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Decisione

36.2005.234

Indennità per perdita di guadagno LCA. Esame delle valutazioni mediche dei curanti e degli esperti. L'attrice può continuare la sua attività al 50%,poi portarla al 100%, quindi non ha più diritto alle

21 agosto 2006Italiano23 min

Source ti.ch

Fatti

i campi delle assicurazioni sociali - secondo cui l'assicurato è tenuto

all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla

salute. Si tratta di un principio generale del diritto federale delle

assicurazioni sociali, che vale anche per l'assicurazione malattia,

indipendentemente dal tenore della normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V

233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b; DTF 115 V 53;

DTF 114 V 285 consid. 3; DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF

105 V 178 consid. 2).

Nell'ambito

dell'assicurazione complementare, secondo il Tribunale federale, l'art. 61 LCA

esprime il medesimo principio dell'obbligo dell'assicurato di ridurre il danno

(STF del 23 ottobre 1998 nella causa E., Inc.5C.176/1998, consid. 2c).

Quindi, se da un lato

la graduazione dell'incapacità va fatta ritenendo la professione esercitata,

dall'altro va considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare quanto da lui è

ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le ripercussioni del

danno alla salute sulla sua condizione economica.

Pertanto, in caso

d'incapacità durevole nella professione precedentemente esercitata, è obbligo

dell'assicurato di utilizzare le sue capacità residue in settori lavorativi

diversi, ragionevolmente prospettabili.

Del resto deve essere

ricordato che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio

della proporzionalità. Secondo la dottrina questo principio permette di

pretendere da una persona un determinato comportamento anche se presenta degli

inconvenienti (Peter, Die

Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997, pag. 71 e dottrina ivi

citata).

4. Circa

l'incapacità lavorativa dell'assicurata, va ribadito come la dr.ssa med. __________,

generalista, suo medico curante dal giugno 2004, il 13 luglio 2004 (doc. 6) abbia

attestato un'inabilità del 100% dal giorno precedente e del 75% dal 1° ottobre 2004 (doc.

18).

Soltanto con la reiterata

specifica richiesta dell'assicuratore,

il 16 settembre 2004 (doc. 13), il medico curante ha precisato la sua diagnosi:

sindrome fibromialgica generalizzata, sbilancio e decondizionamento muscolare,

alterazione degenerativa della colonna cervicale e lombare, piccola lesione del

tendine muscolo sopra spinato a sinistra in acromion tipo II, siringomielia

C5-C7. I sintomi di queste malattie si sarebbero manifestati due anni prima.

Quale trattamento consigliato v'è stata la fisioterapia, praticata dal marito, anche se i dolori

cervico-brachiali ed alla spalla non accennavano a diminuire, comportando dei

movimenti passivi limitati.

Nel corso dell'estate 2004, l'attrice è stata in cura dal dr. med. __________ per un consulto

reumatologico. Nel primo referto medico del 16 agosto 2004 (doc. 9), lo specialista

FMH in reumatologia, medicina interna e manuale SAMM, ha confermato la diagnosi

posta dal medico curante ed ha presentato l'anamnesi passata, recente, sistematica e sociale dell'assicurata. Il 16 luglio 2004 egli ha

esperito un esame reumatologico sulla colonna vertebrale e le articolazioni periferiche,

nonché un esame neurologico, di laboratorio e di radiologia. Esposti tutti questi elementi nel dettaglio, lo specialista ha

pronunciato la propria valutazione evidenziando che la

sindrome del dolore cronico di cui l'interessata è affetta da 4-5 anni sarebbe spiegabile con la presenza

di una sindrome fibromialgica generalizzata primaria, mentre le alterazioni

degenerative al rachide cervicale e lombare non sono spiegabili. La mobilità

passiva normale alla spalla sinistra ha trovato per contro riscontro clinico,

mentre le patologie reumatologiche riconducibili alla fibromialgia potevano

essere parzialmente trattate farmacologicamente e con misure fisiatriche

passive. Per quando concerne la siringomielia riscontrata, l'attrice è stata inviata dal neurologo dr.

med. __________, già suo curante.

Con il successivo

referto del 10 settembre 2004 (doc. 12) lo specialista ha risposto ai quesiti

sottopostigli dall'assicuratore.

Egli ha ribadito la diagnosi di sindrome fibromialgica generalizzata, sbilancio

e decondizionamento muscolare, alterazioni degenerative della colonna cervicale

e lombare, piccola lesione transmurale del tendine muscoloso sopraspinato a

sinistra in acromeon tipo II e siringomielia C5-C7. Inoltre, ha precisato che l'attrice non gli ha mai chiesto di attestare

un'inabilità lavorativa e che

la stessa era in cura dallo psichiatra dr. med. __________. Non avendo mai

attestato un'inabilità

lavorativa, il medico non ha potuto esprimersi in merito ad un'eventuale ripresa dell'attività lavorativa o ad un aumento della

capacità stessa. Ha comunque evidenziato che il grado d'incapacità lavorativa nella medesima o in un'altra attività avrebbe dovuto essere determinato in ambito peritale

reumatologico, neurologico e psichiatrico.

Anche il neurologo curante

interpellato da __________ ha risposto di non aver mai valutato la capacità

lavorativa dell'assicurata e di

non poter quindi rispondere ai quesiti sottopostigli (doc. 17).

Il 9 ottobre 2004 (doc.

E) il dr. med. __________, operante presso la Clinica ortopedica di __________,

ha posto la diagnosi di impingement sotto-acromiale alla spalla sinistra. Clinicamente,

questa spalla mostrava una funzione più limitata, soprattutto per la situazione

algica, mentre la spalla destra aveva una funzione abbastanza soddisfacente,

dolorante solo a fine corsa a livello muscolare. A suo avviso, la mobilità era

globalmente mantenuta malgrado il dolore. Come il reumatologo, anch'egli ha sconsigliato d'intervenire chirurgicamente sulla spalla

sinistra.

Su precisa richiesta

dell'assicuratore, il 2 ed il 3

dicembre 2004 (doc. 29) l'attrice

si è sottoposta ad una valutazione della sua capacità funzionale EFL presso la

Clinica __________ di __________. I medici hanno osservato che i problemi

rilevanti in relazione all'attività

professionale erano principalmente costituiti da un disturbo funzionale alla

spalla sinistra con irradiazione dei dolori fino al polso sinistro, dolori alla

colonna lombare ed all'anca

sinistra. I risultati del test hanno indicato una capacità di carico da situare

nell'ambito di un'attività leggera per tutta la giornata,

anche se l'assicurata soffriva di

depressione, tanto che era ancora in cura. La specifica

attività di aiuto-fisioterapista, giudicata un lavoro da leggero a medio

pesante (10-25 kg), comportava delle difficoltà riguardo al carico della spalla

sinistra, tuttavia facilmente eliminabili con dei semplici accorgimenti.

Queste le conclusioni e le proposte degli esperti:

"

Esigibilità

dell'attività professionale come aiuto

fisioterapista

x

sì x mezza giornata, tentativo di ripresa dell'attività

al 50% per abituarsi/adattarsi al lavoro per poi abituarsi (secondo la evoluzione

della problematica della spalla sinistra) all'attività

per tutto il giorno.

x

Riduzione del carico: - evitare i pochi casi in cui deve

sollevare

pazienti dal

lettino, può

farsi

aiutare dal marito

- evitare di

strizzare gli impacchi

di

fiori di fieno, farsi aiutare dal

marito

x Adattamenti,

al posto della macchina da scrivere dotare lo studio di fisioterapia di un

computer, mettere lettini automatici.

Esigibilità per altre attività professionali

x lavoro leggero (5-10 kg)

x

tutto il giorno

Proposte

concrete per il reinserimento professionale

x allo stesso posto di lavoro – con lo stesso tipo

di mansioni ma con alcuni adattamenti x mezza giornata,

tentativo di ripresa dell'attività al 50% per abituarsi/adattarsi al lavoro

per poi abituarsi (secondo l'evoluzione della problematica della spalla

sinistra) all'attività per tutto il giorno.

La

cliente si dichiara d'accordo con le valutazioni e le proposte fatte: x

Proposte

in relazione ad ulteriori trattamenti

Per

la problematica della spalla sinistra consigliamo di continuare la fisioterapia

ambulatoriale con l'obiettivo di togliere l'infiammazione,

ma anche iniziare terapie attive che mirano a migliorare la stabilità della

spalla sinistra a carico della muscolatura e per centralizzare la testa

omerale.

Considerandi

Inoltre, consigliamo un programma di ricondizionamento muscolare e

cardiovascolare generale della cliente per un lungo periodo.

Come terzo punto, consigliamo la partecipazione nei gruppi dell'associazione fibromialgici in Ticino."

Il rapporto

dettagliato agli atti, conosciuto dalle parti, espone la situazione

professionale dell'attrice, la

collaborazione e concordanza durante la valutazione, l'insorgenza della sintomatologia e gestione del dolore mediante

autovalutazione del dolore, l'individuazione

dei dolori rispettivamente delle zone sintomatiche rilevanti ed il

comportamento dell'assicurata

in relazione a questi dolori; l'autovalutazione della capacità funzionale, la sicurezza delle

tecniche di lavoro, la qualità dei movimenti, le capacità rilevanti, i deficit

rilevanti, le capacità ed i deficit in relazione all'attività professionale svolta, concludendo con delle osservazioni

complementari.

Il referto in

discussione contempla anche tutti i risultati delle prove a cui si è sottoposta

l'attrice ed i valori della sua

capacità di carico ed è accompagnato da una valutazione medico-funzionale che illustra

la diagnosi, le osservazioni sullo stato di salute dell'assicurata ed un esame clinico.

5.

Secondo

la giurisprudenza valida nell'ambito delle assicurazioni sociali e relativa

alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è che i punti

litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito, che il

rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure

espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza

dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e

che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per

stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo

di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STFA del 26

agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25 febbraio 2003

nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V

160.

consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM

1989.

pag. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123), bensì il

suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa, il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in

cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212;

SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988 pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozial-versicherungsrechts, Berna

1994, pag. 332).

In

una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però

ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire

delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.

In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha

statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione

degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale

le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una

certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale

referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il

contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per

farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STFA del 25 febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito

che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve

essere riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino

essere concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni

e, infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto

di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio

l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari

circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti

circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI

1993.

pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa

G.C., I 355/03, consid. 5).

Per

quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,

in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle

cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109

consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im

Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997, pag. 230).

Infine,

va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non

può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi

per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25

febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

Tali criteri di valutazione debbono

guidare il Tribunale Cantonale delle Assicurazioni anche nelle fattispecie

rette dalla LCA, come quella in discussione.

6.

Come

esposto sopra, se nei propri referti il medico curante, generalista, ha escluso

che l'attrice potesse continuare

a svolgere il proprio lavoro di aiuto-fisioterapista, gli specialisti che l'hanno visitata e sottoposta a diversi test

fisici durante due mezze giornate nel dicembre 2004, hanno invece affermato la possibilità

concreta che l'assicurata

riprendesse la precedente attività

lavorativa da subito al 50%.

Essi hanno concluso

che inizialmente l'attrice

poteva ricominciare a lavorare come aiuto-fisioterapista per mezza giornata, in

modo da potersi riabituare piano piano alle faccende precedentemente esercitate

presso lo studio del marito fisioterapista. In seguito, era oggettivamente

esigibile e realizzabile che l'assicurata

espletasse la sua attività per tutto il giorno. Per concretizzare ciò, era

soltanto sufficiente mettere in pratica alcuni piccoli accorgimenti, come per

esempio utilizzare un computer anziché una macchina per scrivere per il

disbrigo del lavoro amministrativo: la tastiera di un computer richiede infatti

una pressione molto meno marcata di una tastiera di una vecchia macchina per

scrivere, evitando così di caricare inutilmente la spalla sinistra ed il polso

sinistro dell'attrice. Anche la

sostituzione dei lettini manuali con lettini automatici avrebbe sicuramente

reso molto più comodo e facile il posizionamento dei pazienti su di essi, così

pure il frequente cambio di posizione degli interessati. Per il sollevamento

dei pazienti "problematici" dai lettini e per strizzare gli impacchi

di fiori di fieno, l'attrice

poteva invece semplicemente fare capo al marito per ottenere un piccolo e

rapido aiuto; questa soluzione nemmeno avrebbe fatto perdere particolarmente

tanto tempo.

A questo proposito va

evidenziato che la stessa assicurata si è dichiarata d'accordo con queste valutazioni e le proposte fatte.

A mente del TCA, il citato referto portante sulla

valutazione della capacità funzionale dell'attrice, allestito dopo due mezze giornate di test fisici eseguiti

ad inizio dicembre 2004 quando l'interessata era in incapacità lavorativa da cinque mesi, appare

molto approfondito, chiaro e completo. Come esposto, i medici hanno accuratamente

esaminato l’assicurata a mezzo di numerosi test fisici ed hanno fissato al 50%

la percentuale iniziale di abilità lavorativa dell’attrice nell'attività precedentemente esercitata, ma con

possibilità concreta di portarla in breve tempo al 100%, rispettando determinate

direttive.

Valutati quindi tutti

i rapporti medici agli atti, la scrivente Corte ritiene che le constatazioni oggettive formulate dai medici operanti presso la

Clinica __________, istituto specializzato nella riabilitazione di persone

colpite da problematiche di cui era affetta anche l'attrice, siano complete, convincenti ed esaurienti e di potersi

quindi attenere e fare affidamento sulle conclusioni che essi hanno tratto.

Le conclusioni di

questi esperti sono inoltre accompagnate da uno specifico esame della sua capacità

funzionale fisica riassunto in una tabella con tutte le attività che la stessa

poteva ancora esercitare. Questi medici sono stati dunque completi e dettagliati

nella loro diagnosi dell'assicurata. La completezza di questo rapporto contrasta

per contro con le affermazioni di carattere generale pronunciate dal medico

curante dell'attrice.

Nemmeno i referti dei

dr. med. __________ e __________ possono soccorrere quest'ultima nel suo diritto a percepire delle

indennità per perdita di guadagno, poiché né uno specialista né l'altro si sono pronunciati sul grado d'incapacità lavorativa dell'assicurata. L'affermazione dell'attrice

secondo cui il dottor __________ avrebbe certificato un'incapacità lavorativa del 75% è imprecisa.

Di conseguenza, d'avviso del TCA, le conclusioni del medico responsabile EFL dr. med. __________

possono quindi essere definite chiare, complete ed attendibili e come tali

vanno quindi condivise.

In questo senso, la valutazione

effettuata dall'assicuratore di

dare tempo all'attrice di

riprendere a lavorare al 50% dal 9 febbraio fino al 31 marzo 2005 e da lì in poi

di interrompere il versamento di indennità giornaliere, appare corretta; alla

stessa conclusione si giunge in merito alla decisione di considerarla totalmente

abile al lavoro dal 1° aprile 2005 sempre nella sua attività di

aiuto-fisioterapista presso lo studio del marito.

Stando così le cose,

la petizione dell'attrice deve

essere integralmente respinta.

7.

L'art.

43.

della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) prevede il ricorso

per riforma al Tribunale federale per violazione del diritto federale. Per

l'art. 46 OG, nelle cause civili per altri diritti di carattere pecuniario, il

ricorso per riforma è ammissibile solo quando, secondo le conclusioni delle

parti, il valore litigioso davanti all'ultima giurisdizione cantonale

raggiungeva ancora Fr. 8'000.-.

In concreto, il valore

litigioso è rappresentato dalle indennità giornaliere che l'assicuratore dovrebbe versare all'attrice a dipendenza della sua incapacità

di lavoro per malattia. Siccome con la propria petizione AT 1 pretende un

importo che supera ampiamente i citati Fr. 8'000.-, sono pertanto dati gli

estremi per un eventuale ricorso per riforma al Tribunale federale di Losanna.

Infine, secondo l'art.

49.

cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente

all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti

disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione. S'impone

perciò di notificare all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. La

petizione è respinta.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Intimazione

alle parti e all'UFAP, Berna.

Contro

il presente giudizio è dato ricorso per riforma al Tribunale federale di

Losanna ai sensi degli artt. 43 segg. della Legge federale sull'organizzazione

giudiziaria (OG).

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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