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Decisione

36.2011.68

Annullamento della sospensione del pagamento delle prestazioni in ambito di assicurazione sociale contro le malattie poiché l'assicuratore non ha applicato correttamente l'art. 64a LAMal

11 novembre 2011Italiano49 min

Source ti.ch

Fatti

I

premi e le partecipazioni dovuti dell’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie devono essere oggetto di una diffida e di una procedura di

esecuzione per debiti separate da eventuali altri pagamenti arretrati (cpv. 3, nel

tenore in vigore fino al 31 luglio 2007).

Se

l’assicurato è in mora con il pagamento di tre premi mensili ed è stato

diffidato senza successo, deve essere avviata in merito una procedura di

esecuzione per debiti, al più tardi 40 giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa

(cpv. 4, nel tenore in vigore fino al 31 luglio 2007).

Se

l’assicurato ha causato a torto spese cui si sarebbe ovviato in caso di

pagamento tempestivo, l’assicuratore può esigere, in adeguata misura, spese di

diffida o spese supplementari, nella misura in cui ne preveda il

disciplinamento nelle sue disposizioni generali sui diritti e sugli obblighi

degli assicurati (cpv. 5, nel tenore in vigore fino al 31 luglio 2007).

Se

entro tre mesi dalla comunicazione al servizio cantonale competente,

quest’ultimo non ha dato il suo accordo all’assunzione dei premi arretrati,

della partecipazione ai costi, nonché degli interessi di mora e delle spese di

esecuzione, l’assicuratore può compensare i premi, le partecipazioni ai costi e

gli interessi di mora oggetto della procedura d’esecuzione nonché le relative

spese di esecuzione con pretese dell’assicurato (cpv. 6, nel tenore in vigore

fino al 31 luglio 2007).

Se

l’assicurato che deve cambiare l’assicuratore in virtù dell’articolo 7 capoversi

3 o 4 LAMal è in mora con il pagamento al momento del passaggio al nuovo

assicuratore ed è già stata decisa la sospensione delle prestazioni,

quest’ultima ha effetto anche con il nuovo assicuratore. L’assicuratore

precedente informa il nuovo assicuratore sulla sospensione delle prestazioni.

Lo informa nuovamente non appena i premi e le partecipazioni ai costi arretrati

nonché gli interessi di mora e le spese di esecuzione sono stati completamente

saldati (cpv. 7, nel tenore in vigore fino al 31 luglio 2007).

Dal

1° agosto 2007 sono in vigore i nuovi art. 105a-105e OAMal, che hanno

modificato l’art. 90 OAMal, abrogando i cpv. da 2 a 7.

In

particolare gli art. 105b-105d prevedono quanto segue:

"

Art. 105b Procedura di diffida e di esecuzione

1 I premi e le

partecipazioni ai costi dell’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie scaduti e non pagati devono essere oggetto, nei tre mesi che

seguono la loro esigibilità, di una diffida scritta preceduta da almeno un

richiamo e distinta da quelle vertenti su altri eventuali pagamenti arretrati.

Con la diffida, l’assicuratore deve impartire all’assicurato un termine di 30

giorni al fine di permettergli di adempiere il suo obbligo e attirare la sua

attenzione sulle conseguenze in cui incorre se non paga.

Considerandi

2.

Se l’assicurato non paga

entro il termine impartito, l’assicuratore deve avviare una procedura esecutiva

relativa al debito nei quattro mesi successivi, in modo distinto da altri

eventuali pagamenti arretrati.

3.

Se l’assicurato cagiona

per propria colpa spese che avrebbero potuto essere evitate con un pagamento

tempestivo, l’assicuratore può riscuotere, in misura appropriata, spese

amministrative, se una misura siffatta è prevista dalle disposizioni generali

sui diritti e sugli obblighi dell’assicurato.

Art. 105c Sospensione della

presa a carico dei costi delle prestazioni

1.

Se ha depositato una

domanda di continuazione dell’esecuzione, l’assicuratore sospende il rimborso

dei costi (sistema del terzo garante) o la rimunerazione delle

prestazioni (sistema del terzo pagante).

2.

La sospensione ha effetto

il giorno della comunicazione. Essa si applica a tutte le fatture che

pervengono all’assicuratore durante il periodo di sospensione del rimborso dei

costi o della rimunerazione delle prestazioni.

3.

La sospensione termina non

appena sono stati pagati i premi e le partecipazioni ai costi oggetto della

richiesta di continuare la procedura, nonché gli interessi di mora e le spese

d’esecuzione scaduti.

4.

L’assicuratore deve

informare il servizio cantonale incaricato di vigilare sul rispetto

dell’obbligo di assicurarsi in merito ai certificati di carenza di beni che ha

ricevuto.

Sono fatte salve le disposizioni

cantonali che prevedono una notifica a un altro ufficio.

5.

Durante la sospensione

della presa a carico delle prestazioni gli assicuratori non possono compensare

le prestazioni con premi o partecipazioni ai costi loro dovuti.

6.

Se garantisce la presa a

carico o il rimborso forfetario dei premi, delle partecipazioni ai costi, degli

interessi di mora e delle spese d’esecuzione irrecuperabili, il Cantone può

convenire con uno o più assicuratori le condizioni alle quali gli assicuratori

rinunciano a sospendere la presa a carico dei costi.

Art. 105d Cambiamento di

assicuratore in caso di mora

1.

L’assicurato è in mora ai

sensi dell’articolo 64a capoverso 4 della legge a decorrere dalla

notifica della diffida scritta di cui all’articolo 105b capoverso 1.

2.

Se l’assicurato in mora

disdice il rapporto assicurativo, l’assicuratore deve informarlo che la disdetta

non ha alcun effetto se i premi, le partecipazioni ai costi e gli interessi di

mora oggetto di una diffida fino a un mese prima della scadenza del termine di

disdetta o le spese d’esecuzione accumulate fino a tale momento non sono

integralmente pagate prima della scadenza di detto termine.

3.

Se le somme in arretrato

conformemente al capoverso 2 non sono pervenute all’assicuratore entro la

scadenza del termine di disdetta, quest’ultimo deve informare l’assicurato che

egli continua ad essere assicurato presso di lui e che può cambiare

assicuratore soltanto al successivo termine previsto nell’articolo 7 capoversi

1.

e 2 della legge.”

Da

rilevare che le disposizioni transitorie relative alla modifica del 27 giugno

2007.

prevedono, al cpv. 3, che l’articolo 105b capoversi 1 e 2 non si applica

ai premi scaduti prima del 1° agosto 2007 e alle partecipazioni ai costi delle

prestazioni fornite prima del 1° agosto 2007, mentre per il cpv. 4 l’articolo

105c capoverso 2 non si applica alle sospensioni della presa a carico delle

prestazioni esistenti il 1° agosto 2007. Infine, il cpv. 5 prevede che i premi

e le partecipazioni ai costi, nonché gli interessi di mora e le spese

d’esecuzione non pagati, scaduti prima del 1° gennaio 2006, non impediscono un

cambiamento di assicuratore.

