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Decisione

35.2014.26

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

12 giugno 2014Italiano22 min

Source ti.ch

Fatti

2.1. La presente vertenza non pone

questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio

per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può

dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo

49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 8C_452/2011 del

12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18

febbraio 2011; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del

21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18

febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio

2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190

seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

Nel merito

2.2. Oggetto della lite sono

l’entità della rendita di invalidità e l’indennità per menomazione

dell’integrità spettanti all’assicurato.

Preliminarmente, il TCA è

tenuto a esaminare se l’Istituto assicuratore resistente era legittimato a

negare la propria responsabilità relativamente alle affezioni alla colonna cervicale

e ai disturbi psichici, oppure no.

2.3. Disturbi alla colonna

vertebrale: causalità con l’infortunio del 26 ottobre 2011?

2.3.1. Dalle tavole processuali

emerge che l’Istituto assicuratore ha fondato la decisione di negare la propria

responsabilità a proposito delle affezioni alla colonna lombare (frattura L1),

sulla base della visita medica di chiusura del 17 maggio 2013 del Dr. __________,

spec. FMH in chirurgia ortopedica e medico __________ (doc. 163).

Nella propria valutazione

il Dr. __________ ha fatto riferimento alla RX alla colonna lombare che

l’assicurato ha effettuato durante la degenza a __________. Dall’indagine

radiologica emerge una completa compressione della vertebra L1 con formazione

di osteofitosi del margine inferiore di Th12 e margine superiore e posteriore

di L1. Formazione di becchi osteofitotici anche nei margini anteriori Th12/L1

rispettivamente L1/L2 (doc. 152, 163).

A mente del Dr. __________

questa frattura radiologicamente risulta databile “sicuramente prima del

26.10.2011”. In conclusione del proprio referto, il medico di circondario

ha rilevato che dopo attenta valutazione della documentazione emerge che un

problema a livello lombare viene citato solamente per la prima volta in

occasione della visita dell’ispettore in data 9 febbraio 2012. Da quel momento

la problematica alla colonna lombare non viene più assolutamente nominata fino

alla visita circondariale del 31 gennaio 2013 dove l’assicurato tra le molte

patologie riferisce anche di avere dolori alla colonna lombare e toracale.

Il Dr. __________ ha poi

aggiunto, riferendosi alle indagini radiologiche, che la frattura L1 è

sicuramente databile a prima dell’infortunio del 16 ottobre 2011 “infatti è

molto improbabile che a distanza di 15 mesi si siano formati già questi

importanti osteofiti marginali sia anteriori che posteriori. Il fatto

che l’assicurato riferisca che i problemi erano prevalentemente concentrati

alla spalla e al collo e che quindi non ci si è occupati della colonna lombare

è perlomeno inverosimile considerato il grado di frattura” (doc. 163, pag.

7).

A mente del ricorrente

l’amministrazione e il suo medico di circondario hanno, a torto, negato la

presa a carico delle affezioni al rachide lombare. A sostegno delle proprie

argomentazioni il legale di RI 1 ha fatto riferimento alla valutazione degli

specialisti di __________, a quella del Dr. __________ e ai referti dei medici

curanti (doc. I).

2.3.2. Secondo la giurisprudenza, il

giudice delle assicurazioni sociali è tenuto a vagliare oggettivamente tutti i

mezzi di prova, a prescindere dalla loro provenienza, e a decidere se la

documentazione a disposizione permette di rendere un giudizio corretto

sull'oggetto della lite. Qualora i referti medici fossero contradditori fra

loro, non gli è consentito di liquidare il caso senza valutare l'insieme delle

prove e senza indicare le ragioni per le quali si fonda su un parere piuttosto

che su un altro (DTF 125 V 352). Determinante è, del resto, che il rapporto sia

completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi, che tenga

conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato redatto in

piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione del contesto

medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. DTF 125 V 352;

RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss,

consid. 1c e riferimenti).

L'elemento rilevante per

decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la

sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo

contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha stabilito che ai

rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve

essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino

essere concludenti, compiutamente motivati, di per

sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano

dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si

trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette già di

metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere

delle particolari circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente

fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

In

una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il

Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può

fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle

dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,

nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle

conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal

principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha

dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a

mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni

all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di

prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei

medici curanti.

2.3.3. Chiamato ora a pronunciarsi, questo Tribunale ritiene di non potersi senz’altro fondare

sull’opinione dello specialista interpellato dall’amministrazione. Dalla documentazione agli atti emergono in effetti elementi di

valutazione tali da far sorgere importanti dubbi ai sensi della

giurisprudenza di cui alla DTF 135 V 465. In presenza di dubbi circa l’affidabilità di rapporti allestiti da medici di fiducia, la giurisprudenza federale

prevede che si debba ordinare una perizia da parte di un medico indipendente

secondo la procedura di cui all’art. 44 LPGA oppure una perizia giudiziaria

(cfr. STF 8C_456/2010 del 19 aprile 2011 consid. 3; in questo stesso si veda

pure la STF 8C_943/2010 del 9 novembre 2011 consid. 3.2).

Nel rapporto d’uscita del 10 aprile 2013 della Clinica di

riabilitazione di __________, la Dr.ssa __________r e il Dr. __________c hanno

riferito che, a seguito di indagini radiologiche al tratto toracolombare, è

stata riscontrata una compressione importante del corpo vertebrale L1 con

spostamento del muro posteriore verso il canale spinale con instabilità di L1.

Questa patologia viene considerata di natura post-traumatica in relazione

all’infortunio del 26 ottobre 2011 (doc. 153).

Il Dr__________ nel rapporto peritale del 19 luglio 2013, svolto

per conto dell’assicuratore malattia, è giunto alle seguenti conclusioni:

" (…)

Le conclusioni del medico circondariale su base delle quali la CO

1 ha chiuso la pratica sono in apparente contrasto con la valutazione degli

specialisti della Clinica di __________ che considerano il quadro clinico

pressoché integralmente in relazione all’evento traumatico subìto dal paziente

il 26.10.2011 con sequele somatiche alla scapola sinistra (e nel braccio

sinistro), alla colonna cervicale e soprattutto anche al livello lombare

(frattura del corpo vertebrale L1) assieme allo sviluppo di una patologia

psichiatrica di tipo post-traumatico, il tutto con conseguenze importanti sulla

capacità funzionale residuale del paziente e con una riduzione della

performance lavorativa dal profilo psichico considerato mediamente importante.

Le uniche patologie di natura morbosa sarebbero una sindrome cervicovertebrale

in presenza di lievi alterazioni degenerative e con una piccola ernia discale

C4/5.

Nei dati anamnestici riferiti nel rapporto d’uscita della Clinica

si fa esplicitamente riferimento all’assenza di eventi rilevanti prima

dell’infortunio subìto. Con ciò risulta difficile immaginarsi che vi sia stata

una frattura vertebrale antecedente all’evento. Il documento radiologico

menzionato dal Dr. __________ e che ha mostrato alterazioni riparative

apparentemente importanti (che non ho potuto visionare) è stato prodotto 17

mesi dopo il trauma, tempo che considero sufficiente per lo sviluppo di

osteofiti riparativi.

In conclusione posso quindi rispondere ai quesiti come segue:

1. LaCO 1 ha deciso bene di chiudere il caso con il 30.06.2013

?

In base agli atti a mia disposizione (con particolare riferimento

al rapporto d’uscita della Clinica di Riabilitazione di __________ del

10.04.2013) la chiusura della pratica infortunistica risulta non

giustificata.” (doc. 183).

Il referto del Dr. __________ è stato quindi sottoposto al Dr. __________

per una sua presa di posizione in merito alla causalità tra l’infortunio e la

frattura L1. Il Dr. __________ si è così espresso:

" (…)

Considerandi

2.

Decorso secondo gli atti

Rinvio alla mia valutazione effettuata in occasione della visita

di chiusura del 17.05.2013. Non appena ricevuto la documentazione da __________

ho appreso dal rapporto di __________ che in seguito ad una radiografia di

controllo era stata evidenziata una frattura L1. Frattura che non era mai stata

documentata in precedenza dalla data dell’infortunio. Visto che __________

valutava questa frattura come esito dell’infortunio ho preso contatto

direttamente e telefonicamente con la dottoressa incaricata del caso a

Bellikon.

Ho espresso il mio stupore per questa diagnosi completamente

sconosciuta in precedenza. Ho chiesto il motivo per cui questa frattura era

stata messa in relazione causale con l’infortunio in causa. La dottoressa mi ha

risposto che trattandosi di una frattura era sicuramente di origine

post-traumatica e quindi ha dedotto che questo infortunio avesse potuto causare

la frattura. Ho chiesto quindi alla dottoressa se avesse una spiegazione del

perché il paziente nonostante questa frattura non abbia mai accusato

particolari problemi alla schiena nonostante le numerose visite e controlli.

A questa domanda la dottoressa non ha saputo dare una risposta.

3.

Apprezzamento

La valutazione del dott. __________ non porta nulla di nuovo rispetto

alla mia valutazione. Il fatto che la formazione di questi osteofiti si possono

secondo lui sviluppare nel corso di 17 mesi dopo il trauma è opinabile ed è

secondo me un suo parere personale.

Non vi è nessuna giustificazione da parte del dott. __________r

del motivo per cui dalla data dell’infortunio l’assicurato non si è mai

particolarmente lamentato di problemi alla colonna vertebrale nonostante questa

veramente grave frattura che nelle radiografie del 19.03.2013 dimostrano dei

segni di importanti osteofitosi che secondo il mio parere dimostrano una

origine sicuramente precedente al 26.10.2011. Rimango personalmente quindi

della mia opinione che questa frattura L1 sia di origine antecedente il

26.10.2011

e che quindi nella visita di chiusura la valutazione

dell’esigibilità debbe essere considerata soltanto per i postumi

post-infortunistici e non quindi includere la problematica lombare."

(doc. 186).

Sulla

questione della causalità tra l’evento infortunistico e la frattura L1 si sono

espressi anche i medici curanti dell’assicurato.

Ad esempio,

nel parere medico-legale del 5 ottobre 2013 il Dr. __________, specialista in

ortopedia e traumatologia, ha preso posizione anche sulla frattura vertebrale

di L1, in particolare sulla formazione di osteofiti. Dalla relazione del Dr. __________

emerge che “la presenza di tessuto osseo neoformato ai confini di un corpo

vertebrale fratturatosi qualificabili come osteofiti prova solo che la frattura

in esame può essersi verificata almeno sei mesi prima dell’esame radiografico o

TAC o RMN; questo non consente di escludere che la frattura possa essersi

verificata quindici mesi prima dell’osservazione radiologica, RMN e TAC”

(doc. 188).

Nel proseguo della

relazione il Dr. __________ ha precisato le ulteriori ragioni che lo inducono a

ritenere che la frattura L1 sia compatibile con l’infortunio del 26 ottobre

2011.

Egli ha indicato che la modalità dell’infortunio (urto da parte di

pesanti pannelli a livello del rachide) è una delle cause più frequenti di

fratture come quelle riportate dal ricorrente. Anteriormente al 26 ottobre 2011

l’assicurato inoltre non aveva mai riportato fratture vertebrali, patologie

rachidee o malattie che potessero causare fratture patologiche (doc. 188).

Il Dr. __________, medico

chirurgo specialista otorinolaringoiatria e patologia cervico facciale, nel

breve certificato del 22 gennaio 2013, ha anch’egli confermato la presenza di un problematica dorso-lombare (doc.130).

L’ICO 1 ha quindi

sottoposto nuovamente la questione al proprio medico fiduciario. Nel rapporto

specialistico del 19 febbraio 2014 il Dr. __________, spec. FMH in chirurgia

ortopedica, ha negato la causalità tra l’evento infortunistico del 26 ottobre

2011.

e la frattura L1. A suo parere si tratta di una vecchia frattura: “Das

MRI vom 14.03.2013 bestätigt diese Befunde, zeigt aber auch das die Knochenstrukturen

homogen sind, ohne Ödemeinlagerungen. Das heisst

demnach, dass es sich um eine alte Fraktur handelt”

(doc. 194, pag. 6).

Sebbene

il Dr. __________ non abbia potuto datare con precisione la frattura, a suo

parere, l’intervallo di tempo tra l’evento infortunistico e il momento in cui i

disturbi sono stati lamentati per la prima volta (22 gennaio 2013) è un forte

indizio che la frattura L1 Th8 non sia in relazione con l’infortunio: “Das

beschwerdefreie Interval zwischen Ereignis vom 26.10.2011 bis zur ersten

Erwähnung von lumbalen Rückenschmerzen am 2.01.2013 ist ein starkes Indiz, das

die Wirbelfraktur Th8 und L1 nicht durch das Ereignis vom 26.10.2011 verursacht

worden sind” (doc. 194, pag. 7).

Secondo

il Dr. __________ la formazione di osteofiti richiede tempo, ovvero non meno di

un anno / un anno e mezzo: “Denn die Entstehung derartigen Osteophyten

braucht Zeit. Sie entstehen erfahrungsgemäss nicht innerhalb von eins bis anderthalb

Jahren. Daher ist es unwahrscheinlich, dass die Frakturen L1 und Th8 durch das

Ereignis vom 26.10.2011 verursacht worden sind” (doc. 194).

Malgrado quanto appena esposto, il TCA non può ammettere con la

necessaria tranquillità che la frattura al rachide lombare (L1) non sia in

nesso di causalità con l’infortunio del 26 ottobre 2011.

Le divergenze di valutazione tra i medici fiduciari dell’ICO 1 da un

lato (Dr. __________ e Dr. __________) e i pareri specialistici dei medici della

Clinica di __________, del Dr. __________ e del Dr. __________ dall’altro, non

consentono di concludere che la frattura sia antecedente al 26 ottobre 2011.

In

particolare, gli specialisti non concordano sul tempo necessario per lo

sviluppo di osteofiti a carico del corpo vertebrale, come neppure su eventi

infortunistici anteriori al 2011. Su questo punto il Dr. __________ fa

riferimento ad un incidente della circolazione che l’assicurato ha subìto

all’età di 16 anni, non discusso a sufficienza dagli altri specialisti: “Er erlitt im Alter von 16 Jahren einen

Verkehrsunfall mit Frakturen im Gesichtsschädel und am Thorax mit

Rippenfrakturen links. Dieses Verletzungsmuster weist auf eine hohe Energie

hin, die auch geeignet gewesen war, eine Stauchung und Distorsion der

Wirbelsäule und damit zu Frakturen Th8 und L1 zu bewirken” doc. 194, pag. 6).

Inoltre,

vi è discordanza anche sul momento a partire dal quale l’assicurato ha

lamentato i primi dolori al rachide cervicale. Il Dr. __________ ha indicato il

22.

gennaio 2013, tuttavia già dal rapporto del 2 febbraio 2012 della Dr.ssa __________

emerge che l’assicurato lamentava dolori pericervicali e a livello della fossa

sopraspinosa a sinistra, peggiorati all’estensione della colonna cervicale (cfr.

doc. 28 e il rapporto di visita medica circondariale del 5 marzo 2012, doc. 41).

Questa

Corte ritiene dunque che la questione di sapere se la frattura L1 (considerata

anche la sua gravità, cfr. apprezzamento medico del Dr. __________ del 3

ottobre 2013, pag. 2,doc. 186) sia o meno una sequela dell’infortunio del 26

ottobre 2011, non possa essere decisa, con piena cognizione di causa, senza

preliminarmente procedere ad un approfondimento istruttorio (concretamente, a

una perizia medica specialistica).

2.3.4

In una

sentenza di principio 9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V

210, il Tribunale federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla

giurisprudenza federale relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi

di accertamento medico (SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della

conformità alla CEDU e alla Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha

pure precisato in quali casi il Tribunale cantonale deve allestire direttamente

una perizia giudiziaria e in quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore

per un complemento istruttorio.

Il TF ha, al riguardo,

sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

4.4.1.1

Ist das Gutachten einer

versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene

Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das

Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die

Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit

diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines

Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den

kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61

lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen

auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381).

Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen Gerichte diese Befugnis nicht

ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung delegieren dürfen.

4.4.1.2

Die Vorteile von Gerichtsgutachten

(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des

Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte

Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko

von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren

multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick

auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche

funktionelle und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der

Instanzenabfolge im Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,

Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411).

In der hier massgebenden Verfahrenssituation schlägt diese Rechtfertigung für

eine Rückweisung indessen nicht durch.

4.4.1.3

Die Einschränkung der Befugnis der

Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die

Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter

Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im

Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;

vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,

derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine

Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo

dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige

Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,

bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger

zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten

(vgl. statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil

vom 11. April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.

4.4.1.4

Freilich ist es weder unter praktischen

noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,

die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts

fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines

Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS

von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.

Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein

Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig

erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich abklärungsbedürftig

hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem rechtserheblichen Punkt

nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der bisherigen Rückweisungspraxis

bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende Beweiserhebung erfolgt

alsdann vor der - anschliessend reformatorisch entscheidenden -

Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die Verwaltung. Eine

Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der

notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist.

Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der

Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine

Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen

erforderlich ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar

2011.

E. 4; vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5,9C_85/2009)”.

(DTF 137 V 263-265)

In

una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella

pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli

infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF

135.

V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di

rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) é libero

di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare

gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo

la procedura di cui all’art. 44 LPGA.

La

fattispecie sub judice non richiede semplicemente una precisazione o un

chiarimento. Va però rilevato che l’Istituto assicuratore ha omesso di

delucidare compiutamente un aspetto rilevante della fattispecie, ovvero quello

dell’eziologia dei disturbi denunciati dall’assicurato al rachide cervicale.

Per il TCA sono pertanto realizzati i presupposti per un rinvio degli atti

all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e DTF 135 V 465; si

veda pure la STCA 35.2011.10 del 12 ottobre 2011, cresciuta in giudicato).

Per le

ragioni già diffusamente esposte al considerando 2.3.3.,

si giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata.

L’assicuratore LAINF resistente, a cui gli atti vengono dunque retrocessi,

dovrà disporre un approfondimento istruttorio (concretamente, una

perizia medica da parte di uno specialista in reumatologia/ortopedia) e, alla

luce dei relativi esiti, esprimersi nuovamente sulla causalità dei disturbi

psichici e quindi definire di nuovo il diritto a prestazioni dell’assicurato, a

decorrere dal 1° luglio 2013.

2.4

L'assicurato ha

chiesto di essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria con il

gratuito patrocinio dell’avvRA 1 (cfr. doc. I).

Visto

l'esito del ricorso, l'assicurato, patrocinato da un avvocato, ha diritto al

versamento da parte dell’CO 1 di fr. 1'500 a titolo di ripetibili.

Secondo la

costante giurisprudenza federale, l'assegnazione di ripetibili rende priva

d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio (DTF 124

V 309 consid. 6; STF I 911/06 del 2 febbraio 2007).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La decisione su

opposizione impugnata é annullata.

§§ La

causa é retrocessa all’CO 1 affinché proceda conformemente a quanto indicato al

2.3.4.

in fine.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L’CO 1 verserà

all’assicurato l’importo di fr. 1’500 (IVA inclusa) a titolo di indennità per

ripetibili, ciò che rende priva d'oggetto l'istanza di assistenza giudiziaria

con gratuito patrocinio.

.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti