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Decisione

35.2021.63

Discussa eziologia dei disturbi al ginocchio sx e al rachide lombare (estinzione del nesso di causalità naturale)

21 febbraio 2022Italiano31 min

bisogno, secondo la giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

35.2021.63

mm

Lugano

21 febbraio 2022

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattore:

Maurizio Macchi, vicecancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 2 settembre 2021 di

RI 1

rappr. da: RA 1

contro

la decisione su opposizione del 2 luglio 2021 emanata da

CO 1

rappr. da: RA 2

in materia di assicurazione contro gli infortuni

ritenuto, in fatto

1.1. In data 20 novembre 2020, RI

1, dipendente della ditta __________ in qualità di autista e, perciò,

assicurato d’obbligo contro gli infortuni e le malattie professionali, si

trovava nel vano carico di un camion per scaricare delle casse metalliche

mobili (dotate di ruote e freni) della __________, quando, spostato il

contenitore da scaricare, un secondo si è messo in movimento. Reagendo

d’istinto, egli ha quindi trattenuto la prima cassa e ha bloccato la seconda

con la gamba sinistra. Così facendo, l’assicurato è stato spinto all’indietro,

finendo contro altri contenitori presenti sul camion. Egli ha finalmente

riportato una torsione al ginocchio sinistro e una torsione/contusione alla

schiena (cfr. doc. 55).

Dal rapporto 22 novembre

2020 del Servizio di PS dell’Ospedale __________ di __________ risulta la

diagnosi di trauma distorsivo al ginocchio sinistro (doc. 20). Agli atti figura

pure il rapporto 23 dicembre 2020 del neurologo dott. __________, relativo alle

consultazioni 26 novembre e 23 dicembre 2020, in cui figura la diagnosi di

lombosciatalgia iperalgica sinistra su alterazioni discopatiche multifocali,

discopatia L3/L4 con protusione a base larga del disco mediana e paramediana

sinistra con componente extraforaminale e contatto con la radice L3 sinistra,

discopatia L4-L5 con protusione a base larga del disco e riduzione

dell’ampiezza del canale lombare, nonché discopatia diffusa L1-L2, L2-L3 e

faccettopatia posteriore (doc. 34).

L’istituto assicuratore ha

assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

1.2. Esperiti gli accertamenti

medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 5 maggio 2021, l’CO 1

ha dichiarato estinto dal 31 maggio 2021 il proprio obbligo a prestazioni

dipendente dall’infortunio del novembre 2020, in quanto i disturbi ancora lamentati

dall’assicurato non si sarebbero più trovati in una relazione di causalità

naturale con quell’evento (doc. 58).

A seguito dell’opposizione

interposta dall’avv. RA 1 per conto dell’assicurato, in data 2 luglio 2021,

l’amministrazione ha confermato il contenuto della sua prima decisione (doc.

79).

1.3. Con tempestivo ricorso del 2

settembre 2021, RI 1, sempre rappresentato dall’avv. RA 1, ha chiesto in via

principale che venga accertata l’esistenza di un nesso di causalità

naturale e adeguata tra l’infortunio e le problematiche interessanti il

ginocchio sinistro e la schiena con riconoscimento delle prestazioni dal 23

novembre 2020, in via subordinata l’esecuzione di una perizia

giudiziaria, il riconoscimento delle prestazioni dal 23 novembre 2020 e sino

all’accertamento dell’(in)esistenza del nesso di causalità e il rinvio degli

atti all’amministrazione affinché definisca il diritto a prestazioni ed emani

una nuova decisione, nonché in via ancora più subordinata la

retrocessione degli atti all’CO 1 per complemento istruttorio e riconoscimento

delle prestazioni dal 23 novembre 2020 e sino all’accertamento

dell’(in)esistenza del nesso di causalità.

Innanzitutto, la patrocinatrice

dell’assicurato rimprovera all’amministrazione di aver violato il principio

inquisitorio ex art. 43 LPGA, in particolare nella misura in cui “… la

documentazione medica, sulla quale la spetta. CO 1 si è sostanzialmente basata

per valutare la situazione medica del signor RI 1, concludendo per la

soppressione totale delle IG, non può essere considerata completa, lineare ed

esaustiva, posto come, alla luce dei rapporti medici presentati già in sede di

opposizione, permangono importanti dubbi, che non riescono ad essere fugati con

il solo incarto allestito dalla spett. CO 1. Quest’ultimo, infatti, non dà

risposte alle contestazioni sollevate dal ricorrente e non restituisce

sufficienti elementi per una corretta valutazione secondo le esigenze richieste,

del nesso causale tra l’infortunio e il grave stato di salute attuale del

signor RI 1. (…). In particolare, la spett. CO 1 si è limitata a richiedere la

documentazione medica allestita in relazione alla cura del ricorrente a seguito

dell’evento infortunistico su richiesta ed invio del Dr. med. __________

(medico di famiglia del qui ricorrente), senza però approfondirne gli aspetti

salienti. Ne discende che il solo rapporto agli atti in cui viene espressamente

(e approssimativamente) trattata la questione del nesso di causalità e del

ripristino dello status quo ante/sine è quello del medico __________, il quale,

come meglio si vedrà oltre, non rispetta i requisiti minimi per poter essere

preso in considerazione.”.

D’altro canto, la

rappresentante contesta che alla valutazione espressa dal medico __________,

sulla cui base l’CO 1 ha emanato la decisione su opposizione impugnata, possa

essere attribuito un sufficiente valore probatorio, ritenuto che il relativo

referto sarebbe fondato “… su un errato accertamento dei fatti: da un lato, il

signor RI 1, come già indicato, ha iniziato ad accusare dolori alla zona

lombare immediatamente dopo l’infortunio; dall’altro, questi ultimi non si sono

mai palesati in precedenza, uno stato morboso pregresso analogo essendo

pertanto escluso. Il mio patrocinato, infatti, ha preso contatto con il Dr.

med. __________ proprio per tali dolori lombari, venendo visitato il 23

novembre 2020, a soli 3 giorni dall’infortunio. Non corrisponde pertanto al

vero che questi sono stati menzionati solo un mese dopo, ossia il 16 dicembre

2020. (…). Tale circostanza emerge anche dal certificato 2 giugno 2021 del Dr.

med. __________, il quale ritiene inoltre che vi è tutt’ora un chiaro nesso

causale tra l’infortunio e le conseguenze dannose derivatene, tra cui si

contano i dolori lombari (doc. D): (…).

Considerato poi che

nell’ambito del colloquio telefonico 8 marzo 2021, il signor RI 1 aveva già

attirato l’attenzione sul fatto che non aveva mai lamentato disturbi alla

schiena prima di questo infortunio, mal si comprende per quale ragione il

medico __________ non abbia esperito approfondimenti in merito e non si sia poi

confrontata nel rapporto con la censura da lui sollevata, limitandosi ad

affermare, da un lato, che vi sarebbe uno stato morboso pregresso e,

dall’altro, che solo il 16 dicembre 2021 l’assicurato avrebbe lamentato i

dolori alla zona lombare. Entrambe le affermazioni vengono qui contestate, non

da ultimo sulla base delle dichiarazioni del diretto interessato, sempre

coerenti e lineari, e del suo medico di famiglia Dr. med. __________.”. Inoltre,

in merito alle considerazioni contenute nel rapporto agli atti della

neurochirurga, dott.ssa __________ (doc. G), l’avv. RA 1 rileva che da esse si evince

che “… ad oggi la sintomatologia del mio patrocinato è riconducibile solo

parzialmente (!) alle alterazioni degenerative, contrariamente a quanto

asserisce la spett. CO 1, mentre i dolori attuali al ginocchio sinistro sono

“sicuramente” causati dall’evento infortunistico. Tali considerazioni sono in

contrasto con quanto ritenuto medicalmente alla base della decisione di

sospensione del diritto alle IG della spett. CO 1, in cui è stata ritenuta

l’inesistenza, a far tempo dal 31 maggio 2021, del nesso causale. Appare

piuttosto il contrario, e ciò pure secondo il grado di verosimiglianza

preponderante. Risulta quindi semmai d’uopo procedere ad ulteriori accertamenti

e verifiche mediche.”.

A proposito infine del

preteso raggiungimento dello status quo sine a margine dell’infortunio

assicurato, la patrocinatrice osserva che “… agli atti non vi è prova alcuna

che il signor RI 1 abbia in passato sofferto di dolori lombari, proprio perché

tale non era il caso. In particolare, va assolutamente ricontestualizzata

l’indicazione (errata) riportata dal Dr. med. __________ nel rapporto 23

dicembre 2020, secondo cui “i dolori in zona lombare sono presenti da tempo, ma

sempre abbastanza sotto controllo e ben adattati alla sua tipologia di lavoro”.

Lo stesso ha, infatti, precisato il contenuto di tale referto medico, indicando

che il qui ricorrente “ha […] avuto prima dell’incidente alcuni dolori alla

schiena, sporadici, che non lo hanno mai seriamente limitato e per i quali ha

avuto una valutazione una volta (forse nel 2016) e in una occasione ha seguito

della fisioterapia che ha permesso di migliorare i disturbi. In nessun caso i

dolori presentati prima dell’infortunio si sono manifestati in modo così forte,

continuo e invalidante come dopo l’infortunio.” (cfr. doc. E). Ora, anche tali

considerazioni richiamano puntuali osservazioni. In particolare, il signor RI 1

non ha in realtà mai sofferto di costanti dolori alla schiena: il riferimento

ad una valutazione nel 2016 e alla fisioterapia che ne è seguita indicato dal dr.

med. __________ concerne un trauma alla spalla subito giocando a calcio (cfr.

doc. F). Il mio patrocinato non ha mai segnalato dolori che potessero derivare

da uno stato morboso degenerativo, né mai un tale stato gli è stato comunicato

prima di oggi. Tant’è che, essendo sempre stato in buona salute (tanto da poter

esercitare tranquillamente la sua attività professionale), egli non ha mai

dovuto far capo a medici per questo motivo. La sua esternazione, verosimilmente

alla base di quanto riportato dal Dr. med. __________, si riferiva ai normali

“acciacchi” dovuti al lavoro fisicamente pesante che egli ha sempre esercitato;

in nessun modo il signor RI 1 ha inteso, poiché falso, indicare dei dolori

lombari o del ginocchio preesistenti. A ciò aggiungasi che, considerata la

difficoltà di comunicazione del mio patrocinato dovuta alla poca conoscenza

della lingua italiana, nemmeno può escludersi trattarsi di un palese

fraintendimento. (…). Alla luce di quanto sopra, appare chiaro che i dolori in

zona lombare, assolutamente nuovi (e gravi) e di cui ad oggi il signor RI 1

soffre, non possono in alcun modo risultare dall’evoluzione ordinaria di uno

stato morboso preesistente e degenerativo. Gli stessi sono in chiaro rapporto

con l’evento dannoso qui in rassegna. (…). Quanto alle sequele dell’infortunio

relative al ginocchio sinistro, come indicato di recente dalla Dr.ssa __________

(cfr. doc. G), “i dolori a livello latero-posteriore del ginocchio sinistro

sono sicuramente causati dal trauma subito in novembre 2020”. Inoltre,

essendovi segni per una marcia atassica, la stessa ha provveduto ad organizzare

una RM cervico-dorsale e una valutazione neurologica con esame

elettroneurofisiologico per “valutare una possibile sofferenza midollare oppure

una lesione radicolare o di un nervo periferico dopo il trauma subito”. Quanto

emerge da tale referto medico, come già visto, dà adito a notevoli dubbi in

merito all’asserita inesistenza del nesso di causalità tra l’infortunio e le

sue conseguenze a far tempo dal 31 maggio 2021. Ad oggi, infatti, risulta

piuttosto che l’infortunio gioco ancora un ruolo causale in relazione ai danni

fisici di cui soffre il signor RI 1. Fintando che non può considerarsi

accertata con l’usuale grado di probabilità l’inesistenza di tale nesso, la

spett. CO 1 è tenuta a versare le IG a favore del mio patrocinato.” (doc. I).

1.4. L’CO 1, in risposta, ha

chiesto che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per

quanto occorra, nei considerandi di diritto (doc. III).

1.5. In data 5 ottobre 2021, la

rappresentante del ricorrente ha chiesto l’assistenza giudiziaria con il

gratuito patrocinio e ha versato agli atti la relativa documentazione (doc. V +

allegati).

1.6. Il 7 ottobre 2021, l’avv. RA

1 ha prodotto ulteriore documentazione e si è in sostanza riconfermata nelle

proprie allegazioni e conclusioni (doc. VI + allegati).

L’istituto assicuratore si

è espresso al riguardo in data 15 ottobre 2021 (doc. VIII).

1.7. In data 30 novembre 2021, al

TCA è pervenuta copia dei referti relativi ad accertamenti radiologici a cui

l’assicurato si è sottoposto nei mesi di settembre e ottobre 2021 (doc. X +

allegati).

Il 20 gennaio 2022, il

Tribunale ha ricevuto copia del rapporto 6 dicembre 2021 del Prof. dott. __________

(doc. XII + allegato).

L’assicuratore resistente

ha formulato le proprie osservazioni in proposito il 31 gennaio 2022 (doc. XIV

+ allegato), le quali sono state intimate alla rappresentante dell’assicurato

per presa di posizione.

L’avv. RA 1 ha presentato

il proprio allegato il 14 febbraio 2022 (doc. XVII).

in diritto

in ordine

2.1. Preliminarmente, richiamata

la STF 8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2. (si veda anche la STF

8C_14/2018 del 25 aprile 2018), questa Corte rileva che decide questa vertenza

nella sua composizione ordinaria (pubblicata sul FUCT N. 043/2018 del 29 maggio

2018). Con scritto del 18 ottobre 2018 l’CO 1 ha infatti comunicato al TCA che,

a partire da quella data, gli incarti affidati dall’assicuratore a un legale

esterno all’istituto per le fasi della procedura giudiziaria non vengono

gestiti, in seno alla Direzione, dalla giurista di lingua italiana figlia del

Giudice Ivano Ranzanici.

nel merito

2.2. Nel caso concreto, litigiosa

è la questione di sapere se l’CO 1 era legittimato a porre fine dal 31 maggio

2021 alle prestazioni assicurative dipendenti dall’evento infortunistico

accaduto il 20 novembre 2020, oppure no.

2.3. Secondo l’art. 6 cpv. 1

LAINF, per quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni

assicurative sono effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non

professionali e di malattie professionali.

2.4. Il diritto alle prestazioni

risultante da un infortunio assicurato presuppone l’esistenza di un nesso di

causalità naturale tra l’evento dannoso e il danno alla salute. Questa

condizione è adempiuta qualora si possa ammettere che, senza l'evento

infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si

sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia

stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che

l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un

danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che

l'evento appaia come una conditio sine qua non del danno. È questione di

fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un

nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si

determinano secondo il principio della probabilità preponderante -

insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile

generalmente nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di

assicurazioni sociali (DTF 129 V 177 consid. 3. p. 181, 402 consid. 4.3 p.

406).

Se un infortunio ha

semplicemente scatenato un processo che sarebbe comunque insorto anche senza

questo evento, il nesso di causalità naturale tra i disturbi accusati

dall’assicurato e l’infortunio deve essere negato se lo stato morboso preesistente

è ritornato ad essere quello che era prima dell’infortunio (status quo ante)

oppure se ha raggiunto lo stadio che sarebbe prima o poi subentrato anche senza

l'infortunio (status quo sine) (RAMI 1992 U 142 p. 75 consid. 4b; Maurer,

Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der

Sozialversicherung, in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

2.5. Il diritto alle prestazioni

assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata

tra l’evento dannoso e il danno alla salute. In caso di danno alla salute

fisica, il nesso di causalità adeguata è generalmente ammesso, dal momento in

cui è accertata la causalità naturale (cfr. DTF 127 V 102 consid. 5b/bb p. 103).

2.6. Nella concreta evenienza,

dalle carte processuali si evince che l’amministrazione ha dichiarato estinto

il nesso di causalità naturale (e, con esso, pure il diritto alle prestazioni) tra

l’infortunio assicurato e i disturbi interessanti il ginocchio sinistro e il rachide

lombare ancora presentati dal ricorrente, facendo essenzialmente capo al parere

espresso in merito dal proprio medico __________ (cfr. doc. 79).

In effetti, con

apprezzamento del 31 marzo 2021, la dott.ssa __________, spec. FMH in chirurgia

generale e traumatologia, ha sostenuto che l’infortunio del 20 novembre 2020 ha

causato un semplice peggioramento transitorio di uno stato morboso preesistente

a livello del ginocchio sinistro e della colonna lombare con lo status quo

sine raggiunto trascorsi 2-3 mesi dall’evento medesimo:

" (…) Gemäss

MRI Knie vom 09.12.2020, sowie das MRI vom 18.12.2020 der LWS hat das Ereignis

vom 20.11.2020, bei dem das linke Knie von einem Stapler getroffen wurde, keine

strukturellen Läsionen verursacht. Einerseits wurde von einer Aktivierung der

fortgeschrittenen degenerativen Veränderungen vor allem lateralseits im linken

Kniegelenk ausgegangen, andererseits klagte der Versicherte über eine Lumboischialgie,

ausgehend von der lumbalen Wirbelsäule mit Ausstrahlung ins linke Bein. Die

Beschwerden im Bereiche der LWS wurden im Rahmen der Notfallkonsultation im

Ospedale regionale di Locarno am 22.11.2020, also 2 Tage nach Ereignis, nicht

dokumentiert. Erwähnt werden diese Beschwerden erstmalig in einer Konsultation

vom 16.12.2020. Die Beschwerden sind durch die mehrsegmentalen degenerativen

Veränderungen über der gesamten LWS zu erklären.

Durch das Ereignis kann es zu einer vorübergehenden

Verschlimmerung im Sinne einer Schmerzauslösung von maximal 2-3 Monaten

gekommen sein. Beschwerden darüber hinaus sind einerseits mit der

vorbestehenden lateral betonten Gonarthrose im linken Kniegelenk und

andererseits mit den vorbestehenden mehrsegmentalen degenerativen

Veränderungender LWS erklärt.” (doc. 48, p. 2 – il corsivo è del redattore)

Con la propria

impugnativa, la rappresentante del ricorrente fa essenzialmente valere che, in

violazione dell’art. 43 LPGA, l’amministrazione non avrebbe sufficientemente

accertato i fatti giuridicamente rilevanti. D’altro canto, sempre secondo

l’avv. RA 1, dalla restante documentazione agli atti emergerebbero elementi suscettibili

di generare dei dubbi circa la fondatezza della valutazione enunciata dalla

dott.ssa __________. In particolare, la patrocinatrice sostiene che non sarebbe

dimostrata a sufficienza la preesistenza di uno stato morboso tanto a livello

della colonna lombare quanto a quello del ginocchio sinistro, precisato che a

quelle parti del corpo l’assicurato non avrebbe mai lamentato disturbi di

rilievo (cfr. doc. I).

2.7. Nel caso di specie, il TCA constata che successivamente all’infortunio

del novembre 2020 il ricorrente ha accusato disturbi al ginocchio

sinistro e al rachide lombare con irradiazione all’arto inferiore

sinistro.

Per quanto riguarda il ginocchio

sinistro, dalle carte processuali emerge che, in data 9 dicembre 2020,

l’assicurato è stato sottoposto a una RMN, la quale ha escluso “lesioni di tipo

acuto post-traumatico” ma ha evidenziato la presenza di una “meniscosi

bicompartimentale e condropatia femoro-rotulea e femoro-tibiale di grado 4”

(doc. 38).

Con rapporto del 18

dicembre 2020, il dott. __________, spec. FMH in ortopedia e traumatologia, ha

rilevato, alla luce delle risultanze dell’esame radio-strumentale appena

citato, che l’insorgente presentava “una meniscosi sia mediale che laterale e

una condropatia femoro rotulea molto avanzata (artrosi focale)” e, in proposito,

ha sostenuto che i disturbi algici dipendevano dalla meniscosi, in particolare

da quella laterale, “traumatizzata dalla distorsione del 20.11.2020.” (doc.

33).

Lo stesso medico curante

specialista, con referto del 15 gennaio 2021, ha rilevato che, a suo avviso, “…

la problematica algica (interessante il ginocchio sinistro, n.d.r.) del

paziente deriva dalla problematica della schiena. Al momento attuale non ho

indizio di una lesione post-traumatica al ginocchio sinistro. Le alterazioni

degenerative osservate non provocano dei dolori rilevanti.” (doc. 35 – il

corsivo è del redattore).

Nel mese di giugno 2021,

l’assicurato ha consultato la dott.ssa __________, Viceprimario del Servizio di

neurochirurgia dell’Ospedale __________ di __________. Dal relativo referto 1°

giugno 2021, si evince che, a suo avviso, “le degenerazioni lombari con una

stenosi a livello L3-L4 possono spiegare parzialmente la sua sintomatologia di

formicolio irradiante ad entrambe le gambe, mentre i dolori a livello

latero-posteriore del ginocchio sinistro sono sicuramente causati dal trauma

subito in novembre 2020.”. A fronte della presenza di una marcia lievemente

atassica, la specialista ha disposto l’esecuzione di ulteriori accertamenti

diagnostici (RMN cervico-dorsale, potenziali evocati motori e

somato-sensoriali, ENMG e valutazione neurologica) “… per valutare una

possibile sofferenza midollare oppure una lesione radicolare o di un nervo periferico

dopo il trauma subito.” (doc. 89).

Dal rapporto 17 agosto 2021

si apprende che gli esami neurofisiologici (ENMG e potenziali evocati) ai quali

il ricorrente è stato nel frattempo sottoposto, non hanno fornito alcun reperto

patologico (“senza referto patologico”). D’altro canto, la dott.ssa __________

ha ritenuto indicato procedere a un consulto neurologico per la marcia

atassica, rispettivamente ortopedico per il ginocchio sinistro (doc. J).

La RMN cerebrale del 14

settembre 2021 e quella dorsale del 5 ottobre 2021 sono risultate nella norma

(cfr. doc. M e N).

Con rapporto del 6

dicembre 2021, il Prof. dott. __________, Primario della Clinica di neurologia

dell’Ospedale __________ di __________, ha refertato, sul piano clinico, un

quadro di paraparesi spastica più accentuata all’arto inferiore sinistro (“Sul

piano neurologico il paziente riporta un peggioramento lento ma progressivo

della forza dell’arto inferiore sinistro associato a dolore che coinvolge

l’intero arto, persistono fluttuanti formicolii lungo la faccia posteriore

della coscia sinistra, nonché sotto la pianta del piede omolaterale”). Egli

ha inoltre precisato che tutti gli accertamenti diagnostici effettuati nel

frattempo erano risultati nei limiti della norma, fatta eccezione per i

potenziali evocati somato-sensoriali patologici bilateralmente agli arti

inferiori (“Gli esami sinora eseguiti risultano nei limiti di norma: in

particolare non vi sono compressioni estrinseche, lesioni midollari o patologia

infiammatoria del liquor. IPESS mostrano un’alterazione lungo le vie sensitive”).

Il medico curante specialista ha quindi disposto una rachicentesi, una

valutazione urologica (in ragione di un’aumentata frequenza minzionale e di

un’esitazione all’inizio della minzione), nonché un panel genetico per

approfondire l’eventualità di una paraparesi spastica ereditaria (cfr. doc. XII

1).

Chiamato

dall’amministrazione a prendere posizione in merito alla documentazione

acquisita nel frattempo, il PD dott. __________, spec. FMH in neurologia, ha sostenuto

che la diagnosi infortunistica di trauma contusivo al ginocchio sinistro (20

novembre 2020) non si trova in una relazione causale con la

diagnosticata e oggettivata paraparesi spastica predominante a sinistra. Anche

volendo ammettere l’intervento di un possibile trauma vertebrale, le

diagnosticate alterazioni (esclusivamente) degenerative con multiple protusioni

a livello di L1-L5 e una relativa stenosi del canale lombare, non si trovano in

nesso di causalità con l’evento traumatico. In questo senso, egli ha rilevato

come il Prof. __________ abbia disposto un accertamento genetico con

l’interrogativo per una malattia ereditaria che potrebbe ben spiegare la

progressiva paraparesi spastica con importante disturbo della deambulazione, la

quale non costituirebbe comunque una conseguenza dell’infortunio, e ciò già

alla luce di reperti neurologici oggettivabili che interessano entrambe le

gambe con riferimento a una lesione bilaterale delle vie sensitive (doc.

XIV 1).

2.8. Per costante giurisprudenza,

in un procedimento assicurativo sociale l'amministrazione è parte solo dopo

l'instaurazione della controversia giudiziale mentre invece nella fase che

precede la decisione essa è un organo amministrativo incaricato di attuare il

diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U 281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02 dell'8

luglio 2003 consid. 2.1.1; Meyer-Blaser,

Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in BJM 1989, p. 30ss.).

Nella DTF 125 V 351

seg. (= SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572), la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti

allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere

riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere

concludenti, compiutamente motivati, di per sé

scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere degli indizi che

facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.

Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

In una sentenza

8C_216/2009 del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale

federale ha precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la

propria sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze

dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno a proposito

della correttezza delle conclusioni contenute in tali rapporti. Sempre secondo

l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi che la Corte europea dei

diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU, discende che gli

assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità dei rapporti dei

medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova propri. Fra

questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare, anche le

certificazioni dei medici curanti.

Trattandosi invece di

perizie affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura

amministrativa, a medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati

indipendenti, esse godono di piena forza probatoria, a condizione che non

esistano indizi concreti che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF

8C_862/2014 del 2 aprile 2015 consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).

Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante

è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami

approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,

che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella

presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano

motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;

RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss.,

consid. 1c e riferimenti).

L'elemento

rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo

di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma

semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

È infine

utile osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice

non può evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i

motivi per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al

riguardo va, tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che

raffronti i diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto

di vista medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle

carenze e qual è l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio

2005, consid. 5 in fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p.

35 consid. 4b).

2.9. Chiamata ora a

pronunciarsi, questa Corte ritiene di poter confermare la decisione su

opposizione, mediante la quale l’CO 1 ha posto termine dal 31 maggio

2021 al proprio obbligo a prestazioni dipendente dall’infortunio assicurato.

Secondo il TCA, alla

valutazione del medico interno all’amministrazione, sulla quale si fonda il

provvedimento impugnato, può essere attribuito un valore probatorio sufficiente

a dirimere, con la necessaria tranquillità, la presente vertenza. In questo

senso, occorre sottolineare come le conclusioni alle quali è pervenuta la

dott.ssa __________, trovino sostanziale conferma nella restante documentazione

medica.

Innanzitutto, va ritenuto

accertato, con il grado della verosimiglianza preponderante, che le alterazioni

degenerative oggettivate a livello del ginocchio sinistro e del rachide lombare

–meniscosi bicompartimentale, condropatia femoro-rotulea e femoro-tibiale di

grado 4, rispettivamente gravi discopatie protusive posteriori L4-L5 e L3-L4

con possibili conflitti disco-radicolari bilaterali – non sono state

causate dall’evento traumatico occorso il 20 novembre 2020. Non è in effetti

plausibile che degenerazioni tanto importanti si siano sviluppate nel breve

volgere di qualche settimana (la RMN del ginocchio sinistro è stata eseguita il

9 dicembre 2020 [doc. 38], mentre quella alla colonna lombare il 16

dicembre 2020 [doc. 37]).

Del resto, nessuno dei medici

intervenuti ha preteso che le alterazioni degenerative in quanto tali sarebbero

in qualche modo da imputare all’infortunio. Anzi, trattandosi del ginocchio

sinistro, lo stesso medico curante specialista dell’insorgente, dott. __________,

ha dichiarato di non avere indizi a favore di una “una lesione

post-traumatica al ginocchio sinistro” (doc. 35), rispettivamente che la

meniscosi, in particolare quella laterale, era stata (soltanto) “traumatizzata

dalla distorsione del 20.11.2020” (doc. 33).

Da notare che alterazioni

degenerative del menisco possono restare asintomatiche per anni, senza che si

renda necessaria una cura medica (in questo senso, cfr. la STF 8C_558/2020 del

31 ottobre 2020 consid. 3.1).

Il fatto che, così come lo

precisa il neurologo curante, dott. __________ (cfr. doc. 77, p. 2),

l’assicurato ha lamentato dolori alla schiena di forte intensità soltanto dopo il

sinistro del novembre 2020, non è atto a dimostrare che le patologie degenerative

interessanti la colonna lombare sarebbero state causate da quell’evento. In

effetti, secondo l’esperienza generale, alterazioni degenerative dei dischi

intervertebrali possono rimanere silenti per lungo tempo e rese sintomatiche

per lo più da eventi insignificanti (cfr., in questo senso, la perizia del

novembre 2004 del dott. __________, già Primario del Reparto di neurochirurgia

dell’Ospedale __________ di __________, ordinata da questa Corte nel quadro

della causa 35.2004.39, riguardante un assicurato, vittima di una caduta a

terra nel scendere da un autocarro, al quale erano state diagnosticate un’ernia

intraforaminale L3-L4 con compressione di L3 ed eventuale lussazione caudale,

un’ernia discale L4-5, nonché una lieve stenosi del canale spinale).

D’altro canto, posto che

le alterazioni degenerative oggettivate al ginocchio sinistro e al rachide

lombare preesistevano all’evento assicurato e che, del resto, non è dimostrato che

esso ne abbia causato un peggioramento direzionale (sarebbero stati necessari

dei reperti radiologici evidenzianti

un aggravamento strutturale delle affezioni degenerative preesistenti),

è lecito concludere che l’infortunio in questione ha provocato un peggioramento

soltanto transitorio dello stato morboso preesistente, così come lo fa

valere il medico fiduciario dell’amministrazione.

Stante ciò, questo

Tribunale è ancora chiamato a stabilire se l’assicuratore resistente era

legittimato a dichiarare raggiunto lo status quo sine (e, pertanto, a

porre fine alle proprie prestazioni) a distanza di sei mesi circa

dall’infortunio del novembre 2020.

Per quanto concerne la

colonna lombare, è utile ricordare che, secondo

l’esperienza medica, in caso di sinistro senza danno morfologico alla colonna

vertebrale, uno stato degenerativo preesistente può essere reso manifesto per

la prima volta dall’infortunio, tuttavia la cronicizzazione dei disturbi va

sempre più ricondotta a altri fattori, estranei all’evento traumatico (cfr. Bär/Kiener, Prellung, Verstauchung oder

Zerrung der Wirbelsäule, in Medizinische Mitteilungen der SUVA n. 67 del

dicembre 1994, p. 45 ss.).

Inoltre, secondo Debrunner / Ramseier, Die Begutachtung

von Rückenschäden, Berna 1990, p. 52, una contusione della colonna vertebrale

può rendere sintomatica una preesistente spondilartrosi, spondilosi o altre

patologie del rachide, sino a quel momento asintomatiche, tuttavia si tratterà

nella maggior parte dei casi di un aggravamento transitorio.

In base a altre

pubblicazioni (in particolare, Morscher /

Chapchal, Schäden des Stütz- und Bewegungsapparates nach Unfällen, in

Baur/Nigst, Versicherungsmedizin, 2a ed., Berna 1985, p. 192), il peggioramento

traumatico di patologie degenerative della colonna vertebrale va considerato estinto,

di regola, trascorsi dai sei ai nove mesi, al massimo un anno dall’infortunio.

Questa

tesi dottrinale è stata peraltro recepita dalla giurisprudenza (cfr., fra le

tante, SVR 2009 UV n. 1 p. 1; STF 8C_562/2010 del 3 agosto 2011 consid. 5.1,

8C_314/2011 del 12 luglio 2011 consid. 7.2.3, 8C_416/2010 del 29 novembre 2010

consid. 3.3 e 8C_679/2010 del 10 novembre 2010 consid. 3.3).

A proposito invece del

ginocchio sinistro, questa Corte segnala che, in una sentenza 8C_140/2019 del

23 maggio 2019 consid. 4.3, riguardante un assicurato vittima di un infortunio

al ginocchio destro che presentava un preesistente stato degenerativo nella

forma di una condropatia, di una meniscopatia e di un assottigliamento della

cartilagine, il Tribunale federale ha fatto proprio il parere espresso dal

perito incaricato dall’assicuratore LAINF, specialista FMH in chirurgia

ortopedica e traumatologia, secondo il quale l’empiria specialistica consente

di ritenere raggiunto lo status quo sine vel ante al più tardi a distanza

di sei mesi dall’evento infortunistico (in questo stesso senso, si veda

pure la STF 8C_673/2018 del 13 dicembre 2018 consid. 3.6).

Nella presente

fattispecie, riconoscendo il proprio obbligo a prestazioni sino alla fine del

mese di maggio 2021, dunque per oltre sei mesi, l’CO 1 ha ossequiato la

giurisprudenza citata in precedenza (trattandosi della colonna lombare,

l’assicuratore è in effetti rimasto entro la forchetta temporale di 6-12 mesi

stabilita dal TF) e, pertanto, la sua decisione deve essere confermata.

Questa Corte non ignora

che, a margine della consultazione del 1° giugno 2021, il neurochirurgo dott.ssa

__________ ha dichiarato che i dolori interessanti la parte latero-posteriore

del ginocchio sinistro erano “sicuramente causati dal trauma subito in

novembre 2020” (doc. K). Questo parere non è tuttavia atto a sminuire il

valore probatorio attribuito all’apprezzamento della dott.ssa __________, in

quanto esso risulta privo di qualsiasi motivazione. Occorre inoltre ribadire

che la problematica al ginocchio sinistro è rimasta in nesso di causalità con

l’infortunio assicurato sino alla fine del mese di maggio 2021 ma che,

raggiunto a quel momento lo status quo sine, a partire dal 1° giugno

2021 essa non ne ha più costituito una conseguenza naturale.

In merito ai disturbi di

natura neurologica che sono stati indagati dal Prof. dott. __________

(para-paresi spastica con accentuazione a carico dell’arto inferiore sinistro –

cfr. doc. XII 1), questo Tribunale non ha alcun valido motivo per scostarsi

dalla valutazione contenuta nell’apprezzamento 31 gennaio 2022 del PD dott. __________,

secondo il quale, tenuto conto in particolare della bilateralità dei

reperti (si veda l’esito dei PESS del 16 luglio 2021), è da escludere

l’esistenza di un legame causale naturale con l’evento traumatico del novembre

2020 (cfr. doc. XIV 1).

Non appare peraltro

necessario attendere le risultanze del panel per paraparesi spastiche

ereditarie richiesto dal dott. __________, poiché quand’anche l’accertamento

dovesse risultare positivo, la patologia, proprio perché ereditaria, non

potrebbe comunque essere posta a carico dell’CO 1.

In sintesi, quindi, il

parere della dott.ssa __________, peraltro conforme ai principi posti dalla

giurisprudenza federale, non è stato smentito dagli esiti degli

accertamenti a cui si è in seguito privatamente sottoposto il ricorrente.

In queste condizioni, il TCA può esimersi

dal dare seguito dall’atto istruttorio richiesto dall’insorgente (perizia

medica giudiziaria) in quanto è già sin d’ora verosimile che da esso non

emergerebbero nuovi rilevanti elementi di valutazione, senza perciò incorrere

in una violazione del diritto di essere sentito (valutazione anticipata

delle prove - cfr. DTF 136 I 229 consid. 5.3; 134 I 140 consid. 5.3; 131 I

153 consid. 3 con riferimenti).

2.10. L’art. 61 lett. a LPGA, in

vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura deve essere

semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti; la tassa

di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte alla parte

che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

In data 1° gennaio 2021 è

entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a LPGA prevede ora

unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di regola pubblica.

Dalla medesima data è entrato in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA

secondo cui in caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è

soggetta a spese se la singola legge interessata lo prevede; se la singola

legge non lo prevede il tribunale può imporre spese processuali alla parte che

ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Secondo l’art. 82a LPGA

(Disposizione transitoria, cfr. RU 2021 358), ai ricorsi pendenti dinanzi al tribunale

di primo grado al momento dell’entrata in vigore della modifica del 21 giugno

2019 si applica il diritto anteriore.

In concreto, il ricorso è

del 2 settembre 2021 per cui si applica la nuova disposizione legale.

Trattandosi di prestazioni LAINF, il legislatore non ha previsto di prelevare

le spese (sul tema, cfr. STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 e STF 9C_394/2021

del 3 gennaio 2022).

2.11. Deve ancora essere verificato se il ricorrente può essere

posto al beneficio dell’assistenza giudiziaria con il gratuito patrocinio

dell’avv. RA 1 (cfr. doc. V).

Fatti

I presupposti (cumulativi) per la

concessione dell’assistenza giudiziaria

sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno, se l’intervento

dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è

palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e

riferimenti).

Per valutare se un assicurato si trova in uno stato di

bisogno, secondo la giurisprudenza, si tiene conto di un fabbisogno minimo che si

situa al di sopra del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo

(SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid. 7c). Al minimo

esecutivo va, infatti, aggiunto un supplemento al massimo del 15-25% (cfr. STF

U 102/04 del 20 settembre 2004).

Nella

fattispecie, dalla documentazione agli atti risulta che l’insorgente, coniugato

e senza un’attività lucrativa a partire dal gennaio 2021 (cfr. doc. 55),

dispone, quali sole entrate, del reddito conseguito dalla moglie svolgendo la

professione di aiuto-cuoca (fr. 2'591.45/mese netti – contratto di lavoro

Considerandi

allegato al doc. V 1). Il figlio __________, già maggiorenne, lavora e

vive fuori Cantone e, perciò, non può più essere considerato facente parte del

nucleo familiare dell’insorgente.

Per quanto riguarda il

calcolo del fabbisogno, all’insorgente deve essere applicato l’importo base

mensile per coniugi pari a fr. 1'700, importo stabilito per il calcolo del

minimo esistenziale LEF dalla Camera di esecuzione e fallimento, quale autorità

di vigilanza cantonale e in vigore dal 1° settembre 2009, tuttora in uso.

Questo importo comprende

già le spese di sostentamento, abbigliamento, biancheria, igiene, cultura,

salute, oneri dome-stici, quali elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella

per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo;

cfr., pure, Lignes directrices pour le calcul du minimum d’existence en matière

de poursuite selon l’art. 93 LP du 24.11.2000, in BlSchK 2001, p. 19).

Ora, già soltanto

considerando l’importo base mensile e la pigione pagata per locare l’appartamento

sito in via __________ a __________ (fr. 1’250/mese), l’assicurato deve essere

dichiarato indigente.

Ritenuto, inoltre, che

anche le altre condizioni poste da legge e giurisprudenza appaiono adempiute,

l'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria va accolta.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza

giudiziaria è accolta.

3. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4. Comunicazione agli

interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla

comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti