34.2015.40
Sovrassicurazione in ambito di rendita LPP. Calcolo della sovrassicurazione. Guadagno presumibilmente perso
15 dicembre 2016Italiano42 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
34.2015.40
FS
Lugano
15 dicembre 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Francesco Storni, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sulla petizione del 2 dicembre 2015 di
AT 1
rappr. da: RA 1
contro
CV 1
in materia di previdenza professionale
ritenuto in fatto
1.1. AT 1, nato nel 1964, è alle
dipendenze di __________ dal 16 agosto 1982 (cfr. doc. L).
Nell’ambito di una
riorganizzazione all’interno dell’unità __________ della __________ – la nuova “Convenzione” sottoscritta
dalle parti, circa il salario annuo, stabilisce che “(…) a partire dal 1°
maggio 2011 il collaboratore assume la funzione di __________. L'attività di
nuova definizione svolta dal collaboratore è classificata al livello di
funzione 8, che si sostituisce di conseguenza al livello di funzione 9
precedente. Il nuovo salario di base lordo annuo è pari a CHF 99'967.-. II
salario di base annuo per la precedente funzione era di CHF 123'762.-. La
differenza ammonta quindi a CHF 23'795.-. Il tetto massimo per l'importo di
differenza è fissato a CHF 20'000.-. (…)” (doc. L) – il precedente contratto di lavoro del 1.
ottobre 2007 è stato sciolto per il 30 aprile 2011 e il 7 gennaio 2011 AT 1 ha
sottoscritto un nuovo contratto __________ con effetto dal 1. maggio 2011 e
grado d’occupazione del 50% (cfr. doc. M).
Per il tramite del suo
datore di lavoro (__________) AT 1 era assicurato per la previdenza
professionale alla CV 1 (in seguito: Cassa).
1.2. A seguito di un incidente
della circolazione occorsogli il 17 gennaio 2005 – dopo avergli versato le indennità giornaliere fino al 26
novembre 2007 e dopo che questo Tribunale ha accertato che i disturbi
(reumatologici) a livello cervico-cefalico si sono trovati in una relazione di
causalità, naturale e adeguata, con l’infortunio del gennaio 2005, anche dopo
il 25 novembre 2007 e retrocesso gli atti all’__________ affinché ridefinisse
il diritto a prestazioni dell’assicurato dal profilo materiale e temporale
(cfr. la STCA di rinvio 35.2009.105 del 16 dicembre 2010 a seguito della STF
8C_82/2009 del 19 ottobre 2009) – la
__________, con decisione del 9 dicembre 2011 (doc. A), ha riconosciuto
all’assicurato il diritto ad una mezza rendita dal 1. dicembre 2007 (pari ad un
importo mensile di fr. 3'588.50 dal 1. dicembre 2007 e di fr. 3'720.20 dal 1.
gennaio 2009) oltre ad un’indennità per menomazione dell’integrità di fr.
10'680.--.
Con decisione del 6 agosto
2007 (doc. B), l’Ufficio assicurazione invalidità aveva già attribuito
all’assicurato il diritto ad una mezza rendita oltre alle rispettive rendite
completive per i tre figli dal 1. gennaio 2006 (pari ad un importo di fr.
1'075.-- per l’assicurato e fr. 430.-- per ogni figlio dal 1. gennaio 2006 e di
fr. 1'105.-- rispettivamente di fr. 442.-- dal 1. gennaio 2007).
1.3. Con la presente petizione – lamentata una mancanza di collaborazione
da parte della Cassa che si sarebbe rifiutata di procedere ad un calcolo
corretto della rendita e domandato che “(…) vengano conteggiate le
prestazioni dovute dalla CV 1 a far tempo dal 1.7.2011, tralasciando per motivi
di opportunità, quanto occorso in epoca precedente. (…)”
(I, punto 3 a pag. 2) – AT 1, per il tramite dell’avv. RA 1, ha
chiesto:
" (…)
1. La petizione è accolta.
1.1 Conseguentemente
è fatto ordine alla CV 1, di versare le seguente rendite mensili:
- dal
01.07.2011 al 31.12.2011, fr. 1'185.70 per AT 1 ed fr. 237.45
ciascuno per i figli __________ e __________;
- dal
01.01.2012 al 30.04.2012 e dal 01.08.2012 al 31.08.2012, fr. 442.30 per AT
1 ed fr. 88.60 ciascuno per i figli __________ e __________;
- dal
01.01.2013 al 31.08.2013, fr. 96.35 per AT 1 ed fr. 19.30
ciascuno per i figli __________, __________ e __________;
- dal
01.09.2013 al 31.12.2013, fr. 68.95 per AT 1 ed fr. 13.75
ciascuno per i figli __________, __________ e __________;
- dal
01.01.2014 al 31.12.2014, fr. 61.05 per AT 1 ed fr. 12.20
ciascuno per i figli __________, __________ e __________;
- dal
01.01.2015 al 31.05.2015, fr. 53.60 per AT 1 ed fr. 10.75
ciascuno per i figli __________, __________ e __________;
- dal
01.06.2015 al 31.07.2015, fr. 555.45 per AT 1 ed fr. 111.25
ciascuno per i figli __________ e __________;
- dal
01.08.2015 fr. 1'224.45 per AT 1 ed fr. 245.50 per __________;
1.2. Rimango
riservate le variazioni future a dipendenza delle modifiche della situazione
economica e famigliare dell'assicurato.
1.3. A
titolo di interesse al 31.12.2015 sulle rendite dovute sino al 31.12.2015 la convenuta
corrisponderà l'importo di fr. 2'993.95, oltre all'interesse del 5% dal 1.1.2016
sull'importo di fr. 25'242.60 (ovvero le rendite dovute sino al 31.12.2015) e del
5% sull'importo di ciascuna rendita mensile dovuta dal 1.1.2016 a far tempo dal
primo giorno del mese successivo al quale quest’ultime si riferiscono. (…)."
(I, pagg. 12-13)
In sostanza –
osservato che “(…) giusta l'art. 92 cpv. 2 del Regolamento (doc. A) in caso
di infortunio professionale, quale quello occorso al signor AT 1 ed all'origine
dell'invalidità, la rendita può essere corrisposta soltanto nella misura in
cui, sommata con le prestazioni conteggiabili e di cui al cpv. 3 del medesimo
disposto, non superi il 100% del salario percetto prima dell'infortunio. Tale
importo è definito dal Regolamento "salario determinante", che per le
persone parzialmente invalide è ritenuto nella misura dell'invalidità senza
rivalutazioni dal giorno del sinistro e nella misura della validità con
rivalutazione (cfr. art. 14 cpv. 7 del Regolamento). (…)” (I, punto 4 a
pag. 2), ritenuto il diritto alla rendita completiva LPP dei figli di un
assicurato invalido, considerate le prestazioni (rendite LAINF e AI) da porre
in compensazione con la perdita salariale conseguente al sinistro e visti la
regolamentazione degli assegni famigliari del CCL __________ nonché le
variazioni salariali negli anni –
l’attore conclude che “(…) alla luce della concreta situazione vissuta dalla
famiglia AT 1, il conteggio del calcolo della rendita a favore del signor AT 1
e dei di lui figli si presenta come nelle tabelle (A a I) (…)” (I, punto 5
a pag. 3 e le menzionate tabelle alle pagg. 4-10).
