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36.2009.177

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

28 aprile 2010Italiano52 min

Source ti.ch

Fatti

i Cantoni devono istituire delle istanze giudiziarie che garantiscano un esame

delle censure ricorsuali da parte di un giudice indipendente. In questo modo

viene in particolare applicato l’art. 6 n. 1 CEDU che garantisce al cittadino

di poter adire un Tribunale imparziale ed indipendente, fondato sulla legge.

A questo proposito va

evidenziato che in ambito di assicurazioni sociali l’art. 52

cpv. 1 LPGA prevede che le decisioni possono essere impugnate entro trenta

giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate.

Per

l’art. 56 LPGA le decisioni su opposizione e quelle

contro cui un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso.

A norma

dell’art. 57 LPGA ogni Cantone istituisce un tribunale delle assicurazioni per

giudicare come istanza unica in materia di assicurazioni sociali. Per l’art. 58

cpv. 1 LPGA è competente il tribunale delle assicurazioni del

Cantone dove l’assicurato o il terzo è domiciliato nel momento in cui interpone

ricorso.

In Ticino questo compito è

stato attribuito al Tribunale cantonale delle assicurazioni.

A norma dell’art. 77 cpv.

1 lett. b della Costituzione della Repubblica e Cantone Ticino la giurisdizione

amministrativa è esercitata (anche) dal tribunale delle assicurazioni.

Per l’art. 1 della legge

di procedura per le cause davanti al Tribunale cantonale delle assicurazioni

(Lptca) il Tribunale cantonale delle assicurazioni giudica

come istanza unica i ricorsi in materia di assicurazioni sociali federali ai

sensi dell’art. 57 della legge federale sulla parte generale del diritto delle

assicurazioni sociali (in seguito LPGA) e le azioni in materia di previdenza

professionale (cov. 1). Esso giudica inoltre le altre contestazioni fondate sul

diritto federale e sul diritto cantonale, che gli sono attribuite dalle singole

leggi (cpv. 2). Il ricorso deve essere interposto entro 30 giorni dalla

notificazione della decisione (cpv. 3).

2.5. Alla luce di quanto esposto

il Tribunale cantonale delle assicurazioni, contrariamente a quanto ritenuto

dall’insorgente, non è un Tribunale “speciale” ed è competente, di massima, nel

decidere sui ricorsi presentati contro le decisioni su opposizione emanate da

assicuratori malattie di assicurati domiciliati in Ticino, come nel caso di specie.

In

concreto “CO 1” ha sede nel __________ ed è competente nel decidere circa

l’opposizione formulata dal ricorrente (art. 52 cpv. 1 LPGA). Tuttavia, la

procedura giudiziaria, conformemente a quanto richiesto dal medesimo

assicurato, si tiene nel Cantone del suo domicilio, ossia, in concreto, in

Ticino, innanzi un Tribunale imparziale ed indipendente (TCA).

2.6. L’insorgente

contesta infine anche la competenza dell’assicuratore malattie nel poter

rigettare l’opposizione al precetto esecutivo fatto spiccare dalla medesima

amministrazione.

A torto.

Va

infatti qui rilevato che per costante giurisprudenza, il TF ha più volte

dichiarato applicabile alle casse malati la giurisprudenza valida in ambito di

LAVS secondo cui una cassa di compensazione può rigettare un'eventuale

opposizione ad un precetto esecutivo con una decisione formale riferentesi

precisamente all'esecuzione in corso, qualora avesse iniziato la procedura

esecutiva per il recupero del credito senza prima aver formalmente deciso in

merito alla propria pretesa. La Cassa malati, in tali casi, è anch’essa

legittimata a rigettare l'opposizione al precetto esecutivo (DTF 121 V 109 e

seguenti; RAMI 1983, pag. 294 = DTF 109 V 46; RCC 1984 pag. 197, cfr. Kieser,

ATSG Kommentar, 2009, 2a. ed., ad art. 54 n. 18; cfr. anche sentenza 63/05 del

26 giugno 2006, consid. 7.2) e, in caso di ricorso, spetta al Tribunale delle

assicurazioni competente decidere nel merito della vertenza.

Nella

citata DTF 121 V 109 l’Alta Corte ha in particolare stabilito che l’art. 6 n. 1

CEDU trova applicazione nella cause in materia di contributi delle

assicurazioni sociali e che non è contrario né all’art. 6 n. 1 CEDU né al

vecchio art. 58 cpv. 1 Cost. fed. sull’imparzialità e l’indipendenza dei

Tribunali decidere simultaneamente nel merito della controversia e rigettare

l’opposizione al precetto esecutivo, affermando in particolare:

" c) L'art.

6 par. 1 CEDH exige certes que l'accès à un tribunal, au sens de cette

disposition, soit garanti en cas de décision sur le fond et de levée simultanée de l'opposition par la caisse-maladie (à propos de

cette garantie en général, voir ATF 118 Ia 478 consid. 5a; ACEDH Jacobsson du

28 juin 1990, série A, vol. 180-A). Mais cet accès est sauvegardé, en

l'occurrence, par la possibilité pour le débiteur de saisir le tribunal

cantonal des assurances compétent (art. 30 LAMA), s'il entend contester la

décision de la caisse. Un tel tribunal offre toutes les garanties

d'indépendance et d'impartialité requises par les art. 58 al. 1 Cst. et 6 par.

1 CEDH. Il jouit en outre d'un plein pouvoir d'examen, comme l'exige d'ailleurs

cette norme conventionnelle à propos du droit d'accès à un tribunal (cf.

VILLIGER, Handbuch der Europäischen Menschenrechtskonvention [EMRK], notes 423

ss; ACEDH Belilos, du 29 avril 1988, série A, vol. 132).”

nel

merito

2.7. Giusta

l'art. 61 LAMal, l'assicuratore stabilisce l'ammontare dei premi dei propri

assicurati. Sempreché la legge non preveda eccezioni, l'assicuratore riscuote

dai propri assicurati premi uguali (cpv. 1).

L'assicuratore

può graduare i premi se è provato che i costi differiscono secondo i Cantoni e

le regioni. Determinante è il luogo di domicilio dell'assicurato. L’Ufficio

federale stabilisce in modo unitario le regioni per l’insieme degli assicuratori

(cpv. 2).

Per gli

assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni (minorenni), l'assicuratore

deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d'età

superiore (adulti). Egli è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati

che non hanno ancora compiuto 25 anni (giovani adulti; cpv. 3).

Il

Consiglio federale può stabilire le riduzioni di premio di cui al capoverso 3

(cpv. 3bis).

Per gli

assicurati residenti in uno Stato membro della Comunità europea, in Islanda o in

Norvegia i premi sono calcolati in funzione dello Stato di residenza. Il

Consiglio federale emana prescrizioni sulla determinazione e l’incasso dei

premi di questi assicurati (cpv. 4). L'ammontare dei premi dell'assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie deve essere approvato dal Consiglio

federale. Prima dell'approvazione, i Cantoni possono prendere posizione in

merito alle tariffe dei premi previste per la loro popolazione; la procedura

d'approvazione non deve esserne ritardata (cpv. 5).

Per

Considerandi

l'art. 64 cpv. 1 LAMal, gli assicurati partecipano ai costi delle prestazioni

ottenute. La partecipazione ai costi comprende un importo fisso per anno

(franchigia) e il 10 per cento dei costi eccedenti la franchigia (aliquota

percentuale) (cpv. 2). Gli assicurati pagano inoltre un contributo ai costi di

degenza ospedaliera, graduato secondo gli oneri familiari. Il Consiglio

federale ne stabilisce l’ammontare (cpv. 5).

A norma

dell’art. 64a cpv. 1 LAMal se l’assicurato non paga premi o

partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista, l’assicuratore deve

diffidarlo per scritto, assegnargli un termine supplementare di 30 giorni e

indicargli le conseguenze della mora (cpv. 2).

L’art. 64a cpv. 2 LAMal

prevede che se, nonostante la diffida, l’assicurato non paga e se è già stata

depositata una domanda di continuazione dell’esecuzione per debiti,

l’assicuratore sospende l’assunzione dei costi delle prestazioni finché i premi

e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le spese d’esecuzione

non sono stati pagati integralmente.

Nello stesso tempo informa

della sospensione delle prestazioni l’ufficio cantonale incaricato di vigilare

sul rispetto dell’obbligo di assicurazione. Sono fatte salve le prescrizioni

cantonali che prevedono una notifica ad altri uffici.

A norma dell’art. 64a cpv.

3.

LAMal se i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di

mora e le spese d’esecuzione sono pagati integralmente, l’assicuratore deve

assumere i costi delle prestazioni fornite durante la sospensione.

L’art. 64a cpv. 4 LAMal

prevede che in deroga all’articolo 7, gli assicurati in mora non possono

cambiare assicuratore finché non hanno pagato integralmente i premi e le

partecipazioni ai costi in arretrato, gli interessi di mora e le spese

d’esecuzione. È fatto salvo l’articolo 7 capoversi 3 e 4.

Il

Consiglio federale disciplina le modalità d’incasso dei premi e della procedura

di diffida e i dettagli relativi alle conseguenze della mora (art. 64a cpv. 5

LAMal).

A norma

dell’art. 105a OAMal il tasso degli interessi di mora sui premi scaduti

secondo l’articolo 26 capoverso 1 LPGA è del 5 per cento all’anno.

Per l’art. 105b cpv. 1

OAMal i premi e le partecipazioni ai costi dell’assicurazione obbligatoria

delle cure medico-sanitarie scaduti e non pagati devono essere oggetto, nei tre

mesi che seguono la loro esigibilità, di una diffida scritta preceduta da

almeno un richiamo e distinta da quelle vertenti su altri eventuali pagamenti

arretrati. Con la diffida, l’assicuratore deve impartire all’assicurato un

termine di 30 giorni al fine di permettergli di adempiere il suo obbligo e

attirare la sua attenzione sulle conseguenze in cui incorre se non paga.

L’art. 105b cpv. 2 OAMal

prevede che se l’assicurato non paga entro il termine impartito, l’assicuratore

deve avviare una procedura esecutiva relativa al debito nei quattro mesi

successivi, in modo distinto da altri eventuali pagamenti arretrati.

Per

l’art. 105 b cpv. 3 OAMal se l’assicurato cagiona per propria colpa spese che avrebbero

potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l’assicuratore può

riscuotere, in misura appropriata, spese amministrative, se una misura siffatta

è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi

dell’assicurato.

L'art. 90

cpv. 1 OAMal prevede che i premi devono essere pagati in anticipo e di regola

mensilmente.

2.8

Nel caso di

specie l'assicuratore, tramite la decisione su opposizione, chiede il pagamento

di un importo complessivo di fr. 183,80 (cfr. doc. A).

La Cassa ha

condannato l’insorgente a versare l’ammontare di fr. 73,80 per partecipazione

ai costi del 2008, nonché fr. 80 per spese di apertura dell’incarto e fr. 30

per spese di diffida.

Circa la

sussistenza dell’importo di fr. 73,80, va evidenziato come l’assicuratore l’ha

comprovato producendo la fattura del 24 novembre 2008 (doc. 3), da cui emerge

che la Cassa ha chiesto il 10% dell’importo dovuto dall’assicurato per

prestazioni fornite dall’Ospedale __________ di __________ il 18 settembre 2008

(su fr. 68,80 e su fr. 35,25) e dalla Farmacia __________ nel periodo dal 9

giugno 2008 al 30 settembre 2008 (su fr. 633,80).

Pendente

causa il TCA ha chiesto all’assicuratore di produrre le fatture originali (doc.

V). L’assicuratore ha prodotto una documentazione da cui emergono gli importi

dovuti dal ricorrente (doc. 13, 14 e 15). Chiamato a presentare osservazioni

scritte in merito, l’interessato è rimasto silente e non ha contestato il

contenuto della documentazione e gli importi ivi riportati, né ha affermato che

l’aliquota percentuale del 2008 sarebbe già stata esaurita.

Considerato

che per la riscossione della franchigia e dell’aliquota percentuale è reputata

determinante la data della cura (art. 103 cpv. 3 OAMal; cfr. RAMI 1998

no. KV 33 pag. 284 consid. 2), a giusta ragione l’assicuratore

ha chiesto il pagamento della partecipazione ai costi del 2008 per complessivi

fr. 73,80, ossia il 10% degli importi dovuti (63,40 [10% di 633,80] + 6,90 [10%

di 68,80] + 3,50 [10% di 35,25]).

Ne segue

che il ricorrente è debitore nei confronti dell’assicuratore di un importo di

fr. 73,80.

Va ora

esaminato se la Cassa ha agito correttamente facendo spiccare un precetto

esecutivo e rigettando l’opposizione tramite la decisione formale del 3 luglio

2009, confermata dalla decisione su opposizione impugnata.

2.9

In concreto,

l’assicuratore ha trasmesso all’insorgente, il 20 gennaio 2009, un “richiamo

per partecipazioni non pagate” di fr. 83,80 (fr. 73,80 per la

partecipazione ai costi e fr. 10 di spese di richiamo) da versare entro il 4

febbraio 2009 (doc. 4).

Il 19

febbraio 2009 la Cassa ha notificato all’assicurato una “diffida per

partecipazioni non pagate” di fr. 103,80 (fr. 73,80 per le partecipazioni ai

costi e fr. 30 di spese di diffida), affermando che “affinché possa

procedere al versamento, le concediamo un ultimo termine di pagamento di 14

giorni prima di procedere all’incasso per vie legali” ed aggiungendo che “in

caso di mancato pagamento saremo costretti a sospendere l’assunzione dei costi

delle prestazioni in virtù degli articoli 64a della legge federale

sull’assicurazione malattie (LAMal) e 20 della legge federale sul contratto

d’assicurazione (LCA)” (doc. 5).

Il 22

maggio 2009 l’assicuratore ha fatto spiccare un precetto esecutivo di fr. 73,80

oltre interessi al 5% dal 20 maggio 2009, fr. 30 di spese di diffida e fr. 80

di spese di apertura dell’incarto (doc. 6).

Con la

diffida del 19 febbraio 2009 l’assicuratore ha concesso all’insorgente un

termine di soli 14 giorni prima di procedere con l’incasso per vie legali, in

luogo dei 30 giorni previsti dagli art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b cpv. 1 OAMal.

Chiamato

ad esprimersi in merito l’assicuratore ha affermato di aver “aspettato circa

3.

mesi prima di notificare una domanda d’esecuzione. Di conseguenza, CO 1 ha

rispettato il termine di 30 giorni prescritto dall’art. 64a cpv. 1 LAMal. E’ da

rilevare che in concreto l’assicurato ha beneficiato più di 30 giorni per

procedere al pagamento dell’arretrato.” (doc. VI).

Va qui

esaminato se il termine di 30 giorni figurante negli art. 64a cpv. 1 LAMal e

105b cpv. 1 OAMal è un termine perentorio oppure un termine d’ordine.

2.10

In DTF 131 V

147.

l’allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: TF),

a proposito dell’art. 9 cpv. 1 prima frase OAMal in vigore fino al 31 dicembre

2002.

(RU 2002 3908) che prevedeva che se nonostante diffida l’assicurato non

paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere

una procedura esecutiva, ha stabilito che l’obbligo previsto dall’ordinanza di

procedere a una diffida per premi e partecipazioni prima di promuovere la

procedura esecutiva è conforme alla Costituzione ed alla legge. L’Alta Corte ha

affermato:

"

6.2

Das Eidgenössische

Dispositivo

Versicherungsgericht hat bereits an anderer Stelle entschieden, dass auf Grund

dieser Gesetzeslage neben der Zwangsvollstreckung nach SchKG in der KVV keine

weiteren Formen des Vollzugszwangs eingeführt werden dürfen (BGE 125 V 266,

insbesondere 272 ff. Erw. 6).

Die im SchKG geregelte Ordnung der Zwangsvollstreckung

von Geldforderungen verlangt für die Erteilung der Rechtsöffnung nur, dass die

betriebene Forderung fällig ist (STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN [Hrsg.],

Kommentar zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, SchKG I, Art.

1-87, Basel 1998, N 39 zu Art. 80 und N 77 zu Art. 82, je mit Hinweisen). Alt Art.

9 Abs. 1 Satz 1 KVV bestimmt dagegen, dass fällige Prämien und

Kostenbeteiligungen erst nach vorgängiger Mahnung der Zwangsvollstreckung nach

SchKG zugeführt werden dürfen. Damit wird jedoch keine neue Form der

Zwangsvollstreckung geschaffen, sondern es werden lediglich deren Modalitäten

für Prämien und Kostenbeteiligungen näher umschrieben. Der Gläubiger ist

gefordert, neben dem geltend gemachten Ausstand dessen Mahnung durch Urkunde

nachzuweisen, es sei denn, beides werde von der Gegenpartei ausdrücklich

anerkannt oder wenn beides notorisch oder gerichtsnotorisch ist (in diesem

Sinne ebenso bei zur Vollstreckung anstehenden suspensiv bedingten Forderungen:

PETER STÜCHELI, Die Rechtsöffnung, Diss. Zürich 2000, S. 116 und 203;

STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN, a.a.O., N 44 zu Art. 80). Macht die

Verwaltungsbehörde dagegen von der weitaus häufiger anzutreffenden Möglichkeit

Gebrauch, einen im Rahmen des von ihr eingeleiteten Betreibungsverfahrens erhobenen

Rechtsvorschlag selbst als ordentlicher Richter im Sinne von Art. 79 SchKG zu

beseitigen (BGE 119 V 331 Erw. 2b, BGE 128 III 41 Erw. 2; Pra 2003 Nr. 31 S.

159 Erw. 4; vgl. ROTH, Die Krankenkasse als Rechtsöffnungsrichterin in eigener

Sache, in: Festschrift 75 Jahre Konferenz der Betreibungs- und Konkursbeamten

der Schweiz, Basel 2000, S. 235, sowie grundsätzlich AMONN/WALTHER, Grundriss

des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, 7. Aufl. 2003, § 19 Rz 15 u. 15a),

wird sie dies ebenfalls nur tun dürfen, falls vorgängig gemahnt worden ist. Alt

Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV verstösst entgegen der von der Beschwerdeführerin

vertretenen Auffassung ebenso wenig gegen betreibungsrechtliche Grundsätze.

Zwar mag darin ein gewisser Widerspruch zur für privatrechtliche

Rechtsverhältnisse geltenden Regelung erblickt werden, wonach die Mahnung einer

fälligen Forderung im Rechtsöffnungsverfahren nur dann von selbstständiger

Bedeutung ist, wenn Verzugszinsen im Streit stehen (Art. 102 in Verbindung mit Art.

104 Abs. 1 OR; vgl. BGE 129 III 541 Erw. 3.2). In Frage steht indessen die

öffentlichrechtliche "Zwangsversicherung" und das KVG schreibt keine

analoge Anwendung des OR oder einzelner seiner Bestimmungen vor.

6.3 Das

Versicherungsobligatorium zeichnet sich dadurch aus, dass die

versicherungspflichtige Person bei einem Versicherungsträger nach

Art. 11 KVG ungeachtet der persönlichen wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit

zwingend im vom Gesetzgeber näher definierten obligatorischen Umfang

angeschlossen sein muss und die entsprechenden Prämien (Art. 61 KVG) wie auch

Kostenbeteiligungen (Art. 64 KVG) zu tragen hat (GEBHARD EUGSTER,

Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale

Sicherheit, Rz 331 und 342).

Wenn der Bundesrat mit Rücksicht auf das

Versicherungsobligatorium bei fälligen Prämien oder Kostenbeteiligungen in alt Art.

9 Abs. 1 Satz 1 KVV eine Mahnung verlangt, ehe der Versicherungsträger zur

Vollstreckung schreitet, ist darin insbesondere im Hinblick auf die den Kassen

offen stehende Möglichkeit, sich selber im Anerkennungsprozess gemäss Art. 79

SchKG die Rechtsöffnung zu erteilen, ein vernünftiger Grund zu erblicken. Als

willkürlich kann diese Bestimmung nicht bezeichnet werden, auch wenn sich die

vom Bundesrat getroffene Regelung im Einzelfall ausnahmsweise als wenig

zweckmässig erweisen mag, etwa wenn sich die versicherte Person aus

grundsätzlichen Überlegungen von vornherein einer Prämienzahlung verweigert.

Der mit einem solchen Prozedere verbundene, im Allgemeinen eher geringfügige Mehraufwand

der Kassen ist hinzunehmen.

6.4 Gesamthaft

gesehen ist die vorgängige Mahnung gemäss alt Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV durch

die allgemeine, einen weiten Spielraum des Ermessens für die Regelung auf

Verordnungsebene einräumende Delegationsnorm von Art. 96 KVG gedeckt. Weder

fällt die Verordnungsbestimmung offensichtlich aus dem Rahmen der dem Bundesrat

im Gesetz delegierten Kompetenz noch ist sie aus anderen Gründen verfassungs-

oder gesetzwidrig. Dem Verordnungsgeber wäre es jedoch nicht verwehrt, die

Bestimmung differenzierter auszugestalten, so dass Fälle, in denen das

vorbehaltlose Mahnerfordernis von vornherein einen Leerlauf produziert, davon

ausgenommen sind.“

L’art. 9 cpv. 1 OAMal è

stato sostituito, dal 1° gennaio 2003 (RU 2002 3908, pag.

3909), dall’art. 90 cpv. 3 OAMal in vigore fino al 31

dicembre 2005 (RU 2005 5639 pag. 5640) che prevedeva che se,

nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai costi

scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se questa

sfocia in un attestato di carenza beni, l’assicuratore ne informa la competente

autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali che

prevedono la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei premi.

Con sentenza K 63/05 del

26 giugno 2006 l’allora Tribunale federale delle assicurazioni, applicando

l’art. 90 cpv. 3 OAMal a due coniugi solidalmente responsabili per il pagamento

dei premi in arretrato, ha affermato:

" 4. Ratione

temporis les dispositions des novelles des 9 novembre 2005 et 26 avril 2006

modifiant l'OAMAL, entrées en vigueur le 1er janvier 2006 (RO 2005 5639),

respectivement le 10 mai 2006 (RO 2006 1717), ne sont pas applicables au

présent litige, dès lors que le juge des assurances sociales n'a pas à prendre

en considération les modifications du droit ou de l'état de fait postérieures à

la date déterminante de la décision litigieuse (ATF 127 V 467 consid. 1, 121 V

366 consid. 1b). Dans la mesure où elles ont été modifiées par les novelles,

les dispositions ci-après sont citées dans leur version antérieure au 1er

janvier 2006.

(…)

6.3 Préalablement à toute mesure d'exécution forcée, les assureurs

sont tenus de réclamer le paiement de leurs prétentions par voie de sommation

et d'agir ensuite, en cas d'inexécution, par la voie de la poursuite pour

dettes selon la LP (ATF 131 V 147). En l'occurrence, il est établi qu'avant de procéder aux démarches de

recouvrement par voie d'exécution forcée, l'intimée a dûment sommé l'assuré

de s'acquitter des cotisations en souffrance. Il n'est pas

contesté que par contre, elle n'a procédé à aucune mise en demeure de la

recourante avant de lui faire notifier les commandements de payer litigieux.

Dès lors, il s'agit d'examiner si c'est à juste titre que la mainlevée des

oppositions formées à ces poursuites a été prononcée, alors même que

l'intéressée n'a fait l'objet d'aucune sommation au sens de l'art. 90 al. 3

OAMal.

(…)

8.

En même temps qu'ils tranchent le bien-fondé de leurs prétentions

pécuniaires, les assureurs-maladie sont ainsi légitimés à lever eux-mêmes

l'opposition aux poursuites qu'ils engagent. En cas d'entrée en force de leurs

décisions, ils pourront ensuite requérir la continuation de la poursuite sans

passer par la procédure de mainlevée de l'art. 80 LP. Si l'exécution forcée

s'achève par la délivrance d'un acte de défaut de biens, ils pourront suspendre

la prise en charge des prestations jusqu'à ce que les primes et les

participations aux coûts arriérées ainsi que les intérêts moratoires et les

frais de poursuite soient entièrement payés (art. 90 al. 4 OAMal).

Compte tenu des singularités d'une poursuite dans laquelle le

créancier peut lui-même lever l'opposition frappant son commandement de payer,

autant que des conséquences encourues en cas de délivrance d'un acte de défaut

de biens, le Conseil fédéral a jugé nécessaire d'instituer une mesure

protectrice des intérêts de l'assuré (cf. ATF 131 V 147 consid. 6.3;

voir également Commentaire concernant la modification au 1er janvier 1998 de

l'ordonnance du 27 juin 1995 sur l'assurance-maladie OAMal ad art. 9 : retard

dans le paiement des primes). Préalablement à toute mesure d'exécution

forcée tendant au recouvrement des primes et participations aux coûts échues,

il faut et il suffit donc que les assureurs-maladie adressent une

sommation préalable à leur assuré. Respectivement, ils peuvent directement

requérir la mise en poursuite du conjoint de ce dernier, sans qu'il puisse

faire opposition au motif qu'il n'a préalablement pas fait l'objet d'une

sommation personnelle au sens l'art. 90 al. 3 OAMal. A l'inverse, si un

assureur-maladie dépose une réquisition de poursuite sans sommation préalable

de l'assuré, le débiteur poursuivi, quel qu'il soit, pourra se prévaloir de

l'art. 90 al. 3 OAMal en tant qu'exception issue du rapport d'obligation

solidaire (art. 145 CO), afin de s'opposer à la procédure d'exécution forcée

ainsi engagée. En l'occurrence, l'intimée a dûment sommé l'assuré de

s'acquitter des primes sujettes à recouvrement, avant de requérir la mise en

poursuite du conjoint de celui-ci, de sorte que la recourante se fonde à tort

sur l'art. 90 al. 3 OAMal pour s'opposer aux commandements de payer litigieux.”

(sottolineatura del redattore)

Con l’entrata in vigore,

il 1° gennaio 2006, dell’art. 64a cpv. 1 LAMal (cfr., per il tenore, il consid.

2.7), il legislatore ha inserito nella legge il medesimo principio della

diffida preventiva all’avvio della procedura esecutiva, previsto fino al 31

dicembre 2005 dall’art. 90 cpv. 3 OAMal, precisando che con la diffida l’assicuratore

deve assegnare un termine supplementare di 30 giorni.

A

proposito dell’art. 64a LAMal, il Consiglio federale, nel Messaggio del 26 maggio

2004 concernente la revisione parziale della legge federale

sull’assicurazione malattie (Riduzione dei premi) e il decreto federale sui

sussidi federali nell’assicurazione malattie, pubblicato in FF

2004 pag. 3869 e seguenti, ha affermato:

"

Articolo 64a (nuovo)

Le esperienze fatte dagli assicuratori-malattie

dimostrano che dall’entrata in vigore della LAMal i casi di mora nel pagamento

dei premi e in altri pagamenti sono fortemente aumentati e che la normativa

dell’articolo 90 capoverso 4 OAMal, che prevede la possibilità di sospensione

soltanto dopo l’avvio della procedura esecutiva e ad avvenuta notifica di un

attestato di carenza di beni nei confronti dell’assicurato in mora, è

all’origine dei crescenti casi di mora. Le cifre addotte dagli assicuratori

confermano che il fenomeno della mora è aumentato in misura problematica di

anno in anno e si è stabilizzato ad un livello elevato. Considerata questa

evoluzione e sulla base della giurisprudenza costante del TFA in merito

all’articolo 9 capoverso 3 OAMal nella versione vigente fino al 31 dicembre

2002 [stralciato al 1° gennaio 2003; RU 2002 3908] secondo cui, mancando una

base legale formale, un cambiamento dell’assicuratore è ammissibile

indipendentemente dal fatto che i premi e le partecipazioni ai costi siano

versati o meno, è ragionevole introdurre nella legge una base legale formale

per l’obbligo di pagamento dei premi e inasprire le conseguenze in caso di

mora.

Nell’articolo 64a capoverso 1, che integra

l’articolo 64 LAMal, è prevista una procedura di diffida scritta, che

gli assicuratori devono avviare nei confronti degli assicurati in mora prima

di sospendere le loro prestazioni fornite a tali assicurati.

Secondo il capoverso 2 primo periodo, per

sospendere le prestazioni è sufficiente che alla procedura di diffida non segua

il pagamento e che sia già stata formulata una domanda di continuazione

dell’esecuzione per debiti. Si tratta di un’innovazione dato che oggi, secondo

l’articolo 90 capoverso 4 primo periodo OAMal, occorre produrre un attestato di

carenza di beni per sospendere le prestazioni. La nuova disposizione garantisce

l’attuazione della procedura esecutiva per debiti e, quindi, la riscossione dei

premi o delle partecipazioni ai costi scaduti da parte dell’assicuratore. Essa

intende mettere sotto pressione i debitori solvibili, ma che non vogliono

pagare. Non modifica la posizione né del debitore né del creditore:

l’assicuratore rimane debitore delle prestazioni fornite durante il periodo di

sospensione dei pagamenti. Non le pagherà, tuttavia, finché i premi, la

partecipazione ai costi, gli interessi di mora e le spese di esecuzione non

saranno interamente versati dall’assicurato stesso oppure, in presenza di un

attestato di carenza di beni, dall’autorità competente designata dal Cantone.

In questo modo non vi è trasferimento di costi tra assicurati, poteri pubblici

e fornitori di prestazioni.

Il capoverso 2 secondo periodo garantisce che le

autorità cantonali siano informate tempestivamente in merito ai pagamenti

dovuti dagli assicurati in mora. Questa disposizione serve inoltre a proteggere

la persona assicurata.

Il capoverso 3 corrisponde alla normativa

dell’articolo 90 capoverso 4 secondo periodo OAMal. In questo modo si

garantisce che la mora non provochi lacune nella protezione assicurativa, ma

soltanto una sospensione dell’assunzione dei costi delle prestazioni.

Il capoverso 4 prevede che in futuro nessun

assicurato in mora possa cambiare assicuratore prima di aver pagato

integralmente i premi o le partecipazione ai costi in sospeso. Questa

conseguenza della mora si giustifica, da un lato, in quanto secondo le sentenze

del TFA del 29 giugno 1999 in merito all’articolo 9 capoverso 3 OAMal,

all’epoca vigente ma nel frattempo abrogato (cfr. DTF 125 V 266), un

cambiamento dell’assicuratore è possibile anche in caso di mora e, dall’altro,

i premi e le partecipazioni ai costi irrecuperabili o difficilmente

recuperabili hanno raggiunto proporzioni ormai insostenibili. Il capoverso 4,

in particolare, impedisce agli assicurati le cui prestazioni sono state

bloccate di cambiare assicuratore al momento opportuno e quindi, diversamente

da altri assicurati in mora che non cambiano assicuratore, di vedersi

rimborsare le prestazioni prima di aver pagato gli importi dovuti. L’obiettivo

della normativa è di proteggere la collettività degli assicurati da aumenti di

premi dovuti all’impossibilità di recuperare le somme dovute da assicurati che

hanno cambiato assicuratore senza avere in precedenza pagato quanto dovuto.”

(cfr. FF 2004 pag. 3882 e seguenti; sottolineature del redattore)

Contestualmente è stato

modificato anche il tenore dell’art. 90 cpv. 3 OAMal (RU 2005 5639, pag. 5640),

il quale, fino al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), prevedeva che i

premi e le partecipazioni dovuti dell’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie devono essere oggetto di una diffida e di una procedura di

esecuzione per debiti separate da eventuali altri pagamenti arretrati. A norma dell’art.

90 cpv. 4 OAMal, in vigore dal 1° gennaio 2006 (RU 2005 5639, pag. 5640) fino

al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), se l’assicurato è in mora con il

pagamento di tre premi mensili ed è stato diffidato senza successo, deve essere

avviata in merito una procedura di esecuzione per debiti, al più tardi 40

giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa.

Con sentenza 9C-397/2008

del 29 settembre 2008 (confermata dalla sentenza 9C-730/2008 del 16 ottobre

2008) il TF ha applicato il sopra citato art. 90 cpv. 4 OAMal.

Va qui evidenziato che

l’Alta Corte ha citato l’art. 90 cpv. 4 OAMal nel tenore in vigore dal 10

maggio 2006 al 31 luglio 2007. Tuttavia la modifica in vigore dal 10 maggio

2006 al 31 luglio 2007 dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal concerne solo il testo

francese (cfr. RU 2006 1717 pag. 1723: modifica dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal

che concerne solo il testo francese). Il testo italiano non è stato modificato

fino al 31 luglio 2007 (cfr. RU 2005 5639, pag. 5640; RU 2006 1717, pag. 1723;

RU 2007 3573, pag. 3577).

Il TF ha affermato:

" (…)

Le recourant conteste le bien-fondé de la créance dont l'intimée

lui réclame le paiement, en prétendant qu'il s'en serait acquitté en procédant

à trois versements successifs de 310 fr. 15 entre les mois de juin et août

2006, ainsi qu'en retenant à son avantage un remboursement de 357 fr. 15 auquel

devait encore procéder Intras (achat de lunettes selon facture du 17 mars

2003). De plus, la poursuite dont il ferait l'objet serait périmée, dans la

mesure où l'intimée n'aurait pas respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4 OAMal.

(…)

3.2 Selon l'art. 90 al. 4 OAMal (dans sa teneur en vigueur du 10

mai 2006 au 31 juillet 2007, applicable à la présente cause), si l'assuré est

en retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il n'a pas donné

suite aux sommations qui lui ont été adressées, il doit être mis en poursuite

pour la créance arriérée au plus tard 40 jours après la dernière sommation

restée sans suite. Le délai de 40 jours est une prescription d'ordre,

dont l'inobservation n'entraîne pas la péremption du droit aux arriérés ou de

la procédure de poursuite. L'assureur n'est pas tenu non plus de procéder à une

nouvelle sommation s'il entend faire valoir ses droits par la voie de la

poursuite. La seule conséquence que la loi attache à l'inobservation de ce

délai est que la sanction prévue à l'art. 64a al. 2 LAMal ne prend pas effet

(à l'inverse de celle prévue à l'art. 64a al. 4 LAMal). L'art. 90 al. 4 OAMal

vise à empêcher que les assureurs ne tardent trop avant d'entreprendre les

démarches nécessaires au recouvrement des primes dues (Gebhard Eugster,

Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale

Sicherheit, 2ème éd., Bâle 2007, p. 747, n. 1028).” (sottolineature del

redattore)

Con il 1° agosto 2007 sono

entrati in vigore gli art. 105a OAMal e seguenti (RU 2007 3573, pag. 3577) che hanno

sostituito in particolare l’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal (cfr., per il tenore, il

consid. 2.7).

Con sentenza 9C_786/2008

del 31 ottobre 2008 l’Alta Corte, a proposito dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, in

vigore fino al 31 luglio 2007, e dell’art. 105b OAMal, in vigore dal 1° agosto

2007, ha affermato:

" 2.

En substance, la recourante conteste le bien-fondé de la créance

dont l'intimée lui réclame le paiement, en se prévalant du fait que les

poursuites dont elle ferait l'objet seraient périmées, l'intimée n'ayant pas

respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4 OAMal.

3.

3.1 Le financement de l'assurance-maladie sociale

repose sur les assurés et les pouvoirs publics. Il dépend donc étroitement de

l'exécution de leurs obligations pécuniaires par les assurés. Ces derniers sont

ainsi légalement tenus de s'acquitter du paiement des primes (cf. art. 61

LAMal) et des participations aux coûts (cf. art. 64 LAMal). Respectivement, les

assureurs ne sont pas libres de recouvrir ou non les arriérés de primes et

participations aux coûts. Au contraire et au regard des principes de mutualité

et d'égalité de traitement prévalant dans le domaine de l'assurance-maladie

sociale (art. 13 al. 2 let. a LAMal), ils sont tenus de faire valoir leurs

prétentions découlant des obligations financières des assurés par la voie de

l'exécution forcée selon la LP (jusqu'au 31 juillet 2007: art. 90 al. 3 OAMal;

depuis le 1er août 2007: art. 105b OAMal). Par conséquent, si l'assureur

est au bénéfice d'un jugement exécutoire au sens de l'art. 80 LP, auquel est

assimilée une décision ou une décision sur opposition exécutoire portant

condamnation à payer une somme d'argent ou à fournir des sûretés (art. 54 al. 2

LPGA), il peut requérir du juge la mainlevée définitive de l'opposition; s'il

ne dispose pas d'un tel titre de mainlevée, il doit faire valoir le bien-fondé

de sa prétention par la voie de la procédure administrative, conformément à

l'art. 79 LP (voir ATF 131 V 147).

3.2 Dans sa teneur en vigueur du 10 mai 2006 au

31 juillet 2007, date de son abrogation, l'art. 90 al. 4 OAMal prévoyait que si

l'assuré était en retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il

n'avait pas donné suite aux sommations qui lui avaient été adressées, il devait

être mis en poursuite pour la créance arriérée au plus tard 40 jours après la

dernière sommation restée sans suite. Applicable depuis le 1er août 2007,

l'art. 105b OAMal prévoit désormais que les primes et les participations aux

coûts de l'assurance obligatoire des soins échues et impayées doivent faire

l'objet, dans les trois mois qui suivent leur exigibilité, d'une sommation

écrite qui sera précédée d'au moins un rappel et qui sera distincte de celles

portant sur d'autres retards de paiement éventuels. Avec

la sommation, l'assureur doit impartir à l'assuré un délai de 30 jours

pour remplir son obligation et attirer son attention sur les conséquences qu'il

encourt s'il n'effectue pas le paiement (al. 1). Si l'assuré ne s'exécute pas

dans le délai imparti, l'assureur doit mettre la créance en poursuite

dans les quatre mois qui suivent, de manière distincte des autres retards de

paiement éventuels (al. 2).

Les délais prévus dans les dispositions qui

précèdent sont des prescriptions d'ordre, dont l'inobservation n'entraîne pas

la péremption du droit aux arriérés ou de la procédure de poursuite. L'assureur n'est pas tenu non plus de procéder à une nouvelle

sommation s'il entend faire valoir ses droits par la voie de la poursuite. La

seule conséquence que la loi attache à l'inobservation de ces délais est que la

sanction prévue à l'art. 64a al. 2 LAMal ne prend pas effet (à l'inverse de

celle prévue à l'art. 64a al. 4 LAMal). Les art. 90 al. 4 et 105b al. 1 et 2

OAMal visent en effet à empêcher que les assureurs ne tardent trop avant

d'entreprendre les démarches nécessaires au recouvrement des primes dues (arrêt

9C_397/2008 du 29 septembre 2008; GEBHARD EUGSTER, Krankenversicherung, in:

Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2ème éd.,

Bâle 2007, p. 747, n. 1028).

4.

Sur le vu de ce qui précède, le grief que la recourante prétend

tirer de l'art. 90 al. 4 OAMal n'est pas fondé. Cette disposition, de même que

l'art. 105b OAMal, applicable depuis le 1er août 2007, n'empêchent pas une

caisse de continuer la poursuite qu'elle a entreprise contre un assuré, l'inobservation

des incombances prévues à ces dispositions faisant simplement obstacle à la

suspension de la prise en charge des coûts des prestations au sens de l'art.

64a al. 2 LAMal. Pour le reste, les considérations tenues par la recourante

à l'appui de son recours ne justifient pas que l'on s'écarte de l'appréciation

du Tribunal des assurances, faute pour celle-ci de prendre position par rapport

aux considérants du jugement attaqué et d'expliquer en quoi et pourquoi

celui-ci serait contraire au droit.” (sottolineature del redattore)

2.11. Alla luce delle sopra citate

sentenze questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’art. 64a cpv. 1

LAMal e l’art. 105b OAMal non hanno introdotto una nuova forma di procedura

esecutiva in deroga alla LEF ma hanno semplicemente regolato in maniera più

precisa le modalità della procedura da adottare in caso di premi e

partecipazioni ai costi in arretrato (DTF 131 V 147).

In secondo luogo questo

TCA ritiene che l’assicuratore, prima di far spiccare il precetto esecutivo, oltre

al richiamo, è tenuto a diffidare l’assicurato assegnandogli un ultimo termine

per pagare il dovuto.

Tuttavia, sulla base della

sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre 2008, il termine di 30 giorni è unicamente

un termine d’ordine che va rispettato solo laddove l’assicuratore intende anche

sospendere il pagamento delle prestazioni del proprio assicurato moroso sulla

base del debito escusso. Se il termine di 30 giorni non viene indicato nella

diffida, l’importo dovuto può comunque essere oggetto di esecuzione.

Certo, nei casi giudicati

dal TF, oggetto del contendere è il termine entro il quale l’assicuratore deve

avviare la procedura esecutiva e non il termine contenuto nella diffida.

Tuttavia nella sopra

citata sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre 2008 il TF, al consid. 3.2, laddove ha

precisato che i termini previsti “dans les dispositions qui précèdent” (tra

cui l’art. 105b cpv. 1 seconda frase OAMal che prevede che con la diffida

l’assicuratore deve impartire all’assicurato un termine di 30 giorni) sono

delle prescrizioni d’ordine la cui inosservanza non comporta la perenzione del

diritto agli arretrati o della procedura esecutiva, non ha fatto alcuna distinzione

tra i “délais” (termini) per iniziare la procedura esecutiva previsti

dagli art. 90 cpv. 4 OAMal (40 giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa) in

vigore fino al 31 luglio 2007 e 105b cpv. 2 OAMal (4 mesi se l’assicurato non paga

il termine impartito) in vigore dal 1° agosto 2007 e il “délai” (termine)

di 30 giorni che deve contenere la diffida e che è previsto (anche) dall’art.

105b cpv. 1 seconda frase OAMal citato anch’esso nella sentenza.

Nel caso concreto la circostanza

che l’assicuratore, tramite la diffida, ha accordato al ricorrente un termine

di soli 14 giorni per il pagamento del dovuto (cfr. doc. 5) non impedisce pertanto

alla Cassa di procedere per via esecutiva.

L’unica conseguenza è

l’inefficacia dell’eventuale sospensione delle prestazioni ai sensi dell’art.

64a cpv. 2 LAMal sulla base di questo debito (cfr. sentenza 9C_786/2008 del 31

ottobre 2008, consid. 4).

In conclusione

l’assicuratore poteva, come ha fatto, agire per via esecutiva nel recupero dell’ammontare

di fr. 73,80.

2.12. L’assicuratore

ha chiesto all’insorgente anche fr. 30 per spese di diffida e fr. 80 per

l’apertura dell’incarto.

In una

sentenza del 18 giugno 1999 pubblicata in DTF 125 V 276 l’allora TFA (dal 1°

gennaio 2007: TF) ha ricordato che pure sotto l'imperio della nuova LAMal un

assicuratore contro le malattie può esigere il pagamento in adeguata misura

delle spese di diffida così come di spese supplementari cagionate da mora

dell'assicurato al momento del versamento dei premi e della partecipazione ai

costi, in quanto tali spese (alle quali si sarebbe ovviato in caso di

versamento tempestivo) siano addebitabili a colpa dell'interessato e le

disposizioni generali sui diritti e gli obblighi degli assicurati contemplino

una regolamentazione al riguardo.

Questo

principio è stato inserito nell’art. 90 cpv. 5 OAMal in vigore dal 1° gennaio

2006 al 31 luglio 2007 (RU 2005 5639, pag. 5640) che prevedeva che se

l’assicurato ha causato a torto spese cui si sarebbe ovviato in caso di pagamento

tempestivo, l’assicuratore può esigere, in adeguata misura, spese di diffida o

spese supplementari, nella misura in cui ne preveda il disciplinamento nelle

sue disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi degli assicurati.

L’art. 90

cpv. 5 OAMal è stato sostituito dal 1° agosto 2007 dall’art. 105b cpv. 3

OAMal per il quale se l’assicurato cagiona per propria colpa spese che

avrebbero potuto essere evitate con un pagamento tempestivo, l’assicuratore può

riscuotere, in misura appropriata, spese amministrative, se una misura siffatta

è prevista dalle disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi

dell’assicurato.

Nel caso

di specie l’art. 3.1 delle disposizioni d’esecuzione complementari

all’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie secondo la LAMal (di

seguito: CGA) prevede che l’assicurato paga i propri premi anticipatamente e ne

è personalmente debitore. I premi, le franchigie o le aliquote devono essere

pagati entro la data indicata sulla fattura. Trascorso tale termine,

l’assicuratore può percepire un interesse di mora e le spese amministrative

generate da solleciti, ingiunzioni di pagamento o procedure d’esecuzione.

In

concreto dagli atti emerge che l’assicuratore il 20 gennaio 2009 ha trasmesso

un richiamo per il pagamento dell’importo di fr. 73,80, aggiungendo fr. 10 di

spese (doc. 4). In assenza di un qualsiasi pagamento, la Cassa ha notificato al

ricorrente una diffida, cui ha aggiunto ulteriori fr. 20 di spese, per un

totale di fr. 30 (doc. 5).

Queste

spese, proporzionate, dovute a colpa dell’assicurato e che trovano il loro

fondamento negli art. 105b cpv. 3 OAMal e 3.1 CGA vanno confermate.

Per

contro le spese di fr. 80 per l’apertura dell’incarto, secondo il Tribunale,

non trovano giustificazione in tale misura. Esse, pur potendo essere conglobate

nelle “spese amministrative generate per” le “procedure d’esecuzione”

(cfr. art. 3.1 CGA), sono sproporzionate rispetto all’importo non ancora soluto

di fr. 73,80 e vanno pertanto ridotte a fr. 30.

Va qui evidenziato

come queste spese non vanno confuse con le spese esecutive vere e proprie che

non formano oggetto della sentenza di rigetto, ma seguono le sorti

dell'esecuzione per la quale è stato concesso il rigetto (sentenza del 22

luglio 2005, K 114/03; sentenza del 14 settembre 2004, 36.2004.79; RAMI 2003

no. KV 251 pag. 226 consid. 4; SZS 2001 pag. 568 consid. 5 con riferimenti;

Panchaud/Caprez, La mainlevée de l'opposition, §164, pag. 414; K. Ammon,

Grundriss des Schuldbetreibungs-und konkursrechts, Berna 1983, p. 106). Non

essendo oggetto della procedura di rigetto dell’opposizione, sull’importo

relativo a queste spese non è ammissibile pronunciare il rigetto (sentenza del 22 luglio 2005, K 114/03, sentenza del 26 agosto 2004

nella causa M., K 68/04 e del 18 giugno 2004 nella causa B., K 144/03).

2.13. Infine, per i

motivi che seguono, la richiesta di interessi di mora al 5% dal 20 maggio 2009

sulla partecipazione ai costi va annullata, come del resto ammesso

dall’assicuratore in sede di osservazioni (cfr. doc. VI e consid. 1.7; cfr.

anche la decisione impugnata dove la medesima amministrazione rileva che “durante

tutta la procedura esecutiva, lei è debitore delle spese esecutive e di un

interesse di mora del 5% sui premi arretrati” e non, di conseguenza, sulla

partecipazione ai costi).

Per l'art.

26 cpv. 1 LPGA i crediti di contributi dovuti o di contributi indebitamente

riscossi sottostanno rispettivamente a interessi di mora o rimunerativi. Il

Consiglio federale può prevedere eccezioni per importi esigui e termini di

breve durata.

Il tasso

per gli interessi di mora sui premi scaduti ai sensi dell’articolo 26 capoverso

1 LPGA è del 5 per cento all’anno (art. 105a OAMal).

Con

sentenza del 12 gennaio 2006 (K 40/05), pubblicata in RAMI 2006, KV 356, pag.

40, l’allora TFA ha affermato che anche dopo l’entrata in vigore della LPGA non

sussiste alcuna base legale per la riscossione di interessi di mora o di

interessi compensativi sulle partecipazioni ai costi non corrisposte

dall’assicurato. Dall’art. 26 cpv. 2 LPGA non può essere desunto l’obbligo di

pagare un interesse di mora sulle prestazioni da restituire:

"

4.2 Mit Art. 26 ATSG ist eine allgemeine, auch

für die soziale Krankenversicherung geltende Verzugs- und Vergütungszinspflicht

aufgenommen worden, welche sich sowohl auf Beiträge wie auch auf Leistungen

bezieht (vgl. Kieser, ATSG-Kommentar, N 1 zu Art. 26). Diese Regelung gilt

gestützt auf Art. 1 Abs. 1 KVG (in der seit 1. Januar 2003 geltenden Fassung)

auch in der sozialen Krankenversicherung, wobei die Sonderregelung gemäss Art.

10 Abs. 2 KVG (vgl. Erw. 4.1 hievor) bewusst beibehalten wurde (vgl. BBl 1999 V

4580).

4.2.1 Die Vorinstanz hat Art. 26 Abs. 1 ATSG

angewendet. Diese Bestimmung sieht indessen Verzugs- und Vergütungszinsen nur

für Beitragsforderungen und Beitragsrückerstattungsansprüche vor. Beiträge im

Sinne von Art. 26 Abs. 1 ATSG sind diejenigen Zahlungen, welche im Hinblick auf

eine Versicherungsdeckung zu erbringen sind oder zu Unrecht geleistet wurden

(Thomas Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrechts, 3. Aufl., Bern 2003, §

43 N 16; vgl. auch Kieser, ATSG-Kommentar, N 7 zu Art. 26). Dabei wird im KVG

(und teilweise in anderen Sozialversicherungszweigen) weiterhin der Begriff

Prämie anstelle von Beitrag verwendet (Locher, a.a.O., § 43 N 16; Kieser,

a.a.O., N 7 und 32 zu Art. 26; vgl. auch RKUV 2004 Nr. KV 306 S. 465 Erw. 5.3.4

[Urteil M. vom 26. August 2004, K 68/04]; Gebhard Eugster, ATSG und

Krankenversi-cherung: Streifzug durch Art. 1-55 ATSG, in: SZS 2003 S. 225).

Kostenbeteiligungen dienen nun aber nicht der Begründung und höchstens

mittelbar dem Erhalt der Versicherungsdeckung und fallen somit nicht unter den

Beitragsbegriff gemäss Art. 26 Abs. 1 ATSG. Davon ging auch der

Verordnungsgeber aus, indem er in Art. 90 KVV (in der seit 1. Januar 2003

geltenden Fassung) zwar bei der Regelung der Vollstreckung nebst den

Prämienforderungen auch die Kostenbeteiligungen erwähnt (Abs. 3 ff.), zugleich

aber lediglich für die Prämien einen Verzugszinssatz festgesetzt hat (Abs. 2).

Art. 26 Abs. 1 ATSG kann somit nicht als Grundlage für die Erhebung von

Verzugs- oder Vergütungszinsen auf Kostenbeteiligungen dienen.

4.2.2 Gleiches gilt für Art. 26 Abs. 2 ATSG.

Diese Bestimmung sieht eine Verzugszinspflicht nur zu Lasten der

Sozialversicherungen auf deren Leistungen vor und ist damit auf den gegebenen

Sachverhalt nicht anwendbar." (sottolineatura del redattore)

Questo

concetto è stato ribadito con sentenza del 3 luglio 2006 nella causa K 24/06,

dove il TFA ha affermato:

"

3.2 Der Versicherer war ausserdem befugt, die

geltend gemachten Mahn- und Bearbeitungsgebühren von insgesamt Fr. 50.-

(Fr. 20.- Mahnspesen, Fr. 30.- Bearbeitungsgebühren [vgl.

Zahlungsbefehl vom 21. Februar 2005]) zu erheben, da die erforderliche

Grundlage in den Allgemeinen Versicherungsbestimmungen (in Kraft seit

1. Januar 2003, Art. 12. Ziff. 2 lit. a), existiert, die

Unterlassung der Kostenbeteiligungszahlungen als schuldhaft zu qualifizieren

ist und die Entschädigung angesichts der konkreten Umstände als betragsmässig

angemessen erscheint (vgl. BGE 125 V 277 Erw. 2c/bb mit Hinweisen; Urteil

S. vom 2. Februar 2006, K 112/05, Erw. 4.3; zur unveränderten

Rechtslage nach In-Kraft-Treten des ATSG: RKUV 2004 Nr. KV 306

S. 465 Erw. 5.3.3 mit Hinweisen [Urteil M. vom 26. August 2004,

K 68/04]). Korrekt sind sodann die vorinstanzlichen Ausführungen zur

Erhebung von Verzugszinsen von 5 % auf den ausstehenden

Kostenbeteiligungen. Gemäss Rechtsprechung besteht auch nach In-Kraft-Treten

des ATSG keine gesetzliche Grundlage für die Erhebung von Verzugs- oder

Vergütungszinsen auf ausstehenden Kostenbeteiligungen der versicherten Person.

Art. 26 ATSG bietet hiezu keine gesetzliche Grundlage (Urteil T. vom

12. Januar 2006, K 40/05) und in Art. 90 Abs. 2 KVV hat der

Verordnungsgeber lediglich für die Prämien einen Verzugszinssatz festgesetzt."

(sottolineatura del redattore)

In simili condizioni, con il precetto esecutivo la Cassa non poteva chiedere

interessi dal 20 maggio 2009 al 5%, nemmeno alla luce del contenuto dell’art.

3.1 CGA sopra citato (cfr. Eugster, Krankenversicherung, in Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht, Band XIV, Hrsg. Ulrich Meyer,

2.a ed., 2007, n. 13, pag. 403 e n. 1041 pag. 752: “Nach der Rechtsprechung

hat der Gesetzgeber im ATSG über die Verzugs- und Vergütungszinsen auf Prämien

und Kostenbeteilungen umfassend legiferiert, weshalb eine davon

abweichende Regelung, die sich auf einen allgemeinen Rechtsgrundsatz der

Verzugszinspflicht stützt, hier nicht zum Zuge kommen kann.“,

sottolineatura del redattore).

2.14. Alla luce di

tutto quanto sopra esposto, il ricorso va parzialmente accolto e la decisione

impugnata modificata nel senso che il debito complessivo dell’assicurato

ammonta a fr. 133,80 (fr. 73,80 di partecipazione ai costi, fr. 30 di spese di

diffida e fr. 30 di spese di apertura dell’incarto).

Di conseguenza l’opposizione

al PE n. __________ del __________ dell’UE di __________ va rigettata in via

definitiva per fr. 133,80.

2.15. L’insorgente

chiede l’assunzione di ulteriori prove. In particolare domanda l’allestimento

di una perizia indipendente atta a stabilire il corretto dovuto e/o i danni

subiti, nonché le spese e chiede di essere sentito di persona o a mezzo

delegato, per sostenere il ricorso e quanto deriverà dell’unificazione delle

pretese della Cassa secondo legge e contratto.

Il

TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza

per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2

Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.

Infatti, secondo la

giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai

sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di

una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di

audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure

richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. sentenza del 21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2 che ha confermato

questo principio, nonché DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid.

6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).

In

concreto, non essendo stata presentata una “domanda espressa di procedere ad

un’udienza pubblica” (l’assicurato ha chiesto unicamente di poter essere

sentito di persona o a mezzo delegato), questo TCA rinuncia ad una sua

audizione poiché superflua ai fini dell’esito della vertenza (cfr. sentenza del

21 agosto 2007, I 472/06, consid. 2; cfr. sentenza 9C_578/2008 del 29 maggio

2009 dove la generica richiesta di “vegliare alla parità delle armi […] e

all’applicazione dell’art. 6 CEDU” non è stata giudicata sufficiente per

far sorgere l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico).

Questo

Tribunale rinuncia pure all’allestimento di una perizia ed all’assunzione di

ulteriori prove giacché gli atti dell’incarto sono sufficienti per decidere nel

merito del ricorso.

Conformemente

alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio

conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento

coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati

fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori

non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove

(apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der

Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und

Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320;

Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11

gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223

consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale

modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito

desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF

124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1.- Il ricorso,

nella misura in cui è ricevibile, é parzialmente accolto.

§ La

decisione impugnata è modificata nel senso che il debito complessivo del

ricorrente ammonta a fr. 133,80.

§§ Di

conseguenza è rigettata in via definitiva l’opposizione al PE n. __________ del

__________ dell’UE di __________ limitatamente all’importo di fr. 133,80.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato. Non si assegnano ripetibili.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto di

ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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