35.2007.124
Assicurato affetto da ipoacusia percettiva bilaterale. Negata la realizzazione dei presupposti per ammettere esistenza di una malattia professionale ai sensi di legge
31 marzo 2008Italiano18 min
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Numero d'incarto:
35.2007.124
Data decisione, Autorità:
31.03.2008, TCA
Titolo:
Assicurato affetto da ipoacusia percettiva bilaterale. Negata la realizzazione dei presupposti per ammettere esistenza di una malattia professionale ai sensi di legge
MALATTIA PROFESSIONALE
art. 9 cpv. 1 LAINF
art. 9 cpv. 2 LAINF
art. 14 OAINF
Raccomandata
Incarto n.
35.2007.124
mm/DC
Lugano
31 marzo 2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 10 dicembre 2007
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 14
novembre 2007 emanata da
CO 1
rappr. da: RA 2
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1 -
dipendente della ditta __________ di __________ in qualità di operaio e,
perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali
presso l’CO 1 -, è affetto, per quanto qui di interesse, da un’ipoacusia
percettiva bilaterale.
Nel corso
del mese di giugno 2007, all’amministrazione è stato chiesto di esaminare la
propria responsabilità a titolo di malattia professionale in relazione all’affezione
appena menzionata.
1.2. Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, l’Istituto assicuratore, con
decisione formale del 1° ottobre 2007, ha negato che l’assicurato sia portatore
di una malattia professionale ai sensi di legge (doc. 12).
A seguito
dell’opposizione interposta dalla Federazione utenti casse malati (UCM) per
conto dell’assicurato (doc. 14), l’amministrazione, in data 14 novembre 2007,
ha ribadito il contenuto della sua prima decisione (doc. 16).
1.3. Con
tempestivo ricorso del 10 dicembre 2007 - completato in data 27 dicembre 2007
(cfr. doc. III), - RI 1, sempre patrocinato dall’UCM, ha chiesto l’annullamento
della decisione impugnata e l’esecuzione di una perizia specialistica.
A
sostegno delle proprie pretese, l’insorgente ha fatto valere in particolare
quanto segue, citiamo:
"
dal punto 3,4,5 dei considerandi
dell’opposizione della CO 1 emerge giustamente che questa non ha motivo alcuno
per discostarsi dalle conclusioni emesse in piena conoscenza di causa dal proprio
specialista e ciò non lo contestiamo.
Mentre è contestabile che la loro decisione è
stata emessa senza un’ ulteriore indagine, quale, principalmente di non
ritenere utile una ulteriore valutazione della capacità uditiva e la
ripetizione di un esame oggettivo particolare di misurazione di potenziali
evocati rispettivamente di emissioni otoacustiche, per meglio definire la
natura del paziente e la loro effettiva gravità.
Come asserisce il dott. __________. V. rapporto
del 13.12.2007.”
(doc.
III)
1.4. L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. VII +
allegati).
1.5. Nel corso
del mese di febbraio 2008, l’assicurato ha presentato le proprie osservazioni
riguardo al contenuto dell’apprezzamento 13 febbraio 2008 del dott. __________
(doc. IX).
La presa
di posizione dell’amministrazione è datata 12 marzo 2008 (doc. XI).
RI 1 ha
ancora avuto modo di esprimersi al riguardo il 18 marzo 2008 (doc. XIII).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria e 2 cpv. 1
della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni
(cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio
2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002;
STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001,
pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000;
STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicuratore LAINF convenuto era legittimato a negare
il proprio obbligo a prestazioni in relazione ai disturbi uditivi presentati
dall’assicurato, oppure no.
Più
concretamente, occorre decidere se la ipoacusia di cui soffre RI 1, costituisce
una malattia professionale secondo l’art. 9 LAINF oppure no.
2.3. Giusta
l'art. 9 cpv. 1 LAINF, sono malattie professionali quelle causate
esclusivamente o prevalentemente da sostanze nocive o da determinati lavori
nell'esercizio dell'attività professionale.
Fondandosi
sulla delega di competenza contenuta in detto disposto, nonché sull'art. 14
OAINF, il Consiglio federale ha allestito, nell'allegato I all'OAINF, l'elenco
esaustivo delle sostanze nocive da un canto, quello delle malattie provocate da
determinati lavori dall'altro.
Una
malattia provocata dal lavoro ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 LAINF in relazione
con l’art. 14 OAINF e la cifra 2 dell’Allegato 1 all’OAINF, è rappresentata,
secondo la lett. a (“Malattie cagionate da agenti fisici”), segnatamente, da
una lesione notevole dell’udito causata da lavori nel rumore (cfr. STF
8C_81/2007 del 19 febbraio 2008, consid. 2).
Il
rapporto di causalità fra l'attività professionale e la malattia, oltre ad
essere adeguato, deve essere qualificato, cioè almeno preponderante: il fattore
professionale deve essere più importante degli eventuali altri elementi che
hanno concorso a causare l'affezione.
Secondo
la giurisprudenza, l'esigenza di un nesso preponde-rante è data quando la
malattia è determinata per oltre il 50% dall'azione di una sostanza nociva
menzionata nel primo elenco oppure, qualora figura tra le affezioni annoverate
nel secondo, essa sia stata causata in ragione di più del 50% dai lavori
indicati in tale sede (DTF 119 V 200 consid. 2a; RAMI 2000 U 398, p. 333ss.
consid. 3, RAMI 1988 p. 447ss. consid. 1b; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire
de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 67ss.).
2.4. Il cpv. 2
dell'art. 9 LAINF recita che le altre malattie di cui è provato siano state
causate esclusivamente o in modo affatto preponderante dall'esercizio
dell'attività professionale sono, pure, considerate malattie professionali.
La legge
prevede, dunque, che, affinché nasca l'obbligo dell'assicuratore LAINF a
prestazioni, fra le altre malattie e l'esercizio di un'attività professionale
vi sia un rapporto esclusivo o almeno nettamente preponderante: la
giurisprudenza ritiene soddisfatta tale condizione quando l'affezione è stata
causata dall'attività professionale almeno nella misura del 75% (DTF 126 V 186
consid. 2b, DTF 119 V 201 consid. 2b, DTF 117 V 355
consid. 2a, DTF 114 V 109 consid. 3; RAMI 1991 p.
318ss., consid. 5a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
Il TFA
ha, poi, ancora stabilito che ciò presume che, epidermiologicamente, la
frequenza dell'affezione in questione sia almeno 4 volte più alta per una
categoria professionale determinata che per la popolazione in generale (DTF 126
V 183 consid. 4c e riferimenti ivi menzionati, DTF 116 V 136, consid. 5c; RAMI
2000 U 408, p. 407, RAMI 1999 U 326, p. 109 consid. 3 RAMI 1997 U 273, p. 179
consid. 3a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
La nostra
Massima Istanza, nella sentenza di cui alla DTF 126 V 183ss., ha, inoltre,
precisato quanto segue:
"
(…). Sofern der Nachweis eines qualifizierten
(zumindest stark überwiegenden [Anteil von mindestens 75%])
Kausalzusammenhanges nach der medizinischen Empirie allgemein nicht geleistet
werden kann (z.B. wegen der weiten Verbreitung einer Krankheit in der
Bevölkerung, welche es ausschliesst, dass eine bestimmte versicherte
Berufstätigkeit ausübende Person zumindest vier Mal häufiger von einem Leiden
betroffen ist als die Bevölkerung im Durchschnitt), scheidet die Anerkennung im
Einzelfall aus (BGE 116 V 143 Erw. 5c in fine; RKUV 1999 Nr. U 326 S. 109 Erw.
3 in fine; im gleichen Sinne bezüglich der Frage nach dem für die Anerkennung
als Berufskrankheit erforderlichen vorwiegenden [Anteil von mindestens 50%;
RKUV 1988 Nr. U61 S. 447] Zusammenhang von aufgetretenem Leiden und beruflich
bedingter Exposition zu in Ziff. 1 des Anhanges I zur UVV aufgeführten
schädigenden Stoffen das nicht veröffentlichte Urteil S. vom 11. Mai 2000,
worin auf Grund epidemiologischer Untersuchungsergebnisse das relative Risiko
für Leukämie oder ein myelodysplastisches Syndrom bei einer länger andauernden
Benzol-Exposition von 1 ppm als nur wenig über dem Risiko der Gesamtbevölkerung
liegend bezeichnet wurde). Sind anderseits die allgemeinen medizinischen
Erkenntnisse mit dem gesetzlichen Erfordernis einer stark überwiegenden (bis
ausschliesslichen) Verursachung des Leidens durch eine (bestimmte) berufliche
Tätigkeit vereinbar, besteht Raum für nähere Abklärungen zwecks Nachweises des
qualifizierten Kausalzusammenhanges im Einzelfall (vgl. BGE 116 V 144 Erw. 5d;
RKUV 1997 nr. U 273 S. 178 Erw. 3)."
In una sentenza U 35/02 del 26 febbraio 2004, l'Alta Corte ha
ribadito i medesimi concetti rilevando in particolare:
"
2.1 Die Voraussetzung des ausschliesslichen oder
stark überwiegenden Zusammenhanges gemäss Art. 9 Abs. 2 UVG ist nach ständiger
Rechtsprechung erfüllt, wenn die Berufskrankheit mindestens zu 75 % durch die
berufliche Tätigkeit verursacht worden ist. Die Anerkennung von Beschwerden im
Rahmen dieser von der Gerichtspraxis als Generalklausel bezeichneten
Anspruchsgrundlage (vgl. dazu BGE 114 V 111 Erw. 3c) ist an relativ strenge
Beweisanforderungen gebunden.
2.2 Im Rahmen von Art. 9 Abs. 2 UVG ist
grundsätzlich in jedem Einzelfall darüber Beweis zu führen, ob die geforderte
stark überwiegende (mehr als 75 %ige) bis ausschliessliche berufliche
Verursachung vorliegt (BGE 126 V 189 Erw. 4b am Ende). Angesichts des
empirischen Charakters der medizinischen Wissenschaft (BGE 126 V 189 Erw. 4c am
Anfang) spielt es für den Beweis im Einzelfall eine entscheidende Rolle, ob und
inwieweit die Medizin, je nach ihrem Wissensstand in der fraglichen Disziplin,
über die Genese einer Krankheit im Allgemeinen Auskunft zu geben oder (noch)
nicht zu geben vermag. Wenn auf Grund medizinischer Forschungsergebnisse ein
Erfahrungswert dafür besteht, dass eine berufsbedingte Entstehung eines
bestimmten Leidens von seiner Natur her nicht nachgewiesen werden kann, dann
schliesst dies den (positiven) Beweis auf qualifizierte Ursächlichkeit im
Einzelfall aus."
2.5. Analogamente a quanto stabilito dalla giurisprudenza relativa
alla nozione di infortunio, colui che chiede il riconoscimento di prestazioni
dell'assicurazione contro gli infortuni deve rendere plausibile la sussistenza
dei singoli elementi costitutivi della definizione della malattia
professionale. Qualora non adempia questi requisiti, l'assicurazione non è
tenuta ad assumere il caso. Se vi è controversia, spetta al giudice decidere se
Fatti
i presupposti della malattia professionale sono dati. Il giudice stabilisce
d'ufficio i fatti di causa; a tal fine può richiedere la collaborazione delle
parti. Se la procedura non consente di concludere almeno per la verosimiglianza
dell'esistenza di una malattia professionale - la semplice possibilità non
essendo sufficiente - il giudice constaterà l'assenza di prove o di indizi
pertinenti e, pertanto, l'inesistenza del diritto a prestazioni ai sensi della
LAINF (DTF 116 V 140 consid. 4b e 142 consid. 5a, 114 V 305 consid. 5b, 111 V
201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50).
2.6. Dagli
atti di causa emerge che la decisione dell’assicuratore
convenuto di negare all’affezione di cui soffre l’assicurato il
carattere di malattia professionale ai sensi di legge, è stata
presa sulla base del rapporto 24 settembre 2007 del dott. __________, spec. FMH
in otorinolaringoiatria, chirurgia cervico-facciale e medicina del lavoro,
attivo presso il Dipartimento di medicina del lavoro dell’CO 1, il quale, a sua
volta, ha fatto capo ai dati rilevanti dall’anamnesi professionale raccolti nel
frattempo (allegato al doc. 6 e doc. 7).
In
effetti, il medico fiduciario dell’CO 1 ha negato che la diminuzione dell’udito
in questione abbia un’origine professionale (doc. 11, p. 2: “Es handelt sich
also nicht um einen Berufslärmschwerhörigkeit.”), e ciò in considerazione
dell’anamnesi lavorativa dell’insorgente (“… gilt es festzustellen, dass Herr RI
1 nur gerade drei Jahre beruflich gehörgefährdend lärmexponiert war und
anschliessend zwei Jahren noch im Grenzbereich. Diese
kurz dauernde berufliche Lärmbelastung war sicher nicht geeignet die heute
bestehende Hörstörung in überwiegendem Masse zu verursachen.“ - il corsivo é del redattore), dell’andamento della curva
risultante dall’audiogramma tonale („Im Übrigen ist auch der
reintonaudiometrische Kurvenverlauf für eine überwiegende Brufslärmbedigtheit
als atypisch zu bezeichnen.“), nonché della rilevante componente di conduzione acustica
(„Dies nicht zuletzt auch, da bei der nicht unbedeutenden Schallleitungskomponente
eine direkte lärmtraumatische Schädigung absolut unwahrscheinlich ist.“).
In
corso di causa, l’assicurato ha prodotto una perizia di parte allestita il 13
dicembre 2007 dal dott. __________, spec. FMH in ORL e chirurgia cervico-facciale.
Lo specialista appena
citato ha dapprima sottolineato il fatto che gli esami a cui è stato sottoposto
RI 1, non hanno consentito di accertare la sua reale capacità
uditiva. Al riguardo, egli ha sospettato un’aggravazione dei disturbi da parte
dell’assicurato (doc. I: “i reperti oggettivi e soggettivi riguardanti il
paziente non permettono una diagnosi sicura e chiara sulla reale capacità
uditiva. Appare strano che con una sordità al 100% si possa parlare al
paziente e ottenere delle risposte coerenti, anche in assenza di apparecchio
acustico a dx. L’esame audiometrico tonale da noi eseguito, se confrontato
con quello del 20 marzo 2006 effettuato presso l’Otoacustica __________
nell’ambito della perizia finale, mostra un notevole peggioramento a dx della
capacità uditiva e un miglioramento della capacità uditiva a sx. Proprio in
considerazione di queste incongruenze, ho ritenuto opportuno eseguire un esame
oggettivo della capacità uditiva, con misurazione dei potenziali acustici
evocati. Purtroppo anche questo esame è risultato poco decifrabile in virtù
dell’assenza di risposta a dx (orecchio apparecchiato e con il quale il
paziente afferma di sentire) e valori per contro nella norma a sx. L’impressione
è quella di un’aggravazione dei disturbi.” - il corsivo è del redattore).
Il dott. __________
ha quindi definito improbabile l’esistenza di una relazione causale tra
la perdita uditiva e un’esposizione professionale al rumore:
"
Indipendentemente dalla capacità reale di udito
del paziente, risulta improbabile la relazione tra la perdita uditiva e
un’esposizione professionale al rumore. Il tipo di perdita uditiva, se le
indicazioni del paziente sono corrette, si riferiscono ad una possibile sordità
brusca a sx avvenuta quattro anni fa, che a mio modo di vedere non è
assimilabile ad una malattia professionale, rispettivamente conseguenza di
un’esposizione al rumore e di una sordità progressiva a dx di eziologia non
chiara, ma la cui natura lascia pensare ad una forte componente
eredodegenerativa e preesistente da tempo.”
(doc. I)
Il dott. __________ è
stato chiamato dall’amministrazione a commentare il contenuto del referto 13
dicembre 2007 del dott. __________.
Per quanto qui di
interesse, il medico fiduciario dell’CO 1 ha ribadito che (segnatamente)
l’anamnesi professionale del ricorrente non consente di riconoscere, con il
grado di verosimiglianza richiesto da legge e giurisprudenza, un’origine
professionale alla nota riduzione dell’udito (doc. 17, p. 1: “Bei der
Beurteilung der Frage, ob es sich bei der Hörstörung - in welcher Ausprägung
auch immer - um eine Berufslärmschwerhörigkeit handeln könnte, gilt es primär
Considerandi
einmal festzuhalten, dass Herr RI 1 gemäss ausführlicher technischer
Beurteilung vom 18.07.2007 nur gerade von 1988 bis 1993 in wechselnd ausgeprägt
gehörgefährdendem Lärm tätig war. Dabei war die berufliche
Lärmbelastung nur während drei Jahren effektiv gehörgefärdend, die
anschliessenden beiden Jahre bis 1994 dann nur noch im Grenzbereich. Eine
solche berufliche Lärmbelastung war sicher nicht geeignet, eine relevante
lärmbedingte Hörschädigung zu verursachen. Im Weiteren erfahren wir auch in der
Anamnese, wie sie im Bericht von Dr. __________ vom 13.12.2007 festgehalten
ist, dass die linksseitige Hörstörung seit ca. vier Jahren aufgetreten sei und
seit etwa drei Jahren beruflich in keiner Art und Weise mehr gehörgefährdend
ein kausaler Zusammenhang zwischen der wie auch immer ausgeprägten Hörstörumg
unde der minimalen beruflichen Lärmbelastung als praktisch unwahrscheinlich zu
bezeichnen.“).
D’altro
canto, egli ha ritenuto inutile procedere a degli ulteriori accertamenti, posto
che già gli esami elettrofisiologici „oggettivi“ (misurazione dei potenziali acustici evocati) eseguiti dal dott. __________, non
avevano permesso di chiarire la reale situazione uditiva dell’assicurato (doc.
17, p. 2).
2.7
Chiamata a pronunciarsi, questa Corte, tutto ben considerato, ritiene che i referti del dott.
__________ (doc. 11 e 17), secondo cui non sono adempiuti i presupposti per
applicare l’art. 9 LAINF, possano validamente costituire da supporto probatorio
al presente giudizio, senza che si riveli necessario procedere all’atto
istruttorio richiesto dal ricorrente (perizia specialistica).
In
proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base a un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti
probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione anticipata
delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA dell'11 dicembre
2003.
nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella causa V., H 5/02;
STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV Nr. 1 p. 1; STFA
dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella
causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D. SA, H 299/99; STFA
del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15 novembre 2001 nella
causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G., I 11/01; RCC 1986 p.
202.
consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.; STFA del 13 febbraio
1992.
in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.; STCA del 25 novembre
1991.
nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungs-rechtspflege, 2a ed., p. 274;
U. Kieser, Das Verwaltungs-verfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p.
212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,
2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Occorre inoltre
considerare che, per costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo
sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia
giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo
amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U
281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in
BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999
U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha
confermato che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Infine,
l’Alta Corte ha precisato che i pareri redatti dai medici
dell'amministrazione hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono
espressi unicamente in base agli atti, dunque senza visitare personalmente
l'assicurato (cfr. STFA U 143/98 del 10 settembre 1998 e STFA U 49/95 del 2
luglio 1996).
Questo
Tribunale osserva in particolare che le conclusioni a cui è pervenuto lo
specialista interpellato dall’amministrazione, trovano sostanziale conferma
nella perizia di parte elaborata dal dott. __________, per il quale, citiamo:
“… risulta improbabile la relazione tra la perdita
uditiva e un’esposizione professionale al rumore.” (doc. I - il corsivo è del
redattore).
Il TCA
non ignora che quest’ultimo sanitario ha definito, citiamo: “… utile
un’ulteriore valutazione della capacità uditiva e la ripetizione di un esame
oggettivo, in particolare di misurazione di potenziali evocati rispettivamente
di emissioni otoacustiche, …” (doc. I, p. 2).
Tuttavia,
non può neppure sfuggire che tali accertamenti sono stati suggeriti con lo
scopo di chiarire l’effettiva riduzione dell’udito, dato il sospetto di
un’aggravazione dei disturbi da parte del ricorrente. Essi non avrebbero invece
alcuna rilevanza in relazione all’oggetto della presente vertenza, ovvero
l’eziologia professionale o meno della nota problematica uditiva.
Non a
caso il dott. __________, con il rapporto peritale del 13 dicembre 2007, si è pronunciato
in proposito, “indipendentemente dalla capacità reale di udito del
paziente, …” (doc. I, p. 1 - il corsivo è del redattore).
In esito alle
considerazioni che precedono, visto che l’assicuratore infortuni convenuto ha
negato che l’ipoacusia bilaterale di cui soffre l’assicurato costituisce una
malattia professionale ai sensi di legge, la decisione su opposizione impugnata
deve essere confermata.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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