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36.2005.16

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

18 gennaio 2006Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

I 110; DTF 82 II 445, JdT 1957 I 360) piuttosto che al senso giuridico o

tecnico dei termini utilizzati (DTF 59 II 318; DTF 44 II 96, JdT 1918 I 468). I

termini che limitano i diritti dell'assicurato s'interpretano secondo il senso

che generalmente hanno nel linguaggio comune (DTF 116 II 189, JdT 1990 I 612;

DTF 115 II 264, JdT 1990 I 57; DTF 104 II 281, JdT 1980 I 9), anche se hanno un

senso giuridico più specifico (DTF 115 II 264, JdT 1990 I 57). Rimangono però

riservate le accezioni tecniche proprie al rischio ritenuto (DTF 118 II 342).

Tuttavia, la parola

non deve essere snaturata dal suo reale senso al punto di designare una cosa

completamente diversa (DTF 64 II 387). Ma se le parti hanno concordemente

voluto dare ad un'espressione un'accezione diversa dal suo senso abituale, non

v'è dunque ambiguità che giustifichi un'interpretazione svantaggiosa per

l'assicurato (STF in SJ 1996 pag. 623).

Di principio, dunque,

le clausole dei contratti d'assicurazione e le dichiarazioni di volontà delle

parti devono essere interpretate in ogni caso di specie, applicando le regole

della buona fede e conformemente al principio dell'affidamento che deriva

dall'art. 2 cpv. 1 CC (DTF 129 III 118 consid. 2.5; DTF

128 III 419 consid. 2.2; DTF 128 III 265 consid. 3a; DTF 127 III 444 consid.

1b; DTF 126 III 59 consid. 5b; DTF 122 III 118, JdT 1987 I 805; DTF 117 II 609,

JdT 1992 I 727).

L’interpretazione di

una clausola contrattuale deve fondarsi pure sui motivi che hanno portato alla

conclusione del contratto e alla stipulazione della clausola di cui si impone

l’interpretazione (ROELLI/KELLER, Kommentar zum BG über den Versicherungs vertrag,

1968, pag. 459, pagg. 462-463).

Inoltre, le

dichiarazioni di volontà devono essere interpretate secondo il senso che il

destinatario poteva e doveva attribuire loro (OG SO in RUA XVI n. 25; TC NE in

RUA XV n. 47 citate in: CARRÉ, op. cit., pag. 74 ad art. 1 LCA).

Per determinare la

volontà delle parti non bisogna dimenticare che l'assicurato, a differenza

dell'assicuratore, non ha conoscenze specifiche in materia d'assicurazione (TD

di Horgen in RUA III n. 49 citata in: CARRÉ, op. cit., pag. 74 ad art. 1 LCA).

Il testo chiaro di una

clausola non esclude a priori la possibilità d'interpretarla (DTF 127 III 44

consid. 1b). Occorre esaminare se ci sono dei motivi per pensare che una

clausola debba essere compresa in un'altra maniera che il suo senso letterale

(DTF 128 III 212 consid. 2b)bb).

Non vi sono comunque i

presupposti per scostarsi dal senso letterale di un testo adottato dagli

interessati quando non vi sono ragioni serie per pensare che esso non

corrisponda alla loro volontà (DTF 129 III 118 consid.2.5; DTF 128 III 265

consid. 3a).

In caso di dubbio in

merito alla comprensione di una clausola contrattuale redatta

dall'assicuratore, ossia quando il senso e la portata della clausola

contrattuale non possono essere determinati con sicurezza dopo

un'interpretazione accurata ed obiettiva, quando, anzi, in buona fede (art. 2

cpv. 1 CC), per una stessa disposizione sono possibili più interpretazioni, si

deve ritenere quella che è più favorevole al beneficiario, a scapito

dell'assicuratore (DTF 124 III 155 consid. 1a; DTF 119 II 449 consid. 3a; DTF

100 II 403, JdT 1976 I 254).

Si tratta del

principio in dubio contra assicuratorem, secondo cui, nel dubbio, la

clausola contrattuale va interpretata a sfavore di chi l’ha redatta (in dubio

contra stipulatorem o proferentem), per cui l’assicuratore non potrà

prevalersene (DTF 124 III 155 consid. 1a; DTF 122 III 118, JdT 1987 I 805; DTF

119 II 449 consid. 3a; DTF 117 II 609, JdT 1992 I 727; DTF 115 II 268 segg., JdT

1990 I 57; MAURER, Schweizerisches Privat-versicherungsrecht, Berna 1995, pag.

145; KRAMER/ SCHMIDLIN, Berner Kommentar, 1986, ad art. 1 CO, n. 109 pag. 142; Rep.

1993 213 segg.; VIRET, op. cit., pag. 92; MAURER, op. cit., pag. 247 e seg.).

Questo principio si

applica sia per l'interpretazione di una polizza che delle CGA (OG LU in RUA

XIV n. 37 citata in: CARRÉ, op. cit., pag. 75 ad art. 1 LCA). Tuttavia,

ricorrere, per interpretare delle CGA, direttamente al principio in dubio contra

stipulatorem - che è applicabile solo in caso di dubbio sul significato di

una clausola - costituisce una violazione del diritto federale (DTF 122 III

118; SJ 1992 623 seg.).

A titolo abbondanziale

va osservato ancora che, secondo la giurisprudenza, le clausole limitative

della copertura (clausole d’esclusione) devono essere interpretate

restrittivamente e non in modo esteso (DTF 118 II 342, JdT 1996 I 128; DTF 115

Considerandi

II 268; SJ 1992 623 citate in: CARRON, op. cit., n. 209 pag. 72 e n. 221 pag.

77; STF in RUA XIII n. 47; cfr. sull’interpretazione della parola “droga”: DTF

116.

II 189, JdT 1990 I 612 citate in: CARRON, op. cit., n. 282 pag. 97; MAURER,

op. cit., pag. 247). Esse possono però essere redatte in termini generali,

senza che sia necessario enumerare i casi d'esclusione, a condizione che la

categoria degli avvenimenti esclusi sia descritta in modo sufficientemente

preciso e non equivoco al fine che non sussista alcun dubbio sull'estensione

del rischio assicurato, tenendo conto del contesto (DTF 118 II 342, JdT 1996 I

128).

Visto dunque quanto

precede, l’interpretazione di una clausola - ovvero la sua valutazione alla

luce del contenuto e dello scopo del contratto - è un’operazione sempre

necessaria affinché si possa determinarne la portata (Rep. 1993 213 segg.; DTF

112.

II 253 segg.; MAURER, Privatversicherungsrecht, 1986, pag. 231; DTF 116 II

345, ROELLI/KELLER, op. cit., pag. 459).

Infine, si rammenta

che le condizioni generali d'assicurazione sono parte integrante del contratto

d'assicurazione (VIRET, Assurances-maladie complémentaires et loi sur le contrat

d'assurance, in: Recueil de travaux en l'honneur de la Société suisse de droit des

assurances, ed. IRAL 1997, pag. 666 segg., in particolare pag. 673).

5.

Con

l'assicurazione d'indennità giornaliera in oggetto le parti hanno voluto

prevedere il versamento di indennità, da parte dell'assicuratore nei confronti

della stipulante, qualora l’attrice fosse stata incapace di eseguire i lavori

domestici e di assistere la propria famiglia a causa di una malattia o di un infortunio.

La questione verte

sull'obbligo dell'assicuratore di versare all'attrice le indennità giornaliere fissate

con la copertura __________, considerato come quest'ultima non abbia comprovato le spese sostenute per l'aiuto domiciliare come vorrebbe l'art. 6 CSA __________.

In virtù delle

summenzionate CSA, tale obbligo è dato soltanto se la parte contraente

documenta i costi sostenuti per i lavori domestici e l'assistenza alla famiglia prestati da istituzioni private e pubbliche

di cura a domicilio, aiuto domestico e aiuto familiare.

Tuttavia, come visto,

le CSA __________ non prevedono che lo stipulante debba sempre apportare la

prova delle spese sopportate. Questa esigenza esiste per "prestazioni

superiori a CHF 50.- al giorno".

Siccome questo Tribunale non ha

constatato una reale e comune intenzione delle parti a proposito del

significato dei due disposti artt. 6.1 e 6.2 CSA __________, occorre ricercare il senso che attrice e convenuta potevano e dovevano dare, in buona

fede, all'espressione "prestazioni"

usata in applicazione del principio dell'affidamento (DTF 126 III 388 consid.

5a, DTF 126 III 25 consid. 3c, DTF 126 III 59 consid. 5b).

Resta quindi da interpretare attentamente

il contenuto di dette norme sulla scorta dei princìpi giurisprudenziali sopra

esposti.

6.

Contrariamente

a quanto sostiene l'assicuratore, il sostantivo "prestazioni" va

inteso nel senso suggerito e capito dall'attrice.

Nella lingua italiana,

per "prestazione" si intende il risultato conseguito in rapporto alle

capacità (Dizionario della lingua italiana, Devoto-Oli). Già da un'interpretazione letterale di questa parola si

può capire la differenza che intercorre fra le pattuizioni concordate

tra le parti contraenti e le prestazioni effettivamente ricevute da

ciascuna. Nell'evenienza

concreta, le prime corrispondono all'importo di Fr. 100.- concordato dalle parti per ogni giorno di

incapacità lavorativa dell'attrice

dovuta a malattia o infortunio. In questo caso, le pattuizioni corrispondono

alla somma assicurata dalla stipulante. Le seconde, consistono invece nell'ammontare che la beneficiaria della

copertura __________ riceverà effettivamente a dipendenza della sua inabilità

lavorativa per malattia o infortunio.

Le stesse CSA __________

illustrano la natura di queste prestazioni. L'art. 4 CSA __________ recita che il diritto alle prestazioni esiste

in caso di incapacità lavorativa dimostrata di almeno il 50%. Il periodo di

differimento e inizio delle prestazioni è regolato dall'art. 7 CSA __________, secondo cui il diritto alle prestazioni

d'indennità giornaliera per economia domestica inizia dopo la decorrenza del periodo di

differimento concordato. Per l'art.

8.

CSA __________ relativo alla durata delle prestazioni, l'indennità giornaliera assicurata viene corrisposta durante al massimo 365 giorni civili nel corso di

5.

anni. I giorni d'incapacità

lavorativa parziale vengono contati come giorni interi. In caso d'incapacità lavorativa parziale di almeno il

50% confermata dal medico, la somma d'indennità giornaliera assicurata

viene corrisposta in proporzione al grado d'incapacità lavorativa (art. 9 CSA __________).

Da quanto precede il TCA osserva che per "prestazioni"

si intendono le indennità giornaliere assicurate a cui ha effettivamente diritto

la parte contraente, ossia i versamenti dell'assicuratore dovuti a dipendenza della somma assicurata e del grado

di inabilità lavorativa della beneficiaria della copertura assicurativa.

In specie, l'indennità giornaliera assicurata dall'attrice per un premio mensile di Fr. 166.- corrispondeva

a Fr. 100.- (docc. 9 e A13). Teoricamente, la contraente poteva quindi ottenere

una prestazione di Fr. 100.- al giorno in caso d'incapacità lavorativa totale (somma assicurata). In

realtà, considerato come la sua malattia la invalidava "soltanto"

nella misura del 50%, in virtù del citato art. 9 CSA __________ AT 1 aveva

diritto a percepire esclusivamente il 50% dell'indennità giornaliera assicurata

(prestazione effettivamente ricevuta). In tale

circostanza, la somma assicurata e la prestazione a cui l'attrice aveva diritto non coincidono. Di

conseguenza, dal 1° agosto 2004 le spettava una

prestazione di soli Fr. 50.- al giorno, contro i Fr.

100.

- pattuiti.

7.

Questa

conclusione comporta che, a dipendenza della malattia che l'ha resa inabile al lavoro nella misura del

50%, l'attrice sia esonerata

dal produrre la documentazione dei costi sostenuti per i lavori domestici e l'assistenza alla famiglia che avrebbe

ricevuto proprio a seguito della sua incapacità lavorativa. Infatti, per "prestazioni

fino a CHF 50.- al giorno" si intendono le indennità giornaliere effettivamente

versate che ammontano a Fr. 50.- al massimo, e la cifra di Fr. 50.- è quindi compresa

(art. 6.1 CSA __________).

Per contro, come lo

stesso art. 6.2 CSA __________ specifica, per "prestazioni superiori a

CHF 50.- al giorno" si intende una somma che supera, anche di soli 10

centesimi, l'importo limite

della prestazione che l'assicuratore ha fissato quale punto

di riferimento per potere esigere o meno da parte degli assicurati la comprova che

essi abbiano effettivamente sostenuto delle spese per i lavori domestici e l'assistenza

alla famiglia a causa della loro incapacità lavorativa.

La ratio di

questa norma è di limitare infatti all'indispensabile le spese amministrative che ogni sinistro comporta. L'assicuratore ha quindi fissato un tetto

massimo piuttosto contenuto che vuole escludere da un onere amministrativo non

indifferente (p. es. vaglio della documentazione attinente ai costi ingenerati

dall'aiuto domiciliare di cui

si può beneficiare a causa di un'incapacità lavorativa), controlli che invece vanno eseguiti a fronte

di indennità versate di rilievo (ossia superiori ai CHF 50.-).

Ritenuto come, nel

caso in esame, l'indennità

giornaliera effettivamente versata all'attrice non si identifichi con l'ipotesi formulata dall'art. 6.2 CSA __________, potendo infatti l'attrice beneficiare di una prestazione giornaliera - sottoforma d'indennità - di Fr. 50.-, l'assicuratore non può dunque esigere che l'interessata produca la documentazione

richiesta dall'art. 6.2 CSA __________,

applicandosi alla fattispecie l'esclusione dall'obbligo

di comprova contemplata dall'art. 6.1 CSA __________.

La petizione va quindi

accolta. Sebbene sia vincente in causa, all'attrice non vanno assegnate ripetibili siccome non patrocinata.

L'assicuratore deve versare a AT 1 le

prestazioni assicurate, ossia le indennità giornaliere concordate, sempre in

funzione del suo grado d'inabilità

lavorativa, senza potere pretendere dalla medesima alcuna documentazione aggiuntiva

nella misura in cui le prestazioni ammontano a Fr. 50.- al giorno.

8.

L'art.

43.

della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) prevede il ricorso

per riforma al Tribunale federale per violazione del diritto federale. L'OG

contempla in particolare la possibilità di adire il Tribunale Federale contro

giudizi cantonali (art. 48 OG) in procedure di carattere non pecuniario in

ambiti specifici (art. 44 OG). Rispettivamente è ammissibile il ricorso per

riforma in procedure pecuniarie in specifici ambiti del diritto senza riguardo

al valore pecuniario (art. 45 OG).

L'art. 46 OG precisa

che

" Nelle cause civili per altri

diritti di carattere pecuniario, il ricorso per riforma è ammissibile solo

quando, secondo le conclusioni delle parti, il valore litigioso davanti

all'ultima giurisdizione cantonale raggiungeva ancora 8'000 franchi

almeno.".

In concreto, il valore

litigioso è rappresentato dalle 365 indennità giornaliere (escluso il periodo

di differimento, art. 8.2 CSA __________) che l'assicuratore dovrebbe versare all'attrice a dipendenza della sua incapacità di lavoro - sorta il 18

luglio 2003 - a far conto dal 1° agosto 2004, ossia con l'entrata in vigore della nuova copertura __________.

Considerato come l'importo

totale delle indennità giornaliere che le spetterebbero di diritto superi

facilmente i succitati Fr. 8'000.-, sono dati gli estremi per un eventuale

ricorso per riforma al Tribunale Federale di Losanna.

9.

Si

osserva ancora che secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono

trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le

sentenze concernenti disposizioni del diritto in materia di contratto

d'assicurazione.

Con lettera del 14

agosto 2003 l'UFAP ha rammentato al TCA l'obbligo di trasmettere tutte le sentenze inerenti il diritto

privato emesse, precisando che l'Ufficio federale delle assicurazioni private

non ha la facoltà di ricorrere contro le stesse.

Alla luce della citata

Legge e dello scritto dell'UFAP, s'impone quindi di notificare all'autorità di

sorveglianza anche la presente sentenza.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- La

petizione è accolta.

2.- Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato. Non si assegnano ripetibili.

3.- Intimazione

alle parti ed all'UFAP, Berna

Contro il presente

giudizio è dato ricorso per riforma al Tribunale federale di Losanna ai sensi

degli artt. 43 segg. della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG).

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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