Delle singole motivazioni
verrà detto, per quanto occorra, nel prosieguo.
1.4. Con la risposta di causa la
Cassa postula la reiezione della petizione. Contestando gli addebiti mossi
dall’attore nei suoi confronti, la convenuta sostiene che al momento in cui è
stato cambiato il contratto di lavoro “(…) il calcolo del sovraindennizzo
per il 1° maggio 2011 non fu effettuato, visto che già prima della riduzione
del salario era in un sovraindennizzo totale. (…)” (III, pag. 2), indica
che un nuovo calcolo è stato eseguito il 1° luglio 2011 a causa della
soppressione della rendita per un figlio, che ulteriori calcoli (in seguito
corretti) sono stati fatti sempre a causa delle variazioni circa il diritto
alle rendite per i figli e precisa che “(…) l’attore come base della parte
attiva tiene conto di un salario, che il sign. AT 1 non ha mai avuto, nemmeno
prima del cambiamento del contratto a maggio 2011. Presumibilmente emana dal
salario raggiunto prima dell’invalidità e gli aggiunge il carovita. Però lui ha
firmato un nuovo contratto a partire da maggio 2011 con un salario più basso.
Questo salario più basso gli viene effettivamente versato. (…)” (III, pag.
4).
Delle singole risposte
alle censure sollevate dall’attore verrà detto, se necessario, nei considerandi
di diritto.
1.5. Nella replica del 14 gennaio
2016 l’attore si è confermato nelle proprie allegazioni osservando, in
particolare, che “(…) il salario per la parte attiva è stato ritenuto in
misura del 50% di quello percetto l’anno precedente il sinistro […] ed è
stato adeguato al carovita, come dispone espressamente l’art. 92 cpv. 2 del
Regolamento che a sua volta rimanda all’art. 14, sempre del Regolamento, per
quanto attiene la definizione di “salario determinate”. Perché dovrebbe
derogarvi la replica non lo specifica (invero neppure lo afferma), tantomeno lo
sostanzia da un profilo legale. (…)” (VI, pagg. 2 e 3) e ha puntualizzato
che “(…) di contro si ammette che erroneamente è stato sottratto
l’importo di fr. 10'000.00 a quanto dev’essere posto in compensazione per
calcolare il sovraindennizzo. […] Pertanto detto importo non va dedotto,
ma aggiunto a quanto incassato da AT 1 per il 2011, per il che nel corso del
2011 nulla è dovuto. (…)” (VI, pag. 4).
1.6. Nella duplica del 4 febbraio
2016 la Cassa si è confermata nella domanda di reiezione della petizione (IX).
1.7. Su richiesta del TCA la Cassa
ha trasmesso i conteggi di sovrassicurazione per ogni periodo, successivo al 1°
luglio 2011, in cui vi sono stati dei cambiamenti comportanti una nuova
definizione del calcolo medesimo (XI, XII + XII/1-2 e XIII + XIII/1-4).
1.8. Con lettera 20 ottobre 2016
il TCA ha trasmesso all’avv. RA 1 i doc. XI, XII e XIII con i relativi allegati
chiedendogli “(…) di voler esaminare dettagliatamente i conteggi effettuati
dalla Cassa e di volermi precisare esattamente, motivando e producendo i
relativi documenti, in che misura e per quale motivo i conteggi della
Cassa non sarebbero corretti (anche in relazione ai diversi periodi temporali
indicati dalla Cassa che non sembrerebbero corrispondere a quelli indicati in
petizione nelle tabelle di cui ai punti A-I) (…)” e di “(…) precisare
nel dettaglio come Lei ha proceduto a determinare il salario determinante, in
particolar modo per la parte attiva; mi riferisco in particolare anche agli
adeguamenti apportati al salario nei Suoi conteggi. (…)” (XIV).
Con lettera del 9 novembre
2016 – dopo la chiesta proroga del termine (XV e XVI) – l’avv. RA 1 ha evaso la
richiesta del TCA e prodotto i doc. QQ/1-5 (XVII).
1.9. I doc. XIV, XV, XVI e XVII
con allegati sono stati notificati alla Cassa che ha preso posizione con
lettera del 21 novembre 2016 (XVIII e XIX).
1.10. I doc. XVIII e XIX sono stati
trasmessi all’attore per conoscenza (XX).
1.11. Il 14 dicembre 2016 l’attore
ha fatto pervenire al TCA gli attestati fiscali di tutte le rendite AI
percepite sino al 31 dicembre 2015 (XXI e XXI/1-10). Detta documentazione viene
trasmessa per conoscenza alla convenuta con la sentenza.
considerato in diritto
2.1. Giusta l'art. 73 cpv. 1 LPP
ogni Cantone designa un tribunale che, in ultima istanza cantonale, decide
sulle controversie tra istituti di previdenza, datori di lavoro e aventi
diritto. Competente nel Canton Ticino è il Tribunale cantonale delle
assicurazioni (art. 4 cpv. 1 della Legge concernente la vigilanza sugli
istituti di previdenza professionale e sulle fondazioni, entrata in vigore il
1° gennaio 2012; RL 6.4.8.1). Con riferimento alla competenza territoriale,
secondo l’art. 73 cpv. 3 LPP il foro è nella sede o nel domicilio svizzeri del
convenuto o nel luogo dell’azienda presso la quale l’assicurato fu assunto.
Siccome il luogo in cui AT
1 è stato assunto si trova in Ticino e trattandosi di controversia tra
assicuratore LPP ed avente diritto, è data la competenza dello scrivente
Tribunale (DTF 127 V 35 consid. 3b, 125 V 168 consid. 2b con riferimenti).
2.2. Nel caso in esame l’attore
contesta il calcolo della sovrassicurazione operato dalla Cassa convenuta che
ha portato al rifiuto del diritto a prestazioni.
2.3. L’art. 34a LPP, nel tenore in
vigore dal 1° gennaio 2003 (corrispondente al vecchio art. 34 LPP [cfr. DTF 131
V 78] e rimasto invariato a seguito della prima revisione della LPP, entrata in
vigore il 1° gennaio 2005) stabilisce che il Consiglio federale emana
prescrizioni per impedire indebiti profitti dell’assicurato o dei suoi
superstiti in caso di concorso di prestazioni (art. 34a LPP cpv. 1). Se vi è
concorso fra le prestazioni previste dalla presente legge e prestazioni
analoghe di altre assicurazioni sociali è applicabile l’art. 66 cpv. 2 LPGA. Le
prestazioni della presente legge non possono essere ridotte se l’assicurazione
militare versa rendite per coniugi o per orfani in caso di prestazioni
previdenziali insufficienti giusta l’art. 54 LAM (art. 34a LPP cpv. 2).
Secondo l’art. 66 cpv. 1
LPGA, le rendite e le indennità in capitale delle varie assicurazioni sono
cumulabili, salvo nei casi di sovraindennizzo. Il cpv. 2 stabilisce che le rendite e le indennità in capitale sono fornite secondo le
disposizioni della singola legge interessata e nel seguente ordine:
dall’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti o dall’assicurazione per
l’invalidità (lett. a); dall’assicurazione militare o dall’assicurazione contro
gli infortuni (lett. b); dalla previdenza professionale per la vecchiaia, i
superstiti e l’invalidità secondo la LPP (lett. c).
In base alla delega di cui
all’art. 34a cpv. 1 LPP, l’Esecutivo federale ha promulgato l’art. 24 OPP 2
che, nella versione in vigore dal 1° gennaio 2005, ha il seguente tenore:
" 1L’istituto
di previdenza può ridurre le prestazioni per i superstiti o quelle d’invalidità
nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90
per cento del guadagno presumibilmente perso dall’assicurato.
2Sono considerati redditi conteggiabili le prestazioni
di natura e scopo affine che vengono versati alle persone aventi diritto sulla
base dell’evento danneggiante, quali le rendite o le prestazioni in capitale al
loro valore di trasformazione in rendite, provenienti da assicurazioni sociali
e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli assegni per grandi
invalidi, delle indennità per menomazioni dell’integrità e di prestazioni
analoghe. È inoltre conteggiato il reddito dell’attività lucrativa o il reddito
sostitutivo conseguito o che può presumibilmente essere ancora conseguito dai
beneficiari di prestazioni d’invalidità.
3I redditi dei vedovi e degli orfani sono conteggiati
insieme.
4L’avente diritto deve fornire all’istituto di
previdenza informazioni su tutti i redditi conteggiabili.
5L’istituto di previdenza può sempre riesaminare le
condizioni e l’estensione di una riduzione e adattare le sue prestazioni se la
situazione si modifica in modo importante."
Dal 1. gennaio 2007 il
tenore del cpv. 3 (giusta il n. I 3 dell’O del 29 sett. 2006 concernente
l’attuazione della L del 18 giu. 2004 sull’unione domestica registrata nella
previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità) è stato
modificato aggiungendo che, oltre ai redditi dei vedovi, anche quelli “dei
partner registrati” sono conteggiati insieme a quelli degli orfani: “I
redditi dei vedovi o dei partner registrati e degli orfani sono conteggiati
insieme.”.
Dal 1. gennaio 2011 è
entrato in vigore un ulteriore capoverso 2bis concernente le prestazioni
accordate dopo il raggiungimento dell’età pensionabile AVS del seguente tenore:
“Dopo il raggiungimento dell'età pensionabile AVS sono considerate redditi
conteggiabili anche le prestazioni di vecchiaia provenienti da assicurazioni
sociali e da istituti di previdenza svizzeri ed esteri, ad eccezione degli
assegni per grandi invalidi, delle indennità per menomazione dell'integrità e
di prestazioni analoghe. L'istituto di previdenza può ridurre le sue
prestazioni nella misura in cui, aggiunte ad altri redditi conteggiabili,
superano il 90 per cento dell'importo che, nel calcolo del sovrindennizzo
eseguito immediatamente prima del raggiungimento dell'età pensionabile, era
considerato come guadagno presumibilmente perso dall'assicurato. L'importo deve
essere adeguato al rincaro registrato tra il raggiungimento dell'età pensionabile
e il momento in cui era stato effettuato il calcolo. L'ordinanza del 16
settembre 1987 sull'adeguamento delle rendite superstiti e invalidità
all'evoluzione dei prezzi è applicabile per analogia.”.
Dal 1. gennaio 2012 il
tenore del cpv. 2 (giusta il n. 2 dell’all. all’O del 16 nov. 2011) è stato
modificato precisando che il reddito supplementare realizzato durante la
partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a LAI non
è considerato reddito conteggiabile: “È inoltre conteggiato il reddito
dell’attività lucrativa o il reddito sostitutivo conseguito o che può
presumibilmente essere ancora conseguito dai beneficiari di prestazioni
d’invalidità, eccettuato il reddito supplementare realizzato durante la
partecipazione a provvedimenti di reintegrazione secondo l’articolo 8a della
legge federale del 19 giugno 1959 su l’assicurazione per l’invalidità.”.
L’entrata in vigore della
LPGA (1° gennaio 2003) e della prima revisione della LPP (1° gennaio 2005) non
hanno determinato alcuna modifica della situazione giuridica per quanto
concerne la regolamentazione del sovraindennizzo (DTF 130 V 78), motivo per cui
si può far riferimento alla giurisprudenza resa antecedentemente.
In tal senso va fatto
presente che l'art. 24 cpv. 1 OPP 2 è stato dichiarato conforme alla legge dal Tribunale
federale delle assicurazioni (TFA dal 1° gennaio 2007 Tribunale federale, TF; DTF
123 V 204 consid. 5b pag. 210 e 122 V 306 consid. 6b pagg. 314-315 con
riferimenti). In particolare l’Alta Corte ha precisato che questo limite è
stato stabilito per tener conto del fatto che l’assicurato, dopo la
realizzazione del rischio è liberato da certi oneri sociali, stimati
all’incirca nel 10% del salario lordo (DTF 122 V 306, consid. 6b
pagg. 314-315).
Va
osservato che l’art. 34aLPP configura una norma generale di coordinamento, che
intende evitare la sovrassicurazione (Messaggio del CF concernente la LPP del
19 dicembre 1975, pag. 110; Nef, Die Leistungen der Beruflichen Vorsorge in
Konkurrenz zu anderen Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, in SZS
1987 pag. 24; Maurer, Bundessozialversicherugsrecht, 1994, pag. 223, pag. 172;
Peter, Die Koordination von Invalidenrenten, 1996, pag. 195).
Al
riguardo il TFA, nella DTF 117 V 366, ha lasciato aperta la questione a sapere
se gli articoli 24 e 26 OPP 2, nella misura in cui conferiscono agli istituti
la semplice possibilità e non l'obbligo di prendere determinati provvedimenti
atti ad impedire indebiti profitti dell'assicurato o dei suoi superstiti nel
caso di concorso di prestazioni, sono o meno conformi alla legge. L’Alta Corte
ha infatti sviluppato la seguente considerazione: “(…) Per
quel che concerne le prestazioni dell'assicurazione per l'invalidità, esse
devono essere escluse dal computo, sia per la parte obbligatoria che per la
previdenza più estesa. Chiaramente in effetti l'art. 27 cpv. 1 dello Statuto
dell'istituto ricorrente, con una regolamentazione più favorevole
all'assicurato di quella prevista all'art. 24 OPP 2, esclude il computo
delle prestazioni dell'assicurazione invalidità. Ci si potrebbe al riguardo
certo interrogare circa la conformità della norma statutaria con il diritto
federale. Se è pacifico che il testo dello Statuto è conforme all'art. 24
OPP 2, dubbi sorgono viceversa circa la conformità di questo disposto
regolamentare con la LPP. In effetti, quando si osservi che la legge affermando
all'art. 34 cpv. 2 che il Consiglio federale "emana"
("erlässt", "édicte") disposizioni atte ad evitare indebiti
profitti ha carattere imperativo, è lecito chiedersi se l'autorità esecutiva
federale abbia correttamente ossequiato il mandato nella misura in cui nel
regolamento ha adottato una forma potestativa, nel senso che il regolamento
stesso afferma che l'istituto previdenziale semplicemente "può" ("kann",
"peut") predisporre provvedimenti in tal senso (cfr. NEF, Die
Leistungen der Beruflichen Vorsorge in Konkurrenz zu anderen
Versicherungsträgern sowie haftpflichtigen Dritten, SZS 1987 pag. 25 seg.; cfr.
pure DTF 116 V 193 consid. 2b). Ritenuto che la questione
dell'eventualità del computo delle prestazioni dell'assicurazione invalidità
non è litigiosa in sede di procedura federale, il punto può però rimanere
insoluto nella presente causa.(…)” (DTF 117 V 336, consid. 4b/aa,
pagg. 345-346).
Il concetto di indebito
profitto coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art. 45bis LAI in
vigore sino all’entrata in vigore della LPGA. In particolare il principio è che
dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente diritto non deve trovarsi
in una situazione finanziariamente più vantaggiosa rispetto a quella in cui si
sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento assicurato (Maurer, op.
cit., pag. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e; Messaggio citato pag. 111). Di
conseguenza le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento
del danno (Peter, op. cit., pag. 195). Nel suo Messaggio il Consiglio Federale
ha precisato che “esiste un indebito profitto quando il reddito destinato a
sostituire il salario mancante è superiore al 90% del salario considerato”.
Va peraltro osservato che
nell’ambito della previdenza professionale più estesa gli istituti di
previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione,
una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2 (art. 49 cpv. 2
LPP; DTF 128 V 243, consid. 3b pagg. 248-249 con riferimenti;
Vetter-Schreiber, Kommentar zum BVG, 2013, ad art. 24 BVV 2, n. 2, pag. 382),
ma devono rispettare i principi costituzionali basilari (parità di trattamento,
divieto di arbitrio e proporzionalità; DTF 132 V 149, consid. 5.2.4
pagg. 153-154).
Va ancora detto, con
riferimento all’art. 24 capoverso 5 OPP2 – secondo il quale “l’istituto di
previdenza può sempre riesaminare le condizioni e l’estensione di una riduzione
e adattare le sue prestazioni se la situazione si modifica in modo importante”
– che dal tenore di questa disposizione emerge che il calcolo della
sovrassicurazione effettuato una prima volta e meglio al momento
dell’assegnazione della rendita non resta immutato per il futuro. In effetti,
col trascorrere del tempo, sia l’ammontare delle rendite conteggiabili che
quello dei redditi da attività lucrativa può mutare (SZS 1997 pag. 466, consid.
3b pagg. 469-470; vedi anche DTF 114 V 328). Di principio, quindi, secondo
legge e giurisprudenza, il calcolo della sovrassicurazione può essere rivisto
in ogni tempo, se la situazione si modifica in maniera importante. A proposito
del concetto di modifica importante il TFA ha stabilito che un adeguamento
delle prestazioni nella misura del 10% costituisce, in linea di principio, una
modifica importante ai sensi dell’articolo 24 cpv. 5 OPP2 (DTF 125 V 163,
consid. 3b pagg. 164-165 con riferimenti).
Alla luce di tale
giurisprudenza, quindi, un adeguamento della rendita della previdenza
professionale è ammissibile se la situazione si modifica di un importo pari
almeno al 10%.
2.4. Occorre
ricordare che secondo la giurisprudenza federale, con “guadagno
presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in
particolare intendere, conformemente al senso letterale dell’ordinanza, il
salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto realizzare senza
l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del sovrindennizzo (DTF
137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; STF 34/2011 del 3 maggio 2011 consid.
4.1 con riferimenti). Tale guadagno non corrisponde forzatamente al guadagno
assicurato o al reddito effettivamente ottenuto prima della realizzazione
dell’evento assicurato e non è sottoposto ad alcun limite verso l’alto (DTF 126
V 471 consid. 4a; cfr. anche Vetter-Schreiber, op. cit., n. da 7
a 11, pagg. 383-384).
Per stabilire il reddito
presumibilmente perso si parte dall’ultimo guadagno percepito prima
dell’insorgenza del danno alla salute, tenendo conto di tutte le modifiche
concernenti il reddito (il rincaro, l’aumento reale dei salari
[Reallohnerhöhung], avanzamenti professionali ecc.) che verosimilmente
sarebbero occorse senza l’invalidità (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con
riferimenti di giurisprudenza e dottrina; cfr. anche STF 9C_434/2012 dell’11
ottobre 2012 consid. 2.1,9C_34/2011 del 3 maggio 2011 consid. 4.1).
Se per l’adeguamento del
reddito ipotetico al rincaro non può essere fatto riferimento alle indicazioni
dell’ex datore di lavoro o nemmeno ai dati del settore interessato, l’utilizzo
dell’indice nazionale dei prezzi al consumo risulta essere una valida
alternativa (Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12,
pag. 384).
Secondo Vetter-Schreiber,
per determinare l’ipotetico aumento reale del salario possono essere utili
informazioni dell’ex datore di lavoro riguardo all’evoluzione dei salari,
eventualmente combinati con la visione di attestati di lavoro, dati salariali
ed eventualmente contratti collettivi. Occorre tuttavia tenere conto che in
caso di malattia l’evoluzione del salario può essere fortemente frenata, che
nella prassi generalmente nei confronti dell’invalido l’ex datore di lavoro
fornisce una previsione piuttosto favorevole oppure in passato il collaboratore
parzialmente incapace al lavoro ha beneficiato di una remunerazione non
corrispondente alle condizioni concrete. Secondariamente, può essere utile
l’indicazione fornita dall’ex datore di lavoro sulla passata evoluzione
salariale di tutti i collaboratori. Possono essere infine utili dati statistici
regionale sull’evoluzione dei redditi del settore interessato oppure prognosi
sulla futura evoluzione salariale nel settore in discussione (Vetter-Schreiber,
op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 15, pag. 385).
Va qui precisato che le
tabelle salariali dell’Ufficio federale di statistica non sono applicabili
nella misura in cui vigeva un consolidato e stabile rapporto di lavoro (STF
9C_434/2012 citata, consid. 2.4; SZS 2013 pag. 84).
Nel reddito
presumibilmente perso può essere tenuto conto anche degli eventuali avanzamenti
professionali solo se vi sono concreti indizi, quali corsi di perfezionamento
iniziati oppure accordi di riqualificazione professionale da parte del datore
di lavoro (cfr. Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 16, pag. 385;
vedi Hürzeler in Schneider/Geiser/Gächter, (éd.), Commentaire LPP
e LFLP, 2010, ad art. 34a, n. 19, pag. 490 e Stauffer, Berufliche
Vorsorge, 2012, marg. 1023, pagg. 375-376).
Del resto,
nell’assicurazione contro l’invalidità, nell’ambito della valutazione del
reddito da valido, eventuali sviluppi o avanzamenti professionali possono
essere presi in considerazione a condizione che la loro realizzazione appaia
altamente probabile e quindi nella misura in cui l'assicurato dimostri una
probabile ascesa professionale sulla base di indizi concreti e provi che egli
avrebbe effettivamente conseguito un reddito più elevato se non fosse divenuto
invalido. Semplici dichiarazioni d'intenti o probabilità teoriche non bastano
in tal senso a ritenere verosimile un avanzamento professionale, in relazione
al quale è necessario che l'assicurato dimostri di aver intrapreso passi
concreti (Pratique VSI 1998 pag. 174-175 = SVR 1998 IV nr. 5 pag. 5a; RAMI 1993
U Nr. 168; DTF 96 V 29; in ambito previdenziale vedi anche la giurisprudenza
citata da Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 16, pag. 385). Degli
indizi concreti in favore di un’evoluzione della carriera professionale
esistono, ad esempio, quando è ravvisabile, da parte del datore di lavoro, una
tale prospettiva di avanzamento oppure quando egli ha fornito delle garanzie in
tal senso. L’intenzione di progredire sul piano professionale deve essersi già
manifestata attraverso dei passi concreti, quale la frequentazione di corsi,
l’inizio di studi o l’avere sostenuto degli esami (DTF 96 V 29; RAMI 1993 U168
consid. 3b; STFA I 419/95 del 19 settembre 1996, M 8/01 del 4 settembre 2002).
Al reddito ipotetico vanno
di principio aggiunti, secondo la giurisprudenza, gli assegni familiari che
l’assicurato avrebbe percepito se non fosse divenuto invalido (in DTF 123 V 203
consid. 6c l’Alta Corte ha lasciato aperta la questione se computare anche gli
assegni per figli; critica: Vetter-Schreiber, op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. da
21 a 24, pagg. 386-387; a favore Hürzler, op. cit., ad art. 34a,
n. 16, pag. 489, con riferimento a Kieser, come pure STCA 34.1998.51 del
31 luglio 2000 consid. 2.10, 34.1999.20 del 24 luglio 2000 consid. 2.13,
34.1997.45 del 21 agosto 1998. consid. 2.13, 34.1997.58 del 30 settembre 1998
consid. 2.7).
Per quel che concerne
invece i redditi conteggiabili, ai sensi dell’art. 24 cpv. 2 OPP 2, in base al
principio della concordanza dei diritti, che trova espressione all’art. 24 cpv.
2 OPP 2, sono computabili tutte le prestazioni di un tipo e di uno scopo
analogo, accordate dall’assicurazione. In ragione di un evento assicurato (DTF
126 V 473 e 124 V 281). In particolare sono anche conteggiabili le rendite per
Fatti
i figli accordate in virtù dell’art. 35 cpv. 1 LAI, considerato come esse sono
assegnate esclusivamente in ragione dell’invalidità e perseguono uno scopo
simile alle prestazioni della LPP versate per lo stesso evento assicurato
(l’invalidità) (DTF 126 V 478 consid. 8). Le rendite per figli di invalido
vanno quindi prese in conto nel calcolo del sovrindennizzo (B 31/01 del 25
settembre 2002).
2.5. Come accennato (cfr. consid.
2.3) nell’ambito della previdenza professionale più estesa, gli istituti di
previdenza sono liberi di adottare, per quanto concerne la sovrassicurazione,
una soluzione differente da quella prevista all’art. 24 OPP 2, ma devono
rispettare i principi costituzionali basilari. Se le norme
regolamentari sono più severe delle disposizioni legali, la sovrassicurazione
si applica solo alla prestazione più estesa ed in quel caso è necessario
procedere ad un calcolo separato e comparativo del sovrindennizzo. Qualora la
prestazione ridotta calcolata secondo il regolamento dovesse risultare
inferiore a quella determinata secondo le disposizioni di legge, l’assicurato
ha comunque diritto a quella della previdenza obbligatoria, in caso contrario
gli viene versata la prestazione regolamentare (SVR 2000 BVG Nr. 6 pag. 31;
cfr. anche STFA B 74/03 del 29 marzo 2003, consid. 3.3.3 in fine, dove è stato
applicato tale principio non solo alle rendite ma anche in caso di versamento
in capitale in luogo della rendita).
La LPP prevede infatti
delle disposizioni minime (art. 6 LPP) con cui il legislatore ha voluto
assicurare un ordinamento sociale minimo (cfr. art. 49 LPP). Accordi più sfavorevoli
pattuiti tra aventi diritto e Istituto di previdenza sono nulli (art. 20 CO) e
vengono sostituiti dalle disposizioni della LPP. Norme a
favore dell’assicurato sono per contro valide (cosiddetto “Günstigkeitsprinzip”,
cfr. Brühwiler, Die betriebliche Personalvorsorge in der Schweiz, 1989 pag.
247; Riemer, Verhältnis des BVG zu anderen Sozialversicherungszweigen und zum
Haftpflichtrecht, in SZS 1987, pagg. 123/124). Con l’introduzione di
questo principio il legislatore ha inteso tutelare la libertà contrattuale
individuale nella previdenza professionale, per quanto ciò risulti compatibile
con il mantenimento di un livello di vita adeguato.
Nel caso in esame, l’art.
92 del Regolamento di previdenza della CV 1 (di seguito Regolamento), sia nel
tenore valido dal 1° gennaio 2010 che quello dal 1° agosto 2013, concernente il
coordinamento delle prestazioni di previdenza prevede:
" 1 Se
vi è concorso fra le prestazioni previste nel presente regolamento e nei piani
di previdenza e prestazioni analoghe di altre assicurazioni sociali, è
applicabile l'art. 66 cpv. 2 LPGA. L'obbligo di versare prestazioni anticipate
è retto dagli art. 70 e 71 LPGA. Se la CV 1 è tenuta a versare prestazioni
anticipate, le stesse sono limitate a quelle secondo la LPP.
2 Le prestazioni previste nel presente regolamento e
nei piani di previdenza vengono ridotte se, aggiunte ad altri redditi
conteggiabili, superano il 90% o, in caso d'infortuni e malattie professionali,
il 100% dell'ultimo salario determinante prima del verificarsi dell'evento
assicurato. Nel quadro delle prestazioni minime secondo la LPP queste soglie
corrispondono al 90% del guadagno presumibilmente perso.
3 Sono considerati redditi conteggiabili le
prestazioni:
a. dell'AVS o dell'Al,
b. dell'assicurazione infortuni obbligatoria,
c. dell'assicurazione militare,
d. delle assicurazioni sociali svizzere ed estere,
e. di
un'assicurazione contro i danni (assicurazione contro malattie o gli infortuni)
a cui il datore di lavoro ha versato almeno il 50% dei premi,
f. di altri istituti di previdenza, e
g. di
istituzioni di libero passaggio (polizze e conti di libero passaggio).
4 È computato il reddito da attività lucrativa o
sostitutivo che le persone invalide riescono ancora a conseguire o potrebbero
presumibilmente conseguire. Il reddito da attività lucrativa è stabilito in
base al reddito d'invalidità ai sensi della decisione Al. Le eventuali
prestazioni in capitale sono convertite in rendite equivalenti mediante un
calcolo attuariale.
5 Le rendite AVS e Al per figli e orfani sono computate
interamente. Gli assegni per grandi invalidi e le indennità per menomazione
dell'integrità, le prestazioni di riparazione morale e altre prestazioni simili
non sono computate.
6 Le prestazioni di previdenza sono coordinate a
partire dal momento del decesso o da quando inizia il diritto alle prestazioni
d'invalidità. l successivi aumenti per rincaro delle rendite degli assicuratori
sociali non determinano una riduzione delle rendite in corso. In caso di
riduzione o di soppressione di una rendita dell'assicurazione sociale, le
prestazioni regolamentari vengono ricalcolate.
7 Se l'assicurazione AVS o Al riduce, sospende o
rifiuta di versare le prestazioni perché l'avente diritto ha causato il decesso
o l'invalidità per colpa grave o perché si oppone alle misure d'integrazione dell'Al,
la CV 1 può ridurre le prestazioni nella stessa misura. Se l'assicurazione
contro gli infortuni o l'assicurazione militare riduce le prestazioni
corrisposte, la CV 1 può parimenti ridurre le prestazioni sovraobbligatorie."
Dal canto suo l’art. 14
del Regolamento, che concerne il salario assicurato, stabilisce che:
" 1 Il
salario assicurato corrisponde al salario annuo determinante, detratto
l'importo di coordinamento. L'importo di coordinamento è ricalcolato il 1°
gennaio di ogni anno. Il salario annuo determinante e l'importo di
coordinamento sono definiti nel piano di previdenza.
2 Il salario annuo determinante corrisponde al salario
annuo AVS presumibile. Le componenti variabili del salario sono definite nel
piano di previdenza.
3 L’importo massimo del salario annuo determinante è
definito nel piano di previdenza.
4 Il datore di lavoro comunica alla CV 1 tutti i dati
rilevanti per l'attuazione della previdenza professionale, in particolare gli
importi del salario annuo determinante e i gradi di occupazione delle persone
da assicurare. Le variazioni dei salari annui determinanti occorse durante
l'anno civile sono prese in considerazione soltanto se uguali o superiori al 10%.
5 Al verificarsi di un evento assicurato, qualsiasi
adeguamento del salario annuo determinante eseguito indebitamente è annullato.
6 Per le persone impiegate a tempo parziale o
parzialmente invalide l'importo massimo e l'importo di coordinamento sono
ridotti proporzionalmente al grado di occupazione e alla capacità di guadagno.
7 Se la persona assicurata è parzialmente invalida ai
sensi del presente regolamento o del piano di previdenza, la previdenza è
ripartita:
a. in una
parte passiva, corrispondente al grado d'invalidità e non soggetta agli
adeguamenti di salario, e
b. in una
parte attiva, corrispondente alla capacità di guadagno e soggetta agli
adeguamenti di salario secondo le disposizioni del presente articolo."
Per quanto concerne la
versione del Regolamento applicabile, determinante è il momento in cui si pone
la questione della sovrassicurazione (STCA 34.2010.55 consid. 2.7 con
riferimenti). Sia come sia, come detto, tanto la regolamentazione sulla
sovrassicurazione che quella concernete il salario assicurato prevista dal
Regolamento 2010 è rimasta invariata nel successivo Regolamento 2013.
2.6. Questo Tribunale rileva che
in sede di replica l’attore ha riconosciuto che per il 2011 nulla gli è dovuto
(cfr. consid. 1.5).
Inoltre – visti i conteggi della Cassa per i
periodi in cui vi sono stati dei cambiamenti comportanti una nuova definizione
del calcolo di sovrassicurazione (cfr. consid. 1.7 e i docc. XII/1-2 e XIII/1-4)
e ritenuto che gli stessi non sono stati contestati dall’attore, ancorché
invitato espressamente a pronunciarsi sui medesimi visto che i periodi
temporali non coincidevano con quelli indicati in petizione nelle tabelle di
cui ai punti A-I (cfr. consid. 1.8) –
il TCA procederà al calcolo del sovrindennizzo per i seguenti periodi: dal 1.
luglio 2011 (cfr. doc. XIII/4 e QQ/5), dal 1. aprile 2012 (cfr. doc. XIII/3 e
QQ/4), dal 1. agosto 2012 (cfr. doc. XIII/2 e QQ/3), dal 1. giugno 2015 (cfr.
doc. XIII/1 e QQ/2) e dal 1. agosto 2015 (cfr. doc. XII/1-2 e QQ/1).
In effetti, come accennato
(cfr. consid. 1.3), già con la petizione l’attore ha precisato che “(…) con
la presente istanza si richiede che vengano conteggiate le prestazioni dovute
dalla CV 1 a far tempo dal 1.7.2011, tralasciando per motivi di opportunità,
quanto occorso in epoca precedente. (…)” (doc. I, punto 3, pag. 2). Inoltre
– ammesso che la soppressione e il ripristino della rendita AI dei figli
abbia comportato una modifica importante ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP 2 giustificante
un nuovo calcolo della sovrassicurazione (cfr. consid. 2.3) – dai
conteggi della Cassa, lo si ribadisce non contestati dall’attore, risulta che
la stessa ha proceduto ad un nuovo calcolo della sovrassicurazione dal 1.
luglio 2011 vista la “Soppressione rendita figli __________” (cfr. XIII/4),
dal 1. aprile 2012 per la “Ripresa rendita figli per __________”
(XIII/3), dal 1. agosto 2012 per la “Soppressione rendita figli __________”
(cfr. XIII/2), dal 1 giugno 2015 per la “Soppressione rendita figli __________”
(cfr. XIII/2) e dal 1. agosto 2015 per la “Soppressione rendita figli (__________)”
(cfr. XII/1).
L’attore, come accennato (cfr.
consid. 1.2), è stato vittima di un infortunio nel gennaio 2005 e (visto il
grado d’invalidità del 50% e in quanto incapace al lavoro nella medesima
misura) è stato messo al beneficio di prestazioni dell’assicurazione invalidità
dal 1. gennaio 2006 e dell’assicurazione infortuni dal 1. dicembre 2007 (doc. A
e B).
L’avv. RA 1 – ritenuto il grado d’invalidità del 50% e fondandosi
sugli articoli del Regolamento 92 cpv. 2 secondo cui “le prestazioni
previste nel presente regolamento e nei piani di previdenza vengono ridotte se,
aggiunte ad altri redditi conteggiabili, superano il 90% o, in caso d'infortuni
e malattie professionali, il 100% dell'ultimo salario determinante prima del
verificarsi dell'evento assicurato. Nel quadro delle prestazioni minime secondo
la LPP queste soglie corrispondono al 90% del guadagno presumibilmente perso”,
14 capoversi 1 e 2 dai quali si desumerebbe che “il salario determinante è
il salario assicurato AVS” (cfr. punto No. 6 dei docc. QQ/1-5) e 14 cpv. 7
che stabilisce che “se la persona assicurata è parzialmente invalida ai
sensi del presente regolamento o del piano di previdenza, la previdenza è
ripartita: a. in una parte passiva, corrispondente al grado d'invalidità e non
soggetta agli adeguamenti di salario, e b. in una parte attiva, corrispondente
alla capacità di guadagno e soggetta agli adeguamenti di salario secondo le
disposizioni del presente articolo” –
sostiene, in particolare, che per il calcolo della quota attiva del salario
determinante bisogna considerare il salario nel 2005 (momento dell’evento
assicurato) e meglio l’importo di fr. 111'982.-- (di cui al “Certificato di
previdenza al 01.04.2005” sub doc. AA) aumentarlo della “Quota parte premio
fedeltà/vari” di fr. 1'000.-- dividerlo per 2 e adeguarlo agli aumenti
salariali di cui alla tabella “Misure salariali 2005 - 2015” sub doc. R
(cfr. punto No. 6 dei docc. QQ/1-5).
Al riguardo, come visto sopra
(cfr. consid. 1.1), va osservato che l’attore ha sottoscritto la “Convenzione”
con la quale il contratto di lavoro (con effetto dal 1. maggio 2011) è stato
Considerandi
modificato e, in particolare, il salario sostanzialmente diminuito: “(…)
L'attività di nuova definizione svolta dal collaboratore è classificata al
livello di funzione 8, che si sostituisce di conseguenza al livello di funzione
9.
precedente. Il nuovo salario di base lordo annuo è pari a CHF 99'967.-. II
salario di base annuo per la precedente funzione era di CHF 123'762.-. La
differenza ammonta quindi a CHF 23'795.-. (…)” (doc. L).
Detta riduzione salariale,
riconducibile alla nuova attività svolta (classificata in un diverso livello di
funzione), non è dunque dovuta alla parziale invalidità.
In questo senso lo stesso
attore rileva che “(…) a far tempo dal 1.1.2011 [ndr. recte: 1.5.2011] è
stato imposto un nuovo contratto di lavoro a tempo parziale, che comporta una
riduzione del proprio salario, come può essere appreso dal doc. M, concluso a
seguito della richiesta della __________, ma formalmente “consensuale”,
cessazione del rapporto di lavoro precedente (doc. L). (…)” (doc. I, pag.
3).
Ricordato che l’art. 34a LPP
configura una norma generale di coordinamento che intende evitare la
sovrassicurazione (cfr. consid. 2.3) e ritenuto che un indebito profitto è
possibile se quale salario ipotetico non fosse ritenuto quello che l’assicurato
avrebbe effettivamente potuto realizzare senza l’invalidità nell’istante in cui
si pone la questione del sovrindennizzo (circa la nozione di “guadagno presumibilmente
perso” cfr. consid. 2.4), a mente di questo Tribunale, il calcolo della
quota attiva del salario determinante non può essere effettuato come proposto
dall’attore.
Infatti, procedendo come
indicato dall’attore anche dopo la modifica contrattuale (ossia dal maggio
2011; cfr. consid. 1.1), si considererebbe, per la parte attiva, un salario che
in realtà anche senza l’invalidità non sarebbe mai stato percepito dall’attore
e che non corrisponde a quello effettivo di cui alle distinte di paga (cfr.
doc. U e VI con allegati i docc. da CC a PP).
Ciò è dimostrato anche dal
fatto che per gli anni 2011, 2012 e 2015 l’attore giunge ad un salario per la
parte attiva di fr. 62'626.85, fr. 63'243.-- e 63'620.-- (cfr. punto No. 6 dei
docc. QQ/1-5) allorquando dalle distinte di paga e dal riassunto sinottico sub
doc. V risulta che le mensilità versate effettivamente in quegli anni sono
state invece nel 2011 di fr. 53'949.55 ([4'760.10 x 4] + [3'844.90 x 8] +
4'149.95, cfr. VI e allegati docc. da CC a PP), nel 2012 di fr. 50'284.-- (3'868
x 13, cfr. doc. U e V) e nel 2015 di fr. 50'887.85 (3'914.45 x 13, cfr. doc. U
e V).
Inoltre, volendo seguire
la tesi dell’avv. RA 1, questo implicherebbe che se a un assicurato, nella
stessa posizione dell’attore fosse riconosciuta una promozione con relativo
aumento di salario, questo fatto non potrebbe essere considerato per stabilire la
parte attiva del salario determinante e quindi nemmeno per il calcolo della
prestazione.
Ricordato che di regola (a
differenza di quanto occorso all’attore) il salario aumenta durante gli anni di
servizio (promozioni e/o adeguamenti salariali) e richiamato inoltre il
principio della buona fede valido per interpretare le norme regolamentari (in
argomento cfr. la STF 9C-37/2012,9C_106/2012, del 16 gennaio 2013, consid.
6.
), questo Tribunale ritiene che lo scopo del regolamento non possa essere
quello di svantaggiare assicurati che dopo essere divenuti parzialmente
invalidi continuano la loro attività a tempo parziale presso il medesimo datore
di lavoro.
Per un corretto calcolo
della sovrassicurazione occorre dunque considerare, per la parte attiva del
salario determinante, gli importi di 53'949.55 per il 2011, di fr. 50'284.--
per il 2012 e di 50'887.85 per il 2015.
Procedendo in questo senso
– ovvero, per i succitati periodi
dal 1. luglio 2011, dal 1. aprile 2012, dal 1. agosto 2012, dal 1. giugno 2015
e dal 1. agosto 2015 (cfr. doc. XII/1-2 e XIII/1-4), considerando gli importi
corretti della parte attiva del salario determinante –, anche volendo ritenere per buoni tutti gli altri dati
corretti dall’attore nei conteggi di cui ai docc. da QQ/1 a QQ/5, vi è sempre
una sovrassicurazione.
Periodo dal 1.
luglio 2011 (doc. QQ/5)
Il totale del salario
determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr.
116'873.55 (quota attiva fr. 53'949.55 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr.
6'432 assegni di custodia).
L’importo totale dei
redditi da conteggiare ammonta a fr. 123'603.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr.
10'608.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita __________ + fr.
50.083.50
reddito da lavoro + fr. 6'432.-- assegni di custodia + fr. 500.--
vari).
Essendo l’importo totale
dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è
sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista
l’eccedenza di fr. 6'729.95 (123'603.50 – 116'873.55) superiore all’importo di
fr. 3'107.40 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita
d’invalidità per figlio della “CV 1” dal luglio 2011; fr. 2'219.50 + fr. 887.90
così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/5), nemmeno vi è diritto
ad una rendita parziale.
Periodo dal 1.
aprile 2012 (doc. QQ/4)
Il totale del salario
determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr.
116'208.-- (quota attiva fr. 50'284 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 9'432
assegni di custodia).
L’importo totale dei
redditi da conteggiare ammonta a fr. 132'107.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr.
15'912.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita __________ + fr.
50’283.50 reddito da lavoro + fr. 9'432.-- assegni di custodia + fr. 500.--
vari).
Essendo l’importo totale
dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è
sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista
l’eccedenza di fr. 15'899.50 (132'107.50 –116'208) superiore all’importo di fr.
3'551.35 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità
per figlio della “CV 1” dall’aprile 2012; fr. 2'219.50 + fr. 1’331.85 così come
risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/4), nemmeno vi è diritto ad una
rendita parziale.
Periodo dal 1. agosto
2012.
(doc. QQ/3)
Il totale del salario
determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 113'208.--
(quota attiva fr. 50'284 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 6'432 assegni di
custodia).
L’importo totale dei
redditi da conteggiare ammonta a fr. 123'803.-- (fr. 13'260.-- rendita AI + fr.
10'608.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita __________ + fr.
50’283.50 reddito da lavoro + fr. 6'432.-- assegni di custodia + fr. 500.--
vari).
Essendo l’importo totale
dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è
sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista
l’eccedenza di fr. 10'595.-- (123'803 – 113'208) superiore all’importo di fr. 3'107.40
(pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita d’invalidità per figlio
della “CV 1” dall’agosto 2012; fr. 2'219.50 + fr. 887.90 così come risultano
dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/3), nemmeno vi è diritto ad una rendita
parziale.
Periodo dal 1.
giugno 2015 (doc. QQ/2)
Il totale del salario
determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 114'339.85
(quota attiva fr. 50'887.85 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 6’960 assegni
di custodia).
L’importo totale dei
redditi da conteggiare ammonta a fr. 124'935.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr.
10'608.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita __________ + fr. 50’887.50
reddito da lavoro + fr. 6'960.-- assegni di custodia + fr. 500.-- vari).
Essendo l’importo totale
dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è
sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista
l’eccedenza di fr. 10'595.65 (124'935.50 – 114'339.85) superiore all’importo di
fr. 2'663.45 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita
d’invalidità per figlio della “CV 1” dal giugno 2015; fr. 2'219.50 + fr. 443.95
così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/2), nemmeno vi è diritto
ad una rendita parziale.
Periodo dal 1.
agosto 2015 (doc. QQ/1)
Il totale del salario
determinante prima del verificarsi dell’evento assicurato ammonta a fr. 111'339.85
(quota attiva fr. 50'887.85 + quota passiva fr. 56'492.-- + fr. 3’960 assegni
di custodia).
L’importo totale dei
redditi da conteggiare ammonta a fr. 116'631.50 (fr. 13'260.-- rendita AI + fr.
5'304.-- rendita AI per figli + fr. 42'720.-- rendita __________ + fr.
50’887.50 reddito da lavoro + fr. 3'960.-- assegni di custodia + fr. 500.--
vari).
Essendo l’importo totale
dei redditi da conteggiare superiore al salario determinante vi è
sovrassicurazione.
Va qui precisato che vista
l’eccedenza di fr. 5'291.65 (116'631.50 – 111'339.85) superiore all’importo di
fr. 2'663.45 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la rendita
d’invalidità per figlio della “CV 1” dall’agosto 2015; fr. 2'219.50 + fr.
443.95
così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/1), nemmeno vi è
diritto ad una rendita parziale.
Anche avuto riguardo agli
attestati fiscali di tutte le rendite percepite dall’attore fino al 31 dicembre
2015.
prodotti il 14 dicembre 2016 (cfr. consid. 1.11) la situazione non cambia.
Infatti, per il periodo
dal 1. luglio 2011, considerata l’attestazione fiscale per quell’anno di fr.
27'840.-- (doc. XXI/6) contro l’importo di fr. 23'868.-- (13'260.-- rendita AI
+ fr. 10'608.-- rendita AI per figli di cui al conteggio sub doc. QQ/5), vi
sarebbe un’eccedenza superiore pari a fr. 10'701.95 (127'575.50 – 116'873.55).
Per il periodo dal 1.
aprile 2012, considerata l’attestazione fiscale per quell’anno di fr. 28'768.--
(doc. XXI/7) contro l’importo di fr. 29'172.-- (13'260.-- rendita AI + fr.
15'912.-- rendita AI per figli di cui al conteggio sub doc. QQ/4), l’eccedenza
sarebbe minore e pari a fr. 15'495.50 (131'703.50 – 116'208), ma comunque superiore
all’importo di fr. 3'551.35 (pari alla potenziale rendita d’invalidità più la
rendita d’invalidità per figlio della “CV 1” dall’aprile 2012; fr. 2'219.50 +
fr. 1’331.85 così come risultano dai punti 9, 10 e 18 del doc. QQ/4), ciò che
esclude il diritto ad una rendita.
Per gli altri periodi, viste
le attestazioni fiscali e gli importi considerati nei relativi conteggi per i
rispettivi anni – dal 1. agosto
2012: fr. 28'768.-- (doc. XXI/7) contro fr. 23'868.-- (doc. QQ/3); dal 1.
giugno 2015: fr. 25'380.-- (doc. XXI/10) contro fr. 23'868.-- (doc. QQ/2) e dal
1.
agosto 2015: fr. 25'380.-- (doc. XXI/10) contro fr. 18'564.-- (doc. QQ/1) – l’eccedenza sarebbe maggiore e più
precisamente si attesterebbe per il periodo dal 1. agosto 2012 a fr. 15'495.--
e per i periodi dal 1. giugno e dal 1. agosto 2015 a fr. 12'107.65.--.
2.7
In simili circostanze, visto
tutto quanto precede, la petizione va respinta.
Quanto alla richiesta di
svolgere un’udienza: “(…) al riguardo mi chiedo se non sia opportuno la
convocazione di un’udienza nella quale lei possa sottoporre alle parti in
contraddittorio le rispettive posizioni sui punti che lei avrà ritenuti non
chiariti, cercando l’eventuale assenso su aspetti fattuali e ponendo in luce le
contraddizioni da risolvere in sede di Sentenza (…)” (XVII, punto 3, pag.
2), questo Tribunale ritiene che alla luce delle risultanze sopra esposte la
situazione sia sufficientemente stata chiarita e rinuncia pertanto ad assumere
la chiesta prova.
Sono infatti ammesse
soltanto le prove giuridicamente determinanti ai fini del giudizio; possono
inoltre essere respinti i mezzi di prova atti a provare una circostanza già
chiara, i mezzi di prova che non porterebbero alcun chiarimento alla
fattispecie o, ancora, che sono noti all’autorità per sua conoscenza diretta o
indiretta (DTF 120 V 360). Quindi, se gli accertamenti svolti d'ufficio
permettono all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un
apprezzamento diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi
fatti presentino una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure
probatorie non potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere
altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Dieterle/ Kieser, op. cit.,
pag. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des
Bundes, 1998, pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; DTF 122 II 469, 122 III 223).
In tal caso non sussiste una violazione del diritto di essere sentito
conformemente all'art. 29 cpv. 2 Cost. (SVR 2001 IV N. 10 pag. 28; DTF 124 V
94).
Alla Cassa, che nemmeno è
rappresentata da un avvocato, seppur vincente in causa, non sono assegnate
ripetibili. Infatti, conformemente alla giurisprudenza, nessuna indennità per
ripetibili è di regola assegnata alle autorità vincenti o agli organismi con
compiti di diritto pubblico. Ciò vale anche per gli istituti di previdenza (DTF
126.
V 149 consid. 4, 118 V 169 consid. 7).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. La petizione è respinta.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata
la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti