34.2016.19
Divisione degli averi previdenziali a causa di divorzio. Vincolo del TCA alla chiave di ripartizione stabilita dal Pretore
28 settembre 2016Italiano10 min
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Raccomandata
Incarto
n.
34.2016.19
RG/sc
Lugano
28 settembre 2016
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il vicepresidente
del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Raffaele Guffi
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo nella causa rimessagli
il 2/3 giugno 2016 dalla Pretura di __________ (art. 281 cpv. 3 CPC) e che
oppone
1. AT 1
rappr. da: RA 1
2. AT 2
a
1. CV
1
2. CV
2
in materia di previdenza professionale
(divisione degli averi previdenziali a causa di divorzio)
considerato in
fatto e in diritto
1.1 Con
sentenza 11 aprile 2016, passata in giudicato il 14 maggio 2016, il Pretore del
Distretto di __________ ha sciolto per divorzio il matrimonio celebrato da AT 1
e CV 1 il 26 dicembre 1985. Al punto n. 3 del dispositivo il Pretore ha di-sposto
che “gli averi LPP, così come ogni ev. altro analogo avere previdenziale maturato
in costanza di matrimonio, sono divisi a metà tra i coniugi” (cfr. I, II).
1.2 Il
2/3 giugno 2016 il giudice del divorzio ha quindi rimesso la causa allo scrivente
Tribunale (TCA) quale autorità giudiziaria competente ai sensi degli artt. 25a
cpv. 1 LFLP e 73 cpv. 1 LPP, per il calcolo del quantum da trasferire (art. 281
cpv. 3 CPC in vigore dal 1. gennaio 2011; cfr. II).
1.3 Il
TCA ha quindi chiesto agli ex coniugi ed agli istituti di previdenza
interessati (segnatamente, per entrambi, la AT 2) di determinarsi al proposito
rispettivamente di fornire le informazioni necessarie ai fini del giudizio
(art. 25a cpv. 2 LFLP). Delle singole risultanze istruttorie e delle relative
prese di posizione delle parti (cfr. IV-XIII) si dirà più diffusamente, per
quanto occorra, nei considerandi successivi.
Fatti
2.1
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’i-struttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque de-cidere nella composizione
monocratica ai sensi dell’art. 49 cpv. 2 LOG (cfr., pro multis, STF 9C_699/2014
del 31 agosto 2015,9C_211/ 2010 del 18 febbraio 2011,9C_792/2007 del 7 novembre
2008).
2.2 Competente
ratione loci a statuire nel merito della presente causa è lo scrivente
Tribunale quale giudice del luogo del divorzio competente ai sensi dell'art. 73
LPP (art. 25a cpv. 1 LFLP), ritenuto che giusta l'art. 25a cpv. 2 LFLP oltre
agli istituti di previdenza possono essere parte nella procedura anche gli
istituti di libero passaggio (DTF 130 V 111; Schneider/Bruchez, La prévo-yance
professionnelle et le divorce, in: Le nouveau droit du di-vorce, CEDIDAC 41,
2000, p. 253; Geiser/Senti,
in Schneider/
Geiser/Gächter (ed.) Commentaire LPP et LFLP, 2010, ad
art. 25a n. 9/10 pp. 1653s; cfr. art. 73 cpv. 1 lett. a LPP).
2.3 Giusta
l’art. 22 cpv. 1 LFLP in caso di divorzio le prestazioni d'uscita acquisite
durante il matrimonio sono divise conformemente agli artt. 122, 123 CC e agli
artt. 280 e 281 CPC (rispettivamente, sino al 31 dicembre 2010, conformemente
agli artt. 141 e 142 CC). Per l’art. 22 cpv. 2 LFLP la prestazione d'uscita da
dividere corrisponde per ciascun coniuge alla differenza tra la prestazione
d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio esistenti al momento del
divorzio e la prestazione d'uscita aumentata degli averi di libero passaggio
esistenti al momento della celebrazione del matrimonio. Alla prestazione
d'uscita e all'avere di libero passaggio esistenti al momento del matrimonio
vanno aggiunti gli interessi dovuti al momento del divorzio. I pagamenti in contanti
effettuati durante il matrimonio non sono computati.
Per la
ripartizione degli averi previdenziali in caso di divorzio determinante è di
principio la data della crescita in giudicato (formale) della relativa sentenza
(DTF 132 V 236).
L’art.
22a LFLP disciplina le modalità di calcolo della prestazio-ne d’uscita esistente
al momento del matrimonio in caso di matrimoni anteriori al 1. gennaio 1995. Il
citato disposto di legge presuppone, tra l'altro, l'esistenza di averi previdenziali
al momento del matrimonio, in caso contrario non vi è prestazione di uscita e
tutto l'avere di vecchiaia va considerato accumulato durante il matrimonio (Vetterli/Keel, Die
Aufteilung der beruflichen Vorsorge in der Scheidung, in AJP 1999, p. 1623;
STCA 34.00.27-28 del 12 marzo 2001).
A
norma dell'art. 25a LFLP, in caso di disaccordo fra i coniugi sulla prestazione
d'uscita da dividere (artt. 122 e 123 CC), il giudice del luogo del divorzio
competente ai sensi dell'art. 73 cpv. 1 della LPP deve procedere d'ufficio alla
divisione sulla base della chiave di ripartizione determinata dal giudice del
divorzio (la chiave di ripartizione decisa
dal giudice del divorzio è vincolante per il giudice di cui agli artt. 25a LFLP
e 73 LPP; DTF 132 V 337, 130 III 341, 128 V 46 e STF B 48/06 dell’8 marzo 2007),
non appena gli sia stata deferita la controversia; sia i coniugi che gli istituti di previdenza professionale hanno
qualità di parte in questa procedura. Il giudice impartisce loro un termine
adeguato per inoltrare le rispettive conclusioni. In assenza di conclusioni il
giudice decide in base agli atti (Messaggio sulla revisione del CC del 15
novembre 1995, FF 1996 I 122, 233.46).
2.4 Le prestazioni suscettibili di essere divise nella presente sede ai
sensi degli artt. 122 CC e 22 e segg. LFLP sono le pretese che derivano da un
rapporto di previdenza sottomesso alla LFLP, così come i conti o le polizze di
libero passaggio ai sensi della OLP (RS 831.425). Si tratta quindi di
prestazioni della previdenza professionale obbligatoria (pilastro 2A) e
della previdenza più estesa (pilastro 2B). Non rientrano invece nel
campo d’applica-zione di suddette norme le prestazioni sia del primo (AVS) che
del terzo pilastro (3A e 3B) (sul punto v. in particolare STF B 128/05 del 25
Considerandi
luglio 2006; Schneider/Bruchez, La prévoyance professionnelle et le divorce, cit., p. 215; Stauffer, Berufliche Vorsorge, 2005, p. 449 n. 1203).
Oggetto di divisione ex
art. 122 CC e 22 e segg. LFLP possono essere unicamente capitali previdenziali
accumulati in Svizzera (STCA 34.2008.19 del giugno 2008 con riferimenti).
2.5
Dalla documentazione acquisita
agli atti risulta che durante il matrimonio – e per l’esattezza sino alla
crescita in giudicato del divorzio (cfr. supra consid. 2.3) – AT 1 ha accumulato
un avere previdenziale divisibile presso AT 2 di CHF 58'898.20 (cfr VIII),
mentre che CV 1 nel medesimo periodo risulta aver accumulato, anch’egli presso
la CV 2, un capitale divisibile di CHF 6'558.20.
Nelle more della
presente procedura l’ex moglie ha dichiarato di opporsi alla divisione secondo
la chiave stabilita dal Pretore e ciò a motivo del comportamento dell’ex marito
il quale “…. In costanza di procedura di divorzio (…) non si è mai
manifestato, ignorando completamente le citazioni ed i termini assegnati dal-l’on.
Pretura di __________ (__________), come peraltro già aveva fatto in occasione
della procedura di tutela dell’ancora coniuge. Il domicilio del Signor CV 1 è
tuttavia ignoto: nessuno, nep-pure i figli, sanno dove il loro padre risieda.
Si sa che non lavora (ma non è “disoccupato”) né esplica attività di qualsiasi
tipo. Egli in passato ha tuttavia lavorato in Svizzera ed avrebbe quindi dovuto
maturare degli oneri di previdenza del 2° pilastro. La Signora AT 1 ignora se
l’ex marito abbia dato seguito alla richiesta dell’on. Giudice del 6 giugno
u.s. In ossequio a tale ordinanza la Signora AT 1 trasmette a cod. lod.
Autorità l’estratto conto aggiornato e datato del 13 giugno u.s., dove si
evince che il capitale di vecchiaia ammonta, in data 11 aprile u.s., a Fr.
