36.2007.152
Richiesta di esonero dall'obbligo assicurativo in applicazione dell'art. 2 cpv. 4 bis OAMal respinta poiché le prestazioni dell'assicuratore estero non sono equivalenti a quelle dell'assicurazione soc
28 febbraio 2008Italiano20 min
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AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
36.2007.152
Data decisione, Autorità:
28.02.2008, TCA
Titolo:
Richiesta di esonero dall'obbligo assicurativo in applicazione dell'art. 2 cpv. 4 bis OAMal respinta poiché le prestazioni dell'assicuratore estero non sono equivalenti a quelle dell'assicurazione sociale svizzera
APPREZZAMENTO ANTICIPATO DELLE PROVE
BUONA FEDE
ESONERO DALL'OBBLIGO ASSICURATIVO
OBBLIGO DI ASSICURAZIONE
art. 13 CEE1408/71
art. 3 LAMAL
art. 2 cpv. 4 cf. bis OAMAL
art. 2 cpv. 8 OAMAL
Raccomandata
Incarto n.
36.2007.152
cs
Lugano
28 febbraio
2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato del Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 12 settembre 2007
di
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 31 luglio
2007 emanata da
Istituto assicurazioni sociali Ufficio
assicurazione malattia, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione sociale
contro le malattie
ritenuto, in
fatto
A. Con
decisione del 2 maggio 2007, confermata dalla decisione su reclamo del 31 luglio
2007, l’Ufficio dell’assicurazione malattia (di seguito: UAM) ha respinto la
richiesta del prof. dr. RI 1, cittadino __________, detentore di un __________,
che chiedeva di essere esonerato dall'obbligo di assicurarsi contro le malattie
in Svizzera.
L’autorità
cantonale ha sostanzialmente affermato che l’interessato percepisce un salario
considerevole (fr. 12'500 al mese), per cui, “in forma non solo logica e
meridiana, ma anche di evidenza elementare, deve essere chiamata a contribuire
al sistema di solidarietà sul quale si fonda l’assicurazione obbligatoria delle
cure medico-sanitarie in Svizzera.” (doc. 13). L’UAM ritiene in particolare
che l’art. 2 cpv. 4bis OAMal, invocato dal ricorrente, deve essere interpretato
con ragionevolezza e non deve permettere a persone di condizioni economiche molto
agiate, poiché percepiscono un salario assai elevato di fr. 12'500 al mese, di
essere esonerate dall’obbligo assicurativo. Ciò sarebbe contrario al principio
della parità di trattamento.
L’autorità
cantonale ha respinto l’esenzione poiché “propensa a ritenere che, ritenuta
la ragguardevole entità salariale in oggetto, l’opponente possa essere
equiparato ad un normale lavoratore altamente qualificato in Svizzera.”. L’UAM
ha inoltre precisato che il reclamo va comunque respinto poiché l’assicuratore
estero non ha vidimato il modulo d’esenzione a conferma dell’equivalenza della
copertura (doc. 13).
B. Il
Prof. Dr. __________ è tempestivamente insorto contro la predetta decisione
rilevando che il provvedimento amministrativo è contrario al senso dell’OAMal e
costituisce una violazione della LAMal (doc. I).
L’insorgente
fa valere una recente sentenza del Tribunale federale che ha confermato l’applicabilità
dell’art. 2 cpv. 4bis OAMal e rileva che il suo ragguardevole salario di fr.
12'500 al mese non è un motivo per rifiutare l’esonero dall’obbligo
assicurativo.
Il
ricorrente chiede poi che le norme sull’esonero assicurativo siano
correttamente applicate sia al suo caso sia in generale, come avviene negli
altri Cantoni universitari. L’applicazione restrittiva della norma ai docenti
ed altri ricercatori qualificati diminuisce l’attrattiva dell’__________ a
favore degli atenei di altri Cantoni dove l’esonero viene accordato più
facilmente.
L’assicurato
rileva infine che il Comune di __________ nel 2003, e la __________ in seguito,
hanno accettato, come equivalente, la sua assicurazione all’estero. Solo al
momento del trasloco a __________ è sorta la problematica in esame.
L’interessato ritiene che la copertura estera non solo è equivalente, ma è
anche superiore a quella svizzera.
C. Con
osservazioni del 23 ottobre 2007 l’UAM propone la reiezione del ricorso,
ribadendo l’inapplicabilità, al caso concreto, dell’art. 2 cpv. 4 bis OAMal.
Delle argomentazioni si dirà, laddove necessario, in corso di motivazione (doc.
V).
D. Il
3 novembre 2007 l’insorgente ha prodotto nuove prove, tra le quali la sentenza K
25/05 del 29 marzo 2006 del Tribunale federale, di cui ha accennato con il
ricorso (doc. VII).
E. Chiamato
a presentare osservazioni scritte in merito l’UAM ha ribadito di ritenere inapplicabile
l’art. 2 cpv. 4bis OAMal ed ha aggiunto che comunque le coperture
dell’assicuratore estero non sono equivalenti a quelle previste
dall’ordinamento giuridico svizzero, poiché non prevedono alcuna copertura per
la riabilitazione medica e la degenza in istituti per anziani, il
riconoscimento dei costi dei medicamenti fino ai primi 500 Euro è limitato
all’80% della tariffa, non è dato il riconoscimento per le cure di base
nell’ambito dello Spitex, per i mezzi ausiliari la copertura è limitata all’80%
della tariffa, per le infermità congenite non è prevista nessuna copertura e il
sistema di partecipazione ai costi (390 euro per anno civile) è maggiore
rispetto alla franchigia minima (fr. 300.--), rispettivamente minore rispetto
al massimo previsto, quale regime ordinario, dal diritto elvetico in caso di
cure molto onerose (fr. 1000.--; doc. XI).
F. Con
osservazioni dell’11 gennaio 2008 l’interessato fa valere che tre prestazioni
(medicamenti, mezzi ausiliari e sistema di partecipazione ai costi) sono
semplicemente diversi sistemi di partecipazione alle spese che naturalmente non
sono identici tra i vari Paesi, mentre le altre prestazioni (riabilitazione medica,
degenza in istituti per anziani, Spitex) non sono importanti, considerata la
sua età (37 anni) e il suo stato di salute (si ritiene sano), o sono
irrilevanti, non essendo affetto da nessuna infermità congenita (doc. XV).
G. In
sede si osservazioni l’UAM ha ribadito il suo punto di vista (doc. XVII).
in
diritto
in ordine
1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
degli articoli 49 cpv. 2 della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio
2003 nella causa N., I 707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.
nel
merito
2. Oggetto
del contendere è quello di stabilire se il ricorrente, cittadino __________ a
beneficio di un permesso __________, può ottenere l'esonero dall'assicurazione
obbligatoria svizzera in virtù del rapporto assicurativo in __________.
3. Secondo
l'art. 3 LAMal
" 1 Ogni persona domiciliata in Svizzera deve
assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure
medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita
in Svizzera.
2 Il Consiglio federale può prevedere eccezioni
all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali
e di Stati esteri.
3 Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone
non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un’attività in Svizzera o
vi hanno la propria dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA);
b. lavorano all’estero per conto di un
datore di lavoro con sede in Svizzera".
L'art. 1
cpv. 1 OAMal precisa in proposito che
" 1 Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli
articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi
conformemente all’articolo 3 della legge."
Una
persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue
relazioni e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza
citata; DTF 123 III 100).
4. Ritenuta
l’esistenza di un domicilio in Svizzera, non contestato in concreto, va
esaminato se il ricorrente é obbligato ad assicurarsi nel nostro Paese.
L'art.
3 cpv. 2 e 3 LAMal dà infatti facoltà al Consiglio federale di prevedere
eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono
godere dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di
organizzazioni internazionali e di stati esteri.
Facendo
uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha
emanato l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di
assicurazione. Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in
vigore, il 1° giugno 2002, dell'”Accordo tra la Comunità europea ed i suoi
Stati membri, da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla
libera circolazione delle persone" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC;
a proposito della conformità alla Costituzione ed all’ALC dell’art. 2 cpv. 2 e
8 OAMal: DTF 132 V 310).
In
particolare, l’art. 2 cpv. 4bis OAMal, unico articolo la cui applicazione è
rimasta contestata tra le parti (cfr. incarto UAM), prevede che:
"
“4 A domanda, sono esentati dall'obbligo
d'assicurazione i docenti e i ricercatori che soggiornano in Svizzera
nell’ambito di un incarico di insegnamento o di una ricerca, come pure i
familiari ai sensi dell’articolo 3 capoverso 2 che li accompagnano, purché
durante l’intera durata di validità dell’esenzione beneficino di una copertura
assicurativa equivalente per le cure in Svizzera. La richiesta dev’essere
corredata di un attestato scritto dell’organo estero competente che dia tutte
le informazioni necessarie. L’autorità cantonale competente può esentare queste
persone dall’obbligo di assicurarsi per tre anni al massimo. A domanda,
l’esenzione può essere prolungata di altri tre anni al massimo. L’interessato
non può revocare l’esenzione o la rinuncia all’esenzione senza un motivo
particolare.”
Per
l’art. 2 cpv. 8 OAMal:
"
A domanda, sono esentate
dall'obbligo d'assicurazione le persone a cui l'assoggettamento
all'assicurazione svizzera provoca un netto peggioramento della protezione
assicurativa o della copertura dei costi e che a causa della loro età e/o del
loro stato di salute non possono stipulare un'assicurazione complementare
equiparabile o lo possono fare solo a condizioni difficilmente sostenibili. La
domanda dev'essere corredata di un attestato scritto dell'organo estero competente
che dia tutte le informazioni necessarie. L'interessato non può revocare
l'esenzione o la rinuncia all'esenzione senza un motivo particolare."
5. Come
detto il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l’ALC che rinvia, per quanto
concerne la sicurezza sociale al "Regolamento (CEE) N. 1408/71 del Consiglio
del 14 giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai
lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si
spostano all'interno della Comunità".
Va
innanzitutto esaminato se al caso di specie l’ALC ed il regolamento (CEE) n.
1408/71 sono applicabili.
Ratione
temporis sono applicabili sia l’ALC che il regolamento (CEE) n. 1408/71 poiché
le decisioni sono state emanate nel 2007 e concernono la richiesta di esenzione
dall’obbligo assicurativo per un periodo successivo all’entrata in vigore
dell’accordo (cfr. STF del 25 gennaio 2007, C 124/06, consid. 4.2; STFA del 24
luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.2; DTF 130 V 53 consid. 4.3;
Pratique VSI 2004 pag. 209 consid. 3.2 [sentenza del 27 febbraio nella causa
M., H 281/03]; SVR 2004 AHV no. 12 pag. 38 consid. 5 [sentenza del 5 febbraio
2004 nella causa S., H 37/03]; cfr. pure la sentenza della CGCE del 7 febbraio
2002 nella causa C-28/00, Kauer, Racc. 2002, pag. I-1343, punto 45).
L’Accordo
ed il regolamento si applicano pure ratione personae. L’assicurato è di
nazionalità __________ e pertanto cittadino di uno Stato contraente (art. 1
cpv. 2 Allegato II ALC). Quanto al necessario nesso transfrontaliero, esso è
senz’altro dato.
La
presente vertenza ricade anche ratione materiae nel campo di applicazione del
regolamento.
Quest’ultimo
si applica infatti a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza
sociale riguardanti: a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le
prestazioni d’invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la
capacità di guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai
superstiti; e) le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie
professionali; f) gli assegni in caso di morte; g) le prestazioni di
disoccupazione; h) le prestazioni familiari (art. 4 n. 1; cfr. a tal proposito:
DTF 132 V 50 consid. 3.2.3; DTF 131 V 395 consid. 3.2).
Alla
fattispecie va pertanto applicato l’ALC ed il regolamento (CEE) n. 1408/71.
6. Come
visto l'ALC, per quanto concerne le assicurazioni sociali, rinvia al
regolamento (CEE) n. 1408/71.
Il
Titolo II del regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme
relative alla determinazione della legislazione applicabile.
Di
principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato
membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio
dell'assoggettamento contributivo: cfr. art. 13 del regolamento (CEE) n.
1408/71).
In
concreto, poiché l’interessato, detentore di un __________ in Svizzera, lavora
presso l’__________, è tenuto ad affiliarsi contro le malattie nel nostro Paese
(cfr. art. 13 cpv. 2 lett. a regolamento (CEE) n. 1408/71).
7. Va
ora esaminato se l'esonero può essere ottenuto in virtù del diritto interno
svizzero, ossia dell'invocato art. 2 cpv. 4bis OAMal, poiché in concreto il
ricorrente è coperto tramite un'assicurazione privata estera.
L’UAM
ritiene che l’articolo non vada applicato al caso di specie, poiché, in caso
contrario, si creerebbe un’inammissibile disparità di trattamento tra cittadini
“ricchi”, che guadagnano oltre fr. 162'000 all’anno e “poveri”, i
quali devono assicurarsi se non possono beneficiare di un motivo di esonero
previsto dall’OAMal.
A
prescindere dal fatto che il TF sembra invece ritenere l’art. 2 cpv. 4bis OAMal
applicabile senza particolari restrizioni (cfr. DTF 132 V 310, consid. 8.5.4),
va evidenziato che la questione non merita ulteriore approfondimento, poiché,
per i motivi che seguono, già evidenziati dall’UAM in sede di osservazioni, il
ricorso deve comunque essere respinto.
Rammentato
che spetta proprio all’UAM valutare se la copertura estera è equivalente a
quella svizzera indipendentemente dalla circostanza che l’assicuratore estero
ha attestato l’equivalenza con le coperture svizzere, va ricordato che per
l’art. 2 cpv. 4bis OAMal, a domanda sono esentate dall’obbligo d'assicurazione i docenti e i ricercatori che soggiornano in
Svizzera nell’ambito di un incarico di insegnamento o di una ricerca, come pure
Fatti
i familiari ai sensi dell’articolo 3 capoverso 2 che li accompagnano, purché
durante l’intera durata di validità dell’esenzione beneficino di una copertura
assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.
Questo
disposto non può trovare applicazione nel caso di specie perché l’interessato
non beneficia di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.
Infatti l’UAM ha evidenziato che il rimborso di prestazioni importanti, quali
la riabilitazione medica, la degenza in istituti per anziani e le infermità
congenite, non sono rimborsate dall’assicuratore estero (cfr. doc. XI non
contestato dal ricorrente [cfr. doc. XV] e doc. B3: “zu
Pkt. m, n, o und p [ndr: del doc. 7] erfolgt keine Erstattung“). L’insorgente
non ha smentito che vi siano queste differenze, ed anzi le ha ammesse esplicitamente
(doc. XV), ritenendo tuttavia che non sono rilevanti.
A torto.
La
circostanza che l’interessato è giovane (37 anni) ed in buona salute e dunque
non dovrebbe far capo a questo tipo di prestazioni, non è determinante.
Infatti,
comunque, la copertura della riabilitazione medica non è una prerogativa delle
persone anziane ed è importante per tutte le fasce d’età della popolazione,
giacché ogni assicurato potrebbe averne bisogno.
Inoltre, le
coperture delle spese di degenza in istituti per anziani, di infermità
congenite o lo Spitex, anche se non concernono, attualmente, l’assicurato, sono
comunque prestazioni importanti che, in virtù del principio della solidarietà
che permea il diritto dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie,
devono essere previste, perlomeno in maniera equivalente, dall’assicuratore
estero. Come rileva l’UAM l’equivalenza delle prestazioni deve essere misurata
e decisa sulla base dell’estensione della copertura e non della necessità,
attuale, di determinate prestazioni. Infatti l’ordinanza non prevede
l’equivalenza unicamente per quelle coperture di cui un assicurato ritiene di
poter avere bisogno a breve.
Altrimenti vi
potrebbe essere una differenza nell’assicurazione a dipendenza dell’età, del
sesso o dello stato di salute dell’assicurato. Ciò sarebbe contrario ai
principi base, in particolare della solidarietà, previsti dalla LAMal.
Va a questo proposito
rammentato che con sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007 il Tribunale federale
ha affermato che per la dottrina sviluppata a proposito dell’art. 2 cpv. 2
OAMal (applicabile, per il TCA, per analogia anche al cpv. 4bis), l’equivalenza
è data se l’assicurazione estera copre sostanzialmente le spese integrali di
trattamento ambulatoriale, ospedaliero e semiospedaliero in caso di malattia,
infortunio e maternità come pure quelle legate alla degenza ospedaliera nel
reparto comune di un ospedale pubblico o di una struttura semiospedaliera in
Svizzera. La copertura dev’essere di principio illimitata.
In concreto, come visto, l’assicurazione __________, in particolare
per la riabilitazione medica, prevede delle limitazioni. Per cui le prestazioni
dell’assicuratore estero non coprono neppure grossomodo (“all’incirca”)
quelle previste dalla legge svizzera.
Per contro, non può essere ritenuta l’osservazione dell’UAM che
ravvisa delle differenze per quanto concerne l’ammontare di alcune franchigie e/o
delle partecipazioni ai costi. Infatti, in presenza di differenze
corrispondenti all’importo della partecipazione ai costi prevista per legge,
l’equivalenza è comunque considerata salvaguardata (cfr. sentenza K 109/06 del
5 dicembre 2007).
Da
rilevare, abbondanzialmente, che non può trovare applicazione neppure l’art. 2
cpv. 8 OAMal, che prevede l’esenzione per le persone a
cui l'assoggettamento all'assicurazione svizzera provoca innanzitutto un netto
peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi.
Infatti,
considerato che l’assicurazione estera non può essere ritenuta
equivalente a quella svizzera, viene a mancare la condizione del netto peggioramento
della protezione assicurativa in caso di assicurazione nel nostro Paese.
Alla luce di quanto sopra esposto, l’esonero chiesto dall’insorgente
non può essere accordato, senza che sia necessario nel caso di specie
esaminare se, come ritiene l’UAM, anche l’assenza della copertura delle spese
di maternità, pur essendo l’assicurato di sesso maschile, in virtù del
principio della solidarietà insito nella LAMal, sia un (ulteriore) motivo per
negare l’esonero.
8. Per
quanto concerne la critica dell’insorgente circa la prassi adottata in Ticino
che sarebbe diversa rispetto a quella in vigore negli altri Cantoni
universitari, ciò che diminuirebbe l’attrattiva dell’__________, va rilevato che
con sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007 il Tribunale federale, in un
caso di un assicurato che invocava un trattamento diverso ricevuto da due ex
colleghi domiciliati in due altri Cantoni e beneficiari della medesima assicurazione,
ha rammentato che:
Considerandi
"
(…)
Poiché,
per quanto detto, tale esenzione non può essere riconosciuta, in conformità
all’ordinamento in materia, a una persona trovantesi nella sua medesima
situazione, l’interessato potrebbe pretendere una simile dispensa in forza di
un’eventuale prassi contraria unicamente se fossero eccezionalmente adempiuti i
presupposti per ammettere una parità di trattamento nell’illegalità, in deroga
al principio di legalità. Ciò presuppone tuttavia l’esistenza di una prassi illegale
dell’autorità competente (… omissis … ) dalla quale la stessa non intenda
scostarsi. Irrilevante sarebbe per contro l’esistenza di una prassi
contraria in altri Cantoni (DTF 131 V 9 consid. 3.7 pag. 20; RAMI 2006 no.
KV 367 pag. 206, consid. 11 pag. 225 [K 25/05] con riferimenti). Ora, nel caso
concreto, non risulta in alcun modo che (… omissis … ) abbia in passato
istituito una prassi contraria alla legge. Né tantomeno si può seriamente
dedurre dalle sue prese di posizione l’intenzione di mantenere una simile
prassi.” (sottolineatura del redattore)
Analogamente,
nel caso di specie, non essendoci alcuna prova di una prassi contraria alla
legge da parte dell’UAM, la censura si rivela infondata.
9.
Infine,
l’insorgente rileva che alla sua entrata in Svizzera il Comune di __________
(luglio 2003) e la __________ (settembre 2004) avrebbero eseguito le verifiche
della copertura assicurativa, accettandola come equivalente durante i primi tre
anni del soggiorno in Ticino, ossia fino al trasloco a __________ nel novembre
2006.
L’interessato
invoca, implicitamente, una violazione del principio della buona fede, sancito
dall’art. 9 Cost., che permette
al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa
eviti di contraddirsi.
Secondo questo principio,
un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a
consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.
Tuttavia, secondo la
giurisprudenza di regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità,
intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate,
era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza
e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi
dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili
senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000
no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al
previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla
nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate).
In
concreto va tuttavia rilevato da una parte che la __________ non è competente a
decidere in merito all’esenzione dall’obbligo assicurativo e dall’altra, comunque,
sia per quanto concerne il citato __________ che per il Comune di __________,
l’interessato non ha apportato alcuna prova circa una informazione errata che gli
sarebbe stata fornita da parte di funzionari del Cantone o del suo precedente
Comune di domicilio.
Per
completezza, va qui abbondanzialmente rilevato che in DTF 129 V 159 il TFA (dal
1° gennaio 2007: TF) ha stabilito che la competenza a decidere circa
l’eventuale supplemento di premio previsto dall’art. 8 OAMal non appartiene
all’UAM, bensì all’assicuratore (cfr. anche STCA del 26 gennaio 2005, inc.
36.2004
) e che la legge non permette la percezione di premi arretrati, ma
impone la fissazione, da parte dell’assicuratore, di un premio superiore a
quello degli altri assicurati. Si tratta di un supplemento al premio mensile,
che può essere richiesto al massimo per 5 anni.
Infine,
per quanto concerne la circostanza che l’UAM inizialmente ha rifiutato di
applicare l’art. 2 cpv. 4bis OAMal e solo in un secondo tempo ha sollevato la
questione della mancanza di un’equivalenza tra le prestazioni offerte
dall’assicuratore __________ e la copertura prevista dal diritto svizzero, va
rilevato che l’insorgente in sede di ricorso innanzi al TCA ha avuto ampiamente
la possibilità di esprimersi anche su questo argomento, per cui il suo diritto
di essere sentito è stato, in ogni caso, salvaguardato.
In
queste condizioni, alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione merita
conferma mentre il ricorso va respinto.
10.
L’assicurato
ha comunicato al TCA che se “il giudice del Tribunale riterrà opportuno
ascoltare testi, potrebbero anche presentare esperti di altri cantoni e persone
lavorando alla __________ a disposizione in qualità di teste.” (doc. VII).
Alla
luce delle risultanze di causa e dei documenti allegati dalle parti, questo
Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui rinuncia
all’assunzione di ulteriori prove ed in particolare all’audizione dei testi
menzionati dall’insorgente che non potrebbero modificare l’esito del
procedimento.
Va
qui rammentato che, conformemente alla costante
giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca
l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle
prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere
considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124.
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il
ricorso è respinto.
2. Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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