35.2005.31
Assicurato che ha sospeso il lavoro come manovale presso cantieri a causa di disturbi al gomito(epicondilite radiale).Siccome agli atti non vi sono sufficienti elementi per valutare se tale problemati
8 agosto 2005Italiano19 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
35.2005.31
Data decisione, Autorità:
08.08.2005, TCA
Titolo:
Assicurato che ha sospeso il lavoro come manovale presso cantieri a causa di disturbi al gomito(epicondilite radiale).Siccome agli atti non vi sono sufficienti elementi per valutare se tale problematica è o meno una malattia professionale,l'incarto va rinviato all'assicuratore LAINF per accertamenti
MALATTIA PROFESSIONALE
RINVIO ATTI PER ACCERTAMENTI
art. 9 cpv. 2 LAINF
art. 32 cpv. 1 LPGA
art. 14 OAINF
Raccomandata
Incarto n.
35.2005.31
dc/ss
Lugano
8 agosto 2005
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
statuendo sul ricorso del 18 maggio 2005 di
Cassa malati RI 1
rappr. da: RA 2
contro
la decisione su opposizione del 25
febbraio 2005 emanata da
in relazione al caso
CO 1
rappr. da: RA 1
PI 1
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. In data 8
novembre 2004 PI 1, nato nel 1965, dal 13.9.2004 manovale presso la ditta __________
di __________, ma originariamente cameriere/barman, ha sospeso il lavoro a
seguito di disturbi al gomito destro imputabili, al sovraccarico di peso dovuto
al lavoro nei cantieri (doc. 1 e doc. 15)
I medici hanno riscontrato un'epicondilite radiale a destra (cfr. certificati
del dottor __________, FMH in medicina generale, doc. 7 e del dottor __________,
specialista FMH in ortopedia e chirurgia ortopedica, doc. 10).
1.2. Il 25
febbraio 2005 l'INSAI ha emesso una decisione su opposizione con la quale ha
respinto l'opposizione della Cassa malati RI 1 ed ha confermato il rifiuto di
ogni prestazione stabilito con decisione formale del 15 dicembre 2004 (cfr.
doc. 13).
L'amministrazione ha così motivato la propria presa di posizione:
"
In concreto il dott. __________, medico di
circondario, con rapporto 13.12.204, è giunto alla conclusione che
l'epicondilite non è imputabile al 75% almeno all'attività professionale. La
cassa malati sostiene il contrario facendo capo all'opinione del proprio
fiduciario.
Ora l'epicondilite, affezione largamente diffusa nella popolazione, a mente
della dottrina medica (E. Bär e B. Kiener, L'epicondilite non è una malattia
professionale, in: Informazioni mediche Suva no 72 pag. 70 e segg.; RAMI 2000
pag. 409 consid. 2c), ha un'origine multifattoriale e viene influenzata in
particolar modo dall'età e dalla costituzione fisica dell'interessato tanto che
la prova di una relazione causale qualificata fra l'esercizio di un'attività
professionale e l'insorgenza di un'epicondilite non può essere portata. In
altri termini questa affezione, secondo gli studi, non è una malattia tipica
per una professione determinata e, in ogni caso, nella proporzione di 4 a 1
richiesta (sentenza del TFA del 20.3.2003 in re V./U 381/01).
4.
Tenuto conto della dottrina medica ripresa della giurisprudenza ne consegue
che, in concreto, non sussiste alcuna possibilità di comprovare l'esistenza di
un nesso causale naturale qualificato per cui l'impugnata decisione deve essere
confermata e l'opposizione respinta." (doc. A1)
1.3. Contro la
decisione su opposizione la Cassa malati ha fatto inoltrare un tempestivo
ricorso al TCA.
Il suo patrocinatore chiede
che all'assicurato vengano versate le prestazioni LAINF a titolo di malattia
professionale e al riguardo rileva:
"
1. Indiscussa è l'inesistenza di un infortunio o di una lesione
corporale
parificabile ad
infortunio secondo l'art. 4 LPGA e l'art. 6 cpv. 2 LAINF. Resta da stabilire se
i disturbi accusati abbiano ad essere interpretati quale malattia professionale
ai sensi dell'art. 9 LAINF.
2. L'epicondilite non viene di per sè elencata nell'appendice I
all'OAINF. Essa
non può quindi essere ritenuta malattia professionale ai sensi dell'art. 9 cpv.
1 LAINF. Secondo l'art. 9 cpv. 2 LAINF vanno tuttavia considerate malattie
professionali anche quelle malattie che sono comprovatamente provocate in
maniera esclusiva o preponderante dall'attività lavorativa svolta. Affinché una
relazione possa essere considerata come esclusiva o preponderante, è necessario
che la quota di causalità dell'attività professionale alla malattia, ammonti,
secondo giurisprudenza del Tribunale federale, ad almeno ¾ (DTF 114 V 109, 126 V 183). Per
la valutazione dell'esposizione è da considerare l'attività professionale
completa (DTF 119 V 200).
3. L'origine dell'epicondilite è tuttora controversa. A
determinate
premesse, la CO
1 ha per anni accettato a livello di prassi questa patologia come malattia
professionale ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 OAINF. In seguito essa attuato una
modifica di prassi sulla quale il Tribunale federale delle assicurazioni ha
dovuto esprimersi nella DTF 126 V 187. In quella circostanza la CO 1 sosteneva
che, contrariamente alla definizione, l'epicondilite non sarebbe da ritenere
evento infiammatorio acuto, bensì alterazione degenerativa. L'elevato grado
d'incidenza fra la popolazione starebbe in contraddizione con la supposizione
secondo cui lavori fisicamente pesanti e ripetitivi sarebbero la causa dei
disturbi. Il Tribunale federale delle assicurazioni contestava da un lato a
questa nuova prassi di non essere stata pubblicata. Dall'altro lato, il
tribunale riteneva di non essere in grado di verificare, se le argomentazioni
della CO 1 corrispondessero effettivamente ai più recenti stadi della scienza
medica e se sarebbero quindi date le premesse per una modifica della prassi
amministrativa (DTF 111 V 170). Nel frattempo, la CO 1 ha diffuso nell'autunno
2000 la propria nuova prassi amministrativa. Nel caso DTF 126 V 183, il
Tribunale amministrativo del Canton __________ ha commissionato una perizia. Il
risultato della stessa non è ancora disponibile. Con la propria pubblicazione,
la CO 1 ha ottemperato al requisito di forma di pubblicazione della modifica di
prassi. Il quesito materiale, se la nuova prassi amministrativa tenga conto dei
più recenti ed usuali standard della ricerca medica, è tuttora irrisolto. La CO
1 non potrebbe quindi prendere una decisione senza prima aver predisposto degli
accertamenti supplementari, o perlomeno senza disporre o tenere conto del
risultato della perizia di medicina del lavoro del Tribunale amministrativo del
Canton __________ ed applicarla concretamente nel singolo caso (cfr. sentenza
Tribunale federale delle assicurazioni U341/03 del 17 settembre 2004 e U209/04
del 25 novembre 2004, sentenza Tribunale federale delle assicurazioni U307/00
del 16 aprile 2002). La decisione su opposizione impugnata e la precedente
decisione sono quindi da annullare e la Suva è da obbligare ad ordinare
accertamenti supplementari (art. 43 LPGA).
4. Il medico curante Dr. __________ classifica l'epicondilite
radiale
diagnosticata
come malattia professionale. Il momento della comparsa sarebbe da ricondurre
all'attività ripetitiva durante tre o quattro giorni con il mazzotto, alla
quale come detto l'assicurato non era abituato. Nel suo passato l'assicurato
lavorava infatti come barista e quindi mai soggetto a sollecitazioni fisiche di
questo genere. Non sarebbero neanche state riscontrate affezioni preesistenti.
Non sussisterebbero nemmeno indizi per cause extraprofessionali. Nel caso
concreto la preponderante probabilità va quindi accettata. L'istanza precedente
va in ogni caso obbligata ad effettuare degli accertamenti supplementari." (doc. I)
1.4. Nella sua
risposta del 13 giugno 2005 l'CO 1 si è così espresso:
"
Oggetto
del contendere è determinare se
l'epicondilite radiale destra diagnosticata dal medico della convenuta in data
10 dicembre 2004 (doc. 11) possa o meno essere considerata una malattia
professionale ex art. 9 cpv. 2 LAINF.
Alla luce della dottrina medica (E. Bär/B. Kiener, L'epicondilite non è una
malattia professionale, in: Informazione mediche Suva n. 72), come pure della
giurisprudenza (RAMI 2000 p. 409 consid. 2c;
U. 381/01), tuttora vigenti in materia, l'epicondilite non è considerata una
malattia professionale ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAINF, così come giustamente
sostenuto dalla convenuta nella decisione su opposizione del 25 febbraio 2005
(doc. 16).
Come rilevato dal ricorrente, nell'ambito di una procedura pendente tra la
convenuta e la __________, il Tribunale federale delle assicurazioni ha dato
mandato al Tribunale amministrativo del Canton __________ di far allestire una
perizia per rispondere, tra l'altro, al quesito di cui sopra (cf. U 114/99).
Tale procedura giudiziaria è ancora pendente.
A prescindere dal fatto che non si è in grado attualmente di determinare quale
incidenza potrà avere siffatto referto peritale al di fuori del caso concreto
cui si riferisce, la convenuta, per ragioni d'economia processuale, si rimette
al prudente criterio del Tribunale cantonale delle assicurazioni, per valutare
se sia opportuno sospendere la presente procedura.
Ove non vi fosse sospensione, questo atto vale quale atto di causa, nel senso
che la convenuta resta dell'avviso che l'epicondilite non sia da ritenere
malattia professionale ex art. 9 cpv. 2 LAINF e quindi la decisione su
opposizione del 25 febbraio 2005, cui si rimanda
(doc. 16), va confermata." (doc. IV)
1.5. Il 13 giugno
2005 l'assicurato ha inoltrato al TCA uno scritto del seguente tenore:
"
(...) sono completamente d'accordo con il parere
espresso dallo studio di avvocatura nella persona dell'avvocato RA 2.
Penso che il mio caso era abbastanza lampante, i due dottori (__________e __________)
erano d'accordo sulla diagnosi "Epicondilite".
Il dolore è comparso sul posto di lavoro dopo un lavoro ripetitivo." (doc.
VI)
1.6. Il 20 giugno
2005 il patrocinatore della Cassa malati si è così espresso a proposito di
un'eventuale sospensione della procedura:
"
Accetteremmo una sospensione della presente
procedura per ragioni d'economia processuale.
Preghiamo CO 1 d'inoltrare la perizia o la decisione nella procedura tra la
convenuta e __________ (cf. U 114/99)." (doc. VIII)
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle
prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai
sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e
penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale
delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00;
STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002
nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H
220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT
I-2002 p. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA
del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Con la
presente sentenza diviene priva di oggetto la questione di un'eventuale
sospensione della causa (cfr. consid. 1.5. e 1.6.)
Nel
merito
2.3. Giusta
l'art. 9 cpv. 1 LAINF, sono malattie professionali quelle causate
esclusivamente o prevalentemente da sostanze nocive o da determinati lavori
nell'esercizio dell'attività professionale.
Fondandosi
sulla delega di competenza contenuta in detto disposto, nonché sull'art. 14
OAINF, il Consiglio federale ha allestito, nell'allegato I all'OAINF, l'elenco
esaustivo delle sostanze nocive da un canto, quello delle malattie provocate da
determinati lavori dall'altro.
Il
rapporto di causalità fra l'attività professionale e la malattia, oltre ad
essere adeguato, deve essere qualificato, cioè almeno preponderante: il fattore
professionale deve essere più importante degli eventuali altri elementi che
hanno concorso a causare l'affezione.
Secondo
la giurisprudenza, l'esigenza di un nesso preponderante è data quando la
malattia è determinata per oltre il 50% dall'azione di una sostanza nociva
menzionata nel primo elenco oppure, qualora figura tra le affezioni annoverate
nel secondo, essa sia stata causata in ragione di più del 50% dai lavori
indicati in tale sede (DTF 119 V 200 consid. 2a; RAMI 2000 U 398, p. 333ss.
consid. 3, RAMI 1988 p. 447ss. consid. 1b; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire
de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 67ss.).
2.4. Il cpv. 2
dell'art. 9 LAINF stabilisce che le altre malattie di cui è provato siano state
causate esclusivamente o in modo affatto preponderante dall'esercizio
dell'attività professionale sono, pure, considerate malattie professionali.
La legge
prevede, dunque, che, affinché nasca l'obbligo dell'assicuratore LAINF a
prestazioni, fra le altre malattie e l'esercizio di un'attività professionale
vi sia un rapporto esclusivo o almeno nettamente preponderante: la
giurisprudenza ritiene soddisfatta tale condizione quando l'affezione è stata
causata dall'attività professionale almeno nella misura del 75% (DTF 126 V 186
consid. 2b, DTF 119 V 201 consid. 2b, DTF 117 V 355
consid. 2a, DTF 114 V 109 consid. 3; RAMI 1991 p.
318ss., consid. 5a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
Il TFA
ha, poi, ancora stabilito che ciò presume che, epidemiologicamente, la
frequenza dell'affezione in questione sia almeno 4 volte più alta per una
categoria professionale determinata che per la popolazione in generale (DTF 126
V 183 consid. 4c e riferimenti ivi menzionati, DTF 116 V 136, consid. 5c; RAMI
2000 U 408, p. 407, RAMI 1999 U 326, p. 109 consid. 3 RAMI 1997 U 273, p. 179
consid. 3a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
La nostra
Corte federale, nella sentenza pubblicata in DTF 126 V 183ss., ha, inoltre,
precisato quanto segue:
"
(…). Sofern der Nachweis eines qualifizierten
(zumindest stark überwiegenden [Anteil von mindestens 75%])
Kausalzusammenhanges nach der medizinischen Empirie allgemein nicht geleistet
werden kann (z.B. wegen der weiten Verbreitung einer Krankheit in der
Bevölkerung, welche es ausschliesst, dass eine bestimmte versicherte
Berufstätigkeit ausübende Person zumindest vier Mal häufiger von einem Leiden
betroffen ist als die Bevölkerung im Durchschnitt), scheidet die Anerkennung im
Einzelfall aus (BGE 116 V 143 Erw. 5c in fine; RKUV 1999 Nr. U 326 S. 109 Erw.
3 in fine; im gleichen Sinne bezüglich der Frage nach dem für die Anerkennung als
Berufskrankheit erforderlichen vorwiegenden [Anteil von mindestens 50%; RKUV
1988 Nr. U61 S. 447] Zusammenhang von aufgetretenem Leiden und beruflich
bedingter Exposition zu in Ziff. 1 des Anhanges I zur UVV aufgeführten
schädigenden Stoffen das nicht veröffentlichte Urteil S. vom 11. Mai 2000,
worin auf Grund epidemiologischer Untersuchungsergebnisse das relative Risiko
für Leukämie oder ein myelodysplastisches Syndrom bei einer länger andauernden
Benzol-Exposition von 1 ppm als nur wenig über dem Risiko der Gesamtbevölkerung
liegend bezeichnet wurde). Sind anderseits die allgemeinen medizinischen
Erkenntnisse mit dem gesetzlichen Erfordernis einer stark überwiegenden (bis
ausschliesslichen) Verursachung des Leidens durch eine (bestimmte) berufliche
Tätigkeit vereinbar, besteht Raum für nähere Abklärungen zwecks Nachweises des
qualifizierten Kausalzusammenhanges im Einzelfall (vgl. BGE 116 V 144 Erw. 5d;
RKUV 1997 nr. U 273 S. 178 Erw. 3)."
In una sentenza del 26 febbraio 2004 nella causa K. (U 35/02) l'Alta
Corte ha ribadito i medesimi concetti rilevando in particolare:
"
2.1 Die Voraussetzung des ausschliesslichen oder
stark überwiegenden Zusammenhanges gemäss Art. 9 Abs. 2 UVG ist nach ständiger
Rechtsprechung erfüllt, wenn die Berufskrankheit mindestens zu 75 % durch die
berufliche Tätigkeit verursacht worden ist. Die Anerkennung von Beschwerden im
Rahmen dieser von der Gerichtspraxis als Generalklausel bezeichneten
Anspruchsgrundlage (vgl. dazu BGE 114 V 111 Erw. 3c) ist an relativ strenge
Beweisanforderungen gebunden.
2.2 Im Rahmen von Art. 9 Abs. 2 UVG ist
grundsätzlich in jedem Einzelfall darüber Beweis zu führen, ob die geforderte
stark überwiegende (mehr als 75 % ige) bis ausschliessliche berufliche
Verursachung vorliegt (BGE 126 V 189 Erw. 4b am Ende). Angesichts des
empirischen Charakters der medizinischen Wissenschaft (BGE 126 V 189 Erw. 4c am
Anfang) spielt es für den Beweis im Einzelfall eine entscheidende Rolle, ob und
inwieweit die Medizin, je nach ihrem Wissensstand in der fraglichen Disziplin,
über die Genese einer Krankheit im Allgemeinen Auskunft zu geben oder (noch)
nicht zu geben vermag. Wenn auf Grund medizinischer Forschungsergebnisse ein
Erfahrungswert dafür besteht, dass eine berufsbedingte Entstehung eines
bestimmten Leidens von seiner Natur her nicht nachgewiesen werden kann, dann
schliesst dies den (positiven) Beweis auf qualifizierte Ursächlichkeit im
Einzelfall aus."
2.5. Analogamente a quanto stabilito dalla giurisprudenza relativa
alla nozione di infortunio, colui che chiede il riconoscimento di prestazioni
dell'assicurazione contro gli infortuni deve rendere plausibile la sussistenza
dei singoli elementi costitutivi della definizione della malattia
professionale. Qualora non adempia questi requisiti, l'assicurazione non è
tenuta ad assumere il caso. Se vi è controversia, spetta al giudice decidere se
i presupposti della malattia professionale sono dati. Il giudice stabilisce
Fatti
d'ufficio i fatti di causa; a tal fine può richiedere la collaborazione delle
parti. Se la procedura non consente di concludere almeno per la verosimiglianza
dell'esistenza di una malattia professionale - la semplice possibilità non
essendo sufficiente - il giudice constaterà l'assenza di prove o di indizi
pertinenti e, pertanto, l'inesistenza del diritto a prestazioni ai sensi della
LAINF (DTF 116 V 140 consid. 4b e 142 consid. 5a, 114 V 305 consid. 5b, 111 V
201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50).
2.6. A proposito
del riconoscimento dell'epicondilite quale malattia professionale, in una
sentenza del 29 giugno 2005 nella causa K., U 116/05, l'Alta Corte ha così
riassunto la propria giurisprudenza:
"
1.
La question litigieuse est de savoir si les troubles présentés par la
recourante sont ou non la conséquence d'une maladie professionnelle au sens de
l'art. 9 al. 2 LAA.
Selon cette disposition, sont aussi réputées maladies professionnelles (selon
la clause dite générale) les autres maladies dont il est prouvé qu'elles ont
été causées exclusivement ou de manière nettement prépondérante par l'exercice
de l'activité professionnelle. Cette clause générale répond au besoin de
combler d'éventuelles lacunes qui subsisteraient dans la liste que le Conseil
fédéral est chargé d'établir en vertu de l'art. 9 al. 1 LAA (ATF 116 V 141
consid. 5a et les références).
Considerandi
2.
Se fondant sur l'appréciation du docteur V.________ du 26 février 2003, les
premiers juges retiennent que l'assurée souffre d'une épicondylopathie radiale
et médiale. Ils considèrent, sur la base de cette même appréciation et de
l'étude des docteurs Bär et Kiener à laquelle elle se réfère, qu'en raison de
l'origine multifactorielle de l'affection, dans laquelle l'âge et la
constitution jouent un rôle important, la preuve d'une relation de causalité
qualifiée entre l'activité professionnelle de la recourante et
l'épicondylopathie dont elle souffre n'est pas rapportée.
3.
3.1
Dans le passé, la CNA reconnaissait, sous certaines conditions, le
caractère de maladie professionnelle à l'épicondylite. L'étude des docteurs Bär
et Kiener l'a amenée à modifier cette pratique. Dans l'arrêt publié aux ATF 126
V 183, le Tribunal fédéral des assurances s'est exprimé sur cette modification
de pratique. Il a estimé ne pas disposer des connaissances suffisantes pour se
prononcer sur son bien-fondé, en particulier sur le point de savoir si elle
reflétait l'état des connaissances médicales actuelles et largement partagées
par la communauté des spécialistes. Aussi bien a-t-il renvoyé la cause à
l'autorité judiciaire cantonale (en l'occurrence le Tribunal administratif du
Canton de __________) pour qu'il mette en oeuvre une expertise médicale. Cette
jurisprudence a été confirmée dans les arrêts G. du 16 avril 2002 (U 307/00) et
S. du 16 mai 2003 (U 115/01): dans ces deux affaires, le Tribunal fédéral des
assurances a renvoyé la cause à l'assureur pour qu'il complète l'instruction
sur le plan médical, étant précisé que ce dernier avait la possibilité de se
procurer l'expertise ordonnée par le Tribunal administratif du Canton de __________.
En revanche, dans deux arrêts, auxquels se réfèrent les premiers juges, le
Tribunal fédéral des assurances a fait siennes les conclusions des docteurs Bär
et Kiener. Il a dès lors nié l'obligation de l'assureur-accidents de prendre en
charge, au titre de maladie professionnelle, les conséquences d'une
épicondylite (RAMA 2000 n° U 408 p. 407; arrêt V. du 20 mars 2003 [U 381/01]).
3.2
Dans un arrêt de principe subséquent (du 17 septembre 2004 publié dans SVR
2005.
UV n° 6 p. 17), le Tribunal fédéral des assurances a constaté que les deux
arrêts qui viennent d'être cités s'écartaient de la jurisprudence de l'ATF 126
V 183 et qu'ils ne pouvaient pas en conséquence être confirmés. En effet, le
point de savoir si et à quelles conditions une épicondylite pouvait avoir
valeur de maladie professionnelle n'était pas tranché définitivement, puisque
le tribunal, dans l'arrêt ATF 126 V 183, avait ordonné une expertise à ce
sujet. Aussi longtemps qu'on ne disposait pas d'une expertise qui permettrait
soit de confirmer soit d'infirmer le changement de pratique de la CNA, la
question posée ne pouvait pas être d'emblée résolue par la négative. Aussi bien
le tribunal a-t-il, dans cet arrêt du 17 septembre 2004, confirmé une décision
de renvoi du Tribunal des assurances du Canton de __________.
3.3
Il convient de s'en tenir à cette dernière jurisprudence. Il en résulte en
l'espèce que l'on se saurait sans autre examen nier l'existence d'une maladie
professionnelle. Entre temps, l'expertise ordonnée par le Tribunal
administratif du Canton de __________ a été apparemment rendue. Il convient en
conséquence d'annuler le jugement attaqué et de renvoyer la cause à la __________
pour complément d'instruction et nouvelle décision. Il est loisible à
l'assureur, en vertu de l'assistance administrative entre autorités (art. 32
al. 1 LPGA), de se procurer auprès du Tribunal administratif du Canton de __________
l'expertise en question et, dans la mesure où elle revêtirait une portée
générale, d'en faire usage après avoir donné aux parties l'occasion de se
déterminer."
2.7
Nel caso presente il TCA non dispone di elementi sufficienti
per poter concludere che l'epicondilite radiale di cui soffre l'assicurato non
vada considerata una malattia professionale ai sensi dell'art. 9 cpv. 2 LAINF.
In simili condizioni, anche alla luce della sentenza federale riprodotta al
consid. 2.6., si giustifica l'annullamento della decisione su opposizione
impugnata e il rinvio degli atti all'CO 1 per nuovi accertamenti.
In particolare l'amministrazione dovrà procurarsi la nota perizia fatta
allestire dal Tribunale amministrativo del Canton __________ e, nella misura in
cui essa contiene considerazioni di carattere generale, dovrà utilizzarla per
esaminare l'opposizione della Cassa malati RI 1 dopo aver dato alle parti la
possibilità di esprimersi al riguardo.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso
è accolto e la decisione
su opposizione del 25 febbraio 2005 è annullata.
2.- Gli atti
sono rinviati all'CO 1 per nuovi accertamenti ai sensi del consid. 2.6.
3.- Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato. L'CO 1 verserà alla
Cassa malati RI 1
fr. 1'000.- a titolo di
ripetibili (IVA inclusa).
4.- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
PI 1
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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