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Decisione

34.2016.37

Contestato calcolo di sovrassicurazione operato dall'istituo di previdenza, a seguito della soprressione della rendita completiva AI a favore del figlio dell'assicurato. Attore contesta inoltre il rin

1 giugno 2017Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

i figli accordate in virtù dell’art. 35 cpv. 1 LAI, considerato come esse sono

assegnate esclusivamente in ragione dell’invalidità e perseguono uno scopo

simile alle prestazioni della LPP versate per lo stesso evento assicurato

(l’invalidità) (DTF 126 V 478 consid. 8). Le rendite per figli di invalido

vanno quindi prese in conto nel calcolo del sovrindennizzo (B 31/01 del 25

settembre 2002; cfr. anche sotto al consid. 2.7 e 2.8).

2.6. Nel concreto, oggetto di

verifica sono i conteggi della sovrassicurazione inerente la situazione

presente al 1. novembre 2016, momento a partire dal quale l’assicurato si è

visto sopprimere dall’AI la rendita per figli a favore del secondogenito ___________

(nato il __________ 1992) alla conclusione degli studi. Più precisamente

l’attore contesta l’importo delle rendite AI imputate.

La Fondazione ha

illustrato come segue il calcolo della prestazione dovuta a far tempo dal 1.

novembre 2016:

salario annuo determinante al momento dell’inizio

dell’invalidità

(7'350

x 13) fr. 95'550.00

di

cui 90% fr.

85'995.00

dedotte

rendite federali di base (2'350 x 12) fr. 28’200

Rendita

d’invalidità coordinata all’anno fr. 57'795.40

Rendita

d’invalidità coordinata al mese fr. 4'816.25

In corso di causa la Fondazione

ha corretto detto conteggio, riconoscendo una rendita maggiore, motivata dal

fatto che il precedente conteggio del sovrindennizzo “non aveva tenuto

conto del rincaro del salario annuo”. Il nuovo calcolo è stato illustrato

come segue:

salario annuo determinante al momento dell’inizio

dell’invalidità fr.

95'550.00

Salario annuo con adattamento dell'indice

(LIK-calcolatore

del rincaro della

Confederazione svizzera, 2006-2016)

fr. 96'596.00

di cui 90% fr.

86'936.40

dedotte

rendite federali di base AI fr. 28’200

Rendita

d’invalidità coordinata all’anno fr. 58'736.40

Rendita

d’invalidità coordinata al mese fr. 4'894.70

Non sono per contro

oggetto di contestazione i precedenti conteggi di sovrassicurazione,

segnatamente quello con effetto al 1. novembre 2011, momento in cui, a seguito

del compimento dei 25 anni della primogenita __________, l’Ufficio AI ha

soppresso la relativa rendita per figli AI (doc. E). In quell’occasione il

calcolo era stato eseguito come segue:

salario annuo determinante al momento dell’inizio

dell’invalidità fr.

95'550.00

di

cui 90% fr.

85'995.00

assegni

per figli (250 x 12) fr. 3’000

Limite

di sovrassicurazione fr. 88'995.00

dedotte

rendite AI (2'150 e 860 x 12) fr. 36'120.00

Rendita

d’invalidità coordinata all’anno fr. 52'875.00

Rendita

d’invalidità coordinata al mese fr. 4'406.25

Pacifico d’altra parte è

che l’Ufficio AI ha riconosciuto all’attore una rendita intera d’invalidità dal

1. gennaio 2005 unitamente a rendite completive per i figli, queste ultime

versate sino al 31 ottobre 2011 per la figlia (nata il __________ 1986)

rispettivamente sino al 31 ottobre 2016 per il figlio (nato il __________

1992).

Gli importi versati

dall’AI all’attore non sono contestati ed emergono dagli atti di causa. Per

quanto riguarda la rendita d’invalidità AI versata all’attore, la stessa,

inizialmente ammontante a fr. 2'150.-- mensili, è stata adattata al rincaro con

effetto dal 1. gennaio 2015 e, quindi, aumentata a fr. 2'350.

Pure incontestato è che

l’assicurato sia titolare di un diritto ad una rendita di invalidità della

previdenza professionale versatagli dal mese di gennaio 2006.

