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Decisione

36.2011.95

Ricorso per denegata giustizia accolto poiché l'assicuratore non ha dato seguito alle richieste dell'insorgente

13 febbraio 2012Italiano18 min

Source ti.ch

Fatti

I. Il

28 gennaio 2012 il ricorrente ha preso posizione sulla risposta di causa (doc.

VI), mentre il 9 febbraio 2012 le parti sono state sentite nel corso di

un’udienza di discussione (doc. VIII).

in

diritto

in

ordine

1.La presente vertenza non pone questioni

giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la

difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque

decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell'articolo 49 cpv.

Considerandi

2.

della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF H 180/06 e H 183/06 del

21.

dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio

2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002;

STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.;

STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999).

nel

merito

2.

In

virtù dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro

trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate;

fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali. A norma dell’art. 52

cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine

adeguato (ciò che vale anche per le decisioni formali richieste).

Sono

motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici. Giusta

l’art. 56 cpv. 1 LPGA le decisioni su opposizione e quelle contro cui

un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso. Secondo

l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore,

nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione

su opposizione. L’art. 56 cpv. 2 LPGA include sia i ricorsi per ritardata giustizia

che per denegata giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra, 2°

ed. 2009, art. 56 nota 12 pag. 705). Secondo il Tribunale Federale, vi è

diniego di giustizia qualora un'autorità giudiziaria od amministrativa non si

occupi di una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147

cons. 3a e riferimenti ivi menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 12 pag. 705).

Sempre secondo la giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso in cui

l'autorità competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò

non avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura

dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons.

3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego

di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità

non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF

108.

V 20 cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una

ritardata giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze

oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno

condotto ad un prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente

giustificate (DTF 103 V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono,

segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà della materia ed il

comportamento dell'interessato (DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ

1983.

p. 483). Il principio secondo cui la procedura innanzi al Tribunale

cantonale delle assicurazioni deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1

lett. a LPGA) è espressione di un principio generale del diritto delle

assicurazioni sociali e vale, perciò, anche nell'ambito della procedura

amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure

Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, Zurigo 1999, p. 243

n. 509).

3.

Dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata

giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità

protrae più del dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa

prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori

supplementari.

Qualora

l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una

violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati

provvedimenti sono stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot

nach Art. 4 BV, tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali).

In

una sentenza pubblicata in DTF 129 V pag. 411 e seg., l’allora TFA (dal 1°

gennaio 2007: TF) ha ammesso l'esistenza di un ritardo ingiustificato a carico

dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso in materia di AVS/AI, trattandosi

di una procedura durata globalmente più di 10 anni (dal momento in cui è stata

presentata la domanda di prestazioni a quello in cui è stata resa la sentenza

impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., l’allora TFA ha invece negato l'esistenza

di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un assicuratore malattie che,

trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui l'assicurato ha interposto

opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare la decisione di sua

competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale ha riconosciuto una

ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che era rimasto

completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42 mesi e suscettibile

di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione di un atto di

ricusa). In questa stessa pronuncia, l’allora TFA ha illustrato alcuni

precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata

giustizia:

" Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in

ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern

von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als

Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine

Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine

unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits

hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40

Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März 1993, M 1/92)." (RAMI succitata)

Nella

sentenza del 20 settembre 1995, causa A.L. del Tribunale TC Argovia, è stata

riconosciuta una ritardata giustizia, poiché un'autorità aveva atteso più di 9

mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri,

Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.). Nel caso

giudicato il 22 giugno 1998 dal TC Nidwaldo l'amministrazione è stata

(soltanto) biasimata per aver lasciato trascorrere più di un anno senza

prendere alcuna decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p.

67). Il TFA ha stabilito, in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, p.

109s., che l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia é

soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale

non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni

assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di

questa procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto

l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA. Il TF ha ripreso gli stessi principi in un

recente giudizio in materia di assicurazione infortuni (DTF 22 febbraio 2010

inc.8C_613/2009) in cui così si è espresso:

" Aux termes de l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne

a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause

soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le caractère raisonnable

de la durée de la procédure s'apprécie en fonction des circonstances

particulières de la cause et, entre autres critères, sont notamment

déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que revêt le litige

pour l'assuré ainsi que le comportement de celui-ci et des autorités intimées.

A cet égard, il appartient au justiciable d'entreprendre certaines démarches

pour inviter l'autorité à faire diligence, notamment en incitant celle-ci à

accélérer la procédure ou en recourant pour retard injustifié. Si on ne saurait

reprocher à l'autorité quelques "temps morts", elle ne peut invoquer

une organisation déficiente ou une surcharge structurelle pour justifier la

lenteur de la procédure (ATF 130 I 312 consid. 5.1 et 5.2 p. 331 s. et les références).

2.3

On ajoutera qu'en droit des assurances sociales, la procédure

de première instance est gouvernée par le principe de célérité. Ce principe

est consacré à l'art. 61 let. a LPGA qui exige des cantons que la procédure

soit simple et rapide; il constitue l'expression d'un principe général du

droit des assurances sociales (ATF 110 V 54 consid. 4b p. 61)." (sottolineatura del

redattore)

Si

veda inoltre la sentenza cantonale di Ginevra pubblicata in SJ 2010 pag. 297 in particolare cons. 3.1. pag. 301 secondo cui:

" Selon la jurisprudence, l'autorité qui ne traite

pas un grief relevant de sa compétence, motivé de façon suffisante et

pertinente pour l'issue du litige commet un déni de justice formel proscrit par

l'art. 29 al. 1 Cst. (ATF 134 I 229 c. 2.3 p.

232; ATF 117 Ia 116 c. 3a p.

117.

et les

références). De même, la jurisprudence a déduit du droit d'être entendu de l'art. 29 al. 2 Cst. l'obligation pour l'autorité de motiver sa

décision, afin que l'intéressé puisse se rendre compte de la portée de celle-ci

et l'attaquer en connaissance de cause. La motivation d'une décision est

suffisante lorsque l'autorité mentionne, au moins brièvement, les motifs qui

l'ont guidée et sur lesquels elle a fondé son raisonnement. L'autorité ne doit

toutefois pas se prononcer sur tous les moyens des parties; elle peut se

limiter aux questions décisives (ATF 130 II 530 c. 4.3 p.

540.

et les

arrêts cités)."

In

DTF 130 I 312 e segg. richiamata nelle motivazioni appena riprodotte, il TF ha,

più esplicitamente, specificato che:

" Selon l'art. 29 al. 1 Cst.,

toute personne a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce

que sa cause soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le

caractère raisonnable ou adéquat du délai s'apprécie au regard de la nature de

l'affaire et de l'ensemble des circonstances, selon un principe déjà fixé sous

l'empire de l'art. 4 al. 1 aCst. (ATF 125 V 188 consid. 2a p. 191/192;

ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107 Ib 160 consid. 3b p. 164/165).

A l'instar de l'art. 6 par. 1

CEDH - qui n'offre, à cet égard, pas une protection plus étendue que les

garanties constitutionnelles nationales (ATF 114 Ia 179 ss; Hottelier, op.

cit., p. 810 ch. 5 in fine) - l'art. 29 al. 1 Cst.

consacre le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le retard

injustifié à statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle

lorsqu'elle ne rend pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai

prescrit par la loi ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que

toutes les autres circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib

311.

consid. 5 p. 323

ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN,

op. cit., p. 200 ss; HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).

5.2

Le caractère raisonnable de la durée de la

procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,

lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères

sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que

revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et

celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311

consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au justiciable

d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse diligence,

que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant, le cas

échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158 s.). Le

comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur en

procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties doivent

faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure (HAEFLIGER/

Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1243

p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques

"temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (cf. ATF

124.

I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge structurelle

ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une procédure (ATF 122 IV

103.

consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p. 165); il appartient en

effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à garantir aux citoyens

une administration de la justice conforme aux règles (ATF 119 III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p.

506.

s.; HAEFLIGER/ SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER,

op. cit., n. 1244 et 1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7).

5.3

La sanction du dépassement du délai

raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du

principe de célérité,

qui constitue une forme de réparation pour celui qui en est la victime. Cette

constatation peut également jouer un rôle sur la répartition des frais et

dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411 consid. 1.3 p.

417.

et les références). Dans certaines circonstances, si les conditions de la

responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour acte illicite

sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à statuer peut

être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il n'appartient pas au

Tribunal fédéral, saisi d'un recours de droit administratif, de se prononcer

sur cette question, d'autant que les recourantes n'ont pas formulé de conclusions

dans ce sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)."

(sottolineatura del redattore)

Come

evidenziato nel giudizio riportato, in caso di accoglimento di un ricorso per

ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore sociale di

concludere entro un termine ragionevole la procedura, rispettivamente di dar

seguito alla chiesta misura (cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110). Il

giudice non deve analizzare il merito della fattispecie ma semplicemente

valutare se sussista in concreto una denegata giustizia od un ritardo

ingiustificato da parte della Cassa. Qualora l’amministrazione abbia dato

seguito alle domande dei ricorrenti nelle more della procedura occorre

verificare, per determinare l’eventuale diritto a ripetibili stante il

patrocinio, se il ricorso era necessario e se un ritardo nella reazione della

Cassa è sussistito.

Questi

principi sono stati recentemente espressi da questo Tribunale cantonale delle

Assicurazioni in una sentenza emanata nella composizione completa (sentenza del

14.

novembre 2011, inc. 36.2011.72).

4.

In

concreto l’assicuratore ritiene in sostanza di non dover emanare alcuna

decisione sulla sospensione (o sulla revoca della sospensione) delle

prestazioni LAMal, avendone già emesse 4, di cui almeno una, secondo la Cassa, sicuramente

ricevuta dall’assicurato, come comproverebbe il fax datato 2 maggio 2007 del

curatore dell’insorgente dove viene apparentemente fatto riferimento alla prima

decisione (cfr. plico doc. 1-9), ciò che, in sede di udienza, è stato

contestato dall’insorgente sulla base di un e-mail del proprio curatore (doc.

VIII/2).

Va

innanzitutto evidenziato che con sentenza pubblicata in DTF 133 V 50, l’Alta

Corte ha stabilito che la mancata entrata in materia su una domanda di

riconsiderazione di una decisione non è impugnabile mediante opposizione.

Il

Tribunale federale ha in quell’occasione rilevato che con la riconsiderazione si

impone all’amministrazione di ritornare su decisioni già cresciute in giudicato

e un rifiuto della domanda non metterebbe fine al contenzioso giacché

l’assicurato potrebbe chiedere nuovamente la riconsiderazione della decisione e

renderebbe in sostanza privo di effetto il termine di 30 giorni per inoltrare

opposizione (DTF 133 V 50 consid. 4.2).

Nel

caso di specie tuttavia non si tratta di decidere circa una riconsiderazione

delle decisioni datate 11 aprile 2007, 6 agosto 2007, 15 ottobre 2007 e 3 marzo

2008.

L’insorgente

chiede infatti (anche) che l’assicuratore emetta una decisione sul ripristino

della copertura delle prestazioni LAMal (o una revoca della sospensione) poiché

sostiene che le citate decisioni non gli sono mai state notificate (cfr. doc.

VIII).

In

questo senso alla richiesta di emanare una decisione formale di ripristino

delle prestazioni doveva essere dato seguito tramite un provvedimento in cui la

Cassa avrebbe dovuto accogliere oppure rifiutare la domanda, specificandone i

motivi.

In

altre parole, con la decisione richiesta, l’assicuratore non deve decidere

nuovamente circa la sospensione o circa la correttezza della procedura che lo

ha condotto a sospendere le prestazioni LAMal, avendo già statuito in merito, ma,

nel caso di mantenimento della sospensione, deve semmai indicare per quale

motivo un ripristino delle prestazioni nel caso di specie non è possibile, ad

esempio sostenendo di aver notificato regolarmente le decisioni dell’11 aprile

2007, 6 agosto 2007, 15 ottobre 2007 e 3 marzo 2008 e verificando che i

relativi debiti posti a fondamento delle citate decisioni non sono ancora stati

soluti (cfr. a questo proposito la DTF 129 V 455, dove applicando il

vecchio diritto, ma il cui principio generale è tuttora valido, l’Alta Corte ha

affermato che la sospensione termina con il pagamento di quei premi [incluse le

spese accessorie] che hanno fatto l’oggetto dell’attestato di carenza beni [rispettivamente

dell’esecuzione] all’origine dell’avvio della procedura [cfr. consid. 2.3: “Ein Leistungsaufschub und die damit einhergehende

subsidiäre Leistungspflicht der zuständigen Sozialhilfebehörde rechtfertigt

sich nur für Beitragsausstände, welche in einem bestimmten Verlustschein

verkörpert und der Sozialhilfebehörde so urkundenmässig ausgewiesen zugegangen

sind“].).

Ne

segue che nella misura in cui il ricorso per denegata giustizia tende alla

condanna della Cassa all’emissione di una decisione formale che statuisca circa

il ripristino del pagamento delle prestazioni il ricorso va accolto e l’incarto

rinviato all’amministrazione per i suoi incombenti.

Al

ricorrente, rappresentato da una persona cognita in materia, vanno assegnate le

ripetibili.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso

è accolto.

L’incarto

è rinviato all’amministrazione per l’emissione di una decisione formale che

statuisca circa il ripristino del pagamento delle prestazioni LAMal.

2. Non

si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello

Stato. CO 1 verserà fr. 1'500.-- (IVA inclusa) al ricorrente a titolo di

ripetibili.

3. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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