36.2005.58
esonero dall'obbligo assicurativo di due cittadini stranieri non domiciliati in Svizzera. Applicazione dell'ALC.
9 gennaio 2006Italiano20 min
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Numero d'incarto:
36.2005.58
Data decisione, Autorità:
09.01.2006, TCA
Titolo:
esonero dall'obbligo assicurativo di due cittadini stranieri non domiciliati in Svizzera. Applicazione dell'ALC.
DOMICILIO DELLE PERSONE FISICHE
ESONERO DALL'OBBLIGO ASSICURATIVO
OBBLIGO DI ASSICURAZIONE
art. 13 ALC
art. 14 ALC
art. 15 ALC
art. 16 ALC
art. 17 ALC
art. 23 CC
art. 3 LAMAL
art. 20 LDIP
art. 13 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
36.2005.58-59
CS
Lugano
9 gennaio 2006
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 2 giugno 2005 di
1. RI 1
2. RI 2
tutti rappr.
da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 2 maggio
2005 emanata da
Istituto assicurazioni sociali Ufficio
assicurazione malattia,
6501 Bellinzona
in materia di assicurazione sociale
contro le malattie
ritenuto, in
fatto
A. Con
decisione del 17 marzo 2005 l’Istituto delle assicurazioni sociali (IAS),
costatato che RI 1 e RI 2, cittadini __________, non si sono assicurati contro
le malattie presso un assicuratore riconosciuto dall’Ufficio federale della
sanità pubblica (UFSP) ha deciso l’affiliazione d’ufficio presso __________ a
decorrere dal 1° marzo 2005 ed ha precisato che l’obbligo teorico
d’affiliazione è da far risalire al 1° gennaio 1996 (doc. 6).
B. In
seguito all’opposizione presentata dagli assicurati, l’IAS ha confermato il
provvedimento tramite decisione su opposizione del 2 maggio 2005 (doc. 8).
C. RI
1 e RI 2, rappresentati dalla __________ (alla quale, in corso di causa, è
subentrato l’avv. RA 1), hanno presentato tempestivo ricorso contro la predetta
decisione al Tribunale Cantonale delle Assicurazioni (TCA), affermando
sostanzialmente di non essere domiciliati in Ticino, bensì in __________.
D. Con
risposta del 30 giugno 2005 l’IAS ha proposto di respingere l’impugnativa (doc.
V).
E. Pendente
causa il Giudice delegato del TCA ha proceduto a numerosi accertamenti delle
cui risultanze si dirà in corso di motivazione.
in
diritto
In
ordine
1.
La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un
Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica
giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le
cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003
nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00;
STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002
nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U
347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella
causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel
merito
2. Oggetto
del contendere è la questione a sapere se i ricorrenti sono tenuti ad
affiliarsi obbligatoriamente contro le malattie in Svizzera e, in caso di
risposta affermativa, se possono chiedere l’esonero.
3. Con
il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del
diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che ha comportato diverse modifiche
della LAMal.
Da
un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme sostanziali
in vigore al momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere
valutato giuridicamente o che produce conseguenze giuridiche (STFA del 22
luglio 2005 nella causa L., K 114/03, consid. 3; DTF
130 V 160 consid. 5.1; DTF 129 V 4 consid. 1.2, DTF 127 V 467 consid. 1, DTF
126 V 166 consid. 4b).
Per
contro, per quanto attiene alle disposizioni formali della LPGA, il TFA ha già
avuto modo di accertare l’assenza di una normativa specifica che regola la
questione intertemporale stabilendo di conseguenza la necessità di ricorrere al
principio generale secondo il quale, di regola, siffatte disposizioni entrano
immediatamente in vigore (STFA del 22 luglio 2005 nella causa L., K 114/03; DTF
130 V 4 consid. 3.2).
In
concreto con decisione formale del 17 marzo 2005 l’amministrazione cantonale ha
affiliato d’ufficio i ricorrenti dal 1° marzo 2005 presso un assicuratore
contro le malattie ed ha precisato che a livello teorico l’obbligo di
assicurazione avrebbe dovuto avere inizio in data 1° gennaio 1996 (doc. 6). Le
decisioni (formale e su reclamo) sono state emanate nel corso del 2005.
Per
cui, mentre per quanto concerne l'aspetto procedurale trovano applicazione le norme
della LPGA e le relative modifiche apportate alla LAMal, per quanto riguarda
l’inizio teorico d’affiliazione vanno applicate le vecchie norme per il periodo
1.1.1996 - 31.12.2002 e le nuove disposizioni per gli anni successivi, ritenuto
tuttavia che per quanto concerne l’affiliazione obbligatoria, non vi sono
stati, di principio, con l’entrata in vigore della LPGA, cambiamenti di rilievo
(DTF 130 V 445).
4. Nel
caso di specie gli assicurati, al beneficio di un permesso di __________ di
tipo “__________”, contestano di doversi affiliare obbligatoriamente in
Svizzera in quanto domiciliati in __________.
5. Secondo
l'art. 3 LAMal
" 1 Ogni persona domiciliata in Svizzera deve
assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie
entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
2 Il Consiglio federale può prevedere eccezioni
all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni
internazionali e di Stati esteri.
3 Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone
non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un’attività in Svizzera o
vi risiedono per un periodo prolungato;
b. lavorano all’estero per conto di un
datore di lavoro con sede in Svizzera".
L'art.
1 OAMal precisa in proposito che
" 1 Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli
articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi
conformemente all’articolo 3 della legge."
Per
l’art. 13 cpv. 1 LPGA il domicilio di una persona è determinato secondo le
disposizioni degli articoli 23-26 del Codice civile. L’art. 13 cpv. 2 LPGA
prevede che una persona ha la propria dimora abituale nel luogo in cui vive per
un periodo prolungato, anche se la durata del soggiorno è fin dall’inizio
limitata.
Giusta
l’art. 23 cpv. 1 CCS, il domicilio di una persona è nel luogo in cui essa
risiede con l’intenzione di stabilirvisi durevolmente e dove si trova il centro
delle sue relazioni e dei suoi interessi (cfr., per la nozione di domicilio in
ambito AVS: DTF 130 V 404; DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata;
DTF 123 III 100).
Perché
possa crearsi domicilio ai sensi di questa disposizione, occorre, di principio,
che siano realizzate cumulativamente due condizioni: la prima, oggettiva, di
residenza effettiva in un determinato luogo e, la seconda, soggettiva,
dell’intenzione di stabilirvisi durevolmente (cfr. DTF 127 V 237 consid. 1 pag.
238-239; DTF 125 V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la giurisprudenza e dottrina ivi
citata).
Vi
è residenza ai sensi dell’art. 23 CCS quando una persona soggiorna per un certo
periodo in un determinato luogo, costituendo ed intrattenendo con esso rapporti
di intensità tale da fare apparire detto luogo come il centro delle sue
relazioni interpersonali.
La
continuità della residenza non è un elemento costitutivo della nozione di
domicilio. Il domicilio in un luogo può perdurare anche quando la dimora in
tale luogo è interrotta per qualche tempo, a patto che la volontà di conservare
il luogo di residenza attuale quale centro della sua esistenza risulti da certi
rapporti con esso (DTF 41 II 51).
L’intenzione
di stabilirsi nel luogo di residenza deve emergere dall’insieme delle
circostanze - rapporti familiari e interpersonali, situazione abitativa - e dev’essere
riconoscibile per i terzi (cfr. DTF 127 V 237, consid. 1 pag. 238-239; DTF 125
V 76 consid. 2a pag. 77-78 e la giurisprudenza e dottrina ivi citata).
Secondo
il TF, di regola, il centro dell’esistenza di una persona si trova là dove sono
Fatti
i suoi interessi personali e familiari, vale a dire dove vive la sua famiglia
(DTF 88 III 135).
Per
contro, il luogo in cui sono depositati i documenti di identità, dove vengono
pagate le tasse e dove vengono esercitati i diritti politici (DTF 97 II 1,
consid. 4, pag. 6, DTF 102 IV 162, consid. 2b, pag.164, DTF 90 I 28) possono
unicamente avere valore di indizio: tali circostanze non sono, di per sé,
determinanti.
Va,
peraltro, rilevato che non è necessario che la persona abbia l’intenzione di
rimanere per sempre o per un tempo indeterminato in quel luogo: è sufficiente
che egli si proponga di fare di questo luogo il centro della sua esistenza,
delle sue relazioni personali e professionali, in modo da dare al soggiorno una
certa stabilità (cfr. DTF 85 II 318, consid. 3, pag. 322, DTF 41 II 51).
Per
l’art. 26 CCS la dimora in un luogo allo scopo di frequentarvi le scuole e il
collocamento in un istituto di educazione, in un ospizio od asilo, in una casa
di salute, di pena o correzione, non costituiscono domicilio.
L’art.
20 cpv. 1 della legge sul diritto internazionale privato (LDIP) prevede che la
persona fisica ha il domicilio nello Stato dove dimora con l’intenzione di
stabilirvisi durevolmente (lett. a), la dimora abituale nello Stato dove vive
per una certa durata, anche se tale durata è limitata a priori (lett. b), la
stabile organizzazione nello Stato dove si trova il centro della sua attività
economica (lett. c).
Per
l’art. 20 cpv. 2 LDIP nessuno può avere contemporaneamente il suo domicilio in
più luoghi. In mancanza di domicilio, fa stato la dimora abituale. Le
disposizioni del Codice civile svizzero concernenti il domicilio e la dimora
non sono applicabili.
Con
STFA del 2 agosto 2005 (K 34/04), pubblicata in RAMI 5/2005, pag. 360, l’Alta
Corte, ai consid. 3 e 4.4, ha descritto i presupposti relativi al domicilio
secondo gli art. 23 e seguenti CC e l’art. 20 (LDIP), affermando:
" 3.
Gemäss Art. 20 Abs. 1 lit. a
IPRG bestimmt sich der Wohnsitz ausländischer Staatsangehöriger danach,
wo sie sich mit der Absicht des dauernden Verbleibens aufhalten. Dabei deckt
sich der Wohnsitzbegriff nach Art. 20 Abs. 1 lit. a IPRG
mit jenem nach Art. 23 Abs. 1 ZGB (BGE 120 III 8 Erw. 2a, 119 II 169 Erw. 2b, je mit
Hinweisen); Abweichungen ergeben sich lediglich daraus, dass im Rahmen des IPRG
die Bestimmungen über den abgeleiteten (Art.
25 ZGB) und den fiktiven Wohnsitz (Art. 24
Abs. 1 ZGB) sowie die Vermutung von Art. 26 ZGB
nicht anwendbar sind (Art. 20 Abs. 2 IPRG; Staehelin, in: Honsell/Vogt/Geiser,
Zivilgesetzbuch I, 2. Aufl., Basel 2002, N 4 zu Art. 23 und N 2 zu Art. 24).
Der Wohnsitz einer Person befindet sich an dem Orte, an welchem sie
sich mit der Absicht des dauernden Verbleibens aufhält (Art. 23 Abs. 1 ZGB). Er
setzt demnach objektiv den physischen Aufenthalt und subjektiv die Absicht des
dauernden Verbleibens voraus; letztere ist nur soweit von Bedeutung, als sie
nach aussen erkennbar ist (BGE 127 V 238 Erw. 1 mit Hinweisen, 125 V 78 Erw. 2a;
Brückner, Das Personenrecht des ZGB, Zürich 2000, Rz. 320; A. Bucher,
Natürliche Personen und Persönlichkeitsschutz, 3. Aufl., Basel 1999, Rz.
360; E. Bucher, Berner Kommentar, Bern 1976, N 8 zu Art. 23
ZGB; Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23). Massgebend ist somit der
Ort, wo sich der Mittelpunkt der Lebensbeziehungen befindet (BGE 127 V 238 Erw. 1, 125 V 77 Erw. 2a, 125 III 102
Erw. 3, je mit Hinweisen; Brückner, a.a.O., Rz. 318; A. Bucher, a.a.O., Rz. 360
sowie 373 ff.; Staehelin, a.a.O., N 5 zu Art. 23).
Der Lebensmittelpunkt befindet sich im Normalfall
am Wohnort, d.h. wo man schläft, die Freizeit verbringt und wo sich die
persönlichen Effekten befinden, wo man üblicherweise einen Telefonanschluss und
eine Postadresse hat
(Brückner, a.a.O., Rz. 319 und 322; A. Bucher, a.a.O., Rz. 364 f.; Hausheer/Aebi-Müller,
Das Personenrecht des Schweizerischen Zivilgesetzbuches, Bern 1999, Rz. 09.28; Staehelin,
a.a.O., N 6 zu Art. 23).
Die nach aussen erkennbare Absicht muss auf einen
dauernden - d.h. im Sinne von "bis auf Weiteres" - Aufenthalt
ausgerichtet sein
(Brückner, a.a.O., Rz. 328; A. Bucher, a.a.O., Rz. 361 sowie 370 ff.; E.
Bucher, a.a.O., N 22 zu Art. 23; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.29; Staehelin,
a.a.O., N 8 zu Art. 23). Staehelin postuliert diesbezüglich eine Mindestdauer
von einem Jahr (a.a.O., N 8 zu Art. 23 mit Hinweisen). Allerdings schliesst die
Absicht, einen Ort später wieder zu verlassen, einen Wohnsitz nicht aus (BGE 127 V 241
Erw. 2c, 125 III 102 Erw. 3; E. Bucher, a.a.O., N 22 f. zu Art. 23 ZGB;
Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 23). Bei verheirateten Personen bestimmt
sich der Wohnsitz gesondert für jeden Ehegatten (A. Bucher, a.a.O., Rz. 377;
Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.57; Staehelin, a.a.O., N 10 zu Art. 23);
so etwa bei Ehegatten, die sich infolge faktischer Trennung nicht mehr
regelmässig sehen (Brückner, a.a.O., Rz. 363). Bei Wochenaufenthaltern mit
Familie wird der Arbeitsort zum Wohnsitz, wenn die Familie bloss noch in
grossen oder unregelmässigen Abständen besucht wird (Staehelin, a.a.O.,
N 11 zu Art. 23; vgl. auch A. Bucher, a.a.O., Rz. 376). Bei Ausländern mit
Aufenthaltsbewilligung liegt der Wohnsitz in der Schweiz, selbst wenn die
Person jedes Jahr nach Hause reist (E. Bucher, a.a.O., N 38 zu Art. 23 ZGB; Staehelin, a.a.O., N 17 zu Art. 23).
Saisonniers hingegen, welche neun Monate in der Schweiz arbeiten und für drei
Monate zu ihrer Familie in die Heimat reisen, haben ihren Wohnsitz erst in der
Schweiz, wenn sie die Voraussetzungen für die Umwandlung der Saisonbewilligung
in eine
Aufenthaltsbewilligung erfüllen oder zu erfüllen im Begriff sind;
gemäss Doktrin ist bei einem jede Saison wiederkehrenden Saisonnier ab Beginn
der zweiten Saison ein Wohnsitz in der Schweiz anzunehmen (Brückner, a.a.O., Rz.
366; Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.30; Staehelin, a.a.O., N 18 zu Art.
23; vgl. auch SVR 2000 IV Nr. 14 S. 45 Erw. 3d in fine sowie BGE 113 V 264
Erw. 2b mit Hinweisen, wo allerdings - entgegen der zivilrechtlichen
Lehre und Rechtsprechung sowie BGE 129 V 79 Erw. 5.2 und BGE 125 V 77 Erw. 2a – der fremdenpolizeilich
geregelte Aufenthalt im Rahmen der Sozialversicherungen noch Voraussetzung war;
vgl. auch die Kritik dazu bei E. Bucher, a.a.O., N 24 f. und 38 zu Art. 23 ZGB). Nicht massgeblich, sondern nur Indizien
für die Beurteilung der Wohnsitzfrage sind die Anmeldung und Hinterlegung der
Schriften, die Ausübung der politischen Rechte, die Bezahlung der Steuern,
fremdenpolizeiliche Bewilligungen sowie die Gründe,
die zur Wahl eines bestimmten Wohnsitzes veranlassen (BGE 129 V 79 Erw. 5.2, 127 V 241 Erw. 2c, 125 III
101 Erw. 3, 125 V 78 Erw. 2a, je mit Hinweisen; A. Bucher, a.a.O., Rz. 365 und
375; E. Bucher, a.a.O., N 25 ff. und 35 ff. zu Art. 23 ZGB;
Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O., Rz. 09.28; Staehelin, a.a.O., N 23 f. zu Art.
23).
Die Frage, wann eine Person mit Wohnsitz im Ausland
ihren ausländischen Wohnsitz aufgegeben hat, richtet sich nach Art. 20 Abs. 1 lit. a IPRG; dies ist der Fall, wenn sie
den Ort des bisherigen Lebensmittelpunktes definitiv verlassen hat, wobei
unerheblich ist, ob nach dem ausländischen Recht der ausländische Wohnsitz noch
weiterbesteht (BGE 96 I 395 Erw. 4d, 87 II 9 Erw. 2, 74 III 18; E.
Bucher, a.a.O., N 34 ff., insbesondere N 37 zu Art. 24 ZGB;
Staehelin, a.a.O., N 8 zu Art. 24). Die Aufgabe des einmal begründeten
Wohnsitzes ist im internationalen Verhältnis wesentlich einfacher als im
innerstaatlichen (BGE 119 II 169 Erw. 2b). Sie ist auch dann anzunehmen,
wenn die Person zwar weiterhin einen ausländischen Wohnsitz hat, die
Beziehungen dazu jedoch stark gelockert erscheinen (Hausheer/Aebi-Müller, a.a.O.,
Rz. 09.51; in diesem Sinne auch schon E. Bucher, a.a.O., N 37 zu Art. 24 ZGB).
(…)
4.4 Infolge der weniger strengen Voraussetzungen an die Aufgabe eines
ausländischen Wohnsitzes (oben Erw. 3) ist davon auszugehen, dass der
Beschwerdegegner zum massgeblichen Zeitpunkt auf Grund seines gelockerten
Verhältnisses zu seinem Heimatland dort über keinen Wohnsitz mehr verfügte.
Zwar ist bei verheirateten Personen mit Kindern der Ort, an welchem
sich die Familie befindet, ein wichtiger Anknüpfungspunkt für die Bestimmung
des Wohnsitzes im Sinne von Art. 23 Abs. 1 ZGB.
Entgegen der Ansicht der CSS ist dieser Ort jedoch nicht in jedem Falle
ausschlaggebend. So können einerseits Ehegatten ohne Weiteres getrennte
Wohnsitze haben. Andererseits befindet sich
der Wohnsitz von Wochenaufenthaltern, welche ihre Familie nur in
grossen oder unregelmässigen Abständen sehen, am Arbeitsort; diese Grundsätze
haben umso mehr Berechtigung bei Personen, die sich den grössten Teil des
Jahres getrennt von ihren Familien zu Erwerbszwecken in der Schweiz aufhalten,
insbesondere wenn diese Aufteilung von Arbeitsstelle und ausländischem Wohnort
der Familienmitglieder über Jahre andauert. Es ist somit nur folgerichtig, wenn
bei Saisonniers, welche regelmässig in die Schweiz wiederkehren, nach einer
gewissen Zeit Wohnsitz in der Schweiz angenommen wird, ungeachtet davon, ob die
Voraussetzungen zum Erhalt der Aufenthaltsbewilligung erfüllt sind. Diese
Ansicht steht auch in Einklang mit der herrschenden Lehre und Rechtsprechung,
wonach fremdenpolizeiliche Bewilligungen keine Voraussetzung, sondern nur ein
Indiz für die Beantwortung der Frage nach dem Wohnsitz sind. Ebenso wenig
spielt der Grund für die Einreise in die Schweiz eine Rolle; denn die Motive,
die einer Wohnsitznahme
zugrunde liegen, sind für die Bestimmung des Wohnsitzes nicht
massgeblich.
Auch steht die Absicht, später wieder ins Heimatland zurückzukehren,
der Wohnsitznahme in der Schweiz nicht im Wege.“
6. Nell'evenienza concreta, a parte il permesso __________ di tipo
“__________” e l’appartamento di loro proprietà ubicato ad __________ ed
acquistato nel __________, non vi sono elementi che possano far ritenere che
gli interessati siano domiciliati in Svizzera.
In
particolare dagli atti di causa, e meglio dall’incarto fiscale richiamato
d’ufficio da questo Tribunale, risulta che i ricorrenti hanno sempre dichiarato
di essere domiciliati in __________ (dalla tassazione 1995/1996, periodo di
computo 1993/1994), Paese di cui hanno la nazionalità. Il marito svolge
un’attività lucrativa, quale gestore di un albergo, ad __________, dove è
regolarmente tassato assieme alla moglie per il reddito del lavoro.
I
ricorrenti hanno prodotto i loro “Aufenthaltsbescheinigung”, dove
l’autorità comunale di __________ ha affermato:
" Frau RI 2, geb. __________, geb. am __________ in __________,
ist seit dem __________ in __________ gemeldet (Hauptwohnung seit __________).”
e per il marito che:
" Herr RI 1, geb. __________ in __________, ist seit
dem __________ in __________ mit alleiniger Wohnung gemeldet.” (doc. C2)
Agli
atti vi è pure un „Aufenthaltsbescheinigung“ relativo alla moglie dove
il Comune di __________ afferma che “Frau RI 2 war nach dem Melderegister
von __________ bis __________ in unserer Gemeinde gemeldet (…) zuletzt mit Nebenwohnung
in __________ ” (doc. C4).
Inoltre,
il „Finanzamt“ di __________ ha attestato per i due ricorrenti che “sie hier
unter der Steuernummer __________ seit __________ zur Einkommensteuer veranlagt
werden. Es handelt sich um eine Steuernummer, die bei unbeschränkter
Steuerpflicht vergeben wird.“ (doc. C5)
Infine,
dagli atti emerge che gli assicurati, anche prima che l’IAS intimasse la citata
decisione e le diffide, hanno sempre fornito, quale indirizzo del loro
domicilio, quello in __________. In particolare le procure rilasciate ai propri
rappresentati contengono l’indirizzo __________, già da prima della notifica
delle decisioni dell’IAS e anche la decisione dell’assicurazione
federale per l’AVS/AI, datata __________, e di cui il marito beneficia grazie
al lavoro svolto in Svizzera fino al __________, è stata notificata in __________
(doc. A2).
Certo,
come emerge dagli atti già in occasione della compravendita dell’immobile di __________,
nel __________ essi beneficiavano di un permesso di tipo „__________ “ __________
in un altro Cantone, ciò che verosimilmente ha permesso loro l’acquisto
dell’appartamento. Tuttavia, determinante per la presente fattispecie è il
periodo dal 1990 (quando gli insorgenti hanno ottenuto il permesso __________
in Ticino) fino al 2005; ed in quel periodo, il centro dei loro interessi, malgrado
il rilascio di un permesso di tipo “__________”, era manifestamente la __________
dove vi svolgevano un’attività lucrativa (cfr. incarto fiscale).
In
assenza di domicilio in Svizzera, i ricorrenti non sono tenuti ad assicurarsi
contro le malattie nel nostro Paese.
Ma vi è
di più. Gli assicurati vanno infatti esonerati anche per i seguenti motivi.
Con
il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l’Accordo sulla libera circolazione delle
persone con gli Stati membri dell’Unione Europea (ALC). L'ALC, per quanto
concerne le assicurazioni sociali, rinvia al regolamento (CEE) n. 1408/71.
Il
Titolo II del regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme
relative alla determinazione della legislazione applicabile.
Di
principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato
membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio
dell'assoggettamento contributivo).
In
virtù di tale accordo, di regola e salvo eccezioni non ravvisabili in concreto,
la persona che svolge un’attività lucrativa deve affiliarsi nello Stato del
luogo di lavoro. In concreto la __________. L’affiliazione della persona
assicurata che lavora comporta automaticamente anche quella dei suoi famigliari
senza attività lucrativa.
Per
cui, comunque, il marito, che lavora in __________, anche se domiciliato in
Svizzera, dal 1.6.2002 non deve affiliarsi nel nostro Paese. Ciò vale anche per
la moglie (o perché lavora in __________ o in quanto coniuge di una persona che
lavora in uno Stato membro dell’UE).
Poiché
questa situazione si protrae tuttora e ritenuto che un’affiliazione retroattiva
non è possibile (DTF 129 V 159 consid. 2.3 e art. 5 cpv. 2 LAMal), ci si
potrebbe chiedere se non risulta superfluo accertare se prima del 1.6.2002 essi
dovevano essere affiliati in Svizzera. Infatti, in caso di ritardo
nell’affiliazione l’assicuratore può prelevare un supplemento di premio per
cinque anni (DTF 129 V 267 = SVR 2003, KV nr. 24, pag. 91 segg., cfr. anche
nuovo art. 8 cpv. OAMal in vigore dal 1.1.2006). Non essendo in concreto
possibile affiliare i ricorrenti in Svizzera e non potendo di conseguenza
richiedere alcun supplemento di premio, non vi è un interesse giuridico ad
accertare se in precedenza i due coniugi erano domiciliati nel nostro Paese e se
dovevano pertanto affiliarsi in Ticino.
7. Alla
luce di tutto quanto precede il ricorso va accolto e la decisione impugnata
annullata. I ricorrenti, rappresentati da un avvocato ed in precedenza da una
fiduciaria, hanno diritto a ripetibili (art. 61 LPGA).
Va
abbondanzialmente rilevato che essi dovranno tuttavia regolarizzare la loro
situazione con le autorità competenti per il rilascio dei permessi degli
stranieri, ritenuto inoltre che con l’entrata in vigore dell’ALC le norme sono
in parte state modificate.
Copia
della presente va intimata all'assicuratore __________ quale cointeressato.
Per questi
motivi
dichiara e
pronuncia
1.- Il
ricorso é accolto.
La
decisione impugnata è annullata.
Considerandi
2.
- Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. L’IAS verserà a RI 1 e RI 2 fr. 1'000 (IVA inclusa) a titolo di
ripetibili.
3.
- Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di
diritto amministrativo al Tribunale
federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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