L’importo della

prestazione cui avrebbe teoricamente (ossia riservata la sovrassicurazione)

diritto l’assicurato è di fr. 7'166.25 mensili (fr. 85'995.-- annui), pari al

90% del salario annuo determinante (art. 3.1. cifra 7 del Regolamento 1998

applicabile in concreto; cfr. doc. C, D e 27). Le rendite per figli teoriche

ammontano invece a fr. 9'555.- annui (doc. C e 27). Tuttavia, come è stato

esposto, essendo pacificamente dato un caso di sovrassicurazione - considerato

come l’importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato

supera ampiamente il 90% del salario lordo perso - all’assicurato sono state

versate “soltanto” le prestazioni fino a concorrenza della differenza massima

compensabile.

2.7. L’attore contesta come detto

il conteggio della sovrassicurazione effettuato dalla Cassa con effetto dal 1.

novembre 2016, censurando primariamente che nello stesso sia stato computato

l’importo della rendita AI da lui percepita dal 1 gennaio 2015 (fr. 2'350.--

mensili o fr. 28'200.-- annui) in luogo di quello riconosciutogli dall’AI nel

momento della sua prima erogazione (gennaio 2005), pari a mensili fr. 2'150.--

rispettivamente annui fr. 25'800.--.

Il modo di procedere della

Cassa, che ha computato l’ammontare della prestazione AI effettivamente

percepita dall’avente diritto nel momento in cui ha proceduto alla verifica

della sovrassicurazione (cfr. l’attestazione dell’IAS del 3 agosto 2016, doc.

H), inclusiva quindi dell’adeguamento al rincaro concesso dall’AI a far tempo

dal gennaio 2015, è corretto e non lascia spazio a censure.

In effetti, ribadito come che

il calcolo della sovrassicurazione effettuato al momento dell’assegnazione

della rendita non debba necessariamente restare immutato per il futuro,

ritenuti i possibili cambiamenti cui sono sottoposti nel tempo sia l’ammontare

delle rendite conteggiabili che quello dei redditi da attività lucrativa (cfr.

SZS 1997 p. 469 consid. 3b; vedi anche DTF 114 V 328), il medesimo calcolo deve

riferirsi forzatamente all’effettiva situazione al momento in cui viene

eseguito. Solo in tal modo un adattamento delle prestazioni alla mutata

situazione ai sensi dell’art. 24 capoverso 5 OPP2 può venire attuato.

Con specifico riferimento

all’ammontare delle prestazioni di invalidità dell’AI e della LAINF da imputare

nel calcolo della sovrassicurazione eseguito dall’istituto di previdenza

chiamato a versare la sua prestazione d’invalidità, il Tribunale federale nella

STF B 21/99 del 24 gennaio 2000 ha esposto quanto segue:

" (…)

Considerandi

2.

- a) Grundsätzlich nicht mehr bestritten sind

die nach Art. 34 Abs. 2 BVG in Verbindung mit Art. 24 f. BVV 2 sowie Art. 35

BVG und den entsprechenden Bestimmungen von Art. 33 und 34 des ab 1. Januar

1996.

gültigen Vorsorgereglementes der Sammelstiftung anwendbaren Koordinations-

und Kürzungsregeln. Danach hat die Beschwerdegegnerin die von der SUVA

vorgenommene Leistungskürzung wegen selbstverschuldeter Herbeiführung des

Unfalls nicht auszugleichen, weshalb der Kürzungsberechnung die ungekürzten

Leistungen der obligatorischen Unfallversicherung zu Grunde zu legen sind.

Hieran ändert entgegen der Auffassung des Beschwerdeführers nichts, dass mit

der auf den 1. Januar 1999 in Kraft getretenen Änderung von Art. 37 Abs. 2 UVG

Rentenkürzungen wegen Grobfahrlässigkeit auch bei Nichtberufsunfällen

ausgeschlossen wurden. Die Bestimmung findet keine Anwendung auf

Versicherungsleistungen für Nichtberufsunfälle, die sich vor Inkrafttreten der

Änderung vom 9. Oktober 1998 ereignet haben, sofern der Anspruch nicht nach

diesem Zeitpunkt entsteht (Art. 118 Abs. 4 UVG).

b) Nicht gefolgt werden kann dem Beschwerdeführer

auch, soweit er geltend macht, bei der Kürzungsberechnung wegen

Überentschädigung seien die Leistungen der Invaliden- und der obligatorischen

Unfallversicherung nur im ursprünglich festgelegten Umfang, d.h. ohne Berücksichtigung

des gewährten Teuerungsausgleichs, anzurechnen. Der Teuerungsausgleich

bildet Bestandteil der Rentenleistungen (Art. 36 Abs. 2 und 37 Abs. 1 IVG

in Verbindung mit Art. 33ter AHVG; Art. 34 UVG). Weil der für die Ermittlung

einer Überentschädigung massgebende mutmasslich entgangene Verdienst dem

hypothetischen Einkommen entspricht, das der Versicherte ohne Invalidität im

Zeitpunkt der Überentschädigungsberechnung erzielen würde (BGE 124 V 281 Erw. 1,

123.

V 93 Erw. 3b), sind auch die Renteneinkommen der anderen Versicherungen auf

dieser zeitlichen Grundlage anzurechnen.” (le sottolineature sono della redattrice)

A ragione

quindi l’amministrazione ha imputato nel calcolo della sovrassicurazione la

prestazione d’invalidità dell’AI versata dall’amministrazione al momento del

ricalcolo medesimo, comprendente cioè l’adeguamento al rincaro concesso

successivamente alla prima erogazione della prestazione, dovendosi considerare

tale aumento quale parte integrante della rendita medesima ai sensi dell’art.

36.

cpv. 2 e 37 cpv. 1 LAI.

Del resto,

nella risposta di causa del 1. marzo 2017, la Fondazione convenuta ha pure

proceduto a – correttamente - ricalcolare la prestazione a favore

dell’assicurato, correggendo il salario annuo presumibile da imputare e meglio

adeguando lo stesso (di fr. 95'500.--) al rincaro nel frattempo maturato

(utilizzando il LIK-calcolatore del rincaro della Confederazione svizzera,

2006-2016) ottenendo il nuovo importo di fr. 96'596.-.

Tale

correzione, a favore dell’assicurato, risulta ineccepibile (cfr. anche doc. 1)

e opportuna al fine di pareggiare le varie posizioni da computare. In effetti,

come anticipato al consid. 2.5, secondo la giurisprudenza federale, con “guadagno

presumibilmente perso” di cui all’art. 24 cpv. 1 OPP 2, si deve in

particolare intendere il salario ipotetico che l’assicurato avrebbe potuto

realizzare senza l’invalidità, nell’istante in cui si pone la questione del

sovrindennizzo (DTF 137 V 27 consid. 5.2.3.1 con riferimenti; cfr. DTF 124

V 281), considerando in particolare l’ultimo guadagno percepito prima

dell’insorgenza del danno alla salute e, quindi adeguandolo al rincaro, se del

caso facendo capo all’indice nazionale dei prezzi al consumo (Vetter-Schreiber,

op. cit., ad art. 24 BVV 2, n. 12, pag. 384).

Il calcolo della

prestazione si presenta quindi correttamente come segue:

Guadagno presumibile (inizio dell’invalidità) fr.

95'550.00

Salario

con adattamento sino al 2016 fr. 96'596.00

90%

di questo salario fr. 86'936.40

Prestazioni

imputabili

./.

rendita invalidità AI per l’assicurato fr. 28’200

Differenza

massima compensabile fr. 58'736.40

Ritenuto dunque che

l'importo complessivo delle rendite AI e LPP percepibili dall’assicurato

superano ampiamente il 90% del salario lordo perso, si è effettivamente di

fronte ad un caso di sovrassicurazione e quindi a ragione la rendita

d'invalidità LPP deve essere ridotta sino a concorrenza della differenza

massima compensabile di fr. 58'736.40 annui appunto.

2.8

Per quanto concerne inoltre

la pur velata censura dell’assicurato per il quale la conclusione degli studi

del figlio nemmeno configurerebbe un motivo per procedere al ricalcolo della

sovrassicurazione, considerato come la differenza tra la rendita dell’AI

versata sino al gennaio 2015 (fr. 2'150.--) e quella riconosciutagli

successivamente (fr. 2'350.--) non attingerebbe il 10% (ma solo il 9.3%)

previsto dalla giurisprudenza per procedere ad un nuovo calcolo della

sovrassicurazione, la stessa si appalesa infondata oltre che inopportuna.

L’attribuzione o, come in

concreto, la soppressione di una rendita per i figli costituiscono a non averne

dubbio modifiche sostanziali ex art. 24 cpv. 5 OPP 2, disposizione che

autorizza, come detto, l’istituto di previdenza a rivedere il calcolo della

sovrassicurazione e, se del caso, ad introdurre le conseguenti riduzioni delle

prestazioni, nel caso la modifica dei fattori comporti una differenza di almeno

il 10% (cfr. consid. 2.3. e 2.4; cfr. anche DTF 9C_865/2008 del 30 dicembre

2008.

consid. 2.3; cfr. pure l’art. 5.2 cifra 5 del Regolamento per il quale la

Fondazione può riesaminare in qualsiasi momento detto calcolo se i rapporti

subiscono variazioni “significative”, concetto che rientra nel disposto legale

di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP2; cfr. consid. 2.4).

Nella fattispecie, con la

conclusione degli studi del figlio __________ l’assicurato ha avuto una

diminuzione delle entrate avendo cessato di percepire la rendita AI a favore

dello stesso (di fr. 940.-- mensili; cfr. doc. H) così come l’assegno

familiare (di fr. 250.-- al mese; cfr. doc. E). Appare quindi manifesto che sia

subentrata una modifica considerevole ai sensi dei disposti legali e

regolamentari che legittimava (rispettivamente imponeva) una nuova verifica

della sovrassicurazione.

Non è quindi l’adattamento

al rincaro della prestazione di invalidità dell’AI a giustificare un riesame

del calcolo della sovrassicurazione con effetto dal 1. novembre 2016, ma

piuttosto la riduzione delle prestazioni del primo pilastro con decadenza della

rendita per figli a favore del figlio _________.

Ma a prescindere da questa

considerazione, anche volendo considerare appena data l’esistenza di una

modifica importante ai sensi dell’art. 24 cpv. 5 OPP2 e art. 5.2 cifra 5 del

Regolamento (passando la rendita versata dalla Cassa da fr. 4'406.25 a fr.

4'894.70, con aumento di circa l’11%; doc. E e doc. IV), va detto che in ogni

modo nulla dovrebbe avere da eccepire l’attore se si considera che il ricalcolo

della prestazione gli risulta favorevole poiché gli attribuisce una prestazione

maggiore.

2.9

2.9.1

L’assicurato sembra inoltre

vagamente pretendere che la cassa non abbia proceduto al rincaro della

prestazione a suo favore.

Ora, occorre premettere

che per l’art. 5.6. del Regolamento della convenuta:

" Art. 5.6 Anpassung der Renten an die Preisentwicklung

Laufende Renten werden im Rahmen der finanziellen

Möglichkeiten der Stiftung an die Preisentwicklung angepasst. Der Stiftungsrat

entscheidet jährlich darüber ob und in welchem Ausmass die Renten angepasst

werden. Die Stiftung erläutert diese Beschlüsse in

ihrem Jahresbericht oder in ihrer Jahresrechnung."

La

normativa legale prevede, secondo l’art. 36 LPP, quanto segue:

" 1

Dopo tre anni di decorrenza, le rendite per superstiti e di invalidità sono

adeguate all’evoluzione dei prezzi fino al compimento dell’età ordinaria di

pensionamento, conformemente alle prescrizioni del Consiglio federale.

2.

Le rendite per superstiti e d’invalidità che non

devono essere adeguate all’evoluzione dei prezzi secondo il cpv. 1 e le rendite

di vecchiaia sono adeguate all’evoluzione dei prezzi nei limiti delle

possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza. L’organo paritetico o

l’organo supremo dell’istituto di previdenza decide di anno in anno se e in

quale misura le rendite debbano essere adeguate.

3.

L’istituto di previdenza presenza nel suo conto

annuale o nel suo rapporto annuale le decisioni di cui al cpv. 2.

4.

L’art. 65d cpv. 3 lett. b è applicabile agli

adattamenti all’evoluzione dei prezzi che l’organo paritetico dell’istituto di

previdenza decide tenuto conto della situazione finanziaria dell’istituto

medesimo."

Inoltre, per l’art. 1

dell’Ordinanza sull’adeguamento delle rendite superstiti e invalidità

all’evoluzione dei prezzi

"

1Le rendite superstiti e invalidità che decorrono da tre anni

saranno adattate per la prima volta all’evoluzione dei prezzi all’inizio

dell’anno civile seguente.

