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Decisione

36.2008.17

L'assicuratore riconosce con una copertura complementare un forfait giornaliero per l'aiuto domiciliare, solo se esso evita all'assicurato di essere ricoverato in ospedale. Qui,non sono date le premes

16 aprile 2008Italiano25 min

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Fatti

i principi generali dell'interpretazione dei contratti, tanto più che la legge

speciale non contiene disposizioni particolari in proposito: l'art. 100 cpv. 1

LCA rinvia infatti al diritto delle obbligazioni e, di riflesso, al Codice

civile (DTF 118 II 342 consid. 1a pag. 344). Dovendosi determinare il contenuto

di un contratto d'assicurazione e delle condizioni generali che ne formano

parte integrante, il giudice deve, come per ogni altro contratto, ricorrere in

primo luogo alla cosiddetta interpretazione soggettiva, ovvero ricercare la

"vera e concorde volontà dei contraenti", se del caso in modo

empirico, basandosi su indizi (art 18 cpv. 1 CO). Se non gli è possibile

stabilire tale reale volontà, oppure se constata che uno dei contraenti non ha

compreso la reale volontà espressa dall'altro, il giudice ricercherà il senso

che le parti potevano e dovevano attribuire alle reciproche manifestazioni di volontà

(principio dell'affidamento: DTF 129 III 118 consid. 2.5 pag. 122; DTF

126 III 119 consid. 2a pag. 120; DTF 122 III 118 consid. 2a).

Punto di partenza di tale interpretazione è l'espressione letterale del

contratto; il giudice dovrà tuttavia tener conto delle circostanze che hanno

caratterizzato la conclusione del contratto (DTF 127 III 444 consid. 1b; DTF

125 III 305 consid. 2b pag. 308). Sarebbe infatti errato attribuire

un'importanza decisiva ai termini utilizzati dalle parti, seppur chiari:

dall'art. 18 cpv. 1 CO traspare che non si può erigere a principio l'assioma

che in presenza di un testo chiaro si debba escludere il ricorso ad altri mezzi

d'interpretazione; sebbene una clausola contrattuale possa apparire a prima

vista chiara ed indiscutibile, il fine perseguito dalle parti, ma anche altre

circostanze possono lasciar intendere che l'espressione verbale non restituisca

pienamente il senso dell'accordo concluso (DTF 128 III 212 consid. 2b/bb pag. 215, consid. 3c pag. 221; DTF 127 III 444 consid. 1b; Christine

Chappuis, Note à propos des ATF 127 III 318 et 127 III 444: l'interprétation

d'un texte clair, in: SJ 2002 I pag. 155). Sussidiariamente,

all'interpretazione di clausole redatte esclusivamente dall'assicuratore ed

alle clausole generali prestampate trova applicazione il principio "in

dubio contra stipulatorem", in virtù del quale esse vanno lette a sfavore

di chi le ha redatte, dunque dell'assicuratore (DTF 122 III 118 consid. 2a).

L'art. 33 in fine LCA ne è un'espressione (DTF 115 II 264 consid. 5a pag. 269).

Perché questa regola venga applicata non basta, tuttavia, che le parti

discordino sul significato da attribuire ad una dichiarazione; questa deve effettivamente

prestarsi a differenti interpretazioni, ed inoltre deve essere impossibile, in

assenza di altri mezzi d'interpretazione, dissipare altrimenti il dubbio

venutosi a creare (DTF 122 III 118 consid. 2d; DTF 118 II 342 consid. 1a pag.

344).

4. Pronunciandosi

su una fattispecie simile portante sulla medesima copertura assicurativa ed

avente quale controparte lo stesso assicuratore, nella STCA del 2 aprile 2007

(36.2006.172), ribadita nella STCA del 12 febbraio 2008 (36.2007.150), questo

Tribunale ha osservato che, quale regola generale, il

summenzionato art. 16.1 C__________A __________ disciplina che per poter

pretendere dall'assicuratore malattia il rimborso di prestazioni di aiuto domiciliare,

occorre che vi sia una prescrizione medica in tal senso e che l'assicurato sia

inabile al lavoro al 100%. Inoltre, cumulativamente, questo aiuto domiciliare

deve evitare all'assicurato di essere ricoverato in ospedale o di effettuare un

soggiorno di cura balneare o di convalescenza per il fatto di non riuscire a

svolgere le normali faccende domestiche a causa della sua totale incapacità

lavorativa. Questa opportunità, offerta dall'assicuratore convenuto, ha dunque

quale scopo di ridurre i costi ospedalieri e, di riflesso, della salute.

Una limitazione a ciò è stata posta dal

citato art. 16.4 C__________A, che rifiuta la presa a carico dei costi di aiuto

domiciliare quando l'assicurato è degente in casa di cura o in istituti simili.

La ratio di

questa norma, che limita a 30 giorni all'anno il diritto all'indennità

da parte dell'assicuratore per

l'aiuto domiciliare ricevuto,

sottintende che l'aiuto deve

essere, per sua natura, temporaneo, ossia posto in connessione con l'eventualità che l'assicurato debba sottoporsi ad una cura e/o un ricovero ospedaliero.

Non si intende quindi risarcire il costo di un aiuto domiciliare permanente e

regolare, che nel Cantone Ticino viene generalmente identificato con il costo

per una "domestica", ossia una tuttofare nell'abitazione che lava, stira, pulisce, riordina, ecc.

5. Nel

caso concreto, si osserva che la richiesta dell'attrice del 16 novembre 2007 (doc. C) rivolta all'assicuratore di riconoscerle un aiuto

domiciliare era chiaramente intesa per l'intero anno 2008. In effetti, gli invalidanti problemi fisici che da

alcuni anni l'affliggono l'hanno costretta ad indirizzarsi verso una

persona che l'aiuta settimanalmente

nelle faccende domestiche.

Indipendentemente

dalla circostanza che, in virtù dell'art. 16.1 C__________A, l'assicurata non ha comprovato al TCA a mezzo di fatture né i giorni e le ore in cui questo aiuto è

intervenuto al suo domicilio né quindi le spese da essa effettivamente sopportate

nel 2008 per l'aiuto

domiciliare per il quale chiede il rimborso, la petizione va comunque respinta.

In effetti, la persona

a cui l'attrice fa capo per il

disbrigo delle faccende domestiche l'aiuta una-due volte alla settimana.

In queste circostanze,

a mente del TCA, non è

possibile ammettere che, grazie all'aiuto domestico, l'assicurata

abbia ridotto o evitato oppure ancora addirittura posticipato il suo ingresso

in ospedale come esigono le summenzionate C__________A.

A suffragio di questa

conclusione va evidenziato che la presenza dell'aiuto domiciliare è infatti costante, ossia la persona tuttofare si

reca con regolarità, settimanalmente - e non temporaneamente - dall'attrice per prestarle aiuto. Ma tale aiuto non

ha per scopo quello di evitare ad AT 1 di essere ricoverata, poiché le malattie

di cui è affetta le impediscono sì di svolgere dei lavori fisici pesanti e di

pulire, ma non si può oggettivamente affermare che se l'assicurata svolgesse personalmente le faccende domestiche ciò

comporterebbe un suo ricovero ospedaliero con conseguenti aumenti dei costi

della salute. Questa circostanza non è corroborata da alcun elemento

probatorio, in particolare dalle certificazioni del dott. __________.

La summenzionata ratio

dell'art. 16 C__________A

riguardante l'aiuto domiciliare

concerne determinati casi di specie che, secondo questo Tribunale, non si sono

qui realizzati.

Di conseguenza, sulla

scorta delle circostanze in essere fino al marzo 2008 così come esposte dagli

atti di causa, l'assicuratore

non è tenuto a versare all'attrice l'indennità richiesta

per il 2008 a dipendenza della copertura __________ in relazione all'aiuto che la

signora __________ presta settimanalmente. Si ribadisce che tale aiuto non ha

per scopo quello di prevenire un ricovero o di ridurne la durata, ma di

alleviare le fatiche che la signora AT 1 non è in grado di sopportare per le

sue condizioni di salute. Agli atti non ci sono elementi indicativi nel senso

voluto dalla signora AT 1.

6. L'attrice evidenzia però ancora di avere

ottenuto il contributo qui richiesto sia per l'anno 2006 sia per il 2007. Implicitamente, ella fa dunque valere un

abuso di diritto da parte dell'assicuratore.

Il

tema dell’abuso di diritto è stato oggetto di esame da parte del Tribunale

Federale in recenti sentenze. Nel giudizio del 12 settembre 2007 4C.94/2007 (c.

3.1) il TF così si è espresso:

" (…) Selon l'art. 2 al. 2 CC, l'abus manifeste d'un

droit n'est pas protégé par la loi. L'existence d'un abus de droit se détermine

selon les circonstances concrètes du cas, en s'inspirant des diverses

catégories mises en évidence par la jurisprudence et la doctrine (ATF 129 III 493 consid. 5.1 p. 497). L'adjectif «

manifeste » indique qu'il convient de se montrer restrictif dans l'admission de

l'abus de droit (arrêt 4C.385/2001 du 8 mai 2002, consid. 5b non publié aux ATF 128 III 284, reproduit in Pra 2002 n. 134 p. 729;

arrêt 4C.225/2001 du 16 novembre 2001, reproduit in SJ 2002 I p. 405, consid.

2b p. 408 s.). Les cas typiques sont l'absence d'intérêt à l'exercice d'un

droit, l'utilisation d'une institution juridique contrairement à son but, la

disproportion manifeste des intérêts en présence, l'exercice d'un droit sans

ménagement ou l'attitude contradictoire (cf. ATF 129 III 493 consid. 5.1 p. 497 et les arrêts cités).

La règle prohibant l'abus de droit autorise certes le juge à corriger les

effets de la loi dans certains cas où l'exercice d'un droit allégué créerait

une injustice manifeste. Cependant, son application doit demeurer restrictive

et se concilier avec la finalité, telle que le législateur l'a voulue, de la

norme matérielle applicable au cas concret (cf. ATF 115 IV 167 consid. 4b p. 172; 107 Ia 206 consid. 3b p. 211)."

Nella

sentenza pubblicata In DTF 129 III 493 (c. 5.1) l’Alta Corte ha rilevato:

" (…) Der offenbare Missbrauch eines Rechtes

findet keinen Rechtsschutz (Art. 2 Abs. 2 ZGB). Wann ein solcher Missbrauch vorliegt,

ist anhand der konkreten Umstände des Einzelfalles zu bestimmen (BGE 121 III 60E. 3d. S. 63 mit Hinweis), wobei die von

der Lehre und Rechtsprechung entwickelten Fallgruppen des Rechtsmissbrauchs zu

beachten sind (BGE 125 III 257E. 2a;BGE 120 II 100E. 3a S. 108 mit Hinweisen). Zu diesen

Fallgruppen ist die Rechtsausübung zu zählen, die ohne schützenswertes

Interesse erfolgt oder zu einem krassen Missverhältnis berechtigter Interessen

führen würde (BGE 123 III 200E. 2b S. 203;BGE 120 II 100E. 3a S. 108 mit Hinweisen). Ebenso kann

allgemein gesagt werden, dass die Geltendmachung eines Rechts missbräuchlich

ist, wenn sie im Widerspruch zu einem früheren Verhalten steht und dadurch

erweckte berechtigte Erwartungen enttäuscht (BGE 128 III 375E. 4.5;BGE 125 III 257E. 2a;BGE 123 III 70E. 3c, je mit Hinweisen). Indessen ist

im Widerspruch zwischen der Zustimmung zu einer Vereinbarung und der

nachträglichen Geltendmachung ihrer Ungültigkeit unter Berufung auf zwingendes

Recht nur dann ein Rechtsmissbrauch zu erblicken, wenn zusätzliche besondere

Umstände gegeben sind; ansonsten würde dem Arbeitnehmer der mit der zwingenden

Gesetzesbestimmung gewährte Schutz auf dem Weg über Art. 2 ZGB wieder entzogen (BGE 126 III 337E. 7 S. 344;BGE 110 II 168E. 3c mit Hinweis). Ebenso hat die

Partei, die das Recht der Gegenpartei zur Anrufung der Nichtigkeit aufgrund

eines Formmangels bestreitet, besondere den konkreten Fall kennzeichnende

Umstände nachzuweisen, die offensichtlich machen, dass die Berufung auf den

Formmangel treuwidrig ist (BGE 104 II 99E. 2b;BGE 90 II 21E. 2a, je mit Hinweisen). Solche

Umstände können vorliegen, wenn die Partei sich auf zwingendes Recht beruft,

welche die dagegen verstossende Vereinbarung in eigenem Interesse und in

Kenntnis ihrer Unzulässigkeit selber vorgeschlagen und damit beim Rechtserwerb

unredlich gehandelt hat (vgl.BGE 81 II 627E. 3 S. 632). Besondere Umstände, welche

die Berufung auf zwingendes Recht als missbräuchlich erscheinen lassen, sind

auch zu bejahen, wenn die von der angerufenen Norm zu schützenden Interessen

entfallen oder sonst wie gewahrt wurden oder wenn die Partei mit der

Geltendmachung der Nichtigkeit der Vereinbarung derart lange zuwartet, dass der

anderen Partei dadurch verunmöglicht wurde, ihre eigenen Interessen zu wahren

(vgl.BGE 127 III 257E. 6c, 357 E. 4c/bb;BGE 116 II 428E. 2;BGE 94 II 37E. 6b-d S. 41 ff.; vgl. zum Ganzen auch

das Urteil 4C.184/2000 vom 24. Oktober 2000, E. 3a/bb, publ. in: Pra 90/2001

Nr. 48 S. 280 ff. mit weiteren Hinweisen)."

Nella

sentenza in una causa ticinese (4C.348/2005) del 27 febbraio

2006 il TF ha ammesso l’esistenza di un abuso di diritto a fronte

dell’atteggiamento contraddittorio di un committente che aveva accettato

l’esecuzione di lavori da parte di una società appaltatrice ammettendo la

compensazione di 2/3 della fattura con contro prestazioni proprie e versando

ulteriormente “quale acconto” una parte del saldo preteso, salvo poi contestare

le fatture ricevute. Il TF così si è espresso:

" Giusta l'art. 2 cpv. 1 CC ognuno è tenuto ad agire

secondo la buona fede sia nell'esercizio dei propri diritti che

nell'adempimento dei propri obblighi. Il manifesto abuso del proprio diritto

non è protetto dalla legge (art. 2 cpv. 2 CC). Vi è in particolare un abuso di

diritto qualora un istituto giuridico venga utilizzato ad un fine diverso di

quello per cui è stato creato (cfr. ad esempio DTF 122 III 321

consid. 4a), qualora un diritto venga esercitato senza scopo (DTF 129 III 493

consid. 5.1 pag. 497) oppure nell'intento di procurarsi un beneficio

manifestamente sproporzionato, tenuto conto degli interessi in gioco (DTF 123 III 200

consid. 2b pag. 203), infine, a determinate condizioni, qualora una persona

assuma un comportamento contraddittorio (venire contra factum proprium: cfr. DTF 125 III 257

consid. 2a con rinvii; 123 III 70 consid.

3c pag. 75).

(…) In concreto la convenuta sostiene in particolare, richiamandosi

anche alla DTF 112 II 500, che la

mancata contestazione delle fatture prima della causa civile non può essere

interpretata quale accettazione delle stesse.

Il richiamo giurisprudenziale è pertinente ma di nessun giovamento per

la convenuta, viste le differenze rilevanti fra la fattispecie giudicata dal

Tribunale federale in quell'evenienza e quella attualmente sottoposta a

giudizio. Nella DTF 112 II 500 è stato

deciso che il fatto di non contestare durante alcuni mesi una fattura

dettagliata di un appaltatore non può essere considerato quale accettazione

tacita della stessa. Nel caso in rassegna la situazione - accertata in maniera

vincolante nella pronunzia impugnata - è ben diversa. Innanzitutto il silenzio

della convenuta non si è protratto per alcuni mesi bensì per 5 anni, sino

all'inizio della procedura giudiziaria. Ma non solo: essa ha accettato le

opere, conclusesi nel 1998, senza segnalare alcun difetto, ha accettato senza

nulla eccepire che l'attrice procedesse alla compensazione delle proprie

fatture con quelle da lei emesse … e infine, …, ha versato all'attrice fr.

20'000.-- a titolo di "acconto …. ."

7. In

concreto l'atteggiamento precedentemente assunto da CO 1 desta perplessità ed è

stato tale da ingenerare aspettative nell'assicurata. In effetti l'assicuratore,

per i due precedenti anni, ha onorato, senza nulla eccepire, la richiesta di

rimborso di AT 1, e ciò nonostante il certificato medico del dott. __________

indicasse assenza di prevenzione da una degenza acuta o riabilitativa. Solo

l'ultima richiesta ha fatto oggetto di esame specifico e conseguente rifiuto.

Non

può in concreto comunque essere fatto riferimento alle regole della buona fede

così come più sopra esplicitate.

CO

1, per il rimborso da ultimo richiesto, ha esaminato e valutato la fattispecie

ed ha, correttamente, applicato i criteri contrattuali per i quali la

prestazione é onorata se l'aiuto domiciliare previene una degenza. CO 1

fornisce la sua prestazione, se date le condizioni contrattuali, annualmente e

non una tantum. L'assicuratore non é quindi ritornato su una decisione unica

precedentemente adottata sulla scorta di una sua errata valutazione, revocando

delle prestazioni in corso. L'assicuratore, a fronte del rinnovo della

richiesta di prestazione da parte dell'attrice per l'anno 2008, ha eseguito la

sua valutazione ex novo e pro futuro.

Non si può ravvedere in questo un comportamento contraddittorio tale

da rendere abusivo il suo rifiuto.

Nuovamente

si deve evidenziare come le condizioni per le quali le prestazioni in discussione

sono fornite da CO 1 sono chiare e precise. Lo scopo dell'aiuto da parte di

terzi deve evitare un ricovero ospedaliero. Il certificato del dott. __________

(allegato alla petizione) esclude esplicitamente che l'aiuto domiciliare eviti

una degenza acuta o riabilitativa nel dicembre 2006 (doc. 5) circostanza questa

che poteva essere rilevata anche dall'attrice. Per quel che attiene il

certificato relativo al 2007 il professionista non ha risposto alla domanda a

sapere se l'aiuto domiciliare ha evitato (o può evitare in ottica futura) un

ricovero ospedaliero. Il professionista si è limitato ad accertare assenza di

ricovero e non ha indicato nelle sue osservazioni un aggravamento delle condizioni

e previsione di un ricovero. Analogamente il medico ha fatto con il certificato

14 dicembre 2007 (doc. 7), omettendo di rispondere al quesito a sapere se

l'aiuto domiciliare ha evitato o evita un ricovero, non segnalando comunque

aggravamento rispetto agli anni precedenti nelle proprie osservazioni. Di rilievo

quindi che già nel doc. 5 (certificato dicembre 2006) l'aiuto non aveva per scopo

di evitare un ricovero.

Si

ribadisce quindi che CO 1 ha avuto operato una valutazione errata del caso poiché

ha concesso, contro il proprio interesse, prestazioni senza che ne fossero date

le premesse. Ciò però non permette all'attrice di ritenere l'esistenza di un

abuso di diritto per il fatto che CO 1, a fronte di prestazioni periodiche,

rivede la sua posizione e rifiuta di rinnovare l'errore in suo favore.

Si

ripete che il versamento, erroneo, da parte di CO 1 di prestazioni i due anni

precedenti non può fondare la pretesa di AT 1. La petizione va di conseguenza

respinta senza carico di tasse di giustizia e spese.

8. L'assicurata

ha chiesto di essere sentita personalmente per potersi spiegare meglio.

Il TCA rileva innanzitutto che l'audizione

richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto d'essere

sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti, secondo la giurisprudenza

federale, l'obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell'art.

6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara ed inequivocabile di una parte;

semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione

personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di

sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. la recente STF I 472/06 del 21 agosto 2007, consid. 2, che ha confermato questo

principio, nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag.

94 e il rinvio alla DTF prima citata).

In concreto, non

essendo stata presentata una domanda espressa di procedere ad un'udienza pubblica (l'assicurata ha presentato una generica istanza di udienza di

discussione e quindi ha formulato unicamente una richiesta di prova), questo TCA rinuncia ad una sua audizione, oltretutto

poiché superflua ai fini dell'esito

della vertenza (STF I 472/06 del 21 agosto 2007, consid. 2).

Del resto, l'attrice ha ampiamente fatto uso della

possibilità di presentare osservazioni e documentazione nell'istruttoria.

Inoltre, conformemente

alla costante giurisprudenza, qualora l'istruttoria da effettuare d'ufficio conduca l'amministrazione

o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla

convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata

predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il

risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle

prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren

in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner,

Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n.

111 e pag. 117 n. 320; Gygi,

Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002, H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120

Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere

non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile

dall'art. 29 cpv. 2 Cost. fed. (e in precedenza dall'art. 4 vCost. fed.; DTF

124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

In queste condizioni,

il TCA rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.

9. Con

il 1° gennaio 2007 è entrata in vigore La legge federale sul Tribunale federale

del 17 giugno 2005 (LTF), applicabile in concreto poiché, per l’art. 132 cpv. 1

LTF, la nuova legge si applica ai procedimenti promossi dinanzi al Tribunale

federale dopo la sua entrata in vigore; ai procedimenti su ricorso si applica

soltanto se la decisione impugnata è stata pronunciata dopo la sua entrata in

vigore.

A proposito della materia qui in questione (causa di

diritto civile), la nuova legge prevede la via del ricorso in materia civile (art.

72 cpv. 1 LTF; cfr. anche l’art. 72 cpv. 2 LTF, che elenca quali altre

decisioni soggiacciono al ricorso in materia civile). Giusta l'art. 74 cpv. 1

lett. b LTF, nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è ammissibile

soltanto se il valore litigioso ammonta a Fr. 30'000.-.

Quando il valore litigioso non raggiunge questo

importo, il ricorso è ugualmente ammissibile se la controversia concerne una questione

di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF). Per l’art. 75

cpv. 1 LTF, il ricorso è ammissibile contro le decisioni pronunciate dalle

autorità cantonali di ultima istanza e dal Tribunale amministrativo federale.

L'art. 95 LTF prevede che il ricorrente può far valere

la violazione del diritto federale (lett. a), del diritto internazionale (lett.

b), dei diritti costituzionali cantonali (lett. c), delle disposizioni

cantonali in materia di diritto di voto dei cittadini e di elezioni e votazioni

popolari (lett. d), del diritto intercantonale (lett. e). A norma dell’art. 97

cpv. 1 LTF, il ricorrente può censurare l’accertamento dei fatti soltanto se è

stato svolto in modo manifestamente inesatto o in violazione del diritto ai

sensi dell’articolo 95 e l’eliminazione del vizio può essere determinante per

l’esito del procedimento. Possono essere addotti nuovi fatti e nuovi mezzi di

prova soltanto se ne dà motivo la decisione dell’autorità inferiore. Non sono

ammissibili nuove conclusioni (art. 99 LTF).

Il ricorso contro una decisione deve essere depositato

presso il Tribunale federale entro 30 giorni dalla notificazione del testo integrale

della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF). Per l'art. 100 cpv. 7 LTF, il ricorso

per denegata o ritardata giustizia può essere interposto in ogni tempo. Di

regola, il ricorso non ha effetto sospensivo (art. 103 cpv. 1 LTF). Nei limiti

delle conclusioni presentate, il ricorso ha effetto sospensivo in materia

civile se è diretto contro una sentenza costitutiva (art. 103 cpv. 2 lett. a

LTF),

secondo l'art. 105 LTF, il Tribunale federale fonda la

sua sentenza sui fatti accertati dall'autorità inferiore, riservato il caso in

cui l'accertamento è stato fatto in modo inesatto o in violazione del diritto

ai sensi dell'articolo 95. Giusta l'art. 107 cpv. 1 LTF, il Tribunale federale

non può andare oltre le conclusioni delle parti.

Va ancora rilevato che, laddove non sia ammissibile il

ricorso ordinario in materia civile, è aperta la via del ricorso sussidiario in

materia costituzionale (art. 113 LTF). A norma dell’art. 116 LTF, con questo ricorso

può essere censurata la violazione di diritti costituzionali. A proposito del

ricorso in materia costituzionale, va evidenziato come, affinché sia

ammissibile, è necessario che il ricorso ordinario sia escluso, o perché il

valore litigioso non è raggiunto o perché il caso figura in un catalogo di eccezioni,

che la decisione impugnata emani da un’autorità cantonale di ultima istanza e

che venga fatta valere una censura in ambito di diritto costituzionale (cfr., a

questo proposito, Bernard Corboz,

Introduction à la nouvelle loi sur le Tribunal fédéral, SJ 2006, n. 8, pag. 319

segg., in particolare pag. 351 segg.).

In concreto, il valore

litigioso è rappresentato dalla pretesa di versamento di indennità formulata

dall'attrice di Fr. 1'800.- (Fr. 60.- x 30 giorni).

Questo importo non

raggiunge la soglia minima di Fr. 30'000.-, perciò, trattandosi di una causa di

carattere pecuniario, non sono dati gli estremi per interporre un eventuale

ricorso in materia civile al Tribunale Federale sulla base del valore litigioso

(art. 74 cpv. 1 lett. b LTF).

In queste circostanze,

il ricorso è ugualmente ammissibile se la controversia concerne una questione

di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

Infine, secondo l'art.

49 cpv. 2 LSA, i tribunali svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità

di sorveglianza una copia di tutte le sentenze civili concernenti disposizioni

del diritto in materia di contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare

all'autorità di sorveglianza anche la presente sentenza.

Per questi

motivi

dichiara e pronuncia

1. La

petizione è respinta.

Considerandi

2.

Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3.

Comunicazione

alle parti ed all'UFAP, Berna.

Contro il presente

giudizio (come dettagliatamente indicato nelle considerazioni del giudizio) è

dato ricorso al Tribunale federale,

1000.

Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione,

come specificato nelle motivazioni.

L'atto di ricorso, in

3.

esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella

impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o

del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata

e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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