Lexipedia

Decisione

36.2007.152

Richiesta di esonero dall'obbligo assicurativo in applicazione dell'art. 2 cpv. 4 bis OAMal respinta poiché le prestazioni dell'assicuratore estero non sono equivalenti a quelle dell'assicurazione soc

28 febbraio 2008Italiano20 min

Source ti.ch

Fatti

i familiari ai sensi dell’articolo 3 capoverso 2 che li accompagnano, purché

durante l’intera durata di validità dell’esenzione beneficino di una copertura

assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.

Questo

disposto non può trovare applicazione nel caso di specie perché l’interessato

non beneficia di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.

Infatti l’UAM ha evidenziato che il rimborso di prestazioni importanti, quali

la riabilitazione medica, la degenza in istituti per anziani e le infermità

congenite, non sono rimborsate dall’assicuratore estero (cfr. doc. XI non

contestato dal ricorrente [cfr. doc. XV] e doc. B3: “zu

Pkt. m, n, o und p [ndr: del doc. 7] erfolgt keine Erstattung“). L’insorgente

non ha smentito che vi siano queste differenze, ed anzi le ha ammesse esplicitamente

(doc. XV), ritenendo tuttavia che non sono rilevanti.

A torto.

La

circostanza che l’interessato è giovane (37 anni) ed in buona salute e dunque

non dovrebbe far capo a questo tipo di prestazioni, non è determinante.

Infatti,

comunque, la copertura della riabilitazione medica non è una prerogativa delle

persone anziane ed è importante per tutte le fasce d’età della popolazione,

giacché ogni assicurato potrebbe averne bisogno.

Inoltre, le

coperture delle spese di degenza in istituti per anziani, di infermità

congenite o lo Spitex, anche se non concernono, attualmente, l’assicurato, sono

comunque prestazioni importanti che, in virtù del principio della solidarietà

che permea il diritto dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie,

devono essere previste, perlomeno in maniera equivalente, dall’assicuratore

estero. Come rileva l’UAM l’equivalenza delle prestazioni deve essere misurata

e decisa sulla base dell’estensione della copertura e non della necessità,

attuale, di determinate prestazioni. Infatti l’ordinanza non prevede

l’equivalenza unicamente per quelle coperture di cui un assicurato ritiene di

poter avere bisogno a breve.

Altrimenti vi

potrebbe essere una differenza nell’assicurazione a dipendenza dell’età, del

sesso o dello stato di salute dell’assicurato. Ciò sarebbe contrario ai

principi base, in particolare della solidarietà, previsti dalla LAMal.

Va a questo proposito

rammentato che con sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007 il Tribunale federale

ha affermato che per la dottrina sviluppata a proposito dell’art. 2 cpv. 2

OAMal (applicabile, per il TCA, per analogia anche al cpv. 4bis), l’equivalenza

è data se l’assicurazione estera copre sostanzialmente le spese integrali di

trattamento ambulatoriale, ospedaliero e semiospedaliero in caso di malattia,

infortunio e maternità come pure quelle legate alla degenza ospedaliera nel

reparto comune di un ospedale pubblico o di una struttura semiospedaliera in

Svizzera. La copertura dev’essere di principio illimitata.

In concreto, come visto, l’assicurazione __________, in particolare

per la riabilitazione medica, prevede delle limitazioni. Per cui le prestazioni

dell’assicuratore estero non coprono neppure grossomodo (“all’incirca”)

quelle previste dalla legge svizzera.

Per contro, non può essere ritenuta l’osservazione dell’UAM che

ravvisa delle differenze per quanto concerne l’ammontare di alcune franchigie e/o

delle partecipazioni ai costi. Infatti, in presenza di differenze

corrispondenti all’importo della partecipazione ai costi prevista per legge,

l’equivalenza è comunque considerata salvaguardata (cfr. sentenza K 109/06 del

5 dicembre 2007).

Da

rilevare, abbondanzialmente, che non può trovare applicazione neppure l’art. 2

cpv. 8 OAMal, che prevede l’esenzione per le persone a

cui l'assogget­tamento all'assicurazione svizzera provoca innanzitutto un netto

peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi.

Infatti,

considerato che l’assicurazione estera non può essere ritenuta

equivalente a quella svizzera, viene a mancare la condizione del netto peggioramento

della protezione assicurativa in caso di assicurazione nel nostro Paese.

Alla luce di quanto sopra esposto, l’esonero chiesto dall’insorgente

non può essere accordato, senza che sia necessario nel caso di specie

esaminare se, come ritiene l’UAM, anche l’assenza della copertura delle spese

di maternità, pur essendo l’assicurato di sesso maschile, in virtù del

principio della solidarietà insito nella LAMal, sia un (ulteriore) motivo per

negare l’esonero.

8. Per

quanto concerne la critica dell’insorgente circa la prassi adottata in Ticino

che sarebbe diversa rispetto a quella in vigore negli altri Cantoni

universitari, ciò che diminuirebbe l’attrattiva dell’__________, va rilevato che

con sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007 il Tribunale federale, in un

caso di un assicurato che invocava un trattamento diverso ricevuto da due ex

colleghi domiciliati in due altri Cantoni e beneficiari della medesima assicurazione,

ha rammentato che:

Considerandi

"

(…)

Poiché,

per quanto detto, tale esenzione non può essere riconosciuta, in conformità

all’ordinamento in materia, a una persona trovantesi nella sua medesima

situazione, l’interessato potrebbe pretendere una simile dispensa in forza di

un’eventuale prassi contraria unicamente se fossero eccezionalmente adempiuti i

presupposti per ammettere una parità di trattamento nell’illegalità, in deroga

al principio di legalità. Ciò presuppone tuttavia l’esistenza di una prassi illegale

dell’autorità competente (… omissis … ) dalla quale la stessa non intenda

scostarsi. Irrilevante sarebbe per contro l’esistenza di una prassi

contraria in altri Cantoni (DTF 131 V 9 consid. 3.7 pag. 20; RAMI 2006 no.

KV 367 pag. 206, consid. 11 pag. 225 [K 25/05] con riferimenti). Ora, nel caso

concreto, non risulta in alcun modo che (… omissis … ) abbia in passato

istituito una prassi contraria alla legge. Né tantomeno si può seriamente

dedurre dalle sue prese di posizione l’intenzione di mantenere una simile

prassi.” (sottolineatura del redattore)

Analogamente,

nel caso di specie, non essendoci alcuna prova di una prassi contraria alla

legge da parte dell’UAM, la censura si rivela infondata.

9.

Infine,

l’insorgente rileva che alla sua entrata in Svizzera il Comune di __________

(luglio 2003) e la __________ (settembre 2004) avrebbero eseguito le verifiche

della copertura assicurativa, accettandola come equivalente durante i primi tre

anni del soggiorno in Ticino, ossia fino al trasloco a __________ nel novembre

2006.

L’interessato

invoca, implicitamente, una violazione del principio della buona fede, sancito

dall’art. 9 Cost., che permette

al cittadino di esigere che l'autorità rispetti le proprie promesse e che essa

eviti di contraddirsi.

Secondo questo principio,

un'informazione o una decisione erronea possono obbligare l'amministrazione a

consentire ad un assicurato un vantaggio contrario alla legge.

Tuttavia, secondo la

giurisprudenza di regola un'informazione erronea è vincolante quando l'autorità,

intervenendo in una situazione concreta nei confronti di persone determinate,

era competente a rilasciarla, il cittadino non poteva riconoscerne l'inesattezza

e, sempre che l'ordinamento legale non sia mutato nel frattempo, fidandosi

dell'informazione ricevuta egli abbia preso delle disposizioni non reversibili

senza pregiudizio (DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000

no. KV 126 pag. 223, no. KV 133 pag. 291 consid. 2a; cfr., riguardo al

previgente art. 4 cpv. 1 vCost., la cui giurisprudenza si applica anche alla

nuova norma, DTF 121 V 66 consid. 2a e sentenze ivi citate).

In

concreto va tuttavia rilevato da una parte che la __________ non è competente a

decidere in merito all’esenzione dall’obbligo assicurativo e dall’altra, comunque,

sia per quanto concerne il citato __________ che per il Comune di __________,

l’interessato non ha apportato alcuna prova circa una informazione errata che gli

sarebbe stata fornita da parte di funzionari del Cantone o del suo precedente

Comune di domicilio.

Per

completezza, va qui abbondanzialmente rilevato che in DTF 129 V 159 il TFA (dal

1° gennaio 2007: TF) ha stabilito che la competenza a decidere circa

l’eventuale supplemento di premio previsto dall’art. 8 OAMal non appartiene

all’UAM, bensì all’assicuratore (cfr. anche STCA del 26 gennaio 2005, inc.

36.2004

) e che la legge non permette la percezione di premi arretrati, ma

impone la fissazione, da parte dell’assicuratore, di un premio superiore a

quello degli altri assicurati. Si tratta di un supplemento al premio mensile,

che può essere richiesto al massimo per 5 anni.

Infine,

per quanto concerne la circostanza che l’UAM inizialmente ha rifiutato di

applicare l’art. 2 cpv. 4bis OAMal e solo in un secondo tempo ha sollevato la

questione della mancanza di un’equivalenza tra le prestazioni offerte

dall’assicuratore __________ e la copertura prevista dal diritto svizzero, va

rilevato che l’insorgente in sede di ricorso innanzi al TCA ha avuto ampiamente

la possibilità di esprimersi anche su questo argomento, per cui il suo diritto

di essere sentito è stato, in ogni caso, salvaguardato.

In

queste condizioni, alla luce di tutto quanto sopra esposto, la decisione merita

conferma mentre il ricorso va respinto.

10.

L’assicurato

ha comunicato al TCA che se “il giudice del Tribunale riterrà opportuno

ascoltare testi, potrebbero anche presentare esperti di altri cantoni e persone

lavorando alla __________ a disposizione in qualità di teste.” (doc. VII).

Alla

luce delle risultanze di causa e dei documenti allegati dalle parti, questo

Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita, per cui rinuncia

all’assunzione di ulteriori prove ed in particolare all’audizione dei testi

menzionati dall’insorgente che non potrebbero modificare l’esito del

procedimento.

Va

qui rammentato che, conformemente alla costante

giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca

l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle

prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere

considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero

modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento

anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;

Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223

consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale

modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito

desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF

124.

V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il

ricorso è respinto.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

|

Informazioni legali |

Requisiti minimi |

Contatta il webmaster