2Il tasso

d’adeguamento corrisponde a quello dell’indice svizzero dei prezzi al consumo

del mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il

mese di settembre dell’anno in cui comincia a decorrere la rendita e il mese di

settembre precedente l’anno in cui avviene l’adeguamento . L’Ufficio federale

delle assicurazioni sociali pubblica il tasso d’adeguamento."

L’art. 36 LPP configura

una disposizione minima ai sensi dell’art. 6 LPP (in relazione con l'art. 49

LPP) ed è applicabile unicamente all’assicurazione obbligatoria in vigore dal

1.

gennaio 1985, mentre nell’ambito della previdenza pre o sovraobbligatoria

non vi è nessun obbligo di adeguamento. Inoltre, una rendita che si basa su un

capitale previdenziale accumulato precedentemente al 1985 non deve essere

adeguata al rincaro secondo l’art. 36 LPP (DTF 130 V 83, 127 V 264 consid. 2 e riferimenti; 117 V 166ss; STF B 52/06 del 19 aprile 2007, B

99/03 dell’11 aprile 2005; SVR 2000 BVG n. 12 p. 58; Stauffer, Die berufliche

Vorsorge; Serie: Rechtssprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherugsrecht,

Zurigo 1996, p. 52; SZS 1995 p. 99; AJP 2001 p. 1441). I cpv. da 2 a 4

si applicano anche alla previdenza più estesa (cfr. art. 49 cpv. 2 cifra 5

LPP).

Mentre quindi prima della

1.

revisione della LPP l’indicizzazione delle rendite della previdenza

professionale più estesa era sottoposta al libero apprezzamento delle casse

(DTF 127 V 264), dal 1. gennaio 2005 deve avere luogo “nei limiti delle

possibilità finanziarie dell’istituto di previdenza”. Il legislatore ha

quindi voluto costringere gli istituti di previdenza a utilizzare il margine di

manovra finanziaria di cui dispongono per adattare le rendite al rincaro

(Stauffer, op. cit. p. 340; STF 9C-140/2009 del 2 novembre 2009). Nel caso in

cui l’organo di controllo competente dell’istituto di previdenza arriva alla

conclusione che le possibilità finanziarie dell’istituto permettono

l’indicizzazione delle rendite, questa deve avvenire per l’anno in questione

(Kahil-Wolff, in: Commentaire LPP et LFLP, Berna 2010, all’art. 36 n. 7-9).

D’altra parte l’istituto

di previdenza non è tenuto ad adattare le prestazioni regolamentari fintantoché

la rendita legale minima, incluso l’adattamento al rincaro, non ha raggiunto

l’importo della rendita regolamentare (principio dell’imputazione; DTF 127 V

264; STF 9C-798/2007 del 6 dicembre 2007; SZS 2003 p. 433; cfr. anche

Kahil-Wolff, op. cit, all’art. 36 n. 5). Inoltre l’adattamento è dovuto solo

nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212).

Rendite della previdenza

sovraobbligatoria che non sono toccate dall’indicizzazione obbligatoria e per

le quali è previsto un adeguamento al rincaro regolamentare, possono venire

aumentate secondo valori mediani, mentre che non è necessaria un’indicizzazione

secondo l’effettivo aumento salariale degli assicurati attivi (SZS 1995 p. 99;

1996.

p. 250).

2.9.2

Nel caso

concreto, se conformemente al disciplinamento appena citato, deve essere

ammesso che esiste di principio il diritto all’adeguamento al rincaro della

parte di rendita relativa (anche) alla previdenza sovraobbligatoria,

l’esistenza o meno delle condizioni regolamentari per procedere all’adattamento

al rincaro della prestazione può restare in casu aperta, considerato come in

ogni modo, come noto, nel caso dell’assicurato è dato un caso di sovrassicurazione

che fa in modo che a fronte di una rendita teorica di fr. 85'995 annui (fr.

7'166.25), pari al 90% del salario annuo determinante (art. 3.1.1. del

Regolamento 1998; cfr. doc. D), l’assicurato abbia diritto a riceverne

“soltanto” una di fr. 58'736.40 annui per effetto della sovrassicurazione.

