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Decisione

35.2020.69

Corretta l'entità della rendita di invalidità in vigore

12 aprile 2021Italiano29 min

risultanze della visita peritale della Clinica __________ di __________, tenendo

Source ti.ch

____________________Raccomandata

Incarto

n.

35.2020.69

cr

Lugano

12 aprile 2021

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Cinzia Raffa Somaini,

vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 17 agosto 2020 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 16 giugno 2020 emanata da

CO 1 rappr. da: RA 2

in materia di assicurazione contro gli infortuni

ritenuto, in fatto

1.1. In data 5 maggio 2011, RI 1,

nato nel 1971, dipendente dell’impresa di costruzioni __________ di __________

in qualità di muratore - e, perciò, assicurato d’obbligo contro gli infortuni

presso l’CO 1 - mentre era in sella alla propria motocicletta è rimasto vittima

di un incidente stradale, avvenuto in territorio del Comune di __________.

A

causa di questo evento, egli ha riportato, secondo il rapporto di uscita 3

giugno 2011 del Servizio di neurochirurgia dell’Ospedale __________ di __________,

un politrauma.

L’Istituto

assicuratore ha assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di

legge.

1.2. Alla

chiusura del caso, con decisione formale dell’8 agosto 2013, l’assicurato è

stato posto al beneficio di un’indennità per menomazione all’integrità del 30%

(doc. 183).

Questo

provvedimento è cresciuto incontestato in giudicato.

1.3. Con

decisione formale del 6 marzo 2014, poi confermata in sede di opposizione (cfr.

doc. 235), l’amministrazione ha riconosciuto ad RI 1 una rendita d’invalidità

del 19% a decorrere dal 1° dicembre 2013 (cfr. doc. 222).

Con

sentenza 35.2014.47 del 2 febbraio 2015, il TCA ha accolto ai sensi dei

considerandi il ricorso interposto nel frattempo dall’assicurato e ha rinviato

gli atti all’assicuratore LAINF affinché disponesse un approfondimento peritale

volto a definire l’esigibilità lavorativa (cfr. doc. 296).

1.4. Dando

seguito a quanto ordinato dal Tribunale, l’CO 1 ha quindi disposto una perizia

presso la Clinica __________ di riabilitazione di __________.

Sulla

base delle relative risultanze, con decisione formale del 26 settembre 2016 (doc.

358), poi confermata con decisione su opposizione del 31 ottobre 2016, l’Istituto

assicuratore ha accordato all’assicurato una rendita d’invalidità del 33% a

contare dal 1° dicembre 2013 e un’indennità per menomazione dell’integrità

supplementare del 5% (cfr. doc. 374).

Con STCA 35.2016.109 del

22 maggio 2017, questa Corte ha, innanzitutto, confermato che i disturbi

psichici (risp. i disturbi organici in parte non oggettivabili) di cui soffre

il ricorrente non costituiscono una conseguenza adeguata dell’evento

infortunistico occorsogli il 5 maggio 2011, motivo per il quale l’assicuratore infortuni

era legittimato a negare, al riguardo, la propria responsabilità.

Questo Tribunale ha, poi,

pure confermato l’esigibilità lavorativa stabilita dall’assicuratore LAINF in

considerazione di quanto accertato dai periti vallesani e confermato dal

servizio medico dell’assicuratore LAINF, ritenendo l’interessato ancora in grado

di svolgere un’attività lavorativa confacente al suo stato di salute

infortunistico, tenuto conto della necessità d’introdurre con regolarità delle

pause supplementari.

Il TCA ha, infine, considerato corretta l’entità della rendita di

invalidità del 33% assegnata all’assicurato dopo consueto raffronto dei redditi

(cfr. doc. 392).

1.5. In ambito AI - dopo avere

fatto eseguire, nel rispetto di quanto disposto nella STCA 32.2017.13 del 6

marzo 2017, un approfondimento peritale psichiatrico, dal quale è emersa

un’inabilità lavorativa del 30% in qualsiasi attività - con progetto di

decisione del 19 dicembre 2017 (doc. 400), poi confermato con decisione del 10

maggio 2018 (doc. 404), l’Ufficio AI ha ripristinato la rendita di invalidità

precedentemente soppressa a decorrere dal 31 gennaio 2017, attribuendo

(nuovamente) all’interessato 1/4 di rendita di invalidità dal 1° febbraio 2017.

1.6. Fondandosi sui referti del 9

luglio 2018 del dr. __________ (cfr. doc. 410), del 27 agosto 2018 del dr. __________

(doc. 412/2) e del 14 settembre 2018 del dr. __________ (doc. 412/4), in data

17 settembre 2018 l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, suo

rappresentante legale, ha chiesto all’Istituto assicuratore una rivalutazione

del proprio grado di invalidità (doc. 412).

Tale richiesta è, poi, stata ribadita dall’avv. RA 1 con scritto

del 9 marzo 2020, allegando nuova refertazione medica (doc. 459).

Sentito il parere del proprio servizio medico (cfr. doc. 411, 455

e 460), l’assicuratore infortuni, con decisione del 17 marzo 2020, ha

considerato non essere intervenuto alcun peggioramento oggettivabile dei

postumi infortunistici dell’assicurato, rifiutando, pertanto, il diritto a

prestazioni supplementari oltre alla rendita di invalidità già in vigore.

L’CO 1 ha, comunque, indicato di essere disposta ad assumere i

costi “di 2-3 cicli di fisioterapia ambulatoriale all’anno per i prossimi due

anni, in ossequio all’art. 21 LAINF lettera c, al fine di conservare l’attuale

capacità di guadagno” (doc. 461).

Con scritto del 24 marzo 2020, l’assicuratore LAINF ha precisato

“che potremo assumerci al massimo 3 cicli di fisioterapia ambulatoriale da 9

sedute ciascuno, per l’anno 2019, 2020 e 2021. Il ciclo di fisioterapia

comprende sia la terapia a secco che eventualmente in piscina. La stessa dovrà

essere effettuata presso un’unica struttura” (doc. 469).

Con

opposizione del 15 maggio 2020 l’avv. RA 1, in qualità di rappresentante

dell’interessato, ha contestato la decisione dell’amministrazione, già solo per

il fatto che il medico __________ ha fornito tre succinte risposte, senza

adeguatamente esprimersi riguardo alla documentazione medica prodotta a

sostegno della richiesta di revisione del diritto alla rendita di invalidità.

Il

legale ha chiesto che il servizio medico dell’amministrazione proceda alla

convocazione dell’assicurato e che l’assicuratore infortuni, una volta confermato

l’aggravamento dello stato di salute dello stesso, provveda ad attribuirgli una

rendita di invalidità almeno del 50% e alla rivalutazione dell’entità dell’IMI (cfr.

doc. 483).

Sulla base dell’apprezzamento medico del 25 maggio 2020 fornito dal

proprio medico __________ (cfr. doc. 486), in data 16 giugno 2020 l’CO 1 ha

confermato la precedente decisione del 17 marzo 2020, escludendo che sia

intervenuto un peggioramento notevole dei postumi oggettivabili dell’infortunio

(doc. A1).

1.7. Con tempestivo ricorso del 17

agosto 2020, RI 1, sempre patrocinato dall’avv. RA 1, ha chiesto che la

decisione su opposizione impugnata venga annullata e, in via principale, che

l’incarto venga rinviato all’assicuratore infortuni per procedere ad una

“visita ad personam” dell’assicurato o, in via subordinata, che, previo nuovo

accertamento peritale di natura neurologica, all’interessato venga riconosciuto

il diritto ad una rendita di invalidità non inferiore al 50% (doc. I).

Il

rappresentante legale dell’assicurato ha, inoltre, postulato la concessione

dall’assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio per la procedura ricorsuale

(doc. I).

Sostanzialmente, il

rappresentante legale dell’assicurato ha contestato il giudizio con il quale

l’amministrazione ha negato essere subentrato un peggioramento dello stato di

salute dell’interessato, ciò che secondo il suo punto di vista “appare in

contraddizione con le convergenti valutazioni espresse dai suoi medici

specialisti curanti, i quali danno atto della sussistenza di un aggravamento

del suo stato di salute post-infortunistico”.

A parere del patrocinatore

dell’assicurato, l’aggravamento dello stato di salute dell’interessato è stato,

contrariamente a quanto considerato dall’amministrazione, comprovato

oggettivamente, attraverso gli esami strumentali predisposti nel corso delle

visite alle quali egli è stato sottoposto.

In particolare, l’avv. RA 1 ha

fatto riferimento all’esame elettroneurografico eseguito dal dr. __________ in

data 16 luglio 2020 e al referto del 18 luglio 2020 del dr. __________ (cfr.

doc. A3 e doc. A4).

1.8. L’CO

1, in risposta, ha postulato che l’impugnativa venga respinta con argomenti di

cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

1.9. Su esplicita richiesta del

TCA, in ossequio peraltro a quanto indicato dall’amministrazione stessa in sede

di risposta di causa - osservando che “l’CO 1 chiede per completezza che l’avv.

RA 1 venga invitato a produrre il rapporto redatto dal dr. __________ dopo

l’EMG” (cfr. doc. III) - in data 25 febbraio 2020 l’avv. RA 1 ha prodotto il

referto del dr. __________ concernente l’esame elettroneurografico del 16

luglio 2020 (doc. IX).

1.10. Con osservazioni del 9 marzo

2020 l’CO 1 ha rilevato che il dr. __________ non ha evidenziato un notevole

peggioramento dei postumi infortunistici, motivo per il quale non è possibile

aumentare il grado di invalidità già in vigore (doc. XI).

