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Decisione

36.2005.64

Calcolo del sovraindennizzo in ambito di assicurazione malattia per perdita di guadagno retta dalla LCA. Arricchimento indebito. Prescrizione.

7 febbraio 2006Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

i danni e non un'assicurazione di somma e, come tale, è pertanto soggetta al

principio indennitario secondo cui l’assicurazione non deve procurare un

profitto all’avente diritto ma deve limitarsi a compensare il danno economico derivatogli

dalla realizzazione del rischio (DTF 104 II 44; B. Viret, Droit des assurances

privées, pag. 149 seg).

Dal

tenore delle condizioni generali menzionate (art. __________ e __________ CGA

1997, nonché art. __________ e __________ CGA 1999) risulta chiaramente che le

parti hanno inteso concludere un'assicurazione di danno e non di somma. Alla

luce del principio dell'affidamento, secondo cui le manifestazioni di volontà

devono essere interpretate nel senso che il destinatario poteva e doveva dare

loro secondo le regole della buona fede (art. 3 cpv. 2 CCS; DTF 109 II 18), le

parti potevano e dovevano unicamente concludere che in caso di evento

assicurato sarebbe stata coperta soltanto la perdita di reddito documentabile.

Pertanto,

l'importo di fr. 62, indicato nella proposta di assicurazione d'indennità

giornaliera e nella polizza altro non è che il reddito giornaliero presumibile

dell'assicurata e non la "somma" da rimborsare in caso di perdita di

guadagno.

Quindi,

dev'essere dimostrata una perdita di guadagno effettiva, in quanto presupposto

necessario per l'assegnazione delle indennità giornaliere.

2.7. In concreto

la cassa ha accertato che nel 2003 l’interessata avrebbe guadagnato fr. 12.23

all’ora per 40,30 ore settimanali + 8,33% di tredicesima, 9,70% di vacanze e 9

festivi pagati

(doc. 12), per un importo di fr. 27'883.44 nel 2003, ossia fr. 76.39 al giorno.

Ciò corrisponde ad un’indennità di fr. 62 al giorno (80% di 76.39, arrotondato

all’importo superiore).

Per

quanto concerne il 2004, in assenza di dati certi a causa del fallimento

dell’ex datore di lavoro dell’attrice, quest’ultima ha proposto di applicare il

salario orario minimo del 2004 degli addetti a lavori qualificati di cucito a

macchina, stiro di piccoli capi (camiceria e biancheria) di fr. 12.80 all’ora.

In realtà, a mente del TCA, va applicata la tariffa di fr. 12.48 all’ora

relativa agli addetti alla rimagliatura e ritagliatura, al cucito a macchina e

su macchine speciali o automatiche e a mano (camiceria, biancheria,

confezione). Infatti la commissione paritetica, a proposito dei salari minimi

valevoli dal 1° gennaio 2004, ha indicato che “per i lavoratori in piena

capacità lavorativa, occupati in pianta stabile, valgono i seguenti salari

minimi, comprensivi dell’aumento del 2% previsto dall’art. 10.2 del CCL e

ragguagliati all’indice di prezzi al consumo di punti 102.4 (indice di

settembre 2003), che entrano in vigore con il primo periodo paga che cade

interamente nel mese di gennaio 2004” (doc. F).

Ora,

aumentando del 2% il salario di fr. 12.23 all’ora conseguito nel 2003 si

ottiene, per il 2004, l’importo di fr. 12.48.

Per cui, per

il 2004 il calcolo è il seguente:

fr.

12.48 + 8.33% X 40.30 X 52 settimane = 28’332

Per

un importo di fr. 77.40 al giorno (28’332 : 366).

Contrattualmente

ha diritto a fr. 62 al giorno (80% di fr. 77,40, arrotondato all’importo

superiore).

Il

calcolo effettuato dalla Cassa, che ha tenuto conto di un importo di fr. 62, va

pertanto confermato in quanto rispettoso delle condizioni contrattuali.

2.8. Dal

1.11.2003 al 31.10.2004 l’AI ha versato fr. 15'288 (1'274 X 12, cfr. doc. B).

L’insorgente

ha pertanto conseguito un importo complessivo di fr. 37'980 (22'692 [indennità

giornaliere dell’assicuratore malattie] + 15'288 [rendita AI]).

In

applicazione dell’art. __________ CGA (cfr. consid. 2.3) vi è pertanto un

sovraindennizzo di fr. 15'288 (37'980 – 22'692).

Poiché

l’AI ha versato alla Cassa fr. 9'714 (doc. 15), rimangono scoperti fr. 5'574

(15'288 – 9'714), importo che la convenuta può chiedere all’attrice.

Da

rilevare che, contrariamente a quanto ritiene l’assicurata, il premio mensile

di fr. 167.40 non rientra nel calcolo del sovraindennizzo, trattandosi

dell’importo che l’interessata deve pagare se intende beneficiare

dell’assicurazione perdita di guadagno in caso di malattia e non di un reddito

ai sensi dell’art. __________ CGA.

2.9. L’attrice fa

tuttavia valere le norme sulla buona fede e ritiene di aver comunque diritto al

condono, trovandosi in una situazione finanziaria precaria ed accenna alla

prescrizione.

Va innanzitutto

rilevato che la LPGA e la LAMal, invocate dall’attrice, non possono trovare

applicazione. In concreto infatti il contratto è retto dal diritto privato,

ossia dalla LCA e dal CO (cfr. consid. 1.1). Le norme di diritto pubblico, di

principio, non si applicano.

Irrilevanti

sono pure le disquisizioni sull’impossibilità di adire civilmente l’ex-datore

di lavoro e sulla circostanza che quest’ultimo avrebbe dovuto sottoscrivere un

contratto retto dalla LAMal e non dalla LCA secondo il contratto collettivo.

Si tratta

infatti di censure di diritto civile che vanno semmai fatte valere nei

confronti dell’ex-datore di lavoro davanti al giudice competente in materia.

2.10. In DTF 127

III 421, in una causa che opponeva una clinica ad una cassa malati relativa

alla richiesta di rimborso per spese di cura che si ritenevano pagate di

troppo, il TF ha stabilito che, avendo l'assicuratore saldato la fattura senza

riserve, un'eventuale pretesa di restituzione non è di natura contrattuale.

L'Alta Corte ha di conseguenza applicato al caso di specie le norme relative

all'indebito arricchimento (art. 62 ss CO), ribadendo che:

"

Im Hinblick auf eine zu Unrecht bezogene

Versicherungsleistung hat das Bundesgericht ausgeführt, die Rückforderung

ergebe sich nicht aus Vertrag, sondern aus ungerechtfertiger Bereicherung (BGE

42 II 674 E. 2a S. 680)." (DTF 127 III 421, pag.

426 consid. 3bb)

Ai sensi

dell'art. 62 cpv. 1 CO chi senza causa legittima si trovi arricchito a danno

dell'altrui patrimonio, è tenuto a restituire l'arricchimento. Si fa luogo alla

restituzione specialmente di ciò che fu dato o prestato senza valida causa, o

per una causa non avveratasi o che ha cessato di sussistere (art. 62 cpv. 2

CO).

L'art. 63

cpv. 1 CO prevede che chi ha pagato volontariamente un indebito può pretenderne

la restituzione, solo quando provi d'aver pagato perché erroneamente si credeva

debitore.

Per

l'art. 64 CO chi si è indebitamente arricchito non è tenuto a restituire ciò di

cui provi che, al momento della ripetizione, non è più arricchito, a meno che

se ne sia spossessato di mala fede o che dovesse prevedere la domanda di

restituzione.

L'art. 67

cpv. 1 CO prevede che l'azione di indebito arricchimento si prescrive in un

anno decorribile dal giorno in cui il danneggiato ebbe conoscenza del suo

diritto di ripetizione, in ogni caso nel termine di dieci anni dal giorno in

cui nacque tale diritto. Trattandosi di un termine di prescrizione non può

essere rilevato d'ufficio, ma deve essere sollevato dalla parte che intende

prevalersene (art. 142 CO; A. Koller in: Das Schweizerische Obligationenrecht,

9. Ed., Zurigo 2000,

pag. 327).

Nella

citata sentenza pubblicata in DTF 127 III 421 il TF ha inoltre affermato:

"

Es stellt sich bei dieser Sachlage die Frage, ob

die Klägerin nachzuweisen vermag, dass sie sich über die Schuldpflicht im

Irrtum befunden hat. Nach ihren eigenen Angaben, hat sie die Rechnungen vorerst

nicht geprüft, sondern erst nach deren Bezahlung bei näherer Prüfung

festgestellt, dass mehrere Posten nach ihrer Auffassung nicht gerechtfertigt

seien. Gleichwohl trifft zu, dass sie die fehlerhaften Posten auf den detaillierten

Rechnungen ohne weitere Abklärungen hat erkennen und farblich kennzeichnen

können.

Diese Möglichkeit bestand ab Erhalt der

Rechnungen, so dass fraglich ist, ob sie den Irrtum über die Schuldpflicht

nachweisen kann. Die Frage kann dahingestellt bleiben, weil allfällige

Rückforderungsansprüche ohnehin verjährt sind" (consid. 4a)

2.11. In concreto

l’interessata fa valere la prescrizione nella misura in cui afferma che vi

rinuncia solo se, nel frattempo, non si è ancora realizzata (doc. XII).

Dagli

atti emerge che il 20 settembre 2004 l’Ufficio AI (UAI) ha informato

l’assicuratore che l’interessata avrebbe avuto diritto ad una rendita dal

1.11.2003 (doc. 13). L’8 ottobre 2004 l’UAI ha scritto alla convenuta

informandola delle modalità circa l’ottenimento delle prestazioni retroattive

che l’AI deve versare all’attrice (doc. 14).

Il 22

ottobre 2004 la convenuta ha trasmesso all’attrice il calcolo della

sovrassicurazione indicando che avrebbe chiesto l’importo (fr. 15'288)

Considerandi

direttamente all’assicuratore AI.

Il 17

novembre 2004 l’Ufficio AI ha rimborsato alla Cassa la somma di fr. 9'714 (doc.

15).

Per cui,

prendendo l’ipotesi più favorevole all’attrice, la convenuta ha saputo che

l’interessata avrebbe avuto diritto ad una rendita AI intera, il 20 settembre

2004.

(doc. 13). Comunque, solo con il versamento del 17 novembre 2004 la Cassa

ha avuto conferma che avrebbe dovuto chiedere l’importo ancora scoperto

direttamente all’attrice e solo da quella data può partire il termine di prescrizione

(cfr. anche DTF 128 V 236).

La

rinuncia a far valere l’eccezione di prescrizione, del 16 settembre 2005, è dunque

anteriore allo scadere del termine annuale previsto dall’art. 67 CO.

Va qui

abbondanzialmente rilevato che se l’attrice non avesse inoltrato la presente petizione,

la convenuta, verosimilmente, lo avrebbe fatto al suo posto, come emerge dal

doc. M (“… qualora non dovessimo entrare in possesso dell’importo di fr.

5'574.-- entro il prossimo 15 giugno, ci vedremo costretti ad adire le vie

legali”), interrompendo in questo modo la prescrizione.

2.12

Va ora

esaminato se l’interessata si è arricchita indebitamente e se deve restituire

l’importo di fr. 5'574.

L’attrice

afferma di disporre unicamente della sua rendita AI, della rendita AVS di suo

marito, nato nel __________, e delle prestazioni complementari, nonché di aver

utilizzato tutto l’importo a scopi personali.

Il TFA,

in DTF 102 V 91, a proposito dell’art. 64 CO, ha affermato:

"

Le principe fondamental posé par l'art. 64 CO est que l'enrichi de bonne foi n'est tenu à restituer que dans la mesure

de l'enrichissement existant lors de la répétition de l'indu; en d'autres termes,

qu'il ne peut être placé dans une situation inférieure à celle qui serait la sienne

si le versement indu ne s'était pas produit. Cette disposition considère uniquement

le sort de la prestation en cause dans le patrimoine de l'intéressé et fait

totale abstraction des autres éléments de la situation financière. C'est ainsi

qu'un homme même très aisé par ailleurs n'aura rien à rembourser, s'il établit

avoir entièrement consommé la prestation indue sans que son patrimoine s'en trouve

augmenté. A l'inverse, est enrichi et doit par conséquent rembourser celui dont

le patrimoine se trouve augmenté, même si sa

situation pécuniaire est des plus modeste, voire misérable:

dans le domaine du droit civil est enrichi non seulement celui qui est encore

en possession du montant reçu à tort (et éventuellement de ses intérêts), mais

aussi celui qui l'a utilisé pour payer des dettes; ou celui qui a utilisé le montant

indûment touché pour son entretien (p.ex. logement, nourriture, habillement) ou

un traitement médical (voir p.ex. RO 71 II 147, plus spécialement p. 153

consid. 6). En revanche, n'est plus enrichi celui qui, par libéralité, a fait

don à un tiers du montant reçu sans droit; ni en principe, celui qui a consacré

le montant indûment touché à des dépenses non nécessaires ou à des avantages

non durables (voyages d'agrément, concerts ou spectacles, soit d'une manière

générale à des valeurs extra-patrimoniales).

Appliquées strictement au cas d'espèce, les règles

de l'art. 64 CO

aboutissent à admettre l'enrichissement de l'assuré,

par conséquent son obligation de rembourser à la Caisse nationale les

prestations indûment perçues en raison de la surassurance.

Certes, l'intéressé avait touché de bonne foi les

prestations indues pour la période en cause, la surassurance provenant pour l'essentiel

du paiement rétroactif de rentes de l'assurance-invalidité, en avril 1973. Et il

les avait apparemment entièrement dépensées lorsqu'il a été averti pour la

première fois, en juin 1973, d'une répétition probable; à son dire, que rien ne

permet de suspecter, il ne possédait plus alors que le montant rétroactif des rentes

de l'assurance-invalidité. Mais on doit tenir pour certain qu'il a utilisé les

prestations touchées sans droit pour son entretien; car, durant ses longues

périodes d'incapacité de travail (où les rentes

de l'assurance-invalidité ne lui étaient pas versées encore), il n'avait pas d'autres

ressources que les indemnités de chômage de la Caisse nationale et les

prestations complémentaires de l'Assicuratrice Italiana et de la Rentenanstalt.

Or un tel emploi de la prestation indue ne fait pas

disparaître l'enrichissement découlant de cette prestation, ainsi qu'il a été

dit plus haut."

P.

Engel, in Traité des obligations en droit suisse, 2.a ed., Berna 1997, a pag.

599.

rammenta anch’egli che la restituzione va fatta anche se colui che si è

arrichito era di buona fede:

"

a) L’enrichi est de bonne foi

Principe: B doit restituer l’enrichissement tel

qu’il existe au moment de la demande. A doit prouver la valeur objective de la

chose ou de la prestation initiale. B, lui doit prouver qu’il n’est plus

enrichi ou qu’il ne l’est que dans une mesure limitée.

i)

B n’est plus enrichi s’il a consacré l’argent reçu

sans cause à des dépenses non nécessaires ou consacrées à des avantages non

durables (voyages d’agrément, concerts, spectacles, d’une manière générale à

des valeurs extrapatrimoniales); mais il est enrichi s’il a été à même

d’éviter des dépenses, notamment des frais d’entretien journalier, de

nourriture (p. ex. Il a consommé la chose) ou de traitement médical (ATF

71/1945 II p. 147, 153 = JT 1945 I p. 612, 617 i.f.). B n’est plus enrichi s’il

a fait don a C d’un bien sans cause, ou s’il a détruit ce bien.

ii)

B est enrichi s’il a conservé le bien acquis sans

cause, s’il a vendu ou échangé et en a touché le prix ou reçu l’équivalent, si

très généralement il a reçu la contre-valeur de ce bien, par exemple une indemnité

d’assurance en cas d’avarie. Il est enrichi également s’il a acquitté des

dettes au moyen des valeurs reçus sans cause. L’enrichissement de B s’entend

après déduction de tous les frais d’acquisition du bien à lui transféré, comme

aussi des frais exposés en vue de la restitution."

Hermann Schulin,

in Basler Kommentar, 3.a edizione, Obligationenrecht I (2003), N1 e seguenti ad

art. 64, rammenta che :

"

art. 64 will verhindern, dass die

Rückerstattungspflicht zu einer Schädigung des gutgläubig Bereicherten führt

(BGE 73 II 109), d. h. dieser soll nach der Rückerstattung der grundlosen

Zuwendung nicht schlechter gestellt sein, als wenn die Zuwendung an ihn nie

erfolgt wäre (BGE 82 II 439). Grundsätzlich ist die Bereicherung

vollständig in dem Umfang auszugleichen, in dem sie beim Bereicherten eingetreten

ist (GAUCH/SCHLUEP/SCHMID/REY, N 1516). Art. 64 regelt die Fälle, in denen die Rückerstattungspflicht

des gutgläubig Bereicherten vollständig oder teilweise erlischt. Sodann werden

(Rückausnahme) die Fälle geregelt, in denen zufolge Bösgläubigkeit des Bereicherten

dessen Rückerstattungspflicht trotz nicht mehr vorhandener Bereicherung weiterbesteht.

(…)

Der Bereicherte hat nur das zurückzuerstatten, um das

er im Zeitpunkt der Rückforderung noch bereichert ist (BGE 106 II 41). Als spätester

Zeitpunkt kommt die Klageerhebung in Betracht (BGE 87 II 142).

Verwendet der gutgläubig Bereicherte die grundlos erhaltene

Leistung für etwas, das er ohne das Erhaltene nicht vorgenommen hätte, so braucht

er die Bereicherung nicht zurückzuerstatten (BUCHER, AT, 694 ;

GAUCH/SCHLUEP/SCHMID/REY, N 1521).

Beispiele : Kauf eines Luxuautos oder

Privatflugzeuges (BUCHER, AT, 694) ; Unternehmen einer Vergnügungsreise

(allfälliger immaterieller Erholungseffekt fällt für die Bewertung der

Bereicherung nicht in Betracht, BUCHER, AT, 694)."

In

concreto dagli atti emerge che l’importo versato in troppo è stato utilizzato

per far fronte a spese di prima necessità e non per vantaggi non durevoli

(viaggi, ecc.). Infatti il 3 marzo 2005 l’attrice ha informato la Cassa malati

di aver “già abbondantemente utilizzato sia la rendita del marito, che le

prestazioni della vostra Cassa malati per far fronte alle spese quotidiane.”

(doc. L). Ancora in data 2 settembre 2005 l’interessata ha ribadito che “ad

ogni modo, trattandosi di prestazioni erogate dall’AVS mese dopo mese, per

circa un anno, come detto sono già state utilizzate per la mera sussistenza

quotidiana.” (doc. IX).

In altre parole

l’interessata ha utilizzato l’importo per il proprio sostentamento, ciò che

comporta un indebito arricchimento ai sensi degli art. 62 segg. CO, come

evidenziato dal TF e dalla dottrina.

Conformemente all’art. 64

CO l’attrice, che ha avuto conoscenza del suo diritto a prestazioni AI con la

notifica della decisione del 12 novembre 2004 (doc. B), deve restituire

l’importo di fr. 5'574 (cfr. Engel, op. cit. pag. 600).

La richiesta della Cassa in

tal senso, che ha versato l’importo per errore (avendo la convenuta creduto di

essere debitrice della prestazione versata all’attrice poiché al momento del

pagamento dell’indennità non era a conoscenza dell’importo esatto della rendita

AI che avrebbe poi ottenuto l’interessata; cfr. anche DTF 124 II 570, consid.

4e, 127 V 252, 128 V 236, SVR 1995 BVG Nr. 27, SZS 1997 pag. 228 seg.), risulta

corretta.

Va del resto rilevato che

l’attrice, in virtù dell’art. __________ CGA, avendo presentato la domanda il

28.

maggio 2003 (cfr. doc. 13), doveva sapere che avrebbe dovuto restituire

quanto versato in troppo dalla Cassa (cfr. anche SZS 1997 n. 228 seg.). La

norma prevede infatti che nei casi di prestazioni per i quali è d’obbligo

l’indennizzazione secondo l’assicurazione invalidità, nell’ambito delle

prestazioni assicurate la convenuta paga solo la parte di prestazioni dovute,

non coperta dall’assicuratore AI. L’art. __________ CGA prevede inoltre che in

caso di assicurazione doppia o multipla le prestazioni sono versate in modo

proporzionale, conformemente alle disposizioni legali.

Infine, per quanto

concerne il condono, va rammentato che si tratta di un istituto del diritto

pubblico, che non trova applicazione nell’ambito dei rapporti di diritto

privato. Spetta in questo caso alla convenuta decidere se intende proseguire

nella richiesta di restituzione oppure se, viste le precarie condizioni

finanziarie in cui si trova l’attrice, non sarebbe più opportuno rinunciare a

chiedere la somma che l’assicurata, in buona fede, ha utilizzato per

sopravvivere.

2.13

Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA

(art. 47 cpv. 4 vLSA), i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente

all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti

disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione.

Alla luce della LSA

s'impone la notifica anche della presente sentenza all'autorità di

sorveglianza.

2.14

L'art.

43.

della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG) prevede il ricorso

per riforma al Tribunale federale per violazione del diritto federale. L'OG

prevede in particolare la possibilità di adire il Tribunale Federale contro

giudizi cantonali (art. 48 OG) in procedure di carattere non pecuniario in

ambiti specifici (art. 44 OG). Rispettivamente è ammissibile il ricorso per

riforma in procedure pecuniarie in specifici ambiti del diritto senza riguardo

al valore pecuniario (art. 45 OG).

L'art. 46 dell'OG precisa che:

" Nelle

cause civili per altri diritti di carattere pecuniario, il ricorso per riforma

è ammissibile solo quando, secondo le conclusioni delle parti, il valore

litigioso davanti all'ultima giurisdizione cantonale raggiungeva ancora 8'000

franchi almeno."

Nel caso di specie, il valore litigioso risulta essere inferiore all'importo

di fr. 8'000 (fr. 5'574), motivo per il quale il

presente giudizio non è impugnabile mediante ricorso per riforma al Tribunale

Federale di Losanna.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- La petizione è respinta.

2.- Non si percepisce tassa di

giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Intimazione alle parti e

all'UFAP.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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