35.2008.60
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5 febbraio 2009Italiano17 min
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Numero d'incarto:
35.2008.60
Data decisione, Autorità:
05.02.2009, TCA
Titolo:
Assicurato, per anni dipendente di una ditta specializzata nella lavorazione galvanica, soffre di disturbi psichici. Negata la responsabilità dell'assicuratore LAINF a titolo di malattia professionale, vista assenza di prove a favore di patologia organica interessante il sistema nervoso centrale
MALATTIA PROFESSIONALE
art. 9 cpv. 1 LAINF
art. 9 cpv. 2 LAINF
Raccomandata
Incarto n.
35.2008.60
mm
Lugano
5 febbraio
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale
delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 3 luglio 2008 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 10 giugno
2008 emanata da
CO 1
rappr. da: RA 2
in materia di assicurazione contro gli
infortuni
ritenuto, in
fatto
1.1. Nel corso
del mese di aprile 2007, RI 1 - sino al 31 ottobre 2005 dipendente della ditta __________
di __________ e, perciò, assicurato contro gli infortuni e le malattie professionali
presso l’CO 1 -, ha chiesto all’Istituto assicuratore di esaminare la propria
responsabilità a titolo di malattia professionale in relazione a una, nel
frattempo diagnosticata, psicosi organica su verosimile base tossica (cfr. doc.
1, 7 e 10).
1.2. Esperiti gli
accertamenti medico-amministrativi del caso, l’assicuratore LAINF, con
decisione formale del 4 aprile 2008, ha negato che l’assicurato fosse portatore
di una malattia professionale ai sensi di legge (doc. 47).
A seguito
dell’opposizione interposta da RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 50),
l’amministrazione, in data 10 giugno 2008, ha ribadito il contenuto della sua
prima decisione (doc. 53).
1.3. Con ricorso
del 3 luglio 2008, in un primo tempo erroneamente inoltrato all'assicuratore
LAINF, RI 1, sempre patrocinato da RA 1, ha chiesto che il TCA abbia a,
citiamo: “… rivalutare (…) la percentuale di probabilità che ha causato un così
grave danno alla salute di RI 1 che a mio parere è stato sottovalutato.”,
argomentando in particolare quanto segue:
"
(…).
RI 1 ha iniziato i controlli e le cure presso
medici in Svizzera, i quali secondo la loro diagnosi lo hanno sottoposto a cure
specifiche per malattia del sistema nervoso, cure che non hanno avuto alcun
esito positivo per la sua salute. Questo mi ha indotto a consultare dei medici
specialisti in Italia e dopo diversi esami approfonditi hanno riscontrato gravi
disturbi del metabolismo e tracce di sostanze velenose nel sangue, nel mentre
il suo stato è peggiorato e si è reso indispensabile un intervento chirurgico
urgente.
In conclusione, è risultato che i malori che
gradualmente si sono manifestati sempre più incisivi sono da imputare alla
prolungata esposizione agli acidi trattati sul posto di lavoro.”
(doc. I)
1.4. L’CO 1, in
risposta, ha postulato un’integrale reiezione dell’impugnativa con argomenti di
cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. V).
1.5. Il 19
settembre 2008 l’insorgente si è riconfermato nel proprio ricorso e ha
domandato che il TCA abbia a disporre l’esecuzione di una perizia medica
giudiziaria (doc. VII).
1.6. In corso di
causa, questo Tribunale ha interpellato, per il tramite della Divisione
giuridica dell’CO 1, la dott.ssa __________, alla quale è stato chiesto di
spiegare i motivi per cui il caso non è stato approfondito anche dal profilo
psichico (doc. IX).
Il
rapporto del medico fiduciario è pervenuto il 22 dicembre 2008 (doc. 56).
Il
ricorrente ha presentato le proprie osservazioni il 12 gennaio 2009 (doc. XIV).
in
diritto
In
ordine
2.1. La presente
vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico
ai sensi dell'articolo 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (cfr. STF
9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007;
STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H
212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98
del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 p. 190 seg.; STFA H 304/99 del
22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
Nel
merito
2.2. Il TCA è
chiamato a stabilire se l’assicuratore LAINF convenuto era legittimato a negare
il proprio obbligo a prestazioni in relazione ai disturbi di cui soffre l’assicurato,
oppure no.
Più
concretamente, occorre decidere se il danno alla salute che presenta RI 1,
costituisce una malattia professionale secondo l’art. 9 LAINF oppure no.
2.3. Giusta
l'art. 9 cpv. 1 LAINF, sono malattie professionali quelle causate
esclusivamente o prevalentemente da sostanze nocive o da determinati lavori
nell'esercizio dell'attività professionale.
Fondandosi
sulla delega di competenza contenuta in detto disposto, nonché sull'art. 14
OAINF, il Consiglio federale ha allestito, nell'allegato I all'OAINF, l'elenco
esaustivo delle sostanze nocive da un canto, quello delle malattie provocate da
determinati lavori dall'altro.
Il
rapporto di causalità fra l'attività professionale e la malattia, oltre ad
essere adeguato, deve essere qualificato, cioè almeno preponderante: il fattore
professionale deve essere più importante degli eventuali altri elementi che
hanno concorso a causare l'affezione.
Secondo
la giurisprudenza, l'esigenza di un nesso preponde-rante è data quando la
malattia è determinata per oltre il 50% dall'azione di una sostanza nociva
menzionata nel primo elenco oppure, qualora figura tra le affezioni annoverate
nel secondo, essa sia stata causata in ragione di più del 50% dai lavori
indicati in tale sede (DTF 119 V 200 consid. 2a; RAMI 2000 U 398, p. 333ss.
consid. 3, RAMI 1988 p. 447ss. consid. 1b; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire
de la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 67ss.).
2.4. Il cpv. 2
dell'art. 9 LAINF recita che le altre malattie di cui è provato siano state
causate esclusivamente o in modo affatto preponderante dall'esercizio
dell'attività professionale sono, pure, considerate malattie professionali.
La legge
prevede, dunque, che, affinché nasca l'obbligo dell'assicuratore LAINF a
prestazioni, fra le altre malattie e l'esercizio di un'attività professionale
vi sia un rapporto esclusivo o almeno nettamente preponderante: la
giurisprudenza ritiene soddisfatta tale condizione quando l'affezione è stata
causata dall'attività professionale almeno nella misura del 75% (DTF 126 V 186
consid. 2b, DTF 119 V 201 consid. 2b, DTF 117 V 355
consid. 2a, DTF 114 V 109 consid. 3; RAMI 1991 p.
318ss., consid. 5a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
Il TFA
ha, poi, ancora stabilito che ciò presume che, epidermiologicamente, la
frequenza dell'affezione in questione sia almeno 4 volte più alta per una
categoria professionale determinata che per la popolazione in generale (DTF 126
V 183 consid. 4c e riferimenti ivi menzionati, DTF 116 V 136, consid. 5c; RAMI
2000 U 408, p. 407, RAMI 1999 U 326, p. 109 consid. 3 RAMI 1997 U 273, p. 179
consid. 3a; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 68).
La nostra
Massima Istanza, nella sentenza di cui alla DTF 126 V 183ss., ha, inoltre,
precisato quanto segue:
"
(…). Sofern der Nachweis eines qualifizierten
(zumindest stark überwiegenden [Anteil von mindestens 75%])
Kausalzusammenhanges nach der medizinischen Empirie allgemein nicht geleistet
werden kann (z.B. wegen der weiten Verbreitung einer Krankheit in der
Bevölkerung, welche es ausschliesst, dass eine bestimmte versicherte
Berufstätigkeit ausübende Person zumindest vier Mal häufiger von einem Leiden
betroffen ist als die Bevölkerung im Durchschnitt), scheidet die Anerkennung im
Einzelfall aus (BGE 116 V 143 Erw. 5c in fine; RKUV 1999 Nr. U 326 S. 109 Erw.
3 in fine; im gleichen Sinne bezüglich der Frage nach dem für die Anerkennung
als Berufskrankheit erforderlichen vorwiegenden [Anteil von mindestens 50%;
RKUV 1988 Nr. U61 S. 447] Zusammenhang von aufgetretenem Leiden und beruflich
bedingter Exposition zu in Ziff. 1 des Anhanges I zur UVV aufgeführten
schädigenden Stoffen das nicht veröffentlichte Urteil S. vom 11. Mai 2000,
worin auf Grund epidemiologischer Untersuchungsergebnisse das relative Risiko
für Leukämie oder ein myelodysplastisches Syndrom bei einer länger andauernden
Benzol-Exposition von 1 ppm als nur wenig über dem Risiko der Gesamtbevölkerung
liegend bezeichnet wurde). Sind anderseits die allgemeinen medizinischen
Erkenntnisse mit dem gesetzlichen Erfordernis einer stark überwiegenden (bis
ausschliesslichen) Verursachung des Leidens durch eine (bestimmte) berufliche
Tätigkeit vereinbar, besteht Raum für nähere Abklärungen zwecks Nachweises des
qualifizierten Kausalzusammenhanges im Einzelfall (vgl. BGE 116 V 144 Erw. 5d;
RKUV 1997 nr. U 273 S. 178 Erw. 3)."
In una sentenza del 26 febbraio 2004 nella causa K., U 35/02, l'Alta
Corte ha ribadito i medesimi concetti rilevando in particolare:
"
2.1 Die Voraussetzung des ausschliesslichen oder
stark überwiegenden Zusammenhanges gemäss Art. 9 Abs. 2 UVG ist nach ständiger
Rechtsprechung erfüllt, wenn die Berufskrankheit mindestens zu 75 % durch die
berufliche Tätigkeit verursacht worden ist. Die Anerkennung von Beschwerden im
Rahmen dieser von der Gerichtspraxis als Generalklausel bezeichneten
Anspruchsgrundlage (vgl. dazu BGE 114 V 111 Erw. 3c) ist an relativ strenge
Beweisanforderungen gebunden.
2.2 Im Rahmen von Art. 9 Abs. 2 UVG ist
grundsätzlich in jedem Einzelfall darüber Beweis zu führen, ob die geforderte
stark überwiegende (mehr als 75 %ige) bis ausschliessliche berufliche
Verursachung vorliegt (BGE 126 V 189 Erw. 4b am Ende). Angesichts des
empirischen Charakters der medizinischen Wissenschaft (BGE 126 V 189 Erw. 4c am
Anfang) spielt es für den Beweis im Einzelfall eine entscheidende Rolle, ob und
inwieweit die Medizin, je nach ihrem Wissensstand in der fraglichen Disziplin,
über die Genese einer Krankheit im Allgemeinen Auskunft zu geben oder (noch)
nicht zu geben vermag. Wenn auf Grund medizinischer Forschungsergebnisse ein
Erfahrungswert dafür besteht, dass eine berufsbedingte Entstehung eines
bestimmten Leidens von seiner Natur her nicht nachgewiesen werden kann, dann
schliesst dies den (positiven) Beweis auf qualifizierte Ursächlichkeit im
Einzelfall aus."
2.5. Analogamente a quanto stabilito dalla giurisprudenza relativa
alla nozione di infortunio, colui che chiede il riconoscimento di prestazioni
dell'assicurazione contro gli infortuni deve rendere plausibile la sussistenza
dei singoli elementi costitutivi della definizione della malattia
professionale. Qualora non adempia questi requisiti, l'assicurazione non è tenuta
ad assumere il caso. Se vi è controversia, spetta al giudice decidere se i
presupposti della malattia professionale sono dati. Il giudice stabilisce
d'ufficio i fatti di causa; a tal fine può richiedere la collaborazione delle
parti. Se la procedura non consente di concludere almeno per la verosimiglianza
dell'esistenza di una malattia professionale - la semplice possibilità non
essendo sufficiente - il giudice constaterà l'assenza di prove o di indizi
pertinenti e, pertanto, l'inesistenza del diritto a prestazioni ai sensi della
LAINF (DTF 116 V 140 consid. 4b e 142 consid. 5a, 114 V 305 consid. 5b, 111 V
201 consid. 6b; RAMI 1990 U 86, p. 50).
2.6. Dalle
tavole processuali emerge che la decisione dell’assicuratore
convenuto di negare all’affezione di cui è portatore l’assicurato il
carattere di malattia professionale ai sensi di legge, è stata
presa sulla base del rapporto 13 marzo 2008 della dott.ssa __________, spec.
FMH in medicina interna e del lavoro, attiva presso il __________, la quale, a
sua volta, ha fatto capo alle risultanze del sopralluogo da lei stessa esperito
presso la ditta __________ di Mendrisio, datore di lavoro di RI 1 durante gli
anni 1993-2005.
Nel corso
del mese di gennaio 2008, dopo che il ricorrente aveva chiesto all’assicuratore
infortuni convenuto di valutare la propria responsabilità in relazione alla
psicosi organica che gli era stata nel frattempo diagnosticata, la dott.ssa __________
si è recata presso lo stabilimento della ditta __________.
Per
quanto qui più interessa, in quell’occasione, il medico fiduciario ha rilevato
che le condizioni di lavoro presso l’azienda appena citata corrispondono esattamente
a quelle che si riscontrano usualmente nel settore specifico della lavorazione
galvanica. In particolare, essa ha sottolineato che ogni vasca é dotata di un
sistema di aspirazione performante e, d’altra parte, che, anche in caso di
interruzione del lavoro, per effetto della diluizione, non vi sarebbe un’esposizione
rilevante all’interno del grande capannone. Sempre secondo la dott.ssa __________,
è perciò difficilmente possibile che l’assicurato abbia subito un’esposizione
tale da causare una psicosi organica, diagnosi che è peraltro stata rivista dai
sanitari dell’Unità operativa di psichiatria dell’Ospedale di __________ di __________,
Fatti
i quali, con rapporto del 3 settembre 2007, hanno concluso per un, citiamo:
“disturbo depressivo maggiore” (doc. 22).
La
specialista in medicina del lavoro ha affermato che la sintomatologia riferita
dallo stesso insorgente, costituita da disturbi del sonno, da sensazioni di
paura e da difficoltà alla deambulazione, parla piuttosto a favore di una depressione
reattiva in presenza di un disturbo organico, così come lo confermerebbe il
decorso favorevole della malattia osservato a partire dall’intervento di
angioplastica alle arterie iliache comuni bilateralmente dell’agosto 2007 (in
proposito, si veda il doc. 22).
Essa ha
inoltre segnalato che nell’urina e nel sangue sono stati riscontrati livelli
normali di Cadmio, Cromo e Nichel. Solo parametro fuori dalla norma era la
vitamina B12, risultata elevata (cfr. doc. 10). Ciò non consente però di ritenere
che vi sia stata un’aumentata esposizione ai vapori di acido cianidrico, in
quanto RI 1 aveva assunto per lungo tempo diverse vitamine, fra le quali è
plausibile vi fosse pure la vitamina B12.
Questa
infine la conclusione a cui è giunta la dott.ssa __________:
"
Zusammenfassend dürft bei Herrn RI 1 kaum eine
Berufskrankheit durch seine Tätigkeit in der Galvanikabteilung der Firma __________
entstanden sein.“
(doc. 45, p. 4).
Il medico
di fiducia dell’CO 1 ha del resto ribadito la propria opinione dopo avere preso
visione della documentazione tecnica prodotta dall’ex datore di lavoro
dell’insorgente (agli atti sub doc. 46a):
"
Die uns als Berufskrankheit gemeldete organiche
Psychose kann nicht mit vorwiegender Wahrscheinlichkeit auf eine berufliche
Ursache zurückgeführt werden.
Eine Berufskrankheit ist aufgrund der
vorliegenden Untersuchungsergebnisse und der Expositionsverhältnisse im Betrieb
praktisch ausgeschlossen.“
(doc.
46 - il corsivo é del redattore)
In corso di causa, questa
Corte si è rivolta alla dott.ssa __________, chiedendole di
voler spiegare i motivi per i quali non si è ritenuto di approfondire il caso
anche dal profilo psichico (doc. IX).
La
specialista, con referto del 17 dicembre 2008, ha innanzitutto spiegato che, in
base all’ICD-10, una psicosi organica va annoverata fra le malattie psichiche
che trovano la propria origine in una patologia cerebrale, in un danno
cerebrale oppure in un’altra lesione, comportanti un disturbo del funzionamento
del cervello. Per contro, una depressione non è mai fondata su un’affezione
cerebrale di natura organica. Nel caso di specie, rileva ancora la dott.ssa __________,
dalla documentazione medica a disposizione non emerge affatto la prova di una
patologia organica che interessa il sistema nervoso centrale.
D’altro
canto, siccome gli accertamenti esperiti hanno consentito di escludere, con una
verosimiglianza che rasenta la certezza, la presenza di una psicosi organica di
eziologia professionale, dal profilo della medicina del lavoro non vi è motivo
per approfondire oltre il quadro patologico psichico dell’assicurato (doc. 56).
2.7. Chiamato
a pronunciarsi, il TCA, tutto ben considerato, ritiene che la
valutazione della dott.ssa __________ - specialista proprio nella materia che
qui interessa, la quale si è basata su un’accurata ricostruzione dell’anamnesi
clinica e professionale dell’assicurato -, secondo cui non sono adempiuti i
presupposti per applicare l’art. 9 LAINF (né il cpv. 1 né, tantomeno, la
clausola generale di cui al cpv. 2), possa validamente costituire da supporto
Considerandi
probatorio al presente giudizio, senza che si riveli necessario procedere ad
ulteriori misure istruttorie.
In
proposito, va ricordato che, per costante giurisprudenza, quando l'istruttoria
da effettuare d'ufficio conduce l'amministrazione o il giudice, in base ad un
apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di
determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri
provvedimenti probatori più non potrebbero modificare il risultato (valutazione
anticipata delle prove), si rinuncerà ad assumere altre prove (cfr. STFA
dell'11 dicembre 2003 nella causa R., U 239/02; STFA del 31 gennaio 2003 nella
causa V., H 5/02; STFA del 5 marzo 2003 nella causa G., H 411/01; SVR 2003 IV
Nr. 1 p. 1; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 102/01; STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa D.
SA, H 299/99; STFA del 26 novembre 2001 nella causa R., U 257/01; STFA del 15
novembre 2001 nella causa P., U 82/01; STFA del 28 giugno 2001 nella causa G.,
I 11/01; RCC 1986 p. 202 consid. 2d; STFA del 27 ottobre 1992 nella causa B.P.;
STFA del 13 febbraio 1992 in re O.; STFA del 13 maggio 1991 nella causa A.;
STCA del 25 novembre 1991 nella causa M.; F. Gygi,
Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., p. 274; U. Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 212;
Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a
ed., p. 39 e p. 117), senza che ciò costituisca una lesione del diritto di
essere sentito sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (DTF 124 V 94 consid. 4b, 122
V 162 consid. 1d e sentenza ivi citata).
Occorre
inoltre considerare che, per costante giurisprudenza, in un procedimento
assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della
controversia giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa
è un organo amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr.
RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003,
consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).
Nella DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999
U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha
confermato che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di
un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione
che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente
motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere
degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che
il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,
non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono
piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere
come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
Infine,
l’Alta Corte ha precisato che i pareri redatti dai medici
dell'amministrazione hanno pieno valore probatorio, anche quando essi si sono
espressi unicamente in base agli atti, dunque senza visitare personalmente
l'assicurato (cfr. STFA U 143/98 del 10 settembre 1998 e STFA U 49/95 del 2
luglio 1996).
Questo Tribunale non
ignora che agli atti figurano dei rapporti, elaborati dall’Unità
operativa di psichiatria e da quella di medicina del lavoro e preventiva
dell’Ospedale di __________ di __________, che concludono a favore
dell’esistenza di una psicosi organica su verosimile base tossica (cfr. doc. 7
e doc. 10). Essi non sono tuttavia suscettibili di scalfire il valore
probatorio della valutazione della dott.ssa __________.
Da una
parte, tali certificazioni, nella misura in cui vi si pretende che vi sia un
legame causale tra la pregressa attività professionale di RI 1 ed i suoi
problemi di salute, non appaiono motivate a sufficienza e, soprattutto, fondate
su un’indagine seria di quelle che erano le condizioni di lavoro presso la
ditta __________. In particolare, va rilevato che nel referto 27 aprile 2007
del Prof. __________ si sostiene che le vasche erano prive di sistema di
aspirazione, mentre che, in occasione del sopralluogo, la dott.ssa __________
ne ha constatato la presenza (cfr. doc. 45, p. 3).
Dall’altra,
occorre considerare che, in un secondo tempo, al termine della degenza 17
luglio-3 settembre 2007 presso la succitata Unità di psichiatria, è stata posta
la diagnosi di disturbo depressivo maggiore (doc. 22), ciò che esclude,
in base a quanto indicato dal medico di fiducia dell’CO 1 (doc. 56),
l’esistenza proprio di un danno organico al sistema nervoso centrale.
In esito
alle considerazioni che precedono, nella misura in cui l’Istituto assicuratore
resistente ha negato che la problematica di cui soffre l’assicurato costituisce
una malattia professionale ai sensi di legge, la decisione su opposizione
impugnata merita conferma.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è respinto.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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