In queste condizioni, essendo

peraltro pacificamente ammesso che l’attore percepisce una prestazione

regolamentare che è ampiamente maggiore della rendita legale minima, incluso

l’adattamento al rincaro (cfr. il principio dell’imputazione; DTF 127 V 264;

SZS 2003 p. 433) ed essendo per la giurisprudenza l’adattamento al rincaro

dovuto solo nei limiti della sovrassicurazione (DTF 123 V 204 e 212), nessun

adattamento al rincaro è dovuto a favore dell’assicurato. Sia detto in ogni

modo in via abbondanziale che l’attore ha in concreto beneficiato

dell’adattamento al rincaro in misura indiretta visto che l’amministrazione ha,

come detto, proceduto al ricalcolo della sovrassicurazione dopo aggiornamento

del valore del salario annuo determinante sino al 2016, fattore questo che

indirettamente garantisce anche l’adeguamento della prestazione che ne risulta.

2.10

Ineccepibile, in quanto

avvenuto nel pieno rispetto dell’illustrata normativa legale e regolamentare,

risulta pertanto il calcolo effettuato dalla Fondazione che ha concluso per una

prestazione a favore dell’assicurato ridotta di complessivi fr. 4’894.70

mensili e fr. 58'736.40 annui.

Conforme al citato

disciplinamento della legge e del regolamento e pacifica, per quanto esposto

sopra, è in ogni modo l’applicazione del limite legale e regolamentare di

sovrassicurazione del 90%.

Né del resto questa Corte

ha motivo per scostarsi dalle altre cifre indicate dalla convenuta in forza,

anche, del margine di apprezzamento sul quale dispone il giudice e del fatto

che l’assicurato non ha formulato in merito alcun altra censura specifica (DTF

123.

V 93 consid. 3b; STFA B 21/99 del 24 gennaio 2000).

Al proposito va a titolo

abbondanziale ribadito che, come detto, il concetto di indebito profitto di cui

all'art. 34 cpv. 2 LPP coincide con quello di sovrindennizzo di cui all’art.

45bis LAI per il quale dopo la realizzazione del rischio assicurato l’avente

diritto non deve trovarsi in una situazione finanziariamente più vantaggiosa

rispetto a quella in cui si sarebbe trovato se non si fosse realizzato l’evento

assicurato (Maurer, op. cit., p. 223; DTF 112 V 130 consid. 2e). Di conseguenza

le prestazioni assegnate non devono superare il totale risarcimento del danno

concretamente intervenuto (Peter, op. cit., p. 195).

Non

è pertinente, infine, nemmeno il richiamo dell’attore al fatto che in occasione

del riesame della prestazione con effetto dal 1. novembre 2011 la fondazione

avesse imputato nel calcolo della sovrassicurazione la prestazione d’invalidità

AI iniziale (ossia di fr. 2'150.-- mensili), considerato come in effetti

l’adeguamento al rincaro della medesima prestazione sia avvenuto, come detto,

solo successivamente, con effetto dal gennaio 2015.

Non risulta rilevante, infine,

nemmeno il richiamo giurisprudenziale dell’attore a RAMA 2/1973 (doc. O), ove

si osservi che tale estratto conferma semmai il dianzi illustrato principio

dell’adeguamento al rincaro dal salario presumibilmente perso sino al momento

in cui la questione del sovrindennizzo si pone (cfr. consid. 2.5 e 2.7).

Di

conseguenza, la petizione dell’assicurato, intesa ad ottenere l’aumento della

prestazioni di invalidità del 2 pilastro, va respinta. Come da precedenti

comunicazioni della Fondazione e dalla risposta di causa del 1. marzo 2017,

l’assicurato ha diritto al versamento di una rendita di invalidità della

previdenza professionale di fr. 4'894.70 mensili e fr. 58'736.40 annui. Tale

calcolo della prestazione, effettuato con validità dal 1. novembre 2016,

resterà valido sino ad un nuovo calcolo della sovrassicurazione in occasione di

una nuova modifica delle circostanze e dei parametri di calcolo che integri gli

estremi di cui all’art. 24 cpv. 5 OPP 2 e art. 5.2 del Regolamento (cfr. sopra

consid. 2.3, 2.4).

2.11

Essendo

la presente procedura gratuita (art. 73 cpv. 2 LPP in relazione all’art. 20

cpv. 1 LPTCA), all’attore, sebbene soccombente, non sono accollate tasse e

spese di giustizia.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. La petizione è respinta.

È accertato il diritto di AT

1 ad una rendita d’invalidità della previdenza professionale di fr. 4’894.70

mensili a far tempo dal 1 novembre 2016.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere

allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti