36.2010.44
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2 febbraio 2011Italiano18 min
Source ti.ch
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Numero d'incarto:
36.2010.44
Data decisione, Autorità:
02.02.2011, TCA
Titolo:
Fatturazione giudicata dall'assicuratore troppo elevata. Il tribunale cantonale delle assicurazioni non è competente perché la lite concerne in realtà il fornitore di prestazioni e l'assicuratore. Quest'ultimo deve rappresentare l'assicurato innanzi il Tribunale arbitrale
CURA AMBULATORIALE
art. 42 LAMAL
art. 89 LAMAL
art. 27 cpv. 1 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
36.2010.44
cs
Lugano
2 febbraio
2011
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il Tribunale cantonale delle
assicurazioni
composto dei
giudici:
Daniele Cattaneo, presidente,
Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Gianluca Menghetti
statuendo sul ricorso del 4 marzo 2010 di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
la decisione su opposizione del 1° febbraio
2010 emanata da
CO 1
in materia di assicurazione sociale
contro le malattie
ritenuto, in
fatto
1.1. RI 1 è
affiliata presso la CO 1 per l’assicurazione obbligatoria delle cure
medico-sanitarie.
Dal 31
gennaio 2007 al 5 febbraio 2007 l’assicurata ha subito un intervento di
mastectomia bilaterale a causa di un “carcinoma globulare invasivo
bilaterale”.
Dopo
l’ablazione dei tessuti colpiti dal carcinoma, il Prof. Dr. med. __________ ha
proceduto, presso l’Ospedale Regionale di __________, alla ricostruzione della
massa dei seni (doc. 3).
Dal 13
giugno 2007 al 17 giugno 2007, presso il medesimo nosocomio, lo specialista ha
eseguito un secondo intervento tendente alla ricostituzione anatomica dei seni
(doc. 4).
Infine,
il terzo e conclusivo intervento è stato eseguito il 24 agosto 2007 presso la
clinica ambulatoriale del Prof. Dr. med. __________, il quale ha ricostruito le
areole e i capezzoli (doc. 5).
Dopo aver
integralmente rimborsato i primi due interventi, l’assicuratore, con decisione
formale del 19 agosto 2009, ha invece deciso di assumersi solo in parte, e
meglio nella misura di fr. 1'930.10, i costi dell’ultima operazione fatturata
in fr. 6'500.50. CO 1 ha in particolare contestato il riconoscimento delle
posizioni n. 23.0440 e 04.1530 TarMed poiché sarebbero già state fatturate e
rimborsate per la degenza ospedaliera del mese di giugno 2007 in occasione della quale il dr. med. __________ aveva già proceduto all’intervento di
ricostituzione della forma dei seni (doc. 25).
1.2. RI 1, per il
tramite dell’avv. RA 1, è tempestivamente insorta contro la predetta decisione
affermando in sostanza che l’intervento del mese di agosto 2007 costituisce il
naturale complemento delle precedenti misure terapeutiche come emerge dai rapporti
operatori del 14 giugno 2007 e del 24 agosto 2007 del prof. dr. med. __________.
1.3. Con
decisione su opposizione del 1° febbraio 2010 l’assicuratore ha confermato il
precedente provvedimento amministrativo, affermando:
"
(…)
Inizialmente, possiamo già affermare che la
ricostruzione mammaria della Signora RI 1 è stata effettuata in tre tappe di
ricostruzione. In effetti, la prima esige una mastectomia bilaterale e la
seconda prevede la ricostruzione dei seni bilaterali (protesi). Ovviamente,
questi interventi sono eseguiti nell’ambito di degenze. Pertanto, l’ultima
tappa è effettuata in regime ambulatoriale e concerne la ricostruzione dei
capezzoli con il relativo trapianto di pelle.
La domanda litigiosa è di sapere se la posizione
23.0440 (ricostruzione plastica della mammella bilaterale) con un importo di
Fr. 4'194.30 può essere fatturata per l’ultima tappa di ricostruzione.
In effetti, secondo i rapporti operatori
consultati dal nostro medico di fiducia, possiamo confermare che abbiamo pagato
le due prime tappe di ricostruzione che sono state eseguite durante le degenze
dei mesi di febbraio e giugno 2007 presso l’Ospedale Regionale di __________.
Inoltre, il Dott. __________ ha fatturato per
l’ultima tappa le posizioni TarMed 23.0570 (ricostruzione/correzione della
areola con lembo cutaneo, bilaterale), 04.1530 (prelievo di trapianto:
pelle/mucosa integrale, primi 5 cm2) e la posizione 23.040 (ricostruzione
plastica della mammella bilaterale) con un importo totale di Fr. 5'312.30.
Pertanto la posizione 23.0440 non può essere
fatturata in quanto la ricostruzione bilaterale è già stata effettuata durante
la seconda degenza sopraccitata. Quindi, la fatturazione corretta della terza
tappa comprende le posizioni 23.0570 e 04.1530 per un importo totale di Fr.
1'118.--.
Possiamo anche rilevare che nell’ultimo rapporto
medico del 24 agosto 2007, il Dott. __________ menziona che deve procedere alla
ricostruzione finale sui seni ricostruiti.
Rilevando la fatturazione del Dott. __________,
possiamo contabilizzare che la durata dell’intervento ambulatoriale (posizioni
23.0440, 23.0570 e 04.1530) è di 385 minuti.
Secondo la nostra richiesta del 13 novembre 2009
al Dott. __________, quest’ultimo ci conferma che l’intervento è durato circa 2
ore (120 minuti).
Possiamo affermare che non rispetta il tempo di
durata dell’atto medico in quanto la posizione 23.0440 prevede 281 minuti.
Quindi, la durata dell’intervento (120 minuti) permette di poter fatturare per
la terza tappa di ricostruzione le posizioni 23.0570 e 04.1530 per un totale di
104 minuti.
Possiamo quindi dichiarare che la nostra
partecipazione totale di Fr. 1'931.10 per questo intervento ambulatoriale è
corretta.” (doc. 36)
1.4. RI 1,
rappresentata dalla lic. Iur. __________, dello studio legale e notarile RA 1,
è tempestivamente insorta contro la predetta decisione, chiedendone
l’annullamento e l’accertamento dell’obbligo per l’assicuratore di riconoscere
integralmente le prestazioni fatturate dal Prof. Dr. med. __________ il 29
novembre 2007 per la somma di fr. 6'500.50 alla quale vanno dedotti gli importi
già riconosciuti e su cui vanno calcolati gli interessi al 5% dall’8 gennaio
2008 come pure ogni spesa amministrativa emessa dalla __________ in seguito del
ritardato pagamento del citato importo (doc. I).
L’insorgente
sostiene di aver seguito le indicazioni del proprio curante convinta che
l’insieme delle conseguenze economiche delle cure proposte sarebbe stato
assunto dall’assicuratore e non poteva immaginare che avrebbe dovuto mettere in
discussione le terapie e le cure proposte dal dr. med. __________ al quale si
era rivolta e dal quale non aveva ricevuto alcun invito a compiere una
preventiva verifica di copertura.
Nel
merito la ricorrente afferma che lo specialista ha più volte spiegato che la
suddivisione degli interventi di ricostruzione in tre tappe distinte
corrisponde ad un normale modus operandi e ritiene di poter validamente
fatturare la posizione TarMed n. 23.0440 una volta per ogni seduta trattandosi
di interventi ben distinti con obiettivi necessariamente diversi.
L’interessata
rileva che il tariffario TarMed è stato impostato sulla base di rilievi
statistici dai quali sono stati estrapolati valori medi validi per tutta la Svizzera. Il tempo effettivamente impiegato dal medico non riveste di conseguenza alcun
rilievo pratico e risulta ininfluente sulla fatturazione.
L’insorgente
ritiene che l’art. 56 LAMal non è leso poiché il Prof. Dr. med. __________ ha
agito nell’esclusivo interesse dell’assicurata, nei limiti delle esigenze e
dello scopo della cura e di conseguenza nel pieno rispetto del principio
dell’economicità delle prestazioni. Il problema deriva dall’interpretazione
restrittiva delle posizioni del TarMed dell’assicuratore che non ha mai
contestato il fatto che la ricostruzione plastica bilaterale dei seni deve
essere eseguita in tre distinte tappe. Secondo consolidata prassi medica,
avallata dagli assicuratori delle cure di base, la posizione TarMed 23.0440 va
riconosciuta per ciascuno dei tre distinti interventi, accompagnata ed
integrata, a dipendenza della tecnica utilizzata, da altre posizioni
particolari. Secondo la chiara dicitura del tariffario TarMed le posizioni
23.0440 (ricostruzione plastica della mammella, bilaterale), 23.0570
(ricostruzione/correzione dell’areola con lembo cutaneo, bilaterale) e 04.1530
(prelievo di trapianto: pelle/mucosa integrale, primi 5 cm2) non si escludono
tra di loro; ne discende che all’occorrenza esse sono cumulabili.
La
ricorrente chiede infine l’assunzione di ulteriori prove (in particolare:
documenti, richiamo dell’intero incarto dall’assicuratore).
1.5. Con risposta
del 29 marzo 2010 l’assicuratore propone la reiezione del ricorso, con
argomentazioni che, laddove necessario, saranno riprese in corso di motivazione
(doc. III).
1.6. Tramite scritto
del 1° aprile 2010 l’insorgente ha chiesto se il TCA ritiene opportuna la
chiamata in causa del Prof. Dr. med. __________ e ha domandato l’assegnazione
di un termine per presentare la replica (doc. V). Con replica del 26 aprile
2010, con cui chiede l’audizione del Prof. Dr. med. __________, il richiamo
dell’intero incarto e l’allestimento di una perizia volta a stabilire a che
cosa si riferisce una ricostruzione mammaria, la ricorrente ha ribadito la sua
richiesta, prendendo posizione in merito alla risposta dell’assicuratore (doc.
VII).
1.7. L’11 maggio
2010 l’assicuratore ha presentato la duplica (doc. IX).
1.8. Il 22
settembre 2010 il TCA ha interpellato __________ (doc. XI), __________ (doc. XII),
__________ (doc. XIII).
1.9. __________
ha risposto il 29 settembre 2010 (doc. XVII), la __________ il 13 ottobre 2010
(doc. XVIII), __________ il 18 novembre 2010 (doc. XX).
1.10. Chiamate a
presentare osservazioni scritte in merito agli accertamenti effettuati dal TCA le
parti hanno ribadito le loro posizioni (doc. XIV e XXV).
in
diritto
2.1. Nel caso di
specie le parti sono concordi nel ritenere che, di principio, i costi della
ricostruzione mammaria in esame sono a carico dell’assicurazione obbligatoria
poiché è stata accertata la necessità di ristabilire l’integrità fisica e
psichica della ricorrente dopo l’amputazione indicata dal profilo medico come
prevede il punto 1.1 dell’allegato 1 dell’OPre.
In
concreto è controversa unicamente la posizione n. 23.0440 TarMed relativa alla
“ricostruzione plastica della mammella, bilaterale” che il Prof. dr.
med. __________ ha esposto nella fattura del 29 novembre 2007 per l’intervento
effettuato il 24 agosto 2007.
La
posizione 04.1530, inizialmente contestata in sede di decisione formale è
infatti implicitamente stata riconosciuta con la decisione su opposizione: “La
domanda litigiosa è di sapere se la posizione 23.0440 (ricostruzione
plastica della mammella bilaterale) con un importo di Fr. 4'194.30 può essere
fatturata per l’ultima tappa di ricostruzione” e “il Dott. __________ ha
fatturato per l’ultima tappa le posizioni TarMed 23.0570
(ricostruzione/correzione della areola con lembo cutaneo, bilaterale), 04.1530
(prelievo di trapianto: pelle/mucosa integrale, primi 5 cm2) e la posizione
23.0440 (ricostruzione plastica della mammella bilaterale) con un importo
totale di Fr. 5'312.30. Pertanto la posizione 23.0440 non può essere fatturata
in quanto la ricostruzione bilaterale è già stata effettuata durante la seconda
degenza sopraccitata. Quindi, la fatturazione corretta della terza tappa
comprende le posizioni 23.0570 e 04.1530 per un importo totale di Fr.
1'118.--.” (sottolineature del redattore). Anche con la replica
l’assicuratore afferma che “nella fattura del 29 novembre 2007, il dott. __________
ha fatturato una volta la posizione 23.0570 per la ricostruzione dei capezzoli
per l’intervento del 24 agosto 2007, due volte la posizione 04.1530 per il
prelievo cutaneo necessario per ricostruire i capezzoli. Queste posizioni non
sono contestate”(doc. IX).
L’assicuratore
non contesta, di principio, di dover pagare per l’intervento del 24 agosto
2007, ma sostiene che il Prof. Dr. med. __________, nell’ambito della
fatturazione, non può esporre anche la posizione TarMed 23.0440.
Va di
conseguenza esaminato se il TCA è competente per decidere il merito
dell’oggetto del contendere.
2.2. Le liti tra
assicuratori e fornitori di prestazioni sono decise dal tribunale arbitrale
(art. 89 cpv. 1 LAMal). E’ competente il tribunale arbitrale del Cantone di cui
è applicabile la tariffa oppure del Cantone in cui il fornitore di prestazioni
è installato in modo permanente (art. 89 cpv. 2 LAMal). Il tribunale arbitrale
è pure competente se l’assicurato è debitore della rimunerazione (sistema del
terzo garante, art. 42 cpv. 1); in tal caso, l’assicuratore lo rappresenta a
proprie spese (art. 89 cpv. 3 LAMal).
Per
costante giurisprudenza la competenza del tribunale arbitrale dipende da quali
parti sono toccate dall’oggetto litigioso. La controversia deve concernere la
posizione particolare dell’assicuratore o del fornitore di prestazione
nell’ambito della LAMal, per esempio le questioni riguardanti gli onorari e le
tariffe (cfr. DTF 131 V 191 consid. 2 pag. 192 con riferimenti, citata nella
recente sentenza 9C_687/2010 del 30 dicembre 2010).
Con
sentenza K 124/02 del 30 aprile 2004 pubblicata in RAMI 4/2004, pag. 298
l’allora TFA ha stabilito che nel sistema del terzo garante un assicuratore
malattie può intentare, anche contro la volontà della persona assicurata, a
nome di quest’ultima, un’azione legale presso il tribunale arbitrale nei
confronti di un fornitore di prestazioni, poiché non compete alla persona
privata decidere se i fornitori di prestazioni hanno rispettato le disposizioni
legali in materia di tariffe, nei casi in cui sia controverso se la
fatturazione sia avvenuta secondo le prescrizioni vincolanti del diritto
pubblico.
In una
sentenza K129/06 del 29 giugno 2007, il TF ha sviluppato le seguenti
considerazioni:
"
5.
5.1 Im vorliegenden Fall gilt das System des
Tiers garant (Art. 42 Abs. 1 und 89 Abs. 3 KVG); dies bedeutet nach dem klaren
Wortlaut von Art. 42 Abs. 1 KVG, dass die Versicherten den Leistungserbringern
die Vergütung der Leistung schulden, weil Versicherer und Leistungserbringer
nicht vereinbart haben, dass der Versicherer diese im System des Tiers payant
direkt schuldet. Die Versicherten haben in diesem Fall gegenüber dem
Versicherer einen Anspruch auf Rückerstattung (BGE 131 V 191 E. 5 S. 195). Die
eine Voraussetzung für den Vertretungsanspruch der Beschwerdeführerin gegenüber
der Wincare ist damit erfüllt. Zu prüfen bleibt, ob es sich bei der in Frage
stehenden Streitigkeit um eine solche zwischen Versicherer und
Leistungserbringer handelt, die nach Art. 89 Abs. 1 KVG die Zuständigkeit des
kantonalen Schiedsgerichts begründet.
5.2 Die Vorinstanz verneint das Vorliegen einer
Streitigkeit zwischen Versicherer und Leistungserbringer hauptsächlich mit der
Begründung, die Wincare sei ihren Zahlungspflichten nachgekommen, indem sie die
der Beschwerdeführerin nach Pflegebedürftigkeitsgrad abgestuften
Tagespauschalen gemäss vertraglicher Vereinbarung vergütet habe. Mit dieser
Sichtweise verkennt das kantonale Gericht, dass es nicht seine, sondern eben gerade
die Aufgabe des Schiedsgerichts nach Art. 89 KVG ist, darüber zu entscheiden,
ob das APH X.________ korrekt Rechnung gestellt hat und der Versicherer die
gesetzlichen und vertraglichen Leistungen im Zusammenhang mit dem
Heimaufenthalt der Beschwerdeführerin erbracht hat, was in der
Verwaltungsgerichtsbeschwerde insoweit in Frage gestellt wird, als die
Versicherte geltend macht, dem Heim zu hohe Pflegebeiträge bezahlt zu haben;
dafür stehe ihr ein Rückforderungsanspruch zu, wobei die Wincare sie im
entsprechenden Schiedsgerichtsverfahren gegen das Heim zu vertreten habe.
Zwar erscheint es auf den ersten Blick fraglich,
ob unter den dargelegten Umständen von einer Streitigkeit zwischen Versicherer
und Leistungserbringer gesprochen werden kann, handelt es sich vordergründig
doch um einen (streitigen) Anspruch der Versicherten gegen das APH X.________.
Eine solche Betrachtungsweise würde indessen dem System des Tiers garant nicht
gerecht, bei welchem das Schiedsgerichtsverfahren mit Vertretung der
versicherten Person durch den Krankenversicherer nach Art. 89 Abs. 1 und 3 KVG
gilt. Dass zunächst die versicherte Person dem Leistungserbringer die Vergütung
schuldet (E. 5.1 hievor), ist eben gerade Voraussetzung für den
Vertretungsanspruch und kann nicht als Argument für die Auffassung verwendet
werden, die Versicherte habe keinen Anspruch auf Vertretung durch die Wincare.
Im vorliegenden Fall ist eine Rückerstattung von angeblich überhöhten
Pflegetaxen durch das APH X.________ streitig, welche dieses nach Auffassung
der Beschwerdeführerin in Verletzung der tarifvertraglichen Abmachungen in
Rechnung gestellt hat. In diesem Streit stehen sich Krankenversicherer und
Leistungserbringer gegenüber, stellt sich doch die Frage, ob das APH X.________
entsprechend der Behauptung der Beschwerdeführerin den Tarifschutz verletzt
hat, wonach die Leistungsgerbringer sich an die vertraglich oder behördlich
festgelegten Tarife und Preise halten müssen und für Leistungen nach diesem
Gesetz keine weitergehenden Vergütungen berechnen dürfen (Art. 44 Abs. 1 KVG).
Dies wiederum betrifft die Wincare als Tiers garant, auch wenn die Versicherte
die Vergütung geschuldet hat.
5.3 Somit ergibt sich, dass die kumulativ
erforderlichen Voraussetzungen für eine Vertretung der Beschwerdeführerin durch
die Wincare im Verfahren vor dem kantonalen Schiedsgericht gemäss Art. 89 Abs.
3 KVG erfüllt sind.” (sottolineatura del redattore)
In una recente
sentenza 9C_687/2010 del 30 dicembre 2010, il Tribunale federale, in un caso
relativo ad una controversia simile a quella in esame, circa l’applicazione di
una posizione del TarMed, ha stabilito che competente per decidere nel merito
della vertenza è il Tribunale arbitrale e non il Tribunale delle assicurazioni.
In quel
caso l’Alta Corte è stata chiamata a statuire su un ricorso dell’assicuratore
che contestava una sentenza del Tribunale cantonale delle assicurazioni del
Canton Zurigo, il quale, entrando nel merito dell’impugnativa, aveva esaminato
se la Cassa malati doveva assumersi tutte le posizioni figuranti nella nota
d’onorario.
Dai fatti
emerge che l’assicurata si era sottoposta ad una visita presso uno specialista
FMH in ortopedia. L’assicuratore, dopo aver esaminato nel dettaglio la nota
d’onorario, aveva negato all’interessata il rimborso dell’importo complessivo
Fatti
di fr. 1'293.45, riconoscendole unicamente fr. 523.85. La Cassa aveva
evidenziato la non conformità della nota d’onorario con il tariffario vigente,
rilevando di aver già informato in passato lo specialista circa il fatto che il
suo studio medico non emetteva onorari corretti. Dopo essersi rivolta invano
all’Ombudsman delle assicurazioni sociali e sentendosi abbandonata,
l’assicurata ha chiesto alla Cassa l’emanazione di una decisione formale.
L’assicuratore
ha emesso la decisione richiesta, spiegando che potevano essere riconosciute
solo le posizioni TarMed per un totale di fr. 523.85 in luogo dei fr. 1'293.45 fatturati.
Il
ricorso contro la successiva decisione su opposizione è stato parzialmente
accolto dal Tribunale delle assicurazioni del Canton Zurigo il quale ha
condannato l’assicuratore a versare un importo supplementare di fr. 266.50.
Il TF,
adito dall’assicuratore, ha annullato la pronunzia cantonale e la decisione
impugnata ed ha imposto alla Cassa di rappresentare l’assicurata innanzi al
Tribunale arbitrale nella controversia contro il medico specialista.
Questa
soluzione s’impone anche nella presente procedura.
In
concreto si tratta infatti di una contestazione in merito all’applicazione di
una tariffa tra assicuratore e fornitore di prestazioni (cfr. Eugster,
Bundesgesetz über die Krankenversicherung, 2010, S. 544, n. 10-13), dove trova
applicazione il sistema del terzo garante, poiché l’assicurata è debitrice
della remunerazione nei confronti del fornitore di prestazioni. In questo caso
l’assicurata ha diritto di essere rimborsata dal suo assicuratore (art. 42 cpv.
1 LPGA).
Dagli
atti (corrispondenza, decisione, decisione su opposizione) risulta come in
realtà nel caso concreto le parti sono il fornitore di prestazioni (Prof. Dr.
med. __________) e l’assicuratore (CO 1) e come la controversia concerne
principalmente l’applicazione di una posizione del tariffario Tarmed (23.0440).
Ciò è stato rilevato anche dalla ricorrente, in sede di osservazioni, il 29
dicembre 2010, laddove afferma di trovarsi “inconsapevolmente coinvolta in
un dissidio tra terzi (medico curante e assicuratore malattia) senza aver
Considerandi
preliminarmente avuto alcuna possibilità di dubitare circa la portata della
copertura rispettivamente della bontà ed economicità delle cure prospettatele
(…)” (doc. XXV).
L’assicuratore,
invece di emanare una decisione formale tramite la quale ha rifiutato il
rimborso di parte della nota d’onorario del Prof. dr. med. __________ per le
prestazioni fornite il 24 agosto 2007, poiché non ritenuta conforme al tariffario
TarMed, avrebbe dovuto rappresentare l’insorgente davanti al Tribunale
arbitrale contro il fornitore di prestazioni. La rappresentanza dell’assicurato
da parte dell’assicuratore è una particolarità della LAMal dovuta al fatto che
nel sistema del terzo garante la persona assicurata deve beneficiare della
protezione tariffale assoluta. Nel caso in cui il medico ha fatturato in
maniera contraria al tariffario o ha violato delle norme del tariffario, le
conseguenze non devono essere sopportate dall’assicurato, bensì dal fornitore
di prestazioni (sentenza 9C_687/2010 del 30 dicembre 2010, consid. 4).
Nel
sistema del terzo garante l’assicuratore deve rappresentare l’assicurato innanzi
al Tribunale arbitrale contro il fornitore di prestazioni quando l’oggetto del
contendere è una fatturazione troppo elevata. E’ in questo modo che l’assicuratore
deve mettere in atto la protezione tariffale (sentenza 9C_687/2010 del 30
dicembre 2010, sentenza K 129/06 del 29 giugno 2007, consid. 4.3 e 5).
Per
l’art. 27 cpv. 1 LPGA gli assicuratori e gli organi esecutivi delle singole
assicurazioni sociali, nei limiti delle loro competenze, sono tenuti ad
informare le persone interessate sui loro diritti e obblighi.
In
concreto l’assicurata non era cosciente del diritto garantito dalla LAMal di
essere rappresentata innanzi ad un Tribunale arbitrale. Inoltre spettava
all’assicuratore informare l’interessata ed assumerne la rappresentanza innanzi
al Tribunale arbitrale (sentenza 9C_687/2010 del 30 dicembre 2010, consid. 5).
In queste
condizioni, rammentato che il TCA applica il diritto d’ufficio e rilevato che
l’amministrazione ha emanato a torto la decisione impugnata, il ricorso va
accolto e la decisione su opposizione del 1° febbraio 2010 va annullata.
CO 1
dovrà rappresentare la ricorrente innanzi al Tribunale arbitrale, nella
controversia contro il Prof. dr. med. __________ per la fattura emanata il 29
novembre 2007 per le prestazioni effettuate il 24 agosto 2007 (doc. 6).
In queste
condizioni le richieste di assunzioni di nuove prove o la chiamata in causa del
Prof. Dr. med. __________ diventano prive di oggetto.
All’insorgente,
vincente in causa, vanno assegnate le ripetibili.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
é accolto ai sensi dei considerandi e la decisione impugnata è annullata.
1.1. CO 1 è
obbligata a rappresentare la ricorrente nella procedura innanzi al Tribunale
arbitrale contro il Prof. dr. med. __________ concernente la nota d’onorario
emessa il 29 novembre 2007 per le prestazioni effettuate il 24 agosto 2007.
2. Non si
percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
CO 1 verserà alla ricorrente fr. 2'500 (IVA inclusa) a titolo di ripetibili.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto di
ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il
segretario
Daniele Cattaneo Gianluca
Menghetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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