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Decisione

36.2007.35

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

18 aprile 2007Italiano28 min

Source ti.ch

Fatti

i fatti, la ricorrente ribadisce che la creditrice non aveva il diritto di

proporre una nuova esecuzione per il medesimo credito. Essa afferma di aver

inoltrato una domanda di revisione il 2 luglio 2001 contro la sentenza del 16 maggio

2001 del Tribunale cantonale delle assicurazioni, motivo per cui questa non era

ancora cresciuta in giudicato. Il contrario accertamento dell'autorità di

vigilanza è pertanto errato. In queste circostanze la creditrice avrebbe dovuto

continuare la prima esecuzione, che non poteva essere dichiarata perenta.

L'escussa osserva inoltre che, ad eccezione dei casi previsti dagli art. 85 e

85a LEF, il precetto esecutivo deve sempre rimanere iscritto nell'elenco delle

esecuzioni.

4.2 Come rilevato dalla

sentenza impugnata, l'avvio di una seconda esecuzione per il medesimo credito è

inammissibile solamente se il creditore ha già chiesto, nel quadro della prima

procedura, la continuazione dell'esecuzione o ha il diritto di farlo. Infatti,

solo in tali casi sussiste un serio rischio che il patrimonio del debitore sia

oggetto a più riprese di un'esecuzione. Se per contro la procedura si è fermata

a causa di un'opposizione o è divenuta caduca in seguito all'inattività del

creditore, non vi è motivo di impedire a questi di iniziare una nuova

esecuzione (DTF 128 III 383 consid. 1.1). Giusta l'art. 88 cpv. 2 LEF, il

diritto del creditore di chiedere la continuazione dell'esecuzione si estingue

decorso un anno dalla notifica del precetto, atteso che, se è fatta opposizione,

il termine resta sospeso tra il giorno in cui è stata promossa l'azione

giudiziaria o amministrativa e la sua definizione.

4.3 La ricorrente

misconosce che la sua istanza di revisione non ha comportato una sospensione

del termine per chiedere il proseguimento dell'esecuzione, poiché la revisione

è una via di ricorso straordinaria, che non ha effetto sospensivo, contro una

decisione che ha acquisito forza di cosa giudicata (F.Hohl, Procédure civile,

vol. II, pag. 276, n. 3076 seg.). In queste circostanze a giusta ragione

l'Ufficiale ha dichiarato perento il precetto notificato l'11 febbraio 2000. Si

può tuttavia dare atto alla ricorrente che anche in siffatti casi l'esecuzione

rimane iscritta nell'apposito elenco, ma che giusta l'art. 10 Rform, nella colonna

che indica il risultato dell'esecuzione viene scritta la lettera E, la quale

significa estinzione in altro modo (ritiro della domanda da parte del creditore

o prescrizione). Giova però rilevare che la debitrice non è lesa dall'infelice

formulazione del provvedimento del 2 settembre 2002, in cui l'Ufficiale le

comunica che il precetto n. 732672 "non figura più nell'elenco delle

esecuzioni in quanto perente". Ora, essendo l'esecuzione estinta, la

creditrice non può domandarne il proseguimento, ragione per cui la notifica di

un secondo precetto esecutivo per il medesimo credito è lecita.

5. Infine, nella misura

in cui la ricorrente narra gli antecedenti della vicenda che la oppone alla

propria cassa malati o si duole della violazione dei suoi diritti costituzionali,

il ricorso si rivela di primo acchito inammissibile, poiché l'art. 19 cpv. 1

LEF permette unicamente di deferire la decisione dell'autorità di vigilanza al

Tribunale federale entro dieci giorni dalla sua notificazione per violazione

del diritto federale o dei trattati internazionali conclusi dalla

Confederazione, ma non anche per la violazione di norme costituzionali (DTF 128

III 244 consid. 5, 122 III 34 consid. 1). Pure irricevibili si avverano le

richieste di risarcimento danni, che non sono di competenza delle autorità di

esecuzione e che, del resto, non sono in alcun modo motivate nel rimedio in

esame." (…)

2.5. Per l'art. 79 cpv. 1 LEF se è stata fatta opposizione contro

l'esecuzione, il creditore, per far valere la propria pretesa, deve seguire la

procedura ordinaria o quella amministrativa. Egli può chiedere la continuazione

dell'esecuzione soltanto in forza di una sentenza passata in giudicato che

tolga espressamente l'opposizione.

L'art. 80 cpv. 1 LEF prevede che se il credito è fondato su una

sentenza esecutiva, il creditore può chiedere in giudizio il rigetto definitivo

dell'opposizione. Per il cpv. 2 sono parificati alle sentenze esecutive le

transazioni e i riconoscimenti di debito giudiziali (cifra 1), le decisioni di

autorità amministrative federali concernenti il pagamento di una somma di

denaro o la prestazione di garanzie (cifra 2) e, entro il territorio cantonale,

le decisioni di autorità amministrative cantonali riguardanti obbligazioni

fondate sul diritto pubblico, quali le imposte, in quanto il diritto cantonale

le parifichi a sentenze esecutive (cifra 3).

Per l'art. 81 cpv. 1 LEF se il credito è fondato su una sentenza

esecutiva di un'autorità della Confederazione o del Cantone in cui fu promossa

l'esecuzione, l'opposizione è rigettata in via definitiva a meno che l'escusso

provi con documenti che dopo la sentenza il debito è stato estinto o il termine

per il pagamento è stato prorogato ovvero dimostri che è prescritto.

Giusta l'art. 82 cpv. 1 LEF se il credito si fonda sopra un

riconoscimento di debito constatato mediante atto pubblico o scrittura privata,

il creditore può chiedere il rigetto provvisorio dell'opposizione.

Il cpv. 2 prevede che il giudice lo pronuncia, sempreché il debitore

Considerandi

non giustifichi immediatamente delle eccezioni che infirmano il riconoscimento

di debito.

2.6

Con una sentenza del 1° giugno 1973, pubblicata in DTF 99 V 78,

il TFA ha affermato:

" (….)

En cas d'opposition, à défaut d'une

décision passée en force, la voie de la mainlevée provisoire pourrait être

ouverte (art. 82ss LP), avec la possibilité d'une action en libération de dette

en la forme ordinaire (art. 83 al. 2 LP). Or le juge compétent pour statuer sur

cette action - comme sur l'action du créancier, si la mainlevée provisoire est

refusée (art. 79 LP) - est le tribunal des assurances, juge ordinaire prescrit

par le droit fédéral en matière d'assurance maladie, dans la plupart des

cas."

Il 2 luglio 1981 il Tribunale federale in DTF 107 III 60 ha rilevato:

" (….)

Il n'y alors aucun motif de dénier

aux autorités ou tribunaux administratifs, appelés à statuer sur le fond

ensuite de l'opposition, les compétences qui sont reconnues au juge civil saisi

de l'action en reconnaisance de dette. La lettre même de l'art. 79 LP, si elle

paraît viser en premier lieu la juridiction civile, n'interdit pas d'y

assimiler les voies de la procédure administrative. (…) De telles solutions ne

sont nullement incompatibles avec le système de la loi. Elles apparaissent au

contraire indispensable pour compléter l'oeuvre du législateur qui, à une

époque où l'action de l'Etat avait moins d'ampleur, n'a pas éprouvé le besoin

de régler de manière exhaustive le lien qui peut exister entre la poursuite ou

la faillite et les voies de la procédure administrative. L'assimilation des

prononcés administratifs aux jugements civils, lorqu'ils sont rendus sur

opposition à la poursuite, se justifie d'ailleurs d'autant plus que la loi

l'impose quand ces titres sont antérieur au commandement de payer (art. 80 al.

2.

LP)."

Il 23 febbraio 1983 il TFA in DTF 109 V 46 ha affermato:

" (…)

a) Lorsqu'il n'existe pas de

décision formelle relative à la dette du débiteur et que celui-ci forme

opposition, la voie à suivre est celle de la mainlevée provisoire selon les

art. 82 et ss LP, avec possibilité d'intenter une action en libération de dette

en la forme ordinarie (art. 83 al. 2 LP). Le juge compétent pour statuer sur

cette action - comme sur l'action du créancier si la mainlevée provisoire est

refusée (art. 79 LP) - est le tribunal des assurances, qui est le juge odinaire

prescrit par le droit fédéral en matière d'assurance-maladie, dans la plupart

des cas tout au moins (ATF 99 V 79 consid. a). Cette procédure n'entre

toutefois pas en ligne de compte ici, dès lors qu'il existe une décision formelle

de la caisse intimée.

b) Dans un arrêt récent, la Chambre

des poursuites et des faillites du Tribunal fédéral a jugé que le créancier

qui, sur opposition à sa poursuite, a fait reconnaître ses droits par voie de

procédure ordinaire (art. 79 LP) peut requérir directement la continuation de

la poursuite sans avoir à passer par la procédure de mainlevée prévue à l'art.

80.

LP; qu'il en va de même lorsque la décision rendue d'après l'art. 79 LP

émane d'une autorité ou d'un tribunal administratif de la Confédération ou du

canton du for de la poursuite, dans la mesure où le droit fédéral ou cantonal

attribue force exécutoire à leurs décisions portant sur le paiement d'une somme

d'argent; qu'ainsi, une caisse-maladie, personne morale de droit public, peut

rendre à l'égard de ses assurés des décisions exécutoires en vertu tant du

droit cantonal que du droit fédéral; qu'enfin, si une telle décision lève

formellement l'opposition à la poursuite et qu'elle soit entrée en force,

l'office doit continuer la poursuite sur simple réquisition (ATF 107 III 60).

Cette jurisprudence se distingue de

la cause Chollet jugée le 18 mars 1968, où la Cour des céans relève que la

décision de la caisse-maladie devenue définitive et exécutoire permet d'obtenir

la mainlevée définitive de l'opposition à la poursuite (ATFA 1968 p. 19). La

procédure du tribunal fédéral est plus directe et est applicable dans la mesure

où le dispositif du prononcé administratif se réfère avec précision à la

poursuite en cours et lève formellement l'opposition, totalement ou à

concurrence d'un montant déterminé. Si tel n'est pas le cas, mais dans cette

hypothèse seulement, le créancier doit solliciter du juge un prononcé de

mainlevée définitive avant de pouvoir requérir la continuation de la poursuite

(ATF 107 III 60).

c) Une voie couramment utilisés

dans la pratique est celle de la poursuite préalable à la décision, cette

dernière étant la conséquence de l'opposition au commandement de payer. Cela

conduit la caisse à rendre une décision qui sera définitive et exécutoire soit

parce qu'elle n'est contestée, soit parce qu'elle aura été confirmée en tout ou

partie par le juge des assurances sociales. Or si, selon l'arrêt Chollet, une

telle procédure est irrégulière, il n'y a cependant pas lieu d'annuler l'arrêt

cantonal rendu dans ces conditions, puisque le tribunal des assurances est

compétent, comme juge ordinaire au sens de l'art. 79 LP, pour lever, par son

jugement sur le fond, l'opposition à la poursuite (ATFA 1968 p. 19 consid. 1).

4.

- En l'espèce, on est en présence

d'une décision formelle consécutive à l'opposition formée au commandement de

payer par le débiteur.

Il convient tout d'abord de se

demander s'il existe une différence essentielle entre les voies b) e c)

ci-dessus, en d'autres termes si la jurisprudence des deux tribunaux fédéraux

est contradictoire ou incompatible.

Dans son arrêt, la Chambre des

poursuites et faillites du Tribunal fédéral admet que le créancier puisse

requérir directement la continuation de la poursuite sans avoir à passer par la

procédure de mainlevée d'opposition (art. 80 LP) lorsque, s'agissant d'un

prononcé administratif, celui-ci se réfère avec précision à la poursuite et

lève formellement l'opposition. Or, si la décision précède la poursuite, elle

ne satisfait naturellement pas à l'exigence posée par la Chambre des poursuites

Dispositivo

et faillites du Tribunal fédéral, car le prononcé administratif de la caisse ne

peut se référer à la poursuite introduite après coup, ni lever une opposition

qui n'a pu être formulée. Dans ce cas, il incombera à la caisse poursuivante de

solliciter du juge un prononcé de mainlevée définitive avant qu'elle ne puisse

requérir la continuation de la poursuite: c'est la voie préconisée par l'arrêt

Chollet précité. Dans ce sens, les deux jurisprudences ne sont ni contradictoires

ni incompatibles, parce qu'elles se réfèrent à des situations différentes.

Quant à l'argumentation de l'Office

fédéral des assurances sociales, selon laquelle le juge ordinaire est le juge

civil, et non pas celui des assurances, elle n'est point pertinent. En effet,

il a été maintes fois rappelé que, dans les matières qui sont de son ressort,

le juge des assurances est effectivement le juge ordinaire selon l'art. 79 LP

et qu'il a qualité pour lever une opposition à la poursuite en statuant sur le

fond (ATF 99 V 79) consid. a; ATFA 1968 p. 19 consid. 1)."

Infine, a proposito della competenza del giudice amministrativo,

Daniel Staehelin, in Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und

Konkurs, SchKG I, art. 1-87, pag. 621 segg., afferma:

" Unterliegt

der in Betreibung gesetzte Anspruch dem öffentlichen recht, so ist zu seiner

Beurteilung nicht der Zivilrichter, sondern dei Verwaltungsbehörde zuständig.

Das ordentliche Verfahern ist hierbei nicht der Zivilprozess sondern das

Verwaltungsverfahren. Gemäss dem in der Revision 1994 eingefügten Wortlaut,

welcher eine langjährige Praxis aufnimmt, kann hierbei die Verwaltungsbehörde

zusammen mit ihrem materiellen Entscheid den Rechtsvorschlag beseitigen.

Verwaltungsbehörde ist neben den Beschwerdeinstanzen insb. auch die

erstinstanzlich verfügende Behörde. Hiergegen wurden in der Literatur und von

gewissen kantonalen Instanzen starke Bedenken geäussert, da die verfügende

Verwaltungsbehörde üblicherweise Gläubiger und damit Partei des Betreibungsverfahrens

ist, was mit der Funktion des Vollstreckungsrichters, welche mit der

Beseitigung des Rechtsvorschlages ausgeübt wird, nicht vereinbar ist (….).

Angesicht der klaren

Position des Bundesgerichts (..omissis) sowie der kantonalen Praxis

(…omissis…), welche bei der Revision Niederschlag im Wortlaut von Art. 79

gefunden hat, sowie der entsprechenden Regelung in Spezialnormen (art. 57 Abs.

3 MWStV), muss de lege lata nicht näher auf diese Kritik eingegangen werden.

(…..)

Nur diejenigen

Verwaltungsbehörden können einen Rechtsvorschlag beseitigen, deren materielle

Verfügungen im Rechtsöffnungsverfahern zur definitiven Rechtsöffnung

berechtigen würden (BGE 107 III 65; Schwander, Schriftenreihe SAV, 36; Kofml,

1350). Dies sind Entscheide der Bundesbehörden und der kantonalen Behörden,

soweit sie das kantonale Recht den vollstreckbaren gerichtlichen Urteilen

gleichsetzt (art. 81 Abs. 2 Ziff. 2 und 3).

Voraussetzung für die

Beseitigung des Rechtsvorschlages durch die Verwaltungsbehörde ist zudem, dass

die materielle Verfügung über den in Betreibung gesetzten Anspruch erst nach

erhobenem rechtsvorschlag und zusammen mit dessen Beseitigung erlassen wird.

Hat die Verwaltungsbehörde bereits vor Einleitung der Betreibung eine Verfügung

erlassen, so kann sie nicht nachträglich den Rechtsvorschalg beseitigen,

sondern muss das Verfahren der definitiven Rechtsöffnung einleiten (BGE 109 V

51; RegRat SZ, EGV 1995, 113; Oger OW, AB 1994/95, 19 f.; Vers.Ger. TG, RBOG

1991, 136; Oger. LU, LGVE 1983 II, 206). Vollstreckungsrichterliche Funktionen

kommen der Verwaltungsbehörde nur zu, wenn sie gleichzeitig materiell über den

Anspruch entscheidet, ansonsten keine definitive Rechtsöffnung für

Verwaltungsverfügungen mehr erteilt werden müsste und Art. 80 Abs. 2 Ziff. 2

und 3 toter Buchstabe wäre. Unzulässig und ein Verstoss gegen die materiellen

Rechtskraft der ersten Verfügung wäre es auch, wenn die Verwaltungbehörde,

welche vor Einleitung der Betreibung eine Verfügung erlassen hat, diese nach

erhobenem Rechtsvorschlag materiell bestätigt, um gleichzeitig den

Rechtsvorschlag beseitigen zu können (Oger OW, AB 1994/95, 20). Ebenso

unzulässig ist es, vor Einleitung der Betreibung eine materielle Verfügung zu

erlassen, in welcher ein allfälliger künftiger Rechtsvorschalg beseitigt wird,

da hierbei die Betreibung noch gar nicht bezeichnet werden kann (Oger. OW, AB

1994/95, 19f). Die Kompetenz, einen Rechtsvorschlag zu beseitigen, steht

aufgrund des Wortlautes von Art. 79 der verfügenden Behörde nur zu, nachdem der

betrieben Rechtsvorschlag erhoben hat. Aus dem gleichen Grund kann auch ein

Zivilrichter in einem Urteil vor Anhebung der Betreibung nicht einen künfitgen

Rechtsvorschlag beseitigen. Dies gilt auch im Bereich der Mehrwertsteuer, wo

die Eidgenössische Steuerverwaltung gem. Art. 57 Abs. 3 MWStV als zuständig

bezeichnet wird, einen Rechtsvorschlag zu beseitigen, diese Möglichkeit hat sie

nur, wenn noch keine rechstkräftige Verfügung vorliegt, die Verodnung kann das

SchKG als Bundesgesetz nicht derogieren.

Aus dem Erfordernis,

dass die Verwaltungsbehörde nur dann den Rechtsvorschlag beseitigen kann, wenn

sie erst nach dem Rechtsvorschlag über den in Betreibung gesetzten Anspruch

eine materielle Verfügung erlässt, schränkt den Anwendungsbereich dieser Praxis

ein. Der in Betreibung gesetzte Anspruch muss nämlich schon zum Zeitpunkt der

Zustellung des Zahlungbefehls fällig sein (N 10). Ist dies nicht der Fall, darf

die Verwaltungsbehörde in der nachfolgenden Betreibung den Rechtsvorschalg

nicht beiseitigen (Oger. LU, LGVE 1983 II, 208). Das Vorgehen gem. art. 79 kann

auch durch das offentliche Recht ausgeschlossen werden. Steuerforderungen

werden zwar üblicherweise auf ein bestimmtes Datum hin fällig, auch wenn sie

noch nicht veranlagt worden sind, doch verlangen üblicherweise die Steuergesetzte,

dass die Steuerforderungen zuerst durch Verfügung festzusetzen sind, bevor sie

in Betreibung gesetzt werden können (Adler, 258). Das Verfahren nach Art. 79

wird hingegen häufig von Krankenkassen (Art. 88 Ab. 2 KVG, vormals Art. 30 Abs.

4 aKUVG; BGE 119 V 331; 109 V 49 f.; 107 III 62) aber auch bei der

Mehrwertsteuer gem. Art. 57 Abs. 3 MWStV eingeschlagen, da hier die Forderung

schon vor dem Erlass einer Verfügung fällig wird. Zulässig ist das Verfahern

gem art. 79 auch im Bereich der übrigen Sozialversicherungen, doch bedarf es

hier triftiger Gründe, um eine Betreibung vor Erlass einer Verfügung

einzuleiten (Adler, 258)."

2.7. Alla luce di quanto sopra esposto, emerge che il giudice delle

assicurazioni sociali può rigettare l'opposizione, di regola, solo quando deve

statuire anche nel merito della questione.

Ciò avviene nell'ambito della procedura prevista dall'art. 79 LEF,

laddove, prima di avviare la procedura, la Cassa ha fatto spiccare il precetto

esecutivo.

Il giudice amministrativo non è invece competente quando si tratta di

rigettare definitivamente l'opposizione sulla base dell'art. 80 LEF, ossia, per

ciò che concerne la fattispecie, sulla base di una sentenza cresciuta in

giudicato.

Nell'evenienza concreta l'assicuratore aveva già introdotto la

procedura di riconoscimento del suo credito (ex art. 79 LEF) nella causa

sfociata nella decisione del 16 maggio 2001 di questo TCA, il quale si è

pronunciato nel merito della pretesa fatta valere dalla Cassa, riconoscendo il

credito derivante dalle partecipazioni ai costi non solute dall'insorgente

(inc. __________).

L'assicuratore ha lasciato trascorrere infruttuosamente il termine di

un anno previsto dall'art. 88 cpv. 2 LEF per chiedere la continuazione della

procedura. Per cui, come era suo diritto (cfr. consid. 2.4 seg.), ha fatto

spiccare un altro precetto esecutivo.

Tuttavia, avendo il TCA già deciso nel merito della questione, la

Cassa, alfine di rigettare definitivamente l'opposizione, avrebbe dovuto

procedere ex art. 80 LEF e non ex art. 79 LEF, come invece ha fatto, chiedendo

al giudice competente (in concreto, visto l'esiguo valore di causa, il giudice

di pace come desumibile dall'art. 14 e 15 LALEF), il rigetto definitivo

dell'opposizione sulla base della sentenza del TCA che confermava la precedente

decisione della Cassa la quale condannava l'assicurata al pagamento

dell'importo posto in esecuzione.

Invece l'assicuratore, per il medesimo credito, ha rigettato

l'opposizione al precetto esecutivo fatto spiccare dopo l'emanazione della

decisione da parte del TCA.

Nel caso di specie questo TCA si è già pronunciato in maniera

definitiva sull'ammontare del debito dell'assicurata con la sentenza del 16

maggio 2001 (inc. __________). Questa sentenza è cresciuta in giudicato e le

due domande di revisione, anch'esse cresciute in giudicato, sono state respinte

(inc. __________ e __________, cfr. consid. 1.1). Il TFA ha inoltre respinto la

domanda di restituzione in intero dell'assicurata (STFA del 2 luglio 2003, K

34/03).

In simili condizioni la Cassa non poteva nuovamente esprimersi sul

medesimo importo dovuto durante il medesimo periodo per le medesime

prestazioni.

In proposito va rilevato che acquista cosa di forza giudicata una

decisione che si pronuncia in modo definitivo su una determinata vertenza.

Una sentenza acquista, in particolare, forza di cosa giudicata

formale, quando tutti i rimedi ordinari di diritto sono stati utilizzati, per

decorso infruttuoso del termine di ricorso, rispettivamente per rinuncia

definitiva delle parti di fare uso dei rimedi di diritto.

A seguito dell’acquisizione di forza di cosa giudicata materiale, per

contro, un giudizio vincola le parti in procedure successive, nel senso che

esso si oppone all’emanazione di nuovi giudizi. In nuove, successive ed

identiche azioni la decisione non può più essere quindi modificata, se non a

determinate condizioni (U. Häfelin/G. Haller, Grundriss des allgemeinen

Verwaltungsrechts, Zurigo 1990, p. 166; p. 170 N 782).

In virtù del principio “ne bis in idem” infatti, il Tribunale non può più

pronunciarsi su un oggetto, di cui si è già occupato oppure si sono occupate in

precedenza altre istanze competenti.

In queste circostanze la Cassa non poteva emettere una nuova decisione

di fissazione degli importi dovuti e nel contempo rigettare l'opposizione. Essa

avrebbe piuttosto dovuto seguire la procedura prevista dall'art. 80 LEF,

chiedendo al giudice competente in materia il rigetto definitivo

dell'opposizione sulla base della STCA del 16 maggio 2001.

La decisione impugnata va di conseguenza annullata.

Spetterà semmai alla Cassa chiedere il rigetto dell'opposizione

definitiva ex art. 80 LEF al Giudice di pace competente."

- che,

in concreto, non è ammissibile per CO 1 emanare una nuova decisione relativa

allo stesso credito da essa già giudicato in precedenza con decisione che non

ha fatto oggetto di contestazione ed è quindi cresciuta in giudicato. Ne fa

ostacolo il principio ne bis in idem. Nella misura in cui la decisione qui

impugnata rigetta invece l'opposizione interposta ad un PE diverso da quello

considerato nella decisione 29 settembre 2006 non è data - alla luce della

giurisprudenza più sopra per esteso riportata - una competenza di questo

Tribunale. In effetti, come visto, il Tribunale Cantonale delle Assicurazioni

può rigettare in via definitiva l'opposizione formulata contro un PE solo

quando esamina il merito della fattispecie (v. ST 15 dicembre 2003 in re D.

inc. 36.2003.49). La circostanza non sembra essere sfuggita ai responsabili

dell'assicuratore i quali si sono però limitati a proposte l'accoglimento del

gravame invece di annullare, prima della risposta di causa, la decisione

impugnata;

- che,

in concreto, CO 1 ha agito con superficialità e leggerezza e non ha adeguatamente

reagito allo scritto 1° febbraio 2007 dell'avv. RA 1. Solo quando la procedura

è sfociata nella causa giudiziaria qui in discussione CO 1 ha mutato

atteggiamento senza però essere conseguente e senza annullare essa stessa la

decisione impugnata;

- che

la signora RI 1 ha quindi dovuto far capo ad un legale, seguire tutti gli stadi

della procedura ed impegnarsi (nonostante la limitata argomentazione

dell'impugnativa) per far valere le sue ragioni;

- che

visto l’esito dell’impugnativa, per quanto attiene alle ripetibili, va

rammentato come secondo l'art. 61 cpv. 1 lett. g LPGA il ricorrente che vince

la causa ha diritto alla rifusione delle ripetibili nella misura stabilita dal

tribunale. Il loro importo è determinato in relazione alla fattispecie e alla

difficoltà del processo, senza tener conto del valore litigioso;

- che

l’indennità è, di principio, concessa non soltanto se l'assicurato è

patrocinato da un avvocato - in effetti la disposizione in questione non si

esprime in termini di rimborso spese d’avvocato bensì, genericamente, di spese

di rappresentanza (RCC 1983 pag. 329; RCC 1980 pag. 116; DTF 108 V 111) -, ma

anche quando il patrocinio è assunto da una persona particolarmente qualificata

per la questione giuridica considerata, purché non si debba ritenere che il patrocinatore

abbia agito a titolo gratuito (RCC 1992 pag. 433 consid. 2a, RCC 1985 pag. 411

consid. 4, DTF 108 V 271 = RCC 1983 pag. 329);

- che

Ueli Kieser, ATSG Kommentar, Schultess Zurigo, 2003 a pagina 629, rammenta

inoltre che:

" Eine Ausnahme gilt nach der Rechtsprechung dort, wo

von der Kostenlosigkeit des kantonalen Gerichtsverfahrens abgewichen werden

kann, d.h. bei mutwilligem oder leichtsinnigem Verhalten; hier kann – bei

erheblichem Aufwand – der Versicherungsträger bei Obsiegen eine

Parteientschädigung beanspruchen (vgl. BGE 127 V 207 f.; vgl. dazu auch ZÜND,

Kommentar zum zürcherischen Gesetz über das Sozialversicherungsgericht, 240).

Diese letztgenannte Rechtsprechung übergeht allerdings den klaren Wortlaut der

gesetzlichen Bestimmung und den Zweck derselben, und es kann ihr insoweit nicht

zugestimmt werden."

- che

in DTF 127 V 205 e segg. l’Alta Corte federale rammenta come, in caso di

ricorso temerario od interposto per leggerezza, l’assicuratore può ottenere

ripetibili in analogia con quanto previsto nella sentenza pubblicata in DTF 110

V 134 c. 4;

- che

nel caso concreto la superficialità e la leggerezza dell'agire

dell'assicuratore, che non ha posto rimedio al suo agire revocando il

provvedimento, impongono il carico di tasse di giustizia e spese ed il

riconoscimento di indennità adeguate in favore del ricorrente;

- che,

come rammentato nella sentenza 22 aprile 2004 di questo Tribunale Cantonale

delle Assicurazioni (36.2004.34):

" In virtù del diritto cantonale la materia è retta

dall’art. 22 LPrTCA che regola le “Spese di patrocinio. Ripetibili” (così la

marginale). Il ricorrente vincitore in causa ha diritto al rimborso delle spese

processuali, dei disborsi (ossia delle anticipazioni che l’assicurato

ricorrente è chiamato ad effettuare) e delle spese di patrocinio (cpv. 1). Per

quanto attiene alle ripetibili invece il tema è regolato al cpv. 2 con

sostanziale richiamo ai principi legali noti (e che si ritrovano nella LPGA)."

- che

in concreto si giustifica il carico di una tassa di giustizia fissata in CHF.

400.-- e spese processuali cifrate in CHF. 100.--, Helsana è inoltre condannata

al versamento alla signora RI 1 dell’importo di CHF. 500.-- a titolo di

ripetibili commisurate all’impegno profuso dal rappresentante.

Per questi

motivi

dichiara e

pronuncia

1. Il

ricorso è accolto e la

decisione impugnata è annullata.

2. La

tassa di giustizia cifrata in CHF 400.-- e le spese fissate in CHF 100.-- sono

poste a carico di CO 1 che verserà all'assicurata ricorrente, a titolo di

ripetibili, l'importo di CHF 500.-(comprensivo dell'IVA).

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

4. Qualora

non sia ammissibile il ricorso in materia di diritto pubblico, contro la

presente decisione è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale

al Tribunale federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

terzi implicati

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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