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Decisione

36.2008.157

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

21 gennaio 2009Italiano53 min

Source ti.ch

Fatti

i disturbi oggi presenti non sono più causati dall’infortunio ma sono da

attribuire esclusivamente ad una malattia” ed ha aggiunto che “l’ulteriore

incapacità lavorativa e la cura medica non vanno quindi più a carico

dell’assicurazione infortuni ma a carico dell’assicurazione malattia che viene

informata con copia del presente scritto.” (doc. 2).

AT 1 ha presentato

opposizione contro la predetta decisione (doc. 3).

1.3. Il 25

settembre 2008 AT 1 è stato convocato per una visita medica presso il dr. med. __________

dalla CV 1. Lo specialista, in data 3 ottobre 2008, ha affermato:

"

Si tratta di un paziente che non ha mia

presentato dolori alla spalla fino al 10.11.07 quando è caduto e ha urtato la

spalla sinistra.

Da allora dolori cronici alla spalla sinistra

ampiamente investigati anche dallo specialista Dr. __________ con diagnosi di:

dolori persistenti in stato dopo trauma diretto della spalla e lesione parziale

del tendine sovraspinato.

L’esame clinico è perfettamente normale.

In conclusione non trovo una causa medica che

possa spiegare i dolori lamentati dal paziente nè tanto meno giustificare un

inabilità lavorativa per malattia.

Il paziente afferma con sicurezza che tutto ciò è

cominciato dopo l’infortunio per cui l’ho pregato di far ricorso alla decisione

della __________ alla quale, bisogna rimandare il caso.

Mi sembra che sia compito della __________ cercare

eventualmente un accordo con il datore di lavoro e trovare un attività

lavorativa compatibile con i disturbi lamentati dal paziente, almeno per

qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare normalmente.

In conclusione il caso non è di competenza di CV

1.” (doc. 5)

1.4. Il 10

ottobre 2008 l’assicuratore ha scritto al datore di lavoro, affermando:

"

(…)

Secondo il parere del nostro medico fiduciario

non vi è nessun fattore che giustifichi un’inabilità lavorativa per malattia a

partire dal 22.09.2008. I sintomi accusati dall’assicurato sono dovuti alle

conseguenze dell’infortunio subito in data 10.11.2007. Ciò vuol dire che non

possiamo erogare alcune prestazioni d’indennità giornaliera per quest’inabilità

lavorativa.

A questo proposito preghiamo il signor AT 1 che

ci legge in copia di prendere nuovamente contatto con la __________ di __________.

(…)” (doc. 6)

Il 17

ottobre 2008 l’assicuratore ha scritto alla __________ indicando di non essere

tenuto ad anticipare le prestazioni in applicazione dell’art. 70 cpv. 2 LPGA

poiché nel caso di specie si è in presenza di un’assicurazione privata retta

dalla LCA (doc. 8).

Con

scritto del 20 ottobre 2008 la __________ ha rammentato a CV 1 che nell’ambito

delle assicurazioni private rette dalla LCA va applicata la “Convenzione

relativa all’obbligo di anticipare le prestazioni assicurative”, sottoscritta

il 20 dicembre 2002 dalla __________, da __________, alla quale anche CV 1 ha

aderito (doc. 9).

1.5. Il 14

novembre 2008 AT 1, rappresentato dall’RA 1, si è rivolto al TCA con una

petizione con misure cautelari urgenti inaudita altera parte (doc. I),

completata il 19 novembre 2008, su ingiunzione del Giudice delegato del TCA

(doc. II), tramite la quale chiede l’annullamento della presa di posizione del

17 ottobre 2008 di “CV 1” all’attenzione della __________ e domanda che sia

fatto obbligo a “CV 1” di versargli, con effetto dal 23 settembre 2008, le

prestazioni d’indennità giornaliera per malattie (doc. V).

1.6. Pendente

causa il TCA ha richiamato la citata convenzione sia nella versione in lingua

tedesca che francese (doc. III, IV e IX).

1.7. Con risposta

del 12 dicembre 2008 CV 1 propone la reiezione della petizione con

argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione

(doc. XII).

1.8. Il TCA ha

richiamato l’incarto della __________ (doc. XIII). Il 17 dicembre 2008 si è

tenuta un’udienza di discussione in presenza delle parti (doc. XV).

1.9. Il 18

dicembre 2008 il TCA ha posto alcune domande al dr. med. __________, medico

fiduciario della convenuta (doc. XVI), il quale ha risposto il 19 dicembre 2008

(doc. XVIII). Le parti hanno potuto esprimersi in merito (doc. XIX e seguenti).

in

diritto

in

ordine

2.1. Secondo

quanto disposto dall'art. 1a cpv. 1 LAMal l'assicurazione sociale contro le

malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e

l'assicurazione d'indennità giornaliera facoltativa.

La LAMal

si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale. Le assicurazioni

complementari offerte dalle casse malati sono rette dal diritto privato ed in

particolare, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale

sul contratto d'assicurazione (LCA).

Giusta

l'art. 85 cpv. 2 della legge federale sulla sorveglianza delle imprese d’assicurazione

del 17 dicembre 2004 (LSA), per le controversie relative alle assicurazioni

complementari all’assicurazione sociale malattie, i Cantoni prevedono una

procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d’ufficio i fatti

e valuta liberamente le prove.

In ambito

cantonale, la LCAMal all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle

assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate

da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal

TCA, che applicherà, per analogia, la Legge di procedura per le cause davanti

al TCA (Lptca).

In

concreto, la causa concerne una vertenza relativa ad un contratto di indennità

giornaliera in caso di malattia retto dalla LCA (cfr. art. 2 delle condizioni

generali del contratto d’assicurazione, doc. 11) e praticato da un assicuratore

sociale autorizzato all’esercizio ai sensi della LAMal.

Il TCA

può pertanto entrare nel merito della petizione.

nel merito

2.2. Oggetto del

contendere è la questione di sapere se CV 1 è tenuta ad anticipare le indennità

giornaliere non versate dalla __________.

2.3. Nell’ambito

delle assicurazioni sociali, l’art. 70 cpv. 1 LPGA prevede che l’avente diritto

può chiedere di riscuotere una prestazione anticipata se un evento assicurato

fonda il diritto a prestazioni delle assicurazioni sociali ma sussiste un

dubbio quanto al debitore delle suddette prestazioni.

Per le

prestazioni in natura e le indennità giornaliere la cui assunzione da parte

dell’assicurazione contro le malattie, dell’assicurazione contro gli infortuni,

dell’assicurazione militare o dell’assicurazione invalidità è contestata, è

tenuta a versare prestazioni anticipate, l’assicurazione contro le malattie

(art. 70 cpv. 2 lett. a LPGA).

A norma

dell’art. 70 cpv. 3 LPGA l’avente diritto deve annunciarsi presso le

assicurazioni sociali che entrano in considerazione.

Giusta

l’art. 71 LPGA l’assicuratore tenuto a versare prestazioni anticipate eroga

prestazioni secondo le disposizioni che disciplinano la sua attività. Se il

caso è assunto da un altro assicuratore, questi deve rimborsare gli anticipi

entro i limiti del suo obbligo di versare prestazioni.

A norma

dell’art. 112 cpv. 1 OAMal, ove, in caso di malattia o d’infortunio, non è certo

se l’obbligo di fornire prestazioni spetti all’assicurazione contro gli

infortuni secondo la LAINF o all’assicurazione militare,

l’assicuratore-malattie può anticipare spontaneamente le prestazioni che

assicura, a condizione che sia garantito il suo pieno diritto alla ripetizione.

In una

sentenza del TFA (dal 1° gennaio 2007: TF) del 27 gennaio 2005 (K 166/03),

pubblicata in DTF 131 V 78 = SVR 12/2005, KV Nr. 27, pag. 95, l’Alta Corte ha

stabilito che qualora l’obbligo di anticipare le prestazioni sia stato

stabilito, questo viene in seguito determinato secondo le disposizioni valide

nel ramo dell’assicurazione sociale interessata (consid. 2). Questa incombenza

a carico dell’assicurazione malattie concerne i casi in cui la causalità fra un

infortunio e il pregiudizio alla salute è contestata ed è valutata in maniera

controversa dai medici consultati (consid. 3.1).

L’Alta Corte ha affermato:

"

Begründet ein Versicherungsfall einen Anspruch auf

Sozialversicherungsleistungen, bestehen aber Zweifel darüber, welche

Sozialversicherung die Leistungen zu erbringen hat, so kann die berechtigte

Person Vorleistung verlangen (Art. 70 Abs. 1 ATSG). Vorleistungspflichtig ist

die Krankenversicherung für Sachleistungen und Taggelder, deren Übernahme durch

die Krankenversicherung, die Unfallversicherung, die Militärversicherung oder

die Invalidenversicherung umstritten ist (Art. 70 Abs. 2 lit. a ATSG). Die

berechtigte Person hat sich bei den in Frage kommenden Sozialversicherungen

anzumelden (Art. 70 Abs. 3 ATSG). Die

Vorleistungspflicht der Krankenversicherung gemäss

Art. 70 Abs. 2 lit. a ATSG entspricht derjenigen des bisherigen Rechts (Kieser,

ATSG-Kommentar, N 35 zu Art. 70). Der mit dem altrechtlichen, gestützt auf Art. 78 Abs. 1 lit. a KVG (in der bis 31. Dezember 2002

gültig gewesenen Fassung) erlassenen Art. 112 KVV

(gültig bis 31. Dezember 2002) geregelte Zweifelsfall betraf ausschliesslich

Tatbestände, bei denen unbestritten ist, dass eine bestimmte Leistung erbracht

werden muss, hingegen zweifelhaft ist, welcher von zwei Versicherern diese

Leistung schuldet (Urteil T. vom 26. April 2001, K 146/99). Soweit von Art. 70

Abs. 2 lit. a ATSG Sachleistungen erfasst sind, muss ein Zweifel über die

Leistungspflicht bei einer Heilbehandlung bestehen, weil die Krankenpflegeversicherung

grundsätzlich nur Leistungen mit einer diagnostischen, therapeutischen oder

pflegerischen Zielsetzung erbringt. Es geht somit um Untersuchungen,

Behandlungen, Pflegemassnahmen, Analysen, Arzneimittel und bestimmte Mittel und

Gegenstände (Kieser, a.a.O., N 12 zu Art. 70).

Nach Art. 71 ATSG erbringt der

vorleistungspflichtige Versicherungsträger die Leistungen nach den für ihn

geltenden Bestimmungen. Wird der Fall von einem anderen Träger übernommen, so

hat dieser die Vorleistungen im Rahmen seiner Leistungspflicht

zurückzuerstatten. Art. 71 Satz 1 ATSG stellt ebenfalls keine Neuerung dar,

sondern entspricht alt Art. 112 Abs. 1 KVV. Ist

somit gestützt auf Art. 70 ATSG die Vorleistungspflicht bestimmt worden,

richtet sich in der Folge die Leistungspflicht nach den Bestimmungen der für

den betreffenden Sozialversicherungszweig massgebenden Regelung, was bedeutet,

dass sämtliche für die Leistungsausrichtung

erheblichen Fragen nach diesen Bestimmungen zu beantworten sind (Kieser,

a.a.O., N 3 und 4 zu Art. 73).

Erfolgt eine medikamentöse Behandlung auf Grund

einer Diagnose, die sich nachträglich als falsch herausstellt, ist dies kein

Grund für die Verneinung der Vorleistungspflicht. Massgebend ist, dass eine

Verdachtsdiagnose eine Behandlung rechtfertigen kann und diese aus

medizinischer Sicht im Durchführungszeitpunkt prospektiv als indiziert

erscheint. Tauchen im Nachhinein, beispielsweise gestützt auf ein

fachärztliches Gutachten, Zweifel an der ursprünglichen Diagnose auf, führt

dies nicht dazu, dass die seinerzeit auf Grund der Verdachtsdiagnose

veranlasste, als wirksam, zweckmässig und wirtschaftlich gemäss Art. 32 KVG erachtete Behandlung nunmehr als unwirksam,

unzweckmässig oder unwirtschaftlich bezeichnet werden kann mit der Folge, dass

der Krankenversicherer sich unter Berufung auf Art. 32 KVG

der Vorleistungspflicht gestützt auf Art. 71 Satz 1 ATSG entschlagen könnte.

Die Vorleistungspflicht des Krankenversicherers entfällt erst, wenn die

durchgeführte Behandlung den Kriterien des Art. 32 KVG

offensichtlich

nicht entspricht.

3.

Im vorliegenden Fall steht fest, dass der

Beschwerdeführer an erheblichen, behandlungsbedürftigen gesundheitlichen

Beeinträchtigungen leidet, deren Ursache noch nicht geklärt ist. Während die

Zürich als zuständige Unfallversicherung ihre Leistungspflicht nach

umfangreichen Abklärungen gemäss Verfügung vom 8. Januar 2003 verneint hat mit

der Begründung, dass es

sich bei den geklagten Beschwerden nicht um

Unfallfolgen handelt und ein Zeckenbiss als Ursache nicht mit der erforderlichen

Wahrscheinlichkeit nachgewiesen sei, vertritt der Versicherte die Auffassung,

seine Beschwerden seien unfallkausal. Über seine mit der entsprechenden

Begründung erhobene Einsprache wurde, soweit ersichtlich, noch nicht

entschieden. Streitig und zu prüfen ist, ob die Assura als Krankenversicherer

des Beschwerdeführers auf Grund der gesetzlichen Vorleistungspflicht die im

Zusammenhang mit der Behandlung des seitens der beteiligten Ärzte vermuteten

Zeckenbisses im Jahr 1999 stehenden Rechnungen zu übernehmen hat.

3.1 Aus den vorstehend (Erw. 2 hievor) dargelegten

Grundsätzen folgt, dass der Krankenversicherer im Falle einer Heilbehandlung im

Verhältnis zur Unfallversicherung vorleistungspflichtig ist, wenn feststeht,

dass eine bestimmte Leistung erbracht werden muss, aber unklar ist, ob der

behandelte Gesundheitsschaden auf einen Unfall (eine unfallähnliche

Körperschädigung; eine Berufskrankheit) oder eine Krankheit zurückzuführen ist.

Dies bedeutet, dass der Krankenversicherer gerade in Fällen, in welchen die

Unfallkausalität

einer Gesundheitsschädigung streitig ist und von den

beteiligten Ärzten kontrovers beurteilt wird, grundsätzlich

vorleistungspflichtig ist.

3.2 Die Assura kann sich demnach nicht unter Hinweis

auf Art. 71 Satz 1 ATSG und eine Stellungnahme ihres Vertrauensarztes oder

anderer am Verfahren beteiligter Mediziner mit Erfolg auf fehlende

Wirtschaftlichkeit der durchgeführten Behandlungen im Sinne von Art. 32 in

Verbindung mit Art. 56 KVG berufen, weil sie aus dem

Gutachten des Prof. M.________ schliesst, der Kausalzusammenhang zwischen

(allfälligem) Zeckenbiss und den

Gesundheitsstörungen des Beschwerdeführers sei nicht

mit überwiegender Wahrscheinlichkeit nachgewiesen, weshalb die durchgeführten

Behandlungen medizinisch nicht indiziert gewesen seien. Denn so lange die im

Hinblick auf eine Borreliose-Erkrankung infolge Zeckenbisses angeordnete

medikamentöse Therapie auf Grund einer Verdachtsdiagnose zum damaligen

Zeitpunkt aus

medizinischer Sicht unter Berücksichtigung des dem

behandelnden Arzt zustehenden Ermessens gerechtfertigt erschien, ist die

Vorleistungspflicht der Assura gegeben. Mit ihrer Auffassung verkennt die

Assura das Wesen der Vorleistungspflicht gemäss Art. 70 Abs. 2 lit. a ATSG, mit

welcher lediglich geregelt wird, welcher der Versicherer im Zweifelsfall eine

Leistung, die erbracht werden muss, zunächst schuldet. Dass im vorliegenden

Fall Versicherungsleistungen in Form von Heilbehandlung und Arzneimitteln zu

erbringen waren, steht damit fest."

2.4. Nel caso in cui le prestazioni litigiose sono rette da

assicurazioni private che sono soggette alla LCA, la LPGA non trova

applicazione.

Infatti, l’art. 100 cpv. 2 LCA, applicabile in

concreto prevede solo che:

"

Per gli stipulanti e gli assicurati considerati disoccupati ai

sensi dell’articolo 10 della legge del 25 giugno 1982 sull’assicurazione contro la disoccupazione sono inoltre

applicabili per analogia gli articoli 71 capoversi 1 e 2 e 73 della legge

federale del 18 marzo 1994 sull’assicurazione

malattie.”

Per l’art. 10 LADI:

" 1 È considerato totalmente disoccupato chi non è

vincolato da un rapporto di lavoro e cerca un’occupazione a tempo pieno.

Considerandi

2.

È considerato parzialmente

disoccupato chi:

a. non è

vincolato da alcun rapporto di lavoro e cerca unicamente un’occupazione a tempo

parziale oppure;

b. un’occupazione

a tempo parziale e cerca un’occupazione a tempo pieno oppure un’altra

occupazione a tempo parziale.

2bis Non è considerato

parzialmente disoccupato il lavoratore il cui tempo normale di lavoro è stato

temporaneamente ridotto (lavoro ridotto).

3.

La persona che cerca lavoro

è considerata totalmente o parzialmente disoccupata soltanto quando si è

annunciata all’ufficio del lavoro del suo domicilio per essere collocata.

4.

La sospensione provvisoria

da un rapporto di servizio di diritto pubblico è equiparata alla disoccupazione

qualora contro la disdetta data dal datore di lavoro sia pendente un ricorso

con effetto sospensivo."

Per

l’art. 71 cpv. 1 LAMal l’assicurato che esce dalla cerchia dell’assicurazione

collettiva perché cessa di appartenere alla cerchia degli assicurati definita

dal contratto oppure perché quest’ultimo è disdetto, ha diritto al

trasferimento nell’assicurazione individuale dell’assicuratore. Se

nell’assicurazione individuale l’assicurato non assicura prestazioni più

elevate, non possono essere formulate nuove riserve e dev’essere mantenuta

l’età d’entrata determinante nel contratto collettivo. Il cpv. 2 prevede che

l’assicuratore deve provvedere affinché l’assicurato sia informato per scritto

in merito al suo diritto di passare all’assicurazione individuale. Se omette

questa informazione, l’assicurato rimane nell’assicurazione collettiva.

L’assicurato deve far valere il diritto di passaggio entro tre mesi dal

ricevimento della comunicazione.

L’art. 73

LAMal regola il coordinamento con l’assicurazione contro la disoccupazione.

Nel caso

di specie va pertanto esaminato se trova applicazione la convenzione tra la __________,

__________, in vigore dal 1° dicembre 2003.

A questo

proposito va evidenziato che con lettera del 13 febbraio 2003 __________ ha

scritto a CV 1, affermando:

"

(…)

Das Abkommen hält eine Vorleistungspflicht des

Krankenversicherers nach VVG fest. So soll verhindert werden, dass der

Geschädigte keine Leistungen erhält, solange und während sich die Unfall- und

Krankenversicherung darüber streiten, wer leistungspflichtig ist. Das Abkommen

regelt sodann auch die Rückerstattungspflicht.“ (doc. 10, sottolineatura del

redattore)

Dall’accordo

emerge che:

"

Ausgangslage

Da bei Schadenereignissen oft zweifelhaft ist, ob

Folgen eines Unfalles, einer Berufskrankheit oder einer anderen Krankheit

vorliegen;

da diese Qualifikation entscheidend ist für die

Frage, ob die Unfall- oder die Krankenversicherung leistungspflichtig ist;

da die Gefahr widersprüchlicher Entscheidungen

besteht, weil die Verfahren in den Bereichen Unfall- und Krankenversicherung

nicht koordiniert sind;

da dies dazu führen kann, dass der Geschädigte

lange auf seine Leistungen warten muss;

da die Vorleistungs- bzw.

Rückerstattungspflichten wohl für die Sozialversicherer unter sich geregelt

sind (z.B. KVG und UVG bzw. beu ATSG), aber analoge Bestimmungen für die

private Krankenversicherung (VVG) fehlen;

da es somit zum Schutze des Geschädigten sinnvoll

ist, diese Lücke vertraglich auszufüllen;

vereinbaren die Parteien folgendes:

1.

Geltungsbereich

Das Abkommen ist anwendbar auf die __________

sowie auf die dem Abkommen beigetreten Kranken- und UVG-Versicherer.

Eine Gesellschaft, die sowohl als Krankenversicherer

nach VVG als auch als UVG-Versicherer tätig ist, kann dem Abkommen nur als

Träger beider Versicherungssparten beitreten.

2.

Vereinbarung zwischen Versichertem,

Krankenversicherer nach VVG und UVG-Versicherer

Der betroffene Krankenversicherer nach VVG und

der UVG-Versicherer schliessen im Einzellfall mit dem Versicherten die in

Anhang 1 angeführte Vereinbarung betreffend Vorleistungs- und

Rückerstattungspflicht ab, insofern der Versicherte damit einverstanden ist.

Die Vereinbarung kann auch für Ereignisse

abgeschlossen werden, welche sich vor dem Inkrafttreten des Abkommens ereignet

haben, sofern der UVG-Versicherer noch keine Verfügung erlassen hat.

Der Versicherte hat nur Rechtsansprüche aus der

im Einzelfall abgeschlossenen Vereinbarung, nicht aus dem Abkommen.„ (doc. IV)

L’allegato

accordo prevede quanto segue:

"

Referenz- Nummer: VVG: UVG:

Art der Gesundheitsschädigung:

Datum/Hergang des Schadenereignisses:

Dem UVG-Versicherer gemeldet mit Anzeige vom

Die unterzeichneten Parteien vereinbaren im

Zusammenhang mit dem oben erwähnten Schadenereignis was folgt:

1.

Der Krankenversicherer erbringt vorschussweise

die im Krankenversicherungsvertrag VVG vorgesehenen Taggeld- und gegebenenfalls

Pflegeleistungen, höchstens aber die nach UVG-Versicherer leistungspflichtig

ist. Ausgenommen sind Leistungen aus Summenversicherungen.

Diese Vorleistungspflicht gilt für maximal drei

Monate. Der Kranken- und der UVG Versicherer können in Ausnahmefällen diese

Frist im gegenseitigen Einvernehmen verlängern.

Nach Leistungseinstellungen des UVG-Versicherers

erbringt der Krankenversicherer keine Vorleistungen.

2.

Diese vorläufigen Leistungen werden bei der

nachträglichen Uebernahme des Falles durch den UVG-Versicherer als Leistungen

des UVG-Versicherers betrachtet und an dessen Leistungen angerechnet, und der

UVG-Versicherer erstattet dem Versicherer dessen Vorleistungen ohne Zinsen

zurück. Der Versicherte ist damit einverstanden.

3.

Der Kranken- und der UVG-Versicherer stellen

sich ihre Akten gegenseitig zur Verfügung. Der Versicherte ist damit

einverstanden.

4.

Bei Streitigkeiten zwischen dem UVG-Versicherer

und dem VVG-Krankenversicherer eröffnet der Unfallversicherer die Verfügung

auch dem Krankenversicherer (analog UVV 129 bzw. neu ATSG 49 Abs. 4).“ (doc.

IV/1; nota del redattore: seguono nomi dell’assicuratore contro gli infortuni,

dell’assicuratore malattie e dell’assicurato)

La

versione francese prevede:

"

La situation

Vu qu’il y a souvent doute, en cas de sinistre,

sur la question de savoir s’il s’agit des conséquences d’un accident, d’une

maladie professionnelle ou d’une autre maladie;

vu que cette distinction est décisive pour savoir

si c’est à l’assurance-accidents ou à l’assurance-maladie qu’incombe

l’obligation d’allouer la prestation;

vu qu’il y a risque de décisions contradictoires parce

que les procédures ne sont pas coordonnées dans les secteurs de

l’assurance-accidents et de l’assurance-maladie;

vu que ceci peut avoir pour conséquence que le

lésé doive attendre longtemps pour toucher ses prestations;

vu que l’obligation d’avancer les prestations ou

de rembourser se trouve bien réglée pour les assureurs sociaux entre eux (par

ex. LAMal et LAA ou nouvellement LPGA), mais qu’il n’y a pas de dispositions

analogues pour l’assurance-maladie privée (LCA);

vu qu’il est dès lors judicieux de combler cette lacune par voie

contractuelle;

les parties conviennent de ce qui suit:

1.

Champ d’application

La convention est applicable à la __________ ainsi qu’aux

assureurs-maladie et LAA y ayant adhéré.

(…)

2.

Convention entre assuré, assureur-maladie selon LCA et assureur

LAA

L’assureur-maladie selon LCA et l’assureur LAA concluent de cas en

cas avec l’assuré, et pour autant que celui-ci soit d’accord, la convention

figurant en annexe 1, relative à l’obligation d’avancer les prestations et de

rembourser.

Cette convention peut aussi être conclue pour des événements qui

se sont produit avant l’entrée en vigueur de la présente convention, pour

autant que l’assureur LAA n’ait pas encore communiqué de décision.

L’assuré ne peut prétendre qu’à des droits découlant de la

convention conclue pour le cas particulier avec l’assuré, mais non de la

présente convention.” (doc. IX/Bis)

La citata convenzione

prevede:

" (…)

Les parties soussignées conviennent de ce qui suit en ce qui

concerne le sinistre mentionné ci-dessus:

1.

S’il y a doute sur la question de savoir à qui de

l’assureur-maladie ou de l’assureur LAA incombe l’obligation d’allouer les

prestations, l’assureur-maladie alloue à titre d’avance les indemnités journalières

et, le cas échéant, les prestations pour soins prévues par le contrat

d’assurance-maladie LCA, au maximum toutefois les prestations assurées selon

LAA. Les prestations découlant d’assurances de sommes sont exclues.

L’obligation d’avancer les prestations est

limitée à trois mois au maximum. L’assureur-maladie et l’assureur LAA peuvent,

dans des cas d’exception, prolonger ce délai par consentement mutuel.

Une fois que l’assureur LAA a mis un terme à ses

prestations, l’assureur-maladie n’avance plus de prestations.

2.

Lorsque le cas est ultérieurement repris par

l’assureur LAA, ces prestations provisoires sont considérées comme prestations

de l’assureur LAA et imputées sur ses prestations, et l’assureur LAA restitue ces

prestations préalables sans interêts à l’assureur-maladie. L’assuré y consent.

3.

L’assureur-maladie et l’assureur LAA mettent

réciproquement leurs dossiers à disposition l’un de l’autre. L’assuré y

consent.

4.

En cas de contestations entre l’assureur LAA et l’assureur LCA,

l’assureur-accidents notifie aussi la décision à l’assureur-maladie (par

analogie à OLAA 129 ou, nouvellement LPGA 49, al. 4). (doc. IX/bis).

Va ancora evidenziato come

l’art. 17 delle condizioni generali dell’assicurazione collettiva d’indennità

giornaliera per malattia secondo la legge sul contratto d’assicurazione prevede

che se il diritto ad una rendita di un’assicurazione statale o aziendale non è

ancora definito, la CV 1 corrisponde l’indennità giornaliera assicurata quale

anticipo di prestazione. Per beneficiare di queste prestazioni anticipate

l’assicurato deve rilasciare l’approvazione scritta per la compensazione

diretta con gli assicuratori menzionati.

Inoltre, per l’art. 11 CGA

l’indennità giornaliera è corrisposta per la durata dell’incapacità lavorativa

attestata dal medico o dal chiropratico, dopo decorrenza dell’eventuale periodo

di attesa. In caso d’incapacità lavorativa parziale, l’ammontare dell’indennità

giornaliera si basa sul grado d’incapacità; se questo è inferiore al 50% non

c’è diritto all’indennità giornaliera. Se l’assicurato è considerato

disoccupato ai sensi dell’articolo 10 LADI, la CV 1 corrisponde l’indennità

giornaliera alle seguenti condizioni:

per l’incapacità

lavorativa dal 25% al 50%, la metà dell’indennità giornaliera;

per l’incapacità

lavorativa di oltre il 50%, l’indennità giornaliera completa.

2.5

Nel caso di specie vi è una

divergenza circa l’assicuratore tenuto ad intervenire con il pagamento delle

indennità giornaliere.

Infatti, la __________

rifiuta di erogare ulteriori prestazioni a motivo che secondo la valutazione

medica lo stato che si sarebbe presentato anche senza l’infortunio del 10

novembre 2007 (status quo sine) è presente al più tardi il 22 settembre 2008

(doc. 2) e che “l’ulteriore incapacità lavorativa e la cura medica non vanno

più a carico dell’assicurazione infortuni ma a carico dell’assicurazione

malattia”, mentre la convenuta rifiuta di versare l’indennità giornaliera

poiché, come emerge dallo scritto del 10 ottobre 2008 (doc. 6), l’assicuratore

ritiene che “non vi è nessun fattore che giustifichi un’inabilità lavorativa

per malattia a partire dal 22.09.2008. I sintomi accusati dall’assicurato sono

dovuti alle conseguenze dell’infortunio subito in data 10.11.2007.”

Essendoci pertanto incertezza

circa l’assicuratore che deve erogare le prestazioni, la citata convenzione,

che permette, tranne casi eccezionali, il versamento anticipato di prestazioni

per al massimo 3 mesi, di principio, dovrebbe trovare applicazione (cfr. anche

lettera del 20 ottobre 2008 della __________ alla convenuta, doc. 9, citata al

consid. 1.4., nonché, per analogia, la sentenza in ambito di assicurazioni

sociali, pubblicata in DTF 131 V 78).

Va qui

rilevato come, contrariamente a quanto ritiene CV 1 in sede di risposta, la

convenzione non è stata sottoscritta per evitare che “gli assicuratori

entrino in difficoltà”, bensì per permettere agli assicurati di poter

usufruire delle prestazioni cui hanno diritto, quando non è ancora chiaro qual

è l’assicuratore competente (cfr. la citata convenzione: “da es somit

zum Schutze des Geschädigten sinnvoll ist, diese Lücke vertraglich

auszufüllen”, sottolineatura del redattore). La

convenzione è pertanto stata sottoscritta per trovare una soluzione a favore

degli assicurati, come previsto in ambito di assicurazione sociale e,

contrariamente a quanto sembra sottintendere l’assicuratore, essa è

direttamente applicabile anche all’assicurato.

Non va infatti dimenticato

che il contratto stipulato dal datore di lavoro con l'assicurazione è un contratto

a favore di terzi (art. 112 CO; Vincent Brulhart, L'assurance collective contre

la perte de gain, Le droit social dans la pratique de l'entreprise, Questions

choisies, Berna 2006, pag. 99). Il lavoratore non è parte

al contratto, anche se ne è il beneficiario (Hans-Rudolf Müller, Grundlagen der

Krankentaggeldversicherung nach VVG, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits-

und versicherungsrechtliche Aspekte, Zurigo 2007,

pag. 30).

Con

la (valida) conclusione di un contratto di assicurazione malattia collettiva il

datore di lavoro si libera dal suo obbligo di continuare a versare il salario (DTF

120.

V 38 consid. 3); gli subentra l'assicuratore, il quale non versa al

lavoratore/assicurato il salario vero e proprio, dal quale andrebbero ancora

dedotti i contributi sociali, bensì un'indennità giornaliera, esente da tali

contributi (Adrian von Kaenel, Verhältnis einer Krankentaggeldlösung zu

Art. 324a OR, in: Krankentaggeldversicherung: Arbeits- und

versicherungsrechtliche Aspekte, Zurigo 2007.,

pag. 116).

In sede di risposta la

convenuta tuttavia, contrariamente a quanto indicato nello scritto del 10

ottobre 2008, ha messo in dubbio la presenza di un’incapacità lavorativa

dell’assicurato (doc. XII).

Va pertanto

preliminarmente esaminato se l’attore, dal 23 settembre 2008, è effettivamente

incapace al lavoro.

2.6

Dagli atti

della __________ emerge che il 1° aprile 2008 il dr. med. __________, FMH

medicina interna, spec. cardiologia, dopo aver visitato l’attore su richiesta

della __________, aveva affermato che “il decorso è favorevole. La

fisioterapia, non ancora iniziata, potrà solo accelerare la guarigione. Vista

la situazione sia soggettiva che soprattutto dal lato obiettivo, alla visita

odierna nettamente migliorata rispetto alla visita 15.01.2008, ho concordato

con l’A., la sua ripresa parziale del lavoro al 50% (…).” (doc. 21 __________).

Dal successivo rapporto del 7 maggio 2008 della __________ emerge tuttavia che

“dal momento in cui avrei dovuto riprendere il lavoro nella misura del 50%

(7.4.2008) ho iniziato ad effettuare dei lavori al domicilio e dopo una mezzora

ho dovuto interrompere in quanto i disturbi sono riapparsi” e “ho quindi

chiamato il dott. __________ per aver un suo parere ma secondo lui l’abilità

lavorativa parziale del 50% risultava comunque giustificata. Per questo motivo

mi sono recato presso il mio medico di famiglia che mi ha attestato nuovamente

l’inabilità lavorativa completa.” (doc. 30 __________). Il 23 maggio 2008

il dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia, dopo aver visitato

l’attore, ha chiesto alla __________ “di inviare il paziente dal dott. __________

affinché intraprenda terapia mirata e verifichi anche la riscontrata

sovrapposta patologia costituita dai dolori al polso e al gomito sinistro che

non sembrerebbero essere in causalità con l’infortunio. Se necessaria terapia

infiltrativi o onde d’urto si dia subito corpo a tali terapia per raggiungere

in breve tempo uno stato quo sine se non riscontrabili ulteriori patologie

riconducibili al traumatismo di novembre. Se non necessaria ulteriore terapia o

altro procedere, dovremo considerare raggiunto lo stato quo sine, non avendo riscontri

a tutt’oggi di lesioni generate o modificate direzionalmente, al massimo

temporalmente, dal riferito infortunio, essendo passati oltre sei mesi

dall’evento infortunistico.” Ed ha concluso affermando che la capacità

lavorativa “permane per ultimare gli accertamenti e le eventuali terapie

inabile al 100% nell’attività di muratore.” (doc. 33).

Il 31 luglio 2008 il dott.

med. __________, specialista FMH medicina interna/malattie reumatiche, ha

effettuato la visita richiesta ed ha affermato:

" (…)

L’assicurato continua a lamentare dolori alla spalla sx ed in

parte pure al braccio, dolori apparentemente insorti dopo un trauma diretto

subito lo scorso mese di novembre, quando era caduto da una scala a pioli (da

un’altezza relativa, visto che era già arrivato agli ultimi scalini). I dolori

non sono costanti, dipendenti per lo più dall’attività svolta.

Clinicamente ho potuto riscontrare una spalla sx ben mobile, senza

chiari segni per un conflitto sottoacromiale. E’ possibile evocare dolori di

una certa importanza alla palpazione della regione toracoscapolare sx, nonché

della muscolatura cervico-scapolare, dove è presente un punto trigger oppure

causati da una disfunzione a livello della colonna toracica superiore. Malgrado

l’ecografia recentemente eseguita abbia evidenziato una lesione parziale del

sopraspinato (non evidenziata invece alla MRI eseguita nel mese di gennaio!)

egli non presenta attualmente chiari segni per un conflitto sottoacromiale.

Per cercare di influenzare rapidamente i dolori muscolari ho

subito iniziato un trattamento locale sul punto trigger con onde d’urto. Gli ho

inoltre prescritto un ciclo di fisioterapia, che verrà prossimamente eseguito

presso il __________ di __________, il quale dovrà comprendere delle misure di

medicina manuale per la mobilizzazione segmentale della colonna toracica,

massaggio dei punti trigger, stretching, nonché misure di ritonificazione

muscolare.

Desidero sottolineare come abbia trovato assai strano il fatto che

un paziente, di per sé volenteroso e ben motivato a reinserirsi al più presto

nel mondo del lavoro, sia rimasto totalmente inabile nella sua attività di

muratore ormai dal mese di novembre, a causa degli esiti di un banale

infortunio, senza che finora siano prese valide misure riabilitative!

Per quanto concerne l’incapacità lavorativa, in attesa di

osservare il risultato delle terapie ora iniziate, ritengo che egli debba

essere ancora considerato 100% inabile al lavoro, per la durata però di non

oltre un mese, dopo di che dovrebbe essere possibile fargli riprendere

rapidamente la sua attività, evtl. in un primo tempo in modo parziale.” (doc. 40

__________)

Il 4 settembre 2008, il

medesimo medico, dopo un’ulteriore visita, ha affermato:

" (…)

Nel mese appena trascorso ho eseguito tre applicazioni di onde

d’urto sulla regione soprascapolare sx. Nel frattempo egli ha portato a termine

un ciclo di fisioterapia, eseguito presso lo studio del signor __________ a __________.

In occasione dell’odierno controllo egli ha però confermato di continuare a

lamentare dolori, talvolta anche importanti, alla spalla sx, non migliorati con

le terapie ora eseguite. Ho avuto occasione di discutere il caso direttamente

con il signor __________, che mi ha confermato l’assenza di una qualsiasi

risposta alle diverse terapie eseguite nelle ultime settimane, con una reazione

algica in parte inadeguata; egli sottolinea inoltre la presenza di un’ottima

muscolatura sia a livello cervico-toraco-scapolare, sia attorno alla spalla sx,

senza alcuna atrofia oggettivabile ed in presenza inoltre di un’ottima mobilità

della spalla, ciò che sembrerebbe escludere grossi problemi muscolo-tendinei.

All’esame clinico eseguito il 04.09.2008 ho potuto riconfermare

dolori di una certa importanza alla palpazione della muscolatura

cervico-scapolare sx, i movimenti della spalla sono liberi e praticamente

indolenti, senza chiari segni per un residuo conflitto sottoacromiale. I

movimenti della colonna cervicale sono pure leggermente dolenti e limitati in

fase terminale (a causa di una certa controinnervazione da lui stesso

esercitata).

Nessun segno per una radicolopatia.

Risulta essere difficile poter motivare la persistenza di tali

dolori, in assenza di significative patologie alla colonna vertebrale ed alla

spalla sx, soprattutto dopo quasi 10 mesi dall’infortunio. Desidero nuovamente

sottolineare l’assenza di un’atrofia muscolare, ciò che fa pensare ad un continuo

utilizzo del braccio. A mio parere un intervento di decompressione delle

strutture sottoacromiali non porterebbe ad alcun miglioramento dell’attuale

sintomatologia da lui presentata. Purtroppo non ho al momento ulteriori opzioni

terapeutiche da potergli ora offrire per cercare di meglio affrontare i suoi

dolori, ormai cronicizzati. Non escludo che vi sia pure una certa componente

somatoforme che impedisce un corretto recupero funzionale della spalla.

Vista la situazione non ho per il momento previsto ulteriori

trattamenti né tanto meno controlli presso il mio studio. Ti prego perciò di

voler riconvocare il signor AT 1 per la definizione del caso.

Inabilità lavorativa

Da parte mia non è stata attestata alcuna ulteriore incapacità

lavorativa.” (doc. 43 __________)

Il dr. med. __________,

specialista FMH in reumatologia, dopo aver effettuato la visita medica circondariale

su richiesta della __________ in data 15 settembre 2008, ed aver ripercorso

l’intera fattispecie, ha affermato:

" (….)

dichiarazioni dell’assicurato

Il paziente riferisce che dopo la visita dal dott. __________, non

è stata giudicata necessaria ulteriore terapia per gli esiti

post-infortunistici e che per lui la situazione non è migliorata, non riuscendo

tuttavia a pensare di poter riprendere l’attività precedente perché non riesce

a fare sforzi particolari.

Sollevando la spesa senza mobilizzare la spalla quindi, ma solo il

gomito, con l’arto superiore sinistro riferisce dolori sia al gomito e alla

faccia anteriore della spalla e ad altri muscoli, tali da dover sospendere lo

sforzo.

(…)

diagnosi

-

riferita contusione posterolaterale spalla sinistra in riscontro di

impingement subacromiale e borsite sottoacromiodeltoidea.

Patologie concomitanti:

-

Sindrome miofasciale, epicondilite gomito sinistro e possibile sindrome

del tunnel carpale sinistro.

Conclusioni

Oggettivamente tender point dorsale destro, scrosci regione

acromi-claveare sinistra.

Soggettivamente dolore e difficoltà ad eseguire la propria

mansione.

Procedere terapeutico

Non si riscontrano patologie post-infortunistiche da trattare od

esiti post-infortunistici.

Il paziente è pregato di recarsi dal proprio curante o di

rivolgersi alla rispettiva Cassa Malati per continuare l’inquadramento

diagnostico per la patologia sottesa miofasciale-neurologica riscontrata.

Come già indicato nel rapporto precedente, non riscontrandosi più

patologia post-infortunistica e non essendo indicate ulteriori terapie,

possiamo ampiamente considerare raggiunto lo stato quo sine, non avendo

riscontri lesione generate o modificate direzionalmente dall’episodio

annunciato avvenuto il 10.11.2007.” (doc. 45 __________)

Come visto, in data 3

ottobre 2008, il dr. med. __________, medico fiduciario di CV 1 ha affermato:

"

Si tratta di un paziente che non ha mai

presentato dolori alla spalla fino al 10.11.07 quando è caduto e ha urtato la

spalla sinistra.

Da allora dolori cronici alla spalla sinistra

ampiamente investigati anche dallo specialista Dr. __________ con diagnosi di:

dolori persistenti in stato dopo trauma diretto della spalla e lesione parziale

del tendine sovraspinato.

L’esame clinico è perfettamente normale.

In conclusione non trovo una causa medica che

possa spiegare i dolori lamentati dal paziente ne tanto meno giustificare un

inabilità lavorativa per malattia.

Il paziente afferma con sicurezza che tutto ciò è

cominciato dopo l’infortunio per cui l’ho pregato di far ricorso alla decisione

della __________ alla quale, bisogna rimandare il caso.

Mi sembra che sia compito della __________ cercare

eventualmente un accordo con il datore di lavoro e trovare un attività

lavorativa compatibile con i disturbi lamentati dal paziente, almeno per

qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare normalmente.

In conclusione il caso non è di competenza di CV

1.

” (doc. 5)

Il medico curante, ossia il medico chirurgo Dr. __________, in data 19 novembre 2008, ha

attestato che:

" In relazione all’infortunio sul lavoro avvenuto il 10/11/2007 in cui

ha riportato la lesione parziale del tendine sovraspinato, dalla RM eseguita si

evidenzia anche un discreto attrito abacromiale sul tendine suddetto a causa di

un piccolo sperone alla circonferenza inferiore dell’acromion che provoca una

irritazione ed edema alla borsa subacromiale. Per tale situazione, considerata

l’attività lavorativa del paziente (muratore) al momento si deve considerare il

lavoratore inabile al lavoro al 100%.” (doc. B4)

In data 26 novembre 2008

il dr. med. __________, professore in chirurgia artroscopica spalla e

ginocchio, specialista FMH chirurgia ortopedica, dopo aver visitato il paziente

ha affermato che:

" (…)

Da un punto di vista clinico il paziente presenta segni negativi

sia alla valutazione dell’arco articolare che ai test di Yockum-Joob-Neer.

Il paziente riferisce dolore all’attività lavorativa probabilmente

dovuti al trauma sopramenzionato che ha trovato una causa predisponente nel

minimo conflitto sotto acromiale. Il paziente ha comunque in questo periodo

effettuato poca riabilitazione e quindi gli ho consigliato (consegnando dei

protocolli riabilitativi) di effettuare della ginnastica isometrica, dello

stretching e di eseguire del nuoto a rana.

Il paziente sicuramente troverebbe beneficio, data la

sintomatologia dolorosa alla sua attività lavorativa, a modificare il tipo di

lavoro.

Attualmente il paziente stesso non presenta alcuna indicazione ad

alcun tipo di trattamento chirurgico né infiltrativi.” (doc. 61 __________)

Nelle more processuali

l’attore ha prodotto un ulteriore certificato medico del proprio curante, di

data 17 dicembre 2008, da cui emerge:

" In

seguito ad infortunio verificatosi nel novembre 2007 in cui ha subito lesione

parziale del tendine sovraspinato dalla spalla sx, ed avendo un conflitto sub

acromiale con edema necessita di ulteriori trenta giorni di riposo s.c. per

inabilità al 100%.” (doc. XV)

Dall’udienza tenutasi il

17.

dicembre 2008 è emerso quanto segue:

"

(…)

Il sig. AT 1 dà atto che non è stata emanata al

momento una decisione su opposizione, precisa che un contatto con la sig.ra __________

è intervenuto salvo errore lunedì scorso, l'assicurato è stato richiesto di

produrre le radiografie mediche a sua disposizione.

Il Giudice legge ad alta voce il rapporto 3

ottobre 2008 del dott. __________ che si presenta apparentemente un po'

contraddittorio nel senso che attesta un esame clinico normale, il medico

esclude di aver trovato una causa medica tale da giustificare i dolori

lamentati e neppure ha reperito una giustificazione per un'inabilità per

malattia.

Il medico incaricato da CV 1 effettivamente accerta

di avere avuto notizie dall'assicurato dell'esistenza di questi dolori a

partire dall'incidente e non precedentemente, ed indica implicitamente, una

responsabilità di __________ per il caso.

Il professionista precisa che sia appunto compito

di questo assicuratore di reperire un'attività lavorativa compatibile con i

disturbi lamentati.

La CV 1 specifica di non avere ulteriore

documentazione medica da produrre e di non avere interpellato ulteriormente il

dott. __________ a complemento.

Il GD legge ampi stralci dalla ultima valutazione

del dr. __________.

Dal canto suo l'assicurato precisa che il dott. __________

gli ha consigliato delle infiltrazioni di ozono che comunque il dott. __________

ha a sua volta sconsigliato perchè avrebbero "bruciato" i muscoli.

Precisa poi che gli ultrasuoni eseguiti hanno provocato paradossalmente un aggravarsi

della situazione perchè dopo le terapie si presentavano dolori alla spalla

importanti dovuti a questo battere degli ultrasuoni.

Il GD fa notare che il dott. __________ ha invece

potuto oggettivare un deciso miglioramento nel corso di 1 mese circa e ciò il

4.

settembre, grazie a questo tipo di terapia messa in atto dal sig. __________.

Il giudice chiede inoltre all'assicurato se, conformemente alle indicazioni del

dott. __________ egli abbia svolto un tipo di ginnastica rispettivamente di

nuoto a rana così come consigliato.

Il sig. AT 1 dichiara di non avere svolto queste

attività siccome non seguito da persone competenti e di essere rimasto in

attesa degli sviluppi di questa situazione.

L'attore dichiara di formalmente rinunciare ai

termini concessigli il 15 dicembre scorso per l'inoltro di nuove prove. A

questo scopo fa riferimento agli elementi probatori qui acquisiti e precisa che

dagli atti di causa si evince che persiste ulteriormente l'inabilità lavorativa

e __________ ritiene non più a suo carico ma dell'assicuratore IPG. Appare

quindi impropria la presa di posizione di CV 1 che non ritiene di voler

anticipare le prestazioni assicurate nell'attesa che __________ si determini

sulla scorta dell'opposizione inoltrata dall'assicurato.”

Il 18

dicembre 2008 il TCA ha interpellato il dr. med. __________, chiedendogli:

" 1.

Come si è svolta la visita del 3 ottobre 2008? In particolare quanto tempo è

durato l’esame di AT 1, quali esami sono stati effettuati e quali, eventuali,

radiografie ha esaminato?

2.

AT 1, il 3 ottobre 2008, era incapace al lavoro, per malattia o

infortunio (o i suoi postumi), nella sua attività di muratore?

a) In caso di risposta positiva, in che misura (grado

dell’incapacità lavorativa) e per quanto tempo?

b) In caso di risposta negativa, cosa intende laddove afferma che

la __________ avrebbe dovuto “trovare un attività lavorativa compatibile con

i disturbi lamentati dal paziente, almeno per qualche mese, in seguito potrà

riprendere a lavorare normalmente” (sottolineatura del sottoscritto)?

3.

Eventuali osservazioni.

Con risposta del 19

dicembre 2008 lo specialista FMH in medicina interna ha affermato:

" 1.

La visita del 3.10.08 ha comportato per il sottoscritto la lettura completa del

dossier __________, che comprendeva tutte le perizie eseguite dai vari

colleghi, la visita è durata 20 minuti, è stato eseguito un esame clinico, non

ho eseguito radiografie.

2.

Al momento della visita del 3.10.08 ho ritenuto che il paziente

non fosse inabile al lavoro per malattia, per quello che concerne l’inabilità

per infortunio potete basarvi sulle valutazioni della __________ che ritiene il

paziente abile al lavoro al 100% in assenza di patologie post-infortunistiche o

di esiti post-infortunistici.

Per quello che concerne la mia affermazione, ritenevo che se i

dolori persistevano dopo il trauma alla spalla, questo era un problema

post-infortunistico e quindi, la __________ avrebbe dovuto o potuto cercare un

accordo con il datore di lavoro per permettere un graduale inserimento del

paziente.” (doc. XVIII)

Con osservazioni del 12

gennaio 2009 la convenuta ha rilevato che con questa risposta “sono stati

eliminati i dubbi insorti in occasione della trattativa del 17.12.2008 riguardo

il significato del paragrafo nel suo rapporto del 3.10.2008” ed ha

evidenziato come il fiduciario “ritiene che eventuali dolori residui sono

dovuti all’infortunio e che la __________ avrebbe dovuto, nel contesto di un

Case management, reinserire gradualmente l’assicurato insieme al datore di

lavoro al suo posto di lavoro.” (doc. XXI). Da parte sua l’RA 1 ha

osservato:

" (…)

Contrariamente a quanto asserisce il dott. __________ il consulto

medico è perdurato non oltre 5-6 minuti, durante il quale sono state poste

delle domanda ed intese a sapere se AT 1 prima dell’evento infortunistico del

10.

novembre 2007 era portatore di disturbi/dolori alla spalla sx.

La risposta del peritando è stata negativa, dopoché è stato

congedato e riferito che avrebbe dato comunicazione alla RA 1.

Appare improprio che egli indichi di avere proceduto alla “lettura

completa del dossier __________, che comprendeva tutte le perizie eseguite dai

vari colleghi” se così fosse, avrebbe dovuto motivare compiuta__________ __________

ed, in particolare, esprimersi sulla problematica legata allo “status quo ante”

rispettivamente “status quo sine”.

È lecito chiedersi come avrebbe potuto trovare “una causa medica

che possa spiegare i dolori lamentati dal paziente” non avendo eseguito neppure

una radiografia.

Egli, come si suole dire “si è lavato le mani” ed indicato a CV 1

che “sia compito della __________ cerca eventualmente un accordo con il datore

di lavoro e trovare un’attività lavorativa compatibile con i disturbi lamentati

dal paziente, almeno qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare

normalmente”;

con la risposta, del 19 dicembre, riferisce al TCA “ritenevo che

se i dolori persistevano dopo il trauma della spalla, questo era un problema

post-infortunistico e quindi, la __________ avrebbe dovuto o potuto cercare un

accordo con il datore di lavoro per permettere un graduale inserimento del

paziente.”

Si conviene che mal si comprende cosa egli voglia significare

allorquando afferma “ritenevo che se i dolori persistevano dopo il trauma della

spalla, questo era un problema post-infortunistico e quindi …”, infatti, nulla

proferisce se in effetti i lamentati dolori erano presenti (persistevano)

oppure no?

La sibillina risposta ci dimostra, come peraltro sostenuto da

questa RA 1, che i rapporti allestiti da medici per conto di assicuratori, a

volte, “lasciano il tempo che trova”.

Quindi si pone il quesito a sapere se la relazione del dott. __________:

-

ha valore probante?

-

è oggettiva ed imparziale?

A mente del ricorrente la risposta è negativa, infatti, non vi è

chi non veda il sussistere di indizi che facciano fortemente dubitare sulla sua

attendibilità.” (doc. XX)

2.7

Affinché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso

valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli

esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta

l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi)

e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento

della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate

(STFA del 26 agosto 2004 nella causa G.S., I 355/03, consid. 5; STFA del 25

febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01; DTF 125 V 352 consid.

3a; DTF 122 V 160 consid. 1c; Meyer-Blaser, Die

Rechtspflege in der Sozialversicherung, BJM 1989 pag. 31; Pratique VSI 2001

pag. 108 consid. 3a, 1997 pag. 123; STFA del 18 marzo

2002.

nella causa M [I 162/01], consid. 2b).

A

proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura

amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui

sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza

probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate

sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non

inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161, 104 V 212; STFA

del 14 aprile 1998 nella causa O.B.; STFA del 28 novembre 1996 nella causa G.F.;

STFA del 24 dicembre 1993 nella causa S.H.; SVR 1998 IV Nr. 1 pag. 2; SZS 1988

pag. 329 e 332; ZAK 1986 pag. 189).

In

un'altra sentenza inedita il TFA ha inoltre considerato rilevante una perizia

giudiziaria fatta esperire dal TCA al SAM. Secondo l'Alta Corte questo servizio

non può essere considerato parte in causa, nel senso che sussiste un vincolo

per cui l'istituto sarebbe obbligato a tenere in particolare considerazione gli

interessi specifici dell'assicurazione invalidità (STFA non pubbl. del 22

maggio 1995 in re A. C; cfr.

anche DTF 123 V 178 consid. 4b; Pratique VSI 2001 pag. 110 consid. 3c).

Nell'ambito

del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito

all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di

giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità

e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze

severe (DTF 122 V 157).

Nella

DTF 125 V 351 seg. (= SVR 2000 UV 10, pag. 33ss.), l’Alta Corte ha ribadito che

ai rapporti allestiti da medici alle dipendenze di un'assicurazione deve essere

riconosciuto pieno valore probante, a condizione che essi si rivelino essere

concludenti, compiutamente motivati, di per sé scevri di contraddizioni e, infine,

non devono sussistere degli indizi che facciano dubitare della loro

attendibilità (DTF 125 V 352 consid. 3a). Il solo fatto che il medico

consultato si trovi in un rapporto di dipendenza con l'assicuratore, non

permette già di metterne in dubbio l'oggettività e l'imparzialità. Devono piuttosto

esistere delle particolari circostanze che permettano di ritenere come

oggettivamente fondati i sospetti circa la parzialità dell'apprezzamento (DTF

125.

V 354 consid. 3b/bb).

Lo

stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAK

1986.

pag. 188; RAMI 1993 pag. 95).

Le

perizie affidate dagli organi dell'AI o dagli assicuratori privati, in sede di

istruttoria amministrativa, a medici esterni o a servizi specializzati

indipendenti, i quali fondano le proprie conclusioni su indagini approfondite e

giungono a risultati concludenti, dispongono di forza probatoria piena, a meno

che non sussistano indizi concreti a mettere in causa la loro credibilità

(Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3b)bb; STFA del 26 agosto 2004 nella causa

G.C., I 355/03, consid. 5).

Per

quel che riguarda i rapporti concernenti il medico curante, secondo la generale

esperienza della vita, il giudice deve tenere conto del fatto che, alla luce

del rapporto di fiducia esistente con il paziente, il medico curante attesterà,

in caso di dubbio, in favore del suo paziente (STFA del 25 febbraio 2003 nelle

cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/ 01; DTF 125 V 353 consid. 3a)cc); Pratique VSI 2001 pag. 109 consid. 3a)cc; MEYER-BLASER,

Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungs-recht, Zurigo 1997,

pag. 230).

Se vi sono dei rapporti medici contraddittori il giudice non può

evadere la procedura senza valutare l'intero materiale ed indicare i motivi per

cui egli si fonda su un rapporto piuttosto che su un altro (STFA del 25

febbraio 2003 nelle cause P.G., U 329/01 ed S., U 330/01).

2.8

Chiamato ora

a pronunciarsi, questo Tribunale ritiene che dalle valutazioni dei medici che

si sono espressi in merito alla situazione valetudinaria dell’attore, la

conclusione della convenuta che reputa l’interessato abile al lavoro nella sua

precedente professione dal 23 settembre 2008 va confermata.

L’assicuratore,

per la valutazione dello stato di salute dell’attore, si è affidato alle attestazioni

del dr. med. __________, specialista FMH in medicina interna e malattie

reumatiche e del dr. med. __________, specialista FMH in reumatologia che hanno

visitato il paziente su richiesta della __________, nonché del proprio medico

fiduciario, dr. med. __________, medico FMH in medicina interna, che ha

visitato l’attore il 3 ottobre 2008. Gli specialisti hanno potuto cerziorarsi

direttamente delle condizioni di salute dell’attore e, in particolar modo i due

medici della __________, hanno allestito referti medici completi, scevri di

contraddizioni ed approfonditi, soffermandosi sulle patologie fatte valere dal

paziente ed esaminando tutta la documentazione messa a loro disposizione.

In

particolare, il dr. med. __________, il 4 agosto 2008, dopo avere in un primo

tempo confermato l’incapacità lavorativa al 100% “per la durata però di non

oltre un mese, dopo di che dovrebbe essere possibile fargli riprendere

rapidamente la sua attività, evtl., in un primo tempo in modo parziale”, ha

evidenziato come “abbia trovato assai strano il fatto che un paziente, di

per sé volenteroso e ben motivato a reinserirsi al più presto nel mondo del

lavoro, sia rimasto totalmente inabile nella sua attività di muratore ormai dal

mese di novembre (nota del redattore: 2007), a causa degli esiti di un banale

infortunio, senza che finora si siano prese valide misure riabilitative.”

(doc. 41 __________).

Il mese

successivo, e meglio il 4 settembre 2008, lo specialista, dopo aver visitato

un’altra volta il paziente, ha sì costatato la presenza di dolori, ma ha pure

evidenziato che “risulta difficile poter motivare la persistenza di tali

dolori, in assenza di significative patologie alla colonna vertebrale ed alla

spalla sx, soprattutto dopo quasi 10 mesi dall’infortunio”. Il medico ha

poi sottolineato come “un intervento di decompressione delle strutture

sottoacromiali non porterebbe ad alcun miglioramento dell’attuale

sintomatologia da lui presentata” e di non aver al momento ulteriori

opzioni terapeutiche “per cercare di meglio affrontare i suoi dolori, ormai

cronicizzati.”

Il dr.

med. __________ ha concluso affermando che “da parte mia non è stata

attestata alcuna ulteriore incapacità lavorativa.” (doc. 43 __________,

sottolineatura del redattore).

Il 16

settembre 2008 anche il medico circondariale della __________, dr. med. __________,

specialista FMH in reumatologia, ha negato la presenza di patologie

post-infortunistiche da trattare o esiti post-infortunistici ed ha chiesto

all’attore di rivolgersi al curante o all’assicuratore malattie per “continuare

l’inquadramento diagnostico per la patologia sottesa miofasciale-neurologica

riscontrata.” Per contro, “non riscontrandosi più patologia

post-infortunistica e non essendo state indicate ulteriori terapie, possiamo ampiamente

considerare raggiunto lo stato quo sine” (doc. 45 __________).

Entrambi

gli specialisti sono pertanto giunti, sulla base di approfonditi esami medici,

alla convincente conclusione che l’attore può esercitare la sua precedente

attività.

Sono

invece da ritenere poco concludenti le valutazioni del medico fiduciario, dr.

med. __________, il quale sia nel certificato del 3 ottobre 2008 che nello scritto

del 19 dicembre 2008 non ha indicato in maniera chiara se l’interessato era o

meno incapace al lavoro.

Certo,

dopo aver visitato l’attore in data 3 ottobre 2008 lo specialista, pur non

avendo trovato “una causa medica che possa spiegare i dolori lamentati dal

paziente né tanto meno giustificare un’inabilità lavorativa per malat__________

__________ cercare eventualmente un accordo con il datore di lavoro e trovare

un’attività lavorativa compatibile con i disturbi lamentati dal paziente, almeno

per qualche mese, in seguito potrà riprendere a lavorare normalmente”

(doc. 5, sottolineatura del redattore).

Tuttavia,

interpellato in merito da questo Tribunale, il medico ha affermato che al

momento della visita del 3 ottobre 2008 ha “ritenuto che il paziente non

fosse inabile al lavoro per malattia” (sottolineatura del redattore) e che

per quanto concerne “l’inabilità per infortunio” lo specialista ha

rinviato alle conclusioni degli specialisti della __________ che hanno ritenuto

l’attore “abile al lavoro al 100% in assenza di patologie

post-infortunistiche o di esiti post-infortunistici.” (doc. XVIII). Il

fiduciario ha poi cercato di spiegare l’apparente contraddizione del suo

certificato medico del 3 ottobre 2008 evidenziando di aver ritenuto che “se

i dolori persistevano dopo il trauma alla spalla, questo era un problema

post-infortunistico e quindi, la __________ avrebbe dovuto o potuto cercare un

accordo con il datore di lavoro per permettere un graduale inserimento del

paziente.” (doc. XVIII).

Non

trattandosi tuttavia di una spiegazione soddisfacente, le affermazioni del dr.

med. __________ non possono essere ritenute concludenti da questo Tribunale.

Tuttavia,

neppure i certificati medici prodotti dall’attore sono atti ad attestare

un’incapacità lavorativa anche dopo il 23 settembre 2008. Infatti l’interessato

si è limitato a produrre due scarni certificati del dr. __________ di __________

ed un attestato del dr. med. __________ attivo a __________ che tuttavia si

limitano a porre la diagnosi e, per quanto concerne il dr. __________, ad indicare

l’impossibilità per l’attore di svolgere un’attività lavorativa, ma che non si

confrontano minimamente con le approfondite e motivate prese di posizione degli

specialisti della __________. In particolare il Dr. __________ prospetta 30

giorni di riposo per un’inabilità al 100% (doc. B4 e XV/1), senza tuttavia

indicare per quale motivo le valutazioni del Dr. med. __________ e del dr. med.

__________, che hanno visitato l’attore ed hanno fondato le loro valutazioni

sulla documentazione messa loro a disposizione non sarebbero corrette.

Va qui ribadito che per quanto concerne il medico curante, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve

tenere conto del fatto che, alla luce del rapporto di fiducia esistente con il

paziente, attesterà, in caso di dubbio, in favore del suo paziente.

Anche il

certificato del dr. med. __________ del 26 novembre 2008 riferisce solo la

presenza di dolori e il beneficio che il paziente trarrebbe dalla modifica del

tipo di lavoro, senza tuttavia indicare se, nell’attuale professione,

l’interessato è o meno incapace al lavoro.

In queste

condizioni, richiamata la suesposta giurisprudenza in materia di valore probatorio

di rapporti medici (consid. 2.7), e rammentato che ancora recentemente, con

sentenza 8C_407/2007 dell’8 settembre 2008 in ambito di assicurazione contro gli

infortuni, al consid. 3 il Tribunale federale ha confermato un giudizio del TCA

dove è stato ritenuto maggiormente attendibile il parere espresso dal medico di

fiducia dell’assicuratore resistente, questo Tribunale non intravede ragioni

che gli impediscano di far proprie le conclusioni a cui sono giunti i medici

della __________, i quali hanno valutato compiutamente tutta la documentazione

medica agli atti, hanno visitato il paziente e sono giunti ad una conclusione

logica e priva di contraddizioni in merito alla capacità di esercitare in maniera

completa la precedente attività.

Alla luce

di quanto sopra esposto le critiche espresse dall’attore con lo scritto del 12

gennaio 2009 (doc. XX) sono manifestamente infondate, così come non sono

d’aiuto le affermazioni secondo cui in caso di rifiuto delle prestazioni

l’interessato potrebbe necessitare di cure antidepressive.

In

concreto, non essendo in presenza di alcuna incapacità lavorativa non trova

pertanto applicazione la convenzione tra la __________, __________, in vigore

dal 1° dicembre 2003.

Alla luce

di tutto quanto sopra esposto la petizione va respinta.

Con

l’evasione della petizione, la richiesta di adottare misure cautelari urgenti

inaudita altera parte diventa priva di oggetto.

2.9

L’assicuratore

chiede l’assunzione di ulteriori prove ed in particolare richiama agli atti

l’incarto della __________ (doc. XII).

Questo

Tribunale ha richiamato l’intero incarto dall’assicuratore infortuni, ha

convocato le parti per un’udienza di discussione ed ha interpellato il medico

fiduciario della Cassa. Viste le risultanze degli atti medici, l’assunzione di

ulteriori prove non sarebbe atta a modificare l’esito della vertenza.

Conformemente

alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio

conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;

Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223

consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale

modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito

desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF

124.

V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

In

concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita

dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori

prove.

2.10

Con il 1°

gennaio 2007 è entrata in vigore la legge federale sul Tribunale federale del

17.

giugno 2005 (LTF).

A proposito della materia qui in questione (causa di diritto civile),

la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art. 72 cpv. 1

LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre decisioni soggiacciono

al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, nelle cause

a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile soltanto se il valore litigioso

ammonta a Fr. 30'000.-. Quando il valore litigioso non raggiunge questo

importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la controversia concerne una

questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF). Per

l’art. 75 cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile contro le decisioni pronunciate

dalle autorità cantonali di ultima istanza e dal Tribunale amministrativo

federale.

L’art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere la violazione

del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett. b), dei

diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni cantonali in

materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni popolari

(lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97 cpv. 1

LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è stato

svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai sensi

dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per l’esito

del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di prova

soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono

ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).

Il ricorso contro una decisione deve essere depositato presso il

Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso

per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di

regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti

delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia

civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a

LTF). Secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la sua sentenza sui

fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in cui l'accertamento

è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto ai sensi dell'articolo

95.

Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale non può andare oltre le

conclusioni delle parti.

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il ricorso

ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in materia

costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso

può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del

ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia

ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il

valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di

eccezioni, che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima

istanza e che venga fatta valere una censura in ambito di diritto

costituzionale (cfr., a questo proposito, Bernard Corboz, Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006,

n. 8, pag. 319 segg., in particolare pag. 351 segg.).

Infine, l'art. 119 LTF prevede la possibilità di inoltrare un

ricorso ordinario simultaneo. Al riguardo il cpv. 1 della norma stabilisce che

"la parte che intende impugnare una decisione sia con un ricorso ordinario

sia con un ricorso in materia costituzionale deve presentare entrambi i ricorsi

con una sola e medesima istanza (cpv. 1). Il Tribunale federale tratta i due

ricorsi nella stessa procedura (cpv. 2) ed esamina le diverse censure secondo

le disposizioni applicabili ai due diversi tipi di ricorso."

In concreto, in sede di udienza l’assicuratore ha

affermato che l’indennità giornaliera in caso di malattia ammonta a fr. 149.70

al giorno. Con la petizione l’attore ha chiesto che sia “fatto obbligo a CV

1, di versare a AT 1, con effetto dal 23 settembre 2008, le prestazioni

d’indennità giornaliera per malattie.” (doc. V), senza porre alcun limite

di tempo.

Trattandosi di una causa di carattere pecuniario,

sono pertanto dati gli estremi per interporre un eventuale ricorso in materia

civile al Tribunale Federale sulla base del valore litigioso (art. 74 cpv. 1

lett. b LTF).

Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali

svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una

copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni del diritto in

materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare

all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.La petizione è respinta.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. Comunicazione

alle parti ed all'UFAP, Berna.

Contro il presente giudizio è dato ricorso in

materia civile al Tribunale

federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione. L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione

è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare

la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere

allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso è

ammissibile soltanto se il valore litigioso ammonta almeno a:

a. Fr. 15'000.- nelle controversie in materia di diritto del lavoro e di

locazione;

b. Fr.

30'000.- in tutti gli altri

casi.

Quando il valore litigioso non raggiunge

l’importo determinante secondo il punto precedente, il ricorso è ammissibile se

la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale.

4. Qualora

non sia ammissibile il ricorso in materia civile, contro la presente decisione

è ammesso il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale

federale entro il termine di trenta giorni dalla notificazione.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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