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Decisione

35.2020.66

Decisione con la quale l'assicuratore ha rifiutato la propria responsabilità in relazione al danno al ginocchio non può essere confermata. Necessità di una perizia indipendente, che valuti se i disturbi al ginocchio siano prevalentemente dovuti a usura o malattia oppure no

1 marzo 2021Italiano42 min

raccomandazioni della commissione ad hoc danni LAINF/OLAA”, aggiungendo che, quanto

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

35.2020.66

cr

Lugano

1 marzo 2021

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Cinzia Raffa Somaini, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 13 luglio 2020 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 9 giugno 2020 emanata da

CO 1

in materia di assicurazione contro gli infortuni

ritenuto, in fatto

1.1. In data 25 maggio 2019 RI 1,

nato nel 1990, custode delle __________ presso il comune di __________ dal 2015

- e perciò assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie

professionali presso CO 1 – mentre stava giocando a calcio ha, secondo quanto

risulta dall’annuncio di infortunio del 27 maggio 2019 mosso “in modo anomalo il

ginocchio destro procurandosi una distorsione” (cfr. doc. 7).

In un primo momento, fondandosi

sulla valutazione del proprio servizio medico, l’assicuratore infortuni ha

assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

Da notare come dalla documentazione

medica agli atti emerga che l’assicurato, nel 2013, avesse già subito un

intervento chirurgico al ginocchio destro (e meglio: “operazione: ricostruzione

plastica LCA con semi-tendinoso gracile Thig Rope ginocchio dx; plastica Notch

gola intercondilica ginocchio dx; artroscopia diagnostica ginocchio dx”) ad

opera del dr. Lafranchi, motivato dalla diagnosi di “instabilità su rottura

completa LCA ginocchio destro” (cfr. rapporto operatorio del 6 novembre 2013,

doc. A4).

Altrettanto necessario

rilevare che dall’attento esame dell’intera documentazione all’incarto risulti

come l’interessato abbia annunciato all’assicuratore LAINF unicamente l’evento

dannoso del maggio 2019 (oggetto della presente vertenza come da decisione su

opposizione impugnata), limitandosi solo in sede ricorsuale a riferire - e a

pretendere il corrispondente diritto a prestazioni - di un secondo episodio

avvenuto nel mese di agosto 2019, mai citato prima di allora (cfr. doc. I).

1.2. Dopo nuova valutazione da

parte del servizio medico fiduciario, con decisione formale del 6 febbraio 2020

concernente esclusivamente l’avvenimento del 25 maggio 2019 (come espressamente

indicato nell’oggetto della decisione stessa, cfr. doc. 40) l’assicuratore

LAINF ha rifiutato il diritto a prestazioni – senza comunque richiedere alcuna

restituzione di quanto già corrisposto - considerando che l’evento del 25

maggio 2019 non possa essere ritenuto un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA e

che le lesioni diagnosticate, benché rientrino tra quelle figuranti nella lista

di cui all’art. 6 cpv. 2 LAINF, siano state causate in maniera preponderante da

usura (doc. 40).

A

seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1, rappresentante

dell’interessato - con la quale è stato evidenziato come l’evento annunciato configuri

senza ombra di dubbio un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA, aggiungendo, in

via subordinata, che le prestazioni andrebbero comunque riconosciute ai sensi

dell’art. 6 cpv. 2 LAINF, visto che l’assicurato si era pienamente ristabilito

dopo l’intervento al ginocchio destro del 2013 e non aveva più accusato

problemi fino all’infortunio del maggio 2019 - in data 9 giugno 2020 CO 1 (di

seguito: CO 1), facendo espresso riferimento quale oggetto di valutazione

all’evento del 25 maggio 2019, ha integralmente confermato la propria

precedente decisione, ritenendo oltretutto irricevibile in quanto carente nella

motivazione l’opposizione riguardo alla nozione di infortunio (cfr. doc. A2).

1.3. Con tempestivo ricorso del 13

luglio 2020, l’assicurato, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto l’annullamento

della decisione impugnata e che l’assicuratore infortuni sia condannato a

corrispondere le prestazioni di legge per i due infortuni del 25 maggio 2019 e

del 19 agosto 2019 (quest’ultimo, come ricordato in precedenza al consid. 1.1.,

citato per la prima volta solo in questa sede).

Sostanzialmente il

patrocinatore dell’assicurato ha contestato il modo di agire

dell’amministrazione, la quale, dopo avere dapprima regolarmente assunto il

caso, ha poi, in maniera inspiegabile, cambiato opinione al momento della

richiesta di copertura dei costi di un secondo intervento programmato per il

mese di febbraio 2020.

Il legale ha sottolineato

come in entrambe le occasioni annunciate all’assicuratore infortuni (maggio

2019 e agosto 2019) l’assicurato sia chiaramente rimasto vittima di movimenti

scoordinati, inequivocabilmente da riconoscere quali infortuni. Nel primo caso,

mentre giocava a calcio, dopo un movimento non prevedibile, l’interessato ha

subito una lesione al ginocchio destro; nel secondo caso, parimenti, durante un

esercizio di salto in avanti, lo stesso è atterrato male, ciò che evidentemente

è il risultato di un movimento scoordinato.

Il legale ha aggiunto che,

nella denegata ipotesi in cui non dovessero venire assunti gli eventi annunciati

a titolo di infortunio, l’assicuratore LAINF sarebbe comunque tenuto a

corrispondere le prestazioni sulla base dell’art. 6 cpv. 2 LAINF.

Il patrocinatore

dell’interessato ha, infatti, evidenziato che CO 1 ha, a torto e senza valida

giustificazione, ritenuto che la lesione al ginocchio destro dell’assicurato,

rientrante nell’elenco delle lesioni parificate, sia da attribuire in maniera

preponderante ad usura.

A tale proposito, il legale

ha sottolineato come spetti all’assicuratore infortuni dimostrare con

verosimiglianza preponderante che un evento sia stato causato prevalentemente da

usura o malattia, ciò che, nel caso di specie, CO 1 non ha fatto. I pareri espressi,

in merito, in data 2 ottobre 2019 e 24 gennaio 2020, dal medico fiduciario dr. __________

non possono, difatti, a suo modo di vedere, essere considerati probanti, risultando

carenti dal profilo delle motivazioni, di difficile comprensione e, oltretutto,

contraddittori (doc. I).

1.4. CO

1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga dichiarata parzialmente

irricevibile, per quanto concerne la nozione di infortunio, e respinta, per il

resto, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di

diritto (doc. III).

1.5. Con replica spontanea del 4

settembre 2020, il patrocinatore dell’assicurato ha chiesto che venga

integralmente rigettata la risposta di causa dell’amministrazione e che

l’assicuratore LAINF sia condannato a corrispondere all’interessato le

prestazioni di legge per gli infortuni da lui patiti in data 25 maggio 2019 e

19 agosto 2019 (doc. V).

1.6. CO 1, con duplica del 15

settembre 2020, ha insistito nel chiedere che il ricorso venga dichiarato

irricevibile con riferimento alla nozione di infortunio e respinto per quanto

riguarda i rimanenti punti (doc. VII).

Queste considerazioni dell’amministrazione sono state trasmesse

all’assicurato (doc. VIII), per conoscenza.

in diritto

2.1. L’oggetto della lite è sapere

se l’assicuratore LAINF convenuto era legittimato a negare la propria

responsabilità relativamente al danno alla salute interessante il ginocchio

destro derivante dall’evento del 25 maggio 2019, oppure no.

Esula, per contro, dalla

presente vertenza, l’evento verificatosi in data 19 agosto 2019, non oggetto

della decisione su opposizione impugnata - e, del resto, invocato dal legale

dell’interessato unicamente in sede ricorsuale - in merito al quale spetterà

all’Istituto assicuratore determinarsi in separata sede.

2.2. Secondo l’art. 6 cpv. 1

LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni

assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non

professionali e di malattie professionali.

L'assicurazione

effettua le prestazioni anche per le lesioni corporali parificabili ai

postumi d’infortunio esaustivamente enumerate al cpv. 2 del medesimo articolo.

2.3. L'art. 4 LPGA così definisce

l'infortunio:

" È

considerato infortunio qualsiasi influsso dannoso, improvviso e involontario,

apportato al corpo umano da un fattore esterno straordinario che comprometta la

salute fisica o psichica o che provochi la morte."

Questa definizione

riprende, nella sostanza, quella che era prevista all'art. 9 cpv. 1 vOAINF -

disposizione abrogata dall'ordinanza sull'assicurazione contro gli infortuni

dell'11 settembre 2002 (RU 2002 3914), in vigore dal 1° gennaio 2003 - di modo

che la relativa giurisprudenza continua ad essere applicabile.

Cinque sono dunque gli

elementi costitutivi essenziali dell'infortunio:

" - l'involontarietà

- la repentinità

- il danno alla salute (fisica o psichica)

- un fattore causale esterno

- la straordinarietà di tale fattore"

(cfr.

Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents (LAA),

Losanna 1992, p. 44-51)

Scopo

della definizione è di tracciare un chiaro confine tra infortunio e malattia.

2.4. Si evince dalla nozione

stessa di infortunio che il carattere straordinario non concerne gli effetti

del fattore esterno ma unicamente il fattore esterno in quanto tale

(cfr. RAMI 2000 U 374, p. 176).

Pertanto, è irrilevante il

fatto che il fattore esterno abbia causato delle affezioni gravi o inabituali.

Il fattore esterno è

considerato come straordinario quando eccede, nel caso concreto, il quadro

degli avvenimenti e delle situazioni che si possono, obiettivamente, definire

quotidiane o abituali (DTF 122 V 233 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61

consid. 2b, 118 V 283 consid. 2a; RAMI 1993 p. 157 ss. consid. 2a).

Vi è infortunio unicamente

se un fattore esterno ha agito sul corpo. L'evento

deve accadere nel mondo esterno.

Quando il processo lesivo

si svolge all'interno del corpo umano, senza l'intervento di agenti esterni,

l'ipotesi di un evento infortunistico è data essenzialmente in caso di sforzo

eccessivo o di movimenti scoordinati.

La giurisprudenza esige,

perché si possa ammettere il fattore causale di sforzi eccessivi, che essi

superino in modo evidente le sollecitazioni cui la vittima è normalmente

esposta e alle quali, per costituzione, consuetudine o addestramento, essa è

abitualmente in grado di resistere.

Da un altro lato, per

poter ritenere che lesioni corporali siano state causate da movimenti

scombinati o incongrui, gli stessi devono essersi prodotti in circostanze

esterne manifestamente insolite, impreviste e fuori programma. Carente è

altrimenti la straordinarietà del fattore esterno causale, con la conseguenza

che non tutte le caratteristiche di un infortunio sono realizzate (DTF 122 V

232 consid. 1, 121 V 38 consid. 1a, 118 V 61 consid. 2b, 283 consid. 2, 116 V

138 consid. 3a e b, 147 consid. 2a; RAMI 1993 U 165, p. 59 consid. 3b).

2.5. Conformemente

alla giurisprudenza, tocca all'assicurato rendere verosimile l'esistenza, in

concreto, di tutti gli elementi costitutivi d'infortunio.

Quando

l'istruttoria (sull'obbligo dell'amministrazione di compiere adeguati

accertamenti cfr. SVR 2008 UV Nr. 12) non permette di ritenere accertati,

perlomeno secondo il grado della verosimiglianza preponderante - la semplice

possibilità non basta - tali elementi, il giudice constata l'assenza di prove o

di indizi e, quindi, l'inesistenza giuridica dell'infortunio (cfr. DTF 114 V

305ss. consid. 5b, 116 V 136ss. consid. 4b, 111 V 201 consid.

6b; RAMI 1990 U 86, p. 50; A. Bühler, Der Unfallbegriff, in A. Koller

(Hrsg.), Haftpflicht- und Versicherungsrechtstagung 1995, S. Gallo 1995, p.

267).

Gli

stessi principi sono applicabili alla prova dell'esistenza di una lesione

parificata ad infortunio (DTF 114 V 306 consid. 5b; 116 V 141 consid. 4b).

2.6. Secondo la costante

giurisprudenza federale, se non vi sono avvenimenti insoliti («ohne besonderes Vorkommnis»), la straordinarietà del fattore e dunque

l'infortunio deve essere negato in caso di ferimento durante un'attività

sportiva (cfr. DTF 130 V 118; RAMI 2004 pag. 84; RAMI 2004 pag. 541; STF U 313/04 del 1° febbraio 2005)

Su questo tema e per un

riassunto della giurisprudenza nei diversi sport, cfr. D. Cattaneo, "Sport

e assicurazioni sociali" in Diritto senza devianza. Ed. Cancelleria dello

Stato del Canton Ticino e Helbing & Lichtenhahn. Basilea,

Ginevra, Monaco, 2006 pag. 263 seg. (283 seg.) e

"Sport et assurances sociales" in Cahiers genevois et romands de sécurité sociale (CGRSS) N° 45 2010 pag.

119-168.

Ad

esempio il fattore esterno straordinario è stato negato dal TF per il danno

alla salute insorto durante una partita di pallavolo (RAMI 2004 pag. 535 seg. =

plaidoyer 2004 pag. 74 -74).

Più precisamente l'Alta Corte

ha stabilito che l'esistenza di un fattore esterno straordinario, inteso quale

fuori programma («movimento scoordinato») ostacolante il

normale ed usuale processo motorio, dev'essere negata nel caso di una caduta

dopo un salto durante una partita di pallavolo.

Il

TF ha invece ammesso l'infortunio a proposito di un danno alla salute insorto

durante una partita di pallamano (cfr. STF

U 96/03 del 7 luglio 2004).

In una sentenza pubblicata in

DTF 130 V 117 (= RAMI 2004 pag. 270 seg.) il TF ha ammesso l'esistenza di un

fattore esterno straordinario, inteso quale fuori programma («movimento scoordinato») ostacolante il normale ed usuale processo

motorio, nel caso di un check alla balaustra durante un incontro di disco su

ghiaccio, di cui è stato vittima un giocatore dilettante.

In una sentenza pubblicata in

DTF 134 V 81 l'Alta Corte ha ricordato in quali particolari circostanze è stato

riconosciuto come infortunio l'evento accaduto ad uno sciatore.

In una sentenza pubblicata in

SVR 2008 UV Nr. 12 il Tribunale federale ha negato il carattere infortunistico

ad un evento intervenuto durante una partita di calcio. La nostra Massima

Istanza ha stabilito che siccome non è stato provato che il giocatore sia

rimasto impigliato al suolo tirando un traversone, difetta il carattere

straordinario del fattore esterno, ragione per cui un infortunio nel senso

giuridico non è dato.

Al riguardo il Tribunale

federale ha sviluppato le seguenti considerazioni:

"

5.2.1 Den

vorinstanzlichen Erwägungen ist beizupflichten. Wenn der Versicherte am 26.

Oktober 2004 im Fragebogen der National, in dem eine präzise Schilderung

verlangt wurde, angab, er sei beim Flankenball eventuell mit dem Fuss hängen

geblieben, so ist dieser Unfallhergang zwar nicht gänzlich ausgeschlossen,

jedoch nicht mit dem notwendigen Beweisgrad der überwiegenden

Wahrscheinlichkeit dargetan. Dies umso mehr, als er die Frage "Ist dabei

etwas ungewöhnliches geschehen? (z.B. anprallen, ausrutschen usw.)"

unbeantwortet liess und auch in der Unfallmeldung der Arbeitgeberin vom 14.

Oktober 2004 keine Rede war von einem Hängenbleiben mit dem Fuss oder einem

Sturz. Es ist nicht nachvollziehbar, warum der Versicherte nicht bereits im

Fragebogen am 26. Oktober 2004 mit Bestimmtheit ein Hängenbleiben mit dem Fuss

hätte angeben sollen, wenn dies tatsächlich passiert wäre. Es überzeugt nicht,

wenn er erst am 22. März 2005, nachdem die National mit Schreiben vom 7.

Februar 2005 das Vorliegen eines äusseren Faktors (wie z.B. eines Schlages,

Falls, Sturzes usw.) verneint hatte, mit Sicherheit ein Hängenbleiben mit dem

Fuss beschrieb; Gleiches gilt für den von ihm erstmals vorinstanzlich

behaupteten Sturz. Aus den ärztlichen Berichten kann ein solcher Unfallhergang

nicht abgeleitet werden. Hieran ändert nichts, dass Dr. med. G.________ im

Bericht vom 6. Oktober 2004 von einem Sturz des Versicherten beim Fussball

sprach, da in erster Linie die eigenen Angaben des Versicherten zum

Unfallhergang gegenüber der National massgebend sind. Unter den gegebenen

Umständen ist es nicht zu beanstanden, wenn diese und die Vorinstanz ohne

weitere Abklärungen ein Hängenbleiben mit dem Fuss am Boden verneinten (vgl.

auch RKUV 2004 Nr. U 515 S. 418 E. 2.2.3

f.).

Soweit der Versicherte sich erstmals

letztinstanzlich auf Zeugen zum Hergang des Ereignisses vom 3. Oktober 2004

beruft, geht daraus klar hervor, dass er mit dieser Art der Prozessführung

einzig bezweckte, der National die Gehörsrechte abzuschneiden oder zu verkürzen

und der Vorinstanz die Beweiswürdigung zu verunmöglichen. Dieses Vorgehen

stellt ein widersprüchliches sowie zweckwidriges und daher

rechtsmissbräuchliches Verhalten dar, das verfahrensrechtlich unbeachtlich

bleiben muss (vgl. BGE

121 II 97 E. 4 S. 103, 120

II 105 E. 3a S. 108; Urteile des Eidg. Versicherungsgerichts U 270/04 vom 24.

Februar 2005, E. 2.2.2, und U 66/04 vom 14. Oktober 2004, E. 2.2.3).

5.2.2 Nach dem Gesagten wurde der

Bewegungsablauf des Versicherten beim Ereignis vom 3. Oktober 2004 nicht durch

etwas Programmwidriges oder Sinnfälliges wie Ausgleiten, Stolpern,

reflexartiges Abwehren eines Sturzes usw. gestört. Damit mangelt es am Merkmal

der Ungewöhnlichkeit des Geschehens (BGE 130 V 117

f. E. 2.1 und 2.2 Ingress; RKUV 1999 Nr. U 333 S. 195 E. 3c/aa und dd),

weshalb - mit der Vorinstanz - ein Unfall im Sinne von Art. 4 ATSG zu verneinen

ist. Die Einwendungen des Versicherten vermögen an diesem Ergebnis nichts zu

ändern."

In una sentenza

8C_186/2011 del 26 luglio 2011 il Tribunale federale ha stabilito che un

assicurato che si procura il danno alla salute sopraggiunto effettuando un

dribbling durante una partita di calcio non costituisce un infortunio (cfr.

consid. 6.3: "Ein Zweikampf ist beim Fussball nicht ungewöhnlich, und

etwas Besonderes hat sich dabei, namentlich aufgrund der Angaben der

Beschwerdeführerin selber, nicht zugetragen. Eine

"falsche Bewegung", wie beschwerdeweise geltend gemacht wird, genügt

dazu nicht. Der mangelnde Nachweis eines Unfalls lässt sich im Übrigen in der

Regel nicht durch medizinische Feststellungen ersetzen (BGE 134 V 72 E. 4.3.2.2 S. 81). Ohnehin räumt indessen auch Prof. Dr. med.

M.________ in seiner Stellungnahme vom 18. November 2009 ein, dass keine

Einwirkung von aussen auf den Körper stattgefunden habe, sondern die erlittene

Verletzung durch eine erhöhte Kraftanstrengung bedingt sei.").

In una sentenza

35.2008.20 del 21 agosto 2008 il TCA ha negato l'esistenza di un infortunio nel

caso di un assicurato che giocava, da dilettante, al disco su ghiaccio

argomentando:

"

(…)

Alla luce della giurisprudenza appena esposta, anche

nella presente fattispecie, visto che l'assicurato si è procurato il danno alla

salute al ginocchio destro effettuando normali movimenti per chi pratica

l'hockey, e cioè il girarsi di colpo per cambiare direzione in qualità di

difensore nel corso di una partita (evento del novembre 2006), rispettivamente,

il girarsi di colpo durante un allenamento mentre andava in avanti e indietro

lungo la pista (evento del 7 agosto 2007), senza nessun contatto fisico con un

compagno di squadra e/o una violazione delle regole del gioco (cfr. consid.

2.8) questo Tribunale ritiene che non siamo in presenza di un fattore esterno straordinario

e quindi di un infortunio ai sensi dell'art. 4 LPGA. (…)"

Alla stessa conclusione il TCA

è arrivato in una sentenza 35.2007.4 del 21 giugno 2007

a proposito di un assicurato che si è fratturato un dito del piede dopo un

salto durante un allenamento di basket senza nessun contatto fisico con un

compagno e/o una violazione delle regole del gioco.

Parimenti negata l’esistenza

di un infortunio nel senso giuridico del termine in una sentenza 35.2012.71 del

15 novembre 2012, concernente un assicurato, allenatore amatoriale di una squadra

Under 17, il quale, nel calciare al suo portiere, in fase di allenamento, un quarantesimo

tiro, aveva risentito uno strano rumore al ginocchio destro.

2.7. Nella presente fattispecie, dall'annuncio

di infortunio del 27 maggio 2019 emerge che il danno alla salute si è prodotto

mentre RI 1 stava giocando a calcio e precisamente “durante una partita di

calcio muoveva in modo anomalo il ginocchio destro procurandosi una

distorsione” (cfr. doc. 7).

Chiamato dall’assicuratore

LAINF, in data 27 maggio 2019, a meglio precisare le circostanze dell’evento

(cfr. doc. 3), dopo due solleciti dell’8 agosto 2019 (cfr. doc. 14) e del 29

agosto 2019 (cfr. doc. 15), in data 10 settembre 2019 l’assicurato ha così

risposto alle domande del “Questionario nozione di infortunio”:

" 1. Nel corso di quale attività e in quali circostanze ha subito le

lesioni corporali?

Durante una partita di calcio. Facendo un

movimento con il corpo mi sono procurato una distorsione nel ginocchio destro.

2. Luogo, data e ora della sopravvenienza

dell’evento?

Sabato 25.05.2019.

Centro sportivo __________. Ore 19.10.

3. Quando ha accusato i dolori per la prima volta?

Sabato 25.5.2019.

Subito dopo la distorsione del ginocchio.

4. Se i dolori sono apparsi quando sollevava o

portava un carico: genere e peso del carico?

No.

5. Si trattava per lei di un’attività abituale?

Si è svolta in condizioni normali?

È accaduto qualcosa di particolare (colpo, caduta,

scivolata, ecc.)? Se sì, ne dia una descrizione esatta:

Sì, era un’attività abituale.

Condizioni regolari, con terreno un po’ bagnato.

Nulla di particolare, in un movimento classico

(abituale) mi si è girato il ginocchio.

6. Chi ha assistito al fatto?

(nome e indirizzo dei testimoni)?

22 persone che frequentavano la stessa attività

(partita di calcio)

7. È nuovamente abile al lavoro?

A decorrere da quando e in quale misura?

La cura è terminata?

Sono rimasto inabile al lavoro fino al 10.6.2019.

Poi ho iniziato una cura riabilitativa di

fisioterapia.

No, la cura non è terminata.

8. Nome della Cassa malati o dell’assicurazione

perdita di salario in caso di malattia?

__________.” (Doc. 17)

Alla luce di questa

descrizione dei fatti, l’assicuratore LAINF – dopo avere, in un primo momento,

con scritto del 3 ottobre 2019, comunicato all’assicurato di accettare di riconoscere

le spese ospedaliere, con alcune limitazioni (doc. 27) - con decisione del 6

febbraio 2020 ha rifiutato di assumere l’evento, non configurando lo stesso un

infortunio ai sensi di legge.

L’Istituto assicuratore ha,

difatti, considerato che “nel caso specifico non si è prodotto nulla di

particolare, ovvero i dolori sono apparsi durante un movimento abituale, per

cui dobbiamo concludere che è assente una causa esterna straordinaria. Non

siamo dunque in presenza di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA” (cfr. doc.

40).

Il patrocinatore dell’assicurato ha contestato tale decisione,

rilevando, in sede di opposizione, come sarebbe stata “unicamente presa in

considerazione – e totalmente estrapolata dal contesto, un’unica, estemporanea

affermazione resa dal RI 1”, mentre in realtà quanto avvenuto “ottempera a

tutti i requisiti prefissati dall’art. 4 LPGA” (doc. 49).

Con la decisione su opposizione qui impugnata,

l’assicuratore infortuni ha dichiarato irricevibile l’opposizione del legale

dell’interessato per quanto riguarda il rifiuto di riconoscere il carattere di

infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA all’evento del 25 maggio 2019, non essendo

motivata. L’amministrazione ha, in particolare, rilevato che:

" 2.7. La motivazione da parte di un rappresentante professionale lascia

alquanto a desiderare.

In effetti, l’avvocato non spiega minimamente per

quali ragioni e sulla base di quali elementi l’evento sia da considerare

infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA limitandosi a ripetere il testo legale

senza apportare alcun elemento concreto.

2.8. Allo stesso titolo, il rappresentante legale contesta,

senza citarla, la descrizione dell’infortunio fatta dall’assicurato ed omette

di contrapporre la propria versione dei fatti ed apportare le prove necessarie.

Ricordiamo inoltre che “l’unica estemporanea

affermazione” è stata data in maniera identica al datore di lavoro (consid.

1.2), al nostro questionario (consid. 1.3) ed al medico dei primi soccorsi

(consid. 1.4).

La dinamica dell’evento essendo stata confermata più

volte e da più fonti, è chiara e non necessita di ulteriori investigazioni.

Senza entrare nel merito, ricordiamo inoltre la

giurisprudenza costante del Tribunale federale che ritiene che le prime

dichiarazioni spontanee della prima ora sono generalmente più imparziali e

affidabili delle rappresentazioni successive, che possono essere

consapevolmente influenzate da considerazioni di diritto assicurativo o di

altro tipo.

2.9. Per questi motivi, l’opposizione alla nozione

di infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA non è motivata e dev’essere dichiarata

irricevibile.” (Doc. A2)

2.8. In sede

ricorsuale, il legale dell’assicurato ha contestato questa decisione, rilevando

come l’assicuratore LAINF abbia cambiato inspiegabilmente opinione,

riconoscendo in un primo momento che l’evento annunciato adempisse ai requisiti

della nozione di infortunio (cfr. decisione del 3 ottobre 2019), salvo poi

ritornare sui propri passi, senza giustificazione, “limitandosi a rinviare alle

dichiarazioni – estemporanee e travisate – rese dal sig. RI 1 nel formulario di

notifica dell’infortunio” (doc. I).

A comprova delle proprie

pretese, il patrocinatore dell’interessato ha trasmesso un referto dell’8

luglio 2020, a lui indirizzato dal dr. __________, spec. FMH in chirurgia

ortopedica, del seguente tenore:

" (…) le scrivo in merito al paziente in epigrafe il quale ha presentato

una re-rottura del trapianto del legamento crociato anteriore del ginocchio

destro con associata lesione meniscale in seguito ad un trauma giocando a

calcio durante l’estate scorsa. Il paziente ha necessitato di una chirurgia di

revisione in due tempi chirurgici con attualmente eccellente evoluzione. Da un

punto di vista specialistico si tratta chiaramente di una lesione dovuta ad un

trauma distorsivo anche se il paziente ha probabilmente descritto male l’evento

nella denuncia di infortunio all’Assicurazione CO 1.

Trovo la situazione ancora più assurda dal momento

che l’assicurazione CO 1 ha accettato e coperto il caso come infortunio già per

il primo intervento.” (Doc. A14)

Il legale ha poi rilevato come, in ogni caso,

dottrina e giurisprudenza riconoscano la sussistenza del requisito relativo al

fattore esterno straordinario anche nel caso in cui si sia verificato un

movimento scoordinato, ciò che è quanto avvenuto all’assicurato. Egli, infatti,

ha rilevato che “l’episodio del maggio 2019 descritto dal sig. RI 1 non sarebbe

certamente accaduto senza che il corpo dell’assicurato si fosse mosso in modo

non prevedibile, comportando una prima lesione al ginocchio destro. Ciò è

ancora più evidente, a non averne dubbio alcuno, nella descrizione del secondo

evento, quello di agosto 2019; descrizione che l’assicurazione ed il suo perito

non hanno preso in minima considerazione al fine della valutazione della

fattispecie, nonostante il dr. __________, nel proprio scritto del 12 settembre

2019, indirizzato all’assicurazione, avesse così descritto l’evento in parola:

“durante un esercizio di salto in avanti è atterrato male (19.8.2019) ed ha

subito una seconda ampia distorsione di questo ginocchio con fuoriuscita e

subito gonfiore”. Il fatto di “atterrare male” non può che essere parificato, a

mente degli scriventi, ad un movimento scoordinato del corpo, non prevedibile,

equiparabile ad un inciampamento o ad uno scivolamento. Di conseguenza i due

eventi di maggio 2019 e agosto 2019 patiti dall’assicurato sono assumibili –

anche per questa ulteriore ragione – quali infortuni ai sensi dell’art. 4 LPGA”

(doc. I)

Con la risposta di causa,

l’assicuratore infortuni ha ribadito la propria posizione, osservando quanto

segue:

" Ricordiamo come l’opposizione sulla nozione di infortunio sia stata

dichiarata irricevibile non soddisfando i requisiti minimi di motivazione

dell’art. 1 cpv. 1 OPGA.

Parafrasando la giurisprudenza del DTF 134 V 162,

consid. 4.1, si deve ammettere che un mandatario professionale debba conoscere

le esigenze minime poste dalla legge.

Nella fattispecie, l’avvocato ha ricevuto mandato di

rappresentare il sig. RI 1 il 21.02.2020 e ha formulato opposizione alla

scadenza del termine, ovvero il 5.03.2020 (doc. 49). Tuttavia, non ha mai

richiesto, né avuto a sua disposizione, l’incarto amministrativo fino alla sua

richiesta del 09.06.2020 (doc. 54), ovvero dopo la notifica della decisione su

opposizione.

È lampante alla lettura dell’opposizione che essa

non sia per nulla argomentata sulla nozione d’infortunio, né contenga elementi

che erano già facilmente a disposizione dell’avvocato, si pensa in particolare

alla seconda versione dei fatti o al preteso infortunio del mese di agosto,

fino a quel momento mai notificato alla CO 1, né per dichiarazione del datore

di lavoro (doc. 8), né nel formulario nozione d’infortunio compilato dal sig. RI

1 dopo la data del preteso secondo infortunio (doc. 17).

Vista la formulazione all’ultimo giorno del termine

legale dell’opposizione da parte di un rappresentante professionale, e vista

l’assenza di motivazione contro la nozione d’infortunio, sia l’assenza di una

richiesta di proroga per completare la motivazione, la giurisprudenza

precedentemente esposta non permette la fissazione di un termine adeguato per

rimediare al vizio.

Ne consegue che, dichiarato irricevibile

l’opposizione su questo punto, la decisione è parzialmente cresciuta in

giudicato (DTF 119 V 359, consid. 1b).

Pertanto, il ricorso dev’essere dichiarato

parzialmente irricevibile per quanto concerne la nozione d’infortunio.” (Doc.

III)

Con replica spontanea del 4 settembre 2020, il

legale dell’assicurato ha definito “mal riposte, strumentali e irrite” le

censure dell’amministrazione circa la presunta parziale irricevibilità del

ricorso dell’interessato, sottolineando come il ragionamento di controparte

impedirebbe di ottenere un secondo parere da parte di un’autorità decisionale

giudiziaria, oltre che l’emissione di una decisione contro la quale poter

ricorrere (doc. V).

Con duplica del 15 settembre 2020, l’amministrazione

ha integralmente confermato quanto già esposto nella risposta di causa,

ribadendo che i requisiti minimi di motivazione da parte di un mandatario

professionale non siano stati adempiuti nell’opposizione. L’assicuratore LAINF

ha precisato che “nel caso di un’opposizione simile da parte di un assicurato

non assistito da un professionista, l’assicuratore avrebbe assegnato un congruo

termine per motivare l’opposizione, conformemente all’art. 10 cpv. 5 OPGA. Ne

va diversamente per un professionista remunerato” (doc. VII).

2.9. Chiamato a pronunciarsi, questo

Tribunale deve concludere che - al di là della questione concernente la

sufficiente o meno motivazione addotta in sede di opposizione dal

rappresentante legale contro il rifiuto dell’amministrazione di riconoscere

all’evento annunciato nel maggio 2019 il carattere di infortunio, questione che

può rimanere aperta - alla luce della legge e della giurisprudenza citate in

precedenza (cfr. consid. 2.6., in particolare la SVR 2008 UV Nr. 12 e la STF

8C_186/2011 del 26 luglio 2011), nel caso di specie non siamo in presenza di un

infortunio nel senso giuridico del termine.

L’assicurato stesso ha,

difatti, in maniera inequivocabile affermato che al momento di comparsa dei

dolori non era avvenuto nulla di particolare, confermando che egli stava

compiendo un movimento abituale (cfr. doc. 17).

A ragione l’amministrazione ha,

quindi, escluso l’esistenza di un infortunio ai sensi dell’art. 4 LPGA, in

difetto di un fattore esterno straordinario.

2.10. Resta, quindi,

da stabilire se il danno al ginocchio destro deve essere assunto oppure no

dalla CO 1 a titolo di lesione parificabile ai postumi d'infortunio ai sensi

dell'art. 6 cpv. 2 LAINF.

Giusta

l’art. 6 cpv. 2 LAINF, introdotto nel quadro della revisione della Legge

federale sull’assicurazione contro gli infortuni, entrata in vigore il 1°

gennaio 2017, applicabile al caso di specie visto

che l’evento annunciato dall’interessato è accaduto il 25 maggio 2019,

l’assicurazione effettua le prestazioni anche per le lesioni corporali seguenti

– fratture (lett. a), lussazioni di articolazioni (lett. b), lacerazioni del

menisco (lett. c), lacerazioni muscolari (lett. d), stiramenti muscolari (lett.

e), lacerazioni dei tendini (lett. f), lesioni dei legamenti (lett. g) e

lesioni del timpano (lett. h) - a condizione che non siano dovute

prevalentemente all’usura o a una malattia.

Al

riguardo, è utile sottolineare che, rispetto al diritto previgente (cfr. art. 9

cpv. 2 v.OAINF), con il nuovo art. 6 cpv. 2 LAINF il legislatore federale ha

rinunciato al criterio del fattore esterno.

In

una sentenza di principio 8C_22/2019 del 24 settembre 2019, pubblicata in DTF

146 V 51, il Tribunale federale, avuto riguardo all’applicazione dell’art. 6

cpv. 2 LAINF, ha innanzitutto stabilito che se vi è stato un infortunio ex art.

4 LPGA e l’assicurato ha riportato una lesione corporale figurante nell’elenco,

l’assicuratore è tenuto a corrispondere le prestazioni assicurative in base

all’art. 6 cpv. 1 LAINF. Nel caso in cui, invece, non è accaduto un infortunio

ai sensi di legge, ma l’assicurato presenta, comunque, una lesione corporale

giusta l’art. 6 cpv. 2 LAINF, il caso deve essere esaminato dal profilo di quest’ultima

disposizione (consid. 9.1).

In

presenza di una lesione corporale figurante nell’elenco, l'assicuratore è di

principio tenuto a corrispondere le prestazioni assicurative, fintanto che non

dimostra, con il grado della verosimiglianza preponderante, che la lesione in

questione è da ricondurre prevalentemente - ossia in misura maggiore al 50%

(consid. 8.2.2.1) - a usura o malattia (consid. 8.2.2 e 9.1).

Tale

onere probatorio rende, comunque, necessario distinguere tra una lesione

corporale parificata di tipo infortunistico (che deve essere assunta

dall'assicurazione contro gli infortuni) ed una lesione corporale figurante

nella lista, ma causata da usura e malattia (a carico dell’assicuratore contro

le malattie). L’apporto della prova liberatoria presuppone che, nell’ambito

dell’obbligo di accertamento ex art. 43 cpv. 1 LPGA, ricevuta la notifica

relativa ad una lesione parificata ad un infortunio (art. 6 cpv. 2 lett. a-h

LAINF), l’assicuratore chiarisca le circostanze in cui essa si è verificata. Occorre

dunque accertare i dettagli relativi sia alla situazione anteriore, che alla

prima comparsa dei disturbi lamentati dall’assicurato e ponderare, dal punto di

vista medico, gli elementi che depongono in favore, o a sfavore, di un’origine

della lesione dovuta all’usura o alla malattia ed è in tal senso che la

questione a sapere se ha avuto luogo un evento iniziale riconoscibile e

identificabile continua ad essere determinante al fine di circoscrivere

l'obbligo prestativo dell'assicuratore contro gli infortuni rispetto a quello

dell'assicuratore contro le malattie. Se lo spettro delle possibili cause è

costituito esclusivamente da elementi che parlano a favore di un’usura o di una

malattia, ne consegue inevitabilmente che è stata fornita la prova a discarico

dell'assicuratore infortuni e non sono necessari ulteriori chiarimenti (consid.

8.6).

La

prova che una lesione corporale figurante nella lista è dovuta in maniera

prevalente all'usura o a una malattia deve essere considerata fornita anche

quando un assicuratore contro gli infortuni dimostra che un infortunio secondo

l'art. 4 LPGA non è in

nesso di causalità, nemmeno in minima misura, con la lesione in questione e non

esistono indizi che una circostanza avvenuta dopo l'evento potrebbe costituirne

una causa possibile (consid. 9.2).

Sul

tema cfr. pure STF 8C_267/2019 del 30 ottobre 2019 consid. 6; STF 8C_169/2019

del 10 marzo 2020 consid. 5.4 e 5.5; STF 8C_382/2020 del 3 dicembre 2020 e STF

8C_507/2020 del 15 dicembre 2020.

2.11. Dagli atti emerge che

l’assicuratore LAINF, conformemente a quanto valutato dal proprio medico

fiduciario, ha ammesso che le lesioni che presenta l’interessato ricadano tra quelle elencate all’art. 6 cpv. 2 LAINF.

Nell’apprezzamento del

24 gennaio 2020, difatti, il dr. __________ ha espressamente riconosciuto che l’interessato presenta due diagnosi

rientranti nel novero di quelle enumerate all’art. 6 cpv. 2 LAINF e meglio: la

rottura della legamentoplastica del LCA dx, che ricade sotto la lettera g

dell’art. 6 cpv. 2 LAINF, e delle lesioni meniscali laterale e mediale al

ginocchio destro, che rientrano nella lettera c dell’art. 6 cv. 2 LAINF.

Questo aspetto,

pacifico, non è, quindi, oggetto di contestazione.

La lite verte, invece,

sulle cause di tali lesioni.

L’assicuratore

convenuto ha sostenuto che l’art. 6 cpv. 2 LAINF non trovi applicazione - ed ha

quindi negato l’erogazione delle prestazioni assicurative – per il motivo che

“le lesioni corporali sono dovute in maniera preponderante a usura e/o a

malattia” (doc. A2).

Di diverso avviso il

rappresentante legale dell’assicurato, a mente del quale le lesioni presentate

dall’interessato al ginocchio destro sono esclusivamente imputabili agli eventi

annunciati (doc. I).

L’Istituto assicuratore ha fondato la sua posizione sull’apprezzamento

del proprio medico di fiducia, dr. __________, spec. FMH in

chirurgia ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore.

Quest’ultimo,

in data 2 ottobre 2019, ha così risposto alle domande

dell’amministrazione:

" Assicurato di 29 anni, che il 25.5.2019 durante una partita di calcio

(3° liga amatoriale) muove in modo anomalo il ginocchio procurandosi una distorsione.

Diagnosi iniziale gonalgia del ginocchio dx/stato dopo plastica LCA ginocchio

dx (2013). Ci è arrivata una garanzia di ospedalizzazione per un intervento di

artroscopia il 4.10.2019 con meniscectomia mediale, ev. sutura e plastica

spongiosa canali ossei ipsi laterale cresta iliaca in regime Laa + cpllaa

(spese private). Per ora non abbiamo accettato l’intervento in quanto non

sappiamo se si tratta di lesione dovuta a più del 50% a usura o malattia e in

più fino ad oggi non disponevamo della cartella clinica del 2013 (ora

disponibile e in allegato). Causalità: 1a) Esistono dei fattori esterni

all’infortunio? 1b) I problemi attuali sono in nesso causale con l’infortunio?

(certo/probabile/solo possibile/escluso) 1c) In caso di aggravamento di uno

stato morboso anteriore, si può stabilire uno status quo ante/sine? Se sì, da

quando?

Risposta alle domande:

1a) Esistono dei fattori esterni all’infortunio?

Sì. Secondo referto della RM del 28.5.2019: ST. dopo

plastica legamentare del legamento crociato anteriore dx con attuale lesione

parziale cronica del neo-legamento su usura cronica con fascicolo elongato.

1b) I problemi attuali sono in nesso causale con

l’infortunio? (certo/probabile/solo possibile/escluso)

Con probabilità preponderante: Sì, nel senso di un

peggioramento non solo temporaneo, ma direttivo dello stato morboso

preesistente con rottura parziale del neolegamento cruciato anteriore

all’occasione dell’infortunio del 26.5.2019 e rottura completa del neolegamento

cruciato anteriore all’occasione del secondo infortunio del 19.8.2019.

1c) In caso di aggravamento di uno stato morboso

anteriore, si può stabilire uno status quo ante/sine? Se sì, da quando?

No, status quo non raggiunto (vedi 1B: peggioramento

direttivo).” (Doc. 26)

Ricevuto lo scritto del 15

gennaio 2020, con il quale il dr. __________, spec. FMH in chirurgia

ortopedica, chiedeva il benestare per l’intervento di revisione del crociato

anteriore con tendine 1/3 medio rotuleo programmato per il 12 febbraio 2020

(doc. 36), l’assicuratore LAINF ha nuovamente interpellato il dr. __________.

Dall’apprezzamento del 24

gennaio 2020, risulta quanto segue:

" Abbiamo già sottoposto l’incarto precedentemente. Ci siamo accorti che

le domande poste non erano corrette poiché a livello assicurologico l’evento

non rappresenta un infortunio ai sensi LAINF. Per questa ragione l’incarto deve

essere analizzato unicamente dal punto di vista delle lesioni parificabili a

infortunio secondo l’art. 6 cpv. 2 LAINF. Le nostre domande sono dunque: 1.

Quali sono le diagnosi? 2. Di queste, quali rientrano nella lista 6.2. 3. Per

le diagnosi 6.2, individualmente, quali sono dovute in maniera preponderante

51% a malattia o a usura. 4. Se sì alla domanda precedente le due operazioni

(una già effettuata, l’altra prevista il 20.02.2020, per la quale viene

richiesta garanzia) sono dovute a lesione 6.2. senza preponderanza di usura o

malattia. 5. Se sì alla domanda precedente, lo status quo è già raggiunto o

quando lo sarà.

(…).

Risposta alle domande

1. Quali sono le diagnosi?

Rottura del trapianto tendineo dopo plastica legamentare del

legamento crociato anteriore dx 2013.

Lesione del menisco mediale e laterale ginocchio dx

2. Di queste, quali rientrano nella lista 6.2.?

Rottura della legamentoplastica LCA dx = lett. g

Lesioni meniscali laterale e mediale ginocchio dx = lett. c

3. Per le diagnosi 6.2, individualmente, quali sono dovute in

maniera preponderante 51% a malattia o a usura.

Rottura del trapianto tendineo dopo plastica legamentare del

legamento crociato anteriore dx 2013.

Lesione del menisco mediale e laterale ginocchio dx

Giustificazione:

- rottura della legamentoplastica de LCA dx: secondo i risultati

delle due RM del 28.5.2019 e del 10.9.2019 e secondo i rapporti medici si

tratta di una rottura cronica e non traumatica della legamentoplastica. Secondo

art. 9 OLAA una tale lesione non corrisponde a una lesione parificata a infortunio

secondo art. 6 LAINF. Rimando alle raccomandazioni della commissione ad hoc

danni LAINF/OLAA (https://www.koordination,ch/fileadmin/files/ad-hoc/1986­_86d_2017.pdf;

purtroppo ho trovato solo il link in tedesco)

- lesioni meniscali: secondo i risultati delle due RM del

28.5.2019 e del 10.9.2019 si tratta in maniera preponderante di lesioni

degenerative.

4. Se sì alla domanda precedente le due operazioni (una già

effettuata, l’altra prevista il 20.02.2020, per la quale viene richiesta

garanzia) sono dovute a lesione 6.2. senza preponderanza di usura o malattia.

No. Giustificazione: vedi domanda 3.

5. Se sì alla domanda precedente, lo status quo è già raggiunto o

quando lo sarà.

Non si tratta di lesioni parificate a infortunio (vedi domanda

3).” (Doc, 39)

2.12. In sede ricorsuale, il legale

dell’assicurato ha contestato la “seconda” valutazione del dr. __________,

posta alla base della decisione su opposizione impugnata, rilevando come la

stessa appaia contraddittoria e non sufficientemente motivata.

Il patrocinatore dell’interessato ha, difatti, evidenziato che nel

primo apprezzamento medico del 2 ottobre 2019 il dr. __________ ha espressamente

riconosciuto l’esistenza di un nesso causale tra i disturbi al ginocchio destro

presentati dall’assicurato e l’evento annunciato, mentre nella seconda

valutazione del 24 gennaio 2020, in maniera contraddittoria e priva di chiara

motivazione, ha ritenuto che le lesioni al ginocchio destro siano, invece, da

ricondurre, in modo preponderante, ad evoluzioni degenerative.

Alla luce di queste divergenti e immotivate considerazioni fornite

dal medico fiduciario, il legale ha concluso che l’amministrazione, non avendo ottemperato

all’obbligo di comprovare, con il sufficiente grado di verosimiglianza richiesto

nel diritto delle assicurazioni sociali, che i disturbi dell’interessato siano

riconducibili prevalentemente a usura o malattia, debba corrispondere le

prestazioni.

Il legale ha, comunque, chiesto che, nel caso in cui questo

Tribunale dovesse nutrire dei dubbi circa il carattere prevalentemente

infortunistico delle lesioni accusate dall’assicurato, il TCA ordini una

perizia giudiziaria chiarificatrice (doc. I).

Con la risposta di causa, CO 1, dal canto suo, ha confermato la

correttezza della propria decisione, rilevando come l’assicurato non abbia

contrapposto alle conclusioni del dr. __________ una valutazione medica in

grado di contraddirle (doc. III).

2.13. Chiamata

a pronunciarsi, questa Corte non può confermare la decisione con la quale l’amministrazione

ha negato il diritto alle prestazioni all’assicurato (ritenendo che le lesioni

corporali diagnosticate – rientranti pacificamente tra quelle esaustivamente

enumerate dall’art. 6 cpv. 2 LAINF, in particolare alle lett. g e lett. c –

sarebbero dovute prevalentemente ad usura o a malattia), essendo la stessa

fondata su una valutazione del dr. __________ non sufficientemente precisa e

motivata e, quindi, non attendibile.

In

effetti, su questo aspetto, il TCA deve concordare con il patrocinatore

dell’assicurato nel constatare una certa contraddittorietà nell’agire del

medico fiduciario.

Quest’ultimo,

difatti, nel “primo” apprezzamento del 2 ottobre 2019, ha chiaramente ammesso

che l’evento del 25 maggio 2019 (che ha comportato una rottura parziale del

neolegamento crociato anteriore, ovvero di quello che è stato oggetto nel 2013

del noto intervento di legamentoplastica), e poi quello del 19 agosto 2019 (il

quale ha portato ad una rottura completa dello stesso neolegamento), hanno

causato un peggioramento direzionale (cfr. doc. A8, risposta 1b), salvo

poi, nel successivo apprezzamento del 24 gennaio 2020, ritenere che le lesioni

presentate dall’assicurato al ginocchio destro siano dovute in maniera

preponderante a fattori degenerativi (cfr. doc. A11).

Tale modo di procedere,

del tutto privo di una motivazione in grado di rendere comprensibili le ragioni

che hanno spinto il dr. __________ ad un simile cambiamento di valutazione, non

può essere tutelato da questo Tribunale.

Inoltre,

il TCA rileva che anche la giustificazione fornita dal dr. __________ nella

valutazione del 24 gennaio 2020 a dimostrazione del presunto prevalente peso

causale da attribuire a fattori non traumatici appare eccessivamente stringata

e non esaustiva, così da non consentire a questo Tribunale di determinarsi, con

la necessaria tranquillità, sul tema controverso.

Il dr. __________ ha, difatti, ritenuto che la rottura della

legamentoplastica del LCA dx sia una rottura cronica e non traumatica “secondo

Fatti

i risultati delle due RM del 28.5.2019 e del 10.9.2019” e con “rimando alle

raccomandazioni della commissione ad hoc danni LAINF/OLAA”, aggiungendo che, quanto

alle lesioni meniscali, “secondo i risultati delle due RM del 28.5.2019 e del

10.9.2019 si tratta in maniera preponderante di lesioni degenerative” (cfr.

doc. 39).

Ora,

un rinvio generico ai risultati delle RM, così come pure alle raccomandazioni

della commissione ad hoc danni LAINF, senza ulteriori precisazioni in grado di

motivare le laconiche conclusioni alle quali è giunto il dr. __________, non

appare, a mente del TCA, idoneo a conferire pieno valore probatorio

all’apprezzamento del medico fiduciario, posto a fondamento della decisione su

opposizione qui impugnata.

Il

dr. __________ non ha minimamente spiegato per quali ragioni egli abbia

ritenuto che la malattia o l’usura costituiscano la ragione preponderante

(almeno il 51%) delle lesioni presentate dall’assicurato al ginocchio destro.

La

semplice lettura delle conclusioni riportate nei referti delle RM citati dal

medico fiduciario non è sufficiente per fare chiarezza su questo punto

fondamentale, posto che non risulta che le lesioni meniscali siano prettamente

degenerative, né che la rottura della legamentoplastica sia stata

preponderantemente cronica e non traumatica.

Dal

referto della MRI del 28 maggio 2019, infatti, risulta che:

" Conclusioni

1. In esiti di PLCA

vi è una lesione parziale piuttosto cronica del neo legamento su usura

cronica con fascicolo elongato del neo legamento che risulta ancora

maggiormente integro.

Considerandi

2.

Dopo recente

trauma distorsivo focolaio di edema osseo post-contusivo allo spigolo

posteriore dell’emi piatto tibiale laterale e stiramento capsulare postero

laterale e stiramento del legamento collaterale laterale grado I.

3.

Vi è inoltre una

fessura radiale del corno posteriore del menisco laterale e un discreto

versamento articolare. Non condropatia.” (Doc. 9, corsivo della redattrice)

Il referto del 16

settembre 2019 concernente la MRI del ginocchio destro del 10 settembre 2019

riporta le seguenti conclusioni:

" 1)

rispetto alla precedente analisi è attualmente riconoscibile la fissurazione

del menisco mediale con lesione della radice meniscale associata a distrazione

menisco-capsulare.

2) rispetto al precedente controllo si dimostra attuale lesione

della parte profonda del legamento collaterale-mediale, nel legamento

femoro-meniscale.

3) rispetto al precedente controllo è attualmente riconoscibile

rottura sostanzialmente completa del neo-legamento crociato anteriore.

4) sostanzialmente risolto l’edema della spongiosa ossea del

piatto tibiale laterale, in esiti di lesione da impatto, con attuale

dimostrazione di edema contusivo del piatto tibiale mediale.” (Doc. 19)

Inoltre, il medico

fiduciario non ha espresso alcun tipo di valutazione comparativa atta ad

illustrare, in maniera motivata, in che misura le lesioni oggetto di disamina

siano imputabili a malattia e/o usura, e in quale misura, invece, a cause

traumatiche (a tal proposito, cfr. referto dell’8 luglio 2020 del

dr. __________, doc. A14).

L’apprezzamento del dr. __________

omette completamente di confrontarsi con le possibili opzioni all’origine dei

disturbi dell’interessato, stabilendo, poi, quale sia quella preponderante nel

caso di specie (per un caso analogo, nel quale il medico fiduciario aveva

omesso di procedere in tal senso e il TF ha ritenuto necessario rinviare gli

atti all’assicuratore infortuni affinché accertasse tutte le possibilità alla

base dei disturbi e stabilisse, poi, quali fossero preponderanti nello sviluppo

degli stessi, cfr. STF 8C_382/2020 del 3 dicembre 2020).

In mancanza, dunque, di una

articolata, dettagliata e motivata spiegazione medica da parte del dr. __________,

in grado di dimostrare che l’usura o la malattia - e non una causa traumatica,

come invece inizialmente ritenuto, riconoscendo che gli eventi occorsi

all’interessato abbiano addirittura causato un peggioramento direzionale (cfr.

doc. A8) - abbiano provocato, in maniera preponderante, le lesioni al ginocchio

destro dell’interessato, il TCA non può, quindi, considerare pienamente

probante il parere espresso dal medico fiduciario e, di conseguenza, confermare

il rifiuto delle prestazioni che su di esso si è basato (per un caso in cui

l’Alta Corte ha parimenti considerato non probante l’apprezzamento del medico

fiduciario dell’assicuratore infortuni e rinviato gli atti all’amministrazione

per procedere ad un accertamento peritale esterno chiarificatore, cfr. STF 8C_507/2020

del 15 dicembre 2020).

In simili casi, la

giurisprudenza federale prevede che occorre ordinare una perizia ad opera di un

medico indipendente secondo la procedura di cui all’art. 44 LPGA oppure una

perizia giudiziaria (cfr. STF 8C_456/2010 del 19 aprile 2011 consid. 3; in

questo senso, si veda pure la STF 8C_943/2010 del 9 novembre 2011, consid.

3.2.).

2.14

In una sentenza di principio

9C_243/2010 del 28 giugno 2011, pubblicata in DTF 137 V 210, il Tribunale

federale ha preso posizione sulle critiche rivolte alla giurisprudenza federale

relativa al valore probatorio delle perizie dei Servizi di accertamento medico

(SAM; art. 72bis cpv. 1 OAI), dal profilo della conformità alla CEDU e alla

Costituzione. In quella pronunzia, l’Alta Corte ha pure precisato in quali casi

il Tribunale cantonale deve allestire direttamente una perizia giudiziaria e in

quali altri può rinviare gli atti all'assicuratore per un complemento

istruttorio. In una sentenza 8C_59/2011 del 10 agosto 2011 - dunque successiva

a quella pubblicata in DTF 137 V 210 - emanata in materia di assicurazione

contro gli infortuni, il Tribunale federale ha ribadito i principi sviluppati

nella DTF 135 V 465, in particolare che, in presenza di dubbi circa

l’affidabilità di rapporti allestiti da medici di fiducia, il giudice

(cantonale) è libero di scegliere se ordinare direttamente una perizia

giudiziaria oppure rinviare gli atti all’amministrazione affinché disponga essa

stessa una perizia seguendo la procedura di cui all’art. 44 LPGA:

" Um solche Zweifel auszuräumen, wird das Gericht entweder ein

Gerichtsgutachten anzuordnen oder die Sache an den Versicherungsträger

zurückzuweisen haben, damit dieser im Verfahren nach Art. 44 ATSG eine

Begutachtung veranlasst (BGE 135 V 465 E. 4.6 S. 471).” (STF 8C_59/2011

consid. 5.2)

In una sentenza

8C_412/2019 del 9 luglio 2020 consid. 5.4, la Corte federale ha rinviato la

causa all’assicuratore LAINF (e non al tribunale cantonale che aveva respinto

il ricorso della persona assicurata) affinché disponesse l’esecuzione di una

perizia ai sensi dell’art. 44 LPGA, precisando che laddove esistano dubbi circa

l’attendibilità e la pertinenza della valutazione del medico fiduciario, spetta

in primo luogo all’assicuratore contro gli infortuni procedere a ulteriori atti

istruttori per determinare d’ufficio i fatti determinanti e, se del caso,

assumere le prove necessarie prima di emanare la decisione (art. 43 LPGA):

" Lorsqu’il existe des doutes sur la fiabilité et la pertinence de

l’appréciation du médecin-conseil, il appartient en premier lieu à

l’assureur-accidents de procéder à des instructions complémentaires pour

établir d’office l’ensemble des faits déterminants et, le cas échéant,

d’administrer les preuves nécessaires avant de rendre sa décision (art. 43 al.

1.

LPGA; ATF 132 V 368 consid. 5 p. 374; arrêt 8C_401/209 du 9 juin 2020 consid.

5.3.3

et ses références).” (STF 8C_412/2019, consid. 5.4.).

Nella presente fattispecie,

l’Istituto assicuratore ha fondato la decisione su opposizione impugnata

esclusivamente sul parere del proprio medico fiduciario.

In un caso del genere, per

costante prassi, il TCA, anziché ordinare esso stesso una perizia giudiziaria –

come preteso, a torto, dal patrocinatore dell’assicurato - rinvia gli atti

all’amministrazione affinché disponga una perizia esterna ai sensi dell’art. 44

LPGA (cfr., in questo senso, STF 8C_757/2014 del 16 gennaio 2015 consid. 3.2.,

STCA 35.2014.103 dell’11 marzo 2015 consid. 2.9., STCA 35.2014.96 del 25

febbraio 2015 consid. 2.9., STCA 35.2014.47 del 2 febbraio 2015 consid. 2.8., STCA 35.2014.66 del 22 dicembre 2014 consid. 2.9 e 35.2014.50 del

10.

novembre 2014 consid. 2.13; D. Cattaneo "Les erreurs les plus fréquentes

des expertises medicales dans les assurances sociales" in CGRSS n. 50 –

2014.

pag. 137 seg. n. 15 pag. 140).

Per

le ragioni esposte al considerando 2.12., si giustifica, pertanto, l’annullamento

della decisione su opposizione impugnata. L’Istituto assicuratore resistente, a

cui gli atti vengono retrocessi, dovrà disporre un approfondimento peritale

esterno (art. 44 LPGA) volto a definire se i disturbi interessanti il ginocchio

destro sono dovuti prevalentemente all’usura o alla malattia, oppure no.

Esperiti questi

accertamenti medici, l’amministrazione si pronuncerà nuovamente sul diritto

alle prestazioni dell’assicurato, sia dal punto di vista materiale, che

temporale.

2.15

Visto l’esito del ricorso (il

rinvio con esito aperto equivale a piena vittoria, cfr., da ultimo, la STF

8C_859/2018 del 26 novembre 2018 consid. 5 con rinvio a DTF 137 V 210 consid.

7.1

pag. 271 e riferimento), CO 1 verserà al ricorrente l’importo fr. 2'500.-

(IVA inclusa) a titolo d’indennità per ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è accolto ai sensi dei considerandi.

§ La

decisione su opposizione impugnata è annullata e gli atti sono rinviati

all’amministrazione affinché proceda come indicato ai considerandi.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

CO 1 verserà all’assicurato fr.

2'500.- (IVA inclusa) a titolo d’indennità per ripetibili.

3. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti