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Decisione

35.2024.93

Corretta la decisione con la quale è stato dichiarato estinto il diritto a prestazioni dipendente dall'evento infortunistico

24 febbraio 2025Italiano26 min

insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente

Source ti.ch

Raccomandata

Incarto

n.

35.2024.93

cr

Lugano

24 febbraio 2025

In nome

della Repubblica e Cantone

Ticino

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto

dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente,

Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

redattrice:

Cinzia Raffa Somaini, cancelliera

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 6 dicembre 2024 di

RI 1

contro

la decisione su opposizione del 18

novembre 2024 emanata da

CO 1

rappr. da: RA 1

in materia di assicurazione contro

gli infortuni

ritenuto in fatto

1.1. In data 28 maggio 2024 RI 1, nato

nel 1982, di professione muratore/carpentiere, a quel momento impiegato a tempo

determinato presso la __________ – e perciò assicurato d’obbligo contro gli

infortuni e le malattie professionali presso l’CO 1 – “raccogliendo del carico

caduto dalla carriola, si sporge sbilanciandosi, nel raddrizzarsi di colpo per

non perdere altro carico riferisce di aver fatto perno sul ginocchio che si è

storto provocandogli dolore” (cfr. annuncio di infortunio del 31 maggio 2024,

doc. 1)

Dal rapporto del 28 maggio 2024

del Servizio di PS dell’Ospedale __________ risulta che, a seguito

dell’accaduto, l’assicurato ha riportato una distorsione e distrazione del

ginocchio destro (doc. 3). Le radiografie non hanno mostrato delle lesioni

ossee (doc. 36).

Una RM ginocchio destro eseguita

in data 21 giugno 2024 ha evidenziato “lieve stiramento del legamento crociato

anteriore senza discontinuità; meniscopatia degenerativa mediale senza

fissurazioni complete; minime alterazioni della cartilagine sul condilo

femorale mediale e condropatia grado II sulla retrofaccia articolare rotulea

centralmente; lesione parziale intra-sostanziosa del tendine patellare

all’inserzione prossimale di 9x6 mm; Hoffite sottopatellare; patella

tendenzialmente alta; inizio di borsite prepatellare” (doc. 25).

L’istituto assicuratore ha

assunto il caso e ha corrisposto regolarmente le prestazioni di legge.

1.2. Esperiti gli accertamenti

medico-amministrativi del caso, con decisione formale del 6 settembre 2024,

l’amministrazione ha dichiarato estinto dal 9 settembre 2024 il proprio obbligo

a prestazioni dipendente dall’infortunio del maggio 2024, ritenuto che i

disturbi al ginocchio destro non si sarebbero più trovati in una relazione di

causalità naturale con quell’evento (cfr. doc. 71).

A seguito dell’opposizione

interposta dall’assicurato (cfr. doc. 79 e doc. 92), in data 18 novembre 2024,

l’assicuratore LAINF ha confermato la sua prima decisione (cfr. doc. 112).

1.3. Con tempestivo ricorso del 6

dicembre 2024, RI 1 ha chiesto l’annullamento della decisione su opposizione

impugnata e il “controllo della pratica CO 1”, sviluppando la seguente

argomentazione:

" In data 28

maggio 2024 ho subito un infortunio al lavoro che ha fatto sì che dopo essermi

recato dal dott. __________ ed avere effettuato in data 21 giugno una risonanza

la CO 1 mi ha riconosciuto l’infortunio.

Dopo varie sedute di fisioterapia non vedevamo nessun risultato.

In data 6 settembre 2024 ho ricevuto una lettera della CO 1 dove

mi comunicavano la sospensione dell’infortunio.

Detto ciò e come chiarito meglio dalla documentazione allegata, ho

presentato ricorso poiché non ritenevo comprensibile il perché mi fosse stato

dato l’infortunio con risonanza del 21 giugno e tolto con la stessa senza che

io facessi ulteriori visite.

Quando ho fatto ricorso sempre con l’aiuto del dott. __________ ho

effettuato un’ecografia al ginocchio infortunato e una visita ortopedica per

avere un ulteriore riscontro medico dal quale dopo aver constatato che non

riuscivo a muovermi, ha ritenuto opportuno effettuarmi un’infiltrazione che ad

oggi è stata per me risolutoria.

Io continuo a non capire perché pur chiedendo telefonicamente più

volte di essere visitato dalla CO 1 non sono mai stato preso in carico e

concordo sul fatto che una visita medica fatta oggi sarebbe inutile poiché dopo

alcuni giorni dall’infiltrazione sono tornato abile e non ho nessun problema.

Il presenterò in data 10 dicembre il certificato di chiusura

dell’infortunio poiché come già accennato sono tornato abile al lavoro pur però

rispettando le tempistiche datemi dall’ortopedico e di conseguenza dal dott. __________.

Questi due mesi dove non ho percepito nessuna prestazione perché

non potevo realmente muovere l’intera gamba sono stati per me, padre di tre

figli, molto difficoltosi ed è anche per questo motivo che mi rivolgo a Voi per

fare chiarimento riguardo a quanto detto sulla mia pratica.” (Doc. I)

1.4. L’CO 1, in risposta, ha postulato

che l’impugnativa venga respinta con argomenti di cui si dirà, per quanto

occorra, nei considerandi di diritto (doc. III + allegato).

Fatti

1.5. Il 19 dicembre 2024 il presidente

del TCA ha assegnato alle parti un termine di 10 giorni per presentare

eventuali altri mezzi di prova (cfr. doc. IV). Esse sono rimaste silenti.

considerato in diritto

in ordine

2.1. Preliminarmente, richiamata la STF

8C_85/2017 del 20 aprile 2018 consid. 5.2 (relativa a un caso in cui l’incarto

era stato affidato dall’assicuratore a un legale esterno all’istituto

per le fasi della procedura giudiziaria; sul tema, si veda pure la STF

8C_561/2019 dell’11 maggio 2020 consid. 1), questa Corte rileva che decide la

presente vertenza nella sua composizione ordinaria (pubblicata su FUCT N. 102

del 27 maggio 2022) poiché, come dichiarato dall’CO 1 in una comunicazione

dell’8 giugno 2020 al TCA, l’incarto sub judice è stato trattato dalla

funzionaria che figura nell’intestazione degli allegati prodotti (in concreto,

dall’avv. RA 2), senza che la giurista di lingua italiana figlia del Giudice

Ivano Ranzanici se ne sia in alcun modo occupata (cfr. STF 8C_668/2021 del 18

febbraio 2022 consid. 2.1).

nel merito

2.2. In concreto, è litigiosa la

questione di sapere se l’amministrazione era legittimata a dichiarare estinto

dal 9 settembre 2024 il proprio obbligo a prestazioni dipendente dall’evento

infortunistico del maggio 2024, oppure no.

2.3. Secondo l’art. 6 cpv. 1 LAINF, per

quanto non previsto altrimenti dalla legge, le prestazioni assicurative sono

effettuate in caso d’infortuni professionali, d’infortuni non professionali e

di malattie professionali.

2.4. Il diritto alle prestazioni

risultante da un infortunio assicurato presuppone l’esistenza di un nesso di

causalità naturale tra l’evento dannoso e il danno alla salute. Questa

condizione è adempiuta qualora si possa ammettere che, senza l'evento

infortunistico, il danno alla salute non si sarebbe potuto verificare o non si

sarebbe verificato nello stesso modo. Non occorre, invece, che l'infortunio sia

stato la sola o immediata causa del danno alla salute; è sufficiente che

l'evento, se del caso unitamente ad altri fattori, abbia comunque provocato un

danno all'integrità corporale o psichica dell'assicurato, vale a dire che

l'evento appaia come una conditio sine qua non del danno. È questione di

fatto lo stabilire se tra evento infortunistico e danno alla salute esista un

nesso di causalità naturale; su detta questione amministrazione e giudice si

determinano secondo il principio della probabilità preponderante -

insufficiente essendo l'esistenza di pura possibilità - applicabile generalmente

nell'ambito dell'apprezzamento delle prove in materia di assicurazioni sociali

(DTF 142 V 435 consid. 1; 129 V 177 consid. 3.1, 402 consid. 4.3).

Se un infortunio ha semplicemente

scatenato un processo che sarebbe comunque insorto anche senza questo evento,

il nesso di causalità naturale tra i disturbi accusati dall’assicurato e

l’infortunio deve essere negato se lo stato morboso preesistente è ritornato ad

essere quello che era prima dell’infortunio (status quo ante) oppure se

ha raggiunto lo stadio che sarebbe prima o poi subentrato anche senza

l'infortunio (status quo sine) (RAMI 1992 U 142 p. 75 consid. 4b; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, p. 469; U.

Meyer-Blaser, Die Zusammenarbeit von Richter und Arzt in der Sozialversicherung,

in Bollettino dei medici svizzeri 71/1990, p. 1093).

2.5. Il diritto a prestazioni

assicurative presuppone pure l'esistenza di un nesso di causalità adeguata

tra l'evento dannoso e il danno alla salute.

Un evento è da ritenere causa adeguata di un determinato effetto

quando, secondo il corso ordinario delle cose e l'esperienza della vita, il

fatto assicurato è idoneo a provocare un effetto come quello che si è prodotto,

sicché il suo verificarsi appaia in linea generale propiziato dall'evento in questione

(DTF 129 V 181 consid. 3.2 e 405 consid. 2.2, 125 V 461 consid. 5a, DTF 117 V

361 consid. 5a e 382 consid. 4a e sentenze citate).

Comunque, qualora sia carente il nesso di causalità naturale,

l'assicuratore può rifiutare di erogare le prestazioni senza dover esaminare il

requisito della causalità adeguata (DTF 117 V 361 consid. 5a e 382 consid. 4a;

su queste questioni vedi pure: Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l'assurance-accidents,

Losanna 1992, p. 51-53).

La giurisprudenza ha inoltre

stabilito che in caso di danno alla salute fisica, dal momento in cui è

accertata la causalità naturale il nesso di causalità è generalmente ammesso

(DTF 127 V 102 consid. 5 b/bb, 118 V 286 e 117 V 365 in fine;

Meyer-Blaser, Kausalitätsfragen aus dem Gebiet des Sozialversicherungs-rechts,

in SZS 2/1994, p. 104s; M. Frésard, L'assurance-accidents obligatoire, in

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], n. 39).

2.6. Nella concreta evenienza, dalla decisione su opposizione impugnata

si evince che l’amministrazione ha posto fine alle prestazioni dipendenti

dall’infortunio occorso al ricorrente nel maggio 2024, facendo capo al parere

del proprio medico fiduciario, dott. __________, spec. FMH in chirurgia

ortopedica e traumatologia dell’apparato locomotore.

In effetti, con nota del 29

agosto 2024, il dott. __________ ha così risposto alle domande

dell’assicuratore LAINF:

" 1. Prima

dell'infortunio l'assicurato presentava, secondo il criterio della probabilità preponderante,

delle affezioni manifeste o asintomatiche alla parte del corpo interessata dall'attuale

infortunio?

1.1. Se sì, in che

misura?

2. In caso di risposta negativa alla domanda 1:

2.1. Secondo il criterio della probabilità preponderante, quali

lesioni ha causato I’infortunio?

2.2. Secondo il criterio della probabilità preponderante queste

lesioni sono guarite? Se sì, da quando?

3. In caso di risposta affermativa alla domanda 1:

3.1. L'infortunio ha causato con probabilità preponderante

ulteriori lesioni strutturali oggettivabili? In caso negativo si prega di

motivare.

3.2. In caso negativo, da quale data la sintomatologia non è più

influenzata con probabilità preponderante dalle conseguenze dell'infortunio?

3.3. Se la data non è ancora valutabile, quando la domanda 3.2 va

nuovamente esaminata dal punto di vista medico?

4. Eventuali osservazioni?

Grazie.

1. Si

1.1 Meniscopatia degenerativa mediale senza fissurazioni complete.

Minime alterazioni della cartilagine sul condilo femorale mediale e condropatia

grado II sulla retrofaccia articolare rotulea centralmente. Tendinopatia

rotulea. Patella tendenzialmente alta (Insall-Salvati: 1.2). Borsite

prepatellare. (cfr. RM).

3.1 No. L'evento ha determinato una contusione / distorsione senza

lesioni strutturali di chiara genesi traumatica riferibili all'evento.

3.2 vista documentazione fino al 30/8.” (Doc. 55)

L’assicurato ha contestato la

chiusura del caso con il mese di settembre 2024 decisa dall’amministrazione, chiedendo

di essere sottoposto ad una visita medica e producendo ulteriori referti medici

a comprova della continua presenza di disturbi.

A fronte della documentazione

medica prodotta, l’amministrazione ha invitato il dott. __________ a voler

rivalutare il caso, chiedendogli in particolare quanto segue:

" Voglia

esprimersi nuovamente in merito alla causalità dei disturbi. Conferma che

l’infortunio non ha causato delle lesioni strutturali ma un peggioramento

transitorio dello stato pregresso fino al 30.08.2024? Voglia motivare la sua

risposta. Voglia specificare per quali motivi una visita non è necessaria.”

(Doc. 108)

Con apprezzamento medico del 15 novembre 2024 il dott. __________

ha espresso la seguente valutazione:

"

Il servizio medico viene nuovamente interessato in tema di nesso

causale alla luce della posizione assunta in occasione della sottoposizione del

29.08.2024.

Siamo di fronte ad un assicurato che ha annunciato un caso

descritto come lieve trauma distorsivo del ginocchio con movimento di rotazione

a piede fermo. È stato visitato in Pronto Soccorso dove la valutazione

infermieristica di triage riporta tumefazione articolare, dolore e impotenza

funzionale.

Viene posta dal medico di Pronto Soccorso la diagnosi di

distorsione del ginocchio con prognosi 6 giorni.

Esegue una RM da cui emergono alcuni elementi di carattere morboso

e degenerativo quali una meniscopatia degenerativa mediale senza fissurazioni

complete, alterazioni della cartilagine del condilo mediale e di grado II sulla

faccia articolare della rotula centralmente, una infiammazione del corpo

adiposo di Hoffa ed una rotula tendenzialmente alta con una borsite

prepatellare.

Si descrive anche una lesione parziale del crociato anteriore di

grado I. Tale immagine corrisponde ad un legamento comunque continuo con minima

ondulazione. È peraltro difficile distinguere alla RM una vera e propria

lesione da una modica lassità del legamento crociato. Non vi è neppure un versamento

intra-articolare che possa testimoniare una significativa lesione di fibre

legamentose a pertinenza del legamento crociato anteriore.

Per quanto riguarda l'alterazione di segnale all'inserzione

prossimale del tendine rotuleo si tratta di una alterazione lineare intra-tendinea

compatibile con un quadro di tendinopatia cronica, senza chiara rottura del

tendine neppure parziale. Non vi sono alla RM elementi di acuzie, non vi è

versamento ematico, non vi è infarcimento emorragico nello spazio peritendineo.

Non vi è neppure una chiara interruzione delle fibre tendinee, tanto che il

radiologico parla di alterazione intra-tendinea.

L'assenza di elementi di acuzie fa propendere per un quadro di

tendinopatia cronica peraltro accompagnato da una borsite pre-rotulea. Tali

elementi stanno quindi a indicare un quadro più probabilmente degenerativo e

preesistente l'evento in esame. Inoltre in questo assicurato vi è chiaramente una

alterazione congenita dell'apparato estensore con una rotula alta ed una

lateralizzazione rotulea con una condropatia della porzione centrale della

rotula.

A questo proposito occorre chiarire che l'apparato estensore è

formato da una serie di strutture anatomiche poste in serie e costituite dal

muscolo quadricipite, tendine quadricipitale, rotula, tendine rotuleo con la

sua inserzione prossimale al polo rotuleo e distale alla tuberosità tibiale

anteriore.

In caso di sovraccarico funzionale, che è favorito da alterazioni

displasiche quale la rotula alta e la lateralizzazione della rotula presente in

questo assicurato, capita spesso che uno o più elementi di questo sistema in

serie vadano incontro a sovraccarico con infiammazione e alterazioni

strutturali di carattere morboso-degenerativo. Tali alterazioni possono essere

appunto la condropatia della rotula e la tendinopatia del tendine rotuleo, sia

esso sulla sua inserzione prossimale o distale che a Iungo andare porta ad una

degenerazione delle fibre tendinee con una perdita del normale orientamento fibrillare

ed una alterazione di segnale intratendineo come visibile alla RM. Pertanto,

per poter ritenere con probabilità prevalente che l'evento abbia determinato

una lesione del tendine rotuleo, particolarmente insolita a livello intratendineo,

sarebbe necessario avere anche degli elementi di acuzie quali un infarcimento

emorragico peritendineo, cosa che in questo assicurato non esiste.

Ad una visione più attenta delle immagini RM appare anche una

analoga alterazione di segnale intra tendinea di chiaro aspetto tendinosico che

si estenda dal terzo medio distale fino alla inserzione sulla tuberosità

tibiale anteriore. Pare quindi del tutto inverosimile che un singolo evento traumatico

possa aver determinato una lesione sia all'inserzione prossimale che distale. È

concetto generalmente accettato in traumatologia che un insulto meccanico che

determina una lesione ad un capo tendineo difficilmente può scaricare la sua

forza lesiva anche al lato opposto. Viceversa una alterazione di segnale così

diffusa è indice di una degenerazione tendinea morbosa cronica di carattere infiammatorio

o da sovraccarico.

Inoltre, la tipologia di evento per come descritta con una

rotazione del ginocchio mal si concilia con una lesione del tendine rotuleo.

Essa invece potrebbe teoricamente avvenire per un estremo sforzo in flessione

quale un sollevamento di pesi molto importante o uno sforzo in estensione del

ginocchio con una forza contrapposta in flessione.

Quanto all'ultimo rapporto del dott. med. __________ egli non fa

che confermare la presenza di una tendinopatia inserzionale dolorosa. Egli

descrive un gesto infiltrativo peritendineo e bursale e sorprendentemente anche

intratendineo con cortisonico. Egli utilizza la consueta miscela di cortisonico

(Kenacort) ed anestetico locale. I due farmaci vengono utilizzati a scopo

antiinfiammatorio ed antalgico ma non hanno alcun effetto diretto di

Considerandi

riparazione di lesioni strutturali tendinee. L'anestetico fornisce un immediato

ma temporaneo sollievo dal dolore grazie appunto alla sua azione

anestetizzante, il cortisonico dovrebbe agire nel tempo sulla componente flogistica.

Pertanto se vi è un motivo razionale all'utilizzo di un

cortisonico esso è legato al trattamento di una tendinopatia morbosa di genesi

infiammatoria ma non al trattamento di una lesione strutturale meccanica acuta

o subacuta. A questo proposito mi preme sottolineare che la terapia cortisonica

locale viene utilizzata con estrema cautela soprattutto per il tendine rotuleo

ed achilleo in quanto, per il noto effetto di atrofia e necrosi tessutale del

cortisone, potrebbe ledere le strutture tendinee minando la resistenza del tendine

anche a distanza di tempo. In particolare viene generalmente evitata

accuratamente I'iniezione intratendinea al fine di rendere minimi i rischi di

necrosi e rottura spontanea del tendine.

Quanto alla richiesta di visita posso dire che trattandosi di un giudizio

di nesso causale una visita medica potrebbe fornire solo elementi clinici

oggettivi di diretta acquisizione e registrare i sintomi riferiti dall'assicurato.

Tuttavia il quadro clinico e strumentale appare già chiaro e non vi sono

apparentemente divergenze sul fatto che questo assicurato presenti una

tendinopatia inserzionale.

Una visita nulla aggiungerebbe ad un giudizio sul nesso causale

con l'evento in questione. Più interessante sarebbe stato valutare l'assicurato

nell'immediatezza dell'evento. Ciò è stato fatto in occasione del ricorso al

Pronto Soccorso. Risulta però che al di là della breve descrizione non vi è

nessun riferimento ad elementi clinici di diretta acquisizione indicativi di

una seppur lieve lesione acuta del tendine rotuleo.

Restando pur disponibile alla valutazione dell'assicurato, ritengo

che sul quesito posto di causalità, una visita odierna non sembra avere

possibilità di chiarimento ulteriore oltre a quanto già evidente dagli atti.

Per i motivi sopra esposti non posso che confermare la risposta

alla sottoposizione a suo tempo espressa. (Doc. 110)

Unitamente al ricorso, a sostegno

delle proprie pretese, l’assicurato ha prodotto i seguenti referti: referto del

17.

settembre 2024 del dr. __________, medico Pratico (m. FMH), campi di

attività: ortopedia conservativa, medicina sportiva (doc. A5); rapporto

fisioterapico del 17 settembre 2024 del __________ 2.0 (doc. A6); referto

dell’ecografia ginocchio sinistro (il ginocchio interessato è il destro,

n.d.r.) del 18 settembre 2024 stilato dal dott. __________, FMH in radiologia

medica (doc. A7).

Tale documentazione medica, già presente agli atti, è stata

oggetto di disamina e valutazione da parte del dott. __________, così come

risulta dall’apprezzamento medico del 15 novembre 2024 (cfr. doc. 110), posto

alla base della decisione su opposizione qui in esame.

2.7

Per

costante giurisprudenza, in un procedimento assicurativo sociale

l'amministrazione è parte solo dopo l'instaurazione della controversia

giudiziale mentre invece nella fase che precede la decisione essa è un organo

amministrativo incaricato di attuare il diritto oggettivo (cfr. RAMI 1997 U

281, p. 282; DTF 104 V 209; STF U 259/02 dell'8 luglio 2003 consid. 2.1.1; U. Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, in

BJM 1989, p. 30ss.).

Nella DTF 125 V 351 seg. (=

SVR 2000 UV Nr. 10 p. 33 ss. e RAMI 1999 U 356 p. 572),

la nostra Corte federale ha ribadito che ai rapporti allestiti da medici alle

dipendenze di un'assicurazione deve essere riconosciuto pieno valore probante,

a condizione che essi si rivelino essere concludenti, compiutamente

motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine, non devono sussistere

degli indizi che facciano dubitare della loro attendibilità. Il solo fatto che

il medico consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore,

non permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità.

Devono

piuttosto esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere

come oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento.

In una sentenza 8C_216/2009

del 28 ottobre 2009, pubblicata in DTF 135 V 465, il Tribunale federale ha

precisato che il giudice delle assicurazioni sociali può fondare la propria

sentenza su rapporti allestiti da medici che si trovano alle dipendenze

dell’amministrazione, a condizione che non sussista dubbio alcuno, nemmeno il

più lieve, a proposito della correttezza delle conclusioni contenute in tali

rapporti. Sempre secondo l’Alta Corte, dal principio della parità delle armi

che la Corte europea dei diritti dell’uomo ha dedotto dall’art. 6 cpv. 1 CEDU,

discende che gli assicurati sono legittimati a mettere in dubbio l’affidabilità

dei rapporti dei medici interni all’amministrazione mediante dei mezzi di prova

propri. Fra questi mezzi di prova entrano in linea di conto, in particolare,

anche le certificazioni dei medici curanti.

Trattandosi invece di perizie

affidate dagli assicuratori sociali, durante la procedura amministrativa, a

medici esterni all’amministrazione o a servizi specializzati indipendenti, esse

godono di piena forza probatoria, a condizione che non esistano indizi concreti

che ne mettano in dubbio l’affidabilità (cfr. STF 8C_862/2014 del 2 aprile 2015

consid. 3.2 e riferimenti ivi citati).

Per quel che concerne il valore probante di un rapporto medico, determinante

è che esso sia completo sui temi sollevati, che sia fondato su esami

approfonditi, che tenga conto delle censure sollevate dalla persona esaminata,

che sia stato redatto in piena conoscenza dell'anamnesi, che sia chiaro nella

presentazione del contesto medico e che le conclusioni dell'esperto siano

motivate (cfr. SVR 2002 IV Nr. 21 p. 63; DTF 125 V 352;

RAMI 1991 U 133, p. 311 consid. 1, 1996 U 252, p. 191ss.; DTF 122 V 160 ss., consid.

1c e riferimenti).

L'elemento

rilevante per decidere circa il valore probante, non è né l'origine del mezzo

di prova né la sua designazione quale rapporto oppure quale perizia, ma

semplicemente il suo contenuto (cfr. DTF 125 V 352 consid. 3a e riferimenti).

È infine utile

osservare che se vi sono dei rapporti medici contraddittori, il giudice non può

evadere la vertenza senza valutare l’intero materiale e indicare i motivi per

cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro. Al riguardo va,

tuttavia, precisato che non si può pretendere dal giudice che raffronti i

diversi pareri medici e parimenti esponga correttamente da un punto di vista

medico, come farebbe un perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e

qual è l’opinione più adeguata (cfr. STF I 811/03 del 31 gennaio 2005, consid.

5.

in fine; STF I 673/00 dell’8 ottobre 2002; SVR 2000 UV Nr. 10 p. 35 consid.

4b).

2.8

Chiamato a pronunciarsi,

attentamente vagliato l’insieme della documentazione a sua disposizione, questo

Tribunale ritiene che il parere del dott. __________, specialista proprio nella

materia che qui interessa, con alle spalle un’ampia esperienza nella medicina

assicurativa e infortunistica, possa validamente servire da base al giudizio

che è ora chiamato a rendere.

In effetti, il dott. __________

ha ben spiegato, in maniera chiara e approfondita, le ragioni per le quali ha

ritenuto, dopo accurato esame della documentazione medica e strumentale agli

atti, che i disturbi ancora presenti dopo il 9 settembre 2024 non fossero più, secondo

verosimiglianza preponderante, in nesso causale con l’infortunio, ma fossero

invece dipendenti da patologie degenerative morbose preesistenti (cfr. doc. 110).

Questa conclusione, peraltro non

contestata in sede ricorsuale attraverso la presentazione di documentazione

medico specialistica di senso contrario, in grado di sollevare dubbi, quantomeno lievi, a proposito della fondatezza della

valutazione del dott. __________, può essere condivisa e fatta propria

da questo Tribunale.

Con il ricorso, l’insorgente si è

innanzitutto limitato a contestare la decisione dell’amministrazione, ponendo

l’accento sul fatto che i suoi disturbi sono perdurati oltre il 9 settembre

2024, fino al mese di dicembre 2024, allorquando, grazie ad un’infiltrazione

risolutiva, ha ritrovato la sua capacità lavorativa. Per tali ragioni, a suo

parere, l’amministrazione non avrebbe potuto interrompere il versamento delle

prestazioni prima di tale data, visto che l’inabilità lavorativa dipendeva

sempre dagli esiti dell’infortunio (doc. I).

Queste

considerazioni, evidentemente fondate sul principio post hoc ergo

propter hoc, sono insufficienti, a sé stanti, per ammettere l'esistenza di

un nesso di causalità naturale tra i disturbi e l'evento assicurato (cfr. al

riguardo, DTF 119 V 341 consid.

2b/bb; STF 8C_321/2024 dell’11

ottobre 2024 consid. 5.3; 8C_586/2021 del 5 maggio 2022, pubblicata in: SVR

12/2022 UV n. 44; 8C_245/2017 dell’8 agosto 2017; 8C_230/2017 del 22 giugno

2017).

L’insorgente

ha poi considerato incomprensibile l’agire dell’amministrazione, la

quale, basandosi sul medesimo esame strumentale (ossia la RM del 21 giugno) e

senza sottoporlo ad ulteriori visite, ha proceduto sia all’assegnazione del

diritto a prestazioni, sia all’interruzione delle stesse.

A tale riguardo, il TCA sottolinea

che l’CO 1 non ha interrotto la corresponsione del diritto a prestazioni dal 9

settembre 2024 perché ha ritenuto che l’assicurato sia guarito o abbia

ritrovato la propria capacità lavorativa, ma a seguito della valutazione – di

natura medica – dell’intervenuta cessazione del nesso causale tra i disturbi

ancora presenti dopo tale data e l’evento infortunistico. Ora, il raggiungimento dello status quo sine

non presuppone la scomparsa dei disturbi scatenati dall’infortunio, ma piuttosto la definitiva

estinzione del ruolo causale giocato da quell’evento.

In proposito, il dott. __________ ha spiegato, in maniera puntuale,

le ragioni che lo hanno portato a ritenere che dopo il 30 agosto 2024 i

disturbi presentati dall’assicurato al ginocchio destro non fossero più in

nesso causale con l’evento infortunistico.

Il medico fiduciario ha, infatti, evidenziato come dall’analisi

della RM del giugno 2024 emergesse che l’assicurato presentava già prima

dell’evento infortunistico, secondo probabilità preponderante, delle affezioni

morbose (meniscopatia degenerativa mediale senza fissurazioni complete; minime alterazioni

della cartilagine sul condilo femorale mediale e condropatia grado II sulla retrofaccia

articolare rotulea centralmente; tendinopatia rotulea; patella tendenzialmente

alta; borsite prepatellare).

Il medico fiduciario ha anche rilevato che l’evento del maggio

2024.

ha determinato una contusione / distorsione, senza lesioni strutturali di

chiara genesi traumatica riferibili all'evento (cfr. doc. 55).

Il dott. __________ ha analizzato nel dettaglio se si fosse in

presenza di una lesione parziale del crociato anteriore e/o del tendine

rotuleo, escludendo entrambe le possibilità, vista l’assenza di versamento

intra-articolare, così come di infarcimento emorragico nello spazio

peritendineo e di altre “acuzie”.

Per tali ragioni, il medico fiduciario ha concluso che tutta una

serie di elementi (riassunti come assenza di acuzie) lo abbia portato a

ritenere di essere confrontati con un quadro di tendinopatia cronica

degenerativa preesistente, accompagnata da una borsite pre-rotulea, in presenza

di una alterazione congenita dell’apparato estensore con una rotula alta ed una

lateralizzazione rotulea con una condropatia della porzione centrale della

rotula (cfr. doc. 110).

Sulla base di queste ben motivate

considerazioni mediche il TCA ritiene accertato, con un sufficiente grado di

verosimiglianza, che l’evento traumatico, così come spiegato dal dott. __________,

non abbia causato nessuna lesione strutturale al ginocchio destro, né abbia

provocato un peggioramento direzionale (duraturo) del preesistente stato

morboso asintomatico (per un caso analogo nel quale il medico fiduciario di un

assicuratore infortuni ha sottolineato il carattere quasi esclusivamente

degenerativo delle lesioni del corno posteriore del menisco, spesso asintomatiche,

cfr. STF 8C_112/2023 dell’11 dicembre 2023, consid. 3.1.; cfr. anche STCA

35.2023.112

del 22 aprile 2024).

Infine, il TCA ritiene di poter

fare affidamento sul parere del dott. __________ anche nella misura in cui ha

sostenuto che il ruolo causale dell’infortunio del 28 maggio 2024 si è

completamente estinto con il 30 agosto 2024 (su

quest’ultimo aspetto, nello stesso senso, cfr. ad es. STF 8C_112/2023 dell’11 dicembre 2023, nella quale l’Alta Corte ha confermato il parere espresso

dal medico consulente dell’assicuratore in questione, secondo il quale i

disturbi accusati da un assicurato al ginocchio destro dopo la fine del mese di

novembre 2020 non erano più in relazione causale con l’infortunio del 22 agosto

2020; STF 8C_430/2020 del 15 dicembre 2020, nella quale pure la persistenza del

nesso causale è stata riconosciuta per un lasso di tempo di tre mesi; STF

8C_606/2021 del 5 luglio 2022, nella quale la causalità, per quanto riguarda i

disturbi interessanti il ginocchio, è stata ritenuta estinta trascorsi 2 mesi

dall’infortunio).

Del resto, anche su questo

specifico aspetto, non vi sono agli atti referti specialistici suscettibili di

mettere in dubbio la fondatezza del parere del medico fiduciario

In conclusione, in esito alle

considerazioni che precedono, si ritiene dimostrato, perlomeno con il grado

della verosimiglianza preponderante, caratteristico del settore della sicurezza

sociale (cfr. DTF 125 V 195 consid. 2 e riferimenti), che i disturbi al

ginocchio destro presentati dall’assicurato, al più tardi al momento in cui

l’assicuratore ha posto termine alle prestazioni (9 settembre 2024), non

costituivano più una conseguenza naturale, nemmeno parziale, dell’evento

traumatico assicurato.

La decisione su opposizione

impugnata è, dunque, corretta e va confermata.

2.9

L’art.

61.

lett. a LPGA, in vigore fino al 31 dicembre 2020, prevedeva che la procedura

deve essere semplice, rapida, di regola pubblica e gratuita per le parti;

la tassa di giudizio e le spese di procedura possono tuttavia essere imposte

alla parte che ha un comportamento temerario o sconsiderato.

Il

1° gennaio 2021 è entrata in vigore una modifica della LPGA. L’art. 61 lett. a

LPGA enuncia ora unicamente che la procedura deve essere semplice, rapida e, di

regola pubblica.

Dalla

medesima data è in vigore l’art. 61 lett. fbis LPGA secondo cui in

caso di controversie relative a prestazioni, la procedura è soggetta a spese se

la singola legge interessata lo prevede; se la singola legge non lo prevede il

tribunale può imporre spese processuali alla parte che ha un comportamento

temerario o sconsiderato.

Nella

presente fattispecie, trattandosi di una controversia concernente prestazioni

LAINF, in relazione alle quali il legislatore non ha previsto di prelevare le

spese, non si riscuotono spese giudiziarie (cfr. STCA 35.2024.38 del 12 agosto

2024.

consid. 2.12.; 35.2023.76 del 21 febbraio 2024 consid. 2.9.; 35.2023.93

del 22 gennaio 2024 consid. 2.15.; 35.2023.36 del 14 agosto 2023 consid. 2.9.;

35.2022.50

del 19 settembre 2022 consid. 2.5.; 35.2022.95 del 10 maggio 2023

consid. 2.14.).

Sul

tema, cfr. anche STF 9C_369/2022 del 19 settembre 2022; STF 9C_368/2021 del 2

giugno 2022; SVR 2022 KV Nr. 18 (STF 9C_13/2022 del 16 febbraio 2022); STF

9C_394/2021 del 3 gennaio 2022; STF 8C_265/2021 del 21 luglio 2021 (al riguardo

cfr. A. Bernasconi, Actualités du TF, 8C_265/2021 du 21 juillet 2021 - frais

judiciaires pour les tribunaux cantonaux des assurances selon la révision de la

LPGA du 21 juin 2019, in SZS/RSAS 2/2022 p. 107); Messaggio n. 8480 del

Consiglio di Stato del 21 agosto 2024 «Rapporto sull’iniziativa parlamentare

presentata il 4 maggio 2021 nella forma elaborata da Lara Filippini e Sabrina

Aldi per la modifica dell'art. 29 della Legge di procedura per le cause davanti

al Tribunale cantonale delle assicurazioni (Lptca) del 23 giugno 2008

(Implementazione della revisione LPGA alle spese giudiziarie dinanzi al

Tribunale cantonale delle assicurazioni) e controprogetto».

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso è respinto.

2. Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione agli interessati i

quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto

pubblico al Tribunale federale,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto di ricorso, in 3

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario di Camera

Daniele Cattaneo Gianluca

Menghetti