congruenza funzionale e materiale tra le rendite complementari

(sia dell’AI che dell’AVS) e quelle della LPP. Quanto si applica nell’ambito

delle prestazioni obbligatorie, tanto riguarda anche le prestazioni

sovraobbligatorie. Del resto, giustamente la Cassa ha evidenziato che la

rendita per consorte e per figli dell’AI, strettamente collegate alla rendita del

beneficiario principale, servono a coprire le perdita di reddito causata dalla disabilità

dell’avente diritto e tengono conto del fabbisogno dovuto all’ampliamento

familiare, ragione per cui si tratta di redditi sostitutivi e quindi conteggiabili.

In

conclusione, rettamente la Cassa ha considerato quali redditi conteggiabili le

rendite AI per la moglie e per i figli dell’assicurato.

2.8. Premesso

quanto sopra, dal calcolo relativo alla sovrassicurazione, valido dal 1° marzo

2002 ed allestito a seguito della nascita del figlio __________ (doc. 7), si

evince che le prestazioni AI e LPP (fr. 74'194,20) superano il 90% del guadagno

presumibilmente perso (fr. 68'018,20; 90% di fr. 75'575,80) di fr. 6'176.--. Di

conseguenza, la Cassa ha rettamente ridotto la prestazioni mensili del secondo

pilastro di fr. 514,65 (6'176:12), suddiviso tra rendita di pensione

d’invalidità (fr. 441.--) e pensione per figlio (fr. 73,55). L’assicurato ha quindi

diritto a fr. 2'362,20 di prestazioni ridotte (fr. 2'876,85 – 514,65), così

come si evince dall’avviso di rendita 3 maggio 2002 (doc. 6).

Infine,

dal conteggio allestito dalla Cassa in occasione della nascita della figlia __________

(doc. 22), valido dal 1° novembre 2006, risulta che le prestazioni AI ed LPP

(fr. 92'567,40) superano il 90% del guadagno presumibilmente perso (fr.

71’685.--; 90% di fr. 79'651.--) di fr 20’881,80. Quindi la convenuta giustamente

ha ridotto la prestazioni mensili del secondo pilastro di fr. 1'740,15 (20’881,80:12),

suddiviso tra rendita di pensione d’invalidità (fr. 1'305,15.--) e pensione per

due figli (fr. 435.--). L’assicurato ha pertanto diritto ad una pensione

d’invalidità e per figli di 1'593.-- (fr. 3'333,15 – 1'740,15), come figura

nell’avviso di rendita 4 dicembre 2006 (doc. 12).

Vero

che alla nascita di ogni figlio la pensione d’invalidità e la pensione per

figli sono state ridotte. Tuttavia, va ricordato che senza queste riduzioni,

previste dalla legge, l’assicurato avrebbe percepito delle prestazioni maggiori

di quanto avrebbe guadagnato senza l’evento invalidante, ciò che contravviene

al principio della sovrassicurazione, principio cardine dell’assicurazioni

sociali.

In

conclusione, con riferimento a quanto detto sopra, la Cassa ha rettamente proceduto

alla riduzione, a seguito di sovraindennizzo, delle prestazioni previdenziali.

La petizione dev’essere di conseguenza respinta.

2.9. Essendo

la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. 20

cpv. 1 LPTCA), contrariamente a quanto postulato dalla convenuta, all’attore,

sebbene soccombente, non sono accollate tasse e spese di giustizia.

Nessuna indennità per ripetibili è di regola assegnata dalle autorità

vincenti o agli organismi con compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per

gli istituto di previdenza (DTF 126 V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).

Ne

consegue che alla Cassa pensioni convenuta, benché vincente, non sono assegnate

ripetibili.

Per

questi motivi

dichiara

e pronuncia

1. La

petizione è respinta.

Considerandi

2.

Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato. Non si assegnano ripetibili.

3.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per

il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il

vicepresidente Il

segretario

Raffaele

Guffi Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster