36.2007.32
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24 gennaio 2008Italiano38 min
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Numero d'incarto:
36.2007.32
Data decisione, Autorità:
24.01.2008, TCA
Titolo:
Indennità perdita di guadagno.Pareri discordanti del medico fiduciario e del medico curante.Il perito interpellato dall'assicuratore concorda con il curante,quindi è ammessa l'inabilità lavorativa del 100%,poi del 50% e del 30%. Parzialmente accolta
ASSICURAZIONE COMPLEMENTARE ALL'ASSICURAZIONE MALATTIA
ASSICURAZIONE INDIVIDUALE
ASSISTENZA GIUDIZIARIA
INDENNITÀ GIORNALIERA
PERIZIA
PRESTAZIONI COMPLEMENTARI
RIPETIBILI
VERSAMENTO DI PRESTAZIONI PECUNIARIE
art. 29 cpv. 3 COST
art. 72 LAMAL
art. 61 let. f LPGA
Raccomandata
Incarto n.
36.2007.32
TB
Lugano
24 gennaio
2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano
Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 19 febbraio
2007 di
AT 1
rappr. da: RA 1
contro
Cassa Malati CV 1
in materia di assicurazione complementare
contro le malattie
ritenuto in
fatto
A. Dal
1° marzo 2003 (doc. A) AT 1 è assicurata presso CV 1 per alcune assicurazioni
complementari, fra le quali la copertura d'indennità
giornaliera per perdita di guadagno (__________).
Con un primo certificato
medico del 10 gennaio 2006 (doc. 3) del medico curante dr. med. __________, FMH
ORL e chirurgia cervico-facciale, l'assicurata, per il tramite del suo rappresentante legale avv. RA 1
(doc. 2), ha comunicato al suo assicuratore di essere inabile al lavoro al 100%
dal 2 gennaio 2006 per disturbi dell'equilibrio e vertigini.
B. Il
9 febbraio 2006 (doc. 4) l'assicuratore
ha sottoposto allo specialista curante dei quesiti, le cui risposte sono state
vagliate dal medico fiduciario di CV 1 con rapporto del 10 marzo 2006 (doc. 8),
il quale ha ammesso un'inabilità
non superiore alle 2-4 settimane. Questa valutazione è stata ripresa nello
scritto del 20 marzo 2006 (doc. E) dell'assicuratore alla patrocinatrice.
Il 10 febbraio 2006
(doc. B) ed il 7 marzo 2006 (doc. C) il dr. med. __________ ha certificato la
continuazione dell'inabilità lavorativa
totale dell'assicurata.
Il 4 maggio 2006 (doc.
H) egli ha scritto direttamente al medico di fiducia, suggerendo una visita
personale dell'assicurata o l'esperimento di una perizia neutra in un
centro specializzato.
Il 18 maggio 2006
(doc. 18) l'assicuratore ha
contattato il dr. med. __________ del __________, policlinico ORL, affidandogli
il compito di peritare l'assicurata.
Sulla scorta del referto del 10 luglio 2006 (doc. N), con presa di posizione
del 25 luglio 2006 (doc. M) CV 1 ha negato all'assicurata il diritto al versamento di indennità per perdita di
guadagno, poiché l'incapacità
lavorativa dovuta a vertigini ed a problemi d'equilibrio non raggiungeva il minimo contrattuale del 50%, ma solo
il 30%.
A seguito delle
contestazioni dell'assicurata
(doc. 24), l'assicuratore ha
ribadito il rifiuto della concessione di indennità giornaliere con
comunicazione del 31 agosto 2006 (doc. O).
C. Con
petizione del 19 febbraio 2007 (doc. I) AT 1, rappresentata dalla medesima legale,
ha postulato il riconoscimento di un'incapacità lavorativa del 100% da gennaio ad aprile 2006 e del 50%
per maggio e giugno 2006. Per il periodo successivo alla perizia del __________,
l'attrice ha chiesto che la sua
abilità lavorativa sia valutata da un esperto neutro che dirima le differenti posizioni
del medico curante e del medico fiduciario.
D. Nella
risposta di causa del 27 marzo 2007 (doc. V) l'assicuratore si è basato sulla perizia medica del dr. __________ del
__________, che è arrivato alla conclusione che l'incapacità lavorativa dell'attrice era influenzata fino a concorrenza del 30% da disturbi dell'equilibrio e, per i restanti due terzi, da
patologie concomitanti quali la sindrome lombo-vertebrale ed il severo stato
depressivo. Non raggiungendo quindi il minimo del 50%, non è possibile riconoscerle
indennità giornaliere dal 2 gennaio 2006.
E. L'attrice ha criticato le modalità dello
svolgimento della perizia eseguita al __________ di __________, giudicandola
inoltre di parte e chiedendo quindi l'erezione di una perizia neutra (doc. VII), alla quale CV 1 non si è opposta
(doc. IX).
Pendente causa, il TCA ha sottoposto al dr. med. __________
dei quesiti (doc. XI), sulle cui risposte (doc. XII) le parti hanno potuto prendere
posizione (docc. XVI-XXI).
considerato in
diritto
in
ordine
1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di
rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della
valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi
dell'articolo 49 cpv. 2 della
Legge sull'organizzazione
giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00).
nel merito
2. Il
TCA deve esaminare la capacità
lavorativa dell'attrice dal 2 gennaio
2006 in poi, ossia da quando il suo medico curante ha attestato un'inabilità totale per vertigini e problemi d'equilibrio, mentre l'assicuratore le ha negato il diritto di
ricevere indennità giornaliere per perdita di guadagno.
Conformemente alla
consolidata giurisprudenza, il giudice delle assicurazioni sociali valuta la
legittimità delle decisioni impugnate – e delle comunicazioni degli assicuratori
LCA - in base allo stato di fatto esistente al momento in cui la decisione
litigiosa è stata presa (DTF 109 V 179, DTF 107 V 5), quindi nel luglio 2006
(doc. M).
L'attrice ha contestato il grado di capacità
lavorativa ritenuto da CV 1 (30%) dal 2 gennaio 2006, chiedendo di ammettere un'inabilità totale fino ad aprile e del 50%
per maggio e giugno 2006. Per il periodo successivo, ha postulato d'esperire una perizia medico-giudiziaria che
stabilisca la sua abilità lavorativa dopo l'esame effettuato dal medico interpellato dall'assicuratore.
3. L'art. 1.1 delle Condizioni __________ per l'assicurazione malattie complementare (C__________A),
categoria __________, edizione 10.2001, (doc. 28/6), precisa che in compenso ad
una perdita di salario o di guadagno consecutiva ad un'incapacità lavorativa a seguito di malattia o infortunio, CV 1
versa, in funzione della copertura scelta dall'assicurato, una o delle indennità giornaliere ai sensi delle
disposizioni seguenti. Queste prestazioni sono corrisposte fino a concorrenza
della perdita economica effettiva dell'assicurato. Per l'art.
2.1 C__________A, l'inizio del
diritto alle prestazioni è determinato dal sopraggiungimento di un'incapacità lavorativa comportante una
perdita di guadagno. Il termine d'attesa (in specie di 30 giorni) decorre per ogni incapacità
lavorativa. Secondo l'art. 2.4
C__________A, in caso di incapacità lavorativa parziale, ma comunque non
inferiore al 50%, il danno economico risultante dalla perdita di guadagno
conferisce unicamente un'indennità
proporzionale.
L'allora Tribunale federale delle
assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: Tribunale federale) ha estrapolato
dall'art. 72 LAMal il concetto di inabilità lavorativa: è incapace al lavoro
colui che per motivi di salute non è più in grado di svolgere la propria
attività, oppure può farlo soltanto in misura ridotta oppure, ancora, quando
l'esercizio di una tale attività rischia di aggravarne le condizioni di salute
(DTF 114 V 283 consid. 1c; DTF 111 V 239 consid. 1b; Maurer, Schweizerisches
Sozialversicherungsrecht, Tomo I, pag. 286 segg.).
La questione a sapere
se esista un'incapacità lavorativa tale da giustificare il riconoscimento del
diritto a prestazioni va valutato in considerazione dei dati forniti dal
medico. Determinante non è, comunque, l'apprezzamento medico-teorico - anche se
il giudice non se ne scosterà senza sufficienti motivi, essendo anch'egli
tenuto a rispettare la sfera d'apprezzamento del medico (RAMI 1983 pag. 293;
RAMI 1987 pag. 106 segg.) -, bensì la diminuzione della capacità di lavoro che
effettivamente risulta dal danno alla salute (DTF 114 V 283 consid. 1c).
Il grado
dell'incapacità lavorativa viene valutato con riferimento all'impossibilità,
derivante da motivi di salute, di adempiere, secondo quanto può essere
ragionevolmente richiesto, la professione normalmente esercitata dall'assicurato.
L'incapacità di
guadagno si distingue dall'incapacità di lavoro per
il fatto che essa considera quale guadagno può e deve ancora essere realizzato
dall'interessato, utilizzando la sua capacità lavorativa residua in un mercato
del lavoro equilibrato.
L'incapacità di
lavoro, invece, è l'impossibilità fisica di
muoversi o di fare uno sforzo, come pure l'impossibilità psichica di agire con
metodo. Essa viene valutata nella propria professione rispettivamente in altri
lavori e attività (Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité
sociale, pag. 228).
In relazione alle
conseguenze economiche dell'incapacità lavorativa, va ricordato che anche
nell'ambito dell'assicurazione malattia vige il principio – già comune a tutti
Fatti
i campi delle assicurazioni sociali - secondo cui l'assicurato è tenuto
all'obbligo di ridurre le conseguenze economiche negative del danno alla
salute. Si tratta di un principio generale del diritto federale delle
assicurazioni sociali, che vale anche per l'assicurazione malattia, indipendentemente
dal tenore della normativa statutaria delle Casse (DTF 123 V 233 consid. 3c; DTF 117 V 278 consid. 2b; DTF 115 V 53; DTF 114 V 285 consid. 3; DTF 111 V 239 consid. 2a; DTF 105 V 178 consid. 2).
Nell'ambito
dell'assicurazione complementare, secondo il Tribunale federale, l'art. 61 LCA
esprime il medesimo principio dell'obbligo dell'assicurato di ridurre il danno
(STF del 23 ottobre 1998 nella causa E.,5C.176/1998, consid. 2c).
Quindi, se da un lato
la graduazione dell'incapacità va fatta ritenendo la professione esercitata,
dall'altro va considerato che l'assicurato ha l'obbligo di fare quanto da lui è
ragionevolmente esigibile per attenuare il più possibile le ripercussioni del
danno alla salute sulla sua condizione economica.
Pertanto, in caso
d'incapacità durevole nella professione precedentemente esercitata, è obbligo
dell'assicurato di utilizzare le sue capacità residue in settori lavorativi
diversi, ragionevolmente prospettabili.
Del resto, deve essere
ricordato che il principio dell’esigibilità configura un aspetto del principio
della proporzionalità. Secondo la dottrina, questo principio permette di
pretendere da una persona un determinato comportamento anche se presenta degli
inconvenienti (Peter, Die
Koordination der Invalidenrente, Schulthess 1997, pag. 71 e dottrina ivi
citata).
4. Circa
l'incapacità lavorativa dell'attrice, va osservato come il medico curante dr.
med. __________, FMH ORL e chirurgia cervico-facciale, abbia attestato un'inabilità lavorativa del 100% sin dal primo
giorno della malattia, ossia il 2 gennaio 2006 (doc. 3). La diagnosi di vestibulopatia
periferica è stata comunicata all'assicuratore solo il 23 febbraio 2006 (doc. 4), a seguito di precisa
richiesta di CV 1. In quell'occasione,
il curante ha specificato che da fine 2005 l'attrice soffriva di vertigini, curabili con esercizi e medicamenti e
che, a quel momento, la durata prevedibile dell'incapacità lavorativa era di 1-2 mesi.
Il 10 febbraio (doc.
6), il 7 marzo 2006 (doc. B) ed il 4 aprile 2006 (doc. F) il dr. __________ ha
confermato l'inabilità totale dell'attrice. Nell'ultimo
certificato, il medico curante ha evidenziato una leggera ipofunzione
vestibolare periferica destra che potrebbe, a suo dire, essere responsabile
delle vertigini, "anche se magari altri fattori influenzano la velocità
di guarigione. In questi casi però un'incapacità lavorativa di 3 mesi non è così rara e credo che
effettivamente non ci si poteva aspettare una guarigione in 2-4 settimane come
affermato nella lettera della CV 1.".
Il certificato del 4
maggio 2006 (doc. H) conferma i disturbi dell'equilibrio e la leggera ipofunzione vestibolare destra.
Il 16 agosto 2006
(doc. D) il curante ha precisato che fino a maggio 2006 vi sono stati episodi
di vertigini confermati dal test dell'equilibrio, che mostrava un'ipofunzione vestibolare periferica destra. In seguito vi è stato un
leggero miglioramento, tanto che l'inabilità lavorativa certificata era del 50%. Tuttavia, il 3 agosto
2006 l'attrice ha sviluppato un
nuovo attacco di vertigini.
Il medico generalista
dell'attrice, dr. med. __________,
ha redatto diversi certificati medici attestanti tutti un'incapacità lavorativa per malattia del 100%,
che si è protratta da aprile a luglio 2006 (cfr. certificato dell'11 aprile 2006 (doc. 11), certificato del 17
maggio 2006 (doc. 17), certificato del 20 giugno 2006 (doc. 19) e certificato
del 26 luglio 2006 (doc. 22)).
Il 10 marzo 2006 (doc.
8) il medico fiduciario dell'assicuratore,
dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna, ha valutato il
dossier medico dell'attrice ed
ha potuto informarsi ulteriormente presso i medici curanti __________ e __________.
Prendendo posizione sui quesiti dell'assicuratore, il medico ha rilevato che l'assicurata presentava un quadro clinico complesso che associava una
malattia depressiva severa a numerosi dolori reumatici alle cervicali, alle
spalle ed alla colonna lombare. Nel maggio 2005 è poi apparsa una
sintomatologia di vertigini per la quale è stata tracciata la diagnosi di
vertigine posizionale paroxistica benigna, che è un'affezione indipendente dai problemi cervicali di cui già soffriva.
Tuttavia, a mente del medico interpellato dall'assicuratore, i problemi causanti le vertigini non potevano
giustificare un'inabilità
lavorativa superiore alle 2-4 settimane. Comunque, vista l'atipica evoluzione dei disturbi lamentati,
il medico curante avrebbe esperito a fine mese dei test vestibolari.
Viste le divergenze
fra le opinioni dei medici curanti da una parte e del medico di fiducia dell'assicuratore dall'altra, quest'ultimo,
su invito peraltro del dr. med. __________ (doc. H), ha subito preso contatto
con lo specialista dr. med. __________ del __________ di __________,
policlinico ORL, invitandolo a peritare l'attrice ed a rispondere ai quesiti sottopostigli (doc. 18).
L'esperto ha quindi visitato l'assicurata il 29 giugno 2006 e nel suo
referto del 10 luglio 2006 (doc. N) ha esposto la diagnosi della paziente,
riscontrando un problema funzionale dell'equilibrio con comportamento d'evasione (vertigine postulare fobica), uno stato depressivo ed una
sindrome lombo-vertebrale. Lo specialista ha poi ricordato l'anamnesi, l'inquietudine attuale, la situazione professionale, l'anamnesi sistematica, lo stato ORL, l'esame vestibolare clinico effettuato, l'audiogramma "tonal", i
"potentiels évoqués auditifs précoces", la "electronystagmographie"
e la posturografia. Infine, ha esposto le proprie conclusioni ed in seguito ha
risposto alle domande sottopostegli dall'assicuratore.
Nelle sue conclusioni,
il dr. __________ ha evidenziato che l'esame otoneurologico attuale era normale, senza traccia di un danno
organico vestibolare periferico o centrale. In particolare, non è stata
riscontrata la leggera ipovalenza vestibolare destra descritta dal dr. __________,
che peraltro non è stata quantificata. Per contro, l'esame clinico della postura ha mostrato un equilibrio perturbato con
aumento della frequenza e dell'ampiezza
delle oscillazioni e non coordinazione motoria. La posturografia dinamica ha
rivelato una limitazione del campo d'equilibrio attorno al centro di gravità posturale ed una mediocre
integrazione dell'informazione
vestibolare nel controllo dell'equilibrio.
Nel complesso, l'assicurata
presentava un disturbo funzionale dell'equilibrio (disorganizzazione sensorio-motoria) con alterazione
dello schema corporale ed un disturbo della percezione del movimento e dello
spazio. Questo stato, ha osservato l'esperto, può presentarsi nel contesto di un danno organico (come nel
caso concreto, dove si era in presenza di una sindrome lombo-vertebrale e di
una possibile vestibulopatia periferica transitoria) ed è sovente favorito da
un disturbo psichiatrico (interfaccia somatopsichico-psicosomatico). In specie,
l'attrice presentava uno stato
depressivo e manifestava sintomi d'ansia verso la sua sintomatologia di vertigini con paura e
comportamento di evitare quelle circostanze che potevano favorire una
perturbazione del suo equilibrio (come per esempio guidare l'automobile). Questo stato è definito dalla
letteratura medica come vertigine posturale fobica o fobia del movimento e
dello spazio.
Tutto ben considerato,
lo specialista interpellato dall'assicuratore ha evidenziato quanto fosse difficile nel caso in
questione quantificare l'incidenza
del problema delle vertigini sullo svolgimento delle attività professionale e
quotidiana dell'attrice, poiché
le tre malattie di cui ella era affetta si sovrapponevano ed interagivano tra
loro nei limiti funzionali.
In merito ai quesiti
sottopostigli dall'assicuratore,
il medico ha ribadito che il severo stato depressivo e la sindrome
lombo-vertebrale influivano sullo sviluppo della vertigine posturale fobica.
Egli ha stimato empiricamente che la compartecipazione di queste due malattie incideva
sull'evoluzione dei disturbi
dell'equilibrio nella misura di
due terzi (risposta n. 3). Le vertigini soggettive avrebbero potuto comunque
migliorare grazie ad una fisioterapia di movimento con psicomotricità e
rilassamento (risposte nn. 4 e 5). Infine, l'esperto ha confermato che la capacità di lavoro dell'attrice era ridotta dall'insieme delle tre malattie di cui era
affetta. Pertanto, non era possibile quantificare con precisione l'importanza che i soli disturbi dell'equilibrio avevano sulla capacità
lavorativa. L'esperto ha quindi
proposto di considerare che questa affezione influenzava l'abilità lavorativa nella misura di un
terzo, riservando comunque la prognosi.
5. Come
visto, vi sono contraddizioni di fondo, fra le parti, circa il grado di
incapacità lavorativa dell'attrice dovuta ai descritti disturbi dell'equilibrio.
La divergenza risiede fra le valutazioni del medico curante
dell'assicurata, il medico
fiduciario dell'assicuratore e
l'esperto interpellato da CV 1.
Il primo l'ha fissato al 100%
da gennaio ad aprile 2006 ed al 50% per maggio e giugno 2006, il secondo l'ha dichiarato nullo ed il terzo ha definito
un grado del 30% al 29 giugno 2006.
Siccome, secondo
questo Tribunale, il referto del 10 luglio 2006 dello specialista del __________
non indica chiaramente il grado di abilità lavorativa dell'attrice dal 2 gennaio 2006 in poi, ma si riferisce,
così sembra, soltanto al momento, ossia al 29 giugno 2006, quando l'esperto ha peritato l'assicurata, il TCA ha chiesto al dr. med. __________ di pronunciarsi sullo stato di
salute dell'attrice al 2
gennaio 2006 e gli ha sottoposto dei quesiti chiarificatori della situazione esistente
sia anteriormente sia contemporaneamente al suo esame (doc. XI).
"
(…)
1. A partire da quando può essere fatta risalire l'inabilità
lavorativa di un terzo di AT 1 causata dai problemi funzionali di equilibrio
(vertigine posturale fobica)? Essa vale solo dal 29 giugno 2006 oppure già dal
Considerandi
2.
gennaio 2006?
2.
È possibile che la malattia di cui era affetta AT
1.
(vertigine postulare fobica) possa durare per 4-6 mesi (quindi da gennaio a
aprile-giugno 2006)?
3.
È possibile che i farmaci (Betaserc) che AT 1 ha
assunto dal gennaio 2006 abbiano migliorato il suo stato di salute fino ad
arrivare al 29 giugno 2006 con un'incapacità lavorativa di "solo" un terzo?
È possibile quindi sostenere che nei mesi precedenti la sua inabilità
lavorativa sia stata maggiore, magari addirittura del 100%?
4.
È quindi corretto sostenere che nel periodo da
gennaio a giugno 2006 le condizioni di salute di AT 1, limitatamente ai
problemi di equilibrio, siano state peggiori di come le ha accertate lei il 29
giugno 2006?
5.
Qual è la sua presa di posizione nei confronti
dei certificati del medico curante dr. __________, che ha attestato un'incapacità
lavorativa del 100% per i mesi di gennaio, febbraio, marzo ed aprile 2006 e del
50% per maggio e giugno 2006?"
Con scritto del 1° novembre 2007 (doc.
XII) il dr. __________, medico aggiunto, PD MER, ha così risposto alle citate
domande:
"
(…)
1.
L'incapacité de travail d'un tiers peut
en tout cas être retenue depuis le 2 janvier 2006, date à laquelle la patiente
se plaint de vertiges chroniques tels que décrits dans l'expertise. Entre janvier et juin 2006, il est
cependant possible que l'incapacité de travail fût plus importante
en raison d'une atteinte vestibulaire périphérique
transitoire, comme rapporté et évalué par le Dr __________.
2.
Oui.
3.
Oui.
Oui, cf évaluation médicale du Dr __________.
4.
Selon les plaintes décrites par la
patiente lors de l'entretien du 29 juin 2006, Mme AT 1 rapporte
effectivement une aggravation de ses troubles de l'équilibre depuis janvier 2006.
5.
N'ayant pas examiné la patiente avant le 29 juin 2006, je ne peux pas me
prononcer sur son aptitude au travail pendant cette période. Ce point a déjà
été discuté précédemment aux questions 1 et 3.".
Esprimendosi su queste risposte, l'attrice
ha concluso che l'esperto interpellato dall'assicuratore conferma integralmente
la sua tesi, quindi che da gennaio ad aprile 2006 il suo grado d'inabilità
lavorativa era del 100%, poi del 50% per i mesi di maggio e giugno 2006. Resta solo
aperta la questione della determinazione di questo grado dopo il 29 giugno 2006
(doc. XVI).
Dal canto suo, l'assicuratore ha
sottoposto la presa di posizione del dr. med. __________ allo specialista dr.
med. __________ su consiglio del medico fiduciario, concludendo ad un'inabilità
lavorativa del 33% al massimo in qualsiasi momento dell'evoluzione dell'affezione
(doc. XVII):
"
(…)
[ndr:
il dr. med. __________] rileva come il Dr. __________ abbia visitato la signora
CV 1 al momento ove la problematica vestibolare era stata descritta, dall'assicurata stessa,
come essere più intensa dal momento in cui la stessa era apparsa, ossia nel
gennaio 2006. Possiamo quindi considerare che l'incapacità
lavorativa in misura di un terzo (1/3) è intervenuta in tale momento (al
momento nel quale era più grave).
Ebbene,
i differenti esami oggettivi effettuati in occasione della perizia medica del
29.
giugno 2006 si sono rivelati essere nella norma.
Inoltre,
la leggera ipovalenza vestibolare destra descritta dal Dr. __________ in occasione,
probabilmente, di un esame clinico, di cui non possediamo alcun elemento
oggettivo, effettuato in data 04 aprile 2006 non ha potuto essere confermata a
seguito degli esami otoneurologici approfonditi, completi ed oggettivi che sono
stati praticati dal Dr. __________, eminente specialista nell'ambito
delle problematiche legate a vertigini al __________ di __________.
È
per tali motivi, che la diagnosi emessa dal Dr. __________, in qualità di
medico curante della signora AT 1, sulla base di un esame ORL, che, sino a
prova del contrario è soggettivo, non può essere ritenuta a fronte delle
conclusioni oggettive sollevate a seguito della perizia medica effettuata dal
Dr. __________.
A
tal proposito il Dr. __________, sempre partendo dalle conclusioni del Dr. __________,
rileva come le vertigini croniche patite dalla signora AT 1 s'iscrivono,
molto probabilmente, in una patologia psichiatrica centrale e che le leggere
alterazioni cliniche contestate dal medico curante non sono state confermate in
occasione della perizia oggettiva del Dr. __________. (…).".
L'attrice si è espressa riguardo alle
osservazioni formulate dall'assicuratore, contraddicendole sulla scorta dei
risultati a cui è giunto il dr. med. __________ ed evidenziando inoltre la situazione
di parte del dr. med. __________ verso CV 1 (doc. XXI).
6.
Secondo la giurisprudenza valida nell'ambito delle assicurazioni
sociali e relativa alla valenza probante di un rapporto medico, determinante è
che i punti litigiosi importanti siano stati oggetto di uno studio approfondito,
che il rapporto si fondi su esami completi, che consideri parimenti le censure
espresse dal paziente, che sia stato approntato in piena conoscenza
dell'incarto (anamnesi), che la descrizione del contesto medico sia chiara e
che le conclusioni del perito siano ben motivate. Determinante quindi per
stabilire se un rapporto medico ha valore di prova non è né l'origine del mezzo
di prova, né la denominazione, ad esempio quale perizia o rapporto (STF I
462/05 del 25 aprile 2007, STFA I 355/03 del 26 agosto 2004, consid. 5, STFA U
329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003; DTF 125 V 352 consid. 3a; DTF 122 V 160
consid. 1c; Meyer-Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM
1989.
pag. 31; Pratique VSI 1997 pag. 123), bensì il suo
contenuto (DTF 122 V 160 in fine con rinvii).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa,
il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite
da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena se giungono
a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti
approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili
(DTF 123 V 176; DTF 122 V 161, DTF 104 V 212; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS
1988.
pagg. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189; Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, Berna 1994, pag. 332).
In
una sentenza pubblicata nella Pratique VSI 2001 pag. 106 segg., il TFA ha però
ritenuto conforme al principio del libero apprezzamento delle prove definire
delle direttive per la valutazione di determinate forme di rapporti e perizie.
In particolare per quanto concerne le perizie giudiziarie, la giurisprudenza ha
statuito che il giudice non si scosta senza motivi imperativi dalla valutazione
degli esperti, il cui compito è quello di mettere a disposizione del tribunale
le loro conoscenze specifiche e di valutare da un punto di vista medico una
certa fattispecie. Ragioni che possono indurre a non fondarsi su un tale
referto sono ad esempio la presenza di affermazioni contraddittorie, il
contenuto di una superperizia, altri rapporti contenenti validi motivi per
farlo (Pratique VSI 2001 pag. 108 consid. 3b)aa e riferimenti citati; STF I 462/05 del 25 aprile 2007, STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Nella
DTF 125 V 351 (= SVR 2000 UV 10 pag. 33 segg.), la Corte federale ha ribadito
che ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e,
infine, non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità. Il solo fatto che il medico consultato si trovi in un rapporto
di dipendenza con l'assicuratore non permette già di metterne in dubbio
l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto esistere delle particolari
circostanze che permettano di ritenere come oggettivamente fondati i sospetti
circa la parzialità dell'apprezzamento.
Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; RAMI
1993.
pag. 95).
Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STF I 462/05
del 25 aprile 2007, STFA I 355/03
del 26 agosto 2004, consid. 5).
Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA U 329/01 e U 330/01 del 25
febbraio 2003; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; Meyer-Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im
Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997, pag. 230).
Infine,
va ricordato che se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non
può evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi
per cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STF I 462/05 del 25 aprile 2007, STFA U 329/01 e U 330/01 del 25 febbraio 2003).
Tali criteri di valutazione debbono guidare
il Tribunale Cantonale delle Assicurazioni anche nelle fattispecie rette dalla
LCA, come quella in discussione.
7.
I
rapporti del medico curante specialista ORL e chirurgia cervico-facciale, dr. __________,
hanno sin da subito rilevato disturbi dell'equilibrio ed i test eseguiti hanno
inoltre evidenziato una leggera ipofunzione vestibolare periferica destra.
Questi certificati, seppure siano sintetici, sono a loro modo comunque abbastanza
completi: indicano in effetti la diagnosi, l'anamnesi soggettiva ed oggettiva
dell'attrice e l'influenza dei sintomi riscontrati sulla situazione
professionale (docc. D e F). Essi specificano che da fine
2005-inizio 2006 l'attrice accusava
seri disturbi dell'equilibrio che
sono diminuiti ad aprile 2006, migliorando poi sempre più. Lo stesso curante ha
ammesso, senza tuttavia indicarli, che altri fattori (la depressione e la
sindrome lombo-vertebrale) possono avere rallentato la velocità di guarigione
della patologia in causa, tanto da protrarre nei mesi l'incapacità
lavorativa dell'assicurata.
Il rapporto relativo
alla visita medica fiduciaria del 29 giugno 2006 dallo specialista in
otoneurologia, dr. med. __________, medico aggiunto, PD MER, espone dal canto
suo in maniera dettagliata la diagnosi dell'attrice (disturbo funzionale dell'equilibrio con comportamento d'evasione – ossia vertigine posturale fobica, stato depressivo,
sindrome lombo-vertebrale), l'anamnesi,
i disturbi attuali, la situazione professionale, l'anamnesi sistematica, lo stato ORL, gli esami eseguiti con i
relativi risultati, e le sue conclusioni, a cui hanno fatto seguito le risposte
date ai quesiti sottopostigli dall'assicuratore convenuto che l'ha interpellato. Il dr. med. __________, osservando quanto fosse
difficile quantificare i disturbi legati alle vertigini nello svolgimento di
attività professionali e quotidiane siccome le tre affezioni di cui l'attrice soffriva si sovrapponevano ed
interagivano tra di esse nelle limitazioni funzionali, ha comunque stabilito in
un terzo l'influenza dei disturbi
dell'equilibrio sulla sua capacità
lavorativa. Infatti, nel contesto di un grave stato depressivo e di
manifestazioni d'ansia verso la
sintomatologia delle vertigini con paura e con un comportamento che la porta ad
evitare certe circostanze che possono favorire una perturbazione del suo
equilibrio, l'esperto del __________
ha considerato che questa affezione concomitante, insieme alla sindrome
lombo-vertebrale, influiva sull'evoluzione dei disturbi dell'equilibrio nella misura di due terzi.
Le domande presentategli
dal TCA sono state evase in
modo esauriente, laddove il medico ha chiarito che la patologia delle vertigini
posturali fobiche può durare diversi mesi (doc. XII risposta n. 2), e non
quindi solo dalle due alle quattro settimane come rilevato dal dr. med. __________
interpellato dall'assicuratore
su indicazione del suo medico di fiducia. Inoltre, ad esplicita richiesta, il
dr. __________ ha precisato che l'incapacità di lavoro di un terzo può essere fatta valere già dal 2
gennaio 2006 (doc. XII risposta n. 1), ovvero da quando l'attrice ha lamentato i noti problemi d'equilibrio, quindi antecedentemente la
visita peritale. Di primaria importanza è poi l'affermazione dello specialista secondo cui, tra gennaio e giugno
2006, è tuttavia possibile che l'incapacità di lavoro sia stata più marcata – rispetto alle constatazioni
del 29 giugno 2006 - in ragione di un'affezione vestibolare periferica transitoria, così come ha
riscontrato e riportato il medico curante dell'attrice, dr. __________ (doc. XII risposta n. 1). Medesima rilevanza
ha l'affermazione dell'esperto __________, il quale ha fatto
affidamento sui riscontri clinici e scientifici del medico curante anche riguardo
alla determinazione del grado d'incapacità lavorativa del 100% dell'attrice dal gennaio 2006, percentuale che, in seguito, grazie alla
somministrazione di Betaserc, è andata diminuendo (doc. XII risposta n. 3) fino
a raggiungere il 30% stabilito dal dr. __________ al 29 giugno 2006.
Le conclusioni del dr. med. __________ sono state fatte proprie dall'attrice, mentre sono state contestate da CV 1
previa consultazione con il suo medico fiduciario ed un esperto indipendente.
Questo Tribunale condivide l'opinione dello specialista ORL e chirurgia
cervico-facciale dell'ospedale __________, secondo cui,
quando l'ha peritata il 29 giugno 2006, l'attrice presentava un'incapacità lavorativa di un terzo dovuta ai disturbi dell'equilibrio. Quindi, da quel momento va ritenuto che l'inabilità lavorativa
del 30% non permetteva a AT 1 di beneficiare di indennità per perdita di
guadagno dovuta a disturbi dell'equilibrio, non essendo adempiuta la condizione
del grado minimo del 50% prevista dall'art. 2.4 C__________A.
Per quanto concerne invece il periodo antecedente, ossia quello portante
dal 2 gennaio al 29 giugno 2006, è corretto affermare, rifacendosi sia ai
referti del medico curante sia dell'ospedaliero interpellato
dall'assicuratore – il quale si rifà, come
visto, alle conclusioni a cui giunge il primo -, entrambi specialisti ORL e
chirurgia cervico-facciale e quindi profondi conoscitori della materia in
oggetto, che l'attrice era inabile al lavoro al 100% sino
a fine aprile ed al 50% per i mesi di maggio e giugno 2006.
Non va dimenticato che, con l'esperimento
della perizia, diversi esami medici davano risultati nella norma, ciò che ha
fatto affermare al dr. __________ che l'esame otoneurologico attuale era
normale e che la leggera ipovalenza vestibolare destra descritta dal collega __________
non era stata riscontrata a quel momento. Di conseguenza, in uno scritto
interlocutorio con l'attrice stessa, lo specialista del __________ ha quindi
ribadito che non v'era una patologia labirintica che permettesse di spiegare i
disturbi dell'equilibrio da essa manifestati, poiché a livello organico non c'era
"attualmente" una lesione acuta o cronica oggettiva dell'orecchio
interno che giustificasse un'incapacità lavorativa. Piuttosto, l'interessata
soffriva di vertigini soggettive legate alla sua situazione generale "attuale"
(doc. Q), dove bisognava altresì tenere conto sia del grave stato depressivo
sia della sindrome lombo-vertebrale.
Questi pareri non contrastano
tuttavia con l'ammissione di un'inabilità lavorativa del 100% da gennaio ad
aprile 2006 dovuta a disturbi dell'equilibrio, proprio perché lo status dell'attrice,
nel predetto periodo, era all'apice della sua manifestazione – come concordano
i dottori __________ e __________ -, ritenuto che questa patologia è per l'appunto
apparsa per la prima volta a fine 2005-inizio 2006 ed è andata via via migliorando
sino a fine giugno 2006.
Visto quanto precede, tanto le valutazioni del curante quanto quelle
dello specialista, supportate da test clinici (doc. N: esami esperiti il 29
giugno 2006), vanno ritenute complete, convincenti, esaurienti e non contraddittorie
e certamente più approfondite dei pareri sia del medico fiduciario
dell'assicuratore, dr. __________,
FMH medicina interna, sia del collega __________, anch'egli FMH medicina interna, che il primo ha interpellato (doc. 8).
Entrambi i fiduciari della convenuta, oltre a non essere degli specialisti
della patologia lamentata dall'attrice,
non l'hanno peraltro personalmente
visitata.
Di conseguenza, questo
Tribunale ritiene di potersi attenere e fare affidamento alle conclusioni che gli
esperti dr. med. __________ e __________ hanno tratto. Le conclusioni di questi
professionisti sono infatti ben motivate e sono inoltre sostenute da un attento
esame personale dello stato di salute dell'interessata.
Alla luce di quanto sopra esposto, d'avviso
di questo TCA va ritenuta un'inabilità lavorativa dell'attrice del 100% per
vertigini posturali fobiche dal 2 gennaio 2006 al 30 aprile 2006, del 50% per i
mesi di maggio e giugno 2006 e del 30% dal 29 giugno 2006, con conseguente
diritto alle indennità per perdita di guadagno in funzione del contratto
assicurativo allora in essere.
8.
Nella propria petizione, infine, l'attrice ha chiesto di
esperire una perizia medica neutra relativa al periodo successivo alla visita
medica effettuata dallo specialista __________, al fine di fare poi
determinare, alla scrivente Corte, il suo grado di incapacità lavorativa dal
mese di luglio 2006 (doc. I punto 4 pag. 8).
Questa richiesta va rifiutata, poiché l'esame
svoltosi il 29 giugno 2006 ha già chiarito lo stato di salute dell'assicurata
da quel giorno. Inoltre, agli atti non vi sono certificati medici, né prodotti
dall'assicurata stessa né dal suo assicuratore, che attestino una situazione
diversa, ossia non vi sono elementi che mettono in discussione il parere dell'esperto
di __________ che, come visto, va invece posto alla base del presente giudizio.
Pertanto, siccome l'assicurata non ha comprovato il suo stato di salute posteriormente
alla summenzionata data, non basta ora una semplice richiesta di espletamento
di una perizia medica giudiziaria per liberarla dall'obbligo fattole, in quanto
attrice, di giustificare, a mezzo della necessaria documentazione, le proprie
pretese.
Stante quanto precede,
la petizione deve pertanto essere parzialmente accolta (cfr. consid. 7) come alle
considerazioni espresse.
9.
Parzialmente
vincente in causa, l'attrice, patrocinata da un avvocato, ha diritto ad un'indennità per ripetibili parziali. In tale
misura, l'istanza di gratuito
patrocinio è priva d’oggetto (DTF 124 V 309 consid. 6).
AT 1 ha postulato
l'assistenza giudiziaria.
Il diritto
all'assistenza giudiziaria deriva direttamente dall'art. 29 cpv. 3 Cost. fed. e
garantisce ad ogni cittadino, senza riguardo ai suoi mezzi finanziari, le
stesse possibilità di stare in giudizio (DTF 125 V 36; DTF 124 I 304 consid. 2;
DTF 115 Ia 193; Borghi/Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, Lugano 1997, ad
art. 30 LPamm, pag. 151; Cocchi/Trezzini,
Codice di procedura civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, ad
art. 155, pag. 471, nota 552). Tale diritto è pure sancito espressamente dall'art.
6.
cpv. 3 CEDU.
A livello cantonale,
la Costituzione prevede all'art. 10 cpv. 3 che ognuno ha diritto all'assistenza
giudiziaria, gratuita per i meno abbienti.
Ai sensi dell’art. 61
lett. f LPGA, nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il
diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente
può avere diritto al gratuito patrocinio.
Tale norma di legge
rispecchia sostanzialmente il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS,
rimasto in vigore sino al 31 dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità
di ricorso doveva garantire il diritto di farsi patrocinare concedendo, dove
giustificato, l'anticipo delle
spese o l’assistenza giudiziaria.
L’art. 61 lett. f LPGA
mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione
dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,
mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF
110.
V 362; Kieser, op. cit., ad
art. 61, n. 86, pag. 626).
I tre presupposti
cumulativi per la concessione dell’assistenza giudiziaria – rimasti invariati
rispetto al vecchio diritto (SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA del 20 settembre 2004, U
102/04, consid. 4.1.1; STFA del 3 luglio 2003, U 114/03, consid. 2.1; Kieser, op. cit., ad art. 61, N. 88 segg.)
– sono in principio dati se l’istante si trova nel bisogno (cfr. anche art. 3
Lag), se l’intervento dell'avvocato
è necessario o perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se le sue
conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. anche art. 14 cpv.
1.
Lag; STF I 134/06 del 7 maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 125
V 202 consid. 4a e 372 consid. 5b con riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a,
pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).
L'istante va considerato indigente quando non
è in grado di assumere le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare
il minimo indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR
1998.
UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11 segg.; DTF 103 Ia 100). Per
determinare se ciò è il caso vanno presi in considerazione i redditi del
richiedente e delle persone che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti
(DTF 115 V 195, il coniuge o i genitori, Cocchi/Trezzini,
op. cit., n. 20 ad art. 155, pag. 479). L’obbligo dello Stato di accordare l'assistenza giudiziaria è in effetti
sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di famiglia (DTF 119
Ia 11 segg.). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti
cui l’interessato potrebbe far capo a norma dell’art. 328 e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 20 ad
art. 155, pag. 479 e giurisprudenza ivi citata).
Dal punto di vista
temporale, il presupposto del bisogno dell'istante deve essere determinato al momento in cui si statuisce sulla
richiesta di assistenza giudiziaria (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 108 V
265), in particolare quando il lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione
è importante (cfr. anche Cocchi/Trezzini,
op. cit., ad art. 155, pag. 485, n. 39. In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia
108; DTF 120 Ia 179 consid. 3a; RDAT 1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini, op. cit., pag.
485-486, nn. 39, 40 e 41 con relative note).
Nel caso concreto, da
una parte l'attrice si trova nel bisogno, disponendo, quale unica entrata, di
una rendita AI di Fr. 928.- (cfr. doc. XXIII del 23 gennaio 2008), oltre a prestazioni
assistenziali beneficiate sino al settembre 2007 (cfr. certificato municipale
per l’ammissione all'assistenza giudiziaria, doc. T) ed ora di prestazioni LADI
per Fr. 700.- (cfr. doc. XXIV).
Dall’altra, l’attrice non possiede le
necessarie conoscenze giuridiche, perciò l’intervento di un legale appare
giustificato e di primo acchito la petizione, portante sull'esame di diversi
rapporti medici di non facile lettura, non pareva essere privo di fondamento.
L’assistenza giudiziaria con gratuito
patrocinio va quindi concessa, riservato l'eventuale obbligo
di rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse più tardi
migliorare (art. 61 lett. f LPGA; Kieser,
ATSG-Kommentar, 2003, ad art. 61, n. 93; cfr. art. 9 Lag; relativamente al
gratuito patrocinio nella procedura davanti al TFA, cfr. art. 152 cpv. 3 OG;
STFA del 15 luglio 2003 nella causa S., I 569/02, consid. 5; STFA del 23 maggio
2002.
nella causa D., U 234/00, consid. 5a, parzialmente pubblicata in DTF 128 V
174; DTF 124 V 301, consid. 6).
Visto l'esito della
procedura, parzialmente favorevole per l'attrice, le ripetibili concesse in
questa sede verranno dedotte dalla tassazione della nota d'onorario della
patrocinatrice.
10.
Con
il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore La legge federale sul Tribunale federale
del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1
LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale
federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica
soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in
vigore.
A proposito della materia qui in questione (causa di
diritto civile), la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art.
72.
cpv. 1 LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni
soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il
valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore litigioso non
raggiunge questo importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la controversia
concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2
lett. a LTF). Per l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile contro le
decisioni pronunciate dalle autorità cantonali di ultima istanza e dal
Tribunale amministrativo federale.
L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere
la violazione del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett.
b), dei diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni
cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni
popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97
cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è
stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai
sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per
l’esito del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di
prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono
ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).
Il ricorso contro una decisione deve essere depositato
presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso
per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di
regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti
delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia
civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a
LTF). Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui
fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento
è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo
95.
Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le
conclusioni delle parti.
Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il
ricorso ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in
materia costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso
può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del
ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia
ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il
valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di eccezioni,
che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima istanza e
che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale (cfr., a
questo proposito, Bernard Corboz,
Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319
segg., in particolare pag. 351 segg.).
In specie, il valore
litigioso è rappresentato dalle indennità giornaliere che l'assicuratore dovrebbe
versare all'attrice dal 2 gennaio 2006 a dipendenza dell'incapacità di lavoro per malattia.
Ritenuto che l'attrice ha – verosimilmente - contrattualmente
diritto a 730 giorni d'indennità e che questo suo diritto, dovuto all'inabilità lavorativa, è stato del 100% dal
2.
gennaio al 30 aprile 2006, del 50% per i mesi di maggio e giugno 2006 e del
30% successivamente considerata un'indennità giornaliera di Fr. 100.- e fermo restano il tempo d'attesa di 31 giorni (doc. 1), l'importo che
le spetterebbe raggiunge ampiamente la soglia minima di Fr. 30'000.-.
Trattandosi di una
causa di carattere pecuniario, sono pertanto dati gli estremi per interporre un
eventuale ricorso in materia civile al Tribunale Federale sulla base del valore
litigioso (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).
Infine, secondo l'art.
49.
cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente
all'autorità di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti
disposizioni del diritto in materia di contratto d'assicurazione; s'impone
perciò di notificare all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.
Trattandosi
di una causa di carattere pecuniario, sono pertanto dati gli estremi per
interporre un eventuale ricorso in materia civile al Tribunale Federale sulla
base del valore litigioso (art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).
Per questi
motivi
dichiara e
pronuncia
1.
La petizione è parzialmente accolta nel senso delle
considerazioni esposte. Di conseguenza la convenuta è tenuta a riconoscere all'attrice, dal 2 gennaio al 29 giugno 2006, indennità
giornaliere come specificato nei considerandi.
2.
Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
CV 1 verserà all'attrice Fr. 1'500.- a titolo di ripetibili ridotte (IVA
compresa).
3.
L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria, in quanto non priva
di oggetto, è accolta.
4.
Comunicazione
alle parti ed all'UFAP, Berna.
Contro il presente
giudizio è dato ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30
giorni dalla notificazione.
L'atto di ricorso, in
3.
esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella
impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o
del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata
e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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