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Decisione

35.2009.70

Caduta da impalcatura, lesioni costali al fianco sinistro. Negato nesso causale tra disturbi alla spalla sinistra e l'infortunio. Un'artroscopia ha dimostrato errati gli accertamenti, compiuti dall'as

15 febbraio 2010Italiano34 min

Source ti.ch

Fatti

I dolori sono sempre gli

stessi in più sente un formicolio al braccio. Ora sente dolori anche

anteriormente alla spalla in più dolori sterno-costali. Non assume nessun

medicamento contro i dolori in quanto questi sarebbero sopportabili, questi si

manifestano però anche in parte a riposo senza che faccia alcun movimento

particolare. […]

Stato locale

[…] Le radiografie

eseguite inizialmente non hanno evidenziato con sicurezza fratture costali, in

particolare il controllo radiologico del 30.8.2007 non ha evidenziato

formazione di callo osseo per cui penso che non si possa parlare di stato da

fratture costali a sinistra. L’esame TAC del torace del 18.10.2007 non ha

permesso di evidenziare lesioni di tipo post-traumatico.

Valutazione

Se si considerano poi i

certificati medici iniziali all’ospedale di __________ si mette in evidenza un

problema alla griglia costale bassa verso l’ipocondrio sinistro e non a livello

del muscolo pettorale. Considerata tutta la situazione si può sostenere che si

è in presenza di un importante allargamento dei sintomi, anche la situazione

clinica valutata il 30.1.2008 è ben diversa da quella valutata in data odierna,

rispetto al 30.1.2008 vi è un chiaro allargamento delle zone sintomatiche con

aggiunta di nuovi sintomi e quindi si può parlare di allargamento dei sintomi.

[…]” (cfr. doc. 65)

La RM

della parete toracica effettuata l’8 maggio 2008 presso l’Ospedale regionale di

__________ ha portato il radiologo PD Dr. med. __________ alle seguenti

conclusioni:

"

Non evidenti alterazioni del segnale a livello

del muscolo pettoralis major sinistro o in corrispondenza dell’inserzione a

livello dell’omero. Non evidenti masse o collezioni liquide. Non

linfadenomegalie ascellari. Presenza di un edema del midollo osseo a livello

del tubercolo maggiore, segni di borsite sub-acromio/sub-deltoide e di

tendinopatia del sovraspinato." (cfr. doc. 75)

Così come

confermato dal Dr. med. __________ nel corso della visita medica del 13 maggio

2008:

"

[…] La risonanza magnetica effettuata

l’8.05.2008 non mette in evidenza alterazioni a livello del pettoralis major,

nessun segno per lesione della cuffia dei rotatori del bicipite o del deltoide.

[…]" (cfr. doc. 73)

Il 4

giugno 2008 ha avuto luogo una terza visita medica circondariale. In questa

occasione, oltre ai dolori già lamentati in precedenza, l’assicurato ha

riferito di dolori in fossa sovra-spinata, al bordo dell’acromion, alla capsula

articolare anteriore della spalla e alla clavicola, ed inoltre

un’iposensibilità diffusa a tutto l’emitorace sinistro sia anteriormente che

lateralmente e anche posteriormente (cfr. doc. 86).

L’esame

TAC torace e artro-RM sinistra effettuato il 26 giugno 2008 presso l’__________

di __________ ha portato la Dr. med. __________ ad esprimersi come segue:

"

[…]

REFERTO

[…] Spalla sinistra: la

cuffia dei rotatori presenta nel tendine del sovraspinato un disturbo di

segnale con un leggero edema esternamente e un leggero edema della superficie

del muscolo e della borsa nell’ambito di un attrito. Si trova un piccolo

sperone sottoacromiale e il legamento acromio-coracoideo ispessito. Non vi è

rottura del tendine del sovraspinato e non vi è fuoriuscita di mezzo di

contrasto extrarticolare. […] Modesta dissezione di mezzo di contrasto nel

muscolo sottoscapolare durante l’iniezione.

CONCLUSIONI

Reperto normale per la gabbia toracica. […] Segni di attrito subacromiale con

iniziale degenerazione del tendine sovraspinato ma senza rottura della cuffia.

Non vi sono lesioni del labbro."

(cfr. doc. 93)

Sulla

scorta di dette valutazioni mediche l’CO 1, tramite il Dr. __________, ha indirizzato

l’assicurato alla clinica riabilitativa di __________ allo scopo di valutare in

via peritale se ci fossero ancora postumi infortunistici oggettivabili (cfr.

doc. 101a). RI 1 è stato degente presso detta clinica dal 18 agosto al 17

settembre 2009.

Il

rapporto d’uscita della clinica di __________, redatto il 23 settembre 2008 dal

primario Dr. med. __________, specializzato in riabilitazione orientata al

lavoro, e dal medico assistente Dr. med. __________, evidenzia come non sia

stato possibile oggettivare alcuna patologia di natura infortunistica. In particolare, i due medici si sono così

espressi:

"

[…] Arbeitsfähigkeit/Zumutbarkeit und

Eingliederungsperspektive

Infolge Symptomausweitung,

mässiger Selbstlimitierung und Inkonsistenz sind die Resultate der physischen

Leistungstests für die Beurteilung der zumutbaren Belastbarkeit nur teilweise

verwertbar. Es ist davon auszugehen, dass bei gutem Effort eine bessere

Leistung erbracht werden könnte, als bei den Leistungstests und im

Behandlungsprogramm gezeigt wurde. Das Ausmass der demonstrierten physischen

Einschränkungen lässt sich mit den objektivierbaren pathologischen Befunden der

klinischen Untersuchung und bildgebenden Abklärung sowie den Diagnosen aus

somatischer Sicht nur ungenügend erklären. Die Beurteilung der Zumutbarkeit

stützt sich deshalb wesentlich auf medizinisch-theoretische Ueberlegungen,

unter Berücksichtigung der Beobachtungen bei den Leistungstests und im

Behandlungsprogramm. Eine weitergehende Einschränkung der Belastbarkeit lässt

sich medizinisch-theoretisch nicht begründen. […]

Diagnostische

Beurteilung

[…] In der aktuell

durchgeführten radiologischen Kontrolle der Schultergelenke konnten keine

degenerativen oder posttraumatischen Veränderungen festgestellt werden. […] Der

Patient ist nach wie vor überzeugt, an einem strukturellen Problem zu leiden.

Der Patient nimmt keine Medikamente mehr ein. Insgesamt kann die

Beschwerdesymptomatik des Patienten aus somatischer Sicht nicht erklärt werden.

[…]

Therapeutische

Massnahmen und Verlauf

[…] Im Austrittstest

konnte der Patient infolge verbesserter Motivation deutlich mehr belastet

werden als bei Eintritt. Funktionelle Limite waren dabei nicht ersichtlich.

Ebenso zeigten sich Inkonsistenzen in den Handkoordinationstests, wobei

verminderter Effort ersichtlich war. […]" (cfr. doc. 117)

A seguito della chiusura

del casbelgrado da parte dell’assicuratore, l’insorgente è stato visitato il 4

novembre 2008 dal Dr. med. __________ dell’Istituto __________

di __________, il quale ha rilevato una lesione del sovraspinato sinistro e

dell’intervallo rotativo anteriore. Secondo il medico __________, sarebbe

indispensabile una cura operativa della spalla sinistra (cfr. doc. III all. F).

L’assicurato

è stato poi visitato il 12 gennaio 2009 dal primario Dr. med. __________ della

clinica __________ di __________. Anche questo specialista ha ritenuto

indispensabile un intervento chirurgico alla spalla sinistra (cfr. doc. 138,

142). Questo parere è stato confermato un mese dopo, in occasione di una

seconda visita presso la clinica __________, stavolta ad opera del primario Dr.

med. __________ (cfr. doc. 145). I due sanitari della __________ hanno operato RI

1 alla spalla sinistra il 5 marzo 2009 (cfr. doc. 149, 150) ed hanno rilevato:

"

[…] Der Pat. Erlitt am 11.6.07 einen Autounfall

[…] Seither ebenfalls Schmerzen in der linken Schulter. Vorgängig nie

Schulterschmerzen. […]"

(cfr. doc. 142)

"

[…] Diagnose

Rotatorenmanschettenpartialläsion

(Supraspinatus, evt. Subscapularis-Oberrand), subacromiales Impingement und

Bicepstendinopathie Schulter links bei St. n. Autounfall am 11.6.07 […]" (cfr. doc. 145)

"

[…] Indikation:

Autounfall am 11.6.07 mit

verschiedenen Prellungen und seither persistierenden Schulterschmerzen links. Vor

dem Unfall schmerzfreie linke Schulter. […]" (cfr. doc. 149)

Peraltro, nemmeno

l’intervento chirurgico del 5 marzo 2009 sembra aver portato ad un

miglioramento dello stato di salute dell’assicurato, il quale, nel corso della

visita medica eseguita dal Dr. __________ il 7 maggio 2009 sempre presso la

clinica __________, lamentava persistenti dolori in tutta la zona della spalla

sinistra. Tali dolori persisterebbero sia a riposo che di notte e si

intensificherebbero col movimento. Sulla valutazione il Dr. __________ si è

così espresso:

"

[…] Beurteilung und Procedere

Bei starker

Bewegungseinschränkung sowie persistierenden Schmerzen scheint der Patient eine

postoperative Schultersteife zu entwickeln. Aufgrund der Anschlagszuckung im

Bereich des Musculus deltoideus ist eine Plexusüberdehnung sowie eine Nervus

axillaris-Läsion nicht auszuschliessen. […]" (cfr. doc. 161)

In sede ricorsuale, il Dr.

__________ ha preso parzialmente posizione in merito ai precedenti

apprezzamenti medici riguardanti l’assicurato, prendendo spunto dalla

valutazione del Dr. __________ del 21 aprile 2009. Inoltre, il Dr. __________ si è così espresso:

"

[…] ein Autounfall hat meines Wissens nie

stattgefunden, es handelt sich um einen Arbeitsunfall. […]

[…] Schliesslich möchte ich

noch auf Ihre Frage eingehen, ob die mit der Schulterläsion in Zusammenhang

Considerandi

bestehenden Beschwerden auch zu einem späteren Zeitpunkt auftreten können. Ich

bin der Meinung, dass diese Schmerzen schon direkt nach dem Trauma vorhanden

waren, sie werden ja […] in der ventralen Axillarlinie lokalisiert, womöglich

aber durch die Schmerzen von den Rippenfrakturen ausgehend kaschiert waren. […]" (cfr. doc.

III all. E)

2.5

Secondo la

giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente

tutti i mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se

la documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto

sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra

loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle

prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto

che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia

completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga

conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in

piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto

medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352;

RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,

consid. 1c e riferimenti).

L'elemento

rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo

di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma

semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

Nella DTF

125.

V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la

nostra Corte federale ha stabilito che ai rapporti allestiti da medici alle

dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore

probante, a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente

motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere

degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che

il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,

non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

Per quel

che riguarda le perizie allestite da specialisti esterni all'amministrazione,

il TFA ha pure loro riconosciuto pieno valore probante, fintantoché non vi sono

degli indizi concreti che facciano dubitare della loro attendibilità (cfr. STFA

U 168/02 del 10 luglio 2003; DTF 125 V 353, consid. 3b/bb).

In una

recente sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in SVR 2010 UV

Nr. 6, il Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni

sociali può fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si

trovano alle dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista

dubbio alcuno, neppure il più lieve, a proposito della correttezza delle

conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal

principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha

dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a

mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni

all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di

prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei

medici curanti:

"

[…]

4.4

Auch wenn die Rechtsprechung den Berichten

versicherungsinterner medizinischer Fachpersonen stets Beweiswert zuerkannt

hat, so ist doch zu betonen, dass ihnen praxisgemäss nicht dieselbe Beweiskraft

wie einem gerichtlichen oder einem im Verfahren nach Art. 44 ATSG vom

Versicherungsträger in Auftrag gegebenen Gutachten zukommt (BGE 125 V 351 E. 3a S. 352 ff.; 122 V 157 E. 1c S. 160 ff.). So hat die

Rechtsprechung bezüglich Gerichtsgutachten ausgeführt, das Gericht weiche

"nicht ohne zwingende Gründe" von den Einschätzungen des

medizinischen Experten ab (BGE 125 V 351 E. 3b/aa S. 352 f.). Auch

der EGMR hat diesbezüglich erwogen, der Meinung eines von einem Gericht

ernannten Experten komme bei der Beweiswürdigung vermutungsweise hohes Gewicht

zu (Urteile Sara Lind Eggertsdóttir gegen Island vom 5. Juli 2007, 31930/04, §

44.

und Shulepova gegen Russland vom 11. März 2009, 34449/03, § 62).

Hinsichtlich von Versicherungsträgern im Verfahren nach Art. 44 ATSG

eingeholten, den Anforderungen der Rechtsprechung entsprechenden, Gutachten

externer Spezialärzte wurde festgehalten, das Gericht dürfe diesen Gutachten

vollen Beweiswert zuerkennen, solange "nicht konkrete Indizien gegen die

Zuverlässigkeit" der Expertise sprechen (BGE 125 V 351 E. 3b/bb S. 353 mit

weiteren Hinweisen). Zur Frage der Berichte und Gutachten versicherungsinterner

Fachpersonen wurde der Grundsatz betont, wonach ein Anstellungsverhältnis

dieser Person zum Versicherungsträger alleine nicht schon auf mangelnde

Objektivität und Befangenheit schliessen lässt (BGE 125 V 351 E. 3b/ee S. 353 ff.).

Auch aus Art. 6 Abs. 1 EMRK folgt nicht, dass solche Stellungnahmen in jedem

Fall unbeachtlich wären (erwähntes Urteil des EGMR Sara Lind Eggertsdóttir

gegen Island vom 5. Juli 2007, 31930/04, § 51). Soll ein Versicherungsfall

jedoch ohne Einholung eines externen Gutachtens entschieden werden, so sind an

die Beweiswürdigung strenge Anforderungen zu stellen. Bestehen auch nur geringe

Zweifel an der Zuverlässigkeit und Schlüssigkeit der versicherungsinternen

ärztlichen Feststellungen, so sind ergänzende Abklärungen vorzunehmen (BGE 122 V 157 E. 1d S. 162 f.).

4.5

Aus dem Grundsatz der Waffengleichheit folgt das

Recht der versicherten Person, mittels eigener Beweismittel die Zuverlässigkeit

und Schlüssigkeit der ärztlichen Feststellungen der versicherungsinternen

Fachpersonen in Zweifel zu ziehen. Diese von der versicherten Person

eingereichten Beweismittel stammen regelmässig von behandelnden Ärztinnen und

Ärzten oder von anderen medizinischen Fachpersonen, die in einem

auftragsrechtlichen Verhältnis zur versicherten Person stehen. Da sich die

behandelnden Ärztinnen und Ärzte zudem in erster Linie auf die Behandlung zu

konzentrieren haben, verfolgen deren Berichte nicht den Zweck einer den

abschliessenden Entscheid über die Versicherungsansprüche erlaubenden objektiven

Beurteilung des Gesundheitszustandes und erfüllen deshalb kaum je die

materiellen Anforderungen an ein Gutachten gemäss BGE 125 V 351 E. 3a S. 352. Aus diesen

Gründen und aufgrund der Erfahrungstatsache, dass Hausärzte mitunter im

Hinblick auf ihre auftragsrechtliche Vertrauensstellung im Zweifelsfall eher zu

Gunsten ihrer Patienten aussagen (BGE 125 V 351 E. 3a/cc S. 353 mit

weiteren Hinweisen), wird im Streitfall eine direkte Leistungszusprache einzig

gestützt auf die Angaben der behandelnden Ärztinnen und Ärzte denn auch kaum je

in Frage kommen.

4.6

Diese Erfahrungstatsache befreit das Gericht

indessen nicht von seiner Pflicht zu einer korrekten Beweiswürdigung, bei der

auch die von der versicherten Person aufgelegten Berichte mitzuberücksichtigen

sind. Diese sind daraufhin zu prüfen, ob sie auch nur geringe Zweifel an der

Zuverlässigkeit und Schlüssigkeit der Feststellungen versicherungsinterner

Ärztinnen und Ärzte wecken. Es würde einen Verstoss gegen die Waffengleichheit

und somit eine Verletzung von Art. 6 Abs. 1 EMRK bedeuten, die Eignung der

Berichte der behandelnden Ärztinnen und Ärzte zur Weckung derartiger Zweifel

von letztlich unerfüllbaren Anforderungen abhängig zu machen. Wird die

Schlüssigkeit der Feststellungen der versicherungsinternen Fachpersonen durch

einen nachvollziehbaren Bericht eines behandelnden Arztes in Zweifel gezogen,

so genügt deshalb der pauschale Hinweis auf dessen auftragsrechtliche Stellung

nicht, um solche Zweifel auszuräumen. Ebenfalls kann nicht bloss darauf

verwiesen werden, diese Berichte erfüllten die Anforderungen an Gutachten

gemäss BGE 125 V 351 E. 3a S. 352 nicht oder nur

unvollständig. Damit die versicherte Person eine vernünftige Chance hat, ihre

Sache dem Gericht zu unterbreiten, ohne gegenüber dem Versicherungsträger klar

benachteiligt zu sein (E. 4.3.1 in fine), darf bei Bestand solcher Zweifel

nicht aufgrund der von der versicherten Person aufgelegten Berichte einerseits

und den versicherungsinternen medizinischen Berichten andererseits eine

abschliessende Beweiswürdigung vorgenommen werden. Um solche Zweifel

auszuräumen, wird das Gericht vielmehr entweder ein Gerichtsgutachten

anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger zurückzuweisen haben,

damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine Begutachtung veranlasst (E.

4.4

in fine)."

(si

veda pure la STF 8C_859/2009 dell’11 novembre 2009, consid. 4).

2.6

Nella

presente fattispecie la decisione su opposizione dell’assicuratore LAINF si

basa sostanzialmente sull’apprezzamento medico redatto il 21 aprile 2009 dal

Dr. __________. Secondo il medico __________ è inequivocabile che all’ospedale

di __________, dunque alla prima visita, l’assicurato ha lamentato dolori a

livello costale basso con abrasioni cutanee e siano state diagnosticate

fratture delle ultime costole. I dolori all’emitorace sinistro lungo la linea

ascellare anteriore lamentati, soprattutto durante l’elevazione del braccio, da

RI 1 durante la visita del 4 settembre 2007 ad opera del Dr. __________,

andrebbero considerati come il primo cambiamento dei sintomi. Secondo il medico

__________ sarebbe inoltre indubbio che, citiamo, “la prima manifestazione di

una possibile patologia della spalla è documentata in modo chiaro in occasione

della visita del 4.6.2008, forse largheggiando si potrebbe già valutare

qualcosa di simile in occasione della visita del 15.4.2008”, ovvero a dieci

mesi di distanza dall’evento infortunistico in questione (cfr. doc. 159). Il

comportamento dell’assicurato volto ad un allargamento dei sintomi è inoltre

confermato dai sanitari della clinica riabilitativa di __________.

Nel suo rapporto del 13 maggio 2008 il Dr. __________ ha attestato di non avere

una chiara spiegazione ai dolori all’emicostato sinistro dell’assicurato, ma di

ritenere possibile il persistere di fenomeni di ipersensibilità della parete

toracica dopo un’importante contusione come quella di cui l’assicurato è stato

vittima nel giugno 2007 (cfr. doc. 73).

Nel referto medico del Dr. __________ dell’8 maggio 2008 è descritta, tra

l’altro, “l’assenza di un osso acromiale e la presenza di discrete alterazioni

dell’articolatio acromio-claveare con presenza di liquido nella borsa

sub-acromiale e sub-deltoidea. Segni di tendinopatia del sovraspinato in quanto

valutabile senza chiari segni per una rottura transmurale” (cfr. doc. 75).

Dette anomalie alla spalla sinistra trovano riscontro anche nel rapporto della

Dr. __________ del 26 giugno 2008 (cfr. doc. 93).

La problematica alla spalla sinistra non è stata ulteriormente approfondita

durante il soggiorno a __________. I sanitari della clinica riabilitativa si sono

limitati a riportare “dolori alla spalla sinistra a dipendenza del movimento”

(cfr. doc. 117).

Nel suo rapporto del 12 gennaio 2009, il Dr. __________ pone la diagnosi di

rottura della cuffia dei rotatori a sinistra (rottura parziale del

sovraspinato, impingement subacromiale) (cfr. doc. 142).

La diagnosi posta il 12

febbraio 2009 dal Dr. __________ contempla invece l’eventualità di una lesione

al sottoscapolare (cfr. doc. 145). Diagnosi poi confermata nel rapporto

operatorio del 5 marzo 2009:

"

Diagnose: Rotatorenmanschetten-Ruptur (kraniales

1/3 Subscapularissehne), […]

Technisches Vorgehen:

[…] Intraartikuläre

Inspektion: […] Komplette Ruptur des kranialen 1/3 der Subscapularissehne. Die

Supraspinatus- sowie die Infraspinatussehne ist intakt. […]" (cfr. doc.

149)

Nel suo scritto del 23 giugno 2009 il Dr. __________ ha affermato che:

"

[…] In der Erstkonsultation vom 4.9.2007 durch

Dr. __________ werden Schmerzen in der anterioren Axillarlinie beschrieben.

Schmerzen, die durch eine Subscapularisruptur verursacht sind, können sich

effektiv auf das ventrale Schulterrelief projizieren. Wie bereits im

Sprechstundenbericht vom 3.6.2009 erwähnt sind Subscapularisläsionen meist

dramatisch bedingt. Die erwähnte Schulterläsion ist mit dem vom Patienten

geschilderten Unfallhergang kompatibel.

Weiter erwähnte Dr. __________

das Arthro-MRI vom 4.2.2009, wo nicht direkt von einer

Subscapularissehnenruptur sondern von einer Tendinopathie der

Subscapularissehne gesprochen wird. Hierzu ist anzufügen, dass Oberrandläsionen

im Arthro-MRI oft schwer zu diagnostizieren sind. Die Arthroskopie vom 5.3.2009

zeigt aber eine eindeutige Ablösung der Subscapularissehne und zwar im Bereich

des kranialen Drittels. […]" (cfr. doc. III all. E)

Dall’insieme

dei documenti medici agli atti emerge quindi che i sintomi di dolore lamentati

dall’assicurato nel sollevare il braccio sinistro oltre la spalla sono stati in

un primo tempo sottovalutati, mentre che poi, sulla scorta degli esami

radiologici (cfr. doc. 75, 93), detti sintomi hanno portato a diagnosi che, a

seguito dell’intervento di artroscopia del 5 marzo 2009, si sono rivelate

errate. Infatti il problema alla spalla sinistra dell’assicurato è stato infine

localizzato al tendine del sottoscapolare, invece che al sovraspinato

rivelatosi intatto. Inoltre, il Dr. __________ ha sottolineato che le lesioni

al sottoscapolare sono spesso dovute ad infortunio e la lesione riportata

dall’assicurato è compatibile con l’infortunio del giugno 2007. Ora questo

aspetto non è stato verificato e approfondito dall’CO 1.

Dispositivo

Per questi motivi, gli argomenti addotti alla decisione su opposizione del 12

maggio 2009 non appaiono sufficientemente convincenti, anche che alla luce

della sentenza federale citata al consid. 2.5 in fine.

Senza delle ulteriori indagini specialistiche non è infatti possibile né escludere,

né ammettere che la patologia alla spalla sinistra sia ancora in relazione di

causalità naturale e adeguata con il sinistro del giugno 2007.

2.7. Secondo la

giurisprudenza federale, il giudice cantonale che considera che i fatti non

sono stati sufficientemente chiariti ha, di principio, la scelta fra due

soluzioni: o rinviare la causa all'assicuratore per un complemento istruttorio

o procedere personalmente a tale complemento.

Un rinvio

all'assicuratore non viola né il principio della semplicità e della rapidità

della procedura né il principio inquisitorio.

In una

sentenza pubblicata in RAMI 1993 U 170, p. 136ss., il TFA ha comunque stabilito

che un simile rinvio può costituire un diniego di giustizia, in particolare

quando una semplice perizia giudiziaria o una misura di istruzione puntuale

basterebbe a chiarire un fatto.

In

proposito cfr. pure STF I 327/06 del 17 aprile 2007 consid. 5.

Tale

giurisprudenza è stata criticata dalla dottrina.

In

particolare, da G. Aubert, nella nota pubblicata in SJ 1993,

p. 560.

L'autore

ha centrato la sua critica sull’art. 47 LAINF che pone il principio secondo cui

è compito dell'assicuratore accertare d'ufficio i fatti, se necessario

disponendo delle perizie mediche (Ghélew/Ramelet/Ritter, op. cit., p. 176).

Il

risultato della giurisprudenza citata è - secondo l'autore - quello di

ribaltare tale onere sui tribunali e, visto il principio della gratuità della

procedura, di porre a carico dello Stato - a meno che una parte abbia agito

temerariamente o per leggerezza - costi che, invece, incombono agli

assicuratori.

Nemmeno

l'argomento fondato sulla rapidità della procedura convince G. Aubert: da una

parte, non occorre più tempo all'assicuratore che al giudice per ordinare una

perizia e, d'altra parte, la stessa giurisprudenza federale rischia di

diventare fonte di ritardi poiché, grazie ad essa, l'assicuratore può essere

tentato di rifiutare di ordinare delle perizie lasciando tale onere ai

Tribunali (e, quindi, allo Stato).

Lo

scrivente TCA non può che condividere tali critiche.

In una

sentenza del 17 novembre 2000 nella causa C., C 206/00, pubblicata in DLA 2001,

p. 196s., la nostra Corte federale ha ricordato - facendo riferimento ad una

sua pronunzia apparsa in RAMI 1986 K 665, p. 87 - che il rinvio

all'amministrazione appare generalmente giustificato se essa ha constatato i

fatti in maniera sommaria, ritenendo che, in caso di ricorso, il tribunale li

avrebbe comunque puntualmente accertati.

Nell’evenienza

concreta ci si trova confrontati ad un accertamento sommario dei fatti. L’assicuratore

LAINF, nell’ambito della presente procedura, pur avendo a disposizione un

rapporto di artroscopia che sconfessava le precedenti diagnosi inerenti alla

spalla sinistra dell’assicurato, ha infatti interpellato unicamente il Dr. __________.

L’Istituto assicuratore resistente, perlomeno dopo la lettura del rapporto del

Dr. __________, doveva sapere che, senza perlomeno un complemento istruttorio,

quanto affermato dal medico __________, il quale aveva fornito delle

conclusioni senza disporre dei referti afferenti agli esami per l’accertamento

di lesioni alla spalla, non era sufficiente quale prova dell'estinzione del

carattere causale.

L’CO 1

ha, quindi, violato il disposto di cui all’art. 43 cpv. 1 LPGA (cfr. STF

8C_704/2007 del 9 aprile 2008).

Si giustifica, di conseguenza,

l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e il rinvio degli atti

all’assicuratore LAINF resistente perché disponga accertamenti specialistici

più approfonditi riguardo alla natura e all’eziologia dei disturbi alla spalla sinistra

ancora lamentati dall’assicurato posteriormente al 2 novembre 2008 e, sulla

scorta delle relative risultanze, si pronunci nuovamente circa l’estinzione o

meno di una relazione di casualità naturale tra detta problematica e l’infortunio

del 2007.

2.8. L'assicurato,

vincente in causa, rappresentato da un avvocato della RA 1, ha diritto

all'importo di

fr. 1’500.--

a titolo di ripetibili (cfr. art. 61 lett. g LPGA; 30 Lptca).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto ai sensi dei

considerandi.

§ La

decisione su opposizione del 12 maggio 2009 è annullata.

§§ Gli

atti sono rinviati all’CO 1 per nuovi accertamenti ai sensi del consid. 2.6.

2. Non si percepisce

tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’CO 1

verserà, inoltre, all’assicurato l’importo di fr. 1’500.-- (IVA inclusa) a

titolo di ripetibili.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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