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Decisione

35.2007.1

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

3 maggio 2007Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

im Mund. Durch Husten wurde dieser in das Wasser

befördert.

Eine erste

Inspektion' mittels der Zunge und anschliessend eines Spiegels ergab, dass die

Fül­lung des Backenzahnes noch vorhanden war, die äussere Zahnflanke jedoch

teilweise abge­sprengt wurde."

Die Frage, ob etwas

Besonderes passierte, beantwortete Herr RI 1 am 1. Juni 2006 wie folgt:

"Unter stechenden und extrem starken Schmerzen beim Auftauchen sprang

oberhalb von 5 Metern mit einem Schlag die Zahnflanke eines Backenzahnes

(rechts unten) ab."

Nach dem ablehnenden Entscheid vom 8. Juni 2006 der CO 1 Zentralschweiz telefonierte der Einsprecher am

12. Juni 2006 der CO 1. Die CO 1-Mitarbeiterin erläuterte Herrn RI 1 den

Unfallbegriff und erklärte ihm, dass ein ungewöhnlicher äusserer Faktor zur

Verletzung führen müsse, wie zum Beispiel ein verlorener Bleigurt, wodurch man

dann deswegen unkontrolliert und in viel zu hohem Tempo nach oben schnelle. Im

Gespräch erklärte die CO 1-Mitarbeiterin dem Einsprecher auch, dass der

Hohlraum im Zahn körpereigen sei und der Druck unter Was­ser in der Natur der

Sache liege.

5.

Herr RI 1 machte geltend, das Wort Bahrotrauma

sage ja schon aus, dass es sich um einen Unfall handle. Die Schädigung ist zwar durch ein Bahrotrauma verursacht worden.

Irgend etwas Aussergewöhnliches oder nicht Programmgemässes, ausser dem

Auftreten von Zahnschmer­zen, ist beim Tauchgang nicht vorgefallen. Dabei war

der einzige auf den Körper einwirkende äussere Faktor der Wasserdruck. Er ist

nun aber eine völlig normale und entsprechend der Wassertiefe ständig

vorliegende Naturgegebenheit. Es kam einzig auf die Druckdifferenz zwischen dem

Umgebungsmedium Wasser und den kleinen Höhlen im Körperinnern an.

Der Umstand, dass die Schädigung als Bahrotrauma,

also "traumatisch" bezeichnet wird, bedeu­tet nicht, dass ein

ungewöhnlicher äusserer Faktor die Ursache dafür gewesen sein muss. Der von den Ärzten häufig verwendete Ausdruck "Trauma" ist

nicht mit dem juristischen Unfallbeg­riff gemäss Art. 4 ATSG gleichzusetzen. In

der medizinischen Terminologie wird unter „Trau­ma" jede Gewalteinwirkung

verstanden, die klein oder gross, einmalig oder auch mehrmalig sein kann. Vom

medizinischen Ausdruck "Trauma" kann demnach nicht ohne weiteres auf

ei­nen Unfall im Sinne des Gesetzes geschlossen werden.

Ein Unfall im Sinne der gesetzlichen Definition

ist nicht mit dem geforderten Beweisgrad der überwiegenden Wahrscheinlichkeit

nachgewiesen, so dass die CO 1 für den erlittenen Zahn­schaden nicht

leistungspflichtig ist.

6.

Nach konstanter Rechtsprechung besteht kein

Anlass, die Glaubwürdigkeit einer Aussage in Zweifel zu ziehen, die ein

Versicherter noch unter dem Eindruck des tatsächlichen Geschehens abgegeben

hat. Hinsichtlich des Beweiswertes einer solchen Auskunft ist festzustellen,

dass die erste Aussage eines Versicherten erfahrungsgemäss zuverlässiger ist

als eine abweichende spätere Sachdarstellung im Rahmen des

Rechtsmittelverfahrens, die bewusst oder unbewusst durch nachträgliche

Überlegungen beeinflusst sein kann (BGE 121 V 47 Erw. 2a und 115 V 143 Erw. 8c;

RKUV 1988 S. 363 Erw. 3b/aa).

Herr RI 1 schilderte den Sachverhalt in seinen

Ausführungen vom 17. Mai 2006 bzw. 1. Juni 2006 sehr

ausführlich. Insbesondere wird bei der Frage 3 konkret danach gefragt, ob die

Tä­tigkeit (hier das Sporttauchen) unter normalen äusseren Bedingungen verlief.

Bei Frage 4 wird nochmals explizit danach gefragt, ob etwas Besonderes passiert

sei. Bis zum ablehnenden Ent­scheid vom 8. Juni 2006 machte der Einsprecher

keine Angaben über irgendein programmwid­riges Ereignis. Erst nachträglich und nach Diskussion in Tauchkollegen-Kreisen

meldete Herr RI 1, er habe beim Abstieg Probleme gehabt. Wie im oberen Absatz aufgeführt, kann auf die­se nachträglichen

Präzisierungen nicht eingegangen werden.

Unter diesen Umständen braucht die Frage, ob der

Kausalzusammenhang überhaupt gegeben wäre, nicht näher geprüft zu werden."

(Doc. A)

1.3. Contro la decisione su opposizione l'assicurato ha inoltrato

un tempestivo ricorso al TCA nel quale si è così espresso:

"

Il 14 maggio 2006 ho avuto un infortunio non

professionale durante una immersione nel __________. A causa di un così detto

"BAROTRAUMA" si è bloccata una piccola bolla di aria in un dente la

quale, espandendosi in risalita, ha provocato una frattura della parete

distobuccale sul dente 37 (citato da rapporto dentistico).

Il trattamento ha avuto luogo nello studio di

dott. __________, __________. A partire dal 15 maggio 2006 ci sono stati

diversi sedute di trattamento il quale é terminato il 27 luglio 2006.

L'infortunio è stato immediatamente annunciato

alla CO 1 il 17 maggio 2006, dopo avere avuto la conferma da parte dott. __________

sulla necessità di misure importanti (anche su livello finan­ziario) da

eseguire.

Considerandi

II 24 maggio ho ricevuto risposta dalla CO 1. Mi

è stato chiesto di compilare un questionario. Es­sendo un ingegnere civile (e

non un avvocato o Assicuratore) non ho realizzato da subito la trappola nella

quale sarei stato condotto con piena intenzione di alleggerirsi della responsabilità

da parte della assicurazione. La domanda 3 del formulario chiedeva se si

trattasse di "un'attività abitudina­ria" e dopo il punto

interrogativo si chiedeva inoltre sulle "condizioni esterne normali".

Alla prima parte della domanda ho risposto in tutta onestà che il fatto di

andare sott'acqua sia una mia passio­ne e che faccio spesso. Alla seconda parte

della stessa non ho dato sbadatamente nessuna risposta.

Oltre a questo a quanto sembra ho anche risposto

con troppo poco dettaglio alla domanda 4 sul "fattore esterno

straordinario". Come era strutturato il questionario per me (come

ingegnere, non esperto in espressioni della materia) era tecnicamente

sufficiente.

A causa di questa mancanza di informazioni e di

un livello di conoscenza dell'Assicuratore ovvia­mente molto basso inerente la

tematica delle attività sott'acqua, l'8 giugno 2006 è stata rifiutata da parte

della CO 1 la mia richiesta di coprire i costi riguardante l'infortunio in

oggetto.

A questo momento ho cominciato (meravigliandomi

della pratica di decisione dell'Assicuratore mol­to spontanea e non basata sui

fatti) di coinvolgere sia un'Avvocatessa sia ulteriori specialisti di medi­cina

e della subacquea. Un riassunto di tutto l'incidente incluso tutti gli

avvenimenti prima del risul­tato doloroso é stato mandato alla CO 1 in data 13

giugno 2006.

La risposta della CO 1 è tornata sotto forma di

una decisione definitiva ("Verfügung") in data 26 giugno 2006 quale

confermava la non presa a carico della CO 1 sulla copertura dei costi. I motivi

descritti in questa comunicazione erano bizzarri e basati su speculazioni,

dunque non comprensibili né da me come ingegnere, né dall'Avvocatessa

coinvolta.

In seguito abbiamo inoltrato ricorso

("Einspruch gegen Verfügung") contro questa decisione in data 4

luglio 2006.

La CO 1 ha confermato di aver ricevuto la

"Einsprache" in data 7 luglio 2006.

Con intervalli di ca. 4 settimane ho telefonato

alla CO 1 per chiedere sullo stato attuale della prati­ca. L'ultima chiamata da

parte mia è avvenuta il 6 ottobre 2006. Con mia sorpresa mi hanno comu­nicato

che non era ancora stato fatto nient'altro che mandare la mia richiesta avanti

alla commis­sione ("Einspruchskomission"), ma che però avrei ricevuto

una risposta entro la settimana seguente.

Infatti, solamente 5 giorni dopo, in data 11

ottobre 2006, ho ricevuto la risposta ufficiale. Pratica­mente un

copy-and-paste delle lettere precedenti. La decisione é stata confermata ancora

una volta con riferimento alla possibilità prossima istanza presso il Tribunale

delle Assicurazioni.

Voglio ribadire il mio disaccordo con la

decisione dell'Assicuratore per infortuni non pro­fessionali. Il mio presente

scritto deve essere inteso come impugnazione alla decisione del 11 ottobre 2006

(vedi allegato).

Purtroppo le mie conoscenze della lingua italiana

sono un po' limitate, però intendevo esprimere i seguenti termini tedeschi:

- Anfechtung des Entscheids vom 11.10.2006 (impugnazione alla

decisione)

- Beschwerde gegen Entscheid vom 11.10.2006 (reclamo/ ricorso

contro la decisione)

- Rechtsbegehren (conclusione,

richiesta di diritto).

In conclusione mi rimangano da dire due cose:

1.

)

Ovviamente essere onesto nel mio caso non è servito a molto. Inventarmi un

bullone dentro uno yogurt o un classico sassolino dentro in un cibo dove non si

dovrebbe sospettarlo era si­curamente più semplice. Perfino in internet girano

liste sui cibi adatti o meno a tale scopo. Ma questa non era la mia intenzione

e questa faccenda mi rende triste.

2.

)

Guardando il danno totale di CHF 1'183.10 e paragonandolo con il mio impiego

personale (telefonate, lettere, spiegazioni, contatti con avvocati e medici

ecc.) forse sarebbe stato me­glio non annunciare l'incidente del tutto. Però

aggiungo che questo importo è chiaramente solamente la fattura del dentista, la

perdita del mio tempo non ho neanche annunciato o calcolato.

La mia preoccupazione

però è rivolta verso altri. Nel caso che un povero socio sub subisca un

incidente baro-traumatico più grave (questo tipo di incidente può risultare in

una embo­lia arteriale di gas che in 99 % dei casi è fatale) qualcuno si possa

riferire a questa discutibile decisione presa nel mio caso. Questo vorrei si

evitasse in ogni caso per le pesanti ripercus­sioni che andrebbero ad aggravare

l'incidente, oltre la disgrazia umana." (Doc. I)

1.4

Nella sua

risposta del 25 giugno 2007 l'CO 1 propone di respingere il ricorso (cfr. Doc.

III).

in

diritto

In

ordine

2.1

La presente

vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza

(ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle

prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai

sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1

della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni

(cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio

2002.

nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H

212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10

ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;

STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999

nella causa C., I 623/98).

Nel

merito

2.2

Giusta

l'art. 6 cpv. 1 LAINF, per quanto non altrimenti previsto dalla legge, le

prestazioni assicurative sono con­cesse in caso d'infortunio professionale,

d'infortunio non professionale e di malattie professionali.

2.3

L'art. 4

LPGA così definisce l'infortunio:

"

È considerato infortunio qualsiasi influsso

dannoso, improvviso e involontario, apportato al corpo umano da un fattore

esterno straordinario che comprometta la salute fisica o psichica o che

provochi la morte."

Questa

definizione riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1

vOAINF - disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli

infortuni dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003

-, di modo che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile.

Cinque

sono dunque gli elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

"

- l'involontarietà

- la repentinità

- il danno alla salute (fisica o

psichica)

- un fattore causale esterno

- la straordinarietà di tale

fattore"

(cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur

l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 44-51)

Scopo della definizione è di tracciare un chiaro confine tra

infortunio e malattia.

2.4

Si evince

dalla nozione stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne

gli effetti del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale

(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

Pertanto,

é irrilevante il fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni

gravi o inabituali.

Il

fattore esterno é considerato come straordinario quando eccede, nel caso

concreto, il quadro degli avvenimenti e delle situazioni che si possono,

obiettivamente, definire quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V

38.

consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157ss,

consid. 2a).

Vi è

infortunio unicamente se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento deve accadere nel mondo esterno.

Quando il

processo lesivo si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti

esterni, l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di

sforzo eccessivo o di movimenti scoordinati.

La

giurisprudenza esige, perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi

eccessivi, che essi superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima

è normalmente esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o

addestramento, essa è abitualmente in grado di resistere.

Da un

altro lato, per poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da

movimenti scombinati o incongrui. Gli stessi devono essersi prodotti in

circostanze esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma.

Carente è altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la

conseguenza che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate

(DTF 122 V 232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid.

2, 116 V 138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid.

3b).

2.5

Conformemente

alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in

concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

Quando

l'istruttoria non permette di ritenere accertati, perlomeno secondo il grado

della verosimiglianza preponderante - la semplice possibilità non basta - tali

elementi, il giudice constata l'assenza di prove o di indizi e, quindi,

l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V 305ss. consid. 5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86,

p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller (Hrsg.), Haftpflicht-

und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p. 267).

Gli stessi principi sono, ovviamente, applicabili alla prova

dell'esistenza di una lesione parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid.

5b; 116 V 141 consid. 4b).

2.6

Il principio

della priorità delle dichiarazioni della prima ora stabilisce che in presenza

di versioni contraddittorie di un assicurato, deve essere accordata la

preferenza alle affermazioni fatte subito dopo l'evento, quando ancora

l'interessato ne ignorava le conseguenze giuridiche (DTF 121 V 47 consid. 2a).

L'Alta

Corte ha stabilito che occorre innanzitutto osservare che tale massima non assume

valore assoluto, bensì costituisce solo un ausilio interpretativo di giudizio

nel caso in cui l'assicurato rende dichiarazioni contraddittorie in relazione

alla descrizione dell'evento per il quale avanza pretese. Esso non dispensa il

giudice dal disporre ulteriori misure di accertamento dei fatti. Inoltre, il

Tribunale federale delle assicurazioni ha già avuto modo di osservare come il

principio non sia applicabile se dall'istruzione della causa siano da

attendersi nuovi elementi cognitivi (sentenza del 3 gennaio 2000 in re S., U

236/98, e riferimenti). Nulla impedisce pertanto di attenersi a una mutata

versione dei fatti se essa risulta maggiormente convincente e corroborata da

altri elementi probatori che il richiedente è riuscito a dimostrare con l'alto

grado di verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza (DTF 121 V 47 consid. 2a,

208.

consid. 6b; RDAT - 2002 p. 497 seg.; A. Borella, "La giurisprudenza

del Tribunale federale sulla nozione di infortunio" in Temi scelti diritto

delle assicurazioni sociali. Ed. CFPG, Lugano e Helbing & Lichtenhahn,

Basel. Genf. München, 2006 pag. 7 seg. (22-23)).

2.7

In una

sentenza del 10 novembre 2004 nella causa L. (U 203/04), pubblicata in RAMi

2005.

pag. 120 seg. il TFA ha stabilito che se un sommozzatore durante

un'immersione svoltasi in modo normale subisce gli effetti di una paralisi ad

un braccio ciò non rientra nella nozione di infortunio. La pressione normale

che l'acqua esercita sul corpo non è un fattore esterno straordinario.

L'Alta

Corte ha al riguardo in particolare sviluppato le seguenti considerazioni:

"

2.2

Im Urteil S. vom 13. Juli 1998 hat das Eidgenössische Versicherungsgericht erwogen, dass

der normale Wasserdruck auf den Körper kein relevanter äusserer Faktor ist.

Dies gilt auch für die Druckveränderung, die durch den normalen Bewegungsablauf

des Tauchers beim Ab- und Auftauchen bewirkt wird. Die Veränderung (Zu- oder

Abnahme) des Menge des Gases, das sich in Blut und Gewebe lösen lässt, ist ein

körperinterner physiologischer Vorgang. Von einem äusseren Faktor kann erst

dann gesprochen werden, wenn ein in der Aussenwelt auftretendes Ereignis den

normalen Bewegungsvorgang des Tauchers, also das Verhältnis zwischen Körper und

Aussenwelt gewissermassen "programmwidrig" beeinflusst und z.B. beim

Auftauchen den Wasserdruck plötzlich stark abfallen lässt. Mit Maurer

(Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Bern 1985, S. 176 f.) ist in einem

solchen Fall der äussere Faktor infolge der eingetretenen Programmwidrigkeit

zugleich ein ungewöhnlicher. In diesem Sinne ist denn auch der ungewöhnliche

äussere Faktor zu bejahen, wenn beim Ein- und Ausschleusen mit einem Senkkasten

wegen eines Mangels an den Apparaturen oder unrichtiger Bedienung derselben

eine allzu rasche Kompression oder Dekompression stattfindet (EVGE 1954 S. 249,

1938.

S. 66 f.). Jedoch lässt sich nicht sagen, dass beim Tauchen in eine Tiefe,

wie sie der Versicherte auf dem hier streitigen Tauchgang erreicht hat, der

Wasserdruck generell einen ungewöhnlichen äusseren Faktor darstellt. Ungewöhnlichkeit

kann erst angenommen werden, wenn eine Programmwidrigkeit den Auftauchvorgang

beeinflusst und zufolge Fehlverhaltens des Tauchers den Druck zu schnell

absinken lässt. Aus Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum

Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, 3. Auflage,

Zürich 2003, S. 31, lässt sich nichts anderes ableiten. Namentlich wird dort

entgegen der Behauptung der Helsana nicht gesagt, dass allzu rasche

Dekompressionen generell den Unfallbegriff erfüllen würden. Vielmehr wird an

dieser Stelle lediglich die Kasuistik des Eidgenössischen Versicherungsgerichts

zitiert.

2.3

Im Lichte dieser Rechtsprechung ist der

Unfallbegriff vorliegend nicht erfüllt. Es ist kein ungewöhnlicher, äusserer

Faktor wahrzunehmen. Der Versicherte hat einen routinemässigen Tauchgang

unternommen und sich dabei normal verhalten. Das einzige, was von aussen auf

ihn eingewirkt und die nachfolgende Lähmung verursacht haben kann, ist der sich

verändernde Druck

des Wassers. Dieser wurde

aber nicht durch irgend etwas "Programmwidriges" von ausserhalb

beeinflusst. Vielmehr ist davon auszugehen, dass die Druckveränderungen,

welchen der Versicherte beim gesamten Tauchgang ausgesetzt war, sich im

üblichen Rahmen hielten. Auch ein Fehlverhalten des Versicherten bis zum Beginn

der Lähmungserscheinungen ist nicht zu erkennen. Demnach ist im vorliegenden

Fall davon auszugehen, dass trotz des normalen

Ablaufs kurz vor Erreichen einer Tiefe von fünf

Metern an einem Arm

Lähmungserscheinungen auftraten. Hernach stieg der Versicherte möglicherweise zu schnell an die

Oberfläche. Die Aussagen seines Partners relativieren die von ihm selbst erst

nachträglich erwähnte Panik indessen. Die Panik an sich wäre zudem nicht als

äusserer Faktor und überdies als Folge, nicht als Auslöser des

Dekompressionstrauma zu betrachten.

2.4

Was in der Vernehmlassung der

Beschwerdegegnerin hiegegen vorgebracht wird, vermag zu keinem andern Ergebnis

zu führen. Ob der Unfallbegriff erfüllt ist, ist eine Rechtsfrage (RKUV Nr. U 86 S. 50). Die Hinweise auf die

medizinische Literatur zur Thematik von Dekompressionsunfällen hilft daher

nicht weiter. Die dortigen Ausführungen ändern nichts daran, dass vorliegend

der für den Unfallbegriff erforderliche ungewöhnliche äussere Faktor fehlt.

Entgegen den von der Beschwerdegegnerin zitierten

Lehrmeinungen besteht kein Anlass, den sich mit dem Auf- bzw. Abtauchen

verändernden Wasserdruck bereits für sich allein als ungewöhnlichen äusseren

Faktor zu betrachten und damit von der Rechtsprechung gemäss dem erwähnten

Urteil S. abzuweichen."

2.8

Nella

presente fattispecie risulta dagli atti dell'incarto che l'assicurato il 1°

giugno 2006 ha così risposto ad alcune domande postegli dall'CO 1 (cfr. Doc. 3,

Doc. 4 e Doc. 5):

" (...)

3.

: " Handelte es sich um

eine Ihnen gewohnte Tätigkeit?

Verlief sie unter normalen

äussern Bedingungen?

risposta: " Ich bin ein begeisterter

Sporttaucher und gehe

ganzjährig in unseren

heimischen Seen und Flüssen sowie in vielen internationalen Tauchdestinationen

tauche."

4.

: " Passierte etwas

Besonderes (Ausgleiten, Sturz usw.)?

risposta: " Unter stechenden extrem

starken Schmerzen beim

Auftauchen sprang oberhalb von 5 Metern mit einem Schlag die Zahnflanke eines

Backenzahnes (rechts unten) ab."

Il

ricorrente, sebbene sul formulario fosse stato esplicitamente indicato cosa si

intendesse con qualcosa di particolare ("Auspleiten, Sturz") non ha

indicato nessun elemento atto a dimostrare che durante l'immersione sia

registrato qualcosa di inabituale e di imprevedibile.

Soltanto dopo che l'amministrazione

ha emesso la sua decisione (l'8 giugno 2006, cfr. Doc. 6), l'assicurato ha

indicato di avere effettuato la discesa troppo velocemente (cfr. Doc. 8).

Questa versione dei fatti,

peraltro facile da fornire, contrasta con quanto detto dall'assicurato in

precedenza, che non aveva segnalato nessun avvenimento particolare.

Occorre quindi attenersi

alla prima versione dei fatti in applicazione dal principio della priorità

delle dichiarazioni della prima ora.

Di conseguenza, alla luce

della recente giurisprudenza federale qui sopra riprodotta (cfr. consid. 2.6),

che ha illustrato i limiti entro i quali è possibile riconoscere ad

un'immersione il carattere di infortunio, questo Tribunale non può che

confermare la decisione su opposizione con la quale l'CO 1 ha negato il

carattere infortunistico all'evento accaduto il 17 maggio 2006.

Va peraltro rilevato che

nella sentenza citata l'Alta Corte ha ricordato che in quel caso "hernach

Stieg der Versicherte möglicherweise zu schnell an die Oberfläche".

Infine va sottolineato che

il solo fatto di avere subito un "Barotrauma" non è sufficiente per

poter beneficiare delle prestazioni dell'assicurazione contro gli infortuni.

Infatti la nozione medica di trauma non

corrisponde alla nozione giuridica d'infortunio. Un evento traumatico esclude certamente un'eziologia

morbosa, tuttavia comprende - oltre all'infortunio vero e proprio ai sensi di

legge - altri eventi che non presentano un carattere straordinario e/o

repentino (cfr. STFA del 3 gennaio 2000 nella causa

S., U 236/98; A. Bühler, op. cit., p. 266, p. 268; A. Maurer,

Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 175s.).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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