Lexipedia

Decisione

35.2019.20

Negato condono della restituzione delle rendite d'invalidità LAINF versate in troppo a seguito del mancato annuncio dell'aumento di stipendio. Condizione della buona fede non adempiuta

6 giugno 2019Italiano15 min

Source ti.ch

Fatti

1.7. Il 26 febbraio 2019 il TCA ha

assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare eventuali altri

mezzi di prova (cfr. doc. IV).

Le parti sono rimaste

silenti.

Considerandi

2.1

Il TCA è chiamato a stabilire se la CO 1 ha correttamente o

meno negato al ricorrente il condono della restituzione dell’importo di

fr. 12'233.--, corrispondente a prestazioni di rendita percepite a torto

durante il periodo 1° maggio 2012 – 30 settembre 2015.

2.2

L'art. 25 cpv. 1 LPGA

stabilisce che le prestazioni indebitamente riscosse devono essere restituite.

La restituzione non deve essere chiesta se l'interessato era in buona fede e

verrebbe a trovarsi in gravi difficoltà.

L'art. 4 OPGA regola il

condono.

Se il beneficiario era in buona fede e si trova in gravi difficoltà,

l’assicuratore rinuncia completamente o in parte alla restituzione delle

prestazioni indebitamente concesse (cfr. art. 4 cpv. 1 OPGA).

Determinante per il

riconoscimento di una grave difficoltà è il momento in cui la decisione di

restituzione passa in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 2 OPGA).

Il condono è concesso su

domanda scritta. La domanda, motivata e corredata dei necessari giustificativi,

deve essere inoltrata entro 30 giorni dal momento in cui la decisione è passata

in giudicato (cfr. art. 4 cpv. 4 OPGA).

Sul condono è pronunciata

una decisione (cfr. art. 4 cpv. 5 OPGA).

L'art. 5 OPGA definisce

cosa si intende con "gravi difficoltà" e recita:

" 1La grave difficoltà ai

sensi dell'articolo 25 capoverso 1 LPGA è data quando le spese riconosciute a

norma della legge federale del 6 ottobre 2006 sulle prestazioni complementari

all'assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l'invalidità (LPC) e le

spese supplementari di cui al capoverso 4 superano i redditi determinanti

secondo la LPC.

2Per

il calcolo delle spese riconosciute ai sensi del capoverso 1 sono computati:

a.

per le persone che vivono a casa:

quale pigione di un appartamento, l'importo massimo secondo le categorie di cui

all'articolo 10 capoverso 1 lettera b LPC;

b.

per le persone che vivono in un

istituto o in un ospedale: quale importo per le spese personali, 4800 franchi

l'anno;

c.

per tutti: quale importo

forfettario per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, il

premio massimo per la rispettiva categoria secondo la versione vigente

dell'ordinanza del DFI sui premi medi cantonali e regionali dell'assicurazione

delle cure medico-sanitarie per il calcolo delle prestazioni complementari.

3Per

le persone che vivono in un istituto o in un ospedale il computo della sostanza

ammonta ad un quindicesimo della sostanza netta, ad un decimo se si tratta di

beneficiari di rendite di vecchiaia. Nel caso di persone parzialmente invalide

è computato solo il reddito effettivo ottenuto dall'attività lucrativa. Non è

tenuto conto di un'eventuale limitazione cantonale delle spese per il soggiorno

in un istituto.

4Sono

computati come spese supplementari:

a.

per le persone sole, 8000 franchi;

b.

per i coniugi, 12 000 franchi;

c.

per gli orfani che hanno diritto a

una rendita e i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o

dell'AI, 4000 franchi per figlio.”

Secondo la legge, dunque,

perché sia concesso il condono dall'obbligo di restituzione, è necessario che

siano adempiuti cumulativamente i seguenti presupposti:

- l'interessato ha

percepito la prestazione indebita in buona fede;

- la restituzione gli

imporrebbe una grave difficoltà.

Qualora difetti una delle

due condizioni suelencate, il condono non può essere accordato.

2.3

Per quanto riguarda i

presupposti del condono, va innanzitutto ricordato che la buona fede presuppone

che l'assicurato ignori che una prestazione gli è versata indebitamente. Di

detta ignoranza egli non si può prevalere se la stessa è stata determinata da

sua negligenza.

Per quel che concerne la

buona fede, la giurisprudenza ha precisato che la stessa, intesa come requisito

del condono, deve essere esclusa qualora i fatti che hanno determinato

l'obbligo di restituire (come ad esempio la violazione dell'obbligo di

annunciare o di informare; cfr. art. 31 LPGA) siano imputabili a comportamento

doloso o negligenza grave. Viceversa, l'assicurato può prevalersi della buona

fede quando l'atto o l'omissione colpevole siano costitutivi solo di una

violazione lieve dell'obbligo di annunciare o di informare (cfr. STF 9C_16/2019

del 25 aprile 2019 consid. 4; STF 9C_463/2016 del 12 luglio 2017 consid., 2.1.;

STF 8C_373/2016 del 29 marzo 2017 consid. 4, pubblicata in DLA 2017 N. 5 pag.

144; STF 8C_79/2017 del 30 giugno 2017 consid. 4.1.; DTF 138 V 218 consid. 4; STF

8C_865/2008 del 27 gennaio 2009 consid. 4; DLA 2003 N. 29, consid. 1.2, pag.

260; DLA 2002 N. 38, consid. 2a, pag. 258; DLA 2001 N. 18, consid. 3a, pag.

161-162; DLA 1998 N. 14, consid. 4a, pag. 73; DLA 1992 N. 7, consid. 2b, pag.

103; DTF 112 V 97, consid. 2c, pag. 103; DTF 110 V 176, consid. 3c, pag. 180).

Si è in presenza di una

negligenza grave allorquando un avente diritto non si attiene a ciò che può

essere ragionevolmente preteso da una persona capace di discernimento in una

situazione identica e nelle medesime circostanze (cfr. STF 9C_16/2019 del 25

aprile 2019 consid. 4; DTF 110 V 176 consid. 3d). Inoltre, la buona fede deve

essere negata se colui che si è arricchito, al momento del versamento, poteva

attendersi di dover restituire, in quanto sapeva o doveva sapere, facendo prova

dell’attenzione richiesta, che la prestazione era indebita (art. 3 cpv. 2 CC;

DTF 130 V 414 consid. 4.3 e i riferimenti ivi menzionati).

2.4

L’art. 31 LPGA, menzionato

sopra e relativo alla notificazione in caso di cambiamento delle condizioni,

prevede:

" 1L'avente diritto, i suoi

congiunti o i terzi ai quali è versata la prestazione sono tenuti a notificare

all'assicuratore o, secondo i casi, al competente organo esecutivo qualsiasi

cambiamento importante sopraggiunto nelle condizioni determinanti per

l'erogazione di una prestazione.

2Qualsiasi

persona o servizio che partecipa all'esecuzione delle assicurazioni sociali ha

l'obbligo di informare l'assicuratore se apprende che le condizioni

determinanti per l'erogazione di prestazioni hanno subìto modifiche.”

Il dovere di informare

deve essere sempre rispettato da parte dei beneficiari di prestazioni.

L’art. 31 cpv. 1 LPGA

contempla, in particolare, per il beneficiario delle prestazioni un obbligo di

comunicare qualsiasi cambiamento importante.

Una modifica importante

delle condizioni sussiste quando la stessa ha una ripercussione sul diritto

alle prestazioni non insignificante. Ad esempio, per quanto riguarda il settore

delle prestazioni complementari, il cambiamento per essere importante non deve

essere inferiore a 120 franchi l'anno (cfr. art. 25 OPC-AVS/AI), mentre nel

settore dell’assicurazione contro gli infortuni una modifica del grado di

invalidità è importante se corrisponde almeno al 5% (cfr. STF 8C_253/2018 del

19.

febbraio 2019 consid. 7.3.1., di cui è prevista la pubblicazione nella

Raccolta ufficiale; U. Kieser, ATSG Kommentar, 3. Ed., Schulthess 2015, ad art.

31.

N. 8 pag. 474).

Il dovere di informazione

costituisce una concretizzazione del principio della buona fede (cfr. STF

8C_253/2018 del 19 febbraio 2019 consid. 7.3.4., citata sopra).

2.5

Il requisito dell'onere

gravoso è intimamente legato alla situazione economica della persona tenuta a

restituire l'indebito e deve essere valutato in base alle sue capacità

finanziarie. Dovrà pertanto essere stabilito concretamente, tenendo conto della

particolare situazione patrimoniale dell'obbligato al momento di restituire.

2.6

Nella presente evenienza l’assicuratore

Lainf ha negato il condono della restituzione di fr. 12'233.--, corrispondenti

a prestazioni di rendita versate di troppo durante il periodo 1° maggio 2012 –

30.

settembre 2015, sostenendo che l’insorgente non adempia, in particolare, il

requisito della buona fede, in quanto, facendo prova dell’attenzione

ragionevolmente da lui esigibile, doveva essere consapevole del sensibile

miglioramento del suo guadagno annuo a far tempo dal maggio 2012 e quindi del

fatto che con la rendita Lainf, calcolata su un reddito da invalido inferiore,

percepiva più di quello che gli spettasse. Egli avrebbe dovuto così comunicare

gli aumenti di stipendio del 2012, 2013 e 2014 che invece sono pervenuti alla

parte resistente soltanto nel settembre 2015 (cfr. doc. 252-263; 341; A).

Il ricorrente, dal canto

suo, ritiene di essere in buona fede, poiché la revisione della rendita sarebbe

avvenuta per dei dettagli economici che sfuggono senz’altro alla maggior parte

delle persone (cfr. doc. I).

2.7

Chiamata a pronunciarsi in

merito alla fattispecie, questa Corte rileva innanzitutto che il reddito da

invalido sulla base del quale, tramite il raffronto dei redditi, è stata

riconosciuta all’assicurato, con decisione del 17 settembre 2010 (in esecuzione

della sentenza del TF 8C_989/2009 del 31 maggio 2010; cfr. consid.1.1.), una

rendita del 18% ammontava a fr. 53’300.-- lordi, corrispondenti al guadagno

effettivo nel 2008 e pari a fr. 4'100.-- lordi/mese per tredici

mensilità (cfr. doc. 218; 108).

A contare dal 1° maggio

2012.

il ricorrente è stato assunto dalla __________, dapprima quale panettiere,

in seguito (dal 1° settembre 2014) quale capo reparto panetteria presso l’__________

di __________. Dalle informazioni che la CO 1 ha assunto presso il datore di

lavoro è risultato che l’assicurato ha percepito, per il periodo 1° maggio – 31

dicembre 2012, un salario lordo di fr. 4'700/mese per tredici mensilità

(+ fr. 1'483.50 a titolo d’indennità supplementari), per il periodo 1° gennaio

– 31 dicembre 2013, un salario lordo di fr. 4’748/mese per tredici

mensilità (+ fr. 2'795.20 a titolo d’indennità supplementari), per il periodo

1° gennaio – 31 agosto 2014, un salario lordo di fr. 4’795/mese per

tredici mensilità nonché, per il periodo 1° settembre 2014 – a tutto il 2015,

un salario lordo di fr. 5’200/mese per tredici mensilità (+ fr. 1'880 a

titolo d’indennità supplementari corrisposte nel 2014; cfr. doc. 252-263).

Il ricorrente, tuttavia,

non ha tempestivamente informato

l’assicuratore Lainf degli aumenti di salario lordo - rispetto al

guadagno considerato per calcolare la rendita Lainf del 18% di cui beneficiava

- di fr. 600.-- al mese dal maggio 2012, di fr. 648.-- al mese dal gennaio

2013, di fr. 695 al mese dal gennaio 2014 e di fr. 1'100.-- al mese dal

settembre 2014.

Al riguardo giova

evidenziare che il ricorrente, dopo aver iniziato nel maggio 2012 a lavorare

come panettiere presso la __________ di __________ (cfr. doc. 259), nel

settembre 2014 è stato nominato presso la stessa sede quale “Capo reparto __________”

(cfr. doc. 261).

Dallo stesso, perciò, era

esigibile che si rendesse conto che un incremento sensibile del suo salario avesse

ininfluenza sull’entità della rendita Lainf di cui era al beneficio,

soprattutto alla luce della sentenza di questo Tribunale 35.2009.63 del 21

ottobre 2009 e della sentenza del TF 8C_989/2009 del 31 maggio 2010, in cui al

consid. 2 è stato specificatamente ricordato che il grado di invalidità è in

particolare determinato:

" (…) ponendo a confronto il reddito da lavoro che

l'assicurato potrebbe conseguire dopo l'insorgenza dell'invalidità, e dopo

l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività

esigibile da lui in condizioni equilibrate del mercato del lavoro (reddito da

invalido), con quello che avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato

invalido (reddito da valido).”

Nemmeno risulta, del resto,

che l’insorgente, benché la parte resistente nel maggio 2013 e nel settembre

2014.

gli abbia domandato della documentazione, in particolare la dichiarazione

fiscale e l’estratto conto individuale per il 2012, rispettivamente il

certificato di salario allegato alla dichiarazione fiscale 2013 (cfr. doc. 236;

244), abbia contattato la CO 1 per chiedere ragguagli circa l’eventuale

ripercussione dei nuovi salari sul diritto alla rendita Lainf del 18% (cfr. STF

8C_535/2018 del 29 ottobre 2018 consid. 6.3.4.).

In

simili condizioni, il TCA ritiene che l’assicurato abbia violato il proprio

obbligo di comunicare ogni cambiamento importante delle condizioni determinanti

per il diritto alle prestazioni di cui all’art. 31 LPGA (cfr. consid. 2.4.).

La

violazione commessa dal ricorrente configura una negligenza grave, per cui

l’invocata buona fede non deve essere ammessa relativamente al mancato annuncio

degli aumenti di salario a far tempo dal maggio 2012.

2.8

Alla

luce di quanto sopra esposto, il TCA, non potendo riconoscere la buona fede del

ricorrente, primo presupposto per ottenere un eventuale condono, deve

confermare la decisione su opposizione del 13 dicembre 2018 emessa dalla CO 1.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti