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Decisione

35.2016.15

Negata esistenza lesione parificata a infortunio, poiché lesione tendinea esclusivamente morbosa

27 settembre 2016Italiano26 min

Source ti.ch

Fatti

i sintomi di cui soffre l’assicurato (cfr. DTF 139 V 327 consid. 3.1 e

riferimenti ivi indicati).

2.6. Nella concreta evenienza, dalle

carte processuali si evince segnatamente che, in base alle risultanze degli

accertamenti clinici e radiologici eseguiti, alla ricorrente sono stati

diagnosticati, da una parte, un edema intraspongioso a livello del trochide

omerale sinistro e, dall’altra, una lesione del tendine del muscolo

sovraspinato (cfr., ad esempio, il rapporto 29 luglio 2015 del dott. __________

– doc. M 9: “Per quanto riguarda invece la spalla sinistra, ove la paziente ha

subito un trauma contusivo in data 16 giugno 2015 e che alla RM eseguita in

data 3 luglio 2015 ha evidenziato edema a livello del trochide omerale

sinistro, compatibile con frattura intra-spongiosa, si evidenzia anche una lesione

del tendine sovraspinato …” – il corsivo è del redattore).

Per quanto concerne l’edema

intraspongioso, secondo l’assicurata, tale danno alla salute le sarebbe

stato causato dall’urto della spalla sinistra contro un armadio di metallo.

Da parte sua, l’istituto

assicuratore convenuto fa valere che non sarebbe credibile il fatto che

l’assicurata abbia battuto la spalla sinistra contro un armadio, posto che tale

circostanza è stata riferita soltanto in un secondo tempo (cfr. doc. A 20, p.

6: “Ora, nella fattispecie questo aspetto è stato citato per la prima volta

dall’assicurata il 07.07.2015 e non risulta né dalla dichiarazione d’infortunio

(all. A1) né dalla successiva corrispondenza dell’assicurata (all. A29).

Nemmeno il rapporto medico 20.06.2015 dell’Ospedale __________ di __________ ne

fa menzione, considerato invece che il referto riporta che l’assicurata ha

riferito di avere da tempo “dolore alla spalla sx”, con esacerbazione oggi

(20.06.2015) della sintomatologia (cfr. all. M3).”).

Del resto, secondo il

medico fiduciario della CO 1, “l’edema osseo a livello del tubercolo maggiore è

da ritenere non di eziologia traumatica ma piuttosto nel contesto della

tendinopatia cronica del sovraspinato. L’esame radiologico non mostra

fratture.” (doc. M 13, p. 3).

Chiamato ora a

pronunciarsi, questo Tribunale ritiene di potersi esimere dall’esaminare se,

nel caso di specie, debba trovare applicazione il principio delle dichiarazioni

della prima ora (cfr. (cfr. DTF 121 V 45 consid.

2a; si veda pure la STF 8C_648/2013 del 18 febbraio 2014 consid. 3) e se

all’edema intraspongioso refertato a livello del trochide omerale sinistro

possa essere riconosciuta un’eziologia traumatica, e ciò per i motivi che

seguono.

In corso di causa, il TCA

ha interpellato il dott. __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, autore

dell’apprezzamento 26 novembre 2015 elaborato per conto dell’istituto

assicuratore resistente. Al medico fiduciario è stato segnatamente chiesto se, a

prescindere dalla sua eziologia, il reperto oggettivato a livello del trochide

omerale ha di per sé richiesto cure sanitarie e/o comportato un’incapacità

lavorativa (domanda n. 1) e, sempre a prescindere da questioni di causalità,

quale danno alla salute ha verosimilmente determinato l’inabilità lavorativa

presentata dall’assicurata e la necessità di sottoporsi a cure sanitarie, in

particolare all’intervento artroscopico dell’11 settembre 2015 (domanda n. 2) (cfr.

doc. VII).

Questo il tenore delle

risposte fornite dallo specialista:

" 1. (…).

No, le alterazioni radiologicamente evidenziate a livello del

trochide omerale (chiamato anche tubercolo maggiore dell’omero) di per sé non

hanno richiesto trattamento sanitario e non hanno comportato un’incapacità

lavorativa.

La risonanza magnetica della spalla sinistra del 03.07.2015 e l’artro-risonanza

magnetica (esame con mezzo di contrasto intra-articolare a livello

gleno-omerale) della spalla sinistra del 31.08.2015 mostrano a livello del

trochide omerale alterazione diffusa di segnale (edema intraosseo, edema

spongioso) ed una cisti all’interno dell’osso in vicinanza dell’inserzione del

tendine sovraspinato. Assenza di rime di frattura o tipici segni di contusione

ossea. L’alterazione del segnale, chiamato edema intraosseo o edema

intraspongioso, rappresenta aumento di liquido localmente all’interno dell’osso

e non è un segno di origine specifica, ma viene interpretato nel contesto di

infiammazione, infezione, frattura, contusione, tumore e altre malattie

dell’osso. La cisti intraossea al trochide omerale in vicinanza dell’inserzione

del tendine sovraspinato è molto probabilmente di origine degenerativa e si è

formata durante anni su sofferenza e progressiva degenerazione del tendine

sovraspinato in sede inserzionale al trochide omerale. Queste alterazioni di

per sé non richiedono cure specifiche e non provocano inabilità lavorativa.

2. (…).

L’inabilità lavorativa a partire dal 16.06.2015 e poi

prolungata il 20.06.2015 è stata prescritta per esacerbazione di dolori alla

spalla sinistra. Tali disturbi molto probabilmente sono riconducibili

alla lesione parziale sul lato extra-articolare del tendine sovraspinato,

accompagnata da borsite sottoacromiale cronica. Alla visita medica del

29.07.2015 del Dr. med. __________ la paziente ha avvertito importanti dolori

alla spalla controlaterale destra, in trattamento per tendinopatia calcarea, e

non ha lamentato “particolari dolori “ alla spalla sinistra (vedi rapporto

medico del 29.07.2015). Il Dr. med. __________ non ha specificato per quale

problematica (disturbi alla spalla sinistra, destra o ambedue?) ha attestato

ulteriore inabilità lavorativa. Invece l’inabilità lavorativa post intervento a

partire dall’11.09.2015 è stata prescritta per il deficit funzionale ed i

disturbi alla spalla sinistra durante la fase riabilitativa dopo l’intervento

artroscopico dell’11.09.2015, eseguito soprattutto per la lesione degenerativa

del tendine sovraspinato.

L’indicazione per l’intervento artroscopico dell’11.09.2015 è

stata posta in primo luogo per la lesione parziale extra-articolare del tendine

sovraspinato della spalla sinistra. Come emerge dal rapporto operatorio, in

artroscopia sono state effettuate un’artroscopia diagnostica (valutazione delle

strutture della spalla sinistra alla ricerca di eventuali lesioni), la

tenotomia e tenodesi del capo lungo del tendine bicipite brachiale (taglio del

tendine e fissazione dello stesso in un altro luogo) per tendinosi, borsectomia

sottoacromiale (asportazione della borsa sottoacromiale) per togliere la borsa

cronicamente infiammata e fare spazio a livello sottoacromiale per il tendine

sovraspinato, acromioplastica (riduzione del bordo anterolaterale dell’osso

acromio levigandolo) per creare ulteriore spazio per il tendine sovraspinato

Considerandi

sottostante, e finalmente la sutura del tendine sovraspinato (creazione di una

rottura completa del tendine e fissazione dello stesso al trochide omerale

tramite fili attaccati ad una vite inserita nell’osso sotto il trochide). Tutti

questi gesti chirurgici sono stati compiuti onde a rilevare la diagnosi, a

trattare la lesione del tendine sovraspinato, a creare spazio a livello

sottoacromiale per la cuffia dei rotatori e a trattare i riferiti disturbi a

livello della spalla sinistra. Evidentemente tale intervento non è stato

eseguito per trattare una lesione a livello del trochide omerale.”

(doc. VIII, p. 1 e 2 – il

corsivo è del redattore)

Alla luce delle

considerazioni espresse dal chirurgo ortopedico dott. __________ - della cui

fondatezza questa Corte non ha motivo di dubitare, considerato che sono il

frutto di un’attenta analisi della documentazione a disposizione -, occorre

ritenere accertato, perlomeno con il grado della verosimiglianza preponderante,

che il diagnosticato edema intraspongioso non ha né comportato la necessità di sottoporsi

a cure sanitarie, né ha provocato un’incapacità lavorativa, di modo che esso non

ha di per sé generato il diritto ad alcuna prestazione LAINF.

Il fatto che, in occasione

del consulto del 6 luglio 2016, il dott. __________ avrebbe riferito

all’assicurata che, qualora la visita avesse avuto luogo nei giorni

immediatamente successivi all’evento, le sarebbe stato prescritto un tutore

(divenuto nel frattempo inutile – cfr. doc. XI), costituisce una mera

dichiarazione di parte e, come tale, priva di valore probatorio.

2.7

Trattandosi invece della lesione

del tendine del muscolo sovraspinato a sinistra, sempre in base alla

valutazione del dott. __________, i relativi disturbi hanno determinato la

necessità di sottoporsi, in particolare, all’intervento artroscopico dell’11

settembre 2015 e causato inoltre incapacità lavorativa (cfr. doc. VIII,

risposta al quesito n. 2).

Ancora una volta può

essere lasciata aperta la questione di sapere se il riferito episodio dell’urto

contro l’armadio possa o meno essere considerato credibile, come può essere lasciata

aperta quella di sapere se il gesto compiuto dall’assicurata per scansare

un’ape costituisca o meno un evento assimilabile a infortunio (“fattore

esterno”) ai sensi dell’art. 9 cpv. 2 OAINF e della relativa giurisprudenza

federale. In effetti, in ogni caso, l’esito della vertenza non potrebbe essere

quello che auspica l’insorgente, per i motivi qui sotto esposti.

Come tale, una rottura tendinea

parziale, quale quella diagnosticata alla ricorrente (cfr. il referto

dell’artro-RMN del 31 agosto 2015 – doc. M 12: “Rottura parziale, di massimo

del 50% dello spessore, della componente inserzionale – preinserzionale

anteriore del tendine del sovraspinoso, sul versante bursale.”), ricade sotto

la lettera f dell'art. 9 cpv. 2 OAINF (a proposito della diagnosi di rottura parziale

dei tendini, cfr. DTF 114 V 298, nonché, per un caso in cui la Corte federale

ha dichiarato inapplicabile l’art. 9 cpv. 2 lett. f OAINF, poiché gli atti

medici a disposizione non avevano consentito di evidenziare alcun segno di

lacerazione o di rottura, anche solo parziale, in relazione alla lesione del

tendine del muscolo sopraspinato, cfr. STFA U 235/02 del 6 agosto 2003; si

vedano pure STF 8C_956/2011 del 20 giugno 2012 consid. 2.2,8C_895/2010 del 1°

febbraio 2011 consid. 3.2.1).

Per ammettere l’obbligo a

prestazioni dell’assicuratore LAINF, è però ancora necessario che la lesione

corporale (parificata) possa essere ricondotta al sinistro in questione poiché,

facendo difetto un evento particolare all’origine del danno alla salute, si

dovrebbe concludere a una lesione esclusivamente morbosa oppure degenerativa

(cfr. STF 8C_763/2015 dell’11 luglio 2016 consid. 3.3 e riferimenti ivi

menzionati).

Con il proprio

apprezzamento del 26 novembre 2015, il dott. __________ ha in particolare

sottolineato che “gli esami radiologici (sonografia del 18.06.2015, risonanza

magnetica del 03.07.2015, artro-risonanza magnetica del 31.08.2015) non

mostrano lesioni recenti di origine traumatica, ma chiare alterazioni

degenerative, cioè tendinosi del tendine sovraspinato con lesione degenerativa

parziale sul versante bursale e tendinopatia degenerativa del capo lungo del

bicipite brachiale. Lesione del tendine sovraspinato in localizzazione

tipica in sede preinserzionale ed inserzionale sul lato extraarticolare,

probabilmente nel quadro di impingement sottoacromiale. Una lesione traumatica

della cuffia dei rotatori sarebbe tipicamente localizzata sul versante

articolare. Assenza di rottura transmurale della cuffia dei rotatori.”.

D’altro canto, lo specialista

interpellato dall’amministrazione ha ammesso che la pretesa contusione diretta

della spalla sinistra potrebbe aver scatenato la sintomatologia algica (“la

dichiarata contusione diretta della spalla sinistra del 16.06.2015 non ha

causato una lesione strutturale, ma possibilmente reso manifesta una

sintomatologia algica temporanea.”) ed è pervenuto alla conclusione che “la

lesione degenerativa del tendine sovraspinato non è compatibile con una rottura

tendinea nel senso dell’articolo 9.2f OAINF.” (doc. M 13 – il corsivo è del

redattore).

Chiamato dal TCA a

precisare il ruolo scatenante riconosciuto al trauma contusivo subito alla

spalla sinistra, il dott. __________ ha spiegato che, nel caso di specie, non

può in effetti essere escluso che la dichiarata contusione “… abbia reso

manifesta la lesione degenerativa del tendine sovraspinato assieme con la

sindrome d’impingement alla spalla sinistra. Si tratta di un’ipotesi al massimo

possibile e non probabile. Secondo la letteratura medica e considerando l’età

della paziente e le immagini radiologiche, la comparsa spontanea di disturbi

alla spalla sinistra della paziente è molto probabilmente dovuta alla lesione

parziale degenerativa del tendine sovraspinato associata ad una problematica di

attrito sottoacromiale, e non in nesso causale con un eventuale trauma banale

contusivo e/o distorsivo. Non vale il principio “post hoc ergo propter hoc”.”.

D’altra parte, in merito

all’affermazione secondo cui la diagnosticata lesione tendinea non

giustificherebbe l’applicazione dell’art. 9 cpv. 2 lett. f OAINF, il consulente

medico dell’assicuratore ha dichiarato che “considerando che la lesione della

cuffia dei rotatori nel caso in oggetto, secondo i criteri medici (vedi

direttive della pubblicazione “Defekte der Rotatorenmanschette und

unfallähnliche Körperschädigung”, E. Bär et al., Bollettino dei medici svizzeri

2000;81, n. 49, p. 2785-2790), in modo non equivoco è riconducibile ad una

degenerazione, non si può ammettere la presenza di una lesione secondo

l’articolo 9.2f OAINF.” (doc. VIII, p. 2 s. – il corsivo è del redattore).

Dalla valutazione espressa

dal dott. __________, che il TCA ritiene di poter fare propria, vista anche

l’assenza di pareri medici specialistici divergenti, risulta quindi che il noto

danno al tendine del muscolo sovraspinato della spalla sinistra era di natura

squisitamente morbosa, preesistente agli eventi occorsi il 16 giugno 2015, ai

quali non può essere riconosciuto, in quanto non dimostrato almeno con il grado

di verosimiglianza richiesto dalla giurisprudenza federale, nemmeno un ruolo

scatenante.

A quest’ultimo riguardo, va

attribuita una particolare rilevanza alla circostanza che RI 1 soffriva di

disturbi alla spalla sinistra (come pure a quella destra), già prima del giugno

2015, così come risulta dal rapporto 20 giugno 2015 del Servizio di PS dell’Ospedale

__________ di __________ (cfr. doc. M 3: “Riferisce dolore alla spalla sx da

tempo, …” – il corsivo è del redattore) e dalla richiesta per esame

radiologico compilato dalla dott.ssa __________ (doc. A 2: “…, già noti

dolori alla spalla dx e sx …” – il corsivo è del redattore).

In esito a quanto precede

- in presenza di un danno alla salute esclusivamente morboso - è dunque

a ragione che la CO 1 ha negato ab initio il proprio obbligo a

prestazioni (in questo senso, si vedano le STF 8C_978/2010 del 3 marzo 2011

consid. 5.2 e 8C_357/2007 del 31 gennaio 2008 consid. 5), motivo per cui la

decisione su opposizione impugnata merita conferma in questa sede.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso é respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti