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Decisione

36.2005.29

Credito dell'assicuratore per premi arretrati LAMal. Assicurato comprova pagamenti per un importo superiore allo scoperto vantato dalla Cassa malati. Ricorso accolto

6 febbraio 2006Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

i seguenti: Fr. 248 per il ricorrente e Fr. 248 per sua moglie, Fr. 73.40 per __________

e Fr. 73.40 per __________. Sempre per l’anno 2001 la famiglia RI 1 ha pure

pattuito delle coperture integrative (Assicurazione __________, __________, __________

a partire dal 1° gennaio 2001 per __________, premio mensile di fr. 29.40; Assicurazione

__________ a partire dal 1° gennaio 2001 per __________, premio mensile di fr.

19.10; Assicurazione __________ a partire dal 1° febbraio 2001 per il

ricorrente e per sua moglie, premio mensile di fr. 14.30 ciascuno, cfr. doc.

III 1-4).

B. Il

21 giugno 2001 la Cassa ha inviato all'assicurato un primo richiamo per il

pagamento dei premi LAMal e LCA, rimasto senza seguito. In data 22 novembre 2001

la Cassa ha inviato all’assicurato una “Sollecitazione” (cfr. doc. III 5), invitandolo

a versare entro il 6 dicembre 2001 l'importo di Fr. 2'236.90 corrispondente ai

premi LAMal dei mesi aprile - giugno 2001 (Fr. 1'928.40) e ai premi LCA dei

mesi aprile – giugno 2001 (Fr. 288.50), a cui vanno aggiunti Fr. 20 per le

spese di richiamo.

C. L’assicurato

ha provveduto al pagamento parziale di quanto dovuto, versando la somma di Fr.

981.60.

Con

scritto 10 giugno 2003 (cfr. doc. III 6) la Cassa malati CO 1 ha diffidato

l'assicurato a pagare entro 5 giorni l'importo di Fr. 986.80 corrispondente al

credito base di fr. 1'928.40, oltre Fr. 20 di “totale costi creditore” e

fr. 20 di “quota per perdita di mora”, dedotto il pagamento di Fr. 981.60.

D. Poiché

l'interessato non ha versato gli ammontari richiesti con le citate fatture, la

Cassa l'ha escusso con precetto esecutivo (PE) n. __________ del 19 gennaio

2004 dell'UEF di __________ (cfr. doc. III 9), chiedendo il pagamento di Fr.

986.80 (pari a Fr. 946.80 di “fatture dall’8 marzo 2001 al 22 novembre

2001 LAMal”, Fr. 20 di “totale costi creditori” e Fr. 20 di “quota

per perdita di mora”), oltre alle spese amministrative di Fr. 50 e più

la tassa d’incasso di Fr. 5.

L'assicurato ha

interposto opposizione al precetto esecutivo e con decisione formale del 23

febbraio 2004 (cfr. doc. III 10) la Cassa ha imposto all'escusso il pagamento

di complessivi Fr. 1’036,80, rigettando così detta opposizione.

E. L’assicurato

si è opposto a questa decisione (cfr. doc. III 11) ed il 28 febbraio 2005 (cfr.

doc. III 12) la Cassa malati CO 1 ha emanato la decisione su opposizione che ha

confermato la pretesa d'incasso di Fr. 946.80, più spese. Essa ha quindi

respinto l'opposizione dell'assicurato ed ha rigettato in via definitiva l'opposizione

al PE.

F. Contro

detta decisione su opposizione l'escusso ha inoltrato ricorso il 31 marzo 2005

(cfr. doc. I), rilevando che il debito per premi scoperti è stato causato dal

rifiuto, a sorpresa, dei sussidi per l’anno 2000 e osservando che la confusione

contabile generata da CO 1 (che ad ogni sua richiesta di estratto dei pagamenti

presentava ammontari differenti dalla volta precedente, tralasciando, a suo

parere, pagamenti nel frattempo effettuati) sarebbe alla base degli infondati e

contestati richiami per il pagamento di premi da lui già saldati. Il ricorrente

ha chiesto quindi che la decisione della Cassa venga annullata e che gli sia

riconosciuto un saldo positivo di Fr. 2'635.30.

G. Con

risposta del 28 aprile 2005 (cfr. doc. III) l’assicuratore malattia ha proposto

di respingere il ricorso. CO 1 ha ribadito l’ammontare del debito del

ricorrente, pari a Fr. 946.80, oltre Fr. 40 per costi accessori d’esecuzione,

per un totale di Fr. 986.80, più spese d’esecuzione, osservando tuttavia di dover

dedurre da tale importo Fr. 405 di sussidi cantonali 2001 riconosciuti

all’assicurato, come emerge dalla decisione 31 maggio 2001 dell’Ufficio

assicurazione malattia (cfr. doc. III 14). Di conseguenza, l’assicuratore

malattia ha indicato che l’ammontare scoperto dovuto dall’assicurato è di Fr.

581.80, più spese d’esecuzione (cfr. doc. III).

In

un ulteriore scritto 8 maggio 2005 il ricorrente ha ribadito il controverso

procedere della cassa malati confermandosi nelle allegazioni esposte con l’atto

ricorsuale (cfr. doc. I) e chiedendo che gli venga riconosciuto un saldo

positivo nei confronti dell’assicuratore malattia di fr. 1'761.40 (cfr. doc.

V).

Con scritto 19 maggio

2005 CO 1 si è riconfermata nella risposta di causa e ha ribadito che dalla

documentazione prodotta dal ricorrente non si può evincere l’esistenza di uno “stato

positivo di fr. 1'761.40” vista l’assenza degli indispensabili

giustificativi (cfr. doc. VII).

In data 1° giugno 2005

l’assicurato ha nuovamente rilevato che il suo stato positivo nei confronti

dell’assicuratore malattia ammonta a fr. 1'761.40 (cfr. doc. IX).

Tale documento è stato

trasmesso all’assicuratore malattia (cfr. doc. X), con la facoltà di presentare

osservazioni scritte.

H. Pendente

causa il TCA ha esperito alcuni

accertamenti presso CO 1 (cfr. doc. XIV) e presso l’Ufficio assicurazione

malattia (cfr. doc. XV), di cui si dirà in seguito.

in

diritto

In ordine

1. La

presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di

rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della

valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi

degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2

cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle

assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del

18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa

B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del

10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190

seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre

1999 nella causa C., I 623/98).

Considerandi

2.

Va

rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte

generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) a seguito della quale

il legislatore ha apportato delle modifiche alla LAMal. Il giudice delle

assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto

verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento

amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3,

pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e

STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127

V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).

Dal

profilo procedurale la LPGA è

invece immediatamente applicabile. Nel merito si applicano le disposizioni in

vigore in precedenza, poiché da un punto di vista temporale sono di principio

determinanti le norme in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie

che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1) ed il Tribunale federale

delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda, di regola,

sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della

decisione amministrativa contestata (DTF 121 V 366 consid. 1b; STFA del 1°

luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02).

Ogni

riferimento alle norme di merito della LAMal applicabili in concreto va inteso

nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002 mentre proceduralmente è

applicabile la LPGA.

3.

Va

rilevato che nella risposta di causa 28 aprile 2005 la Cassa malati ha ridotto da fr. 986.80 a fr. 581.80 l’importo dovuto

dall’assicurato per premi arretrati LAMal.

A

norma dell'art. 53 cpv. 3 LPGA, in vigore dal 1° gennaio 2003, l'assicuratore può riconsiderare una

decisione o una decisione su opposizione, contro le quali è stato inoltrato

ricorso, fino all'invio del suo preavviso all'autorità di ricorso.

L'amministrazione

può rivedere la decisione impugnata solo fino alla presentazione della

risposta. Tale condizione temporale è adempiuta se il nuovo provvedimento viene

trasmesso all'istanza di ricorso entro il termine per l'inoltro della risposta

(cfr. R. Hischier, Die Wiedererwägung pendente lite im Sozialversicherungsrecht

oder die Möglichkeit der späten Einsicht, in SZS 1997, pag. 457; DTF 109 V 236

consid. 2).

Una

decisione resa dopo questo termine assume per contro unicamente il carattere di

una proposta indirizzata al giudice, affinché egli decida nei sensi della nuova

valutazione (Pratique VSI 1994 pag. 281; RCC 1992 pag. 123 consid. 5, RCC 1989

pag. 320 consid. 2a, RCC 1984 pag. 283, DTF 109 V 236; Spira, "Le

contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale"

in RJN 1984, pag. 23).

L'art.

3a della Legge di procedura per i ricorsi al TCA enuncia i medesimi principi,

ricalcando quanto previsto dall'art. 58 PA.

Questa

norma prevede che l'autorità amministrativa può, fino all'invio della sua

risposta, riesaminare la decisione impugnata.

Essa

notifica immediatamente una nuova decisione alle parti e la comunica al

Tribunale (art. 3a cpv. 2 LPTCA).

Quest'ultimo

continua la trattazione del ricorso in quanto non sia divenuto senza oggetto

per effetto della nuova decisione (art. 3a cpv. 3, 1a frase LPTCA).

Come

esposto sopra, l'amministrazione può riconsiderare pendente lite una decisione

contestata soltanto fino al momento dell'inoltro della risposta di causa. Un

provvedimento emanato successivamente vale unicamente come proposta al Giudice.

Nel

caso di specie, la Cassa ha

inoltrato al TCA il 28 aprile 2005 la propria risposta di causa, nella quale ha

modificato la sua precedente decisione su opposizione, riducendo l’ammontare

richiesto all’assicurato da fr. 986.80 a fr. 581.80, vista la concessione dei sussidi cantonali per un

importo di fr. 405.

In simili condizioni,

oggetto del contendere è la questione a sapere se ed in quale misura il

ricorrente sia effettivamente debitore nei confronti della Cassa malati CO 1

per il pagamento di premi arretrati LAMal per i mesi aprile – giugno 2001, così

come figura nella decisione su opposizione oggetto del presente ricorso, per un

ammontare di fr. 581.80 così come esposto in sede di risposta di causa.

Nel

merito

4.

Richiamato l'obbligo per l'assicurato di

far fronte ai premi per l'assicurazione obbligatoria contro le malattie come

imposto dalla legge (art. 61 LAMal), il TCA è chiamato a determinare se ed in quale misura il ricorrente sia

effettivamente debitore nei confronti della Cassa malati CO 1 per il pagamento

di premi LAMal per i mesi aprile – giugno 2001.

Dal calcolo esposto

dalla Cassa malati nella propria decisione su opposizione, risulta che per i

mesi di aprile, maggio e giugno 2001 il ricorrente avrebbe dovuto pagare in

totale Fr. 1'928.40 per il premio di base per tutta la famiglia (e meglio Fr.

248.

premio mensile LAMal dell’assicurato, Fr. 248 premio mensile LAMal di sua

moglie, Fr. 73.40 premio mensile LAMal __________ e Fr. 73.40 premio mensile

LAMal __________, per un totale mensile della famiglia di Fr. 642.80 x 3 mesi).

L’assicurato ha versato complessivamente Fr. 981.60. Infatti, come risulta

dallo schema riassuntivo riportato nella decisione su opposizione, l’assicurato

ha effettuato un primo pagamento di Fr. 181.60 in data 19 agosto 2002, un secondo

pagamento di Fr. 400 in data 3

settembre 2002 e un terzo pagamento di Fr. 400 in data 17 ottobre 2002, per un totale pagato

di Fr. 981.60 e un debito residuo pari a Fr. 946.80 (cfr. doc. III 12). L’oggetto

del PE n. __________ porta sul saldo dei premi LAMal aprile – giugno 2001 non

ancora pagati (Fr. 946.80), sulle spese di richiamo (Fr. 20) e di diffida (Fr. 20),

oltre che sulle spese del precetto. Dal totale di Fr. 986.80 ancora dovuti

dall’assicurato, tuttavia, la Cassa, in sede di risposta di causa, ha dedotto Fr. 405 derivanti

dall’accoglimento della richiesta di sussidi cantonali per l’anno 2001 (cfr. doc.

XV).

Secondo la Cassa

malati, dunque, l'insorgente dovrebbe versare a saldo ancora Fr. 581.80.

Dal canto suo,

ritenendo di aver corrisposto all'assicuratore tutti i premi LAMal dell'anno

2001, l'assicurato non si ritiene debitore di CO 1, per cui la sua opposizione

al PE sarebbe giustificata.

5.

Come

anticipato, l'art. 61 LAMal prevede che l'assicurato è tenuto al pagamento dei

premi fintanto che dura l'affiliazione (artt. 89-92 OAMal; cfr. STFA del 30

giugno 1998 nella causa M. e P. c. C.M.H.).

Il pagamento dei premi

e delle partecipazioni ai costi da parte dell'assicurato è necessario per il

finanziamento dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per

l'esecuzione della legge; secondo la volontà del legislatore gli assicuratori

malattia devono quindi far valere le proprie pretese in via esecutiva secondo

la LEF (art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V 273 consid. 6c).

In caso di mora

dell'assicurato, l'art. 9 cpv. 1 OAMal prevede:

" Se, nonostante diffida, l’assicurato non paga premi

o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura

esecutiva. Se questa sfocia in un attestato di carenza di beni, l’assicuratore

ne informa la competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le

disposizioni cantonali che contemplano la previa notifica all’autorità preposta

alla riduzione dei premi."

Giusta l'art. 61 cpv.

1.

LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati

e, salvo eccezioni, riscuote dai propri assicurati premi uguali.

L'assicuratore può

graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le

regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. L'Ufficio

federale stabilisce in modo unitario le regioni per l'insieme degli

assicuratori (cpv. 2).

Per gli assicurati che

non hanno ancora compiuto 18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più

basso rispetto a quello degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è

legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora

compiuto 25 anni (cpv. 3).

Il Consiglio federale

può stabilire le riduzioni di premio di cui al cpv. 3 (cpv. 3bis).

L'ammontare dei premi

dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere

approvato dal Consiglio federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono

prendere posizione in merito alle tariffe dei premi previste per la loro

popolazione; la procedura d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 5).

L'art. 90 OAMal

prevede che di regola i premi devono essere pagati mensilmente.

A norma dell'art. 64

cpv. 1 LAMal, inoltre, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni

ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno

(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota

percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di

degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari (cpv. 5).

Secondo l'art. 103

cpv. 1 OAMal, la franchigia prevista nell'articolo 64 cpv. 2 lett. a della

legge ammonta nel periodo d'interesse a Fr. 230.- per anno civile dal 1°

gennaio 1998 (cfr. RU 1997 2435, in precedenza Fr. 150.-). L'importo annuo

massimo dell'aliquota percentuale secondo l'articolo 64 cpv. 2 lett. b della

legge ammonta a Fr. 600.- per gli assicurati adulti ed a Fr. 300.- per gli

assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (cpv. 2). Per la riscossione

della franchigia e dell'aliquota percentuale è determinante la data della cura

(cpv. 3). Per l'anno 2005 gli importi sono stati ulteriormente cambiati.

A norma dell'art. 93

cpv. 1 OAMal, oltre all’assicurazione ordinaria delle cure medico-sanitarie,

gli assicuratori possono esercitare un’assicurazione per la quale gli

assicurati possono scegliere una franchigia superiore a quella prevista

nell’articolo 103 capoverso 1 (franchigie opzionali). Le franchigie opzionali

ammontano a partire dal 1° gennaio 1998 a Fr. 400.-, Fr. 600.-, Fr. 1200.- ed a

Fr. 1500.- (cfr. RU 1997 pag. 2435; in precedenza a Fr. 300.-, Fr. 600.-, Fr.

1200.

- ed a Fr. 1500.-) per gli assicurati adulti ed a Fr. 150.-, Fr. 300.- ed

a Fr. 375.- per gli assicurati che non hanno ancora

compiuto 18 anni. L’assicuratore che esercita questa forma d’assicurazione deve

offrire tutte le franchigie opzionali. Anche in questo caso gli importi per il

2005.

sono stati ulteriormente modificati.

6.

L’insorgente

ha comprovato al TCA d’aver

pagato nel 2002 diverse somme, producendo copia delle ricevute postali. In

particolare, l’assicurato ha effettuato i seguenti pagamenti, utilizzando quasi

sempre invece che i bollettini di pagamento prestampati e referenziati dell’assicuratore

dei bollettini di pagamento “in bianco” da lui compilati a favore di “CO 1,

8001.

__________”: fr. 400 il 29 marzo 2002; fr. 400 il 30 aprile 2002; fr. 800

l’11 maggio 2002; fr. 400 il 4 giugno 2002; fr. 400 il 5 luglio 2002; fr. 400

il 12 agosto 2002; fr. 400 il 29 agosto 2002 e fr. 400 il 3 ottobre 2002 (cfr.

doc. I A2). Tali pagamenti nei diversi conteggi via via stilati

dall’assicuratore malattia o non compaiono per niente, o sono parzialmente

indicati ma con importi sempre differenti, ingenerando grande confusione.

Al fine di chiarire la

fattispecie, il TCA ha chiesto a CO 1 di precisare se le somme versate dal

ricorrente senza indicare la destinazione del pagamento venivano imputate a

debiti relativi all’assicurazione LAMal oppure a debiti LCA (cfr. doc. XII).

Al riguardo,

l’assicuratore malattia, rilevando che la famiglia RI 1 è tuttora assicurata

presso CO 1 unicamente per l’assicurazione di base, ha risposto che “le

coperture integrative sono state disdette dal signor RI 1 a decorrere dal 31

dicembre 2001 tranne una denominata __________ stipulata in favore del figlio __________

comunque annullata in data 31 gennaio 2004 causa inadempienza. Sulla base di

questa precisazione appare che si possa concludere che i pagamenti effettuati

dall’assicurato senza specifica della destinazione siano stati posti, dapprima,

a pagamento delle coperture integrative, in seguito, dell’assicurazione di base.”

(cfr. doc. XIV).

All’ulteriore

richiesta di precisazione del TCA in merito agli importi versati

dall’assicurato senza specifica della destinazione, l’assicuratore malattia ha

trasmesso al Tribunale “un conteggio elaborato dalla signora __________ –

cioè la persona che segue presso l’ufficio centralizzato incassi la pratica

oggetto della presente vertenza – dal quale dovrebbero scaturire le modalità di

calcolo (i pagamenti effettuati dall’assicurato senza specifica della

destinazione sono stati “caricati” all’assicurazione di base) della pretesa di CO

1” (cfr. doc. XIX).

Vista

l’incomprensibilità del citato conteggio - dal quale risultano alcuni

versamenti effettuati dall’assicurato nel 2002 (ossia fr. 500 LAMal il 17

gennaio 2002; fr. 189.80 LCA il 21 maggio 2002; fr. 400 LAMal il 2 agosto 2002;

fr. 218.40 LAMal il 19 agosto 2002; fr. 181.60 LAMal il 19 agosto 2002; fr. 400

LAMal il 4 settembre 2002; fr. 400 LAMal il 17 ottobre 2002, cfr. doc. XIX bis),

ma d’ammontare diverso rispetto a quelli figuranti nelle copie delle ricevute

postali dei versamenti effettuati dall’assicurato nel 2002 e in date diverse

(fr. 400 il 29 marzo 2002; fr. 400 il 30 aprile 2002; fr. 800 l’11 maggio 2002;

fr. 400 il 4 giugno 2002; fr. 400 il 5 luglio 2002; fr. 400 il 12 agosto 2002;

fr. 400 il 29 agosto 2002 e fr. 400 il 3 ottobre 2002, cfr. doc. I A2) - il TCA

ha interpellato direttamente la signora __________ presso l’Ufficio incassi,

chiedendole una presa di posizione chiarificatrice (cfr. doc. XX).

Con scritto 30 gennaio

2006.

l’assicuratore malattia ha rilevato che “CO 1 da un lato non dispone

delle copie delle ricevute postali a comprova dei pagamenti effettuati dall’assicurato;

dall’altro, ha stabilito l’ammontare richiesto basandosi su di una serie di

documenti riguardanti il periodo 2000-2005 e riassunti nel conteggio inviato in

precedenza” (cfr. doc. XXI).

7.

L'art.

8.

CC prevede che ove la legge non disponga altrimenti, chi vuol dedurre il suo

diritto da una circostanza di fatto da lui asserita deve fornirne la prova. A

livello cantonale, l'art. 183 CPC, a cui rimanda l'art. 23 della Legge di

procedura per le cause davanti al TCA (LPTCA), riprende

per intero il testo federale e ciò nell'ottica della verosimiglianza

preponderante valida nelle assicurazioni sociali secondo consolidata

giurisprudenza. Più generalmente nell’ambito delle assicurazioni sociali, il

giudice deve applicare la massima d’ufficio e quindi ricercare autonomamente i

fatti ed applicare il diritto. Questo principio non è tuttavia assoluto, poiché

non svincola comunque le parti dal fardello della prova, ossia dalle

conseguenze in caso di mancato apporto della prova necessaria. Infatti, come

precisato dal TFA al considerando 3b della sentenza del 18 settembre 2001 nella

causa B. (K 202/00),

" (…) Celui-ci comprend en particulier l'obligation

de ces dernières d'apporter, dans la mesure où cela peut être raisonnablement

exigé d'elles, les preuves commandées par la nature du litige et des faits

invoqués, faute de quoi elles risquent de devoir supporter les conséquences de

l'absence de preuves (ATF 125 V 195 consid. 2; VSI 1994, p. 220 consid. 4;

comp. ATF 125 III 238 consid. 4a à propos de l'art. 274d al. 3 CO). Car si le

principe inquisitoire dispense les parties de l'obligation de prouver, il ne

les libère pas du fardeau de la preuve: en cas d'absence de preuve, c'est à la

partie qui voulait en déduire un droit d'en supporter les conséquences (ATF 117

V 264 consid. 3), sauf si l'impossibilité de prouver un fait peut être imputée

à l'adverse partie (ATF 124 V 375 consid. 3; RAMA 1999 n° U 344, p. 418 consid.

3). Au demeurant, il n'existe pas, en droit des assurances sociales, un

principe selon lequel l'administration ou le juge devrait statuer, dans le

doute, en faveur de l'assuré (RAMA 1999 n° U 349, p. 478 consid. 2b; DTA 1998 n° 48, p. 284). (…).".

Nelle assicurazioni

sociali, come detto, il giudice si basa, per la sua decisione, salvo

disposizione contraria della legge, sui fatti che, non potendo essere stabiliti

in maniera irrefutabile, appaiono come i più verosimili. Non è quindi

sufficiente che un fatto possa essere considerato quale un'ipotesi possibile.

Fra tutti gli elementi di fatto allegati, il giudice deve ritenere soltanto

quelli che sembrano più probabili, ricordando che non esiste, nel diritto delle

assicurazioni sociali, il principio secondo il quale l'amministrazione e il

giudice dovrebbero statuire, nel dubbio, a favore dell'assicurato (STFA del 18

settembre 2001 nella causa B., K 202/00; DTF 115 V 142 consid. 8b; DTF 113 V

312.

consid. 3a e 322 consid. 2a; DTF 112 V 32 consid. 1a; RCC 1986 pag. 201

consid. 2c; RCC 1984 pag. 468 consid. 3b; RCC 1983 pag. 249; RAMI 1985 pag. 21;

RAMI 1984 pag. 269 consid. 1; STFA del 27 agosto 1992 nella causa M.).

8.

Nel

caso di specie, come visto, il ricorrente ha comprovato di avere effettuato nel

corso del 2002 otto versamenti per un totale di fr. 3'600, importo ben

superiore allo scoperto vantato dalla Cassa malati nei suoi confronti (cfr.

doc. I A2).

La Cassa malati, dal canto suo, non è stata in grado

di dimostrare che nonostante i pagamenti comprovati dall’assicurato tramite

copia delle ricevute postali, sussiste comunque un credito di CO 1 nei

confronti del signor RI 1.

Alla

luce di quanto precede non è comprovato un credito dell’assicuratore malattia

nei confronti dell’assicurato secondo il criterio della verosimiglianza

preponderante valido nelle assicurazioni sociali e ciò nonostante l'invito del

TCA a produrre un conteggio dettagliato dei premi arretrati dovuti e dei

pagamenti compiuti dall’assicurato.

Pertanto,

a fronte di incomprensibile confusione e contraddittorietà tra i documenti

dell’assicuratore malattia, non può essere posto a carico di RI 1 alcunché.

Di

conseguenza, la pretesa per premi arretrati LAMal per i mesi aprile – giugno

2001.

nei confronti dell’assicurato appare da respingere e la decisione

impugnata va annullata.

Per

questi motivi

dichiara e

pronuncia

1.

- Il

ricorso è accolto. Di conseguenza la decisione impugnata è annullata.

2.

- Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3.

- Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di

diritto amministrativo al Tribunale

federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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