36.2007.56
Calcolo della sovrassicurazione nell'ambito del versamento di indennità giornaliere in caso di malattia e di una rendita AI. Nozione di assicurazione di somma o di danno. Interpretazione delle condizi
28 febbraio 2008Italiano39 min
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AIUTO
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Numero d'incarto:
36.2007.56
Data decisione, Autorità:
28.02.2008, TCA
Titolo:
Calcolo della sovrassicurazione nell'ambito del versamento di indennità giornaliere in caso di malattia e di una rendita AI. Nozione di assicurazione di somma o di danno. Interpretazione delle condizioni generali d'assicurazione
ASSICURAZIONE COMPLEMENTARE MALATTIA
INDENNITÀ GIORNALIERA
INTERPRETAZIONE DELLE CONDIZIONI GENERALI
PRESCRIZIONE
SOVRAINDENNIZZO
art. 62 CO
art. 67 CO
art. 135 CO
art. 137 CO
art. 100 cpv. 1 LCA
Raccomandata
Incarto n.
36.2007.56
cs
Lugano
28 febbraio
2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 3 aprile 2007
di
AT 1
contro
CO 1
rappr. da: RA 1
in materia di assicurazione contro le
malattie
ritenuto, in
fatto
1.1. CO 1,
dipendente della ditta __________ di __________, era assicurata contro la
perdita di guadagno in caso di malattia tramite il suo datore di lavoro presso
la AT 1.
Dal 1°
gennaio 2004 CO 1 è completamente inabile al lavoro a causa di una malattia.
L’assicuratore
ha erogato le prestazioni pattuite (fr. 116 al giorno).
Con
effetto dal 1° aprile 2004 l’interessata è passata nell’assicurazione
individuale continuando a beneficiare delle medesime prestazioni.
1.2. Il 18 marzo
2005 l’assicuratore è stato informato che l’interessata è stata messa al
beneficio di una rendita AI completa di fr. 1'726 mensili nel 2004 e fr. 1'759 mensili
nel 2005
(doc. A
12).
Con
scritto del 1° aprile 2005 la Cassa ha informato CO 1 che sulla base delle
condizioni generali d’assicurazione risultava una sovrassicurazione di fr.
25'989, che dal 1° aprile 2005 l’indennità giornaliera sarebbe passata da fr.
116 a fr. 59 e che le prestazioni si sarebbero esaurite il 30 novembre 2005
(doc. 13).
Dopo vari
scambi di corrispondenza, l’assicuratore, giacché l’interessata ha contestato
la richiesta formulata dalla Cassa di compensare i fr. 25'989 con le indennità
ancora dovute, ha fatto spiccare un precetto esecutivo notificato il 6 aprile
2006, contro il quale CO 1 ha sollevato opposizione (doc. 4, 5).
1.3. Il 3 aprile
2007 l’assicuratore ha inoltrato al TCA una petizione con la quale ha chiesto
la condanna di CO 1 al pagamento dell’importo di fr. 25'989 per indennità
giornaliere versate in troppo per il periodo dal 1° gennaio 2004 al 31 marzo
2005 oltre ad interessi al 5% dal 1° maggio 2005 ed il rigetto dell’opposizione
al precetto esecutivo. La Cassa malati fa in particolare valere di aver versato
prestazioni dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2005, allorché le medesime si
erano esaurite già il 30 novembre 2005 per un importo complessivo di fr. 74'249
(fr. 116 al giorno dal 1.1.2004 al 31.3.2005; fr. 59 al giorno dal 1.4.2005 al
30.09.2005 e fr. 116 al giorno dal 1.10.2005 al 30.12.2005) e di aver proposto
invano all’interessata di compensare le prestazioni da restituire con gli
importi ancora dovuti (doc. I).
1.4. Con risposta
del 2 maggio 2007 l’assicurata, rappresentata dall’avv. RA 1, chiede la
reiezione della petizione (doc. X).
La
convenuta, dopo aver sollevato l’eccezione di prescrizione, afferma che nel
calcolo delle entrate lorde va preso in considerazione un salario di fr.
4'588.70 percepito quando lavorava per la __________ fino al mese di aprile
2002, ossia prima di infortunarsi, che andrebbe calcolato al 100% e non
all’80%. A questo importo vanno aggiunti fr. 2'491.70 derivanti dall’attività
presso la __________, fr. 616 per il lavoro a favore della __________, fr. 458
per l’attività per la Dr.ssa __________ e fr. 200 di ulteriori guadagni
accessori, variabili, per un totale di fr. 8'354.40 al mese, ossia fr. 274.66
al giorno.
Per cui
non solo non vi sarebbe alcun sovraindennizzo, ma vi sarebbe pure una
diminuzione dell’importo complessivo precedentemente percepito (fr. 172.75 al
giorno dal 1.1.2004 al 31.3.2005 e fr. 116.83 al giorno dal 1.4.2005,
corrispondenti al 62,89%, rispettivamente 42,53% del reddito lordo
complessivo). La convenuta rileva inoltre che __________ ha rinunciato a far
valere il rimborso per il periodo precedente il 31 marzo 2005 ed ha dedotto
completamente la rendita AI dalle indennità dovute per il periodo successivo,
ma potrebbe teoricamente chiedere la restituzione dell’importo precedente.
L’interessata
afferma che, nella denegata ipotesi in cui si prendesse in considerazione solo
l’80% del guadagno percepito presso la __________ e non il reddito complessivo,
l’assicuratore potrebbe al massimo far valere una riduzione del proprio obbligo
nella misura del 54.925% della rendita AI, ossia, secondo la convenuta, della
percentuale assicurata dall’attrice rispetto al reddito lordo totale conseguito
dalla convenuta.
Essa
sostiene poi che l’art. 12.1 CGA 1999 indica che occorre prendere in
considerazione la parte effettiva di perdita di guadagno e che, trattandosi di
un’assicurazione complementare di coordinamento con la LPP, occorre
interpretare le norme alla luce dell’art. 68 OPP2, che prevede che salvo
sovraindennizzo le indennità giornaliere sono cumulabili con le rendite di
altre assicurazioni sociali e l’art. 69 OPP che definisce così il
sovraindennizzo:
"
Vi è sovraindennizzo se le prestazioni sociali
legalmente dovute superano il guadagno di cui l’assicurato è stato
presumibilmente privato in seguito all’evento assicurato, incluse le spese
supplementari provocate dallo stesso evento ed eventuali diminuzioni di reddito
subite da congiunti.”
Per cui
il limite del sovraindennizzo non sarebbe solo la perdita di guadagno bensì
anche i premi di fr. 1'169 al mese.
Ne discende
che la perdita effettiva ammonta a fr. 8'140.40 all’anno (fr. 267.62 al
giorno). Poiché dall’AI riceve fr. 57.74 al giorno e dalla __________ era
assicurata per fr. 69.315 al giorno, rimane uno scoperto di fr. 146.56 cui va
aggiunta la maggior spesa per il mantenimento della copertura assicurativa. Non
vi sono pertanto gli estremi di un sovraindennizzo.
1.5. Pendente
causa le parti hanno ribadito le loro posizioni (doc. XII e seguenti), mentre
il TCA ha proceduto a numerosi accertamenti (doc. XXI-XXXVII).
in
diritto
in
ordine
2.1. Secondo
quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le
malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e
l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal
si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni
complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in
particolare, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale
sul contratto d'assicurazione (LCA).
Giusta
l'art. 85 cpv. 2 della legge federale sulla sorveglianza delle imprese
d’assicurazione del 17 dicembre 2004 (LSA), per le controversie relative alle
assicurazioni complementari all’assicurazione sociale malattie, i Cantoni
prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta
d’ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
In ambito
cantonale, la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle
assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate
da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal
TCA, che applicherà, per analogia, la Legge di procedura per le cause davanti
al TCA (LPTCA).
In
concreto, la causa concerne una vertenza relativa ad un contratto di indennità
giornaliera in caso di malattia retto dalla LCA, ossia un ambito di competenza
del TCA.
nel
merito
2.2. Oggetto
della vertenza è la questione a sapere se l’assicuratore può chiedere alla
convenuta la restituzione di fr. 25'989 versati a titolo di indennità
giornaliera dal 1.1.2004 a causa di sovraindennizzo, oltre interessi al 5% dal
1° maggio 2005.
2.3. In primo
luogo va esaminata l’eccezione di prescrizione sollevata dalla convenuta la
quale sostiene che la procedura doveva essere avviata entro il 18 marzo 2006,
mentre il precetto esecutivo è del 30 marzo 2006.
Ai sensi
dell'art. 62 cpv. 1 CO chi senza causa legittima si trovi arricchito a danno
dell'altrui patrimonio, è tenuto a restituire l'arricchimento. Si fa luogo alla
restituzione specialmente di ciò che fu dato o prestato senza valida causa, o
per una causa non avveratasi o che ha cessato di sussistere (art. 62 cpv. 2
CO).
L'art. 63
cpv. 1 CO prevede che chi ha pagato volontariamente un indebito può pretenderne
la restituzione, solo quando provi d'aver pagato perché erroneamente si credeva
debitore.
Per
l'art. 64 CO chi si è indebitamente arricchito non è tenuto a restituire ciò di
cui provi che, al momento della ripetizione, non è più arricchito, a meno che
se ne sia spossessato di mala fede o che dovesse prevedere la domanda di
restituzione.
L'art. 67
cpv. 1 CO prevede che l'azione di indebito arricchimento si prescrive in un
anno decorribile dal giorno in cui il danneggiato ebbe conoscenza del suo
diritto di ripetizione, in ogni caso nel termine di dieci anni dal giorno in
cui nacque tale diritto. Trattandosi di un termine di prescrizione non può
essere rilevato d'ufficio, ma deve essere sollevato dalla parte che intende
prevalersene (art. 142 CO; A. Koller in: Das Schweizerische Obligationenrecht,
9. Ed., Zurigo 2000,
pag. 327).
Per l’art. 135 CO la
prescrizione è interrotta mediante riconoscimento del debito da parte del
debitore, in ispecie mediante il pagamento di interessi o di acconti e la
dazione di pegni o fideiussioni (cifra 1), oppure mediante atti di esecuzione,
azione od eccezione aventi un giudice od un arbitro, e così pure mediante
insinuazione nel fallimento o citazione avanti l’ufficio di conciliazione
(cifra 2).
Coll’interruzione
incomincia a decorrere una nuova prescrizione (art. 137 cpv. 1 CO).
In concreto la convenuta
ammette che l’attrice ha avuto conoscenza della sua pretesa il 18 marzo 2005 (cfr.
doc. X, pag. 9: “Inoltre la pretesa è prescritta, ritenuto che controparte
avrebbe dovuto avviare la procedura esecutiva entro il 18.3.19.3.06, mentre che
il primo atto in tal senso incontestabilmente documentato è il PE doc. 5 del __________/6.4.06
(art. 67 CO, controparte ha avuto conoscenza della sua asserita pretesa il 18.3.2005,
cfr. petizione p. 4 pto 2.4)”).
Con la notifica della
domanda di esecuzione il termine di prescrizione di un anno previsto dall’art.
67 cpv. 1 CO viene validamente interrotto (cfr. art. 135 cifra 2 CO).
Dagli atti richiamati da
questo TCA non risulta la data esatta della notifica della domanda di
esecuzione datata 13 marzo 2006. Tuttavia l’UEF di __________ ha attestato di
aver ricevuto la richiesta il 16 marzo 2006, ossia entro un anno da quando
l’attrice ha avuto conoscenza della sua pretesa il 18 marzo 2005.
Il termine previsto
dall’art. 67 cpv. 1 CO è stato pertanto salvaguardato.
Inoltre, poiché il
precetto esecutivo, emesso il __________ è stato notificato al convivente
dell’escussa il 6 aprile 2006 (doc. XXIV), anche la petizione del 3 aprile 2007
è tempestiva (art. 67 CO e 135 cifra 2 CO).
2.4. Per quanto concerne
l’indennità perdita di guadagno, va innanzitutto rilevato, come emerge da una
recente sentenza del TF del 26 settembre 2007 (4A_53/2007) che
l'art. 324a cpv. 1 CO prevede che se il lavoratore è impedito senza sua colpa
di lavorare, per motivi inerenti alla sua persona, come la malattia, il datore
di lavoro deve pagargli per un tempo limitato il salario, compresa un'adeguata
indennità per perdita del salario in natura, in quanto il rapporto di lavoro
sia durato o sia stato stipulato per più di tre mesi (sulle condizioni di
applicazione di questa norma, cfr. Adrian von Kaenel, Verhältnis einer Krankentaggeldlösung
zu Art. 324a OR, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche
Aspekte, Zurigo 2007, pag. 109-131, in
particolare pag. 111-115).
La durata del pagamento
del salario dipende dalla durata del rapporto di lavoro (art. 324a cpv. 2 CO;
sui criteri usualmente applicati dai tribunali in questi casi cfr. Adrian von
Kaenel, op. cit., pag. 116 seg.).
Salvo pattuizione
contraria, l'obbligo di pagamento del salario in caso di malattia cessa con la
fine del rapporto di lavoro (Hans-Rudolf Müller, Grundlagen der Krankentaggeldversicherung
nach VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und versicherungsrechtliche Aspekte,
Zurigo 2007, pag. 19-45, in particolare pag.
20).
Queste norme configurano
il regime legale di base a tutela del lavoratore, gli garantiscono una
protezione minima alla quale non può essere derogato a suo svantaggio (art. 362
cpv. 1 CO; cfr. DTF 131 III 263 consid. 2.2 pag. 628).
L'art. 324a cpv. 4 CO
prevede la possibilità di derogare al regime di base legale appena descritto
mediante accordo scritto, contratto normale o contratto collettivo che sancisca
un ordinamento almeno equivalente per il lavoratore (sull'aspetto
dell'equivalenza cfr. Adrian von Kaenel, op. cit., pag. 120 segg.). Si tratta,
di regola, di un regime che comporta una riduzione delle prestazioni del datore
di lavoro durante il periodo minimo previsto dalla legge, ma compensa questa
riduzione mediante l'estensione del periodo durante il quale il datore
di lavoro procede al versamento (Gabriel Aubert, in: Commentaire romand,
n. 50 ad art. 324a CO).
La deroga al regime di
base deve essere pattuita in forma scritta.
Trattandosi di un accordo
che concerne i diritti minimi del lavoratore, esso deve menzionare i punti
essenziali del regime convenzionale, quali ad esempio la percentuale del
guadagno assicurato, i rischi coperti, la durata delle prestazioni, se del caso
la durata del periodo di attesa. Qualora – come spesso accade nella pratica -
il datore di lavoro stipuli un'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di
malattia, l'accordo indica anche le modalità di finanziamento dei premi
assicurativi; per il resto può rinviare alle condizioni generali di
assicurazione o a un altro documento tenuto a disposizione del lavoratore (DTF
131 III 623 consid. 2.5.1 con numerosi riferimenti dottrinali).
Già si è detto che nella
pratica numerosi sono i datori di lavoro che - come nel caso qui in esame -
stipulano un contratto d'assicurazione d'indennità giornaliere in caso di
malattia, sottoposto alla LCA (Vincent Brulhart, L'assurance collective contre
la perte de gain, Le droit social dans la pratique de l'entreprise, Questions choisies,
Berna 2006, pag. 95-112, in particolare pag. 101).
2.5. In concreto,
rilevanti, per la verifica della fondatezza delle pretese dell'attrice, sono le
Condizioni generali d'assicurazione (in seguito CGA), nonché la LCA e il CO che
costituiscono il fondamento legale su cui poggia il rapporto fra le parti.
Per
quanto concerne le CGA, sono applicabili quelle del 1999 (assicurazione
collettiva) per il periodo dal 1° gennaio 2004 al 31 marzo 2004 (cfr. doc.
VII/1: AVB: Ausgabe 01.1999, doc. A2) e quelle del 1997 (assicurazione
individuale) per il periodo successivo, dal 1° aprile 2004 (doc. VII/1 e A3).
Infatti,
come stabilito in un caso analogo, con sentenza del 4 agosto 2004 (36.2003.95),
questo Tribunale ha già avuto modo di accertare che le CGA del 1999 dell’attrice
trovano applicazione unicamente in caso d’indennità giornaliere versate
nell’ambito dell’assicurazione collettiva.
Poiché
l’assicurata dal 1° aprile 2004 ha usufruito del libero passaggio
nell’assicurazione individuale, al caso di specie, trovano applicazione le CGA
del 1997 per il periodo dal 1.4.2004.
Ciò trova
conferma anche nella “Aenderungsantrag Krankenversicherung” del 26 marzo
2004, sottoscritta dalla convenuta (doc. XIX), dove a pag. 4 figura, tra
l’altro, a proposito della “Taggeldversicherung nach VVG”: “Vertragsdauer:
01.04.2004 – 31.12.2007, AVB-Ausgabe 01.1997” (cfr. tuttavia anche le CGA
2004, in tedesco, di cui al doc. 1/J, che, pur non applicabili al caso di
specie [cfr. doc. VII/1], contengono norme analoghe a quelle delle CGA 1997 e
1999).
2.6. Va ora
esaminato se le parti hanno concluso un’assicurazione di danno oppure di somma.
Infatti
l’assicurazione d’indennità giornaliere in caso di malattia può essere
stipulata nella forma di un’assicurazione di somme o di un’assicurazione contro
Fatti
i danni (STF del 26 settembre 2007, inc.4A_53/2007, consid. 4.4.2).
L’assicurazione
di somme garantisce una prestazione che è stata definita al momento della
conclusione del contratto e non dipende dal verificarsi di un pregiudizio
economico: essa è dovuta non appena l’evento assicurato si sia verificato (cfr.
STF del 26 settembre 2007, inc.4A_53/2007, consid. 4.4.2; cfr. anche sulla
nozione di assicurazione di somme in relazione a un’assicurazione d’indennità
giornaliere in caso di malattie la sentenza del 16 luglio 2007 nella causa
4A_168/2007 consid. 3.2.4 e 3.2.5, pubblicata in DTF 133 III 527).
L’assicurazione
contro i danni mira invece a rimborsare il danno: in questo caso il versamento
e la misura delle prestazioni dipendono dalla misura del pregiudizio economico
effettivamente patito dall’assicurato (cfr. STF del 26 settembre 2007, inc.
4A_53/2007, consid. 4.4.2)
La
questione di sapere se si è in presenza dell’una o dell’altra forma di
assicurazione va decisa mediante l’interpretazione del contratto di
assicurazione e delle condizioni generali d’assicurazione che lo accompagnano
(CGA), secondo le regole usuali dell’interpretazione dei contratti (sui criteri
di distinzione fra queste due modalità di assicurazione cfr. anche sentenza
dell’11 giugno 1998 nella causa 4C.83/1998 consid. 3c e 3d).
Va ancora
rilevato che in una sentenza 5C.243/2006 del 19 aprile 2007, il TF ha
affermato:
"
La demanderesse reproche à l'autorité cantonale
d'avoir faussement appliqué le droit fédéral en estimant que le contrat
d'assurance auquel elle a souscrit auprès de la défenderesse constitue une
assurance contre les dommages et non une assurance de sommes. Elle fait valoir que ce contrat donne droit, en cas d'incapacité de travail
entraînant une perte de gain, à une somme journalière fixe et non à une indemnité
calculée sur la base d'un pourcentage de salaire. Selon elle, la défenderesse doit
fournir les prestations convenues dès que l'assuré est incapable de travailler,
indépendamment de savoir s'il a prouvé l'existence d'un dommage. Sur le vu de
l'art. 96 LCA, la perte économique qu'elle a subie ne saurait donc être compensée
par l'assurance de sommes conclue avec Z.________. Enfin, le Tribunal cantonal aurait
estimé à tort que les conditions générales d'assurance autorisent la défenderesse
à tenir compte de toute prestation allouée par un autre assureur, qu'il soit privé
ou social.
3.1 La loi fédérale sur le contrat d'assurance
(LCA; RS 221.229.1) établit une distinction entre l'assurance contre les dommages
(régie par les art. 48 à 72 LCA), d'une part, et l'assurance de personnes (qui
relève des art. 73 à 96 LCA), d'autre part, sans toutefois définir ces deux notions
(Christian Boll, Commentaire bâlois, 2001, n. 1 des remarques préliminaires à
l'art. 48 LCA; Bernard Viret, Droit des assurances privées, 3e éd. 1991, p.
155).
L'assurance de personnes est celle qui a pour objet
une personne physique et où la prestation de l'assureur dépend généralement
d'un événement qui atteint la personne de l'assuré, tel que maladie, accident, lésion
corporelle, invalidité ou décès (Viret, op. cit., p. 158; Moritz Kuhn/Pascal Montavon,
Droit des assurances privées, 1994, p. 85; Alfred Maurer, Schweizerisches Privatversicherungsrecht,
3e éd. 1995, p. 168 et 271).
L'assurance de personnes se caractérise, par rapport
à l'assurance contre les dommages, par sa nature non indemnitaire: elle est une
promesse de capital indépendante du montant effectif du préjudice subi par le preneur
ou l'ayant droit (ATF 49 II 364 consid. 3 p. 370; Viret, op. cit., p. 153 et
158; Kuhn/Montavon, op. cit., p. 85 s.). Ainsi, même dans le cas d'une
assurance qui, comme celle contre la maladie, a pour objet une personne physique,
on est en présence d'une assurance de personnes uniquement lorsque les parties
au contrat d'assurance n'ont subordonné la prestation
de l'assureur dont elles ont fixé le montant lors de la conclusion du contrat qu'à
la survenance de l'événement assuré, sans égard à ses conséquences pécuniaires;
on est en revanche en présence d'une assurance contre les dommages lorsque les parties
au contrat d'assurance ont fait de la perte patrimoniale effective une condition
autonome du droit aux prestations (ATF 104 II 44 consid. 4c p. 50; 119 II 361
consid. 4 p. 365 et l'auteur cité; Kuhn/Montavon, op. cit., loc. cit.).
3.2 En l'occurrence, la police d'assurance prévoit
le paiement d'une
indemnité journalière différée, d'un montant de
70 fr., dès le 31e jour. Les conditions spéciales relatives à l'assurance maladie
complémentaire litigieuse (catégorie P.________) ont pour titre "Assurance
d'indemnités journalières pour perte de gain". L'art. 1 ch. 1.1 de ces conditions
indique ce qui suit: "En contrepartie d'une perte de salaire ou de gain
consécutive à une incapacité de travail par suite de maladie ou d'accident,
Y.________ S.A. alloue, selon la couverture choisie par l'assuré, une ou des indemnités
journalières au sens des dispositions ci-après. Ces prestations sont allouées jusqu'à
concurrence de la perte économique réelle de l'assuré". De plus, selon
l'art. 2, l'ouverture du droit aux prestations est déterminée par la survenance
d'une incapacité de travail entraînant une perte de gain (ch. 2.1), et l'assuré
doit notamment fournir, pour faire valoir son droit, une déclaration de perte
de gain attestée par son employeur ou une déclaration personnelle s'il est indépendant;
en cette dernière occurrence, les revenus déclarés à l'AVS, à défaut de ceux déclarés
à l'administration fiscale, servent de base pour le calcul de la perte de gain
(ch. 2.3). Enfin, le chiffre 2.4 de cette dernière disposition prévoit que lorsqu'une
incapacité de travail n'est que partielle - mais d'au moins 50% - le dommage économique
résultant de la perte de gain ne donne droit qu'à une indemnité proportionnelle.
Il apparaît ainsi que le droit à une indemnité journalière
prévu par la
police d'assurance perte de gain litigieuse est subordonné
à ce que l'assuré subisse une perte effective sur le plan économique; en effet,
le montant journalier est prévu en fonction non pas du seul degré de l'incapacité
de travail de l'assuré, mais des conséquences économiques réelles du sinistre
pour celui-ci. Le fait que la police mentionne une indemnité de 70 fr. par jour
ne permet pas de déduire le contraire: cette somme correspond au montant
maximal assuré prévu par l'art. 1 ch. 1.2, c'est-à-dire à la limite la plus élevée
de la prestation en cas de sinistre. La fixation d'un tel montant - aussi appelé
somme d'assurance ou assurée (cf. art. 69 al. 1 LCA) - n'empêche pas que seul
le dommage effectif soit couvert (cf. notamment Raphaël Tatti, La surassurance,
la sous-assurance et la double assurance, thèse Lausanne 2005, p. 40 ss).
Interprétées au regard du principe de la confiance
(art. 18 CO; ATF 122 III 118 consid. 2a p. 121 et les arrêts cités; 112 II 245
consid. II/1c p. 253), la police et les conditions spéciales en cause ne peuvent
ainsi être comprises que dans le sens que le risque couvert par le contrat est
la perte de gain effective, subie en raison d'une incapacité de gain consécutive
à une maladie ou un accident. Les juges cantonaux n'ont
donc pas enfreint le droit fédéral en qualifiant l'assurance litigieuse
d'assurance contre les dommages.“
2.7. Per costante giurisprudenza
al contratto d’assicurazione si applicano i principi generali
dell’interpretazione dei contratti, tanto più che la legge speciale non
contiene disposizioni particolari in proposito: l’art. 100 cpv. 1 LCA rinvia
infatti al diritto delle obbligazioni e, di riflesso, al Codice civile (STF del
9 ottobre 2006,5C.13/2006 consid. 3.2; DTF 118 II 342 consid. 1a pag. 344).
Dovendosi determinare il contenuto di un contratto d’assicurazione e delle
condizioni generali che ne formano parte integrante, il giudice deve, come per
ogni altro contratto, ricorrere in primo luogo alla cosiddetta interpretazione
soggettiva, ovvero ricercare la “vera e concorde volontà dei contraenti”, se
del caso in modo empirico, basandosi su indizi (art. 18 cpv. 1 CO; STF del 9
ottobre 2006,5C.13/2006 consid. 3.2, cfr. anche STF del 26 luglio 2007, inc.
4A_34/2007, consid. 3.1). Se non gli è possibile stabilire tale reale volontà,
oppure se constata che uno dei contraenti non ha compreso la reale volontà espressa
dall’altro, il giudice ricercherà il senso che le parti potevano e dovevano
attribuire alle reciproche manifestazioni di volontà (principio
dell’affidamento: STF del 26 luglio 2007, inc.4A_34/2007, consid. 3.1; STF del
9 ottobre 2006,5C.13/2006 consid. 3.2, DTF 129 III 118 consid. 2.5; 126 III
119 consid. 2a; 122 III 118 consid. 2a). Punto di partenza di tale
interpretazione è l’espressione letterale del contratto; il giudice dovrà
tuttavia tener conto delle circostanze che hanno caratterizzato la conclusione
del contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; 125 III 305 consid. 2b). Sarebbe
infatti errato attribuire un’importanza decisiva ai termini utilizzati dalle
parti, seppur chiari; dall’art. 18 cpv. 1 CO traspare che non si può erigere a
principio l’assioma che in presenza di un testo chiaro si debba escludere il
ricorso ad altri mezzi d’interpretazione; sebbene una clausola contrattuale
possa apparire a prima vista chiara ed indiscutibile, il fine perseguito dalle
parti, ma anche altre circostanze possono lasciar intendere che l’espressione
verbale non restituisca pienamente il senso dell’accordo concluso (STF del 9
ottobre 2006,5C.13/2006 consid. 3.2, DTF 128 III 212 consid. 2b/bb, consid.
3c). Sussidiariamente, all’interpretazione di clausole redatte esclusivamente
dall’assicuratore ed alle clausole generali prestampate trova applicazione il
principio “in dubio contra stipulatorem”, in virtù del quale esse vanno lette a
sfavore di chi le ha redatte, dunque dell’assicuratore (DTF 122 III 118 consid.
2a). L’art. 33 LCA ne è un’espressione (STF del 9 ottobre 2006,5C.13/2006
consid. 3.2, DTF 115 II 264 consid. 5a). Perché questa regola venga applicata
non basta, tuttavia, che le parti discordino sul significato da attribuire ad
una dichiarazione; questa deve effettivamente prestarsi a differenti
interpretazioni, ed inoltre deve essere impossibile, in assenza di altri mezzi
d’interpretazione, dissipare altrimenti il dubbio venutosi a creare (DTF 122
III 118 consid. 2d; 118 II consid. 1a).
2.8. In concreto
dal contratto di assicurazione collettiva emerge una copertura senza riserve
durante 730 giorni in un periodo di 900 giorni per il rischio malattia.
L’indennità riconosciuta è pari all’80% del salario, dopo un periodo di
differimento di 30 giorni, e viene versata se l’incapacità lavorativa dovuta a
malattia attestata dal medico è di almeno il 50% (doc. VII/1 e art. 15 CGA
1999).
L’assicuratore ha garantito le stesse prestazioni anche dopo il 31
marzo 2004 con il passaggio della convenuta nell’assicurazione individuale
sulla base di un importo di fr. 116 al giorno calcolato in funzione di un
salario di fr. 52'799 (cfr. doc. XIX/2, nonché art. 3.5 e 13.3. CGA 1999).
L’art.
9.1 CGA 1999 prevede che il calcolo delle indennità giornaliere si basa sull'ultimo
salario sottoposto all'AVS percepito dall'assicurato prima dell'inizio della
malattia. Detto salario viene convertito in salario annuo e diviso per 365
(cfr. art. 17.1 CGA 2004).
Per l'art.
13.3 CGA 1999 (libero passaggio nell'assicurazione individuale) nell'ambito
delle condizioni e delle tariffe in vigore per l'assicurazione individuale,
l'assicuratore garantisce le prestazioni assicurate in precedenza. Se
l'assicurato è inabile al lavoro nel momento in cui passa nell'assicurazione
individuale o in caso di ricaduta dopo il passaggio, si terrà conto della
durata delle prestazioni corrisposte nel quadro dell’assicurazione collettiva,
computando i relativi giorni nella nuova assicurazione individuale.
Dal
tenore delle condizioni generali menzionate risulta che il diritto
all’indennità giornaliera per perdita di guadagno previsto dalla polizza
assicurativa è subordinata alla circostanza che l’assicurata subisca una
perdita effettiva sul piano economico. L’importo viene calcolato sulla base
dell’ultimo salario percepito.
Interpretate
alla luce del principio dell'affidamento (cfr. art. 18 CO; DTF 122 III 118
consid. 2a pag. 121 e riferimenti; DTF 112 II 245 consid. II/1c pag. 253), la
polizza assicurativa e le condizioni generali possono essere comprese solo nel
senso che il rischio coperto dal contratto è la perdita di guadagno effettiva,
subita a causa di un’incapacità di guadagno causata da una malattia o un
infortunio (cfr. anche art. 15.1 CGA 2004).
Si
tratta dunque di un’assicurazione contro i danni.
Quindi, dev'essere
dimostrata una perdita di guadagno effettiva, in quanto presupposto necessario
per l'assegnazione delle indennità giornaliere.
2.9. Per quanto
concerne il calcolo stesso della sovrassicurazione, per l’art. 12.1 CGA 1999
qualora l’assicurato percepisca prestazioni da un’assicurazione sociale
svizzera, da un’assicurazione straniera paragonabile o da un terzo avente la
responsabilità civile, allo scadere del periodo di differimento, la Cassa
malati integra la parte di effettiva perdita di guadagno non coperta dalle
suddette assicurazioni, al massimo tuttavia l’indennità giornaliera stabilita
contrattualmente (cfr. anche art. 20.1 CGA 2004).
A norma
dell’art. 12.6 CGA 1999 le disposizioni previste alla cifra 12 non sono valevoli,
qualora l’indennità giornaliera sia assicurata in franchi o in somma salariale
fissa.
Per l’art.
15.1 CGA 1997 nei casi di prestazioni per i quali è d’obbligo l’indennizzazione
secondo la LAINF, l’assicurazione militare oppure l’assicurazione invalidità,
nell’ambito delle prestazioni assicurate l’attrice paga la parte di prestazioni
dovute, non coperta da tali assicuratori.
Dal
chiaro tenore delle CGA del 1997 e del 1999 emerge che le parti hanno inteso
concludere un'assicurazione che copre, in caso di versamento di prestazioni da
parte di altri assicuratori sociali (LAINF, assicurazione militare o
assicurazione invalidità), unicamente la differenza tra l'importo dovuto
dalla Cassa e l'ammontare complessivo versato dagli altri assicuratori
(cfr. anche STCA 36.2003.95 del 4 agosto 2004). Per cui il riferimento alle
norme della LPP non è corretto. Gli art. 12.1 CGA 1999 e 15.1 CGA 1997 sono
infatti chiari circa il calcolo del sovraindennizzo (cfr. anche art. 20.1 CGA
2004).
2.10. In concreto
la Cassa ha stabilito che per il periodo dal 1.1.2004 al 31.3.2005 lo stipendio
assicurato era pari a fr. 116 al giorno (80% del salario annuale di fr. 52'799),
per un importo complessivo di fr. 52'896 (116 X 456).
Nello
stesso periodo l’interessata ha percepito una rendita AI di fr. 25'989 ([1'726
X 12 mesi] + [1'759 X 3 mesi]), per un totale di fr. 78'885.
Per cui
il sovraindennizzo (cfr. consid. 2.9) ammonta a fr. 25'989 (78'885 – 52'896).
Oltre a
chiedere la restituzione dell’importo in esame, l’attrice ha ridotto l’importo
dell’indennità giornaliera, dal 1° aprile 2005, a fr. 59.— fino al 30 settembre
2005, poi di nuovo fr. 116 fino al 31 dicembre 2005.
Accertato
che l’indennità riconosciuta è pari all’80% del salario percepito
precedentemente (e non il 100%, cfr. doc. VII/1, pag. 2, nonché consid. 2.8),
va sottolineato che per il calcolo della prestazione fa stato unicamente il
Considerandi
salario conseguito dalla convenuta presso il datore di lavoro che aveva
concluso l’assicurazione con l’attrice. Il guadagno assicurato presso l’attrice
era unicamente quello percepito dalla __________.
Infatti, per l’art. 9.1 CGA 1999 in caso di calcolo delle prestazioni
d’indennità giornaliera in funzione del salario, come nel caso di specie, il
calcolo si basa sull’ultimo salario sottoposto all’AVS percepito
dall’assicurato prima dell’inizio della malattia, comprese le componenti del
salario non ancora pagate, alle quali egli ha diritto e che sono assicurate.
Detto salario viene convertito in salario annuo e diviso per 365 (cfr. anche
art. 17.1 CGA 2004).
Se prima
della malattia l’assicurato era occupato presso più datori di lavoro, viene
considerato soltanto il salario percepito nell’azienda dello stipulante.
Da parte
sua l'art. 13.3 CGA 1999 (passaggio nell'assicurazione individuale) rammenta
che nell'ambito delle condizioni e delle tariffe in vigore per l'assicurazione
individuale, l'assicuratore garantisce le prestazioni assicurate in precedenza.
Se l'assicurato è inabile al lavoro nel momento in cui passa nell'assicurazione
individuale o in caso di ricaduta dopo il passaggio, si terrà conto della
durata delle prestazioni corrisposte nel quadro della presente assicurazione,
computando i relativi giorni nella nuova assicurazione individuale.
Non
va poi dimenticato che il contratto stipulato dal datore di lavoro con
l'assicurazione è un contratto a favore di terzi (art. 112 CO; Vincent Brulhart,
op. cit., pag. 99). Il lavoratore non è parte al contratto, anche se ne è
il beneficiario (Hans-Rudolf Müller, op. cit., pag. 30).
Con la (valida)
conclusione di un contratto di assicurazione malattia collettiva il datore di
lavoro si libera dal suo obbligo di continuare a versare il salario (DTF 120 V
38.
consid. 3); gli subentra l'assicuratore, il quale non versa al lavoratore/assicurato
il salario vero e proprio, dal quale andrebbero ancora dedotti i contributi
sociali, bensì un'indennità giornaliera, esente da tali contributi (Adrian von
Kaenel, op. cit., pag. 116).
Per cui solo il salario
conseguito presso la __________ può essere preso in considerazione per il
calcolo della sovrassicurazione, ad esclusione degli altri importi conseguiti
con ulteriori datori di lavoro.
Circa l’ammontare dello
stesso, l’assicuratore ha giustamente preso in considerazione il salario di
fr. 52'799 dichiarato dal datore di lavoro nell’annuncio dell’inabilità
lavorativa, ossia quello precedente l’insorgere della malattia (l’1.1.2004,
doc. A7; cfr. art. 9.1 CGA 1999). Per contro il premio mensile
non rientra nel calcolo del sovraindennizzo, trattandosi dell’importo che
l’interessata deve pagare se intende beneficiare dell’assicurazione perdita di
guadagno in caso di malattia e non di un reddito ai sensi dell’art. 15.1 CGA.
Infine, per
quanto concerne invece la circostanza che l’assicuratore __________ avrebbe
rinunciato a chiedere il rimborso per il periodo precedente ma ha poi dedotto
completamente la rendita AI dalle indennità dovute va rilevato che pendente
causa il TCA ha chiesto ad __________, relativamente al periodo 1.1.2004-31.3.2005,
di voler indicare se ha domandato la restituzione dell’importo
all’assicurazione per l’invalidità, quanto è stato chiesto in restituzione e
quando l’importo richiesto è stato versato (doc. XXVIII).
L’assicuratore ha risposto che “__________ hat nach Uberprüfung des
Taggeldfalles von Frau CO 1 auf eine Verrechnung der IV-Leistungen verzichtet.“
(doc. XXIX).
Tuttavia,
l’assicurata, in sede di osservazioni ha rilevato che con effetto dal 1° aprile
2005.
la stessa __________ ha dedotto dall’indennità perdita di guadagno
spettante all’assicurata parte della rendita AI (cfr. doc. XXXIII e allegati).
Il TCA ha nuovamente
interpellato quest’ultimo assicuratore chiedendogli se le indennità versate da
aprile a dicembre 2005 sono state ridotte tramite compensazione con la rendita
AI, se gli importi di fr. 1'734.90, rispettivamente di fr. 1'792.75 figuranti
nei documenti intitolati “Uberversicherung” corrispondono all’importo
della rendita AI dedotta e di trasmettere a questo Tribunale i calcoli di tutti
i mesi per i quali __________ ha dedotto la rendita AI dalla propria indennità
perdita di guadagno (doc. XXXII).
L’assicuratore ha risposto
trasmettendo una lettera del 4 febbraio 2008 inviata a tale lic. iur __________,
dove viene indicato quanto segue:
"
Nach Uberprüfung der Taggeldzahlungen seit dem
1.
Januar 2004 stellen wir fest, dass ab 31. März 2004 unter Verrechnung der
zugesprochenen IV-Rente bei Frau CO 1 aufgrund der gesetzlichen Bestimmungen
und der allgemeinen Versicherungsbedingungen (AVB Artikel 22.1) eine Uberentschädigung
eingetreten ist.
Es ergibt sich für die Zeit vom 31.03.2004 bis
31.03.2005
folgende Abrechnung:
Ausbezahlte Taggelder (versicherter
Erwerbsausfall) Fr. 25’300
+ IV-Rente (Anteil __________ 35.19%)
7'327.75
Total Leistungen
Fr. 32'627.75
./. versicherter Erwerbsausfall vom 31.03.2004
bis 31.03.2005
Fr. 25’300
Mögliche Verrechnung mit der
Ausgleichskasse Fr. 7'327.75
Für die Zeit ab 1.04.2005 bis 31.12.2005 ergibt
sich
folgende Abrechnung:
ausbezahlte Taggelder (./. voller IV-Rente) Fr.
3'146.75
Anspruch nach Abzug (IV-Rente 35.19%) Fr.
13'364.65
Nachzahlung zu Gunsten Frau CO 1 Fr.
10'217.90
Wenn Sie im Brief richtig erwähnen, hat die __________
für die Zeit vom 1.04.2005 bis 31.12.2005 den vollen Uberentschädigung vom
Taggeld abgezogen, was nicht korrekt war.
Trotz Einreichen des unterzeichneten Formulars
und Bestätigung (Brief vom 26.10.05 an die __________) haben wir von der
Ausgleichskasse den geforderten Betrag, von Fr. 20'823.65 (nach Splitting Fr.
7'327.75), leider nie erhalten. Aus diesem Grund müssten wir den Betrag bei
Frau CO 1 direkt einfordern.
Aus der Aufstellung können Sie entnehmen, dass
Frau CO 1 nach Berechnung der __________ noch einen Anspruch von Fr. 2'890.15
hat (Fr. 10'217.90 – Fr. 7'327.75)." (doc. XXXIII/1)
Dal
conteggio allegato a questo scritto emerge che __________, per il calcolo
dell’indennità perdita di guadagno dovuto in virtù dell’attività svolta per la __________
, ha dedotto dalla prestazione assicurata il 35,19% della rendita AI percepita
nel 2004 (fr. 19.19 al mese) e nel 2005 (fr. 20.35 al mese) dalla convenuta,
per un totale di fr. 12'903.65 (cfr. doc. XXXIII/2: fr. 7'237.75 + 5’575.90).
Secondo questo Tribunale,
al fine di evitare una doppia deduzione della rendita AI (nel calcolo del
sovraindennizzo per prestazioni __________ e nel calcolo del sovraindennizzo
per prestazioni AT 1) questo importo va dedotto da quello chiesto in
restituzione dall’attrice, secondo il calcolo che seguirà.
A questo proposito va
sottolineato che l’assicuratore, in sede di osservazioni ha affermato:
" Ai
sensi delle disposizioni citate, la rendita AI va interamente computata
all’indennità assicurata. Nella denegatissima ipotesi in cui, in considerazione
delle pretese formulate da __________, si dovesse giustificare unicamente un
computo parziale della rendita AI alle indennità già versate da AT 1, ciò non
nella misura indicata da controparte. L’indennità assicurata presso __________
è infatti notevolmente inferiore a quella assicurata presso AT 1.” (doc. XIV)
In concreto va tenuto
conto del fatto che dal 1° aprile 2005 al 30 settembre 2005 la AT 1 ha versato
una prestazione di fr. 59 al giorno calcolati deducendo l’intera rendita AI.
Dal 1° ottobre 2005 al 30 dicembre 2005 l’assicuratore ha invece versato
l’intero importo di fr. 116 al giorno, malgrado il diritto fosse esaurito al 30
novembre 2005 (le condizioni contrattuali prevedono una copertura senza riserve
durante 730 in un periodo di 900 con un periodo di attesa di 30 giorni).
L’attrice, se non vi fosse
stata sovrassicurazione, avrebbe dovuto versare un importo di fr. 116 X 700
giorni (366 nel 2004 [anno bisestile] + 334 [365 – 31 del mese di dicembre] nel
2005), ossia fr. 81'200.
Da questa somma vanno
dedotti fr. 40’061 (20'712 [1'726 X 12]+ [1'759 x 11] 19’349) di rendita AI
intera per un importo complessivo dovuto di fr. 41'139.
A questa somma deve
tuttavia essere aggiunta la rendita AI già dedotta nel calcolo di sovrassicurazione
di __________, ossia fr. 12'903.65, per complessivi fr. 54'042.65.
Considerato che l’attrice
ha già versato fr. 74'249 (cfr. doc. A10), può chiedere in restituzione fr.
20'206.35 (74'249 – 54'042.65).
Va ancora rilevato che
nell’importo di fr. 74'249 è compreso l’ammontare di fr. 10'556 versato il 3
febbraio 2006 e relativo al periodo 1.10.2005-30.12.2005, il quale, a sua
volta, comprende un importo di fr. 1'594.30, non versato alla convenuta poiché
compensato con i premi di ugual importo ancora dovuti da CO 1.
In queste
condizioni l’assicuratore ha giustamente chiesto la restituzione dell’importo
versato in troppo in applicazione dell’art. 62 CO.
La richiesta della Cassa
che ha versato l’importo per errore (avendo l’attrice creduto di essere debitrice
della prestazione versata alla convenuta poiché al momento del pagamento
dell’indennità non era a conoscenza dell’importo esatto della rendita AI che
avrebbe poi ottenuto l’interessata; cfr. anche DTF 124 II 570, consid. 4e, 127
V 252, 128 V 236, SVR 1995 BVG Nr. 27, SZS 1997 pag. 228 seg.), risulta
corretta nel principio anche se l’importo chiesto in restituzione, come visto,
va ridotto.
2.11
Infine, la convenuta afferma
che gli interessi in ogni caso non decorrono prima del 6 aprile 2006 poiché
solo con il precetto esecutivo l’attrice l’ha messa in mora. L’attrice aveva
invece chiesto gli interessi dal 1° maggio 2005.
Per
l’art. 102. cpv. 1 CO se l’obbligazione è scaduta, il debitore è costituito in
mora mediante interpellazione del creditore.
A norma
dell’art. 102 cpv. 2 CO quando il giorno dell’adempimento sia stato stabilito o
risulti determinato da una disdetta preventivamente convenuta e debitamente
fatta il debitore è costituito in mora pel solo decorso di detto giorno.
L’art.
104.
cpv. 1 CO prevede che il debitore in mora al pagamento di una somma di
danaro deve pagare gli interessi moratori del cinque per cento all’anno,
quand’anche gli interessi convenzionali fossero pattuiti in misura minore.
In
concreto dagli atti emerge che il 1° aprile 2005 l’assicuratore ha scritto alla
convenuta informandola della sovrassicurazione intervenuta in seguito al
versamento della rendita AI e del fatto che l’importo versato in troppo sarebbe
stato richiesto direttamente alla Cassa di compensazione competente (doc. A/13
e 14).
In
seguito al rifiuto della convenuta di sottoscrivere il formulario relativo alla
sovrassicurazione (cfr. doc. A16, 17, 18, 19, 20, 21), la AT 1 ha fatto
spiccare il citato precetto esecutivo. Non risulta che la AT 1 abbia messo in
mora la convenuta prima della notifica del PE il 6 aprile 2006 (doc. A5). Per
cui gli interessi possono decorrere unicamente da tale data.
Parzialmente
vincente in causa la convenuta ha diritto a ripetibili ridotte.
2.12
La convenuta,
con la risposta, propone l’assunzione di ulteriori prove (doc., testi,
interrogatorio formale).
Questo
TCA, visti i numerosi accertamenti effettuati, nonché la documentazione
prodotta dalle parti, ampiamente sufficiente per poter statuire nel merito
della causa rinuncia ad assumere altre prove che non potrebbero modificare
l’esito della petizione.
Va a
questo proposito rammentato che conformemente alla costante giurisprudenza,
qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice,
in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la
probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che
altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si
rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove;
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner,
Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39
no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag.
274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II
469.
consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344
consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una
violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost.
(e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid.
1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
2.13
Con il 1°
gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale federale del
17.
giugno 2005 (LTF).
A proposito della materia qui in questione (causa di diritto civile),
la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 1
LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni
soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b
LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il
valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore litigioso non
raggiunge questo importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la
controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art.
74.
cpv. 2 lett. a LTF). Per l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile
contro le decisioni pronunciate dalle autorità cantonali di ultima istanza e
dal Tribunale amministrativo federale.
L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione
del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei
diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in
materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari
(lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97 cpv. 1
LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato
svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi
dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito
del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova soltanto
se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono ammissibili
nuove conclusioni (art. 99 LTF).
Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il
Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale della
decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso per
denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di regola,
il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti delle
conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia civile se è
diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a LTF). Secondo
l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui fatti accertati
dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento è stato fatto
in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo 95. Giusta
l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le
conclusioni delle parti.
Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso
ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso
può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del
ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia
ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il
valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di
eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima
istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto
costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006,
n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg.).
Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un
ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che
"la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale tratta i due
ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo
le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."
In concreto, con la petizione l’attrice chiede la
condanna della convenuta al pagamento di un importo di fr. 25’989 oltre
interessi al 5% dal 1° maggio 2005.
Trattandosi di una causa di carattere pecuniario,
non sono pertanto dati gli estremi per interporre un eventuale ricorso in
materia civile al Tribunale Federale sulla base del valore litigioso (art. 74
cpv. 1 lett. b LTF).
Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali
svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una
copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in
materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare
all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.La petizione è parzialmente accolta.
Di
conseguenza:
§ CO 1 è
condannata a rimborsare alla AT 1 l’importo di fr. 20'206.35 per indennità giornaliere versate in sovrindennizzo, oltre ad
interessi al 5% dal 6 aprile 2006.
§§
L’opposizione al precetto esecutivo n. __________ dell’UEF di __________ del __________
è rigettata in via definitiva limitatamente all’importo di fr. 20'206.35 oltre ad interessi al 5% dal 6 aprile 2006 e le spese ivi
figuranti.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
AT 1 verserà a CO 1 fr. 600 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.
3. Comunicazione
alle parti ed all'UFAP, Berna.
Contro il presente giudizio è dato ricorso in
materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare
quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve
motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al
ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso è
ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta almeno a:
a. Fr.
15'000.- nelle controversie in
materia di diritto del lavoro e di locazione;
b. Fr.
30'000.- in tutti gli altri
casi.
Quando il valore litigioso non raggiunge
l’importo determinante secondo il punto precedente, il ricorso è ammissibile se
la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale.
4. Qualora
non sia ammissibile il ricorso in materia civile, contro la presente decisione
è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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