Va

infine evidenziato che con il 1° gennaio 2012 entrerà in vigore una modifica

(del 19 marzo 2010) dell’art. 64a LAMal e degli art. 105b e seguenti OAMal

(cfr. RU 2011 pag. 3523 e seguenti). In particolare il nuovo art. 64a LAMal

avrà il seguente tenore:

"

1.

Se l’assicurato non paga premi o

partecipazioni ai costi entro la scadenza prevista, l’assicuratore, dopo almeno

un sollecito scritto, deve diffidarlo assegnandogli un termine supplementare di

30.

giorni e indicandogli le conseguenze della mora (cpv. 2).

2.

Se, nonostante la diffida, l’assicurato non

paga i premi, le partecipazioni ai costi e gli interessi di mora entro il

termine assegnato, l’assicuratore deve richiedere l’esecuzione. Il Cantone può

esigere che l’assicuratore comunichi all’autorità cantonale competente il nome

dei debitori escussi.

3.

L’assicuratore comunica all’autorità

cantonale competente il nome degli assicurati interessati nonché, per ogni

debitore, l’importo complessivo dei crediti relativi all’assicurazione obbligatoria

delle cure medico-sanitarie (premi e partecipazioni ai costi in arretrato,

interessi di mora e spese di esecuzione) per i quali, durante il periodo

considerato, è stato rilasciato un attestato di carenza di beni o un titolo

equivalente. L’assicuratore chiede all’organo di revisione designato dal

Cantone di confermare l’esattezza dei dati che ha comunicato al Cantone e

trasmette la conferma a quest’ultimo.

4.

Il Cantone assume l’85 per cento dei

crediti oggetto della comunicazione di cui al capoverso 3.

5.

L’assicuratore conserva gli attestati di

carenza di beni e i titoli equivalenti sino al pagamento integrale dei crediti

in arretrato. Non appena l’assicurato ha saldato in tutto o in parte il debito

verso l’assicuratore, questi restituisce al Cantone il 50 per cento

dell’importo ricevuto dall’assicurato.

6.

In deroga all’articolo 7, l’assicurato in mora non può cambiare

assicuratore finché non ha pagato integralmente i premi e le partecipazioni ai

costi in arretrato, nonché gli interessi di mora e le spese di esecuzione. È

fatto salvo l’articolo 7 capoversi 3 e 4.

7.

Gli assicurati che nonostante l’esecuzione

non pagano i premi possono essere registrati dai Cantoni in un elenco

accessibile unicamente ai fornitori di prestazioni, ai Comuni e al Cantone

interessato. Su notificazione del Cantone, l’assicuratore sospende l’assunzione

dei costi delle prestazioni fornite a questi assicurati, salvo nei casi

d’urgenza medica, e informa l’autorità cantonale competente della sospensione

delle prestazioni e dell’annullamento di tale sospensione dopo il pagamento dei

crediti in arretrato da parte degli assicurati.

8.

Il Consiglio federale stabilisce i compiti

dell’organo di revisione e designa i titoli considerati equivalenti

all’attestato di carenza di beni. Disciplina le modalità relative alla

procedura di diffida e di esecuzione, alla comunicazione dei dati ai Cantoni da

parte degli assicuratori, nonché ai versamenti dei Cantoni agli assicuratori.

9.

Il Consiglio federale emana disposizioni

relative al mancato pagamento dei premi e delle partecipazioni ai costi per le

persone tenute ad assicurarsi residenti in uno Stato membro della Comunità

europea, in Islanda o in Norvegia.”

Le

disposizioni transitorie, in vigore dal 1° gennaio 2012, prevedono:

"

1.

L’assicuratore rimunera le

prestazioni all’assicurato (terzo garante), al fornitore di prestazioni (terzo

pagante) o al Cantone che assume:

a. i

premi e le partecipazioni ai costi in arretrato scaduti al momento dell’entrata

in vigore della presente modifica per i quali è stato rilasciato un attestato

di carenza di beni o un titolo equivalente; e

b. gli

interessi di mora e le spese di esecuzione scaduti al momento dell’entrata in

vigore della presente modifica.

2.

Se

il Cantone non assume i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato scaduti

al momento dell’entrata in vigore della presente modifica per i quali è stato

rilasciato un attestato di carenza di beni o un titolo equivalente, la

sospensione delle assunzioni dei costi delle prestazioni conformemente al diritto

anteriore è mantenuta e le prestazioni fornite sino all’entrata in vigore della

presente modifica non sono rimborsate.

Non appena l’assicurato ha pagato

integralmente i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, nonché gli

interessi di mora e le spese di esecuzione, l’assicuratore assume i costi delle

prestazioni fornite.”

4.

Nel

caso di specie dagli atti emerge che la Cassa non ha applicato in maniera

corretta l’art. 64a LAMal.

Infatti

a prescindere dalla questione, che può rimanere aperta, circa la tardività con

la quale ha emanato la decisione di sospensione del 23 maggio 2011 anche sulla

base di procedure ormai datate (ad esempio per premi impagati del primo trimestre

2006, cfr. doc. 3), va evidenziato che l’assicuratore non ha seguito la

procedura imposta dall’art. 64a LAMal.

Prendendo

ad esempio l’ultima esecuzione relativa ai premi rimasti impagati per i primi 6

mesi del 2010 (doc. 215), dalle tavole processuali emerge quanto segue.

Il

15.

marzo 2010 l’assicuratore ha chiesto all’insorgente l’importo di fr. 281 per

i premi rimasti impagati nei primi 4 mesi del 2010. Il 19 maggio 2010 ha richiamato l’insorgente assegnando un termine scadente il 3 giugno 2010 per il pagamento del

citato importo (doc. 205). Il 21 giugno 2010 l’assicuratore ha diffidato il

ricorrente assegnandogli tuttavia un termine scadente al 6 luglio 2010, ossia

inferiore ai 30 giorni previsti dall’art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b OAMal, per pagare

l’importo rimasto insoluto (doc. 206). Ciò vale anche per l’ammontare di fr.

70.25

relativo al mese di maggio 2010 (doc. 208 -210: diffida del 21 giugno

2010.

con termine di pagamento al 6 luglio 2010). Solo per il premio del giugno

2010.

l’assicuratore, dopo il richiamo, ha diffidato l’insorgente a pagare entro

30.

giorni (doc. 212-214: diffida del 21 luglio 2010 per il 20 agosto 2010).

Solo

con quest’ultima diffida viene assegnato al ricorrente un termine di 30 giorni

per pagare. Le altre diffide, che concernono complessivamente altre 14

procedure esecutive, prevedono sempre termini inferiori, di circa 15 giorni, ad

esempio:

-

diffida del 15 febbraio 2006 per premi di gennaio 2006 con termine

scadente il 2 marzo 2006 (doc. 5);

-

diffida del 20 marzo 2006 per premi di febbraio 2006 con termine

scadente il 4 aprile 2006 (doc. 8);

-

diffida del 19 aprile 2006 per premi del marzo 2006 con termine scadente

il 4 maggio 2006 (doc. 11);

-

diffida del 16 maggio 2006 per partecipazioni del 21 dicembre 2005 con

termine scadente il 31 maggio 2006 (doc. 22);

-

diffida del 19 ottobre 2006 per premi dei primi 8 mesi 2006 con termine

scadente il 3 novembre 2006 (doc. 31);

-

diffida del 19 ottobre 2006 per premi del settembre 2006 con termine

scadente il 3 novembre 2006 (doc. 34);

-

diffida del 20 novembre 2006 per premi dei primi 9 mesi 2006 con termine

scadente il 5 dicembre 2006 (doc. 43);

-

diffida del 20 novembre 2006 per premi di ottobre 2006 con termine

scadente il 5 dicembre 2006 (doc. 46);

-

diffida del 19 dicembre 2006 per premi del novembre 2006 con termine

scadente il 3 gennaio 2007 (doc. 49);

-

diffida del 19 gennaio 2007 per premi del dicembre 2006 con termine

scadente il 3 febbraio 2007 (doc. 52);

-

diffida del 14 febbraio 2007 per premi del gennaio 2007 con termine

scadente il 1° marzo 2007 (doc. 61);

-

diffida del 20 marzo 2007 per premi del febbraio 2007 con termine

scadente il 4 aprile 2007 (doc. 64);

(cfr.

inoltre doc. 67; doc. 76; doc. 79; doc. 82; doc. 92; doc. 95; doc. 98; doc.

106; doc. 109; doc. 112; doc. 120; doc. 123; doc. 126; doc. 134; doc. 137; doc.

140; doc. 143; doc. 151; doc. 154; doc. 157; doc. 165; doc. 168; doc. 171; doc.

179; doc. 182; doc. 190; doc. 193; doc. 196; doc. 199; doc. 207; doc. 210).

Ora,

con sentenza 36.2009.177 del 28 aprile 2010, confermata da una successiva

sentenza 36.2010.65 del 31 maggio 2010, questo TCA, nella composizione a

Tribunale completo, ha stabilito che gli art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b OAMal non

hanno introdotto una nuova forma di procedura esecutiva in deroga alla LEF ma

hanno regolato in maniera più precisa le modalità della procedura da adottare

in caso di premi e partecipazioni ai costi in arretrato (DTF 131 V 147). In

quell’occasione il TCA ha evidenziato che l’assicuratore, prima di far spiccare

il precetto esecutivo, oltre al richiamo, è tenuto a diffidare l’assicurato

assegnandogli un ultimo termine di 30 giorni che, pur essendo un termine

d’ordine, va rispettato laddove l’assicuratore intende anche sospendere il

pagamento delle prestazioni del proprio assicurato moroso sulla base del debito

escusso. Se il termine di 30 giorni non viene indicato nella diffida, l’importo

dovuto può comunque essere oggetto di esecuzione.

Il TCA si è così

espresso:

"

In concreto, l’assicuratore ha trasmesso all’insorgente, il 20 gennaio

2009, un “richiamo per partecipazioni non pagate” di fr. 83,80 (fr. 73,80

per la partecipazione ai costi e fr. 10 di spese di richiamo) da versare entro

il 4 febbraio 2009 (doc. 4).

Il 19 febbraio 2009 la Cassa ha

notificato all’assicurato una “diffida per partecipazioni non pagate” di

fr. 103,80 (fr. 73,80 per le partecipazioni ai costi e fr. 30 di spese di

diffida), affermando che “affinché possa procedere al versamento, le

concediamo un ultimo termine di pagamento di 14 giorni prima di procedere

all’incasso per vie legali” ed aggiungendo che “in caso di mancato

pagamento saremo costretti a sospendere l’assunzione dei costi delle

prestazioni in virtù degli articoli 64a della legge federale sull’assicurazione

malattie (LAMal) e 20 della legge federale sul contratto d’assicurazione (LCA)”

(doc. 5).

Il 22 maggio 2009 l’assicuratore ha

fatto spiccare un precetto esecutivo di fr. 73,80 oltre interessi al 5% dal 20

maggio 2009, fr. 30 di spese di diffida e fr. 80 di spese di apertura

dell’incarto (doc. 6).

Con la diffida del 19 febbraio 2009

l’assicuratore ha concesso all’insorgente un termine di soli 14 giorni prima di

procedere con l’incasso per vie legali, in luogo dei 30 giorni previsti dagli

art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b cpv. 1 OAMal.

Chiamato ad esprimersi in merito

l’assicuratore ha affermato di aver “aspettato circa 3 mesi prima di

notificare una domanda d’esecuzione. Di conseguenza, CO 1 ha rispettato il termine di 30 giorni prescritto dall’art. 64a cpv. 1 LAMal. E’ da rilevare che in

concreto l’assicurato ha beneficiato più di 30 giorni per procedere al

pagamento dell’arretrato.” (doc. VI).

Va qui esaminato se il termine di 30

giorni figurante negli art. 64a cpv. 1 LAMal e 105b cpv. 1 OAMal è un termine

perentorio oppure un termine d’ordine.

2.10

In DTF 131 V 147

l’allora Tribunale federale delle assicurazioni (dal 1° gennaio 2007: TF), a

proposito dell’art. 9 cpv. 1 prima frase OAMal in vigore fino al 31 dicembre

2002.

(RU 2002 3908) che prevedeva che se nonostante diffida l’assicurato non

paga premi o partecipazioni ai costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere

una procedura esecutiva, ha stabilito che l’obbligo previsto dall’ordinanza di

procedere a una diffida per premi e partecipazioni prima di promuovere la

procedura esecutiva è conforme alla Costituzione ed alla legge. L’Alta Corte ha affermato:

" 6.2

Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat bereits an anderer Stelle

entschieden, dass auf Grund dieser Gesetzeslage neben der Zwangsvollstreckung

nach SchKG in der KVV keine weiteren Formen des Vollzugszwangs eingeführt

werden dürfen (BGE 125 V 266, insbesondere 272 ff. Erw. 6).

Die im SchKG geregelte Ordnung der Zwangsvollstreckung

von Geldforderungen verlangt für die Erteilung der Rechtsöffnung nur, dass die

betriebene Forderung fällig ist (STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN [Hrsg.], Kommentar

zum Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, SchKG I, Art. 1-87, Basel

1998, N 39 zu Art. 80 und N 77 zu Art. 82, je mit Hinweisen). Alt Art. 9 Abs. 1

Satz 1 KVV bestimmt dagegen, dass fällige Prämien und Kostenbeteiligungen erst

nach vorgängiger Mahnung der Zwangsvollstreckung nach SchKG zugeführt werden

dürfen. Damit wird jedoch keine neue Form der Zwangsvollstreckung geschaffen,

sondern es werden lediglich deren Modalitäten für Prämien und

Kostenbeteiligungen näher umschrieben. Der Gläubiger ist gefordert, neben dem

geltend gemachten Ausstand dessen Mahnung durch Urkunde nachzuweisen, es sei

denn, beides werde von der Gegenpartei ausdrücklich anerkannt oder wenn beides

notorisch oder gerichtsnotorisch ist (in diesem Sinne ebenso bei zur

Vollstreckung anstehenden suspensiv bedingten Forderungen: PETER STÜCHELI, Die

Rechtsöffnung, Diss. Zürich 2000, S. 116 und 203; STAEHELIN/BAUER/STAEHELIN,

a.a.O., N 44 zu Art. 80). Macht die Verwaltungsbehörde dagegen von der weitaus

häufiger anzutreffenden Möglichkeit Gebrauch, einen im Rahmen des von ihr

eingeleiteten Betreibungsverfahrens erhobenen Rechtsvorschlag selbst als

ordentlicher Richter im Sinne von Art. 79 SchKG zu beseitigen (BGE 119 V 331

Erw. 2b, BGE 128 III 41 Erw. 2; Pra 2003 Nr. 31 S. 159 Erw. 4; vgl. ROTH, Die

Krankenkasse als Rechtsöffnungsrichterin in eigener Sache, in: Festschrift 75

Jahre Konferenz der Betreibungs- und Konkursbeamten der Schweiz, Basel 2000, S.

235, sowie grundsätzlich AMONN/WALTHER, Grundriss des Schuldbetreibungs- und

Konkursrechts, 7. Aufl. 2003, § 19 Rz 15 u. 15a), wird sie dies ebenfalls nur

tun dürfen, falls vorgängig gemahnt worden ist. Alt Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV

verstösst entgegen der von der Beschwerdeführerin vertretenen Auffassung ebenso

wenig gegen betreibungsrechtliche Grundsätze. Zwar mag darin ein gewisser

Widerspruch zur für privatrechtliche Rechtsverhältnisse geltenden Regelung

erblickt werden, wonach die Mahnung einer fälligen Forderung im

Rechtsöffnungsverfahren nur dann von selbstständiger Bedeutung ist, wenn

Verzugszinsen im Streit stehen (Art. 102 in Verbindung mit Art. 104 Abs. 1 OR; vgl. BGE 129 III 541 Erw. 3.2). In Frage steht indessen die

öffentlichrechtliche "Zwangsversicherung" und das KVG schreibt keine

analoge Anwendung des OR oder einzelner seiner Bestimmungen vor.

6.3

Das Versicherungsobligatorium zeichnet sich

dadurch aus, dass die versicherungspflichtige Person bei einem

Versicherungsträger nach Art. 11 KVG ungeachtet der persönlichen

wirtschaftlichen Leistungsfähigkeit zwingend im vom Gesetzgeber näher definierten

obligatorischen Umfang angeschlossen sein muss und die entsprechenden Prämien

(Art. 61 KVG) wie auch Kostenbeteiligungen (Art. 64 KVG) zu tragen hat (GEBHARD

EUGSTER, Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungsrecht

[SBVR], Soziale Sicherheit, Rz 331 und 342).

Wenn der Bundesrat mit Rücksicht auf das

Versicherungsobligatorium bei fälligen Prämien oder Kostenbeteiligungen in alt

Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV eine Mahnung verlangt, ehe der Versicherungsträger zur

Vollstreckung schreitet, ist darin insbesondere im Hinblick auf die den Kassen

offen stehende Möglichkeit, sich selber im Anerkennungsprozess gemäss Art. 79

SchKG die Rechtsöffnung zu erteilen, ein vernünftiger Grund zu erblicken. Als

willkürlich kann diese Bestimmung nicht bezeichnet werden, auch wenn sich die

vom Bundesrat getroffene Regelung im Einzelfall ausnahmsweise als wenig

zweckmässig erweisen mag, etwa wenn sich die versicherte Person aus

grundsätzlichen Überlegungen von vornherein einer Prämienzahlung verweigert.

Der mit einem solchen Prozedere verbundene, im Allgemeinen eher geringfügige

Mehraufwand der Kassen ist hinzunehmen.

6.4

Gesamthaft gesehen ist die vorgängige Mahnung

gemäss alt Art. 9 Abs. 1 Satz 1 KVV durch die allgemeine, einen weiten

Spielraum des Ermessens für die Regelung auf Verordnungsebene einräumende

Delegationsnorm von Art. 96 KVG gedeckt. Weder fällt die Verordnungsbestimmung

offensichtlich aus dem Rahmen der dem Bundesrat im Gesetz delegierten Kompetenz

noch ist sie aus anderen Gründen verfassungs- oder gesetzwidrig. Dem

Verordnungsgeber wäre es jedoch nicht verwehrt, die Bestimmung differenzierter

auszugestalten, so dass Fälle, in denen das vorbehaltlose Mahnerfordernis von

vornherein einen Leerlauf produziert, davon ausgenommen sind.“

L’art. 9 cpv. 1 OAMal è stato

sostituito, dal 1° gennaio 2003 (RU 2002 3908, pag. 3909), dall’art. 90 cpv. 3

OAMal in vigore fino al 31 dicembre 2005 (RU 2005 5639 pag. 5640) che prevedeva

che se, nonostante diffida, l’assicurato non paga premi o partecipazioni ai

costi scaduti, l’assicuratore deve promuovere una procedura esecutiva. Se

questa sfocia in un attestato di carenza beni, l’assicuratore ne informa la

competente autorità d’assistenza sociale. Sono salve le disposizioni cantonali

che prevedono la previa notifica all’autorità preposta alla riduzione dei

premi.

Con sentenza K 63/05 del 26 giugno 2006

l’allora Tribunale federale delle assicurazioni, applicando l’art. 90 cpv. 3

OAMal a due coniugi solidalmente responsabili per il pagamento dei premi in

arretrato, ha affermato:

" 4.

Ratione temporis les dispositions des novelles des 9 novembre 2005 et 26 avril

2006.

modifiant l'OAMAL, entrées en vigueur le 1er janvier 2006 (RO 2005 5639),

respectivement le 10 mai 2006 (RO 2006 1717), ne sont pas applicables au

présent litige, dès lors que le juge des assurances sociales n'a pas à prendre

en considération les modifications du droit ou de l'état de fait postérieures à

la date déterminante de la décision litigieuse (ATF 127 V 467 consid. 1, 121 V

366.

consid. 1b). Dans la mesure où elles ont été modifiées par les novelles,

les dispositions ci-après sont citées dans leur version antérieure au 1er

janvier 2006.

(…)

6.3

Préalablement à toute mesure d'exécution forcée,

les assureurs sont tenus de réclamer le paiement de leurs prétentions par voie

de sommation et d'agir ensuite, en cas d'inexécution, par la voie de la

poursuite pour dettes selon la LP (ATF 131 V 147). En l'occurrence, il est établi qu'avant de procéder

aux démarches de recouvrement par voie d'exécution forcée, l'intimée a dûment

sommé l'assuré de s'acquitter des cotisations en souffrance. Il n'est pas

contesté que par contre, elle n'a procédé à aucune mise en demeure de la

recourante avant de lui faire notifier les commandements de payer litigieux.

Dès lors, il s'agit d'examiner si c'est à juste titre que la mainlevée des

oppositions formées à ces poursuites a été prononcée, alors même que

l'intéressée n'a fait l'objet d'aucune sommation au sens de l'art. 90 al. 3

OAMal.

(…)

8.

En même temps qu'ils tranchent le bien-fondé de leurs

prétentions pécuniaires, les assureurs-maladie sont ainsi légitimés à lever

eux-mêmes l'opposition aux poursuites qu'ils engagent. En cas d'entrée en force

de leurs décisions, ils pourront ensuite requérir la continuation de la

poursuite sans passer par la procédure de mainlevée de l'art. 80 LP. Si

l'exécution forcée s'achève par la délivrance d'un acte de défaut de biens, ils

pourront suspendre la prise en charge des prestations jusqu'à ce que les primes

et les participations aux coûts arriérées ainsi que les intérêts moratoires et

les frais de poursuite soient entièrement payés (art. 90 al. 4 OAMal).

Compte tenu des singularités d'une poursuite dans

laquelle le créancier peut lui-même lever l'opposition frappant son

commandement de payer, autant que des conséquences encourues en cas de

délivrance d'un acte de défaut de biens, le Conseil fédéral a jugé nécessaire

d'instituer une mesure protectrice des intérêts de l'assuré (cf. ATF 131 V 147 consid. 6.3; voir également Commentaire concernant la

modification au 1er janvier 1998 de l'ordonnance du 27 juin 1995 sur

l'assurance-maladie OAMal ad art. 9 : retard dans le paiement des primes).

Préalablement à toute mesure d'exécution forcée tendant au recouvrement des

primes et participations aux coûts échues, il faut et il suffit donc que les

assureurs-maladie adressent une sommation préalable à leur assuré.

Respectivement, ils peuvent directement requérir la mise en poursuite du

conjoint de ce dernier, sans qu'il puisse faire opposition au motif qu'il n'a

préalablement pas fait l'objet d'une sommation personnelle au sens l'art. 90

al. 3 OAMal. A l'inverse, si un assureur-maladie dépose une réquisition de

poursuite sans sommation préalable de l'assuré, le débiteur poursuivi, quel

qu'il soit, pourra se prévaloir de l'art. 90 al. 3 OAMal en tant qu'exception

issue du rapport d'obligation solidaire (art. 145 CO), afin de s'opposer à la

procédure d'exécution forcée ainsi engagée. En l'occurrence, l'intimée a dûment

sommé l'assuré de s'acquitter des primes sujettes à recouvrement, avant de

requérir la mise en poursuite du conjoint de celui-ci, de sorte que la

recourante se fonde à tort sur l'art. 90 al. 3 OAMal pour s'opposer aux

commandements de payer litigieux.” (sottolineatura del redattore)

Con l’entrata in vigore, il 1° gennaio

2006, dell’art. 64a cpv. 1 LAMal (cfr., per il tenore, il consid. 2.7), il

legislatore ha inserito nella legge il medesimo principio della diffida

preventiva all’avvio della procedura esecutiva, previsto fino al 31 dicembre

2005.

dall’art. 90 cpv. 3 OAMal, precisando che con la diffida l’assicuratore

deve assegnare un termine supplementare di 30 giorni.

A proposito dell’art. 64a LAMal, il

Consiglio federale, nel Messaggio del 26 maggio 2004 concernente la revisione

parziale della legge federale sull’assicurazione malattie (Riduzione dei premi)

e il decreto federale sui sussidi federali nell’assicurazione malattie,

pubblicato in FF 2004 pag. 3869 e seguenti, ha affermato:

" Articolo

64a (nuovo)

Le esperienze fatte dagli assicuratori-malattie

dimostrano che dall’entrata in vigore della LAMal i casi di mora nel pagamento

dei premi e in altri pagamenti sono fortemente aumentati e che la normativa

dell’articolo 90 capoverso 4 OAMal, che prevede la possibilità di sospensione

soltanto dopo l’avvio della procedura esecutiva e ad avvenuta notifica di un

attestato di carenza di beni nei confronti dell’assicurato in mora, è

all’origine dei crescenti casi di mora. Le cifre addotte dagli assicuratori

confermano che il fenomeno della mora è aumentato in misura problematica di

anno in anno e si è stabilizzato ad un livello elevato. Considerata questa

evoluzione e sulla base della giurisprudenza costante del TFA in merito

all’articolo 9 capoverso 3 OAMal nella versione vigente fino al 31 dicembre

2002.

[stralciato al 1° gennaio 2003; RU 2002 3908] secondo cui, mancando una

base legale formale, un cambiamento dell’assicuratore è ammissibile

indipendentemente dal fatto che i premi e le partecipazioni ai costi siano

versati o meno, è ragionevole introdurre nella legge una base legale formale

per l’obbligo di pagamento dei premi e inasprire le conseguenze in caso di

mora.

Nell’articolo 64a capoverso 1, che integra l’articolo

64.

LAMal, è prevista una procedura di diffida scritta, che gli assicuratori

devono avviare nei confronti degli assicurati in mora prima di sospendere le

loro prestazioni fornite a tali assicurati.

Secondo il capoverso 2 primo periodo, per sospendere

le prestazioni è sufficiente che alla procedura di diffida non segua il

pagamento e che sia già stata formulata una domanda di continuazione

dell’esecuzione per debiti. Si tratta di un’innovazione dato che oggi, secondo

l’articolo 90 capoverso 4 primo periodo OAMal, occorre produrre un attestato di

carenza di beni per sospendere le prestazioni. La nuova disposizione garantisce

l’attuazione della procedura esecutiva per debiti e, quindi, la riscossione dei

premi o delle partecipazioni ai costi scaduti da parte dell’assicuratore. Essa

intende mettere sotto pressione i debitori solvibili, ma che non vogliono

pagare. Non modifica la posizione né del debitore né del creditore:

l’assicuratore rimane debitore delle prestazioni fornite durante il periodo di

sospensione dei pagamenti. Non le pagherà, tuttavia, finché i premi, la

partecipazione ai costi, gli interessi di mora e le spese di esecuzione non

saranno interamente versati dall’assicurato stesso oppure, in presenza di un

attestato di carenza di beni, dall’autorità competente designata dal Cantone.

In questo modo non vi è trasferimento di costi tra assicurati, poteri pubblici

e fornitori di prestazioni.

Il capoverso 2 secondo periodo garantisce che le

autorità cantonali siano informate tempestivamente in merito ai pagamenti

dovuti dagli assicurati in mora. Questa disposizione serve inoltre a proteggere

la persona assicurata.

