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Decisione

36.2007.149

Indennità per per perdita di guadagno in caso di malattia rifiutata poiché l'inabilità lavorativa, nel caso concreto, è dovuta ai postumi di un infortunio e non ad una malattia

6 marzo 2008Italiano56 min

Source ti.ch

Fatti

i parametri giurisprudenziali sopra ricordati. Per contro il TCA aveva ritenuto

che l’assicurato non poteva essere considerato pienamente abile nella sua

professione di cuoco.

In

concreto tuttavia oggetto del contendere è la questione a sapere da cosa trae

origine l’inabilità lavorativa al 50% dell’attore, attestata sia dal medico

curante che dal medico fiduciario dell’assicuratore. Infatti se la causa è

dovuta ad un infortunio o alla conseguenza di un infortunio, l’assicuratore

convenuto non è tenuto ad intervenire (cfr. art. 3 CGA 1998 e 2002).

Dalle

valutazioni convergenti dei medici intervenuti nella causa relativa alla

rendita AI, nonché nella presente vertenza, emerge che l’inabilità lavorativa è

causata dall’osteomielite cronica post-traumatica alla tibia destra la quale, a

sua volta, è stata provocata dall’incidente avvenuto nell’__________ nel lontano

1978 (cfr. consid. 2.4).

Lo stesso

medico curante, dr. med. __________, il 15 dicembre 2003, ha posto la

diagnosi di “osteomielite cronica al III intermedio della

tibia destra in seguito a frattura aperta causata da un incidente stradale

nel 1978.” (cfr. consid. 2.4, sottolineatura

del redattore). Lo stesso medico, il 19 agosto 2004 ha affermato che l’attore

soffre di un’”osteomielite cronica al terzo intermedio della tibia destra in

seguito ad una frattura aperta causata da un incidente stradale nel 1978.”

Il

medico fiduciario, Dr. med. __________, spec. FMH reumatologia, il 16 febbraio

2004, dopo aver visitato l’attore ed aver posto anch’egli la diagnosi di “osteomielite

cronica al terzo intermedio della tibia a destra in esito da frattura del terzo

medio distale tibiale a destra con osteosintesi, nel 1978”, aver descritto

l’anamnesi ed aver effettuato l’esame reumatologico, ha confermato che “è

molto probabile che l’osteomielite cronica sia da ricondurre all’incidente

avvenuto nell’anno 1978 in __________, visto che l’infezione è insorta nella

zona della vecchia frattura, anche se a distanza di ca. 10 anni.” (doc. 33).

Il

Dr. __________, perito dell’AI, che ha allestito due referti, uno in data 21

giugno 2002 e uno in data 14 ottobre 2004, vista la presunta insorgenza di

nuove patologie, in entrambi i casi ha posto le diagnosi con influsso sulla

capacità lavorativa di “stato dopo frattura e osteosintesi della tibia destra

con sviluppo di un’osteomielite cronica.” (pag. 2, doc. 15). Nella seconda

perizia ha poi evidenziato come le diagnosi di “stato post-contusivo spalla

sinistra senza lesioni traumatiche ossee o ligamentose dimostrate sia tramite

MRI sia mediante l’esame clinico. Leggera ipercolesterolemia non trattata” siano

invece senza ripercussioni sulla capacità lavorativa (doc. AI 96-2+3).

Da

parte loro, i medici della __________ di __________, dr. med. __________ e dr.

med. __________, l’8 novembre 2005 hanno indicato, quale diagnosi, una “chronische

posttraumatische Osteomyelitis Tibia rechts bei Z.n. Verkehrsunfall 1978 und

offener Unterschenkelfraktur.” (doc. 47).

Inoltre,

agli atti vi è un certificato medico del 5 luglio 2006, della medesima Clinica,

da cui emerge che c’è stata un’inabilità lavorativa al 100% per “Krankheit”

dal 26 ottobre 2005 al 31 marzo 2006, ossia un lasso di tempo non relativo a

questo caso, e un periodo di inabilità lavorativa al 50% (ossia proprio il

grado d’inabilità lavorativa attestato dal medico fiduciario e dal curante) dal

1° aprile 2006 “bis auf weiteres” a causa di un “Unfall” (doc.

54). L’11 ottobre 2006 i medici della Clinica __________ hanno nuovamente

attestato un’inabilità al 50% dal 1° aprile 2006 a causa dell’”Unfall” e

il 22 marzo 2007 hanno evidenziato come “Schwierig ist die Situation, da sich

der Unfall vor der Wohnsitznahme des Patienten in der Schweiz ereignet hat und

somit die Krankenkasse zuständig ist.” (cfr. incarto AI).

Dagli

atti AI emerge inoltre che già il 5 settembre 1997 il Dr. med. __________,

dell’Ospedale __________ di __________ alla domanda a sapere da quando esiste

il danno alla salute ha indicato “incidente della circolazione del 1988

(recte: 1978)” (doc. 18).

Il fatto che l’inabilità

lavorativa sia da ricondurre all’incidente del 1978 è stato

confermato anche dai medici SMR dell’AI (dr. med. __________ e dr. med. __________,

cfr. incarto AI: “L'A. presenta una osteomielite cronica post-traumatica

alla tibia destra dopo incidente stradale nel 1978” e “stato dopo frattura / osteosintesi tibia destra con osteomielite

cronica attualmente fistolizzante (infortunio del 1978 in __________).”).

Per

contro il postumo di un incidente stradale con distorsione cervicale e

sublussazione a livello dell’articolazione acromio-claveare sinistra con

reazioni infiammatorie importanti persistenti, non ha alcuna influenza

sull’inabilità lavorativa (cfr. supra, inc. AI, perizia dr. med. __________ del

14 ottobre 2004, pag. 3, risposta 4.2).

Il

26 febbraio 2008 l’attore ha trasmesso al TCA un certificato in cui il medico

curante ha attestato che lo stato di salute del suo paziente è da attribuire ad

una malattia e non ad un infortunio (doc. M).

Sennonché,

da una parte va evidenziato come il certificato del medico curante, scarno e

non motivato, non contraddice quanto sopra esposto nella misura in cui

l’inabilità lavorativa è dovuta alla osteomielite, ossia ad un “processo

infettivo simultaneamente dell'osso e del midollo osseo, provocato da batteri

piogeni (cioè quelli che determinano la produzione di pus). Ne esistono forme

acute e forme croniche. Le prime sono causate in genere da Staphylococcus

aureus (cfr. www.sapere.it), il quale però, come visto, è la conseguenza di un

infortunio (la frattura della tibia causata dall’incidente del 1978).

D’altra

parte va evidenziato come secondo la

generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in

dubbio, il medico curante attesta a favore del suo paziente (cfr. DTF 125 V 353

consid. 3b/cc;

Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgerichts, op. cit., pag. 111).

Ne

discende che l’inabilità lavorativa al 50% è dovuta ad un disturbo della salute

conseguenza di un infortunio e non di una malattia.

L’assicuratore non è

pertanto tenuto ad erogare prestazioni (cfr. art. 3 CGA 1998 e 2002).

In queste

condizioni la petizione va respinta.

L’assicuratore chiede il

pagamento di ripetibili in quanto è rappresentato da un legale.

Per giurisprudenza

costante di questo Tribunale, gli assicuratori vincenti in causa, anche se

rappresentati da un avvocato, non hanno diritto a ripetibili (STCA del 5 agosto

2002, inc. 36.2001.60; STCA del 22 luglio 2003, inc. 36.2003.40; STCA del 24

luglio 2003, 36.2002.103).

2.7. L’attore

chiede l’allestimento di una perizia atta a stabilire che l’inabilità lavorativa

è dovuta a malattia e non, in modo preponderante, ad un infortunio (doc. I).

Come visto in precedenza gli atti

medici richiamati da questo Tribunale, completi, chiari e non contestati nel

loro contenuto, sono sufficienti per poter decidere nel merito della causa.

Ulteriori accertamenti, tra cui l’allestimento di una perizia, non

modificherebbero l’esito del procedimento.

Va qui

rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza, qualora

l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,

in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la

probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che

altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà

ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner,

Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39

no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag.

274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II

469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344

consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una

violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost.

(e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.

1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

In queste

condizioni il TCA rinuncia all’assunzione di ulteriori prove.

2.8. L’attore

chiede infine di essere posto a beneficio dell’assistenza giudiziaria.

Secondo

l’art. 21 cpv. 2 LPTCA la disciplina della difesa d’ufficio e del gratuito

patrocinio è retta dalla Legge sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza

giudiziaria.

La legge

cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria , in vigore

dal 30 luglio 2002 (cfr. art. 38 Lag e BU 30/2002 pag. 213 segg.), all'art. 3

prevede:

"

1L'istituto

dell'assistenza giudiziaria garantisce alla persona fisica indigente la tutela

adeguata dei suoi diritti dinanzi alle Autorità giudicanti del Cantone."

2E' ritenuta

indigente la persona che non ha la possibilità di provvedere con mezzi propri

agli oneri di procedura o alle spese di patrocinio."

Le altre

condizioni per l'ammissione all'assistenza giudiziaria enunciate dalla Legge

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria sono così definite

negativamente all'art. 14 Lag:

"

1L'assistenza

giudiziaria non è concessa se:

a)

la procedura per la persona richiedente non presenta probabilità di esito

favorevole;

b)

una persona ragionevole e di condizioni agiate rinuncerebbe alla procedura a

causa delle spese che questa comporta.

2L'ammissione

al gratuito patrocinio non è concessa se la persona richiedente è in grado di

procedere con atti propri, se la designazione di un patrocinatore non è

necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi o se la causa non presenta

difficoltà particolari."

I

presupposti per la concessione dell’assistenza giudiziaria sono dunque

adempiuti qualora l'assistenza di un avvocato appaia necessaria o comunque

indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le sue conclusioni non

sembrano dover avere esito sfavorevole.

L’istante

va considerato indigente quando non è in grado di assumere le spese legate alla

difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo indispensabile al suo mantenimento

e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11ss.;

DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione

i redditi del richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento

nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, B. Cocchi, F.

Trezzini, Codice di procedura civile ticinese, 2a edizione, Lugano 2000, N. 20

ad art. 155, p. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l’assistenza

Considerandi

giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal

diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11ss.). Non entrano invece in linea di conto le

risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma

dell’art. 328 e 329 CCS (B. Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 20 ad art. 155,

p. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Non è

determinante che l’indigenza sia stata cagionata da colpa propria (Haefliger,

Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, p. 165).

Il limite

per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull’assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b, p. 48 consid. 7c). All’importo

base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (cfr. STFA

del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04).

L’indigenza

processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli

necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (cfr. RAMI 1996

N. U 254 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa

H., pag. 3).

In una

sentenza pubblicata in DTF 124 I 1ss., il TF ha precisato che una richiesta di

assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che

l’istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione

di un’automobile. Secondo l’Alta Corte il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno

esistenziale.

L’attestato

municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo

(Cocchi, F. Trezzini, op. cit., N. 10 ad art. 156 p. 490).

Nella

commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche

l’eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il TFA

infatti si tiene conto dell’intera situazione economica della famiglia (STFA

non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e

giurisprudenza citata non pubbl.). La sostanza deve tuttavia essere disponibile

al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento

in cui è presentata l’istanza e non solo alla fine della procedura (cfr. DTF

119.

Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369ss).

Secondo

la giurisprudenza del TFA, infine, la decisione di concessione dell’assistenza

giudiziaria può essere modificata o revocata. Trattandosi di una decisione

processuale (“prozessleitender Entscheid”) non passa infatti in giudicato

materiale, ma solo formale. La modifica può avvenire anche con effetto

retroattivo (SVR 1998 IV Nr. 13 p. 48 consid. 7b).

2.9

In concreto,

a differenza di quanto giudicato in ambito AI (cfr. inc. 32.2006.36) l’istanza

di assistenza giudiziaria va respinta già solo per il fatto che la causa, viste

le chiare risultanze mediche circa l’origine dell’inabilità lavorativa,

appariva sin dall’inizio priva di esito favorevole.

Inoltre,

anche volendo, per pura ipotesi di lavoro, considerare che la causa avrebbe

avuto la possibilità di esito favorevole, l’istanza andrebbe comunque respinta

poiché l’interessato, per i motivi che seguono, non può (più) essere ritenuto

indigente.

Secondo

la Tabella per il calcolo del minimo d’esistenza agli effetti del diritto

esecutivo allestita dalla Camera di esecuzione e fallimento CEF, quale autorità

di vigilanza cantonale, in vigore dal 1° gennaio 2001, l’importo base mensile

per i coniugi è di fr. 1'550 al mese, a cui vanno aggiunti fr. 500 per il

figlio che compirà __________ a fine marzo e fr. 350 per la figlia di __________.

A questo

importo va aggiunto un supplemento del 15-25% conformemente alla giurisprudenza

del TFA.

Dal

certificato per l’ammissione all’assistenza giudiziaria emerge che l’interessato,

nato nel __________, consegue attualmente un reddito di fr. 1'914 al mese,

mentre la moglie percepisce fr. 3'048, per complessivi fr. 4'962 (doc. XI/Bis).

Con

questo importo l’attore deve far fronte a fr. 1'187 al mese di affitto oltre

fr. 660 all’anno di conguaglio. Non sono invece stati indicati ulteriori oneri

sociali (neppure di cassa malati, poiché, verosimilmente, visto il reddito

imponibile, beneficiano del sussidio).

Sulla

base di quanto prodotto emerge un fabbisogno di fr. 1’242 (1'187 + 55 [660 :

12]), cui vanno aggiunti l’importo di fr. 1'550 (importo base mensile per

coniugi) e fr. 850 (per i figli) che comprende le spese di sostentamento,

abbigliamento, biancheria, igiene, cultura, salute, oneri domestici, quali

elettricità, illuminazione, gas (cfr. tabella per il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo del 1° gennaio 2001), per un

importo complessivo di fr. 3’642. Aggiungendo il supplemento massimo del 25% al

minimo esecutivo di fr. 2’400 (ossia fr. 600, con il 15% sarebbero fr. 360), si

raggiunge un fabbisogno di fr. 3'000. Sommando l’importo di fr. 1'242, si

ottiene la somma di fr. 4'242, nettamente inferiore rispetto alle entrate di

circa fr. 4’962 al mese (1'914 + 3'048). Anche volendo aggiungere l’importo

(massimo) di fr. 70 (al mese) per le spese di una motocicletta quali spese di

trasferta per la moglie (cfr. II/4d della Tabella per il calcolo del minimo di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo e punto 2.3 della tassazione 2006)

e fr. 138 al mese per l’uso dell’automobile per il marito (cfr. tassazione

2006: 1'664: 12; cfr. tuttavia punto II/4d della Tabella per il calcolo del

minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo e punto 2.3 della

tassazione 2006), il fabbisogno sarebbe comunque nettamente inferiore alle

entrate (fr. 4'450, per una differenza di fr. 512).

Con

sentenza del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04 il TFA non ha

considerato indigente una famiglia composta di due genitori e due figli la cui

eccedenza mensile, applicando il supplemento del 15-25% all’importo di base

della Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo, oscillava tra fr. 175.50 e fr. 415.50 al mese.

In

particolare l’Alta Corte ha rilevato:

"

(…)

4.1.3

Sulla base della documentazione prodotta

agli atti, i primi giudici hanno fatto stato di un reddito mensile complessivo

di fr. 4'618.- (fr. 3'348.- [rendita intera AI oltre alle completive per la

moglie e per i figli, nati nel 1988 rispettivamente nel 1993] + fr. 1'270.-

[rendita della previdenza professionale]) a fronte di un fabbisogno globale

stabilito in fr. 3'842.50 (fr. 2'400.- [importo base così composto: 1'550.- +

500.

+ 350] + fr. 1'142.- [locazione] + fr. 118.- [premio dell'assicurazione

malattia, dedotti i sussidi cantonali] + 32.50 [contributo AVS della moglie] +

fr. 150.- [imposte]). In definitiva, essi hanno quindi ritenuto un'eccedenza

mensile di circa fr. 750.-, più precisamente di fr. 775.50.

4.1.4

Gli importi esposti, ai quali si è richiamata

la Corte cantonale per l'accertamento dello stato d'indigenza, sono stati

dedotti dalle indicazioni fornite in quella sede dallo stesso ricorrente. Essi

non si rivelano pertanto confutabili, né peraltro l'insorgente contesta l'una o

l'altra posizione. Ora, anche volendo aggiungere all'importo di base di fr.

2'400.-, correttamente determinato sulla base della Tabella per il calcolo del

minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, un supplemento del

15-25%, risulterebbe comunque un'eccedenza oscillante tra fr. 175.50 e fr.

415.50

al mese. In tali condizioni, considerati anche la gratuità della

procedura in materia, l'assenza di ripetibili da dover pagare nonché il

(relativamente) basso valore di lite (sostanzialmente fr. 8'775.20, di cui: fr.

4'860.- quale differenza tra l'IMI del 5% ottenuta e quella richiesta del 10%

[stante un ammontare massimo del guadagno assicurato all'epoca dell'infortunio

di fr. 97'200.-], e fr. 3'915.20 per rimborso spese) che, secondo la tariffa

cantonale dell'ordine degli avvocati (cfr. i combinati disposti di cui agli

art. 9 e 30 della Tariffa secondo i quali l'onorario normale per una procedura

assicurativa con un valore di causa come quello che ci occupa può essere al

massimo fissato al 14% [70% di 20%] di quest'ultimo), permette di stimare le

spese di patrocinio approssimativamente in fr. 1'230.-, la precedente istanza

poteva ammettere la possibilità, per F.________, di saldare ratealmente e in un

termine adeguato le spese di avvocato senza con ciò incorrere in una violazione

del concetto di indigenza appartenente al diritto federale (v. DTF 109 Ia 9

consid. 3a; cfr. inoltre pure la sentenza citata del 25 settembre 2000 in re

E., nel cui ambito un'eccedenza mensile di fr. 33.40, calcolata per una persona

sola ma dopo avere apportato un supplemento sull'importo base LEF

"soltanto" del 15%, è per contro stata ritenuta insufficiente).”

(STFA del 20 settembre 2004 nella causa F., U 102/04, consid. 4.1.3.,

4.1.4

)."

Nell’evenienza

concreta, considerato che l’attore ha un’eccedenza di circa fr. 700 mensili

(rispettivamente fr. 500), anche la condizione dell’indigenza non è adempiuta.

In queste

condizioni il TCA ritiene che nella fattispecie non siano soddisfatti i

requisiti cumulativi per la concessione dell'assistenza giudiziaria a favore

dell'assicurato.

2.10

Con il 1°

gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale federale del

17.

giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1

LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale

federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica

soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in

vigore.

A proposito della materia qui in questione (causa di diritto civile),

la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 1

LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni

soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b

LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il

valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore litigioso non

raggiunge questo importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la

controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.

74.

cpv. 2 lett. a LTF). Per l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile

contro le decisioni pronunciate dalle autorità cantonali di ultima istanza e

dal Tribunale amministrativo federale.

L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione

del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei

diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in

materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari (lett.

d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97 cpv. 1 LTF, il

ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato svolto in

modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell’articolo

95.

e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito del

procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova

soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono

ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).

Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il

Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso

per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di

regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti

delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia

civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a LTF).

Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti

accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento è

stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo

95.

Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le

conclusioni delle parti.

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso

ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso

può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del

ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia

ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il

valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di

eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima

istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale

(cfr., a questo proposito, Bernard Corboz,

Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319

segg., in particolare pag. 351 segg.).

Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un

ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che

"la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario

sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi

con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale tratta i due

ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo

le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

In concreto l’attore chiede la condanna

dell’assicuratore al pagamento di fr. 11'200 oltre interessi al 5% dal

1.1.2007

In queste condizioni non sono raggiunti i fr.

30'000 richiesti dalla LTF, neppure se si prendesse in considerazione l’importo

di fr. 21'000 chiesto dall’attore alla Cassa con lettera dell’8 agosto 2007 per

il periodo dal 1° aprile 2006 al 31 agosto 2007 (doc. V/Bis).

Trattandosi di una causa di carattere pecuniario,

non sono pertanto dati gli estremi per interporre un eventuale ricorso in

materia civile al Tribunale Federale sulla base del valore litigioso (art. 74

cpv. 1 lett. b LTF).

Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali

svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una

copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in

materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare

all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. La

petizione è respinta.

2.L’istanza tendente alla concessione dell’assistenza giudiziaria e

del gratuito patrocinio per la procedura innanzi al TCA è respinta.

3.Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a

carico dello Stato. Non si assegnano ripetibili.

4. Comunicazione

alle parti ed all'UFAP, Berna.

Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia

civile al Tribunale federale, 1000

Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione.

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare

quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve

motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso è

ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta almeno a:

a. Fr.

15'000.- nelle controversie in

materia di diritto del lavoro e di locazione;

b. Fr.

30'000.- in tutti gli altri

casi.

Quando il valore litigioso non raggiunge

l’importo determinante secondo il punto precedente, il ricorso è ammissibile se

la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale.

5. Qualora

non sia ammissibile il ricorso in materia civile, contro la presente decisione

è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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