58'049.60. La Signora AT 1 si oppone tuttavia che tale somma venga sic
et simpliciter ripartita in ragione del 50% al Signor CV 1, persona di cui
si ignora completamente la residenza e l’eventuale attività. L’avere di
vecchiaia accumulato in tanti tanti anni di duro lavoro, quale gerente dell’__________,
non può essere ripartito con l’ex marito, nelle circostanze suesposte. Per
questi motivi chiediamo una sospensione di tale procedura, fino ad
ulteriori accertamenti” (doc. V).
Orbene,
pur comprendendo le argomentazioni esposte da AT 1, giova ricordare che allo
scrivente Tribunale compete unicamente l’esecuzione della divisione in base
alla chiave di riparto stabilita in maniera vincolante dal giudice del divorzio
(DTF 132 V 337, 130 III 341, 128
V 46 e STF B 48/06 dell’8 marzo 2007),
al quale semmai competeva l’eventuale fissazione di una chiave diversa da quella
paritaria sancita dall’art. 122 cpv. 1 CC o statuire addirittura il rifiuto
della divisione, in tutto o in parte, in applicazione dell’art. 123 cpv. 2 CC (in argomento cfr. Baumannn
/Lauterburg, in FamKomm/Scheidung, 2005, ad art. 123 n. 10, ad art. 142
n. 20; STF B 116/03 del 16 agosto 2006 consid. 2.3; DTF 129
III 481; STCA 34.2011.30 del 2 maggio 2012, 34.2006.50 del 1. giugno 2007).
Sulla
scorta delle considerazioni che precedono, richiamata la chiave di ripartizione
stabilita dal Pretore (cfr. supra consid. 1.1), a favore di CV 1 spetta a saldo
(art. 122 cpv. 2 CC; DTF 129 V 254) un importo di CHF 26’170 ([58'898.20
- 6'558.20] : 2).
2.6
Per
applicazione analogica degli artt. 3 a 5 LFLP, l'avere cui il coniuge ha
diritto deve essere trasferito nella forma vincolata di prestazione di libero
passaggio ai sensi della LFLP e non versato in contanti (art. 22 cpv. 1 LFLP;
Schneider/Bruchez,
in SVZ 2000, p. 258). L'importo deve essere accreditato o a un istituto di
previdenza o su un conto o polizza di libero passaggio (STF 9C_610/2010 del 6
dicembre 2010).
Pertanto, la somma
di CHF 26’170, unitamente agli interessi
compensativi – al tasso minimo (per quanto concerne la parte
obbligatoria; cfr. STF 9C_227/2009 del 25 settembre 2009) di cui ai combinati
articoli 8a cpv. 1 OLP e 12 OPP2, rispettivamente, nella misura in cui
superiore, a quello praticato dall'istituto debitore – maturati su tale
importo a far tempo dalla crescita in giudicato della sentenza di divorzio (14
maggio 2016) e sino al momento dell'effettivo trasferimento (DTF 129 V
255; STFA B 73/02 dell’8 aprile 2003, B 113/02 dell’8 luglio 2003, B
36/02 del 18 luglio 2003; Bollettino LPP UFAS n. 138 del 16 marzo 2015), dovrà
essere trasferita a favore di CV 1 presso
l’istituto di previdenza cui è assicurato.
In
caso di mancato versamento nel termine di 30 giorni dal passaggio in giudicato
del presente giudizio, rispettivamente, in caso di ricorso al Tribunale
federale, dalla pronuncia della relativa sentenza, saranno inoltre dovuti,
sull'ammontare della prestazione d'uscita e relativi interessi compensativi,
interessi di mora giusta i combinati articoli 7 OLP e 12 OPP2 (DTF 129 V 257;
STFA B 105/02 del 4 settembre 2003).
2.7
La
procedura è gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP, art. 29 cpv. 1 Lptca). Non si assegnano
ripetibili.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- L’avere
di previdenza acquisito da AT 1 durante il matrimonio e soggetto a divisione
ammonta a CHF 58'898.20.
2.- L’avere
di previdenza acquisito da CV 1 durante il matrimonio e soggetto a divisione
ammonta a CHF 6'558.20.
3.- È
fatto ordine alla AT 2 di versare, a debito del conto previdenziale di AT 1 (n.
AVS __________ e a favore del conto previdenziale di CV 1 (n. AVS __________),
la somma di CHF 26’170 oltre interessi compensativi ai sensi dei considerandi a
datare dal 14 maggio 2016.
4.- Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. Non si assegnano ripetibili.
5.- Comunicazione
agli interessati (a CV 1 nelle vie edittali) i quali possono impugnare il
presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004
Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente
o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il vicepresidente Il
segretario
giudice Raffaele Guffi Gianluca
Menghetti