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36.2010.56

Cerca - Sentenze e decisioni - Repubblica e Cantone Ticino

21 ottobre 2010Italiano41 min

Source ti.ch

Fatti

i valori limite di alcolemia nella circolazione stradale, emessa sulla base dell'art. 55 cpv. 6 LCStr, considera

l'esistenza di una concentrazione qualificata di alcol nel sangue punibile

quale delitto.

Comunque, già con un tasso dello 0,5‰ le capacità cognitive del

conducente, i riflessi, l'attenzione e la capacità di prendere immediate

decisioni è rallentata ed offuscata a causa dell'alcol e vi è quindi inattitudine

alla guida.

Quindi, (già) un tasso alcolemico dello 0,5‰

è definito come eccessivo, esuberante quanto ammissibile e quindi quale ebrietà,

proprio perché rende i conducenti inabili alla guida e quindi pericolosi per sé

stessi e per gli altri utenti della strada.

La punizione prevista dalla legge per chi conduce un veicolo, ed

in particolare la maggiore severità voluta dal legislatore con il superamento

del tasso dello 0,8‰, fanno ritenere, anche nei casi in cui non si sia confrontati

con la guida di veicoli, un abuso. L'eccesso, anche sporadico siccome nella

definizione di abuso non va riconosciuta la ripetitività dell'atto, è

costitutivo di abuso quando sia riscontrato un tasso alcolemico punibile in

virtù della LCStr quale delitto, come in concreto sarà evidenziato nelle considerazioni

che seguono.

2.6. Per interpretare il senso che

le parti hanno inteso dare ai termini impiegati dall’art. 4 CGA può essere

fatto ulteriormente riferimento all’art. 37 cpv. 2 LAINF. Nell'ambito delle assicurazioni

sociali l'art. 21 cpv. 1 LPGA prevede che se l'assicurato ha

provocato o aggravato l'evento assicurato intenzionalmente o commettendo

intenzionalmente un crimine o un delitto, le prestazioni pecuniarie possono

essere temporaneamente o definitivamente ridotte oppure, in casi particolarmente

gravi, rifiutate. Derogando parzialmente a tale principio il legislatore

ha previsto all'art. 37 cpv. 2 LAINF che se l'assicurato ha

causato l'infortunio per negligenza grave, le indennità giornaliere accordate

nel quadro dell'assicurazione contro gli infortuni non professionali sono

ridotte durante i primi due anni successivi all'infortunio. Il cpv. 3 della

norma prevede che le prestazioni in contanti possono essere ridotte, o

rifiutate in casi particolarmente gravi, se l'assicurato ha provocato

l'infortunio commettendo senza dolo un crimine o un delitto.

La riduzione non può, però, costituire per

l'assicurato colpito una sanzione a carattere penale (DTF 97 V 230): pertanto,

soltanto può essere sanzionata da una riduzione delle prestazioni la colpa che

ha effettivamente provocato il danno alla salute o il decesso dell'assicurato (Ghélew/Ramelet/Ritter, Commentaire de

la loi sur l'assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, pag. 144 seg.).

Secondo la giurisprudenza, commette una

negligenza grave ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LAINF colui che non osserva una o

più regole elementari di prudenza che ogni persona ragionevole, nella stessa

situazione e nelle medesime circostanze, avrebbe rispettato alfine di evitare

le conseguenze dannose che potevano essere previste secondo il corso normale

degli eventi (STFA U 97/05 del 17 novembre 2006; DTF 121 V 45 consid. 3b; RDAT

II-1997 pag. 228 consid. 2.5.; RDAT II-1996 pag. 252

consid. 2.2.; DTF 97 V 210 consid. 2; 105 V 119 consid. 2b; 105 V 213 consid.

1; 106 V 22 consid. 1b; 109 V 150 consid. 1; 111 V 186 consid. 2c; Ghélew/Ramelet/Ritter, op. cit., pag. 147; A.

Rumo-Jungo, Die Leistungskürzung oder -verweigerung gemäss Art. 37-39

UVG, Tesi Friborgo 1993, pag. 145).

Nel campo della circolazione stradale, perché vi

sia negligenza grave ai sensi dell'art. 37 cpv. 2 LAINF, non è necessario che

l'assicurato si sia reso colpevole di una violazione grave delle regole della

circolazione stradale (art. 90 cifra 2 LCStr).

Già l'inosservanza di una regola elementare - ad

esempio, non rispetto di un semaforo, violazione del diritto di priorità (DTF

114 V 315), mancato allacciamento della cintura di sicurezza (DTF 104 V 38;

RAMI 1986 U 9, pag. 343 segg.) - o di diverse disposizioni importanti della

LCStr costituisce, secondo la giurisprudenza, una negligenza grave (Ghélew/Ramelet/Ritter, op. cit., pag.

148; Ghélew/Ritter, Resumé et

commentaire de jurisprudence cantonale vaudoise, in: CGRSS n. 8-1992, pag. 76; A. Bühler, Kürzungspraxis des EVG wegen

grober Fahrlässigkeit bei Verkehrsunfällen, in: SZS 1985, pag. 174). Questi principi sono stati ribaditi dall'Alta Corte in una sentenza

del 17 novembre 2006, U 97/05.

Per interpretare l’art. 4 CGA ci si può quindi

riferire all’art. 37 cpv. 2 LAINF ed alla giurisprudenza ad esso relativa in

virtù della quale, come rilevato nei passaggi che precedono, si ha un

comportamento gravemente negligente in caso di violazione delle norme

elementari di prudenza che ogni persona ragionevole seguirebbe. L’assunzione di

stupefacenti e di alcol (oltre ai limiti che consentirebbero la guida) costituisce

senza dubbio un abuso realizzando gli estremi della violazione di elementari

norme di prudenza.

2.7. Nel caso in esame, per

accertare l'abuso è opportuno analizzare le singole testimonianze rilasciate,

nell'ambito dell'inchiesta di polizia, dagli amici di AT 1 che la mattina del

14 febbraio 2009 erano con lui al momento dell'incidente.

La teste __________ ha affermato che "Voglio precisare che

nessuno di noi era ubriaco fradicio, sì, c'era qualcuno di un po'

allegro ma nulla di più." (doc. L3 pag. 1). L'assicurato era "molto

tranquillo, allegro ma non ubriaco." e "a casa abbiamo bevuto

del succo di mela sia io che AT 1." (doc. L3 pag. 2).

__________, amico di lunga data dell'attore, ha riferito che

"Abbiamo trascorso alcune ore all'interno del capannone

ci siamo divertiti ballando e bevendo in compagnia bibite alcoliche. Poi, verso

le 0400, la festa al capannone era verso la fine, si è deciso di andare in compagnia

a casa di __________ per continuare ancora per un po' il

divertimento. (…) Abbiamo cantato, bevuto e scherzato." (doc. L5 pag.

1). A domanda, il teste ha risposto che l'assicurato "aveva bevuto un

pochino come tutti noi, ma non mi sembrava fosse ubriaco fradicio. Si reggeva

in piedi normalmente e non l'ho visto barcollare." (doc.

L5 pag. 2).

__________ ha affermato che a casa dell'amica "Abbiamo cantato,

suonato la chitarra e bevuto tutti assieme" (doc. L6 pag. 1). Ha

proseguito rispondendo che l'amico "Sicuramente aveva bevuto parecchio

come noi ed era abbastanza alticcio. Non posso affermare se fosse o meno

ubriaco fradicio da fare fatica a stare in piedi. Non lo posso escludere"

ed ha aggiunto che "Io ho visto solo che ha bevuto assieme a noi, e parecchio"

(doc. L6 pag. 2).

__________ ha testimoniato che "In data 13 febbraio 2009,

verso le ore 2100 ho incontrato AT 1 al capannone di __________ ed abbiamo

trascorso circa un'ora/un'ora e mezza tra il

carnevale ed un bar in zona. (…) Preciso che durante la serata sia io che AT 1

abbiamo sorbito bevande alcoliche. Ricordo perfino che lui mi aveva detto che

già prima di uscire di casa aveva bevuto qualcosa. In tutti i casi non mi

sembrava troppo ubriaco." (doc. L7 pag. 1). L'amico ha ricordato che

"Una volta a casa, abbiamo bevuto ancora qualcosa (Birra o cognac…)"

(doc. L7 pag. 2). A domanda della Polizia se a casa dell'amica l'assicurato

avesse bevuto alcol, il teste ha risposto "Sì, mi sembra di sì."

(doc. L7 pag. 2), ma che l'attore gli "sembrava comunque in grado di

camminare da solo senza problemi." (doc. L7 pag. 2).

__________, proprietaria dell'immobile in cui l'attore ed i suoi

amici si sono trasferiti all'alba del 14 febbraio 2009, nonché mamma di __________,

ha dichiarato che "Durante la festa c'è chi ha ancora

bevuto delle birre, del vino ma poco, e del succo di mele e altro."

(doc. L8 pag. 1).

Infine, un altro compagno dell'assicurato, __________, ha

affermato che una volta giunti a casa dell'amica "abbiamo bevuto ancora

delle bibite divertendoci" (doc. L9 pag. 1). A specifica domanda ha

risposto che "Sicuramente anche lui [ndr: l'attore] aveva bevuto

parecchio come noi, ma non era ubriaco fradicio da non reggersi in piedi."

(doc. L9 pag. 2).

Riguardo all'ipotesi sollevata dall'assicuratore secondo cui l'attore

abbia pure assunto della droga, ci sono passaggi in tal senso nelle deposizioni

citate.

Interrogato in proposito, __________ ha dichiarato che "Io

personalmente non l'ho visto ingerire o fare uso di sostanze stupefacenti

quando eravamo assieme, comunque non lo posso escludere visto che so che già in

passato si è fatto canne e ha già usato cocaina." (doc. L5 pag. 2).

Una testimonianza simile l'ha fornita __________, affermando che "ma

se poi ha consumato droghe prima o durante la serata, non lo posso affermare,

ma neanche escluderlo a priori." (doc. L6 pag. 2).

Riguardo all'assunzione di qualche sostanza stupefacente da parte

dell'attore, __________ ha risposto che "Io penso di sì. Lui mi ha

dichiarato che prima di uscire di casa aveva fumato una canna. Durante la

serata non l'ho visto utilizzare nessun'altra sostanza."

(doc. L7 pag. 2).

2.8. La mattina del 14 febbraio

2009, alle ore 05.50, l'attore è caduto dalle scale esterne dell'abitazione di

un'amica ed una volta giunto al Pronto Soccorso la Polizia cantonale ha ordinato il prelievo del sangue (doc. L10), che è avvenuto alle 07.45. L'esame

del tasso d'alcolemia ha dato un valore medio di 1,13 g/kg, rispettivamente la

perizia chimica ha stabilito un valore minimo di 1,07 g/kg ed uno massimo di

1,19 g/kg. Il laboratorio di analisi ha tuttavia specificato che visti i "dati

cronologici mancanti o incompleti, il calcolo dell'alcoolemia al

momento critico non è eseguibile." (doc. 14).

D'avviso di questo Tribunale, questo dato, unitamente alle testimonianze

raccolte, è sufficiente per ammettere una situazione di abuso di alcolici, dato

che esso è addirittura superiore al doppio del limite legale consentito nell'ambito

della circolazione stradale che, come visto, può essere qui ritenuto quale

linea guida per determinare quando vi è un abuso di alcol.

Contrariamente a quanto sostiene l'attore, non è quindi necessario

che, per definire un abuso di alcolici, la persona interessata si trovi in uno

stato tale che sarebbe comunemente definito "ubriaca fradicia", ossia

quando la persona sotto l'influsso di alcol non sia in grado di reggersi in

piedi.

In questo senso, le affermazioni dei testimoni dell'accaduto, amici

dell'attore che hanno trascorso la serata e la nottata del 14 febbraio 2009

insieme a lui e che erano nelle vicinanze quando è avvenuto l'incidente, indicano

che l'assicurato aveva bevuto, che era un po' alticcio, ma che comunque non era

a tal punto ubriaco da non reggersi in piedi, ovvero non era ubriaco fradicio

(doc. L).

Ciò che è determinante, comunque, è che, come traspare da queste

testimonianze, a tutti gli effetti l'attore era palesemente sotto l'influsso di

alcol, come poi corroborato dall'elevato tasso riscontrato dalle analisi del

sangue.

Alla luce delle deposizioni raccolte e dell'esame del sangue

effettuato, il TCA ritiene adempiuta la condizione dell' "abuso di

alcolici" prevista dall'art. 4 cpv. 1 CGA.

In merito all'ipotesi di abuso di droghe sollevata

dall'assicuratore malattia, anch'essa menzionata con riferimento all'art. 4

cpv. 1 CGA, va osservato che non sempre e non necessariamente un tale consumo è

sanzionato penalmente nei casi poco gravi (art. 19a cpv. 2 LStup).

Ora, circa i consumi avvenuti la notte dei fatti in questione,

oltre alla testimonianza di un amico, vi sono agli atti i dati dell'analisi del

sangue che comprovano l'assunzione di stupefacenti.

Infatti, il rapporto del __________ di __________ del 28 luglio

2009 (doc. XI/3), allestito su incarico della Polizia cantonale ed acquisito

agli atti dal Tribunale pendente causa (doc. IX), ha evidenziato nei campioni

di sangue prelevati all'attore la mattina del 14 febbraio 2009 la presenza di droghe

illecite (cocaina, principi attivi della cannabis e suoi componenti). Nelle sue

conclusioni, il laboratorio ha evidenziato che il risultato delle analisi

tossicologiche dell'interessato ha comprovato un consumo recente di cannabis e

di cocaina.

Non occorre stabilire in questa sede, ove fosse possibile in via

peritale, in quale misura detto consumo di cocaina e cannabis fosse recente ed

in che misura abbia influenzato le capacità cognitive dell'assicurato.

A fronte dell'evidente e documentato abuso da parte dell'attore di

alcolici e del comprovato consumo di droghe con noti effetti nocivi

sull'organismo, va dunque qui ribadita la correttezza della posizione

dell'assicuratore convenuto.

Questo stato di cose ha comportato che, sotto l'influsso di alcol

e droghe, l'attore è uscito dalla casa dell'amica e si è diretto al parcheggio,

ma non ha scorto e non è riuscito ad evitare le scale esterne che portavano in

cantina, ruzzolandovi e sbattendo la testa contro il muro posizionato in fondo

alle scale.

Le condizioni dell'art. 4 cpv. 1 CGA sono quindi adempiute e, pertanto,

l'assicuratore malattia non deve rimborsare all'attore il costo della degenza

ospedaliera in camera semiprivata.

Considerandi

2.9

Va ulteriormente osservato

che, contrariamente alle affermazioni dell'attore, la scala esterna che scende

in cantina presso l'abitazione di __________ è provvista della necessaria ringhiera,

che parte dal punto più alto che coincide con l'ubicazione della porta della

cantina fino ad arrivare all'inizio della scala stessa che confina con il

terreno circostante, come chiaramente rilevabile dalle fotografie a colori scattate

dalla Polizia cantonale e richiamate dal TCA (doc. XV).

In merito all'illuminazione artificiale esterna alla casa dove è

avvenuto l'infortunio, il Rapporto della Polizia ha accertato l'assenza di una

tale illuminazione, siccome l'abitazione era in fase di ristrutturazione.

Dal canto suo __________ (verbale di Polizia 16.02.2009) ha indicato

di avere accompagnato alla porta l'assicurato che vedeva allontanarsi

nell'ombra, siccome "non vi è illuminazione" e di avere udito

il rumore di ferraglia dicendo al qui attore di fare attenzione alla scala non

visibile dall'uscio data l'oscurità.

Di fronte ad una tale situazione, visto il buio delle ore 6 di

mattina (era pieno inverno), l'assicurato avrebbe dovuto prestare la necessaria

attenzione e prudenza nell'uscire dall'abitazione __________ e quindi avrebbe dovuto

guardare dove metteva i piedi, soprattutto se non conosceva il luogo.

Con tutta verosimiglianza l'omessa attenzione va imputata allo stato

di inettitudine dovuto, come visto, all'influsso di alcol e droghe, come pure

alla stanchezza di cui risentiva dopo un'intera notte in bianco, stato che l'ha

proprio portato a lasciare la festa e gli amici per tornare a casa sua a

riposarsi.

Tutti questi fattori hanno fatto inoltre sì che l'assicurato se ne

sia andato dimenticando a casa dell'amica il suo telefono cellulare, che la

ragazza ha poi utilizzato proprio per chiamare i soccorsi in favore dell'attore

(doc. L4 pag. 1).

2.10

Alla luce di quanto esposto, d'avviso

di questo Tribunale, si deve concludere che l'infortunio occorso a AT 1 all'alba

del 14 febbraio 2009 è avvenuto principalmente a causa dell'abuso di alcolici ed

anche di droghe, e dunque i presupposti dell'art. 4 cpv. 1 CGA sono qui realizzati.

Di conseguenza, è a giusta ragione che l'assicuratore malattia ha

escluso di riconoscere all'attore il pagamento delle prestazioni fatturategli

dall'Ospedale Regionale di __________ a dipendenza delle degenze nel reparto

semiprivato dovute al rovinoso infortunio occorsogli cadendo dalle scale quella

mattina.

Va poi evidenziato che l'assicuratore, ogni qualvolta scriveva

agli istituti dove l'attore era ricoverato per concedere loro la garanzia delle

prestazioni, informava che "la presente garanzia è rilasciata

esclusivamente qualora non siano realizzate le condizioni di esclusione chiaramente

previste dall'art. 14 LCA e art. 4 CGA. La garanzia è priva di effetto

qualora, dagli elementi che scaturiranno dall'incarto, la CO 1

dovesse essere confrontata alla presenza di un evento non assicurato.".

Queste comunicazioni erano comunque trasmesse in copia pure all'attore

rispettivamente ai suoi genitori, quindi l'assicuratore ha (oltretutto

volontariamente) attirato la sua/loro attenzione su questa possibile esclusione

di responsabilità rispettivamente sulla possibile (implicita) mancata assunzione

da parte dell'assicuratore dei costi ospedalieri del reparto semiprivato.

In conclusione, la richiesta dell'attore di condannare CO 1 a rimborsargli

sia la somma di Fr. 20'664,60 fatturata dall'Ospedale __________ di __________

per la differenza tra il reparto comune ed il reparto semiprivato, sia gli

interessi del 5% dal 13 novembre 2009, come pure di riconoscere le (future)

fatture della Clinica __________ di __________, deve dunque essere respinta.

2.11

Con istanza

separata, ma contestuale alla petizione (doc. II), l'attore ha chiesto la concessione dell'assistenza giudiziaria.

Di principio, anche se un assicurato è

soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria, sempre

che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).

Nell'ambito delle procedure relative alle

assicurazioni sociali, l'art.

61.

lett. f LPGA prevede il diritto di farsi patrocinare. Se le circostanze lo

giustificano, il ricorrente può avere diritto al gratuito patrocinio.

Per l'art. 61 lett. f LPGA, i presupposti del diritto alla concessione

dell'assistenza giudiziaria si

esaminano sulla base del diritto federale, mentre la determinazione della relativa

indennità spetta al diritto cantonale (DTF 110 V 362, consid. 1b; Kieser, ATSG

Kommentar, 2a ed., Ginevra, Basilea, Zurigo 2009,

n. 102 ad art. 61, pag. 788).

In merito alla procedura per le cause davanti al TCA, l'art. 28 cpv. 2 LPTCA, in vigore dal 1°

ottobre 2008, rinvia la disciplina del gratuito patrocinio alla Legge cantonale

sul patrocinio d'ufficio e sull'assistenza giudiziaria (Lag).

I tre presupposti cumulativi per la concessione

dell'assistenza giudiziaria –

rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (SVR 2004 AHV Nr. 5; STFA U

102/04 del 20 settembre 2004, consid. 4.1.1; STFA del 3 luglio 2003, U 114/03,

consid. 2.1; Kieser, op. cit., n.

104.

segg. ad art. 61, pag. 788) – sono in principio dati se l'istante si trova nel bisogno (cfr. anche

art. 3 Lag), se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno indicato

(cfr. anche art. 14 cpv. 2 Lag) e se le sue conclusioni non sembrano dover

avere esito sfavorevole (cfr. anche art. 14 cpv. 1 Lag; STF I 134/06 del 7

maggio 2007; STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 125 V 202 consid. 4a e 372

consid. 5b con riferimenti; DTF 124 I 1, consid. 2a, pag. 2; DTF 121 I 323

consid. 2a, DTF 120 Ia 15 consid. 3a, 181 consid. 3a).

I criteri posti nella legge cantonale sono quindi

identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando

le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. art. 85

cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I 396/99 del 28 novembre 2000).

L'intervento dell'avvocato

deve essere necessario o perlomeno indicato. Il TF ha stabilito che la

necessità dell'intervento di un

avvocato è data nella misura in cui le questioni controverse non sono di facile

soluzione e la parte oppure il suo rappresentante civile non possiedono

conoscenze giuridiche (DTF 119 Ia 265).

L'istante va considerato indigente quando non è in grado di assumere

le spese legate alla difesa dei suoi interessi, senza intaccare il minimo

indispensabile al suo mantenimento e a quello della sua famiglia (SVR 1998 UV

Nr. 11 consid. 4a; DTF 119 Ia 11 segg.; DTF 103 Ia 100). Per determinare se ciò

è il caso vanno presi in considerazione i redditi del richiedente e delle persone

che hanno un obbligo di mantenimento nei suoi confronti (DTF 115 V 195, il coniuge

o i genitori; STF 4P.158/2002 del 16 agosto 2002; Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato

e commentato, Appendice 2000/2004, Lugano 2005, n. 8 ad art. 3 Lag, pag. 223).

L'obbligo dello Stato di accordare

l'assistenza giudiziaria è in

effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento derivante dal diritto di

famiglia (DTF 119 Ia 11 segg.). Non entrano invece in linea di conto le risorse

finanziarie di parenti cui l'interessato potrebbe far capo a norma dell'art. 328 e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, Codice di procedura civile ticinese massimato

e commentato, Lugano 2000, n. 20 ad art. 155, pag. 479 e giurisprudenza ivi

citata).

Dal punto di vista temporale, il presupposto del

bisogno dell'istante deve

essere determinato al momento in cui si statuisce sulla richiesta di assistenza

giudiziaria (STF 1P.542/2003 del 20 ottobre 2003; SVR 1998 UV Nr. 11 consid.

4a; DTF 108 V 265; Cocchi/Trezzini,

op. cit., Appendice, n. 18 ad art. 3 Lag, pag. 226), in particolare quando il

lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione è importante (cfr. anche Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 39 ad

art. 155, pag. 485. In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia 108; DTF 120 Ia 179

consid. 3a; RDAT 1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini, op. cit., nn. 39, 40 e 41 con relative note,

pag. 485-486).

Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai

sensi delle disposizioni sull'assistenza

giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto

esecutivo (STF 5P.321/2004 del 21 settembre 2004; SVR 2007 AHV Nr. 7, SVR 1998

IV Nr. 13 consid. 7b e 7c). All'importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e

il 25% (STFA U 102/04 del 20 settembre 2004). L'indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più

mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia

(RAMI 1996 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa

H., pag. 3). In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1, il TF ha precisato che

una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente

sostenendo che l'istante non è

indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un'automobile. Secondo l'Alta Corte, il richiedente deve piuttosto -

indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere

considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in

grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono

essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.

Nella commisurazione della capacità patrimoniale

del richiedente va considerata anche l'eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti. Secondo il

TFA, infatti, si tiene conto dell'intera situazione economica della famiglia (STFA non pubbl. del 2 settembre

1994.

nella causa J.P.H., pag. 4, consid. 2 e giurisprudenza citata non pubbl.).

La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del

processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l'istanza e non solo alla fine della

procedura (DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369).

L'attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice

soltanto valore indicativo (Cocchi/Trezzini,

op. cit., n. 10 ad art. 156, pag. 490).

Oltre a tale condizione occorre ancora che il

processo non sia palesemente destituito di possibilità di esito favorevole.

Il requisito della probabilità di esito

favorevole difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue

che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe

ad avviare una causa o a continuarla in considerazione delle spese cui si esporrebbe

(STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; STFA del 26 settembre 2000 nella causa

N.D.N.; DTF 129 I 135 consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3 e sentenza ivi

citata; DTF 125 II 275 consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 1 ad art. 157, pag. 492).

A tal proposito, si osserva che per valutare la

probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio

particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame

non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere

respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non

lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid.

2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere il

processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto

ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole

(DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; Cocchi/Trezzini, op. cit., nota 591 ad

art. 157, pag. 491).

In merito a tale requisito il TF, in una

controversia ticinese (sentenza 9C_916/2009 del 30 agosto 2010) ha ritenuto che

il TCA avesse negato a torto l'assistenza giudiziaria richiesta negando la

possibilità di esito favorevole, poiché: "Se la causa fosse stata

effettivamente sprovvista di qualsiasi (possibilità di) esito favorevole, non

sarebbe stato necessario redigere una sentenza di ben 44 pagine", ponendosi

poi "numerose questioni di non immediata soluzione" che il TF

non ha comunque specificato. Si deve quindi ritenere, alla luce di tale

giurisprudenza, un criterio quantitativo oggettivo nella valutazione della

condizione legale.

2.12

Nel caso di

specie, la fattispecie non era d'immediata comprensione per una persona non

cognita in materia giuridica, poiché è stato necessario interpretare una

norma delle Condizioni Generali d'Assicurazione e, sulla scorta delle circostanze fattuali raccolte,

trarre delle conclusioni giuridiche chiare, logiche, convincenti ed attendibili.

Deve quindi essere ammessa la necessità di patrocinio.

L'attore ha prodotto il certificato municipale per l'ammissione all'assistenza giudiziaria, vidimato il 30 marzo 2010 dall'autorità comunale senza formulare

osservazioni (doc. IV/1).

Egli vi ha indicato che deve fare fronte

mensilmente al pagamento di una pigione, intesa come un contributo di Fr. 300.-

versato ai genitori con cui abita. Paga poi il premio dell'assicurazione malattia di base LAMal anch'esso di Fr. 300.- e Fr. 100.- per gli oneri

fiscali ed assicurativi.

La sua unica entrata, essendo disoccupato, è

costituita dall'indennità

giornaliera percepita dall'assicuratore

infortuni, che ammonta a poco più di Fr. 2'000.- al mese (docc. N1 e N2).

Quanto al suo fabbisogno mensile, esso deve essere

calcolato sulla scorta dei minimi di esistenza agli effetti del diritto

esecutivo (art. 93 LEF). Si hanno così Fr. 1'200.- di minimo esistenziale per

una persona sola (cfr. circolare n. 35/2009 della Camera di esecuzione

e fallimenti del Tribunale d'appello, in vigore dal 1° settembre 2009).

In queste circostanze, aggiungendo alle spese

della pigione, della cassa malati e degli oneri fiscali (la notifica di

tassazione IC 2008 del 27 gennaio 2010 (doc. N3) ha fissato in Fr. 488,55 le

imposte dovute e la IFD 2008 (doc. N4) in Fr. 70,05) l'importo base mensile del

minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo LEF,

si ottiene nel complesso che il fabbisogno minimo mensile del richiedente

risulta dunque essere di (almeno) Fr. 1'900.- (Fr. 300.- + Fr. 300.- +

Fr. 100.- + Fr. 1'200.-).

I redditi mensili dell'assicurato per il 2010 vanno fissati in media a circa Fr. 2'100.- (docc.

IV/1, N1 e N2).

L'eccedenza a favore dell'attore è quindi di soli Fr. 200.- al mese.

Aggiungendo all'importo base LEF un supplemento variante fra il 15% e il 25% come

prevede la giurisprudenza (pari a Fr. 180.- rispettivamente a Fr. 300.- da addizionare

ai Fr. 1'200.-), il richiedente

non dispone più di alcunché per far fronte ad altre spese, come in specie l'onorario del suo legale.

Pertanto, egli va qualificato come

indigente.

Come visto, l'interessato non possedeva le necessarie conoscenze

giuridiche, perciò l'intervento di un legale appariva giustificato e di primo

acchito la petizione, portante sulla contestazione del riconoscimento di spese

di degenza a dipendenza di una copertura assicurativa complementare, di non

facile lettura, non pareva essere sin dall'inizio sprovvista di fondamento.

Alla luce di quanto appena esposto, tutte e tre

le condizioni per l'ottenimento

dell'assistenza giudiziaria

sono date.

L'assistenza giudiziaria con gratuito patrocinio va

quindi concessa, riservato l'eventuale obbligo di rimborso, qualora la situazione

economica dell'assicurato dovesse più tardi migliorare (art. 61 lett. f LPGA; Kieser, op. cit., n. 110 ad art. 61,

pag. 790; cfr. art. 9 Lag; STFA I 569/ 02 del 15 luglio 2003, consid. 5; STFA U

234/00 del 23 maggio 2002, consid. 5a = DTF 128 V 174; DTF 124 V 301, consid.

6).

2.13

Nella

commisurazione del valore di causa, esso è rappresentato dalla pretesa di

versamento di Fr. 20'664,60, a cui si aggiungono gli interessi del 5% dal 13 novembre 2009.

La richiesta di "versamento di tutti gli

altri costi derivanti dalla degenza presso la Clinica __________ di __________

nel reparto semiprivato" non è stata invece suffragata in specie e

quindi non è possibile quantificarla.

Secondo l'art. 49 cpv. 2 LSA, i tribunali

svizzeri devono trasmettere gratuitamente all'autorità di sorveglianza una

copia di tutte le sentenze concernenti disposizioni del diritto in materia di

contratto d'assicurazione; s'impone perciò di notificare all'autorità di

sorveglianza anche la presente sentenza in forma elettronica e senza il

nominativo dell'attore.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. La

petizione è respinta.

2. Non si

percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

3. L'istanza tendente alla concessione dell'assistenza giudiziaria è accolta.

4. Comunicazione

alle parti ed alla FINMA, Berna.

Contro la presente sentenza è dato ricorso in

materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla

notificazione (art. 100 cpv. 1 LTF).

L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare

quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione,

e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà

essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Nelle cause a carattere pecuniario il ricorso è

ammissibile se il valore litigioso ammonta a Fr. 15'000.- nelle vertenze in

materia di diritto del lavoro e di locazione ed a Fr. 30'000.- negli altri

casi.

Per valori inferiori il ricorso è ammissibile se

la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale o

se una legge federale prescrive un’istanza cantonale unica (art. 74 cpv. 2

LTF). Qualora non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo

stesso termine, ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 e 117

LTF).

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il presidente Il

segretario

Daniele Cattaneo Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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