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Decisione

36.2004.86

interpretazione CGA di un contratto assicurativo LCA.Obbligo di conoscere le CGA.Se stipulante non legge le CGA ne sopporta le conseguenze anche se l'agente ha garantito maggiori diritti di quelli ric

9 agosto 2005Italiano55 min

Source ti.ch

Fatti

I criteri posti nella legge cantonale sono

identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando

le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. art. 85

cpv. 2 lett. f vLAVS).

L’istante va considerato indigente quando non è

in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza

intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua

famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11 segg.; DTF 103 Ia 100).

Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del

richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi

confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, COCCHI/ TREZZINI, op. cit., n.

20 ad art. 155, pag. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza

giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal

diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11 segg.). Non entrano invece in linea di conto

le risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma

dell’art. 328 e 329 CCS (COCCHI/TREZZINI, op. cit., n. 20 ad art. 155, pag. 479

e giurisprudenza ivi citata).

Non è determinante che l’indigenza sia stata cagionata

da colpa propria (HAEFLIGER, Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, pag.

165).

Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai

sensi delle disposizioni sull’assistenza giudiziaria è superiore al minimo di

esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48

consid. 7b, pag. 48 consid. 7c). All’importo base LEF va applicato un

supplemento variante fra il 15% e il 25% (STFA del 20 settembre 2004 nella

causa F., U 102/04).

L’indigenza processuale è data ove il richiedente

non disponga di più mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e

modesto della famiglia (RAMI 1996 U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del

2 settembre 1994 nella causa H., pag. 3).

In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1, il TF

ha precisato che una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere

respinta unicamente sostenendo che l’istante non è indigente, perché può

permettersi i costi e la manutenzione di un’automobile. Secondo l’Alta Corte

federale il richiedente deve piuttosto - indipendentemente dal modo in cui

utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente, se in base

alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo minimo

esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate le

spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.

L’attestato municipale sullo stato di indigenza

ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Rep. 1990 pag. 275).

Nella commisurazione della capacità patrimoniale

del richiedente va considerata anche l’eventuale sostanza e non unicamente i

redditi conseguiti. Secondo il TFA, infatti, si tiene conto dell’intera

situazione economica della famiglia (succitata STFA non pubblicata, pag. 4

consid. 2 e giurisprudenza citata non pubblicata). La sostanza deve tuttavia essere

disponibile al momento della litispendenza del processo o perlomeno dal momento

in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (DTF 118 Ia

369).

Dal punto di vista temporale lo stato di bisogno

dell’istante va determinato secondo la situazione esistente al momento della

decisione (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 108 V 265), in particolare quando

il lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione è importante (cfr. anche

COCCHI/TREZZINI, op. cit., ad art. 155, pag. 485, n. 39. In senso contrario

cfr. DTF 108 Ia 108; DTF 120 Ia 179 consid. 3a; RDAT 1998-II, n. 36; per un

commento cfr. COCCHI/TREZZINI, op. cit., pag. 485-486, nn. 39, 40 e 41 con

relative note).

Secondo la giurisprudenza del TFA, infine, la

decisione di concessione dell’assistenza giudiziaria può essere modificata o

revocata. Trattandosi di una decisione processuale (“prozessleitender Entscheid”)

non passa infatti in giudicato materiale, ma solo formale. La modifica può

avvenire anche con effetto retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b).

2.14. Per valutare

se un assicurato si trova in uno stato di bisogno, si tiene conto di un

fabbisogno minimo che si situa al di sopra del minimo di esistenza agli effetti

del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 pag. 48 consid. 7b, pag. 48 consid.

7c).

Al minimo esecutivo va infatti aggiunto un

supplemento al massimo del 15-25% (STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U

102/04). Il fabbisogno secondo i limiti Laps, il quale fa riferimento agli

importi minimi indicati dalla LPC (cfr. art. 10 Laps), è più elevato

dell'importo di base determinato sulla base della Tabella per il calcolo del

minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo allestita dalla Camera

di esecuzione e fallimento CEF, quale Autorità di vigilanza cantonale ed in

vigore dal 1° gennaio 2001 (per una famiglia di due persone adulte che formano

una durevole comunione domestica il minimo mensile ammonta a Fr. 1'550.-, oltre

a Fr. 250.- per il mantenimento di un figlio di età inferiore ai 6 anni, per

complessivi Fr. 1'800.- pari a Fr. 21’600.- annui), a cui va aggiunto un

supplemento del 15-25%.

Inoltre nel calcolo dell’assegno familiare integrativo

(AFI) e dell’assegno di prima infanzia (API) secondo la Laps vanno considerate

delle spese non previste per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti

del diritto esecutivo.

Di conseguenza, in casu, dal fatto che

l’assicurata abbia diritto a un assegno integrativo e ad uno di prima infanzia,

che peraltro vanno a coprire totalmente la lacuna di reddito (doc. IXbis), non

si può concludere che l’attrice sia indigente ai fini dell’assistenza

giudiziaria.

Va, quindi, effettuato il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo.

Il reddito dell’assicurata è nullo siccome è disoccupata.

Il suo convivente, invece, percepisce uno stipendio netto mensile di circa Fr. 3'292.-

([stipendio lordo annuo pari a Fr. 42'756.- già comprensivo degli assegni di

famiglia e della tredicesima – Fr. 3'193.- di contributi sociali – Fr. 61.- per

il II pilastro] : 12 mesi). A questo importo bisogna sommare gli assegni familiari

integrativi mensili di Fr. 505.- e di prima infanzia fissati in Fr. 502.-, per

un reddito complessivo del nucleo familiare stabilito in Fr. 4'299.-.

Con un reddito di Fr. 4'299.- l’attrice deve far

fronte a Fr. 1'800.- quale importo base mensile per se stessa, il convivente e

la figlia di un anno e mezzo, considerato per il calcolo del minimo

esistenziale LEF. Quest’ultimo importo comprende già le spese di sostentamento,

abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali

elettricità, illuminazione, gas (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° gennaio 2001).

Bisogna poi computare il canone di locazione di Fr.

1’151.- al mese, più Fr. 200.- mensili di acconto per le spese accessorie. A

ciò vanno ancora aggiunti i premi afferenti all'assicurazione contro le

malattie dell’intera famiglia pari a circa Fr. 105.- mensili ([Fr. 6'466.-

annui – Fr. 5'207.- di sussidio]: 12 mesi), già dedotti i relativi sussidi. Va

invece rilevato che le assicurazioni non obbligatorie (per es. le assicurazioni

private LCA), sono prese in considerazione solo in casi particolari. In

concreto non ci sono motivi per prendere in considerazione anche i premi delle

assicurazioni complementari.

Infine, si devono conteggiare gli interessi

passivi privati definiti dalle tabelle di calcolo API e AFI in Fr. 610.- annui,

ossia in Fr. 51.- al mese.

Da quanto precede si ottiene un onere globale

mensile pari a Fr. 3'307.- (Fr. 1'800.- + Fr. 1'151.- + Fr. 200.- + Fr.

Considerandi

105.

- + 51.-).

L'eccedenza mensile sarebbe dunque di Fr. 992.-

(Fr. 4’299.- - Fr. 3’307.-), da cui vanno però ancora dedotte le imposte pari all'ammontare

approssimativo di Fr. 168.- al mese (Fr. 2'022.- : 12 mesi), per ottenere così

una rimanenza di Fr. 824.-.

Anche volendo aggiungere all'importo di base di Fr.

1’800.- determinato sulla base della Tabella per il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo, un supplemento del 15-25%

conformemente a quanto stabilito dal TFA nella sentenza del 20 settembre 2004

nella causa F., U 102/04, risulterebbe comunque – dedotte pure le imposte -

un'eccedenza oscillante tra Fr. 554.- e Fr. 374.- al mese.

Nella STFA appena citata il TFA non ha

considerato indigente una famiglia composta di due genitori e due figli la cui

eccedenza mensile, applicando il supplemento del 15-25% all’importo di base

della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo,

oscillava tra Fr. 175,50 e Fr. 415,50 al mese.

In particolare l’Alta Corte ha rilevato:

"

(…)

4.1.3

Sulla base della documentazione prodotta

agli atti, i primi giudici hanno fatto stato di un reddito mensile complessivo

di fr. 4'618.- (fr. 3'348.- [rendita intera AI oltre alle completive per la

moglie e per i figli, nati nel 1988 rispettivamente nel 1993] + fr. 1'270.-

[rendita della previdenza professionale]) a fronte di un fabbisogno globale

stabilito in fr. 3'842.50 (fr. 2'400.- [importo base così composto: 1'550.- +

500.

+ 350] + fr. 1'142.- [locazione] + fr. 118.- [premio dell'assicurazione

malattia, dedotti i sussidi cantonali] + 32.50 [contributo AVS della moglie] +

fr. 150.- [imposte]). In definitiva, essi hanno quindi ritenuto un'eccedenza mensile

di circa fr. 750.-, più precisamente di fr. 775.50.

4.1.4

Gli importi esposti, ai quali si è

richiamata la Corte cantonale per l'accertamento dello stato d'indigenza, sono

stati dedotti dalle indicazioni fornite in quella sede dallo stesso ricorrente.

Essi non si rivelano pertanto confutabili, né peraltro l'insorgente contesta

l'una o l'altra posizione. Ora, anche volendo aggiungere all'importo di base di

fr. 2'400.-, correttamente determinato sulla base della Tabella per il calcolo

del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, un supplemento del

15-25%, risulterebbe comunque un'eccedenza oscillante tra fr. 175.50 e fr.

415.50

al mese. In tali condizioni, considerati anche la gratuità della

procedura in materia, l'assenza di ripetibili da dover pagare nonché il

(relativamente) basso valore di lite (sostanzialmente fr. 8'775.20, di cui: fr.

4'860.- quale differenza tra l'IMI del 5% ottenuta e quella richiesta del 10%

[stante un ammontare massimo del guadagno assicurato all'epoca dell'infortunio

di fr. 97'200.-], e fr. 3'915.20 per rimborso spese) che, secondo la tariffa

cantonale dell'ordine degli avvocati (cfr. i combinati disposti di cui agli

art. 9 e 30 della Tariffa secondo i quali l'onorario normale per una procedura

assicurativa con un valore di causa come quello che ci occupa può essere al

massimo fissato al 14% [70% di 20%] di quest'ultimo), permette di stimare le

spese di patrocinio approssimativamente in fr. 1'230.-, la precedente istanza

poteva ammettere la possibilità, per F.________, di saldare ratealmente e in un

termine adeguato le spese di avvocato senza con ciò incorrere in una violazione

del concetto di indigenza appartenente al diritto federale (v. DTF 109 Ia 9

consid. 3a; cfr. inoltre pure la sentenza citata del 25 settembre 2000 in re

E., nel cui ambito un'eccedenza mensile di fr. 33.40, calcolata per una persona

sola ma dopo avere apportato un supplemento sull'importo base LEF

"soltanto" del 15%, è per contro stata ritenuta insufficiente).(…)"

Nell’evenienza concreta, considerata l’eccedenza

oscillante tra Fr. 554.- e Fr. 374.- al mese, la gratuità della procedura,

l’assenza di ripetibili da versare nonché il (relativamente) basso valore di

lite (sostanzialmente Fr. 7'000.-), questo Tribunale deve concludere che l’attrice

può saldare le spese legali ratealmente e in un termine adeguato senza cadere

in uno stato di indigenza.

Alla luce di quanto sopra esposto, risulta

superfluo esaminare se le altre due condizioni necessarie per ottenere la

concessione dell'assistenza giudiziaria sono adempiute considerato come già

solo per la mancanza dell'indigenza l'istanza deve essere respinta.

2.15

L’attrice

chiede l’assunzione di diverse prove (audizione di testi, edizione e richiamo

di documenti, interrogatorio formale delle parti). Dal canto suo, la convenuta chiede

che siano ascoltati __________ (collaboratrice dell’agenzia di __________) ed __________

(responsabile delle agenzie di __________ e __________).

Il TCA rileva innanzitutto che le audizioni richieste possono

essere rifiutate senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito

dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di

organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone

una richiesta chiara ed inequivocabile di una parte; semplici domande di

assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di

interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non

bastano per creare un simile obbligo (STFA dell'8 novembre 1999 nella causa H.,

H 74/99, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6,

pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).

Inoltre, conformemente alla costante

giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca

l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle

prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere

considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare

il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato

delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag.

212.

n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,

2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege,

2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 28 giugno 2004 nella causa S.P., H

270/03; STFA del 3 maggio 2004 nella causa D. SA, H 318/02; STFA del 5 giugno

2003.

nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e 269/01; DTF 122 II 469 consid. 4a; DTF 122 III 223 consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V

344.

consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere

non costituisce una violazione del diritto di essere sentito (SVR 2001 IV n. 10

pag. 28 consid. 2b; riguardo al previgente art. 4 vCost. fed, ora art. 29 cpv.

2.

Cost. fed.: DTF 124 V 94 consid. 4b; DTF 122 V 162 consid. 1d; DTF 119 V 344

consid. 3c e riferimenti).

In concreto va rilevato come l’istanza

d'audizione di testi da parte dell’attrice sia stata formulata in via generica,

senza neppure indicare i dati delle persone coinvolte. Anche la richiesta di

edizione di documenti è del tutto sommaria. Le prove proposte dall’assicuratore

sono per contro ben definite. Tuttavia, siccome la presente causa ha potuto

essere decisa sulla scorta degli atti già a disposizione di questo TCA, e che gli stessi appaiono chiari,

illuminanti ed ancora non contestati nel loro contenuto, il Tribunale rinuncia

all'assunzione delle ulteriori prove richieste dalle parti, poiché non

potrebbero in nulla modificare l'esito della procedura.

2.16

Si osserva

ancora che secondo l'art. 47 cpv. 4 LSA, i tribunali svizzeri devono

trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le

sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto

d'assicurazione.

Con lettera del 14 agosto 2003 l'UFAP ha

rammentato al TCA l'obbligo di

trasmettere tutte le sentenze inerenti il diritto privato emesse, precisando

che l'Ufficio federale delle assicurazioni private non ha la facoltà di

ricorrere contro le stesse.

Alla luce

della citata Legge e dello scritto dell'UFAP, s'impone quindi di notificare

all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

2.17

L'art. 43

della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) prevede il ricorso

per riforma al Tribunale federale per violazione del diritto federale. L'OG

contempla in particolare la possibilità di adire il Tribunale Federale contro

giudizi cantonali (art. 48 OG) in procedure di carattere non pecuniario in

ambiti specifici (art. 44 OG). Rispettivamente è ammissibile il ricorso per

riforma in procedure pecuniarie in specifici ambiti del diritto senza riguardo

al valore pecuniario (art. 45 OG).

L'art. 46 OG precisa che

"

Nelle cause civili per altri diritti di

carattere pecuniario, il ricorso per riforma è ammissibile solo quando, secondo

le conclusioni delle parti, il valore litigioso davanti all'ultima

giurisdizione cantonale raggiungeva ancora 8'000 franchi almeno."

Nel caso di specie, il valore litigioso è

rappresentato dalle 70 indennità (dieci settimane) che, secondo l’attrice,

l’assicuratore CV 1 dovrebbe versarle per l'incapacità di lavoro dovuta a

gravidanza sulla scorta della garanzia trasmessale in tal senso da una

dipendente della cassa malati in virtù dell’assicurazione per perdita di

guadagno in vigore dal 1° gennaio 2002. Ritenuto come un'indennità giornaliera

corrisponda a Fr. 100.-, si ottiene un ammontare di Fr. 7'000.-, da cui

andrebbero dedotte le indennità effettivamente versate.

Siccome tale importo è inferiore ai succitati Fr.

8'000.-, non sono dati gli estremi per un eventuale ricorso per riforma al

Tribunale Federale di Losanna.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- La

petizione è respinta.

2.- L’istanza

d’assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio è respinta.

3.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

4.- Intimazione

alle parti ed all'UFAP, Berna.

terzi implicati

Per il Tribunale cantonale delle

assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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