36.2007.132
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5 marzo 2008Italiano36 min
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Numero d'incarto:
36.2007.132
Data decisione, Autorità:
05.03.2008, TCA
Titolo:
Indennità perdita di guadagno.Sovrassicurazione.Lavoratore ha diritto di pretesa diretta verso l'assicuratore,anche se non è parte al contratto e se IPG sono versate al datore di lavoro.Assicurazione di danno/somma.Rendita AI + salario (IPG) ricevuti superano prestazione assicurata. Restituzione ok
ASSICURAZIONE COMPLEMENTARE ALL'ASSICURAZIONE MALATTIA
CONTRATTO A FAVORE DI TERZI
CONTRATTO ASSICURATIVO
INDENNITÀ GIORNALIERA
INTERPRETAZIONE DELLE CONDIZIONI GENERALI
RESTITUZIONE DI PRESTAZIONI
SOVRAINDENNIZZO
VERSAMENTO DI PRESTAZIONI PECUNIARIE
art. 18 CO
art. 62 CO
art. 112 CO
art. 324a CO
art. 87 LCA
art. 98 LCA
Raccomandata
Incarto n.
36.2007.132
TB
Lugano
5 marzo 2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 2 agosto 2007
di
RI 1
contro
CO 1
in materia di assicurazione complementare
contro le malattie
ritenuto in
fatto
1.1. RI 1, dal 1°
ottobre 1997 alle dipendenze a tempo pieno del __________, è stato inabile al
lavoro al 100% dal 2 marzo 2005 al 27 agosto 2006 ed al 50% dal 28 agosto 2006
al 28 febbraio 2007. Con la decisione del 13 marzo 2007 (doc. C), l'Ufficio dell'assicurazione invalidità gli ha riconosciuto retroattivamente dal
1° marzo 2006 al 28 febbraio 2007 una mezza rendita d'invalidità, per un importo complessivo di
Fr. 12'648.-, di cui Fr. 7'637.- versati direttamente al datore di
lavoro e Fr. 5'011.- all'assicurato.
1.2. Preso atto
di questa decisione, il 18 aprile 2007 (doc. 6) CO 1 - che dal 7 marzo 2006
al 28 febbraio 2007 aveva erogato indennità giornaliere per un totale di
Fr. 22'340.- - ha preteso dall'assicurato il versamento di Fr. 5'011.-, pari a parte del sovraindennizzo
verificatosi tra il 1° marzo 2006 ed il 28 febbraio 2007, poiché dette
indennità gli sono state versate senza tenere conto della rendita AI
assegnatagli.
L'assicurato ha contestato il calcolo del
sovraindennizzo di CO 1 (doc. 7) proponendone un altro (doc. 9), ma le
spiegazioni dell'assicuratore (doc.
8) sono sfociate il 19 giugno 2007 (doc. A) in una presa di posizione dettagliata
con cui CO 1 ha ribaditola richiesta di restituzione di Fr. 5'011.- indebitamente versati.
1.3. Con
petizione del 2 agosto 2007 (doc. I) l'assicurato ha chiarito in via principale di non avere mai ricevuto
direttamente da CO 1 delle indennità per perdita di guadagno, ma di avere continuato
a percepire il suo stipendio in virtù dell'art. 46 del Regolamento del datore di lavoro (doc. B). Quando l'UAI gli ha assegnato la rendita di Fr. 1'049.- al mese per il 2006 (Fr. 1'079.- nel 2007), lo stesso Ufficio ne ha
girato direttamente una parte al suo datore di lavoro (Fr. 7'637.-), perciò l'attore ritiene ingiustificata la pretesa di rimborso nei suoi
confronti.
Subordinatamente, ha contestato il conteggio di
sovraindennizzo di CO 1 e ne ha suggerito un altro, laddove la somma fra lo stipendio
incassato (Fr. 52'008,45) e la
rendita d'invalidità ricevuta
(Fr. 12'648.-) dal 7 marzo 2006
al 28 febbraio 2007 è comunque inferiore "alla perdita di guadagno
effettiva" (Fr. 61'467,75),
pari al massimo salariale che avrebbe conseguito lavorando al 100%. Né v'è sovrassicurazione né quindi restituzione
di somme.
1.4. Con risposta
di causa del 14 agosto 2007 (doc. III) CO 1 ha spiegato i passi che hanno
portato l'assicuratore a
confermare la richiesta di rimborso di Fr. 5'011.- nei confronti dell'attore, partendo da un importo complessivo di Fr. 22'340.- di indennità giornaliere che CO 1 ha
erogato nel periodo dall'8
aprile 2005 all'11 marzo 2007,
ossia quello ritenuto nella decisione dell'AI. Rifacendosi all'art.
22.1 CGA, il convenuto ha osservato che "quando un assicuratore sociale
– ad esempio l'assicurazione
AI – riconosce un suo obbligo prestativo ne discende come la parte erogata da CO
1 debba essere restituita (…)" (doc. III punto
5). Quanto riconosciuto dall'UAI
all'attore da marzo 2006 a
febbraio 2007 (Fr. 12'648.-)
rappresenta "l'importo
che datore di lavoro (CHF 7'637.-) e assicuratore (CHF 5'011.-) hanno anticipato "per conto dell'ufficio AI". (…) Pertanto, (…) appare
evidente che se l'assicurato
"incamera" l'integralità
di quanto percepito – dal datore di lavoro, dall'assicuratore malattia e dall'ufficio AI – egli si ritrova in una situazione finanziaria
nettamente migliore rispetto al proprio reale diritto." (doc. III punto 4).
L'attore si è riconfermato nella sua petizione, dimostrando ancora l'assenza di una sovrassicurazione (doc. V).
Il TCA ha esperito un
accertamento (doc. VII) sulle cui risultanze (doc. VIII) l'attore ha potuto esprimersi (doc. X) e di
cui si dirà, se necessario.
considerato in
diritto
2.1. Oggetto
della vertenza è la questione a sapere se l'assicuratore può chiedere all'attore la restituzione di Fr. 5'011.- versati a titolo di indennità
giornaliera per il periodo dal 7 marzo 2006 al 28 febbraio 2007, a causa di un
sovraindennizzo intervenuto a seguito del diritto dell'assicurato ad una mezza rendita dell'AI.
2.2. Va innanzitutto rilevato,
come emerge da una recente sentenza del TF del 26 settembre 2007 (4A_53/2007), che l'art. 324a cpv. 1 CO prevede che se il lavoratore è
impedito senza sua colpa di lavorare, per motivi inerenti alla sua persona, come
la malattia, il datore di lavoro deve pagargli per un tempo limitato il
salario, compresa un'adeguata indennità per perdita del salario in natura, in
quanto il rapporto di lavoro sia durato o sia stato stipulato per più di tre
mesi (sulle condizioni di applicazione di questa norma, cfr. Adrian von
Kaenel, Verhältnis einer Krankentaggeldlösung zu Art. 324a OR,
in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche Aspekte,
Zurigo 2007, pagg. 109-131, in particolare pagg. 111-115).
La durata del pagamento del salario dipende dalla durata del
rapporto di lavoro (art. 324a cpv. 2 CO; sui criteri usualmente applicati dai
tribunali in questi casi, cfr. Adrian
von Kaenel, op. cit., pag. 116 seg.).
Salvo pattuizione contraria, l'obbligo di pagamento del salario in
caso di malattia cessa con la fine del rapporto di lavoro (Hans-Rudolf Müller, Grundlagen der
Krankentaggeldversicherung nach VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits-
und versicherungsrechtliche Aspekte, Zurigo 2007, pagg. 19-45, in particolare
pag. 20).
Queste norme configurano il regime legale di base a tutela del lavoratore,
gli garantiscono una protezione minima alla quale non può essere derogato a suo
svantaggio (art. 362 cpv. 1 CO; cfr. DTF 131 III 263 consid. 2.2 pag. 628).
L'art. 324a cpv. 4 CO prevede la possibilità di derogare al regime
di base legale appena descritto mediante accordo scritto, contratto normale o contratto
collettivo che sancisca un ordinamento almeno equivalente per il lavoratore
(sull'aspetto dell'equivalenza, cfr. Adrian von Kaenel, op. cit., pag. 120 segg.). Si tratta, di
regola, di un regime che comporta una riduzione delle prestazioni del datore di
lavoro durante il periodo minimo previsto dalla legge, ma compensa questa
riduzione mediante l'estensione del periodo durante il quale il datore di lavoro
procede al versamento (Gabriel
Aubert, in: Commentaire romand, n. 50 ad art. 324a CO).
La deroga al regime di base deve essere pattuita in forma scritta.
Trattandosi di un accordo che concerne i diritti minimi del lavoratore,
esso deve menzionare i punti essenziali del regime convenzionale, quali ad
esempio la percentuale del guadagno assicurato, i rischi coperti, la durata
delle prestazioni, se del caso la durata del periodo di attesa. Qualora – come spesso
accade nella pratica - il datore di lavoro stipuli un'assicurazione d'indennità
giornaliere in caso di malattia, l'accordo indica anche le modalità di
finanziamento dei premi assicurativi; per il resto può rinviare alla condizioni
generali di assicurazione o a un altro documento tenuto a disposizione del
lavoratore (DTF 131 III 623 consid. 2.5.1 con numerosi riferimenti dottrinali).
Già si è detto che nella pratica numerosi sono i datori di lavoro
che - come nel caso qui in esame - stipulano un contratto d'assicurazione d'indennità
giornaliere in caso di malattia, sottoposto alla LCA (Vincent Brulhart, L'assurance collective contre la perte de
gain, Le droit social dans la pratique de l'entreprise, Questions choisies,
Berna 2006, pagg. 95-112, in particolare pag. 101).
Il diritto alle prestazioni assicurative spetta per legge
direttamente all'assicurato/lavoratore (art. 87 LCA; Hans-Rudolf Müller, op. cit., pag. 27; Vincent Brulhart, op. cit., pag. 102
seg.). In virtù di un contratto collettivo contro gli infortuni e le malattie,
con la realizzazione dell'evento assicurato (infortunio o malattia) il
beneficiario dell'assicurazione ha un diritto proprio verso l'assicuratore (Gebhard Eugster, Vergleich
der Krankentaggeldversicherung (KTGV) nach KVG und nach VVG, in: Krankentaggeld-versicherung:
Arbeits- und versicherungsrechtliche Aspekte, Zurigo 2007, pagg. 47-98, in
particolare pag. 78).
L'art. 87 LCA garantisce all'assicurato un diritto di pretesa diretta
nei confronti dell'assicuratore, e ciò anche quando il contratto assicurativo
prevede che il pagamento delle indennità giornaliere spetta al datore di
lavoro. Questo diritto di pretesa diretta mira a proteggere l'assicurato da un
comportamento da parte dello stipulante che potrebbe ledere il suo diritto alle
prestazioni ed allo stesso tempo deve impedire che lo stipulante/datore di
lavoro utilizzi impropriamente le prestazioni assicurative spettanti all'assicurato/lavoratore
e che quindi metta in pericolo il suo diritto. Malgrado questo diritto di
pretesa diretta, l'assicurato non è parte al contratto, anche se ne è il
beneficiario. L'assicurato detiene inoltre questo diritto nei confronti del
datore di lavoro in virtù del contratto di lavoro (Hans-Rudolf Müller, op. cit., pagg. 27
e 30), ma soltanto se il dovere dello stipulante di fornire le proprie prestazioni
non è stato sospeso a causa del ritardo nel pagamento dei premi (art. 20 cpv. 3
LCA) (Gebhard Eugster,
op. cit., pag. 78).
Il contratto stipulato dal datore di lavoro con l'assicurazione è
un contratto a favore di terzi (art. 112 CO; Vincent
Brulhart, op. cit., pag. 99).
Con la (valida) conclusione di un contratto di assicurazione malattia
collettiva il datore di lavoro si libera dal suo obbligo di continuare a
versare il salario (DTF 120 V 38 consid. 3); gli subentra l'assicuratore, il
quale non versa al lavoratore/assicurato il salario vero e proprio, dal quale
andrebbero ancora dedotti i contributi sociali, bensì un'indennità giornaliera,
esente da tali contributi (Adrian
von Kaenel, op. cit., pag. 116).
2.3. L'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di malattia può essere stipulata nella
forma di un'assicurazione di
somma o di un'assicurazione
contro i danni.
Va quindi esaminato quale tipo di assicurazione
hanno stipulato le parti.
Secondo dottrina e giurisprudenza, è data
un'assicurazione di danno se le parti hanno convenuto che la perdita di
guadagno è un presupposto per l'assegnazione delle prestazioni. L'assicurazione danni mira infatti a
rimborsare il danno: in questo caso il versamento e la misura delle prestazioni
dipendono dalla misura del pregiudizio economico effettivamente patito dall'assicurato. Prevale dunque il principio
dell'indennizzo e la legge
concede all'assicuratore un
diritto di regresso nei confronti di un eventuale terzo responsabile (art. 72
LCA).
L'assicurazione di somma, invece, permette
l'assegnazione di prestazioni indipendentemente dal fatto che l'evento
assicurato abbia causato un danno in senso giuridico (Honsel/Vogt/ Schnyder, Kommentar zum schweizerischen Privatrecht,
Bundesgesetz über den Versicherungsvertrag, Basilea 2001, pag. 9 segg. N. 29 segg.
e giurisprudenza citata). Infatti, essa garantisce una prestazione che è stata
definita al momento della conclusione del contratto e non dipende dal
verificarsi di un pregiudizio economico: essa è dovuta non appena l'evento assicurato si sia verificato (STF
4A_53/2007 del 26 settembre 2007, consid. 4.4.2; cfr. anche, sulla nozione di
assicurazione di somme in relazione a un’assicurazione d’indennità giornaliere
in caso di malattie, la sentenza del 16 luglio 2007 nella causa 4A_168/2007
consid. 3.2.4 e 3.2.5, pubblicata in DTF 133 III 527).
Inoltre, l'assicurato può cumulare le prestazioni dell'assicurazione con le pretese di risarcimento nei confronti di un
eventuale responsabile (art. 96 LCA).
A proposito delle assicurazioni d’indennità
giornaliera sottoposte alla LAMal, occorre rilevare che l'assicurazione
d'indennità giornaliera persegue lo scopo di risarcire la perdita di guadagno intervenuta
in seguito a malattia, infortunio o maternità (cfr. art. 72 cpv. 1 seconda
frase LAMal; Eugster,
Krankenversicherung, in Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht, U. Meyer-Blaser, Soziale Sicherheit,
Basilea 1998, pag. 196 N. 357; STFA del 19 ottobre 2000, K 188/98; STFA del 2
marzo 2000, consid. 2a; DTF 126 V 495, 501).
Secondo dottrina (Eugster, Krankenversicherung, op. cit., pag. 196) e giurisprudenza
(RAMI 1998 pag. 420, 422), l'assicurazione indennità giornaliera della LAMal è
inoltre unicamente concepita come un'assicurazione per perdita di guadagno
("eine reine Erwerbsausfallversicherung" RAMI 1998 pag. 421 consid.
2a; gli stessi principi valevano in ambito LAMI SVR 1998 KV Nr. 4 pag. 9 e
giurisprudenza citata). Ciò non esclude tuttavia che, nel contratto di
assicurazione, vengano indicati quali rischi assicurati altri danni provocati
dalla malattia (RAMI 1998 pag. 421).
Per quanto concerne le assicurazioni sottoposte
alla LCA, il TF, circa l'assicurazione contro la perdita di salario, ha
affermato che un'assicurazione diretta a compensare la perdita effettiva di salario
è un'assicurazione contro i danni e non un'assicurazione di somma e, come tale,
è pertanto soggetta al principio indennitario secondo cui l’assicurazione non
deve procurare un profitto all'avente
diritto, ma deve limitarsi a compensare il danno economico derivantegli dalla
realizzazione del rischio (DTF 104 II 44).
A questo proposito, in una sentenza 5C.243/2006
del 19 aprile 2007, il TF ha affermato:
" (…)
La demanderesse reproche à l'autorité cantonale
d'avoir faussement appliqué le droit fédéral en estimant que le contrat
d'assurance auquel elle a souscrit auprès de la défenderesse constitue une assurance
contre les dommages et non une assurance de sommes. Elle fait valoir que ce
contrat donne droit, en cas d'incapacité de travail entraînant une perte de
gain, à une somme journalière fixe et non à une indemnité calculée sur la base
d'un pourcentage de salaire. Selon elle, la défenderesse doit fournir les
prestations convenues dès que l'assuré est incapable de travailler, indépendamment
de savoir s'il a prouvé l'existence d'un dommage. Sur le vu de l'art. 96 LCA,
la perte économique qu'elle a subie ne saurait donc être compensée par
l'assurance de sommes conclue avec Z. Enfin, le Tribunal cantonal aurait estimé
à tort que les conditions générales d'assurance autorisent la défenderesse à
tenir compte de toute prestation allouée par un autre assureur, qu'il soit
privé ou social.
3.1 La loi fédérale sur le contrat d'assurance (LCA;
RS 221.229.1) établit une distinction entre l'assurance contre les dommages
(régie par les art. 48 à 72 LCA), d'une part, et l'assurance de personnes (qui
relève des art. 73 à 96 LCA), d'autre part, sans toutefois définir ces deux
notions (Christian Boll, Commentaire bâlois, 2001, n. 1 des remarques
préliminaires à l'art. 48 LCA; Bernard Viret, Droit des assurances privées, 3e
éd. 1991, p. 155).
L'assurance de personnes est celle qui a pour objet
une personne physique et où la prestation de l'assureur dépend généralement
d'un événement qui atteint la personne de l'assuré, tel que maladie, accident,
lésion corporelle, invalidité ou décès (Viret, op. cit., p. 158; Moritz
Kuhn/Pascal Montavon, Droit des assurances privées, 1994, p. 85; Alfred Maurer,
Schweizerisches Privatversicherungsrecht, 3e éd. 1995, p. 168 et 271).
L'assurance de personnes se caractérise, par rapport
à l'assurance contre les dommages, par sa nature non indemnitaire: elle est une
promesse de capital indépendante du montant effectif du préjudice subi par le
preneur ou l'ayant droit (ATF 49 II 364 consid. 3 p. 370; Viret, op. cit., p.
153 et 158; Kuhn/Montavon, op. cit., p. 85 s.). Ainsi, même dans le cas d'une
assurance qui, comme celle contre la maladie, a pour objet une personne
physique, on est en présence d'une assurance de personnes uniquement lorsque
les parties au contrat d'assurance n'ont subordonné la prestation de l'assureur
dont elles ont fixé le montant lors de la conclusion du contrat qu'à la
survenance de l'événement assuré, sans égard à ses conséquences pécuniaires; on
est en revanche en présence d'une assurance contre les dommages lorsque les
parties au contrat d'assurance ont fait de la perte patrimoniale effective une
condition autonome du droit aux prestations (ATF 104 II 44 consid. 4c p. 50;
119 II 361 consid. 4 p. 365 et l'auteur cité; Kuhn/Montavon, op. cit., loc.
cit.).
3.2 En l'occurrence, la police d'assurance prévoit
le paiement d'une indemnité journalière différée, d'un montant de 70 fr., dès
le 31e jour. Les conditions spéciales relatives à l'assurance maladie complémentaire
litigieuse (catégorie P.) ont pour titre "Assurance d'indemnités
journalières pour perte de gain". L'art. 1 ch. 1.1 de ces conditions indique
ce qui suit: "En contrepartie d'une perte de salaire ou de gain
consécutive à une incapacité de travail par suite de maladie ou d'accident, Y. S.A.
alloue, selon la couverture choisie par l'assuré, une ou des indemnités
journalières au sens des dispositions ci-après. Ces prestations sont allouées
jusqu'à concurrence de la perte économique réelle de l'assuré". De plus,
selon l'art. 2, l'ouverture du droit aux prestations est déterminée par la survenance
d'une incapacité de travail entraînant une perte de gain (ch. 2.1), et l'assuré
doit notamment fournir, pour faire valoir son droit, une déclaration de perte
de gain attestée par son employeur ou une déclaration personnelle s'il est indépendant;
en cette dernière occurrence, les revenus déclarés à l'AVS, à défaut de ceux
déclarés à l'administration fiscale, servent de base pour le calcul de la perte
de gain (ch. 2.3). Enfin, le chiffre 2.4 de cette dernière disposition prévoit
que lorsqu'une incapacité de travail n'est que partielle - mais d'au moins 50%
- le dommage économique résultant de la perte de gain ne donne droit qu'à une
indemnité proportionnelle.
Il apparaît ainsi que le droit à une indemnité
journalière prévu par la police d'assurance perte de gain litigieuse est
subordonné à ce que l'assuré subisse une perte effective sur le plan
économique; en effet, le montant journalier est prévu en fonction non pas du
seul degré de l'incapacité de travail de l'assuré, mais des conséquences économiques
réelles du sinistre pour celui-ci. Le fait que la police mentionne une
indemnité de 70 fr. par jour ne permet pas de déduire le contraire: cette somme
correspond au montant maximal assuré prévu par l'art. 1 ch. 1.2, c'est-à-dire à
la limite la plus élevée de la prestation en cas de sinistre. La fixation d'un
tel montant - aussi appelé somme d'assurance ou assurée (cf. art. 69 al. 1 LCA)
- n'empêche pas que seul le dommage effectif soit couvert (cf. notamment Raphaël
Tatti, La sur-assurance, la sous-assurance et la double assurance, thèse Lausanne
2005, p. 40 ss).
Interprétées au regard du principe de la confiance
(art. 18 CO; ATF 122 III 118 consid. 2a p. 121 et les arrêts cités; 112 II 245
consid. II/1c p. 253), la police et les conditions spéciales en cause ne peuvent
ainsi être comprises que dans le sens que le risque couvert par le contrat est
la perte de gain effective, subie en raison d'une incapacité de gain
consécutive à une maladie ou un accident. Les juges cantonaux n'ont donc pas
enfreint le droit fédéral en qualifiant l'assurance litigieuse d'assurance
contre les dommages.“.
2.4. Pertanto, la questione di
sapere se si è in presenza dell'una o dell'altra forma di assicurazione va
decisa mediante l'interpretazione del contratto di assicurazione e delle
Condizioni generali d'assicurazione (CGA) ad esso applicabili.
Per costante giurisprudenza, al contratto
d’assicurazione si applicano i principi generali dell’interpretazione dei
contratti, tanto più che la legge speciale non contiene disposizioni particolari
in proposito: l’art. 100 cpv. 1 LCA rinvia infatti al diritto delle obbligazioni
e, di riflesso, al Codice civile (STF del 9 ottobre 2006,5C.13/2006 consid.
3.2; DTF 118 II 342 consid. 1a pag. 344). Dovendosi determinare il contenuto di
un contratto d'assicurazione e
delle condizioni generali che ne formano parte integrante, il giudice deve,
come per ogni altro contratto, ricorrere in primo luogo alla cosiddetta
interpretazione soggettiva, ovvero ricercare la “vera e concorde volontà dei
contraenti”, se del caso in modo empirico, basandosi su indizi (art. 18 cpv. 1
CO; STF 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, cfr. anche STF 4A_34/2007 del
26 luglio 2007, consid. 3.1). Se non gli è possibile stabilire tale reale volontà,
oppure se constata che uno dei contraenti non ha compreso la reale volontà
espressa dall’altro, il giudice ricercherà il senso che le parti potevano e
dovevano attribuire alle reciproche manifestazioni di volontà (principio dell'affidamento: STF 4A_34/2007, consid. 3.1;
STF 5C.13/2006 del 9 ottobre 2006, consid. 3.2, DTF 129 III 118 consid. 2.5; DTF
126 III 119 consid. 2a; DTF 122 III 118 consid. 2a). Punto di partenza di tale
interpretazione è l’espressione letterale del contratto; il giudice dovrà
tuttavia tener conto delle circostanze che hanno caratterizzato la conclusione
del contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; DTF 125 III 305 consid. 2b). Sarebbe
infatti errato attribuire un’importanza decisiva ai termini utilizzati dalle
parti, seppur chiari; dall’art. 18 cpv. 1 CO traspare che non si può erigere a
principio l’assioma che in presenza di un testo chiaro si debba escludere il
ricorso ad altri mezzi d'interpretazione;
sebbene una clausola contrattuale possa apparire a prima vista chiara ed indiscutibile,
il fine perseguito dalle parti, ma anche altre circostanze possono lasciar
intendere che l'espressione
verbale non restituisca pienamente il senso dell’accordo concluso (STF 5C.13/2006,
consid. 3.2; DTF 128 III 212 consid. 2b/bb pag. 215,
consid. 3c pag. 221; DTF 127 III 444 consid. 1b; Christine Chappuis, Note à propos des ATF 127 III 318 et 127 III 444: l'interprétation
d'un texte clair, in: SJ 2002 I pag. 155). Sussidiariamente,
all'interpretazione di clausole
redatte esclusivamente dall’assicuratore ed alle clausole generali prestampate
trova applicazione il principio “in dubio contra stipulatorem”, in virtù del
quale esse vanno lette a sfavore di chi le ha redatte, dunque dell’assicuratore
(DTF 122 III 118 consid. 2a). L'art. 33 in fine LCA ne è un’espressione (STF 5C.13/2006,
consid. 3.2; DTF 115 II 264 consid. 5a pag. 269). Perché questa regola venga
applicata non basta, tuttavia, che le parti discordino sul significato da
attribuire ad una dichiarazione; questa deve effettivamente prestarsi a
differenti interpretazioni, ed inoltre deve essere impossibile, in assenza di
altri mezzi d'interpretazione,
dissipare altrimenti il dubbio venutosi a creare (DTF 122 III 118 consid. 2d; DTF
118 II 342 consid. 1a pag. 344).
2.5. In concreto,
rilevanti, per la verifica della fondatezza della pretesa della convenuta, sono
le Condizioni generali d'assicurazione (in seguito CGA), nonché la LCA e il CO
che costituiscono il fondamento legale su cui poggia il rapporto fra le parti.
L'art. 6.1 CGA, edizione 1° gennaio 1999/2000 applicabile al contratto
in essere, prevede che, con riserva di accordi contrattuali divergenti, per i
dipendenti è assicurato il salario AVS, rispettivamente una percentuale dello
stesso. Quale base per la determinazione delle indennità giornaliere vale l'ultimo salario percepito prima dell'inizio del caso d'assicurazione. In caso di guadagno irregolare, si considera la media
dal momento dell'assunzione, al
massimo comunque degli ultimi 12 mesi. Giusta l'art. 6.3 CGA, la massima prestazione assicurabile ammonta a Fr. 200'000.- per persona ed anno.
L'art. 13.1 CGA recita che l'indennità giornaliera viene corrisposta, in caso d'incapacità lavorativa di almeno il 25%, in
proporzione al grado dell'incapacità
lavorativa stessa.
Per l'art. 15 CGA, l'obbligo
di prestazione inizia dopo decorrenza del periodo di differimento convenuto
nella polizza.
Quanto alla durata delle prestazioni, CO 1
corrisponde l'indennità giornaliera
per caso di sinistro, per la durata di fruizione delle prestazioni indicata
nella polizza, previa deduzione del periodo di differimento convenuto. I giorni
d'incapacità lavorativa parziale
contano come giorni interi (art. 17.1 CGA).
Il calcolo dell'ammontare dell'indennità
giornaliera avviene tramite conversione del salario assicurato in un anno
intero e divisione della somma annua assicurata per 365, rispettivamente per
366 negli anni bisestili (art. 20 CGA).
Queste caratteristiche differiscono dagli
elementi presenti nel contratto d'assicurazione collettiva stipulato dal datore di lavoro dell'attore con l'assicuratore. La polizza n. __________ prevede una copertura totale
del salario dal 31esimo giorno di malattia, diminuita al 50% dal 361esimo giorno.
La durata massima delle prestazioni riconosciute dall'assicuratore è di 730 giorni per ogni caso di malattia (doc. 1).
Nella fattispecie, dunque, le parti hanno
convenuto una copertura particolare in funzione del Regolamento interno del
datore di lavoro (doc. B). Detto Regolamento contempla appunto che il dipendente
impedito di lavorare per malattia o infortunio non professionale ha diritto
allo stipendio intero per i primi 360 giorni e al 50% dello stesso per i
successivi 360 giorni. In caso d'incapacità parziale l'assenza viene conteggiata proporzionalmente al grado d'inabilità.
Ciò comporta che si instaura una surrogazione nei
diritti dell'assicurato nei
confronti dell'assicuratore
chiamato a rispondere della sua malattia. Infatti, l'art. 51 del citato Regolamento prevede che le indennità giornaliere
o le rendite versate dall'assicurazione
federale per l'invalidità
spettano al datore di lavoro ritenuto che lo stipendio di cui all'art. 46 è pagato integralmente. Le indennità
versate dall'assicurazione obbligatoria
contro gli infortuni e dall'assicurazione
militare spettano al datore di lavoro sino alla copertura dello stipendio
corrisposto; se esse sono superiori l'eccedenza spetta al dipendente. Il datore di lavoro subentra fino a
copertura dello stipendio corrisposto nei diritti del dipendente contro il
terzo responsabile.
Sebbene non sia espressamente regolata, d'avviso di questo Tribunale, la surrogazione
del datore di lavoro all'assicurato
in caso di malattia ricalca la regolamentazione per l'invalidità.
Come visto, in virtù dell'art. 87 LCA il diritto alle prestazioni assicurative spetta per
legge direttamente al lavoratore, poiché il datore di lavoro si libera dal suo
obbligo di continuare a versargli il salario.
In concreto, la regolamentazione esposta sembra violare
questo principio, siccome in caso di malattia e/o infortunio l'assicurato continua a ricevere il proprio
salario dal datore di lavoro.
Tuttavia, la soluzione adottata da quest'ultimo si rivela essere valida, siccome costruita
sulla scorta dell'art. 98 cpv.
1 LCA, il quale permette che il principio contenuto nell'art. 87 LCA possa essere modificato,
mediante convenzione, se non v'è
danno per lo stipulante o l'avente
diritto.
Ora, con la summenzionata regolamentazione
instaurata dal datore di lavoro dell'attore, sulla quale si sono fondate le parti nella conclusione della
polizza __________ in esame, l'assicurato
non subisce alcun danno in caso di malattia e/o infortunio. Infatti,
egli continua a ricevere il proprio stipendio come se alcun evento coperto
dalla citata polizza fosse mai intervenuto. Nell'evenienza particolare, dunque, si ha la situazione inversa a quella evidenziata
dalla giurisprudenza e derivante dagli artt. 87 LCA e 112 CO: è in effetti il
datore di lavoro che continua a versare al lavoratore ammalato il suo
stipendio, mentre è l'assicuratore
a versare al datore di lavoro - e non al lavoratore - le indennità giornaliere
a cui ha diritto il dipendente in funzione della sua malattia. Di conseguenza,
la surrogazione, così come regolata dal datore di
lavoro, prevede poi che le indennità giornaliere o le rendite versate dall'AI
siano direttamente corrisposte al datore di lavoro – e non all'assicurato – in
compensazione del salario che il primo continua a versare al secondo.
Quanto esposto rispetta inoltre l'art. 24.2 CGA,
che recita che se non viene convenuto altrimenti, le prestazioni vengono pagate
allo stipulante l'assicurazione, in specie il datore di lavoro. Resta riservato
il diritto proprio del beneficiario giusta l'art. 87 LCA a cui però, in
concreto, non è stato fatto riferimento.
Per quanto concerne il guadagno sull'assicurazione, l'art. 21 cpv. 1 CGA prevede che il diritto alle prestazioni
assicurate esiste soltanto nella misura in cui la persona assicurata non tragga
un guadagno dalle stesse. Giusta l'art. 21 cpv. 2 CGA, sono considerate guadagno sull'assicurazione tutte le prestazioni che eccedono
la copertura del reddito derivante dal lavoro della persona assicurata. Fanno eccezione
le prestazioni delle assicurazioni di somme. Infine, per l'art. 21.3 CGA la persona assicurata è tenuta
a documentare la perdita di guadagno, altrimenti non esiste nessun diritto alle
prestazioni.
Dal tenore delle condizioni generali menzionate
risulta che il diritto all’indennità giornaliera per perdita di guadagno previsto
dalla polizza assicurativa è subordinato alla circostanza che l'assicurato subisca una perdita effettiva
sul piano economico. L'importo viene
calcolato sulla base dell'ultimo
salario percepito prima dell'inizio
del caso d'assicurazione (art.
6.1 CGA).
Interpretate alla luce del principio
dell'affidamento (art. 18 CO; DTF 122 III 118 consid. 2a pag. 121 e
riferimenti; DTF 112 II 245 consid. II/1c pag. 253), la polizza assicurativa e
le condizioni generali possono essere comprese solo nel senso che il rischio coperto
dal contratto è la perdita di guadagno effettiva, subita a causa di
un’incapacità di guadagno causata da una malattia o da un infortunio. Quindi,
deve essere dimostrata una perdita di guadagno effettiva, in quanto presupposto
necessario per l'assegnazione delle indennità giornaliere.
2.6. In merito al
tema della sovrassicurazione qui in discussione, secondo l'art. 22.1 CGA per i dipendenti, le
prestazioni secondo questa assicurazione, ad eccezione di diritti contemporanei
dalle assicurazioni d'indennità
giornaliera secondo LAMal, vengono corrisposte sempre a complemento
delle prestazioni di assicurazioni sociali ed assicurazioni secondo LPP. CO 1 completa
le prestazioni fino all'ammontare
della prestazione assicurata. Per l'art. 22.4 CGA, se per le conseguenze della
malattia o dell'infortunio ci
sono terzi responsabili, tenuti a corrispondere prestazioni, CO 1 accorda le
sue prestazioni, con riserva della cifra 23, solo quando tali terzi hanno corrisposto
le loro prestazioni e soltanto nella misura in cui, tenuto conto delle
prestazioni di terzi, non ne risulti un guadagno per la persona assicurata.
Secondo l'art. 23.1 CGA, CO 1 può anticipare le prestazioni a condizione che
lo stipulante l'assicurazione e
le persone assicurate le cedano i loro diritti nei confronti dei terzi tenuti a
prestazione fino a concorrenza delle prestazioni da lei corrisposte e si
impegnino a non intraprendere nulla che potrebbe ostacolare l'eventuale diritto di regresso nei confronti
di terzi.
Dal chiaro tenore delle CGA emerge che le parti hanno inteso
concludere un'assicurazione che copre, in caso di versamento di prestazioni da
parte di altri assicuratori sociali (LAINF, assicurazione militare o
assicurazione invalidità), unicamente la differenza tra l'importo della
prestazione assicurata e l'ammontare complessivo versato dagli altri
assicuratori (cfr. anche STCA del 4 agosto 2004, 36.2003.95).
2.7. Nel
dettaglio, sulla scorta di quanto annunciato l'11 aprile 2005 dal datore di lavoro in occasione della comparsa, tre
giorni prima, della malattia dell'attore (doc. 3), l'assicuratore
ha ritenuto un salario annuo di Fr. 61'195.- per 40 ore di lavoro alla settimana. Considerata un'inabilità lavorativa del 100% dal 7 marzo
2006 al 27 agosto 2006 e del 50% dal 28 agosto 2006 al 28 febbraio 2007, con una
perdita contrattuale di salario del 50% trattandosi del secondo anno di
malattia, il convenuto ha erogato al datore di lavoro delle prestazioni
ammontanti complessivamente a Fr. 22'340,55, come risulta dal conteggio della sovrassicurazione (doc. A)
e dai giustificativi di versamento (docc. 15-32).
Inoltre, dal 1° marzo 2006 al 28 febbraio 2007 l'UAI ha calcolato un diritto alla mezza rendita
d'invalidità per l'attore di complessivi Fr. 12'648.- ([Fr. 1'049.- x 10 mesi] + [Fr. 1'079.-
x 2 mesi]), di cui Fr. 7'637.-
sono stati direttamente versati al datore di lavoro dell'assicurato e la differenza di Fr. 5'011.- a quest'ultimo (doc. C).
La somma (Fr. 34'785,55) delle prestazioni versate da CO 1 dal 7 marzo 2006 al 28
febbraio 2007 (Fr. 22'340,55) e
delle rendite d'invalidità
incassate dall'attore per il
medesimo periodo (Fr. 12'445.-)
comporta, a dire dell'assicuratore,
un sovraindennizzo di Fr. 12'445.-.
L'assicuratore ha quindi chiesto all'attore la restituzione della somma di Fr. 5'011.- (ed al datore di lavoro la differenza pari a Fr. 7'434.-, doc. 6), poiché egli, oltre alle indennità
giornaliere già incassate, ha pure ricevuto una rendita d'invalidità per lo stesso periodo di
malattia, arricchendosi di conseguenza di questo importo.
2.8. Innanzitutto va osservato che
la critica dell'attore rivolta alla determinazione dell'indennità giornaliera
stessa è infondata. Infatti, i certificati attestanti il
salario annuo percepito nel 2006 e nel 2007 sono ininfluenti (docc. D1 e D2).
Come visto, in effetti, quale base per la sua determinazione vale
l'ultimo salario percepito prima dell'inizio del caso d'assicurazione
(art. 6.1 CGA). Quindi, in virtù della polizza n. __________, la prestazione assicurata
da CO 1 all'attore va giustamente
calcolata, dal 31esimo al 730 giorno di malattia, ritenendo uno stipendio annuo
di Fr. 61'195.- così come
annunciato dal datore di lavoro all'assicuratore in occasione dell'inizio, nell'aprile
2005 (doc. 3), della malattia che anche nel 2006 e nel 2007 – almeno fino al 28
febbraio – ha reso l'assicurato
inabile al lavoro. L'indennità
giornaliera viene dunque quantificata sulla base dello stipendio annuo determinante
e per un'inabilità totale ammonta
a Fr. 167,658 (Fr. 61'195.- :
365 giorni).
Dal 361esimo giorno al 730esimo giorno di
incapacità lavorativa, va invece contrattualmente ritenuto un salario
determinante del 50%, quindi ammontante a Fr. 30'597.-. Ciò comporta che l'indennità giornaliera è pari a Fr. 83,829 se l'inabilità lavorativa è del 100% ed a Fr. 41,915
quando l'attore è incapace al
50%.
L'assicuratore ha in seguito calcolato le indennità giornaliere versate
(al datore di lavoro, docc. 15-32) basandosi sul grado di incapacità lavorativa
dell'attore e sul numero di
giorni di assenza per malattia nel periodo dal 7 marzo 2006 al 28 febbraio 2007
(359 giorni di malattia), per ottenere Fr. 22'340,55 ([Fr. 83,829 x (25 giorni di
marzo 2006 + 30 giorni di aprile 2006 + 31 giorni di maggio 2006 + 30 giorni di
giugno 2006 + 31 giorni di luglio 2006 + 27 giorni di agosto 2006)] + [Fr.
41,915 x (4 giorni di agosto 2006 + 30 giorni di settembre 2006 + 31 giorni di
ottobre 2006 + 30 giorni di novembre 2006 + 31 giorni di dicembre 2006 + 31
giorni di gennaio 2007 + 28 giorni di febbraio 2007]).
Questo importo rappresenta le prestazioni
assicurate dal convenuto all'attore
durante la sua malattia, ma versate al suo datore di lavoro. Esso deriva dalla
somma delle indennità giornaliere conteggiate mensilmente al 50% quando l'inabilità lavorativa era del 100% ed al 25%
(50% del 50%) quando l'inabilità
era del 50%, siccome, come visto, per il secondo anno di malattia la perdita
salariale era stata contrattualmente stabilita al 50%.
2.9. Per
determinare l'esistenza di un
sovraindennizzo nel periodo dal
7 marzo 2006 al 28 febbraio 2007, occorre comparare l'importo
di cui l'attore è stato presumibilmente privato in seguito all'evento
assicurato con gli importi delle prestazioni ricevute.
Dal 7 marzo 2006 al 27 agosto 2006 l'attore era inabile al lavoro al 100%,
quindi in teoria ha subito una perdita di guadagno completa, ma in pratica solo
del 50%, poiché, va ribadito, per il secondo anno di malattia, ossia dal 7
marzo 2006 al 7 marzo 2007, egli era contrattualmente coperto da CO 1 per il
50% del suo salario. Di conseguenza, per questi cinque mesi e mezzo, la sua
perdita di guadagno è stata assicurata dall'assicuratore convenuto nella misura di Fr. 83,829 al giorno (Fr.
167,658 : 2).
Per il periodo successivo, l'attore è stato inabile al lavoro al 50% dal
28 agosto 2006 al 28 febbraio 2007. Ciò significa che egli ha continuato a
lavorare al 50% e per il restante tempo ha avuto diritto alle indennità
giornaliere per malattia. Concretamente, questa situazione si è tradotta con il
versamento delle indennità giornaliere al datore di lavoro, mentre quest'ultimo, in virtù del contratto di lavoro
fra di essi, ha continuato a versare all'assicurato il salario intero. Queste indennità per perdita di
guadagno vanno dunque calcolate tenendo presenti sia la percentuale di
incapacità lavorativa (50%) sia la perdita di guadagno assicurata (50%), perciò
esse assommano ad un quarto dell'indennità giornaliera di partenza (Fr. 167,658), quindi a Fr. 41,915.
Tutto ben considerato, nel periodo dal 7 marzo
2006 al 28 febbraio 2007 le prestazioni assicurate a cui l'attore aveva diritto ammontano a Fr. 22'340,55, somma che corrisponde a quanto l'assicuratore ha già versato - al datore di
lavoro - a favore di RI 1.
Il calcolo effettuato dall'assicuratore va pertanto confermato, poiché
rispettoso delle condizioni contrattuali.
Quanto all'ammontare effettivamente incassato dall'attore, d'un canto v'è la rendita AI (Fr. 12'445.-) che egli ha ricevuto solo
parzialmente (Fr. 5'011.-). D'altro canto, vi sono le indennità
giornaliere che egli ha percepito sottoforma di salario in funzione del contratto
di lavoro in essere con il suo datore di lavoro.
L'attore ha pertanto conseguito un importo complessivo (teorico) pari
a Fr. 34'785,55 (Fr. 22'340,55 [indennità giornaliere dell'assicuratore malattie] + Fr. 12'445.-
[rendita AI]).
Ora, in applicazione dell'art. 22.1 CGA (cfr. consid. 2.6), CO 1 completa le prestazioni fino
all'ammontare della prestazione
assicurata. Ma siccome la prestazione assicurata all'attore nel summenzionato periodo, ovvero l'importo a cui egli aveva diritto,
corrisponde alla somma delle indennità giornaliere che l'assicuratore gli ha già versato (Fr. 22'340,55), la prestazione sociale ricevuta
dall'assicurazione invalidità
comporta un sovraindennizzo di Fr. 12'445.- (Fr. 34'785.- - Fr. 22'340.-), come
correttamente stabilito dall'assicuratore.
Tuttavia, dato che l'UAI ha versato Fr. 7'637.- (doc. C) al datore di lavoro che ha anticipato all'attore l'erogazione della rendita dell'assicurazione invalidità, rimane soltanto scoperto l'importo di Fr. 5'011.- (Fr. 12'445.- - Fr.
7'637.-), che l'assicuratore può ora chiedere alla parte attrice
quale sovraindennizzo.
In queste condizioni, in applicazione dell'art. 62 CO l'assicuratore ha giustamente chiesto all'attore la restituzione dell'importo versato in troppo, poiché, occorre ribadirlo, le indennità
degli assicuratori privati intervengono sempre a complemento delle prestazioni
delle assicurazioni sociali (art. 22.1 CGA).
La richiesta di CO 1 in tal senso, la quale ha versato le indennità
giornaliere all'attore credendo di essere debitrice di tale prestazione quando
ancora non era a conoscenza dell'importo della rendita AI che l'assicurato ha poi
ottenuto il 13 marzo 2007 retroattivamente dal 1° marzo 2006 (cfr. anche DTF
124 II 570, consid. 4e, 127 V 252, 128 V 236, SVR 1995 BVG Nr. 27, SZS 1997
pag. 228 seg.), risulta pertanto essere corretta.
Stanti le considerazioni che precedono, la petizione va respinta.
2.10. Con il 1°
gennaio 2007 è entrata in vigore La legge federale sul Tribunale federale del
17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1
LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale
federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica
soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in
vigore.
A proposito della materia qui in questione (causa di diritto civile),
la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 1
LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni
soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il
valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-.
Quando il valore litigioso non raggiunge questo importo, il ricorso
è ugualmente ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto
di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF). Per l’art. 75 cpv. 1
LTF, il ricorso è ammissibile contro le decisioni pronunciate dalle autorità
cantonali di ultima istanza e dal Tribunale amministrativo federale.
L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione
del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei
diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in
materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari
(lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97 cpv. 1
LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato
svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi
dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito
del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova
soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono
ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).
Fatti
Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il
Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso
per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di
regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti
delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia
civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a
LTF). Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui
fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento
è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo
95. Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le
conclusioni delle parti.
Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso ordinario
in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso
può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del
ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia
ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il
Considerandi
valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di eccezioni,
che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima istanza e
che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale (cfr., a
questo proposito, Bernard Corboz,
Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319
segg., in particolare pag. 351 segg.).
In concreto, il valore litigioso è rappresentato
dalla richiesta dell'attore di non
restituire all'assicuratore la
somma di Fr. 5'011.-.
Questo importo non raggiunge la soglia minima di
Fr. 30'000.-, perciò, trattandosi di una causa di carattere pecuniario, non
sono dati gli estremi per interporre un eventuale ricorso in materia civile al
Tribunale Federale sulla base del valore litigioso (art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF).
In queste circostanze, il ricorso è ugualmente
ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza
fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).
Infine, secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali
svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una
copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in
materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare
all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. La
petizione è respinta.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
alle parti ed all'UFAP, Berna.
Contro il presente giudizio è dato ricorso al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, come specificato nelle
motivazioni. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è
chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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