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Decisione

36.2008.153

Restituzione di sussidi indebitamente ricevuti,che risultano tali solo dopo il riesame della questione sulla scorta di nuovi elementi concernenti le prestazioni complementari,ambito distinto da quello

17 agosto 2009Italiano56 min

Source ti.ch

Fatti

I termini di perenzione non possono essere né

interrotti né sospesi e devono essere applicati d'ufficio (DTF 111 V 135 consid. 3b; cfr. pure

Locher, Grundriss des Sozialversicherungs-rechts, Ed. Stämpfli, Berna

1997, N. 36-37, pag. 59-60 e N. 12-13, pag. 311-312).

Per giurisprudenza costante, i termini sono salvaguardati se prima

del loro scadere è stata emessa una decisione formale e se la medesima è stata

correttamente notificata alla persona che deve restituire le prestazioni (DTF

119 V 434, Kieser, op. cit., n.

30 ad art. 25, pag. 286).

In una sentenza pubblicata in DTF 124 V 380, al

considerando 1 il Tribunale federale delle assicurazioni ha stabilito che il

termine relativo di perenzione di un anno giusta l'art. 95 cpv. 4 LADI, che si

richiama ai princìpi fissati dall'art. 47 cpv. 2 vLAVS, comincia a decorrere

nel momento in cui l'amministrazione, usando l'attenzione da essa

ragionevolmente esigibile avuto riguardo alle circostanze, avrebbe dovuto

rendersi conto dei fatti giustificanti la restituzione (DTF 119 V 433; DTF 112

V 180; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

Il TFA ha precisato ancora che qualora tale

restituzione sia addebitabile ad un errore dell'amministrazione, l'anno di

perenzione decorre non dal momento in cui esso è stato commesso, bensì da

quello in cui l'amministrazione avrebbe dovuto in un secondo tempo - per

esempio a seguito di un errore di calcolo di una prestazione o nel caso in cui

venga a conoscenza di fatti atti a far nascere dei dubbi sulla fondatezza della

pretesa -, rendersi conto dell'errore commesso prestando l'attenzione ragionevolmente

esigibile (DTF 124 V 380 consid. 1 e 2c; DTF 110 V 304 consid. 2b; cfr. anche

DTF 122 V 270 consid. 5; STFA C 317/01 del 29 aprile 2003).

Per poter esaminare i presupposti della

restituzione, l'amministrazione deve poter disporre di tutti i fatti rilevanti,

da cui emerga sia il principio che la misura del diritto alla medesima. Per determinare

la pretesa non è quindi sufficiente che la Cassa venga a conoscenza di

circostanze che forse potrebbero condurre ad ammetterla oppure che permettono

di stabilirne il principio ma non la misura (DTF 112 V 180 consid. 4a; STFA C

317/01 del 29 aprile 2003; STFA C 11/00 del 10 ottobre 2001, consid. 2).

Circa l'inizio del termine annuale di perenzione

quando l'amministrazione deve, con ulteriori accertamenti, completare le conoscenze

necessarie per fondare la pretesa di restituzione, al considerando 4b del DTF

112 V 180 il TFA ha sottolineato che:

"

(…) b) Die mit BGE 110 V 304 begründete Praxis,

wonach der Beginn der einjährigen Verwirkungsfrist unter dem Gesichtspunkt der

von der Verwaltung geforderten Aufmerksamkeit zu bestimmen ist, hat nicht nur

bei der Beantwortung der Frage zu gelten, ob die von einem Dritten erstattete

Meldung die erforderliche Kenntnis der Verwaltung auszulösen vermag. Sie ist

sinngemäss auch auf die von der Verwaltung in der Folge zu treffenden

Abklärungen auszudehnen. Die Verwaltung hat die ihr zumutbare Aufmerksamkeit

insbesondere auch bei den sich allenfalls aufdrängenden Erhebungen anzuwenden,

damit ihre noch ungenügende Kenntnis so vervollständig wird, dass die Rückforderungsanspruch

die nötige Bestimmtheit erhält. Wenn die Verwaltung nicht die erforderlichen

Anstrengungen unternimmt, um über ihre noch ungenügend bestimmte Forderung

innert absehbarer Zeit ein klares Bild zu erhalten, so darf sich ihre Säumnis

nicht zu ihre Gunsten und zuungunsten des Versicherten auswirken. In einem

solchen Fall ist der Beginn der Verwirkungsfrist vielmehr auf den Zeitpunkt

festzusetzen, in welchem die Verwaltung ihre unvollständige Kenntnis mit dem

erforderlichen und zumutbaren Einsatz so hätte ergänzen können, dass der

Rückforderungs-anspruch die nötige Bestimmtheit erhält und der Erlass einer

Verfügung möglich wird. (…).".

Inoltre, per costante giurisprudenza, quando la

determinazione della pretesa di restituzione presuppone il concorso di parecchi

organi amministrativi, il termine annuale comincia già a decorrere nel momento

in cui una delle autorità competenti ha sufficiente conoscenza dei fatti (DTF

119 V 431 consid. 3a; DTF 112 V 180 consid. 4c; citata STFA C 317/01 del 29

aprile 2003).

Va ribadito come la tematica della restituzione

di cui all'art. 47 cpv. 2 vLAVS è stata ripresa dall'art. 25 LPGA (DTF 130 V

319), perciò la citata giurisprudenza ha valore anche per il periodo di restituzione

in oggetto, posteriore al 2003 (Kieser, ATSG-Kommentar, 2009, pag. 355, n. 9

ad art 25 LPGA).

2.8. In specie, il 3 dicembre 2007 (doc. 1: cfr. timbro di ricezione) l'Ufficio assicurazione malattia ha saputo

dalla Cassa cantonale di compensazione, Servizio prestazioni complementari, che

dal 1° aprile 2006 l'assicurata

non aveva più diritto alle prestazioni complementari. Pertanto, da tale momento

il diritto al pagamento del contributo per il premio dell'assicurazione malattia obbligatoria non era

più dato.

Di conseguenza, va ricordato, nemmeno era più

dato l'obbligo per l'UAM di versare l'intero premio assicurativo direttamente alla Cassa malati a cui era

affiliata la ricorrente.

In queste circostanze, l'emissione, il 19 maggio 2008 (doc. 10), della contestata decisione

di restituzione - che comunque sostituisce la precedente del 29 gennaio 2008

(doc. 2) - preserva chiaramente il termine legale di perenzione di un anno,

come pure il termine assoluto di 5 anni previsto dalla LPGA, giacché i

versamenti litigiosi sono stati effettuati tra il 1° aprile 2006 ed il 31 luglio

2007.

In simili condizioni, di principio, la decisione

di restituzione è tempestiva.

2.9. Per quanto

concerne i calcoli effettuati dall'Ufficio assicurazione malattia tesi alla determinazione degli

importi da esso versati direttamente alla Cassa malati dell'assicurata, essi risultano dalla semplice

moltiplicazione del premio pieno lordo LAMal dovuto dalla ricorrente mensilmente

per il numero di mesi di indebito pagamento nel periodo oggetto di restituzione

(Fr. 335,80 x 9 mesi nel 2006 = Fr. 3'022,20 rispettivamente Fr. 341,80 x 7 mesi nel 2007 = Fr. 2'392,60). In quegli anni, l'assicurata non aveva infatti diritto alla

riduzione del premio LAMal.

L'insorgente ha criticato questi calcoli nel suo reclamo ma non più

nell'atto di ricorso. Tuttavia,

in virtù della massima ufficiale propria delle assicurazioni sociali, verrà

analizzata anche questa tematica, essendo una condizione della decisione di

restituzione.

A suo dire, dai versamenti effettuati dall'UAM, andrebbe dedotta la quota parte delle

prestazioni complementari destinate al pagamento dei premi dell'assicurazione malattia obbligatoria, ossia

Fr. 675.- (Fr. 75.- x 9 mesi) nel 2006 e Fr. 2'443.- (Fr. 349.- x 7 mesi) nell'anno 2007. Dal totale da restituire di Fr. 5'414,80 andrebbe quindi defalcato l'importo di Fr. 3'118.-.

In proposito, questo Tribunale osserva che quest'ultima somma corrisponde a quanto chiesto

in restituzione dalla Cassa di compensazione all'Ufficio assicurazione malattia, mentre diverso è l'ammontare che l'UAM ha effettivamente versato alla Cassa malati dell'insorgente. Infatti, i Fr. 75.-

rispettivamente i Fr. 349.- costituiscono un contributo mensile, uguale

per tutti i beneficiari adulti delle PC, che essi versano all'Ufficio assicurazione malattia affinché lo

utilizzi per il pagamento del loro premio pieno dell'assicurazione malattia obbligatoria alle loro Casse malati.

Insieme al pagamento della restante differenza di

premio, l'UAM copre così l'intero premio che le Casse malati fatturano

agli assicurati (in specie: Fr. 5'414,80 per il periodo dal 1° aprile 2006 al 31 luglio 2007).

Nella decisione di restituzione delle prestazioni

complementari, che ha fatto oggetto di un ricorso (33.2009.2) sfociato in una

sentenza che viene intimata alle parti in data odierna, l'importo richiesto dalla Cassa cantonale di

compensazione corrisponde alla differenza fra l'importo della PC mensile ed il contributo versato all'Ufficio assicurazione malattia per il

pagamento del premio LAMal. Per il 2006, dei Fr. 1'953.- di diritto, la restituzione porta solo su Fr. 1'878.- al mese; per il 2007, dalla PC

mensile di Fr. 493.-, dedotto il contributo di Fr. 349.- girato all'UAM, si ha un importo di Fr. 144.- da

recuperare presso l'assicurata.

Da quanto esposto discende che poiché i contributi

che ogni beneficiario di prestazioni complementari gira automaticamente all'Ufficio assicurazione malattia per il

pagamento del suo premio di cassa malati non vengono poi, se capita come

in concreto, pretesi in restituzione dalla Cassa di compensazione dato che l'assicurata non ne è entrata materialmente in

possesso dal profilo delle PC, spetta dunque all'Ufficio assicurazione malattia recuperarli, dato che ha pagato alla

Cassa malati della ricorrente l'intero premio dell'assicurazione

malattia mediante, anche, detto contributo mensile ricevuto dalle prestazioni

complementari.

In virtù di quanto esposto, è così a giusta

ragione che l'UAM ha preteso in

restituzione l'intero importo dei premi effettivamente versati alla Cassa malati della

ricorrente (Fr. 5'414,80) e non

solo la differenza fra il premio totale ed i contributi ricevuti dalla Cassa

cantonale di compensazione (Fr. 5'414,80 - Fr. 3'118.-).

2.10. Per quanto

concerne la domanda di condono dell'obbligo di restituzione dei premi

indebitamente percepiti contenuta nell'atto di ricorso del 20 ottobre 2008 (doc. I punto 2.9 pagg. 11 e 12),

essa deve essere rivolta dall'assicurata, direttamente o tramite il proprio

assicuratore, all'istanza designata dal Consiglio di Stato (art. 60 LCAMal). Il

Consiglio di Stato fa decidere nel merito delle domande di condono (art. 61

LCAMal).

A questo proposito, va evidenziato che lo

scrivente Tribunale ha già avuto modo di affermare che l'autorità competente in

ambito di condono è l'Istituto delle assicurazioni sociali (STCA del 10 agosto 2004, 36.2003.72), perciò

l'istanza di condono deve essere formulata direttamente all'Ufficio

assicurazione malattia, che è un settore dell'Istituto delle assicurazioni

sociali (IAS), e non davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni quale

prima istanza di giudizio.

Ai sensi dell'art. 25 cpv. 1 LPGA, cui rinvia

l'art. 59 cpv. 2 LCAMal, le prestazioni indebitamente riscosse non devono

essere restituite se l'interessato era in buona fede e verrebbe a trovarsi in

gravi difficoltà.

Per l'art. 4 cpv. 1 OPGA, se il beneficiario era

in buona fede e si trova in gravi difficoltà, l'assicuratore rinuncia

completamente o in parte alla restituzione delle prestazioni indebitamente

concesse. Determinante per il riconoscimento di una grave difficoltà è il

momento in cui la decisione di restituzione passa in giudicato (art. 4 cpv. 2

OPGA). Il condono è concesso su domanda scritta. La domanda, motivata e

corredata dei necessari giustificativi, deve essere inoltrata entro 30 giorni

dal momento in cui la decisione (di restituzione) è passata in giudicato (art.

4 cpv. 4 OPGA). Giusta l'art. 4 cpv. 5 OPGA, sul condono è pronunciata una decisione.

Secondo le norme citate, affinché sia concesso il

condono è necessario che siano cumulativamente adempiuti i seguenti presupposti

(SVR 1996 AHV Nr. 102 pag. 313; SVR 1995 AVS Nr. 61 pag. 182 consid. 4; Kieser,

ATSG-Kommentar, 2a ed., Zurigo/Basilea/Ginevra 2009, n. 28 ad art. 25):

- l'interessato

o il suo rappresentante legale ha percepito la prestazione indebita in

buona fede, e

- la

restituzione lo metterebbe in gravi difficoltà economiche, nel senso che

costituirebbe un onere troppo grave (DTF 122 V 140 consid. 3b).

Quindi, se una sola delle due condizioni appena

elencate non è adempiuta, il condono non può essere concesso.

La grave difficoltà dell'art. 25 cpv. 1 LPGA è data quando le spese riconosciute in virtù

della LPC e le spese supplementari dell'art. 5 cpv. 4 OPGA superano i redditi determinanti secondo la LPC

(art. 5 cpv. 1 OPGA).

L'art. 5 cpv. 2 OPGA

specifica quali fattori debbano essere computati per il calcolo delle spese

riconosciute: il fabbisogno vitale, la pigione di un appartamento, le spese

personali e l'assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie e dà le indicazioni sulla

determinazione dell'importo

massimo ascrivibile ad ognuna di queste voci.

Il capoverso 3 dell'art. 5 OPGA definisce i criteri di computo

della sostanza.

La norma dell'art. 5 cpv. 4 OPGA quantifica le spese supplementari

da computare in virtù del capoverso 1, indicando Fr. 8'000.- per le persone

sole, Fr. 12'000.- per i coniugi e Fr. 4'000.- per gli orfani ed i figli che

danno diritto ad una rendita per figli dell'AVS e dell'AI.

La condizione dell'onere gravoso dovrà fare oggetto di esame dettagliato, con verifica

puntuale prima della decisione di competenza dell'amministrazione.

Come indicato, quindi, l'istanza di condono potrà essere inviata all'Ufficio assicurazione malattia dopo che il presente giudizio sarà

cresciuto in giudicato. L'UAM dovrà

emanare una decisione portante sul condono eseguendo le necessarie verifiche

alla luce dei succitati artt. 4 e 5 OPGA. Questa decisione potrà essere semmai

impugnata mediante reclamo presso la stessa autorità e, se del caso, con

successivo ricorso presso questo Tribunale.

2.11. Da ultimo,

occorre ancora verificare la lamentela dell'assicurata riguardo alla circostanza che l'amministrazione non le ha concesso l'assistenza giudiziaria.

Con scritto del 25 marzo 2008 (doc. 8) inerente

al primo reclamo del 27 febbraio 2008, l'assicurata ha trasmesso all'UAM il formulario comunale ed ha evidenziato la sua indigenza.

Nel reclamo del 19 giugno 2008 (doc. 11) l'assicurata ha ribadito la sua istanza di

gratuito patrocinio (punto 2.10) ed ha allegato diversa documentazione a suo

fondamento.

L'Ufficio assicurazione malattia, nella sua decisione su reclamo del

10 settembre 2008 (doc. A1), ha rilevato che "l'interessata era perfettamente in grado di:

(i) richiedere la decisione formale agli organi PC già in inizio, oppure (ii)

richiedere la stessa cosa almeno dopo l'intimazione dell'ordine di restituzione da parte dell'UAM relativamente ai premi LAMal.",

e che "la designazione di un patrocinatore non è necessaria alla

corretta tutela dei suoi interessi" (punto 2.11).

Secondo la giurisprudenza, a condizione che

all'amministrazione sia stata data l'opportunità di pronunciarsi in merito, la

procedura giudiziaria amministrativa può essere estesa, per ragioni di economia

processuale, a una questione non propriamente oggetto della lite purché essa

sia suscettibile di essere giudicata e così strettamente connessa all'oggetto

iniziale della controversia che si possa ravvisare un'unità fattuale (STFA I

712 /02 del 6 febbraio 2003, consid. 1.1; DTF 122 V 36 consid. 2a con

riferimenti).

In concreto, la questione dell'assistenza giudiziaria in sede di

opposizione è strettamente legata alla problematica di merito. L'UAM ha avuto nuovamente la possibilità -

colta - di prendere posizione al riguardo anche nella risposta di causa, dato

che la ricorrente ne ha fatta specifica richiesta a questo TCA.

Già prima dell'entrata in vigore della LPGA - qui applicabile per

analogia come prevede l'art. 59 cpv. 2 LCAMal -, la giurisprudenza (vedi, per

l’assicurazione invalidità: DTF 114 V 228, per l'assicurazione contro gli

infortuni: DTF 117 V 408 precisata con la DTF 125 V 32) aveva riconosciuto,

senza imporre alcun limite temporale, il diritto al gratuito patrocinio

nell'ambito della procedura amministrativa in materia di assicurazioni sociali,

a condizione che fossero rispettati gli stessi presupposti applicabili nella

procedura giudiziaria, ovvero il richiedente deve trovarsi nel bisogno, il

patrocinio deve essere necessario o perlomeno indicato e le sue conclusioni non

sembrano dover avere esito sfavorevole (DTF 125 V 202 consid. 4a e 372 consid.

5b, ambedue con riferimenti).

Il TFA aveva peraltro sottolineato che le condizioni per la

concessione del gratuito patrocinio dovevano essere valutate con rigore (SVR

2000 KV Nr. 2, consid. 4c, pag. 6, in fine).

L'art. 37 cpv. 4 LPGA, relativo alla

rappresentanza e patrocinio nella procedura davanti all'assicuratore, prevede

che, se le circostanze lo esigono, il richiedente può beneficiare del

patrocinio gratuito.

Qualora, dunque, un assicurato non disponga di

sufficienti mezzi finanziari, le sue conclusioni non siano sprovviste di

possibilità di successo e la lite non sia priva di difficoltà di ordine

fattuale o giuridico, egli ha diritto al gratuito patrocinio nella procedura di

opposizione del diritto delle assicurazioni sociali (SVR 2004 EL Nr. 4).

Queste condizioni di concessione dell'assistenza giudiziaria, poste dalla

giurisprudenza sotto l'egida

dell'art. 4 vCost. fed., sono

applicabili alla concessione dell'assistenza gratuita di un consigliere giuridico nella procedura d'opposizione (STFA I 557/04 del 29 novembre

2004, consid. 2.1; SVR 2007 EL Nr. 7, consid. 5.2.2). Tuttavia, la questione di

sapere se esse sono realizzate deve essere esaminata in virtù di criteri più

severi nella procedura amministrativa (Kieser, ATSG Kommentar,

2a ed., Ginevra, Basilea, Zurigo 2009, n. 18 e n. 22 ad

art. 37, pagg. 503 e 504).

A tal proposito, occorre tenere conto delle

circostanze del caso concreto, della particolarità delle regole di procedura

applicabili, così come delle specificità della procedura amministrativa in

corso. In particolare, occorre menzionare, oltre alla complessità delle

questioni di diritto e dei fatti, le circostanze concernenti la persona in

oggetto, come la sua capacità di orientarsi in una procedura. Quale regola

generale, il gratuito patrocinio è necessario quando la procedura è

suscettibile di riguardare in maniera particolarmente grave la situazione

giuridica della persona interessata. Altrimenti, una tale necessità esiste

soltanto quando alla relativa difficoltà del caso si aggiunge la complessità

della fattispecie o dei quesiti giuridici, alla quale il richiedente non è in

grado di farvi fronte da solo (DTF 130 I 182 consid. 2.2; SVR 2007 EL Nr. 7,

consid. 5.2.2).

Secondo la dottrina, il fatto che, rispetto all'art. 61 lett. f

LPGA, l'art. 37 cpv. 4 LPGA utilizzi la formulazione "se le circostanze lo

esigono", anziché quella "se le circostanze lo giustificano",

significa che il legislatore ha inteso riprendere la giurisprudenza secondo la

quale, quando il gratuito patrocinio viene richiesto nella procedura

amministrativa, le relative condizioni devono essere esaminate in maniera

rigorosa (Kieser, op. cit., n. 22

ad art. 37, pag. 504 e seguenti; cfr., d'altronde, FF 1999 3965).

Peraltro, giusta l'art. 37 cpv. 4 LPGA, la concessione del gratuito patrocinio richiede

una domanda in questo senso (Kieser, op. cit., n. 21 ad art. 37, pag.

503).

Per il resto, quali presupposti del gratuito patrocinio valgono

l'indigenza del richiedente, la necessità del patrocinio e la probabilità di

esito favorevole (FF 1999 3965).

La concretizzazione delle singole condizioni ha luogo in analogia

con i corrispondenti criteri applicabili nella procedura giudiziaria (Kieser, op. cit., n. 22 ad art. 37,

pag. 504-505).

Quindi, le tre condizioni cumulative per la

concessione dell'assistenza

giudiziaria sono adempiute qualora l'assistenza di un avvocato appaia

necessaria o comunque indicata, se il richiedente si trova nel bisogno e se le

sue conclusioni non sembrano dover avere esito sfavorevole (STF I 134/06 del 7

maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA U 234/ 00 del 23 maggio

2002; DTF 125 V 202 consid. 4a; DTF 125 V 372 consid. 5b e riferimenti; DTF 124

I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a,

181 consid. 3a).

In una sentenza I 928/05 del 4 dicembre 2006 in una vertenza

relativa all'assicurazione invalidità, il TFA ha osservato che la necessità

dell'assistenza di un avvocato durante la procedura amministrativa va riconosciuta

solo in casi eccezionali e dipende dal tipo di problematiche che vengono

trattate nella decisione impugnata. In quell'occasione, l'Alta Corte ha negato

la necessità dell'assistenza di un avvocato durante la procedura di opposizione

sviluppando le seguenti considerazioni:

"

(…)

5.1 Was die von Vorinstanz und Verwaltung

verweigerte unentgeltliche Verbeiständung im Einspracheverfahren anbelangt, so

hat das kantonale Gericht zutreffend erwogen, dass der Gesuch stellenden Person

ein unentgeltlicher Rechtsbeistand im Verwaltungsverfahren gemäss Art. 37 Abs.

4 ATSG nur bewilligt wird, wo die Verhältnisse es erfordern, im kantonalen

Prozess dagegen bereits, wo die Verhältnisse es rechtfertigen (Art. 61 lit. f

Satz 2 ATSG). Richtig ist auch, dass die Offizialmaxime rechtfertigt, an die

Voraussetzungen, unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten

ist, einen strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 36 Erw. 4b, 114 V 235 Erw.

5b); die anwaltliche Vertretung im Verwaltungsverfahren drängt sich nur in Ausnahmefällen

auf (BGE 132 V 201 Erw. 4.1, 117 V 408 f. Erw. 5a, 114 V 238 Erw. 6). Verlangt

werden qualifizierende, besondere Umstände. Dagegen kann nicht bereits aus dem

Umstand, dass eine Recht suchende Person während des Verwaltungsverfahrens von

einer Fürsorgebehörde betreut wurde, auf die fehlende Notwendigkeit einer

anwaltlichen Vertretung im Einspracheverfahren geschlossen werden. Insoweit

greift die Begründung der Vorinstanz zum ablehnenden Entscheid zu kurz.

5.2 Umgekehrt kann aber auch nicht bereits

aufgrund der Tatsache, dass eine Rente - mithin eine finanzielle Leistung von

in der Regel erheblicher Bedeutung - zur Diskussion steht, automatisch von

einer notwendigen Verbeiständung ausgegangen werden. Wollte man bereits in

diesem Umstand einen besonders schweren Eingriff in die Rechtsstellung des

Considerandi

Versicherten erblicken, der regelmässig eine unentgeltliche Verbeiständung zur

Folge hat, würde dies darauf hinauslaufen, dass eine solche in praktisch allen

oder den meisten IV-Fällen zu gewähren wäre, was der gesetzlichen Regelung

widerspräche (Urteil R. vom 8. November 2006, I 746/06). Es sind vielmehr die

konkreten Umstände zu beurteilen.

5.3

Vorliegend hat die IV-Stelle ihre

Leistungsverweigerung in einer ersten Verfügung vom 9. Januar 2004 zunächst damit

begründet, dass die im Arztbericht von Frau Dr. med. L.________ vom 30.

Dezember 2003 gestellte Diagnose weiterhin eine körperlich nicht belastende

Tätigkeit ganztägig ermögliche, was nach wie vor ein rentenausschliessendes

Einkommen zulasse. Auf anwaltliche Einsprache hin holte sie den zum

Abklärungsbericht der Institution X.________ vom 23. Juni 2003 abgefassten

Zusatzbericht von Frau Dr. med. L.________ vom 28. April 2004 ein, worin eine

psychiatrische Begutachtung empfohlen wurde, und hob die Verfügung deswegen auf

(Einspracheentscheid vom 21. Juli 2004). Nach Eingang des psychiatrischen

Berichtes von Dr. med. H.________ vom 28. Januar 2005, worin auf das Fehlen

eines psychischen oder psychosomatischen Gesundheitsschadens geschlossen wurde,

erneuerte die Verwaltung ihre ablehnende Haltung mit Verfügung vom 7. Februar

2005.

Aus medizinischer Sicht wies der Fall demnach weder nach Erlass der

ersten noch der zweiten Verfügung besondere Schwierigkeiten auf. Auch sonst

sind keine qualifizierten Umstände auszumachen. Es galt lediglich, die

offenkundige Diskrepanz zwischen den medizinischen Berichten und jenem der

Institution X.________ zu erkennen und aufzugreifen, wozu die den

Beschwerdeführer während des Verwaltungsverfahrens begleitende Fürsorgebehörde

ohne weiteres in der Lage gewesen wäre. Der vorinstanzliche Entscheid, mit

welchem die Notwendigkeit einer anwaltlichen Verbeiständung im

Einspracheverfahren verneint wurde, ist somit im Ergebnis zu bestätigen. (…)“.

Nella sentenza I 746/06 dell'8 novembre 2006, il TFA ha indicato i

seguenti casi di applicazione della propria giurisprudenza:

" (…)

3.2

Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat

die Notwendigkeit einer unentgeltlichen Verbeiständung im Einspracheverfahren

etwa bejaht in Fällen, wo sich die versicherte Person mit mehreren

Arztberichten und Gutachten und einem Abklärungsbericht Haushalt

auseinanderzusetzen und zu dem im Rahmen der gemischten Methode vorgenommenen

Einkommensvergleich Stellung zu nehmen hatte (Urteil O. vom 27. April 2005 Erw.

7.

, I 507/04), oder wo die Einschätzung der Arbeitsfähigkeit sehr umstritten,

die Einkommensberechnung in der Verfügung nicht nachvollziehbar und zudem

weitere Einkommensbestandteile umstritten waren (erwähntes Urteil I 75/04 Erw.

3.

), oder in einem Fall, in welchem sich der Versicherte während Jahren

wiederholt und erfolglos an die Verwaltung gewandt hatte, ohne dass für die

ausserordentlich lange Verzögerung fallbezogene Gründe ersichtlich waren

(Urteil W. vom 12. Oktober 2004 Erw. 4.2, I 386/04). Verlangt werden

somit qualifizierende, besondere Umstände. (…)“.

Per un caso in cui, sempre in materia di assicurazione per l'invalidità,

il TFA ha invece ammesso la necessità dell'assistenza di un avvocato per la

procedura di opposizione visto che si trattava di applicare la giurisprudenza

relativa alla sindrome da dolore somatoforme, cfr. la sentenza I 319/05 del 14

agosto 2006.

A questo proposito, con sentenza dell'8 ottobre 2008 (inc. n. 32.2007.250), il TCA ha affermato:

"

2.11.2

Nella presente fattispecie l’Ufficio AI

– lasciata aperta la questione a sapere se la vertenza non fosse di primo

acchito votata all’insuccesso – ha negato all’assicurata il diritto

all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa in quanto ha ritenuto –

rientrando il caso nella casistica più consueta delle pratiche AI – non

necessario o perlomeno non indicato l’intervento di un avvocato.

Secondo questo Tribunale tali argomentazioni non

sono in concreto sufficienti per escludere il diritto al gratuito patrocinio.

Chiamata a pronunciarsi sui presupposti necessari

per riconoscere il diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa,

in particolare sulla necessità dell’assistenza di un avvocato “sachliche

Gebotenheit des Beizugs eines Anwalts”, l’Alta Corte, in una sentenza I 911/06

del 2 febbraio 2007 si è confermata nella propria giurisprudenza e ha

sviluppato le seguenti considerazioni:

" (…)

Hinsichtlich der

sachlichen Gebotenheit der unentgeltlichen anwaltlichen Verbeiständung im

Einspracheverfahren sind die Umstände des Einzelfalls, die Eigenheiten der

anwendbaren Verfahrensvorschriften sowie die Besonderheiten des jeweiligen

Verfahrens zu berücksichtigen. Dabei fallen neben der Komplexität der

Rechtsfragen und der Unübersichtlichkeit des Sachverhalts auch in der Person

des Betroffenen liegende Gründe in Betracht, wie etwa seine Fähigkeit, sich im

Verfahren zurechtzufinden (Schwander, Anmerkung zu BGE 122 I 8, in: AJP 1996 S.

495). Falls ein besonders starker Eingriff in die Rechtsstellung des

Bedürftigen droht, ist die Verbeiständung grundsätzlich geboten, andernfalls

bloss, wenn zur relativen Schwere des Falls besondere tatsächliche oder

rechtliche Schwierigkeiten hinzukommen, denen der Gesuchsteller auf sich

alleine gestellt nicht gewachsen ist (BGE 130 I 182 Erw. 2.2 mit Hinweisen),

und wenn auch eine Verbeiständung durch Verbandsvertreter, Fürsorger oder

andere Fach- und Vertrauensleute sozialer Institutionen nicht in Betracht fällt

(BGE 125 V 34 Erw. 2, 114 V 236 Erw. 5b; AHI 2000 S. 163 f. Erw. 2a und b). Die

sachliche Notwendigkeit wird nicht allein dadurch ausgeschlossen, dass das in

Frage stehende Verfahren von der Offizialmaxime oder dem Untersuchungsgrundsatz

beherrscht wird, die Behörde also gehalten ist, an der Ermittlung des

rechtserheblichen Sachverhaltes mitzuwirken (BGE 130 I 183 f. Erw. 3.2 und 3.3

mit Hinweisen). Die Offizialmaxime rechtfertigt es jedoch, an die

Voraussetzungen, unter denen eine anwaltliche Verbeiständung sachlich geboten

ist, einen strengen Massstab anzulegen (BGE 125 V 35 f. Erw. 4b; Anwaltsrevue

2005/3 S. 123; Urteil H. vom 10. März

2006.

Erw. 7.1, I 692/05). (…)” (STFA del 2 febbraio 2007 nella causa G., I

911/06)

La necessità o meno dell’assistenza di un

avvocato durante la procedura di opposizione dipende dunque esclusivamente dal

tipo di problematiche che vengono trattate nella decisione impugnata (per dei

casi di applicazione cfr. consid. 2.11.1).

Ora, nel caso concreto, in cui si trattava di

valutare il diritto dell’assicurata ad una rendita AI o ad una riformazione

professionale, l’Ufficio AI, per stabilire il suo danno alla salute, ha dovuto

ricorrere ad una perizia pluridisciplinare SAM (cfr. doc. 35).

Contro la decisione che negava all’assicurata il

diritto a prestazioni, l’avv. X ha poi interposto opposizione, criticando in

particolare la valutazione psichiatrica inerente la sindrome somatoforme

dolorosa.

Analogamente a quanto già deciso dal TFA, come

visto (consid. 2.11.1. in fine), trattandosi nel caso di specie

dell’applicazione della giurisprudenza relativa alla sindrome da dolore

somatoforme, la necessità dell’assistenza di un avvocato per la procedura di

opposizione va quindi ammessa (cfr. sentenza I 319/05 del 14 agosto 2006).

Alla luce di quanto appena esposto è a torto che

l’Ufficio AI ha ritenuto non necessario o perlomeno non indicato l’intervento

di un avvocato e concluso che l’insorgente poteva difendersi senza ricorrere ad

un legale.

Per quanto riguarda gli altri presupposti – non

analizzati dall’Ufficio AI – cumulativamente necessari per riconoscere il

diritto all’assistenza giudiziaria in sede amministrativa, il TCA rileva che l’assicurata, come verrà

esposto di seguito (cfr. consid. 2.13.), non può essere considerata indigente.

Il rifiuto dell’istanza di assistenza giudiziaria

con gratuito patrocinio, inoltrata dall’assicurata in data 17 ottobre 2006,

deve pertanto essere confermato.”.

Nella sentenza I 127/2007 del 7 gennaio 2008

sempre in ambito di assicurazione invalidità, riguardo all'assistenza giudiziaria nella procedura

amministrativa il Tribunale federale ha rilevato quanto segue:

"

4.

4.1

Dans la procédure administrative en matière

d'assurances sociales, l'assistance gratuite d'un conseil juridique est

accordée au demandeur lorsque les circonstances l'exigent (art. 37 al. 4 LPGA).

La LPGA a ainsi introduit une réglementation légale de l'assistance juridique

dans la procédure administrative (ATF 131 V 155 consid. 3.1; Kieser, op. cit.,

n. 22 ad art. 37).

4.2

Selon la loi (art. 152 OJ) et la jurisprudence,

les conditions d'octroi de l'assistance judiciaire gratuite sont en principe

remplies si les conclusions ne paraissent pas vouées à l'échec, si le requérant

est dans le besoin et si l'assistance d'un avocat est nécessaire ou du moins

indiquée (ATF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b et les références).

Le point de savoir si l'assistance d'un avocat est

nécessaire ou du moins indiquée doit être tranché d'après les circonstances

concrètes objectives et subjectives. Pratiquement, il faut se demander pour

chaque cas particulier si, dans des circonstances semblables et dans

l'hypothèse où le requérant ne serait pas dans le besoin, l'assistance d'un

avocat serait judicieuse, compte tenu du fait que l'intéressé n'a pas lui-même

des connaissances juridiques suffisantes et que l'intérêt au prononcé d'un

jugement justifierait la charge des frais qui en découle (ATF 103 V 47, 98 V

118; cf. aussi ATF 130 I 182 consid. 2.2, 128 I 232 consid. 2.5.2 et les

références).

4.3

Ces conditions d'octroi de l'assistance

judiciaire, posées par la jurisprudence sous l'empire de l'art. 4 aCst., sont

applicables à l'octroi de l'assistance gratuite d'un conseil juridique dans la

procédure d'opposition (arrêt M. du 29 novembre 2004, I 557/04, consid. 2.1,

publié à la Revue de l'avocat 2005 n. 3 p. 123). Toutefois, le point de savoir

si elles sont réalisées doit être examiné à l'aune de critères plus sévères

dans la procédure administrative (Kieser, op. cit., n. 20 ad art. 37).

En ce qui concerne le point de savoir si

l'assistance d'un avocat est exigée (art. 37 al. 4 LPGA) et pas seulement justifiée

par les circonstances (art. 61 let. f LPGA; arrêt A.-A. du 24 janvier 2006, I

812/05, consid. 4.3) dans la procédure d'opposition, il y a lieu de tenir

compte des circonstances du cas d'espèce, de la particularité des règles de

procédure applicables, ainsi que des spécificités de la procédure

administrative en cours. En particulier, il faut mentionner, en plus de la

complexité des questions de droit et de l'état de fait, les circonstances qui

tiennent à la personne concernée, comme sa capacité de s'orienter dans une

procédure. Dès lors, le fait que l'intéressé puisse bénéficier de l'assistance

de représentants d'associations, d'assistants sociaux ou encore de spécialistes

ou de personnes de confiance oeuvrant au sein d'institutions sociales permet d'inférer

que l'assistance d'un avocat n'est ni nécessaire ni indiquée (arrêt M. du 29

novembre 2004, I 557/04, déjà cité, consid. 2.2). En règle générale,

l'assistance gratuite est nécessaire lorsque la procédure est susceptible

d'affecter d'une manière particulièrement grave la situation juridique de

l'intéressé. Sinon, une telle nécessité n'existe que lorsque à la relative

difficulté du cas s'ajoute la complexité de l'état de fait ou des questions de

droit, à laquelle le requérant n'est pas apte à faire face seul (ATF 130 I 182 consid.

2.2

et les références). (…).".

Nel caso di specie, l'assicurata ha formulato reclamo contro la decisione di restituzione

dei premi dell'assicurazione

malattia che l'UAM ha versato

alla sua Cassa malati negli anni 2006 e 2007 a sua copertura, assommanti in

totale a Fr. 5'414,80.

Ella ha fatto valere che senza una decisione

formale cresciuta in giudicato riguardante l'obbligo di restituzione delle prestazioni complementari, a cui il

pagamento dei premi LAMal da parte dell'Ufficio assicurazione malattia è legato, quest'ultimo non ha alcun diritto di chiederle in

restituzione quanto ha versato alla sua Cassa malati.

La questione della restituzione di premi LAMal

non è, di per sé stessa, di difficile soluzione, che dipende da ogni fattispecie.

Nel caso concreto, tuttavia, non si trattava di

una semplice restituzione di premi LAMal, poiché l'assicurata aveva acquisito – indirettamente - questo diritto a

seguito del diritto concessole alle prestazioni complementari. Come visto,

queste due tematiche si intersecavano e questa particolarità rendeva

effettivamente più complessa la controversia della restituzione di premi LAMal

a seguito della cessazione del diritto alle PC. In questo contesto, la

problematica non era di facile lettura e non poteva essere invocata dall'assicurata senza l'aiuto di una persona cognita della materia quale un legale, seppure

la sua tesi si sia rivelata, dopo approfondito esame, errata.

Non potendo quindi pretendere dall'assicurata, straniera con difficoltà di comprensione

della lingua italiana e senza le necessarie conoscenze giuridiche, che si

difendesse da sola in questo procedimento complesso o che si rivolgesse ad

assistenti sociali, è a torto che la Cassa cantonale di compensazione ha

ritenuto che il caso non esigesse la rappresentanza di un avvocato.

L'istante va considerato indigente quando non è in grado di assumere

le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo

indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV

Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11 segg.; DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò

è il caso vanno presi in considerazione i redditi del richiedente e delle persone

che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il

coniuge o i genitori; STF 4P.158/ 2002 del 16 agosto 2002; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura

civile ticinese massimato e commentato, Appendice 2000/2004, Lugano 2005, n. 8

ad art. 3 Lag, pag. 223). L'obbligo

dello Stato di accordare l'assistenza

giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal

diritto di famiglia (DTF 119 Ia 11 segg.). Non entrano invece in linea di conto

le risorse finanziarie di parenti cui l’interessato potrebbe far capo a norma

dell'art. 328 e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura

civile ticinese massimato e commentato, Lugano 2000, n. 20 ad art. 155, pag.

479.

e giurisprudenza ivi citata).

Dal punto di vista temporale, il presupposto del

bisogno dell'istante deve

essere determinato al momento in cui si statuisce sulla richiesta di assistenza

giudiziaria (STF 1P.542/ 2003 del 20 ottobre 2003; SVR 1998 UV Nr. 11 consid.

4a; DTF 108 V 265; Cocchi/Trezzini,

op. cit., Appendice, n. 18 ad art. 3 Lag, pag. 226), in particolare quando il

lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione è importante (cfr. anche Cocchi/ Trezzini, op. cit., n. 39 ad

art. 155, pag. 485. In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia 108; DTF 120 Ia 179

consid. 3a; RDAT 1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini, op. cit., nn. 39, 40 e 41 con relative note,

pag. 485-486).

Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai

sensi delle disposizioni sull'assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (STF 5P.321/ 2004 del 21 settembre 2004; SVR 2007 AHV Nr. 7, SVR 1998

IV Nr. 13 consid. 7b e 7c). All'importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e

il 25% (STFA U 102/04 del 20 settembre 2004). L'indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più

mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia

(RAMI 1996 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa

H., pag. 3). In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1, il TF ha precisato che

una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente

sostenendo che l'istante non è

indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un'automobile. Secondo l'Alta Corte, il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.

L'attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice

soltanto valore indicativo (Cocchi/Trezzini,

op. cit., n. 10 ad art. 156, pag. 490).

Nella commisurazione della capacità patrimoniale

del richiedente va considerata anche l'eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il

TFA, infatti, si tiene conto dell'intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre

1994.

nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.).

La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del

processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l'istanza e non solo alla fine della

procedura (DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369).

L'intervento dell'avvocato

deve essere necessario o perlomeno indicato. Il TF ha stabilito che la

necessità dell'intervento di un

avvocato è data nella misura in cui le questioni controverse non sono di facile

soluzione e la parte oppure il suo rappresentante civile non possiedono

conoscenze giuridiche (DTF 119 Ia 265).

Da ultimo, il processo non deve essere

palesemente privo di esito favorevole.

Il requisito della probabilità di esito

favorevole difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue

che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe

ad avviare una causa o a continuarla in considerazione delle spese cui si

esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA del 26 settembre 2000 nella

causa N.D.N.; DTF 129 I 135 consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3 e

sentenza ivi citata; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art.

157, pag. 492).

A tal proposito, si osserva che per valutare la

probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio

particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame

non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere

respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non

lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid.

2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere il

processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto

ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole

(DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; Cocchi/Trezzini, op. cit., nota 591 ad

art. 157, pag. 491).

Nel caso concreto, dal certificato per l'ammissione all'assistenza giudiziaria vidimato il 7 aprile 2008 (doc. 13) dal

Municipio di __________ – agli atti manca la pagina 2, presente invece nell'incarto delle PC -, risulta che nel 2008 l'assicurata, invalida al 100%, beneficiava

di una rendita d'invalidità

dall'assicurazione federale di

Fr. 427,50 al mese, di una rendita mensile d'invalidità da parte di __________ di Fr. 1'955.- e di una rendita d'invalidità dalla Fondazione __________ di Fr. 942,10 al mese, per un

totale di Fr. 3'324,60 al mese,

mentre per il 2009, determinante, alcuni importi sono leggermente aumentati.

Sempre nel 2008, l'assicurata doveva fare fronte mensilmente al pagamento della pigione

compreso l'acconto spese, la TV

via cavo ed il posteggio scoperto, pari a Fr. 852,60, al pagamento di Fr.

365,40 per i premi dell'assicurazione

malattia LAMal e LCA, a Fr. 28,20 per l'assicurazione mobilia domestica e responsabilità civile, a Fr. 37,80

per i contributi AVS/AI/IPG, a Fr. 186,55 per l'assicurazione RC e casco per l'automobile, a Fr. 118,25 per le imposte comunali, a Fr. 646.- per il

rimborso di un debito privato, a Fr. 24,40 per il canone di ricezione TV ed a

Fr. 25.- per la franchigia annua di cassa malati, per un totale di Fr. 2'284,20.

Quanto al suo

fabbisogno mensile, esso deve essere calcolato sulla scorta dei minimi di

esistenza agli effetti del diritto esecutivo (art. 93 LEF). Si hanno così Fr.

1'100.- di minimo esistenziale per una persona sola (cfr.

circolare n. 17/2000 del 27 dicembre 2000 della Camera di esecuzione e

fallimenti del Tribunale d'appello, in vigore dal 1° gennaio 2001).

Quale supplemento, fra le spese elencate dall'assicurata vanno eliminate le voci legate

all'uso della vettura, dato

che, essendo invalida al 100%, non le serve più per

svolgere un'attività lucrativa; così pure il canone TV, già incluso nel

fabbisogno minimo ed il premio per l'assicurazione malattia complementare.

Per valutare lo stato di indigenza ai fini dell'assistenza giudiziaria si devono

considerare tutti i debiti del richiedente, compresi quelli voluttuari,

sempre che il richiedente non abbia provocato egli medesimo l'indigenza per evitare il pagamento di oneri

processuali o la retribuzione del proprio avvocato (RtiD I-2005 n. 1c pag. 719

consid. 4). Pertanto, il debito privato assunto dalla ricorrente va qui

ritenuto nel calcolo delle sue spese.

Si ha quindi il canone di locazione

effettivamente pagato per l'appartamento (Fr. 852,60) - senza le spese di

elettricità e/o gas perché già considerate nell'importo base mensile -, il

premio della cassa malati soltanto sociale (Fr. 340,40), la franchigia per l'assicurazione obbligatoria contro le

malattie (Fr. 25.-), l'assicurazione

RC domestica (Fr. 28,20), i contributi sociali (Fr. 37,80), le imposte (Fr.

118,25) ed il debito privato (Fr. 646.-).

Nel complesso, il fabbisogno minimo mensile della

ricorrente risulta dunque di Fr. 2'048,25.

Se poi al suo fabbisogno si aggiunge l'importo base mensile del minimo di esistenza agli effetti del

diritto esecutivo LEF, pari a Fr. 1'100.- per una persona sola, si ottiene la

somma di Fr. 3'148,25, a fronte

di entrate ammontanti a Fr. 3'324,60.

Aggiungendo all'importo base LEF un supplemento variante fra il 15% e il 25%, l'assicurata non dispone più di alcunché per

far fronte ad altre spese, come in specie l'onorario del suo legale.

Pertanto, l'assicurata va qualificata come

indigente.

Come visto, la reclamante non possedeva le necessarie conoscenze

giuridiche, perciò l'intervento di un legale appariva giustificato e di primo acchito

il reclamo, portante sulla contestazione della restituzione dei premi dell'assicurazione

malattia obbligatoria indebitamente percepiti a seguito della cessazione del

diritto alle prestazioni complementari, non pareva essere sin dall'inizio

sprovvisto di fondamento.

Alla luce di quanto appena esposto, l'assicurata deve dunque

essere posta al beneficio del gratuito patrocinio per la procedura di opposizione

e per quella ricorsuale qui in discussione.

Gli atti sono rinviati all'amministrazione affinché si pronunci

concretamente sull'importo spettante all'assicurata (DTF 131 V 153).

2.12

Parzialmente

vincente in causa l'assicurata, patrocinata da un avvocato, ha diritto ad un'indennità per ripetibili parziali. In tale

misura, l'istanza di assistenza

giudiziaria con gratuito patrocinio, in virtù della costante giurisprudenza dell'allora

TFA, diventa priva d'oggetto a seguito dell'assegnazione

di ripetibili (DTF 124 V 301 consid. 6, STF I 748/06 del 2 novembre 2007; STFA U 164/02 del 9 aprile 2003).

Questo Tribunale deve pertanto esaminare, nella

misura in cui non è divenuta priva di oggetto con il parziale accoglimento del

ricorso, l'istanza di gratuito

patrocinio (doc. I punto E pag. 14).

Di principio, anche se un assicurato è

soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria, sempre

che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).

Per quanto concerne la domanda di assistenza

giudiziaria in sede ricorsuale, il TCA osserva che, ai sensi dell'art. 61 lett. f LPGA, nella procedura giudiziaria cantonale deve

essere garantito il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo

giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.

Tale disposto mantiene il principio che i

presupposti del diritto alla concessione dell'assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,

mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale

(DTF 110 V 362, consid. 1b; Kieser,

op. cit., n. 102 ad art. 61, pag. 788).

In merito alla procedura per le cause davanti al TCA, l'art. 28 cpv. 2 LPTCA,

in vigore dal 1° ottobre 2008, rinvia la disciplina del gratuito patrocinio

alla Legge cantonale sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria

(Lag).

I tre presupposti cumulativi per la concessione

dell'assistenza giudiziaria –

rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA U

102/04 del 20 settembre 2004, consid. 4.1.1; STFA del 3 luglio 2003, U 114/03,

consid. 2.1; Kieser, op. cit., n.

104.

segg. ad art. 61, pag. 788) – sono in principio dati se l'istante si trova nel bisogno (cfr. anche

art. 3 Lag), se l'intervento

dell'avvocato è necessario o

perlomeno indicato (cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se le sue conclusioni non

sembrano dover avere esito sfavorevole (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; STF I

134/06 del 7 maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 125 V 202

consid. 4a e 372 consid. 5b con riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2;

DTF 121 I 323 consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).

I criteri posti nella legge cantonale sono quindi

identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando

le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. art. 85

cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I 396/99 del 28 novembre 2000).

Nella fattispecie, alla stessa stregua che per la

procedura amministrativa, sono date tutte e tre le citate condizioni.

L'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio va

quindi concessa anche in sede ricorsuale, riservato l'eventuale obbligo di

rimborso, qualora la situazione economica dell'assicurata dovesse più tardi

migliorare (art. 61 lett. f LPGA; Kieser,

op. cit., n. 110 ad art. 61, pag. 790; cfr. art. 9 Lag; STFA I 569/ 02 del 15

luglio 2003, consid. 5; STFA U 234/00 del 23 maggio 2002, consid. 5a = DTF 128

V 174; DTF 124 V 301, consid. 6).

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è parzialmente accolto.

1.1. Il punto 2

della decisione su reclamo del 10 settembre 2008 dell'Ufficio assicurazione malattia è annullato. Per il resto, la

decisione va integralmente confermata.

1.2. L'assicurata è posta al beneficio del

gratuito patrocinio per la procedura amministrativa.

1.3. Gli atti

sono rinviati all'amministrazione, affinché si pronunci concretamente

sull'importo spettante all'assicurata per il gratuito patrocinio.

2. L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria in sede ricorsuale,

in quanto non priva di oggetto, è accolta.

3. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

L'Ufficio assicurazione malattia verserà all'assicurata delle ripetibili ridotte ammontanti a Fr. 400.- (IVA

inclusa).

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la

decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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