Queste considerazioni

dell’amministrazione sono state trasmesse all’assicurato (cfr. doc. XII), per

conoscenza.

in diritto

in

ordine

2.1. Preliminarmente, richiamata

la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF

8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza

nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio

2018). Con scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che,

a partire da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore ad un legale

esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono

gestiti, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del

Giudice Ivano Ranzanici.

nel

merito

2.2. Oggetto del contendere è

sapere se l’Istituto assicuratore fosse legittimato, oppure no, a confermare

l’entità della rendita d’invalidità LAINF (del 33%) in vigore in relazione

all'infortunio del 5 maggio 2011.

2.3. Secondo l'art. 17 cpv. 1

LPGA, se il grado di invalidità del beneficiario della rendita subisce una

notevole modificazione, per il futuro la rendita è aumentata o ridotta

proporzionalmente, oppure soppressa, d'ufficio o su richiesta.

Questa norma è stata

ripresa dall'art. 22 cpv. 1 prima frase vLAINF, il quale prevedeva che se il

grado d'invalidità muta notevolmente, la rendita sarà corrispondentemente

aumentata, ridotta oppure soppressa.

L'art. 22 LAINF -

analogamente all'art. 22 cpv. 1 seconda frase vLAINF - recita che, in deroga

all'articolo 17 cpv. 1 LPGA, la rendita non può più essere riveduta dal mese in

cui gli uomini compiono 65 anni e le donne 62.

L'istituto della revisione

ha per scopo l'adeguamento della rendita d'invalidità alle mutate circostanze e

non la correzione di errori di commisurazione dell'invalidità di cui sia stata

viziata la decisione iniziale o una revisione successiva (Ghèlew, Ramelet,

Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p.

114).

La revisione presuppone,

dunque, che l'invalidità abbia subito sostanziali mutamenti dopo la

costituzione della rendita o una sua successiva revisione (DTF 113 V 275

consid. 1a e riferimenti ivi menzionati).

Per costante

giurisprudenza, il TFA considera che i principi dedotti dall'art. 41 LAI si

applicano per analogia pure nell'ambito della revisione delle rendite di

invalidità assegnate dall'CO 1, indipendentemente dal fatto che essa sia

disciplinata dall'art. 80 LAMI oppure dall'art. 22 LAINF (RAMI 1987 U 32 p.

446s.).

2.4. L'invalidità può modificarsi

essenzialmente per due ordini di motivi: sia perché cambia lo stato di salute,

sia perché il danno alla salute, pur rimanendo immutato, si ripercuote

diversamente sulla capacità lucrativa dell'assicurato, ossia sulla sua capacità

di procurarsi un guadagno col proprio lavoro (cfr. DTF

130 V 343 consid. 3.5, 126 V 75 consid. 1b, 113 V 275 consid. 1a, 109 V

116 consid. 3b).

L'assicurato può, infatti,

migliorare, in prosieguo di tempo, le proprie attitudini professionali,

acquisire conoscenze che gli consentano l'inserimento in attività meglio

rimunerate, reperire un posto confacente in modo ideale al suo stato di salute

ed alle sue attitudini, ben pagato e sicuro, mettendo in atto una situazione

non prevedibile al momento di stabilire il reddito ipotetico da invalido.

Oppure le sue capacità di

guadagno possono, per motivi diversi, peggiorare.

Secondo la giurisprudenza

federale, anche il reddito da valido può essere liberamente riesaminato

nell’ambito di una revisione della rendita, senza alcun vincolo all’originaria

decisione di rendita (cfr. STFA U 183/02 del 26 maggio 2003 consid. 6.2).

2.5. Il mutamento deve, inoltre,

essere notevole.

Secondo la giurisprudenza

resa prima dell'entrata in vigore della LAINF, la modifica doveva essere

apprezzata relativamente al grado di invalidità precedentemente accertato:

così, un mutamento del 5% è stato considerato notevole per rapporto ad

un'invalidità del 15% ma poco importante per rapporto ad un'invalidità iniziale

del 75% (cfr. Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 115 e dottrina ivi citata).

2.6. Per rivedere una rendita di

invalidità non basta un semplice cambiamento passeggero: le circostanze di base

devono mutare presumibilmente a lungo termine.

In particolare, non è

motivo di revisione un temporaneo aumento di guadagno dell'assicurato (cfr.

Ghèlew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 114).

2.7. La questione di sapere se si

è prodotto un simile cambiamento deve essere vagliata comparando le circostanze

esistenti al momento dell’ultima decisione cresciuta in giudicato, fondata su

un esame materiale del diritto alla rendita con un accertamento dei fatti

pertinenti, un apprezzamento delle prove e un raffronto dei redditi conforme al

diritto, e le condizioni esistenti all’epoca in cui è stata rilasciata la

decisione litigiosa (cfr. cfr. consid. 2.3

non pubblicato della DTF 139 V 585; DTF 133 V 108 consid. 5; STF 9C_985/2008

del 20 luglio 2009 consid. 4, 9C_148/2007 del 21 gennaio 2008 consid. 3.2).

Tanto

nel fissare inizialmente la rendita di invalidità quanto nel rivederla

successivamente si deve ipotizzare un mercato del lavoro in condizioni di

normalità, cioè essenzialmente equilibrato.

Fatti

I mutamenti congiunturali,

il passaggio, ad esempio, da una fase di recessione a una di crescita

economica, non sono motivo di revisione.

Non si tiene parimenti

conto, né prima né dopo, di fattori estranei al danno della salute.

Ad esempio, le scarse

conoscenze scolastiche, le difficoltà linguistiche, le insufficienti attitudini

professionali, ecc., non sono rilevanti ai fini della commisurazione

dell'invalidità.

Ciò che importa è la diminuzione

della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata,

cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente ad infortunio.

Sola conta, infatti, per la determinazione dell'invalidità, l'incapacità

lucrativa in nesso causale con il danno alla salute (che, a sua volta,

nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, deve essere in relazione

causale con l'infortunio).

2.8. Nella DTF 140 V 70 consid.

4.2, il Tribunale federale ha stabilito che, trattandosi della determinazione

degli effetti temporali della riduzione o della soppressione di una rendita

d’invalidità per la via della revisione ex art. 17 cpv. 1 LPGA, è giustificato

collocarsi al momento della decisione formale, quando è certo che già a quella

data sono adempiuti i presupposti materiali della revisione. La riduzione o la

soppressione della rendita ha dunque effetto a partire dal primo giorno del

mese che segue quello in cui la decisione formale è stata emanata,

rispettivamente intimata all’assicurato.

2.9. Come ricordato nei fatti (cfr. consid. 1.4.), con decisione formale

del 26 settembre 2016 (doc. 358), poi confermata con decisione su opposizione

del 31 ottobre 2016 (cfr. doc. 374), l’Istituto assicuratore, basandosi sulle

risultanze della visita peritale della Clinica __________ di __________, tenendo

conto dei soli postumi infortunistici in nesso causale naturale ed adeguato con

l’infortunio (e quindi ad esclusione dei disturbi psichici e dei disturbi

organici in parte non oggettivabili), ha accordato all’assicurato una rendita

d’invalidità del 33% a contare dal 1° dicembre 2013 e un’indennità per

menomazione dell’integrità supplementare del 5% rispetto a quella del 30% già

assegnata con decisione formale dell’8 agosto 2013, cresciuta incontestata in

giudicato (doc. 183).

Tale

provvedimento è stato confermato da questo Tribunale con STCA 35.2016.109 del

22 maggio 2017, cresciuta incontestata in giudicato.

2.10. Si tratta ora di

esaminare la situazione esistente fino al 16 giugno 2020 (momento in cui è

stata emanata la decisione su opposizione qui impugnata, che segna il

limite temporale del potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali:

cfr. DTF 132 V 215 consid. 3.1.1).

In data 24 luglio 2018 l’assicurato, per il tramite dell’avv. RA 1, ha

chiesto all’CO 1 di riesaminare il suo grado di invalidità (cfr. doc. 409),

producendo, a sostegno del peggioramento del suo stato di salute, il seguente

referto del 9 luglio 2018 del dr. __________, spec. FMH in neurologia:

" (…)

Valutazione:

dal punto di vista clinico riscontro di una situazione invariata

rispetto alla mia ultima visita del marzo 2015, con un’ipotrofia e lieve paresi

al muscolo tricipite destro, disestesia diffusa all’arto superiore destro,

maggiormente sul dorso della mano e delle dita da II a IV con certa iperestesia

locale nonché ipoestesia della gamba in giù a destra senza altre anomalie.

All’esame EMG del muscolo tricipite destro vi sono chiari segni di

una sofferenza neurogena pregressa con rimodulazione delle unità motorie

avvenuta.

I dolori descritti dal paziente sono ben compatibili con dolori

neuropatici legati alla pregressa lesione del plesso brachiale medio ed

inferiore di destra, ritengo anche molto verosimile tutti i dolori accusati dal

paziente lungo la colonna cervicodorsale tenendo conto dell’importanza delle

lesioni traumatiche subite in sede dorsale e degli interventi effettuati come

anche i dolori accusati a livello dell’emitorace destra pericicatriziali come

anche a livello dell’arto inferiore destro.

Sottolineo che non ho mai avuto l’impressione in tutti questi anni

in cui conosco il paziente che vi sia una tendenza all’aggravazione dei

sintomi, il paziente ha sempre collaborato al massimo durante lo stato

neurologico.

Ritengo la sintomatologia algica descritta verosimile e credibile,

ben spiegabile dalle importanti e numerose sequele posttraumatiche avute.

Per quanto riguarda la capacità lavorativa, a mio avviso il

paziente presenta un’incapacità lavorativa definitiva completa del 100% nel suo

lavoro abituale di muratore, ma anche in qualsiasi altra attività che richiede

sforzi maggiori, è anche difficilmente immaginabile che il paziente possa avere

capacità lavorativa residuale, soprattutto un rendimento adeguato in qualsiasi

attività professionale che non richieda sforzi maggiori.” (Doc. 410)

Esprimendosi al riguardo, in data 7 settembre 2018 il dr. __________,

spec. in chirurgia e medico fiduciario dell’assicuratore infortuni, ha indicato

che “non vi sono dati strumentali nuovi che possano mutare il parere e

l’esigibilità già dati” (doc. 411).

Il legale dell’assicurato ha ulteriormente suffragato la richiesta

di revisione del diritto alla rendita di invalidità in corso, trasmettendo, in

data 17 settembre 2018, altri referti medici e meglio:

- Referto

del 27 agosto 2018 del dr. __________, spec. FMH in psichiatria e psicoterapia,

nel quale, confermata la diagnosi di “sindrome depressiva ricorrente

post-infortunistica, ad evoluzione cronica (ICD10-F33)”, lo specialista ha

ribadito che l’interessato è inabile al lavoro al 50%, con prognosi negativa,

aggiungendo che “la protratta e complessa procedura assicurativa ha pesato

massicciamente pure sulle condizioni psichiche del paziente, confrontato con

una situazione socio-economica alquanto precaria” (doc. 412/2);

- breve

rapporto medico del 14 settembre 2018 del dr. __________, spec. FMH in medicina

interna generale, il quale - posto l’accento sui disturbi psichici derivanti

dall’infortunio, che hanno improvvisamente portato l’assicurato a perdere il

suo “atout” migliore, ovvero la salute e la forza fisica – ha considerato

l’interessato totalmente inabile al lavoro “a meno che uno specialista in

psichiatria mi contraddica, cosa che mi sorprenderebbe assai”. Accanto alle

affezioni psichiche, il dr. __________ ha rilevato esservi anche “le ben note

problematiche di dorso-lombalgie e di ipoestesie soprattutto al braccio destro

con anche un lieve deficit dei muscoli estensori del carpo e delle dita delle

mani, talora dolori a svariati livelli”, ritenendo “tecnicamente più difficile

pronunciarmi riguardo un’inabilità lavorativa a questo livello, ma è chiaro che

gli aspetti fisici e quelli psichici si intersecano e contribuiscono per

sommazione di cose a stabilire l’attuale situazione del sig. RI 1, a mio avviso

inabile al lavoro nella misura del 100%.” (doc. 412/4).

In data 18 ottobre 2018 l’CO 1 - dopo avere ribadito come le

problematiche di natura psichica esulino dalla propria responsabilità assicurativa,

così come già stabilito con decisione su opposizione del 31 ottobre 2016, confermata

con STCA del 22 maggio 2017 cresciuta in giudicato - ha escluso essere

intervenuto un peggioramento dello stato infortunistico dell’interessato dal

profilo organico (doc. 414).

Dopo avere preso conoscenza degli ulteriori referti medici

prodotti dall’assicurato (in particolare, i referti del dr. __________ della

Clinica __________ del 28 giugno 2019 e del 20 dicembre 2019, cfr. doc.

459/7-13) - considerati dal dr. __________ privi di elementi tali da

giustificare un peggioramento oggettivabile dei postumi infortunistici (cfr.

doc. 460) - con decisione del 17 marzo 2020 l’CO 1 ha rifiutato di

corrispondere all’interessato prestazioni supplementari oltre alla rendita di

invalidità del 33% già in vigore (doc. 461).

A seguito dell’opposizione interposta dall’avv. RA 1, il caso è

stato nuovamente sottoposto al vaglio del servizio medico fiduciario dell’CO 1.

Con apprezzamento medico del 25 maggio 2020 il dr. __________ si è

così espresso:

" (…)

Apprezzamento

Nel volere riprendere in mano la situazione del signor RI 1, va

detto che la conflittualità rappresentata dall’istante nei confronti della CO 1

si è espressa già varie volte e l’ultima sentenza del Tribunale Cantonale aveva

messo in luce la validità della valutazione effettuata dalla Clinica di __________

e di contro quella dello specialista psichiatra CO 1 dr.ssa med. __________ e

quella del medico __________ dott. med. __________.

Tale valutazione teneva perfettamente presente le prescrizioni non

solo della Clinica di __________, ma anche quelle successive che sono state

date dal dr. med. __________, in quanto nessuno nega la dolorabilità del

ricorrente, ma sostanzialmente questa veniva riconosciuta così come le attuali

proposte di rivalutazione dello stato obiettivo portate avanti dal dr. med. __________.

Se si legge attentamente l’esigibilità del medico __________ del

2016, questa ricalca perfettamente quelle che sono le prescrizioni del dr. med.

__________, per cui non si aggiunge assolutamente nulla di nuovo rispetto alle

situazioni preesistenti. Non solo, ma tutta la situazione compresi i dolori e

le varie sedi dei dolori, sono puntualmente descritte nella visita __________

del dott. med. __________ e sono ulteriormente rimarcate dalla valutazione

della IMI del dr. med. __________ successiva alla visita __________, dove viene

attribuito un punteggio massimale del 35%, tenendo presenti tutte le sedi del

dolore.

Non si può quindi dire che la valutazione del dolore sia stata

avulsa dalla considerazione complessiva dello stato clinico del paziente.

Da notare che lo stesso dr. med. __________, quando descrive lo

stato clinico del paziente, certamente rimarca i dolori che sono noti dal 2016,

ma egli stesso dice che sostanzialmente la situazione è sovrapponibile, non vi

sono quindi degli aggravamenti rilevabili sia sul piano clinico e soprattutto

sul piano strumentale da un punto di vista elettromiografico e da un punto di

vista di imaging radiografico.

Ulteriore conferma della stabilità dei disturbi viene data anche

indirettamente dal referto della visita neurochirurgica del dr. med. __________,

in cui si constata la perfetta fusione vertebrale a livello toracico come esito

dell’intervento effettuato, e la totale assenza di alterazioni ancorché minime

a livello della colonna cervicale che possano spiegare ulteriormente i dolori

riferiti dall’assicurato.

In sintesi, non vi è alcun esame strumentale di tipo radiografico

elettromiografico od altro che possa provare, secondo il criterio della

probabilità preponderante, un aggravamento dello stato clinico dell’assicurato

rispetto alla precedente valutazione. Si rimarca, inoltre, che le indicazioni

alle limitazioni funzionali citate dal dr. med. __________ e dal dr. med. __________,

Considerandi

sono praticamente identiche alla valutazione della Clinica di __________ del

2015.

e alla visita __________ del 2016 del dr. med. __________, dove si

stabilivano esattamente questo tipo di limitazioni.

Si aggiunge come complemento una semplice considerazione e cioè

che lo stato psichico dell’assicurato, seppure non collegabile all’infortunio

come a suo tempo stabilito, certamente incide nella componente del dolore

vissuto rispetto a quella del dolore reale, altrimenti non si spiegherebbero le

lamentele circa un aggravamento che d’altronde non trova assolutamente

riscontro da un punto di vista pratico-strumentale.” (Doc. 486)

2.11

In sede ricorsuale, il

patrocinatore dell’assicurato ha contestato il rifiuto dell’amministrazione di

riconoscere l’intervenuto peggioramento dello stato di salute, fondando le

proprie obiezioni sui seguenti referti medici:

- esame

di elettroneurografia motoria del 16 luglio 2020, eseguito dal dr. __________

(doc. A3);

- referto del 18

luglio 2020 del dr. __________, specialista FMH in medicina interna generale,

indirizzato al legale dell’interessato, del seguente tenore:

"

Questo onesto lavoratore lusitano, si trova invischiato in valutazioni CO

1.

che hanno un sapore molto di teorico, quando invece il dolore è un parametro

soggettivo, non misurabile con un parametro ematochimico del sangue o con

indagini radiologiche. Anche un profano potrà ben comprendere, ad esempio sulla

base di una radiografia della colonna dorsale che le allego (eseguita

recentemente presso il mio studio medico), come il signor RI 1 sia

“autorizzato” a dichiarare dolori cronici ed invalidanti a livello dorsale.

Ultimamente è subentrato anche un certo peggioramento nel senso di dolori presenti

anche durante la notte che lo costringono a frequenti cambi di posizione.

Anche il

dr. __________, neurologo, che a mio modesto parere è molto corretto nelle sue

valutazioni, indica nei suoi rapporti come plausibili e correlabili con l’evento

traumatico gli attuali disturbi lamentati dal paziente.

Ricordiamo

che il signor RI 1, suo malgrado innocente e sfortunato “spettatore” di un

incidente stradale il 05.05.2011, era psico-fisicamente forte e con voglia di

“tirar su” e far crescere la figlia. Egli si trova improvvisamente indebolito e

sprovvisto del suo “atout” migliore, ovvero la salute e la forza fisica.

Ritengo

quindi che ci si debba opporre alle valutazioni della CO 1.” (Doc. A4)

Su richiesta di questo Tribunale e conformemente a quanto

richiesto dall’amministrazione stessa (cfr. doc. III), in data 25 febbraio 2020

l’avv. RA 1 ha trasmesso al TCA il referto del 21 luglio 2020 del dr. __________,

specialista FMH in neurologia, del seguente tenore:

" Le

riassumo brevemente l’esito della visita neurologica effettuata nel mio studio

in data 16.07.2020, a distanza di circa due anni dall’ultima visita.

In questi due anni mi descrive un progressivo peggioramento dei

suoi dolori a livello dell’arto superiore destro, all’emicostato destro e

all’arto inferiore destro, con dolore principale a livello della mano, alla

spalla destra e delle costole. Vi sono anche dolori lungo tutta la colonna

vertebrale. In questi anni avrebbe notato che con sforzi sempre minori, si crea

già un’importante accentuazione della sintomatologia algica.

Allo stato neurologico attuale persistono l’ipotrofia e una lieve

paresi del muscolo tricipite a destra, con ora un’inversione del riflesso

tricipitale, espressione proprio della paresi del muscolo, un’ipoestesia

diffusa all’arto superiore destro, maggiormente sul dorso della mano e il dorso

delle dita da II a IV, un’ipoestesia diffusa all’arto inferiore destro dal

ginocchio in giù, con sensibilità profonda conservata. Il restante stato

neurologico risulta nella norma.

All’esame EMG persistono sempre i chiari segni della sofferenza

neurogena passata del muscolo tricipite destro, ben evidente anche nei muscoli

primo interosseo dorsale a destra ed estensore comune delle dita a destra,

confermando ulteriormente una lesione del plesso brachiale mediale ed inferiore

subito durante l’infortunio in questione, l’esame EMG dei muscoli deltoide e

brachioradiale a destra sono nella norma. In tutti i muscoli non vi sono segni

di una sofferenza neurogena acuta, recente.

Da parte mia ritengo i disturbi accusati dal paziente sempre come

verosimili, ossia la persistenza della sintomatologia algica e anche la

progressione della stessa in questi anni, con accentuazione dei dolori anche

solo con sforzi minori.

Confermo da parte mia l’incapacità lavorativa completa nel lavoro

abituale di muratore o altri lavori che richiedono sforzi fisici maggiori,

altrettanto è difficile potersi immaginare che il paziente in un lavoro leggero

possa raggiungere un rendimento adeguato e redditizio.

L’esame ENG dei nervi ulnare e mediano di destra non ha

evidenziato anomalie.” (Doc. IX/1)

Al riguardo, con osservazioni del 9 marzo 2021, l’CO 1 ha rilevato

come il “dott. __________ non ha evidenziato un notevole peggioramento dei

reperti post-infortunistici oggettivi, ma ha constatato la persistenza

rispettivamente la progressione della sintomatologia algica con accentuazione

dei dolori anche solo con sforzi minimi. Ciò non permette – visto quanto valutato

in precedenza da questo Tribunale – di aumentare il grado di invalidità in

vigore” (cfr. doc. XI).

2.12

Quanto alla valenza probante

di un rapporto medico, determinante è che i punti litigiosi importanti siano

stati oggetto di uno studio approfondito, che il rapporto si fondi su esami

completi, che consideri parimenti le censure espresse dal paziente, che sia

stato approntato in piena conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la

descrizione del contesto medico sia chiara e che le conclusioni del perito

siano ben motivate. Determinante quindi per stabilire se un rapporto medico ha

valore di prova non è né l'origine del mezzo di prova, né la denominazione, ad

esempio quale perizia o rapporto bensì il suo contenuto (DTF 125 V 352 consid.

3.

e 122 V 160 consid. 1c; in fine con rinvii). Le perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in

sede di istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità (STF

8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Se vi sono dei rapporti medici

contraddittori, il giudice non può evadere la procedura senza valutare l'intero

materiale e indicare i motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto

che su un altro (STF 8C_535/2007 del 25 aprile 2008). Va infine evidenziato che in ragione della

diversità dell'incarico assunto (a scopo di trattamento anziché di perizia), in

caso di lite non ci si può di regola fondare sulla posizione del medico

curante, anche se specialista (STF 9C_38/2008 del 15 gennaio 2009, STF

9C_602/2007 dell'11 aprile 2008, consid. 5.3), poiché alla luce del rapporto di

fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà, in caso di

dubbio, in favore del suo paziente (STF 8C_828/2007 del 23 aprile 2008; DTF 125

V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc;

Meyer, Bundesgesetz über die Invalidenversicherung, in: Rechtsprechung des

Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, 2010, ad art. 28a, pag. 353)

e che il solo fatto che uno o più medici curanti esprimano un’opinione

contraddittoria non è sufficiente a rimettere in discussione una perizia

ordinata dal giudice o dall’amministrazione e a imporre nuovi accertamenti (STF

9C_710/2011 del 20 marzo 2012 consid. 4.5 e 9C_9/2010 del 29 settembre 2010

consid. 3.4, entrambe con i rinvii giurisprudenziali ivi menzionati).

2.13

Chiamato a pronunciarsi,

questo Tribunale non ha motivo di scostarsi da quanto indicato, in modo

puntuale e motivato, in data 25 maggio 2020 dal dr. __________, specialista FMH

in chirurgia, e, quindi, della materia che qui ci occupa.

Quest’ultimo ha, infatti, spiegato, in maniera esaustiva, le

ragioni per le quali, nel caso di specie, non risulta esservi stato alcun

peggioramento oggettivo dei postumi infortunistici invalidanti rispetto a

quanto già stabilito al momento della decisione formale del 26 settembre 2016,

poi confermata con decisione su opposizione del 31 ottobre 2016 - cresciuta in

giudicato, è bene ribadirlo, a seguito della STCA 35.2016.109 del 22 maggio

2017.

- con la quale è stata assegnata la rendita del 33% già in vigore.

In particolare, il dr. __________ ha evidenziato come il dr. __________,

“quando descrive lo stato clinico del paziente, certamente rimarca i dolori che

sono noti dal 2016, ma egli stesso dice che sostanzialmente la situazione è

sovrapponibile, non vi sono quindi degli aggravamenti rilevabili sia sul piano

clinico e, soprattutto, sul piano strumentale da un punto di vista

elettromiografico e da un punto di vista di imaging radiografico”.

Il medico fiduciario ha

aggiunto che, ad ulteriore conferma della stabilità dei disturbi

dell’interessato, vi è anche il referto della visita neurochirurgica del dr.

med. __________ “in cui si constata la perfetta fusione vertebrale a livello

toracico come esito dell’intervento effettuato, e la totale assenza di

alterazioni ancorché minime a livello della colonna cervicale che possano

spiegare ulteriormente i dolori riferiti dall’assicurato”.

Infine, il dr. __________

ha tenuto a rimarcare che le “limitazioni funzionali citate dal dr. med. __________

e dal dr. med. __________, sono praticamente identiche alla valutazione della

Clinica di __________ del 2015 e alla visita __________ del 2016 del dr. med. __________,

dove si stabilivano esattamente questo tipo di limitazioni” (doc. 486).

Tali considerazioni,

motivate e convincenti, possono essere fatte proprie da questo Tribunale.

Del resto, l’assicurato non ha prodotto documentazione

medico-specialistica in grado di smentire quanto valutato dal medico __________,

dimostrando l’esistenza di un peggioramento, oggettivo (prove strumentali di

tipo radiografico elettromiografico od altro), delle sue patologie di origine

somatica, le uniche che, occorre sottolineare, possono entrare in

considerazione.

Come già stabilito con la

STCA 35.2016.109 del 22 maggio 2017, cresciuta incontestata in giudicato,

infatti, occorre evidenziare che nell’ambito della valutazione dell’insorgenza

di un eventuale peggioramento dello stato di salute rispetto alla precedente

decisione di assegnazione di una rendita di invalidità del 33%, possono entrare

in linea di conto unicamente le affezioni organiche, ad esclusione dei disturbi

psichici (risp. i disturbi organici in parte non oggettivabili), i quali non

sono in nesso causale adeguato con l’infortunio de 5 maggio 2011, ed esulano,

dunque, dalla responsabilità dell’assicuratore LAINF (cfr. sul tema STF 8C_583/2020

del 4 marzo 2021, nella quale l’Alta Corte ha confermato che gli unici disturbi

da considerare, per valutare l’eventuale insorgenza di un peggioramento,

fossero quelli organici, ad esclusione di quelli non organici, per i quali

l’assicuratore aveva già escluso esservi un nesso causale con l’infortunio attraverso

una decisione cresciuta incontestata in giudicato, non essendo stata

impugnata).

Appare, pertanto, ininfluente ai fini di causa

l’attestazione di un peggioramento delle affezioni psichiche dell’assicurato, posta

dal dr. __________ e ribadita dal dr. __________, esulando tali aspetti dalla

responsabilità dell’assicuratore LAINF.

Sulla scorta di quanto

precede, non essendo intervenuto alcun rilevante cambiamento nell’esigibilità

lavorativa dell’insorgente, questo Tribunale non ritiene adempiute le

condizioni per procedere all’auspicato aumento della rendita d’invalidità in

vigore, assegnata dall’assicuratore convenuto a dipendenza dell’infortunio

dell’agosto 5 maggio 2011.

2.14

Deve

ancora essere verificato se al ricorrente può essere concessa, come da lui richiesto,

l’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio dell’avv. RA 1 (cfr. doc.

I, pag. 11).

I

presupposti (cumulativi) per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono in

principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato

è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di

esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

Per

valutare se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, secondo la

giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si situa al di sopra

del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo (cfr. SVR 1998 IV

Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c).

Al

minimo esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25%

(cfr. STFA U 102/04 del 20 settembre 2004).

In concreto, emerge dagli

atti di causa (cfr. certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria, doc.

A5 e allegati) che l’assicurato vive grazie all’aiuto dell’assistenza pubblica.

In

queste condizioni, l’indigenza deve essere ammessa.

Visto

che anche le altre due condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono

adempiute, l'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria va

accolta, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione

economica dell'assicurato dovesse più tardi migliorare.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. L'istanza tendente alla

concessione dell'assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è accolta.

3. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti