35.2018.55
Infortunio occhio dx il 27 aprile 1996. Ricaduta (art. 11 OAINF) annunciata il 6 giugno 2016. Preliminarmente: disturbi visivi occhio sinistro (surplus di lavoro logorante occhio sx per compensare mal
14 febbraio 2019Italiano36 min
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Raccomandata
Incarto
n.
35.2018.55
PC/sc
Lugano
14 febbraio 2019
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattrice:
Paola Carcano, vicecancelliera
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 15 giugno 2018 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 17 maggio 2018 emanata da
CO 1
rappr. da: RA 2
in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. In data 27 aprile 1996, RI 1,
nato il __________ 1960, dall'8 febbraio 1994 dipendente della ditta __________
di __________, in qualità di "tagliatore" e, perciò, assicurato
d’obbligo contro gli infortuni presso l'CO 1, mentre stava giocando al proprio
domicilio con il figlio di 3 anni, verso le 19.00, "ha ricevuto
inavvertitamente una pedata all'occhio destro", riportando il distacco
della cornea (cfr. doc. 1).
L’Istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.
1.2. Esperiti gli accertamenti
medico-amministrativi del caso, con decisione del 28 ottobre 1998 l’CO 1 ha riconosciuto
a RI 1 un’indennità per menomazione dell’integrità del 25%, rifiutandogli
contestualmente la concessione di una rendita di invalidità, in quanto i
postumi dell'infortunio non avevano ridotto in misura apprezzabile la sua
capacità di guadagno (doc. 54). Questa decisione è cresciuta, incontestata, in
giudicato.
In seguito RI 1 si è sottoposto regolarmente a visite specialistiche di
controllo periodiche, i cui costi sono stati assunti dall'CO 1 (cfr., in
particolare, controllo del 6 novembre 2009 di cui al doc. 135).
1.3. Nel corso del 2010 RI 1 ha sviluppato
dei disturbi anche all'occhio sinistro, sfociati in un distacco retinico.
1.4. L'assicurato è stato nuovamente
operato il 27 marzo e il 12 giugno 2014 presso l'Ospedale __________ di __________
per distacco della retina destra recidivato il 26 marzo 2014 (doc. 137, 138,
146 e 149). La ricaduta è stata assunta dall'CO 1 (doc. 143 e 148).
In seguito, a causa dell'aumento della pressione dell'occhio destro, RI 1 si è
sottoposto a visite specialistiche di controllo periodiche più frequenti, i cui
costi sono stati assunti dall'CO 1 (cfr., in particolare, doc. 159 e 160).
1.5. In data 6 giugno 2016 RI 1 ha
avuto nuovamente dei problemi alla vista ed il 9 giugno 2016 il datore di
lavoro ha annunciato "il caso sia alla CO 1 sia alla Cassa malati affinché
si possa decidere a quale dei due enti compete" (doc. 168 e 169).
In data 4 agosto 2016 la __________ ha informato il datore di lavoro che, in
attesa di una decisione in ambito volta a definire se si trattasse delle
conseguenze o meno di un evento infortunistico, avrebbero anticipato le
prestazioni di indennità giornaliera a titolo preventivo (doc. 178).
Il 7 novembre 2016 RI 1 ha presentato una richiesta di prestazioni AI per
adulti (doc. 191).
1.6. Esperiti gli accertamenti
medici del caso (in particolare, dopo aver raccolto il rapporto medico del 5
settembre 2016 del dr. med. __________, Primario del servizio di oftalmologia e
oftalmochirurgia dell'__________ e gli apprezzamenti medici del 12 dicembre
2016 e del 10 marzo 2017 del dr. med. __________, specialista FMH in
oftalmologia attivo presso il Centro __________ della CO 1 di __________; doc. 186,
194 e 197), con decisione del 18 ottobre 2017 l’CO 1 ha negato un nesso causale
tra l'infortunio del 1996 e i disturbi all'occhio sinistro ed ha confermato,
per quanto concerne i soli postumi infortunistici (occhio destro), una capacità
lavorativa completa, puntualizzando che avrebbe continuato ad assumere di cura
per i necessari controlli semestrali o annuali e che non poteva riconoscere
prestazioni assicurative per i problemi all'occhio sinistro, in quanto affetto
da patologie di natura extra-infortunistica (doc. 208).
1.7. A seguito dell'opposizione
interposta il 16 novembre 2017 (e completata il 28 febbraio 2018 con allegata
la relazione medica del 26 febbraio 2018 del dr. med. __________) dall'RA 1,
per conto dell’assicurato (doc. 210 e 216), esperiti ulteriori accertamenti
medici (in particolare, dopo aver raccolto l'apprezzamento medico del 4/16
maggio 2018 dei dr. med. __________ e __________, specialisti FMH in
oftalmologia e oftalmochirurgia presso il Centro __________ della CO 1 di __________;
doc. 219), l’CO 1 in data 17 maggio 2018 ha confermato il contenuto della sua
prima decisione, puntualizzando quanto segue:
"Dalla valutazione del dott. __________ trasmessa a sostegno
dell'opposizione risulta che l'assicurato nell'aprile 2010 è scivolato dalla
scale e ha accusato un vivo dolore da contraccolpo all'occhio sinistro. Detto
avvenimento non è mai stato annunciato né alla CO 1 né al datore di lavoro per
cui la CO 1 - essendo a distanza di otto anni impossibilitata a disporre degli
accertamenti fedefacenti - non può ammettere secondo il criterio della
probabilità preponderante che l'assicurato è stato vittima di un nuovo
infortunio. In ogni caso i dott. __________ e __________, entrambi specialisti
in oftalmologia presso il Centro di competenza della Divisione __________ in
data 2.5.2018 hanno evidenziato che la diminuzione del visus a sinistra, tenuto
conto del rapporto del 5.9.2016 del dott. __________, è la conseguenza di una
fibroplasia epiretinale e quindi di una malattia e non può essere imputata né
alle problematiche all'occhio destro né alla dichiarata scivolata dalle scale"
(doc. 222 e doc. A, pag. 4, in fine).
1.8. Con tempestivo ricorso del 15
giugno 2018 RI 1, sempre rappresentato dall'RA 1, ha postulato l’annullamento
della decisione impugnata e, in via principale, il riconoscimento di una
rendita di invalidità totale (100%) e un'IMI del 35% "in accoglimento
della richiesta di ricaduta del 6 giugno 2016, per entrambi gli occhi
infortunati" e, in via subordinata, "se la causalità dell'occhio
sinistro venisse negata e se venisse accolta unicamente quella all'occhio
destro, nell'ambito di una revisione della decisione 28 ottobre 1998, la CO 1 è
condannata a riconoscere una rendita LAINF per la perdita di guadagno relativa
all'occhio destro non inferiore al 50% e un'integrazione dell'IMI del 10% per
il peggioramento del visus e dei disturbi legati alla lacrimazione" (doc.
I, pag. 7).
Il patrocinatore del ricorrente contesta l'operato dell'CO 1 per non aver
considerato il peggioramento intervenuto all'occhio destro rispetto al 1998,
che secondo gli atti medici agli atti risulta presentare ora una situazione di
cecità non migliorabile con lenti. Di modo che mal si comprende come il suo
cliente, per quanto concerne solo l'occhio destro, possa essere ritenuto dall'CO
1 abile al lavoro in misura completa. Tanto più che ora l'occhio sinistro, che
ha ovviato per anni alle problematiche permanenti conseguenti l'infortunio
all'occhio destro, non compensa più quello destro. Il malfunzionamento
post-infortunio dell'occhio destro ha inoltre portato l'occhio sinistro a
svolgere un surplus di lavoro logorante, causando gli attuali disturbi invalidanti
patiti oggi dal suo assistito all'occhio sinistro e che si trovano pertanto in
rapporto di causalità con l'infortunio subito nel 1996. Il suo cliente ha
diritto alle relative prestazioni in ambito LAINF, oltre ad una rendita LAINF
del 100% e ad un'ulteriore percentuale di almeno il 35% (30% per il visus pressoché
assente dell'occhio DX e 5% per la persistente lacrimazione ai sensi della
Tabella SUVA 11.3) di IMI, tenendo conto della situazione di entrambi gli occhi
ai sensi dell'art. 29 OAINF, in presenza di organi geminati.
Il rappresentante dell'insorgente chiede al Tribunale, laddove lo ritenesse
necessario, di disporre una perizia specialistica "atta a valutare
l'attuale quadro clinico degli occhi del ricorrente, e le conseguenti ricadute
in termini di capacità al lavoro e al guadagno residue, soprattutto in ragione
dell'influsso dei disturbi all'occhio destro rispetto agli attuali disturbi
patiti a livello di occhio sinistro annunciati con ricaduta 6 giugno 2016"
(doc. I, pag. 6).
1.9. Nella risposta
del 2 luglio 2018, l’CO 1, patrocinato dall'avv. RA 2, ha
postulato la reiezione del ricorso con argomenti di cui si dirà, per quanto
occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).
1.10. In data 12 luglio 2018 il
patrocinatore del ricorrente si è riconfermato nelle proprie tesi e domande,
con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra,
nei considerandi di diritto (doc. V), versando agli atti
in particolare la valutazione medica dell'11 luglio 2018 del dr. med. __________,
medico chirurgo, specialista in oculistica, con studio a __________, consultato
privatamente dall'assicurato (doc. G).
1.11. In data 16 luglio 2018 la rappresentante
dell'CO 1 ha ribadito le proprie tesi e domande, dato che la documentazione
medica prodotta non apporta nessun elemento rilevante ai fini della causa (doc.
VII).
1.12. In data 6 novembre 2018 il TCA
ha chiesto alla patrocinatrice dell'CO 1 di sottoporre il certificato medico
dell'11 luglio 2018 del dr. med. __________ per una presa di posizione agli
specialisti del Centro __________ della CO 1 di __________, che si erano già espressi
in merito alla vertenza in oggetto (doc. IX).
In data 29 novembre 2018 la rappresentante dell'CO 1 ha versato agli atti
l'apprezzamento medico del 28 novembre 2018 della dr. med. __________ del
Centro __________ della CO 1 di __________ (doc. XII e XII+1).
Fatti
I precitati documenti sono
stati inviati al patrocinatore del ricorrente per conoscenza (doc. XIII).
Considerandi
in ordine
2.1
La presente vertenza non pone
questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio
per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può
dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo
49.
cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del
31.
agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12
marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/ 2010 del 18
febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e
H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00
del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29
gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag.
190.
seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre
1999.
Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8
settembre 2015).
nel merito
2.2
L'oggetto della lite è
circoscritto alle prestazioni LAINF spettanti all'assicurato in seguito alla
ricaduta dell'infortunio del 27 aprile 1996 relativo all'occhio destro
annunciata il 6 giugno 2016 con riferimento anche ai disturbi visivi nel
frattempo insorti all'occhio sinistro.
2.3
Preliminarmente deve essere
risolta la questione di sapere se l'CO 1 ha a ragione, oppure no, ritenuto che
i disturbi visivi nel frattempo insorti all'occhio sinistro siano da attribuire
esclusivamente a malattia e, pertanto, vanno a carico esclusivo
dell'assicurazione malattia.
2.4
Giusta l'art. 10 LAINF,
l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio (cfr.
DTF 109 V 43 consid. 2a; art. 54 LAINF) e, in applicazione dell'art. 16 LAINF,
l'assicurato totalmente o parzialmente incapace di lavorare (cfr. art. 6 LPGA)
a seguito d'infortunio, ha diritto all'indennità giornaliera.
Il diritto all'indennità
giornaliera nasce il terzo giorno successivo a quello dell'infortunio. Esso si
estingue con il ripristino della piena capacità lavorativa, con l'assegnazione
di una rendita o con la morte dell'assicurato.
Parimenti, il diritto alle
cure cessa qualora dalla loro continuazione non sia da attendersi un sensibile
miglioramento della salute dell'assicurato (cfr. art. 19 cpv. 1 LAINF): nemmeno
persistenti dolori bastano a conferire il diritto alla continuazione del trattamento
se da questo non si può sperare un miglioramento sensibile dello stato di
salute (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents
(LAA), Losanna 1992, p. 41ss.).
L’Alta Corte ha inoltre
precisato che la questione del “sensibile miglioramento” di cui all’art. 19
cpv. 1 LAINF va valutata in funzione dell’entità del previsto aumento oppure
del ripristino della capacità lavorativa, nella misura in cui quest’ultima è
pregiudicata dalle sequele infortunistiche (DTF 134 V 109 consid. 4.3 e riferimenti).
2.5
Presupposto essenziale per
l'erogazione di prestazioni da parte dell'assicurazione contro gli infortuni è
però l'esistenza di un nesso di causalità naturale fra l'evento e le sue
conseguenze (danno alla salute, invalidità, morte).
Questo presupposto è da
considerarsi adempiuto qualora si possa ammettere che, senza l'evento
infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si
sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia
stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che
l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un
danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che
l'evento appaia come una condizione sine qua non del danno.
È questione di fatto lo
stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un nesso di
causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si determinano
secondo il principio della probabilità preponderante - insufficiente essendo
l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente nell'ambito
dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali (cfr. RDAT
II-2001 N. 91 p. 378; SVR 2001 KV Nr. 50 p. 145; DTF 126 V 360 consid. 5b; DTF
125.
V 195; STFA del 4 luglio 2003 nella causa M., U 133/02; STFA del 29 gennaio
2001.
nella causa P., U 162/02; DTF 121 V 6; STFA del 28 novembre 2000 nella
causa P. S., H 407/99; STFA del 22 agosto 2000 nella causa K. B., C 116/00;
STFA del 23 dicembre 1999 in re A. F., C 341/98, consid. 3, p., 6; STFA 6
aprile 1994 nella causa E. P.; SZS 1993 p. 106 consid. 3a; RCC
1986.
p. 202 consid. 2c, RCC 1984 p. 468 consid. 3b, RCC 1983 p. 250 consid. 2b;
DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c,
DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, Die Rechtspflege in der
Sozialversicherung, in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989, p.
31-32; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la
sécurité sociale, Basilea 1991, p. 63). Al riguardo essi si attengono,
di regola, alle attestazioni mediche, quando non ricorrano elementi idonei a
giustificarne la disattenzione (cfr. DTF 119 V 31; DTF 118 V 110; DTF 118 V 53;
DTF 115 V 134; DTF 114 V 156; DTF 114 V 164; DTF 113 V 46).
Ne discende che ove
l'esistenza di un nesso di causalità tra infortunio e danno sia possibile ma
non possa essere reputata probabile, il diritto a prestazioni derivato
dall'infortunio assicurato dev'essere negato (DTF 129 V 181 consid. 3.1 e 406
consid. 4.3.1, DTF 117 V 360 consid. 4a e sentenze ivi citate).
L'assicuratore contro gli
infortuni è tenuto a corrispondere le proprie prestazioni fino a che le sequele
dell'infortunio giocano
un ruolo causale.
Pertanto, la cessazione delle prestazioni entra in considerazione soltanto in
due casi:
- quando lo stato
di salute dell'interessato è simile a quello che esisteva immediatamente prima
dell'infortunio (status quo ante);
- quando
lo stato di salute dell'interessato è quello che, secondo l'evoluzione
ordinaria, sarebbe prima o poi subentrato anche
senza l'infortunio (status quo sine)
(cfr. RAMI 1992 U 142, p.
75.
s. consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches
Unfallversicherungsrecht, p. 469; U. Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von
Richter und Arzt in der Sozialversicherung, in Bollettino dei medici
svizzeri 71/1990, p. 1093).
Secondo
la giurisprudenza, qualora il nesso di causalità con l'infortunio sia
dimostrato con un sufficiente grado di verosimiglianza, l'assicuratore è
liberato dal proprio obbligo prestativo soltanto se l'infortunio non
costituisce più la causa naturale ed adeguata del danno alla salute.
Analogamente alla determinazione del nesso di causalità naturale che fonda il
diritto alle prestazioni, l'estinzione del carattere causale dell'infortunio
deve essere provata secondo l'abituale grado della verosimiglianza
preponderante. La semplice possibilità che l'infortunio non giochi più un
effetto causale non è sufficiente.
Trattandosi della
soppressione del diritto alle prestazioni, l'onere della prova incombe, non già
all'assicurato, ma all'assicuratore (cfr. RAMI 2000 U 363, p. 46 consid. 2 e
riferimenti ivi citati).
2.6
Occorre inoltre rilevare che
il diritto a prestazioni assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso
di causalità adeguata tra gli elementi summenzionati.
Un evento è da ritenere
causa adeguata di un determinato effetto quando secondo il corso ordinario
delle cose e l'esperienza della vita il fatto assicurato è idoneo a provocare
un effetto come quello che si è prodotto, sicché il suo verificarsi appaia in
linea generale propiziato dall'evento in questione (DTF 129 V 181 consid. 3.2 e
405.
consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid.
4a e sentenze ivi citate).
Comunque, qualora sia
carente il nesso di causalità naturale, l'assicuratore può rifiutare di erogare
le prestazioni senza dover esaminare il requisito della causalità adeguata
(cfr. DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a; su queste questioni vedi pure:
Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51-53).
La giurisprudenza ha
inoltre stabilito che la causalità adeguata, quale fattore restrittivo della
responsabilità dell’assicurazione contro gli infortuni allorché esiste un
rapporto di causalità naturale, non gioca un ruolo in presenza di disturbi
fisici consecutivi ad un infortunio, dal momento che l'assicurazione risponde
anche per le complicazioni più singolari e gravi che solitamente non si presentano
secondo l'esperienza medica (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5
b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine; cfr., pure, U. Meyer-Blaser,
Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungsrechts, in SZS
2/1994, p. 104s. e M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).
2.7
In
virtù dell’art. 11 OAINF, l’assicuratore LAINF è tenuto a riprendere
l’erogazione delle prestazioni assicurative in caso di ricadute o conseguenze
tardive (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 71 e A. Maurer,
Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 277).
Né la LAINF né l’OAINF
prevedono, al riguardo, un limite temporale. Pertanto, la pretesa potrà essere
fatta valere anche qualora la ricaduta o le conseguenze tardive appaiono, per
la prima volta, dieci o vent’anni dopo l’infortunio assicurato, e ciò
indipendentemente dal fatto che, a quel momento, l’interessato sia o meno
ancora assicurato. Rilevante è soltanto l’esistenza di un nesso di causalità
(cfr. STFA U 122/00 del 31 luglio 2001).
Nella sentenza pubblicata
in RAMI 1994 U 206, p. 326ss., il TFA ha precisato che, trattandosi di una
ricaduta, la responsabilità dell’assicuratore infortuni non può essere ammessa
soltanto sulla base del nesso di causalità naturale riconosciuto in occasione
del caso iniziale. Spetta piuttosto a colui che rivendica le prestazioni
dimostrare l’esistenza di una relazione di causalità naturale fra i “nuovi
disturbi” e l’infortunio assicurato. Soltanto qualora il nesso di causalità è
provato secondo il criterio della verosimiglianza preponderante, può essere
riconosciuto un ulteriore obbligo prestativo a carico
dell’assicuratore-infortuni. In assenza di prove, la decisione sarà sfavorevole
all’assicurato, il quale intendeva derivare diritti da un nesso di causalità
naturale rimasto indimostrato.
2.8
Dalle carte processuali
emerge che l'CO 1 non ha ammesso che l'assicurato è stato vittima di un
infortunio all'occhio sinistro nell'aprile 2010, non essendo mai stato
annunciato né alla CO 1 né al datore di lavoro e ha evidenziato che in ogni
caso la diminuzione del visus a sinistra è la conseguenza di una fibroplasia
epiretinale e quindi di una malattia e non può essere imputata né alle
problematiche all'occhio destro né alla dichiarata scivolata dalle scale, sulla
base della valutazione del 4/16 maggio 2018 dei dr. med. __________ e __________,
specialisti FMH in oftalmologia e oftalmochirurgia presso il Centro __________
della CO 1 di __________ di cui al doc. 219 (doc. 222 e doc. A, pag. 4, in
fine).
Dal canto suo, il patrocinatore del ricorrente contesta l'operato dell'CO 1 per
non aver tenuto conto delle problematiche patite dal suo cliente a livello di
occhio sinistro, che sono di competenza infortunistica, poiché in nesso causale
diretto con l'infortunio del 1996, essendo riconducibili al surplus di lavoro
logorante che ha dovuto svolgere l'occhio sinistro per compensare il
malfunzionamento dell'occhio destro nel corso degli anni.
2.9
Per costante giurisprudenza,
in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo
l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che
precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il
diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STFA dell'8
luglio 2003 nella causa B., U 259/02, consid. 2.1.1; U.
Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989,
p. 30ss.).
Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10, p. 33ss. e RAMI 1999 U 356, p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti
allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé
scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che
facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non permette
già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto
esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.
In
una sentenza 8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il
Tribunale federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può
fondare la propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle
dipendenze dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno,
nemmeno il più lieve, a proposito della correttezza delle
conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal
principio della parità delle armi che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha
dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli assicurati sono legittimati a
mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei medici interni
all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra questi mezzi di
prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le certificazioni dei
medici curanti.
Per quel che
concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante è che
esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami approfonditi,
che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata, che sia stato
redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella presentazione
del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352; RAMI 1991 U 133, p. 311
consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160ss, consid. 1c e riferimenti).
L'elemento rilevante per
decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo di prova né la
sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma semplicemente il suo
contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).
È, infine,
utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice
non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i
motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al
riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che
raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto
di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle
carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STFA I 811/03 del 31 gennaio
2005, consid. 5 in fine; STFA I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV n. 10
pag. 35 consid. 4b).
2.10
Il TCA constata
innanzitutto che RI 1 è stato visitato il 29 agosto 2016 dal dr. med. __________,
Primario del servizio di oftalmologia e oftalmochirurgia dell'__________, su
incarico dell'CO 1. Nel relativo referto del 5 settembre 2016 il precitato
specialista - dopo aver riportato l'anamnesi come pure lo status oftalmologico
- ha rilevato quanto segue in merito all'esame tomografico e alla campimetria
automatizzata eseguite in medesima:
" Esame
tomografico 29.08.2016:
L'esame tomografico condotto in OD ha evidenziato la presenza di
un ampio distacco di retina superonasale inveterato, netta alterazione della
regolare distribuzione degli strati retinici in regione maculare per presenza
di spessa membrana epiretinica, edema intraretinico in stato dopo chirurgia
vitreoretinica. L'esame tomografico dell'OS ha mostrato una retina adesa in
ragione maculare con, tuttavia, presenza di una membrana epiretinica, mantenuta
la regolare disposizione degli strati retinici con perdita della fisiologica
depressione foveale.
Campimetria automatizzata del 29.08.2016:
Campo visivo OD: non eseguibile.
Campo visivo OS: diffuse alterazioni campimetriche periferiche con netto
scotoma infero-nasale. Campimetria BIL: ampiezza del campo visivo binoculare
nettamente ridotta. Estensione orizzontale del campo visivo 75° (…)" (doc.
186; n.d.r.: il grassetto non è della redattrice).
Il dr. med. ____________ ha
poi concluso rilevando quanto segue:
" (…) Alla
nostra valutazione del 29.08.2016 il signor RI 1 presenta un'acuità visiva in
OD estremamente ridotta, limitata a conta dita a 50 cm. L'acuità visiva in OS
risulta ulteriormente diminuita rispetto a quanto certificato dal collega Dr.
med. Codenotti nel giugno scorso, attestandosi a 0.63 parziale con correzione.
Tale riduzione può in parte essere legata ad un aggravarsi della membrana
epiretinica in OS, non abbiamo tuttavia precedenti immagini da utilizzare per
confronto. (…). Al momento non vi è indicazione ad un ulteriore procedere di
tipo chirurgico in entrambi gli occhi. (…)" (doc. 186).
Il 12 dicembre 2016 il dr.
med. __________, specialista FMH in oftalmologia attivo presso il Centro __________
della CO 1 di __________ ha osservato quanto segue:
" (…) Bei dem Versicherten besteht an beiden Augen eine hohe Myopie,
welche ein erhöhtes Risiko für eine Netzhautablösung darstellt. Nach einem
Trauma 1996 entwickelte sich eine Netzhautablösung, welche nach mehreren
Operationen zu einer praktischen Erblindung des rechten Auges führte. Hierfür
wurde dem Versicherten ein Integritätsschaden von 25 % zugesprochen. Nur vier
Jahre später entwickelte sich auch am linken Auge eine durch die
Kurzsichtigkeit begünstigte Netzhautablösung. Diese Veränderung am linken Auge
ist nicht unfallbedingt. Aufgrund der Netzhautoperation links, sowie aufgrund
von myopen Veränderung beträgt die korrigierte Sehschärfe links 0.6. Ferner
besteht eine Gesichtsfeldeinschränkung. Die Tatsache, dass sich nur vier Jahre
nach der Netzhautablösung am rechten Auge auch am linken Auge eine
Netzhautablösung spontan entwickelte, lässt rückblickend die Frage aufkommen zu
welchem Teil das Trauma tatsächlich mitverantwortlich für die funktionelle
Erblindung des rechten Auges ist. (…)" (doc. 194)
Interpellato nuovamente
dall'CO 1, visto che l'RA 1 aveva evidenziato come la problematica all'occhio
sinistro fosse subentrata 14 anni (e non 4 anni come indicato dal medico di
fiducia dell'CO 1) dopo l'infortunio del 1996, il 10 marzo 2017 il dr. med. __________, ha puntualizzato quanto segue:
" An meiner Beurteilung vom 12.12.2016 ändert sich hierdurch nichts,
da die funktionelle Erblindung des rechten Auges bereits mit überwiegender
Wahrscheinlichkeit auf das Ereignis vom 27.04.1996 zurückgeführt wurde. Die
Veränderungen des linken Auges sind, wie zuvor beschrieben, mit über-wiegender
Wahrscheinlichkeit nicht unfallbedingt. (…)" (doc. 197)
Il 26 febbraio 2018 il dr.
med. __________ ha visitato l'assicurato, su richiesta di quest'ultimo, in
collaborazione con lo specialista oculista __________, e - dopo aver riportato
l'anamnesi lavorativa, patologica prossima (in particolare che: “Nell'aprile
2010.
subì un secondo infortunio sul posto di lavoro; scivolò dalle scale e
accusò un vivo dolore da contraccolpo all'occhio sinistro, ma non denunciò
subito il sinistro in azienda. Fu poi operato presso l’istituto Clinico __________
di __________ ad aprile 2010 (cerchiaggio e inserimento di gas in occhio
sinistro), a maggio (fotocoaugulazione retinica), a giugno (nuova
fotocaougulazione retinica) e a novembre 2010 con diagnosi alla dimissione:
"OS: olio di silicone in camera vitrea in esiti di chirurgia per distacco
di retina". In tale periodo risulta la segnalazione di un peggioramento
dell'occhio sinistro con edema corneale e tono oculare salito a 48 mmHg, in
terapia con ALFAGAN e TIMOPTOL. Dal 30.8.2010 è in cura dal dr. __________
dell'Ospedale __________ di __________."),
la situazione attuale - ha puntualizzato che il sopraggiunto deficit all'occhio
sinistro (anche laddove fosse considerato di natura glaucomatosa-degenerativa e
non infortunistica) compromette notevolmente l'acuità visiva nel suo complesso (doc.
216).
Interpellati dall'CO 1 per
chiarire la questione riguardante la causalità (in particolare per sapere se le
problematiche all'occhio destro avessero causato secondo il criterio della probabilità
preponderante il distacco retinico a sinistra e per sapere se la dichiarata
scivolata dalle scale del 2010 avesse comportato secondo il criterio della probabilità
preponderante il distacco retinico a sinistra), nell'apprezzamento medico del
4/16 maggio 2018 i dr. med. __________ e __________, specialisti FMH in
oftalmologia e oftalmochirurgia presso il Centro __________ della CO 1 di __________,
hanno osservato quanto segue:
" (…) Bei der optischen Koherenztomographie am 29.08.2016 zeigte sich
rechts und links das Vorhandensein einer epiretinalen Fibroplasie mit einer
starken Veränderung, Fältelung der Netzhautschichten durch eine epiretinale
Membran im Bereich der Makula. Dies erklärt ge-mäss Bericht von Dr. __________
die weitere Sehminderung des Versicherten. (…) Die weitere Sehminderung am
rechten (und am linken) Auge ist gemäss ausführlichem Bericht von Herrn Dr. __________
Folge der epiretinalen Fibroplasie. Dies ist eine beidseitige Augenkrankheit
des hochmyopen Versicherten und stellt keine Unfallfolge dar. (…)" (doc.
219)
L'11 luglio 2018 il dr.
med. __________, medico chirurgo, specialista in oculistica, con studio a __________,
consultato privatamente dall'assicurato, - dopo aver rilevato "Aprile 2010
, nel scendere una scaletta in ambiente lavorativo, subì un forte contraccolpo con
immediato dolore e calo visus (buco centrale). Il giorno seguente ricovero __________
per OS distacco retinico regmatogeno: tamponamento con gas, cerchiaggio,
fotocoagulazione, impianto di olio di silicone" e aver riportato l'esame
obiettivo - ha osservato quanto segue:
" (…)
Conclusioni: esiti di interventi per distacco retinico bilaterale
Glaucoma OS secondario con ipertono nonostante le opportune terapie,
pseudofachia.
lpotonia bulbare OD con olio di silicone in camera vitrea.
Riduzione campimetrica (RPB 32%)
Pseudofachia OS
Congiuntivite catarrale OS
Invalidità attuale 48-50
Dinamica degli eventi: 1996 valido trauma contusivo OD seguito da
distacco di retinica
2010.
trauma da contraccolpo OS seguito da distacco retinico.
Nel determinismo di un distacco retinico il contraccolpo assurge a
valida concausa in seguito alle brusche modificazioni del vitreo, dei rapporti retinovitreali
con trazione e formazione di rotture. (…)"
(doc. G)
Interpellata dall'CO 1, su
richiesta del TCA, il 28 novembre 2018
la dr.ssa med. __________, specialista FMH in oftalmologia e oftalmochirurgia
presso il Centro d__________ della CO 1 di __________, ha osservato quanto
segue:
" (…) An der Beurteilung von Dr. __________ ist festzuhalten, dass es
sich bei der Netzhautablösung am linken Auge im Jahre 2010 nicht um eine
Unfallfolge handeln kann. Einerseits kann die Netzhautablösung am rechten Auge,
welche gemäss den Unterlagen infolge einer Contusio bulbi aufgetreten ist,
nicht eine Netzhautablösung am Gegenauge verursachen. Andererseits ist am
linken Auge kein direktes Augentrauma dokumentiert Im Bericht von Dr. __________
wird ausdrücklich ein Contrecoup erwähnt, es ist davon auszugehen, dass
anlässlich eines Sturzes eventuell der Kopf angeschlagen wurde, jedoch der
Bulbus nicht direkt geschädigt wurde. Die von Dr. __________ herangezogene
Begründung mit Glaskörpertraktion und hierdurch ausgelöster Netzhautablösung
ist medizinisch nicht plausibel. Vielmehr ist davon auszugehen, dass die
Netzhautablösung im Rahme der vorbestehenden Myopie (Kurzsichtigkeit)
entstanden ist. (…)" (doc. XII-1)
2.11
Chiamato a
pronunciarsi nel caso di specie, attentamente vagliata la documentazione
presente all'inserto, questa Corte ritiene di non potere fondare il proprio
giudizio sui pareri espressi dagli specialisti interpellati
dall'amministrazione - ed, in particolare, su quello del 28 novembre 2018 della
dr.ssa med. __________ - secondo i quali i disturbi interessanti l'occhio
sinistro dell'interessato sono sostanzialmente riconducibili, con un
sufficiente grado di verosimiglianza, solo ed esclusivamente a malattia.
Secondo il TCA, le considerazioni espresse dai medici privatamente consultati
dal ricorrente (in particolare, dal dr. med. __________ e dal dr. med. __________)
sono atte a generare dei dubbi, almeno lievi, circa la fondatezza della
valutazione enunciata dai consulenti medici (in particolare, da ultimo da parte
della dr.ssa med. __________) interpellati dall'CO 1 (cfr. DTF 135 V 465
succitata).
Innanzitutto, per quanto riguarda l’esistenza o meno di un infortunio all'occhio
sinistro risalente all'aprile 2010, si osserva che se è vero che lo stesso non
è stato annunciato né alla CO 1 né al datore di lavoro, è altrettanto vero che
in quel periodo però l'assicurato si è dovuto sottoporre a svariati interventi
all'occhio sinistro a causa di un distacco retinico (cfr., in particolare, doc.
186, 194, 216, 219, doc. G, doc. XXII-1). Tuttavia la relativa documentazione
medica (in particolare, le relazioni cliniche di ammissione e di dimissione,
ecc.) - dalla quale si potrebbero evincere dettagli in merito all'asserita
scivolata con contraccolpo subito dall'assicurato - non figura agli atti. In
questo contesto si osserva in effetti che in base a quanto riportato dal dr.
med. __________ nella propria relazione dell'11 luglio 2018, il primo
intervento subito all'occhio sinistro dall'assicurato sembrerebbe essere stato
effettuato il giorno dopo all'evento ("nel scendere una scaletta in ambito
lavorativo, subita una forte contraccolpo con immediato dolore e calo visus
(buco centrale); cfr. doc. G") presso l'Istituto Clinico "__________"
a __________ e , quindi, almeno apparentemente, in urgenza. Sempre in questo
contesto e con riferimento alla tesi secondo la quale non è documentato un
trauma diretto all'occhio sinistro (ma evt. solo un contraccolpo) e che il
distacco della retina è insorto nell'ambito della preesistente forte miopia (come
ritenuto dalla dr. med. __________ nella valutazione del 28 novembre 2018: cfr.
doc. XII-1) ad ambedue gli occhi dell'assicurato e che costituisce un fattore
di rischio accresciuto (come ritenuto dal dr. med. __________ nella valutazione
del 12 dicembre 2016: cfr. doc. 194), si ricorda che, conformemente alla
giurisprudenza, l’esigenza di un nesso di causalità naturale è adempiuta quando
si può ammettere che, senza l’evento infortunistico, il danno non si sarebbe
prodotto oppure non sarebbe insorto allo stesso modo. Non è comunque necessario
che l’infortunio rappresenti la causa unica o immediata del danno: è sufficiente
che il sinistro, associato eventualmente ad altri fattori, abbia provocato il
danno - fisico o psichico - alla salute, ovvero che si presenti come la conditio
sine qua non di quest’ultimo (cfr. J.-M. Frésard/M. Moser-Szeless,
L'assurance-accidents obligatoire, in:
Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], 2a ed., Basilea/Ginevra/Monaco
2007, p. 865 nota 79; Ghélew,
Ramelet, Ritter, op. cit., p. 51; cfr. altresì STCA 35.2008.11, consid. 2.10).
In tale contesto va
rilevato che, il fatto che i medici consultati privatamente dall'assicurato
sono stranieri, non sminuisce la forza probante delle loro valutazioni -
limitatamente agli aspetti evidenziati - nel preciso caso di specie (su questo
aspetto, cfr. la STCA 35.2018.88 del 10 dicembre 2018 consid. 2.8., cresciuta
incontestata in giudicato).
Questo Tribunale non è quindi in grado di dirimere, con la necessaria
tranquillità, la presente vertenza sulla base della documentazione agli atti,
ragione per la quale si impone un approfondimento peritale.
2.12
In una sentenza di principio
9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale
federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale
relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico
(SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla
Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi
il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in
quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento
istruttorio.
Il TF ha, al riguardo,
sviluppato le seguenti considerazioni:
" (…).
4.4.1.1
Ist das Gutachten einer
versicherungsinternen oder -externen Stelle nicht schlüssig und kann die offene
Tatfrage nicht anhand anderer Beweismittel geklärt werden, so stellt sich das
Problem, inwieweit die mit der Streitsache befasste Beschwerdeinstanz noch die
Wahl haben soll zwischen einer Rückweisung der Sache an die Verwaltung, damit
diese eine neue oder ergänzende Expertise veranlasse, und der Einholung eines
Gerichtsgutachtens. Das Bundesgericht hat dazu jüngst festgehalten, die den
kantonalen Gerichten zufallende Kompetenz zur vollen Tatsachenprüfung (Art. 61
lit. c ATSG) sei nötigenfalls durch Einholung gerichtlicher Expertisen
auszuschöpfen (BGE 136 V 376 E. 4.2.3 S. 381). Dies schliesst ein, dass die erstinstanzlichen
Gerichte diese Befugnis nicht ohne Not durch Rückweisung an die Verwaltung
delegieren dürfen.
4.4.1.2
Die Vorteile von Gerichtsgutachten
(anstelle einer Rückweisung an die IV-Stelle) liegen in der Straffung des
Gesamtverfahrens und in einer beschleunigten Rechtsgewährung. Die direkte
Durchführung der Beweismassnahme durch die Beschwerdeinstanz mindert das Risiko
von - für die öffentliche Hand und die versicherte Person - unzumutbaren
multiplen Begutachtungen. Zwar gilt die Sozialversicherungsverwaltung mit Blick
auf die differenzierten Aufgaben und die dementsprechend unterschiedliche funktionelle
und instrumentelle Ausstattung der Behörden in der Instanzenabfolge im
Vergleich mit der Justiz als regelmässig besser geeignet,
Entscheidungsgrundlagen zu vervollständigen (BGE 131 V 407 E. 2.1.1 S. 411). In der hier massgebenden Verfahrenssituation
schlägt diese Rechtfertigung für eine Rückweisung indessen nicht durch.
4.4.1.3
Die Einschränkung der Befugnis der
Sozialversicherungsgerichte, eine Streitsache zur neuen Begutachtung an die
Verwaltung zurückzuweisen, verhält sich komplementär zu den (gemäss geänderter
Rechtsprechung) bestehenden partizipativen Rechten der versicherten Person im
Zusammenhang mit der Anordnung eines Administrativgutachtens (Art. 44 ATSG;
vgl. oben E. 3.4). Letztere tragen zur prospektiven Chancengleichheit bei,
derweil das Gebot, im Falle einer Beanstandung des Administrativgutachtens eine
Gerichtsexpertise einzuholen, die Waffengleichheit im Prozess gewährleistet, wo
dies nach der konkreten Beweislage angezeigt ist. Insoweit ist die ständige
Rechtsprechung, wonach das (kantonale) Gericht prinzipiell die freie Wahl hat,
bei festgestellter Abklärungsbedürftigkeit die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen oder aber selber zur Herstellung der Spruchreife zu schreiten (vgl.
statt vieler ARV 1997 Nr. 18 S. 85 E. 5d mit Hinweisen, C 85/95; Urteil vom 11.
April 2000 E. 3b, H 355/99), zu ändern.
4.4.1.4
Freilich ist es weder unter praktischen
noch rechtlichen Gesichtspunkten - und nicht einmal aus Sicht des Anliegens,
die Einwirkungsmöglichkeiten auf die Erhebung des medizinischen Sachverhalts
fair zu verteilen - angebracht, in jedem Beschwerdefall auf der Grundlage eines
Gerichtsgutachtens zu urteilen. Insbesondere ist der Umstand, dass die MEDAS
von der Invalidenversicherung finanziert werden, kein genügendes Motiv dafür.
Doch drängt sich auf, dass die Beschwerdeinstanz im Regelfall ein
Gerichtsgutachten einholt, wenn sie einen (im Verwaltungsverfahren anderweitig
erhobenen) medizinischen Sachverhalt überhaupt für gutachtlich abklärungsbedürftig
hält oder wenn eine Administrativexpertise in einem rechtserheblichen Punkt
nicht beweiskräftig ist (vgl. die Kritik an der bisherigen Rückweisungspraxis
bei Niederberger, a.a.O., S. 144 ff.). Die betreffende Beweiserhebung erfolgt
alsdann vor der - anschliessend reformatorisch entscheidenden -
Beschwerdeinstanz selber statt über eine Rückweisung an die Verwaltung. Eine
Rückweisung an die IV-Stelle bleibt hingegen möglich, wenn sie allein in der
notwendigen Erhebung einer bisher vollständig ungeklärten Frage begründet ist.
Ausserdem bleibt es dem kantonalen Gericht (unter dem Aspekt der
Verfahrensgarantien) unbenommen, eine Sache zurückzuweisen, wenn lediglich eine
Klarstellung, Präzisierung oder Ergänzung von gutachtlichen Ausführungen erforderlich
ist (siehe beispielsweise das Urteil 9C_646/2010 vom 23. Februar 2011 E. 4;
vgl. auch SVR 2010 IV Nr. 49 S. 151 E. 3.5,9C_85/2009).” (DTF
137.
V 263-265)
In
una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva a quella
pubblicata in DTF 137 V 210 -, emanata in materia di assicurazione contro gli
infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati nella DTF
135.
V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa l’affidabilità di
rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice (cantonale) è libero
di scegliere se ordinare direttamente una perizia giudiziaria oppure rinviare
gli atti all’amministrazione affinché disponga essa stessa una perizia seguendo
la procedura di cui all’art. 44 LPGA:
" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein
Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger
zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine
Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).” (STF 8C_59/2011
consid. 5.2)
Nella presente
fattispecie, il TCA ritiene che siano soddisfatti i presupposti per un rinvio
degli atti all’amministrazione (cfr. STF 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 e DTF
135.
V 465), per il fatto che essa ha fondato la decisione impugnata esclusivamente
sui pareri dei propri consulenti medici (per un caso analogo, si veda la
STF 8C_757/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 3.2).
Per le ragioni già esposte al considerando 2.11, si
giustifica pertanto l’annullamento della decisione su opposizione impugnata e
il rinvio degli atti all’assicuratore resistente affinché - dopo aver raccolto
agli atti la documentazione medica relativa alle operazioni all'occhio sinistro
dell'assicurato avute luogo nel corso del 2010 - disponga un approfondimento
peritale esterno (art. 44 LPGA) volto a chiarire se la problematica all'occhio
sinistro dell'assicurato ha carattere morboso e/o infortunistico. Sulla scorta
delle relative risultanze, l'CO 1 sarà poi chiamata a definire nuovamente il
diritto alle prestazioni e, quindi, a emanare una nuova decisione
formale.
2.13
L'RA 1 ha chiesto al
Tribunale, laddove lo ritenesse necessario, di disporre una perizia
specialistica "atta a valutare l'attuale quadro clinico degli occhi del
ricorrente, e le conseguenti ricadute in termini di capacità al lavoro e al
guadagno residue, soprattutto in ragione dell'influsso dei disturbi all'occhio
destro rispetto agli attuali disturbi patiti a livello di occhio sinistro
annunciati con ricaduta 6 giugno 2016" (doc. I, pag. 6).
Alla luce di quanto appena esposto (cfr. consid. 2.11 e 2.12), il
TCA rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.
2.14
In concreto, visto l’esito del
ricorso (il rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria: da
ultimo STF 8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid. 7.1
pag. 271 con riferimento), il ricorrente, patrocinato in causa dall'RA 1
(al riguardo va ricordato che l’indennità per ripetibili è concessa non soltanto
se l’assicurato è patrocinato da un avvocato, ma anche quando il patrocinio è
assunto da una persona particolarmente qualificata per la questione giuridica
considerata, indipendentemente dal fatto che lo stesso sia oneroso, purché non
si tratti di una rappresentanza di un ente pubblico nell’espletamento del
proprio compito: Locher/Gächter, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2014,
p. 608; G. Wilhelm, in: Zünd/Pfiffner Rauber [ed.], op. cit., n. 4 ad § 34;
cfr. altresì STCA 35.2016.33 del 2 agosto 2016, consid. 2.6), ha diritto
all’importo di fr. 1'500.- a titolo di ripetibili parziali da mettere a carico dell'CO
1.
(cfr. art. 61 lett. g LPGA; 22 LPTCA; cfr. STCA 35.2017.59 del 19 ottobre
2017, consid. 2.7).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il
ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.
§ La
decisione su opposizione impugnata è annullata.
§§ Gli
atti sono retrocessi all'CO 1 per complemento istruttorio e nuova decisione.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
L'CO 1 verserà
all’assicurato l’importo di fr. 1'500.- (IVA inclusa) a titolo di indennità per
ripetibili.
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti