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36.2007.32

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

24 gennaio 2008Italiano38 min

Source ti.ch

Fatti

i campi delle assicurazioni sociali - secondo cui l'assicurato è tenuto

all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla

salute. Si tratta di un principio generale del diritto federale delle

assicurazioni sociali, che vale anche per l'assicurazione malattia, indipendentemente

dal tenore della normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V 233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b; DTF 115 V 53; DTF 114 V 285 consid. 3; DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF 105 V 178 consid. 2).

Nell'ambito

dell'assicurazione complementare, secondo il Tribunale federale, l'art. 61 LCA

esprime il medesimo principio dell'obbligo dell'assicurato di ridurre il danno

(STF del 23 ottobre 1998 nella causa E.,5C.176/1998, consid. 2c).

Quindi, se da un lato

la graduazione dell'incapacità va fatta ritenendo la professione esercitata,

dall'altro va considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare quanto da lui è

ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le ripercussioni del

danno alla salute sulla sua condizione economica.

Pertanto, in caso

d'incapacità durevole nella professione precedentemente esercitata, è obbligo

dell'assicurato di utilizzare le sue capacità residue in settori lavorativi

diversi, ragionevolmente prospettabili.

Del resto, deve essere

ricordato che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio

della proporzionalità. Secondo la dottrina, questo principio permette di

pretendere da una persona un determinato comportamento anche se presenta degli

inconvenienti (Peter, Die

Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997, pag. 71 e dottrina ivi

citata).

4. Circa

l'incapacità lavorativa dell'attrice, va osservato come il medico curante dr.

med. __________, FMH ORL e chirurgia cervico-facciale, abbia attestato un'inabilità lavorativa del 100% sin dal primo

giorno della malattia, ossia il 2 gennaio 2006 (doc. 3). La diagnosi di vestibulopatia

periferica è stata comunicata all'assicuratore solo il 23 febbraio 2006 (doc. 4), a seguito di precisa

richiesta di CV 1. In quell'occasione,

il curante ha specificato che da fine 2005 l'attrice soffriva di vertigini, curabili con esercizi e medicamenti e

che, a quel momento, la durata prevedibile dell'incapacità lavorativa era di 1-2 mesi.

Il 10 febbraio (doc.

6), il 7 marzo 2006 (doc. B) ed il 4 aprile 2006 (doc. F) il dr. __________ ha

confermato l'inabilità totale dell'attrice. Nell'ultimo

certificato, il medico curante ha evidenziato una leggera ipofunzione

vestibolare periferica destra che potrebbe, a suo dire, essere responsabile

delle vertigini, "anche se magari altri fattori influenzano la velocità

di guarigione. In questi casi però un'incapacità lavorativa di 3 mesi non è così rara e credo che

effettivamente non ci si poteva aspettare una guarigione in 2-4 settimane come

affermato nella lettera della CV 1.".

Il certificato del 4

maggio 2006 (doc. H) conferma i disturbi dell'equilibrio e la leggera ipofunzione vestibolare destra.

Il 16 agosto 2006

(doc. D) il curante ha precisato che fino a maggio 2006 vi sono stati episodi

di vertigini confermati dal test dell'equilibrio, che mostrava un'ipofunzione vestibolare periferica destra. In seguito vi è stato un

leggero miglioramento, tanto che l'inabilità lavorativa certificata era del 50%. Tuttavia, il 3 agosto

2006 l'attrice ha sviluppato un

nuovo attacco di vertigini.

Il medico generalista

dell'attrice, dr. med. __________,

ha redatto diversi certificati medici attestanti tutti un'incapacità lavorativa per malattia del 100%,

che si è protratta da aprile a luglio 2006 (cfr. certificato dell'11 aprile 2006 (doc. 11), certificato del 17

maggio 2006 (doc. 17), certificato del 20 giugno 2006 (doc. 19) e certificato

del 26 luglio 2006 (doc. 22)).

Il 10 marzo 2006 (doc.

8) il medico fiduciario dell'assicuratore,

dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna, ha valutato il

dossier medico dell'attrice ed

ha potuto informarsi ulteriormente presso i medici curanti __________ e __________.

Prendendo posizione sui quesiti dell'assicuratore, il medico ha rilevato che l'assicurata presentava un quadro clinico complesso che associava una

malattia depressiva severa a numerosi dolori reumatici alle cervicali, alle

spalle ed alla colonna lombare. Nel maggio 2005 è poi apparsa una

sintomatologia di vertigini per la quale è stata tracciata la diagnosi di

vertigine posizionale paroxistica benigna, che è un'affezione indipendente dai problemi cervicali di cui già soffriva.

Tuttavia, a mente del medico interpellato dall'assicuratore, i problemi causanti le vertigini non potevano

giustificare un'inabilità

lavorativa superiore alle 2-4 settimane. Comunque, vista l'atipica evoluzione dei disturbi lamentati,

il medico curante avrebbe esperito a fine mese dei test vestibolari.

Viste le divergenze

fra le opinioni dei medici curanti da una parte e del medico di fiducia dell'assicuratore dall'altra, quest'ultimo,

su invito peraltro del dr. med. __________ (doc. H), ha subito preso contatto

con lo specialista dr. med. __________ del __________ di __________,

policlinico ORL, invitandolo a peritare l'attrice ed a rispondere ai quesiti sottopostigli (doc. 18).

L'esperto ha quindi visitato l'assicurata il 29 giugno 2006 e nel suo

referto del 10 luglio 2006 (doc. N) ha esposto la diagnosi della paziente,

riscontrando un problema funzionale dell'equilibrio con comportamento d'evasione (vertigine postulare fobica), uno stato depressivo ed una

sindrome lombo-vertebrale. Lo specialista ha poi ricordato l'anamnesi, l'inquietudine attuale, la situazione professionale, l'anamnesi sistematica, lo stato ORL, l'esame vestibolare clinico effettuato, l'audiogramma "tonal", i

"potentiels évoqués auditifs précoces", la "electronystagmographie"

e la posturografia. Infine, ha esposto le proprie conclusioni ed in seguito ha

risposto alle domande sottopostegli dall'assicuratore.

Nelle sue conclusioni,

il dr. __________ ha evidenziato che l'esame otoneurologico attuale era normale, senza traccia di un danno

organico vestibolare periferico o centrale. In particolare, non è stata

riscontrata la leggera ipovalenza vestibolare destra descritta dal dr. __________,

che peraltro non è stata quantificata. Per contro, l'esame clinico della postura ha mostrato un equilibrio perturbato con

aumento della frequenza e dell'ampiezza

delle oscillazioni e non coordinazione motoria. La posturografia dinamica ha

rivelato una limitazione del campo d'equilibrio attorno al centro di gravità posturale ed una mediocre

integrazione dell'informazione

vestibolare nel controllo dell'equilibrio.

Nel complesso, l'assicurata

presentava un disturbo funzionale dell'equilibrio (disorganizzazione sensorio-motoria) con alterazione

dello schema corporale ed un disturbo della percezione del movimento e dello

spazio. Questo stato, ha osservato l'esperto, può presentarsi nel contesto di un danno organico (come nel

caso concreto, dove si era in presenza di una sindrome lombo-vertebrale e di

una possibile vestibulopatia periferica transitoria) ed è sovente favorito da

un disturbo psichiatrico (interfaccia somatopsichico-psicosomatico). In specie,

l'attrice presentava uno stato

depressivo e manifestava sintomi d'ansia verso la sua sintomatologia di vertigini con paura e

comportamento di evitare quelle circostanze che potevano favorire una

perturbazione del suo equilibrio (come per esempio guidare l'automobile). Questo stato è definito dalla

letteratura medica come vertigine posturale fobica o fobia del movimento e

dello spazio.

Tutto ben considerato,

lo specialista interpellato dall'assicuratore ha evidenziato quanto fosse difficile nel caso in

questione quantificare l'incidenza

del problema delle vertigini sullo svolgimento delle attività professionale e

quotidiana dell'attrice, poiché

le tre malattie di cui ella era affetta si sovrapponevano ed interagivano tra

loro nei limiti funzionali.

In merito ai quesiti

sottopostigli dall'assicuratore,

il medico ha ribadito che il severo stato depressivo e la sindrome

lombo-vertebrale influivano sullo sviluppo della vertigine posturale fobica.

Egli ha stimato empiricamente che la compartecipazione di queste due malattie incideva

sull'evoluzione dei disturbi

dell'equilibrio nella misura di

due terzi (risposta n. 3). Le vertigini soggettive avrebbero potuto comunque

migliorare grazie ad una fisioterapia di movimento con psicomotricità e

rilassamento (risposte nn. 4 e 5). Infine, l'esperto ha confermato che la capacità di lavoro dell'attrice era ridotta dall'insieme delle tre malattie di cui era

affetta. Pertanto, non era possibile quantificare con precisione l'importanza che i soli disturbi dell'equilibrio avevano sulla capacità

lavorativa. L'esperto ha quindi

proposto di considerare che questa affezione influenzava l'abilità lavorativa nella misura di un

terzo, riservando comunque la prognosi.

5. Come

visto, vi sono contraddizioni di fondo, fra le parti, circa il grado di

incapacità lavorativa dell'attrice dovuta ai descritti disturbi dell'equilibrio.

La divergenza risiede fra le valutazioni del medico curante

dell'assicurata, il medico

fiduciario dell'assicuratore e

l'esperto interpellato da CV 1.

Il primo l'ha fissato al 100%

da gennaio ad aprile 2006 ed al 50% per maggio e giugno 2006, il secondo l'ha dichiarato nullo ed il terzo ha definito

un grado del 30% al 29 giugno 2006.

Siccome, secondo

questo Tribunale, il referto del 10 luglio 2006 dello specialista del __________

non indica chiaramente il grado di abilità lavorativa dell'attrice dal 2 gennaio 2006 in poi, ma si riferisce,

così sembra, soltanto al momento, ossia al 29 giugno 2006, quando l'esperto ha peritato l'assicurata, il TCA ha chiesto al dr. med. __________ di pronunciarsi sullo stato di

salute dell'attrice al 2

gennaio 2006 e gli ha sottoposto dei quesiti chiarificatori della situazione esistente

sia anteriormente sia contemporaneamente al suo esame (doc. XI).

"

(…)

1. A partire da quando può essere fatta risalire l'inabilità

lavorativa di un terzo di AT 1 causata dai problemi funzionali di equilibrio

(vertigine posturale fobica)? Essa vale solo dal 29 giugno 2006 oppure già dal

Considerandi

2.

gennaio 2006?

2.

È possibile che la malattia di cui era affetta AT

1.

(vertigine postulare fobica) possa durare per 4-6 mesi (quindi da gennaio a

aprile-giugno 2006)?

3.

È possibile che i farmaci (Betaserc) che AT 1 ha

assunto dal gennaio 2006 abbiano migliorato il suo stato di salute fino ad

arrivare al 29 giugno 2006 con un'incapacità lavorativa di "solo" un terzo?

È possibile quindi sostenere che nei mesi precedenti la sua inabilità

lavorativa sia stata maggiore, magari addirittura del 100%?

4.

È quindi corretto sostenere che nel periodo da

gennaio a giugno 2006 le condizioni di salute di AT 1, limitatamente ai

problemi di equilibrio, siano state peggiori di come le ha accertate lei il 29

giugno 2006?

5.

Qual è la sua presa di posizione nei confronti

dei certificati del medico curante dr. __________, che ha attestato un'incapacità

lavorativa del 100% per i mesi di gennaio, febbraio, marzo ed aprile 2006 e del

50% per maggio e giugno 2006?"

Con scritto del 1° novembre 2007 (doc.

XII) il dr. __________, medico aggiunto, PD MER, ha così risposto alle citate

domande:

"

(…)

1.

L'incapacité de travail d'un tiers peut

en tout cas être retenue depuis le 2 janvier 2006, date à laquelle la patiente

se plaint de vertiges chroniques tels que décrits dans l'expertise. Entre janvier et juin 2006, il est

cependant possible que l'incapacité de travail fût plus importante

en raison d'une atteinte vestibulaire périphérique

transitoire, comme rapporté et évalué par le Dr __________.

2.

Oui.

3.

Oui.

Oui, cf évaluation médicale du Dr __________.

4.

Selon les plaintes décrites par la

patiente lors de l'entretien du 29 juin 2006, Mme AT 1 rapporte

effectivement une aggravation de ses troubles de l'équilibre depuis janvier 2006.

5.

N'ayant pas examiné la patiente avant le 29 juin 2006, je ne peux pas me

prononcer sur son aptitude au travail pendant cette période. Ce point a déjà

été discuté précédemment aux questions 1 et 3.".

Esprimendosi su queste risposte, l'attrice

ha concluso che l'esperto interpellato dall'assicuratore conferma integralmente

la sua tesi, quindi che da gennaio ad aprile 2006 il suo grado d'inabilità

lavorativa era del 100%, poi del 50% per i mesi di maggio e giugno 2006. Resta solo

aperta la questione della determinazione di questo grado dopo il 29 giugno 2006

(doc. XVI).

Dal canto suo, l'assicuratore ha

sottoposto la presa di posizione del dr. med. __________ allo specialista dr.

med. __________ su consiglio del medico fiduciario, concludendo ad un'inabilità

lavorativa del 33% al massimo in qualsiasi momento dell'evoluzione dell'affezione

(doc. XVII):

"

(…)

[ndr:

il dr. med. __________] rileva come il Dr. __________ abbia visitato la signora

CV 1 al momento ove la problematica vestibolare era stata descritta, dall'assicurata stessa,

come essere più intensa dal momento in cui la stessa era apparsa, ossia nel

gennaio 2006. Possiamo quindi considerare che l'incapacità

lavorativa in misura di un terzo (1/3) è intervenuta in tale momento (al

momento nel quale era più grave).

Ebbene,

i differenti esami oggettivi effettuati in occasione della perizia medica del

29.

giugno 2006 si sono rivelati essere nella norma.

Inoltre,

la leggera ipovalenza vestibolare destra descritta dal Dr. __________ in occasione,

probabilmente, di un esame clinico, di cui non possediamo alcun elemento

oggettivo, effettuato in data 04 aprile 2006 non ha potuto essere confermata a

seguito degli esami otoneurologici approfonditi, completi ed oggettivi che sono

stati praticati dal Dr. __________, eminente specialista nell'ambito

delle problematiche legate a vertigini al __________ di __________.

È

per tali motivi, che la diagnosi emessa dal Dr. __________, in qualità di

medico curante della signora AT 1, sulla base di un esame ORL, che, sino a

prova del contrario è soggettivo, non può essere ritenuta a fronte delle

conclusioni oggettive sollevate a seguito della perizia medica effettuata dal

Dr. __________.

A

tal proposito il Dr. __________, sempre partendo dalle conclusioni del Dr. __________,

rileva come le vertigini croniche patite dalla signora AT 1 s'iscrivono,

molto probabilmente, in una patologia psichiatrica centrale e che le leggere

alterazioni cliniche contestate dal medico curante non sono state confermate in

occasione della perizia oggettiva del Dr. __________. (…).".

L'attrice si è espressa riguardo alle

osservazioni formulate dall'assicuratore, contraddicendole sulla scorta dei

risultati a cui è giunto il dr. med. __________ ed evidenziando inoltre la situazione

di parte del dr. med. __________ verso CV 1 (doc. XXI).

6.

Secondo la giurisprudenza valida nell'ambito delle assicurazioni

sociali e relativa alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è

che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito,

che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure

espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza

dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e

che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per

stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo

di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF I

462/05 del 25 aprile 2007, STFA I 355/03 del 26 agosto 2004, consid. 5, STFA U

329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160

consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM

1989.

pag. 31; Pratique VSI 1997 pag. 123), bensì il suo

contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,

il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite

da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono

a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti

approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili

(DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS

1988.

pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).

In

una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però

ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire

delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.

In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha

statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione

degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale

le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una

certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale

referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il

contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per

farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STF I 462/05 del 25 aprile 2007, STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Nella

DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito

che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere

riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere

concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,

infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto

di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio

l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari

circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti

circa la parzialità dell'apprezzamento.

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI

1993.

pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF I 462/05

del 25 aprile 2007, STFA I 355/03

del 26 agosto 2004, consid. 5).

Per

quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,

in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA U 329/01 e U 330/01 del 25

febbraio 2003; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im

Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).

Infine,

va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non

può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi

per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF I 462/05 del 25 aprile 2007, STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003).

Tali criteri di valutazione debbono guidare

il Tribunale Cantonale delle Assicurazioni anche nelle fattispecie rette dalla

LCA, come quella in discussione.

7.

I

rapporti del medico curante specialista ORL e chirurgia cervico-facciale, dr. __________,

hanno sin da subito rilevato disturbi dell'equilibrio ed i test eseguiti hanno

inoltre evidenziato una leggera ipofunzione vestibolare periferica destra.

Questi certificati, seppure siano sintetici, sono a loro modo comunque abbastanza

completi: indicano in effetti la diagnosi, l'anamnesi soggettiva ed oggettiva

dell'attrice e l'influenza dei sintomi riscontrati sulla situazione

professionale (docc. D e F). Essi specificano che da fine

2005-inizio 2006 l'attrice accusava

seri disturbi dell'equilibrio che

sono diminuiti ad aprile 2006, migliorando poi sempre più. Lo stesso curante ha

ammesso, senza tuttavia indicarli, che altri fattori (la depressione e la

sindrome lombo-vertebrale) possono avere rallentato la velocità di guarigione

della patologia in causa, tanto da protrarre nei mesi l'incapacità

lavorativa dell'assicurata.

Il rapporto relativo

alla visita medica fiduciaria del 29 giugno 2006 dallo specialista in

otoneurologia, dr. med. __________, medico aggiunto, PD MER, espone dal canto

suo in maniera dettagliata la diagnosi dell'attrice (disturbo funzionale dell'equilibrio con comportamento d'evasione – ossia vertigine posturale fobica, stato depressivo,

sindrome lombo-vertebrale), l'anamnesi,

i disturbi attuali, la situazione professionale, l'anamnesi sistematica, lo stato ORL, gli esami eseguiti con i

relativi risultati, e le sue conclusioni, a cui hanno fatto seguito le risposte

date ai quesiti sottopostigli dall'assicuratore convenuto che l'ha interpellato. Il dr. med. __________, osservando quanto fosse

difficile quantificare i disturbi legati alle vertigini nello svolgimento di

attività professionali e quotidiane siccome le tre affezioni di cui l'attrice soffriva si sovrapponevano ed

interagivano tra di esse nelle limitazioni funzionali, ha comunque stabilito in

un terzo l'influenza dei disturbi

dell'equilibrio sulla sua capacità

lavorativa. Infatti, nel contesto di un grave stato depressivo e di

manifestazioni d'ansia verso la

sintomatologia delle vertigini con paura e con un comportamento che la porta ad

evitare certe circostanze che possono favorire una perturbazione del suo

equilibrio, l'esperto del __________

ha considerato che questa affezione concomitante, insieme alla sindrome

lombo-vertebrale, influiva sull'evoluzione dei disturbi dell'equilibrio nella misura di due terzi.

Le domande presentategli

dal TCA sono state evase in

modo esauriente, laddove il medico ha chiarito che la patologia delle vertigini

posturali fobiche può durare diversi mesi (doc. XII risposta n. 2), e non

quindi solo dalle due alle quattro settimane come rilevato dal dr. med. __________

interpellato dall'assicuratore

su indicazione del suo medico di fiducia. Inoltre, ad esplicita richiesta, il

dr. __________ ha precisato che l'incapacità di lavoro di un terzo può essere fatta valere già dal 2

gennaio 2006 (doc. XII risposta n. 1), ovvero da quando l'attrice ha lamentato i noti problemi d'equilibrio, quindi antecedentemente la

visita peritale. Di primaria importanza è poi l'affermazione dello specialista secondo cui, tra gennaio e giugno

2006, è tuttavia possibile che l'incapacità di lavoro sia stata più marcata – rispetto alle constatazioni

del 29 giugno 2006 - in ragione di un'affezione vestibolare periferica transitoria, così come ha

riscontrato e riportato il medico curante dell'attrice, dr. __________ (doc. XII risposta n. 1). Medesima rilevanza

ha l'affermazione dell'esperto __________, il quale ha fatto

affidamento sui riscontri clinici e scientifici del medico curante anche riguardo

alla determinazione del grado d'incapacità lavorativa del 100% dell'attrice dal gennaio 2006, percentuale che, in seguito, grazie alla

somministrazione di Betaserc, è andata diminuendo (doc. XII risposta n. 3) fino

a raggiungere il 30% stabilito dal dr. __________ al 29 giugno 2006.

Le conclusioni del dr. med. __________ sono state fatte proprie dall'attrice, mentre sono state contestate da CV 1

previa consultazione con il suo medico fiduciario ed un esperto indipendente.

Questo Tribunale condivide l'opinione dello specialista ORL e chirurgia

cervico-facciale dell'ospedale __________, secondo cui,

quando l'ha peritata il 29 giugno 2006, l'attrice presentava un'incapacità lavorativa di un terzo dovuta ai disturbi dell'equilibrio. Quindi, da quel momento va ritenuto che l'inabilità lavorativa

del 30% non permetteva a AT 1 di beneficiare di indennità per perdita di

guadagno dovuta a disturbi dell'equilibrio, non essendo adempiuta la condizione

del grado minimo del 50% prevista dall'art. 2.4 C__________A.

Per quanto concerne invece il periodo antecedente, ossia quello portante

dal 2 gennaio al 29 giugno 2006, è corretto affermare, rifacendosi sia ai

referti del medico curante sia dell'ospedaliero interpellato

dall'assicuratore – il quale si rifà, come

visto, alle conclusioni a cui giunge il primo -, entrambi specialisti ORL e

chirurgia cervico-facciale e quindi profondi conoscitori della materia in

oggetto, che l'attrice era inabile al lavoro al 100% sino

a fine aprile ed al 50% per i mesi di maggio e giugno 2006.

Non va dimenticato che, con l'esperimento

della perizia, diversi esami medici davano risultati nella norma, ciò che ha

fatto affermare al dr. __________ che l'esame otoneurologico attuale era

normale e che la leggera ipovalenza vestibolare destra descritta dal collega __________

non era stata riscontrata a quel momento. Di conseguenza, in uno scritto

interlocutorio con l'attrice stessa, lo specialista del __________ ha quindi

ribadito che non v'era una patologia labirintica che permettesse di spiegare i

disturbi dell'equilibrio da essa manifestati, poiché a livello organico non c'era

"attualmente" una lesione acuta o cronica oggettiva dell'orecchio

interno che giustificasse un'incapacità lavorativa. Piuttosto, l'interessata

soffriva di vertigini soggettive legate alla sua situazione generale "attuale"

(doc. Q), dove bisognava altresì tenere conto sia del grave stato depressivo

sia della sindrome lombo-vertebrale.

Questi pareri non contrastano

tuttavia con l'ammissione di un'inabilità lavorativa del 100% da gennaio ad

aprile 2006 dovuta a disturbi dell'equilibrio, proprio perché lo status dell'attrice,

nel predetto periodo, era all'apice della sua manifestazione – come concordano

i dottori __________ e __________ -, ritenuto che questa patologia è per l'appunto

apparsa per la prima volta a fine 2005-inizio 2006 ed è andata via via migliorando

sino a fine giugno 2006.

Visto quanto precede, tanto le valutazioni del curante quanto quelle

dello specialista, supportate da test clinici (doc. N: esami esperiti il 29

giugno 2006), vanno ritenute complete, convincenti, esaurienti e non contraddittorie

e certamente più approfondite dei pareri sia del medico fiduciario

dell'assicuratore, dr. __________,

FMH medicina interna, sia del collega __________, anch'egli FMH medicina interna, che il primo ha interpellato (doc. 8).

Entrambi i fiduciari della convenuta, oltre a non essere degli specialisti

della patologia lamentata dall'attrice,

non l'hanno peraltro personalmente

visitata.

Di conseguenza, questo

Tribunale ritiene di potersi attenere e fare affidamento alle conclusioni che gli

esperti dr. med. __________ e __________ hanno tratto. Le conclusioni di questi

professionisti sono infatti ben motivate e sono inoltre sostenute da un attento

esame personale dello stato di salute dell'interessata.

Alla luce di quanto sopra esposto, d'avviso

di questo TCA va ritenuta un'inabilità lavorativa dell'attrice del 100% per

vertigini posturali fobiche dal 2 gennaio 2006 al 30 aprile 2006, del 50% per i

mesi di maggio e giugno 2006 e del 30% dal 29 giugno 2006, con conseguente

diritto alle indennità per perdita di guadagno in funzione del contratto

assicurativo allora in essere.

8.

Nella propria petizione, infine, l'attrice ha chiesto di

esperire una perizia medica neutra relativa al periodo successivo alla visita

medica effettuata dallo specialista __________, al fine di fare poi

determinare, alla scrivente Corte, il suo grado di incapacità lavorativa dal

mese di luglio 2006 (doc. I punto 4 pag. 8).

Questa richiesta va rifiutata, poiché l'esame

svoltosi il 29 giugno 2006 ha già chiarito lo stato di salute dell'assicurata

da quel giorno. Inoltre, agli atti non vi sono certificati medici, né prodotti

dall'assicurata stessa né dal suo assicuratore, che attestino una situazione

diversa, ossia non vi sono elementi che mettono in discussione il parere dell'esperto

di __________ che, come visto, va invece posto alla base del presente giudizio.

Pertanto, siccome l'assicurata non ha comprovato il suo stato di salute posteriormente

alla summenzionata data, non basta ora una semplice richiesta di espletamento

di una perizia medica giudiziaria per liberarla dall'obbligo fattole, in quanto

attrice, di giustificare, a mezzo della necessaria documentazione, le proprie

pretese.

Stante quanto precede,

la petizione deve pertanto essere parzialmente accolta (cfr. consid. 7) come alle

considerazioni espresse.

9.

Parzialmente

vincente in causa, l'attrice, patrocinata da un avvocato, ha diritto ad un'indennità per ripetibili parziali. In tale

misura, l'istanza di gratuito

patrocinio è priva d’oggetto (DTF 124 V 309 consid. 6).

AT 1 ha postulato

l'assistenza giudiziaria.

Il diritto

all'assistenza giudiziaria deriva direttamente dall'art. 29 cpv. 3 Cost. fed. e

garantisce ad ogni cittadino, senza riguardo ai suoi mezzi finanziari, le

stesse possibilità di stare in giudizio (DTF 125 V 36; DTF 124 I 304 consid. 2;

DTF 115 Ia 193; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad

art. 30 LPamm, pag. 151; Cocchi/Trezzini,

Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, ad

art. 155, pag. 471, nota 552). Tale diritto è pure sancito espressamente dall'art.

6.

cpv. 3 CEDU.

A livello cantonale,

la Costituzione prevede all'art. 10 cpv. 3 che ognuno ha diritto all'assistenza

giudiziaria, gratuita per i meno abbienti.

Ai sensi dell’art. 61

lett. f LPGA, nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il

diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente

può avere diritto al gratuito patrocinio.

Tale norma di legge

rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS,

rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità

di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare concedendo, dove

giustificato, l'anticipo delle

spese o l’assistenza giudiziaria.

L’art. 61 lett. f LPGA

mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione

dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,

mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF

110.

V 362; Kieser, op. cit., ad

art. 61, n. 86, pag. 626).

I tre presupposti

cumulativi per la concessione dell’assistenza giudiziaria – rimasti invariati

rispetto al vecchio diritto (SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA del 20 settembre 2004, U

102/04, consid. 4.1.1; STFA del 3 luglio 2003, U 114/03, consid. 2.1; Kieser, op. cit., ad art. 61, N. 88 segg.)

– sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche art. 3

Lag), se l’intervento dell'avvocato

è necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se le sue

conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. anche art. 14 cpv.

1.

Lag; STF I 134/06 del 7 maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 125

V 202 consid. 4a e 372 consid. 5b con riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a,

pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).

L'istante va considerato indigente quando non

è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare

il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR

1998.

UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11 segg.; DTF 103 Ia 100). Per

determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del

richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti

(DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, Cocchi/Trezzini,

op. cit., n. 20 ad art. 155, pag. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l'assistenza giudiziaria è in effetti

sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119

Ia 11 segg.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti

cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 20 ad

art. 155, pag. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Dal punto di vista

temporale, il presupposto del bisogno dell'istante deve essere determinato al momento in cui si statuisce sulla

richiesta di assistenza giudiziaria (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 108 V

265), in particolare quando il lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione

è importante (cfr. anche Cocchi/Trezzini,

op. cit., ad art. 155, pag. 485, n. 39. In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia

108; DTF 120 Ia 179 consid. 3a; RDAT 1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini, op. cit., pag.

485-486, nn. 39, 40 e 41 con relative note).

Nel caso concreto, da

una parte l'attrice si trova nel bisogno, disponendo, quale unica entrata, di

una rendita AI di Fr. 928.- (cfr. doc. XXIII del 23 gennaio 2008), oltre a prestazioni

assistenziali beneficiate sino al settembre 2007 (cfr. certificato municipale

per l’ammissione all'assistenza giudiziaria, doc. T) ed ora di prestazioni LADI

per Fr. 700.- (cfr. doc. XXIV).

Dall’altra, l’attrice non possiede le

necessarie conoscenze giuridiche, perciò l’intervento di un legale appare

giustificato e di primo acchito la petizione, portante sull'esame di diversi

rapporti medici di non facile lettura, non pareva essere privo di fondamento.

L’assistenza giudiziaria con gratuito

patrocinio va quindi concessa, riservato l'eventuale obbligo

di rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse più tardi

migliorare (art. 61 lett. f LPGA; Kieser,

ATSG-Kommentar, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr. art. 9 Lag; relativamente al

gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA, cfr. art. 152 cpv. 3 OG;

STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio

2002.

nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V

174; DTF 124 V 301, consid. 6).

Visto l'esito della

procedura, parzialmente favorevole per l'attrice, le ripetibili concesse in

questa sede verranno dedotte dalla tassazione della nota d'onorario della

patrocinatrice.

10.

Con

il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore La legge federale sul Tribunale federale

del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1

LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale

federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica

soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in

vigore.

A proposito della materia qui in questione (causa di

diritto civile), la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art.

72.

cpv. 1 LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni

soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b

LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il

valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore litigioso non

raggiunge questo importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la controversia

concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2

lett. a LTF). Per l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile contro le

decisioni pronunciate dalle autorità cantonali di ultima istanza e dal

Tribunale amministrativo federale.

L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere

la violazione del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett.

b), dei diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni

cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni

popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97

cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è

stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai

sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per

l’esito del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di

prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono

ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).

Il ricorso contro una decisione deve essere depositato

presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso

per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di

regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti

delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia

civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a

LTF). Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui

fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento

è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo

95.

Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le

conclusioni delle parti.

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il

ricorso ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in

materia costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso

può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del

ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia

ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il

valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di eccezioni,

che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima istanza e

che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale (cfr., a

questo proposito, Bernard Corboz,

Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319

segg., in particolare pag. 351 segg.).

In specie, il valore

litigioso è rappresentato dalle indennità giornaliere che l'assicuratore dovrebbe

versare all'attrice dal 2 gennaio 2006 a dipendenza dell'incapacità di lavoro per malattia.

Ritenuto che l'attrice ha – verosimilmente - contrattualmente

diritto a 730 giorni d'indennità e che questo suo diritto, dovuto all'inabilità lavorativa, è stato del 100% dal

2.

gennaio al 30 aprile 2006, del 50% per i mesi di maggio e giugno 2006 e del

30% successivamente considerata un'indennità giornaliera di Fr. 100.- e fermo restano il tempo d'attesa di 31 giorni (doc. 1), l'importo che

le spetterebbe raggiunge ampiamente la soglia minima di Fr. 30'000.-.

Trattandosi di una

causa di carattere pecuniario, sono pertanto dati gli estremi per interporre un

eventuale ricorso in materia civile al Tribunale Federale sulla base del valore

litigioso (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).

Infine, secondo l'art.

49.

cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente

all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti

disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione; s'impone

perciò di notificare all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

Trattandosi

di una causa di carattere pecuniario, sono pertanto dati gli estremi per

interporre un eventuale ricorso in materia civile al Tribunale Federale sulla

base del valore litigioso (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).

Per questi

motivi

dichiara e

pronuncia

1.

La petizione è parzialmente accolta nel senso delle

considerazioni esposte. Di conseguenza la convenuta è tenuta a riconoscere all'attrice, dal 2 gennaio al 29 giugno 2006, indennità

giornaliere come specificato nei considerandi.

2.

Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

CV 1 verserà all'attrice Fr. 1'500.- a titolo di ripetibili ridotte (IVA

compresa).

3.

L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria, in quanto non priva

di oggetto, è accolta.

4.

Comunicazione

alle parti ed all'UFAP, Berna.

Contro il presente

giudizio è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30

giorni dalla notificazione.

L'atto di ricorso, in

3.

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella

impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o

del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata

e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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