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Decisione

36.2005.66

calcolo del sussidio di un indipendente con un figlio maggiorenne a carico. Nozione di figlio ai sensi della LCAMal

30 novembre 2005Italiano30 min

Source ti.ch

Fatti

i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato

l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al suo mantenimento

fino al momento in cui una simile formazione possa normalmente concludersi

(art. 277 cpv. 2 CCS). L’obbligo di mantenimento si estende quindi al di là del

compimento del diciottesimo anno d’età quando il figlio è in formazione.

L’obbligo legale per il genitore di mantenere il figlio anche successivamente

al compimento del diciottesimo anno d’età quando sia in corso una formazione non

è trattato dall’art. 27 LCAMal. La legge cantonale di applicazione alla LAMal

rammenta che il celibe o la nubile di età superiore a 18 anni è considerato/a

persona sola e non può essere computato con i genitori od il genitore con cui

vive per considerare un reddito imponibile maggiore cui far capo per

l’ottenimento del sussidio.

2.5. Abbondanzialmente

va evocato come per le persone sole, quale il figlio della ricorrente, con un

reddito imponibile nullo o riferito ad un reddito lordo inferiore ai CHF

6'000.- il reddito determinante è quello della persona o della famiglia da cui

dipendono per il loro sostentamento se questo reddito di riferimento non supera

i CHF 55'000.- (cfr. consid. 2.2).

In virtù

dell’art. 52 del RegLCAMal:

"

Le persone sole con reddito imponibile nullo o

reddito lordo annuo inferiore a fr. 6’ 000.-, secondo il biennio fiscale

determinante, sono esentate dallo specificare il nucleo primario di riferimento

se al momento dell’istanza hanno un’entrata lorda propria non inferiore al

limite massimo per persone sole ai sensi della legge federale sulle prestazioni

complementari AVS/AI, su base mensile."

Secondo

l’Ordinanza 05 sull’adeguamento delle

prestazioni complementari all’AVS/AI del 24 settembre 2004 il limite massimo

per persone sole ai sensi della LPC è di CHF 17’640.--annui. In altri termini

se, al momento dell’inoltro della domanda di sussidio l’assicurato aveva

un’imposizione nulla o riferita ad un reddito lordo inferiore ai CHF 6'000.-,

l’amministrazione deve verificare l’esistenza di un reddito proprio (per

l’esenzione dallo specificare il reddito determinante del nucleo primario) non

inferiore ai CHF 17'640.— annui, pari a CHF 1'470.-- mensili. La volontà legislatore

è quella di non intervenire a sostegno in particolare dei figli in formazione

poiché tale obbligo incombe ai genitori. Sarebbe infatti urtante, a fronte

dell’obbligo di sostentamento da parte dei genitori per i figli in formazione,

che lo Stato utilizzasse risorse a fronte della capacità finanziaria di padre e

madre per fronteggiare la spesa dei premi dell’assicurazione di base. Se il

giovane dispone di una tassazione inferiore ai CHF 6'000.— annui

l’amministrazione deve in sostanza verificare gli introiti annui al fine di

determinare se l’ammontare massimo per persona sola fissato dall’Ordinanza

sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI sia superato o

meno.

2.6. Nel caso in

esame la ricorrente è da considerare persona sola poiché madre di un figlio

maggiorenne ciò anche se ella provvede al suo sostentamento poiché ancora in

formazione. L’apparente iniquità creata dalla normativa cantonale

amministrativa rispetto agli obblighi derivanti dal diritto civile è in realtà

controbilanciata dalla possibilità, per il figlio, di ottenere a sua volta il

sussidio per fronteggiare il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le

malattie, come in effetti è avvenuto nel caso concreto (cfr. Doc. IV pag. 2).

Il fatto

che la ricorrente vada ritenuta persona sola impone di considerare il reddito

limite di CHF 22'000.— (come esposto in precedenza). Ne consegue che il reddito

rilevabile dalla tassazione 2001 – 2002 non permette palesemente la concessione

del sussidio.

L’amministrazione,

in sede di risposta, ha calcolato autonomamente il reddito della ricorrente per

verificare se fossero dati i presupposti, alla luce delle tabelle di

conversione, per la concessione del sussidio.

In

effetti l’UAM ha constatato, al raffronto dei dati fiscali 2001 – 2002 e quelli

desunti dal calcolo del reddito aziendale agli atti, una diminuzione del

reddito conseguito dall’assicurata (cfr. al riguardo art. 67 lett. m del

Regolamento).

Il

reddito dell’insorgente nel corso del 2004 assommava a CHF 26'670. Da questo

importo vanno dedotti CHF 3'611 di interessi passivi, per un importo

complessivo di CHF 23’059.

Su questo

punto le parti sono concordi.

L’insorgente

chiede, sulla base dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal, la deduzione prevista per i

figli a carico, poiché il padre non pagherebbe gli alimenti. In particolare le

“Direttive di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori

dipendenti non domiciliati”, applicabili in virtù del rinvio di cui

all’art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal prevedono, analogamente ai disposti della legge

tributaria, che quali figli a carico vanno pure considerati i figli agli studi

fino alla fine del mese del compimento del 25mo anno di età al cui

sostentamento il contribuente provvede in modo essenziale. Per cui, a mente

della ricorrente, anche per la scelta della tabella di conversione del reddito

lordo dei salariati risulta applicabile il diritto tributario ai fini della

determinazione dei figli a carico.

L’amministrazione

sostiene tuttavia che la nozione di “figlio” va intesa nel senso

previsto dall’art. 27 LCAMal, per cui nessuna ulteriore deduzione va effettuata

dall’importo sopra indicato.

2.7. Ai sensi

dell’art. 27 LCAMal ai fini dell’applicazione della regolamentazione sul

sussidio nell’assicurazione sociale contro le malattie, è considerato

figlio la persona che ha lo statuto giuridico di figlio o di affiliato ai sensi

del Codice civile svizzero, fino alla fine dell’anno in cui compie i 18 anni.

Nel

Messaggio del 3 gennaio 1996 l’allora DOS, a proposito dell’art. 27 affermava

che “per definire il concetto di figlio si ricorre al CCS. Il termine di 18

anni per passaggio dallo statuto di figlio a quello di persona sola riprende

l’ordinamento della LAMal in fatto di premi assicurativi: il premio per adulti

è infatti corrisposto a partire dalla fine dell’anno in cui l’assicurato compie

18 anni. Le coppie non coniugate saranno pertanto assimilabili al concetto di

famiglia solo quando convivono con un figlio ai sensi di cui sopra. Qualora un

solo membro della coppia non coniugata fosse da considerare ai sensi di CCS

genitore del figlio mentre l’altro no, il primo, con il figlio, verrà

assimilato al concetto di famiglia, mentre il secondo risulterà persona sola.

Al proposito si farà riferimento all’art. 252 CCS.”

Giusta

l’art. 69 cpv. 1 Reg. LCAMal la persona che esercita un’attività lucrativa

salariata è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali:

a) il

certificato di salario rilasciato dal suo datore di lavoro;

b) una

dichiarazione che attesti eventuali altre entrate (reddito accessorio, reddito

del coniuge, sostanza, reddito netto della sostanza, rendite, pensioni o

altro).

Per il

cpv. 2 l’Istituto delle assicurazioni sociali allestisce un modulo ufficiale

per l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione fiscale del biennio

stabilito dal Consiglio di Stato.

Le “Direttive

di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori dipendenti e

non domiciliati”, emanate dall’Amministrazione delle contribuzioni, sono

applicabili per analogia (art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal).

L’art. 70

Reg. LCAMal prevede che la persona che esercita un’attività lucrativa

indipendente è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali una

dichiarazione che attesti il suo presumibile reddito e gli altri elementi di

reddito conformemente all’art. 69 Reg. LCAmal.

Per

l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal l’Istituto delle assicurazioni sociali, in

collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, allestisce le tabelle

per la conversione del reddito lordo accertato in reddito imponibile. Da

rilevare che le citate tabelle già tengono conto, per le famiglie con figli

minorenni, della deduzione per figli.

Il cpv. 2

prevede che il reddito imponibile della persona che esercita un’attività

lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito aziendale la

deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi e quella per

figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.

2.8. Va

innanzitutto sottolineato che l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal non trova

applicazione al caso concreto, trattandosi di una norma relativa al calcolo

autonomo del reddito dei dipendenti, mentre invece l’assicurata è

un’indipendente.

Infatti,

l’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal è stato appositamente adottato per regolare il

calcolo da effettuare per gli indipendenti, in mancanza della tassazione

corrispondente.

Come

rileva la Cassa, e come poi ammesso dall’insorgente, se si volesse applicare

l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal agli indipendenti, si prenderebbe in

considerazione due volte la medesima deduzione, e meglio quella inerente i

contributi alle assicurazioni sociali.

In

concreto nel calcolo del reddito aziendale presentato dalla ricorrente figura infatti

una deduzione di fr. 5'266 per i contributi all’AVS. L’operazione di

conversione del reddito lordo in imponibile, prevista dall’art. 72 cpv. 1 Reg.

LCAMal comporta anch’essa, implicitamente, la deduzione dei contributi alle

assicurazioni sociali. Per cui il calcolo dell’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal esclude

quello dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal e viceversa.

2.9. Per quanto

concerne l’interpretazione dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal ed in particolare

della deduzione per figli, va rilevato che il significato di una norma deve

essere inteso anzitutto nella sua accezione letterale. Se il testo è chiaro,

l'autorità può scostarsene solo ove esistano motivi seri per ritenere che esso

non corrisponda al vero senso del disposto in esame. Tali motivi possono

risultare dai lavori preparatori, dal fondamento e dallo scopo della norma

litigiosa, così come dalla relazione con altre disposizioni (RAMI 2001, pag.

134, in particolare pag. 137 e segg.; DTF 126 V 105 consid. 3 con rinvii, DTF 126

III 101, consid. 2c, pag. 104).

D'altra

parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente al senso

letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni

Considerandi

manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono

cioè esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori,

dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della

legge, che permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero

senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF

123.

V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325

consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa,

412.

consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127

consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525

consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF

119.

V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263;

RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168;

DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/

Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137

seg., Nr. 21 B IV).

L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati

manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che

contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228

consid. 2b).

Quando

una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse

contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un

valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così

interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta

chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In

particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la

volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però

questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva

per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è

stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di

quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale

interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF

123.

V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla

dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247

consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b

e 527 f consid. 2b).

2.10

In concreto,

il testo della legge è chiaro.

Infatti,

come emerge dall’art. 27 LCAMal va considerato figlio, nell’ambito della LCAMal

e del regolamento d’applicazione, ogni assicurato che nell’anno di concessione

del sussidio non ha ancora compiuto i 19 anni.

Ogni

altra interpretazione va contro la lettera, la sistematica e lo spirito della

legge. Il rinvio al diritto tributario va inteso invece unicamente con riferimento

all’entità dell’importo da dedurre dal reddito aziendale quando occorre

procedere con il calcolo autonomo del reddito imponibile e non alla nozione di

figlio.

La

deduzione per figli, cui viene fatto riferimento nell’art. 72 cpv. 2 Reg.

LCAMal, va pertanto applicata solo agli assicurati che hanno un figlio che non

ha ancora compiuto i 19 anni nell’anno di concessione del sussidio.

L’interpretazione data dall’amministrazione è corretta.

2.11

L’assicurata,

con riferimento a due sentenze del TCA (inc. 36.2004.53 e 36.2003.118) fa

tuttavia valere una disparità di trattamento tra le persone che hanno diritto

al sussidio calcolato in base alla tassazione cresciuta in giudicato, dove la

deduzione per figli, fiscalmente, viene riconosciuta anche oltre i 18 anni ed è

automatica, e le persone per le quali il reddito viene calcolato autonomamente,

dove l’amministrazione applica la deduzione solo agli assicurati che hanno

figli con età fino a 18 anni.

In

particolare rileva che nel 2006, sulla base della tassazione 2003B, la quale

presenta un reddito imponibile di fr. 10'700, grazie alla deduzione per figli a

carico, di complessivi CHF 23'000, riceverà il sussidio e sottolinea che la

tassazione 2004 conclude addirittura, sempre grazie alla deduzione per i figli,

con un imponibile di CHF 5'700.

L’interessata

rileva inoltre di dover mantenere da sola il figlio maggiorenne senza aiuti

finanziari da parte del marito, il quale non versa gli alimenti. Analogamente a

quanto prevede la giurisprudenza di questo TCA (deduzione dal reddito lordo

degli alimenti), anche nel caso di specie andrebbe dedotto un importo per il

mantenimento del proprio figlio. Ciò, per evitare una disparità di trattamento

con gli assicurati che, proprio perché devono versare gli alimenti, beneficiano

della relativa deduzione dal reddito lordo. L’insorgente fa valere che all’esame

della STCA di cui all’inc. 36.2004.93, risulterebbero deducibili, per la

determinazione del reddito determinante, tutti gli alimenti fissati in sede

civile e pagati da un assicurato, sia quindi per l’ex-coniuge, per i figli

minorenni e anche per quelli maggiorenni a carico. Per equità di trattamento

occorrerebbe pertanto concederle la deduzione per figli a carico.

2.12

Una decisione vìola il diritto alla parità di

trattamento (di cui all’art. 8 cpv. 1 Cost. fed.) nella misura in cui

l’autorità tratta in modo differente delle situazioni simili senza motivi che

possano giustificare una simile differenziazione (DTF 125 I 163 consid. 3a, DTF

124.

I 170 consid. 2 con riferimenti).

Secondo

la giurisprudenza federale un assicurato può prevalersi di una parità di

trattamento nell’illegalità, sempre che non leda altri interessi legittimi,

unicamente se l’autorità non in un caso isolato e neppure in alcuni casi, bensì

secondo una prassi costante deroga alla legge e lascia intendere che anche in

futuro non deciderà in modo conforme alla legge (DTF 116 V 238, DTF 115 Ia 83

consid. 2; cfr. G. Müller

in Commentaire de la Constitution fédérale, art. 4, note 45; cfr. Häfliger,

Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, Berne 1985, p. 73/74).

Con l'applicazione delle norme previste all'art. 72 cpv. 2 LCAMal, tutti

gli assicurati indipendenti soggetti al calcolo autonomo del reddito, in

assenza di una tassazione, sono trattati allo stesso modo e sono sottoposti

allo stesso metodo di calcolo. In presenza di una situazione giuridica simile

(assicurato indipendente che necessita di un calcolo autonomo) gli interessati

sono trattati nella stessa maniera (calcolo autonomo del reddito lordo con

deduzione per figli quando il figlio non ha ancora compiuto i 19 anni). Ciò

vale anche per il calcolo autonomo del reddito dei salariati, per i quali

tuttavia l’amministrazione ha previsto un’apposita tabella di calcolo del

reddito imponibile che già include la deduzione per figli fino a 18 anni.

Il

sistema autonomo di determinazione del reddito da parte dell'UAM secondo la

LCAMal si pone su un differente piano rispetto al sistema di tassazione della

LT. Trattandosi di situazioni diverse trattate diversamente dalle norme

applicabili non può essere dedotto - come vorrebbe il rappresentante della

ricorrente - una disparità di trattamento nella considerazione dei figli

maggiorenni in formazione.

Non

vi è pertanto alcuna disparità di trattamento.

2.13

L’assicurata

chiede anche, conformemente a quanto avviene (implicitamente) per i dipendenti

nell’ambito del calcolo autonomo, che venga preso in considerazione l’importo

pagato alla Cassa malati.

Va

innanzitutto rilevato che nell’ambito del calcolo manuale del reddito lordo,

non viene preso in considerazione l’importo effettivo dell’ammontare dei premi

della Cassa malati, ma nell’ambito delle tabelle utilizzate a questo fine la

conversione del reddito lordo in reddito imponibile prende in considerazione

anche questa posta. Per cui le due situazioni, seppur analoghe, non possono

essere sovrapposte.

L’art. 72

cpv. 2 Reg. LCAMal prevede che il reddito imponibile della persona che esercita

un’attività lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito

aziendale la deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi

e quella per figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.

Altre

deduzioni non sono invece previste. Ciò significa che possono essere dedotte

dal reddito lordo unicamente le spese aziendali e professionali giustificate,

come previsto dall’art. 26 cpv. 1 LT. L’art. 26 cpv. 2 LT prevede che sono tali

segnatamente gli ammortamenti e gli accantonamenti secondo gli articoli 27 e

28, le perdite effettive sul patrimonio aziendale, se sono state allibrate, i

versamenti a istituzioni previdenziali in favore del personale, a condizione

che sia esclusa qualsiasi utilizzazione contraria allo scopo e gli interessi

sui debiti commerciali come pure gli interessi versati alle partecipazioni ai

sensi dell’art. 17 capoverso 2.

Le spese

di assicurazione contro le malattie presentate dalla ricorrente (doc. XIV/1),

ossia l’assicurazione obbligatoria di base nonché le assicurazioni

complementari (per cure all’estero, per visite mediche preventive, ecc.) non

fanno parte delle spese necessarie al conseguimento del reddito aziendale o del

suo mantenimento, non trattandosi di indennità per perdita di guadagno. Esse

non vanno pertanto dedotte.

In queste

condizioni il calcolo effettuato dalla Cassa, che dal reddito determinante per

il calcolo dei sussidi non ha defalcato né le spese dell’assicurazione contro

le malattie, né la deduzione per i figli, ma unicamente gli interessi passivi,

è corretta.

Nel caso

di specie il reddito determinante ammonta pertanto a CHF 23’059.— che,

arrotondato al mille franchi superiore, come impone la legge, corrisponde ad un

reddito di CHF 24'000.--, ossia superiore rispetto a quanto previsto dal DE per

la concessione del sussidio ad una persona sola.

2.14

Va ancora

aggiunto, alla luce delle argomentazioni contenute nell’atto di ricorso, che

l’autorità amministrativa non può, di principio, fare uso della decisione di

tassazione riferita ad altro periodo. Nella sentenza 11 ottobre 2004 nella

causa E. (36.2004.112) questo Tribunale ha ritenuto:

"

Va qui evocato come unicamente una tassazione

ordinaria o intermedia riferita al periodo fissato dal Consiglio di Stato nel

suo decreto esecutivo possa essere utilizzata per una domanda di sussidio o di

revisione come chiaramente desumibile dal tenore dell'art. 58 Reg. LCAMal

(nello stesso senso gli art. 51 e 59 Reg. LCAMal v. inoltre quanto evocato

nella sentenza 3 settembre 2004 inc. 36.2004.81).

In altri termini una decisione di tassazione relativa

al periodo fiscale 2003 (ossia la tassazione 2003B) con fissazione di importi

inferiori ai parametri rammentati … non può essere utilizzata trattandosi di

una tassazione ordinaria riferita a periodo fiscale diverso da quello

determinato dall'esecutivo cantonale (per il quale una tassazione esiste) per

delega del legislativo (art. 49 LCAMal). Va evocato come le recenti novelle

legislative hanno modificato la determinazione del reddito imponibile in

particolare aumentando la possibilità di deduzioni. Tale motivo è

verosimilmente alla base della decisione del Consiglio di Stato di non

modificare i parametri di cui al DE citato del 12 novembre 2003 ma di rinviare

comunque alla tassazione 2001-2002."

2.15

Infine

l’insorgente chiede di essere sentita.

Il

TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza

per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2

Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti, secondo la

giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai

sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di

una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di

audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure

richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STFA

dell'8 novembre 1999 nella causa H., H 74/99, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47;

cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

Inoltre,

conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare

d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege

des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi,

Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223

consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale

modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito

desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF

124.

V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

In

concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita

dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori

prove e all'audizione della ricorrente.

Alla luce

di quanto precede i ricorsi vanno respinti.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- I ricorsi sono

respinti.

2.- Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.- Comunicazione

agli interessati. La presente decisione, che si fonda sull’applicazione del

diritto cantonale, è definitiva.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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