36.2007.78
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7 gennaio 2008Italiano24 min
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Numero d'incarto:
36.2007.78
Data decisione, Autorità:
07.01.2008, TCA
Titolo:
Richiesta di esonero dall'obbligo assicurativo in Svizzera: esame delle condizioni poste dalla giurisprudenza per ottenere l'esonero. In concreto è stata accertata la possibilità di sospendere/disdire le prestazioni già assicurate nel nostro Paese e mantenere le prestazioni non previste dalla LAMal
ESONERO DALL'OBBLIGO ASSICURATIVO
art. 13 cpv. 2 let. a CEE1408/71
art. 3 LAMAL
art. 2 cpv. 8 OAMAL
Raccomandata
Incarto n.
36.2007.78
cs
Lugano
7 gennaio
2008
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 24 maggio 2007 di
RI 1
contro
la decisione su reclamo del 2 maggio 2007
emanata da
Istituto assicurazioni sociali Ufficio
assicurazione malattia, 6501 Bellinzona
in materia di assicurazione sociale
contro le malattie
ritenuto, in
fatto
Fatti
A. Con
decisione del 31 gennaio 2007, confermata dalla decisione su reclamo del 2
maggio 2007, l'Istituto delle assicurazioni sociali (di seguito: IAS) ha
respinto la richiesta di RI 1, cittadina __________ nata nel __________,
detentrice di un permesso di dimora di tipo __________ per svolgere attività
lucrativa, che chiedeva di essere esonerata dall'obbligo di assicurarsi contro
le malattie in Svizzera.
L’autorità
cantonale ha sostanzialmente stabilito che non sono adempiuti i presupposti
dell’art. 2 cpv. 8 OAMal in assenza di una copertura completa di ogni costo nelle
strutture per anziani o in caso di cure a domicilio secondo quanto prescritto
dall’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo il diritto
svizzero e perché “il concetto di nettamente superiore è invalidato dal
fatto che non sono riconosciute le cure balneari ai sensi del diritto svizzero.”
(doc. A)
B. L’interessata
è tempestivamente insorta contro la predetta decisione ritenendo adempiute le
condizioni dell’art. 2 cpv. 8 OAMal.
La
ricorrente rileva di essere affetta da sclerosi multipla, “malattia seria e
cronica”, e di aver sempre fatto capo alle strutture __________ in caso di
bisogno (doc. I). L’attuale assicuratore __________, garantisce una copertura
privata sia in __________ che in Svizzera.
La
ricorrente afferma che il catalogo delle prestazioni è equivalente a quello
dell’art. 25 LAMal, eccetto per quanto concerne il “contributo alle spese di
cure balneari”, che in __________ non rappresenta una spesa a sé stante ma
è compresa tra le normali cure prescritte dal medico (“§4. punto 5 delle “Allgemeine
Versicherungsbedingungen der __________”). L’insorgente rileva inoltre che,
a causa della sua malattia, la __________ si è rifiutata di concludere
un’assicurazione complementare privata con tutte le prestazioni assicurate
dalla __________ (tra le quali, in particolare, la copertura privata in __________
e all’estero, inclusa la libera scelta in tutta la Svizzera). Dovendo mantenere
l’attuale assicurazione e dovendo stipulare un’assicurazione in Svizzera
l’interessata si troverebbe confrontata con un doppio onere inammissibile.
L’assicurata
sostiene infine che il caso di specie è un classico esempio in cui l’art. 2
cpv. 8 OAMal andrebbe applicato poiché l’abbandono dell’assicurazione __________
provocherebbe un netto peggioramento della protezione assicurativa, giacché non
sarebbe più garantita la libera scelta del medico e dell’Ospedale in tutta
l’Europa, come pure le cure dentarie ed alternative (omeopatia e agopuntura) in
tutta Europa. Inoltre l’assicurazione svizzera non coprirebbe le cure in __________
in classe privata, ma solo, in caso di urgenza. Lo stato di salute non
permetterebbe di stipulare un’assicurazione equivalente in Svizzera.
C. Con
risposta del 26 giugno 2007 l’IAS propone la reiezione del ricorso rilevando in
particolare che la copertura estera è inferiore a quella svizzera per quanto
concerne la copertura delle prestazioni in istituti per persone anziane e che
altre prestazioni, facendo capo al criterio della probabilità preponderante,
sarebbero assunte solo in modo limitato (doc. V).
D. Pendente
causa le parti hanno ribadito le loro posizioni. In particolare l’insorgente ha
affermato di essersi nel frattempo assicurata presso la __________ per non
rischiare una sanzione nel caso in cui il ricorso fosse respinto ed ha aggiunto
che se “il ricorso verrà accolto rescinderà il contratto.” (doc. VII).
E. Con
scritto del 29 novembre 2007, conformemente alla giurisprudenza federale relativa
al diritto di essere sentito nel caso in cui vi è un cambio di motivazione, il
TCA ha assegnato all’insorgente un termine per esprimersi circa la possibilità
di sospendere le coperture estere già assicurate in Svizzera oppure trasformare
la copertura in assicurazione complementare a quella svizzera (doc. XIV).
F.
Tramite osservazioni del 17 dicembre 2007 l’interessata ha mantenuto la sua
posizione, rilevando in particolare che in caso di rinuncia all’assicurazione __________
non è possibile ottenere una copertura equiparabile (doc. XX).
in
diritto
in ordine
1. La
presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante
importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione
delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 49 cpv.
Considerandi
2.
della Legge organica giudiziaria (STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I
707/00) e 2 cpv. 1 LPTCA.
nel
merito
2.
Oggetto
del contendere è quello di stabilire se la ricorrente, cittadina __________ a
beneficio di un permesso di dimora __________ per svolgere un’attività
lucrativa, può ottenere l'esonero dall'assicurazione obbligatoria svizzera in
virtù del rapporto assicurativo in __________.
3.
Secondo
l'art. 3 LAMal
" 1 Ogni persona domiciliata in Svizzera deve
assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure
medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita
in Svizzera.
2.
Il Consiglio federale può prevedere eccezioni
all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali
e di Stati esteri.
3.
Può estendere l’obbligo d’assicurazione a persone
non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che:
a. esercitano un’attività in Svizzera o
vi hanno la propria dimora abituale (art. 13 cpv. 2 LPGA);
b. lavorano all’estero per conto di un
datore di lavoro con sede in Svizzera".
L'art. 1
cpv. 1 OAMal precisa in proposito che
" 1 Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli
articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi
conformemente all’articolo 3 della legge."
Una
persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di
stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue
relazioni e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza
citata; DTF 123 III 100).
4.
Ritenuta
l’esistenza di un domicilio in Svizzera, non contestato in concreto, va esaminato
se la ricorrente é obbligata ad assicurarsi nel nostro Paese.
L'art.
3.
cpv. 2 e 3 LAMal dà infatti facoltà al Consiglio federale di prevedere eccezioni
all'obbligo di assicurazione, segnatamente per le persone che possono godere
dei privilegi del diritto internazionale, in particolare i dipendenti di
organizzazioni internazionali e di stati esteri.
Facendo
uso della delega di cui all'art. 3 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale ha emanato
l'art. 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di assicurazione.
Tale disposto ha subito un'importante modifica con l'entrata in vigore, il 1°
giugno 2002, dell'”Accordo tra la Comunità europea ed i suoi Stati membri,
da una parte, e la Confederazione Svizzera, dall'altra, sulla libera
circolazione delle persone" (RS 0.142.112.681, di seguito: ALC; a
proposito della conformità alla Costituzione ed all’ALC dell’art. 2 cpv. 2 e 8
OAMal: DTF 132 V 310).
In
particolare, l’art. 2 cpv. 8 OAMal, invocato dalla ricorrente, prevede che:
"
8.
A domanda, sono esentate dall'obbligo
d'assicurazione le persone a cui l'assoggettamento all'assicurazione svizzera
provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei
costi e che a causa della loro età e/o del loro stato di salute non possono
stipulare un'assicurazione complementare equiparabile o lo possono fare solo a
condizioni difficilmente sostenibili. La domanda dev'essere corredata di un
attestato scritto dell'organo estero competente che dia tutte le informazioni
necessarie. L'interessato non può revocare l'esenzione o la rinuncia all'esenzione
senza un motivo particolare."
5.
Come
detto il 1° giugno 2002 è entrato in vigore l’ALC che rinvia, per quanto concerne
la sicurezza sociale al "Regolamento (CEE) N. 1408/71 del Consiglio del
14.
giugno 1971 relativo all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai
lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro familiari che si
spostano all'interno della Comunità".
Va
innanzitutto esaminato se al caso di specie l’ALC ed il regolamento (CEE) n.
1408/71 sono applicabili.
Ratione
temporis sono applicabili sia l’ALC che il regolamento (CEE) n. 1408/71 poiché
le decisioni sono state emanate nel 2007 e concernono la richiesta di esenzione
dall’obbligo assicurativo per un periodo successivo all’entrata in vigore
dell’accordo (cfr. STF del 25 gennaio 2007, C 124/06, consid. 4.2; STFA del 24
luglio 2006 nella causa M., I 667/05, consid. 6.2; DTF 130 V 53 consid. 4.3;
Pratique VSI 2004 pag. 209 consid. 3.2 [sentenza del 27 febbraio nella causa
M., H 281/03]; SVR 2004 AHV no. 12 pag. 38 consid. 5 [sentenza del 5 febbraio
2004.
nella causa S., H 37/03]; cfr. pure la sentenza della CGCE del 7 febbraio
2002.
nella causa C-28/00, Kauer, Racc. 2002, pag. I-1343, punto 45).
L’Accordo
ed il regolamento si applicano pure ratione personae. L’assicurata è di
nazionalità __________ e pertanto cittadina di uno Stato contraente (art. 1
cpv. 2 Allegato II ALC). Quanto al necessario nesso transfrontaliero, esso è
senz’altro dato.
La
presente vertenza ricade anche ratione materiae nel campo di applicazione del
regolamento.
Quest’ultimo
si applica infatti a tutte le legislazioni relative ai settori di sicurezza sociale
riguardanti: a) le prestazioni di malattia e di maternità; b) le prestazioni
d’invalidità, comprese quelle dirette a conservare o migliorare la capacità di
guadagno; c) le prestazioni di vecchiaia; d) le prestazioni ai superstiti; e)
le prestazioni per infortunio sul lavoro e malattie professionali; f) gli
assegni in caso di morte; g) le prestazioni di disoccupazione; h) le prestazioni
familiari (art. 4 n. 1; cfr. a tal proposito: DTF 132 V 50 consid. 3.2.3; DTF
131.
V 395 consid. 3.2).
Alla
fattispecie va pertanto applicato l’ALC ed il regolamento (CEE) n. 1408/71.
6.
Come
visto l'ALC, per quanto concerne le assicurazioni sociali, rinvia al regolamento
(CEE) n. 1408/71.
Il
Titolo II del regolamento (CEE) n. 1408/71 (art. 13-17bis) contiene le norme
relative alla determinazione della legislazione applicabile.
Di
principio gli assicurati sono soggetti alla legislazione di un solo Stato
membro, di regola quella dello Stato in cui lavorano (principio
dell'assoggettamento contributivo: cfr. art. 13 del regolamento (CEE) n. 1408/71).
In
concreto, nella misura in cui l’interessata, residente in Svizzera, beneficia
di un permesso di dimora temporaneo __________ per svolgere un’attività
lucrativa, è tenuta ad affiliarsi contro le malattie nel nostro Paese (cfr.
art. 13 cpv. 2 lett. a regolamento (CEE) n. 1408/71).
7.
Va
ora esaminato se l'esonero può essere ottenuto in virtù del diritto interno
svizzero, in particolare dell'invocato art. 2 cpv. 8 OAMal, poiché in concreto
la ricorrente è coperta tramite un'assicurazione privata estera.
Per
quanto concerne l'applicazione di questo disposto va rammentato che con sentenza
del 4 febbraio 2004 nella causa E., inc. 36.2003.14, questo Tribunale ha confermato
la conformità dell'art. 2 cpv. 8 OAMal alla LAMal e al diritto europeo.
Il
TCA, circa l'applicazione di questa norma, ha in particolare affermato:
"
A proposito dell'interpretazione
del citato disposto, dalla sentenza dell'Alta Corte emerge innanzitutto che,
prima di accordare un eventuale esonero dall'assicurazione obbligatoria e
dunque prima di esaminare se i presupposti dell'art. 2 cpv. 8 OAMal sono dati
(netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura dei costi,
impossibilità di stipulare un'assicurazione complementare equiparabile a causa
dello stato di salute e/o età oppure possibilità ma solo a condizioni
difficilmente sostenibili), occorre innanzitutto accertare se l'assicurato può
mantenere le coperture assicurative estere non assicurabili in Svizzera e, nel
contempo, assicurarsi nel nostro Paese per le cure di base.
Se
vi è una possibilità in tal senso, un esonero è escluso.
Infatti,
l'art. 2 cpv. 8 OAMal, che prevede un'eccezione all'obbligo assicurativo, e va
dunque interpretato restrittivamente, va inteso nel senso che un esonero
assicurativo è possibile se, oltre alle condizioni enumerate nella norma,
l'assicurato non può mantenere l'assicurazione estera più estesa per le
prestazioni non coperte dall'assicurazione obbligatoria Svizzera.
(…)
Solo
ove ciò non fosse possibile, andrebbe applicato l'art. 2 cpv. 8 OAMal. Per cui,
contrariamente all'opinione dell'IAS, che interpreta estensivamente il disposto
dell'ordinanza, le eccezioni sono numericamente ridotte e circoscritte.
Infatti
le persone che beneficiano di assicurazioni più estese all'estero, prima di
poter invocare l'esonero previsto dall'art. 2 cpv. 8 OAMal, devono comprovare
di essere impossibilitate a mantenere unicamente le coperture non assicurabili
in Svizzera.
(…)
Anche
in questo caso la norma va interpretata restrittivamente. Innanzitutto l'esonero
dall'assicurazione obbligatoria può essere concesso unicamente se all'estero i
rischi assicurati sono coperti qualitativamente e quantitativamente meglio che
non in Svizzera. Occorre in altre parole effettuare una valutazione complessiva
e globale della situazione e, solo se l'assicurazione estera permette una
copertura nettamente più estesa rispetto a quella prevista dalla LAMal, l'amministrazione
potrà ritenere adempiuta la prima condizione ("l'assoggettamento in Svizzera
provoca un netto peggioramento della protezione assicurativa o della copertura
dei costi").
Infine,
se anche questo requisito sarà adempiuto, l'amministrazione dovrà esaminare
l'ultima condizione, ossia stabilire se a causa dell'età e/o dello stato di
salute dell'interessato non è possibile stipulare un'assicurazione
complementare equiparabile a quella estera o è possibile solo a condizioni
estremamente difficili.
Solo
se tutte le sopra citate condizioni sono adempiute l'assicurato può beneficiare
dell'esonero.
La
possibilità di ottenere l'esenzione dall'assicurazione obbligatoria appare di
conseguenza assai limitata."
Il
TFA, con sentenza del 29 marzo 2006, pubblicata in DTF 132 V 310, ha stabilito
che in quanto non prevedono alcuna possibilità di esenzione per le persone
esercitanti un'attività lucrativa in Svizzera, domiciliate in Svizzera,
soggette al diritto svizzero secondo il Titolo II del regolamento n. 1408/71,
al beneficio di un'assicurazione privata facoltativa in uno Stato le cui disposizioni
di legge non sono loro più applicabili secondo il regolamento n. 1408/71, e per
le quali il motivo per cui non possono più, se non a condizioni proibitive,
assicurarsi a titolo complementare in Svizzera nella stessa misura come in
precedenza non è dovuto alla loro età e/o allo stato di salute, gli art. 2 cpv. 2 e 8 OAMal non sono contrari né alla legge,
né alla Costituzione, né all'ALC (consid. 8 e 9; cfr anche STFA del 25
agosto 2006 nella causa B, K 138/05).
L’Alta Corte, a
proposito dell’art. 2 cpv. 8 OAMal, ha precisato:
" 8.5.6 Der neue Art. 2 Abs. 8 KVV kommt nicht allen
Personen zugute, für die eine Unterstellung unter die schweizerische
Versicherung eine klare Verschlechterung des bisherigen Versicherungsschutzes
oder der bisherigen Kostendeckung zur Folge hätte und die sich nicht oder nur
zu kaum tragbaren Bedingungen im bisherigen Umfang zusatzversichern könnten,
sondern nur jenen, bei denen Letzteres auf ihr Alter und/oder ihren
Gesundheitszustand zurückzuführen ist. Die Norm schützt somit nicht allgemein
Personen, für die der Wechsel zum schweizerischen System zwar einen teureren
und/oder weniger guten Versicherungsschutz bedeutet, die sich aber immerhin -
wenn auch möglicherweise nicht im bisherigen Umfang, aber doch insoweit im
bisherigen Umfang, als diesen Umfang garantierende Versicherungen in der
Schweiz überhaupt angeboten werden - über das gesetzliche Minimum
(obligatorische Krankenpflegeversicherung) hinaus zusatzversichern können
(privatrechtliche Versicherung nach dem Bundesgesetz über den
Versicherungsvertrag, VVG [vgl. Art. 12 Abs. 2 und 3 KVG]; z.B. eine Ferien-
und Reiseversicherung im Hinblick auf Geschäftsreisen, die auch den Schutz
ergänzen könnte, der bei Auslandaufenthalten schon aufgrund der in Art. 22 in
Verbindung mit Art. 22b der Verordnung Nr. 1408/71 vorgesehenen
Sachleistungsaushilfe besteht). Sie kann nur von denjenigen Personen mit Erfolg angerufen werden, die sich - im Rahmen des in der
Schweiz nutzbaren Versicherungsangebots - nur deshalb nicht oder nur zu kaum tragbaren
Bedingungen im bisherigen Umfang zusatzversichern können, weil sie wegen ihres
Alters und/oder ihres Gesundheitszustandes entsprechende Zusatzversicherungen
entweder überhaupt nicht oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen abschliessen
können. Art. 2 Abs. 8 KVV soll mit anderen Worten nicht den Nachteil
verhindern, den eine Person dadurch erleidet, dass das schweizerische System
den Versicherungsschutz, den sie bisher unter dem ausländischen System genoss,
überhaupt nicht oder nicht zu gleich günstigen Bedingungen vorsieht. Er soll
vielmehr den Nachteil vermeiden, der daraus resultiert, dass eine Person bis
zum Erreichen ihres bisherigen ausländischen Versicherungsniveaus von in der
Schweiz tatsächlich vorhandenen Angeboten wegen ihres Alters und/oder
Gesundheitszustandes nicht oder nur zu kaum tragbaren Bedingungen Gebrauch
machen kann.
Für diese unterschiedliche Behandlung von Personen, bei denen solche
Gründe des Alters und/oder Gesundheitszustandes vorliegen, auf der einen und
von Personen, bei denen solche Gründe fehlen, auf der andern Seite gibt es
einen vernünftigen Grund. Dieser liegt im Zweck des Obligatoriums, der nicht
nur darin besteht, zu verhindern, dass infolge Fehlens einer Versicherung unter
Umständen bei Risikoeintritt das Gemeinwesen für höhere oder alle Kosten
aufkommen muss, sondern auch darin, die Solidarität zwischen Gesunden und
Kranken zu gewährleisten (Erw. 8.3 hievor; Verwerfung des Arguments, dass nicht
die Solidarität, sondern das Bestehen eines gleichwertigen Versicherungsschutzes
ausschlaggebend sei, im nicht veröffentlichten Urteil T. vom 29. Juni 2000, K
155/98). Diese Funktion des Obligatoriums würde nämlich vereitelt, wenn sich so
genannte gute Risiken generell durch Abschluss einer vorteilhafteren privaten
Versicherung von der durch das Obligatorium bezweckten Solidargemeinschaft
befreien könnten, was die Kosten für die in dieser Gemeinschaft verbleibenden
Personen in die Höhe triebe. In Anbetracht dieser Überlegungen kann auch nicht
gesagt werden, Art. 2 Abs. 8 KVV lasse sich nicht auf ernsthafte Gründe stützen
oder sei sinn- und zwecklos. Diese Bestimmung ist somit ebenso wenig
verfassungswidrig wie die vorangehenden Absätze des Art. 2 KVV.“
Con
sentenza K 109/06 del 5 dicembre 2007, a proposito di una richiesta di esonero
dall’assicurazione obbligatoria, il TF ha rilevato:
"
(…)
5.5
Questa Corte ha più volte avuto modo di affermare che, malgrado l’art. 3 cpv. 2
LAMal conceda al Consiglio federale un ampio potere di apprezzamento, in
considerazione dello scopo perseguito dalla legge, consistente nell’attuazione
della solidarietà, eccezioni al principio dell’assicurazione obbligatoria sono
ammesse solo in maniera restrittiva.
(…)
7.
(…)
Per
il resto si osserva che la Corte cantonale, sulla base degli atti di causa e in
particolare delle disposizioni contrattuali fondate sul regolamento (… omissis
…) ha accertato, in maniera sostenibile, che i coniugi X potrebbero mantenere
le coperture assicurative estere non assicurabili in Svizzera e, nel contempo,
assicurarsi nel nostro Paese. Il che osterebbe ugualmente all’invocazione
dell’art. 2 cpv. 8 OAMal da parte del ricorrente (sulle possibilità per un
assicurato anziano di ottenere, se del caso – a fronte delle difficoltà di
concludere un’assicurazione complementare in Svizzera-, la sospensione del
contratto assicurativo estero oppure la sua trasformazione [temporanea] in
un’assicurazione complementare all’assicurazione obbligatoria malattia svizzera
cfr. inoltre RAMI 2000 no. KV 102 pag. 16 consid. 4d).”
8.
Pendente causa il TCA ha interpellato l’interessata, rammentandole
che in un’altra causa che aveva occupato questo Tribunale in passato, un
assicuratore __________ aveva informato i propri assicurati, e per essi l’UAM e
questo Tribunale, che sarebbe stato possibile sospendere le prestazioni già
coperte dall’assicurazione svizzera e/o trasformare l’assicurazione ____________________
in assicurazione complementare a quella svizzera con, tra l’altro, un grande
beneficio economico (doc. XI). Questo Tribunale ha domandato se, nel caso di
specie, sarebbe possibile adottare questa soluzione.
Malgrado
quanto indicato inizialmente nel formulario da compilare per ottenere l’esonero
dall’obbligo assicurativo (cfr. doc. 3), l’insorgente ha risposto affermando
che l’assicuratore __________ le offre sia una sospensione delle prestazioni
fino al suo ritorno in __________, sia una modifica della copertura assicurativa
in una assicurazione complementare a quella svizzera (doc. XII).
L’interessata
ha tuttavia precisato che la sospensione converrebbe solo nel caso in cui tutte
le prestazioni fossero sospese e non solo quelle già coperte dalla LAMal,
poiché, tenuto conto della malattia di cui è affetta (sclerosi multipla), in
caso di ritorno in __________ non potrebbe più riottenere le stesse condizioni.
Ciò comprova comunque la circostanza che una sospensione, il cui costo non è
proibitivo (50 euro al mese, cfr. doc. XX), sarebbe possibile e garantirebbe
all’interessata i suoi diritti acquisiti in caso di rientro in __________.
Per
quanto concerne invece la possibilità di trasformare l’assicurazione estera in
assicurazione complementare a quella svizzera, la ricorrente afferma che il suo
assicuratore “ha appositamente sviluppato una proposta per i suoi assicurati
che vivono in Svizzera” (doc. XII). L’assicurazione copre le cure e le
protesi dei denti, le cure ospedaliere, non tuttavia le cure ambulatoriali.
Questo,
secondo l’insorgente, avrebbe quale conseguenza la perdita della libera scelta
dei medici in Svizzera e all’estero, giacché la sua scelta sarebbe limitata al
Canton Ticino. Allo stesso modo perderebbe la libera scelta dell’ospedale, potendosi
recare solo nel Cantone di domicilio.
Ciò
comporterebbe un netto peggioramento delle prestazioni assicurative.
L’assicurazione
di base svizzera e l’assicurazione complementare proposta dal proprio
assicuratore non coprirebbero tutte le prestazioni attuali.
Alla
luce di quanto sopra riportato, emerge che l’assicurata può, se lo vuole, sospendere
le prestazioni già assicurate in Svizzera oppure trasformare la sua assicurazione
in assicurazione complementare a quella svizzera. Il proprio assicuratore ha
infatti sviluppato un prodotto assicurativo appropriato per coloro che vivono
in Svizzera.
La
ricorrente ha pertanto la possibilità di mantenere un ottimo livello
assicurativo modificando le prestazioni assicurate presso la cassa malati __________.
Per
cui, già solo per questo motivo, l'art. 2 cpv. 8 OAMal non può trovare
applicazione.
Scopo
dell'art. 2 cpv. 8 OAMal è infatti quello di evitare che le persone assicurate
all'estero tramite assicurazioni private, allorché sono obbligate ad
assicurarsi in Svizzera, perdano i loro diritti in caso di disdetta
dell'assicurazione privata estera.
In
altre parole scopo della norma è di evitare che l'obbligo assicurativo svizzero
comporti l'obbligo di disdire le assicurazioni private estere con la
conseguenza che i cittadini svizzeri, dell'UE e dell'AELS si trovino meno bene
assicurati rispetto a quanto lo erano in precedenza in Stati dell'UE o
dell'AELS.
Come
sottolinea Locher, questa norma dell'ordinanza realizza il principio della protezione
della situazione acquisita, valido anche nell'ambito del diritto internazionale
della sicurezza sociale (cfr. Th. Locher,
"Auswirkungen des Freizügigkeits Abkommens auf das schweizerisches
Sozialversicherungsrecht" in "Die sektoriellen Abkommen
Schweiz-EG", Ed. Stämpfli, Berna 2002, pag. 39 seg.):
" Diese Verordnung ist Ausdruck der
Besitzstandgarantie (vgl. oben II, B, 2 am Ende). Die Regelung ist aber nicht
geglückt und wird in der Rechtsanwendung zweifellos zu erheblichen
Schwierigkeiten führen, weil sie sehr weitgefasste auslegungsbedürftige
unbestimmte Rechtsbegriffe ("klare Verschlechterung", "kaum
tragbare Bedingungen") enthält und zudem systemwidrig erst noch die
Zusatzversicherungen, die nicht eine Sozialversicherung bilden, sondern zu den
Privatversicherungen gehören, in das Sicherungssystem mit einbeziehen." (pag. 59)
e
Zu erwähnen ist schliesslich noch das auf ein Leiturteil des EuGH
abgestützte Prinzip der Besitzstandgarantie, welche zum Inhalt hat, dass einmal
nach nationalem Recht erworbene Ansprüche durch Europäische Sozialrecht niemals
gekürzt, sondern nur koordiniert werden können. (Urteil i.S. Petroni vom 21.
Oktober 1975 (EuGH, Rs 24/75, Slg. 1975, 1149). BERGMANN (Anm. 18), S. 40 ff.
verwendet deshalb den Ausdruck "Petroni-Prinzip".) (pag. 47)
Nel
caso di specie tuttavia la ricorrente non perde i suoi diritti nella misura in
cui può sospendere l'assicurazione privata estera e ripristinarla in caso di
ritorno nel Paese d'origine oppure trasformarla in un’assicurazione
complementare a quella svizzera (cfr. doc. XII).
Circa
l'asserita esclusione della copertura delle cure omeopatiche e la limitazione
della libertà di scelta poiché l'assicurazione __________ permetterebbe una
copertura supplementare per tutte le prestazioni ambulatorie ed ospedaliere, in
tutta la Svizzera ed all'estero, va rilevato che, notoriamente, il catalogo
delle prestazioni in Svizzera è esteso. Per cui non vi è motivo di temere una
riduzione della qualità delle prestazioni offerte (cfr. STCA del 20 settembre
2004, inc. 36.2004.62).
Circa
le cure all'estero, va rammentato che l'art. 36 OAMal prevede la possibilità di
recarsi all'estero se una prestazione prevista agli articoli 25 capoverso 2 e
29.
della legge non può essere effettuata in Svizzera o se ci si trova
all'estero in caso di urgenza.
Ciò
vale a maggior ragione dal 1° giugno 2002 con l'entrata in vigore degli Accordi
bilaterali sulla libera circolazione delle persone e del relativo regolamento
(CE) 1408/71 che prevede, a livello europeo, una norma analoga (cfr. art. 22
del regolamento (CEE) n. 1408/71).
Per
cui, considerato che, notoriamente, le cure fornite in Europa in generale ed in
Svizzera in particolare, di principio, sono di alto livello, questo TCA deve
concludere che non vi è un netto peggioramento delle condizioni assicurative se
l’assicurata è tenuta ad assicurarsi obbligatoriamente in Svizzera e non ha più
la possibilità di scegliere liberamente dove ottenere le proprie prestazioni in
Svizzera ed all'estero (cfr. STCA del 20 settembre 2004, inc. 36.2004.62). Del
resto, dagli atti emerge che l’interessata si è recata presso un nosocomio
ticinese per una visita medica per determinare l’evolversi della malattia (cfr.
allegato al doc. C) e va rammentato che, di regola, nella misura in cui una
determinata cura non può essere effettuata in Ticino, a certe condizioni fissate
dalla legge, può essere effettuata in un altro Cantone o, se ciò non è
possibile e le condizioni poste dalla legge sono adempiute, all’estero (cfr.
art. 41 cpv. 2 LAMal e art. 22 del regolamento (CEE) n. 1408/71).
Come
rileva giustamente l’UAM, in Svizzera sono certamente disponibili cure
d’avanguardia per il trattamento della sclerosi multipla. Per cui non vi è da
temere alcuna riduzione della qualità delle cure.
In
queste circostanze, già solo per questo motivo, senza che sia necessario esaminare
se l’assicurazione __________ copre ogni costo nelle strutture per anziani o in
caso di cure a domicilio secondo quanto prescritto dalla LAMal, la ricorrente è
tenuta ad affiliarsi in Svizzera per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico
sanitarie. La domanda di esonero deve di conseguenza essere respinta (cfr. STCA
del 20 settembre 2004, inc. 36.2004.62).
9.
L’insorgente, con le osservazioni del 17
dicembre 2007, afferma di essere “volentieri a disposizione per un colloquio
personale.” (doc. XX).
Il
TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza
per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2
Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.
Infatti,
secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento
pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e
inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad
esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di
testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile
obbligo (cfr. la recente STF del 21 agosto 2007, I 472/06,
consid. 2 che ha confermato questo principio, nonché DTF 122 V 47; cfr.
pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).
In
concreto, non essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad
un’udienza pubblica (l’assicurata ha solo dato la disponibilità per un
colloquio personale), questo TCA rinuncia ad una sua audizione poiché superflua
ai fini dell’esito della vertenza (cfr. STF del 21 agosto 2007, I 472/06, consid.
2).
Del
resto l’interessata ha ampiamente fatto uso della possibilità di presentare osservazioni
e documentazione nel corso della procedura.
Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso
delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve
essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero
modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento
anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124.
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il
ricorso è respinto.
2. Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
terzi implicati
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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