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Decisione

36.2008.116

Mancato pagamento dei premi.Procedura esecutiva sfocia in ACB.Debitore muore.Cassa escute l'erede,ma visto che l'insolvenza della successione, constatata con atti ufficiali,era nota alla Cassa e all'e

17 dicembre 2008Italiano17 min

Source ti.ch

Fatti

566 cpv. 2 CC, spetta ora alla ricorrente comprovare di avere rinunciato

tacitamente alla successione del fratello visto che l'insolvenza dell'assicurato

era notoria,

tuttavia, CO 1 stessa ritiene che anche se si

ammettesse che avrebbe potuto conoscere l'insolvenza dell'assicurato

sulla base degli importi litigiosi e del numero degli attestati di carenza

beni, essa non poteva comunque essere a conoscenza della rinuncia alla successione

da parte degli eredi,

pertanto, la Cassa malati sostiene che fintanto

che l'insorgente non fornisce

la prova della sua rinuncia alla successione in questione, quest'ultima è tenuta al pagamento dei premi del

fratello in qualità di erede legale, perciò il ricorso va respinto,

la ricorrente non ha prodotto nuovi mezzi di

prova (doc. IV),

considerato in

diritto che

giusta l'art. 61 cpv. 1 LAMal, l'assicuratore

stabilisce l'ammontare dei premi dei propri assicurati. Sempreché la legge non

preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote dai propri assicurati premi uguali,

per l'art. 61 cpv. 2 LAMal, l'assicuratore può graduare i premi se è

provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e le regioni. Determinante è

il luogo di domicilio dell'assicurato. Sono possibili al massimo tre graduazioni

regionali per Cantone,

per gli assicurati che non hanno ancora compiuto

18 anni, l'assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello

degli assicurati d'età superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto

nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni e che stanno

svolgendo una formazione (art. 61 cpv. 3 LAMal),

l'ammontare dei premi dell'assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio

federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in

merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura

d'approvazione non deve esserne ritardata (art. 61 cpv. 4 LAMal),

l'art. 61 LAMal prevede che l'assicurato è tenuto

al pagamento dei premi fintanto che dura l'affiliazione (artt. 89-92 OAMal;

cfr. STFA del 30 giugno 1998 nella causa M. e P. c. C.M.H.),

il pagamento dei premi e delle partecipazioni ai

costi da parte dell'assicurato è necessario per il finanziamento

dell'assicurazione malattia (art. 60 LAMal) e quindi per l'esecuzione della

legge,

secondo la volontà del legislatore, gli

assicuratori malattia devono quindi fare valere le proprie pretese in via

esecutiva secondo la LEF (art. 88 cpv. 1 e 2 LAMal; art. 80 LAMal; DTF 125 V

273 consid. 6c),

l'art. 90 cpv. 1 OAMal prevede che di regola i

premi devono essere pagati mensilmente ed in anticipo,

per l'art. 90 cpv. 3 OAMal, stato al 31 dicembre 2005, se, nonostante

diffida, l'assicurato non paga

premi o partecipazioni ai costi scaduti, l'assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa

sfocia in un attestato di carenza di beni, l'assicuratore ne informa la competente autorità d'assistenza sociale,

le differenti procedure esecutive fatte avviare

dalla Cassa malati nei confronti di __________ sono sfociate in dieci attestati

di carenza di beni dopo altrettanti infruttuosi pignoramenti: ACB n. __________,

ACB n. __________, ACB n. __________, ACB n. __________ del 15 novembre 2004, ACB

n. __________ del 13 aprile 2005, ACB n. __________ dell'8 giugno 2005, ACB n. __________ del 21

settembre 2005, ACB n. __________ del 22 novembre 2005, ACB n. __________ del

20 marzo 2006 ed ACB n. __________ del 29 marzo 2006,

la somma di questi

attestati carenza di beni è di Fr. 20'127,55,

essi si riferiscono al mancato pagamento dei

premi LAMal per gli anni dal 2001 al 2005, comprese alcune partecipazioni ai

costi,

come visto, il debitore dei premi è scomparso il

19 marzo 2007,

la Cassa malati sostiene che spetti ora alla

ricorrente, rappresentante degli eredi, saldare l'importo rimasto scoperto,

per questo motivo, siccome la richiesta di pagare

Fr. 24'500,45 non è stata ottemperata,

il 14 maggio 2008 CO 1 ha fatto spiccare dieci nuovi precetti esecutivi nei

confronti dell'insorgente che,

sommati, danno un debito in capitale di Fr. 20'127,55, oltre alle spese esecutive per ciascun PE di Fr. 70.- ed

alle tasse d'incasso di ciascun

PE varianti a dipendenza degli importi dei debiti (nn. __________, __________, __________,

__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________),

si tratta quindi di stabilire se la ricorrente

era la rappresentante dell'assicurato

e se la sua rinuncia tacita è valida,

riguardo all'acquisto dell'eredità,

in virtù dell'art. 560 CC,

" 1 Gli eredi acquistano per legge l’universalità

della successione dal momento della sua apertura.

2 Salve le eccezioni previste

dalla legge, i crediti, la proprietà, gli altri diritti reali ed il possesso

del defunto passano senz’altro agli eredi, ed i debiti del medesimo diventano

loro debiti personali.

3 Per gli eredi istituiti,

gli effetti dell’acquisto risalgono al momento dell’apertura della successione,

e gli eredi legittimi sono tenuti a consegnar loro l’eredità secondo le regole

del possesso.",

in merito alla

rinuncia dell'eredità, l'art. 566 CC prevede che

" 1 Gli eredi legittimi ed istituiti possono

rinunciare alla successione loro devoluta.

"

2 La rinuncia si presume quando

l’insolvenza del defunto al momento dell’aperta successione fosse notoria o

risultasse da atti officiali,

per l'art. 567 CC,

" 1 Il termine per rinunciare è di tre mesi.

2 Esso decorre, per gli eredi

legittimi, dal momento in cui ebbero conoscenza della morte del loro autore, a

meno che provino di aver conosciuto più tardi l’apertura della successione; per

gli eredi istituiti, dal momento in cui hanno ricevuto la comunicazione

officiale della disposizione che li riguarda.",

l'art. 570 CC riguarda la forma della

rinuncia:

" 1 La rinuncia è fatta dall’erede, a voce o per

iscritto, all’autorità competente.

2 Dev’essere senza condizioni

né riserve.

3 L’autorità tiene un

registro speciale per le dichiarazioni di rinuncia.",

la decadenza dal diritto di rinunciare

è prevista dall'art. 571 CC:

" 1 Se l’erede non rinuncia entro il termine

fissato, egli acquista incondizionatamente l’eredità.

2 L’erede che prima dello

spirare di detto termine si è ingerito negli affari della successione, o che ha

compiuto atti non richiesti dalla semplice amministrazione e continuazione

degli affari in corso, o che ha sottratto o dissimulato oggetti appartenenti

all’eredità, non può più rinunciare alla stessa.",

l'art. 579 CC tratta della responsabilità in

caso di rinuncia:

" 1 Se gli eredi di una persona insolvente

rinunciano alla eredità, essi sono tenuti verso i creditori in quanto abbiano

ricevuto dal defunto, nei cinque anni precedenti alla sua morte, dei beni che

sarebbero soggetti a collazione nella divisione ereditaria.

2 Sono esclusi da questa

disposizione il consueto corredo nuziale e le spese di istruzione ed

educazione.

3 Gli eredi di buona fede

rispondono solo nella misura dell’attuale loro arricchimento.",

in specie torna applicabile l'art. 566 cpv. 2 CC, relativo alla presunta

rinuncia dell'eredità da parte

di tutti gli eredi (Guinand/ Stettler/Leuba,

Droit des successions, 6a ed., Ginevra-Zurigo-Basilea 2005, n. 462 pag. 224) quando la situazione d'insolvenza del defunto al momento dell'apertura della

successione è notoria o risulta da atti ufficiali,

la prima condizione per avere una presunzione di rinuncia di eredità

concerne la circostanza che, al momento della sua morte, il defunto doveva

essere insolvente, ossia avere più debiti che attivi; una difficoltà temporanea

di liquidità non è sufficiente (Schwander,

Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch II, 3a ed, Basilea 2007, n. 6 ad art. 566; Abt/Weibel, Erbrecht, Basilea 2007, n.

12 ad art. 566, pag. 936; Steinauer,

Le droit des successions, Berna 2006, n. 981a pag. 473),

importante, in secondo luogo, è che l'insolvenza esista al momento

della morte; un'insolvenza successiva (per esempio perché solo dopo la

morte è stato scoperto un danno) non è sufficiente, come pure non è sufficiente

la semplice constatazione di un'insolvenza sulla base dell'inventario pubblico

(Abt/Weibel, op. cit.,

n. 13 ad art. 566, pag. 937; Schwander,

op. cit., n. 6 ad art. 566),

la terza condizione si riferisce al fatto che l'insolvenza al momento

del decesso deve essere constatata da atti ufficiali o comunque essere notoria,

la constatazione ufficiale risulta in generale dall'esistenza

di atti di carenza beni o dall'apertura di un fallimento o di una procedura

concordataria (Abt/Weibel,

op. cit., n. 12 ad art. 566, pag. 937; Steinauer,

op. cit., n. 981b pag. 473; Guinand/Stettler/

Leuba, op. cit., n. 462 pag. 225), ad ogni modo fintanto che sono ancora

rivelatori della situazione patrimoniale del de cujus al momento della

sua morte (Schwander, op. cit.,

n. 7 ad art. 566),

per essere notoria, l'insolvenza deve essere

conosciuta dai terzi appartenenti alla stessa cerchia del de cujus;

semplici pettegolezzi non sono sufficienti. Questa notorietà risulta, per esempio,

dal fatto che il defunto insolvente dipendeva dall'assistenza pubblica, viveva

come un barbone, era oggetto di numerose procedure esecutive, o ancora la sua

situazione d'insolvenza era stata pubblicata sui giornali (Schwander, op. cit., n. 7 ad art. 566; Abt/Weibel, op. cit., n. 12

ad art. 566, pag. 936). Occorre però ancora, in mancanza di una constatazione

ufficiale, che la notorietà dell'insolvenza sia conosciuta dagli eredi (DTF 88

Considerandi

II 299 pag. 310; Steinauer, op.

cit., n. 981b pag. 473; Guinand/

Stettler/Leuba, op. cit., n. 462 pag. 225; d'opinione contraria Schwander, op. cit., n. 7 ad art. 566,

poiché, a suo avviso, l'art. 566 cpv. 2 CC non deve solo proteggere gli eredi

che sapevano effettivamente dell'insolvenza; la notorietà è un concetto oggettivo,

che include una capacità di conoscenza nel campo privato e professionale del de

cujus),

quarto elemento, occorre che, nel termine di rinuncia, gli eredi

non abbiano né accettato formalmente la successione, né avuto un comportamento

che porta alla decadenza del diritto di rinunciare in virtù dell'art. 571 cpv. 2 CC (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566; Steinauer, op. cit.,

n. 981c pag. 473),

se queste condizioni sono adempiute, l'erede provvisorio perde di

diritto la sua qualità d'erede alla scadenza del termine per rinunciare. L'art.

566.

cpv. 2 non è dunque un'eccezione al principio dell'immissione in possesso

derivante dall'acquisto dell'eredità (art. 560 CC), ma un caso particolare di

perdita di qualità d'erede senza dichiarazione corrispondente (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566; Steinauer, op. cit., n. 981d pag. 473),

la presunzione di rinuncia equipara il silenzio degli eredi alla dichiarazione

di rinuncia (Abt/Weibel,

op. cit., n. 14 ad art. 566, pag. 937), in cui la disputa dottrinale a sapere

se si tratta di una finzione, di una presunzione inficiabile o non inficiabile

non ha alcuna rilevanza, poiché v'è comunque unanimità degli autori sulle

conseguenze giuridiche,

per una successione insolvente non occorre la rinuncia, ma l'accettazione

mediante un'esplicita dichiarazione. Infatti, se nel caso di una successione

insolvente l'erede non dichiara d'accettarla entro il termine previsto per fare

la dichiarazione di rinuncia (art. 567 CC), allora si presume che non l'abbia

accettata; a meno che egli non abbia già fatto decadere la presunzione legale

della rinuncia con l'ingerenza prevista dall'art. 571 cpv. 2 CC (Schwander, op. cit., n. 8 ad art. 566),

la presunzione di rinuncia viene inficiata con la dichiarazione d'accettazione

degli eredi, che comunque non deve necessariamente avvenire entro il termine di

tre mesi previsto dall'art. 567 cpv. 1 CC (Abt/Weibel, op. cit., n. 14 ad art. 566, pag. 937; d'opinione

contraria Schwander, op. cit., n.

8.

ad art. 566), con la richiesta d'inventario pubblico o con la liquidazione d'ufficio

così come con l'ingerenza dell'art. 571 cpv. 2 CC (Abt/Weibel, op. cit., n. 14 ad art.

566, pag. 937),

il rovesciamento della presunzione di rinuncia presuppone una

accettazione espressa della successione fatta sotto forma di una dichiarazione

indirizzata all'autorità competente (Guinand/ Stettler/Leuba, op. cit., n. 465 pag. 225; alla nota

836.

gli autori precisano che se si ammette come Piotet che l'atto detto d'ingerenza

(art. 571 cpv. 2 CC) può comportare solo la decadenza del diritto di

rinunciare, occorre escludere la tesi secondo la quale la presunzione di

rinuncia potrebbe essere rovesciata con un'accettazione tacita della

successione),

in virtù delle considerazioni che precedono,

applicate alla fattispecie emerge che la successione relitta da __________ era

effettivamente insolvente, ossia i passivi dell'assicurato superavano costantemente i suoi attivi, poiché tra il

1997.

ed il 2006 egli ha collezionato ben 54 attestati di carenza beni per un debito

totale di Fr. 63'181.-, di cui

dieci ACB ottenuti dalla stessa Cassa malati tra il 2004 ed il 2006 relativi ai

premi LAMal dal 2001 al 2005 (doc. VI/1),

da questi ultimi dieci e più recenti verbali di

pignoramento agli atti risulta che se nel novembre 2004 la sorella dell'escusso ha dichiarato al cursore, durante

il pignoramento, che egli lavorava come indipendente con un guadagno appena

sufficiente al proprio sostentamento, nel marzo 2005 ha affermato che il

fratello non lavorava; nel giugno 2005 ha dichiarato che lavorava come

indipendente, con un guadagno tuttavia sufficiente al solo sostentamento,

mentre sia nel settembre e nel novembre successivi sia nel marzo 2006 l'insorgente ha indicato di nuovo che il

fratello non lavorava,

il de cujus era nullatenente, non

possedeva beni pignorabili,

l'insolvenza della sua successione era quindi stata constatata con

atti ufficiali (ACB) prima della sua morte (dal 2004 al 2006),

inoltre, la sua insolvenza era notoria, non solo

alla Cassa malati che aveva ottenuto dieci attestati di carenza beni nei suoi

confronti, ma anche – e soprattutto - alla sorella, con cui viveva e che lo

sostentava interamente – eccetto le parentesi di tempo in cui l'assicurato riusciva appena a mantenersi con

il suo lavoro,

da quanto precede discende che siccome tutte le condizioni esposte

sono adempiute affinché vi sia (stata) una presunzione di rinuncia di un'eredità

insolvente, la ricorrente ha perso la sua qualità d'erede del fratello alla

scadenza del termine di tre mesi dalla sua morte, indipendentemente dalla

dichiarazione del 30 luglio 2007 dell'Ufficio delle imposte di successione e

donazione,

di conseguenza, non avendo accettato la successione e non essendo

quindi (più) erede dell'assicurato dal giugno 2007, la Cassa malati non poteva

pretendere dall'insorgente il pagamento dei premi LAMal del fratello defunto,

pertanto, la ricorrente non poteva essere escussa dall'Ufficio

__________ di __________, a domanda della Cassa malati CO 1, con i PE nn. __________, __________, __________,

__________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________,

per il pagamento dei premi LAMal e delle partecipazioni ai costi non

soluti dall'assicurato __________,

ne deriva, dunque, che l'assenza di legittimazione passiva della

ricorrente nei confronti della Cassa malati fa sì che le opposizioni da essa

interposte ai summenzionati PE emessi nei suoi confronti il 14 maggio 2008

debbano essere mantenute,

pertanto, tutte le decisioni su opposizione del 30 luglio 2008 con

cui la Cassa malati ha preteso dall'insorgente il pagamento della somma di Fr.

24'500,45 oltre interessi del 5%, vanno annullate,

il ricorso deve dunque essere accolto,

vincente in causa, alla ricorrente vanno riconosciute delle indennità

per ripetibili siccome è rappresentata.

Per questi

motivi

dichiara e

pronuncia

1.

Il

ricorso è accolto.

1.1

Le dieci

decisioni su opposizione emesse il 30 luglio 2008 dalla Cassa malati CO 1 sono

annullate.

1.2

La

ricorrente non è debitrice dei premi LAMal del fratello defunto.

2.

Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

La Cassa malati verserà Fr. 1'500.-

alla ricorrente a titolo di ripetibili (IVA inclusa).

3.

Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare

quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve

motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al

ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente

l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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