35.2018.80
Tempestività del ricorso. Decisione impugnata notificata con il sistema di spedizione Posta A Plus. Ricorso dichiarato irricevibile
15 maggio 2019Italiano46 min
Source ti.ch
Raccomandata
Incarto
n.
35.2018.80
mm/DC
Lugano
15 maggio 2019
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Maurizio Macchi, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 5 settembre 2018 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 3 luglio 2018 emanata da
CO 1
rappr. da: RA 2
in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. In data 1° settembre 2013, RI
1, dipendente della __________ di __________ in qualità di manovale edile e,
perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni presso l’CO 1, ha subito un
violento strappo al braccio destro provocato da una lastra di gesso in caduta
che egli aveva cercato di trattenere. A causa di questo sinistro, egli ha
accusato la rottura della cuffia dei rotatori della spalla destra.
L’istituto assicuratore ha
riconosciuto la propria responsabilità e ha corrisposto regolarmente le
prestazioni di legge.
1.2. Alla chiusura del caso, con
decisione formale del 12 aprile 2018, l’amministrazione ha assegnato all’assicurato
una rendita d’invalidità del 12% a decorrere dal 1° marzo 2018 e un’indennità
per menomazione dell’integrità (IMI) del 10% (doc. 179).
A seguito dell’opposizione
interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato (doc. 193), in data 3 luglio
2018, l’CO 1 ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. 200).
1.3. Con ricorso del 5 settembre
2018, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto che l’istituto
assicuratore convenuto venga condannato a riconoscergli una rendita
d’invalidità del 55% almeno, nonché un’IMI del 20% (doc. I).
1.4. L’CO 1, in risposta, ha
postulato che l’impugnativa venga respinta nel merito (doc. III).
1.5. In data 28 settembre 2018, la
patrocinatrice dell’assicuratore resistente ha chiesto che il ricorso di RI 1
venga dichiarato irricevibile siccome tardivo (doc. IV + allegato).
L’avv. RA 1 ha formulato
le proprie osservazioni a quest’ultimo proposito l’11 ottobre 2018 (doc. VI).
La rappresentante dell’CO
1 si è riconfermata nella propria richiesta (doc. VIII).
1.6. Il 16 aprile 2019, questo
Tribunale ha interpellato la dirigenza dell’Ufficio postale di __________, la
quale è stata invitata a rispondere ad alcune domande attinenti alla
fattispecie (doc. X).
Le relative risposte sono
pervenute in data 19 aprile 2019 (doc. XI).
Le parti hanno avuto modo
di prendere posizione in merito il 23 aprile 2019 (doc. XIII), rispettivamente
il 2 maggio 2019 (doc. XIV + allegati).
2.1. Preliminarmente, richiamata
la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF
8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza
nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio
2018) poiché, come comunicato dall’CO 1 con scritto del 18 ottobre 2018
(relativo a undici vertenze), l’incarto in esame, affidato dall’assicuratore ad
un legale esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria, non è
stato gestito, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia
del Giudice Ivano Ranzanici.
2.2. Nel merito, l’oggetto della
lite è circoscritto all’entità della rendita d’invalidità e dell’IMI spettanti
all’assicurato.
Il TCA è però innanzitutto
tenuto a esaminare se l’impugnativa interposta da RI 1 contro la decisione su
opposizione del 3 luglio 2018 è tempestiva, oppure no.
2.3. Giusta l'art. 60 cpv. 1 LPGA,
il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla notificazione della
decisione o della decisione contro cui l'opposizione è esclusa.
Secondo il
capoverso 2, gli articoli 38-41 sono applicabili per analogia.
L'art. 38
cpv. 1 LPGA prevede che se il termine è
computato in giorni o in mesi e deve essere notificato alle parti, inizia a
decorrere il giorno dopo la notificazione. Il cpv. 3 stabilisce che se l’ultimo
giorno del termine è un sabato, una domenica o un giorno festivo riconosciuto
dal diritto federale o cantonale, il termine scade il primo giorno feriale
seguente. È determinante il diritto del Cantone in cui ha domicilio o sede la
parte o il suo rappresentante.
Dopo l'entrata in vigore
della LPGA, in analogia alla giurisprudenza resa in relazione all’art. 20 PA,
il termine di ricorso in caso di notifica della decisione durante la
sospensione dei termini comincia a decorrere il primo giorno dopo la scadenza
della sospensione (cfr. DTF 131 V 305; STF I 643/06 del 2 novembre 2006;
Pratique VSI 1998 p. 217; Mosimann, in: Praktische Anwendungsfragen des ATSG,
2003, pp. 130s).
A norma dell’art. 39 cpv.
1 LPGA, le richieste scritte devono essere consegnate all’assicuratore oppure,
a lui indirizzate, a un ufficio postale svizzero o a una rappresentanza
diplomatica o consolare svizzera al più tardi l’ultimo giorno del termine.
Se il termine di ricorso è
spirato, il giudice non entra nel merito di un ricorso tardivo, per cui la
decisione contestata cresce in giudicato (cfr. DTF 134 V 49 consid. 2;
Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2003, § 73 Nr. 9, p. 479).
2.4. In una sentenza 8C_559/2018
del 26 novembre 2018, mediante la quale il giudizio di questa Corte era stato
finalmente annullato in ragione di una violazione del diritto di essere sentito
del ricorrente, l’Alta Corte ha sviluppato le seguenti considerazioni relative
al sistema di spedizione Posta A Plus, ovvero quello utilizzato dall’CO 1 per
comunicare all’assicurato la decisione su opposizione del 3 luglio 2018:
" (…).
3.3. Nel sistema di spedizione
Posta A Plus alla busta è applicato un numero e analogamente a un plico
raccomandato, l'invio avviene con la menzione A Plus. A differenza della posta
raccomandata la ricezione dell'invio non è però attestata dal destinatario.
Conseguentemente il destinatario in caso di assenza non è informato tramite un
avviso di ricevimento. La notificazione è attestata elettronicamente, quando
l'invio è inserito nella casella postale o nella cassetta delle lettere del
destinatario. Così facendo, grazie al sistema di tracciamento degli invii Track
& Trace previsto dalla Posta Svizzera è possibile osservare la cronologia
dell'invio fino all'arrivo nella sfera di influenza del destinatario. Tuttavia,
in tale evenienza, il tracciamento Track & Trace non dimostra direttamente,
che la busta sia entrata effettivamente nella sfera di influenza del
destinatario, ma soltanto che la Posta Svizzera nel proprio sistema di
tracciamento abbia attestato una consegna dell'invio. Da ciò, si può unicamente
dedurre alla stregua di un indizio che la busta sia stata depositata nella
cassetta delle lettere o nella casella postale del destinatario. In assenza di
un'attestazione conferita dal sistema Track & Trace non si può concludere
che qualcuno abbia preso possesso in mano dell'invio e men che meno che
qualcuno ne abbia preso conoscenza (DTF 142 III 599
consid. 2.2 pag. 602 con riferimenti).
3.4. Il Tribunale federale si è
già confrontato diverse volte con il sistema di spedizione Posta A Plus. In
quei casi ha stabilito come notificazione determinante per la decorrenza del
termine di ricorso, il deposito dell'invio nella cassetta delle lettere o nella
casella postale del destinatario, benché questa operazione sia avvenuta il
sabato. La circostanza che la persona interessata abbia ritirato la
corrispondenza il lunedì successivo è stata esplicitamente ritenuta irrilevante
dal Tribunale federale (sentenze 2C_1126/2014 del 20 febbraio 2015 consid. 2.2
con riferimenti; cfr. anche sentenze 9C_90/2015 del 2 giugno 2015 consid. 3.4 e
8C_198/2015 del 30 aprile 2015 consid. 3.2 entrambe con rinvii).
(…).
4.3.1. Contrariamente alle tesi
del ricorrente, la LPGA, diversamente da altri ordinamenti (per esempio il
CPP), non prescrive per gli assicuratori una particolare forma di notificazione
delle decisioni (DTF 144 IV 57 consid. 2.3.1
pag. 61 seg.; 142 III 599 consid. 2.4.1
pag. 603 e consid. 2.5 pag. 604 seg.; sentenza 9C_90/2015 consid. 3.1). Le
diffuse critiche del ricorrente cadono quindi nel vuoto. L'assicuratore può
lecitamente inviare le proprie decisioni (su opposizione) con il sistema Posta
A-Plus.
4.3.2. Secondo la
giurisprudenza del Tribunale federale relativa al sistema di spedizione Posta A
Plus, un errore nella notificazione postale non deve essere escluso a priori.
Tuttavia, una consegna erronea non è da presumere, ma può essere ritenuta se
sulla base di tutte le circostanze sembra plausibile. Bisogna fondarsi sulla
descrizione dei fatti del destinatario, la quale solleva una consegna postale
erronea, se essa è ragionevole e sembra avere una certa probabilità, tenuto
conto che occorre presumere la buona fede del destinatario (DTF 142 III 599 consid.
2.4.1 pag. 603 con rinvio alle sentenze 9C_90/2015 consid. 3.2 e 2C_570/2011
consid. 4.3, in: StR 67/2012 pag. 301). Considerazioni del tutto ipotetiche del
destinatario, secondo cui la busta sia stata inserita nella cassetta delle
lettere del vicino (o di terzi), non giovano alle sue tesi (sentenza 9C_90/2015
consid. 3.2 con riferimenti).”
Nella pronunzia 9C_90/2015
del 2 giugno 2015, citata nella sentenza 8C_559/2018, confrontata all’obiezione
del patrocinatore del ricorrente, secondo la quale la registrazione
Track&Trace (“Sa 10.05.2014 06.13 zugestellt via Postfach”) non
documenterebbe il deposito dell’invio nella sua casella postale ma soltanto il
momento in cui esso è pervenuto presso l’ufficio postale, precisato che,
sapendo i funzionari dell’ufficio postale (dei quali aveva chiesto l’interrogatorio)
che egli non ritira mai la corrispondenza di sabato, la decisione in questione
sarebbe stata depositata nella sua casella postale soltanto nel corso della
mattinata di lunedì, la Corte federale ha rilevato segnatamente che “die
Darstellung des Rechtsvertreters ist alles andere als plausibel. So wie der Rechtsanwalt die Abläufe in der Poststelle X.________
schildert, würde die Postdienstleistung A-Post Plus, welche die zuverlässige
elektronische Sendungsverfolgung von der Postaufgabe bis zur Zustellung
ermöglichen soll, geradezu sinnlos. Jedenfalls kann der Vorinstanz weder
Willkür noch eine Gehörsverletzung vorgeworfen werden, wenn sie in
antizipierter Beweiswürdigung auf die beantragte Zeugenbefragung verzichtete,
auf den Track&Trace-Auszug abstellte und das darin bescheinigte
Zustellungsdatum (Samstag, den 10. Mai 2014) als Eröffnungszeitpunkt der
Rentenaufhebungsverfügung vom 9. Mai 2014 betrachtete. Dabei spielt es
keine Rolle, ob tatsächlich bereits am Samstag, 10. Mai 2014, vom
Verfügungsinhalt Kenntnis genommen wurde oder - wie der Rechtsvertreter des
Beschwerdeführers geltend macht - erst am darauffolgenden Montag. Nach
ständiger Rechtsprechung ist für die Zustellung einer Sendung nämlich nicht
erforderlich, dass der Adressat sie tatsächlich in Empfang nimmt; es genügt,
wenn sie in seinen Machtbereich gelangt und er demzufolge von ihr Kenntnis
nehmen kann.” – il corsivo è del redattore).
In una sentenza 1C_31/2018 del 14 gennaio 2019, sempre in tema di
tempestività di un ricorso interposto contro una decisione amministrativa
inviata con il sistema Posta A Plus, riguardante una
fattispecie in cui il patrocinatore della ricorrente aveva prodotto una
dichiarazione, datata 23 giugno 2017, della sua segretaria, secondo la quale,
contrariamente a quanto risultava dall’estratto Track&Trace, la decisione non sarebbe stata notificata sabato 6 maggio 2017 alle
ore 8.23, in quanto proprio quel giorno, recatasi al lavoro per sbrigare delle
pratiche rimaste inevase, alle ore 11.30 circa avrebbe personalmente vuotato la
casella postale dello studio senza reperire l’invio in questione, il Tribunale
federale ha confermato la pronunzia cantonale d’irricevibilità, formulando in
particolare le seguenti considerazioni:
" (…).
3.3. Allfällige Fehler
bei der Postzustellung liegen nicht ausserhalb jeder Wahrscheinlichkeit. Eine
fehlerhafte Postzustellung ist allerdings nicht zu vermuten. Dies gilt sowohl
bei der Versandart A-Post Plus als auch bei eingeschriebenen Postsendungen
hinsichtlich des Avis, der in den Briefkasten oder in das Postfach des
Empfängers gelegt wird. In beiden Fällen ist somit zu vermuten, dass das
Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert worden ist (BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604; 142 IV 201 E. 2.3
Fatti
S. 204 f.). Die Vermutung kann durch den Gegenbeweis umgestossen werden. Es
müssen konkrete Anzeichen für einen Fehler vorhanden sein, sodass dieser
aufgrund der Umstände als plausibel erscheint (vgl. die leicht unterschiedlich
formulierten, inhaltlich jedoch gleichwertigen Erwägungen a.a.O., ebenso:
Urteile 2C_1038/2017 vom 18. Juli 2018 E. 3.2;1C_330/2016 vom 27. September
2016 E. 2.5 mit Hinweisen).
(…).
4.2. Die
Beschwerdeführerin bringt dagegen vor, das Verwaltungsgericht habe die
bundesgerichtliche Rechtsprechung missachtet und einen falschen Massstab bei
seiner Beweiswürdigung angewendet. Diesbezüglich weist sie zwar zu Recht darauf
hin, dass der gute Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604 mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies nichts
an der erwähnten Vermutung ändert, dass die Postzustellung korrekt erfolgte.
Weiter wirft sie dem Verwaltungsgericht vor, es habe Beweisanträge übergangen,
nämlich die angebotenen Beweisaussagen einer anderen Sekretärin sowie eines
Hauswarts, die beide die Postabfertigung am betreffenden Samstag bestätigen
würden. Was diese Personen konkret aussagen könnten, lässt sie jedoch offen.
Eine Verletzung des rechtlichen Gehörs ist deshalb nicht erkennbar und es kann
offenbleiben, ob ihre Ausführungen im vorinstanzlichen Verfahren tatsächlich
als Beweisanträge verstanden werden können, was das Verwaltungsgericht in
seiner Vernehmlassung bestreitet.
Die Beschwerdeführerin beruft sich weiter darauf,
die betreffende Mitarbeiterin könne sich an den jenen Samstag noch genau
erinnern, weil es nur ganz selten vorkomme, dass sie an einem Samstag arbeite.
Das ändert allerdings nichts daran, dass die Erinnerung an einen
Ereignisablauf, dessen Relevanz zudem erst nachträglich erkennbar wurde, nach
fünf Wochen nicht mehr gleich zuverlässig ist. Zu berücksichtigen ist auch,
dass die Mitarbeiterin entgegen den internen Weisungen (vgl. E. 5.2 hiernach)
auf die "Track & Trace"-Nachforschung verzichtet und gemäss ihrer
eigenen Aussage die Anwaltskorrespondenz zu sich nach Hause genommen hat, wobei
nicht bekannt ist, ob es diesbezüglich Weisungen gab. Dass das
Verwaltungsgericht vor diesem Hintergrund und angesichts der Handwechsel, die
am Montag, dem 8. Mai 2017, stattgefunden hatten, nicht ausschloss, dass bei
der Postbearbeitung in der Kanzlei ein Fehler unterlief, ist nicht zu
beanstanden. Daran ändert auch nichts, dass das betreffende Couvert gross und
auffällig gewesen sein soll, wie die Beschwerdeführerin vorbringt.
Entscheidend ist allerdings im Ergebnis weniger
die Frage, ob mögliche Fehlerquellen bei der nachträglichen Postbearbeitung in
der Kanzlei erkennbar sind, als vielmehr das Bestehen von konkreten Anzeichen
für einen Fehler bei der Postzustellung selbst. In dieser Hinsicht macht die
Beschwerdeführerin geltend, die Zustellung des vorliegend angefochtenen Urteils
des Verwaltungsgerichts habe ebenfalls nicht ordnungsgemäss funktioniert.
Allerdings weist sie selbst darauf hin, dass die betreffende Poststelle Ende
September 2017 geschlossen und als Hilfspoststelle in der neu eröffneten
Dorfapotheke weitergeführt worden sei. Aus einem nach diesem Wechsel erfolgten
Zustellungsfehler kann somit nicht auf die Zuverlässigkeit der Postzustellung
in der Zeit davor geschlossen werden. Dass sich schon vorher Fehler zugetragen
bzw. gehäuft hätten, wird in der Beschwerdeschrift zwar behauptet, jedoch nicht
belegt.
Insgesamt lässt die Sachverhaltsfeststellung des
Verwaltungsgerichts keine Willkür erkennen (Art. 9 BV). Die Kritik der
Beschwerdeführerin ist unbegründet.”
In una
sentenza 8C_747/2018 del 20 marzo 2019 consid. 2.2,
emanata in un contesto diverso da quello sub judice (sospensione del
diritto all’indennità di disoccupazione nel caso in cui l’assicurato non
dimostri gli sforzi compiuti per trovare un’occupazione), il TF ha segnatamente
ricordato quanto segue:
" (…).
Dans le domaine des assurances sociales, la
procédure est régie par le principe inquisitoire, selon lequel les faits
pertinents de la cause doivent être constatés d'office par l'autorité (cf. art. 43 LPGA [RS 830.1]). Cette règle n'est toutefois pas absolue. Sa portée est
restreinte par le devoir des parties de collaborer à l'instruction de
l'affaire. Cela comporte en partie l'obligation d'apporter, dans la mesure où
cela peut être raisonnablement exigé, les preuves commandées par la nature du
litige et des faits invoqués, faute de quoi la partie concernée s'expose à
devoir supporter les conséquences de l'absence de preuve. Malgré les pertes de
documents pouvant se produire dans toute administration, la jurisprudence a
presque toujours indiqué que les assurés supportaient les conséquences de
l'absence de preuve en ce qui concerne et la remise de la liste des recherches
d'emploi (cf. arrêt C 294/99 du 14 décembre 1999 consid. 2a, in DTA 2000 n° 25
p. 122; cf. aussi les arrêts 8C_239/2018 du 12 février 2019 consid. 3.2;
8C_460/2013 du 16 avril 2014 consid. 3;8C_591/2012 du 29 juillet 2013 consid.
4) et la date effective de la remise (arrêt C 3/07 du 3 janvier 2008 consid.
3.2). Le fait que des allégations relatives à la remise des justificatifs de
recherches d'emploi (ou relatives à la date de celle-ci) soient plausibles ne
suffit pas à démontrer une remise effective des justificatifs (ou une remise à
temps). Une preuve fondée sur des éléments matériels est nécessaire (BORIS
RUBIN, Commentaire de la loi sur l'assurance-chômage, 2014, n° 32 ad art. 17,
p. 206).”
In una sentenza 8C_179/2019 dell’11 aprile 2019, l’Alta Corte si è
espressa nei termini seguenti sempre a proposito della validità del metodo di
spedizione A Plus:
" 4.1.
Invoquant la violation de l'interdiction de
l'arbitraire (art. 9 Cst.), du droit d'être entendu (art. 29 Cst.) et des art.
39 al. 1 et 60 LPGA, la recourante fait valoir que l'envoi par courrier A Plus
ne tient pas compte des spécificités liées aux horaires d'ouverture des bureaux
qui ferment le samedi. Il serait donc important de distinguer entre les
personnes privées, d'une part, lesquelles reçoivent le courrier chez elles et
peuvent en prendre connaissance le samedi, et les entreprises, d'autre part,
pour lesquelles l'ouverture des courriers ne peut se faire que le premier jour
ouvrable suivant. Selon la recourante, les courriers adressés aux entreprises
ne devraient être transmis que par le biais de plis recommandés, soumis à
signature.
4.2. Les griefs sont mal
fondés. En effet, selon une jurisprudence déjà bien établie, les communications
des autorités sont soumises au principe de la réception. Il suffit qu'elles
soient placées dans la sphère de puissance de leur destinataire et que celui-ci
soit à même d'en prendre connaissance pour admettre qu'elles ont été
valablement notifiées (ATF 144 IV 57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 consid. 2.4.1
p. 603; 122 I 139 consid. 1 p. 143;
115 Ia 12 consid. 3b p.
17). Autrement dit, la prise de connaissance effective
de l'envoi ne joue pas de rôle sur la détermination du dies a quo du délai de
recours. Par ailleurs, le Tribunal fédéral s'est déjà penché sur la question de
la notification des décisions par courrier A Plus, notamment dans le domaine
des assurances sociales. Il a exposé en particulier qu'il n'existait pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, les assureurs sont libres de décider de la
manière dont ils souhaitent notifier leurs décisions. Ils peuvent en
particulier choisir de les envoyer par courrier A Plus (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 précité; voir également, parmi d'autres, arrêts
8C_754/2018 du 7 mars 2019 consid. 5.3 et 8C_559/2018 du 26 novembre 2018
consid. 4.3.1). Dans ce contexte, le Tribunal fédéral a précisé, en outre, que
le dépôt de l'envoi dans la boîte aux lettres ou la case postale constitue le
point de départ pour le calcul du délai de recours, quand bien même la
livraison a lieu un samedi et que le pli n'est récupéré qu'à une date
ultérieure, comme le lundi suivant (arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3;
9C_655/2018 du 28 janvier 2019 consid. 4.4;8C_559/2018 précité consid. 3.4;
9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.4;8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid.
3.2;8C_573/2014 du 26 novembre 2014 consid. 3.1;2C_1126/2014 du 20 février
2015 consid. 2.2). Il n'y a pas lieu de revenir sur cette jurisprudence
confirmée à de nombreuses reprises. La recourante ne soutient d'ailleurs pas
que les conditions d'un changement de jurisprudence seraient remplies (à ce
sujet cf. ATF 144 IV 265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Enfin, l'accès aux cases postales est en
principe garanti en tout temps et le fait de ne pas vider la case postale le
samedi relève de la responsabilité du destinataire.
5.
5.1. Se prévalant du
principe de la bonne foi, la recourante se plaint du fait que la décision du 31
octobre 2018 n'a été distribuée que deux jours après son envoi par la CNA,
alors qu'une distribution dans les temps aurait permis une livraison le jeudi 1er
novembre 2018.
5.2. En l'occurrence, on
peine à saisir en quoi le "retard" des services postaux dans la
distribution de l'envoi serait susceptible d'influer sur l'issue du litige sous
l'angle de la bonne foi. La recourante n'expose d'ailleurs pas avec précision
en quoi les conditions du principe de la bonne foi seraient réalisées. Au
demeurant, le temps de distribution mentionné à titre indicatif par la Poste
sur son site internet ne saurait être traité comme une promesse ou une
assurance faite à l'intéressée. En outre, le fait qu'un courrier A ou A Plus
n'a pas été distribué le jour suivant ne permet pas d'admettre que l'on est en
présence d'une notification irrégulière. Le grief, à supposer qu'il puisse être
considéré comme recevable, doit dès lors être écarté.”.
In
una sentenza 8C_61 2019 del 17 aprile 2019 consid. 3 ss., riguardante una
fattispecie in cui il ricorrente pretendeva in particolare che la decisione
impugnata, trasmessagli con il sistema Posta
A Plus, sarebbe stata depositata nella cassetta delle lettere vicina,
comune a delle società di cui il suo patrocinatore era o era stato associato,
gerente, direttore o liquidatore, l’Alta Corte ha concluso che non vi era
motivo di discostarsi dalla data di distribuzione risultante dall’estratto Track&Trace:
" (…).
3.
Se fondant sur l'attestation de suivi des envois
de la poste (relevé "Track & Trace"), la cour cantonale a
constaté que la décision sur opposition du 21 juin 2018 avait été distribuée le
samedi 23 juin 2018. Aussi, le délai de recours était-il arrivé à échéance le
vendredi 24 août 2018 (compte tenu des féries). Par conséquent, le recours,
déposé le 27 août 2018, ne l'avait pas été en temps utile.
Par ailleurs, en ce qui concernait l'erreur de
distribution invoquée par le recourant - selon lequel la décision attaquée
aurait été déposée dans la boîte aux lettres voisine commune à des sociétés
dont le mandataire du recourant était ou est associé, gérant, directeur ou
liquidateur -, les premiers juges ont considéré qu'elle ne reposait que sur une
hypothèse, de sorte qu'elle n'avait pas été rendue plausible. Ils ont relevé en
particulier que le nom du mandataire figurait uniquement sur la boîte aux
lettres de l'étude et non sur celle des sociétés. En outre, en l'absence de
vérification du relevé "Track & Trace" par le personnel de
l'étude, la date inscrite au tampon ("reçu le 25 juin 2018") était un
indice trop faible pour admettre que la notification était survenue ce jour-là.
Au demeurant, même si la décision sur opposition de l'intimée avait été déposée
dans la boîte aux lettres voisine, elle devrait être réputée parvenue dans la
sphère de puissance du mandataire du recourant, compte tenu de ses liens avec
les sociétés.
4.
4.1. Invoquant la
violation des art. 38 al. 1 et 60 LPGA, le recourant reproche à l'autorité
précédente d'avoir considéré qu'il n'avait pas rendu plausible l'erreur de
distribution.
4.2.
4.2.1. Selon la
jurisprudence, le relevé "Track & Trace" ne prouve pas
directement que l'envoi a été placé dans la sphère de puissance du destinataire
mais seulement qu'une entrée correspondante a été introduite électroniquement
dans le système d'enregistrement de la poste. L'entrée dans le système
électronique constitue néanmoins un indice que l'envoi a été déposé dans la
boîte aux lettres ou la case postale du destinataire à la date de distribution
inscrite (ATF 142 III 599 consid. 2.2 p. 602; arrêt 8C_482/2018 du 26 novembre 2018 consid.
3.3). Une erreur de distribution ne peut dès lors pas d'emblée être exclue.
Cependant, elle ne doit être retenue que si elle paraît plausible au vu des
circonstances. L'exposé des faits par le destinataire qui se prévaut d'une
erreur de distribution, et dont on peut partir du principe qu'il est de bonne
foi, doit être clair et présenter une certaine vraisemblance (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 604). Dans ce contexte, des considérations
purement hypothétiques, selon lesquelles l'envoi aurait été inséré dans la
boîte aux lettres du voisin ou d'un tiers, ne sont pas suffisantes (arrêts
8C_482/2018 précité consid. 4.3;9C_90/2015 du 2 juin 2015 consid. 3.2 et les
arrêts cités).
4.2.2. Le point de savoir
si le recourant a rendu plausible l'existence d'une erreur de distribution, au
sens de la jurisprudence précitée, est une question de fait que le Tribunal
fédéral ne peut pas examiner librement (supra consid. 1).
4.2.3. En l'occurrence,
les arguments avancés par le recourant ne sont pas de nature à démontrer le
caractère arbitraire des constatations du jugement attaqué. Il fait valoir en
particulier que des erreurs de distribution se sont déjà produites mais les
copies des lettres auxquelles il renvoie - produites en instance cantonale -
n'apparaissent pas pertinentes en l'espèce, ni de nature à étayer son propos.
En effet, contrairement à la décision sur opposition de l'intimée, les lettres
prétendument mal distribuées mentionnent au dessus de l'adresse tant le nom des
sociétés que celui du mandataire du recourant (ou le titre "avocat"
sur un des documents). En outre, selon les constatations des premiers juges, le
nom du mandataire du recourant, à laquelle a été adressée la décision sur
opposition, figure uniquement sur la boîte aux lettres de l'étude et non sur celle
des sociétés. Quant à la proximité des deux boîtes, elle ne suffit pas à rendre
vraisemblable une erreur de distribution. Enfin, on ne peut pas non plus
déduire de la date inscrite au moyen du tampon de l'étude que la décision a été
déposée dans la fausse boîte aux lettres. Au final, le recourant n'a apporté
aucun élément concret permettant de conclure, au degré de vraisemblance requis,
à une erreur de distribution. Les premiers juges n'ont donc pas fait preuve
d'arbitraire en considérant que la version du recourant ne reposait que sur une
hypothèse. Dans ces conditions, il n'y a pas lieu de s'écarter de la date de
distribution inscrite dans le relevé "Track & Trace".”
Infine, in una pronunzia 8C_124/2019 del 23 aprile 2019 consid. 5 ss.,
il TF ha ulteriormente ribadito la validità del sistema di spedizione Posta A
Plus, respingendo tutte le obiezioni che erano state sollevate a tal riguardo
dall’insorgente:
" (…).
5.
Le recourant se plaint d'une constatation
incomplète des faits. Il reproche à l'autorité précédente de n'avoir pas pris
en considération plusieurs pièces produites en instance cantonale. Bien qu'il
l'affirme, il n'explique toutefois pas en quoi ces pièces auraient pu influer
sur l'issue du litige. Son grief ne répond pas aux exigences de motivation de
l'art. 106 al. 2 LTF et n'est pas de nature à démontrer une constatation
manifestement inexacte des faits ou une appréciation arbitraire des preuves.
6.
6.1. Invoquant la
violation du droit à la preuve (art. 29 al. 2 Cst.), le recourant reproche aux
premiers juges de n'avoir pas donné suite à sa requête tendant à la production
par l'intimée des statistiques des envois de ses décisions sur opposition sur
trois ans, en distinguant les jours et la méthode d'envoi. Il entendait ainsi
démontrer que l'intimée envoie volontairement ses décisions par courrier A Plus
le vendredi.
6.2. Le droit d'être
entendu garanti par l'art. 29 al. 2 Cst. comprend notamment le droit pour
l'intéressé d'obtenir qu'il soit donné suite à ses offres de preuves
pertinentes, de participer à l'administration des preuves essentielles ou à
tout le moins de s'exprimer sur son résultat lorsque cela est de nature à
influer sur la décision à rendre (ATF 140 I 285 consid. 6.3.1 p. 299; 135 II 286 consid. 5.1 p. 293 et les arrêts cités). Toutefois, il est possible
de renoncer à l'administration de certaines preuves offertes, lorsque le fait
dont les parties veulent rapporter l'authenticité n'est pas important pour la
solution du cas, lorsque les preuves résultent déjà de constatations versées au
dossier ou lorsque le juge parvient à la conclusion qu'elles ne sont pas
décisives pour la solution du litige ou qu'elles ne pourraient l'amener à
modifier son opinion (ATF 140 I 285 consid. 6.3.1 précité et les arrêts cités; 136 I 229 consid. 5.3 p. 236).
6.3. Comme l'ont relevé
les premiers juges, en droit des assurances sociales, il n'existe pas de
disposition légale obligeant les assureurs sociaux à notifier leurs décisions
selon un mode particulier. Dès lors, la jurisprudence admet que les assureurs
sont libres de décider de la manière dont ils souhaitent notifier leurs
décisions. Ils peuvent en particulier choisir de les envoyer par courrier A
Plus (ATF 142 III 599 consid. 2.4.1 p. 603; voir également, parmi d'autres, arrêt
8C_559/2018 du 26 novembre 2018 consid. 4.3.1). Rien ne les empêche non plus
d'envoyer leurs décisions un vendredi. Dans ces conditions, l'acte
d'instruction sollicité par le recourant n'apparaissait pas pertinent et les
premiers juges pouvaient refuser d'y donner suite. Pour les mêmes raisons, il
n'y a pas lieu d'accéder à la requête formulée une nouvelle fois devant la Cour
de céans.
7.
7.1. Le recourant se
plaint d'un déni de justice (art. 29 al. 1 Cst.) et de la violation de son
droit d'être entendu (art. 29 al. 2 Cst. et 6 CEDH), du fait que la juridiction
cantonale n'a pas répondu à son argumentation relative à l'existence d'une
lacune proprement dite de la LPGA ainsi qu'à ses griefs tirés de l'interdiction
du formalisme excessif et du principe de la bonne foi.
7.2. La jurisprudence a
déduit du droit d'être entendu le devoir pour le juge de motiver sa décision,
afin que le destinataire puisse en saisir la portée, le cas échéant, l'attaquer
en connaissance de cause et que l'autorité de recours puisse exercer son
contrôle (ATF 138 I 232 consid. 5.1 p. 238 et les arrêts cités). Pour répondre à ces
exigences, il suffit que le juge mentionne, au moins brièvement, les motifs qui
l'ont guidé et sur lesquels il a fondé sa décision; il n'est pas tenu de
discuter tous les arguments soulevés par les parties, mais peut se limiter à
ceux qui lui apparaissent pertinents (ATF 142 III 433 consid. 4.3.2 p. 436 et les arrêts cités).
7.3. En l'espèce, les
premiers juges ont appliqué la jurisprudence du Tribunal fédéral, selon
laquelle un envoi expédié par courrier A Plus se trouve dans la sphère de
puissance du destinataire dès la date de dépôt dans la boîte aux lettres ou la
case postale de celui-ci, fût-elle un samedi. Dans cette mesure, ils ont
rejeté, à tout le moins implicitement, les griefs du recourant tendant à
démontrer que la notification par courrier A Plus ne pouvait pas intervenir le
samedi en cas de dépôt dans une case postale. La cour cantonale a également
exposé que ce mode de notification ne violait pas la garantie d'un procès
équitable ni de l'accès au juge. Cela étant, elle n'a pas violé son devoir de
motivation en renonçant à s'exprimer davantage sur les arguments du recourant,
lesquels ne sont pas fondés comme on le verra (infra consid. 9).
8.
8.1. Invoquant la
violation du droit à un procès équitable et à l'accès au juge (art. 29 al. 1,
29a Cst. et 6 CEDH), le recourant fait valoir, en substance, que l'envoi par
courrier A Plus offre une protection moins importante que l'envoi par
recommandé ou courrier A, qu'il ampute de deux jours le délai de recours et
crée des incertitudes en fonction du destinataire.
8.2.
8.2.1. Les critiques
formulées par le recourant sont mal fondées.
En effet, selon le mode d'expédition A Plus, la
lettre est numérotée et envoyée par courrier A de la même manière qu'une lettre
recommandée. Toutefois, contrairement au courrier recommandé, le destinataire
n'a pas à en accuser réception. En cas d'absence, celui-ci ne reçoit donc pas
d'invitation à retirer le pli. La livraison est néanmoins enregistrée
électroniquement au moment du dépôt de l'envoi dans la boîte aux lettres ou la
case postale du destinataire. Grâce au système électronique "Track &
Trace" de la poste, il est ainsi possible de suivre l'envoi jusqu'à la
zone de réception du destinataire (ATF 142 III 599 précité consid. 2.2 p. 601 s. et les arrêts cités; arrêts
8C_586/2018 du 6 décembre 2018 consid. 5;8C_53/2017 du 2 mars 2017 consid.
4.1;8C_573/2014 du 26 novembre 2014 consid. 2.2).
8.2.2. En outre, le délai
de recours est le même pour toutes les formes de notification. Il commence à
courir lorsque l'envoi entre dans la sphère de puissance du destinataire et que
ce dernier peut prendre connaissance du contenu de l'envoi. En présence d'un
courrier sans signature (A Plus comme A), c'est le cas au moment du dépôt dans
la boîte aux lettres ou la case postale. Si l'envoi est distribué un samedi, le
délai de recours commence à courir le dimanche. En présence d'un courrier
recommandé, l'envoi entre dans la sphère de puissance du destinataire lorsqu'il
est retiré au guichet. A cet égard, la notification par lettre recommandée
n'offre pas un avantage significatif puisqu'au stade de l'avis de retrait, le
destinataire ne connaît ni le contenu ni la motivation de la décision qui lui
est adressée (arrêts 8C_754/2018 précité consid. 7.2.3;2C_1126/2014 du 20
février 2015 consid. 2.4).
8.2.3. Par ailleurs,
l'accès aux cases postales est en principe garanti en tout temps et le fait de
ne pas vider la case postale le samedi relève de la responsabilité du
destinataire (privé ou commercial). Celui-ci ne saurait s'en prévaloir pour
reporter le dies a quo du délai de recours, alors que la date de distribution
d'un courrier A Plus est facilement déterminable au moyen du numéro apposé sur
l'enveloppe. Contrairement à ce que soutient le recourant, un tel procédé ne
présente aucune difficulté particulière, surtout pour un cabinet d'avocats, et
permet précisément de lever les éventuelles incertitudes liées à l'envoi sans
signature.
9.
9.1. Le recourant se
plaint de la violation du principe de la bonne foi de l'administration (art. 5
al. 3 et 9 Cst.) en reprochant à l'intimée d'induire en erreur les assurés en
transmettant ses décisions sur opposition par courrier A Plus. Il invoque
également l'interdiction du formalisme excessif (art. 29 al. 1 Cst.), soutenant
que ce mode d'envoi met en péril les droits des assurés.
9.2. Ces griefs, dont la
motivation rejoint en substance celle développée au point précédent, ne sont
pas davantage fondés. On ne saurait en effet reprocher à l'intimée un
comportement déloyal et la mise en péril des droits des assurés pour avoir
choisi un mode de notification expressément admis par le Tribunal fédéral. En
outre, il n'y a pas lieu de remettre en cause le principe de la réception
auquel sont soumises les communications des autorités et dont il ressort que la
prise de connaissance effective de l'envoi ne joue pas de rôle sur la
détermination du dies a quo du délai de recours (cf. ATF 144 IV 57 consid. 2.3.2 p. 62; 142 III 599 déjà cité consid. 2.4.1; 122 I 139 consid. 1 p. 143; 115 Ia 12 consid. 3b p. 17). On peut d'ailleurs attendre d'un avocat qu'il
tienne compte de ce principe bien établi et recoure en temps utile.
10.
10.1. Le recourant
invoque enfin la violation de l'art. 60 al. 1 LPGA. Selon lui, il
appartiendrait au Tribunal fédéral de combler une lacune de la LPGA, en
énonçant clairement les modes de notification acceptables ou, tout au moins,
des règles claires sur l'utilisation du courrier A Plus. Se référant aux règles
sur le comblement des lacunes, en relation notamment avec l'art. 29 al. 7 de
l'Ordonnance du 29 août 2012 sur la poste (OPO; RS 783.01) et le ch. 2.5.3 des
conditions générales de la poste ("Prestations du service postal"
pour les clients commerciaux), il considère qu'une distribution le samedi doit
être exclue.
10.2. Le grief est mal
fondé. En effet, au risque de se répéter, dans le domaine des assurances
sociales, le dépôt dans la boîte aux lettres ou la case postale d'un envoi, par
courrier A Plus, constitue le point de départ pour le calcul du délai de
recours, quand bien même la livraison a lieu un samedi et que le pli n'est
récupéré qu'à une date ultérieure, comme le lundi suivant. Il n'y a pas lieu de
revenir sur cette jurisprudence que le Tribunal fédéral a confirmée à maintes
reprises (cf. notamment arrêts 8C_754/2018 consid. 7.2.3 déjà cité;9C_655/2018
du 28 janvier 2019 consid. 4.4;8C_559/2018 déjà cité consid. 3.4;9C_90/2015
du 2 juin 2015 consid. 3.4;8C_198/2015 du 30 avril 2015 consid. 3.2;
8C_573/2014 déjà cité consid. 3.1). Le recourant ne prétend d'ailleurs pas que
les conditions d'un changement de jurisprudence seraient remplies (à ce sujet
cf. ATF 144 IV 265 consid. 2.2 p. 269; 142 V 212 consid. 4.4 p. 117; 139 V 307 consid. 6.1 p. 313). Au demeurant, le fait que le samedi n'est pas
mentionné comme jour "ouvrable et de dépôt" à l'art. 29 al. 7 OPO ne
signifie pas pour autant que les envois ne peuvent pas être distribués ce
jour-là. Quant au ch. 2.5.3 "Dimanche et jours fériés" des conditions
générales susmentionnées, il prévoit que "si la date de distribution (=
échéance) tombe un dimanche ou un autre jour férié reconnu, au niveau étatique
ou par l'usage local, au lieu de la prestation, le premier jour ouvrable qui
suit ce dimanche ou jour férié est considéré date de distribution". On ne
peut pas en déduire que le samedi est un jour férié au sens de cette
disposition, auquel cas il serait mentionné au même titre que le dimanche. Par
ailleurs et comme l'ont indiqué les premiers juges, la référence à l'art. 1 de
la loi fédérale du 21 juin 1963 sur la supputation des délais (RS 73.110.3)
n'est pas davantage pertinente, car cette disposition ne concerne que la fin du
délai de recours et non son commencement. Enfin, la fermeture des bureaux de
l'administration, et à plus forte raison des cabinets d'avocats, ne suffit pas
en soi pour reconnaître au samedi le caractère de jour férié (cf. arrêts
6B_730/2013 du 10 décembre 2013 consid. 1.3.2 et les
arrêts cités;1P.322/2006 du 25 juillet 2006 consid. 2.5).”
2.5. Nella presente fattispecie,
chiamato a pronunciarsi sull’eccezione d’intempestività del ricorso sollevata
dall’assicuratore resistente, il patrocinatore dell’assicurato ha in
particolare formulato le seguenti considerazioni:
" (…).
Di norma la vuotatura della mia casella postale (no. __________)
viene eseguita dalla mia segretaria. In assenza della mia segretaria mi reco
personalmente in Posta, tutti i giorni, non appena giungo in città (di regola
fra le ore 07:45 e le ore 8:15) e quindi arrivo presso le caselle della Posta a
__________ fra le ore 07:50 e le ore 8:35 (a dipendenza di dove posteggio)
salvo se, date le circostanze, mi torna più comodo recarmici più tardi (ad
esempio mentre mi reco ad un appuntamento).
… La settimana no. 27 (dal 2 al 6 luglio 2018), la mia segretaria
era in ferie (cfr. doc. L, estratto agenda elettronica RT del 4 luglio 2018).
… Il giorno 4 luglio 2018, prima di andare all’udienza presso la
lod. Pretura di __________, mi sono recato personalmente presso le caselle.
Nella mia casella, no. __________, non c’era la comunicazione dell’CO 1.
… Il giorno seguente, 5 luglio 2018, ho pure personalmente
svuotato la casella. Fra le altre vi era la busta inviata mezzo A Plus, che ho
proceduto a timbrare appena giunto in ufficio. Circa la data di ricezione nella
casella non ho avuto alcun dubbio avendo, come detto, proceduto personalmente
alla vuotatura anche il giorno 4 luglio.
… Dopo la timbratura della lettera ho proceduto, come da prassi, a
conteggiare il termine e a inserirlo nella mia agenda elettronica (vedi doc. M,
estratto agenda elettronica RT del 5 settembre 2018).
Al ricorso ho accluso, per consentire la verifica, la busta di
intimazione. Come detto, dato che ho svuotato personalmente la casella sia il 4
luglio che il 5 luglio, non ho avuto alcun dubbio circa la data di ricezione
della comunicazione in oggetto, ovvero il 5 luglio, e il track&trace
prodotto non cambia tale circostanza; di fatto e certamente alle ore 7:12 del 4
luglio u.s., la lettera non era nella mia casella, dato che io, in ogni caso, sono
giunto in Posta non prima delle ore 7:50.
… Non si contesta – anche alla luce della giurisprudenza del
Tribunale federale – che le assicurazioni possano avvalersi della posta A Plus
per l’invio di decisioni come quella impugnata (pur ritenendo tale prassi
discutibile e, a mente di chi scrive, frutto di un servizio postale – la posta
A Plus appunto – nato forse per altri utilizzi), si contesta recisamente
tuttavia che la lettera sia pervenuta in casella il 4 luglio 2018.
… La posta non registra gli errori interni. Verosimilmente la
busta, come già accaduto, può essere finita per errore in un’altra casella ed è
semplicemente stata riconsegnata dall’erroneo destinatario e imbucata
successivamente nella mia casella, oppure ancora dopo la scansione non è stata
distribuita correttamente. Al momento di redigere il presente allegato ho
potuto constatare come l’affidabilità della Posta sia decisamente venuta meno. Un
invio raccomandato la cui consegna era prevista per il giorno 5 ottobre (vedi
track&trace, doc. N) mi è stato recapitato l’8 ottobre (vedi
track&trace, doc. O), senza che fra l’altro alcuna indicazione inerente il
ritardo rispetto alla data di spedizione fosse evincibile dal track& trace.
(…).
… Non sono in grado di provare cosa sia successo alla busta in
questione fra le ore 7:12 del 4 luglio e la mattina del 5 luglio 2018, ma
ritengo che la giurisprudenza citata, indicando che “Auf die Darstellung des
Adressaten, dass eine fehlerhafte Postzustellung vorliegt, ist daher
abzustellen, wenn seine Darlegung der Umstände nachvollziehber ist und einer
gewissen Wahrscheinlichkeit entspricht, wobei sein guter Glaube zu vermuten
ist”, contempli il caso in disamina.” (doc. VI)
In corso di causa, questo
Tribunale si è rivolto alla dirigenza dell’ufficio postale di __________,
mediante uno scritto del seguente tenore:
"
(…).
le rendo noto che lo scrivente Tribunale cantonale delle
assicurazioni (TCA) è chiamato a derimere alcune vertenze aventi per oggetto la
ricevibilità di ricorsi interposti contro decisioni amministrative intimate
mediante il sistema di spedizione Posta A Plus.
A proposito dell’invio __________, spedito il 3 luglio 2018, nel
sistema di tracciamento degli invii Track&Trace figura la seguente
indicazione: “mer 04.07.2018 – 07.12 - Recapitato via casella postale - __________”
(si veda estratto allegato).
Ai fini dell’istruttoria di causa, la invito a rispondere alle
seguenti domande:
1. La data e
l’ora che figura nel sistema di tracciamento con la menzione “Recapitato via
casella postale” corrisponde al momento in cui l’invio A Plus è
pervenuto presso l’ufficio postale di destinazione oppure a quello in cui la
busta è stata fisicamente depositata nella casella postale del destinatario?
Considerandi
2.
Nel caso in
cui dovesse corrispondere al momento in cui l’invio A Plus è pervenuto
presso l’ufficio postale di destinazione, il suo deposito nella casella postale
del destinatario ha luogo il giorno stesso oppure soltanto più tardi? Quando
precisamente?
3.
Nel caso
concreto, ritiene plausibile che la data del 4 luglio 2018 corrisponde al
momento in cui l’invio __________ è stato registrato nel sistema, mentre
quell’invio è stato fisicamente depositato nella casella postale del
destinatario soltanto il giovedì 5 luglio 2018? Voglia motivare la sua
risposta.” (doc. X)
Queste le risposte fornite
il 16 aprile 2019 da __________, Responsabile della Regione di recapito lettere
__________, e da __________, Sostituto responsabile:
" (…).
In merito al suo scritto dello scorso 16 aprile 2019 riguardante
il trattamento di invii A Plus, riportiamo di seguito le nostre osservazioni.
1.
La data e
l’ora presenti nel sistema di tracciamento elettronico con la menzione “Recapitato
via casella postale” indicano il momento in cui il personale, mediante
l’utilizzo di uno scanner, tratta gli invii recanti il codice a barre.
Quest’azione è preceduta da una fase di selezione degli invii (per tipologia di
prodotto, priorità, formato) ed è seguita dal loro inserimento in casella
postale.
2.
L’inserimento
degli invii in casella postale avviene il medesimo giorno del loro arrivo
all’ufficio di recapito, entro un lasso di tempo dipendente dalla quantità
d’invii presenti il dato giorno lavorativo. Nel rispetto della nostra offerta
di prestazione, il personale impiegato all’ufficio di recapito di __________
caselle postali è chiamato a concludere la distribuzione degli invii
prioritari, tra cui gli invii A Plus, entro le 07.30 dal lunedì al sabato.
3.
Nel rispetto
dell’offerta di prestazione prevista per gli invii A+ (recapito il giorno feriale
seguente a quello dell’impostazione), riteniamo non plausibile l’inserimento
in casella postale dell’invio in oggetto unicamente il giorno successivo a
quello del suo rilevamento mediante scanner. Tale pratica genererebbe infatti
ed inevitabilmente un’errata informazione al cliente mittente dell’invio,
nonché una serie di potenziali rischi, fra cui quello finanziario, che
riteniamo di non poterci assumere.” (doc. XI)
Invitato a formulare le
proprie osservazioni in proposito, l’avv. RA 1 ha segnatamente rilevato che:
" (…).
… La risposta al quesito n. 1 posto da questo lod. Tribunale
conferma e dimostra come, di fatto, l’ora indicata sulla ricevuta non
corrisponde al momento in cui la busta è stata depositata nella casella postale
del destinatario. Del tutto genericamente la Posta risponde facendo riferimento
alle operazioni di selezione, e solo in seguito inserimento nella casella
postale. Tuttavia ciò avviene dopo la scansione.
… Secondo i responsabili della Posta interpellati, l’inserimento
nella casella di questo tipo di invio deve avvenire entro le ore 7.30, dal
lunedì al sabato. Come già chiaramente indicato dallo scrivente legale con le
osservazioni dell’11 ottobre scorso, sono giunto in casella – e di conseguenza
l’ho svuotata – non prima delle ore 7.50 del giorno 4 luglio 2018, di modo che
l’invio APlus in questione non si trovava nella mia casella in quel momento. Di
certo un’eventuale problematica interna alla posta non deve e non può tornare a
scapito del destinatario.
… Per quanto la Posta ritenga non plausibile l’inserimento nella
casella postale dell’invio in oggetto il giorno successivo a quello del suo
rilevamento mediante scanner, non vi è da parte della Posta la possibilità di
dimostrare il contrario. Si ritiene in ogni caso molto grave e assolutamente
fuorviante il fatto che la Posta faccia coincidere l’asserito inserimento nella
casella postale con la data e l’ora “in cui il personale, mediante l’utilizzo
di uno scanner, tratta gli invii recanti un codice a barre”. Inoltre, dato che
è risaputo e notorio il fatto che la distribuzione sbaglia con una certa
frequenza l’introduzione della corrispondenza nelle caselle postali – mi
riservo di notificare quale teste l’avv. __________, che può confermare di aver
già ricevuto invii (anche raccomandati) indirizzati allo scrivente e viceversa.
A dimostrazione di cosa capita presso __________ allego inoltre la fotografia
scattata dopo i fatti del 4 luglio 2018, dalla quale si vede un invito di
ritiro di una raccomandata sporgere da una casella postale e in procinto di
cadere. Queste circostanze sono frequenti e possono essere certamente
confermate da numerosi clienti della posta. (…).” (doc. XIV)
2.6
Posto che, come visto,
secondo il Tribunale federale, vi è la presunzione che il recapito postale
abbia avuto luogo correttamente (cfr. STF 1C_31/2018 consid. 3.3: “… ist somit zu vermuten, dass das
Zustelldatum von den Postangestellten korrekt registriert worden ist …”,
parzialmente riprodotta al consid. 2.3.), occorre
ora esaminare se gli elementi evidenziati dal rappresentante dell’assicurato,
destinatario dell’invio in questione, possano assurgere a indizi concreti
suscettibili di rovesciare tale presunzione (in tal senso, si veda la succitata
STF 1C_31/2018 consid. 4.2: “Entscheidend
ist allerdings (…) das Bestehen von konkreten Anzeichen für einen Fehler
bei der Postzustellung selbst.” – il corsivo è del redattore), precisato che a
ciò nulla muta il fatto che, conformemente alla giurisprudenza federale, la
buona fede del destinatario è da presumere (cfr. sempre la STF 1C_31/2018 consid. 4.2: “Diesbezüglich weist sie zwar zu Recht darauf hin, dass der gute
Glaube zu vermuten ist (vgl. BGE 142 III 599 E. 2.4.1 S. 604 mit Hinweisen), übersieht jedoch, dass dies
nichts an der erwähnten Vermutung ändert, dass die Postzustellung korrekt
erfolgte.” – il corsivo è del redattore).
Preliminarmente
va comunque sottolineato che la presunzione è in concreto
rafforzata dalle precisazioni fornite in corso di causa dai dirigenti
dell’ufficio postale di __________. In effetti, dalle loro indicazioni si
evince che il momento in cui gli invii prioritari (tra i quali figurano quelli
A Plus) vengono registrati mediante scansione del codice a barre figurante
sulle buste (in concreto, le 7.12 di mercoledì 4 luglio 2018) non corrisponde
esattamente a quello in cui i medesimi invii vengono fisicamente recapitati
nelle caselle postali dei destinatari, ma che la fase d’inserimento degli invii
nelle rispettive caselle postali avviene, in ogni caso, il giorno stesso del
loro arrivo all’ufficio di recapito (e, quindi, della loro registrazione
nel sistema), “entro le 07.30 dal lunedì al sabato”, come pure che, per queste
ragioni, essi non reputano “… plausibile l’inserimento in casella
postale dell’invio in oggetto unicamente il giorno successivo a quello del suo
rilevamento mediante scanner” (cfr. supra, consid. 2.5.).
Dalla scheda informativa
“Posta A Plus (A+) – Trasparenza dell’intero processo di spedizione”,
consultabile sul sito web de LaPosta, risulta del resto che “per la posta A
Plus valgono gli stessi tempi rapidi della posta A: gli invii arrivano al
destinatario il giorno lavorativo dopo l’impostazione, sabato incluso.” (il
corsivo è del redattore).
Certo, come è stato rilevato
anche dal patrocinatore del ricorrente (doc. XIV, p. 2), il sistema di recapito
appena descritto - specificatamente il décalage esistente tra la
registrazione dell’invio mediante scansione del codice a barre e quello del suo
recapito in casella postale -, è suscettibile di generare incertezze nel
destinatario, ma ciò è un problema, irrilevante ai fini del presente giudizio
(come detto, il recapito ha comunque luogo il giorno stesso), al quale spetta
alla Posta porre rimedio. Una soluzione potrebbe essere quella prevista
allorquando il recapito dell’invio A Plus non avviene nella casella postale, ma
nella cassetta delle lettere del destinatario. In effetti, in quel caso, sul
tracciamento dell’invio figura, oltre alla data e all’ora dell’arrivo
all’ufficio di recapito, la data e l’ora in cui l’invio è stato fisicamente
depositato nella cassetta delle lettere.
Inoltre è utile ricordare
che la correttezza di un recapito non può essere messa in discussione
genericamente ed in linea di principio. Occorrono per contro degli indizi
concreti che, nel caso specifico, facciano apparire come plausibile
un’errata datazione (in questo senso, si veda la sentenza C-7037/2017 del 16
novembre 2018 del Tribunale amministrativo federale).
In questo senso, ci si può
dunque già sin d’ora esimere dal procedere alla prospettata richiesta audizione
testimoniale dell’avv. __________, il quale dovrebbe riferire di avere in
passato già ricevuto degli invii che erano in realtà indirizzati al rappresentante
di RI 1 (avv. RA 1).
2.6
Nella presente
fattispecie, nella misura in cui l’avv. RA 1 contesta la validità del sistema
di spedizione Posta A Plus nel suo principio (cfr. doc. XIV, p. 3: “Alla luce
di quanto sopra esposto, oltre a ribadire che a mente di chi scrive la posta
APlus è un prodotto inadeguato e che certamente il legislatore non aveva
previsto …”), le sue critiche cadono nel vuoto. In effetti, la giurisprudenza
federale ha più volte confermato, peraltro ancora recentemente (e pure nella sentenza
8C_586/2018 del 6 dicembre 2018, citata nella slide del Prof. F. Trezzini di
cui al doc. XIV 3), la liceità del sistema in oggetto (cfr.
consid. 2.4.; sul tema, si veda pure l’articolo di T. Barth, Le courrier A
Plus, apparso in Anwaltpraxis/Pratique du barreau 3/2019, p. 129: “Le courrier
A+ ne constitue nullement une révolution et ne fait que concrétiser la
jurisprudence dévelopée sur le principe de la sphère d’influence. Il permet aux
administrations, tribunaux et avocats de réduire quelque peu leurs coûts en se
substituant, lorsque la loi permet cette forme d’expédition, à un envoi par pli
recommandé. Il appartient aux destinataires des courriers d’être attentifs à
ce mode d’envoi et de prendre les mesures appropriées afin de déterminer quand
le courrier a été déposé dans leurs boîtes aux lettres.”. Il medesimo
autore ha peraltro consigliato agli avvocati di rendere attento il personale
incaricato dell’apertura della corrispondenza all’etichetta A+ e “l’instruire
de systématiquement effectuer un suivi de l’envoi, par exemple en scannant
l’étiquette avec l’application mobile de La Poste, afin de déterminer le moment
du dépôt dans la boîte aux lettres et d’ainsi calculer correctement l’éventuel
délai.” – il corsivo è del redattore).
D’altro
canto, l’avv. RA 1 sostiene di aver personalmente (vista l’assenza per ferie
della propria segretaria) vuotato la sua casella presso l’ufficio postale di __________
la mattina di mercoledì 4 luglio 2018, non trovandovi l’invio A Plus n. __________,
contrariamente quindi a quanto indicato dal relativo Track & Trace. L’invio
in questione è invece stato da lui reperito giovedì 5 luglio 2018 e portato in
ufficio, dove ha poi apposto il timbro di ricezione (doc. VI, p. 2).
Il patrocinatore del
ricorrente ha così raccontato la sua personale versione dei fatti, ma ciò non
può bastare per rovesciare la presunzione che il recapito ha avuto luogo
correttamente.
L’estratto dell’agenda
elettronica prodotto agli atti sub doc. L dimostra che la segretaria __________
era in effetti in vacanza il 4 luglio 2018 e che, sempre quel 4 luglio, l’avv. RA
1.
ha avuto un’udienza presso la Pretura di __________, ma non rappresenta un
indizio concreto a favore del fatto che quello stesso giorno egli si sarebbe
recato all’ufficio postale di __________ e avrebbe vuotato la casella postale
n. __________.
Il timbro da lui apposto
sulla decisione impugnata (doc. A 1: “RICEVUTO - 5 LUG 2018”) costituisce un
indizio oggettivo circa il momento in cui è stata vuotata la casella postale,
ma non in merito a quello in cui l’invio è stato effettivamente recapitato in
casella.
In esito a tutto quanto
precede, occorre pertanto affidarsi al tracciamento elettronico dell’invio, in
base al quale la decisione su opposizione del 3 luglio 2018 è stata impostata
il giorno stesso con il sistema di spedizione Posta A Plus ed è stata
recapitata nella casella postale del rappresentante di RI 1 mercoledì 4 luglio
2018.
(cfr. doc. IV 1). Il fatto che la casella postale sia stata vuotata e,
pertanto, si sia presa conoscenza della decisione su opposizione soltanto
giovedì 5 luglio 2018, non ha alcuna influenza sul momento determinante
l’inizio della decorrenza del termine ricorsuale (cfr. supra, consid.
2.4
.).
Il termine di ricorso di
30.
giorni ha dunque iniziato a decorrere il giorno successivo, ossia giovedì 5
luglio 2018, in virtù dell’art. 38 cpv. 1 LPGA.
Tenuto conto
che, in virtù dell’art. 38 cpv. 4 lett. b LPGA, i termini stabiliti dalla legge
non decorrono dal 15 luglio al 15 agosto incluso, il termine ricorsuale è
giunto a scadenza martedì 4 settembre 2018.
Consegnato
all’Ufficio postale di __________ in data 5 settembre 2018 (cfr. la
busta d’invio allegata all’impugnativa), il ricorso deve essere ritenuto
tardivo.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è irricevibile.
2. Non si percepisce tassa di
giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione agli
interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla
comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,
contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo
rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti