Lexipedia

Decisione

36.2005.222

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

10 settembre 2007Italiano35 min

Source ti.ch

Fatti

i campi delle assicurazioni sociali - secondo cui l'assicurato è tenuto

all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla

salute. Si tratta di un principio generale del diritto federale delle

assicurazioni sociali, che vale anche per l'assicurazione malattia,

indipendentemente dal tenore della normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V

233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b; DTF 115 V 53;

DTF 114 V 285 consid. 3; DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF

105 V 178 consid. 2).

Nell'ambito

dell'assicurazione complementare, secondo il Tribunale federale, l'art. 61 LCA

esprime il medesimo principio dell'obbligo dell'assicurato di ridurre il danno

(STF del 23 ottobre 1998 nella causa E., Inc.5C.176/1998, consid. 2c).

Quindi, se da un lato

la graduazione dell'incapacità va fatta ritenendo la professione esercitata,

dall'altro va considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare quanto da lui è

ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le ripercussioni del

danno alla salute sulla sua condizione economica.

Pertanto, in caso

d'incapacità durevole nella professione precedentemente esercitata, è obbligo

dell'assicurato di utilizzare le sue capacità residue in settori lavorativi

diversi, ragionevolmente prospettabili.

Del resto, deve essere

ricordato che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio

della proporzionalità. Secondo la dottrina, questo principio permette di

pretendere da una persona un determinato comportamento anche se presenta degli

inconvenienti (Peter, Die

Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997, pag. 71 e dottrina ivi

citata).

4. Circa

l'incapacità lavorativa dell'attore, va osservato come per primo il dottor __________,

attivo presso il reparto di chirurgia ortopedica della Clinica __________ di __________,

abbia attestato un'inabilità

del 50% dal 17 ottobre 2003 al 31 gennaio 2004 (docc.

6 e 9).

Il dottor __________, specialista

FMH in medicina interna e curante dell'attore già dal giugno 2003, per il periodo dal 27 gennaio al 31

maggio 2004 ha certificato un'incapacità lavorativa del 50% (docc. 10,

12-15). Nell'attestato medico

sull'incapacità lavorativa

redatto il 4 marzo 2004 (doc. 13) all'indirizzo del precedente assicuratore, lo specialista ha

diagnosticato una periartropatia omero-scapolare bilaterale grave; incipienti

alterazioni degenerative; lesione SLAP 3 destra glenoide superiore; distacco

caput brevis bicipite destro. Le cure conservative adottate non hanno portato

ad alcun miglioramento, tanto che sia una ripresa dell'attività di fisioterapista sia un aumento della stessa sono stati

negati dal curante.

Quest'ultimo ha richiesto un consulto

specialistico al dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna,

malattie reumatiche e medicina manuale, il quale ha diagnosticato un'iniziale gonartrosi bilaterale delle

ginocchia, una periartropatia omero/scapolare sinistra con piccola lesione di

tipo Slap e delle artralgie. Valutati questi elementi, lo specialista ha

concluso di non avere "elementi per una malattia reumatologica

infiammatoria, ma per delle alterazioni degenerative, in particolare alle

ginocchia e alla spalla. (…). Per le ginocchia si potrebbe pensare

eventualmente a una terapia con acido ialuronico intrarticolare. Per il momento

non vedo indicazioni per protesi totale. Alla spalla si potrebbe procedere con

infiltrazioni intrarticolari. Ho attestato un'inabilità lavorativa del 50% per il mese di

giugno, ma ritengo che a partire da metà luglio il paziente potrà essere abile

almeno al 70% quale fisioterapista (sottolineatura

della redattrice) (doc. 18).

Nell'attestato medico dell'8 luglio 2004 (doc. 20) trasmesso all'assicuratore, che riprende quanto appena

descritto, il dottor __________ ha osservato che l'attore avrebbe potuto riprendere a lavorare al 100% e

consigliava una visita peritale di fiducia dal dottor __________.

Non soddisfatto della

visita esperita presso il precedente dottore, l'attore si è rivolto al dr. med. __________, il quale l'ha inviato dal dr. med. __________ per un

ulteriore consulto. Quest'ultimo

l'ha avuto in cura dal 19

luglio al 30 agosto 2004 ed il 13 settembre 2004 (doc. 29), su invito dell'assicuratore, si è pronunciato sullo stato

di salute dell'assicurato

confermando il grado d'inabilità

lavorativa del 50% come fisioterapista indipendente

come già attestato dal medico curante dr. __________. Specialista FMH in

reumatologia, medicina interna e manuale SAMM, il dottor __________ ha posto la

diagnosi di perioartropatia omeroscapolare bilaterale in a) sospetta rottura

del labbro anterosuperiore, forte sospetto per piccola frattura tipo Hill-Sachs

all'intersezione del muscolo

del tendine infraspinato a destra; b) noto distacco del labbro glenoidale

superiore così come dell'intersezione

del tendine del capo lungo del bicipite (lesione SLAP III) a sinistra; minima

poliatrosi delle dita; coxalgia a sinistra in esito da trauma contusionale dell'anca sinistra il 7 maggio 2004 e minime

gonartrosi bilaterali. Il medico ha esposto l'anamnesi familiare e quella recente dell'attore, i risultati dell'esame reumatologico del 19 luglio 2004 sulla colonna vertebrale e

sulle articolazioni periferiche, e dell'esame neurologico. Ha inoltre descritto gli esiti della risonanza

magnetica con mezzo di contrasto e artrografia della spalla destra del 10

agosto 2004, della radiografia delle mani bilaterali

a/p del 31 agosto 2004, della risonanza magnetica dell'anca del 9 agosto 2004 e

della scintigrafia ossea trifasica del 7 settembre 2004. Esposti tutti questi

elementi nel dettaglio, lo specialista ha pronunciato la propria valutazione

nei termini seguenti:

" (…) riconosciamo una piccola rottura a carico del

labbro anterosuperiore, una piccola lesione tipo Hill-Sachs con presenza di

cisti degenerative a livello dell'intersezione del tendine infraspinato ed un'artrosi acromeo claveare moderata, a destra.

La spalla sinistra (…) mostra segni di artrosi dell'articolazione acromeo claveare, un distacco manico

di secchio del labbro glenoidale superiore così come dell'intersezione del tendine del capo lungo del

bicipite. Rimanendo le algie alle spalle non influenzabili alle misure fisiatriche

già eseguite da questo paziente, l'ho annunciato per una valutazione specialistica dall'ortopedico della spalla Dr. __________. Per i

dolori lamentati a singole articolazioni delle dita con gonfiori, non trovo all'esame clinico, radiologico o scintigrafico, una

spiegazione, in particolare una sinovite; (…) Alle stesse riconosco all'esame clinico-radiologico, minime alterazioni

poliartrosiche. (…) la mobilità delle anche appare simmetrica, dolori a fine

corsa all'inguine sinistro alla rotazione esterna;

alla risonanza magnetica dell'anca

sinistra del 9.8.2004 non vi sono patologie di rilievo; (…). Anche per i dolori

pararotulei e posteriori alle ginocchia bilaterali che appaiono al risveglio,

progressivamente camminando specialmente in salita, non trovo dei correlati

strutturali sufficienti: le ginocchia sono stabili, senza segni meniscali, la

mobilità passiva è simmetrica indolore, (…), strutture legamentarie normali,

(…). Il paziente non riesce a capire come mai soffra di dolori così

invalidanti, (…). L'intensità dei sintomi gli impedisce di

poter continuare a lavorare come fisioterapista oltre il 50%. (…).".

A quest'ultimo proposito, il dottor __________ ha

consigliato l'attore di

sottoporsi ad una visita di seconda opinione presso il Policlinico di

reumatologia __________ di __________.

Il 7 ottobre 2004

(doc. E) il dr. med. __________, operante presso la citata clinica ortopedica, ha

posto la diagnosi di lesione del labbro ventro-craniale ad ambedue le spalle;

periartropatie coxe a sinistra, con sospetta lesione labbrale. Clinicamente, a

livello dell'anca sinistra la

funzione era quasi completa, dolorante solo a fine corsa delle rotazioni. Il

medico ha certificato un'incapacità

lavorativa del 50%.

Dal 6 al 12 dicembre

2004 l'assicurato è stato degente

presso la precitata clinica di reumatologia ed in questo periodo l'incapacità lavorativa era ovviamente del 100%. Il 10 dicembre 2004 (doc. 35) il dr.

med. __________ ha diagnosticato una miopatia di non chiara eziologia - per la

quale il 10 marzo 2005 (doc. 37) è stata esperita una biopsia del muscolo -,

una lieve gonartrosi bilaterale e dolori alle spalle, accentuati su quella

sinistra.

Il primo medico

interpellato dall'allora

assicuratore __________, dr. med. __________, specialista in chirurgia, dopo

aver analizzato l'intera

documentazione medica raccolta fino a quel momento, l'8 luglio 2005 (doc. 38) ha commentato che l'esito della biopsia muscolare non modificava la presa di posizione

dell'assicuratore riguardo ad

una capacità lavorativa dell'attore superiore al 50%.

Il 4 luglio 2005 (doc.

41) l'assicurato si è

sottoposto ad un intervento chirurgico alla spalla sinistra presso la __________

di __________ e fino al 15 settembre successivo è stato dichiarato inabile

al 100% (docc. 43 e 45).

I diversi controlli

postoperatori (doc. 45) hanno confermato un'inabilità totale dal 4 luglio al 15 settembre 2005.

Nel dicembre 2005

(doc. 46) l'assicurato ha

informato la convenuta che dall'aprile precedente era in cura presso la psichiatra dr. med. __________,

ma di quest'ultima non ha

prodotto alcun certificato medico attestante un'inabilità lavorativa.

Su invito di CV 1, il

3 gennaio 2006 (doc. 48) il secondo perito, dr. med. __________, specialista FMH

in malattie reumatiche, fisiatria e riabilitazione, si è pronunciato sullo

stato di salute dell'attore

basandosi sia sulle constatazioni cliniche emerse durante una visita personale esperita

il giorno precedente, sia sui certificati medici allestiti dai numerosi medici che

già l'avevano avuto in cura. Lo

specialista ha posto l'anamnesi

familiare, personale remota, sociale, attuale dell'assicurato, ha analizzato i dati soggettivi dell'attore riguardo ai disturbi concernenti le

spalle, le ginocchia e l'anca

sinistra, ha fatto delle constatazioni obiettive portanti sullo stato generale

dell'assicurato, sullo stato

reumatologico, sullo stato neurologico periferico e sulla radiologia eseguita.

La sua diagnosi è la seguente: esiti da revisione artroscopica della spalla

sinistra (5 luglio 2005) con refissazione del labbro, bursectomia ed

acromioplastica per lesione SLAP di II con impingement; attualmente limitazioni

funzionali moderate di natura algica; lieve sindrome d'attrito sottoacromiale alla spalla destra in presenza di alterazioni

degenerative del labbro superiore e sospetto stato da lesioni Hill-Sachs

(secondo artro-RM del 10 agosto 2004); coxalgia a sinistra con/da iniziale

coxartrosi ed impingement in presenza di una degenerazione del labbro in zona

anterosuperiore; iniziale poliartrosi delle dita; possibile miopatia di

eziologia non chiara; patologia psichiatrica in trattamento specialistico.

Nella sua valutazione

conclusiva, il medico interpellato ha osservato che "Le indagini in

merito ad una causa più specifica della sintomatologia poliarticolare sono rimaste

senza chiaro esito ad eccezione di un sospetto di miopatia espresso dal

Servizio di Reumatologia __________ di __________ in base a reperti di

significato dubbio, rispettivamente ritenuti ancora ai limiti del fisiologico

(…). Le ripetute indagini in merito ad un'eziologia infiammatoria del quadro sono risultate negative (…).

Unico dato oggettivo sono alterazioni degenerative discrete riscontrate nelle

articolazioni interfalangeali distali e prossimali delle mani (…)

rispettivamente del ginocchio destro (…). Quale ulteriore patologia è stata

riscontrata una degenerazione del labbro acetabulare dell'anca sinistra (…).

Le limitazioni

funzionali con ripercussioni sulla capacità lavorativa sono quelle della spalla

sinistra. La riduzione dei movimenti rotatori dell'anca sinistra dovuta alla patologia

degenerativa del labbro e della cartilagine non impedisce il paziente in

maniera significativa per le mansioni del suo lavoro non essendoci alcuna

riduzione oggettiva della funzionalità. I disturbi soggettivi riferiti di tipo

poliarticolare non hanno un impatto sulla capacità fisica non essendoci alcuna

riduzione oggettiva della funzionalità. Con il braccio sinistro il paziente è

al momento limitato nell'alzare pesi sopra l'altezza di un tavolo (capacità ridotta), nello spingere o tirare

oggetti (leggeri e di precisione: normale; medi: ridotta, pesanti: da evitare),

nell'effettuare

movimenti ripetitivi che coinvolgono la spalla in elevazione od in abduzione

maggiore di 30° (ridotta) e nel lavorare con il braccio sopra l'orizzonte (molto ridotta).

Nelle condizioni

attuali ritengo il signor AT 1 abile nella sua professione di fisioterapista

nella misura del 60.6% (2/3) inteso come rendimento ridotto (con una

riduzione del numero di trattamenti al giorno). Le condizioni attuali non sono

quelle definitive, essendoci la buona probabilità di un ulteriore miglioramento

della funzionalità della spalla sinistra. Con un programma riabilitativo

regolare che il paziente potrà svolgere in forma autonoma (…) prevedo un

aumento della capacità lavorativa ad un massimo di 80% raggiungibile entro 3

mesi circa. Poco probabile risulta invece che il paziente possa raggiungere

una capacità lavorativa completa e duratura. (…)."

(sottolineature della redattrice). Il medico fiduciario ha specificato

che la sua valutazione non teneva comunque conto degli aspetti psichiatrici

emersi alcuni mesi prima.

5. Nel

corso del 2004 (doc. 27) l'attore

ha formulato richiesta per ottenere una rendita AI e pendente causa il TCA ha richiamato dall'UAI l'intera documentazione (docc. IX e XIV).

L'UAI ha acquisito gli atti medici esposti in

precedenza, poi il 30 maggio 2005 ha chiesto un parere al dr. med. __________ che

ha attestato, come nel 2004, un'incapacità lavorativa del 50% ed ha

evidenziato, su indicazione dell'assicurato stesso, problematiche psichiatriche (doc. XIV).

Con scritto del 13

giugno 2005, giunto però solo il 21 settembre seguente, l'Amministrazione ha chiesto alla dr. med. __________

un parere psichiatrico sul suo paziente, la quale ha attestato che dal 21

aprile 2005 l'attore era

inabile al 50% per motivi psichici. A dire della specialista, la diminuzione

della concentrazione e dello slancio vitale non renderebbero più proponibile né

l'attività attuale né altre

attività (doc. XIV).

Il 22 settembre 2005 (doc.

IX) l'UAI ha deciso di

sottoporre l'assicurato a

verifiche mediche presso il Servizio accertamento medico (SAM). I giorni 17, 21

e 22 febbraio 2006 e 6, 8 e 29 marzo 2006 (doc. XIV) l'attore è stato sottoposto ad accertamenti pluridisciplinari

ambulatoriali presso l'Ospedale

__________. Oltre agli esami di laboratorio e radiologici, il SAM ha chiesto

dei consulti (esterni) psichiatrici, reumatologici, neurologici ed oftalmici.

Nel rapporto peritale

pluridisciplinare allestito il 31 maggio 2006 (doc. XIV) e ricevuto dall'UAI il 13 giugno 2006, il SAM ha posto la

diagnosi di disturbo dell'umore

affettivo persistente F 34,8, di periartropatia omeroscapolare tendinotica alle

spalle bilateralmente con/su: più accentuale a sinistra; pregressa riparazione

SLAP III, borsettomia e acromioplastica sinistra per via artroscopica, di

poliatrosi alle dita delle mani con soprattutto interessamento delle

articolazioni interfalangee prossimali.

Esponendo le

conclusioni dei diversi consulti, il SAM ha evidenziato che il dr. med. __________

ha indicato che i disturbi dell'attore sono in gran parte reattivi alla sua situazione. I sintomi

non sono sufficientemente gravi per poter diagnosticare una ciclotimia, una

distimia, una depressione ricorrente, ma "solo" un disturbo dell'umore affettivo persistente. Dal profilo

psichiatrico, l'assicurato

presentava un''inabilità

lavorativa del 20%, con un'evoluzione favorevole.

Dal profilo

reumatologico, il dr. med. __________, specialista

FMH in reumatologia e riabilitazione, ha ammesso un grado di incapacità

lavorativa nella sua attività professionale di fisioterapista

indipendente del 40%. In altre attività professionali, dove

non deve tenere le braccia alzate sopra l'orizzontale o alzarle ripetutamente sopra gli 80°, non deve fare

forza con le braccia e con le mani, lo specialista ha accertato una capacità

Considerandi

lavorativa medico-teorica superiore, che può raggiungere l'80%.

Il neurologo

dr. med. __________ non ha trovato nulla di patologico, perciò l'attore presentava una capacità

lavorativa piena.

Infine, la dr.ssa __________

ha riscontrato un'atrofia

bilaterale del nervo ottico, che però non impedisce di svolgere l'attività di fisioterapista dal profilo

oftalmico.

La valutazione

medico-teorica globale dell'attuale

(al 31 maggio 2006) capacità lavorativa dell'attore, secondo il SAM, è del 60%

come fisioterapista.

Quali conseguenze

sulla capacità lavorativa, valutate tutte le perizie pluridisciplinari, il SAM

ha concluso che l'assicurato è

limitato nella sua attività di fisioterapista principalmente per il problema

reumatologico quando deve mantenere una posizione statica per lungo tempo con

le braccia alzate, quando deve fare forza con le braccia o quando deve alzarle

al di sopra degli 80° bilateralmente; inoltre, ha problemi alle mani quando

deve stringere fortemente il pugno. Dal lato psichiatrico, secondo il SAM, l'assicurato è solo minimamente limitato,

mentre dal profilo neurologico non v'è nessun impedimento, così pure per i problemi alla vista, a

continuare ad esercitare l'attività

di fisioterapista.

Ritenute tutte queste

patologie, l'attore ha una

capacità lavorativa del 60% come fisioterapista (presenza durante tutto il

giorno, ma con rendimento ridotto).

Riguardo alla capacità

di integrazione, il SAM ha evidenziato che considerate

le summenzionate patologie, l'attore raggiunge una capacità lavorativa

dell'80% (presenza durante tutto il giorno, ma con rendimento ridotto) in

attività leggere e medie in cui non deve tenere le braccia al di sopra dell'orizzontale

o alzarle ripetutamente sopra gli 80° ed in cui non deve fare forza con le

braccia e con le mani. Deve inoltre trattarsi di un'attività in cui non sia

necessaria una buona acuità visiva.

Da ultimo, il Servizio

accertamento medico ha osservato che questa capacità lavorativa è sicuramente

presente da parecchio tempo e che è stata interrotta solo da alcuni ricoveri

ospedalieri.

Visto quanto esposto,

il 14 giugno 2006 l'UAI ha

affidato al Servizio Ispettorato un mandato d'inchiesta AI per indipendenti, incaricandolo di svolgere un'inchiesta economica poi eseguita il 31

agosto 2006 presso lo studio dell'attore. L'analisi

esperita ha portato l'ispettore

AI a concludere il 4 settembre 2006 (doc. IX) che, dal profilo lavorativo,

"al di là dell'asserito

impegno ridotto di oltre il 50%, tenuto conto delle indicazioni mediche agli

atti, con particolare riferimento al rapporto peritale SAM, all'interessato risulta esigibile una presenza

sull'arco dell'intera giornata con un rendimento del 60%.

Tenuto conto delle limitazioni fisiche evidenziate, e comunque della

possibilità per il signor AT 1, favorito dal fatto di essere professionalmente

indipendente, di poter gestire a suo piacimento gli appuntamenti, distribuendo

gli impegni sull'arco

della settimana, a dipendenza anche dal tipo di trattamento, con le necessarie

pause e tempi di recupero, si ritiene che tale percentuale possa essere

ritenuta consona.". Per il lato economico l'ispettore rinvia ad una tabella che ha

allestito. Ha precisato, infine, che "Al grado d'invalidità medico-teorico riconosciuto dal

SAM fa riscontro una perdita economica – cfr. diminuzione della cifra d'affari e degli utili – per lo meno nella %

in questione.".

L'Amministrazione ha quindi acquisito i

certificati allestiti dai medici della Clinica __________ in merito alle

consultazioni dell'attore del 3

luglio 2006 e del 14 agosto 2006, quando si è sottoposto alla risonanza

magnetica della spalla destra (doc. XIV).

Successivamente, l'UAI ha chiesto all'assicuratore malattia una distinta dei periodi di malattia per i

quali esso ha versato delle indennità all'attore.

Sulla scorta degli

elementi a disposizione (perizia SAM, perizia Ispettorato AI), il 26 marzo 2007

(doc. XIV) il medico SMR dr. __________ ha valutato che l'impedimento fisico dell'attore lo rendeva incapace al lavoro

quale fisioterapista nella misura del 40%.

Poi, al fine di

determinare il grado d'invalidità

dell'assicurato, il 23 aprile

2007.

(doc. XIV) il responsabile del servizio ha individuato il reddito da sano

dell'attore, ovvero prima che intervenisse

il danno alla salute. In base alle tassazioni fiscali acquisite, l'UAI ha considerato per il 2004 – anno dell'eventuale diritto alla rendita AI – un

reddito da valido di Fr. 57'000.-.

Nel rapporto finale

del 9 maggio 2007 (doc. XIV) della consulente in integrazione professionale,

poi ripreso nella proposta di decisione del 26 luglio 2007 (doc. XII), è stato

effettuato il calcolo della capacità di guadagno residua. Ritenuto nel 2004 un

reddito da valido di Fr. 57'000.-

ed un reddito da invalido di Fr. 38'935.-, l'UAI ha ottenuto

un grado d'invalidità del 32% ([Fr. 57'000.-

- Fr. 38'935.-] x 100 : Fr.

57'000.-), ossia una capacità

di guadagno residua del 68%, valori, questi, che, anche adattati al 2005, non hanno

permesso di erogare all'attore una

rendita d'invalidità.

6.

Secondo la giurisprudenza valida nell'ambito delle assicurazioni

sociali e relativa alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è

che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio

approfondito, che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri

parimenti le censure espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena

conoscenza dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia

chiara e che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi

per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del

mezzo di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STFA

del 25 aprile 2007 nella causa M.J., I 462/05; STFA del 26 agosto 2004 nella

causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U

329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM

1989.

pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il

suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in

cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212;

SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozial-versicherungsrechts, Berna

1994, pag. 332).

In

una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però

ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire

delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.

In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha

statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione

degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale

le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una

certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale

referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il

contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per

farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA del 25 aprile 2007 nella causa M.J., I 462/05; STFA del 25 febbraio 2003

nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito

che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve

essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino

essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni

e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto

di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio

l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari

circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti

circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI

1993.

pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 25

aprile 2007 nella causa M.J., I 462/05STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.C., I 355/03, consid. 5).

Occorre ancora

evidenziare che il TFA, in una decisione del 24 agosto 2006 nella causa B. concernente un caso di Assicurazione per l'invalidità (I 938/05), ha evidenziato il valore probatorio delle opinioni

espresse dai medici SMR nell'ambito

dell'assicurazione per l'invalidità, sottolineando che in caso di

divergenza tra il medico curante ed il medico SMR non è per principio

necessario procedere ad una nuova perizia. In quell’occasione l’Alta

Corte ha sviluppato la seguente considerazione:

" (…)

3.2

L'on ne saurait certes mettre sur le même pied un rapport

d'expertise émanant d'un Centre d'observation médicale de l'AI (COMAI) - dont

la jurisprudence a admis que l'impartialité et l'indépendance à l'égard de

l'administration et de l'OFAS sont garanties (ATF 123 V 175)- et un rapport

médical établi par le SMR; toutefois, cela ne signifie pas encore qu'en cas de

divergence d'opinion entre médecins du SMR et médecins traitants, il est, de

manière générale, nécessaire de mettre en oeuvre une nouvelle expertise.

La valeur probante des rapports médicaux des uns et des autres doit

bien plutôt s'apprécier au regard des critères jurisprudentiels précédemment

énumérés (cf. consid. 3.1 supra). Il n'y a dès lors aucune raison d'écarter le

rapport du SMR ici en cause ou de lui préférer celui du médecin traitant, pour

le seul motif que c'est le service médical régional de l'AI qui l'a établi. Au

regard du déroulement de l'examen clinique pratiqué par les médecins du SMR et

du contenu de leur rapport, on ne relève, du reste, aucune circonstance

particulière propre à faire naître un doute sur l'impartialité de ceux-ci. La recourante ne fait d'ailleurs rien valoir de

tel. (…)”.

Per

quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,

in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle

cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109

consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im

Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997, pag. 230).

Infine,

va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non

può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi

per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25 aprile 2007 nella causa M.J., I 462/05; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U

329/01 ed S., U 330/01).

Tali criteri di valutazione debbono

guidare il Tribunale Cantonale delle Assicurazioni anche nelle fattispecie

rette dalla LCA, come quella in discussione.

7.

Nell'evenienza

concreta, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore

probatorio di rapporti medici, questo Tribunale non intravede ragioni che gli

impediscano di far proprie le conclusioni a cui è giunto il SAM nell'ambito degli accertamenti medici

pluridisciplinari eseguiti su invito dell'Amministrazione. Questo Servizio ha infatti valutato compiutamente

tutta la documentazione medica allestita negli anni agli atti del TCA ed ha fatto visitare l'attore da specialisti, giungendo ad una

conclusione logica e priva di contraddizioni in merito alla capacità dell'assicurato di esercitare la sua abituale

attività di fisioterapista nella misura del 60%.

Infatti, rammentate

le considerazioni generali che si impongono sul tema dell'attendibilità delle certificazioni dei medici

curanti degli assicurati (cfr. in proposito consid. 6; il giudice deve tener

conto del fatto che il medico curante attesterà, in caso di dubbio, in favore

del suo paziente), va comunque evidenziato come le loro attestazioni sono state

prese in considerazione sia dai medici fiduciari, sia dai periti, sia ancora dai

medici SMR e SAM (cfr., da ultimo, la presa di posizione del Dr. __________ del

13.

aprile 2007, doc. XIV).

Valutati quindi tutti

i rapporti medici agli atti, la scrivente Corte ritiene che le constatazioni oggettive dei dr. med. __________, __________, __________

e __________ del SAM, specialisti in materia, e del medico SMR __________, siano

complete, convincenti ed esaurienti e di potersi quindi attenere e fare

affidamento sulle conclusioni che entrambi questi Servizi hanno tratto.

In particolare, la

perizia reumatologica effettuata sull'interessato comprende l'anamnesi familiare, personale remota e sociale, l'anamnesi e l'affezione attuale, lo status reumatologico, le radiografie, espone

la diagnosi e valuta il grado di capacità di lavoro. Questo specialista è stato

dunque completo e dettagliato nella sua diagnosi sull'assicurato.

Richiamato inoltre l'obbligo che incombe all'assicurato di intraprendere tutto quanto sia ragionevolmente esigibile per

ovviare alle conseguenze del discapito economico cagionato dal danno alla

salute (DTF 123 V 233 consid. 3c, 117 V 278 consid. 2b, 400 e i riferimenti ivi

citati; Riemer‑Kafka, Die Pflicht zur Selbstverantwortung, Friborgo

1999, pagg. 57, 551 e 572; Landolt, Das Zumutbarkeitsprinzip im schweizerischen

Sozialversicherungsrecht, tesi Zurigo 1995, pag. 61) – se necessario

intraprendendo una nuova professione (DTF 113 V 28 consid. 4a e sentenze ivi

citate; cfr. anche Meyer

Blaser, Rechtsprechung des

Bundesgericht zum IVG, Zurigo 1997, pag. 221) – è da ritenere dimostrato, con

il grado della verosimiglianza preponderante valido nell'ambito delle

assicurazioni sociali (DTF 126 V 360, DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti

ivi citati), che l'assicurato è abile al lavoro di

fisioterapista nella misura del 60%, in altre parole è incapace al 40%. Questa

conclusione va condivisa sin dal 1° luglio 2004.

Da ciò discende che, in

virtù dell'art. 16 cpv. 2 CGA,

a giusta ragione l'assicuratore

ha negato all'attore ogni e

qualsiasi prestazione oltre quella data – eccetto i periodi di attestata e

comprovata inabilità totale dovuta ad interventi chirurgici, comunque già debitamente

indennizzati -, siccome egli ha diritto ad indennità per perdita di guadagno

soltanto se è inabile al lavoro almeno al 50%.

Non raggiungendo manifestamente

questa percentuale, la petizione dell'attore deve essere di conseguenza respinta.

8.

Con

il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore La legge federale sul Tribunale federale

del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1

LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale

federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica

soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in

vigore.

A proposito della materia qui in questione (causa di

diritto civile), la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art.

72.

cpv. 1 LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre

decisioni soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1

lett. b LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile

soltanto se il valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore

litigioso non raggiunge questo importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se

la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale

(art. 74 cpv. 2 lett. a LTF). Per l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è

ammissibile contro le decisioni pronunciate dalle autorità cantonali di ultima

istanza e dal Tribunale amministrativo federale.

L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere

la violazione del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett.

b), dei diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni

cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni

popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97

cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è

stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai

sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per

l’esito del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di

prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono

ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).

Il ricorso contro una decisione deve essere depositato

presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo

integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il

ricorso per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo.

Di regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei

limiti delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in

materia civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2

lett. a LTF). Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua

sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui

l'accertamento è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai

sensi dell'articolo 95. Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non

può andare oltre le conclusioni delle parti.

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il

ricorso ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in

materia costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso

può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del

ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia

ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il

valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di

eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima

istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale

(cfr., a questo proposito, Bernard Corboz,

Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319

segg., in particolare pag. 351 segg.).

In specie, il valore

litigioso è rappresentato dalle indennità giornaliere che l'assicuratore

dovrebbe versare all'attore dal 1° luglio 2004 in poi a dipendenza della sua

incapacità di lavoro per malattia.

Ritenuto che l'attore ha contrattualmente diritto a 670

giorni d'indennità e che questo suo diritto è iniziato il 17 ottobre 2003 ed è

terminato il 16 ottobre 2005, beneficiando di 281 giorni all'interno di questo periodo, l'importo che

ancora gli spetterebbe raggiunge la soglia minima di Fr. 30'000.-.

Trattandosi di una

causa di carattere pecuniario, sono dati gli estremi per interporre un eventuale

ricorso in materia civile al Tribunale Federale sulla base del valore litigioso

(art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).

Infine, secondo l'art.

49.

cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente

all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti

disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione; s'impone

perciò di notificare all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. La

petizione è respinta.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Comunicazione

alle parti ed all'UFAP, Berna.

Contro il presente

giudizio è dato ricorso al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione, come specificato nelle motivazioni.

L'atto di ricorso, in

3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata,

contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo

rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la

busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster