36.2011.95
Ricorso per denegata giustizia accolto poiché l'assicuratore non ha dato seguito alle richieste dell'insorgente
13 febbraio 2012Italiano18 min
Source ti.ch
AIUTO
RICERCA
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Numero d'incarto:
36.2011.95
Data decisione, Autorità:
13.02.2012, TCA
Titolo:
Ricorso per denegata giustizia accolto poiché l'assicuratore non ha dato seguito alle richieste dell'insorgente
DENEGATA GIUSTIZIA
art. 52 LPGA
Raccomandata
Incarto n.
36.2011.95
cs
Lugano
13 febbraio
2012
In nome
della Repubblica e Cantone
Ticino
Il giudice delegato
del Tribunale cantonale delle
assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 9 dicembre 2011
di
RI 1
rappr. da: RA 1
contro
CO 1
in materia di assicurazione sociale contro
le malattie
ritenuto, in
fatto
A. RI
1 è affiliato presso CO 1 (di seguito: CO 1) per l’assicurazione obbligatoria
delle cure medico sanitarie.
B. Con
scritto del 26 aprile 2011 RI 1, rappresentato dallo RA 1 si è rivolto
all’assicuratore rilevando che le prestazioni LAMal gli sarebbero state sospese
senza tuttavia l’emissione di alcuna decisione formale. Per una verifica
dell’intera fattispecie l'assicurato ha chiesto l’invio di una copia di tutte le
attestazioni di sospensione ai sensi dell’art. 64a cpv. 2 LAMal (doc. B).
C. Il
30 maggio 2011 CO 1 ha trasmesso all’interessato 4 decisioni, datate 11 aprile
2007, 6 agosto 2007, 15 ottobre 2007 e 3 marzo 2008 (doc. C).
D. Con
scritto del 19 agosto 2011 RI 1 si è nuovamente rivolto all’assicuratore
evidenziando di non aver mai ricevuto in precedenza le decisioni prodotte con
la lettera del 30 maggio 2011. L’interessato ha chiesto di conseguenza la
revoca della sospensione con effetto ex tunc, in via subordinata l’emissione di
una decisione formale di mantenimento della sospensione delle prestazioni (doc.
F).
E. Il
6 settembre 2011 CO 1 ha nuovamente trasmesso all’interessato copia delle
decisioni dell’11 aprile 2007, 6 agosto 2007, 15 ottobre 2007 e 3 marzo 2008
(doc. G).
F. In
data 2 novembre 2011 l’assicurato ha ribadito la richiesta contenuta nello scritto
del 19 agosto 2011, concedendo a CO 1 un ultimo termine scadente l’11 novembre
2011 (doc. H).
G. Il
9 dicembre 2011 RI 1, sempre rappresentato dallo RA 1, si è rivolto al TCA con
un ricorso per denegata giustizia (doc. I). Dopo aver ripercorso l’intera
fattispecie, l’interessato chiede in sostanza l’emissione di una decisione formale
da parte dell’assicuratore.
H. Con
risposta dell’11 gennaio 2012 CO 1 propone la reiezione del ricorso (doc. III).
Pur ammettendo che le 4 decisioni formali prodotte in precedenza non sono state
inviate tramite raccomandata, evidenzia che dopo aver ricevuto il primo
provvedimento il curatore di RI 1 si è rivolto con fax datato 2 maggio 2007 a CO 1 chiedendo ulteriori informazioni. L’assicuratore afferma inoltre di non aver commesso
alcuna denegata giustizia avendo già emesso le 4 citate decisioni.
Fatti
I. Il
28 gennaio 2012 il ricorrente ha preso posizione sulla risposta di causa (doc.
VI), mentre il 9 febbraio 2012 le parti sono state sentite nel corso di
un’udienza di discussione (doc. VIII).
in
diritto
in
ordine
1.La presente vertenza non pone questioni
giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la
difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque
decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.
Considerandi
2.
della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del
21.
dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio
2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;
STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;
STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).
nel
merito
2.
In
virtù dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro
trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate;
fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali. A norma dell’art. 52
cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine
adeguato (ciò che vale anche per le decisioni formali richieste).
Sono
motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici. Giusta
l’art. 56 cpv. 1 LPGA le decisioni su opposizione e quelle contro cui
un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso. Secondo
l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore,
nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione
su opposizione. L’art. 56 cpv. 2 LPGA include sia i ricorsi per ritardata giustizia
che per denegata giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra, 2°
ed. 2009, art. 56 nota 12 pag. 705). Secondo il Tribunale Federale, vi è
diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria od amministrativa non si
occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147
cons. 3a e riferimenti ivi menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 12 pag. 705).
Sempre secondo la giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso in cui
l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò
non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura
dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons.
3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego
di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità
non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF
108.
V 20 cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una
ritardata giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze
oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno
condotto ad un prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente
giustificate (DTF 103 V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono,
segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà della materia ed il
comportamento dell'interessato (DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ
1983.
p. 483). Il principio secondo cui la procedura innanzi al Tribunale
cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1
lett. a LPGA) è espressione di un principio generale del diritto delle
assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura
amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure
Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243
n. 509).
3.
Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata
giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità
protrae più del dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa
prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori
supplementari.
Qualora
l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una
violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati
provvedimenti sono stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot
nach Art. 4 BV, tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali).
In
una sentenza pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg., l’allora TFA (dal 1°
gennaio 2007: TF) ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico
dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi
di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata
presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza
impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., l’allora TFA ha invece negato l'esistenza
di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che,
trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto
opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua
competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una
ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto
completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile
di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di
ricusa). In questa stessa pronuncia, l’allora TFA ha illustrato alcuni
precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata
giustizia:
" Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in
ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern
von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als
Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine
Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine
unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits
hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40
Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März 1993, M 1/92)." (RAMI succitata)
Nella
sentenza del 20 settembre 1995, causa A.L. del Tribunale TC Argovia, è stata
riconosciuta una ritardata giustizia, poiché un'autorità aveva atteso più di 9
mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das
Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri,
Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.). Nel caso
giudicato il 22 giugno 1998 dal TC Nidwaldo l'amministrazione è stata
(soltanto) biasimata per aver lasciato trascorrere più di un anno senza
prendere alcuna decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p.
67). Il TFA ha stabilito, in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, p.
109s., che l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia é
soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale
non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni
assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di
questa procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto
l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA. Il TF ha ripreso gli stessi principi in un
recente giudizio in materia di assicurazione infortuni (DTF 22 febbraio 2010
inc.8C_613/2009) in cui così si è espresso:
" Aux termes de l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne
a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause
soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le caractère raisonnable
de la durée de la procédure s'apprécie en fonction des circonstances
particulières de la cause et, entre autres critères, sont notamment
déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que revêt le litige
pour l'assuré ainsi que le comportement de celui-ci et des autorités intimées.
A cet égard, il appartient au justiciable d'entreprendre certaines démarches
pour inviter l'autorité à faire diligence, notamment en incitant celle-ci à
accélérer la procédure ou en recourant pour retard injustifié. Si on ne saurait
reprocher à l'autorité quelques "temps morts", elle ne peut invoquer
une organisation déficiente ou une surcharge structurelle pour justifier la
lenteur de la procédure (ATF 130 I 312 consid. 5.1 et 5.2 p. 331 s. et les références).
2.3
On ajoutera qu'en droit des assurances sociales, la procédure
de première instance est gouvernée par le principe de célérité. Ce principe
est consacré à l'art. 61 let. a LPGA qui exige des cantons que la procédure
soit simple et rapide; il constitue l'expression d'un principe général du
droit des assurances sociales (ATF 110 V 54 consid. 4b p. 61)." (sottolineatura del
redattore)
Si
veda inoltre la sentenza cantonale di Ginevra pubblicata in SJ 2010 pag. 297 in particolare cons. 3.1. pag. 301 secondo cui:
" Selon la jurisprudence, l'autorité qui ne traite
pas un grief relevant de sa compétence, motivé de façon suffisante et
pertinente pour l'issue du litige commet un déni de justice formel proscrit par
l'art. 29 al. 1 Cst. (ATF 134 I 229 c. 2.3 p.
232; ATF 117 Ia 116 c. 3a p.
117.
et les
références). De même, la jurisprudence a déduit du droit d'être entendu de l'art. 29 al. 2 Cst. l'obligation pour l'autorité de motiver sa
décision, afin que l'intéressé puisse se rendre compte de la portée de celle-ci
et l'attaquer en connaissance de cause. La motivation d'une décision est
suffisante lorsque l'autorité mentionne, au moins brièvement, les motifs qui
l'ont guidée et sur lesquels elle a fondé son raisonnement. L'autorité ne doit
toutefois pas se prononcer sur tous les moyens des parties; elle peut se
limiter aux questions décisives (ATF 130 II 530 c. 4.3 p.
540.
et les
arrêts cités)."
In
DTF 130 I 312 e segg. richiamata nelle motivazioni appena riprodotte, il TF ha,
più esplicitamente, specificato che:
" Selon l'art. 29 al. 1 Cst.,
toute personne a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce
que sa cause soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le
caractère raisonnable ou adéquat du délai s'apprécie au regard de la nature de
l'affaire et de l'ensemble des circonstances, selon un principe déjà fixé sous
l'empire de l'art. 4 al. 1 aCst. (ATF 125 V 188 consid. 2a p. 191/192;
ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107 Ib 160 consid. 3b p. 164/165).
A l'instar de l'art. 6 par. 1
CEDH - qui n'offre, à cet égard, pas une protection plus étendue que les
garanties constitutionnelles nationales (ATF 114 Ia 179 ss; Hottelier, op.
cit., p. 810 ch. 5 in fine) - l'art. 29 al. 1 Cst.
consacre le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le retard
injustifié à statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle
lorsqu'elle ne rend pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai
prescrit par la loi ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que
toutes les autres circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib
311.
consid. 5 p. 323
ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN,
op. cit., p. 200 ss; HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).
5.2
Le caractère raisonnable de la durée de la
procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,
lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères
sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que
revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et
celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311
consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au justiciable
d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse diligence,
que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant, le cas
échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158 s.). Le
comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur en
procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties doivent
faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure (HAEFLIGER/
Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1243
p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques
"temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (cf. ATF
124.
I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge structurelle
ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une procédure (ATF 122 IV
103.
consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p. 165); il appartient en
effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à garantir aux citoyens
une administration de la justice conforme aux règles (ATF 119 III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p.
506.
s.; HAEFLIGER/ SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER,
op. cit., n. 1244 et 1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7).
5.3
La sanction du dépassement du délai
raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du
principe de célérité,
qui constitue une forme de réparation pour celui qui en est la victime. Cette
constatation peut également jouer un rôle sur la répartition des frais et
dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411 consid. 1.3 p.
417.
et les références). Dans certaines circonstances, si les conditions de la
responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour acte illicite
sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à statuer peut
être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il n'appartient pas au
Tribunal fédéral, saisi d'un recours de droit administratif, de se prononcer
sur cette question, d'autant que les recourantes n'ont pas formulé de conclusions
dans ce sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)."
(sottolineatura del redattore)
Come
evidenziato nel giudizio riportato, in caso di accoglimento di un ricorso per
ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di
concludere entro un termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar
seguito alla chiesta misura (cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110). Il
giudice non deve analizzare il merito della fattispecie ma semplicemente
valutare se sussista in concreto una denegata giustizia od un ritardo
ingiustificato da parte della Cassa. Qualora l’amministrazione abbia dato
seguito alle domande dei ricorrenti nelle more della procedura occorre
verificare, per determinare l’eventuale diritto a ripetibili stante il
patrocinio, se il ricorso era necessario e se un ritardo nella reazione della
Cassa è sussistito.
Questi
principi sono stati recentemente espressi da questo Tribunale cantonale delle
Assicurazioni in una sentenza emanata nella composizione completa (sentenza del
14.
novembre 2011, inc. 36.2011.72).
4.
In
concreto l’assicuratore ritiene in sostanza di non dover emanare alcuna
decisione sulla sospensione (o sulla revoca della sospensione) delle
prestazioni LAMal, avendone già emesse 4, di cui almeno una, secondo la Cassa, sicuramente
ricevuta dall’assicurato, come comproverebbe il fax datato 2 maggio 2007 del
curatore dell’insorgente dove viene apparentemente fatto riferimento alla prima
decisione (cfr. plico doc. 1-9), ciò che, in sede di udienza, è stato
contestato dall’insorgente sulla base di un e-mail del proprio curatore (doc.
VIII/2).
Va
innanzitutto evidenziato che con sentenza pubblicata in DTF 133 V 50, l’Alta
Corte ha stabilito che la mancata entrata in materia su una domanda di
riconsiderazione di una decisione non è impugnabile mediante opposizione.
Il
Tribunale federale ha in quell’occasione rilevato che con la riconsiderazione si
impone all’amministrazione di ritornare su decisioni già cresciute in giudicato
e un rifiuto della domanda non metterebbe fine al contenzioso giacché
l’assicurato potrebbe chiedere nuovamente la riconsiderazione della decisione e
renderebbe in sostanza privo di effetto il termine di 30 giorni per inoltrare
opposizione (DTF 133 V 50 consid. 4.2).
Nel
caso di specie tuttavia non si tratta di decidere circa una riconsiderazione
delle decisioni datate 11 aprile 2007, 6 agosto 2007, 15 ottobre 2007 e 3 marzo
2008.
L’insorgente
chiede infatti (anche) che l’assicuratore emetta una decisione sul ripristino
della copertura delle prestazioni LAMal (o una revoca della sospensione) poiché
sostiene che le citate decisioni non gli sono mai state notificate (cfr. doc.
VIII).
In
questo senso alla richiesta di emanare una decisione formale di ripristino
delle prestazioni doveva essere dato seguito tramite un provvedimento in cui la
Cassa avrebbe dovuto accogliere oppure rifiutare la domanda, specificandone i
motivi.
In
altre parole, con la decisione richiesta, l’assicuratore non deve decidere
nuovamente circa la sospensione o circa la correttezza della procedura che lo
ha condotto a sospendere le prestazioni LAMal, avendo già statuito in merito, ma,
nel caso di mantenimento della sospensione, deve semmai indicare per quale
motivo un ripristino delle prestazioni nel caso di specie non è possibile, ad
esempio sostenendo di aver notificato regolarmente le decisioni dell’11 aprile
2007, 6 agosto 2007, 15 ottobre 2007 e 3 marzo 2008 e verificando che i
relativi debiti posti a fondamento delle citate decisioni non sono ancora stati
soluti (cfr. a questo proposito la DTF 129 V 455, dove applicando il
vecchio diritto, ma il cui principio generale è tuttora valido, l’Alta Corte ha
affermato che la sospensione termina con il pagamento di quei premi [incluse le
spese accessorie] che hanno fatto l’oggetto dell’attestato di carenza beni [rispettivamente
dell’esecuzione] all’origine dell’avvio della procedura [cfr. consid. 2.3: “Ein Leistungsaufschub und die damit einhergehende
subsidiäre Leistungspflicht der zuständigen Sozialhilfebehörde rechtfertigt
sich nur für Beitragsausstände, welche in einem bestimmten Verlustschein
verkörpert und der Sozialhilfebehörde so urkundenmässig ausgewiesen zugegangen
sind“].).
Ne
segue che nella misura in cui il ricorso per denegata giustizia tende alla
condanna della Cassa all’emissione di una decisione formale che statuisca circa
il ripristino del pagamento delle prestazioni il ricorso va accolto e l’incarto
rinviato all’amministrazione per i suoi incombenti.
Al
ricorrente, rappresentato da una persona cognita in materia, vanno assegnate le
ripetibili.
Dispositivo
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso
è accolto.
L’incarto
è rinviato all’amministrazione per l’emissione di una decisione formale che
statuisca circa il ripristino del pagamento delle prestazioni LAMal.
2. Non
si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello
Stato. CO 1 verserà fr. 1'500.-- (IVA inclusa) al ricorrente a titolo di
ripetibili.
3. Comunicazione
agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in
materia di diritto pubblico al Tribunale
federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30
giorni dalla comunicazione.
L'atto
di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di
quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del
ricorrente o del suo rappresentante.
Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il
ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale
cantonale delle assicurazioni
Il giudice
delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio
Zocchetti
Ultimo aggiornamento: 09.05.2026
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