Lexipedia

Decisione

36.2004.105

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

10 gennaio 2005Italiano28 min

Source ti.ch

Fatti

i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti

dal medico;

- per la lett. e: la degenza

nel reparto comune di un ospedale .

- per la lett. f: la degenza

in un istituto che fornisce prestazioni semiospedaliere.

I

presupposti dell’assunzione dei costi delle prestazioni definite dagli art. 25

e seg. sono specificati all’art. 32 LAMal.

Questo

disposto precisa che “le prestazioni di cui agli art. 25-31 devono essere

efficaci, appropriate ed economiche".

4. Giusta

l’art. 49 cpv. 3 LAMal, in caso di degenza ospedaliera, la remunerazione è

effettuata conformemente alla tariffa dell’ospedale ai sensi dell’art. 49 cpv.

1 e 2 finché il paziente, secondo l’indicazione medica, necessita di cure e

assistenza o di riabilitazione medica in ospedale.

Se

questa condizione non è più soddisfatta, per la degenza ospedaliera è

applicabile la tariffa secondo l’art. 50. Secondo questo disposto, in assenza

di una convenzione prevedente remunerazioni forfettarie, l’assicuratore assume,

per le degenze in caso di cura, le stesse prestazioni previste in caso di cura

ambulatoriale e a domicilio.

Un soggiorno ospedaliero non implica, dunque, di per sé l'obbligo contributivo

delle Casse: presupposto indispensabile alla nascita del diritto alle

prestazioni per cura ospedaliera é la necessità di misure terapeutiche o,

almeno, diagnostiche che possono essere applicate soltanto in uno stabilimento

ospedaliero (SVR 2000 KV 40 c. 2, pag. 124; SVR 3/2001 KV 15 pag. 39; DTF 120 V

pag. 206 e seg. consid. 6; RAMI 1969 pag. 32 e seg.; 1977 pag. 167 e seg.;

1989 pag. 154 e seg.).

Il

diritto alle prestazioni per cure ospedaliere presuppone, in forza dell'art. 56

LAMal, che la degenza ospedaliera sia richiesta dall'interesse dell'assicurato

e dallo scopo del trattamento. Non deve, cioè, essere possibile fare a meno

dell'ospedalizzazione senza compromettere il buon esito del trattamento,

ledendo, così, il diritto dell'assicurato ad essere curato in modo adeguato.

Il

TFA si è, al proposito, così espresso:

" Aus Art. 56 in Verbindung mit Art. 49 Abs. 3 KVG

folgt u.a., dass ein Aufenthalt im Akutspital zum Spitaltarif nach Art. 49 Abs.

1 und 2 KVG nur so lange durchgeführt werden darf, als vom

Behandlungszweck her ein Aufenthalt im Akutspital notwendig ist

(Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 2. Aufl., Bern 1997, S. 165

N. 28) ...” (STFA 26.11.1998 in re E.F. e H.F. c. K.)

Nella sentenza pubblicata in SVR 2000 il TFA rammenta come:

" Le droit à des prestations pour un traitement en

milieu hospitalier implique qu'un tel traitement soit nécessaire.

D'après la jurisprudence rendue sous l'empire de la LAMA, le seul fait

de séjourner dans un établissement hospitalier ne suffit pas à ouvrir droit aux

prestations. Les caisses répondent toutefois de toute hospitalisation rendue indispensable

par l'état maladif de leurs assurés lorsque cet état nécessite, non pas forcément

un traitement médi­cal, mais simplement un séjour en milieu hospitalier. L'in­tensité

des traitements médicaux qu'exige la maladie n'est pas l'unique critère pour

décider si l'état de santé justifie une hospitalisation, notamment lorsqu'un

assuré âgé ou vi­vant seul est dans l'impossibilité de recevoir à domicile la

surveillance et les soins requis par son état. Dès lors, le droit aux

prestations d'hospitalisation n'existe pas si une hospitalisation a lieu

uniquement pour des motifs sociaux, si l'assuré n'est pas malade au sens de la

loi sur l'assurance‑maladie ou si l'ensemble du traitement mé­dical et

des autres soins nécessités par sa maladie ne justifie pas un séjour à

l'hôpital (ATF 115 V 48 consid. 3b/aa; RAMA 1991 no K 863 p. 78 consid. 2a et

la jurisprudence citée).

Il est admis que cette jurisprudence conserve toute sa valeur sous le

régime de la LAMal en ce qui concerne les établissements ci leurs divisions qui

servent au traite­ment hospitalier de maladies aiguës ou à l'exécution, en

milieu hospitalier, de mesures médicales de réadaptation (hôpitaux) au sens de

l'art. 39 al. 1 LAMal (ATF 125

V 179 consid. 1 b; RAMA 1998 no KV 34p. 289; EUGSTER,

Kranken- versicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungs­recht

[SBVR], ch. 136 ss; DUC, L'établissement médico-social et la LAMal, in: LAMal‑KVG:

Recueil de travaux en l'honneur de la Société suisse de droit des assurances,

Lau­sanne 1997, p. 313 et 316; MAURER, Das neue Krankenver­sicherungsrecht,

1996, p. 71 note 181; voir aussi ATF 124 V 365 consid. Ib, à propos de la

délimitation entre le besoin d'hospitalisation pour le traitement d'affections

aiguës et le besoin de soins). Cette jurisprudence, en effet, constituait du

temps de la LAMA un cas d'application des principes de l'économie et du

caractère approprié du traitement (art. 23 LAMA; art. 21 al. 1 Ord. III; cf.

ATF 125 V 98 consid. 2), qui trouvent désormais leur expression à l'art. 32 al.

1 LA­Mal, relatif aux conditions générales de la prise en charge des frais de

soins (voir aussi l'art. 49 al. 3 LAMal)."

5. Va ancora rilevato che l'art. 41 cpv. 1 LAMal, che garantisce

all'assicurato la libertà di scelta tra gli stabilimenti ospedalieri svizzeri,

non gli permette di entrare o di rimanere, in caso di cura ospedaliera, in uno

stabilimento concepito per trattare dei malati necessitanti di cure intense

quando potrebbe essere curato convenientemente in uno stabilimento attrezzato

più semplicemente e più econo­micamente.

L'assicurato

può scegliere il luogo della cura ospedaliera, beneficiando così delle

prestazioni corrispondenti, solo fra gli stabilimenti ospedalieri e fra i

servizi degli stabilimenti, destinati alle categorie di malati, di cui fa parte

dal punto di vista medico (art. 56 LAMal; cfr. art. 23 LAMI).

Data

la necessità di una cura stazionaria, va, dunque, ancora operata una

differenziazione fra i diversi istituti di cura: gli assicuratori assumeranno

soltanto le spese relative al genere di istituto o reparto ospedaliero adeguato

alla cura della malattia di cui l'assicurato soffre (DTF 101 V 72ss; RDAT 1988

N. 82 p. 248ss).

In

particolare, il TFA ha avuto modo di precisare che la mancanza di letti in un

istituto di cura adatto non può essere ritenuta per la determinazione

dell'obbligo contributivo di una cassa:

" Ebenso hat der spitalbedürftige Versicherte nicht

mehr als die gesetzlichen bzw. statutarischen Leistunge zugute, wenn er

gezwungenermassen in einer teuren Klinik hospitalisiert werden muss, weil in

der Heilanstalt oder in der Spitalabteilung, die vom medizinischen Standpunkt

aus genügen würde und billiger wäre, kein Bett frei ist. Ferner hat die Kasse

nicht dafür aufzukommen, wenn ein Versicherter trotz nicht mehr bestehender

Spitalbedürftigkeit weiterhin in einer Heilanstalt untergebracht ist, weil z.B.

kein Platzin einem geeigneten und für den Versicherten genügenden Pflegeheim

(ohne Spitalcharakter) vorhanden ist und mithin der Spitalaufenthalt nur noch

auf sozialen Überlegungen beruht (BGE 115 V 48 f. Erw. 3b/aa; vgl auch BGE 120

V 206 Erw. 6a). ..."

(STFA 26.11.1998 in re E.F e H.F. c. Konkordia pubbl. in DTF 124 V

pag. 362 e seg. e RAMI 1/1999 pag. 31 e seg.)

6. In

concreto la vertenza ha per oggetto il pagamento delle spese cagionate dal

ricovero dell'assicurata presso la Clinica __________ di __________.

Nel caso di specie,

emerge che l'assicurata è stata ricoverata presso la Clinica __________ di __________

dal 1° febbraio 2004 al 9 febbraio 2004, dove ha subito un intervento di

artrodesi TMT 1, artrolisi MTP 1 e osteotomia MT 2 e 3 al piede sinistro (cfr.

doc. 3). L'assicuratore, per questa degenza, ha regolarmente versato le

prestazioni previste dalla legge.

Successivamente,

l'assicurata è stata trasferita alla Clinica __________ di __________, dove è

stata degente dal 9 febbraio 2004 al 17 febbraio 2004. La Cassa malati tramite

uno scritto del 6 febbraio 2004 ha informato l’assicurata di potere accordare

un prolungamento di degenza rientrante nel concetto “acuto” fino al 10 febbraio

2004 (cfr. doc. A8), mentre a partire dall’11 febbraio 2004 si è rifiutata di rimborsare

le spese del ricovero, non ritenendolo necessario e ha deciso di onorare la

fattura come se si trattasse di una cura ambulatoriale (cfr. doc. 4). Il

prolungo di degenza non è stato successivamente più accordato, come emerge

dalla decisione dell’11 giugno 2004 e dalla decisione su opposizione del 21

luglio 2004 (cfr. doc. A13 e doc. A15).

L'assicuratore nel

contestare la tesi dell'insorgente si rifà in particolare al rapporto del

proprio medico fiduciario, Dr. med. __________, che in data 2 giugno 2004 si è

così espresso:

" (...)

In

base al certificato 18 gennaio 2004 del Dr. __________ la paziente ha una

diagnosi di: "Metatarsalgia al piede sinistro su esiti dopo diversi

interventi all'avampiede e lussazione completa articolazione MTF ll".

Sicché un intervento d'artrodesi MT1, artrolisi MTF1, osteotomia MT2 e 3. Girdlestone-Taylor

con ablazione materiale d'osteosintesi in situ si è rivelato necessario.

In

data 22 gennaio 2004 ho proceduto ad effettuare una valutazione degli atti a

disposizione ed in base ai quali l'assicuratore malattia ha accordato 2

settimane di convalescenza poiché secondo il contenuto del certificato prodotto

non vi era nessuna necessità di procedere ad una riabilitazione di tipo

"intensivo".

In

seguito, ho ricevuto il rapporto d'uscita provvisorio 9 febbraio 2004 della

Clinica __________ dal quale si evince come in quella sede l'assicurata ha

beneficiato di sedute individuali di fisioterapia, d'ergoterapia (terapia

occupazionale) e training delle attività individuali.

(…)

In

base ai certificati sopra-elencati si tratta di un'operazione effettuata all'avampiede

dove, in seguito all'operazione, uno scarico completo era necessario. Quest'intervento

però non presuppone una riabilitazione intensa ma necessita - soprattutto - di

uno scarico per permettere la riconsolidazione delle ossa (eventualmente, una

riabilitazione intensa sarebbe stata auspicabile se più arti fossero stati

coinvolti; oppure, se fosse stato impossibile effettuare una terapia

ambulatoriale od anche se dei disturbi della coordinazione fossero stati

presenti). In pratica, in riferimento alla documentazione messami a

disposizione dalla cassa scaturisce con evidenza che un periodo di

convalescenza era assolutamente attagliato alla situazione della signora RI 1.

In questo senso, ritengo che per lo stretto scarico, per una certa

coordinazione e rinforzo della muscolatura una cura di convalescenza era

sufficiente poiché in tale contesto per raggiungere lo scopo una seduta al

giorno di fisioterapia e la presenza di personale qualificato disponibili ad

aiutare il paziente ad alzarsi e vestirsi sono garanzie di successo.

In

riferimento alla presente fattispecie e richiamato l'art. 32 LAMal ne discende

che una cura in ambito convalescenza è sicuramente efficace, economicamente

giustificata e scientificamente riconosciuta. Di riflesso non sussistono le

premesse per accedere ad una cura tipo riabilitazione presso la clinica __________

con 3-5 sedute al giorno. Questa sarebbe una cura costosa, economicamente

improponibile viste le effettive necessità dell'assicurata, in sintesi

contraria al tenore dell'art. 32 LAMaI." (Doc. 10)

Il __________ Dr. med.

__________, specialista FMH in chirurgia ortopedica e traumatologia presso la

Clinica __________, sede __________, nello scritto 18 gennaio 2004 indirizzato

alla Cassa malati si era così espresso:

"

(…)

Diagnosi: Metatarsalgie al piede sinistro su esiti dopo

diversi interventi all'avampiede e lussazione completa metatarso-falangea II.

Intervento: Artrodesi

TMT1, artrolisi MTP1, osteotomia MT 2 e 3, Girdlestone-Taylor con ablazione

materiale osteosintesi in situ.

Ospedalizzazione

presso la Clinica __________ prevista fino a 7 giorni post-operativi.

In

seguito chiediamo il vostro benestare per continuare la cura post-operatoria

presso la Clinica __________ di __________, per ulteriori 7 giorni, in quanto

la paziente necessita dell'aiuto di terzi fino all'ablazione del gesso.

In

seguito la paziente potrà mobilizzarsi senza l'aiuto di terzi, tramite l'uso di

Considerandi

2.

stampelle, e potrà rientrare al proprio domicilio.

La

Signora RI 1 è assicurata presso di voi in camera comune." (Doc. A3)

I medici della Clinica

__________, in particolare il Dr. med. __________, Capo Servizio medicina

interna e il Dr. med. __________, medico assistente, nel loro rapporto 1° marzo

2004.

indirizzato al Dr. __________, hanno scritto quanto segue:

"

La paziente a margine è stata

degente nel nostro Centro di riabilitazione dal 09.02.2004 al 17.02.2004.

(…)

la

paziente è costretta in carrozzella, avendo come direttiva dall'operatore uno

scarico completo all'arto inferiore sx. (…)."

(Doc.

A16)

Con scritto del 3

novembre 2004 il Dr. Med. __________, specialista FMH in neurologia e primario

della della Clinica __________ ha comunicato al TCA la lista delle prestazioni

eseguite in favore della signora RI 1, segnalando in particolare:

"

(…)

-

Visite mediche previste per i pazienti degenti in camera

comune:

lunedì

09.02.04

visita medico assistente con capo servizio

martedì

10.02.04

visita medico assistente con capo servizio

mercoledì

11.02.04

visita kardex

giovedì

12.02.04

visita kardex

venerdì

13.02.04

visita medico assistente

lunedì

16.02.04

visita medico assistente con capo servizio

martedì

17.02.04

visita medico assistente

-

Terapie: vedi allegato.

- Altre prestazioni infermieristiche e

alberghiere compresa nell'importo forfetario giornaliero." (Doc. VII)

L’assicuratore

malattia ha rilevato che quanto indicato dalla Clinica __________ dimostra che

non sono state erogate all’assicurata cure specialistiche particolari, motivo

per il quale a giusta ragione il medico fiduciario della Cassa malati ha

indicato che nel caso di specie era assolutamente appropriato un periodo di

convalescenza, mentre invece non sono date le premesse per accedere ad una cura

di tipo riabilitativo (cfr. doc. IX).

7.

Le

argomentazioni della cassa convenuta non possono essere condivise.

Sostenere

che non esiste uno stato morboso in una persona che, pochi giorni dopo un

intervento chirurgico presso la clinica __________ di "artrodesi TMT 1,

artrolisi MTP 1, osteotomia MT 2 e 3, Girdlestone-Taylor con ablazione

materiale di osteosintesi in situ" considerata la diagnosi di

"metatarsalgie al piede sinistro su esiti dopo diversi interventi

all'avampiede e lussazione completa metatarso-falangea II" (cfr. doc. A3),

porta un gambaletto di gesso all'arto inferiore sinistro, è costretta su una

sedia a rotelle vista la direttiva dei curanti - non adeguatamente contestata

dall'assicuratore mediante valutazione specialistica - al fine di ottenere uno

scarico completo della gamba sinistra e che necessita dell'aiuto di terzi fino

all'ablazione del gesso (cfr. doc. 9a), è certamente errato.

Altrettanto

errato e riduttivo - poiché non tiene conto dello stato della paziente - è

sostenere, come indicato dal medico fiduciario dell'assicuratore malattia, che

le terapie di cui lei necessitava potevano essere effettuate a livello

ambulatoriale.

E’

certamente vero che, di principio, una fisioterapia improntata al

rinforzo muscolare globale isometrico (così come indicato alla voce

"decorso riabilitativo" dai medici della clinica __________, cfr.

doc. A16), può essere eseguita a livello ambulatoriale. Va, tuttavia,

considerato che lo stato della signora RI 1, pochi giorni dopo l’intervento chirurgico,

non era certamente analogo a quello di una persona in buona salute. In

particolare, il suo importante stato di dipendenza - poiché impossibilitata ad

eseguire in maniera autonoma movimenti quotidiani, dovendo spostarsi unicamente

tramite l'ausilio di una sedia a rotelle, vista la necessità di non caricare il

peso sulla gamba sinistra - rendeva praticamente impossibile il rientro al

domicilio.

Durante la degenza, l'assicurata è stata sottoposta a sedute di

fisioterapia e a visite mediche ed altre prestazioni infermieristiche, come

risulta dalla lista dettagliata delle prestazioni eseguite in favore

dell'assicurata fornita, su esplicita domanda del TCA (cfr. doc. V), dai medici

della Clinica __________ (cfr. doc. VII).

Il medico fiduciario di CO 1, che non è specialista in materia,

dimentica comunque non solo la necessità per la ricorrente di far capo alla

sedia a rotelle, ma anche le diagnosi secondarie che giocano un ruolo, in

particolare una pregressa frattura al polso e - soprattutto - i quasi 80 anni

della paziente che vive sola.

E'

importante sottolineare che, secondo la giurispru­denza del TFA,

un'ospedalizzazione diventa necessaria quando - dato uno status patologico -

essa si giustifica dal profilo soggettivo: determinante non è, infatti,

soltanto, il quadro clinico ma anche la situazione personale (mancanza di cure

a domicilio, particolarità sociali, …).

Quindi,

per la valutazione della necessità di un'ospedalizzazione entrano in

considerazione, oltre allo stato di salute, numerosi altri fattori

riconducibili alla situazione personale del malato: il diritto alle prestazioni

ospedaliere deve essere riconosciuto non soltanto quando la patologia

dell'assicurato necessita un trattamento medico intensivo, ma anche quando tale

stato rende necessario un soggiorno in ambiente ospedaliero. A questo

proposito, nella sentenza pubblicata in RAMI 1989, p. 154ss, il TFA ha rilevato

quanto segue:

" Die Hospitalisierung muss sachlich begründet sein.

Sie ist es, wenn als Grundvoraussetzung gesundheitliche Störungen vorliegen und

nach den medizinischen Gegebenheiten oder nach den besonderen persönlichen bzw.

Sozialen Verhältnissen ein Aufenthalt in einem Spitalmilieu notwendig ist (BGE

107.

V 57 Erw. 3, 101 V 72 Erw. 21), 99 V 72 Erw. 3; RKUV 1986 Nr. K 680 S. 231;

RSKV 1982 Nr. 477 S. 41 Erw. 2, 1977 Nr. 298 S. 171, 1973 Nr. 199 S. 123). Die

Intensität der medizinischen Behandlung, die eine Krankheit erfordert, ist also

nicht alleiniges Kriterium für die Beurteilung, ob der Zustand eines

Versicherten dessen Hospitalisierung rechtfertigt. Diese kann sich auch aus

persönlichen bzw. Sozialen Gründen als notwendig erweisen. Zur

Dispositivo

Spitalbedürftigkeit aus solchen Gründen hat das EVG erkannt, dass insbesondere

ein betagter oder alleinstehender Versicherter dann Anspruch auf die für

Spitalaufenthalte vorgesehenen Leistungen hat, wenn die im Zusammenhang mit

einer Krankheitsbehandlung notwendige Pflege oder Betreuung zuhause nicht

gewährleistet werden kann, sei es, weil diese zuhause nicht möglich oder den

Angehörigen nicht zuzumuten ist. Solche Umstände, welche die

Spitalbedürftigkeit begründen, können auch bei jungen Versicherten gegeben sein

(unveröffentlichte Erw. 2 von RKUV 1987 Nr. K 739 S. 254, RKUV 1986 Nr. K 675

S. 202, 1984 Nr. 591 S. 199 Erw. 2b; RSKV 1983 Nr. 534 S. 121 Erw. 1, 1982 Nr.

477 S. 41 Erw. 2 und Nr. 486 S. 101 Erw. 4)."

(cfr. anche RAMI 1991, p. 73ss)

Il

TFA ha avuto modo di confermare questi principi in una sentenza dell’11 giugno

2001 nella causa B., K 158/00, pronuncia nella quale l’Alta Corte, confermando

quanto stabilito dal TCA con sentenza del 7 agosto 2000, inc. 36.2000.6, ha

ritenuto che la degenza presso una clinica di riabilitazione di una paziente

nata nel 1923 e reduce da un intervento chirurgico a causa di una frattura

sottocapitale dell’omero sinistro fosse necessaria per il trattamento della

malattia e costituisse un provvedimento di riabilitazione medica da porre a

carico dell’assicurazione sociale.

8. Nel

caso di specie, occorre considerare che l'assicurata ha attualmente 79 anni, vive

da sola in una abitazione il cui accesso è ostacolato da un innumerevole numero

di scalini ed era, dopo l'intervento al piede sinistro, costretta su una sedia

a rotelle fino al momento di ablazione del gambaletto di gesso. Sarebbe stato

dunque assolutamente impossibile per l'assicurata, in queste condizioni, poter

rientrare, dopo l'intervento, al proprio domicilio e riuscire a spostarsi e a

recarsi autonomamente in ambulatorio in particolare per effettuare le sedute di

fisioterapia di cui necessitava. Addirittura la signora RI 1 ben difficilmente

avrebbe potuto sopperire ai bisogni primari ossia alimentarsi, nutrirsi,

vestirsi, usufruire dei servizi igienici, circostanze queste che la Cassa non

ha considerato nella sua decisione.

L'assicurata,

durante la degenza presso la Clinica __________, non solo ha potuto effettuare

le sedute di fisioterapia, ma è anche stata costantemente sotto controllo

medico: ella è stata infatti visitata quotidianamente dai medici e le sono

stati fatti tutta una serie di controlli ed esami (cfr. doc. VII e doc. VII 1).

Inoltre, va

sottolineato il fatto che la stessa Cassa malati, in data 10 febbraio 2004, ha

comunicato all’assicurata di poter accordare un prolungamento di degenza

rientrante nel concetto “acuto” fino al 10 febbraio 2004 (fatto questo che

successivamente CO 1 sembra aver dimenticato), riconoscendo quindi che

all’uscita dalla Clinica __________ l’assicurata non poteva rientrare

immediatamente al proprio domicilio (cfr. doc. A8).

In buona sostanza,

quindi, la signora RI 1 alla dimissione da __________ necessitava di cure

intense a fronte della patologia che presentava, cure che non era nella

possibilità di potere eseguire in via ambulatoriale. Alla luce delle patologie,

della necessità di dovere rimanere seduta su una sedia a rotelle, dell'età,

dell'intensità delle cure, delle patologie pregresse, del fatto di vivere sola

in luogo di difficile accesso che non permetteva le cure ambulatoriali ma, in

quelle condizioni neppure una vita autonoma, appare giustificato porre a carico

di CO 1 la degenza in discussione.

In

queste condizioni, la decisione impugnata va annullata ed alla Cassa convenuta

va fatto obbligo di assumere, nell’ambito dell’assicurazione delle cure

medico-sanitarie, i costi della degenza alla Clinica __________ quale caso acuto

anche per il periodo dal 9 febbraio 2004 al 17 febbraio 2004.

A

titolo abbondanziale, questo Tribunale osserva che ritenuta l’esistenza di

coperture complementari, in virtù della LCA, eventuali diritti scaturenti dalle

stesse dovranno essere fatti valere autonomamente dalla signora RI 1 nei

confronti di CO 1.

In

caso di rifiuto da parte della Cassa malati di riconoscere tali diritti,

l’assicurata potrà eventualmente ulteriormente adire questo Tribunale.

9. Infine,

per quanto concerne la richiesta di ripetibili, va rammentato che di regola

esse vanno attribuite unicamente nel caso in cui l'assicurato è rappresentato da

persona cognita in materia.

La

procedura ricorsuale è retta dal diritto cantonale. Tuttavia essa deve

soddisfare determinati requisiti (cfr. art. 61 LPGA).

Per

quanto concerne l'indennità per ripetibili, essa può venire assegnata, di

regola, solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (cfr. art. 22 della

legge di procedura per i ricorsi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

[LPTCA]; vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7; DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122 e

DTF 99 Ia 580 consid. 4; Susanne Leuzinger-Naef, "Bundesrechtliche

Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenkosten, Parteientschädigung und

unentgeltliche Rechtsbeistand in Sozialversicherungsrecht", in SZS 1991

pag. 180 ss).

L'Alta Corte riconosce un'indennità per ripetibili anche quando il

patrocinio é assunto da una persona particolarmente qualificata per la

questione giuridica considerata (cfr. STFA del 13 gennaio 2000 nella causa K.,

U 284/99, consid. 6; DTF 126 V 11; RDAT II-1993, N. 67;

RCC 1992 pag. 433 consid. 2a; RCC 1985 pag. 411 consid. 4; DTF 108 V 271 = RCC

1983 p. 329).

Nel caso concreto l'attribuzione di ripetibili all'assicurata,

rappresentata da RA 1, certamente persona cognita in materia, sono adempiuti.

Per questi

motivi

dichiara e

pronuncia

1.- Il

ricorso è accolto.

Di

conseguenza, la decisione 21 luglio 2004 è annullata e a CO 1 è fatto ordine di

assumere, nell’ambito dell’assicurazione delle cure medico-sanitarie, i costi

della degenza alla Clinica __________ quale caso acuto.

2.- Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

CO

1 verserà alla ricorrente fr. 1'000.- a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

3.- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni,

Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi

implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Gianluca

Menghetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster