36.2008.157
Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino
21 gennaio 2009Italiano53 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
Anteprima di stampa
Numero d'incarto:
36.2008.157
Data decisione, Autorità:
21.01.2009, TCA
Titolo:
In caso di divergenza tra l'assicuratore contro le malattie privato e l'assicuratore contro gli infortuni circa l'obbligo di erogare prestazioni va applicata la Convenzione del 1° dicembre 2003 sottoscritta dalle parti. In concreto l'assicurato non ha diritto a prestazioni poiché capace al lavoro
ASSICURAZIONE COMPLEMENTARE MALATTIA
COORDINAMENTO DELLE PRESTAZIONI
INDENNITÀ GIORNALIERA
art. 100 cpv. 2 LCA
art. 70 LPGA
art. 71 LPGA
art. 112 OAMAL
Raccomandata
Incarto n.
36.2008.157
cs
Lugano
21 gennaio
2009
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sulla petizione del 14 novembre
2008 di
AT 1
rappr. da: RA 1
contro
CV 1
in materia di assicurazione contro le
malattie
ritenuto, in
fatto
1.1. AT 1, nato
il __________, di professione muratore, è assicurato contro la perdita di
guadagno in caso di malattia presso la Cassa malati CV 1 per il tramite del
contratto d’assicurazione collettiva sottoscritto dalla __________, con la
quale ha concluso un contratto di lavoro interinale.
In data
10 novembre 2007 AT 1 è stato vittima di un infortunio non professionale (“al
proprio domicilio, scendendo una scala a pioli, è inciampato in un cavo di un
attrezzo ed è caduto. Ha picchiato la spalla sinistra.”, notifica
d’infortunio LAINF) riportando la lesione parziale del tendine sovraspinato che
lo ha reso inabile al lavoro. La __________ ha corrisposto le prestazioni
assicurative previste dalla LAINF.
1.2. Con
decisione del 22 settembre 2008 la __________, “in considerazione
dell’evoluzione della guarigione” e dopo aver sottoposto AT 1 ad una visita
medica __________ in data 15 settembre 2008, ha sospeso con effetto dal giorno dell’emissione
della decisione il versamento delle prestazioni assicurative (indennità
giornaliera e spese di cura), poiché “il nostro servizio medico ritiene che
Fatti
i disturbi oggi presenti non sono più causati dall’infortunio ma sono da
attribuire esclusivamente ad una malattia” ed ha aggiunto che “l’ulteriore
incapacità lavorativa e la cura medica non vanno quindi più a carico
dell’assicurazione infortuni ma a carico dell’assicurazione malattia che viene
informata con copia del presente scritto.” (doc. 2).
AT 1 ha presentato
opposizione contro la predetta decisione (doc. 3).
1.3. Il 25
settembre 2008 AT 1 è stato convocato per una visita medica presso il dr. med. __________
dalla CV 1. Lo specialista, in data 3 ottobre 2008, ha affermato:
"
Si tratta di un paziente che non ha mia
presentato dolori alla spalla fino al 10.11.07 quando è caduto e ha urtato la
spalla sinistra.
Da allora dolori cronici alla spalla sinistra
ampiamente investigati anche dallo specialista Dr. __________ con diagnosi di:
dolori persistenti in stato dopo trauma diretto della spalla e lesione parziale
del tendine sovraspinato.
L’esame clinico è perfettamente normale.
In conclusione non trovo una causa medica che
possa spiegare i dolori lamentati dal paziente nè tanto meno giustificare un
inabilità lavorativa per malattia.
Il paziente afferma con sicurezza che tutto ciò è
cominciato dopo l’infortunio per cui l’ho pregato di far ricorso alla decisione
della __________ alla quale, bisogna rimandare il caso.
Mi sembra che sia compito della __________ cercare
eventualmente un accordo con il datore di lavoro e trovare un attività
lavorativa compatibile con i disturbi lamentati dal paziente, almeno per
qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare normalmente.
In conclusione il caso non è di competenza di CV
1.” (doc. 5)
1.4. Il 10
ottobre 2008 l’assicuratore ha scritto al datore di lavoro, affermando:
"
(…)
Secondo il parere del nostro medico fiduciario
non vi è nessun fattore che giustifichi un’inabilità lavorativa per malattia a
partire dal 22.09.2008. I sintomi accusati dall’assicurato sono dovuti alle
conseguenze dell’infortunio subito in data 10.11.2007. Ciò vuol dire che non
possiamo erogare alcune prestazioni d’indennità giornaliera per quest’inabilità
lavorativa.
A questo proposito preghiamo il signor AT 1 che
ci legge in copia di prendere nuovamente contatto con la __________ di __________.
(…)” (doc. 6)
Il 17
ottobre 2008 l’assicuratore ha scritto alla __________ indicando di non essere
tenuto ad anticipare le prestazioni in applicazione dell’art. 70 cpv. 2 LPGA
poiché nel caso di specie si è in presenza di un’assicurazione privata retta
dalla LCA (doc. 8).
Con
scritto del 20 ottobre 2008 la __________ ha rammentato a CV 1 che nell’ambito
delle assicurazioni private rette dalla LCA va applicata la “Convenzione
relativa all’obbligo di anticipare le prestazioni assicurative”, sottoscritta
il 20 dicembre 2002 dalla __________, da __________, alla quale anche CV 1 ha
aderito (doc. 9).
1.5. Il 14
novembre 2008 AT 1, rappresentato dall’RA 1, si è rivolto al TCA con una
petizione con misure cautelari urgenti inaudita altera parte (doc. I),
completata il 19 novembre 2008, su ingiunzione del Giudice delegato del TCA
(doc. II), tramite la quale chiede l’annullamento della presa di posizione del
17 ottobre 2008 di “CV 1” all’attenzione della __________ e domanda che sia
fatto obbligo a “CV 1” di versargli, con effetto dal 23 settembre 2008, le
prestazioni d’indennità giornaliera per malattie (doc. V).
1.6. Pendente
causa il TCA ha richiamato la citata convenzione sia nella versione in lingua
tedesca che francese (doc. III, IV e IX).
1.7. Con risposta
del 12 dicembre 2008 CV 1 propone la reiezione della petizione con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. XII).
1.8. Il TCA ha
richiamato l’incarto della __________ (doc. XIII). Il 17 dicembre 2008 si è
tenuta un’udienza di discussione in presenza delle parti (doc. XV).
1.9. Il 18
dicembre 2008 il TCA ha posto alcune domande al dr. med. __________, medico
fiduciario della convenuta (doc. XVI), il quale ha risposto il 19 dicembre 2008
(doc. XVIII). Le parti hanno potuto esprimersi in merito (doc. XIX e seguenti).
in
diritto
in
ordine
2.1. Secondo
quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le
malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e
l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal
si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni
complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in
particolare, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale
sul contratto d'assicurazione (LCA).
Giusta
l'art. 85 cpv. 2 della legge federale sulla sorveglianza delle imprese d’assicurazione
del 17 dicembre 2004 (LSA), per le controversie relative alle assicurazioni
complementari all’assicurazione sociale malattie, i Cantoni prevedono una
procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d’ufficio i fatti
e valuta liberamente le prove.
In ambito
cantonale, la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle
assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate
da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal
TCA, che applicherà, per analogia, la Legge di procedura per le cause davanti
al TCA (Lptca).
In
concreto, la causa concerne una vertenza relativa ad un contratto di indennità
giornaliera in caso di malattia retto dalla LCA (cfr. art. 2 delle condizioni
generali del contratto d’assicurazione, doc. 11) e praticato da un assicuratore
sociale autorizzato all’esercizio ai sensi della LAMal.
Il TCA
può pertanto entrare nel merito della petizione.
nel merito
2.2. Oggetto del
contendere è la questione di sapere se CV 1 è tenuta ad anticipare le indennità
giornaliere non versate dalla __________.
2.3. Nell’ambito
delle assicurazioni sociali, l’art. 70 cpv. 1 LPGA prevede che l’avente diritto
può chiedere di riscuotere una prestazione anticipata se un evento assicurato
fonda il diritto a prestazioni delle assicurazioni sociali ma sussiste un
dubbio quanto al debitore delle suddette prestazioni.
Per le
prestazioni in natura e le indennità giornaliere la cui assunzione da parte
dell’assicurazione contro le malattie, dell’assicurazione contro gli infortuni,
dell’assicurazione militare o dell’assicurazione invalidità è contestata, è
tenuta a versare prestazioni anticipate, l’assicurazione contro le malattie
(art. 70 cpv. 2 lett. a LPGA).
A norma
dell’art. 70 cpv. 3 LPGA l’avente diritto deve annunciarsi presso le
assicurazioni sociali che entrano in considerazione.
Giusta
l’art. 71 LPGA l’assicuratore tenuto a versare prestazioni anticipate eroga
prestazioni secondo le disposizioni che disciplinano la sua attività. Se il
caso è assunto da un altro assicuratore, questi deve rimborsare gli anticipi
entro i limiti del suo obbligo di versare prestazioni.
A norma
dell’art. 112 cpv. 1 OAMal, ove, in caso di malattia o d’infortunio, non è certo
se l’obbligo di fornire prestazioni spetti all’assicurazione contro gli
infortuni secondo la LAINF o all’assicurazione militare,
l’assicuratore-malattie può anticipare spontaneamente le prestazioni che
assicura, a condizione che sia garantito il suo pieno diritto alla ripetizione.
In una
sentenza del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) del 27 gennaio 2005 (K 166/03),
pubblicata in DTF 131 V 78 = SVR 12/2005, KV Nr. 27, pag. 95, l’Alta Corte ha
stabilito che qualora l’obbligo di anticipare le prestazioni sia stato
stabilito, questo viene in seguito determinato secondo le disposizioni valide
nel ramo dell’assicurazione sociale interessata (consid. 2). Questa incombenza
a carico dell’assicurazione malattie concerne i casi in cui la causalità fra un
infortunio e il pregiudizio alla salute è contestata ed è valutata in maniera
controversa dai medici consultati (consid. 3.1).
L’Alta Corte ha affermato:
"
Begründet ein Versicherungsfall einen Anspruch auf
Sozialversicherungsleistungen, bestehen aber Zweifel darüber, welche
Sozialversicherung die Leistungen zu erbringen hat, so kann die berechtigte
Person Vorleistung verlangen (Art. 70 Abs. 1 ATSG). Vorleistungspflichtig ist
die Krankenversicherung für Sachleistungen und Taggelder, deren Übernahme durch
die Krankenversicherung, die Unfallversicherung, die Militärversicherung oder
die Invalidenversicherung umstritten ist (Art. 70 Abs. 2 lit. a ATSG). Die
berechtigte Person hat sich bei den in Frage kommenden Sozialversicherungen
anzumelden (Art. 70 Abs. 3 ATSG). Die
Vorleistungspflicht der Krankenversicherung gemäss
Art. 70 Abs. 2 lit. a ATSG entspricht derjenigen des bisherigen Rechts (Kieser,
ATSG-Kommentar, N 35 zu Art. 70). Der mit dem altrechtlichen, gestützt auf Art. 78 Abs. 1 lit. a KVG (in der bis 31. Dezember 2002
gültig gewesenen Fassung) erlassenen Art. 112 KVV
(gültig bis 31. Dezember 2002) geregelte Zweifelsfall betraf ausschliesslich
Tatbestände, bei denen unbestritten ist, dass eine bestimmte Leistung erbracht
werden muss, hingegen zweifelhaft ist, welcher von zwei Versicherern diese
Leistung schuldet (Urteil T. vom 26. April 2001, K 146/99). Soweit von Art. 70
Abs. 2 lit. a ATSG Sachleistungen erfasst sind, muss ein Zweifel über die
Leistungspflicht bei einer Heilbehandlung bestehen, weil die Krankenpflegeversicherung
grundsätzlich nur Leistungen mit einer diagnostischen, therapeutischen oder
pflegerischen Zielsetzung erbringt. Es geht somit um Untersuchungen,
Behandlungen, Pflegemassnahmen, Analysen, Arzneimittel und bestimmte Mittel und
Gegenstände (Kieser, a.a.O., N 12 zu Art. 70).
Nach Art. 71 ATSG erbringt der
vorleistungspflichtige Versicherungsträger die Leistungen nach den für ihn
geltenden Bestimmungen. Wird der Fall von einem anderen Träger übernommen, so
hat dieser die Vorleistungen im Rahmen seiner Leistungspflicht
zurückzuerstatten. Art. 71 Satz 1 ATSG stellt ebenfalls keine Neuerung dar,
sondern entspricht alt Art. 112 Abs. 1 KVV. Ist
somit gestützt auf Art. 70 ATSG die Vorleistungspflicht bestimmt worden,
richtet sich in der Folge die Leistungspflicht nach den Bestimmungen der für
den betreffenden Sozialversicherungszweig massgebenden Regelung, was bedeutet,
dass sämtliche für die Leistungsausrichtung
erheblichen Fragen nach diesen Bestimmungen zu beantworten sind (Kieser,
a.a.O., N 3 und 4 zu Art. 73).
Erfolgt eine medikamentöse Behandlung auf Grund
einer Diagnose, die sich nachträglich als falsch herausstellt, ist dies kein
Grund für die Verneinung der Vorleistungspflicht. Massgebend ist, dass eine
Verdachtsdiagnose eine Behandlung rechtfertigen kann und diese aus
medizinischer Sicht im Durchführungszeitpunkt prospektiv als indiziert
erscheint. Tauchen im Nachhinein, beispielsweise gestützt auf ein
fachärztliches Gutachten, Zweifel an der ursprünglichen Diagnose auf, führt
dies nicht dazu, dass die seinerzeit auf Grund der Verdachtsdiagnose
veranlasste, als wirksam, zweckmässig und wirtschaftlich gemäss Art. 32 KVG erachtete Behandlung nunmehr als unwirksam,
unzweckmässig oder unwirtschaftlich bezeichnet werden kann mit der Folge, dass
der Krankenversicherer sich unter Berufung auf Art. 32 KVG
der Vorleistungspflicht gestützt auf Art. 71 Satz 1 ATSG entschlagen könnte.
Die Vorleistungspflicht des Krankenversicherers entfällt erst, wenn die
durchgeführte Behandlung den Kriterien des Art. 32 KVG
offensichtlich
nicht entspricht.
3.
Im vorliegenden Fall steht fest, dass der
Beschwerdeführer an erheblichen, behandlungsbedürftigen gesundheitlichen
Beeinträchtigungen leidet, deren Ursache noch nicht geklärt ist. Während die
Zürich als zuständige Unfallversicherung ihre Leistungspflicht nach
umfangreichen Abklärungen gemäss Verfügung vom 8. Januar 2003 verneint hat mit
der Begründung, dass es
sich bei den geklagten Beschwerden nicht um
Unfallfolgen handelt und ein Zeckenbiss als Ursache nicht mit der erforderlichen
Wahrscheinlichkeit nachgewiesen sei, vertritt der Versicherte die Auffassung,
seine Beschwerden seien unfallkausal. Über seine mit der entsprechenden
Begründung erhobene Einsprache wurde, soweit ersichtlich, noch nicht
entschieden. Streitig und zu prüfen ist, ob die Assura als Krankenversicherer
des Beschwerdeführers auf Grund der gesetzlichen Vorleistungspflicht die im
Zusammenhang mit der Behandlung des seitens der beteiligten Ärzte vermuteten
Zeckenbisses im Jahr 1999 stehenden Rechnungen zu übernehmen hat.
3.1 Aus den vorstehend (Erw. 2 hievor) dargelegten
Grundsätzen folgt, dass der Krankenversicherer im Falle einer Heilbehandlung im
Verhältnis zur Unfallversicherung vorleistungspflichtig ist, wenn feststeht,
dass eine bestimmte Leistung erbracht werden muss, aber unklar ist, ob der
behandelte Gesundheitsschaden auf einen Unfall (eine unfallähnliche
Körperschädigung; eine Berufskrankheit) oder eine Krankheit zurückzuführen ist.
Dies bedeutet, dass der Krankenversicherer gerade in Fällen, in welchen die
Unfallkausalität
einer Gesundheitsschädigung streitig ist und von den
beteiligten Ärzten kontrovers beurteilt wird, grundsätzlich
vorleistungspflichtig ist.
3.2 Die Assura kann sich demnach nicht unter Hinweis
auf Art. 71 Satz 1 ATSG und eine Stellungnahme ihres Vertrauensarztes oder
anderer am Verfahren beteiligter Mediziner mit Erfolg auf fehlende
Wirtschaftlichkeit der durchgeführten Behandlungen im Sinne von Art. 32 in
Verbindung mit Art. 56 KVG berufen, weil sie aus dem
Gutachten des Prof. M.________ schliesst, der Kausalzusammenhang zwischen
(allfälligem) Zeckenbiss und den
Gesundheitsstörungen des Beschwerdeführers sei nicht
mit überwiegender Wahrscheinlichkeit nachgewiesen, weshalb die durchgeführten
Behandlungen medizinisch nicht indiziert gewesen seien. Denn so lange die im
Hinblick auf eine Borreliose-Erkrankung infolge Zeckenbisses angeordnete
medikamentöse Therapie auf Grund einer Verdachtsdiagnose zum damaligen
Zeitpunkt aus
medizinischer Sicht unter Berücksichtigung des dem
behandelnden Arzt zustehenden Ermessens gerechtfertigt erschien, ist die
Vorleistungspflicht der Assura gegeben. Mit ihrer Auffassung verkennt die
Assura das Wesen der Vorleistungspflicht gemäss Art. 70 Abs. 2 lit. a ATSG, mit
welcher lediglich geregelt wird, welcher der Versicherer im Zweifelsfall eine
Leistung, die erbracht werden muss, zunächst schuldet. Dass im vorliegenden
Fall Versicherungsleistungen in Form von Heilbehandlung und Arzneimitteln zu
erbringen waren, steht damit fest."
2.4. Nel caso in cui le prestazioni litigiose sono rette da
assicurazioni private che sono soggette alla LCA, la LPGA non trova
applicazione.
Infatti, l’art. 100 cpv. 2 LCA, applicabile in
concreto prevede solo che:
"
Per gli stipulanti e gli assicurati considerati disoccupati ai
sensi dell’articolo 10 della legge del 25 giugno 1982 sull’assicurazione contro la disoccupazione sono inoltre
applicabili per analogia gli articoli 71 capoversi 1 e 2 e 73 della legge
federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione
malattie.”
Per l’art. 10 LADI:
" 1 È considerato totalmente disoccupato chi non è
vincolato da un rapporto di lavoro e cerca un’occupazione a tempo pieno.
Considerandi
2.
È considerato parzialmente
disoccupato chi:
a. non è
vincolato da alcun rapporto di lavoro e cerca unicamente un’occupazione a tempo
parziale oppure;
b. un’occupazione
a tempo parziale e cerca un’occupazione a tempo pieno oppure un’altra
occupazione a tempo parziale.
2bis Non è considerato
parzialmente disoccupato il lavoratore il cui tempo normale di lavoro è stato
temporaneamente ridotto (lavoro ridotto).
3.
La persona che cerca lavoro
è considerata totalmente o parzialmente disoccupata soltanto quando si è
annunciata all’ufficio del lavoro del suo domicilio per essere collocata.
4.
La sospensione provvisoria
da un rapporto di servizio di diritto pubblico è equiparata alla disoccupazione
qualora contro la disdetta data dal datore di lavoro sia pendente un ricorso
con effetto sospensivo."
Per
l’art. 71 cpv. 1 LAMal l’assicurato che esce dalla cerchia dell’assicurazione
collettiva perché cessa di appartenere alla cerchia degli assicurati definita
dal contratto oppure perché quest’ultimo è disdetto, ha diritto al
trasferimento nell’assicurazione individuale dell’assicuratore. Se
nell’assicurazione individuale l’assicurato non assicura prestazioni più
elevate, non possono essere formulate nuove riserve e dev’essere mantenuta
l’età d’entrata determinante nel contratto collettivo. Il cpv. 2 prevede che
l’assicuratore deve provvedere affinché l’assicurato sia informato per scritto
in merito al suo diritto di passare all’assicurazione individuale. Se omette
questa informazione, l’assicurato rimane nell’assicurazione collettiva.
L’assicurato deve far valere il diritto di passaggio entro tre mesi dal
ricevimento della comunicazione.
L’art. 73
LAMal regola il coordinamento con l’assicurazione contro la disoccupazione.
Nel caso
di specie va pertanto esaminato se trova applicazione la convenzione tra la __________,
__________, in vigore dal 1° dicembre 2003.
A questo
proposito va evidenziato che con lettera del 13 febbraio 2003 __________ ha
scritto a CV 1, affermando:
"
(…)
Das Abkommen hält eine Vorleistungspflicht des
Krankenversicherers nach VVG fest. So soll verhindert werden, dass der
Geschädigte keine Leistungen erhält, solange und während sich die Unfall- und
Krankenversicherung darüber streiten, wer leistungspflichtig ist. Das Abkommen
regelt sodann auch die Rückerstattungspflicht.“ (doc. 10, sottolineatura del
redattore)
Dall’accordo
emerge che:
"
Ausgangslage
Da bei Schadenereignissen oft zweifelhaft ist, ob
Folgen eines Unfalles, einer Berufskrankheit oder einer anderen Krankheit
vorliegen;
da diese Qualifikation entscheidend ist für die
Frage, ob die Unfall- oder die Krankenversicherung leistungspflichtig ist;
da die Gefahr widersprüchlicher Entscheidungen
besteht, weil die Verfahren in den Bereichen Unfall- und Krankenversicherung
nicht koordiniert sind;
da dies dazu führen kann, dass der Geschädigte
lange auf seine Leistungen warten muss;
da die Vorleistungs- bzw.
Rückerstattungspflichten wohl für die Sozialversicherer unter sich geregelt
sind (z.B. KVG und UVG bzw. beu ATSG), aber analoge Bestimmungen für die
private Krankenversicherung (VVG) fehlen;
da es somit zum Schutze des Geschädigten sinnvoll
ist, diese Lücke vertraglich auszufüllen;
vereinbaren die Parteien folgendes:
1.
Geltungsbereich
Das Abkommen ist anwendbar auf die __________
sowie auf die dem Abkommen beigetreten Kranken- und UVG-Versicherer.
Eine Gesellschaft, die sowohl als Krankenversicherer
nach VVG als auch als UVG-Versicherer tätig ist, kann dem Abkommen nur als
Träger beider Versicherungssparten beitreten.
2.
Vereinbarung zwischen Versichertem,
Krankenversicherer nach VVG und UVG-Versicherer
Der betroffene Krankenversicherer nach VVG und
der UVG-Versicherer schliessen im Einzellfall mit dem Versicherten die in
Anhang 1 angeführte Vereinbarung betreffend Vorleistungs- und
Rückerstattungspflicht ab, insofern der Versicherte damit einverstanden ist.
Die Vereinbarung kann auch für Ereignisse
abgeschlossen werden, welche sich vor dem Inkrafttreten des Abkommens ereignet
haben, sofern der UVG-Versicherer noch keine Verfügung erlassen hat.
Der Versicherte hat nur Rechtsansprüche aus der
im Einzelfall abgeschlossenen Vereinbarung, nicht aus dem Abkommen.„ (doc. IV)
L’allegato
accordo prevede quanto segue:
"
Referenz- Nummer: VVG: UVG:
Art der Gesundheitsschädigung:
Datum/Hergang des Schadenereignisses:
Dem UVG-Versicherer gemeldet mit Anzeige vom
Die unterzeichneten Parteien vereinbaren im
Zusammenhang mit dem oben erwähnten Schadenereignis was folgt:
1.
Der Krankenversicherer erbringt vorschussweise
die im Krankenversicherungsvertrag VVG vorgesehenen Taggeld- und gegebenenfalls
Pflegeleistungen, höchstens aber die nach UVG-Versicherer leistungspflichtig
ist. Ausgenommen sind Leistungen aus Summenversicherungen.
Diese Vorleistungspflicht gilt für maximal drei
Monate. Der Kranken- und der UVG Versicherer können in Ausnahmefällen diese
Frist im gegenseitigen Einvernehmen verlängern.
Nach Leistungseinstellungen des UVG-Versicherers
erbringt der Krankenversicherer keine Vorleistungen.
2.
Diese vorläufigen Leistungen werden bei der
nachträglichen Uebernahme des Falles durch den UVG-Versicherer als Leistungen
des UVG-Versicherers betrachtet und an dessen Leistungen angerechnet, und der
UVG-Versicherer erstattet dem Versicherer dessen Vorleistungen ohne Zinsen
zurück. Der Versicherte ist damit einverstanden.
3.
Der Kranken- und der UVG-Versicherer stellen
sich ihre Akten gegenseitig zur Verfügung. Der Versicherte ist damit
einverstanden.
4.
Bei Streitigkeiten zwischen dem UVG-Versicherer
und dem VVG-Krankenversicherer eröffnet der Unfallversicherer die Verfügung
auch dem Krankenversicherer (analog UVV 129 bzw. neu ATSG 49 Abs. 4).“ (doc.
IV/1; nota del redattore: seguono nomi dell’assicuratore contro gli infortuni,
dell’assicuratore malattie e dell’assicurato)
La
versione francese prevede:
"
La situation
Vu qu’il y a souvent doute, en cas de sinistre,
sur la question de savoir s’il s’agit des conséquences d’un accident, d’une
maladie professionnelle ou d’une autre maladie;
vu que cette distinction est décisive pour savoir
si c’est à l’assurance-accidents ou à l’assurance-maladie qu’incombe
l’obligation d’allouer la prestation;
vu qu’il y a risque de décisions contradictoires parce
que les procédures ne sont pas coordonnées dans les secteurs de
l’assurance-accidents et de l’assurance-maladie;
vu que ceci peut avoir pour conséquence que le
lésé doive attendre longtemps pour toucher ses prestations;
vu que l’obligation d’avancer les prestations ou
de rembourser se trouve bien réglée pour les assureurs sociaux entre eux (par
ex. LAMal et LAA ou nouvellement LPGA), mais qu’il n’y a pas de dispositions
analogues pour l’assurance-maladie privée (LCA);
vu qu’il est dès lors judicieux de combler cette lacune par voie
contractuelle;
les parties conviennent de ce qui suit:
1.
Champ d’application
La convention est applicable à la __________ ainsi qu’aux
assureurs-maladie et LAA y ayant adhéré.
(…)
2.
Convention entre assuré, assureur-maladie selon LCA et assureur
LAA
L’assureur-maladie selon LCA et l’assureur LAA concluent de cas en
cas avec l’assuré, et pour autant que celui-ci soit d’accord, la convention
figurant en annexe 1, relative à l’obligation d’avancer les prestations et de
rembourser.
Cette convention peut aussi être conclue pour des événements qui
se sont produit avant l’entrée en vigueur de la présente convention, pour
autant que l’assureur LAA n’ait pas encore communiqué de décision.
L’assuré ne peut prétendre qu’à des droits découlant de la
convention conclue pour le cas particulier avec l’assuré, mais non de la
présente convention.” (doc. IX/Bis)
La citata convenzione
prevede:
" (…)
Les parties soussignées conviennent de ce qui suit en ce qui
concerne le sinistre mentionné ci-dessus:
1.
S’il y a doute sur la question de savoir à qui de
l’assureur-maladie ou de l’assureur LAA incombe l’obligation d’allouer les
prestations, l’assureur-maladie alloue à titre d’avance les indemnités journalières
et, le cas échéant, les prestations pour soins prévues par le contrat
d’assurance-maladie LCA, au maximum toutefois les prestations assurées selon
LAA. Les prestations découlant d’assurances de sommes sont exclues.
L’obligation d’avancer les prestations est
limitée à trois mois au maximum. L’assureur-maladie et l’assureur LAA peuvent,
dans des cas d’exception, prolonger ce délai par consentement mutuel.
Une fois que l’assureur LAA a mis un terme à ses
prestations, l’assureur-maladie n’avance plus de prestations.
2.
Lorsque le cas est ultérieurement repris par
l’assureur LAA, ces prestations provisoires sont considérées comme prestations
de l’assureur LAA et imputées sur ses prestations, et l’assureur LAA restitue ces
prestations préalables sans interêts à l’assureur-maladie. L’assuré y consent.
3.
L’assureur-maladie et l’assureur LAA mettent
réciproquement leurs dossiers à disposition l’un de l’autre. L’assuré y
consent.
4.
En cas de contestations entre l’assureur LAA et l’assureur LCA,
l’assureur-accidents notifie aussi la décision à l’assureur-maladie (par
analogie à OLAA 129 ou, nouvellement LPGA 49, al. 4). (doc. IX/bis).
Va ancora evidenziato come
l’art. 17 delle condizioni generali dell’assicurazione collettiva d’indennità
giornaliera per malattia secondo la legge sul contratto d’assicurazione prevede
che se il diritto ad una rendita di un’assicurazione statale o aziendale non è
ancora definito, la CV 1 corrisponde l’indennità giornaliera assicurata quale
anticipo di prestazione. Per beneficiare di queste prestazioni anticipate
l’assicurato deve rilasciare l’approvazione scritta per la compensazione
diretta con gli assicuratori menzionati.
Inoltre, per l’art. 11 CGA
l’indennità giornaliera è corrisposta per la durata dell’incapacità lavorativa
attestata dal medico o dal chiropratico, dopo decorrenza dell’eventuale periodo
di attesa. In caso d’incapacità lavorativa parziale, l’ammontare dell’indennità
giornaliera si basa sul grado d’incapacità; se questo è inferiore al 50% non
c’è diritto all’indennità giornaliera. Se l’assicurato è considerato
disoccupato ai sensi dell’articolo 10 LADI, la CV 1 corrisponde l’indennità
giornaliera alle seguenti condizioni:
per l’incapacità
lavorativa dal 25% al 50%, la metà dell’indennità giornaliera;
per l’incapacità
lavorativa di oltre il 50%, l’indennità giornaliera completa.
2.5
Nel caso di specie vi è una
divergenza circa l’assicuratore tenuto ad intervenire con il pagamento delle
indennità giornaliere.
Infatti, la __________
rifiuta di erogare ulteriori prestazioni a motivo che secondo la valutazione
medica lo stato che si sarebbe presentato anche senza l’infortunio del 10
novembre 2007 (status quo sine) è presente al più tardi il 22 settembre 2008
(doc. 2) e che “l’ulteriore incapacità lavorativa e la cura medica non vanno
più a carico dell’assicurazione infortuni ma a carico dell’assicurazione
malattia”, mentre la convenuta rifiuta di versare l’indennità giornaliera
poiché, come emerge dallo scritto del 10 ottobre 2008 (doc. 6), l’assicuratore
ritiene che “non vi è nessun fattore che giustifichi un’inabilità lavorativa
per malattia a partire dal 22.09.2008. I sintomi accusati dall’assicurato sono
dovuti alle conseguenze dell’infortunio subito in data 10.11.2007.”
Essendoci pertanto incertezza
circa l’assicuratore che deve erogare le prestazioni, la citata convenzione,
che permette, tranne casi eccezionali, il versamento anticipato di prestazioni
per al massimo 3 mesi, di principio, dovrebbe trovare applicazione (cfr. anche
lettera del 20 ottobre 2008 della __________ alla convenuta, doc. 9, citata al
consid. 1.4., nonché, per analogia, la sentenza in ambito di assicurazioni
sociali, pubblicata in DTF 131 V 78).
Va qui
rilevato come, contrariamente a quanto ritiene CV 1 in sede di risposta, la
convenzione non è stata sottoscritta per evitare che “gli assicuratori
entrino in difficoltà”, bensì per permettere agli assicurati di poter
usufruire delle prestazioni cui hanno diritto, quando non è ancora chiaro qual
è l’assicuratore competente (cfr. la citata convenzione: “da es somit
zum Schutze des Geschädigten sinnvoll ist, diese Lücke vertraglich
auszufüllen”, sottolineatura del redattore). La
convenzione è pertanto stata sottoscritta per trovare una soluzione a favore
degli assicurati, come previsto in ambito di assicurazione sociale e,
contrariamente a quanto sembra sottintendere l’assicuratore, essa è
direttamente applicabile anche all’assicurato.
Non va infatti dimenticato
che il contratto stipulato dal datore di lavoro con l'assicurazione è un contratto
a favore di terzi (art. 112 CO; Vincent Brulhart, L'assurance collective contre
la perte de gain, Le droit social dans la pratique de l'entreprise, Questions
choisies, Berna 2006, pag. 99). Il lavoratore non è parte
al contratto, anche se ne è il beneficiario (Hans-Rudolf Müller, Grundlagen der
Krankentaggeldversicherung nach VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits-
und versicherungsrechtliche Aspekte, Zurigo 2007,
pag. 30).
Con
la (valida) conclusione di un contratto di assicurazione malattia collettiva il
datore di lavoro si libera dal suo obbligo di continuare a versare il salario (DTF
120.
V 38 consid. 3); gli subentra l'assicuratore, il quale non versa al
lavoratore/assicurato il salario vero e proprio, dal quale andrebbero ancora
dedotti i contributi sociali, bensì un'indennità giornaliera, esente da tali
contributi (Adrian von Kaenel, Verhältnis einer Krankentaggeldlösung zu
Art. 324a OR, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und
versicherungsrechtliche Aspekte, Zurigo 2007.,
pag. 116).
In sede di risposta la
convenuta tuttavia, contrariamente a quanto indicato nello scritto del 10
ottobre 2008, ha messo in dubbio la presenza di un’incapacità lavorativa
dell’assicurato (doc. XII).
Va pertanto
preliminarmente esaminato se l’attore, dal 23 settembre 2008, è effettivamente
incapace al lavoro.
2.6
Dagli atti
della __________ emerge che il 1° aprile 2008 il dr. med. __________, FMH
medicina interna, spec. cardiologia, dopo aver visitato l’attore su richiesta
della __________, aveva affermato che “il decorso è favorevole. La
fisioterapia, non ancora iniziata, potrà solo accelerare la guarigione. Vista
la situazione sia soggettiva che soprattutto dal lato obiettivo, alla visita
odierna nettamente migliorata rispetto alla visita 15.01.2008, ho concordato
con l’A., la sua ripresa parziale del lavoro al 50% (…).” (doc. 21 __________).
Dal successivo rapporto del 7 maggio 2008 della __________ emerge tuttavia che
“dal momento in cui avrei dovuto riprendere il lavoro nella misura del 50%
(7.4.2008) ho iniziato ad effettuare dei lavori al domicilio e dopo una mezzora
ho dovuto interrompere in quanto i disturbi sono riapparsi” e “ho quindi
chiamato il dott. __________ per aver un suo parere ma secondo lui l’abilità
lavorativa parziale del 50% risultava comunque giustificata. Per questo motivo
mi sono recato presso il mio medico di famiglia che mi ha attestato nuovamente
l’inabilità lavorativa completa.” (doc. 30 __________). Il 23 maggio 2008
il dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia, dopo aver visitato
l’attore, ha chiesto alla __________ “di inviare il paziente dal dott. __________
affinché intraprenda terapia mirata e verifichi anche la riscontrata
sovrapposta patologia costituita dai dolori al polso e al gomito sinistro che
non sembrerebbero essere in causalità con l’infortunio. Se necessaria terapia
infiltrativi o onde d’urto si dia subito corpo a tali terapia per raggiungere
in breve tempo uno stato quo sine se non riscontrabili ulteriori patologie
riconducibili al traumatismo di novembre. Se non necessaria ulteriore terapia o
altro procedere, dovremo considerare raggiunto lo stato quo sine, non avendo riscontri
a tutt’oggi di lesioni generate o modificate direzionalmente, al massimo
temporalmente, dal riferito infortunio, essendo passati oltre sei mesi
dall’evento infortunistico.” Ed ha concluso affermando che la capacità
lavorativa “permane per ultimare gli accertamenti e le eventuali terapie
inabile al 100% nell’attività di muratore.” (doc. 33).
Il 31 luglio 2008 il dott.
med. __________, specialista FMH medicina interna/malattie reumatiche, ha
effettuato la visita richiesta ed ha affermato:
" (…)
L’assicurato continua a lamentare dolori alla spalla sx ed in
parte pure al braccio, dolori apparentemente insorti dopo un trauma diretto
subito lo scorso mese di novembre, quando era caduto da una scala a pioli (da
un’altezza relativa, visto che era già arrivato agli ultimi scalini). I dolori
non sono costanti, dipendenti per lo più dall’attività svolta.
Clinicamente ho potuto riscontrare una spalla sx ben mobile, senza
chiari segni per un conflitto sottoacromiale. E’ possibile evocare dolori di
una certa importanza alla palpazione della regione toracoscapolare sx, nonché
della muscolatura cervico-scapolare, dove è presente un punto trigger oppure
causati da una disfunzione a livello della colonna toracica superiore. Malgrado
l’ecografia recentemente eseguita abbia evidenziato una lesione parziale del
sopraspinato (non evidenziata invece alla MRI eseguita nel mese di gennaio!)
egli non presenta attualmente chiari segni per un conflitto sottoacromiale.
Per cercare di influenzare rapidamente i dolori muscolari ho
subito iniziato un trattamento locale sul punto trigger con onde d’urto. Gli ho
inoltre prescritto un ciclo di fisioterapia, che verrà prossimamente eseguito
presso il __________ di __________, il quale dovrà comprendere delle misure di
medicina manuale per la mobilizzazione segmentale della colonna toracica,
massaggio dei punti trigger, stretching, nonché misure di ritonificazione
muscolare.
Desidero sottolineare come abbia trovato assai strano il fatto che
un paziente, di per sé volenteroso e ben motivato a reinserirsi al più presto
nel mondo del lavoro, sia rimasto totalmente inabile nella sua attività di
muratore ormai dal mese di novembre, a causa degli esiti di un banale
infortunio, senza che finora siano prese valide misure riabilitative!
Per quanto concerne l’incapacità lavorativa, in attesa di
osservare il risultato delle terapie ora iniziate, ritengo che egli debba
essere ancora considerato 100% inabile al lavoro, per la durata però di non
oltre un mese, dopo di che dovrebbe essere possibile fargli riprendere
rapidamente la sua attività, evtl. in un primo tempo in modo parziale.” (doc. 40
__________)
Il 4 settembre 2008, il
medesimo medico, dopo un’ulteriore visita, ha affermato:
" (…)
Nel mese appena trascorso ho eseguito tre applicazioni di onde
d’urto sulla regione soprascapolare sx. Nel frattempo egli ha portato a termine
un ciclo di fisioterapia, eseguito presso lo studio del signor __________ a __________.
In occasione dell’odierno controllo egli ha però confermato di continuare a
lamentare dolori, talvolta anche importanti, alla spalla sx, non migliorati con
le terapie ora eseguite. Ho avuto occasione di discutere il caso direttamente
con il signor __________, che mi ha confermato l’assenza di una qualsiasi
risposta alle diverse terapie eseguite nelle ultime settimane, con una reazione
algica in parte inadeguata; egli sottolinea inoltre la presenza di un’ottima
muscolatura sia a livello cervico-toraco-scapolare, sia attorno alla spalla sx,
senza alcuna atrofia oggettivabile ed in presenza inoltre di un’ottima mobilità
della spalla, ciò che sembrerebbe escludere grossi problemi muscolo-tendinei.
All’esame clinico eseguito il 04.09.2008 ho potuto riconfermare
dolori di una certa importanza alla palpazione della muscolatura
cervico-scapolare sx, i movimenti della spalla sono liberi e praticamente
indolenti, senza chiari segni per un residuo conflitto sottoacromiale. I
movimenti della colonna cervicale sono pure leggermente dolenti e limitati in
fase terminale (a causa di una certa controinnervazione da lui stesso
esercitata).
Nessun segno per una radicolopatia.
Risulta essere difficile poter motivare la persistenza di tali
dolori, in assenza di significative patologie alla colonna vertebrale ed alla
spalla sx, soprattutto dopo quasi 10 mesi dall’infortunio. Desidero nuovamente
sottolineare l’assenza di un’atrofia muscolare, ciò che fa pensare ad un continuo
utilizzo del braccio. A mio parere un intervento di decompressione delle
strutture sottoacromiali non porterebbe ad alcun miglioramento dell’attuale
sintomatologia da lui presentata. Purtroppo non ho al momento ulteriori opzioni
terapeutiche da potergli ora offrire per cercare di meglio affrontare i suoi
dolori, ormai cronicizzati. Non escludo che vi sia pure una certa componente
somatoforme che impedisce un corretto recupero funzionale della spalla.
Vista la situazione non ho per il momento previsto ulteriori
trattamenti né tanto meno controlli presso il mio studio. Ti prego perciò di
voler riconvocare il signor AT 1 per la definizione del caso.
Inabilità lavorativa
Da parte mia non è stata attestata alcuna ulteriore incapacità
lavorativa.” (doc. 43 __________)
Il dr. med. __________,
specialista FMH in reumatologia, dopo aver effettuato la visita medica circondariale
su richiesta della __________ in data 15 settembre 2008, ed aver ripercorso
l’intera fattispecie, ha affermato:
" (….)
dichiarazioni dell’assicurato
Il paziente riferisce che dopo la visita dal dott. __________, non
è stata giudicata necessaria ulteriore terapia per gli esiti
post-infortunistici e che per lui la situazione non è migliorata, non riuscendo
tuttavia a pensare di poter riprendere l’attività precedente perché non riesce
a fare sforzi particolari.
Sollevando la spesa senza mobilizzare la spalla quindi, ma solo il
gomito, con l’arto superiore sinistro riferisce dolori sia al gomito e alla
faccia anteriore della spalla e ad altri muscoli, tali da dover sospendere lo
sforzo.
(…)
diagnosi
-
riferita contusione posterolaterale spalla sinistra in riscontro di
impingement subacromiale e borsite sottoacromiodeltoidea.
Patologie concomitanti:
-
Sindrome miofasciale, epicondilite gomito sinistro e possibile sindrome
del tunnel carpale sinistro.
Conclusioni
Oggettivamente tender point dorsale destro, scrosci regione
acromi-claveare sinistra.
Soggettivamente dolore e difficoltà ad eseguire la propria
mansione.
Procedere terapeutico
Non si riscontrano patologie post-infortunistiche da trattare od
esiti post-infortunistici.
Il paziente è pregato di recarsi dal proprio curante o di
rivolgersi alla rispettiva Cassa Malati per continuare l’inquadramento
diagnostico per la patologia sottesa miofasciale-neurologica riscontrata.
Come già indicato nel rapporto precedente, non riscontrandosi più
patologia post-infortunistica e non essendo indicate ulteriori terapie,
possiamo ampiamente considerare raggiunto lo stato quo sine, non avendo
riscontri lesione generate o modificate direzionalmente dall’episodio
annunciato avvenuto il 10.11.2007.” (doc. 45 __________)
Come visto, in data 3
ottobre 2008, il dr. med. __________, medico fiduciario di CV 1 ha affermato:
"
Si tratta di un paziente che non ha mai
presentato dolori alla spalla fino al 10.11.07 quando è caduto e ha urtato la
spalla sinistra.
Da allora dolori cronici alla spalla sinistra
ampiamente investigati anche dallo specialista Dr. __________ con diagnosi di:
dolori persistenti in stato dopo trauma diretto della spalla e lesione parziale
del tendine sovraspinato.
L’esame clinico è perfettamente normale.
In conclusione non trovo una causa medica che
possa spiegare i dolori lamentati dal paziente ne tanto meno giustificare un
inabilità lavorativa per malattia.
Il paziente afferma con sicurezza che tutto ciò è
cominciato dopo l’infortunio per cui l’ho pregato di far ricorso alla decisione
della __________ alla quale, bisogna rimandare il caso.
Mi sembra che sia compito della __________ cercare
eventualmente un accordo con il datore di lavoro e trovare un attività
lavorativa compatibile con i disturbi lamentati dal paziente, almeno per
qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare normalmente.
In conclusione il caso non è di competenza di CV
1.
” (doc. 5)
Il medico curante, ossia il medico chirurgo Dr. __________, in data 19 novembre 2008, ha
attestato che:
" In relazione all’infortunio sul lavoro avvenuto il 10/11/2007 in cui
ha riportato la lesione parziale del tendine sovraspinato, dalla RM eseguita si
evidenzia anche un discreto attrito abacromiale sul tendine suddetto a causa di
un piccolo sperone alla circonferenza inferiore dell’acromion che provoca una
irritazione ed edema alla borsa subacromiale. Per tale situazione, considerata
l’attività lavorativa del paziente (muratore) al momento si deve considerare il
lavoratore inabile al lavoro al 100%.” (doc. B4)
In data 26 novembre 2008
il dr. med. __________, professore in chirurgia artroscopica spalla e
ginocchio, specialista FMH chirurgia ortopedica, dopo aver visitato il paziente
ha affermato che:
" (…)
Da un punto di vista clinico il paziente presenta segni negativi
sia alla valutazione dell’arco articolare che ai test di Yockum-Joob-Neer.
Il paziente riferisce dolore all’attività lavorativa probabilmente
dovuti al trauma sopramenzionato che ha trovato una causa predisponente nel
minimo conflitto sotto acromiale. Il paziente ha comunque in questo periodo
effettuato poca riabilitazione e quindi gli ho consigliato (consegnando dei
protocolli riabilitativi) di effettuare della ginnastica isometrica, dello
stretching e di eseguire del nuoto a rana.
Il paziente sicuramente troverebbe beneficio, data la
sintomatologia dolorosa alla sua attività lavorativa, a modificare il tipo di
lavoro.
Attualmente il paziente stesso non presenta alcuna indicazione ad
alcun tipo di trattamento chirurgico né infiltrativi.” (doc. 61 __________)
Nelle more processuali
l’attore ha prodotto un ulteriore certificato medico del proprio curante, di
data 17 dicembre 2008, da cui emerge:
" In
seguito ad infortunio verificatosi nel novembre 2007 in cui ha subito lesione
parziale del tendine sovraspinato dalla spalla sx, ed avendo un conflitto sub
acromiale con edema necessita di ulteriori trenta giorni di riposo s.c. per
inabilità al 100%.” (doc. XV)
Dall’udienza tenutasi il
17.
dicembre 2008 è emerso quanto segue:
"
(…)
Il sig. AT 1 dà atto che non è stata emanata al
momento una decisione su opposizione, precisa che un contatto con la sig.ra __________
è intervenuto salvo errore lunedì scorso, l'assicurato è stato richiesto di
produrre le radiografie mediche a sua disposizione.
Il Giudice legge ad alta voce il rapporto 3
ottobre 2008 del dott. __________ che si presenta apparentemente un po'
contraddittorio nel senso che attesta un esame clinico normale, il medico
esclude di aver trovato una causa medica tale da giustificare i dolori
lamentati e neppure ha reperito una giustificazione per un'inabilità per
malattia.
Il medico incaricato da CV 1 effettivamente accerta
di avere avuto notizie dall'assicurato dell'esistenza di questi dolori a
partire dall'incidente e non precedentemente, ed indica implicitamente, una
responsabilità di __________ per il caso.
Il professionista precisa che sia appunto compito
di questo assicuratore di reperire un'attività lavorativa compatibile con i
disturbi lamentati.
La CV 1 specifica di non avere ulteriore
documentazione medica da produrre e di non avere interpellato ulteriormente il
dott. __________ a complemento.
Il GD legge ampi stralci dalla ultima valutazione
del dr. __________.
Dal canto suo l'assicurato precisa che il dott. __________
gli ha consigliato delle infiltrazioni di ozono che comunque il dott. __________
ha a sua volta sconsigliato perchè avrebbero "bruciato" i muscoli.
Precisa poi che gli ultrasuoni eseguiti hanno provocato paradossalmente un aggravarsi
della situazione perchè dopo le terapie si presentavano dolori alla spalla
importanti dovuti a questo battere degli ultrasuoni.
Il GD fa notare che il dott. __________ ha invece
potuto oggettivare un deciso miglioramento nel corso di 1 mese circa e ciò il
4.
settembre, grazie a questo tipo di terapia messa in atto dal sig. __________.
Il giudice chiede inoltre all'assicurato se, conformemente alle indicazioni del
dott. __________ egli abbia svolto un tipo di ginnastica rispettivamente di
nuoto a rana così come consigliato.
Il sig. AT 1 dichiara di non avere svolto queste
attività siccome non seguito da persone competenti e di essere rimasto in
attesa degli sviluppi di questa situazione.
L'attore dichiara di formalmente rinunciare ai
termini concessigli il 15 dicembre scorso per l'inoltro di nuove prove. A
questo scopo fa riferimento agli elementi probatori qui acquisiti e precisa che
dagli atti di causa si evince che persiste ulteriormente l'inabilità lavorativa
e __________ ritiene non più a suo carico ma dell'assicuratore IPG. Appare
quindi impropria la presa di posizione di CV 1 che non ritiene di voler
anticipare le prestazioni assicurate nell'attesa che __________ si determini
sulla scorta dell'opposizione inoltrata dall'assicurato.”
Il 18
dicembre 2008 il TCA ha interpellato il dr. med. __________, chiedendogli:
" 1.
Come si è svolta la visita del 3 ottobre 2008? In particolare quanto tempo è
durato l’esame di AT 1, quali esami sono stati effettuati e quali, eventuali,
radiografie ha esaminato?
2.
AT 1, il 3 ottobre 2008, era incapace al lavoro, per malattia o
infortunio (o i suoi postumi), nella sua attività di muratore?
a) In caso di risposta positiva, in che misura (grado
dell’incapacità lavorativa) e per quanto tempo?
b) In caso di risposta negativa, cosa intende laddove afferma che
la __________ avrebbe dovuto “trovare un attività lavorativa compatibile con
i disturbi lamentati dal paziente, almeno per qualche mese, in seguito potrà
riprendere a lavorare normalmente” (sottolineatura del sottoscritto)?
3.
Eventuali osservazioni.
Con risposta del 19
dicembre 2008 lo specialista FMH in medicina interna ha affermato:
" 1.
La visita del 3.10.08 ha comportato per il sottoscritto la lettura completa del
dossier __________, che comprendeva tutte le perizie eseguite dai vari
colleghi, la visita è durata 20 minuti, è stato eseguito un esame clinico, non
ho eseguito radiografie.
2.
Al momento della visita del 3.10.08 ho ritenuto che il paziente
non fosse inabile al lavoro per malattia, per quello che concerne l’inabilità
per infortunio potete basarvi sulle valutazioni della __________ che ritiene il
paziente abile al lavoro al 100% in assenza di patologie post-infortunistiche o
di esiti post-infortunistici.
Per quello che concerne la mia affermazione, ritenevo che se i
dolori persistevano dopo il trauma alla spalla, questo era un problema
post-infortunistico e quindi, la __________ avrebbe dovuto o potuto cercare un
accordo con il datore di lavoro per permettere un graduale inserimento del
paziente.” (doc. XVIII)
Con osservazioni del 12
gennaio 2009 la convenuta ha rilevato che con questa risposta “sono stati
eliminati i dubbi insorti in occasione della trattativa del 17.12.2008 riguardo
il significato del paragrafo nel suo rapporto del 3.10.2008” ed ha
evidenziato come il fiduciario “ritiene che eventuali dolori residui sono
dovuti all’infortunio e che la __________ avrebbe dovuto, nel contesto di un
Case management, reinserire gradualmente l’assicurato insieme al datore di
lavoro al suo posto di lavoro.” (doc. XXI). Da parte sua l’RA 1 ha
osservato:
" (…)
Contrariamente a quanto asserisce il dott. __________ il consulto
medico è perdurato non oltre 5-6 minuti, durante il quale sono state poste
delle domanda ed intese a sapere se AT 1 prima dell’evento infortunistico del
10.
novembre 2007 era portatore di disturbi/dolori alla spalla sx.
La risposta del peritando è stata negativa, dopoché è stato
congedato e riferito che avrebbe dato comunicazione alla RA 1.
Appare improprio che egli indichi di avere proceduto alla “lettura
completa del dossier __________, che comprendeva tutte le perizie eseguite dai
vari colleghi” se così fosse, avrebbe dovuto motivare compiuta__________ __________
ed, in particolare, esprimersi sulla problematica legata allo “status quo ante”
rispettivamente “status quo sine”.
È lecito chiedersi come avrebbe potuto trovare “una causa medica
che possa spiegare i dolori lamentati dal paziente” non avendo eseguito neppure
una radiografia.
Egli, come si suole dire “si è lavato le mani” ed indicato a CV 1
che “sia compito della __________ cerca eventualmente un accordo con il datore
di lavoro e trovare un’attività lavorativa compatibile con i disturbi lamentati
dal paziente, almeno qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare
normalmente”;
con la risposta, del 19 dicembre, riferisce al TCA “ritenevo che
se i dolori persistevano dopo il trauma della spalla, questo era un problema
post-infortunistico e quindi, la __________ avrebbe dovuto o potuto cercare un
accordo con il datore di lavoro per permettere un graduale inserimento del
paziente.”
Si conviene che mal si comprende cosa egli voglia significare
allorquando afferma “ritenevo che se i dolori persistevano dopo il trauma della
spalla, questo era un problema post-infortunistico e quindi …”, infatti, nulla
proferisce se in effetti i lamentati dolori erano presenti (persistevano)
oppure no?
La sibillina risposta ci dimostra, come peraltro sostenuto da
questa RA 1, che i rapporti allestiti da medici per conto di assicuratori, a
volte, “lasciano il tempo che trova”.
Quindi si pone il quesito a sapere se la relazione del dott. __________:
-
ha valore probante?
-
è oggettiva ed imparziale?
A mente del ricorrente la risposta è negativa, infatti, non vi è
chi non veda il sussistere di indizi che facciano fortemente dubitare sulla sua
attendibilità.” (doc. XX)
2.7
Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso
valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli
esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta
l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)
e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento
della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate
(STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid.
3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die
Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001
pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo
2002.
nella causa M [I 162/01], consid. 2b).
A
proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura
amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui
sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza
probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate
sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non
inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA
del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.;
STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988
pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).
In
un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia
giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio
non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo
per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli
interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22
maggio 1995 in re A. C; cfr.
anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).
Nell'ambito
del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito
all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di
giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità
e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze
severe (DTF 122 V 157).
Nella
DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che
ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere
riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere
concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,
non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro
attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico
consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non
permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto
esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come
oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF
125.
V 354 consid. 3b/bb).
Lo
stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK
1986.
pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).
Le
perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di
istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati
indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e
giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno
che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità
(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa
G.C., I 355/03, consid. 5).
Per
quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale
esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce
del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,
in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle
cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,
Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,
pag. 230).
Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può
evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per
cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25
febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).
2.8
Chiamato ora
a pronunciarsi, questo Tribunale ritiene che dalle valutazioni dei medici che
si sono espressi in merito alla situazione valetudinaria dell’attore, la
conclusione della convenuta che reputa l’interessato abile al lavoro nella sua
precedente professione dal 23 settembre 2008 va confermata.
L’assicuratore,
per la valutazione dello stato di salute dell’attore, si è affidato alle attestazioni
del dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna e malattie
reumatiche e del dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia che hanno
visitato il paziente su richiesta della __________, nonché del proprio medico
fiduciario, dr. med. __________, medico FMH in medicina interna, che ha
visitato l’attore il 3 ottobre 2008. Gli specialisti hanno potuto cerziorarsi
direttamente delle condizioni di salute dell’attore e, in particolar modo i due
medici della __________, hanno allestito referti medici completi, scevri di
contraddizioni ed approfonditi, soffermandosi sulle patologie fatte valere dal
paziente ed esaminando tutta la documentazione messa a loro disposizione.
In
particolare, il dr. med. __________, il 4 agosto 2008, dopo avere in un primo
tempo confermato l’incapacità lavorativa al 100% “per la durata però di non
oltre un mese, dopo di che dovrebbe essere possibile fargli riprendere
rapidamente la sua attività, evtl., in un primo tempo in modo parziale”, ha
evidenziato come “abbia trovato assai strano il fatto che un paziente, di
per sé volenteroso e ben motivato a reinserirsi al più presto nel mondo del
lavoro, sia rimasto totalmente inabile nella sua attività di muratore ormai dal
mese di novembre (nota del redattore: 2007), a causa degli esiti di un banale
infortunio, senza che finora si siano prese valide misure riabilitative.”
(doc. 41 __________).
Il mese
successivo, e meglio il 4 settembre 2008, lo specialista, dopo aver visitato
un’altra volta il paziente, ha sì costatato la presenza di dolori, ma ha pure
evidenziato che “risulta difficile poter motivare la persistenza di tali
dolori, in assenza di significative patologie alla colonna vertebrale ed alla
spalla sx, soprattutto dopo quasi 10 mesi dall’infortunio”. Il medico ha
poi sottolineato come “un intervento di decompressione delle strutture
sottoacromiali non porterebbe ad alcun miglioramento dell’attuale
sintomatologia da lui presentata” e di non aver al momento ulteriori
opzioni terapeutiche “per cercare di meglio affrontare i suoi dolori, ormai
cronicizzati.”
Il dr.
med. __________ ha concluso affermando che “da parte mia non è stata
attestata alcuna ulteriore incapacità lavorativa.” (doc. 43 __________,
sottolineatura del redattore).
Il 16
settembre 2008 anche il medico circondariale della __________, dr. med. __________,
specialista FMH in reumatologia, ha negato la presenza di patologie
post-infortunistiche da trattare o esiti post-infortunistici ed ha chiesto
all’attore di rivolgersi al curante o all’assicuratore malattie per “continuare
l’inquadramento diagnostico per la patologia sottesa miofasciale-neurologica
riscontrata.” Per contro, “non riscontrandosi più patologia
post-infortunistica e non essendo state indicate ulteriori terapie, possiamo ampiamente
considerare raggiunto lo stato quo sine” (doc. 45 __________).
Entrambi
gli specialisti sono pertanto giunti, sulla base di approfonditi esami medici,
alla convincente conclusione che l’attore può esercitare la sua precedente
attività.
Sono
invece da ritenere poco concludenti le valutazioni del medico fiduciario, dr.
med. __________, il quale sia nel certificato del 3 ottobre 2008 che nello scritto
del 19 dicembre 2008 non ha indicato in maniera chiara se l’interessato era o
meno incapace al lavoro.
Certo,
dopo aver visitato l’attore in data 3 ottobre 2008 lo specialista, pur non
avendo trovato “una causa medica che possa spiegare i dolori lamentati dal
paziente né tanto meno giustificare un’inabilità lavorativa per malat__________
__________ cercare eventualmente un accordo con il datore di lavoro e trovare
un’attività lavorativa compatibile con i disturbi lamentati dal paziente, almeno
per qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare normalmente”
(doc. 5, sottolineatura del redattore).
Tuttavia,
interpellato in merito da questo Tribunale, il medico ha affermato che al
momento della visita del 3 ottobre 2008 ha “ritenuto che il paziente non
fosse inabile al lavoro per malattia” (sottolineatura del redattore) e che
per quanto concerne “l’inabilità per infortunio” lo specialista ha
rinviato alle conclusioni degli specialisti della __________ che hanno ritenuto
l’attore “abile al lavoro al 100% in assenza di patologie
post-infortunistiche o di esiti post-infortunistici.” (doc. XVIII). Il
fiduciario ha poi cercato di spiegare l’apparente contraddizione del suo
certificato medico del 3 ottobre 2008 evidenziando di aver ritenuto che “se
i dolori persistevano dopo il trauma alla spalla, questo era un problema
post-infortunistico e quindi, la __________ avrebbe dovuto o potuto cercare un
accordo con il datore di lavoro per permettere un graduale inserimento del
paziente.” (doc. XVIII).
Non
trattandosi tuttavia di una spiegazione soddisfacente, le affermazioni del dr.
med. __________ non possono essere ritenute concludenti da questo Tribunale.
Tuttavia,
neppure i certificati medici prodotti dall’attore sono atti ad attestare
un’incapacità lavorativa anche dopo il 23 settembre 2008. Infatti l’interessato
si è limitato a produrre due scarni certificati del dr. __________ di __________
ed un attestato del dr. med. __________ attivo a __________ che tuttavia si
limitano a porre la diagnosi e, per quanto concerne il dr. __________, ad indicare
l’impossibilità per l’attore di svolgere un’attività lavorativa, ma che non si
confrontano minimamente con le approfondite e motivate prese di posizione degli
specialisti della __________. In particolare il Dr. __________ prospetta 30
giorni di riposo per un’inabilità al 100% (doc. B4 e XV/1), senza tuttavia
indicare per quale motivo le valutazioni del Dr. med. __________ e del dr. med.
__________, che hanno visitato l’attore ed hanno fondato le loro valutazioni
sulla documentazione messa loro a disposizione non sarebbero corrette.
Va qui ribadito che per quanto concerne il medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve
tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il
paziente, attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente.
Anche il
certificato del dr. med. __________ del 26 novembre 2008 riferisce solo la
presenza di dolori e il beneficio che il paziente trarrebbe dalla modifica del
tipo di lavoro, senza tuttavia indicare se, nell’attuale professione,
l’interessato è o meno incapace al lavoro.
In queste
condizioni, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore probatorio
di rapporti medici (consid. 2.7), e rammentato che ancora recentemente, con
sentenza 8C_407/2007 dell’8 settembre 2008 in ambito di assicurazione contro gli
infortuni, al consid. 3 il Tribunale federale ha confermato un giudizio del TCA
dove è stato ritenuto maggiormente attendibile il parere espresso dal medico di
fiducia dell’assicuratore resistente, questo Tribunale non intravede ragioni
che gli impediscano di far proprie le conclusioni a cui sono giunti i medici
della __________, i quali hanno valutato compiutamente tutta la documentazione
medica agli atti, hanno visitato il paziente e sono giunti ad una conclusione
logica e priva di contraddizioni in merito alla capacità di esercitare in maniera
completa la precedente attività.
Alla luce
di quanto sopra esposto le critiche espresse dall’attore con lo scritto del 12
gennaio 2009 (doc. XX) sono manifestamente infondate, così come non sono
d’aiuto le affermazioni secondo cui in caso di rifiuto delle prestazioni
l’interessato potrebbe necessitare di cure antidepressive.
In
concreto, non essendo in presenza di alcuna incapacità lavorativa non trova
pertanto applicazione la convenzione tra la __________, __________, in vigore
dal 1° dicembre 2003.
Alla luce
di tutto quanto sopra esposto la petizione va respinta.
Con
l’evasione della petizione, la richiesta di adottare misure cautelari urgenti
inaudita altera parte diventa priva di oggetto.
2.9
L’assicuratore
chiede l’assunzione di ulteriori prove ed in particolare richiama agli atti
l’incarto della __________ (doc. XII).
Questo
Tribunale ha richiamato l’intero incarto dall’assicuratore infortuni, ha
convocato le parti per un’udienza di discussione ed ha interpellato il medico
fiduciario della Cassa. Viste le risultanze degli atti medici, l’assunzione di
ulteriori prove non sarebbe atta a modificare l’esito della vertenza.
Conformemente
alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio
conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento
coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati
fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori
non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove
(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der
Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und
Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;
Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11
gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223
consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale
modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito
desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF
124.
V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In
concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita
dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori
prove.
2.10
Con il 1°
gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale federale del
17.
giugno 2005 (LTF).
A proposito della materia qui in questione (causa di diritto civile),
la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 1
LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni soggiacciono
al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, nelle cause
a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il valore litigioso
ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore litigioso non raggiunge questo
importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la controversia concerne una
questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF). Per
l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile contro le decisioni pronunciate
dalle autorità cantonali di ultima istanza e dal Tribunale amministrativo
federale.
L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione
del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei
diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in
materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari
(lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97 cpv. 1
LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato
svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi
dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito
del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova
soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono
ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).
Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il
Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale
della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso
per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di
regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti
delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia
civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a
LTF). Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui
fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento
è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo
95.
Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le
conclusioni delle parti.
Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso
ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in materia
costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso
può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del
ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia
ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il
valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di
eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima
istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto
costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006,
n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg.).
Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un
ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che
"la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario
sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi
con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale tratta i due
ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo
le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."
In concreto, in sede di udienza l’assicuratore ha
affermato che l’indennità giornaliera in caso di malattia ammonta a fr. 149.70
al giorno. Con la petizione l’attore ha chiesto che sia “fatto obbligo a CV
1, di versare a AT 1, con effetto dal 23 settembre 2008, le prestazioni
d’indennità giornaliera per malattie.” (doc. V), senza porre alcun limite
di tempo.
Trattandosi di una causa di carattere pecuniario,
sono pertanto dati gli estremi per interporre un eventuale ricorso in materia
civile al Tribunale Federale sulla base del valore litigioso (art. 74 cpv. 1
lett. b LTF).
Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali
svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una
copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in
materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare
all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.La petizione è respinta.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3. Comunicazione
alle parti ed all'UFAP, Berna.
Contro il presente giudizio è dato ricorso in
materia civile al Tribunale
federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla
notificazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione
è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare
la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere
allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso è
ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta almeno a:
a. Fr. 15'000.- nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di
locazione;
b. Fr.
30'000.- in tutti gli altri
casi.
Quando il valore litigioso non raggiunge
l’importo determinante secondo il punto precedente, il ricorso è ammissibile se
la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale.
4. Qualora
non sia ammissibile il ricorso in materia civile, contro la presente decisione
è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale
federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
|
Informazioni legali |
Requisiti minimi |
Contatta il webmaster