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Decisione

35.2014.64

Confermato rifiuto d'assunzione del caso da parte dell'assicuratore siccome l'assicurato non ha reso verosimile l'intervento di un infortunio ai sensi di legge (le circostanze che emergono dagli atti

6 agosto 2015Italiano30 min

Source ti.ch

Fatti

i sanitari hanno refertato, all’avambraccio e alla mano sinistra, “… molteplici

graffi superficiali disposti longitudinalmente, si denota un’ematoma in regione

metacarpale III e IV dorsale, suddetta regione é dolorosa alla palpazione.”

(doc. 6).

Nella notifica

d’infortunio del 26 aprile 2013, il datore di lavoro dell’assicurato ha

indicato, in particolare, che “l’orario dell’infortunio non professionale come

pure il luogo sono a noi sconosciuti dal momento che il sig. RI 1 era stato

sospeso dal lavoro con effetto immediato il giorno 22.04.2013. Gli é stata

consegnata la lettera di interruzione del rapporto di lavoro la mattina stessa

alle 07.45 e non ha più lavorato per noi. Abbiamo perciò motivo di dubitare che

il sig. RI 1 si possa essere auto lesionato.” (doc. 3).

Sempre in data 26 aprile

2013, la ditta __________ ha inviato all’CO 1 uno scritto il cui contenuto é segnatamente

il seguente:

" (…).

Il giorno 22 aprile 2013 alle ore 07.22 il sig. __________, vice

direttore e incaricato dal titolare della __________, assente all’estero per

lavoro, telefona al sig. RI 1 per convocarlo presso gli uffici di __________.

L’arrivo del signor RI 1 presso l’ufficio é da stabilirsi tra le

07.30 e le 07.45. Al suo arrivo il signor __________ in presenza della sig.ra __________,

responsabile del personale, annuncia e motiva al signor RI 1 la cessazione

immediata del rapporto di lavoro tra la ditta __________ e il signor RI 1, con

conseguente consegna della lettera di licenziamento.

Il signor RI 1 lascia l’ufficio della __________ tra le 08.15 e le

8.30. Il signor __________ telefona al responsabile dei posatori di piastrelle

in cantiere, il signor __________, alle ore 08.31 per avvisarlo che il signor RI

1 sarebbe passato sul cantiere __________, in via __________ a __________ per

ritirare i propri attrezzi di lavoro.

Alle ore 08.31 il signor RI 1 non é ancora sul cantiere e un altro

dipendente della __________, il signor __________, lo vede uscire dal __________

a __________ (di fronte al cantiere in questione) alle ore 8.45. Subito dopo il

sig. RI 1 si presenta sul cantiere a ritirare gli attrezzi di lavoro. Come

testimoniano i signori __________, __________ e __________, il signor RI 1

prende i propri attrezzi e lascia il cantiere al più tardi alle ore 09.00 e in

piena salute, senza nessuna lesione.

Il signor RI 1 non é più tornato sul cantiere __________, situato

in via __________ a __________.

(…).”

(doc. 9)

Allo scritto appena citato

vi era allegata la lettera di licenziamento, datata 22 aprile 2013, del

seguente tenore:

" (…).

Con la presente le notifichiamo l’interruzione del rapporto di

lavoro con effetto 22 aprile 2013.

Il suo profilo é sicuramente valido, ma non si allinea alle

nuove/future esigenze aziendali.

Le ricordiamo inoltre che tutto l’abbigliamento e

l’equipaggiamento consegnato all’inizio del rapporto di lavoro, ci dovrà essere

restituito pulito e in ordine.

(…).”

(doc. 10)

Dallo scritto 13 maggio

2013 del rappresentante legale della __________, indirizzato al Sindacato __________

che, per conto dell’insorgente, aveva contestato la validità della disdetta del

rapporto di lavoro (cfr. doc. 19), si apprende in particolare che il 22 aprile

2013 RI 1 si trovava ancora in periodo di prova (essendo entrato alle

dipendenze della ditta il 15 aprile 2013 - cfr. doc. 3), come pure che

la lettera di licenziamento datata 22 aprile 2013 non era stata da lui né

ritirata né sottoscritta in segno di ricezione (cfr. doc. 23).

Agli atti figurano inoltre

le dichiarazioni, raccolte dall’amministrazione il 27 maggio 2013, dei tre

operai menzionati nello scritto 26 aprile 2013 della __________.

__________ ha dichiarato

quanto segue:

" (…).

In data 22 aprile 2013 mi trovavo in un cantiere della ditta in

Via __________ a __________.

Stavo svolgendo la mia normale attività lavorativa quando sono

stato informato dal datore di lavoro che il signor RI 1 avrebbe dovuto passare

per ritirare il proprio materiale.

Ho visto effettivamente questa persona presentarsi in cantiere,

ritirare gli attrezzi di sua proprietà per poi andarsene tranquillamente, senza

che sia successo qualcosa.

Confermo che il 22 aprile questa persona ha solo ritirato il

materiale personale e non ha svolto nessuna attività lavorativa.”

(doc. 42)

Di tenore analogo é la

dichiarazione sottoscritta da __________ (cfr. doc. 43).

Questa infine la versione

dei fatti descritta da __________:

" (…).

In data 22 aprile 2013 mi trovavo in un cantiere della ditta a __________,

in Via __________.

Stavo svolgendo la mia normale attività lavorativa quando sono

stato informato dal datore di lavoro che il signor RI 1 avrebbe dovuto passare

per ritirare il proprio materiale, poiché era stato sciolto il rapporto di

lavoro.

Ho notato che questo collega é giunto in loco verso le ore 08:45,

per poi ritirare gli attrezzi di sua proprietà e andarsene tranquillamente,

senza che sia successo qualcosa.

Solo il giorno dopo sono stato avvertito dalla ditta che RI 1

aveva annunciato un presunto infortunio capitato sul lavoro.

Confermo che il 22 aprile questa persona ha solo ritirato il

materiale personale e non ha svolto nessuna attività lavorativa.”

(doc. 44).

L’11 giugno 2013 ha avuto luogo l’audizione di RI 1 da parte di un funzionario dell’CO 1. Per quanto qui

interessa, egli ha dichiarato che la mattina del 22 aprile 2013 si era “…

recato normalmente al magazzino della ditta __________ di __________ per

caricare del materiale. Sono stato avvicinato dal vicedirettore, sig. __________

(primo incontro con questa persona) e ho unicamente controfirmato una distinta

del vestiario che mi era stato consegnato dal datore di lavoro. Non mi é stato

segnalato un licenziamento ma sono stato congedato con un “arrivederci e buon

lavoro”. Mi sono quindi presentato normalmente presso il cantiere della ditta __________

in piazza __________ a __________ per svolgere la mia attività di piastrellista.

Mentre stavo tagliando una piastrella con la smerigliatrice, la stessa si é

rotta, frantumandosi. Tenevo la pianella nella mano sinistra e usavo la

smerigliatrice con la destra. Istintivamente, per non tagliarmi, ho allontanato

all’indietro le mani e ho urtato delle piastrelle accatastate con il gomito

sinistro. Alcune di essere sono cadute e mi hanno colpito alla mano e

avambraccio a sinistra. Ho riportato dei tagli sull’avambraccio e un forte

colpo al dorso della mano sinistra (già infortunata nel mese di novembre 2007)

senza però avere delle ferite. Ho tamponato i tagli all’avambraccio con uno

straccio e poi mi sono allontanato dal cantiere. Nel frangente ho detto a un

operaio (probabilmente gessatore o imbianchino) di informare i miei colleghi di

quanto capitato. Sono quindi uscito dal cantiere con il braccio insanguinato

coperto con uno straccio. Al momento del fatto non era presente nessuno. Mi

trovavo al primo piano dell’edificio, mentre gli altri colleghi della ditta __________

stavano lavorando al terzo o al quarto. Quando sono uscito ho incontrato una

persona (signor __________) che mi ha chiesto cosa fosse successo. L’ho

informato che mi era infortunato nel cantiere poco lontano. Quest’ultimo mi ha

poi accompagnato al pronto soccorso dell’Ospedale __________ di __________.

(…). A conferma del fatto che non era previsto un licenziamento, era stato

fissato un incontro in data 22 aprile (verso le ore 15:00) con un consulente

esterno dell’URC e di un responsabile della ditta per discutere in merito alle

condizioni della mia assunzione.” (doc. 46).

Questo il contenuto della

dichiarazione 24 aprile 2013 di __________:

" (…).

Mi stavo recando in farmacia a __________ in P.zza __________

quando non trovando parcheggio ho parcheggiato adiacente all’osteria __________.

Mentre chiudevo la macchina sentivo delle urla e imprecazioni

arrivare dal palazzo cantiere in costruzione di fronte all’osteria __________,

subito dopo é uscito un signore con abiti e divisa da lavoro della società __________

di __________.

Il sig.re urlava ad un ragazzo vestito di bianco che stava

trasportando dei secchi nel palazzo da dove usciva il sig. RI 1 di salire ai

piani superiori e riferire ai suoi colleghi che si sarebbe recato a farsi

medicare al pronto soccorso.

Il ragazzo risaliva di corsa nel palazzo da dove era uscito il

sig. RI 1 per avvisare i colleghi del sig. RI 1.

Io sottoscritto osservando questa persona che correva con un panno

sporto di sangue intorno al braccio chiedevo se avesse bisogno di aiuto.

Lui rispose che si era schiacciato la mano e si era tagliato,

visto così mi offrivo per portarlo al pronto soccorso.

Il sig.re in macchina mi riferiva di chiamarsi RI 1 e che stava

lavorando per la __________.

Una volta al pronto soccorso assistevo dinanzi ai medici alle

prime cure.

Il sig. RI 1 mi richiedeva di telefonare a sua moglie in quanto

non riusciva a trovare il telefono.

Chiamai la moglie che poco dopo ci raggiunse.

In data di lunedì 27 maggio il sig. RI 1 mi contatta per

richiedermi gentilmente di poter mettere per scritto quanto da me visto, udito

e accaduto la mattina del 22.04.2013.”

(doc. 46)

In data 1° luglio 2013, RI

1 é stato sentito dall’amministrazione:

" (…).

Confermo che in data 22 aprile 2013 mi sono recato in farmacia e poi mi sono soffermato a guardare alcune vetrine di negozi in

Piazza __________ a __________.

Verso le ore 09:15, ho sentito dei lamenti ed imprecazioni

provenire dal cantiere poco lontano.

Mentre camminavo ho visto uscire dal cantiere il signor RI 1 che

sanguinava dal braccio sinistro, coperto con uno straccio.

Portava ancora la divisa di lavoro della ditta __________.

In quell’occasione ho notato che la persona che stava lasciando il

cantiere ha detto ad un altro operaio di informare i colleghi che si era fatto

male mentre lavorava.

Io conoscevo il signor RI 1 (unicamente con il nomignolo di RI 1)

poiché avevo fatto acquisti nel negozio della moglie lo scorso anno.

Gli ho quindi chiesto se avesse bisogno di aiuto e poi, dopo suo

cenno di assenso, l’ho accompagnato con la mia vettura al Pronto Soccorso

dell’Ospedale di __________.

(…).

Ci tengo a precisare che non sono stato testimone dell’infortunio.

Sono stato informato dal signor RI 1 che si era fatto male mentre

stava tagliando una piastrella sul lavoro.”

(doc. 53)

Il 17 settembre 2013 ha avuto luogo un incontro al quale hanno preso parte, oltre al funzionario CO 1 incaricato,

l’insorgente con il suo patrocinatore e la moglie, nonché la responsabile del

personale della ditta __________ (__________) con il rappresentante legale di

quest’ultima. Qui di seguito il tenore del verbale allestito in

quell’occasione:

" (…).

Il signor RI 1 conferma di non aver ricevuto una disdetta del

rapporto di lavoro.

Indica di aver controfirmato unicamente una distinta del vestiario

che mi era stata consegnata dal datore di lavoro, consegnatami dal signor __________

(vicedirettore della ditta __________ di __________).

La signora __________ sostiene invece che la disdetta del rapporto

di lavoro gli é stata consegnata dal signor __________.

Il signor RI 1 era stato convocato in mattinata dal cantiere dove

si era presentato in mattinata.

La signora __________ conferma che il signor RI 1 usava sul lavoro

i propri attrezzi di lavoro.

Il signor RI 1 dice invece si essere stato obbligato a utilizzare

gli attrezzi del datore di lavoro.

Entrembe le parti non intendono cambiare le proprie versioni e

confermano integralmente quanto già comunicato nei precedenti incontri e quanto

già risulta in tutta la documentazione inoltrata nel frattempo.

Il signor RI 1 conferma nuovamente che la mattina del 22 aprile

2013 era stato chiamato in cantiere per passare presso il magazzino della ditta

__________ a __________ per caricare dei sacchi di colla e che in seguito si é

recato in cantiere a lavorare.

La signora __________ sostiene che invece é stato chiamato dal

signor __________ unicamente per la consegna della disdetta e per la

controfirma del materiale consegnato.”

(doc. 64)

In occasione del colloquio

telefonico dell’8 ottobre 2013 con il funzionario incaricato, __________,

consulente gruppo aziende presso l’Ufficio regionale di collocamento di __________,

ha affermato che “… l’incontro con la signora __________ presso la ditta __________

di __________ in data 22 aprile 2013 era già previsto da tempo nell’ambito

della Campagna SECO (Segreteria di Stato dell’economia). In quell’occasione non

era previsto nessun appuntamento per confermare l’assunzione del signor RI 1.

Naturalmente una volta in ditta si é discusso anche di questo caso, visto

quanto capitato in mattinata. La ditta gli ha dato le stesse informazioni che

ha ribadito anche a noi in più occasioni (licenziamento e intimazione a

ritirare il suo materiale personale dal cantiere). Il signor __________ trova

difficile pensare ad un’assunzione dopo il breve periodo di cinque giorni di

lavoro. Con la ditta __________ era stato accordato in data 5 aprile per un

impiego del signor RI 1 con la formula del guadagno intermedio con la cassa

disoccupazione. Si trattava di una collaborazione a termine fino al 31 maggio

(con possibilità di prolungamento fino massimo al 15 giugno 2013). L’eventuale

assunzione diretta avrebbe potuto divenire concreta alla scadenza del termine

sopraccitato.” (doc. 67).

Con scritto del 23 ottobre

2013 indirizzato all’Istituto assicuratore, __________ ha confermato che “…

l’incontro con il datore di lavoro, signora __________, del 22 aprile 2013 era

in relazione alla “Campagna SECO” del 2012, incontro fissato in data 4 aprile

2013 quindi ancor prima che il signor RI 1 iniziasse la sua collaborazione. Di

conseguenza, ci pare inequivocabile che l’incontro non era stato programmato

per una eventuale assunzione del signor RI 1. Quanto riferitoci dal datore di

lavoro in occasione della visita é solo la coincidenza dei fatti intervenuti in

quei giorni.” (doc. 70).

Il 18 dicembre 2013 é

avvenuta una seconda audizione di __________, il quale ha apportato delle

precisazioni in merito a quanto era stato da lui dichiarato in precedenza:

" (…).

All’incirca lo scorso mese avevo sentito il signor RI 1 e la sua

compagna, signora __________, discutere in merito alla loro situazione. Veniva

menzionato in modo superficiale che lui doveva fare attenzione a non venir

scoperto dall’assicurazione contro gli infortuni.

Non ho sentito esplicitamente uno dei due affermare che le ferite

sul braccio erano state causate volontariamente.

Ho poi pensato molto a quanto capitato ed effettivamente mi sono

sorti dei dubbi.

Al momento in cui avevo accompagnato il signor RI 1 all’ospedale

non avevo visto quanto fossero gravi le ferite riportate.

In effetti il braccio era pieno di sangue ed era coperto da uno

straccio sporco di sangue.

In seguito, quando era stato pulito il sangue dagli infermieri al

momento della medicazione, avevo notato che erano poco più di alcuni graffi e

che a mio parere avrebbe potuto causarseli volontariamente.

(…).”

(doc. 75)

Fra la documentazione

prodotta dall’assicuratore convenuto vi é pure la nota di un colloquio

telefonico con __________, dalla quale emerge che quest’ultimo, non più alle

dipendenze della ditta __________, si era rifiutato d’incontrare personalmente

il funzionario CO 1 incaricato, come pure di controfirmare un eventuale rapporto

da lui redatto, desiderando di non “… essere coinvolto in alcun modo nella

questione concernente il caso RI 1, in particolare aiutare la ditta per questa

controversia.”. Risulta inoltre che l’ex vicedirettore avrebbe dichiarato che

“… lui a suo tempo aveva effettivamente consegnato la lettera di licenziamento

al signor RI 1 e che probabilmente quest’ultimo sta facendo il furbo.” (cfr.

doc. 66).

In corso di causa, il TCA

ha inviato al chirurgo della mano dott. __________ uno scritto del seguente

tenore:

" (…).

Dalla documentazione a disposizione risulta in particolare che,

con referto del 28 maggio 2013, la dott.ssa __________ dell’Istituto cantonale

di patologia aveva segnalato la presenza di una reazione gigantocellulare su materiale

estraneo birifrangente. Con nota manoscritta del 29 maggio 2013, lei le

aveva quindi chiesto precisazioni a proposito del “materiale estraneo

birifrangente”, e ciò allo scopo di escludere “… una patomimia, visto che

analogamente vi era referto simile controlaterale.”.

Sentita dall’amministrazione in data 13 giugno 2013, la moglie

dell’assicurato ha riferito che lei non avrebbe inteso “… indicare possibili

abusi o tentativi di artefatto …” e che avrebbe invece sostenuto che il RI 1 “…

soffre di una rara sindrome, causata quasi sicuramente dall’infortunio capitato

nel 2007 e dai successivi interventi chirurgici.”.

Ai fini dell’istruttoria di causa, la invito a rispondere alle

seguenti domande:

1. Può o meno

confermare quanto dichiarato dalla moglie dell’assicurato?

Considerandi

2.

In

particolare, corrisponde al vero che, a suo avviso, quanto riscontrato dalla

dott.ssa __________ sarebbe verosimilmente da imputare al pregresso infortunio

e alle successive cure?

3.

Il danno alla

salute da lei refertato in occasione della consultazione del 13 maggio 2013 - “tumefazione

dolente degli estensori post retinacolari del 4° comparto” - é o meno

compatibile con il presunto evento del 22 aprile 2013, così come l’ha descritto

l’assicurato (“Mentre stavo tagliando una piastrella con la smerigliatrice,

la stessa si é rotta, frantumandosi. Tenevo la pianella nella mano sinistra e

usavo la smerigliatrice con la destra. Istintivamente, per non tagliarmi, ho

allontanato all’indietro le mani e ho urtato delle piastrelle accatastate con

il gomito sinistro. Alcune di esse sono cadute e mi hanno colpito alla mano e

avambraccio a sinistra.”)?

4.

Può o meno

escludere che il danno alla salute da lei riscontrato fosse in realt ancora un

postumo residuo dell’infortunio del novembre 2007, ritenuto che l’assicurato

stesso ha dichiarato che, dopo questo evento, “non mi ritenevo guarito

completamente poiché avvertivo sempre una certa ipersensibilità e gonfiore.”?

(…).”

(doc. V)

Queste le risposte fornite

dallo specialista appena citato:

" (…).

L’ergoterapia proposta non ha dato l’esito voluto e per questa

ragione ho effettuato il 21.05.2013 un’estesa sinovialectomia. Il 28.05.2013 il

referto di patologia conferma una sinovite cronica fibrosante con reazioni

gigantocellulare da materiale estraneo birifrangente. A questo proposito ho

chiesto la spiegazione alla Dr.ssa Leoni circa la presenza di materiale

estraneo. Come da mio scritto del 12.06.2013 (consultazione del 06.06.2013

allegato) ho informato il paziente e chiesto spiegazioni di questi corpi

estranei di origine ancora da chiarire. Ho ipotizzato la possibilità di una

sindrome di Secretan di cui vi allego un articolo clinico. Questa ipotesi era

già stata da me sospettata nella richiesta al patologo.

Il patologo informa che le osservazioni osservate non sono

specifiche ma che potrebbero rientrare in una sindrome di Secretan.

Nell’articolo scientifico allegato non sono descritti corpi estranei

birifrangenti, come caratteristica costante di tale sindrome.

Il corpo estraneo birifrangente non é generalmente radiopaco e non

può quindi essere il corpo estraneo descritto nel 2009, tra l’altro in diversa

sede anatomica. La presenza di materiale estraneo birifrangente imponeva che si

chiedesse al patologo una precisazione circa la possibilità che si trattasse di

materiale introdotto secondariamente sotto la cute. D’altra parte, come

spiegato al paziente, io personalmente non ho mai visto delle lesioni alla

cute.

In nessuna parte della mia cartella ritrovo conferma di aver detto

al paziente che quasi sicuramente é conseguenza dell’infortunio capitato nel

2007.

e dei successivi interventi chirurgici. Non vi sono stati, almeno da parte

mia, più interventi chirurgici ma solo un intervento nel 2009. I corpi estranei

birifrangenti erano allora assenti.

L’ipotesi di una sindrome di Secretan resta valida.

(…).

Una contusione, anche di entità minore, può quindi essere

all’origine di una sindrome di Secretan.

Per quanto attiene alla domanda 4 ritengo poco probabile che il

danno alla salute riscontrato fosse un postumo residuo dell’infortunio del 2007. A questo proposito vi allego ancora il referto di ergoterapia del 09.06.2009 da cui rilevavo

che “la ripresa funzionale é soddisfacente: non ci sono difficoltà o problemi

particolari riferiti nelle attività della vita quotidiana tranne nella forza di

presa e nel porto di pesi”.

Nel rapporto del 21.08.2009 nuovamente, “la ripresa funzionale é

soddisfacente nonché la funzionalità della mano é completa e i disturbi

sensitivi diminuiscono progressivamente. Permane un deficit di forza globale.”

(doc. VII)

2.6

Con la decisione su

opposizione impugnata, l’amministrazione ha negato il proprio obbligo a

prestazioni, sostenendo che “… le dichiarazioni dell’assicurato non trovano

alcuna conferma agli atti. In particolare tre ex colleghi di lavoro che non

hanno alcun interesse nel litigio hanno dichiarato che l’assicurato il 22.4.2013

si é recato in cantiere solo per prendere gli attrezzi. L’assicurato non ha

lavorato ed é stato visto lasciare il cantiere in perfetta salute. Il testimone

citato dall’assicurato - fermo restando che poi ha rivalutato la situazione e

emesso il sospetto in favore di un artefatto - non ha personalmente assistito

all’accaduto ma ha solo visto l’assicurato uscire dal cantiere con il braccio

insanguinato. Ciò non basta per ammettere che l’assicurato sia stato vittima di

un infortunio sul cantiere mentre lavorava.” (doc. A, p. 4).

Da parte sua, l’insorgente

contesta segnatamente che le dichiarazioni agli atti dei suoi tre ex colleghi

possano essere considerate concludenti, nella misura in cui esse risultano

essere smentite dalla testimonianza di __________ (doc. I, p. 3 s.: “In

sostanza, le urla e le imprecazioni provenienti dal cantiere sentite dal signor

__________, la vista del signor RI 1 che usciva dal cantiere con la tuta da

lavoro e un braccio insanguinato, nonché le constatazioni operate al Pronto

soccorso confermano senza ombra di dubbio come in data 22 aprile 2013 verso le

ore 09.15 il signor RI 1 abbia subito un infortunio.”).

Chiamata ora a

pronunciarsi nella concreta evenienza, questa Corte condivide la conclusione dell’CO

1.

Con riferimento a quanto

sostenuto in sede ricorsuale, occorre innanzitutto precisare che, nel caso di

specie, non vi é in discussione la copertura assicurativa in quanto tale dell’evento,

ma piuttosto la prova dell’adempimento degli elementi costitutivi di un infortunio

(e precisamente quello dell’involontarietà, cfr. consid. 2.3.). In proposito,

deve essere segnalato che, secondo l’art. 3 cpv. 2 LAINF, l’assicurazione - che

copre tanto gli infortuni professionali quanto quelli non professionali (cfr.

art. 6 cpv. 1 LAINF) e, in questo senso, é irrilevante sapere se l’evento che

sarebbe successo a RI 1 rientri nell’una o nell’altra categoria - termina allo

spirare del 30° giorno susseguente a quello in cui cessa il diritto almeno al

semisalario.

Fatta questa premessa, alla

luce degli elementi che emergono dalle carte processuali, il TCA giudica in

primo luogo verosimile che la mattina del 22 aprile 2013 all’assicurato sia

stata comunicata l’interruzione del rapporto lavorativo con la ditta __________,

con esonero immediato dal lavoro.

Oltre a quanto é stato indicato

dal datore di lavoro stesso, ad esempio, nell’annuncio d’infortunio del 26

aprile 2013 (doc. 3: “… dal momento che il sig. __________ era stato sospeso dal

lavoro con effetto immediato il giorno 22.04.2013. Gli é stata consegnata la

lettera di interruzione del rapporto di lavoro la mattina stessa alle 07.45

…”), agli atti vi é uno scritto, datato proprio 22 aprile 2013, in cui si legge che al ricorrente veniva notificata “… l’interruzione del rapporto di lavoro

con effetto 22 aprile 2013.” e lo si invitava peraltro a restituire

l’abbigliamento e l’equipaggiamento consegnato all’inizio del rapporto di

lavoro (cfr. doc. 10).

Il fatto che nella lettera

di licenziamento si sia fatto accenno a un mancato allineamento dell’assicurato

“alle nuove/future esigenze aziendali”, e non esplicitamente a un suo presunto

scarso rendimento, non é decisivo. È in effetti notorio che le lettere di

licenziamento contengono sovente delle formulazioni “edulcorate” dei veri motivi

della disdetta, volte a non pregiudicare le opportunità di reimpiego, tanto più

che, in virtù dell’art. 335 cpv. 2 CO, le motivazioni devono essere fornite

soltanto se l’altra parte ne fa richiesta.

Secondo questo Tribunale,

é parimenti inconferente la circostanza che il licenziamento sia stato

comunicato il lunedì mattina, anziché il venerdì sera, e ciò nella misura in

cui esso ha comunque avuto luogo prima dell’inizio di una nuova settimana

lavorativa.

Ad avvalorare la tesi del

licenziamento vi sono poi le dichiarazioni agli atti dei colleghi del

ricorrente (cfr. doc. 42, 43 e 44). Essi hanno infatti dichiarato di essere

stati avvertiti dal datore di lavoro che RI 1 sarebbe passato di lì a poco in

cantiere per ritirare la propria attrezzatura da lavoro. __________ ha anzi esplicitato

di aver saputo che il ritiro del materiale faceva seguito allo scioglimento del

rapporto di lavoro e, d’altra parte, di aver visto l’insorgente giungere sul

cantiere attorno alle ore 08:45. Tutto ciò a dimostrare che, al momento del suo

arrivo in via __________, all’assicurato era già stata comunicata la disdetta

del contratto con esonero a fornire la propria prestazione (in caso contrario,

non si spiegherebbe perché la mattina stessa egli ha ritirato il proprio materiale

dal cantiere).

Deve inoltre essere osservato

che l’affermazione, contenuta nel verbale di audizione dell’assicurato (cfr.

doc. 46, p. 3) e da lui ribadita in occasione dell’incontro del 17 settembre

2013.

(cfr. doc. 64), secondo la quale egli lavorava con l’attrezzatura messa a

disposizione dal datore di lavoro, non trova alcun riscontro nella distinta

agli atti, da cui si evince che, al momento dell’assunzione, RI 1 ricevette

alcuni capi di vestiario e - a titolo di “materiale/attrezzatura da lavoro” -

il solo badge identificativo (cfr. allegato al doc. 46).

Infine, anche

l’affermazione secondo la quale “a conferma del fatto che non era previsto un

licenziamento, era stato fissato un incontro in data 22 aprile (verso le ore

15:00) con un consulente esterno dell’URC e di un responsabile della ditta per

discutere in merito alle condizioni della mia assunzione.” (doc. 46, p. 4), é

stata smentita dalla testimonianza del funzionario competente dell’URC di __________,

il quale ha dichiarato che “… l’incontro con il datore di lavoro, (…), del 22

aprile 2013 era in relazione alla “Campagna SECO” del 2012, incontro fissato in

data 04 aprile 2013 quindi ancor prima che il signor RI 1 iniziasse la sua

collaborazione.” (doc. 70 - il corsivo é del redattore).

In secondo luogo, questa

Corte ritiene che non vi siano validi motivi per dubitare dell’attendibilità di

quanto dichiarato dai tre dipendenti della __________, anche nella misura in

cui essi hanno confermato di aver visto l’insorgente lasciare il cantiere con

la propria attrezzatura da lavoro, senza che fosse accaduto qualcosa di

particolare (cfr. doc. 42, 43 e 44).

In proposito, il TCA non

può seguire l’assicurato allorquando sostiene che la loro testimonianza non

sarebbe veritiera, per il motivo che __________ ha dichiarato di averlo sentito

urlare sul cantiere e uscire dal medesimo con la tuta da lavoro e un braccio

insanguinato (cfr. doc. I, p. 4).

In realtà, una

testimonianza non esclude l’altra, visto che si riferiscono a due diversi momenti.

In effetti, il __________ ha affermato di aver udito dei “lamenti ed

imprecazioni provenire dal cantiere” attorno alle ore 09:15 (cfr. doc.

53), mentre __________ ha riferito che il ricorrente é giunto in loco almeno mezz’ora

prima, verso le ore 08:45, per poi andarsene appena dopo aver ritirato

la propria attrezzatura (cfr. doc. 44).

Sulla scorta di quanto

precede, secondo questo Tribunale, le due testimonianze non sono dunque in

contraddizione ma si completano e consentendo di concludere che, dopo aver

momentaneamente lasciato il cantiere, RI 1 ne ha fatto ritorno, a questo punto senza

alcuna valida ragione dettata da motivi di servizio.

Ora, accertato, con un

sufficiente grado di verosimiglianza, che la mattina del 22 aprile 2013 la

ditta __________ ha comunicato all’insorgente l’interruzione del rapporto

lavorativo con esonero immediato dal lavoro e che egli, attorno alle ore 08:45,

si é recato sul cantiere di via __________ dove é stato visto ritirare la

propria attrezzatura e lasciare il medesimo in buona salute, il TCA deve

concludere che quanto RI 1 ha annunciato all’CO 1 - “mi sono quindi presentato

normalmente presso il cantiere della ditta __________ in piazza __________ a __________

per svolgere la mia attività di piastrellista. Mentre stavo tagliando una

piastrella con la smerigliatrice, la stessa si é rotta, frantumandosi. (…). Ho

riportato dei tagli sull’avambraccio e un forte colpo al dorso della mano

sinistra (…) senza però avere delle ferite.” (doc. 46, p. 2) - non possa corrispondere

alla realtà dell’accaduto.

Oltre a ciò, non può nemmeno

essere ignorato che lo stesso testimone citato dall’assicurato, __________, a

margine della sua audizione del 18 dicembre 2013, peraltro da lui stesso

sollecitata, ha dichiarato di aver sentito RI 1 dire alla moglie che “… lui

doveva fare attenzione a non venir scoperto dall’assicurazione contro gli

infortuni.”. Sempre in quell’occasione, dopo aver ricordato che, una volta

pulite, le ferite presenti sull’avambraccio “erano poco più di alcuni graffi”, sempre

il Barbieri ha affermato che, a suo avviso, il ricorrente “… avrebbe potuto

causarseli volontariamente.” (doc. 75, p. 1).

Visto quanto precede, questa

Corte ritiene che, nella concreta evenienza, l’assicurato non sia stato in

grado di rendere verosimile l’intervento di un infortunio nel senso giuridico

del termine (fondati dubbi esistono a proposito del carattere involontario del

danno alla salute), di modo che, in ossequio alla giurisprudenza citata al

considerando 2.4., l’Istituto assicuratore resistente era legittimato a

rifiutare il proprio obbligo a prestazioni in relazione al noto danno alla

salute interessante l’estremità superiore sinistra.

2.7

In considerazione della

particolare natura dei motivi che stanno alla base del (confermato) rifiuto di

riconoscere le prestazioni assicurative, secondo questo Tribunale, sono dati i

presupposti per negare all’insorgente il diritto all’assistenza giudiziaria

gratuita da lui richiesta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso é respinto.

2. La domanda di assistenza

giudiziaria è respinta.

3. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti