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Decisione

35.2012.37

TCA non ritiene dimostrato,secondo il grado della verosimiglianza preponderante,un legame causale tra la lesione di Bankart lamentata dall'assicurata alla spalla e l'infortunio,come correttamente rite

17 dicembre 2012Italiano24 min

Source ti.ch

Fatti

i disturbi dell’assicurata non possono che derivare dall’infortunio dell’8

agosto 2011, non avendo ella subìto altri infortuni all’infuori di quello

annunciato alla CO 1.

Il legale

ha sottolineato che il dr. __________ è stato il chirurgo che ha operato

l’assicurata, mentre il dr. __________ ha espresso il proprio parere unicamente

sulla base degli atti, aggiungendo che “il dr. __________ ipotizza che il dr__________

abbia letto dei falsi negativi”.

L’avv. RA 1 ha, infine, chiesto che venga

esperito un nuovo esame peritale, nell’ipotesi in cui “non si dovesse ritenere

il dato chiaro e suffragato del chirurgo operatore” (doc. XIX + E).

1.12. In data 16

ottobre 2012, il patrocinatore dell’assicurata ha trasmesso al TCA un referto

della dr.ssa __________ (doc. XX + F).

1.13. l doc. XIX+E

e XX+F sono stati trasmessi all’assicuratore infortuni, per conoscenza (doc. XXI).

1.14. In corso di

causa, il TCA ha interpellato il dr. __________, chiedendogli di precisare se

“conferma o meno che la lesione di Bankart è necessariamente conseguenza di una

lussazione o di una sublussazione della spalla” (doc. XXII).

Il dr. __________

ha risposto con scritto del 20 novembre 2012 (doc. XXIV), che è stato

immediatamente sottoposto alle parti (doc. XXV), per una presa di posizione.

1.15. Con scritto

del 30 novembre 2012, il patrocinatore dell’assicurata ha comunicato al TCA di

non avere particolari osservazioni da presentare (doc. XXVI).

La CO 1,

dal canto suo, con scritto del 5 dicembre 2012, ha nuovamente confermato le proprie conclusioni e domande, ribadendo che, nei rapporti medici

del 4 aprile 2012 e del 12 settembre 2012, il dr. __________ ha chiaramente

indicato che deve essere negata la causalità naturale tra l’evento e la lesione

di Bankart (doc. XXVII).

Il doc.

XXVI e il doc. XXVII sono stati trasmessi alla rispettiva controparte (doc.

XXVIII, XXIX), per conoscenza.

in

diritto

2.1. Oggetto del

contendere è la questione a sapere se la lesione di Bankart di cui l’insorgente

è affetta costituisce una conseguenza naturale e adeguata dell’infortunio dell’8

agosto 2011 oppure no.

2.2. Presupposto

essenziale per l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro

gli infortuni è però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra

l'evento e le sue conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).

Questo

presupposto è da considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza

l'evento infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare

o non si sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che

l'infortunio sia stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è

sufficiente che l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia

comunque provocato un danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato,

vale a dire che l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.

È

questione di fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla

salute esista un nesso di causalità naturale; su detta questione

amministrazione e giudice si determinano secondo il principio della probabilità

preponderante - insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità -

applicabile generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia

di assicurazioni sociali (cfr. RDAT II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p.

145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF 125 V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella

causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio 2001 nella causa P., U 162/02; DTF 121

V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto

2000 nella causa K. B., C 116/00; STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6 aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106

consid. 3a; RCC 1986 p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468

consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323

consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in Basler

Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p. 31-32; G. Scartazzini, Les rapports de

causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono, di regola, alle attestazioni mediche,

quando non ricorrano elementi idonei a giustificarne la disattenzione (cfr. DTF

119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53; DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V

164; DTF 113 V 46).

Ne

discende che ove l'esistenza di un nesso causalità tra infortunio e danno sia

possibile ma non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni

derivato dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid.

3.1 e 406 consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).

L'assicuratore

contro gli infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che

le sequele dell'infortunio giocano un ruolo causale. Pertanto, la cessazione

delle prestazioni entra in considerazione soltanto in due casi:

- quando

lo stato di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva

immediatamente prima dell'infortunio (status quo ante);

- quando

lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione

ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche

senza l'infortunio (status quo sine)

(cfr.

RAMI 1992 U 142, p. 75 s. consid. 4b; A. Maurer,

Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die

Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in

Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

Secondo la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con

l'infortunio sia dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza,

l'assicuratore è liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se

l'infortunio non costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla

salute. Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che

fonda il diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale

dell'infortunio deve essere provata secondo l'abituale grado della

verosimiglianza preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non

giochi più un effetto causale non è sufficiente. Trattandosi della soppressione

del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già

all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e

riferimenti ivi citati).

2.3. Occorre

inoltre rilevare che il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure

l'esistenza di un nesso di causalità adeguata tra gli elementi

summenzionati.

Un evento

è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso

ordinario delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a

provocare un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi

appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181

consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e

382 consid. 4a e sentenze ivi citate).

Comunque,

qualora sia carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può

rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il requisito della

causalità adeguata (cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste

questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).

La

giurisprudenza ha inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore

restrittivo della responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni

allorché esiste un rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza

di disturbi fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che

l'assicurazione risponde anche per le complicazioni più singolari e gravi che

solitamente non si presentano secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102

consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des

Sozialversicherungsrechts, in SZS 2/1994, p. 104s. e M. Frésard,

L'assurance-accidents obligatoire, in Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

2.4. Con la decisione su opposizione impugnata, l’assicuratore

LAINF, facendo capo alla valutazione espressa il 4 aprile 2012 dal medico

fiduciario della __________, dr. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica,

ha escluso la propria responsabilità.

Il

dr. __________ si è così espresso a tal proposito:

"

(…)

Entgegen anamnestischen, klinischen und

kernspintomographischen Befunden ist bei der Arthroskopie der rechten Schulter

am 15.12.2011 eine weichteilige Bankart-Läsion festgestellt und operativ

behandelt worden. Diese Videodokumentation dazu liegt nicht vor, so dass eine

intraoperative Überprüfung dieser Diagnose nicht möglich ist. Anamnestisch

ergeben sich keiner­lei Hinweise oder stützende Daten dafür, dass es beim

versicherten Ereignis vom 08.08.2011 zu einer Luxation oder Subluxation der

Schulter gekommen ist. Auch anschliessend bestanden kei­ne Hinweise auf eine

vordere-untere Instabilität.

Es ist somit nicht wahrscheinlich, dass die

intraoperativ festgestellte, kernspintomographisch aber nicht nachgewiesene

Bankart-Läsion durch das versicherte Ereignis entstanden oder auch nur

verschlimmert worden ist. Dokumentiert sind Schürfungen am rechten Arm sowie

eine Druckdolenz über dem Sulcus bicipitalis, also auf der Vorderoberseite der

Schulter. Eine Läsion der Bicepssehne ist weder bildgebend noch arthroskopisch

festgestellt worden. Der Verdacht auf eine Läsion der Supraspinatussehne konnte

nicht erhärtet werden. Die klinische Bedeutung und die Ursache einer Ödembildung im AC-Gelenkbereich ist unklar;

eine Traumatisierung beim ge­nannten Ereignis ist möglich. Bestätigende Befunde

mit Druckdolenz oder sogar Hämatombil­dung in diesem gut sichtbaren und

palpablen Bereich der Schulter bei der notfallmässigen Unter­suchung gibt es

indessen nicht.

Es ist somit unklar was das genannte Ereignis an

der rechten Schulter bewirkt hat. Mit überwie­gender Wahrscheinlichkeit kann

jedoch der Befund am vorderen unter Labrum (Bankart-Läsion), welcher

intraoperativ vorgefunden und behandelt worden ist, als unfallfremd eingestuft

werden.

Eine objektiv klar fassbare unfallbedingte Läsion

hat nicht vorgelegen, welche eine Arbeitsunfä­higkeit über einen längeren

Zeitraum plausibel begründen lässt. Die Einstellung der Leistungen per

19.10.2011 einschliesslich Arbeitsunfähigkeit war somit medizinisch korrekt.

Ausser für den postoperativen Verlauf zum Schutz der Heilung der Kapsel- und Labrumnaht

Iässt sich auch eine Arbeitsunfähigkeit zu 100 % für Bankart-Läsion mit

Instabilität nicht begründen, das heisst na­mentlich keine solche bis zum

Eingriff am 15.12.2011." (Doc. M15, fascicolo 1)

Da parte

sua, la ricorrente ha prodotto il referto del 10 maggio 2012 del dr. __________,

spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha attestato la natura

post-traumatica della lesione di Bankart dell’assicurata, da lui operata il 15

dicembre 2012, ammettendo dunque il nesso causale tra la lesione e l’infortunio

annunciato alla CO 1.

Il dr. __________

ha infatti osservato:

"

(…)

La paziente è stata da me operata per riparazione

Considerandi

della lesione di Bankart alla spalla destra il 15.12.2011.

Tale lesione è sicuramente di natura traumatica.

La paziente non riferisce altri traumatismi se non quello annunciato

all’assicurazione e prima di tale evento era asintomatica, pertanto il trauma

riferito dalla signora sopracitata in data 8.8.2011 è da considerarsi evento

causale determinante per provocare tale lesione.

Va inoltre precisato che tale lesione può essersi

verificata anche senza una chiara lussazione e pertanto non sufficientemente

valutata in sede di primo soccorso.” (Doc. M16)

2.5

In sede

ricorsuale, l’assicurata ha trasmesso un ulteriore referto del dr. __________,

datato 25 luglio 2012, nel quale lo specialista in chirurgia ha ribadito

l’esistenza di un nesso causale tra la lesione di Bankart e l’infortunio dell’8

agosto 2011, osservando:

"

Per quanto concerne la posizione del perito

della __________ del 4.4.2012, in cui riferisce che con probabilità la lesione

operata è di natura non traumatica, è contestabile nel modo più assoluto. In

quanto il distacco del cercine glenoideo anteriore (lesione di Bankart) è per

definizione traumatico e tale distacco aveva tutto l’aspetto anatomo-patologico

di una lesione di Bankart di chiara natura post-traumatica. Su questo punto non

credo ci sia altro da aggiungere e non si può essere minimamente d’accordo con

il perito della __________ che pone dei dubbi su una lesione di chiara natura

traumatica.

Per quanto riguarda la durata di un’incapacità al

lavoro tanto lunga, questo è un punto estremamente variabile. Una lesione di

Bankart con spalla instabile ha delle ripercussioni cliniche molto variabili,

da persona a persona. Esistono persone che con lo stesso tipo di lesione

riescono a condurre un’attività lavorativa normale e soprattutto per attività

non manuali e senza l’utilizzo delle braccia al di sopra delle spalle. Altri

che hanno una limitazione più importante.

Su questo punto non è contestabile in modo

assoluto il perito della __________, in quanto un’attività lavorativa d’ufficio

è comunque praticabile da parte della paziente anche con la presenza di una

lesione di Bankart. Da segnalare comunque come vi sia una grande variabilità di

sintomi per lo stesso tipo di lesione. Queste mie valutazioni vanno ad

integrarsi al certificato medico da me redatto in data 10 maggio 2012.” (Doc. C)

Al riguardo, il dr. __________, con scritto del

19.

settembre 2012, ha rilevato:

"

Bei Frau RI 1 ist am 15.12.2011 bei einer

Arthroskopie überraschenderweise eine Bankart-Läsion festgestellt und

anschliessend auch behandelt worden. Dieser Befund hat sich auf dem

präoperativen Kernspintomogramm, welches auch heute vorliegt und welches erneut

durchgese­hen wurde, nicht gezeigt. Es bestanden auch klinisch bei den

Untersuchungen durch den Opera­teur keine Hinweise auf eine Instabilität und

somit nicht auf das Vorliegen einer Bankart-Läsion.

Wie Dr. __________ erneut am 25.07.2012 dargelegt

hat, was auch unbestritten ist, ist die Bankart-­Läsion eine typische

posttraumatische Veränderung. Man findet sie praktisch obligat nach einer

traumatischen Schultererstluxation. Wie Lobenhoffer ausgeführt hat, sei es

heute unumstritten, dass die pathogenetisch entscheidende Läsion für die

Reluxation nach traumatischer Schulterlu­xation die Ablösung des ventralen

Kapsel-Labrum-Komplexes vom Glenoidhals sei (d. h. die so­genannte

Bankart-Läsion) [1]. Typische Bankart-Läsionen, das heisst eine Ablösung des Glenoi­des

am ventralen vorderen unteren Rand ohne knöchernen Ausriss, stellen somit die

wesent­lichste Verletzung bei einer traumatischen vorderen Schulterluxation dar

(nebst Hills-Sachs­-Läsion u. a.). Knöcherne Bankart-Läsionen sind seltener und

machen vielleicht etwas über 20 der Falle aus [2]. Die Bankart-Läsion ist auch

bedeutsam für das Reluxationsrisiko. In einer arthroskopisch verifizierten

Studie mit MR-Arthrographie und CT-Arthrographie wiesen alle 30 Patienten

Bankart-Läsionen auf, 13 davon knöcherne. Darunter waren auch 10 Patienten mit

Zeichen einer Subluxation aber ohne nachgewiesene vollständige Luxation. Alle

Patienten wiesen klinische Zeichen einer vorderen Instabilität auf mit

positivem Apprehension-Test und Relokati­onstest. Bei Frau RI 1 wurden solche

Tests als negativ bewertet respektive Dr. __________ fand bei seiner

Untersuchung keine Hinweise auf Instabilität.

Es ist somit unbestritten und wurde von mir auch

schon am 04.04.2012 so dargestellt, dass eine Bankart-Läsion in der Regel bei einer

traumatischen vorderen unteren Schulterluxation entsteht.

Im vorliegenden Fall ist allerdings strittig, ob

das versicherte Ereignis vom 08.08.2011 zu dieser Verletzung geführt hat. In

Analyse des Ereignisses und der anschliessenden Symptome und Be­funde hat klar

ergeben, dass eine Luxation der Schulter nicht vorgelegen hat und mit grosser

Wahrscheinlichkeit auch keine Subluxation. Bei beiden Verletzungen wäre eine

indirekte Einwir­kung bei abduzierter und aussenrotierter Schulter

Voraussetzung, das heisst der Arm muss min­destens in die Horizontale erhoben

und nach aussen rotiert sein. Für einen solchen Mechanismus fanden sich in der

Schilderung des Ereignisses keine Anhaltspunkte. Somit kommt dieses Ereig­nis

nicht als überwiegend wahrscheinlicher Verursacher der Bankart-Läsion

respektive der vor­deren Instabilität in Frage. Daran ändert auch nichts, wenn

sich, wie Dr. __________ am 10.05.2012 ausgeführt hat, Frau RI 1 nicht an

andere Ereignisse erinnert, welche diese Verletzung verur­sacht haben könnten.

Somit: Bei Frau RI 1 ist in einer Arthroskopie

eine Bankart-Läsion festgestellt worden als wahr­scheinliche Folge einer

Luxation oder eventuell einer Subluxation der Schulter. Für eine solche

Verletzung oder eine Instabilität bestand präoperativ kein Anlass, insbesondere

nicht für den Operateur. Auch im Kernspintomogramm ist die Bankart-Läsion nicht

zu sehen. Leider konnten keine Videoprints vorgelegt werden, welche diesen

Befund - entgegen dem MRI-Befund - bele­gen. Das versicherte Ereignis war nicht

geeignet, eine solche Läsion herbeizuführen; auch nicht durch den Umstand, dass

Frau RI 1 sich nicht an andere Ereignisse erinnert, bei welchen es zu einer

Schulterluxation oder Subluxation gekommen sein könnte." (Doc.

XIII/1)

Con messaggio di posta elettronica del 10 ottobre

2012, in risposta ad una richiesta dell’assicurata di presa di posizione

riguardo allo scritto del dr. __________, il dr. __________ ha osservato:

"

Io più di quello che le ho scritto non posso

aggiungere. Sulla natura traumatica della lesione non ci sono dubbi su quando e

come sia stata provocata io non sono un esperto di medicina legale e delle

assicurazioni, credo che la MRI abbia dei falsi negativi anche per lesioni come

la sua ma su queste problematiche le consiglio di sottoporsi a perizia da parte

di un collega esperto in questioni assicurative e medico legali che come detto

io non sono. Credo che il suo avvocato la possa aiutare in questa ricerca.”

(Doc. E)

2.6

In corso di

causa, il TCA ha chiesto al dr. __________ di “comunicare se conferma o meno

che la lesione di Bankart è necessariamente conseguenza di una lussazione o

sublussazione della spalla” (doc. XXII).

Con scritto del 20 novembre 2012, il dr. __________

ha risposto che “le confermo come già più volte scritto, che la lesione di

Bankart è di natura traumatica” (doc. XXIV).

2.7

Per

costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione

è parte solo dopo l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece

nella fase che precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato

di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282;

DTF 104 V 209; STFA U 259/02 dell'8 luglio 2003, consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in

BJM 1989, p. 30ss.).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la

nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle

dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto valore probante, a

condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente motivati, di

per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi

che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento

(cfr. anche Pratique VSI 2001 p. 108ss.).

In una

sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il

Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può

fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle

dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno a

proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti.

Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli

assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei

medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi

mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le

certificazioni dei medici curanti.

2.8

Nella

concreta evenienza, attentamente vagliato l’insieme della documentazione medica

agli atti, questo Tribunale ritiene che il parere espresso dal chirurgo

ortopedico dr. __________ possa validamente costituire da base al giudizio

che è ora chiamato a rendere.

Il dr. __________ ha

spiegato in maniera chiara, precisa e dettagliata le ragioni per le quali ha

ritenuto, secondo il principio della verosimiglianza preponderante, che la

lesione di Bankart accusata dall’assicurata non sia in rapporto causale con

l’infortunio dell’8 agosto 2011, in mancanza di una lussazione della spalla

riscontrabile all’esame clinico, anamnestico e radiologico subito dopo l’evento

traumatico dell’agosto 2011 annunciato alla CO 1 (doc. M15,

fascicolo 1).

Il TCA non ha motivo per

distanziarsi da queste conclusioni del dr. __________, che trovano conferma

nella documentazione medica agli atti.

In questo ordine di idee,

il TCA ritiene di particolare rilievo il fatto che, in occasione della visita

al Pronto Soccorso dell’Ospedale regionale di __________ dell’8 agosto 2001 –

giorno stesso in cui si è verificato l’infortunio qui in discussione – il dr. __________

ha riscontrato l’esistenza di un “trauma contusivo/distorsivo della spalla

destra”, ma non di una lussazione della spalla (cfr. doc. M1, fascicolo 1).

Lussazione

che non è stata evidenziata neppure in occasione delle visite mediche eseguite

dal dr. __________ in data 22 settembre 2011 (doc. M2, fascicolo 1) e in data

20.

ottobre 2011 (doc. M4, fascicolo 1), né dall’esame di artro-RM spalla destra

del 5 ottobre 2011 (doc. M3, fascicolo 1).

Solo in sede operatoria, il 15 dicembre 2011, il

dr. __________ ha riscontrato una lesione di Bankart alla spalla destra (doc.

M7, fascicolo 1).

Alla luce di questi elementi oggettivi, il dr. __________

ha negato un rapporto causale tra la lesione di Bankart e l’evento dell’8

agosto 2011.

Il parere del dr. __________ non può essere

smentito dalle certificazioni del dr. __________, dato che lo specialista

curante si è limitato a ripetere, a più riprese, che i disturbi correlati alla

lesione di Bankart di cui è affetta l’interessata sono di origine

post-traumatica (doc. M16 fascicolo 1; doc. C; doc. E).

Al riguardo, il TCA rileva innanzitutto che non è

oggetto della presente vertenza la natura traumatica della lesione di Bankart –

indubbia, come osservato anche dal dr. __________ (cfr. doc. M15, fascicolo 1 e

doc. XIII/1) – ma solo l’esistenza o meno di un nesso di causalità tra tale

lesione e l’infortunio dell’8 agosto 2011.

Il dr. __________ ha poi rilevato che essendo la

lesione di Bankart, per definizione, di origine traumatica, essa non può che

derivare dall’infortunio di cui è rimasta vittima l’assicurata in data 8 agosto

2011, aggiungendo che “tale lesione può essersi verificata anche senza una

chiara lussazione e pertanto non sufficientemente valutata in sede di primo

soccorso” (doc. M16 fascicolo 1; doc. C).

Questo Tribunale non può condividere questa

affermazione del curante, per i motivi seguenti.

Nonostante la mancata risposta da parte del dr. __________

alla domanda del TCA volta ad appurare se la lesione di Bankart sia

necessariamente conseguenza di una lussazione della spalla oppure no (doc.

XXII) – domanda a fronte della quale il curante, in data 20 novembre 2012, si è

limitato a ripetere che “la lesione di Bankart è di natura traumatica” (doc.

XXIV) - questo Tribunale evidenzia che lo stesso dr. __________, in un articolo

intitolato “Sport e traumi alla spalla: “relazioni pericolose”, pubblicato in

Tribuna medica ticinese, n° 75, ottobre 2010, pag. 337 segg., ha espressamente

rilevato che la lesione di Bankart costituisce una “lesione acuta dell’apparato

capsulo-legamentoso generato da una lussazione traumatica” (articolo

citato, pag. 338, corsivo della redattrice).

Questa chiara indicazione del dr. __________

conferma, quindi, quanto motivatamente esposto dal dr. __________r nella

valutazione del 4 aprile 2012 (doc. M15, fascicolo 1) e nell’ulteriore parere

del 12 settembre 2012 (doc. XIII/1), a proposito della mancanza di un nesso di

causalità naturale tra la lesione di Bankart e l’evento dell’8 agosto 2011, visto

che sia in occasione della visita al PS di __________ il giorno stesso

dell’infortunio, sia nel corso delle visite e degli accertamenti radiologici eseguiti

successivamente dal dr. __________, non è mai risultata una lussazione della

spalla.

In esito

alle considerazioni che precedono, il TCA non ritiene dimostrato, secondo il

grado della verosimiglianza preponderante caratteristico del settore della

sicurezza sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti; cfr., pure, Ghélew, Ramelet, Ritter, op.

cit., p. 320 e A. Rumo-Jungo,

Rechtspre-chung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz

über die Unfallversicherung, Zurigo 2003, p. 343), un legame causale tra la

lesione di Bankart lamentata dall’assicurata alla spalla destra e l’infortunio

dell’8 agosto 2011.

A

ragione, pertanto, la CO 1 non ha assunto l’intervento operatorio e l’inabilità

lavorativa derivanti dalla lesione di Bankart della ricorrente, ponendo termine

alla prestazioni a decorrere dal 19 ottobre 2011.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è respinto.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente

o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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