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Decisione

35.2007.97

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

28 gennaio 2008Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.;

STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;

STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege,

2a ed., p. 274; U. Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

Zurigo 1999, p. 212; Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege

des Bundes, 2a ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto

di essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b,

122 V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).

Occorre

inoltre considerare che, per costante giurisprudenza, in un procedimento

assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della

controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa

è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.

RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003,

consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der

Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999

U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha

confermato che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di

un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione

che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente

motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere

degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che

il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,

non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Per quel

che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione,

il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono

degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA

U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

Nella

concreta evenienza è utile innanzitutto ricordare che l'indennità per

menomazione all'integrità si valuta sulla base di constatazioni mediche. Ciò

significa che per tutti quegli assicurati che presentano uno stesso status

medico, la menomazione all'integrità sarà la medesima; essa è, in effetti,

stabilita in maniera astratta, uguale per tutti. In altri termini, l'ammontare

dell'IMI non dipende dalle circostanze particolari del caso concreto, bensì da

un apprezzamento medico-teorico della menomazione fisica o psichica, fatta

astrazione dei fattori soggettivi (cfr. DTF 115 V 147 consid. 1, 113 V 121

consid. 4b e riferimenti ivi menzionati; RAMI 2000 U 362, p. 43; cfr., pure, Th.

Frei, Die Integritätsentschädigung nach Art. 24 und 25

des Bundesgesetzes über die Unfallversicherung, Tesi Friborgo 1998, p. 40s.).

Ai

fini della determinazione dell’IMI, occorre perciò fare astrazione dai disturbi

soggettivamente accusati dall’assicurato che non trovano correlazione sul piano

oggettivo. In effetti, se si tenesse conto di disturbi (soltanto)

soggettivamente risentiti, non si giungerebbe più a una valutazione astratta e

egualitaria di una menomazione all’integrità.

D’altro canto, le

misurazioni eseguite in occasione della visita medica del 16 febbraio 2007,

hanno dimostrato che l’insorgente è in grado di elevare il

braccio destro sino a 100° e di abdurlo sino a 90° (cfr. rapporto 13.3.2007 del

dott. __________ – doc. 32, p. 3).

Dei

risultati analoghi sono stati del resto riscontrati dal dott. __________, Capo-clinica

di ortopedia presso la __________ Klinik di __________, in occasione delle

consultazioni del 6 febbraio e del 27 marzo 2007 (doc. 31, p. 2: 90° in

abduzione e elevazione; doc. 33, p. 2: 90° in abduzione e 100° in elevazione).

È vero

che il medico curante, dott. __________, nel suo rapporto del 6 maggio 2007, ha

indicato dei risultati ben diversi (cfr. doc. 35: 35° in abduzione e 40° in

elevazione).

Tuttavia,

proprio in considerazione del fatto che i valori refertati dal medico

fiduciario dell’amministrazione sono perfettamente sovrapponibili a quelli

misurati presso la Clinica __________, l’ultima volta ancora alla fine del mese

di marzo 2007, alla certificazione del dott. __________ non può essere

riconosciuto valore probatorio.

Ora, la

tabella n. 1 edita dalla Divisione medica dell’INSAI prevede

che a una spalla mobile sino all’orizzontale, che presenta pertanto un blocco

meccanico sopra i 90° (grosso modo la situazione in cui si trova l’assicurata),

coincide una menomazione all’integrità del 15%, percentuale quest'ultima che -

riportata nella sezione della tabella riservata alla periartrite omero-scapolare

– corrisponde a un’affezione di gravità tra il medio e il grave.

Ritenendo

che la menomazione all’integrità si eleva al 20% (cfr. doc. 32, p. 7), il dott.

__________ si è quindi dimostrato persino generoso.

A titolo

comparativo, va rilevato che l'Alta Corte in una sentenza U196/02 del 23

gennaio 2003 ha stabilito un’IMI del 12,5% nel caso di un assicurato che

aveva subito la lesione del sopraspinato e del tendine del bicipite e che

presentava un’abduzione attiva possibile fino a 105° e una flessione attiva

fino a 110°.

Per

quanto attiene alla giurisprudenza cantonale, in una sentenza 35.2001.29 del 26

febbraio 2002, consid. 2.3.5., un assicurato, rimasto vittima di una lesione

traumatica della cuffia dei rotatori, è stato posto al beneficio di un'IMI del 12.5%

in presenza di una spalla destra la cui mobilità era fortemente limitata (100°

in elevazione e 90° in abduzione).

L’insorgente

ha rimproverato al medico fiduciario di avere valutato soltanto la spalla

destra, omettendo di prendere in considerazione la perdita di funzionalità del

braccio corrispondente (doc. I, p. 2).

In

proposito, il TCA si limita ad osservare, da una parte, che il danno alla

salute infortunistico è localizzato alla spalla destra e, dall’altra, che il

fatto che la ricorrente incontri difficoltà nella mobilizzazione del braccio

Considerandi

destro, ciò di cui si è già tenuto conto riconoscendole un’IMI lorda del 20%,

dipende appunto dallo stato della spalla.

RI 1 fa

inoltre valere che il danno alla spalla destra sarebbe principalmente di natura

infortunistica e solo in minima parte dovuto ad alterazioni degenerative, di

modo che la decurtazione sull’IMI lorda non potrebbe essere superiore al 5%

(doc. I, p. 2).

Secondo l'art. 36 cpv. 2

LAINF, le rendite di invalidità, le indennità per menomazione all'integrità e

le rendite per superstiti sono adeguatamente ridotte se il danno alla salute o

la morte è solo in parte imputabile all'infortunio (prima frase). Per la

riduzione delle rendite non si terrà tuttavia conto delle affezioni anteriori

non pregiudizievoli alla capacità di guadagno (seconda frase).

L'applicazione di

questa disposizione presuppone che l'infortunio ed un evento non assicurato

abbiano causato assieme il danno alla salute. Per contro, l'art. 36 cpv. 2

LAINF, non è applicabile quando l'infortunio e l'evento non assicurato abbiano

provocato dei danni senza correlazione reciproca, che necessitano di terapie

differenti, ad esempio, perché interessano parti diverse del corpo. In questo

caso, le conseguenze dell'infortunio assicurato vanno valutate separatamente

(cfr. DTF 126 V 117 consid. 3a, 121 V 333 consid. 3c, 113 V 58 consid. 2 ed i

riferimenti ivi menzionati).

Nel caso di specie, la CO

1.

ha operato una riduzione del 50% sull’IMI lorda.

In effetti, il dott. __________, con il suo referto peritale del

13.

marzo 2007, ha affermato che, citiamo: “l’influenza dei fattori degenerativi

preesistenti estranei all’evento infortunistico in parola, viene valutato

nell’ordine di grandezza del 50%.” (doc. 32, p. 7).

Al riguardo, questo Tribunale constata che la preesistenza di

alterazioni degenerative alla spalla destra, era stata segnalata anche dal

dott. __________, spec. FMH in medicina interna, in occasione della visita

peritale del 21 giugno 2004 (doc. 8: “L’evento infortunistico che si sarebbe

verificato in luglio 2003, così come viene descritto, non è in grado di

spiegare l’insorgenza delle lesioni alla spalla dx successivamente documentate,

che sono di natura degenerativa e sicuramente preesistenti.” – il

corsivo è del redattore).

È vero che, con la pronunzia del 18 gennaio 2006, il TCA ha

comunque riconosciuto l’obbligo a prestazioni della CO 1 (doc. 9). Occorre

tuttavia precisare che, secondo la giurisprudenza federale, uno stato

patologico o degenerativo preesistente non esclude l’applicabilità dell’art. 9

cpv. 2 OAINF, a condizione che l’evento a carattere infortunistico abbia reso

manifesto il preesistente danno alla salute (DTF 123 V 43 consid. 2b e RAMI

2001.

U 435, p. 332ss.).

In questo contesto, è utile evidenziare che il TCA, in una

sentenza 35.2001.01 del 30 ottobre 2002, ha affrontato la tematica della

rottura della cuffia dei rotatori. In quell'occasione questo Tribunale ha

ordinato una perizia medico-giudiziaria a cura del dott. __________, Capo-clinica

aggiunto presso la Clinica di ortopedia e di chirurgia dell'apparato locomotore

dell'Ospedale __________ di __________, il quale ha osservato che con

l'invecchiamento, la cuffia dei rotatori è sottoposta a un processo

degenerativo. Il perito ha in particolare sviluppato le seguenti considerazioni

a proposito della genesi della rottura dei tendini della cuffia dei rotatori:

"(…)

La question si une rupture d'un tendon de la coiffe des rotateurs

de l'épaule directement liée à un événement accidentel ou si celui-ci a été aggravé

à une condition dégénérative déjà préexistante est une des plus difficiles dans

le domaine des expertises orthopédiques. II est évident que pour le patient, comme

dans le cas de Monsieur A., la causalité entre la rupture avec apparition de douleurs

immédiates et le traumatisme est clair.

La réponse à la question de savoir si et sous quelle forme existe

des ruptures accidentelles de la coiffe des rotateurs qui satisfont aux conditions

requises à leur prise en charge est basée sur des connaissances ayant trait à

l'étiologie, la pathogenèse et l'histoire naturelle des différentes formes de lésions

ou pertes de substances de la coiffe des rotateurs. La genèse de pertes de substances

de la coiffe des rotateurs est multifactorielle. Elle inclut des mécanismes extrinsèques

(macrotraumatisme, microtraumatisme répétitif, conflit sous-acromial) et des mécanismes

intrinsèques tel que l'hypovascularité et la dégénération primaire due au vieillissement

naturel du tendon. La coiffe des rotateurs est soumise au fil du phénomène naturel

du vieillissement à un processus dégénératif. Quoique le vieillissement biologique

ne soit pas dépendant de l'âge chronologique, il est néanmoins admis de façon

unanime que les pertes de substances de la coiffe s'accroissent avec l'âge en

ce qui concerne leur fréquence, leur épaisseur et leur étendue. Sur le plan microscopique,

ce processus de dégénération débute déjà avant l'âge de 30 ans. Cependant, les lésions

sont rares avant l'âge de 35 à 40 ans mais leur nombre s'accroît dans la 5ème décennie

pour aboutir après 50 ans aux pertes de substances totales transfixantes. Entre

50.

et 60 ans, même chez des sujets asymptomatiques, il est possible de démontrer

jusqu'à 30% des cas de pertes de substances partielles ou complètes de la coiffe

des rotateurs. Cette solution de continuité de la coiffe des rotateurs n'est pas

subite mais s'installe de façon graduelle et progressive au fil des mois et des

années. Cette dégénération est due à une diminution de la perfusion provoquant

une atrophie continuelle du tissu tendineux. Cette diminution de perfusion peut

être accentuée par des facteurs extrinsèques comme par des protusions osseuses

(ostéophytes au niveau acromio-claviculaire, acromion en forme de crochet de type

III).

Chez des sujets au-dessus de 40 ans, la coiffe des rotateurs n'a très

probablement aucune possibilité de régénération. Par, la suite, les fibres

tendineuses perdent de force et avec les années le tendon s'élargit et s'amincit.

A ce stade là, dans la majorité des cas, les premiers symptômes apparaissent en

général sous forme de douleurs nocturnes et ensuite par la diminution de la

force du membre intéressé et pseudoparalyse. Un événement traumatique, même léger

comme dans le cas de Monsieur A., peut être suffisant pour compléter une rupture

jusqu'à ce moment incomplète et non symptomatique. A ce moment, il reste à prouver

si l'événement accidentel a effectivement provoqué la rupture du tendon dégénéré

ou s'il était la seule cause de la lésion complète du tendon. Des critères de

causalité ont été élaborés par Loew & Rompe ainsi que par Beickert & Bühren

(voir bibliographie) permettant d'apprécier si une rupture de la coiffe des rotateurs

est de caractère accidentel ou dégénératif et sont recommandés par la Société

suisse d'orthopédie. Les critères parlant en faveur d'une étiologie

dégénérative de la lésion de notre patient sont: l'âge au-dessus de 50 ans,

l'action ulnérante inappropriée (seulement un mouvement passif violent du bras

en arrière et en dedans ainsi qu'une abduction véhémente et forcée ou une élévation

du bras contre résistance dans le cadre d'un mouvement réflexe ou de défense sont

appropriés à provoquer une lésion complète d'un tendon du muscle sus-épineux sain).

L'examen radiologique montre une ascencion de la tête humérale, des ostéophytes

de traction à la surface inférieure de l'acromion. Ces signes sont

des preuves radiologiques indirectes d'une rupture de la coiffe des rotateurs

de longue date. La découverte de lésions pratiquement symétriques au niveau de l'épaule

opposée souligne clairement la suspicion des déchirures dégénératives et fait preuve

de la possibilité d'une présence de rupture complète du tendon sus-épineux asymptomatique.

En conclusion, je suis donc d'avis que la déchirure

du muscle sus-épineux de l'épaule droite chez M. A. est principalement de caractère

dégénératif, mais aggravé et devenu symptomatique lors d'un traumatisme banal

de l'épaule droite. La relation entre la lésion complète du tendon du muscle

sus-épineux et l'événement accidentel du 03.02.2000 me semble peu probable. Par

contre, l'apparition d'une symptomatologie douloureuse suite à un traumatisme même

banal de l'épaule est probable et typique en présence d'une coiffe des rotateurs

dégénérée. (…)."

(STCA

succitata)

Pertanto,

ritenuta la preesistenza di uno stato degenerativo, a mente del TCA appare

giustificato, conformemente all'art. 36 cpv. 2 LAINF, ridurre del 50% l'IMI,

come proposto dal dott. Caranzano, portandola al 10%, dato che il danno alla

salute presentato dalla ricorrente è solo in parte imputabile all'infortunio.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Per quanto

ricevibile, il ricorso è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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