Il capoverso 3 corrisponde alla normativa

dell’articolo 90 capoverso 4 secondo periodo OAMal. In questo modo si

garantisce che la mora non provochi lacune nella protezione assicurativa, ma

soltanto una sospensione dell’assunzione dei costi delle prestazioni.

Il capoverso 4 prevede che in futuro nessun assicurato

in mora possa cambiare assicuratore prima di aver pagato integralmente i premi

o le partecipazione ai costi in sospeso. Questa conseguenza della mora si

giustifica, da un lato, in quanto secondo le sentenze del TFA del 29 giugno 1999 in merito all’articolo 9 capoverso 3 OAMal, all’epoca vigente ma nel frattempo abrogato (cfr.

DTF 125 V 266), un cambiamento dell’assicuratore è possibile anche in caso di

mora e, dall’altro, i premi e le partecipazioni ai costi irrecuperabili o

difficilmente recuperabili hanno raggiunto proporzioni ormai insostenibili. Il

capoverso 4, in particolare, impedisce agli assicurati le cui prestazioni sono

state bloccate di cambiare assicuratore al momento opportuno e quindi,

diversamente da altri assicurati in mora che non cambiano assicuratore, di

vedersi rimborsare le prestazioni prima di aver pagato gli importi dovuti.

L’obiettivo della normativa è di proteggere la collettività degli assicurati da

aumenti di premi dovuti all’impossibilità di recuperare le somme dovute da

assicurati che hanno cambiato assicuratore senza avere in precedenza pagato

quanto dovuto.” (cfr. FF 2004 pag. 3882 e seguenti; sottolineature del

redattore)

Contestualmente è stato modificato

anche il tenore dell’art. 90 cpv. 3 OAMal (RU 2005 5639, pag. 5640), il quale,

fino al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), prevedeva che i premi e le

partecipazioni dovuti dell’assicurazione obbligatoria delle cure

medico-sanitarie devono essere oggetto di una diffida e di una procedura di

esecuzione per debiti separate da eventuali altri pagamenti arretrati. A norma

dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, in vigore dal 1° gennaio 2006 (RU 2005 5639, pag.

5640) fino al 31 luglio 2007 (RU 2007 3573, pag. 3577), se l’assicurato è in

mora con il pagamento di tre premi mensili ed è stato diffidato senza successo,

deve essere avviata in merito una procedura di esecuzione per debiti, al più

tardi 40 giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa.

Con sentenza 9C-397/2008 del 29

settembre 2008 (confermata dalla sentenza 9C-730/2008 del 16 ottobre 2008) il

TF ha applicato il sopra citato art. 90 cpv. 4 OAMal.

Va qui evidenziato che l’Alta Corte ha

citato l’art. 90 cpv. 4 OAMal nel tenore in vigore dal 10 maggio 2006 al 31

luglio 2007. Tuttavia la modifica in vigore dal 10 maggio 2006 al 31 luglio

2007.

dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal concerne solo il testo francese (cfr. RU

2006.

1717 pag. 1723: modifica dell’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal che concerne solo

il testo francese). Il testo italiano non è stato modificato fino al 31 luglio

2007.

(cfr. RU 2005 5639, pag. 5640; RU 2006 1717, pag. 1723; RU 2007 3573, pag.

3577).

Il TF ha affermato:

" (…)

Le recourant conteste le bien-fondé de la créance dont

l'intimée lui réclame le paiement, en prétendant qu'il s'en serait acquitté en

procédant à trois versements successifs de 310 fr. 15 entre les mois de juin et

août 2006, ainsi qu'en retenant à son avantage un remboursement de 357 fr. 15

auquel devait encore procéder Intras (achat de lunettes selon facture du 17

mars 2003). De plus, la poursuite dont il ferait l'objet serait périmée, dans

la mesure où l'intimée n'aurait pas respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4

OAMal.

(…)

3.2

Selon l'art. 90 al. 4 OAMal (dans sa teneur en

vigueur du 10 mai 2006 au 31 juillet 2007, applicable à la présente cause), si

l'assuré est en retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il n'a

pas donné suite aux sommations qui lui ont été adressées, il doit être mis en

poursuite pour la créance arriérée au plus tard 40 jours après la dernière

sommation restée sans suite. Le délai de 40 jours est une prescription d'ordre,

dont l'inobservation n'entraîne pas la péremption du droit aux arriérés ou de

la procédure de poursuite. L'assureur n'est pas tenu non plus de procéder à une

nouvelle sommation s'il entend faire valoir ses droits par la voie de la

poursuite. La seule conséquence que la loi attache à l'inobservation de ce

délai est que la sanction prévue à l'art. 64a al. 2 LAMal ne prend pas effet (à

l'inverse de celle prévue à l'art. 64a al. 4 LAMal). L'art. 90 al. 4 OAMal vise

à empêcher que les assureurs ne tardent trop avant d'entreprendre les démarches

nécessaires au recouvrement des primes dues (Gebhard Eugster,

Krankenversicherung, in: Schweizerisches Bundesverwaltungs-recht [SBVR],

Soziale Sicherheit, 2ème éd., Bâle 2007, p. 747, n. 1028).” (sottolineature del redattore)

Con il 1° agosto 2007 sono entrati in

vigore gli art. 105a OAMal e seguenti (RU 2007 3573, pag. 3577) che hanno

sostituito in particolare l’art. 90 cpv. 3 e 4 OAMal (cfr., per il tenore, il

consid. 2.7).

Con sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre

2008.

l’Alta Corte, a proposito dell’art. 90 cpv. 4 OAMal, in vigore fino al 31

luglio 2007, e dell’art. 105b OAMal, in vigore dal 1° agosto 2007, ha affermato:

" 2.

En substance, la recourante conteste le bien-fondé de

la créance dont l'intimée lui réclame le paiement, en se prévalant du fait que

les poursuites dont elle ferait l'objet seraient périmées, l'intimée n'ayant

pas respecté le délai fixé à l'art. 90 al. 4 OAMal.

3.

3.1

Le financement de l'assurance-maladie sociale

repose sur les assurés et les pouvoirs publics. Il dépend donc étroitement de

l'exécution de leurs obligations pécuniaires par les assurés. Ces derniers sont

ainsi légalement tenus de s'acquitter du paiement des primes (cf. art. 61

LAMal) et des participations aux coûts (cf. art. 64 LAMal). Respectivement, les

assureurs ne sont pas libres de recouvrir ou non les arriérés de primes et

participations aux coûts. Au contraire et au regard des principes de mutualité

et d'égalité de traitement prévalant dans le domaine de l'assurance-maladie

sociale (art. 13 al. 2 let. a LAMal), ils sont tenus de faire valoir leurs

prétentions découlant des obligations financières des assurés par la voie de

l'exécution forcée selon la LP (jusqu'au 31 juillet 2007: art. 90 al. 3 OAMal;

depuis le 1er août 2007: art. 105b OAMal). Par conséquent, si l'assureur est au

bénéfice d'un jugement exécutoire au sens de l'art. 80 LP, auquel est assimilée

une décision ou une décision sur opposition exécutoire portant condamnation à payer

une somme d'argent ou à fournir des sûretés (art. 54 al. 2 LPGA), il peut

requérir du juge la mainlevée définitive de l'opposition; s'il ne dispose pas

d'un tel titre de mainlevée, il doit faire valoir le bien-fondé de sa

prétention par la voie de la procédure administrative, conformément à l'art. 79

LP (voir ATF 131 V 147).

3.2

Dans sa teneur en vigueur du 10 mai 2006 au 31

juillet 2007, date de son abrogation, l'art. 90 al. 4 OAMal prévoyait que si

l'assuré était en retard dans le paiement de trois primes mensuelles et qu'il

n'avait pas donné suite aux sommations qui lui avaient été adressées, il devait

être mis en poursuite pour la créance arriérée au plus tard 40 jours après la

dernière sommation restée sans suite. Applicable depuis le 1er août 2007, l'art. 105b OAMal prévoit désormais que les primes et les participations aux coûts de

l'assurance obligatoire des soins échues et impayées doivent faire l'objet,

dans les trois mois qui suivent leur exigibilité, d'une sommation écrite qui

sera précédée d'au moins un rappel et qui sera distincte de celles portant sur

d'autres retards de paiement éventuels. Avec la sommation, l'assureur doit

impartir à l'assuré un délai de 30 jours pour remplir son obligation et attirer

son attention sur les conséquences qu'il encourt s'il n'effectue pas le

paiement (al. 1). Si l'assuré ne s'exécute pas dans le délai imparti,

l'assureur doit mettre la créance en poursuite dans les quatre mois qui

suivent, de manière distincte des autres retards de paiement éventuels (al. 2).

Les délais prévus dans les dispositions qui précèdent

sont des prescriptions d'ordre, dont l'inobservation n'entraîne pas la

péremption du droit aux arriérés ou de la procédure de poursuite. L'assureur n'est

pas tenu non plus de procéder à une nouvelle sommation s'il entend faire valoir

ses droits par la voie de la poursuite. La seule conséquence que la loi attache

à l'inobservation de ces délais est que la sanction prévue à l'art. 64a al. 2

LAMal ne prend pas effet (à l'inverse de celle prévue à l'art. 64a al. 4

LAMal). Les art. 90 al. 4 et 105b al. 1 et 2 OAMal visent en effet à empêcher

que les assureurs ne tardent trop avant d'entreprendre les démarches

nécessaires au recouvrement des primes dues (arrêt 9C_397/2008 du 29 septembre

2008; GEBHARD EUGSTER, Krankenversicherung, in: Schweizerisches

Bundesverwaltungsrecht [SBVR], Soziale Sicherheit, 2ème éd., Bâle 2007, p. 747,

n. 1028).

4.

Sur le vu de ce qui précède, le grief que la

recourante prétend tirer de l'art. 90 al. 4 OAMal n'est pas fondé. Cette

disposition, de même que l'art. 105b OAMal, applicable depuis le 1er août 2007,

n'empêchent pas une caisse de continuer la poursuite qu'elle a entreprise

contre un assuré, l'inobservation des incombances prévues à ces dispositions

faisant simplement obstacle à la suspension de la prise en charge des coûts des

prestations au sens de l'art. 64a al. 2 LAMal. Pour le reste, les

considérations tenues par la recourante à l'appui de son recours ne justifient

pas que l'on s'écarte de l'appréciation du Tribunal des assurances, faute pour

celle-ci de prendre position par rapport aux considérants du jugement attaqué

et d'expliquer en quoi et pourquoi celui-ci serait contraire au droit.” (sottolineature del redattore)

2.11

Alla luce delle sopra

citate sentenze questo Tribunale deve innanzitutto concludere che l’art. 64a

cpv. 1 LAMal e l’art. 105b OAMal non hanno introdotto una nuova forma di

procedura esecutiva in deroga alla LEF ma hanno semplicemente regolato in

maniera più precisa le modalità della procedura da adottare in caso di premi e

partecipazioni ai costi in arretrato (DTF 131 V 147).

In secondo luogo questo TCA ritiene che

l’assicuratore, prima di far spiccare il precetto esecutivo, oltre al richiamo,

è tenuto a diffidare l’assicurato assegnandogli un ultimo termine per pagare il

dovuto.

Tuttavia, sulla base della sentenza

9C_786/2008 del 31 ottobre 2008, il termine di 30 giorni è unicamente un

termine d’ordine che va rispettato solo laddove l’assicuratore intende anche

sospendere il pagamento delle prestazioni del proprio assicurato moroso sulla

base del debito escusso. Se il termine di 30 giorni non viene indicato

nella diffida, l’importo dovuto può comunque essere oggetto di esecuzione.

Certo, nei casi giudicati dal TF,

oggetto del contendere è il termine entro il quale l’assicuratore deve avviare

la procedura esecutiva e non il termine contenuto nella diffida.

Tuttavia nella sopra citata sentenza

9C_786/2008 del 31 ottobre 2008 il TF, al consid. 3.2, laddove ha precisato che

i termini previsti “dans les dispositions qui précèdent” (tra cui l’art.

105b cpv. 1 seconda frase OAMal che prevede che con la diffida l’assicuratore

deve impartire all’assicurato un termine di 30 giorni) sono delle prescrizioni

d’ordine la cui inosservanza non comporta la perenzione del diritto agli

arretrati o della procedura esecutiva, non ha fatto alcuna distinzione tra i “délais”

(termini) per iniziare la procedura esecutiva previsti dagli art. 90 cpv. 4

OAMal (40 giorni dopo l’ultima diffida infruttuosa) in vigore fino al 31 luglio

2007.

e 105b cpv. 2 OAMal (4 mesi se l’assicurato non paga il termine impartito)

in vigore dal 1° agosto 2007 e il “délai” (termine) di 30 giorni che

deve contenere la diffida e che è previsto (anche) dall’art. 105b cpv. 1

seconda frase OAMal citato anch’esso nella sentenza.

Nel caso concreto la circostanza che

l’assicuratore, tramite la diffida, ha accordato al ricorrente un termine di

soli 14 giorni per il pagamento del dovuto (cfr. doc. 5) non impedisce pertanto

alla Cassa di procedere per via esecutiva.

L’unica conseguenza è l’inefficacia

dell’eventuale sospensione delle prestazioni ai sensi dell’art. 64a cpv. 2

LAMal sulla base di questo debito (cfr. sentenza 9C_786/2008 del 31 ottobre

2008, consid. 4).” (sottolineatura del redattore)

Ne

segue che in concreto la sospensione va annullata già solo per il fatto che

l’assicuratore, con le diffide, non ha assegnato un termine di 30 giorni per

procedere con il pagamento degli arretrati. Ciò deve valere anche se con

l’ultima diffida del 21 luglio 2010, ossia successiva alla citata pronunzia

cantonale e relativa al solo premio del mese di giugno 2010 la Cassa ha

rispettato questo termine giacché la procedura esecutiva __________ concerne

comunque anche periodi ed importi per i quali i termini non sono stati

rispettati.

Del

resto, come rileva l’insorgente, vi è un’ulteriore violazione dell’art. 64a

cpv. 2 LAMal, nella misura in cui l’assicuratore con l’emanazione della

decisione di sospensione del 23 maggio 2011 non ha contemporaneamente avvisato

le autorità cantonali della sospensione delle prestazioni (doc. F). I

precedenti avvisi non possono essere ritenuti sufficienti poiché l’assicuratore

medesimo afferma di non aver mai sospeso in precedenza il pagamento delle

prestazioni del ricorrente (cfr. anche sentenza 36.2007.141 del 22 ottobre 2007;

cfr. doc. III, punto 16, pag. 21; cfr. tuttavia, fra i tanti, doc. 203, nonché

doc. F). Per cui, non avendolo mai sospeso, non avrebbe neppure mai dovuto

comunicare all’autorità cantonale la sua sospensione.

Infine,

l’assicuratore, a ben vedere, non ha neppure indicato al ricorrente, con le

diffide, le conseguenze della mora previste dall’art. 64a cpv. 2 LAMal come

impone l’art. 64a cpv. 1 LAMal.

Infatti,

l’art. 64a cpv. 2 prima frase LAMal prevede che se, nonostante la diffida,

l’assicurato non paga e se è già stata depositata una domanda di continuazione

dell’esecuzione per debiti, l’assicuratore sospende l’assunzione dei costi

delle prestazioni finché i premi e le partecipazioni ai costi in arretrato, gli

interessi di mora e le spese d’esecuzione non sono stati pagati integralmente.

Ora, con le diffide in esame l’assicuratore ha solamente indicato che “in

caso di mancato pagamento saremo costretti a sospendere l’assunzione dei costi

delle prestazioni in virtù dell’articolo 64a delle legge federale

sull’assicurazione malattie (LAMal).”, senza essere più preciso (cfr., in

ambito di diritto privato, la DTF 128 III 186 dove il TF, a proposito dell’art.

20.

LCA, ha stabilito che una diffida che non indica le conseguenze del mancato

adempimento degli obblighi è irregolare e non può produrre gli effetti che non

sono stati citati).

Ne segue che, alla luce di quanto sopra esposto, la sospensione

del pagamento delle prestazioni non è giustificata e va annullata, mentre va

ripristinato il pagamento delle prestazioni derivanti dalla LAMal.

5.

L’insorgente

vincente in causa, rappresentato da una persona cognita in materia, ha diritto

a ripetibili.

Infatti,

l’indennità per ripetibili può venire assegnata, di regola,

solo al ricorrente vittorioso patrocinato in causa (art. 61 cpv. 1 lett. g

LPGA; DTF 112 V 86 consid. 4; DTF 110 V 81 consid. 7;

DTF 105 V 89 consid. 4; DTF 105 Ia 122; DTF 99 Ia 580 consid. 4), ma è concessa non soltanto se l’assicurato è patrocinato da un

avvocato, ma anche quando il patrocinio è assunto da una persona

particolarmente qualificata per la questione giuridica considerata, purché non

si debba ritenere che il patrocinatore abbia agito a titolo gratuito (DTF 118 V

140.

consid. 2= RCC 1992 p. 433 consid. 2a; RCC 1985 p. 411 consid. 4;

DTF 108 V 271 = RCC 1983 p. 329; cfr. la sentenza 30.2009.32 del 2 aprile

2010).

Per

quanto concerne l’istanza di assistenza giudiziaria, essa, di principio, con

l’assegnazione di ripetibili alla parte vincente in causa diventa priva di

oggetto (DTF 124 V 309 consid. 6, sentenza del 9 aprile 2003 U 164/02).

Va

qui comunque evidenziato che ai sensi dell’art. 61 lett. f

LPGA nella procedura giudiziaria cantonale deve essere garantito il diritto di

farsi patrocinare. Se le circostanze lo giustificano, il ricorrente può avere

diritto al gratuito patrocinio. Tale norma di legge rispecchia sostanzialmente

il tenore del vecchio art. 85 cpv. 2 lett. f LAVS, rimasto in vigore sino al 31

dicembre 2002, il quale prevedeva che l’autorità di ricorso doveva garantire il

diritto di farsi patrocinare, se del caso, l’assistenza giudiziaria. L’art. 61

lett. f LPGA mantiene il principio che i presupposti del diritto alla concessione

dell’assistenza giudiziaria si esaminano sulla base del diritto federale,

mentre la determinazione della relativa indennità spetta al diritto cantonale (DTF

110.

V 362; Kieser, ATSG-Kommentar 2a ed., ad art. 61, n. 102, pag. 788).

I

presupposti, cumulativi per la concessione dell’assistenza giudiziaria –

rimasti invariati rispetto al vecchio diritto (Kieser, op. cit., ad art. 61, n.

dal 104 al 108, pag. 788-789) – sono in principio dati se l’istante si trova

nel bisogno, se l’intervento dell’avvocato è necessario o perlomeno indicato e

se il processo non è privo di esito favorevole.

Occorre

qui ricordare che il gratuito patrocinio, sia in ambito di procedura ricorsuale

che amministrativa, di principio, può essere riconosciuto solo ad avvocato

patentato (sentenza 2 marzo 2005, I 447/04, consid. 4.2 citata in DTF 132 V 201

consid. 4.2 e DTF 132 V 206 consid. 5.1.4; per quanto riguarda un avvocato non

impiegato presso un’organizzazione riconosciuta di utilità pubblica e non

iscritto in un albo cfr. DTF 132 V 206 consid. 5.1.4 = SVR 2006 IV Nr. 50 pag.

181). In DTF 132 V 200 il TF ha stabilito che a meno che non siano impiegati

presso un'organizzazione riconosciuta di utilità pubblica, sono autorizzati a

assistere gratuitamente un richiedente ai sensi dell'art. 37 cpv. 4 LPGA unicamente gli avvocati che soddisfano per analogia le condizioni

personali di iscrizione al registro ai sensi dell'art. 8 cpv. 1 della legge

federale sulla libera circolazione degli avvocati (LLCA).

In

concreto, non essendo il ricorrente patrocinato da un avvocato, la domanda di

assistenza giudiziaria andrebbe pertanto respinta.

Si

prescinde dal carico di tassa di giustizia all'assicuratore che viene

richiamato a migliore diligenza pro futuro.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

é accolto ai sensi dei considerandi.

§ La decisione impugnata è

annullata ed è ripristinato il pagamento delle prestazioni dell’assicurazione

obbligatoria delle cure medico-sanitarie conformemente ai considerandi.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato. La Cassa malati CO 1 verserà al ricorrente fr. 2’000.-- a titolo di

ripetibili (IVA inclusa), ciò che rende priva di oggetto la domanda di

assistenza giudiziaria e gratuito patrocinio.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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