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Decisione

36.2012.1

Ricorso contro comunicazione emessa su richiesta di riesame che non costituisce una formale decisione. Gravame irricevibile anche quale ricorso per denegata giustizia

10 gennaio 2012Italiano21 min

Source ti.ch

Fatti

15 giorni, termine non prorogabile;

- che

nel caso in esame non occorre procedere al rinvio del ricorso alla signora RI 1,

e per essa al figlio __________, alla luce dell’esito della procedura e della

conseguente trasmissione degli atti completi (immediata) all’assicuratore

affinché lo stesso emani – nei tempi più brevi possibili alla luce della sua

conoscenza del dossier che ha interessato il proprio medico di fiducia a diverse

riprese – un provvedimento impugnabile mediante opposizione dapprima e quindi,

semmai, mediante ricorso al Tribunale cantonale delle Assicurazioni;

- che

più dettagliatamente occorre qui riprendere i principi

dedotti dalla giurisprudenza federale in materia, e più specificatamente per

costante giurisprudenza federale, la decisione impugnata costituisce il

presupposto ed il contenuto della contestazione sottoposta all'esame giudiziale

(cfr. SVR 2005 AHV N. 19; DTF 130 V 388; DTF 122 V 36 cons. 2a, DTF 110 V 51

cons. 3b e giurisprudenza ivi citata; SVR 1997 UV 81, p. 294). Se non è stata

emessa nessuna decisione, la contestazione non ha oggetto e non può dunque

essere pronunciata una sentenza nel merito (cfr. STF C 22/06 del 5 gennaio

2007; DTF 131 V 164 cons. 2.1; DTF 125 V 414 cons. 1A; DTF 119 Ib 36 cons. 1b);

- che

in virtù dell’art. 52 cpv. 1 LPGA le decisioni possono essere impugnate entro

trenta giorni facendo opposizione presso il servizio che le ha notificate;

fanno eccezione le decisioni processuali e pregiudiziali. A norma dell’art. 52

cpv. 2 LPGA le decisioni su opposizione vanno pronunciate entro un termine

adeguato (ciò che vale anche per le decisioni formali richieste).

Sono

motivate e contengono un avvertimento relativo ai rimedi giuridici. Giusta

l’art. 56 cpv. 1 LPGA le decisioni su opposizione e quelle contro cui

un’opposizione è esclusa possono essere impugnate mediante ricorso. Secondo

l'art. 56 cpv. 2 LPGA il ricorso può essere interposto anche se l'assicuratore,

nonostante la domanda dell'assicurato, non emana una decisione o una decisione

su opposizione. L’art. 56 cpv. 2 LPGA include sia i ricorsi per ritardata giustizia

che per denegata giustizia (Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo-Basilea-Ginevra

2003, art. 56 nota 10 pag. 560). Secondo il Tribunale Federale, vi è diniego di

giustizia qualora un'autorità giudiziaria od amministrativa non si occupi di

una domanda, per la cui risoluzione essa é competente (DTF 114 V 147 cons. 3a e

riferimenti ivi menzionati; Kieser, op. cit, art. 56 nota 10 pag. 560). Sempre

secondo la giurisprudenza vi è diniego di giustizia nel caso in cui l'autorità

competente si dimostri certo pronta ad emanare una decisione, ma ciò non

avviene entro un termine che appare adeguato, tenuto conto della natura

dell'affare nonché dell'insieme delle altre circostanze (DTF 107 Ib 164 cons.

3b e riferimenti). Irrilevanti sono le ragioni che hanno determinato il diniego

di giustizia. Decisivo per l'interessato è unicamente il fatto che l'autorità

non abbia agito, rispettivamente, non abbia agito in maniera tempestiva (DTF

108 V 20 cons. 4c, 103 V 195 cons. 3c). Nel giudicare l'esistenza di una

ritardata giustizia, si deve procedere ad una valutazione delle circostanze

oggettive. Vi è, quindi, ritardata giustizia quando le circostanze che hanno

condotto ad un prolungamento della procedura non appaiono oggettivamente

giustificate (DTF 103 V 195 cons. 3c in fine). Criteri rilevanti sono,

segnatamente, la natura della procedura, la difficoltà della materia ed il comportamento

dell'interessato (DTF 125 V 188; VPB 1983 n. 150 p. 527 e EuGRZ 1983 p. 483).

Il principio secondo cui la procedura innanzi al Tribunale cantonale delle assicurazioni

deve essere semplice e spedita (art. 61 cpv. 1 lett. a LPGA) è espressione di

un principio generale del diritto delle assicurazioni sociali e vale, perciò,

anche nell'ambito della procedura amministrativa (DTF 110 V 61 consid. 4; cfr. pure Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung,

Zurigo 1999, p. 243 n. 509);

- che dottrina e giurisprudenza hanno stabilito che una ritardata

giustizia può essere ammessa soltanto allorquando la competente autorità

protrae più del dovuto la trattazione di un affare. Ciò non è il caso se essa

prende dei provvedimenti positivi, ad esempio dei provvedimenti probatori

supplementari;

- che

qualora l'autorità si sia occupata di una vertenza senza notevole ritardo, una

violazione della Costituzione può essere ammessa soltanto se determinati

provvedimenti sono stati presi abusivamente (Meyer, Das Rechtsverzögerungsverbot

nach Art. 4 BV, tesi Berna 1985, p. 78 e riferimenti giurisprudenziali);

- che

in una sentenza del 25 giugno 2003 nella causa Q., I 841/02, pubblicata in DTF

129 V pag. 411 e seg., il TFA ha ammesso l'esistenza di un ritardo

ingiustificato a carico dell'Ufficio AI e della Commissione federale di ricorso

in materia di AVS/AI, trattandosi di una procedura durata globalmente più di 10

anni (dal momento in cui è stata presentata la domanda di prestazioni a quello

in cui è stata resa la sentenza impugnata). Nella DTF 125 V 188ss., il TFA ha

invece negato l'esistenza di un ritardo ingiustificato, trattandosi di un

assicuratore malattie che, trascorsi meno di 4 mesi dal momento in cui

l'assicurato ha interposto opposizione, non aveva ancora proceduto ad emanare

la decisione di sua competenza. In RAMI 1997 U 286, p. 339s., la Corte federale

ha riconosciuto una ritardata giustizia a carico di un tribunale cantonale che

era rimasto completamente inattivo nei riguardi di una causa pendente da 42

mesi e suscettibile di essere giudicata da 27 mesi (ossia a partire dall'evasione

di un atto di ricusa). In questa stessa pronuncia, il TFA ha illustrato alcuni

precedenti in cui era stato chiamato a decidere circa l'esistenza di una ritardata

giustizia:

" Das Eidgenössische Versicherungsgericht hat in

ähnlichen Fällen, bei denen keine besonderen Umstände vorgelegen hatten, Verfahrensdauern

von 20 Monaten (unveröffentliches Urteil P. vom 4. Juli 1994, C 101/94) oder 22 Monaten (unveröffentliches Urteil G. vom 4. September 1990, I 421/89) als

Grenzfälle betrachtet. Im Urteil Z. vom 12.Oktober 1995 erachtete es eine

Erledigungszeit von 39 Monate als zu lange, verneinte jedoch eine

unrechtmässige Verzögerung, weil besondere Umstände hinzukamen. Andererseits

hiess es eine Rechtsverzögerungbeschwerde bei einer Verfahrensdauer von 40

Monate gut (unveröffentliches Urteil P. vom 10. März 1993, M 1/92)." (RAMI succitata)

Nella

sentenza del 20 settembre 1995, causa A.L. del Tribunale TC Argovia, è stata

riconosciuta una ritardata giustizia, poiché un'autorità aveva atteso più di 9

mesi prima di procedere ad ordinare un'ulteriore perizia (Kieser, Das

Verwaltungsverfahren in der AHV und IV in: Schaffhauser/Schlauri,

Verfahrensfragen in der Sozialversicherung, San Gallo 1996, p. 92s.). Nel caso

giudicato il 22 giugno 1998 dal TC Nidwaldo l'amministrazione è stata

(soltanto) biasimata per aver lasciato trascorrere più di un anno senza

prendere alcuna decisione dopo ricezione di una perizia (Plädoyer 6/1998, p.

67). Il TFA ha stabilito, in una sentenza pubblicata in SVR 2001 KV 38, p.

109s., che l'oggetto di un ricorso per denegata o ritardata giustizia é

soltanto la verifica del preteso diniego o del preteso ritardo: il tribunale

non può, quindi, decidere in merito alle prestazioni. Le prestazioni

assicurative materiali, in effetti, non costituiscono l'oggetto litigioso di

questa procedura. Questa giurisprudenza è da considerare valida anche sotto

l’imperio dell’art. 56 cpv. 2 LPGA (Kieser, op. cit., art. 56 nota 12 pag. 56).

Il TF ha ripreso gli stessi principi in un recente giudizio in materia di assicurazione

infortuni (DTF 22 febbraio 2010 inc.8C_613/2009) in cui così si è espresso:

" Aux termes de l'art. 29 al. 1 Cst., toute personne

a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce que sa cause

soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le caractère raisonnable

de la durée de la procédure s'apprécie en fonction des circonstances

particulières de la cause et, entre autres critères, sont notamment

déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que revêt le litige

pour l'assuré ainsi que le comportement de celui-ci et des autorités intimées.

A cet égard, il appartient au justiciable d'entreprendre certaines démarches

pour inviter l'autorité à faire diligence, notamment en incitant celle-ci à

accélérer la procédure ou en recourant pour retard injustifié. Si on ne saurait

reprocher à l'autorité quelques "temps morts", elle ne peut invoquer

une organisation déficiente ou une surcharge structurelle pour justifier la

lenteur de la procédure (ATF 130 I 312 consid. 5.1 et 5.2 p. 331 s. et les références).

2.3 On ajoutera qu'en droit des assurances sociales, la procédure

de première instance est gouvernée par le principe de célérité. Ce principe

est consacré à l'art. 61 let. a LPGA qui exige des cantons que la procédure

soit simple et rapide; il constitue l'expression d'un principe général du

droit des assurances sociales (ATF 110 V 54 consid. 4b p. 61)." (sottolineatura del

redattore)

Si

veda inoltre la sentenza cantonale di Ginevra pubblicata in SJ 2010 PAG. 297 in particolare cons. 3.1. pag. 301 secondo cui:

Considerandi

" Selon la jurisprudence, l'autorité qui ne traite

pas un grief relevant de sa compétence, motivé de façon suffisante et

pertinente pour l'issue du litige commet un déni de justice formel proscrit par

l'art. 29 al. 1 Cst. (ATF 134 I 229 c. 2.3 p.

232; ATF 117 Ia 116 c. 3a p.

117.

et les

références). De même, la jurisprudence a déduit du droit d'être entendu de l'art. 29 al. 2 Cst. l'obligation pour l'autorité de motiver sa

décision, afin que l'intéressé puisse se rendre compte de la portée de celle-ci

et l'attaquer en connaissance de cause. La motivation d'une décision est

suffisante lorsque l'autorité mentionne, au moins brièvement, les motifs qui

l'ont guidée et sur lesquels elle a fondé son raisonnement. L'autorité ne doit

toutefois pas se prononcer sur tous les moyens des parties; elle peut se

limiter aux questions décisives (ATF 130 II 530 c. 4.3 p.

540.

et les

arrêts cités)."

- che in DTF 130 I 312 e segg. richiamata

nelle motivazioni appena riprodotte, il TF ha, più esplicitamente, specificato

che:

" Selon l'art. 29 al. 1 Cst.,

toute personne a droit, dans une procédure judiciaire ou administrative, à ce

que sa cause soit traitée équitablement et jugée dans un délai raisonnable. Le

caractère raisonnable ou adéquat du délai s'apprécie au regard de la nature de

l'affaire et de l'ensemble des circonstances, selon un principe déjà fixé sous

l'empire de l'art. 4 al. 1 aCst. (ATF 125 V 188

consid. 2a p. 191/192; ATF 117 Ia 193 consid. 1c p. 197; ATF 107 Ib 160 consid.

3b p. 164/165).

A l'instar de l'art. 6 par. 1

CEDH - qui n'offre, à cet égard, pas une protection plus étendue que les

garanties constitutionnelles nationales (ATF 114 Ia 179 ss; Hottelier, op.

cit., p. 810 ch. 5 in fine) - l'art. 29 al. 1 Cst.

consacre le principe de la célérité en ce sens qu'il prohibe le retard

injustifié à statuer. L'autorité viole cette garantie constitutionnelle

lorsqu'elle ne rend pas la décision qu'il lui incombe de prendre dans le délai

prescrit par la loi ou dans un délai que la nature de l'affaire, ainsi que

toutes les autres circonstances, font apparaître comme raisonnable (ATF 119 Ib

311.

consid. 5 p. 323

ss; JÖRG PAUL MÜLLER, Grundrechte in der Schweiz, 3e éd., p. 505 ss; HAEFLIGER/SCHÜRMANN,

op. cit., p. 200 ss; HOTTELIER, op. cit., p. 810/ 811).

5.2

Le caractère raisonnable de la durée de la

procédure s'apprécie en fonction des circonstances particulières de la cause,

lesquelles commandent généralement une évaluation globale. Entre autres critères

sont notamment déterminants le degré de complexité de l'affaire, l'enjeu que

revêt le litige pour l'intéressé ainsi que le comportement de ce dernier et

celui des autorités compétentes (ATF 124 I 139 consid. 2c p 142; ATF 119 Ib 311

consid. 5b p. 325 et les références indiquées). A cet égard, il appartient au

justiciable d'entreprendre ce qui est en son pouvoir pour que l'autorité fasse

diligence, que ce soit en l'invitant à accélérer la procédure ou en recourant,

le cas échéant, pour retard injustifié (ATF 107 Ib 155 consid. 2b et c p. 158

s.). Le comportement du justiciable s'apprécie toutefois avec moins de rigueur

en procédure pénale et administrative que dans un procès civil, où les parties

doivent faire preuve d'une diligence normale pour activer la procédure (HAEFLIGER/

Schürmann, op. cit., p. 203/204; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1243

p. 594). On ne saurait par ailleurs reprocher à une autorité quelques

"temps morts"; ceux-ci sont inévitables dans une procédure (cf. ATF

124.

I 139 consid. 2c p. 142). Une organisation déficiente ou une surcharge

structurelle ne peuvent cependant justifier la lenteur excessive d'une

procédure (ATF 122 IV 103 consid. I.4 p. 111; ATF 107 Ib 160 consid. 3c p.

165); il appartient en effet à l'Etat d'organiser ses juridictions de manière à

garantir aux citoyens une administration de la justice conforme aux règles (ATF

119.

III 1 consid. 3 p. 3; JÖRG PAUL MÜLLER, op. cit., p. 506 s.; HAEFLIGER/

SCHÜRMANN, op. cit., p. 204 s.; AUER/MALINVERNI/HOTTELIER, op. cit., n. 1244 et

1245, p. 594/595; HOTTELIER, op. cit., p. 811 ch. 7).

5.3

La sanction du dépassement du délai

raisonnable ou adéquat consiste d'abord dans la constatation de la violation du

principe de célérité,

qui constitue une forme de réparation pour celui qui en est la victime. Cette

constatation peut également jouer un rôle sur la répartition des frais et

dépens dans l'optique d'une réparation morale (ATF 129 V 411 consid. 1.3 p.

417.

et les références). Dans certaines circonstances, si les conditions de la

responsabilité civile de la Confédération ou des cantons pour acte illicite

sont réalisées, le paiement de dommages-intérêts pour le retard à statuer peut

être envisagé. Faute de compétence ratione materiae, il n'appartient pas au

Tribunal fédéral, saisi d'un recours de droit administratif, de se prononcer

sur cette question, d'autant que les recourantes n'ont pas formulé de conclusions

dans ce sens (ATF 129 V 411 consid. 1.4 p. 417/418 et les références)."

(sottolineatura del redattore)

- che

come evidenziato nel giudizio riportato, in caso di accoglimento di un ricorso

per ritardata o denegata giustizia, il Tribunale ordina all’assicuratore

sociale di concludere entro un termine ragionevole la procedura,

rispettivamente di dar seguito alla chiesta misura (Kieser, Verwaltungsverfahren,

cit., nota 507 pag. 240; cfr. anche SVR 2001 KV 38 consid. 2b pag. 110). Il

giudice non deve analizzare il merito della fattispecie ma semplicemente

valutare se sussista in concreto una denegata giustizia od un ritardo ingiustificato

da parte della Cassa. Qualora l’amministra-zione abbia dato seguito alle

domande dei ricorrenti nelle more della procedura occorre verificare, per

determinare l’eventuale diritto a ripetibili stante il patrocinio, se il

ricorso era necessario e se un ritardo nella reazione della Cassa è sussistito;

- che

questi principi sono stati recentemente espressi dal questo Tribunale cantonale

delle Assicurazioni in una sentenza emanata nella composizione completa (TCA 14

novembre 2011, inc. 36.2011.72 in re P.I. e nella decisione 29 novembre 2011 in re A. no. 36.2011.70);

- che

in concreto si ha che il 24 novembre 2011 CO 1 ha ricevuto una richiesta di garanzia

per la copertura di spese di convalescenza presso una struttura adeguata (ma

non ancora fissata), che poteva essere la clinica di __________ rispettivamente

uno specifico reparto della clinica di __________;

- che

CO 1, tramite il suo centro prestazioni di __________, ha tempestivamente reagito,

e già il 28 novembre 2011 rispondeva all’interlocutore (__________) rifiutando

l’assunzione della prestazione e ciò dopo avere interpellato il medico

fiduciario (CO 1 dovrebbe specificare il nome del medico fiduciario

interpellato e le sue competenze per permettere eventuali contestazioni da

parte dell’assicurata);

- che

– per quanto gli atti permettono di ritenere, il 5 dicembre 2011 il medico

aggiunto del reparto di ortopedia dott. __________ ha ribadito la richiesta di

copertura delle spese di ricovero (doc. A2 citato). Anche in questo caso – il

medesimo giorno della richiesta – l’assicuratore ha risposto alla domanda di

riesaminare la richiesta di garanzia emanante dall’Ospedale, evadendola negativamente;

- che

il 6 dicembre 2011 la signora RI 1, per il tramite del figlio, ha contestato

direttamente e personalmente la mancata adesione alla richiesta, intestando

però – da un profilo prettamente formale in maniera non corretta – la sua

domanda quale “opposizione”;

- che

in ogni caso l’assicuratore ha considerato tale domanda quale nuova richiesta

di riesame, rifiutando nuovamente quanto richiesto dall’assicurata il 13

dicembre 2011 (doc. A5);

- che

da quanto precede si deve ritenere come una decisione formale emanata su

opposizione da parte dell’assicuratore ed impugnabile al Tribunale cantonale

delle Assicurazioni non sia stata ancora emessa da parte di CO 1.

L’assicuratore – a vero dire – non ha neppure emesso una decisione formale

soggetta ad opposizione in cui specifichi non solo le ragioni del suo rifiuto

ma pure i rimedi di diritto a disposizione dell’assicurata;

- che

in sostanza un ricorso contro la comunicazione del 13 dicembre 2011 di CO 1

alla curante dell’assicurata dott. __________ appare irricevibile siccome

quanto impugnato non costituisce una decisione resa su opposizione (intimata

all’assi-curata stessa od a rappresentante legittimato);

- che

neppure quale ricorso per denegata giustizia il gravame appare ricevibile in

questa sede siccome l’assicuratore, per il tramite del servizio preposto, ha

dato seguito alle richieste di esame e riesame del caso senza indugio. Vi è

formalmente un ritardo non nell’esaminare la questione sottoposta ma

nell’emanazione di una formale decisione la cui pronuncia non è però stata

richiesta;

- che

alla luce di quanto precede, e dando atto alla signora RI 1 (ed al figlio che

la rappresenta) che le questioni formali della LAMal e della LPGA non sono

semplici e che spettava semmai alla Cassa Malati interpretare – a fronte

dell’insistenza della medesima richiesta di riesame pur proveniente da diverse

fonti – la richiesta di riesame quale domanda di emanazione di una decisione,

si giustifica di ritenere irricevibile il ricorso e di trasmettere immediatamente

sia il gravame che tutta la documentazione ad esso relativa all’assicuratore

(alla sua sede di servizi di __________ che ha trattato la procedura) affinché

provveda ad emanare una decisione formale relativa alla mancata ammissione ad

una cura di convalescenza stazionaria come postulato dai curanti presso __________

e dalla assicurata stessa. CO 1 dovrà indicare il nominativo del proprio medico

fiduciario, specificandone la specializzazione, precisando quali documenti ha

messo a sua disposizione. In caso di opposizione a detta decisione CO 1

emanerà, anche in questo caso in tempi contenuti, la decisione su opposizione

semmai impugnabile al Tribunale cantonale delle Assicurazioni;

- che

alla luce dell’esito della procedura non si fa carico di tasse di giustizia e

spese e non si allocano ripetibili. All’assicuratore, in uno con la presente

decisione, copia di tutti gli atti prodotti dall’assicurata con la sua

impugnativa.

Dispositivo

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

1. Il ricorso 5/9 gennaio 2012 formulato da RI 1, __________, è irricevibile.

2. Gli

atti della procedura, conformemente alle considerazioni esposte, vengono immediatamente

trasmessi all’assicuratore sociale CO 1, sede di __________ (__________ per

quanto di sua competenza.

3. Non

si percepiscono tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili in questa sede.

4. Comunicazione

agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in

materia di diritto pubblico al Tribunale

federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30

giorni dalla comunicazione.

L'atto

di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di

quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del

ricorrente o del suo rappresentante.

Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il

ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale

cantonale delle assicurazioni

Il giudice

delegato Il segretario

Ivano Ranzanici Fabio

Zocchetti

Ultimo aggiornamento: 09.05.2026

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